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  • Social Media e Creator, le piattaforme seguono Clubhouse

    Social Media e Creator, le piattaforme seguono Clubhouse

    Clubhouse permetterà agli utenti di pagare i Creator, in grado di creare contenuti esclusivi. E altre piattaforme social media sono pronte a seguire l’esempio, come già successo con le chat audio.

    Come promesso a fine gennaio, quando la startup ricevette il finanziamento da 100 milioni di dollari da Andreessen Horowitz, Clubhouse ha lanciato la funzionalità che permetterà di pagare i Creator. Chiamata Payments, attraverso questa modalità, gli utenti potranno pagare quelle persone che seguono in quanto capaci di creare “contenuti esclusivi”, i Creator. A loro volta, i Creator avranno la possibilità di guadagnare il 100% dai pagamenti, e questa è un’altra grande novità che permetterà a Clubhouse di metter in crisi la concorrenza delle membership platform.

    Alla fine, Clubhouse, dopo aver lanciato il suo programma di accelerazione “Creator First“, pensato per reclutare Creator e aiutarli a costruire il proprio pubblico, come promesso, l’app che ha rivoluzionato il panorama social media con l’introduzione delle chat audio, permetterà ad un ristretto numero di Creator, per ora, di cominciare a guadagnare.

    social media creator franzrusso.it

    Come funziona payments di Clubhouse

    La funzionalità per i pagamenti di Clubhouse è molto semplice. Una volta toccata l’immagine del profilo del creatori di riferimento, comparirà il pulsante “Invia denaro” (Send Money) offrendo all’utente la possibilità di scegliere quanto pagare. L’intera somma verrà riconosciuta al Creator, a questa andrà aggiunta “una piccola quota di elaborazione della carta” che verrà riconosciuta a Stripe, l’azienda di San Francisco, nata nel 2011, che elabora piattaforme per i pagamenti che già vanta collaborazioni con Google, Amazon, Spotify, Microsoft, Uber, Lyft.

    Ma il vero tema che introduce Clubhouse è quello di portare all’interno di una piattaforma social media la logica “membership”. Ancora una volta Clubhouse può ritenersi pioniera in quanto, con questa mossa, apre la strada ai “social media memerhsip platform”. Perché questo?

    Cresce l’esigenza di contenuti di qualità

    La pandemia ha fatto emergere in maniera evidente quanto ci sia bisogno di accedere a contenuti di qualità, in quanto garantiscono certezza delle informazioni, verificabili, e, cosa non da poco, sicuro valore aggiunto. Possiamo, forse, dire che la pandemia da Covid-19 ha fatto comprendere quanto la logica del contenuto per i “like forzati” non garantisce sempre qualità e valore per chi ne usufruisce. Allora c’è bisogno di altro.

    Vero, Clubhouse in realtà non inventa nulla, esistono già vere e proprie piattaforme di memebership che già attuano questa logica. Solo che, come dicevamo prima, Clubhouse è la prima (se non una delle prime) a sperimentare questa logica all’interno della propria piattaforma. Ecco la novità.

    E come già successo, con l’esplosione delle chat audio, o audio room che dir si voglia, sappiamo già che questa sarà la strategia che adotteranno le altre piattaforme social.

    Cos’è Patreon, la platform membership

    Prima di vedere quali sono, è doveroso, per completezza di informazione, che tra le piattaforme di memebership più usate, ad oggi, non si può non citare Patreon “piattaforma in abbonamento che permette ai creator di ricevere compensi in modo facile. E la società fondata da Jack Conte (CEO) e Sam Yam ha triplicato il suo valore, arrivano a 4 miliardi di dollari, grazie ad un nuovo investimento di 155 milioni di dollari. La dimostrazione che la strada del membership sarà, presto, quella che seguiranno tutti.

    A proposito dei 4 miliardi di dollari di valore di Patreon, è notizia di oggi, riportata da Bloomberg, secondo fonti, che Clubhouse starebbe arrivando allo stesso valore di 4 miliardi di dollari in quanto è in attesa di ricevere un nuovo finanziamento, anche se non si sa di quanto e non si sa da chi. In pochi mesi quindi l’azienda di Paul Davison e Rohan Seth ha visto lievitare il suo valore, pur non avendo ancora un versione per Android (forse arriverà in estate o poco dopo) e pur non avendo ancora generato un modello di business chiaro a tal punto da generare entrate.

    Ecco, l’introduzione della modalità per i pagamenti e il lancio di una strategia chiara proiettata ai Creator da parte di Clubhouse, sono due pilastri su cui si basa tutta la strategia dell’app di chat audio e, nei prossimi mesi, vedremo se questa pagherà.

    Le altre piattaforme social: Super Follows di Twitter

    Intanto le altre piattaforme non stanno solo a guardare. Twitter, che in questi giorni ha rilasciato la possibilità di aprire spazi su Twitter Spaces anche su Android, sebbene sempre in modalità “beta” (se vi va, seguite anche il nostro #SpazioTech) sta per lanciare Super Follows, un programma orientato ai Creator in abbonamento che consentirà loro di monetizzare. La funzionalità permetterà poi alla società di Jack Dorsey di sperimentare una nuova linea di business che consentirà di ottenere nuove entrate. Un modo per smarcarsi, se vogliamo, dalla dipendenza dall’advertising.

    Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

    Anche TikTok guarda ai Creatori realizzando il “Fondo per Creator”, al quale possono accedere utenti che superano un certo numero di visualizzazioni mensili. Adesso si parla di 100 mila visualizzazioni in 30 giorni. Da alcune stime, emerge che per generare entrate per i Creator, bisogna partire da un minimo di circa 80 mila visualizzazioni per ottenere 1 euro.

    La “Creator Mode” di LinkedIn

    Ai Creator guarda anche LinkedIn, introducendo “Creator Mode”, che verrà rilasciata per gli utenti entro questo mese, permettendo agli utenti di aggiungere funzionalità in modo da rendersi riconoscibili su certi argomenti ed essere considerati come “influencer” o “opinion leader”. Una volta impostata la modalità, il tasto “Connetti” si trasformerà in “Segui”. Inoltre, sarà possibile inserire, all’interno del proprio profilo, degli hashtag che caratterizzano i contenuti dell’utente.

    E sempre LinkedIn è ormai pronta a lanciare la sua audio room, come abbiamo visto qualche giorno da, un altro strumento per aiutare i Creator ad emergere. Anche se ancora non è chiaro il modo con cui gli stessi Creator possano pensare di monetizzare a fronte di una attività sempre più strutturata sulla piattaforma.

    Ecco, questa era solo una considerazione di un grande tema che, vedremo nei prossimi mesi, sarà sempre più al centro dell’attenzione di tutti.

    E voi che ne pensate?

  • Clubhouse compie 1 anno e in Italia sono 435 mila i download

    Clubhouse compie 1 anno e in Italia sono 435 mila i download

    Clubhouse compie 1 anno e i download sono 13 milioni a livello globale. L’Italia si piazza in settima posizione tra i primi 10 paesi al mondo con 435 mila.

    Clubhouse è senza dubbio l’app del momento e fece il suo debutto il 17 marzo 2020, quindi oggi compie il suo primo anno. Curioso notare come, a distanza di un anno, si debba parlare di lockdown, almeno in Italia, parzialmente, e in qualche paese europeo. Forse suona strano dirla in questo modo, ma Clubhouse deve molto alla pandemia perché, essendo costretti tutti, almeno durante la prima ondata, a stare chiusi in casa, ha trovato condizione ideale per emergere in un panorama, quello dei social media, fino al quel momento arroccato a certi standard.

    Comunque la si pensi, come spesso si dice in casi in cui l’opinione non è omogenea, Clubhouse ha sicuramente contribuito a rendere più dinamico lo scenario, introducendo come forma di contenuto la voce.

    Clubhouse, download a livello globale sono 13 milioni

    Dopo un periodo in cui l’app ha conosciuto un momento di diffusione solo circoscritto agli Usa, l’app è diventata popolare verso la fine dell’anno scorso, affacciandosi anche all’interno del mercato italiano. Il successo è stato immediato un po’ ovunque e il nostro paese è uno dei principali mercati per numero di download.

    clubhouse download primo anno franzrusso.it Infatti, in occasione proprio del compleanno di Clubhouse, App Annie ha diffuso dati interessanti. E scopriamo che proprio in questi giorni l’app ha raggiunto il record di 13 milioni di download, erano 5 milioni appena un mese fa. Piccola precisazione sui download. Spesso si dice che i download non corrispondano sempre ad un utilizzo effettivo dell’app, ed è vero. In questo caso specifico, download e uso effettivo corrispondono, perché l’app funziona solo su iOS ed è su invito. Quindi, il dato del download dell’app è conseguenza dell’invito ricevuto a scaricare e ad usare l’app. Potremmo anche sbilanciarci a dire, sempre in questo caso specifico, che ad ogni download corrisponde un utente attivo.

    Clubhouse download italia app annie

    Clubhouse, in Italia i download sono 435 mila

    Il dato, che sicuramente interesserà molti di voi, è quello riferito al nostro paese. Posto che il mercato principale per Clubhouse resta quello degli Usa, possiamo dire che il nostro paese si piazza tra i primi 10, precisamente in settima posizione dopo la Malaysia. Nel dettaglio, ad oggi i download sono 435 mila, sempre secondo i dati forniti da App Annie.

    Recentemente, un sondaggio di Gimmelike ci ha permesso di conoscere cosa ne pensano gli italiani di Clubhouse. Ebbene, il 60% ha espresso apprezzamento, trovandolo “interessante”; il 35% “solo in parte”; il 5%, invece, è rimasto deluso. Tra gli aspetti che piacciono poco dell’app, al primo posto troviamo il fatto di essere “esclusivo” (23%), l’assenza di testo (23%), poco immediato (20%). Il 15% poi lo trova anche noioso. E poi, il 9% non lo trova interessante per la mancanza di video e foto. Altro dato interessante è che il 46,4% pensa che non lo userà, restando comunque in attesa della versione Android che, a detta dei due fondatori, Paul Davison e Rohan Seth, dovrebbe arrivare presto, forse entro la primavera inoltrata.

    Clubhouse, i primi dieci paesi

    Questi sono i dati precisi che riguardano i primi dieci paesi in cui Clubhouse è più popolare. Notate come dopo gli Usa ci sia il Giappone, seguito da Germania (primo paese europeo) e dal Brasile:

    1. Usa: 3,2 milioni
    2. Giappone: 1,8 milioni
    3. Germania: 735.000
    4. Brasile: 615.000
    5. Russia: 540.000
    6. Malesia: 567.000
    7. Italia: 435.000
    8. Regno Unito: 397.000
    9. Corea del Sud: 387.000
    10. Turchia: 363.000

    Clubhouse agli inizi di febbraio ha ricevuto un finanziamento di ben 100 milioni di dollari da Andreessen Horowitz, facendo lievitare il suo valore a 1 miliardo di dollari. In quella occasione venne diffusa quella che è la rotta che l’app seguirà nella sua evoluzione. Al primo posto vi era un passaggio che da subito abbiamo definito qui sul nostro blog come il più interessante, e cioè la possibilità per i creator di poter monetizzare.

    Clubhouse Creator First

    E infatti, a distanza di poche settimane, Clubhouse ha lanciato il suo programma di accelerazione “Creator First”, un programma specifico per i creator, finalizzato a mettere a disposizione tutti gli strumenti per poter monetizzare usando l’app. Obiettivo del programma è di portare i creator a generare fino a 5 mila dollari al mese. Traguardo ambizioso, ma evidentemente alla portata.

    Per Clubhouse inizia, forse, la sfida più difficile. Quella di dimostrare, prima del tempo, che non si tratta di un semplice “fuoco di paglia”, di dimostrare quindi di essere una realtà solida. Accanto a questa sfida, si aggiunge anche quella di reggere la concorrenza.

    Twitter, il futuro è nelle Community e nei Creator

    La più concreta è sicuramente quella di Twitter Spaces, una funzionalità di Twitter, in-app, nel senso che non necessità una app stand-alone, che è proprio la risposta a Clubhouse. Twitter in questi giorni sta permettendo ad un ampio gruppo di utenti, su iOS e su Android, di poter ascoltare gli “spazi”. Per ora la possibilità ci crearli resta circoscritta ad un ristretto gruppo di utenti, qualche migliaio in tutto il mondo. E intanto la società guidata da Jack Dorsey ha fatto sapere che Twitter Spaces sarà disponibile per tutti entro poche settimane, ne mese di aprile.

    Rispetto a Clubhouse, il cui funzionamento è molto simile, Spaces offrirà la possibilità di scaricare il file audio e anche la trascrizione della conversazione, oltre alla possibilità di poter importare tweet testuali. E ha già previsto un modo per monetizzare con Super Follows.

    Insomma, la sfida si fa serrata, senza dimentica che anche Facebook si sta preparando a lanciare la sua versione di chat audio anche se ancora non si conoscono altri dettagli.

    E voi che ne pensate? State usando Clubhouse? E come vi trovate?

  • Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse

    Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse

    Secondo quanto riporta il New York Times, Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse e a lanciare il suo servizio di chat audio.

    Secondo quanto riporta il New York Times, Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse e a lanciare il suo servizio di chat audio. E la conferma arriva da due persone molto vicine alle vicende di Menlo Park. La società di Zuckerberg sarebbe quindi pronta a sviluppare un servizio proprio, molto vicino quindi a quello che è oggi Clubhouse, che al momento è nelle fasi iniziali.

    La notizia sta facendo, giustamente, il giro del mondo, ma in realtà non sorprende granché. Qui sul nostro blog avevamo avanzato l’ipotesi che Facebook stessa potesse, prima o poi, acquisire Clubhouse, ripercorrendo un po’ la storia già vista con Instagram, ma a quanto pare l’idea sarebbe quella di farlo direttamente in casa propria. E pensare che solo qualche giorno fa Mark Zuckerberg si era affacciato su Clubhouse, evidentemente per cercare di cogliere qualche elemento da sfruttare.

    Del resto, la storia recente di Facebook è costellata di tante “repliche” trasformate poi in motivo di successo. E ci riferiamo chiaramente alle Instagram Stories, spudoratamente “copiate” da Snapchat, trasformate oggi in una modalità di racconto alternativa all’interno della stessa app, e a Reels, ripresa pari pari da TikTok, e adesso verrà introdotta a modalità di visualizzazione verticale, tipica dell’app di ByteDance, anche per quanto riguarda le Stories.

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    Non è chiaro quando Facebook sarà pronta a lanciare la sua versione di Clubhouse e non si conoscono ancora i dettali, ma è certo che Facebook non si lascerà sfuggire questa occasione di provare a presidiare anche la modalità di contenuto audio, in modo da chiudere il cerchio e abbracciare tutte le modalità attive oggi all’interno del suo ecosistema.

    Come detto in più occasioni ormai, Clubhouse ha acceso un faro sulle chat audio e adesso sono tanti i player che vogliono sperimentare questa modalità. Lo sta già facendo Twitter con il test attivo su Spaces (per questo ha acquisto Breaker), ma di iniziative ne stanno nascendo un po’ ovunque. E non è detto che la stessa app possa poi resistere a tutto questo. Anche se potrebbe continuare ad esistere e non essere più al centro, come è stato per Snapchat.

    Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Bisognerà però capire, nelle prossime settimane se questa mossa corrisponde a verità o se si tratta di strategia per cercare di far aumentare l’interesse attorno al fenomeno Clubhouse. Staremo a vedere e noi saremo qui a raccontarvelo.

  • Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Secondo Apptopia, Clubhouse ha raggiunto quasi 5 milioni di download, con una forte crescita negli ultimi 90 giorni. Anche se a trainare i download non sembra essere Elon Musk, ma la performance di Lion King.

    Il fenomeno Clubhouse continua a crescere, nonostante sia ancora limitato al mondo iOS, e anche su questo si discute molto. Secondo Apptopia, sono già 4,7 milioni i download dell’app, un numero che sembrerebbe relativamente basso, ma se consideriamo che a fine 2020 erano appena 1 milione, allora si può dire che si comincia a dati interessanti. Una crescita del 470%. E in Italia, alla data di oggi, è la più scaricata in assoluto dall’App Store, mentre negli Usa si piazza al 21° posto, in salita, e la classifica delle app più scaricate è guidata da “Robinhood: Investing for all”.

    Evidentemente, le apparizioni di Elon Musk e poi anche quella di Mark Zuckerberg hanno portato ancora più utenti ad usare le app, prendendo sempre più dimestichezza con le stanze. Anche se, come dimostra Sensor Tower, l’evento che ha portato più utenti sull’app è un altro. Si tratta dell’evento live di Lion King del 26 dicembre scorso, un evento che ha raggiunto la capienza nella stanza di 5 mila utenti, come quella di Musk mentre conversava con Vlad Tenev, CEO di Robinhood. Infatti, dal 26 dicembre i download sono dell’app da quel momento sono più che raddoppiati, mentre l’effetto del fondatore di tesla da questo punto di vista è stato “solo” del 15%.

    clubhouse app download globale franzrusso

    La performance di Lion King è stata organizzata da creatori neri, una community molto ampia che fa propria Clubhouse e che sta crescendo sempre di più. Tra loro figura anche il chitarrista Bomani X, attualmente presente sull’icona dell’app.

    I download di Clubhouse, ad ogni modo, hanno subito un’accelerazione negli ultimi 90 giorni, riuscendo, proprio negli ultimi due mesi, ad arrivare, come dicevamo, a quasi 5 milioni di download.

    Come abbiamo raccontato, nei giorni scorsi, l’app di recente ha ricevuto un finanziamento da 100 milioni di dollari dallo stesso venture capital che seguì anche Instagram, Andreessen Horowitz, e la strada tra le due app sembra molto simile. Clubhouse vale già 1 miliardo di dollari.

    Clubhouse, ecco perché è sulla scia di Instagram

    Al momento si discute ovunque, anche nel nostro paese, di come “l’esclusività” dell’app stia creando qualche perplessità. Al momento, sono molte le personalità legate al mondo della tecnologia e influencer che stanno aderendo al fenomeno. E altrettante sono le figure che lamentano l’impossibilità di tenere lontani account indesiderati, tema che è emerso molto in queste ultime settimane.

    Il crescente interesse attorno a Clubhouse sta aumentando l’attenzione verso il mondo delle conversazioni in audio. E così, come vi abbiamo già raccontato, mentre siamo in attesa di poter usare anche in Italia le chat audio di Twitter, Spaces, nascono nuove app e nuove piattaforme.

    L’ultima in ordine di tempo è quella di Mark Cuban, che con la sua Fireside si pone l’obiettivo di creare “una nuova piattaforma podcast che abilita la conversazione live“. Ma ci sono anche app come Wavve, Riffr, Spoon che mettono al centro l’audio-first.

    Insomma, il fenomeno Clubhouse è destinato a crescere, lo sarà ancora di più quando sarà disponibile anche per Android, ed è destinato a cambiare lo scenario social media.

  • Clubhouse, ecco perché è sulla scia di Instagram

    Clubhouse, ecco perché è sulla scia di Instagram

    Clubhouse è il fenomeno del momento e sta spopolando anche in Italia, sebbene sia ancora solo per iOS. Ma ci sono dei punti in comune con la storia di Instagram, a partire dallo stesso venture capital: Andreessen Horowitz.

    Clubhouse ormai è sulla bocca di tutti anche in Italia, da giorni su diverse piattaforme gli utenti si rincorrono per procurarsi un invito e prendere parte alle stanze tematiche. Un passaggio inevitabile alimentato dal fatto che l’app, al momento, é solo per iOS. Ma una volta che sarà disponibile la versione per Android è molto probabile che l’app diventerà più popolare.

    La riflessione, breve, che vogliamo fare oggi con voi, é molto semplice. Partiamo da un primo punto. Qualche giorno fa, e lo abbiamo scritto anche qui sul nostro blog, l’app ha ricevuto un finanziamento importante, 100 milioni di dollari, da Andreessen Horowitz, venture capital tra i più importanti al mondo. AH aveva già finanziato l’app con 12 milioni di dollari nella primavera scorsa.

    Ora, i 100 milioni dell’altro giorno hanno già fatto lievitare il valore di Clubhouse a 1 miliardo di dollari, un valore enorme se pensate che l’app non abbraccia ancora Android e già conta più di 2 milioni di utenti a settimana.

    clubhouse app instagram franzrusso.it 2021

    Per AH, Clubhouse rappresenta un grande investimento da far fruttare.

    Subito dopo l’annuncio dell’investimento di “Serie A” (da considerare che nel 2020 l’investimento medio di questo tipo è stato di 15 milioni di dollari), Clubhouse ha pubblicato quella che sarà la road map da seguire per i prossimi mesi e, secondo noi, il punto più interessante è quello che riguarda i creator che potranno contare sulla possibilità di monetizzare attraverso la vendita di abbonamenti e la vendita di biglietti. Per Clubhouse questo rappresenterebbe un punto di forza non indifferente.

    Ricordiamo che si tratta di un un’app interessante che mette la voce al centro di tutto, come strumento attraverso il quale stringere Relazioni e che libera l’utente dal “like” forzato.

    Detto questo, è utile ricordare che se Andreessen Horowitz investe in maniera massiccia, come in questo caso, lo fa perché crede nell’app e, soprattutto, perché ritiene che l’app sia utile per il proprio business, e rappresenta la spiegazione all’investimento di Serie A. Quindi, l’obiettivo è quello di mettere a disposizione di Clubhouse finanziamenti sufficienti per fare in modo che venga sviluppato il prodotto, che vengano sviluppate altre funzionalità, la versione per Android, un sistema di monitoraggio tale da controllare casi di hate speech, come già successo.

    A quel punto l’app è pronta per essere venduta al migliore offerente. Una strategia, che è la base di AH, che abbiamo visto già in tanti altri casi sempre gestiti dallo stesso venture capital.

    Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Come Instagram, ad esempio, l’exit gestita da Andreessen Horowitz ha portato l’app nelle braccia di Facebook; come Oculus VR, sempre portato nelle mani di Facebook.

    Ma molti di voi ricorderanno la vendita di Skype a Microsoft e sempre a Microsoft ,AH ha venduto GitHub.

    AH ha poi gestito la quotazione in borsa di Twitter, Facebook, Box, Groupon, Pinterest, Zynga e tante altre aziende tech.

    Insomma, è molto probabile che nel giro di 2/3 anni Clubhouse passerà di mano a Facebook o qualche altra big. E certamente non sarà Twitter che ha già avviato in fase di test la sua versione di Clubhouse, chiamata Spaces che presto sarà disponibile per tutti gli utenti.

  • Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Clubhouse annuncia un nuovo finanziamento da Andreessen Horowitz e nuove iniziative, tra cui quella di investire sui creator. Intanto l’app, per ora solo per iOS, conta 2 milioni di utenti attivi a settimana.

    Lanciata nel mese di marzo dello scorso anno, Clubhouse sta ottenendo un riscontro sempre sempre più alto. La startup ha annunciato di aver ricevuto un nuovo importane finanziamento, senza però rivelarne l’entità, da Andreessen Horowitz attraverso l’azienda partner Andrew Chen. Un nuovo finanziamento che, secondo alcuni analisti finanziari, porterebbe già il valore della startup a 1 miliardo di dollari, una valutazione enorme se pensate che a fine 2020 l’app veniva valutata intorno ai 100 milioni di dollari.

    [La notizia è che il finanziamento, inizialmente non confermato, è che si tratti di 100 milioni di dollari, una cifra considerevole.]

    Con questo ultimo finanziamento, Clubhouse dichiara di essere arrivata fino ad oggi più di 180 investitori. Gli ultimi finanziamenti erano stati a maggio scorso con 12 milioni di dollari (investimento di Serie A), sempre da Andreessen Horowitz. Questo dimostra il crescente interesse verso l’app di chat audio che sta cominciando ad appassionare un po’ tutti. Ricordiamo che l’app fino ad oggi funziona solo per iOS, conta già 2 milioni di utenti attivi a settimana e funziona, almeno per adesso, solo su invito.

    Al suo debutto, ma anche nei mesi successivi, si era discusso dell’ap per via della diffusione di contenuti antisemiti, incitanti all’odio, situazioni che avevano fatto dubitare molto su quello che poteva essere il livello di moderazione all’interno dell’applicazione. Sembra evidente che uno degli aspetti che verranno maggiormente potenziati con questa nuove iniezione di finanziamenti, sarà la moderazione e anche la possibilità di estendere l’uso dell’app anche su altri sistemi come Android. E sarà a quel punto che l’app comincerà a conoscere una crescita ancora più forte.

    clubhouse app franzrusso.it 2021

    Clubhouse nasce con una caratteristica che altre piattaforme non hanno, e cioè quella di sfruttare la voce come mezzo per creare coinvolgimento, condivisione, discussione e quindi relazione. La voce, tra l’altro, come mezzo esclusivo, nel senso che non esistono altre modalità. Di per sé questo è già molto interessante, e per questo non va sottovalutata.

    Le valutazione che arrivano, soprattutto dagli Usa, da chi la utilizza sono già molto positive. Proprio per il fatto che questa app apre a nuovi scenari. Nell’annunciare il nuovo finanziamento, Clubhouse ha delineato quella che sarà la road map da seguire per i prossimi mesi e un obbiettivo molto interessante è quello di investire sui creator, ossia quelli che creano le conversazioni i quali potranno ricevere dei riconoscimenti, nel senso che verranno pagati attraverso forme come gli abbonamenti o la vendita di biglietti.

    Come funziona Clubhouse

    In maniera sintetica, Clubhouse funzione attraverso stanze tematiche, stanze intese come luoghi dove le persone si incontrano per discutere, a voce, di un tema specifico. Come abbiamo detto, la stanza viene creata da un utente e poi invita altre persone a prendervi parte. La cosa interessante è che le persone invitate partecipano attivamente alla conversazione, semplicemente alzando la mano. Sì, proprio come se si fosse in presenza ad un incontro per poter fare “sentire la propria voce”.

    Questa è una caratteristica che altre piattaforme social non hanno, ed ecco perchè l’app rappresenta forse una delle novità più interessanti nello scenario dei social media. La partecipazione degli utenti è dinamica, molto diversa da quella che si genera attraverso un tweet o un post su Facebook. Si tratta di una interazione che avviene in tempo reale e ognuno può intervenire in una stanza, oppure uscire e andare a sentire di cosa si parla nella stanza di fianco.

    L’app ha conosciuto un momento di grande lancio in questa pandemia, ma siamo sicuri che riscuoterà ancora più successo anche dopo, quando torneremo alla nostra vita di sempre.

    Clubhouse mette insieme le caratteristiche dei social, la voglia di partecipare attivamente alla discussione, facendo sembrare tutto come un grande podcast che l’utente può ascoltare anche mente fa altro. Ecco un’altra grande differenza con le altre piattaforme.

    Questi alcuni dei canali attualmente presenti sull’app che danno meglio l’idea di cosa si puà fare: Startup Club, Black Wealth Matters, Leadership Reinvented, Music & Technology, Dear Young Queen, Health Is Wealth, Designkinds the Multi Creatives, NBA Fan Club, Smiling & Positivity, Afropolitan Lounge, Muslims & Friends, The Legacy Think Tank, Reinventing Health\Care, The True Love Society, TikTok Marketing Secrets. E molto altro ancora.

    Ma, attenzione, si affaccia all’orizzonte, e lo abbiamo raccontato qui sul nostro blog, un potenziale concorrente per Clubhouse, e stiamo parlando di Spaces di Twitter. La chat audio della piattaforma da 280 caratteri è in fase di test per una platea di utenti ristretta e presenta, tuttavia, alcune interessanti funzionalità come la trascrizione in tempo reale dell’audio e la possibilità di poter condividere all’interno della chat audio un tweet, così per meglio circoscrivere la conversazione.

    Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Come già sottolineato, vale lo stesso problema come per Clubhouse, ossia quello relativo alla moderazione. Twitter da questo punto di vista ha dovuto impegnarsi molto per cercare di limitare i fenomeni di troll, hate speech e altro. Fenomeni negativi che possiamo dire essere stati alla base della scarsa crescita della base utenti. La piattaforma di Jack Dorsey ha l’opportunità di provare a offrire qualcosa di nuovo rispetto a Clubhouse, anche se sarà molto difficile soprattutto perché gli utenti che prendono parte a Clubhouse provengono da diverse parti e hanno background molto vari.

    Insomma, Clubhouse non è assolutamente da sottovalutare, rappresenta una novità interessante, specie se riuscirà a mettere in piedi un processo di moderazione efficace, per non sprecare l’occasione.

    E voi che ne pensate? Avete già usato l’app?

  • Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Twitter, ecco Fleets a livello globale e forse le chat audio

    Dopo averli testati in Italia a maggio, Twitter lancia Fleets a livello globale. E intanto sperimenta una funzionalità per la conversazione in audio, come accade su Clubhouse. Ma siamo sicuri che sia quello che serve a Twitter?

    Twitter lancia Fleets, il suo formato effimero, a livello globale, un formato che noi in Italia abbiamo conosciuto per primi a fine maggio, dopo i test fatti in Brasile. In realtà, il lancio in Italia, insieme a quello in Corea del Sud e in India, è servito per affinare meglio lo strumento che permette di creare dei contenuti che scompaiono nell’arco delle 24 ore successive. Prima del lancio ufficiale, qualche giorno fa c’era stato il rilascio della funzionalità in Giappone.

    Creare un contenuto effimero usando Fleets è molto semplice, per semplificare il tutto diciamo che è simile alle Stories di Instagram. A differenza però di quello che era il layout di maggio, il formato che vediamo oggi risulta essere molto più ricco. Infatti adesso è possibile usare il grassetto per i testi, cambiare colore al testo e allo sfondo, spostare l’immagine che si vuole usare (prima era fissa al centro). Insomma, viene introdotta una serie di tool che sicuramente aiutano a creare dei contenuti sì effimeri, ma comunque interessanti.

    twitter feets global franzrusso.it

    Adesso si possono condividere i tweet all’interno di Fleets, basta semplicemente cliccare su “Condividi” che si trova in basso a destra e scegliere “Condividi su Fleets“. Al momento però questa possibilità on sembra essere ancora attiva in Italia (ma attendiamo aggiornamenti), ma siamo sicuri che sarà molto apprezzata.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328684389388185600

    Come già sapete, specie se le state usando (?), la risposta ad un contenuto effimero avviene sempre via DM, allo stesso modo di quello che succede anche per le Instagram Stories (ancora per poco però, come abbiamo visto qui).

    Come già detto in altre occasioni, Fleets sicuramente sembra essere una modalità tardiva per una piattaforma come Twitter, sembra quasi che questi step sottolinei una sorta di lentezza ad abbracciare le innovazioni da parte della piattaforma. Una considerazione non del tutto sbagliata, anche se molto dipende dall’ingresso nella società del Fondo Elliott, sì quello che possiede il Milan (anche questo avevamo scritto) che tra fine febbraio e inizio marzo di quest’anno voleva mandare via Jack Dorsey, in minoranza di fatto all’interno del consiglio di amministrazione della società, salvo poi trovare un accordo in extremis nel giro di qualche giorno.

    In arrivo le chat audio su Twitter

    In realtà, Elliott chiedeva di innovare la piattaforma, un po’ quello che per anni hanno chiesto gli stessi utenti Twitter. Innovazione che da subito ha portato verso un’accelerazione verso Fleets e ora, almeno da quello che è stato annunciato proprio da Twitter, verso una sorta di social network completamente in audio. Per intenderci, si tratta di una sorta di Clubhouse. Si parla quindi di stanze, di chatroom, solo in audio, per conversazione singole o in gruppo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1328838299419627525

    Questa potrebbe essere una vera innovazione, solo che la domanda sorge spontanea. Siamo sicuri che è questo quello che serve a Twitter? E poi, altra domanda, siamo sicuri che Twitter sia in grado di gestire una cosa del genere? Perdonate la banalità, ma come osservato anche da altri, soprattutto negli Usa, Twitter, soprattutto negli ultimi due anni, ha faticato a gestire il fenomeno hate speech, contenuti di violenza, disinformazione. Cosa potrebbe succedere con le chat audio?

    La risposta sarebbe, appunto, quello che già è successo con Clubhouse, ancora in versione beta nonostante sia valutata già 100 milioni di dollari, con conversazioni trapelate all’esterno che hanno riguardato un reporter del New York Times e e altre conversazione sfociate poi nell’antisemitismo. Tenete in considerazione che Clubhouse è solo su invito.

    twitter audio chat
    Ecco come potrebbero essere le chat audio su Twitter

    Quindi, davvero Twitter sarebbe in grado di gestire delle conversazioni audio? E, soprattutto, perché puntare sull’audio?

    Semplice risposta anche qui, perché lo vuole il Fondo Elliott che punta a presentare Twitter come una piattaforma che sa innovare e renderla appetibile agli investitori.

    Mudge nuovo responsabile della sicurezza di Twitter

    Sulla capacità di gestione della sicurezza della piattaforma in generale, va detto che Twitter nelle ultime ore ha fatto un annuncio importante, ossia la nomina come nuovo responsabile della sicurezza Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”. Riferirà direttamente al CEO, Jack Dorsey.

    A tutto questo, aggiungiamo un’altra considerazione e cioè che Twitter comunque non ha il fiuto per le innovazioni. Solo in un caso, arrivò prima con Periscope, il fenomeno del self video broadcasting, ma perse tempo facendosi superare in curva da Facebook Live.

    Adesso prova ad agganciare il fenomeno audio, da come presentato, non sarà di grande aiuto.