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  • Su Instagram adesso si può prenotare direttamente il ristorante

    Su Instagram adesso si può prenotare direttamente il ristorante

    “Prenota” è il nuovo pulsante sul profilo Instagram dei ristoranti che permette di prenotare immediatamente dalla app. Il servizio è attivo per i locali che fanno parte del circuito di TheFork, che da qualche mese ha stipulato un accordo col social network. I vantaggi? Per i ristoratori l’opportunità gratuita di migliorare la presenza online con potenziale incremento del fatturato e per gli utenti la facilità di prenotazione.

    Semplificazione e immediatezza sono le parole chiave della funzione che su Instagram fa prenotare direttamente il ristorante in cui si vuole andare a mangiare. Fateci caso: per alcuni account attivi nel mondo della ristorazione compare il pulsante “prenota”, accanto a “chiama”.
    Da qualche mese, infatti, è partita una partnership tra TheFork, piattaforma leader a livello europeo per la ricerca e la prenotazione online dei ristoranti, e Instagram, piattaforma social dove la condivisione di immagini e video di cibi e bevande è sempre più intensa.
    Grazie a questo accordo, i ristoranti possono aggiungere al proprio profilo un pulsante che permettere la prenotazione direttamente con TheFork, raggiungendo nuovi clienti online senza costi aggiuntivi; gli utenti possono prenotare il ristorante prescelto con rapidità senza chiudere l’applicazione di Instagram. Specifichiamo che il servizio è disponibile tramite le app iOS e Android del social network, ma non nella versione desktop.
    Si tratta di un’innovazione non trascurabile, considerando che Instagram ha una delle più numerose e attive community di foodies online, con oltre 200 milioni di Instagrammer che visitano un profilo aziendale ogni giorno.

    prenota ristorante instagram the fork

    Nel momento in cui è stato lanciato il progetto, 80mila tra i 50mila ristoranti partner di TheFork di diversi Paesi (Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Portogallo, Svezia, Svizzera, Spagna e Brasile) erano prenotabili attraverso questa funzione (2.200 lungo lo Stivale), ma il numero è destinato ad aumentare nei prossimi mesi, poiché i ristoratori saranno progressivamente incoraggiati ad aggiungere l’opzione di prenotazione sul proprio profilo aziendale Instagram.

    “Siamo orgogliosi della collaborazione, tra le prime con il più importante social network per i foodie. È un’opportunità per promuovere la prenotazione dei ristoranti online in Europa, dando slancio alla digitalizzazione del mercato. Grazie a questa partnership, TheFork aiuta i ristoranti a incrementare la presenza online e dà agli utilizzatori la possibilità di prenotare direttamente su Instagram. Questa alleanza rafforza la nostra leadership in Europa e Brasile, aumentando la visibilità dei ristoranti partner in una delle community più popolari tra gli amanti della gastronomia”, commenta Bertrand Jelensperger, Ceo e fondatore di TheFork.

    I trend attuali

    “I trend dai pulsanti di prenotazione non si discostano molto dalle tendenze generali in termini di preferenze di cucina, scontrino medio e numero di coperti: la cena è sempre il servizio preferito, lo scontrino medio viaggia sempre dai 20 ai 30 euro e il numero di coperti medio resta 3”, commenta Almir Ambeskovic, Regional Manager e membro del board di TheFork.
    Guardando alle tipologie di cucina, nella top 5 basata su tutte le prenotazioni della piattaforma e il numero di ristoranti prenotabili nel 2018, spiccano mediterranea, di pesce, toscana, romana e giapponese. “In base alla media di prenotazioni per tipologia di ristorante, invece, abbiamo un quadro diverso che mette ai primi posti cucine etniche meno diffuse tra cui l’eritrea, la vietnamita, la thailandese e l’iraniana. Ci sono ancora pochi ristoranti che offrono questi tipi di cucina, ma riscuotono un discreto successo forse proprio per la particolarità dei piatti”, conclude Ambeskovic.

  • Instagram Stories, sono 500 milioni gli utenti attivi al giorno

    Instagram Stories, sono 500 milioni gli utenti attivi al giorno

    Instagram Stories continua a crescere e, ad oggi, sono 500 milioni gli utenti che usano la modalità di contenuto effimera ogni giorno, la metà di Instagram. Il dato è in crescita dai 400 milioni del mese di giugno del 2018. E poi ci sono oltre 2 milioni di inserzionisti che sfruttano le Stories.

    Instagram Stories continua a crescere, la modalità di contenuto effimera, lanciata nel 2016, piace sempre di più agli utenti e, anche, agli inserzionisti. Dall’ultima trimestrale, secondo quanto dichiarato anche dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che detiene la proprietà di Instagram, gli utenti attivi al giorno che usano le Stories sono ad oggi 500 milioni, la metà degli utenti di Instagram. Quindi 1 utente su 2 della piattaforma usa la modalità di contenuto effimero. Ma altro dato molto interessante è che ci sono 2 milioni di inserzionisti che utilizzano le Stories come parte delle loro strategie. Un concetto che ha una sua logica, anche perchè lo steso Zuckerberg su questo ha puntato molto.

    Un dato che, se ci pensate, per il principio dell’ecosistema sempre molto care a Zuckerberg, torna anche utile a Facebook stessa sotto forma si Stories che potrebbero essere condivise anche sulla piattaforma madre. E’ il caso, forse, che le aziende comincino a considerare perchè gli utenti apprezzano e anche per il fatto che Facebook continua a mantenere questa modalità sempre molto aggiornata. E gli utenti apprezzano.

    instagram stories 500 milioni utenti giorno

    E’ chiaro, con questi dati, che Facebook con le Instagram Stories ha vinto la sua battaglia con Snapchat che vive adesso una fase di difficoltà, alla ricerca di un nuovo assetto, anche interno vista la fuga di manager chiave dalla società.

    Per completare il quadro dei contenuti effimeri, Instagram Stories è ormai la modalità più usata al giorno, lo abbiamo detto, con 500 milioni di utenti al giorno; seguono poi gli Status di WhatsApp con oltre 450 milioni di utenti; poi gli oltre 300 milioni di utenti delle Facebook Stories; e, infine, Snapchat, con poco oltre i 200 milioni di utenti.

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    Sempre restando sul tema delle Stories, Zuckerberg, rispondendo alle domande dopo la presentazione dei dati dell’ultima trimestrale, ha anticipato che si sta lavorando su nuove opzione di condivisione privata e che Instagram avrà nuove funzionalità in ottica di e-commerce e shopping.

    instagram stories 500 milioni

    Mark Zuckerber ha anticipato anche altre cose interessanti. E cioè: l’effimero e la crittografia saranno aggiunti ad altre funzionalità rivolte alla sicurezza e alla privacy; Messenger e WhatsApp saranno sempre più il cuore della messaggistica di Facebook e diventeranno sempre più nuove esperienze sociali; i pagamenti di WhatsApp si estenderanno presto in altri paesi, ma non ci sono dettagli da questo punto di vista; i gruppo saranno sempre più una parte importante di Facebook; Facebook Watch sarà sempre più mainstream; la realtà aumentata sarà sempre più potenziata e in primavera verrà lanciato Oculus Quest.

  • Facebook prevede l’integrazione tra Instagram, WhatsApp e Messenger

    Facebook prevede l’integrazione tra Instagram, WhatsApp e Messenger

    Come riportato dal New York Times, Facebook starebbe lavorando su una struttura tecnica che porterebbe all’integrazione di tutte le piattaforme di Menlo Park, vale a dire: Instagram, WhatsApp e Messenger. Ma prima di questo, Facebook sta lavorando sull’implementazione della crittografia anche su Instagram e Messenger.

    Quello che in tanti credevano adesso comincia a concretizzarsi, e cioè che tutte le piattaforma del colosso di Menlo Park vengano integrate all’interno di un’unica struttura. In questo modo, un utente potrebbe avviare delle conversazioni con altri anche su piattaforme diverse. A svelare questa intenzione di Facebook è stato per primo il New York Times, citando delle fonti interne. In pratica, Facebook arriva a questa soluzione, più volte ventilata in questi anni, perchè il vero intento di Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, è quello di portare la crittografia end-to-end (E2E) su tutte le piattaforme. Quindi, il primo passo per arrivare ad una piena integrazione tra tutte le piattaforme è quello di renderle omogenee dal punto di vista della tecnologia, altrimenti ciò non sarebbe possibile. Il primo passo è quindi quello di portare la crittografia anche su Instagram e Messenger, tecnologia già presente su WhatsApp.

    Al momento si sa che ognuna delle piattaforme continuerà ad essere attiva in maniera autonoma, ma, una volta completata la crittografia, queste permetteranno agli utenti di conversare su più piattaforme. Quindi sarà possibile avviare una conversazione da Instagram verso Messenger, per esempio, in quanto quell’utente con cui si vuole conversare utilizza solo Messenger, appunto.

    integrazione whtasapp messenger instagram

    Vogliamo costruire esperienze di messaggistica sempre migliori; gli utenti vogliono che la messaggistica sia veloce, semplice, affidabile e privata“, ha dichiarato un portavoce di Facebook. “Stiamo lavorando per rendere i nostri prodotti di messaggistica crittografati end-to-end e stiamo valutando delle modalità per rendere più facile raggiungere amici e familiari attraverso le reti“.

    Se vi state chiedendo del perchè di questa integrazione, allora possiamo dirvi che la risposta è già molto semplice. L’intento di Facebook, da quando esiste, è sempre stato quello di riunire tutte le esperienze sotto un’unica piattaforma, per fare in modo che gli utenti siano sempre più coinvolti, avendo a portata di mano diverse possibilità e diversi servizi. E’ questa la logica che persegue Zuckerberg da sempre ormai e trova, dal punto di vista del colosso di Menlo Park, una motivazione ancora maggiore sapendo benissimo quanto gli utenti utilizzino i servizi di messaggistica istantanea. Pensiamo poi a quale potrebbe essere l’impatto di questa integrazione in termini di advertising, enorme.

    Dal punto di vista della tempistica, si sa che Zuckerberg vorrebbe portare a compimento l’integrazione delle piattaforme entro il 2019, essendo questa per il fondatore di Facebook una vera priorità.

  • FMCG su Facebook e Instagram: dati, insight e trend

    FMCG su Facebook e Instagram: dati, insight e trend

    Ecco una interessante ricerca che ci mostra l’evoluzione delle principali metriche su Facebook e Instagram in relazione al settore FMCG Food, i beni di largo consumo legati alla categoria alimentari e bevande.

    Di recente, sono stato ospite del gruppo Ferrero dove ho presentato una mia ricerca legata all’evoluzione delle principali metriche su Facebook e Instagram nel settore FMCG Food. Ovvero, i beni di largo consumo legati alla categoria alimentari e bevande.

    Personalmente trovo molto interessante la sinergia tra social media marketing e questo settore, in quanto le attività di marketing e comunicazione su questi canali posso dare risposta a nuove e tradizionali sfide del mondo fast-moving consumer goods:

    • segmentazione del posizionamento. Oggi, i beni di largo consumo alimentari stanno facendo esperienza di una crescente concorrenza proveniente da brand locali emergenti. Senza contare gli ottimi risultati, figli (anche) della crisi economica, delle private label (marca del distributore) che solo in Italia hanno aumentato la loro quota di mercato del 19%;
    • generare insight sui consumatori. Attività estremamente importante per comprendere quali linee di prodotto stanno ricevendo il miglior ritorno e in particolare in un periodo come questo caratterizzato da un’evoluzione dei modelli di consumo con una sempre maggiore attenzione da parte dei consumatori a tracciabilità, utilizzo delle materie prime, attenzione alla salute, etc.;
    • creazione di una brand equity distintiva. Non dobbiamo dimenticare che il settore FMCG è caratterizzato da una forte volatilità e una facile capacità di sostituzione nel carrello dei consumatori. Ergo, risulta fondamentale veicolare una conoscenza della marca e brand image (percezioni su una marca che determinano le associazioni di marca) differenziale per aumentare la loyalty;
    • innovare il product display. Per i beni di largo consumo, l’esposizione e riconoscibilità del prodotto risultano da sempre fondamentali per influenzare il processo d’acquisto. Basti pensare agli importanti investimenti sul packaging. Ragione per cui, i social possono diventare un canale chiave per il visual storytelling di marca.

    Detto questo, di seguito trovi tutti i dati e le evidenze emerse dall’analisi.

    Facebook

    Contrariamente ad altri settori, che hanno reagito al cambio di algoritmo di Facebook e al conseguente calo della reach organica con un esponenziale aumento del budget in paid advertising, possiamo osservare una lieve diminuzione della spesa. In aggiunta, questo dato si accompagna ad una crescita del 2% della reach a pagamento. Insomma, dati che fanno sperare in una nuova maturità legata all’ottimizzazione del budget.

    FMCG: spesa advertising su facebook

    FMCG: dati reach a pagamento su Facebook

    Tuttavia, bisogna sempre mettere a confronto le metriche per poterle interpretare correttamente. Infatti, constatiamo un evidente declino del click through rate (il rapporto tra numero clic e visualizzazioni) che passa da 1.08 a 0.75 e viene accompagnato da un (seppur lieve) incremento del CPC (costo per click). Questi numeri confermano (purtroppo ancora una volta) come siamo ancora lontani da una performance legata a

    • segmentazione del pubblico a target;
    • parcellizzazione del retargeting;
    • personalizzazione delle leve di content marketing a seconda dell’audience coinvolta.

    Al contrario, ci troviamo davanti ad una comunicazione massiva, rivolta a un pubblico ampio e non ben definito, che porta fisiologicamente a un divario tra costi e risultati. Comunque su questo argomento, ti rimando a un mio articolo a riguardo.

    FMCG: i dati sul CTR su facebook

    FMCG: i dati sul CPC su facebook

    A tal proposito, è interessate notare come a livello mondiale i video siano diventati il formato più sponsorizzato nel 2018, raggiungendo le foto, ma per quanto riguarda i beni di consumo alimentari rappresentano soltanto il 20% dei contenuti complessivi pubblicati e sono caratterizzati da una chiara riduzione delle visualizzazioni a pagamento.

    i dati sui formati più sponsorizzati su facebook

    la tipologia di contenuti condivisi su facebook dai brand FMCG

    Nonostante le sirene dei marketing guru, i video non sono la panacea di tutti i mali. Esattamente come per gli altri formati, il punto centrale è la rilevanza di cosa proponiamo in relazione alle reali aspettative ed esigenze del pubblico. Quindi, bisogna fare una riflessione sui contenuti proposti. Ad esempio le video ricette e la mera esposizione del prodotto, leve che vanno per la maggiore, non sono dei differenziali che permettono di posizionarsi realmente in quanto vengono proposti da svariati profili. Per di più, il tema del posizionamento ha un impatto diretto e concreto sul targeting paid. Mi spiego meglio, le visualizzazioni di per sé sono delle vanity metrics ma se ottimizzate per generare un reale interesse permettono di definire un funnel profilato di retargeting.

    FMCG su Facebook: i dati delle visualizzazioni video

     

    Per concludere questa prima parte dell’articolo relativa a Facebook, osserviamo un crollo delle interazioni ancora più marcato rispetto all’esperienza di altre categorie merceologiche. Ad ogni modo, bisogna prendere in considerazione che stiamo analizzando l’evoluzione temporale. Viceversa, se ci spostiamo dalla tendenza ai totali, il settore FMCG Food resta nella lista dei leader per engagement grazie alla presenza al suo interno di molti lovemark. Ciò nonostante, i dati appena citati indicano con chiarezza come il vento stia cambiando.

    I settori con i migliori risultati per engagement su facebook e instagram

    Instagram

    Il settore FMCG non fa eccezione rispetto agli altri e assistiamo ad un trend positivo di crescita legato alle interazioni e visualizzazioni dei post sulla piattaforma. In ogni caso, questa luna di miele è destinata a finire nel medio periodo in quanto sta aumentando in modo vertiginoso l’investimento paid (qui tutti i dati) nel canale. Fisiologicamente, tutto questo andrà ad impattare i risultati organici.

    FMCG su Instagram: i dati relativi ad engagement e interazioni

    FMCG su Instagram: i dati relativi alle visualizzazioni dei post

    Nondimeno, assistiamo ad un’opportunità mancata legata alle Instagram Stories con un tasso di adozione nettamente inferiore rispetto alle medie globali (siamo passati dal 25% al 50%) di tutti gli altri settori.

    Evoluzione delle condivisioni legate alle Instagram Stories

    Di conseguenza, abbiamo un risultato (molto) più basso, legato alle visualizzazioni generate da questo formato, in relazione ai brand delle altre categorie. Ovviamente, in tutti i settori i post sono ancora il principale strumento per veicolare reach e impression, dato che andrà a cambiare vista l’esponenziale crescita dell’adozione relativa alle Instagram Stories tanto dal lato degli utenti quanto da quello dei brand, ma in questo caso osserviamo una forchetta decisamente più ampia.

    FMCG su Instagram: le visualizzazioni di post e Stories

    Reach e impression di post e stories su instagram

    Risulta quindi naturale aprire una discussione sulla connessione tra post e Stories, in quanto i dati evidenziano la sinergia dei due formati. Ovvero, i post agiscono da attivatori, grazie alla maggiore copertura, per indirizzare gli utenti sulle Stories che amplieranno lo storytelling del contenuto sul newsfeed, agiranno da asset conversazionale stimolando i direct message e promuoveranno il drive to website (swipe up).

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    Trasformare la passione in acquisti su Instagram: il case study La Redoute

    In conclusione, i dati ci mostrano come ci sia ancora da rimboccarsi le maniche ma allo stesso ampi spazi di manovra ed opportunità. In ogni caso, i brand FMCG non hanno molta scelta: il posizionamento è qualcosa di realmente chiave per non essere considerati intercambiabili e facilmente sostituibili con altri player della stessa categoria.

    Se vuoi segnalare brand FMCG che secondo te lavorano molto bene sui social, lascia un commento.

  • Social Media in Italia: Facebook sempre più leader, crescono Instagram e LinkedIn

    Social Media in Italia: Facebook sempre più leader, crescono Instagram e LinkedIn

    Facebook è sempre più leader tra i social media più seguiti dagli italiani con 35,7 milioni di utenti. E’ quanto rilevano i dati contenuti nel nuovo rapporto dell’Osservatorio delle Comunicazioni Agcom. Crescono anche Instagram con 22,3 milioni di utenti e LinkedIn con 15,3 milioni di utenti.

    I dati del nuovo report dell’Osservatorio delle Comunicazioni di Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ci danno una panoramica interessante rispetto a quello che riguardano internet e i social media in Italia. Se dai dati dell’ultimo rapporto avevamo notato, che accanto a Facebook, l’altra piattaforma molto amata dagli italiani era Instagram, da questi nuovi dati, relativi al mese di settembre dello scorso anno, troviamo sempre Facebook leader incontrastato, ma crescono quasi tutte le altre piattaforme, ad eccezione di Google +, ormai destinato alla chiusura in questo anno. Pinterest, invece, prosegue con il suo buon momento anche in Italia e sorpassa anche Twitter che, nonostante tutto, mostra qualche segnale di crescita anche in Italia.

    Prima di passare a vedere qualche dato in dettaglio sui social media più frequentati e seguiti in Italia, è utile sottolineare il dato relativo agli italiani che navigano in rete. Ebbene, Agcom rileva che a settembre gli italiani online sono stati 42,7 milioni per un totale di 70 ore di navigazione al mese per persona, quindi oltre 2 ore al giorno. Un fato molto interessante che trova riscontro con quanto rilevato da Audiweb, infatti gli ultimi dati relativi al mese di novembre dicono che gli italiani online sono stati 42,6 milioni con una penetrazione internet in Italia del 71,3%. Un dato molto interessante quest’ultimo, certo siamo lontani ancora da quanto viene rilevato dagli altri paesi europei tutti oltre l’80%, per non parlare dei paesi del nord Europa che viaggiamo ben oltre il 90%, però sono indice del fatto che qualcosa, negli ultimi tre/quattro anni, si muove anche nel nostro paese.

    social media italia 2018 franzrusso.it

    I social media in Italia, Facebook leader incontrastato

    Passiamo adesso a vedere insieme qualche dettaglio relativo a quelli che sono i social media più frequentati dagli italiani, sono dati molto interessanti che testimoniano, a fronte di una crescita degli italiani che navigano in Internet, una crescita che si registra più o meno su tutte le piattaforme.

    Come detto in apertura del post, Facebook resta leader tra i social media più frequentati dagli utenti italiani, nonostante tutto quello che è successo nel 2018 con lo scandalo Cambridge Analytica, con il fenomeno delle fake news e con un lento ma continuo abbandono da parte degli utenti più giovani, rimpiazzati dagli utenti più maturi. Il social network di Mark Zuckerberg in Italia fa registrare 35,7 milioni di utenti. Avevamo lasciato l piattaforma a marzo 2018 con 27,1 milioni di utenti e in sei mesi cresce del 32%, non male per una piattaforma in difficoltà.

    agcom social media italia settembre 2018

    Instagram è la piattaforma che cresce di più in Italia, bene anche LinkedIn

    A seguire, l’altra piattaforma che piace molto agli italiani, e cioè Instagram che fa registrare 22,3 milioni di utenti a settembre 2018. Anche la piattaforma di casa Facebook cresce nel nostro paese e, se notate dal grafico, cresce seguendo l’onda di Facebook. Infatti, Instagram in sei mesi cresce del 50% ed è la piattaforma che cresce più di tutte.

    Buona anche la performance di LinkedIn in Italia, piattaforma oggi di proprietà di Microsoft che sta assumendo sempre più le caratteristiche dei social media, rispetto alla classica etichetta di “social business network” . La piattaforma, oggi tra le più longeve rispetto a quelle in uso, essendo stata lanciata nel 2003, conta in Italia 15,3 milioni di utenti con una crescita nei sei mesi tra marzo e settembre 2018 del 39%.

    Cresce Pinterest che sorpassa anche Twitter

    Degno di nota è di nuovo Pinterest, la piattaforma di content curation che oggi sembra essere diventata un’isola presso cui rifugiarsi per difendersi da contenuti d’odio, bot e fake news. La piattaforma di Ben Silbermann, che nel frattempo nel 2018 ha raggiunto il traguardo globale dei 250 milioni di utenti, in Italia cresce ancora e arriva a contare 9 milioni di utenti a settembre 2018, dai 6.1 milioni di marzo dello stesso anno, con una crescita del 47%. Quindi seconda solo a Instagram, come tasso di crescita nei sei mesi.

    E non è tutto, perchè con questa performance Pinterest sorpassa Twitter a settembre 2018 conta 8,6 milioni di utenti con una crescita del 9%. Twitter, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, sta provando a cambiare introducendo qualche nuova funzionalità che in questi giorni vengono testate da un ristretto gruppo di utenti, vedremo come e se queste novità potranno avere impatto sulla crescita degli utenti anche nel nostro paese.

    Fatto salvo il fatto che nonostante i suoi problemi Tumblr continui a guadagnare terreno in Italia con 2,8 milioni di utenti in Italia, si comincia a delineare il lento declino di Google + che quest’anno verrà definitivamente chiuso. Snapchat che in Italia non ha ottenuto il successo che riesce ad ottenere in Francia o in Germania, tanto per citare due paesi europei in cui è forte, cresce anche se di poco, passando adesso a 1,8 milioni di utenti.

    Ecco, questo un po’ la situazione dei social media in Italia con gli ultimi dati aggiornati.

    E voi cosa ne pensate?

  • Su Instagram è possibile condividere contenuti su più profili

    Su Instagram è possibile condividere contenuti su più profili

    Ora su Instagram è possibile condividere lo stesso contenuto su più profili. Una funzionalità che sarà molto apprezzata dai marketers. Per ora è solo disponibile su dispositivi iOS, mentre non si sa quando “self-regram” sarà disponibile su Android. Curiosità: la stessa attività è considerata “spam” su altre piattaforme.

    Se ne parlava da un po’, anche se non vi è stata mai una conferma ufficiale. Ed ecco che da oggi è possibile su Instagram condividere lo stesso contenuto su più profili. Questa funzionalità “self-regram” è disponibile per ora solo su dispositivi iOS e non vi è alcun cenno da parte dell’azienda su quando questa funzionalità sarà disponibile anche su dispositivi Android. Si tratta di una funzionalità che tornerà molto utile per tutti coloro che gestiscono più di un account, di conseguenza sarà molto apprezzata dai marketers, dai social media manager e da coloro che usano l’app in modo professionale.

    E’ anche vero che chi gestisce questi strumenti per lavoro è sicuramente già dotato di altri strumenti e piattaforme che permettono di fare la stessa cosa anche se su terze parti. Ma in questo caso, avendo la funzionalità già attiva sull’app, l’operazione sarà un po’ più veloce. E solo chi fa questo lavoro sa quanto, alle volte, la velocità sia tutto.

    instagram condivisione account

    Nel momento in cui la funzionalità sarà attiva, in basso al contenuto comparirà una dicitura “Pubblica in altri account” e ancora più in basso saranno visibili gli altri account Instagram su cui condividere, in un colpo solo, lo stesso contenuto. Per farlo, basterà “attivare” l’account, spostando il bottone corrispondente verso destra.

    instagram condivisione multi account
    Da TechCrunch

    Curiosità, altre piattaforme considerano come “spam” questa attività

    Piccola curiosità, già sottolineata da altri ma che vale la pena riprendere. In pratica, attraverso questa modalità, si condividerà lo stesso contenuto su più profili, non esiste un limite in termini numerici. E’ una pratica che su altre piattaforme invece viene vista come “spam”. A supporto di questo, vogliamo ricordarvi che Twitter lo scorso anno, nel tentativo di rendere la piattaforma più libera da spam, decise di vietare proprio questo tipo di pratica che potrebbe addirittura portare alla sospensione dell’account. Ora, questo fa davvero pensare.

    Instagram inizia subito il nuovo anno con questa novità e un’altra sembra essere in arrivo, ossia quella di poter condividere immagini da Google Foto. Al momento questa possibilità era nascosta da diversi passaggi, l’intento di Instagram è quello di renderla più esplicita e semplice.

  • Trasformare la passione in acquisti su Instagram: il case study La Redoute

    Trasformare la passione in acquisti su Instagram: il case study La Redoute

    Come si riesce a trasformare le interazioni e le passioni in acquisti su Instagram? Questa case study dedicata a La Redoute lo dimostra, grazie ad una serie di elementi. Scopriamoli insieme.

    [dropcap type=”background”]R[/dropcap]ecentemente sono stato ospite di una conferenza in Grecia (Ecommerce Expo) dove ho presentato un case study dedicato ad un mio cliente: La Redoute. Personalmente, penso che si tratti di una storia molto interessante in quanto copre svariati punti: centralità dei dati, storytelling votato (realmente) ai bisogni delle persone, utilizzo intelligente di UGC (User Generated Content) ed influencer, un lieto fine fatto di like e commenti che diventano acquisti. In aggiunta, non capita tutti i giorni di imbattersi in un case study su come guidare la propensione all’acquisto su Instagram.

    Per questa ragione, ho deciso di riportate nel dettaglio le diverse sezioni che compongono questa storia: 

    1. lo scenario attuale, alcuni dati chiave relativi a Instagram e social commerce/shopping;
    2. la sfida di business, le domande a cui La Redoute ha dovuto dare risposta;
    3. la strategia, le linee guida della campagna;
    4. le soluzioni messe in campo, la declinazione tattica/operativa delle linee guida strategiche;
    5. i risultati, i numeri che confermano la bontà dell’operato.

    1.Lo Scenario Attuale

    Prima di lanciare una qualsiasi campagna, il primo passo deve concentrarsi sul contestualizzare il ruolo dei social media all’interno del percorso d’acquisto del consumatore. A tal proposito, ci viene in aiuto una recente ricerca realizzata da GlobalWebIndex (“The latest social media trends to know in 2019”): i social media non sono ancora un punto diretto d’acquisto ma rappresentano un touchpoint strategico con il 42% degli utenti che dichiara di utilizzarli per ricercare nuovi brand e prodotti. In aggiunta, secondo lo studio 2018 Global Consumer Insights di PwC, i consumatori mettono al primo posto i social network come fonte primaria di ispirazione all’acquisto. Si tratta di dati molto interessanti ma che vanno messi in relazione alla specificità di Instagram.

    Social Commerce

     In un mio recente articolo su questo blog (“Ecco lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram”), avevo già coperto il tema relativo all’evoluzione in atto della piattaforma: ovvero, comincia a prendere fortemente piede un utilizzo del canale per influenzare la fase legata alla considerazione all’acquisto e non soltanto alla notorietà di marca. Ecco alcune cifre a supporto di questa affermazione:

    •  900 milioni di account cliccano sugli Shoppable Posts per visualizzare i tag prodotto tutti i mesi;
    • 60% degli utenti afferma di aver scoperto un prodotto su Instagram;
    • 75% degli intervistati dichiara di aver intrapreso un’azione come visitare un sito, cercare su Google, acquistare un prodotto, suggerire ad un amico dopo aver interagito con un post su Instagram;
    • la media di campagne paid passa dal 17.44% al 54.55% e aumenta il drive to website del +6%.

    Social Commerce su instagramIn questo contesto, nasce la sfida di business della Redoute.

    2.La Sfida Di Business

    La Redoute è uno dei principali e-commerce per fatturato in Francia con i suoi (circa) $558.4m di vendite nette generate al livello globale nel 2017. Inoltre, si tratta di un brand che a livello di categorie di prodotto, investe principalmente su due asset:

    1. fashion, vestiti e accessori;
    2. mobili e arredo per interni.

    Tuttavia, trattandosi di un marchio storico fondato nel 1928, la transizione all’online non è stata facilitata dal forte attaccamento dei suoi consumatori al catalogo cartaceo. Di conseguenza, Instagram ha rappresentato una grande opportunità. Infatti, si tratta di una naturale estensione del catalogo ma allo stesso tempo permette di definire una narrazione a sé stante e in grado di collegare l’esperienza di consumo sui vari formati.

    Conseguentemente, ha preso forma un chiaro interrogativo a cui dare risposta:

    “Come ispirare la mia audience a target, aumentare la propensione all’acquisto e definire uno storytelling in grado di connettere i consumatori alla marca?”

    3.La Strategia

    La risposta a questo interrogativo è stata tanto semplice quanto efficace: dare voce agli utenti e connettere l’esperienza d’acquisto tra social, sito e attivazioni offline come il catalogo. Ad ogni modo, la precedente affermazione può suonare estremamente retorica e poco concreta se non accompagnata da una chiara definizione dei driver che guidano la fiducia dei consumatori.

    recensioni prodotti online

    Se interrogati su cosa rende una raccomandazione di prodotto effettuata da qualcuno che non conosci sui social fidata, gli utenti indicano due chiare opzioni:

    1. effettivo utilizzo del prodotto e servizio;
    2. conoscenza del prodotto e dei temi connessi.

    Quindi, abbiamo potuto isolare due asset chiave attorno a cui è stata sviluppata la nostra campagne di vendita: i consumatori stessi in quanto utilizzatori del prodotto e i contenuti da loro creati (User Generated Content), gli influencer in quanto esperti riconosciuti e credibili in un dato settore. Da questi presupposti, è nata la campagna les préférés/i preferiti.

    la campagna les préférés

    4.Le Soluzioni

    Il primo passo è stato la centralizzazione del processo di content intelligence tramite un tool (quello per cui lavoro che si chiama Socialbakers) dedicato. Da un punto di vista pratico, questa operazione è stata declinata in tre passaggi:

    1. analisi delle precedenti campagne e benchmark dei competitor per individuare best practice e azioni non performanti;
    2. definizione di un flusso avanzato di lavoro del team content in merito a creazione dei contenuti, momenti di approvazione, comunicazione interna e realizzazione dei template;
    3. sviluppo di dashboard automatizzate di misurazione dei risultati in tempo reale per poter mettere in campo gli aggiustamenti del caso.

    Centralizzazione content intelligence

    In contemporanea è partita una mappatura dei prodotti sul sito per individuare i preferiti dagli utenti. Attenzione, quando parliamo dei prodotti preferiti non facciamo riferimento (necessariamente) ai più venduti ma a quelli con i voti più alti e i migliori commenti. A seguire, queste recensioni sono state trasformate in veri e propri shoppable post in cui il copy/caption riportava letteralmente i virgolettati dei consumatori:

    Il consiglio di MlleMell “stavo cercando dei sandali di questa tipologia e devo dire che sono perfetti e di buona qualità. Il prodotto ricevuto rappresenta perfettamente la foto sul sito. Contenta di questo acquisto”

    UGC La Redoute

    Allo stesso tempo, questi contenuti sono stati promossi (anche) in tandem con influencer specializzati in fashion e home decor. Da un lato, sui profili della Redoute, i post venivano condivisi mantenendo i virgolettati dei consumatori. Simultaneamente, sui profili degli influencer, gli stessi prodotti venivano arricchiti dalle opinioni ed esperienze degli autori.

    Influencer La Redoute

    Infine, durante tutto il periodo della campagna, il sito è stato ridisegnato per dare maggiore spazio ai prodotti individuati come les préférés/i preferiti tramite una promozione dedicata, finestre, gallerie e popup. Come abbiamo visto all’inizio di questo articolo, i social sono un touchpoint intermedio di ispirazione all’acquisto che dialoga con le azioni successive intraprese dagli utenti e gli altri asset online che abbiamo a disposizione, sito in testa. Ragione per cui, coerenza e coordinazione sono due aspetti chiave per rendere più fluido il processo di vendita.

    Coordinazione sito e Instagram

    Per riprendere uno dei miei film preferiti, L’odio di Mathieu Kassovitz, fino a qui tutto bene ma il problema non è la caduta, ma l’atterraggio. Quindi, non ci resta che dare un’occhiata ai numeri di questa campagna.

    5.I Risultati

    Le interazioni da sole non hanno alcun valore di business e se non vengono riempite di senso sono soltanto delle vanity metrics che non spostano alcun equilibrio. Tuttavia, se utilizzate in maniera strategica, come veicolare fiducia e inspirare/influenzare il processo d’acquisto, possono diventare un importante volano di vendita. Ad esempio, tornando al nostro caso La Redoute, l’analisi ci mostra come i contenuti relativi alla campagna abbiamo generato:

    • +74% di engagement;
    • +90% del tasso di commenti;
    • +8% del traffico organico da Instagram sul sito.

    Engagement La Redoute

    Ovviamente, questi dati da soli non permettono di sancire il successo di una campagna ma hanno reso possibile le cifre a seguire:

    • -23% del costo per click (dati ad account La Redoute);
    • +40% delle vendite direttamente attribuibili a Instagram (dati Shoppable Posts e Google Analytics).

    Risultati campagna La Redoute

    Come in ogni storia che si rispetti, abbiamo quindi un lieto fine: i like e i commenti diventano acquisti e trasformano Instagram in un canale strategico di vendita per uno dei principali e-commerce europei.

  • Ecco i trends del 2018 su Instagram: l’amore trionfa

    Ecco i trends del 2018 su Instagram: l’amore trionfa

    Per Instagram il 2018 è stato un anno fondamentale, soprattutto per quanto riguarda gli equilibri interni. Ma la piattaforma, la seconda preferita dagli italiani, dopo Facebook, pubblica il suo resoconto sul 2018. E scopriamo che #metoo è l’hashtag più usato a sostegno di una causa; l’emoji del cuoricino è stato usato 14 miliardi di volte nei commenti. Heart, la GIF di Arata è stata la più usata, mentre “Heart eyes” è stato il filtro facciale più usato nelle Stories.

    Il 2018 per Instagram è stato un anno fondamentale, fatto di grandi cambiamenti che stanno avendo inevitabili effetti sulla piattaforma. Basti pensare solo all’addio dei due co-fondatori della piattaforma, Kevin Systrom e Mike Krieger, avvenuto a fine settembre. Un passaggio che ha finito per chiarire quello che tanti immaginavano, e cioè dei forti attriti tra il modo di guidare l’azienda da parte di coloro che l’avevano creata e la nuova proprietà, Facebook.

    Ma Instagram, con una base utenti di oltre 1 miliardo di utenti, di cui 19 milioni in Italia, resta comunque una piattaforma capace di segnare nuovi trends. Ed è per questo che ha pubblicato una serie di dati che ci raccontano come sono andati questi 12 mesi del 2018. Vediamoli insieme.

    Si può tranquillamente dire che il 2018 è stato per Instagram l’anno dell’amore che compare diverse volte nei trends dei 2018. Il cuoricino, quello che tutti usano spesso tra i commenti, è stato usato 14 miliardi di volte durante l’anno, proprio tra i commenti. Restando sempre in tema amore, la GIF più usata è stata “Heart” di Arata, che solo su Giphy ha ottenuto quasi 140 milioni di visualizzazioni. Il filtro facciale più usato su Instagram nelle Stories, manco a farlo apposta, è proprio “Heart”.

    La faccina che ride è stata più usata associata al Disneyland di Tokyo.

    E poi, parlando proprio di tendenze, la community emergente dell’anno su Instagram è quella AMSR, Autonomous Sensory Meridian Response, in italiano “Risposta autonoma del meridiano sensoriale“. Una tendenza che non ha connotati scientifici, tutti da dimostrare, che consiste, in sintesi, nella sensazione di rilassamento indotta da un video anti-stress.

    #Fortnite, ad indicare fenomeno gaming del momento, è l’hashtag relativo ad una community che cresce di più durante l’anno. A fine novembre la community globale contava già oltre 200 milioni di utenti.

    La community di fan dei BTS #btsarmy è quella che ha caratterizzato di più l’anno dal punto di vista delle community fandom, quelle che condividono interessi o hobby. Da questo punto di vista Instagram si presta molto.

    Anche la più grande sfida di ballo virale dell’anno è nata su Instagram, con #inmyfeelingschallenge che ha coinvolto tutti da @theshiggyshow a @willsmith, che si è classificato al primo posto.

    Ma Instagram, nel 2018, è stata usata per far sentire la propria voce, una modalità che incontra un grande seguito. Ed è per questo che #metoo è l’hashtag più usato tra quelli dedicati a sostegno di una causa. E quindi #metoo (1,5 milioni), #timesup (597 mila), #marchforourlives (562 mila).

    Questa tutti i dati:

    • Il filtro facciale più usato in Instagram Stories: Heart eyes
    • L’adesivo Giphy più usato su Instagram Stories: Heart by Arata
    • ❤️ è stato utilizzato nei commenti 14 miliardi di volte
    • Località più felice del mondo (il più alto utilizzo di 🙂 nella descrizione): Disneyland Tokyo
    • Community emergente: ASMR
    • Hashtag legato a community più in crescita: #fortnite
    • Top Fandom Community: BTS (#btsarmy)
    • Top Dance Movement: #inmyfeelingschallenge
    • Hashtag più usati per le cause: #metoo (1,5 milioni), #timesup (597K), #marchforourvive (562K)

    instagram anno 2018

  • Instagram, ecco due funzionalità per i non vedenti grazie all’Intelligenza Artificiale

    Instagram, ecco due funzionalità per i non vedenti grazie all’Intelligenza Artificiale

    L’Intelligenza Artificiale può essere davvero un grande aiuto per tutti. Un esempio, in questo senso, ce lo offre Instagram, l’applicazione di condivisione di immagini per antonomasia, che ha introdotto due nuove funzionalità per i non vedenti. L’AI legge le descrizioni “alt text” adesso integrate anche sull’app.

    Il Web e i Social Media devono essere accessibili per tutti e dove ancora ci sono degli impedimenti, degli ostacoli, ecco che può arrivare in soccorso l’Intelligenza Artificiale. E’ il caso di Instagram che ha annunciato l’introduzione di due nuove funzionalità che permetterà ai non vedenti di poter fruire di tutte le potenzialità dell’applicazione. Si tratta di due modifiche importanti che sfruttano l’”alt text” che viene letto in automatico e l’utente potrà ascoltare la descrizione.

    In pratica, quando l’utente scorrerà il suo feed, oppure consulterà la sezione Esplora o il suo profilo, si attiverà un lettore attraverso l’Intelligenza Artificiale che leggerà le descrizioni all’utente. E nel caso in cui non dovesse esservi una descrizione, il software provvederà a leggere una descrizione dell’immagine, attraverso il riconoscimento automatico reso possibile sempre attraverso l’AI (Artificial Intelligence).

    Oltre a questo strumento di lettura, Instagram permetterà anche l’introduzione dell’”alt text” personalizzata, arricchendola come si vuole, permettendo così anche ad altri utenti con disabilità visive di poter avere una descrizione dell’immagine attraverso il loro screen reader.

    Si tratta di due novità che permetteranno anche a chi ha disabilità visive di utilizzare Instagram. Ecco come apparirà la nuova opzione di modifica:

    instagram non vedenti intelligenza artificiale

    Facebook già da qualche anno sfrutta l’Intelligenza Artificiale per descrivere le foto agli utenti non vedenti.

    Prima di queste novità, Instagram veniva usato dagli utenti non vedenti attraverso il lettore automatico di alcuni dispositivi come iPhone. Siri, l’assistente virtuale di Apple, provvedeva a leggere le descrizioni. Il problema era che non tutti avessero a disposizione un iPhone e, di conseguenza, le due novità introdotte da Instagram saranno davvero utili per tanti utenti. Questo video mostra bene come veniva usato Instagram prima.

    Si stima che ad oggi siano 253 milioni le persone con disabilità visive e, di recente, uno studio pubblicato sul Lancet Public Health ha stimato che la cifra possa addirittura arrivare a 500 milioni entro il 2050.

  • Ecco lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram

    Ecco lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram

    Instagram è la piattaforma del momento. Con oltre 1 miliardo di utenti a livello globale, il 60% dei quali con un’età inferiore ai 30 anni, e con oltre 2 milioni di advertisers attivi e una previsione di fatturato nel 2018 di 6,6 miliardi di dollari, fare advertising su questa piattaforma è ormai strategico per le aziende. Ma vediamo qual è lo stato dell’arte dell’advertising su Instagram.

    La centralità di Instagram è sotto gli occhi di tutti e quindi non merita ulteriori approfondimenti. Tuttavia, vale la pena interrogarsi sulle ragioni di questo risultato. Personalmente, penso che basti citare due dati per trovare la risposta:

    • crescita esponenziale, oltre che estremamente più rapida rispetto alle altre piattaforme, degli utenti attivi mensilmente. Inoltre, questo dato sugli utenti è accompagnato da un tasso di adozione molto rapido relativo ai nuovi formati come le Stories;

    instagram advertising stories

    Instagram stories advertising

    • risultati ottimali in termini di interazioni organiche in relazione agli altri canali. Nella fase iniziale, si tratta di una strategia classica, dando maggiore copertura ai contenuti, per popolare un canale e attrarre investimenti.

    instagram advertising

    Questi due fattori hanno veicolato l’attenzione da parte dei brand e conseguentemente stiamo assistendo a un investimento massivo sulla piattaforma. Ad ogni modo, ultimamente ricevo molte domande a riguardo e noto una certa (fisiologica) confusione sullo scenario attuale. Per questa ragione, in questo articolo ho raccolto alcuni dati chiave relativi alle mie ultime presentazioni e workshop:

    1. Come sta evolvendo l’investimento adv?
    2. Quale posizionamento sta prendendo il canale?
    3. Quali sono gli scenari a venire?

    Ovviamente, per poter investire in maniera mirata su questa piattaforma bisogna avere le idee chiare sullo stato di cose attuali. Quindi di seguito, ho riportato la risposta a questi interrogativi.

    brand instagram advertising

    1 – Come sta evolvendo l’investimento adv?

    Aumenta in maniera incisiva la concorrenza con una media di campagne paid sul canale che passa dal 17.44% al 54.55%. Ragione per cui, osserviamo allo stesso tempo un aumento dell’engagement di tutti quei settori che tradizionalmente erano lontani da questa piattaforma.

    instagram advertising campagne

    instagram advertising engagement

    Una tendenza confermata dal confronto con mamma/matrigna Facebook. Ovvero, i brand stanno migrando sempre più il budget adv verso Instagram.

    instagram advertising condivisioni social media

    Tuttavia per avere una migliore interpretazione, bisogna sempre mettere in relazione i dati. Infatti, crescono le sponsorizzazioni e ovviamente si riduce la portata dell’organico. Non a caso per la prima volta, assistiamo ad una (seppur lieve) diminuzione della media delle interazioni totali. Un andamento in divenire da prendere fortemente in considerazione.

    dati engagement su instagram

    Questa prima panoramica ci porta ad un’ulteriore domanda sulla strada intrapresa dal canale.

     

    2 – Quale posizionamento sta prendendo il canale?

    Basta aprire il proprio smartphone per rendersi conto del successo delle Instagram Stories e i brand non rappresentano un’eccezione. Difatti, l’adozione decolla e in soli sette mesi passa dal 25% al 50%.

    instagram stories advertising

    In ogni caso, se parliamo di questo formato, i brand sono evidentemente ancora in fase di test. Ragione per cui, la spesa adv è ancora fortemente ancorata al newsfeed e stenta a prendere il suo spazio se parliamo di Stories.

    instagam stories feed advertising

    Comunque, bisogna tenere a mente che per favorire l’adozione dei nuovi formati paid le piattaforme, rigorosamente in fase iniziale, tengono i costi relativamente molto bassi. In questo caso, non osserviamo eccezioni con un CPC altamente competitivo che apre ampi spazi di manovra per le campagne legate al drive to website/e-commerce.

    instagram advertising cpc

    Personalmente, trovo questi dati molto interessanti ma l’analisi degli obiettivi legati alla spesa possono indicarci con maggiore precisione l’evoluzione della piattaforma.

    instagram advertising distribuzione

    Rispetto alle precedenti rilevazioni, possiamo osservare uno spostamento e in un certo senso una nuova fase di maturità legata all’utilizzo di Instagram:

    • diminuisce l’investimento in engagement (-6%);
    • al contrario, in maniera speculare, aumento il drive to website (+6%);
    • ergo, comincia a prendere fortemente piede un utilizzo del canale per influenzare la fase legata alla considerazione all’acquisto e non soltanto alla notorietà di marca. Qui un case study a riguardo.

    Sulla base di questi dati, sembra sempre più evidente la vocazione al social commerce del canale. Una direzione indicata anche dallo sviluppo stesso del prodotto, ad esempio con l’introduzioni di feature specifiche come gli shoppable post e Stories.

    3 – Quali sono gli scenari a venire?

    Per quanto mi riguarda, il social shopping è il presente e il futuro della piattaforma. Di conseguenza, bisogna cominciare ad andare oltre al volume delle interazioni e la crescita dei followers per valutare KPIs maggiormente orientati alla vendita come CTR, traffico al sito, lead e conversioni, etc. Per questo motivo, bisogna fare alcune riflessioni.

    instagram advertising

    Ripensare le interazioni

    Cerchiamo di essere chiari sin dall’inizio, l’engagement non ha alcun valore di business ma tattico/operativo legato al retargeting delle audience più attive. Di conseguenza, l’obiettivo non deve essere generare un alto volume di engagement ma qualificare le interazioni. In termini pratici, questo vuol dire sposare un approccio orientato alla mappatura delle proprie Social Personas nella creazione dei contenuti. Quindi, prima di creare le nostre risorse di content marketing, andremo ad indagare:

    • interessi e bisogni;
    • obiettivi e sfide;
    • brand preferiti e affinità con il marchio del cliente;
    • principali demografiche.

    Questa attività ci permetterà di rendere più rilevanti i contenuti per i segmenti maggiormente propensi all’acquisto. Di conseguenza, le interazioni saranno votate all’ispirazione e non alla mera collezione di like. Ragione per cui a seguire, il retargeting di contenuti legati all’acquisto vero e proprio sarà percepito in modo più naturale e fisiologico da parte degli utenti.

    instagram advertising influencers

    Ampliare la portata degli influencer

    L’investimento attorno all’influencer marketing è già molto forte ma ad oggi i contenuti sono prevalentemente organici. Un dato che apre ampi spazi di manovra per pianificare fette di budget dedicate alle sponsorizzazioni e inserire nel brief specifiche scelte di targeting. Piccola parentesi, fisiologicamente nel lungo periodo andrà ad acuirsi la concorrenza attorno ai contenuti paid degli influencer.

    instagram advertising influencers socialbakers

    Ad ogni modo, non bisogna fermarsi qui ma dobbiamo sempre ricordarci che gli influencer sono degli incredibili creatori di contenuti. Questo significa puntare meno su campagne one shot ma (al contrario) di lungo periodo sviluppando, in sinergia con il creator, formati/contenuti che in successione coprono ogni fase della relazione: scoperta del prodotto, valutazione all’acquisto, conversione. Un punto che emerge anche dall’opinione dei consumatori stessi. Infatti, secondo il report The Influencer Marketing Report 2018, se interrogati sugli influencer e i temi legati ad autorevolezza e fiducia gli utenti rispondono:

    – che i fattori che maggiormente guidano la credibilità sono conoscenza e utilizzo del prodotto, oltre che competenza ed esperienza del settore;
    – che una precedente fiducia nell’autore, legata quindi ad interazioni passate, rende più credibili le segnalazioni di prodotto.

    instagram advertising e-commerce

    Pensare in ottica e-commerce

    Se associato al giusto concept creativo, il tuo profilo Instagram può diventare un perfetto catalogo dei tuoi prodotti esattamente come un e-commerce. Allora, possiamo mettere in campo alcune strategie similari:

    • retargeting di prodotti complementari/similari ai precedenti acquisti provenienti dal canale;
    • sequenze di offerte/promozioni per recuperare i carrelli abbandonati;
    • segmentare il targeting (custom audience) sulla base di interazioni e visite sulle pagine di prodotto per promuovere coupon, prove prodotto e inviti per attività esclusive in negozio al fine di stimolare la valutazione all’acquisto;
    • sfruttare specifiche feature come le Dynamic Product Ads.

    instagram advertising e-commerce

    Conclusioni

    Questo è lo scenario attuale restituito dalle cifre. Tuttavia, si può prevedere il futuro soltanto se si sa interpretare il presente, dati alla mano. Un tema su cui si dovrebbe riflettere in quanto (allo stato attuale) non vedo un’auspicata maturità aziendale in termini di know-how interno, centralità e cultura del dato. Saltare questo punto porterà semplicemente a costi crescenti accompagnati da una mancata incisività delle attività di marketing sulla piattaforma. Insomma, una fumosità fatta di belle foto e tanti followers.

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