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  • Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    Instagram, 10 anni con novità e sorprese. E il futuro?

    Instagram compie 10 anni. Era il 6 ottobre del 2010 quando l’app di Kevin Systrom e Mike Krieger veniva lanciata su iOS. Per celebrare questa giornata, l’app di Facebook lancia qualche novità, lo shopping su IGTV, e anche una sorpresa per gli utenti. Ma quale sarà il suo futuro?

    Instagram compie 10 anni. Era il 6 ottobre del 2010 quando l’app di Kevin Systrom e Mike Krieger, i due co-fondatori, veniva lanciata su iOS. Impiegherà circa due anni per poi arrivare su Android. E da allora tante cose sono cambiate.

    Instagram non è solo una semplice app, sembra quasi riduttivo definirla tale. Si tratta di una piattaforma che, piaccia o meno, ha cambiato lo scenario dei social media. Potremmo dire, senza esagerare, che è la piattaforma che ha contribuito più di altre a cambiare e a rivoluzionare la cultura del “visual content”.

    Per certi versi, almeno nella fase iniziale, Instagram ha dato la sensazione a tutti di sentirsi fotografi. In un attimo, con il proprio smartphone, chiunque può scattare una foto, modificarla con qualche filtro, abbellirla, renderla magica e condividerla con gli altri. Era questo il senso iniziale, tra l’altro, come certamente saprete, i due co-fondatori si erano ispirati proprio a due macchine fotografiche per creare la loro app: alla Kodak Instamatic e alla Polaroid SX 70. Le caratteristiche di queste due macchine venivano fuse in un’unica app. Da lì il successo iniziale.

    instagram 10 anni kevin primo logo instagram 10 anni sito instagram 10 anni kevin

    Poi col tempo le cose sono evolute, l’app è cresciuta, è stata acquisita da Facebook, i due co-fondatori oggi non ci sono più e l’app è diventata quasi sinonimo di Influencer Marketing.

    Forse sul che cosa sia diventata oggi Instagram bisognerebbe dedicarci un approfondimento perchè merita e perché, in effetti, 10 anni sono davvero tanti.

    Per l’occasione lancia alcuni aggiornamenti e alcune novità, e cioè:

    Mappa delle storie: una mappa e un calendario privati delle storie condivise negli ultimi tre anni, che ti permetteranno di rivivere e ricordare i tuoi momenti migliori.  La funzione consente di condividere, scaricare e salvare le storie nei tuoi highlight.

    Timeline di prodotto: una timeline che ripercorre i momenti chiave della storia di Instagram.

    Instagram 10 anni

    Aggiornamenti su shopping: questa news è stata appena annunciata. Nei prossimi giorni lo shopping sarà disponibile anche su IGTV, mentre un test della stessa funzione sarà avviato nei prossimi mesi su Reels. L’obiettivo è semplificare l’esperienza di acquisto anche nei video, oltre che supportare i creator nel far crescere la propria attività tramite la piattaforma.

    IGTV Shopping Bag

    Una sorpresa nell’app – fateci sapere se riuscite a trovarla.

    E poi, a partire da oggi, in Italia apparirà un’icona “Reels” direttamente sulla schermata principale di Instagram.

    Ecco questo era il nostro post per celebrare Instagram, ma come saranno i prossimi 10 anni? A dire il vero, bisognerebbe anche chiedersi se ci saranno mai i prossimi 10 anni. Questo perchè Facebook ormai punta a fare un’operazione di unificazione delle app, come Messenger WhatsApp e la stessa Instagram, sotto un unico cappello, cioè Facebook. Quindi, non è così scontato che Instagram possa andare avanti per i prossimi 10 anni così come la conosciamo oggi.

    Insomma, 10 anni di Instagram sono tanti. E voi che ne pensate? Lo usate? E come? Raccontatecelo.

  • Instagram Reels, i video si allungano fino a 30 secondi

    Instagram Reels, i video si allungano fino a 30 secondi

    A distanza di poco più di un mese dal lancio ufficiale, Instagram Reels si aggiorna. E adesso si potranno realizzare video più lunghi, fino a 30 secondi.

    Instagram Reels si aggiorna. A distanza di poco più di un mese dal lancio ufficiale, ecco alcune interessanti novità. Forse quella più interessante è la possibilità di fare video musicali più lunghi. Infatti la lunghezza passa dai 15 secondi iniziali fino a 30 secondi. Un aggiornamento importante, da questo punto di vista, se pensiamo che la lunghezza dei video su TikTok è di 60 secondi. Un aggiornamento di questo tipo, a distanza di poche settimane, fa pensare che il traguardo è proprio quello di garantire, a breve, una lunghezza di un minuto anche per quanto riguarda i Reels.

    Ma non è tutto, perché l’aggiornamento di oggi riguarda anche il timer. Infatti, da oggi il conto alla rovescia, quello che si attiva al momento di registrare il video, passa dai 3 ai 10 secondi.

    instagram reels 30 secondi

    Terza novità, parte di questo aggiornamento, riguarda la possibilità di modificare i video. Da oggi è possibile tagliare ed eliminare qualsiasi clip, in questo modo l’editing dei video diventa più semplice.

    Continuiamo a migliorare Reels ogni giorno“, dice Tessa Lyons-Laing, Product Director, Instagram Reels, “anche prendendo spunto dal feedback della community, e questi miglioramenti renderanno più semplice la creazione di reel. Siamo ancora agli inizi, ma stiamo già notando molti contenuti divertenti e creativi”.

    Insomma, è ormai chiaro che Instagram sembra voler investire molto su questa nuova modalità di contenuto, forse, anche approfittando delle vicende societarie di TikTok negli Usa.

    TikTok, ok da Trump all’accordo con Oracle e Walmart

    Ricordiamo che, a proposito dell’app di ByteDance, entro domenica prossima dovrà essere formulato l’accordo tra la startup cinese e Oracle, insieme a Walmart. E domenica potrebbe entrare in vigore il divieto di download dell’app che era stato rinviato domenica scorsa.

    Staremo a vedere.

  • Su Instagram attivi i QR Code per tutti i profili

    Su Instagram attivi i QR Code per tutti i profili

    Instagram, dopo un test effettuato in Giappone lo scorso anno, lancia i QR Code per tutti gli utenti. In questo modo, chiunque potrà inquadrare il codice con la propria fotocamera e accedere direttamente al profilo. Una funzionalità utile per le aziende.

    Dopo un periodo di test attivato lo scorso anno in Giappone, Instagram da oggi permette a tutti gli utenti, a livello globale, di generare il proprio QR Code. I codici potranno essere poi scansionati da chiunque, da qualsiasi fotocamera, per accedere direttamente al profilo interessato.

    Attivarlo è molto semplice, basta andare nelle Impostazioni dell’app (cliccando in alto a destra) e poi andare su “Codice QR“. A quel punto potrete attivare il vostro codice in tre semplici passi. È possibile che in qualche caso compari il Nametag, una modalità molto simile al Qr Code, solo che era scansionabile solo dalla fotocamera di Instagram, ma presto diventerà QR code per tutti.

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    Se vi state chiedendo dell’utilità di avere attivo un QR Code anche su Instagram, allora provate a pensare ad un’attività, come può essere un bar, un ristorante, un parrucchiere o un negozio qualsiasi che, attivando e stampando il proprio codice, permetterà ai suoi clienti di accedere direttamente al proprio profilo.

    Ma il codice potrebbe risultare molto utile anche per far conoscere prodotti specifici, oppure, per restare sull’esempio del ristorante, di permettere l’accesso diretto al menù della giornata, esempio calzante visto il periodo che stiamo vivendo, legato alla pandemia da Covid-19.

    Insomma, ancora una volta Instagram cerca di proporre modalità utili soprattutto per le aziende in una fase in cui hanno bisogno di strumenti per operare tenendo conto della situazione.

    Inoltre, lo stesso codice può risultare utile nel caso in cui voleste suggerire il vostro profilo a qualcun altro, il QR Code si presta anche in questa situazione.

    Allora, che ne pensate?

     

  • Instagram lancia la sfida a TikTok anche in Italia, ecco Reels

    Instagram lancia la sfida a TikTok anche in Italia, ecco Reels

    I rumors dei giorni scorsi si sono verificati e da oggi Instagram Reels è disponibile anche in Italia e in altri paesi. La sfida a TikTok è ufficialmente lanciata, in un momento molto particolare.

    Così come era stato previsto, le voci di un lancio più esteso si sono verificate in maniera puntuale. E da oggi Instagram Reels è ufficialmente attivo in decine di paesi, tra cui figura anche l’Italia. La data di oggi segna un momento importante in quella che è ormai la sfida a TikTok, in un momento molto particolare per via di notizie che vedono l’app cinese al centro di una pesante trattativa di acquisizione da parte di Microsoft proprio nel momento in cui il presidente degli Stati Uniti si dice pronto a mettere al bando l’app popolarissima tra i più giovani.

    instagram reels italia tiktok

    Il fatto di lanciare la funzionalità che di fatto è un modo per attrarre gli amanti dei contenuti veloci a tempo di musica, significa che Instagram punta a giocarsela in maniera frontale rendendo presente Reels in quei paesi in cui è più forte dal punto di vista dell’uso e della presenza. Il lancio in 50 paesi, tra cui Italia, Usa, Messico, Uk, Spagna rappresenta per Instagram la prova più difficile per comprendere se Reels permetterà all’app di Facebook di iniziare le manovre di sorpasso, così come successo quattro anni fa (esatti, anche allora era agosto) con il lancio delle Stories, ai danni di Snapchat.

    Prima di fare qualche altra considerazione, vediamo come funziona Instagram Reels.

    Come funziona Instagram Reels

    Come già detto in occasione del lancio di prova in Brasile, avvenuto a novembre dello scorso anno, con questa funzionalità gli utenti potranno registrare brevi video musicali della durata di 15 secondi, avendo a disposizione doversi strumenti per dare sfogo alla propria creatività, per poi condividerli sul feed dell’app oppure, o, se si è in possesso di un account pubblico, renderli disponibili all’intera community Instagram grazie a un nuovo spazio dedicato all’interno della sezione Esplora. Reels in Esplora offre a chiunque la possibilità di diventare un creator su Instagram e raggiungere un nuovo pubblico su scala globale.

    Attivare Reel è molto semplice. Una volta avviata la fotocamera dell’pp, è sufficiente posizionarsi, appunto, sulla voce Reels. Una volta selezionata, sulla sinistra compariranno una serie si strumenti come “Audio”, “Effetti”, “Velocità”, “Timer”:

    • Audio: da qui si può cercare una canzone dalla libreria musicale di Instagram. Si può anche
      utilizzare un tuo audio originale e quando viene condiviso un reel con l’audio originale, l’audio sarà attribuito al profilo dell’utente e, se si tratta di un account
      pubblico, le persone potranno realizzare nuovi reel proprio con quell’audio,
      selezionando “Usa Audio” direttamente da reel.
    • Effetti di Realtà Aumentata: da qui si potrà selezionare uno dei tanti effetti dalla libreria, realizzati da Instagram e da creators in tutto il mondo, per registrare
      più videoclip con effetti diversi.
      Cronometro e conto alla rovescia: da qui si otrà impostare il timer per registrare i video
      a mani libere. Una volta premuto il tasto registra, apparirà un conto alla
      rovescia 3-2-1, che segnalerà l’inizio effettivo della registrazione per il tempo
      selezionato.
    • Allinea: è possibile allineare i soggetti dal video precedente prima di
      registrare quello successivo, questo permette di effettuare transizioni fluide,
      utili ad esempio per il cambio di abbigliamento o l’aggiunta di nuovi amici nel
      reel.
    • Velocità: da qui si può scegliere di accelerare o rallentare una parte del video o
      dell’audio selezionati, per tenere il ritmo o fare video a rallentatore.

    Instagram con Reels prova a imitare Tik Tok, solo in Brasile per ora

    I reel possono essere registrati in una serie di clip tutti in una volta, oppure utilizzando i video dalla galleria. Per registrare il primo clip, basta cliccare e tenere premuto il pulsante di registrazione. Nella parte superiore dello schermo si vedrà un indicatore di avanzamento durante tutto il periodo della registrazione. Per terminare i video, basterà semplicemente interrompere la registrazione.

    Come condividere Instagram Reels

    Come dicevamo prima, se un utente è in possesso di un profilo pubblico, quindi collegato ad una pagina Facebook, potrà condividere il propri reel in un apposito spazio
    all’interno di Esplora, dove si avrà la possibilità di essere visti e scoperti dalla grande
    community di Instagram. Si possono anche condividere sul proprio feed con i proprii followers. Quando si condividono reel con determinate canzoni, hashtag o effetti, lo stesso contenuto  potrebbe anche apparire su pagine dedicate ogni volta che qualcuno clicca su quella canzone, hashtag o effetto.

    Se invece un utente ha un profilo privato, lo stesso contenuto reel viene trattato secondo le regole sulla privacy dell’app. Quindi si potranno condividere reel sul proprio feed, in modo che solo i propri follower possano vedere il contenuto. Gli utente non potranno utilizzare l’audio originale dei reel e non potranno condividerli con altri che non seguono quell’account.

    Dopo averlo condiviso, il reel comparirà su una sezione Reels separata all’interno del profilo dell’utente, dove le persone potranno trovare i reel che lo stesso utente condivide. Se verranno condivisi anche sul Feed, il reel apparirà anche sulla griglia del profilo principale, ma potrà sempre essere rimosso in seguito.

    Instagram Reels, la sfida a TikTok si sposta in Europa

    Reel potrà essere condiviso anche attraverso le Stories e questo vale sia per chi ha un profilo privato che un profilo pubblico. In questo modo il reelsi comporterà
    come una normale Storia: non sarà condiviso su Reels in Esplora, non apparirà sul profilo e scomparirà dopo 24 ore.

    Insomma, Reels è TikTok all’interno di Instagram e a questo punto, alla luce di quelle che sono le notizie di cronaca attorno alla vicenda dell’app cinese, bisognerà capire che tipo di impatto avrà Instagram su tutta questa storia.

    Sembra essere che anche questa volta Facebook possa averla vinta, sia nel caso Microsoft acquisisca per davvero l’app, sia nel caso in cui questo non avvenga. In quest’ultimo caso significherà che Donald Trump darà seguito alla messa al bando, cosa che ha dichiarato di voler fare nel caso in cui l’acquisizione non vada a buon fine entro il 15 settembre.

    Ma anche nel caso in cui TikTok dovesse finire nelle mani di Microsoft, Instagram avrà comunque campo libero e quindi avviarsi a sorpassare alla grande l’app, in quanto dal momento dell’acquisizione perderà la sua forza, o gran parte.

    Da oggi possiamo quindi dire che in tutta questa storia l’unico che ci ha visto giusto è sempre quella vecchia volpe di Mark Zuckerberg.

  • Instagram Reels, la sfida a TikTok si sposta in Europa

    Instagram Reels, la sfida a TikTok si sposta in Europa

    Instagram adesso sposta la sfida a TikTok in Europa. Dopo aver lanciato Reels in Brasile alla fine dello scorso anno, la società di Facebook lancia lo strumento anche in Francia e in Germania.

    Vi ricordate quando a novembre del 2019 vi avevamo dato notizia del fatto che Instagram avesse iniziato a sperimentare uno strumento in Brasile che rappresentava praticamente la sfida a TikTok? Ebbene, adesso quella sfida si sposta in Europa perché Reels da ieri è disponibile in Francia e in Germania. A darne notizia è TechCrunch.

    Lo strumento che permette agli utenti di registrare brevi video della durata di 15 secondi impostati su musica o altro audio, per poi condividerli sulla piattaforma, sbarca quindi in Europa, ancora prima di essere lanciato in Europa, il mercato più grande per Instagram.

    Ma la novità non è solo questa. Oltre all’approdo in Europa, Instagram sposta Reels nella sezione “Esplora”, dandogli ancora più visibilità, essendo più facile da rintracciare adesso. Questo significa che Instagram sta puntando su questo strumento, sapendo bene che potrebbe rappresentare una svolta.

    instagram reels europa TikTok

    L’esperienza di test portata avanti in Brasile, come dicevamo ha rappresentato per Instagram l’occasione per ricevere important feedback dalla propria community per migliorare l’usabilità dello strumento

    Infatti, gli utenti hanno proposto l’idea di condividere Reels con i propri followers, anche al di fuori della piattaforma. Un altro suggerimento è stato quello dedicare uno spazio all’alterno del quale poter facilmente vedere i Reels degli altri utenti. E questo si è tradotto, appunto, nel far approdare Reels nella sezione Esplora.

    Instagram con Reels prova a imitare Tik Tok, solo in Brasile per ora

    Instagram, dando seguito a suggerimenti che arrivano dalla propria community, dimostra attenzione e, soprattutto, l’intenzione di voler dedicare una maggiore esposizione, magari una sezione dedicata in Home, come già avviene per le Instagram Stories.

    Con Instagram Reels, la piattaforma punta a coinvolgere gli utenti più giovani, quelli ormai più pratici ad usare contenuti brevi e musicali, avendo la capacità di creare video divertenti in modo veloce e coinvolgente. Una modalità che potrebbe attrarre anche gli utenti meno giovani, quelli che adesso usano di più la piattaforma, cercando di costruirsi un proprio spazio attraverso il contenuto visual.

    Al momento non è dato sapere se e quando Instagram intende estendere Reels a livello globale e né se intende procedere a piccoli passi. Di sicuro, l’esperimento in Francia e in Germania darà delle indicazioni importanti alla società di Facebook.

  • Instagram in Italia supera Twitter come canale di informazione

    Instagram in Italia supera Twitter come canale di informazione

    Il nuovo Digital News Report di Reuters ci mostra chiaramente che Instagram in Italia, durante il lockdown, ha superato Twitter come canale social attraverso il quale gli italiani si sono informati.

    Analizzare tutto quello che è stato durante la fase acuta della pandemia da Coronavirus diventa fondamentale per comprendere cosa davvero è cambiato. Questa è ormai una considerazione da fare a tutti i livelli, e vale anche per i social media, protagonisti indiscussi per quanto riguarda l’informazione e la comunicazione, specie in quei giorni caratterizzati dal lockdown.

    In quest contesto è quindi utile fare riferimento al nuovo studio Digital News Report di Reuters, un report importante che ci aiuta a capire come ci siamo informati e quali sono gli strumenti che abbiamo usato di più.

    Il report è ricco di informazioni e dati che caratterizza il consumo di notizie a livello globale, nel momento in cui la pandemia del Covid-19 toccava il suo punto più alto. Ma l’elemento su cui vorremmo concentrarci riguarda proprio i social media, Instagram in particolare.

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    Instagram da due anni a questa parte è evoluto molto, aggregando a sè un pubblico giovane, ma sempre più eterogeneo. Abbiamo già ricordato qui sul nostro blog come la fuga dei giovani da Facebook terminasse proprio su Instagram. Anche se, va detto, anche su Instagram adesso l’età media comincia a crescere, nel senso che anche quegli utenti che fino a due anni fa non usavano Instagram, adesso lo usano. E sono proprio quelli di età superiore ai 35 anni.

    L’evoluzione di Instagram vale a livello globale, e anche per il nostro paese. Tutto questo per allacciarci al dato che emerge dallo studio di Reuters, e cioè che Instagram in questi mesi è stato sempre più considerato come strumento attraverso il quale informarsi. Cresce l’accesso a Internet e cresce l’accesso alle notizie, un passaggio che coinvolge anche piattaforme, tipicamente visual, come Instagram.

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    Il report evidenzia proprio come dal 2018 ad oggi (aprile 2020), l’uso di Instagram come strumento attraverso il quale informarsi è raddoppiato. Un riscontro importante questo che vale, come sottolinea il report, per tutte le fasce di età. E non è tutto.

    L’accesso all’informazione passa sempre più da piattaforme social attraverso il contenuto “visual”. E Instagram stesso enfatizza questa forma di contenuto, sempre più diffusa, attraverso le stories e attraverso la sezione dedicata IGTV. Ogni settimana l’app visual della famiglia Facebook attrae il 36% degli utenti e il 64% degli unenti sotto i 25 anni.

    C’è poi un dato che forse mette in luce ancora più chiaramente quale sia stato il ruolo di Instagram durante la quarantena. Instagram raggiunge come strumento di informazione l’11% degli utenti di tutte le età. Vale a dire, un punto percentuale in meno di Twitter.

    Significa che Instagram potrebbe superare anche Twitter da questo punto di vista, a livello globale.

    Anzi, in Italia è già così.

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    Il report di Reuters ci mostra come anche nel nostro paese Instagram sia il canale che è cresciuto di più come fonte di informazione: +4%. E quindi, il 17% degli italiani ha usato Instagram come canale attraverso il quale tenersi informati rispetto al 9% di quelli che hanno invece usato Twitter, che fa registrare comunque +1% da questo punto di vista.

    Avrete notato anche voi come nei due mesi che hanno maggiormente caratterizzato la quarantena, tra marzo e maggio di quest’anno, su Instagram era un pullulare di dirette quasi a tutte le ore. E avrete certamente notato come proprio alcune testate, come Sky Tg 24, abbiano usate le dirette per informare, coinvolgendo i giornalisti con diverse specializzazioni. Un esempio su tutti sono le dirette di Mariangela Pira, giornalista economica, che ogni giorno, grazie alla presenza di un ospite, spiegava le notizie economiche del giorno, riscuotendo un grande successo di pubblico e riuscendo ad agganciare una fetta di pubblico importante proprio tra i più giovani.

    instgram vs twitter informazioni

    Dando uno sguardo agli altri paesi, scopriamo che in Uk Twitter (14%) è il secondo canale attraverso cui i “britons” si informano, mentre Instagram solo 3% in calo dell’1%. In Francia Twitter e Instagram sono alla paro con il 9%, con l’app di Facebook che guadagna 1 punto percentuale. Anche in Germania sono alla pari, 6%, solo che in questo caso è Twitter a guadagnare 1 punto percentuale. In Spagna Twitter (+4%) è avanti a Instagram (+5%), 20% contro 17%.

    Negli Usa, Twitter è il terzo canale di informazione, tra i social media, crescendo del 2%; mentre Instagram è all’8% con +1%. Anche in Canada Twitter è avanti a Instagram, 13% contro il 10%. In Brasile è invece Instagram che fa registrare il 30% con una crescita del 4%, come in Italia, mentre Twitter è al 17%. In Australia, Twitter è di poco avanti a Instagram, 10% contro il 9%.

  • Ecco i veri interessi degli utenti italiani su Instagram e Facebook

    Ecco i veri interessi degli utenti italiani su Instagram e Facebook

    SoPRISM è una startup belga che ha elaborato uno strumento per conoscere a fondo gli interessi degli utenti italiani che usano Instagram e Facebook. Dai dati vengono fuori spunti interessanti.

    Qualsiasi azienda o agenzia italiana vorrebbe sapere cosa fanno gli utenti su Instagram,  loro interessi, le loro passioni, per cercare di offrire loro contenuti sempre più mirati. È un desiderio che hanno in molti ed è sempre alla base di qualsiasi strategia e che spesso resta tale, in assenza di dati più specifici.

    Ma oggi qualcosa sta cambiando perché, in realtà, questi dati ci sono perché qualcuno li ha estrapolati nella maniera corretta, e oggi ve li presentiamo. I dati sono stati già presentati in anteprima europea, ma questa volta possiamo dire di presentarvi una vera e propria anteprima italiana.

    Ad elaborare questi dati molto interessanti, che tra poco vedremo insieme, è SoPRISM, una startup belga, i fondatori sono italiani, specializzata nella profilazione degli utenti usando i dati di Facebook e delle sue applicazioni, che ha messo a punto un tool, Audience Profling, il quale integra anche i dati Instagram. Come sappiamo, Facebook è molto interessante per conoscere gli interessi degli utenti, quello di cui discutono. Ma Instagram, per la sua grande capacità in termini di coinvolgimento, è utile per sapere come orientare la propria strategia su questa piattaforma che oggi offre diverse modalità.

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    SoPRISM offre la possibilità di conoscere con precisione l’audience strategica per un brand, quindi clienti, visitatori del sito, interesse per la concorrenza, ecc.) grazie a comportamenti di interazione e consumo di contenuti sulle principali piattaforme di social media ma anche su gran parte del web. Questi comportamenti sono identificati da clic, likes, visualizzazione di video e molto altro.

    Ma come l’Audience Profiling può aiutare le aziende a rilanciare il proprio business?

    • La generazione di insights sui clienti esistenti o potenziali è alla base del processo di costruzione di una strategia di marketing
    • Mettere la ricerca al centro di tutte le campagne di marketing permette di creare contenuti che rispecchino realmente il pubblico target
    • La personalizzazione della strategia pubblicitaria basata su segmenti o personas di una categoria di clienti o di un gruppo target è essenziale per aumentare la rilevanza dell’esposizione del marchio.

    Instagram, come sappiamo, è una fonte di dati estremamente ricca e rilevante al riguardo dei consumatori, da una parte perché il tasso di adozione del social network continua a crescere in modo significativo, raggiungendo oggi 1 miliardo di utenti, e dall’altra perché il livello di interazione su questa piattaforma è 4 volte superiore a quello della sua piattaforma sorella Facebook.

    Ora, iniziamo a vedere qualche dato più in dettaglio rispetto agli utenti Instagram in Italia. Intanto, diciamo subito che gli utenti attivi nel nostro paese sono 20 milioni. Come detto, questi dati assumono una valenza ancora più importante se raffrontati con i dati di Facebook, gli italiani che usano la piattaforma “madre” sono 32 milioni.

    analisi soprism instagram facebook italia demografico

    Da un punto di vista demografico, notiamo dati tra donne e uomini che si scambiano tra le due piattaforme. Infatti su Instagram sono 51% donne e 48% uomini, mentre su Facebook sono 51% uomini e 48% donne. Interessante notare che il 52% degli utenti Instagram ha un’età compresa tra i 18-34 anni (22%, 18-24 anni; 30%, 25-34 anni), con una audience che è sempre più catalogabile come “Millennials”. I giovani utenti, quelli sotto i 25 anni usano ancora Instagram, ma non sono più la parte preponderante come un tempo.

    Utile anche notare un dettaglio più geografico dei dati raccolti da SoPRISM e cioè che il Nord-Ovest del paese è più presente su Instagram, mentre il Centro è più presente su Facebook. Il Sud presenta una leggera prevalenza su Instagram, mentre le Isole sono leggermente più prevalenti su Facebook. Le regioni più rappresentate su Instagram da questo punto di vista sono la Lombardia e la Campania, mentre quelle più presenti su Facebook sono Lazio e Sicilia.

    analisi soprism instagram facebook italia geografico

    Ora arriviamo alla parte più interessante di questi dati, ossia capire bene quali sono gli interessi degli utenti italiani su Facebook e su Instagram, in modo tale da avere un quadro completo e su questo provare a trarre qualche indicazione.

    SoPRISM offre un’analisi psicografica che ci permette di capre bene le emozioni, le scelte, gli interessi degli utenti, un modo per orientarci meglio rispetto a ciò che l’utente fa su Facebook e su Instagram, e ricavarne le dovute scelte di marketing.

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    Se guardiamo questa analisi dal punto di viste “Auto & Moto“, notiamo che i brand preferiti dagli utenti su Facebook sono BMW, Audi, Mercedes, Ford, mentre su Instagram sono preferiti brand come Ferrari, Porsche e un po’ più staccato Lamborghini, quindi brand iconici.

    Guardando i dati dal punto di vista del retail, su Facebook si preferiscono brand legati all’e-commerce, quindi ad un’esperienza di acquisto più diretta, non sorprende che ad essere preferiti siano brand come Amazon, Zalando e Wish, più in fondo troviamo poi per buona parte brand legati al mondo della GDO. Su Instagram invece troviamo la moda raccontata per immagini, brand che prima di ogni cosa costruiscono sulla piattaforma un racconto fatto di immagini emozionali, non sorprende quindi se troviamo, tra i preferiti, brand come Adidas, Gucci, Chanel, Yves Saint Laurent.

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    Un altro esempio che spiega bene la differenza tra Facebook e Istagram è quello che riguarda il settore Beauty. Guardando il grafico si percepisce subito quanto questo sia molto più presente su Instagram che su Facebook, caratterizzato poi dal settore make-up.

    Il food sia su Instagram che su Facebook è dominato da Ferrero, con i due brand “Nutella” e “Kinder”. Su Facebook regge solo McDonald’s, mentre su Instagram sono tutti molto più distaccati.

    Guardando ai Media, curioso notare l’affinità degli utenti italiani verso il “Time” su Facebook, mentre su Instagram gli utenti sono molto più affini sul tema “social media”. Altrettanto curioso notare l’affinità con Twitter su Facebook e che il primo media italiano sia il Corriere della Sera. Su Instagram il primo brand italiano di settore più in alto è “La Gazzetta dello Sport” insieme a “La Stampa”, “Il Giornale” e poi Vogue. Ma più in alto troviamo Tumblr, Netflix, YouTube e Spotify.

    Continuando a vedere insieme questi dati interessanti, scopriamo che se su Instagram c’è interesse per i ristoranti, per le bevande alcoliche per il vino e la cucina italiana, su Facebook invece c’è interesse verso la Pizza e il caffè. E ancora, dal punto di vista del lifestyle, su Instagram l’interesse degli utenti è verso shopping & fashion, l’abbigliamento luxury e gli accessori, verso l’elettronica di consumo, la cosmetica e l’abbigliamento femminile. Su Facebook gli utenti sono più affini con Black Friday, coupon e automotive.

    analisi soprism instagram facebook italia food

    Su Instagram gli utenti poi sono più attenti e interessati al fitness e all’esercizio fisico in generale, e ce ne siamo accorti durante il lockdown. C’è poi attenzione verso la famiglia e le relazioni, verso l’amore, l’amicizia, la felicità; c’è poi spazio per la creatività e la qualità della vita. Possiamo dire che gli utenti Instagram, da questo punto di vista, sono più aperti, open-minded. Su Facebook invece si è forse più tradizionalisti, infatti gli interessi principali da questo punto di vista sono figli, vita e Dio.

    Insomma, da questi dati vene fuori un profilo più netto dell’utente che usa Instagram. Anche se alcuni dati potrebbero sembrarvi come già conosciuti attraverso l’esperienza, come fashion o beauty, è comunque interessante conoscere i dati nel suo insieme per poterne fare un profilo più netto e per meglio veicolare le proprie strategie di marketing.

    Le differenze tra gli utenti che usano Facebook e quelli che usano Instagram sono adesso più evidenti.

    Qui tutti i dati completi, con tutti i grafici.

    E voi che ne pensate?

  • Instagram, ecco lo sticker per sostenere le PMI

    Instagram, ecco lo sticker per sostenere le PMI

    Facebook sta lanciando nuove iniziative a sostegno delle piccole e medie imprese. Su Instagram è stato lanciato lo sticker per sostenere le piccole e medie imprese con “Compra a km 0” da condividere nelle stories.

    Facebook sta lanciando nuove iniziative, soprattutto a sostegno delle piccole e medie imprese, quelle maggiormente colpite dalle pesanti conseguenze generate dalla pandemia da Coronavirus. E si sa quanto questo sia vero nel nostro paese, il cui tessuto imprenditoriale è per la gran parte costituito proprio dalle PMI.

    Mentre la casa madre lancia una nuova funzionalità “Business Nearby“, non ancora attiva nel nostro paese, che permetterà di visualizzare i post di aziende nel raggio di massimo 800km circa, su Instagram viene lanciato un nuovo sticker “Support Small Business” che in Italia è tradotto con “Compra a km 0“.

    instagram nuovo sticker compra km 0

    Come tutti gli altri adesivi, troverete questo nuovo sticker nella sezione che si apre scrollando dal basso verso l’alto e, una volta selezionato, potrete menzionare l’azienda che preferite sostenere, quella a cui siete particolarmente legati. In questo caso potrete portarla a conoscenza dei vostri followers e darle visibilità, in un momento in cui ce n’è particolarmente bisogno.

    Ogni qualvolta userete questo sticker, le vostre stories verranno poi raccolte in una sezione che apparirà nella home di Instagram, dove si visualizzano tutte le altre stories, non diversamente da quanto accaduto per raccogliere tutte le stories con lo sticker “Io resto a casa”.

    A questo punto non vi resta che andare su Instagram e cominciare a postare storie a sostegno delle aziende che volete sostenere, come bar, pizzerie, ristoranti ad esempio, quella categoria di attività che sta soffrendo molto questa crisi da Coronavirus con #comprakm0.

  • Covid-19 e i brand sui social media: dati e tendenze della prima fase

    Covid-19 e i brand sui social media: dati e tendenze della prima fase

    Una ricerca che copre 83.918 profili Facebook e 34.282 account Instagram: scopri dati e tendenze su investimento paid, settori più attivi, immagine e comunicazione di marca.

    Questa analisi copre la cosiddetta prima fase della pandemia, dal primo febbraio fino al 17 aprile, e vuole rispondere ad alcune domande chiave legate alla presenza sui social media dei brand:

    • quali tendenze emergono dai dati;
    • come stanno comunicando le marche;
    • quali sono gli scenari futuri.

    Di seguito le evidenze emerse.

    Quali tendenze emergono dai dati?

    In questa sezione andremo a coprire l’evoluzione della comunicazione, attività per settore, sentiment, influencer marketing, investimento e risultati paid.

    Come sta evolvendo la comunicazione di marca?

    Analizzando l’evoluzione del numero di post a tema covid-19, possiamo notare una prima fase che va da fine febbraio ad inizio marzo in cui i brand cominciano ad affacciarsi timidamente sul tema data la forte incertezza iniziale. A seguire, abbiamo una fisiologica crescita con evidenti picchi che coprono dalla metà di marzo fino agli inizi di aprile. Tuttavia, nelle ultime settimane notiamo una graduale diminuzione delle pubblicazioni sul coronavirus. Questo dato va collegato al precedente picco e all’attesa di maggiori informazioni pratiche e legate alla ripresa delle attività produttive in merito al deconfinamento.

    l'evoluzione del numero di post a tema covid-19 su facebook e instagram

    Quali sono i comportamenti degli utenti?

    Le interazioni connesse ai post a tema covid-19 mostrano la stessa tendenza con un picco di engagement nella fase di maggiore diffusione da parte dei brand ed un calo abbastanza marcato, soprattutto su Facebook, ad aprile. Sembra che gli utenti comincino a stancarsi ma ovviamente la differenza è fatta dalla tipologia di frame scelta per comunicare sul tema. Vedremo alcuni esempi nei paragrafi dedicati alla comunicazione di marca e gli scenari futuri.

    L'evoluzione delle interazioni legate ai post a tema covid-19 su facebook e instagram

    Quali sono i settori più attivi?

    Su Facebook i settori più attivi per numero di pubblicazioni sono Services, Banking & Finance e Retail. Il settore Services è un cappello che copre diverse categorie di business ma in particolare app e servizi online, come ad esempio il food delivery, che giustificano il livello di attività. Interessante come il settore bancario, come diretta conseguenza della congiuntura, abbia impostato una comunicazione per migliorare adozione e tasso di penetrazione su fasce più ampie della popolazione dei servizi di onine banking e banca a distanza.

    I settori più attivi su facebook in merito al covid-19

    Su Instagram incontriamo la stessa tendenza per i settori Services e Retail. Tuttavia, abbiamo l’eccezione del Fashion che ha improntato la sua comunicazione su responsabilità sociale d’impresa, come tantissimi altri player, e la gratuità delle spedizioni per supportare l’e-commerce e limitare i danni.

    I settori più attivi su Instagram in merito al covid-19

    Qual è l’impatto sull’immagine di marca?

    La comparazione su Facebook tra post relativi al covid-19 e gli altri argomenti non presenta differenze rilevanti con soltanto un 4% in più di sentiment negativo associato ai commenti degli utenti ai contenuti dedicati al coronavirus.

    sentiment dei commenti degli utenti ai post sul covid-19 su facebook

    Ad ogni modo, analizzando i contenuti caratterizzati da un sentiment negativo più marcato, ho identificato una tendenza in comune a quasi tutti i settori. Ovvero, in particolare in un momento come questo e con le vendite sugli e-commerce che salgono a doppia cifra, i brand devono ottimizzare tutti i punti di contatto per garantire una customer experience di valore, costruire la fiducia ed evitare un ritorno negativo sulla brand image. Nel dettaglio, bisogna mettere in campo un flusso coerente ed univoco di comunicazione, procedure e dati tra i diversi team coinvolti (e-commerce, community management, content, etc.). Infatti, le principali lamentele scaturiscono dalla mancanza di informazioni chiare sulle transazioni online come ad esempio i tempi di consegna o l’effettiva flessibilità delle prenotazioni. In basso, un esempio legato a British Airways.

    Come evolve l’investimento in influencer marketing?

    Osservando su Instagram l’utilizzo dell’hashtag #ad che segnala le partnership a pagamento, notiamo una certa stagnazione a marzo. Infatti se osserviamo i dati del 2019, dopo il calo di gennaio dovuto alla sbornia promozionale di dicembre abbiamo una netta ripresa delle attività nel mese di marzo che non abbiamo in questo caso.

    le campagne di influencer marketing durante il covid-19

    Ad ogni modo, vista l’attività di creazione di contenuti da casa da parte dei creatori e il maggior tempo speso online dagli utenti, aprile ha visto una ripresa delle campagne di influencer marketing e in particolare di tutti i contenuti stile #QuarantineChallenge e le sue declinazioni. Trovo interessante come su Instagram le sfide/challenge siano diventate dei trend, oltre che uno sticker dedicato, in quanto fanno parte del DNA e linguaggio proprio di TikTok. Insomma, osserviamo un’evidente influenza e per la cronaca TikTok ha toccato il picco di download in pieno lockdown. In basso, due esempi di Nike (Nike Living Room Cup) e Bobbi Brown (sfida tra influencer e make-up artist).

    influencer marketing durante il covid-19

    Qual è l’impatto sulla spesa adv?

    In un periodo caratterizzato da una maggior connessione online degli utenti e penetrazione degli e-commerce, le aziende hanno sostanzialmente deciso di congelare il budget adv con una media di quasi il 20% in meno di spesa. Il dato precedente si traduce in un aumento della condivisione di post organici e in maniera speculare una diminuzione dei contenuti paid e della reach complessiva.

    La spesa in Facebook e Instagram ads è diminuita del 18% durante la pandemia

    maggiore condivisione di post organici da parte dei brand per via del covid-19covid-19 trend: diminuizione della reach complessiva

    Personalmente, penso che si tratti di un’occasione mancata per i brand in particolare se parliamo del famoso brand purpose e del limitare l’impatto negativo sul business. Oggi le marche possono mostrare vicinanza e prossimità alla propria audience che sta vivendo un momento difficile. Chi saprà informare, intrattenere, comunicare correttamente le proprie azioni concrete verso la società e allineare l’offerta di prodotto, oltre alla relativa comunicazione, alla nuova quotidianità degli utenti genererà un posizionamento distintivo che avrà effetti concreti nel medio e lungo termine. Inoltre, una minore concorrenza e domanda si traduce in una netta diminuzione dei costi associati alle sponsorizzazioni.

    Covid-19 trend: diminuzione del CPC

    Covid-19 trend: diminuzione del CPM

    Come stanno comunicando le marche?

    La comunicazione dei brand si è declinata principalmente in due categorie:

    • responsabilità sociale d’impresa (educare ed informare);
    • attenzione all’utente (intrattenere, divertire e formare).

    A seguire alcuni esempi.

    Responsabilità sociale d’impresa

    Niente di nuovo sotto al sole, i brand hanno comunicato le loro azioni concrete verso il tessuto sociale e le categorie in prima linea nell’affrontare questa crisi. Tuttavia, dobbiamo tenere a mente che la principale richiesta dei consumatori verso le marche (fonte Kantar) è il benessere degli impiegati ed è un elemento chiave in ottica reputazionale.

    In generale, le marche hanno colto appieno il loro ruolo di attori sociali supportando la comunicazione di governi e media sui messaggi chiave (distanziazione sociale, confinamento, comportamenti responsabili, etc.) da veicolare alla popolazione. Una tendenza che rivedremo nei prossimi giorni in merito alle regole relative al deconfinamento e alla riapertura dei negozi.

    Attenzione all’utente

    Il confinamento è stato il banco di prova per posizionare la marca all’interno della nuova quotidianità degli utenti. Le parole chiave sono state connettere (live e dirette), intrattenere (musica, attività da fare a casa, challenges, etc.), formare (DIY, tutorial, consulenze, etc.).

    Connettere
    Intrattenere
    Formare

    Quali sono gli scenari futuri?

    L’attuale scenario ha imposto alcune tendenze che persisteranno nei mesi a seguire e daranno necessariamente forma alla comunicazione sui social media in quanto portano con sé un enorme potenziale di crescita per il business:

    • nuovi comportamenti e bisogni;
    • erosione della fiducia e centralità dell’informazione;
    • accelerazione dei processi di digital transformation.

    Per poter generare un vantaggio competitivo, sarà quindi necessario fare leva su questi trend.

    Nuovi comportamenti e bisogni

    La pandemia ha fatto nascere ed emergere nuove esigenze e ciò influirà sul modo in cui progettiamo, comunichiamo, costruiamo e gestiamo le esperienze per il nostro pubblico. Un trend su tutti è la riscoperta massiva della casa come epicentro della vita e dell’esperienza. Un brand cha ha saputo cogliere molto bene questa evoluzione è Ikea con la sua serie di post, stories e live #RipartiamoDaCasa in cui l’offerta di prodotto (mobili e arredi) è in binomio alle diverse attività (i migliori libri da leggere, la lezione di yoga, l’happy hour casalingo, la cucina, etc.) che possiamo svolgere nelle diverse stanze di casa.

    Erosione della fiducia e centralità dell’informazione

    Da un lato, abbiamo una mancanza di informazioni chiare (tempi di consegna, stock disponibili, gestione dell’ordine, attività della filiera) e preoccupazioni crescenti in merito all’impatto economico (capacità d’acquisto) della pandemia. Dall’altro, l’attuale situazione ha aumentato la penetrazione degli acquisti online su fasce più ampie della popolazione. Una tendenza che continuerà anche a seguire in quanto è entrata nella quotidianità e molti consumatori dichiarano inquietudine in merito ai futuri acquisti in negozio per paura del contagio. Per i brand, risulta quindi centrale garantire un flusso costante di informazioni credibili, dettagliate ed aggiornate per creare fiducia e rendere più fluido il processo d’acquisto. Per mettere in campo questo flusso, i brand devono ottimizzare tutti i punti di contatto rompendo le barriere tra team attraverso procedure ed infrastrutture condivise.

    Abbiamo ottime dimostrazioni in questo senso, ad esempio brand come Ritual Cosmetics e Revolution Makeup si sono attivati per permettere di seguire il proprio ordine e ricevere consigli tramite Instagram DMs, WhatsApp e Messenger.

    Accelerazione dei processi di digital transformation

    Come risultato del distanziamento sociale, l’attuale pandemia sta accelerando tutti i processi di abilitazione dell’esperienza digitale che permettono un’esperienza di marca da remoto come realtà aumentata, test virtuali, assistenza da remoto, consulenza online, app e giochi, ecc. Un trend che è qui per restare in quanto colma il divario tra il mondo digitale e ‘reale’, guida e accelera il processo decisionale.

    Alcuni esempi:

    • L’Oréal ha lanciato un nuovo test virtuale per provare colorazioni e make-up;

    • Bentley tramite la sua nuova app che usa la realtà aumentata permette di effettuare un test drive e personalizzare il proprio modello;
    • Hilton rende possibili visite virtuali del proprio resort tramite webcam e street view;
    • Cadbury attraverso un’app dedicata mette a disposizione un gioco in 2D per intrattenere i bambini ed in cui è possibile sbloccare nuovi livelli acquistando il loro prodotto Dairy Milk Lickables.

    Se vuoi scoprire altri contenuti di questo tipo, li puoi trovare in questo mio post dedicato.

  • Le foto pubblicate su Instagram appartengono a tutti

    Le foto pubblicate su Instagram appartengono a tutti

    Le foto che pubblichiamo su Instagram, e sui social media in generale, appartengono a tutti. Una sentenza di un giudice di New York ha stabilito che se una foto viene condivisa su una piattaforma, concede alla stessa una sub-licenza di utilizzo. Per tanto, decade il copyright sulla stessa immagine.

    La vicenda che stiamo per raccontarvi è un po’ complessa, ma cerchiamo di semplificarla anche perché siamo sicuri che sia un tema che riguarda tante persone. Intanto chiariamo che la vicenda giudiziaria nasce negli Usa, ma, al tempo stesso, il principio che viene sancito potrebbe costituire ovunque un precedente. La storia è stata ripresa dal The Hollywood Reporter e poi anche da altri siti importanti negli Usa.

    Il principio, detto in maniera semplicistica, sancito da una sentenza della Corte Federale di New York, è che se una testata, un sito, un blog, chiunque in pratica, incorpori un’immagine da Instagram (la embeddi, per dirla in gergo), nel caso specifico, non vìola il copyright che il fotografo potrebbe esercitare sull’immagine stessa. Questo perché, secondo il giudice Kimba Wood, nel momento in cui il fotografo ha condiviso la stessa immagine su una piattaforma come Instagram, in quel momento ha concesso una “sub-licenza” alla piattaforma stessa. Di conseguenza, riportare l’immagine, embeddarla, dalla piattaforma, non sarebbe un reato per il fatto che non vìola alcun diritto al copyrght. Quell’immagine, in buona sostanza, è come se appartenesse a tutti.

    Instagram immagini tutti franzrusso.it 2020

    Ok, adesso facciamo un bel respiro e cerchiamo di raccontare tutta la vicenda, in sintesi.

    Era il 2016 quando Mashable voleva dedicare un focus a 10 foto-giornaliste che si dedicavano al tema della “giustizia sociale”. Nel realizzare questo focus, l’editore seleziona alcune delle più conosciute, raccoglie alcune sue opere, decidendo di pubblicarle in un articolo dedicato. Tra queste figurava anche Stephanie Sinclair, foto reporter che collabora anche con National Geographic, alla quale, dopo un primo rifiuto, Mashable offrì 50 dollari per usare una sua foto. Ma vistasi rifiutare la concessione della licenza, Mashable allora decise di incorporare l’immagine da Instagram, dove la stessa Sinclair aveva pubblicato l’immagine.

    Ecco, da qui ne nasce una vicenda legale che vedeva contrapposti la fotografa, la quale chiedeva che venisse riconosciuto il diritto di copyrght su quella immagine incorporata da un’altra piattaforma, e Mashable che, invece, sosteneva di non dover riconoscere alcun copyright in quanto l’immagine era già stata pubblicata su Instagram, appunto.

    Ebbene, la vicenda si è conclusa qualche giorno fa con la decisione del giudice Kimba Wood il quale ha dato ragione a Mashable. In passato, in casi come questi veniva usata la cosiddetta “dottrina del server test” che, in pratica, trasferisce la responsabilità della violazione in base al luogo in cui le immagini vengono memorizzate. Se il giudice Wood avesse adottato questa dottrina, allora il responsabile sarebbe stato Mashable. A questo proposito consigliamo di leggere un libro molto interessante dal titolo “The Law of Journalism and Mass Communication” (Cq Pr, 2019) di Susan Dente Ross, Amy Reynolds e Robert Trager.

    Nel 2018 un altro giudice di New York si trovò ad affrontare una vicenda simile, era quella del giocatore della NFL, Tom Brady. In quel caso, furono diversi siti di notizie a violare il copyright, secondo il giudice, usando delle foto del giocatore senza autorizzazione. Anche in quel caso si trattava di una immagine incorporata.

    In pratica, il “server test” indicava il fatto che qualcuno che incorporava un tale post non autorizzato sui social media, non avrebbe violato direttamente il copyright. Ma potrebbe comunque essere responsabile in base a complesse regole sulla “responsabilità indiretta” del copyright.

    Nella vicenda che vedeva contrapposti la Sinclair contro Mashable è invece stata premiata la tesi degli avvocati di Mashable che sostenevano che una volta pubblicata su Instagram l’autore avesse concesso alla piattaforma una licenza d’uso, una “sub-licenza”, ad usare l’immagine. Instagram, secondo gli avvocati, in effetti concede questo diritto a pubblicare, e incorporare, l’immagine senza commettere alcun reato.

    Ora, la sentenza è un modo assolutamente nuovo per aggirare il “server test” che, tra l’altro, il giudice Wood non ha mai preso in considerazione per la soluzione di questo caso. L’incorporare post sui social media, autorizzati dai detentori di copyright, in questo caso Instagram, è legale, secondo il ragionamento del giudice Wood. Non vi sarebbe alcuna difesa, invece, nel caso in cui venisse usata un’immagine non autorizzata. Ecco, questo è quello che ci sembra emergere da questa diatriba.

    Le immagini pubblicate su Instagram, a questo punto, appartengono a tutti.

    stephanie sinclair instagram

    C’è da dire, infine, che la Sinclair aveva ancora un modo per impedire che quella immagine apparisse, dopo la sentenza, all’interno dell’articolo di Mashable, liberamente. Ed era quello di rendere il suo account da pubblico, come era fino alla sentenza, a privato, cosa che potete verificare. In questo caso la sua foto è salva, preservata e privata, e nessuno può usarla senza la sua autorizzazione.

    Questa che vi abbiamo raccontato è una vicenda complessa, sperando di essere riusciti a riassumerla nella maniera giusta e comprensibile. Abbiamo deciso di raccontarla perché è una storia che può toccare tutti coloro che si occupano di informazione. Tanto i giornalisti quanto le testate, i blog e i siti di informazione che possono imbattersi in situazioni analoghe. Alla luce di questa vicenda è sempre opportuno fare attenzione a quello che si pubblica sui social media e a quello che si incorpora all’interno del proprio sito.

    E voi che ne pensate? Fateci sapere il vostro pensiero tra i commenti oppure commentate sui social media.

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