Tag: Instagram

  • Bottom Nine, le immagini su Instagram che hanno ottenuto zero like

    Bottom Nine, le immagini su Instagram che hanno ottenuto zero like

    E se, invece di celebrare le immagini che hanno ricevuto più like, invertissimo la narrazione celebrando quelle con “zero like”? E’ questo che ha portato Kahlùa a realizzare una mostra a New York, dal 25 al 28 luglio, dal titolo “Zero Likes Given” e un sito, Bottom Nine, dove è possibile rintracciare le foto condivise su Instagram che hanno avuto meno gradimento.

    Piaccia o non piaccia, viviamo nell’era del doppio tocco e della ricerca continua del “like”, visto come una forma di appagamento e di soddisfazione, al punto da farci perdere momenti importanti che dovrebbe essere più vissuti. Questa premessa in realtà vuole aprire questo post che contiene due notizie che fanno parte della stessa narrazione. L’iniziativa che dà vita a queste due notizie è legata al marchio Kahlùa, forse non molto noto in Italia, un brand legato alla produzione di alcolici e liquori, che, in collaborazione con l’attrice Jackie Cruz, che molti di voi riconosceranno perchè è Flaca in “Orange is the New Black“, celebre serie su Netflix, aprirà al pubblico a New York, dal 25 al 28 luglio (198 Allen St NYC, ingresso libero), una mostra da titolo già eloquente: “Zero Likes Given“. Si tratta quindi di una mostra fotografica dove vengono esposte immagini, condivise su Instagram, che, per tanti motivi, non hanno ottenuto il successo che forse meritavano, collezionando zero like.

    Pensate che ci sarà anche la prima immagine della storia di Instagram che ha ottenuto zero like del 2010, l’anno in cui Instagram andò online.

    bottom nine zero like given
    La mostra Zero Likes Given a New York, dal 25 al 28 luglio 2019

    Ma dietro a questa mostra, che meriterebbe di essere vista se siete in vacanza a New York in questi giorni, vuole essere un momento di riflessione rispetto alla relazione che spesso si viene a creare tra il voler condividere un contenuto che ci emoziona e il desiderio spasmodico di ricevere consensi, sotto forma di like. Ed è la spasmodica ricerca di like che rischia, il più delle volte, di alterare quel desiderio di condivisione di un’emozione, facendola diventare altro, quasi un’alienazione dalla realtà.

    Usiamo il termine alienazione non a caso. Perchè Kahlùa, proprio in occasione del lancio della mostra, ha commissionato un’indagine tra i Millennials americani scoprendo che più della metà di essi si sono persi dei momenti importanti della loro vita perchè intenti a postarlo sui social media, e su Instagram in particolare. Si viene assorbiti all’interno di questo meccanismo della ricerca del like, quindi del consenso, al punto da perdersi momenti salienti della propria vita. Un’alienazione quasi.

    L’indagine ci rivela comunque che:

    • il 90% dei Millennials, utenti social media, ritiene che sia importante vivere il momento, invece che rischiare di perderselo perchè intenti a postarlo sua una stories;
    • il 60% di essi ritiene che sia importante che l’immagine ottenga un alto numero di like;
    • il 34% controlla poi in maniera compulsiva che l’immagine ottenga i like sperati.

    C’è poi un 30% di Millennials che afferma, nel caso in cui venisse abbandonato su un’isola deserta, che avvertirebbe di più la mancanza dei social media rispetto al sesso.

    Questi dati servono a compiere una riflessione più ampia su quale sia il ruolo di queste piattaforme nella nostra vita, partendo da queste indicazioni fatte sui Millennials.

    bottom nine

    bottom nine kahlua

    E, oltre a questo sondaggio, Kahlùa ha lanciato un sito, chiamato Bottom Nine, un chiaro riferimento a Best Nine, ossia le nove foto che hanno ottenuto più like durante l’anno, al contrario. In questo caso, vengono prese in considerazione le immagini che hanno ottenuto zero like. Si tratta proprio di un capovolgimento della narrazione, per cercare di riflettere sulle cose più importanti della nostra vita che non devono essere ancorate ad una condivisione spasmodica, forzata. Il rischio che si corre è appunto quelle di perderle, di vederle svanire in quell’attimo che avremmo voluto vivere insieme ad esse.

    Se volete provare anche voi, andate sul sito kahlua.com/bottomnine e, una volta autorizzato l’accesso con il vostro account Instagram, verranno fuori le vostre #BottomNine che potrete condividere su Instagram.

    E voi che ne pensate di questi dati?

  • Instagram: al via il test che nasconde il Like in Italia, ma in Canada sono ritornati

    Instagram: al via il test che nasconde il Like in Italia, ma in Canada sono ritornati

    E’ di oggi la notizia che Instagram sta avviando anche in Italia un test che modifica il modo in cui vediamo i like. Il test segue quanto già avvenuto in Canada a fine maggio e consiste nel nascondere il like dei post. Solo l’autore del post potrà vedere il numero totale. Solo che, dopo neanche due mesi, i like sono ricomparsi in Canada.

    Si sta discutendo molto del test che Instagram ha iniziato anche in Italia allo scopo di nascondere il numero di “Like” sotto ogni post. Sono già tante le segnalazioni di utenti che hanno visto apparire sulla loro app un annuncio che da il via al test, allo scopo di concentrarsi di più sul contenuto e meno sul numero delle interazioni accumulate dal post stesso. In pratica, gli altri utenti non vedranno più il numero totale dei Like, dato che invece resterà disponibile solo all’autore del post.

    In molti stanno associando questo avvio di test con quanto già annunciato da Instagram a fine maggio, con l’avvio del primo test in Canada. Solo che, con l’avvio del testi in anche Italia (il test è al via anche in altri paesi europei tra cui l’Irlanda), in Canada, secondo quanto segnalato da alcuni utenti su Twitter, in realtà il numero totale dei Like visibile dagli altri utenti sarebbe riapparso. E si vede bene, dalle conversazioni, come gli utenti canadesi siano divisi nelle opinioni, tra chi applaude al ritorno dei Like e tra chi, invece vorrebbe Instagram nascondesse per sempre quel numero perché ritenuto “tossico”.

    instagram test nascondi like

    Instagram quindi, con l’avvio di questo test, e in attesa di capire meglio quanto invece sta accadendo contemporaneamente in Canada, spinge gli utenti a concentrarsi di più sui contenuti e meno sul numero delle interazioni ricevute. Un modo per rendere l’app un luogo migliore e per lanciare il messaggio che questa non è una gara, ma è semplicemente un luogo dove si condividono contenuti interessanti per sviluppare interazioni finalizzate alla conversazioni, allo scambio reciproco di esperienze, interessi; all’arricchimento, perché no, rispetto ad interessi in comune, sotto il profilo dello scambio di informazioni ed esperienze.

    Vogliamo aiutare le persone a porre l’attenzione su foto e video condivisi e non su quanti Like ricevono“, dice Tara Hopkins, Head of Public Policy EMEA di Instagram. “Vogliamo che Instagram sia un luogo dove tutti possano sentirsi liberi di esprimersi. Stiamo avviando diversi test in più paesi per apprendere dalla nostra comunità globale come questa iniziativa possa migliorare l’esperienza su Instagram“, aggiunge ancora Tara Hopkins.

    Questo il tweet con cui Instagram ha ufficializzato la notizia, senza aggiungere altri dettagli.

    Se questo test arrivasse ad essere definitivo, allora si che ci troveremmo di fronte ad una “rivoluzione”, nel senso che finalmente verrebbe ad essere premiato il contenuto e non la mera produzione di Like in serie che spesso non sono neanche lo specchio della qualità espressa, tutt’altro. Il meccanismo che si è scatenato, e di è registrato fino ad oggi, è quello di fare in modo che venga evidenziato il numero di Like a dispetto della qualità. Un meccanismo che ha spesso offuscato la qualità premiando, invece, il solo elemento vanity. Terreno su cui si sta muovendo, almeno nelle intenzioni, anche Twitter.

    Qualcuno dice che in questo modo verrebbero messi in crisi gli “influencer”, vero, ma solo quegli influencer che nel tempo hanno spinto molto per ottenere molto Like, con tutti i mezzi, a scapito della qualità. Coloro che hanno sempre messo avanti la qualità nei loro contenuti, raccogliendo meno in termini di interazioni, continueranno come se niente fosse, anzi, forse adesso potrebbero anche raccogliere ciò che gli è stato tolto per strada.

    Ma attenzione. Si tratta solo di un test e quanto sta accadendo in Canada ci impone di esser più attenti, anche perché non ci sono annunci ufficiali in merito a quanto sta accadendo nel paese nord americano, è quindi probabile che alla fine del test, anche in Italia si torni alla vecchia versione.

    In attesa, godiamoci questi momenti, apprezzando la qualità su Instagram che non manca, impegnandoci tutti a condividerla con serenità.

     

  • Instagram, al via il test per recuperare account violato

    Instagram, al via il test per recuperare account violato

    Instagram inizia a mettere in campo delle misure che permetteranno agli utenti di recuperare l’account hackerato. Per ora si tratta di un test, secondo quanto riferisce Motherboard, disponibile solo per iOS. L’invio di un codice a sei cifre permetterà all’utente di rientrare in possesso del proprio account.

    Instagram ha avviato in questi giorni un test che renderà felici molto utenti, soprattutto quelli che hanno avuto la sventura di trovarsi di fronte alla violazione del proprio account e non sapere cosa fare per riappropriarsene. Quante volte è successo di persone che scrivevano di aver perso il proprio account perché violato e di non sapere come fare, situazione che, spesso, ha portato lo stesso utente a perdere tutto e riaprirne uno nuovo, complice anche un’assistenza non presente a dovere.

    Ebbene, tutto questo sembra essere ormai alle spalle perché, secondo quanto riportato da Motherboard, Instagram ha messo in moto una funzionalità, per ora solo in fase di test su iOS, che permette di rientrare in possesso del proprio account e di tutto quanto si trovi al suo interno. E’ da considerarsi una risposta ai tanti, come dicevamo prima, che pur di riappropriarsi di quello che potrebbe essere un semplice account, ma che di fatto, per alcuni, rappresenta molto ma molto di più, si sono rivolti agli hacker “buoni”.

    instagram strumento account violato

    In pratica viene messo a disposizione degli utenti un tool che, una volta inserito il proprio numero di telefono o indirizzo e-mail, permetterà all’utente di ricevere un codice a sei cifre, codice che servirà ad entrare in possesso del proprio account. Instagram, sempre secondo quanto riporta Motherboard, rassicura che il processo sarà garantito anche nel caso in cui la mail o il numero telefono siano ancora appannaggio degli hacker, con l’aggiunta di strumenti aggiuntivi.

    instagram account violato

    Il nuovo strumento, ricordiamo ancora una volta in fase di test, permette di recuperare il profilo anche se le informazioni, come ad esempio il nome utente, sono state modificate da un hacker. “L’obiettivo nei prossimi mesi – precisa Instagram – è quello di consentire agli utenti di recuperare l’account direttamente dall’applicazione, senza bisogno di ulteriore supporto da parte del nostro Community Operation team. Vogliamo assicurarci che l’username sia al sicuro per un determinato periodo di tempo dopo aver apportato modifiche all’account, il che significa che non può essere richiesto da qualcun altro se perdi l’accesso al tuo account”. Questo strumento è disponibile per tutti gli utenti Android ed è attualmente in fase di rilascio su iOS.

    Insomma, se siete tra quelli che si sono disperati per aver perso il proprio account, perché violato da un hacker (basterebbe non cliccare su qualunque link che arrivi, ma questa è un’altra storia), da oggi potere tirare un bel sospiro di sollievo.

  • IGTV, dopo un anno arriva il supporto per il formato orizzontale

    IGTV, dopo un anno arriva il supporto per il formato orizzontale

    Lanciata un anno fa, IGTV aveva provato a fare quello che nessuno aveva mai fatto, ossia lanciare un’app video di lunga durata solo nel formato verticale. Dopo dodici mesi, Instagram abbandona la peculiare dell’app stand alone, abbracciando il formato orizzontale.

    Appena dodici mesi dopo, è stata lanciata nel giugno dello scorso anno, IGTV abbraccia il formato orizzontale, abbandonando quella che era una peculiarità dell’app di video di lunga durata: l’esclusività del formato verticale. La notizia viene data da Instagram, annunciando che il formato panoramico, quello orizzontale, è in aggiunta a quello verticale. Eppure, solo un anno fa, Kevin Systrom, co-fondatore dell’app che nel frattempo ha abbandonato Instagram a settembre del 2018, sosteneva che quella fosse la vera caratteristica interessante di IGV, “semplicemente perché nessuno ce l’ha“.

    E’ evidente che questa scelta riflette l’esigenza di rilanciare un’app che, per la verità, non è riuscita a soddisfare tutte le aspettative. Forse perché il video poteva essere caricato, e visto, solo nel formato verticale? Certo, questo alla lunga, dopo l’entusiasmo iniziale, ha finito per trasformarsi in un limite alla creatività. In effetti risulta difficile sbizzarrirsi quando a disposizione hai un solo formato molto limitativo.

    IGTV instagram tv orizzontale

    Ma forse, un altro limite è rappresentato dal fatto che i video di lunga durata non fanno proprio per Instagram, potrebbe anche essere. Pensare a video su Instagram fa pensare ormai a brevità, immediatezza, velocità, mentre un video di lunga durata fa pensare ad altro e ad altre piattaforme che riescono a soddisfare meglio questa esigenza (ogni riferimento a YouTube è puramente voluto).

    E i numeri parlano chiaro. I download dell’app non sono entusiasmanti, Sensor Tower riporta che l’app in Italia è al 131° posto tra le app più scaricate su iOS nella categoria “Foto e Video”, andazzo simile anche negli Usa. E Facebook ancora non ha mai rilasciato numeri ufficiali sull’app.

    Instagram fa sapere di aver deciso questo importante aggiornamento dopo aver dato ascolto ai tanti utenti che chiedevano il formato orizzontale. In realtà, quello che chiede la stragrande maggioranza degli utenti di IGTV è adottare un sistema che permetta loro di monetizzare. Questa sarebbe la vera motivazione per rilanciare IGTV, offrendo ai tanti utenti creators, infuencer che finora hanno cercato di fare del loro meglio nel formato verticale, sapendo benissimo che altrove era fora più facile avviare un canale per farsi conoscere.

    Chissà che non ci arrivino tra un po’.

  • Instagram, addio all’app di messaggistica Direct

    Instagram, addio all’app di messaggistica Direct

    Qualche giorno fa è comparso un messaggio all’interno di Instagram Direct che avvisa gli utenti della disattivazione dal mese prossimo. Probabile che la decisione sia dettata dall’intento di Facebook di semplificare e integrare i servizi di messaggistica e anche dalla scarsa diffusione dell’app.

    Dal prossimo mese Instagram Direct, l’app stand alone di messaggistica di Instagram non funzionerà più e tutti i messaggi torneranno ad essere parte di Instagram. Dopo averla rilasciata come app autonoma nel 2017 in diversi paesi, anche se non si è mai capito del tutto se fosse disponibile a livello globale, Instagram fa un passo indietro tornando al 2013, quando i messaggi apparvero per la prima volta in quella sezione che prendeva il nome, appunto, di Instagram Direct.

    Sono state tante le segnalazioni, negli ultimi giorni, da parte di utenti dell’app di un messaggio in cui Instagram avvisa che dal mese di giugno, senza specificare una data precisa, l’app smetterà di funzionare e che i messaggi torneranno ad essere di nuovo nell’app principale.

    instagram direct app messaggistica

    Ora, c’è da specificare che stiamo parlando di un’app che non ha ottenuto il successo sperato, tanto è vero che l’app, seppur cresciuta in termini di funzionalità nel corso di questi due anni, è rimasta sempre nello stato di “beta”. Instagram non ha mai fatto lo sforzo di arrivare ad una versione definitiva anche per l’esiguità degli utenti che la utilizzano. Quindi se eventualmente il nome Instagram Direct come app autonoma di messaggistica dovesse risultarvi nuovo, non sarebbe un problema, anzi. Sarebbe la dimostrazione che Instagram, in realtà, non ci ha mai creduto del tutto.

    instagram direct app addio

    Instagram Direct nasceva nel 2013, come ricordavamo prima, quando ancora WhatsApp non faceva ancora parte della grande famiglia Facebook, è quindi lecito pensare che i programmi fossero altri.

    Per dare qualche numero circa la diffusione dell’app, in realtà non vi è molto, salvo sapere che l’app era molto usata in Sud America, specialmente in Uruguay e che, in totale, contava circa 375 milioni di utenti. Davvero pochi se paragonati agli utenti della app cugine.

    Al momento non si conosce la vera motivazione di questa decisione, ma è probabile che, all’interno di un progetto di semplificazione e di integrazione della app di messaggistica della famiglia Facebook, insieme anche agli scarsi numeri di utilizzo, Facebook abbia pensato di disattivare l’app, concentrando tutte le energie sul grande piano di integrazione

  • Sulle Instagram Stories arriva lo sticker per i Quiz

    Sulle Instagram Stories arriva lo sticker per i Quiz

    Instagram, in un tweet, ha annunciato il rilascio di un nuovo sticker per arricchire le proprie Stories e stavolta riguarda i Quiz. Gli utenti potranno quindi fare domande ai propri followers con risposte multiple, che non va confuso con lo sticker Domande.

    Instagram, di proprietà di Facebook, è sempre più alla ricerca di modalità che possano intrattenere gli utenti sulle Stories, il modo di condivisione effimera che ormai è entrato nei canoni narrativi degli utenti e delle aziende. La novità, ultima in ordine di tempo e annunciata attraverso un tweet, riguarda il rilascio dello sticker per i Quiz. Dopo aver rilasciato in passato quello per le Domande e quello per i Sondaggi, Instagram stavolta rilascia uno sticker con cui gli utenti potranno fare delle domande offrendo loro delle risposte multiple. Infatti, questo sticker non va confuso con quello delle Domande, con cui sono i followers a fare le domande e l’utente, a cui è rivolta la domanda, risponde.

    instagram stories sticker quiz

    Con lo sticker dedicato ai Quiz, le Instagram Stories si possono trasformare in una sorta di gioco a quiz su argomenti diversi e disparati, si tratta di una una nuova forma attraverso la quale gli utenti possono generare nuovo engagement. Soono già diversi i siti e i blog che negli Usa vedono questa modalità molto simile a HQ Trivia, la popolarissima app che negli Usa ha raggiunto circa 1 milione di utenti in pochissimo tempo, impostante proprio su 12 domande. Per chi ha presente l’app, non è difficile trasformare le Stories in una sorte di Quiz.

    instagram stories sticker quiz

    Come usare lo sicker Quiz sulle Instagram Stories

    Lo sticker Quiz sta cominciando a diffondersi sulla piattaforma e, entro poco tempo, dovrebbe raggiungere tutti gli utenti, se non lo vedete ancora, pazientate ancora un po’, lo vedrete presto. Usarlo è semplicissimo. Una volta che volete aggiungere una storia, basta fare tap verso l’alto (o toccare il logo degli stickers in alto) e toccare lo sticker Quiz. L’impostazione che trovate di default è Indovina cosa preferisco, che potete ovviamente cambiare a vostro piacimento, con due possibilità di risposte: A o B. MA se ne possono aggiungere delle altre.

    Insomma, un altro modo per restare incollati alle Stories.

    E voi che ne pensate? Se vi va, raccontateci come lo userete con i vostri followers, qui nei commenti o sui social attraverso i nostri canali.

  • Il case study Trussardi: come lanciare un nuovo prodotto su Instagram

    Il case study Trussardi: come lanciare un nuovo prodotto su Instagram

    Instagram è sempre più parte delle strategie di social media marketing delle aziende e il case study, di una grande azienda come Trussardi, lo dimostra. Vediamo in dettaglio il caso di studio e la strategia adottata, dove non manca l’analisi dei dati per una corretta misurazione delle performance.

    Inutile sottolineare la centralità di Instagram all’interno delle strategie di social media marketing. Tuttavia, quando cerchiamo esempi e spunti concreti per ottimizzare la nostra presenza sul canale, ci imbattiamo (quasi) esclusivamente in case study di brand americani che per quanto stimolanti hanno poco a che fare con il nostro mercato per capacità di spesa e maturità digitale.

    Ad ogni modo, recentemente ho avuto la fortuna di poter presentare un case study dedicato al brand Trussardi e di come ha gestito il lancio del nuovo prodotto Dreambox bag su Instagram. Personalmente, penso che sia una storia interessante da raccontare, in quanto copre alcuni punti chiave su come:

    1. definire una pianificazione editoriale, oltre che il relativo storytelling, coerente e in grado di ispirare il processo d’acquisto;
    2. integrare in modo sinergico post, stories e influencer per attivare le audience a target;
    3. utilizzare i dati per stabilire obiettivi realistici e misurare correttamente la performance.

    Di seguito, tutti i dettagli della campagna.

    Lo Scenario & La Sfida Di Business

    La storia relativa al caso Trussardi Dreambox bag non nasce dal nulla ma è figlia dello scenario attuale in cui i social media non rappresentano ancora un punto diretto per la vendita, nonostante Instagram stia evolvendo in questo senso come possiamo osservare in questo case e dall’introduzione del test relativo al checkout, ma sono un touchpoint che guida la ricerca e l’ispirazione all’acquisto. Infatti, basta citare alcuni dati relativi all’ultimo report realizzato da GlobalWebIndex:

    • il 22% dei consumatori online dichiara di aver iniziato a seguire almeno un brand negli ultimi mesi;
    • il 42%degli utenti afferma di utilizzare i social media per ricercare nuovi brand e prodotti;
    • il 58% degli intervistati vengono classificati/segmentati come FOMO (fear of missing out) networkers. Ovvero, quegli utenti che non vogliono perdere ogni novità relativa ai loro interessi.

    Il ruolo dei social media nel processo di acquisto. Dati GlobalWebIndex’s flagship report

    A questo punto, tornando al nostro case, una domanda sorge spontanea:

    come dare concretezza a questi numeri sfruttando Instagram per il lancio di un nuovo prodotto in grado di posizionare l’offerta e ispirare le audience a target?

    La Campagna

    Partendo dal presupposto che non sono esattamente la persona più adatta per descrivere il concept creativo di una campagna nel settore fashion, proverò comunque a cimentarmi in questo racconto per darti tutti gli elementi chiave di questa storia. Il nuovo modello di borsa, la Dreambox bag per l’appunto, si rivolge a giovani donne dinamiche che vivono intensamente la città come delle vere e proprie  supereroine. Ragione per cui, ad ogni modello è associato un superpotere che permette di sfruttare al meglio questa vitalità e vivacità: velocità,  super vista, super forza e antigravità. A dare un volto all’audience, a cui questa campagna si vuole rivolgere, troviamo la testimonial Aurora Ramazzotti che in diversi episodi racconta il prodotto e i superpoteri associati tramite uno stile che riprende la pop art.

    I Driver Della Campagna

    Uno dei punti chiave di questa campagna di lancio su Instagram è l’aver pianificato uno storytelling sequenziale e congruente in grado di guidare l’utente alla scoperta di tutti i modelli. Di conseguenza, gli asset di content marketing sono stati programmati per coprire diverse fasi.

    storytelling su instagram camapagna trussardi dreambox bag

    Innanzitutto, la campagna si apre con una prima fase teaser in cui la community di Trussardi è chiamata a scegliere il nome del nuovo modello di borsa tramite un post nel feed che funge da attivatore per far atterrare gli utenti nelle Stories dove sono chiamati a esprimere la loro preferenza. Insomma, il post ha un ruolo di connettore e le Stories sono l’asset conversazionale associato.

    Trussardi case study su instagram: come sfruttare i post per generare conversazioni tramite le instagram stories

    Questa sinergia tra post e Stories è particolarmente feconda in quanto ad oggi cresce esponenzialmente l’adozione delle Instagram Stories da parte dei brand, qui puoi trovare gli ultimi dati relativi al mercato europeo ed italiano, ma i post rappresentano ancora il principale ed indiscusso veicolo (82%) della reach. Quindi, per ottimizzare la performance delle Stories, bisogna necessariamente far dialogare i due asset sfruttando la maggiore copertura dei contenuti nel newsfeed. In aggiunta, le conversazioni stimolate (DM) sono un indicatore che influenza la copertuta delle Stories stesse e genera una maggiore reach.

    Instagram stories: i dati globali sulla reach tra post e stories

    A seguire abbiamo il vero e proprio lancio con (ovviamente) la presenza sin dall’inizio di una call to action (link in bio) per avere più dettagli nella specifica landing page, leitmotiv della campagna in tandem con gli shoppable post, e soprattutto questa fase funge da anteprima e chiama gli utenti a scoprire i nuovi episodi legati ai diversi modelli.

    La fase di lancio della campagna Trussardi dreambox bag su Instagram

    Nella terza fase, si susseguono i nuovi episodi e continua la sinergia tra post e Stories con il contenuto nel newsfeed che viene arricchito di maggiori dettagli nelle Stories, dando un motivo agli utenti per continuare il percorso di scoperta, capitalizzando inoltre lo Swipe Up.

    La sinergia tra post e stories nella campagna trussardi dreambox bag su Instagram

    Come prevedibile, la campagna di lancio non si concentra esclusivamente sul canale di Trussardi ma viene attivata una comunicazione cross canale tramite il profilo dell’influencer/testimonial. Piccola nota relativa a influencer marketing e trasparenza delle partnership, come possiamo osservare il post in basso riporta il tag relativo alla sponsorizzazione e l’hashtag #adv. Questa evidenza non deve sorprendere, infatti stiamo andando verso una sempre maggiore regolamentazione del settore e gli ultimi dati ci confermano che l’utilizzo dell’hashtag #ad da parte degli influencer è più che raddoppiato nel 2018.

    Influencer marketing e lancio di prodotto su instagram: comunicazione cross canale della campagna trussardi dreambox bag tra il canale di trussardi e il profilo instagram dell'influencer

    i dati relativi all'utilizzo dell'hashtag #ad da parte degli influencer

    Infine, la nostra campagna si conclude con un evento di lancio, un vero e proprio party esclusivo, che viene principalmente coperto tramite le Instagram Stories e fa leva sul fear of missing out mostrando il dietro le quinte della festa e dei suoi partecipanti. Mi sembra superfluo evidenziare come le Stories siano un ottimo strumento per creare un punto di incontro tra online e offline.

    Trussardi dreambox bag: copertura dell'evento di lancio tramite le instagram stories

    Adesso, non ci resta che dare un’occhiata ai risultati di questa campagna di lancio.

    I Risultati

    Prima di mostrare i risultati ho approfittato della presentazione per mettere in piedi un piccolo panel di discussione, composto principalmente da clienti di Socialbakers, tramite dei sondaggi live. Il mio intento era comprendere quali sono gli obiettivi dei brand nel 2019 su Instagram e al primo posto sono arrivati a pari merito crescita profilata dei follower e drive to website.

    Gli obiettivi dei brand italiani su Instagram nel 2019

    Alcune valutazioni su questo esito:

    • personalmente sono rimasto sorpreso dal risultato relativo alla crescita dei follower in quanto mi sarei aspettato più voti per le opzioni relative a brand awareness e influencer marketing ROI;
    • invece il secondo risultato non mi stupisce perché anche le analisi a livello internazionale, confermando ancora una volta la vocazione al social selling della piattaforma, mostrano come il drive to website sia divenuto l’obiettivo adv principale dei brand.

    Distribuzione degli obiettivi adv su instagram

    La campagna Trussardi Dreambox bag non fa eccezione e la valutazione dell’operato si è basata su un mix di metriche secondarie, propedeutiche ai veri indicatori, e primarie.

    I risultati della campagna Trussardi dreambox bag su InstagramInfatti, trattandosi di una campagna di lancio, l’obiettivo era quello di guidare la scoperta del prodotto tramite un aumento delle interazioni per influenzare l’algoritmo e dare più visualizzazioni ai contenuti al fine di ottimizzare il traffico al sito proveniente da Instagram. Risultati in termini di traffico che possono essere utilizzati in una seconda fase, relativa alla considerazione all’acquisto, per affinare il retargeting. Ancora una volta, le campagne non vanno pianificate come azioni one shot ma al contrario come attività perennemente in evoluzione in modo consequenziale.

    i dati del traffico della campagna trussardi dreambox bag

    Cosa Abbiamo Imparato & Best Practice

    Per concludere la nostra storia, non ci resta che chiederci

    come possiamo farci guidare dai dati per pianificare e misurare una nuova campagna?

    Definire Obiettivi Realistici e Realizzabili

    Può suonare come una banalità ma è uno degli errori più comuni in cui mi imbatto quando si parla di pianificazione delle campagne. Ovvero, definire obiettivi basandosi su generici benchmark di mercato (generalmente globali) e/o valutazioni meramente qualitative. All’opposto, ogni campagna sui social deve partire da un’analisi dei dati storici comparando le precedenti campagne e mettendole in relazione al budget relativo alla creazione di contenuti e adv. Ulteriormente, andremo ad affinare questo esercizio per gli asset di content marketing che mostrano la migliore performance. In questo modo, avremo degli standard credibili su cui fare affidamento.

    Best practice su Instagram: Definire Obiettivi Realistici e Realizzabili

    Storytelling & Pianificazione

    Non mi dilungherò a lungo su questo punto in quanto l’ho coperto a lungo durante questo post. In ogni caso, la tua storia deve essere lineare e comunicare in modo chiaro il valore e consistenza di call to action e incentivi per attirare l’attenzione del pubblico a target. Dobbiamo sempre metterci nei panni della nostra audience e chiederci: “perché dovrei visualizzare un video/commentare un contenuto/cliccare sulla CTA?”. Naturalmente, questo esercizio non è possibile senza una corretta profilazione delle proprie social personas:

    • dove spendono il loro tempo online?
    • con quali tipologia di contenuti interagiscono?
    • fuori dalle ovvietà, quali sono i loro interessi?
    • quali tipi di adv tendono ad evitare?
    • come scoprono un nuovo brand o prodotto?
    • cosa li porta a seguire o suggerire un brand?

    In questo modo, sarà anche più semplice definire le diverse fasi e segmentare di conseguenza la distribuzione dei contenuti in relazione ai vari momenti identificati.

    Come pianificare il proprio storytelling su Instagram

    Mettere In Relazione Le Metriche & Integrare La Reportistica

    Quando parliamo di misurazione dei risultati, un altro errore che osservo spesso è la creazione di report che coprono esclusivamente i totali delle campagne ma che non mettono in relazione la performance dei vari asset alle metriche non direttamente collegate ma che rappresentano il nostro vero obiettivo. Ad esempio, in questa campagna la maggioranza dei post presenta la CTA link in bio. Conseguentemente, bisogna incocriare i dati relativi a reach ed engagement dei post al traffico effettivamente generato. Stessa storia vale per le Stories, definendo un funnel di misurazione che copra reach, completion rate, DM, tap forward (se l’obiettivo è far scoprire la Stories successiva) e traffico.

    Best practice su Instagram: mettere in relazione le metriche

    best practice su instagram: integrare reportistica

    Ciò permette di capire quali creatività (visual, copy, CTA) sono in linea con le aspettative del pubblico e naturalmente i dati vanno ulteriormente filtrati sul sito in base a lead/conversioni generate.

    Segmentare I Risultati

    L’ultimo punto fa riferimento alla segmentazione dei risultati nella reportistica. Specialmente per campagne di lancio di prodotto che prevedono più modelli, andremo a valutare l’evoluzione dei KPIs per ogni singolo modello: copertura, interazioni/conversazioni e atterraggio sul sito. Questi insight ci permetteranno di capire quali modelli hanno riscosso il maggior successo (e quali no) e potremo far leva su questi spunti per 

    • fine-tune delle creatività legate ai prodotti meno performanti;
    • allocare il budget adv in base al ritorno;
    • generare consumer insight sulle preferenze del target.

    Con questo ultimo punto, siamo arrivati alla fine della nostra storia. Se vuoi segnalare altri esempi di campagne di brand italiani su Instagram, ti aspetto nei commenti.

  • Ecco un’analisi dei trend su Instagram in Europa e in Italia

    Ecco un’analisi dei trend su Instagram in Europa e in Italia

    Quando analizziamo l’evoluzione dei principali KPIs e metriche su Instagram, spesso prendiamo in considerazione dati globali e conseguentemente rischiamo di non avere una visione completa. Ecco allora una interessante analisi relativa all’evoluzione dei principali indicatori su Instagram in Europa e in Italia: investimento adv, contenuti e Stories.

    Quando analizziamo l’evoluzione dei principali KPIs e metriche su Instagram, spesso prendiamo in considerazione dati globali e conseguentemente rischiamo di non avere una visione completa. Attenzione, si tratta di un ottimo esercizio per comprendere le tendenze in atto e io stesso lo pratico frequentemente come ho fatto in questo articolo sull’advertising su Instagram. Tuttavia, i dati a livello mondiale sono spesso influenzati dal mercato americano. Quindi, questa tipologia di analisi può restituire dei risultati lontani da quella che è la nostra quotidianità ed operatività sul canale.

    Per questa ragione, in questo articolo ho riportato una mia recente analisi relativa all’evoluzione dei principali indicatori su Instagram in Europa e in Italia: investimento adv, contenuti e Stories.

    Investimento Adv

    Partiamo da una panoramica generale, relativa all’ecosistema adv dell’impero Facebook (non dobbiamo mai dimenticare chi è il proprietario/padrone di Instagram…), per poi rientrare nel dettaglio. Se analizziamo l’insieme delle campagne adv, al di fuori del posizionamento scelto, possiamo osservare una nuova maturità del mercato europeo. Infatti, i brand puntano ad obiettivi più avanzati nel percorso d’acquisto del consumatore con il drive to website (27.93%) che supera investimenti storici come engagement e reach. Insomma, meno awareness e più valutazione delle alternative.

    La distribuzione degli obiettivi adv su facebook, Instagram, audience network e messenger

    Andando in profondità di questi numeri, ovvero spostandoci dagli obiettivi al posizionamento adv, possiamo osservare come Instagram sia diventato un canale chiave con un risultato che tocca il 58.09%. Cifre che molto probabilmente non ti sorprenderanno ma che richiedono un ulteriore approfondimento.

    Distribuzione delle campagne adv in base al posizionamento: Facebook, Instagram, audience network e messenger

    Instagram è divenuto un posizionamento fondamentale e non ci sono dubbi a riguardo. Ciò nonostante, l’investimento resta fortemente ancorato a Facebook (71.4%) e la spesa su Instagram stenta a colmare il divario con un 26.47% di budget dedicato. Risulta quindi evidente lo scollamento tra la distribuzione del posizionamento (58.09%) e quella del budget (26.47%).

    La distribuzione della spesa adv su facebook, instagram, audience network e messenger

    Molto probabilmente, questa evidenza non nasce dal nulla ma è figlia dei risultati ottenuti. Per giustificare questa affermazione, basta dare un’occhiata alla tabella in basso.

    Il CPC in Europa su facebook, Instagram, Audience Network e Messenger

    In Europa possiamo notare due grandi differenze:

    1. un CPC sensibilmente più alto rispetto a mamma Facebook (o.20 VS 0.77);
    2. un CPC più alto rispetto alle medie globali sulla piattaforma (0.45 VS 0.77).

    Ovviamente, questo risultato è anche figlio della crescita esponenziale dell’investimento sul canale rispetto a (soltanto) sei mesi fa. Una maggiore concorrenza porta fisiologicamente a costi crescenti. Ad ogni modo, deve suonare come un campanello d’allarme in merito a pertinenza della segmentazione del target e rilevanza dei contenuti proposti. Sicuramente, i brand possono trovare una boccata d’ossigeno investendo sulle Instagram Stories che al momento attuale presentano un basso livello di competizione adv (30.7% del budget adv VS 69.3% del Feed) garantendo un CPC più basso. Mi sembra doveroso ripetere che anche in questo caso, come precedentemente accennato, pertinenza e rilevanza devono essere centrali.

    Distribuzione della spesa adv su Instagram tra Feed e Stories

    Contenuti

    Come amo ripetere, i dati vanno sempre messi in relazione per poter essere correttamente interpretati. In Italia, contrariamente a come poteva essere all’inizio della piattaforma, non esiste una correlazione tra la frequenza di pubblicazione e l’engagement. Basta comparare i due dati e osservare le relative evoluzioni.

    Numero di contenuti pubblicati in Italia su Instagram

    Evoluzione dell'engagement su Instagram in Italia

    Al contrario, abbiamo una correlazione negativa: quando abbiamo picchi di contenuti condivisi le interazioni calano e viceversa. Ancora una volta, è la qualità del contenuto, in relazione ai bisogni dell’audience, a fare la differenza e non la quantità. Concretamente, bisogna sposare un approccio votato alla mappatura delle proprie Social Personas: prima l’analisi del target e solo dopo la creazione di contenuti. Saltare questo punto, andrà ad impattare l’investimento in toto.

    La tipologia di post condivisi su Instagram in italia

    La tabella appena riportata ci mostra come nel nostro paese la strategia editoriale sia ancora foto centrica, con le immagini singole che rappresentano il 73.93% dei contenuti condivisi. Ovvero, una maggioranza schiacciante. Di conseguenza, si apre un interessante ragionamento in merito al posizionamento. Ossia, in un feed in cui i brand comunicano esclusivamente per immagini singole può risultare molto interessante variare e arricchire le proprie leve di content marketing per differenziarsi agli occhi dell’utente che svogliatamente scrolla il feed. Comunque, dopo queste prime valutazioni, una domanda sorge spontanea: qual è il ritorno in termini di engagement a seconda della tipologia di contenuto?

    L'engagement su Instagram in Italia a seconda della tipologia di contenuto: foto, video e caroselli

    Come risulta evidente, il risultato più flagrante è quello relativo ai video che generano soltanto il 9.50% di interazioni e presentano un divario ancora maggiore se comparati con i risultati su Facebook.

    Le interazioni a seconda del formato su Facebook

    Nondimeno, bisogna ragionare in prospettiva e quindi mi lancio in una previsione: Instagram sta investendo molto sul formato video, basti pensare all’introduzione di IGTV, e una strategia classica di ogni piattaforma social è dare maggiore copertura (rigorosamente in fase iniziale) ai formati di cui si vuole spingere l’adozione per attrarre investimenti. Ergo, penso sia il momento giusto, prendendo anche in considerazione il basso livello di concorrenza, di investire su questo formato.

    Stories

    Concludo l’analisi con qualche dato relativo alle Instagram Stories. Come prevedibile, anche in Italia decolla l’adozione delle Stories da parte dei brand. Eppure, è interessante notare come ci sia un calo della condivisione di Stories, dal 60% al 45%, associato ai periodi (novembre e dicembre) in cui generalmente vengono condivisi più contenuti per via della stagionalità. Personalmente, penso sia un’occasione mancata in quanto durante il periodo pre e natalizio le Stories possono diventare un ottimo strumento per generare consumer insight tramite i DM e gli sticker domande, oltre che un valido alleato per la scoperta di nuovi prodotti e offerte attraverso lo Swipe Up.

     

    L'evoluzione della condivisione di Instagram Stories da parte dei brand in Italia

    Infine, possiamo osservare come ci sia un aumento esponenziale della condivisione di Stories ma il principale veicolo per la reach restano i post con le Stories che superano appena il 5%.

    La portata della reach su Instagram in Italia: post e Instagram Stories

    Tre valutazioni a riguardo:

    1. questo dato fisiologicamente andrà ad evolvere, vista l’evidente crescita relativa all’adozione di questo formato;
    2. la maggiore copertura dei post richiede di ragionare in ottima integrata con i post che devono fungere da attivatori per guidare gli utenti sulle Stories dove saranno chiamati ad effettuare delle azioni in base allo storytelling scelto;
    3. anche a livello internazionale abbiamo un divario in termini di reach tra post e Stories ma meno marcato rispetto all’Italia, il dato globale mostra un volume di Stories più importante, con le Stories che rappresentano il 18% delle visualizzazioni uniche.

    Instagram stories: i dati globali sulla reach tra post e stories

    Per concludere, spero che questi dati possano esserti utili e se stai cercando esempi concreti su come ottimizzare la tua attività sul canale, ti rimando a un case study dedicato al brand La Redoute: come trasformare le interazioni in acquisti su Instagram.

  • Sanremo 2019, la serata dei duetti molto apprezzata sui social media

    Sanremo 2019, la serata dei duetti molto apprezzata sui social media

    La serata dei duetti, la quarta di Sanremo 2019, è stata molto apprezzata sui social media. Aumentano infatti le condivisioni rispetto alla terza serata, sono state circa 300 mila, in crescita del 16%. Tra i cantanti dei duetti, Cristina D’Avena risulta la più citata della serata, segue poi Tony Hadley e Eleonora Abbagnato.

    La serata dei duetti si rivela sempre molto seguita dal pubblico sui social media e lo è stata anche in questa edizione di Sanremo 2019. Dall’analisi che stiamo svolgendo in esclusiva con Talkwalker, aumentano le condivisioni sui vari canali, rispetto alla terza serata, di circa il 16% e sono state, in totale 298 mila. Twitter e Instagram si dimostrano i canali più usati sebbene con caratteristiche: il primo si presta al racconto live, mentre il secondo risulta in grande accentratore di engagement, quindi di coinvolgimento. Non è infatti un caso che il contenuto più condiviso di ogni serata sia sempre su Instagram. Aumentano le condivisioni ma non si riflette lo stesso andamento per il coinvolgimento complessivo che resta sotto i 2 milioni.

    Passiamo adesso a vedere in dettaglio alcuni dei dati più interessanti della serata e stavolta siamo in grado anche di rilevare un dato relativo alle emozioni che gli utenti esprimono sui social media.

    sanremo 2019 quarta serata tot

    Come detto all’inizio, le condivisioni complessive sono state 298.800. Il primo momento di picco si è registrato alle 21.30 con l’esibizione di Ligabue; il secondo alle 22.15 quando si esibiva Il Volo; il terso alle 22.45 quando sul palco c’era Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato; e poi l’ultimo alle 00.30 quando si esibiva Cristicchi con Ermal Meta.

    sanremo 2019 quarta serata engagement

    Come vedete, il dato relativo al coinvolgimento complessivo resta sotto i 2 milioni e si ferma a 1,7 milioni. Per il 55% su Twitter e per il 45% su Instagram.

    sanremo 2019 quarta serata demog

    Sanremo 2019 si rivela essere a trazione femminile, cresce ancora il pubblico femminile che adesso è al 61,6% contro il 38,4% di quello maschile.

    sanremo 2019 quarta serata emozioni

    Rispetto all’analisi delle serate precedenti, siamo in grado per questa occasione di rilevare anche che tipo di emozioni suscita Sanremo 2019 al pubblico sui social media. Il dato che vedete in alto è quello relativo alla serata dei duetti l’emozione “gioia” è quella che prevale con il 72,1%; segue poi la “sorpresa” all’8,4% e al 6,1% l’ira.

    sanremo 2019 quarta serata citazioni

    E questa è la mappatura delle citazioni riferite agli ospiti della serata, inclusi i giurati. Come potete vedere, Cristina D’Avena è la più citata della serata.

    E ora, come sempre, arriviamo al dato relativo agli influencer della serata, ossia quegli account più bravi a creare coinvolgimento con il pubblico sui social media. Questo che vedete in basso è il dato degli influencer totali, con al vertice i due account ufficiali della manifestazione:

    sanremo 2019 quarta serata influencer generali

    E questo invece è il dato relativo agli influencer su Twitter, la piattaforma su cui viene condivisa la gran parte dei contenuti. E sempre in altro troviamo Trash Italiano.

    sanremo 2019 quarta serata influencer twitter

    E ora vediamo quelli che sono stati i contenuti più condivisi durante la serata dei duetti a Sanremo 2019:

    https://www.instagram.com/p/BtotSpwoJSV/

    https://www.instagram.com/p/BtovReHnoMH/

    https://www.instagram.com/p/Btou3N3iWch/

    https://www.instagram.com/p/BtovU6KI2ch/

    E questi invece i contenuti più condivisi su Twitter in una breve carrellata:

    https://twitter.com/unfears/status/1094000742053089290

    https://twitter.com/EliMt_/status/1094018694315945984

    https://twitter.com/EliMt_/status/1093974623845269504

    https://twitter.com/Sarinski_/status/1093969632849993728

    E questo era il nostro racconto della quarta serata di Sanremo 2019, grazie alla preziosa esclusiva collaborazione di Talkwalker. A domani con l’ultima analisi della serata finale.

  • Sanremo 2019, ecco come è andata la prima serata sui social media

    Sanremo 2019, ecco come è andata la prima serata sui social media

    Sanremo 2019 è iniziato, come previsto sarà sicuramente l’evento social della settimana e lo ha subito dimostrato nella prima serata. Grazie alla collaborazione con Talkwalker, abbiamo monitorato le conversazioni sui social media e durante la prima delle cinque serate sono stati condivisi più di 464 mila contenuti, generando oltre 2,3 milioni di interazioni.

    Sanremo 2019 è iniziato e, come ampiamente previsto, sarà l’evento social della settimana che, insieme a Talkwalker, come ormai accade da qualche anno, seguiremo anche noi monitorando ciò che accade sui social media. Possiamo subito dire che nella prima delle cinque serate sono stati condivisi 464.300 contenuti, riuscendo a generare più di 2,3 milioni di interazioni. La cosa che vogliamo mettere subito in evidenza, prima di passare in dettaglio, è che, rispetto alla prima serata dello scorso anno, abbiamo notato un leggero calo nei contenuto condivisi (allora furono oltre 500 mila) e anche nelle interazioni. Questo potrebbe essere spiegato in un calo fisiologico delle condivisioni su Twitter che si sono spostate verso altre piattaforme effimere, stiamo parlando quindi di Instagram Stories, che tra l’altro non possono essere considerate nel monitoraggio in quanto non sono analizzabili. E’ una spiegazione che trova una sua logica, proprio per il fatto che gli utenti, soprattutto quelli più giovani, quale è la platea di utenti che seguono Sanremo 2019, trovano più coinvolgente l’uso di uno strumento effimero, in quanto ancora più veloce e immediato. Ma si tratta di una considerazione a margine.

    Come vedete dal grafico, il picco più alto della serata si è avuto attorno alle 21,30, orario in cui sul palco dell’Ariston arriva “Il Volo”.

    sanremo 2019 prima serata

    Dai 464,300 coutenti condivisi, per il 98% su Twitter, si sono generate ben 672,1 miliardi di impressions, numero impressionante certo, ma quello che più interessa sono le interazioni, ossia il numero di like, RT, commenti, risposte che gli utenti hanno espresso in relazione ai contenuti condivisi.

    sanremo 2019 prima serata engagement

    Le interazioni sono state quindi 2,3 milioni, anche questo dato, se paragonato alla prima serata del festival dello scorso anno, è in calo.

    Va detto che il momento che ha emozionato di più nella prima serata è stata l’esibizione di Andrea Bocelli, tornato a Sanremo dopo 25 anni, insieme a suo figlio Matteo. I tweet condivisi su questo momento sono stati circa 100 mila.

    Tra i cantanti più citati nella prima serata, segnaliamo Ultimo, Motta, Nek, Negrita, Irama, Einar, Arisa.

    sanremo 2019 prima serata demografico

    Guardiamo adesso anche il dato demografico che ci aiuta a capire meglio la platea che sui social media ha seguito la prima serata di Sanremo 2019. Dato quasi identico a quello riscontrato lo scorso anno, il pubblico femminile era maggiore di quello maschile: 57% contro il 43%. Interessante notare il dato relativo all’età della platea. Il 47,6% hanno un’età tra i 25-34 anni, quindi stiamo parlando di Milennials; il 37% ha un’età tra i 18-24 anni. Insieme queste due fasce fanno 84,5% sul totale.

    Questi i temi più condivisi durante la prima serata di Sanremo 2019:

    sanremo 2019 prima serata temi

    E questa la mappa di attività della prima serata, si vede bene una intensa attività lungo tutto lo stivale, addirittura più intensa dello scorso anno:

    sanremo 2019 prima serata mappa

    E ora arriviamo forse al dato più atteso della prima serata di Sanremo 2019 che è quello relativo agli influencer, ossia agli utenti che sono stati, in relazione alla loro attività, più bravi ad attrarre interazioni.

    Da un punto di vista generale, si nota come gli account ufficiali di Sanremo 2019 siano stati molto attivi nella prima serata:

    sanremo 2019 prima serata influencer totali

    Questo invece è il dato relativo al coinvolgimento per mention, un dato che ci mostra come account con grande seguito hanno seguito il festival, stiamo parlando quindi di account di celebrità, dove spicca l’account Instagram di Claudio Baglioni. Da notare la presenza del cardinal Ravasi, frequentatore del festival sui social:

    sanremo prima serata 2019 influencer celeb

    E questi sono invece gli influencer su Twitter, in canale che comprende la stragrande maggioranza dei contenuti condivisi, dove spicca l’amico Trash Italiano, anche se ormai questa non è più una sorpresa:

    sanremo 2019 prima serata influencer twitter

    Ed ecco, infine, una piccola carrellata dei contenuti più condivisi nella prima serata di Sanremo 2019:

    https://www.instagram.com/p/BtgxVVRFh5e/

    https://www.instagram.com/p/BtgVI8GHdiB/

    https://www.instagram.com/p/BtgbAEBAEdS/

    https://www.instagram.com/p/BtgXEGgHoJ3/

    Questi quelli con più condivisioni su Twitter:

    https://twitter.com/london_girl93/status/1092885059986694144

    https://twitter.com/EliMt_/status/1092886200598364163

    Ecco, questo il nostro resoconto, ringraziamo Talkwalker per il supporto e continuate a seguirci.

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