Tag: Instagram

  • Su Instagram è possibile programmare le IG Live

    Su Instagram è possibile programmare le IG Live

    Instagram ha lanciato una novità, già in uso a livello globale, che permetterà a tutti gli utenti di programmare le dirette IG Live.

    Instagram è sempre più orientata a rendere più facile la vita dei creator che usano l’app. In questo senso va interpretata una funzionalità che molti utenti stanno già apprezzando molto e si tratta della possibilità di programmare le dirette IG Live.

    Da oggi, perché la funzionalità è attiva da oggi a livello globale, è possibile programmare una diretta su Instagram anche fino a tre mesi prima dell’evento stesso. Un lasso di tempo massimo che può essere sfruttato dal creator per promuovere, per attrarre nuovi utenti, la sua diretta.

    Come già visto su altre app, nel lasso di tempo che viene scelto dal creatori per promuovere la propria diretta, gli utenti che volessero partecipare possono iscriversi semplicemente fissando un promemoria.

    programmazione instagram ig live franzrusso.it

    Come programmare una diretta su Instagram

    Come già saprete, le dirette su Instagram si possono realizzare attraverso la modalità IG Stories. Quindi, per poterla programmare non si deve fare altro che andare in modalità Stories e far scorrere il menù in basso fino alla voce “In diretta“. A quel punto sulla sinistra dello schermo noterete una nuova voce “Programmazione”. Cliccando sulla voce vi appare una riga dove inserire il “Titolo del video” e poco sotto trovate una voce “Ora di inizio” che, cliccato sulla quale vi permette di fissare ora e data della diretta.

    instagram programmazione IG Live franzrusso 2021

    Una volta conclusa la fase di programmazione, l’evento può essere promosso con un’immagine, il link alla diretta (che è utile per il promemoria) e una descrizione. Ovviamente, immaginare già una serie di Stories da realizzare in avvicinamento all’evento con il countdown.

    In aggiunta a questa novità, Instagram fa sapere che viene rilasciata anche una funzionalità definita “Practice mood“, una modalità che permette ai creator, prima dell’evento programmato, di poter verificare eventuali problemi e quindi risolverli.

    Una novità questa della possibilità di programmare le dirette IG Live che arriva a poca distanza della notizia del rilascio di una funzione che permette di sapere quando l’app smette di funzionare per problemi tecnici. Le due novità sono molto collegate tra loro, se ci pensate, perché mai nessuno vorrebbe vedere andare in fumo il proprio evento live programmato proprio nel momento in cui l’app non funziona.

    Speriamo che non capiti mai. Anche se….

  • Instagram, una funzione avviserà quando l’app non funziona

    Instagram, una funzione avviserà quando l’app non funziona

    Instagram negli Usa ha avviato un test su una funzione che permetterà di informare quando l’app smette di funzionare per problemi tecnici. Se fosse stata attiva lo scorso 4 ottobre sarebbe stata molto utile, almeno per fare chiarezza.

    Il blackout di Facebook, e di tutte le app della famiglia fa ancora discutere, anzi, lo scorso fine settimana si è pure ripetuto, durando un paio d’ore. Ora, vista la situazione, la società di Mark Zuckerberg cerca di correre ai ripari. La notizia è che Instagram sta avviando un test, per ora limitato solo negli Usa, che avvisa gli utenti quando l’app non funziona, cioè quando ci si trova nella situazione di gravi problemi tecnici, indipendenti dagli utenti.

    Instagram, un messaggio avvisa del malfunzionamento

    Come forma di avviso, apparirà un messaggio nel feed delle attività, questo perché il più delle volte si pensa che il problema possa dipendere dalla qualità della connessione ed è facile andare in confusione. Per essere più chiari, il messaggio di avviso apparirà in casi come quello del 4 ottobre, quindi cin gravi problemi tecnici che non dipendono dalla connessione dell’utente, ma da un reale malfunzionamento dell’app.

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    Si tratta di una funzione sensata, per la verità, proprio per fare chiarezza in un momento in cui spesso, al contrario regna la confusione.

    Instagram, l’app social media che soffre più malfunzionamenti

    Di recente, questo prima del 4 ottobre, l’indagine risale alla metà circa del mese di settembre, proprio Instagram è risultata l’app social media che più di altre nell’ultimo anno, negli Usa, ha sofferto di malfunzionamenti: ben 81 in 12 mesi (circa 7 al mese). Il 71% di questi afferiscono a problemi legati al feed, il 19% il login all’app e il 10% ha riguardato il sito web.

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    Questo per dare l’idea che comunque Instagram soffre spesso di questi problemi che quelli del 4 ottobre sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso, come si dice.

    Dopo Instagram, sempre restando in ambito social media, troviamo YouTube con 65 malfunzionamenti; poi Twitter con 54 (l’avreste mai detto?), Snapchat con 46 e Facebook con 41. Pensate che WhatsApp ne ha contati 2 (!).

    Instagram, ecco Account status

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    Instagram, oltre a questa funzione, ha annunciato anche il lancio di un nuovo strumento chiamato “Account status” che segnalerà agli utenti quando il loro contenuto è stato ritenuto inappropriato. Uno strumento che permetterà agli utenti di capire se l’account è a rischio di disattivazione.

    Per ora si tratta, come dicevamo, di funzionalità che iniziano ad essere testate negli Usa con l’obiettivo, se tutto va bene, di vederle poi completamente operative nel resto del mondo. Almeno questo è l’auspicio.

  • IGTV non ha convinto del tutto, ecco Instagram Video

    IGTV non ha convinto del tutto, ecco Instagram Video

    I video su Instagram da oggi avranno un unico luogo, si chiama Instagram Video. Di fatto, IGTV in questi tre anni non ha convinto molto, era stata presentata come alternativa a YouTube, ma così non è stato.

    IGTV è stata l’ultima funzionalità lanciata da Kevin Systrom nel giugno del 2018, quando ancora ricopriva il ruolo di CEO, oltre ad essere il co-fondatore di Instagram insieme a Mike Krieger. I due, infatti, lasceranno la società, acquisita da Facebook, tre mesi più tardi. IGTV avrebbe dovuto rappresentare la svolta di Instagram verso il formato tv, ma, forse, troppe limitazioni, nella durata, nei formati e nello stesso utilizzo, e così non è stato.

    Allora Instagram, il giorno dopo il grande black-out che ha colpito la stessa app e tutte quelle della famiglia Facebook, lancia Instagram Video che altro non è che una tab all’interno della quale vengono raccolti i video condivisi nel feed e i video condivisi attraverso IGTV. Si tratta quindi di una nuova sezione e di un nuovo formato. I video destinati al feed possono avere anche una durata fino a 60 minuti, prerogativa prima permessa solo su IGTV.

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    Il modo di caricare video per il feed o per IGTV resterà come prima: cliccando sul simbolo + nell’angolo in alto a destra nella home page di Instagram e selezionando “Pubblica”.

    La nuova tab Instagram Video sarà quindi il luogo dove vedere i video condivisi sull’app e renderà più semplice per gli utenti trovare i contenuti dei creator che solitamente seguono. Guardando un video su Instagram, gli utenti possono toccare qualunque punto del video per visualizzarlo a schermo intero; inoltre, c’è sempre la possibilità di scorrere per scoprire nuovi contenuti interessanti.


    Presto Instagram introdurrà nuovi insight per permettere ad aziende e creator di poter comprendere meglio le performance dei video e dei post sul feed.

    Con l’introduzione di Instagram Video, le inserzioni di IGTV si chiameranno inserzioni video in-stream di Instagram. I creator abilitati potranno ancora monetizzare i contenuti di lunga durata, e i brand potranno raggiungere il pubblico coinvolgendolo con contenuti lunghi. Le aziende interessate a promuovere i propri video per raggiungere più utenti, potranno pubblicare video non superiori ai 60 secondi.

    Instagram quindi riprova a rilanciare il formato video provando ad entrare in concorrenza con YouTube, l’obiettivo per cui era stata lanciata IGTV. Senza dimenticare che TikTok continua a crescere, nonostante si provi a copiarne le funzionalità.

  • Facebook risponde al WSJ e sospende l’app Instagram Kids

    Facebook risponde al WSJ e sospende l’app Instagram Kids

    Facebook, dopo le polemiche dei giorni scorsi su Instagram e adolescenti, risponde, senza convincere molto, al WSJ e Adam Mosseri, nel frattempo, annuncia la sospensione del lancio di “Instagram Kids”.

    La vicenda dei documenti “riservati” di Facebook pubblicati dal Wall Street Journal, inclusi quelli che dimostravano come la società di Mark Zuckerberg fosse consapevole di quanto Instagram fosse dannoso per le adolescenti in particolare, continua a far discutere e oggi, a distanza di due settimane, c’è la risposta di Facebook.

    Pratiti Raychoudhury, responsabile della Ricerca di Facebook, in un articolo pubblicato nella newsroom di Facebook, prova a spiegare il perché, invece, Instagram non sia pericoloso per gli utenti più giovani. Già, “prova” senza riuscire ad essere particolarmente convincente.

    Facebook risponde al Wall Street Journal, ma senza convincere

    Intanto, possiamo dire che la risposta sia tardiva, sono passate già due settimane dalla pubblicazione dei primi dati e questo la dice lunga su quanto non sia stato facile per Facebook trovare argomenti convincenti per provare a controbattere la versione del Wall Street Journal.

    La Raychoudhury sottolinea nel suo articolo che quei dati erano riferiti ad un sondaggio che prevedeva un pubblico molto ridotto, circa 40 rispondenti e che, di conseguenza, quei dati non corrispondono a verità. Infatti sarebbe un numero insignificante di fronte a più di 1,5 miliardi di utenti che usano Instagram. E ancora, la responsabile della Ricerca di Facebook difende il fatto che quei dati fossero rivolti a “conversazioni interne sulle percezioni più negative degli adolescenti di Instagram“.

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    Come ricorderete, i dati pubblicati dal WSJ, sempre riferiti alla ricerca interna di Facebook, riportavano anche una frase, su cui si è molto discusso, come questa: “Peggioriamo i problemi di immagine corporea per una ragazza adolescente su tre“. Su questa frase, la Raychoudhury puntualizza che quello fosse una considerazione riferita solo ad una delle 12 aree più critiche emerse dall’indagine. “L’immagine corporea è stata l’unica area in cui le ragazze adolescenti che hanno riferito di aver lottato con il problema hanno detto che Instagram ha peggiorato la situazione rispetto alle altre 11 aree“, sostiene Pratiti Raychoudhury nel suo articolo.

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    Peccato, la risposta di Facebook, per mano della Raychoudhury, non è convincente per nulla, anzi, suona molto come un’occasione sprecata per fare chiarezza su un tema molto sentito dai più giovani che non può essere sminuito sostenendo che sia solo una parte delle considerazioni da affrontare. Intanto esiste e va affrontato con l’attenzione che merita, invece che ridurlo solo come un numero.

    Instagram mette in pausa Instagram Kids

    Ma, sempre nella stessa giornata, arriva anche la comunicazione di Adam Mosseri, cioè il capo di Instagram che in un post sul blog ufficiale di Instagram dichiara di mettere in pausa il progetto di Instagram Kids, la versione dell’app che dovrebbe rivolgersi ad un pubblico al di sotto dei 13 anni.

    Pur sostenendo la necessità di sviluppare questa esperienza – scrive Adam Mosseri – abbiamo deciso di mettere in pausa questo progetto. Questo ci darà il tempo di lavorare con genitori, esperti, responsabili politici e autorità di regolamentazione, per ascoltare le loro preoccupazioni e dimostrare il valore e l’importanza di questo progetto online per i giovani adolescenti di oggi“.

    Questa la sua comunicazione ufficiale, anche se poi in un video su Instagram e in una serie di tweet se la prende un po’ coi media, per aver frainteso il vero scopo dell’app. “Non è stata mai pensata per i più piccoli (riferendosi a Instagram Kids) ma per i tweens“. Per tweens si intende quella fascia di età generalmente compresa tra i 9 e i 13 anni.

    L’idea di Instagram sarebbe quindi quella di creare, attraverso Instagram Kind, un app più sicura adeguata ad utenti più giovani. In realtà, sin dall’annuncio, non sono mai mancate le critiche a questa idea che, di fronte al caso sollevato dal Wall Street Journal, adesso è costretto a fermarsi.

    Risulta quanto mai evidente che Facebook non prende in considerazione i dati per come sono in realtà, eludendo questioni molto precise come il fatto che Instagram induca una situazione di disagio per i più giovani, e, in secondo luogo, sminuendo il numero delle persone a cui fanno riferimenti i dati diffusi dal WSJ, non fornisce un numero di persone che solitamente vengono sollecitate a rispondere a dei questionari aziendali.

    Infine, la sospensione del lancio di Instagram Kids, volente o nolente, dimostra che un problema da risolvere Instagram, come pure Facebook, ce l’ha. Eccome.

  • Instagram, ecco la nuova funzione Cerca sulla Mappa

    Instagram, ecco la nuova funzione Cerca sulla Mappa

    Instagram da oggi lancia la nuova funzione Cerca sulla Mappa, per premettere agli utenti di cercare un bar o un ristorante nelle proprie vicinanze e per permettere alle attività di attrarre nuovi clienti.

    Instagram è una piattaforma dove gli utenti condividono immagini di luoghi frequentati e, tra questi non mancano mai ristoranti e bar. Ma oltre a condividere questi luoghi, gli utenti usano Instagram anche per cercarne di nuovi. Ecco che allora la novità di oggi farà felici tutte quelle che persone che usano l’app per cercare un ristorante, un bar, un luogo dove poter trascorrere una serata romantica o in compagnia di amici.

    La nuova funzione di Instagram si chiama “Cerca sulla Mappa” ed è stata pensata proprio per andare incontro a tutti quegli utenti che vogliono scoprire ristorante, caffè o anche parchi in base alla propria posizione.

    “Cerca sulla mappa” è stata implementata sulla base dei comportamenti di molti utenti, che come già detto usano Instagram per condividere le foto dei luoghi che visitano attraverso gli hashtag.

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    La nuova funzione può essere utilizzata seguendo due modalità:

    • Tab Esplora: premendo sulla nuova icona della mappa nell’angolo in alto a destra della tab Esplora, vengono mostrati luoghi popolari con hashtag di varie categorie, come ristoranti, caffè e destinazioni turistiche vicino alla tua posizione attuale.
    • Ricerca degli hashtag: ad esempio, quando un utente fa una ricerca utilizzando l’hashtag #ristorante per trovare consigli, nei risultati appariranno le attività commerciali nelle vicinanze pubblicate con quell’hashtag.

    Gli utenti possono quindi scoprire luoghi di diverso tipo attraverso due modalità e, visitando i relativi account Instagram, possono poi ottenere maggiori informazioni.

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    La funzione “Cerca sulla mappa” sarà disponibile inizialmente in alcuni paesi tra cui figurano Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. In futuro la funzione verrà estesa ad altri paesi.

    “Cerca sulla mappa” nasce quindi osservando le condivisioni degli utenti e alle ricerche che riguardano attività commerciali e servizi nelle proprie vicinanze.

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    Con questa nuova funzione, Instagram diventa un luogo dove cercare un ristorante e un bar, rappresenta quindi una opportunità per gli utenti che vogliono interagire coi brand e le aziende che seguono di più, ma è anche una opportunità per le attività che vogliono raggiungere nuovi clienti.

  • Ricerca interna di Facebook: Instagram dannoso per gli adolescenti

    Ricerca interna di Facebook: Instagram dannoso per gli adolescenti

    Una ricerca interna di Facebook è arrivata alla conclusione che Instagram è dannoso per gli adolescenti. La piattaforma di photo-sharing diventa uno strumento di continuo confronto sociale, generando ansia tra i più giovani.

    Sono anni che si discute degli effetti che, usate in modo non corretto e poco sano, alcune piattaforme social media possono avere sulle persone, e sui giovani in particolare. Qui sul nostro blog ne abbiamo discusso spesso, rifacendoci a ricerche esterne, portata avanti ad agenzie e aziende che sulla base dei dati a disposizione sono arrivate a concludere che effetti nocivi possono essere molto più evidenti su alcune persone.

    Il dibattito è sempre tra chi sostiene che siano le piattaforme ad essere dannose e chi sostiene che sia invece il modo in cui queste piattaforme vengono usate. Certo è che il modo in cui usiamo le piattaforme sicuramente incide molto sul risultato finale, anche perché, aspetto certamente non secondario, alla base delle piattaforme social media esistono algoritmi con lo scopo specifico di alimentare ciò che ci piace di più e ciò che vorremmo essere.

    Una dinamica, potente, che in alcuni casi può generare effetti dannosi su alcune persone.

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    Questa, dovuta, premessa, perché da qualche giorno si parla di una ricerca interna di Facebook che, di fatto, certifica quello che, in parte, era già noto. E cioè che Instagram diventa uno strumento dannoso per gli adolescenti. La notizia, resa nota dal Wall Street Journal, l’unico ad essere entrato in possesso delle slide relative a questa ricerca interna al colosso di Menlo Park, fa molto discutere proprio per il fatto che a prendere coscienza del pericolo è proprio la società che possiede la piattaforma di “photo-sharing” più usata proprio dai giovani.

    Instagram rischia di diventare uno strumento di continuo “confronto sociale, una sorta di continuo confronto con modelli che usano come metro di conversazione solo la comparazione della propria immagine. In questo modo passa il messaggio che nella vita si ha “successo” solo se incarni quel modello che punta alla perfezione fisica.

    Un continuo bombardamento di immagini perfette che appaiono nei feed e nella sezione Esplora di questi ragazzi, in particolar modo ragazze, con effetti negativi. “Peggioriamo i problemi di immagine corporea per una ragazza adolescente su tre“, si legge in una slide della ricerca di Facebook, dato che, va specificato, si riferisce ad adolescenti che presentano già problemi in questo senso.

    Ecco, osservando il tema da questo punto di vista, possiamo solo affermare che Instagram non è certo di aiuto.

    Ma vediamo qualche dato più in concreto della ricerca che Facebook ha condotto negli Usa e in Uk almeno negli ultimi tre anni. Ricerca che, ricordiamolo, non è stata diffusa pubblicamente, ma è stata resa nota da un articolo apparso sul Wall Street Journal, unico ad entrare in possesso della ricerca.

    Un dato rilevante, anche rispetto a quanto scritto finora, è che il 40% di coloro che hanno dichiarato di sentirsi poco attraenti ha affermato che questa sensazione è accresciuta usando proprio Instagram.

    E ancora, “gli adolescenti incolpano Instagram per l’aumento del tasso di ansia e depressione“, un dato che è stato riscontrato in altri gruppi di persone.

    La ricerca di Facebook rileva anche tra gli adolescenti che hanno manifestato intenti suicidi, il 6% di quelli che si trovano negli Usa e il 13% di coloro che si trovano in Uk li hanno ricondotti proprio all’uso di Instagram.

    Come certamente ricorderete, un paio di mesi fa aveva fatto molto discutere la decisione del Ministero per l’Infanzia e per la Famiglia in Norvegia di rendere obbligatoria l’indicazione se l’immagine usata all’interno di un post promozionale sia stata ritoccata o meno. Una decisione che il ministero ha preso di fronte al dilagante fenomeno del dismorfismo corporeo, il pensiero continuo sui propri difetti fisici. Una situazione che è alimentata dalla continua ricerca dei like che, come abbiamo visto, genera per lo più ansia in particolare negli adolescenti.

    Era doveroso per noi mettere tutti a conoscenza di questa ricerca, di questi dati e di quanto Instagram possa essere dannoso per alcune persone. Qui non di mette in discussione una piattaforma in particolare o i social media in generale, si tratta solo di avere bene in evidenza le conseguenze che l’utilizzo e l’impostazione di alcune piattaforme possono avere sugli adolescenti.

    L’economia dei Like ha generato anche questo.

    Un uso più consapevole, informato, adeguato al proprio ideale di condivisione può sicuramente essere di giovamento anche per i giovani, come per tutti in realtà. Serve quindi maggiore attenzione, informazione, formazione (perché no), consapevolezza nell’usare queste piattaforme per fare in modo che diventino strumenti di crescita e arricchimento e non strumenti distruttivi.

  • Instagram, lo swipe up diventa sticker per chi lo usava già

    Instagram, lo swipe up diventa sticker per chi lo usava già

    Dal 30 agosto lo swipe up sparirà dalle Instagram Stories, lasciando spazio ad un nuovo sticker che permetterà di aggiungere link alle storie. Lo sticker sarà disponibile solo per gli utenti che già usavano la vecchia funzionalità. Per ora.

    Dal 30 agosto lo swipe up sparirà dalle Instagram Stories. La funzione che permette di accedere ad un link quando si consulta una storia sull’app di Facebook lascerà spazio ad uno sticker, simile a quelli già in uso nella funzionalità, permettendo di fare la stessa cosa, con più creatività. Quindi aggiungere un link ad una storia, per consentire agli utenti di approfondire e andare oltre il contenuto effimero, sarà ancora più semplice.

    La scelta di rimpiazzare il classico swipe up con uno sticker arriva dopo una fase di test che Instagram ha condotto su un ristretto gruppo di utenti. Alla fine, l’idea sarebbe quella di rendere questa possibilità più semplice e creativa, appunto, potendo poi personalizzare lo sticker, rendendo il contenuto condiviso ancora più interessante.

    Ma chi potrà utilizzare lo sticker al posto del vecchio swipe up? Tutti gli utenti?

    Instagram swipe up sticker per chi usava già franzrusso.it

    A dire il vero no.

    Instagram, il link sticker disponibile per gli utenti che già usavano lo swipe up

    I primi ad usare il nuovo sticker per poter inserire link all’interno delle proprie storie saranno proprio quegli utenti che già potevano farlo in quanto rispondevano ai requisiti che Instagram richiedeva. E cioè: avere un account business o un account personale con almeno 10 mila follower oppure avere un account verificato.

    Quindi, per ora questi saranno gli unici che potranno sperimentare il nuovo sticker al posto dello swipe up, tutti gli altri dovranno attendere.

    E, da quello che sembra, Instagram sarebbe intenzionata ad estendere questa possibilità a tutti gli utenti, quindi anche a quelli che non soddisfano i requisiti richiesti, ma non in questa fase e ancora non si conoscono i termini precisi. Probabile che dopo qualche settimana dal 30 agosto se ne potrà sapere di più.

    instagram link sticker
    via The Verge

    Chiaro che permettere un uso esteso del nuovo sticker a tutti, consentendo di aggiungere qualsiasi link, sarebbe un vero rischio, considerando la possibilità di vedere incrementare link collegati a contenuti che abbiamo il solo scopo di diffondere disinformazione e bufale. Da questo punto di vista, Instagram è molto cauta.

    Interessante notare che aggiungendo il link con uno sticker sarà possibile rispondere alla storia, cosa che non è possibile fare con una storia che contiene lo swipe up.

    Attendiamo quindi di vedere gli sviluppi e se ci saranno le condizioni per superare un limite, quello dei 10 mila follower per poter inserire i link nelle stories, che da sempre ha animato grandi dibattiti.

    E voi che ne pensate?

  • Instagram, al via il test per pubblicare post da desktop

    Instagram, al via il test per pubblicare post da desktop

    Instagram ha avviato un test per permettere la pubblicazione di post da desktop. Un sogno che si avvera per molti professionisti che lavorano con i social media.

    Instagram ha avviato un test per permettere la pubblicazione di post da desktop. Una funzionalità di cui da sempre si sente la mancanza, il vero sogno di tanti professionisti che lavorano nel mondo dei social media. Non si conoscono i particolari dettagliati dell’operazione, scovata da Matt Navarra, il primo a pubblicare degli screenshot che testimoniavano la possibilità di pubblicare immagini dalla versione web su desktop. Anche se comunque Facebook ha confermato l’iniziativa a Bloomberg. La possibilità, per ora, è estesa solo ad un piccolo gruppo di persone, sia da Mac che da pc.

    Come sappiamo, da qualche anno era già possibile postare contenuti sul feed dalla versione web per mobile, quindi dal proprio smartphone, oltre che dall’app. Solo che per chi fa un uso professionale di Instagram la versione per desktop può rappresentare davvero una svolta, permettendo di visualizzare bene le immagini, su uno schermo più grande, individuano bene eventuali difetti, prima della pubblicazione.

    Instagram test pubblicare post desktop franzrusso

    Come condividere su Instagram da desktop

    Come dimostrato da Matt Navarra, quando visualizzerete sulla barra in alto a destra il famoso segno più (+) con la scritta “Ora puoi creare e condividere i post direttamente dal tuo computer“, a quel punto sarete abilitati a pubblicare anche da vostro pc. A quel punto, cliccato sull’icona, potrete aggiungere immagini direttamente dal vostro pc, scegliendo le dimensioni e il formato, scegliere e modificare i filtri, aggiungere le didascalie e il luogo. E, infine, condividere. Tutti passaggi che ormai abbiamo imparato a conoscere bene da mobile.

    Cosa significa tutto questo, soprattutto per i professionisti che usano Instagram per il proprio lavoro? Prima di tutto, smettere di usare app di terze parti per cercare il modo di pubblicare da desktop. Quindi, significa potersi concentrare meglio sul lavoro da fare, avendo a disposizione, dal proprio pc, tutti quegli strumenti di editing delle immagini che sono di gran lunga più efficaci. Significa quindi avere la possibilità di gestire meglio il lavoro e lavorare meglio sulle dimensioni e sulla qualità stessa delle immagini. Anche perché, come abbiamo imparato bene in questi anni, la visione solo da mobile spesso non sufficiente, serve di più. E teniamo sempre in considerazione che Instagram comprime le immagini comunque, anche da desktop.

    Ecco, questa la notizia che ci piaceva segnalarvi con qualche breve considerazione. E coi che ne pensate? Stavate aspettando anche voi la possibilità di poter usare Instagram da desktop?

  • Instagram, la pubblicità arriva sui Reels

    Instagram, la pubblicità arriva sui Reels

    Sui Reels di Instagram da oggi arriva la pubblicità. I formati, sempre in verticale, non dovranno avere una durata superiore ai 30 secondi.

    La notizia era attesa e in effetti, dopo un periodo di test realizzato con successo, Instagram oggi annuncia che la pubblicità sbarca anche sui Reels, il formato che è stato lanciato in Italia ormai un anno fa e che rappresenta la sfida a TikTok.

    In che modo la pubblicità apparirà sui video brevi di Instagram?

    Le inserzioni, sempre in verticale, appariranno nelle sezioni più popolari dei contenuti Reel come la tab Reels, le Storie, tra i reel in Esplora e nel Feed. Come le inserzioni nelle Storie, anche le inserzioni di Reels saranno a schermo intero e verticali, e appariranno a intervalli tra i singoli reel, con una durata fino a 30 secondi. Gli utenti potranno commentare, mettere “mi piace”, visualizzare, salvare e anche condividere tutte le inserzioni di Reels.

    Instagram pubblicità Reels franzrusso.it

    Reels è un ottimo modo per scoprire nuovi contenuti su Instagram, ecco perché le inserzioni vanno in questa direzione. Per i brand, questo significa avere a disposizione una nuova modalità creativa per interagire con il proprio pubblico”. – ha dichiarato Justin Osofsky, Chief Operating Officer di Instagram, nel presentare la novità.

    Proprio come per qualsiasi altra inserzione su Instagram, agli utenti sarò data la possibilità di controllare anche quelle che compaiono come Reels dando, ad esempio, la possibilità di saltare, nascondere o segnalare un’inserzione non gradita. Cosa molto utile, del resto.

    Come creare annunci pubblicitari sui Reels di Instagram

    Intanto, come detto prima, i video possono avere una durata massima di 30 secondi, un po’ come uno spot televisivo, la durata è la stessa di media. Per dare sfogo alla Creatività sui Reels sappiate che la musica e/o i suoni devono essere integrati al video stesso, una specifica che Instagram tiene a sottolineare.

    Una volta su “Ads Manager” e dopo aver cliccato “Create“, selezionate il vostro obiettivo come “Conversioni”, “Traffico”, “Reach”, “Visualizzazioni video”, “Brand awareness”, “Installazioni di applicazioni”.

    A questo punto, completate l’annuncio come al solito fissando budget, pubblico di riferimento, ottimizzazione e delivery. Alla voce “Posizionamento“, selezionate Instagram Reels, individuate una Call To Action (CTA) e poi avete completato l’impostazione dell’annuncio.

    Come sempre succede, l’annuncio sarà previamente sottoposto ad approvazione e poi, una volta superata con successo questa fase, l’annuncio sarà visibile dagli utenti e comincerete a ricevere i primi dati.

    Ecco, tutte queste informazioni le trovate dettagliate all’interno del Centro Assistenza di Instagram.

  • Instagram e i Like, due anni dopo non è cambiato niente

    Instagram e i Like, due anni dopo non è cambiato niente

    Da qualche giorno su Instagram sono ritornati pubblici i “Like” sui post. Sembra, a vedere come gli utenti stanno reagendo, che in due anni non sia cambiato nulla. Peccato perché per Instagram era una occasione per cambiare logica.

    Ebbene, il titolo che abbiamo voluto dare a questo post è abbastanza eloquente, senza polemica chiaramente. Come già anticipato un paio di mesi fa, Instagram da pochi giorni ha, in effetti, di nuovo impostato di default i “Like” sui post pubblicati dagli utenti sul feed, lasciando agli utenti stessi la scelta se renderli visibili o meno. Proprio per ogni post. Quindi, si torna a quello che accadeva prima del 2019 con i Like che tornano di nuovo visibili. Adam Mosseri, capo di Instagram, ha spiegato che il periodo è ormai maturo per “lasciare la scelta agli utenti“.

    Due anni di test, perché di questo si è trattato, per arrivare al punto che quella modalità di nascondere i Like di fatto non ha cambiato nulla, questa la spiegazione ufficiale. Anzi, Instagram aggiunge anche che questa modalità era piuttosto “polarizzante”, per il fatto che gli utenti erano nettamente divisi tra chi la approvava e chi la criticava fortemente. La scelta che Instagram è quindi quella di lasciare impostata in automatico la pubblicazione del numero dei Like, permettendo agli utenti di nasconderli.

    Instagram like franzrusso.it 2021

    Il risultato che stiamo vedendo tutti in questi giorni è che nessuno, o quasi, li sta nascondendo. Tutti sono tornati come nel 2019 a lasciare il conteggio dei Like pubblico. E in effetti sì, non è cambiato assolutamente nulla.

    Come certamente ricorderete, Instagram, e non solo, in quel periodo era sotto pressione per il fatto che il numero dei Like finiva per alterare la qualità dei contenuti condivisi, diventava una distrazione che snaturava la condivisione stessa. Generando una sorta di “ansia da prestazione” tra gli utenti che vedevano in quel numero l’unico parametro per essere considerati. Situazione analoga per le aziende che vedevano quel numero come necessario per giustificare la riuscita delle proprie campagne o della propria comunicazione.

    Quel momento di nascondere i Like aveva rappresentato una occasione importante per Instagram, nel tentativo di provare a dare vita ad un nuovo corso, meno concentrato sull’aspetto vanity e più concentrato sulla qualità. Questo per dare modo a tutti di migliorare il modo di approcciare alla piattaforma, meno ansioso. Tra l’altro era proprio Instagram che sosteneva, sempre due anni fa, come l’idea fosse quella di “provare a depressurizzare Instagram, renderlo meno competitivo, dare alle persone più spazio per concentrarsi sulla connessione con le persone che amano, le cose che li ispirano“. E poi aggiungeva che tutto quello era mirato ai giovani, a renderli più liberi e creativi, invece che incatenati alla logica dei “Like”.

    Cristina Maccarrone, per InTime Blog, a proposito delle implicazione sull’Influencer Marketing, aveva ascoltato un po’ di esperti e tutti sottolineavano quanto fosse stata una scelta felice quella di nascondere dei like che avrebbe giovato alla piattaforma, e agli utenti, spostando l’attenzione sulla qualità dei contenuti.

    Quella di nascondere i Like era una mossa che ci trovava assolutamente d’accordo e il ritorno a questa dinamica suona come una occasione mancata.

    Vero, nel corso di questi mesi sono stati diversi gli studi che hanno decretato come non esista una relazione diretta tra tempo speso sui social e salute mentale, così come non ci sia dirette corrispondenze tra l’uso degli smartphone e gli attacchi di panico tra gli adolescenti. Eppure il clima che si respirava due anni fa era di tutt’altro tono, con i social media sulla gogna, a prescindere da tutto.

    Due anni dopo ci si rende conto che così non è, e tutto torna come prima.

    Instagram e i Like, la grande occasione sprecata

    Il mood del momento adesso è quello di dire “facciamo scegliere agli utenti“. Uno dei primi ad innescare questa nuova mentalità è stato Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, che qualche tempo fa diceva che fra qualche anno gli utenti decideranno quale algoritmo adottare per la classificazione dei feed.

    Ma c’è un però. Tutto bene quando si lascia agli utenti la libertà di scegliere, ma la strada la devono indicare le piattaforme, nel senso di specificare come funziona la piattaforma e i meccanismi che ne sono alla base. Il rischio è quello di lasciare il campo su decisioni fondamentali per la “salute” della piattaforma, e di chi la frequenta, per poi nascondersi dietro un: “ah, ma lo hanno deciso gli utenti“.

    L’idea maestra sarebbe quella di arrivare ad una soluzione ibrida, ascoltando gli utenti per migliorare l’usabilità della piattaforma, per migliorare gli aspetti che riguardano la privacy, la sicurezza della piattaforma stessa. E indicando agi utenti quelli che sono i capisaldi attraverso cui usare la piattaforma.

    Instagram ha avuto una grande occasione per cambiare la logica, mettendosi davanti a tutte le piattaforme e facendo scuola, impostando un modo di vivere le piattaforme con meno ansia, più liberamente e in maniera più creativa. Adesso, invece, si torna a come era prima.

    Ma forse, davvero forse, tutto questo non interessa ai tanti, perché guardando i post su Instagram, dall’app, sembra che nessuno si sia posto più di tanto il problema, lasciando l’impostazione dei Like visibili a tutti. Ma questa è solo un’opinione, senza polemica.

    E voi che ne pensate?

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