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  • Jack Dorsey: il modifica tweet sarà possibile entro massimo 30 secondi

    Jack Dorsey: il modifica tweet sarà possibile entro massimo 30 secondi

    In una intervista con Joe Rogan, molto conosciuto per i suoi podcast, Jack Dorsey ha parlato della possibile introduzione del modifica tweet, funzionalità molto richiesta dagli utenti. Il fondatore di Twitter, a distanza di più di due anni, affronta il tema della possibilità di modificare un tweet, sostenendo che Twitter ci sta lavorando lasciando all’utente una finestra di 5-30 secondi per modificare il contenuto.

    Non è la prima volta che Jack Dorsey parla del modifica tweet, la funzionalità più richiesta dagli utenti degli ultimi anni. Nel 2014 qui dal nostro blog lanciammo #modificatweet proprio per sensibilizzare Twitter a prendere in considerazione una opzione che potrebbe otrnare utile per una piattaforma come è Twitter. All’interno di una intervista con Joe Rogan, molto conosciuto per il suo format The Joe Rogan Experience su YouTube, il fondatore ha risposto alla domanda sul tema e stavolta, a differenza di quelle più recenti, ha risposto fornendo qualche dettaglio utile. Segno che qualcosa di concreto sta cominciano a prendere forma.

    Prima val la pena ricordare che Dorsey già alla fine del 2016, quando si rivolse direttamente agli utenti dalla piattaforma, disse che si stava lavorando sul modifica tweet. Solo che poi non se ne è fatto mai nulla. Dalla conversazione che si generò in quel’occasione, venne fuori la possibilità di lasciare aperta l’opzione del modifica tweet, ma solo per un periodo ristretto. Non vi furono però altri dettagli.

    Ebbene, a Joe Rogan il fondatore di Twitter ha spiegato che in effetti si sta lavorando sulla possibilità del modifica tweet ma solo entro un periodo molto ristretto. Lo stesso Dorsey ha indicato che questo periodo potrebbe andare da un minimo di 5 secondi ad un massimo di 30. “Un periodo più lungo potrebbe portare a cambiare il senso del contenuto originale”.

    jack dorsey modifica tweet

    Per chi segue questo tema da un po’, questa posizione quindi non è nuova. Sempre alla fine del 2016 emerse l’intenzione di introdurre la possibilità di modificare in contenuto, ma di limitarla al fine di non modificare quello che era il contenuto originale.

    https://www.youtube.com/watch?v=_mP9OmOFxc4

    Ed è la stessa posizione che Jack Dorsey ha assunto di fronte a Joe Rogan, giustificandola per il fatto che lui, e gli altri co-fondatori, ha dato vita a questa piattaforma ispirandosi agli SMS. Di fatto, non contemplando una funzionalità per cambiare il contenuto. “Una volta che si invia un tweet questo non è più modificabile, come succede per gli SMS“.

    Nella sua conversazione con Rogan, Jack Dorsey ha in effetti spiegato che si è arrivati ormai ad un punto in cui il modifica tweet deve essere introdotto, senza per questo snaturare la piattaforma. Dorsey ha fatto l’esempio di come Twitter sia perfetto per raccontare in modalità live una partita di basket, dove, in quel contesto, bisogna essere veloci e anche “crudi” e dinamici; diverso è il caso in cui si vuole usare Twitter per fare una dichiarazione ufficiale, “in quel caso c’è bisogno di più tempo e no si riesce ad essere molto dinamici“.

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    Ecco come sarà Twitter con le nuove funzionalità

    Quello che si può trarre da questa conversazione è che Jack Dorsey finalmente affronta il tema in maniera più seria, solo qualche settimana fa, presentando il lancio di un test pubblico su nuove funzionalità che verranno presto introdotte sulla piattaforma, Sara Haider, responsabile di prodotto di Twitter, aveva escluso questa possibilità.

    Nel 2017 Twitter, nella speranza di rendere la piattaforma più coinvolgente, decise di passare dagli storici 140 caratteri ai 280 caratteri. Solo che l’effetto poi si è rivelato praticamente nullo.

    Di recente Twitter ha migliorato ancora la versione desktop che pian piano viene rilasciata a tutti gli utenti.

    Ad essere sinceri, l’idea di introdurre una finestra di tempo ridotta per modificare il tweet non dispiace, se ci pensate non è una cattiva idea. E’ sicuramente equilibrata, perché soddisfa chi, come noi, vuole introdurre il modifica tweet, e chi, come tanti, è restìo in quanto ritiene che questo possa modificare il contenuto originale. Il problema è che una finestra di 5-30 secondi è molto ridotta, forse un minuto sarebbe meglio (60 secondi non sono tantissimi eh).

    Ora non ci resta che aspettare, stavolta con un pizzico di speranza in più.

  • Jack Dorsey pronto a modificare Twitter per impedire la diffusione di fake news

    Jack Dorsey pronto a modificare Twitter per impedire la diffusione di fake news

    Il caso Alex Jones, noto complottista e fondatore di InfoWars al centro del Russiagate, di recente ha sollevato molte polemiche sui social media. Sospeso da Facebook, Spotify (ha cancellato tutti i suoi podcast) e da YouTube, l’account di Jones è stato sospeso anche da Twitter per una settimana. E intanto Jack Dorsey si dice pronto a modificare Twitter per impedire la diffusione di fake news.

    Twitter ha resistito fino all’ultimo e poi, finalmente, ha ceduto. L’account di Alex Jones, noto complottista e fondatore di InfoWars al centro del Russiagate, è stato sospeso per una settimana, dopo che in un video si rivolgeva a Trump per fare qualcosa riguardo alla libertà di parola su Internet. Twitter ha ritenuto che questa fosse una violazione delle regole di utilizzo della piattaforma e ha proceduto con la sospensione. Non potrà più twittare o fare retweet, ma potrà comunque navigare la piattaforma.

    Twitter, e specialmente Jack Dorsey, CEO e fondatore della società, nei giorni scorsi è stata molto criticata per non aver fatto prima questa sospensione, ma lo stesso Dorsey, intervenuto più volte sull’argomento, aveva sostenuto che non ci fossero gli estremi per farlo, in quanto, fino ad allora, Jones non aveva violato le regole di utilizzo. Ma ora le cose sono cambiate.

    jack dorsey twitter alex jones fake news

     

     

     

     

     

    La vicenda Alex Jones per Twitter potrebbe avere un significato ulteriore, potrebbe addirittura segnare un passaggio nuovo per la piattaforma e a sostenerlo è proprio Dorsey. In un’intervista al Washington Post, Dorsey ha annunciato che è pronto a rivedere i punti salienti di Twitter per impedire la diffusione di contenuti che incitano all’odio, che incitano alle molestie e che diffondono fake news, notizie false. Allo studio ci sarebbero funzionalità che avrebbero lo scopo di promuovere punti di vista alternativi sulla timeline di Twitter, in modo tale da affrontare la disinformazione e ridurre echo chambers, ossia quella situazione in cui le informazioni, le idee o le credenze vengono amplificate o rafforzate dalla comunicazione e dalla ripetizione all’interno di un sistema definito. In questa circostanza, le fonti non vengono mai messe in discussione.

    Inoltre, Dorsey si dice pronto ad etichettare i bot, gli account automatici che a volte sembrano utenti umani, e a ridisegnare quelli che sono, ad oggi, gli elementi chiave della piattaforma, tra cui il pulsante “Mi piace” e il modo in cui Twitter visualizza i follower degli utenti. “La cosa più importante che possiamo fare è considerare gli stimoli che stiamo incorporando nel nostro prodotto”, ha detto Dorsey al Washington Post, “perché esprimono un punto di vista su ciò che vogliamo che le persone facciano – e non credo che siano i più corretti”.

    L’apertura di Dorsey in questo senso dimostra quanto sia centrale oggi l’accuratezza delle informazioni condivise sulla piattaforma. Molti malintenzionati hanno sfruttato negli ultimi tempi le caratteristiche di Twitter per veicolare fake news, sfruttando a loro volta account con un gran seguito in modo da rendere virali le bufale, rendendo il processo difficilmente controllabile.

    alex jones twitter fake news
    Alex Jones

    Va detto che Twitter, da questo punto di vista, si è mossa molto, basti fare solo riferimento alle recenti sospensioni di account bloccati al ritmo di 1 milione di account al giorno. Abbiamo raccontato sul nostro blog anche quali siano state le conseguenze di questa operazione. Ma Twitter ha anche modificato le regole di utilizzo prendendo di mira proprio i contenuti, e gli account, che incitano all’odio, alla violenza e che diffondono notizie false. Forse più di altri. Ma un problema ancora esiste, un problema che, come detto già altre volte, è una delle motivazione che frena la crescita della piattaforma.

    Un altro elemento, come ha raccontato Dorsey al WP, sarebbe quello di contestualizzare i tweet. Se un account twitta un’affermazione piuttosto forte, che può sembrare una informazione falsa, la piattaforma contestualizza il contenuto “circondandolo” di altri contenuti relativi, in modo che l’utente abbia ben chiaro se si tratta di una bufala o meno. Un po’ quello che mira a fare Facebook con gli articoli correlati.

    Vedremo quali saranno gli sviluppi.

  • Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, Jack Dorsey ha tenuto a ribadire che Twitter non è in vendita e che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Inoltre, anche in relazione ai dati dell’ultima trimestrale, ha dichiarato che al momento l’azienda sta lavorando per rendere la piattaforma più semplice da usare, puntando anche sui contenuti video.

    L’ultima trimestrale di Twitter ha mostrato ancora una volta i grandi limiti della piattaforma, anche se è stata la prima volta in cui la società è stata profittevole in 12 anni. Primo fra tutti, il fatto che oggi gli utenti percepiscono Twitter come uno strumento difficile da usare. Una percezione concreta e vera, basta dare un’occhiata ai numeri relativi alla base utenti, ferma allo zero con 330 milioni di utenti. Più volte abbiamo sottolineato l’urgenza di un intervento prima che sia troppo tardi,  e prima che Twitter possa davvero finire in mani diverse da quelle attuali.

    A proposito di questo, Jack Dorsey, fondatore e CEO di Twitter, parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, ha tenuto a precisare alcune cose e ha detto anche delle altre cose interessanti. Intanzitutto, Twitter non è in vendita, aggiungendo che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Una dichiarazione importante che spazza via qualsiasi pretendente, anche in un momento in cui il valore in borsa è cresciuto del 24% da giovedì scorso, oggi a 33,70 dollari. E pensare che si dice di Twitter in vendita ormai da due anni, una volta ogni tre mesi circa, e in una occasione ci si era andati anche vicini con l’interessamento di Disney (società di cui Dorsey e membro del CdA).

    jack dorsey ceo twitter

    Ma Jack Dorsey durante la conferenza ha toccato un altro punto importante che è quello dell’utilizzo della piattaforma e di cosa di potrebbe fare per migliorarlo. Dorsey, di fronte ad un pubblico di investitori, ha ammesso che oggi Twitter è difficile da usare, una difficoltà che vale tanto per gli utenti, quanto per gli investitori.

    Un terzo di 2 milioni di persone che ogni giorno approdano sulla piattaforma, con grandi aspettative, restano poi deluse perchè non riescono a trovare ciò che vogliono” – ha dichiarato Dorsey – “ci stiamo concentrando proprio su questo aspetto”. “Gli utenti” – ha continuato Dorsey – “ci chiedono una piattaforma più facile da usare“. Dorsey ha poi ammesso che alle volte ci vogliono mesi per capire come seguire le persone che realmente interessano. L’idea è quindi quella di offrire una esperienza sempre più personalizzata, in modo da riuscire a soddisfare le esigenze degli utenti. Twitter Momenti è nato con questa obiettivo, ma non è riuscito pienamente nell’obiettivo e, del resto, non è pienamente attivo nel nostro paese (uno dei pochi tra l’altro).

    Dorsey ha anche individuato una strada per rendere Twitter più facile e immediato da usare, puntando su immagini e video. Ed è proprio su questa ultima forma che Dorsey vuole puntare, “ad oggi la forma di contenuto che è in più rapida crescita”. L’idea è quindi quella di spaziare dalla forma del contenuto testuale verso una forma di contenuto più visiva e immediata.

    Si tratta quindi di dichiarazioni che dimostrano una certa presa di coscienza dei problemi che attanagliano Twitter. Sono parole che finalmente danno l’idea che Twitter sta cercando di organizzarsi per superare le difficoltà e quindi sono segnali positivi. Certo, è presto per esprimere una opinione sulle idee al momento allo studio, ma si tratta comunque di qualcosa.

    Le idee le passeremo al vaglio non appena saranno rese concrete.

  • Twitter non sa più crescere ed è nuovo tonfo a Wall Street

    Twitter non sa più crescere ed è nuovo tonfo a Wall Street

    Twitter non sa più crescere, è evidente. I dati trimestrali del Q2 2017 evidenziano, ancora una volta, che l’azienda guidata da Jack Dorsey non riesce più ad attrarre nuovi utenti. A livello globale, gli utenti rilevati nel secondo trimestre di quest’anno sono uguali al primo: 328 milioni. Le entrate pubblicitarie calano dell’8% in un anno. Inevitabile tonfo a Wall Street.

    Twitter non sa più crescere, è ormai evidente. La base utenti rimane ormai stagnante. I dati pubblicati in anticipo (rispetto alla chiusura della giornata, quindi dopo il suono della campanella) relativi al secondo trimestre del 2017, il Q2, rivelano che gli utenti complessivi al 30 giugno 2017 sono 328 milioni: lo stesso numero del primo trimestre. E’ crescita piatta e in tre mesi non vi è stato alcun movimento. Resta solo un +5% rispetto allo scorso anno, che rappresenta tutto il guadagno che Twitter può aspettarsi in questo momento. E a risentirne sono anche le entrate pubblicitarie, in calo dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari a 489 milioni di dollari (erano 535 milioni di dollari nel Q2 2016). La società dichiara 574 milioni di dollari di entrate totali, in calo del 5% rispetto ad un anno fa. Dati che si sono tradotti, inevitabilmente, in un nuovo tonfo a Wall Street. In apertura il titolo è arrivato a -13%, salvo poi recuperare qualcosa e attestarsi intorno al -10/12% (nel momento in cui scriviamo) per un valore di capitale di 12,6 miliardi di dollari.

    twitter crescita zero q2 2017 franzrusso.it

    L’unica nota positiva è che gli analisti si aspettavano dati ancora più negativi rispetto alle entrate, e comunque Twitter è riuscita a peggiorare il dato sulla base utenti, infatti gli analisti erano stati comunque ottimisti con almeno 329 milioni di utenti. Ma niente, neanche quelli.

    Eppure nel primo trimestre c’erano stato segnali positivi, con una crescita di 9 milioni di utenti in tre mesi, passando da 319 a 328 milioni di utenti. Ma evidentemente non basta.

    E non è bastato, ancora, l’aumento degli utenti, da 45 a 55 milioni, che hanno visualizzato 1.200 ore di contenuti video, erano 900 ore nel primo trimestre di quest’anno e 600 ore nell’ultimo trimestre del 2016. Quindi, rispetto alla fine dell’anno scorso, sono raddoppiate le ore di contenuto video trasmesse, ma da questo flusso non è arrivata la crescita utenti che si sperava.

    Un dato positivo vero c’è, ed è quello a cui Twitter si aggrappa pur di mantenere un certo ottimismo, ed è il dato del +12% del coinvolgimento giornaliero sulla piattaforma (era +14% nello scorso trimestre). Nonostante questo dato, Twitter ancora non rivela il numero di utenti attivi giornalieri sulla piattaforma, sarebbe davvero interessante conoscerlo.

    twitter crescita utenti q2 2017 franzrusso.it

    Eppure, Twitter in questi ultimi mesi ha lavorato molto sulla sicurezza, uno dei grandi problemi che attanaglia la piattaforma e qualche giorno fa erano stati diffusi dei dati positivi che facevano immaginare un’inversione di tendenza proprio in relazione alla crescita della base utenti. Ma evidentemente serve di più.

    #UPDATE

    Twitter chiude questa lunga e brutta giornata a Wall Strett con -14,13% con il titolo giù a 16,84 dollari.

    Per crescere, e lo ripetiamo ormai da due anni, Twitter ha bisogno di rinnovare il prodotto. Rinnovare non stravolgere. Mentre tutte le altre piattaforme hanno introdotto nel corso del tempo innovazioni in grado di rendere sempre appetibile la piattaforma, Twitter è l’unica a mantenere, sostanzialmente ferma a undici anni fa la sua piattaforma a 140 caratteri. Non si tratta di caratteri in più o in meno, si tratta di rendere più attraente una piattaforma che di certo non è catalogabile come un “normale” social network.

    Twitter è diverso, è uno strumento dinamico, veloce, con cui condividere contenuti e stringere relazioni di valore. Ma ha bisogno di una revisione, tanto nella forma quanto nella sostanza. Per intenderci, e non essere banali, una modalità per modificare il contenuto, andrebbe nella direzione di dimostrare di rinnovare il prodotto e (provare) ad attrarre nuovi utenti.

  • Twitter, il nuovo aggiornamento grafico non è quello che serviva davvero

    Twitter, il nuovo aggiornamento grafico non è quello che serviva davvero

    Twitter da ieri ha rilasciato un aggiornamento grafico tra i più importanti da quando l’app è stata creata. Ma resta comunque solo un aggiornamento grafico e non aggiunge nulla di sostanziale rispetto all’uso e al miglioramento generale della piattaforma. Serve ben altro.

    Twitter da ieri ha rilasciato un aggiornamento grafico della piattaforma che comprende sia la versione web desktop che l’app mobile. si evidenzia un miglioramento, appunto grafico, sia per quanto riguarda la pagina profilo che per quanto riguarda il contenuto stesso, i tweet. Ora è presente un bel po’ di grassetto per evidenziare i titoli, aspetto che si coglie di più dalla versione mobile. Sono state sostituite un po’ di icone che di fatto non aiutavano l’utente, specialmente la risposta ad un tweet. Adesso l’icona della freccia a sinistra viene sostituita da una nuvoletta che ricorda in effetti quella dei commenti, delle conversazioni.

    twitter aggiornamento grafico app mobile desktop

    Delle novità avete sicuramente già letto ovunque, a partire dal blog ufficiale che ha annunciato l’aggiornamento. Quello che possiamo dire è che si tratta solo di un aggiornamento grafico, nulla di più. Per alcuni piacevole, per altri meno, ma resta solo un miglioramento grafico, necessario certo, ma resta solo quello. A differenza di quello che sostiene Twitter, quando dice di “aver ascoltato attentamente i suggerimenti degli utenti“. Ma non è vero, Perchè se davvero avesse voluto ascoltare i suggerimenti degli utenti, allora ieri ci saremmo aspettati il modifica tweet, tanto per citare uno dei suggerimenti che tanti, in coro, da tempo stanno chiedendo. A fine 2016 è stato lo stesso Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, a chiedere agli utenti che cosa vorrebbero da Twitter. Ovviamente la maggior parte ha chiesto il modifica tweet. Da quello che sembrava l’orientamento del CEO, questa funzionalità potrebbe essere introdotta entro l’anno. Siamo a giugno e, forse, l’occasione poteva essere questo importante aggiornamento grafico. Significa che ci toccherà attendere ancora. Purtroppo.

    twitter aggiornamento

    L’aggiornamento non è piaciuto molto, per la verità. Addirittura su Motherboard sostengono che sia qualcosa di già visto. In effetti, a guardar bene, non ci si è inventati nulla. Ma sapete a cosa lo paragonano? A Google Plus. Forse non ve lo ricordate, magari lo usate poco, ma il profilo circolare in effetti ricorda proprio Google Plus. Ora, questo non sembra proprio un bell’auspicio. Ma, scherzi a parte, l’aggiornamento non convince.

    Lo scorso anno, lo ricorderete, Twitter aveva avviato una campagna per spiegare al mondo cosa è davvero Twitter. Una bella iniziativa per trasmettere il concetto che Twitter è il luogo dove le notizie accadono, una “finestra sul mondo”. Quello che serviva sapere ai tanti utenti, oltre 1 miliardo, che visitano twitter.com, ma poi ne restano registrati appena 320 milioni.

    Gli utenti vogliono usare Twitter, ma vogliono che sia più facile da comprendere, vogliono anche nuove funzionalità, come il modifica tweet, per usarlo al meglio. Vogliono usare la piattaforma in sicurezza.

    L’aspetto grafico, in questo contesto, per quanto piacevole, non aggiunge nulla di più.

  • Twitter punta sui contenuti video in streaming con 16 nuovi partner

    Twitter punta sui contenuti video in streaming con 16 nuovi partner

    Twitter punta, a ragione, sui contenuti video. I dati per primo trimestre in effetti avevano premiato l’idea di puntare su questa modalità con le partite della NFL. L’annuncio viene dato rivelando la nuova strategia che comporta 16 nuove partnership tra cui figurano Bloomberg, The Verge, BuzzFeed e altri.

    Qualche giorno fa, descrivendo e commentando i dati del primo trimestre del 2017 di Twitter, avevamo sottolineato come la crescita degli utenti, che ora è di 328 milioni, fosse stata anche grazie alla partnership video con la NFL. E avevamo sottolineato come forse quella crescita potesse essere solo una piccola fiammata, visto che ora la NFL ha chiuso un accordo con Amazon. Ma Twitter, un po’ a sorpresa, dimostra di non voler demordere, e forte delle 800 ore di video che aveva coinvolto 45 milioni di utenti, rilancia con una nuova strategia che vede la partecipazione di ben 16 nuovi partner per trasmettere centina a di ore di video. 

    Come ricordavamo, i dati finanziari, per certi positivi soprattutto perchè avevano rivelato, dopo due anni, una crescita della base utenti, avevano premiato l’azienda in borsa con una crescita a due cifre. L’effetto lo si è avuto quando due giorni fa a “New Fronts” Jack Dorsey, CEO di Twitter, ha annunciato la prima grande partnership video con Bloomberg, uno dei 16 partner. Segno che i mercati apprezzano il fatto che Twitter stia provando a muovere le acque, infatti ieri il titolo TWTR ha guadagnato il 6,4%. Va detto anche, per essere precisi, che il rialzo è frutto anche dell’acquisto di un nuovo pacchetto di 574 mila azioni, pari a 9,5 milioni di dollari di investimento da parte di Dorsey. Un “attestato di fiducia” premiato dal mercato, fino ad ora.

    twitter partner video streaming franzrusso.it 2017

    I nuovi partner appartengono a più settori, quindi si va dalle News, allo Sport all’intrattenimento. Twitter quindi punta a spaziare sulla varietà dei contenuti video da trasmettere nel tentativo di coinvolgere un pubblico sempre più vasto con partite, notizie, curiosità ed eventi live. Si tratta, in ogni caso, di contenuto originale, e questa non è cosa da poco.

    Il primo partner ad essere stato annunciato è Bloomberg, con cui Twitter ha già collaborato altre volte. La partnership prevede la trasmissione 24 ore su 24 di contenuti in streaming, gratuiti, 7 giorni su 7. Gli altri sono:

    • Sport – WNBA (lega femminile di basket) una partita a settimana per le stagioni 2017-2018-2019; MLBAM, 3 ore una volta a settimana; Stadium, programmazione 24/7; The Players’ Tribune; PGA Tour, 31 tornei per un totale di 70 ore di video.
    • News – Bloomberg Media, programmazione esclusiva 24/7; The Verge, programmazione del gadget show dal prossimo autunno, Cirucuit Breaker; BuzzFeed News, programmazione quotidiana di Morning Feed; Cheddar, programmazione quotidiana alle 9 del mattino da Wall Street.
    • Intrattenimento – Live Nation, concerti live a partire dal 13 maggio; IMG Fashion, cuorisità e backstage dalle settimana della moda di Milano, New York, Parigi e Londra; Propagate, programmazione di #whatshappening.

    Twitter ha anche annunciato nuove partnership esclusive con Viacom per trasmettere gli MTV Movie & TV Awards e l’evento annuale Video Music Awards.

    Insomma, almeno su questo fronte Twitter dimostra di avere (finalmente) una strategia chiara da seguire e sicuramente porterà giovamento all’intera piattaforma. A questo punto è lecito attendersi una adeguata attenzione a tutto il resto, perchè se è vero che il coinvolgimento aumenta è necessario che la stessa piattaforma sia resa più facile da usare. E’ vero che con la programmazione della NFL gli utenti entrati in contatto sono stati 45 milioni, ma non tutti poi sono diventati nuovi utenti. Ecco, questa è la prova che, nonostante gli sforzi, Twitter resta ancora “difficile da usare” per molti. Sarebbe un peccato non agire su questo punto, nonostante tutti gli sforzi programmati.

    [l’immagine di copertina è stata creata da @franzrusso; qualora l’interessato la ritenesse inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • Twitter: Jack Dorsey comincia a considerare il modifica tweet per il 2017

    Twitter: Jack Dorsey comincia a considerare il modifica tweet per il 2017

    Jack Dorsey starebbe seriamente pensando di introdurre il tasto modifica tweet per il 2017. La conferma la offre proprio il CEO di Twitter che ieri si è rivolto direttamente agli utenti chiedendo quale fosse la cosa da sviluppare o da creare per il prossimo anno. A gran voce gli utenti hanno risposto chiedendo l’introduzione di modificare i tweet, con diverse proposte.

    Il 2017 potrebbe essere, finalmente l’anno del “modifica tweet”. Si, proprio così e la conferma ce la offre proprio il CEO di Twitter, oltre che co-fondatore, Jack Dorsey, il quale ieri (imitando Brian Chesky, CEO di Airbnb, che a Natale aveva fatto una cosa simile), con una mossa intelligente, ha chiesto agli utenti di dirgli quale funzionalità volessero che fosse implementata o creata ex novo nel prossimo anno. E a gran voce gli utenti hanno rilanciato l’idea di introdurre il tasto per modificare i tweet. Un’idea su cui noi siamo d’accordo ormai da tempo, anzi l’avevamo già proposta nel 2014 insieme all’amico Salvatore Russo, quando avevamo provveduto a dare qualche consiglio. L’avevamo rilanciata anche in occasione dell’estensione dei caratteri a 10 mila per ogni tweet idea che non ha mai trovato applicazione essendo poi intervenuta l’estensione dei tweet semplicemente non centeggiando più nei tweet contenuti multimediali.

    jack dorsey modifica tweet twitter

    Già due anni fa c’era questa esigenza di poter modificare o correggere i tweet, e l’avevamo proposta anche ipotizzando un tempo massimo, di 15 minuti, entro il quale effettuare la modifica dopo la pubblicazione del tweet. Infatti, come noto, vuoi per la velocità a cui Twitter di abitua, vuoi anche per il fatto che non è facile scrivere di getto un pensiero in 140 caratteri, l’errore si insidia sempre ed è molto facile quindi che si verifichi. Il tempo di 15 minuti potrebbe essere adeguato e non snaturerebbe il senso del tweet stesso.

    E quali sono stati gli argomenti collegati all’idea di introdurre un eventuale tasto di modifica tweet? Proprio il tempo entro il quale effettuare la modifica e se, una volta effettuata la stessa, il senso del contenuto non venisse snaturato.

    Le conversazioni che si sono generate, e che vi invitiamo a leggere e a seguire, erano tutte molto interessanti, ed è ormai palese che un tasto di modifica sia quanto mai necessario, opportunamente regolato, sia chiaro. Il problema è che Twitter, ad oggi, non sarebbe attrezzato ad introdurre una funzionalità di questo tipo, altrimenti lo avrebbe già fatto, perchè non è la prima volta che se ne parla. Nel 2015 lo aveva chiesto Kim Kardashian in una mail a Dorsey il quale aveva poi risposto via tweet sostenendo che ci avrebbe pensato e definendo che quella fosse una “grande idea”. Ma anche di recente se ne è parlato, lo ha fatto qualche settimana fa anche Edward Snowden.

    twitter modifica tweet-dorsey

    Ora, è evidente che un tasto di modifica renderebbe più facile l’uso di Twitter e quindi potrebbe avvicinare anche quegli utenti che solitamente non lo usano, se non addirittura indurre nuovi utenti ad iscriversi. Perchè no. Sarebbe una funzionalità molto apprezzata, specie se venisse resa in modo tale da non modificare del tutto il senso del tweet. Un problema che potrebbe essere risolto offrendo un tempo massimo di 15 minuti (?), o anche di meno, entro il quale effettuare la modifica, altrimenti resta così com’è, oppure lo si cancella, come si fa oggi. Anche se l’idea di cancellare un tweet che, sebbene con qualche errore, comincia ad essere condiviso, non è il massimo.

    Altre indicazioni che sono emerse dagli utenti sono: la possibilità di avere una sorta di segnalibro (idea molto simile a quella che avevamo proposto nel 2014); migliori opzioni in tema di sicurezza; e anche il tema legato alle Liste, anche su questo siamo d’accordo e ne avevamo parlato sempre nel 2014.

    Insomma, se Dorsey aveva qualche dubbio allora la sua idea di chiedere agli utenti dovrebbe averlo aiutato definitivamente. Sarebbe quindi plausibile attendersi, nel 2017, l’introduzione del tasto modifica tweet. Sempre che si risolva il grande problema legato alla gestione dell’azienda con l’introduzione di un management più adeguato. Altrimenti il tutto verrebbe vanificato e si ripiomberebbe nei medesimi problemi che Twitter ha sofferto in questo 2016.

    E allora, voi che ne pensate? Qual è la funzionalità che secondo voi sarebbe più necessaria su Twitter? Scrivetecela tra i commenti e allarghiamo il dibattito.

    [l’immagine con il logo di Twitter è stata creata da @franzrusso; chiunque volesse condividerla e riutilizzarla è pregato di citare l’autore e linkare l’articolo; nel caso in cui il proprietario del logo la ritenesse inopportuna, verrebbe rimossa immediatamente]

  • Twitter, è giunta l’ora di puntare su un nuovo management

    Twitter, è giunta l’ora di puntare su un nuovo management

    Un paio di settimane fa, quando si concretizzò la voce che Twitter fosse in vendita, tre grandi aziende avevano manifestato interesse ad una possibile acquisizione. Solo che dopo la rinuncia di Google e Disney, oggi anche Salesforce, l’unica azienda rimasta, non presenterà un’offerta di acquisto. E il titolo vede un nuovo tracollo a Wall Street. E’ il momento di puntare su un nuovo management.

    La vicenda di Twitter e di una possibile acquisizione sembra oggi arenarsi definitivamente e quindi, nel giro di pochi giorni, lo scenario si capovolge nuovamente, ponendo, a questo punto, un un problema serio. In realtà le voci di una possibile vendita dell’azienda co-fondata da Jack Dorsey, oggi CEO di Twitter, si rincorrono ormai da mesi e che oggi sembra chiudere un capitolo (un primo capitolo, forse).

    Twitter e le pretendenti

    Nei giorni scorsi, dopo il concretizzarsi delle voci di vendita, si erano manifestati gli interessi di alcune aziende, tra queste le più interessate erano sembrate Google e Salesforce, in un secondo momento si era aggiunta anche Disney (Dorsey è consigliere di amministrazione della The Walt Disney Company e amico di Bob Iger, attuale CEO). Qualche giorno fa, lo scorso giovedì, è bastato che Google, prima, e Disney, dopo, annunciassero di non voler procedere alla presentazione di una possibile offerta di acquisizione, per vedere il titolo TWTR perdere oltre il 20% a Wall Street. Restava ancora in corsa Salesforce, azienda che qualche mese fa si era vista soffiare sotto il naso LinkedIn (tra l’altro si è anche opposta in seguito).

    twitter nuovo management franzrusso.it 2016

    Twitter, si ritira anche Salesforce

    Ma ieri è avvenuto un altro episodio. E cioè che Salesforce non presenterà alcuna offerta di acquisto e tale decisione sarebbe stata presa proprio dagli azionisti di CRM che avrebbero fatto pressione affinché l’azienda non acquisisse Twitter. Al momento questo stop verrebbe ad essere visto come una “sospensione”, nel senso che per ora Salesforce non considera un’acquisizione di questo tipo. E quindi, così come accaduto con Google, è bastato che sui mercati si diffondesse la notizia per far perdere al titolo TWTR un altro 11,5% portando il presso per azione a 17,5 dollari. Per Salesforce invece è stato il contrario, il titolo CRM ha guadagnato ieri a Wall Street quasi il 6%.

    Insomma, Twitter adesso si trova a dover trovare presto una soluzione che faccia uscire la società da un possibile pantano, una situazione che non potrebbe essere che dannosa. Adesso serve ben altro. Ma cosa?

    Twitter deve puntare su sè stessa, con un nuovo management

    Twitter deve puntare proprio su Twitter stessa, su una piattaforma a 140 caratteri che ha ancora tutte le potenzialità intatte. In questi ultimi due anni sono stati fatti diversi passi avanti per rendere l’utilizzo dell strumento più semplice e di facile intuizione. Sono stati introdotti nuovi strumenti e nuove funzionalità per consentire un maggiore utilizzo dei 140 caratteri per raccontare cosa succede nel mondo in tempo reale, per costruire relazioni mirate in maniera dinamica e diretta. Twitter è tutto questo e non solo.

    jack dorsey twitter nuovo management franzrusso it 2016
    Jack Dorsey, CEO di Twitter

    Negli ultimi mesi Twitter ha scommesso molto sui video, ha potenziato la relazione con Periscope, ma, soprattutto, sta puntando molto sui live video, sulle dirette di eventi che è possibile seguire direttamente sulla piattaforma. Basti pensare all’investimento fatto per le 10 partite della NFL e per i risultati che sta raccogliendo con oltre 2 milioni di utenti per il primo match. Questo genera coinvolgimento degli utenti, visualizzazioni maggiori e, perchè no, anche la crescita della base utenti. La strada è segnata, ma ancora una volta manca qualcosa che purtroppo, con la mancata possibilità di essere acquisita da un’altra grande azienda, non si è verificata. E che cosa manca?

    Manca un management competente e capace di condurre Twitter verso la strada dei live video e verso nuovi traguardi. In poche parole, tutto il management, a partire da Jack Dorsey, attuale CEO e co-fondatore di Twitter (insieme a Evan Williams e Biz Stone), deve cambiare. Serve nuova linfa per traghettare l’azienda verso questa situazione che rischia di diventare sempre più pesante.

    Del resto, l’idea di un nuovo management è quello che da due anni chiedono gli investitori. Adesso è giunta l’ora di agire perchè Twitter è ancora vivo.

  • Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Twitter attraversa ormai da tempo una crisi che potrebbe rivelarsi molto rischiosa per le sorti dell’azienda. Tra down, crisi di prodotto e crolli in borsa la situazione non accenna a migliorare. Proviamo adesso ad indicare qualche idea che potrebbe rivelarsi utile per la salvezza della piattaforma.

    Sapete bene che qui sul nostro blog seguiamo con molta attenzione le vicende legate a Twitter in questo periodo, cercando di raccontarvi tutti i fatti che scaturiscono da una crisi che è iniziata ormai da diversi mesi e che non accenna, nonostante il ritorno del co-fondatore Jack Dorsey, a placarsi. La crisi che vive oggi Twitter è una crisi di prodotto, la piattaforma che trova la sua caratteristica nei 140 caratteri stenta ora ad attrarre nuovi utenti e al tempo stesso non è supportata da un modello di business tale da potersi permetter di monetizzare. Questi ultimi due punti non sono altro che le richieste che fa il mercato, quindi Wall Street. Già, Wall Street. Un passaggio, quella della quotazione, che Twitter ha gestito male, senza un’dea chiara. Lo dimostra il ruolo giocato da Dick Costolo, bravo traghettatore dell’azienda nelle mani degli investitori, ma poi non più capace di condurre l’azienda con una leadership sicura e con una visione chiara del business.

    Eppure in tutti questi mesi Twitter ha elaborato e lanciato delle interessanti novità, basti pensare a Periscope, con un potenziale enorme ma non saggiamente sfruttato, e a Moments, comunque non ancora disponibile in Italia. Ma c’è anche la nuova home, anche questa non ancora disponibile, che si prospetta più interessante e in grado di attrarre quei milioni di utenti (si parla di 500 milioni, altri addirittura 1 miliardo) che si avvicinano alla piattaforma ma poi decidono di non registrarsi perchè troppo complicata.

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    Twitter è una piattaforma straordinaria per la diffusione di notizie, gioca un ruolo fondamentale in quel grande fenomeno che è la Social Tv, è un grande strumento di relazioni e informazioni istantanee e trova tutta la sua peculiarità nell’essere dinamico e sintetico. Molte volte viene paragonato a Facebook, ma le ultime caratteristiche elencate rendono bene l’idea che stiamo parlando di due piattaforma opposte. E a nulla, o quasi, servirebbe estendere il limite dei 140 caratteri fino a 10 mila, significherebbe snaturare la piattaforma, si parlerebbe di altro e non più di Twitter per come lo conosciamo oggi.

    E quindi di cosa avrebbe bisogno oggi Twitter. L’idea è quella di dare qualche suggerimento, oltre a quello già indicato a suo tempo, tra gli altri, del famoso tasto “modifica” che potrebbe ottimizzare l’utilizzo. Ma vediamo insieme qualche suggerimento.

    Riaprire il discorso delle API

    Qualcuno di voi ricorderà certamente quando nel 2012 Twitter decise di rivedere la gestione delle API, prima aperta a tutti, cominciando a puntare di più sulla propria offerta interna, introducendo delle regole molto rigorose. Ricorderete anche che una delle prime vittime fu LinkedIn e che a stretto giro si dimostrò che quel cambio di passo andava ad avvantaggiare Facebook. Un’azione che di fatto, pur nella sua ragionevolezza, si è rivelata sbagliata a tal punto che lo scorso lo stesso Dick Costolo si scusò dicendo di voler mantenere un rapporto più aperto con gli sviluppatori. Rivedere questa strada potrebbe oggi essere una soluzione.

    Puntare sui Video

    Twitter ha al suo interno due strumenti, Vine e Periscope, che si poggiano sulla modalità di contenuti che sarà quella che caratterizzerà il 2016 e anche il futuro. Eppure non sono adeguatamente stati valorizzati. Puntare sui Video significa mettere questi strumenti a servizio della piattaforma e farli diventare parte di essa, anche da punto di vista dell’advertising. Ma presto, perchè intanto gli altri competitor parte ci hanno già pensato.

    Migliorare e potenziare le Liste

    Come sapete per aiutare a orientarsi meglio sulla piattaforma esiste lo strumento delle “Liste” con cui raccogliere e seguire gli account più interessanti in base all’argomento di riferimento. Ma perchè non provare ad ottimizzare questo strumento aggiungendone altri affinché si creino delle relazioni dirette tra gli utenti interessati a quello specifico argomento?

    Migliorare l’advertsing

    Chiunque abbia provato a fare advertising su Twitter sa bene che si tratta di una modalità più costosa rispetto allo strumento che offre Facebook e che spesso, per le esigenze più comuni, non riesce a dare risultati soddisfacenti. Un’idea potrebbe essere allora di creare uno strumento che possa essere in grado di soddisfare richieste più basse in termini di prezzo, quindi più smart. Un esempio potrebbe essere quello di un “Promoted Tweet” al giorno per 1 euro. Non sarebbe male.

    Queste sono solo alcune idee che potrebbero già rivelarsi adeguate e che forse potrebbero rendere la piattaforma più utilizzabile. A queste uniamo anche quella di Moments, non ancora disponibile nel nostro paese, pensando ad una sorta di Moments personalizzabile.

    Ma prima, c’è ancora un’altro suggerimento da dare, forse il più importante.

    Vendere Twitter al Migliore Offerente

    Le difficoltà finanziarie di Twitter sono ormai senza fine, anche oggi il titolo è in calo di oltre il 7% vanificando lo slancio di ieri del 6% quando giravano rumors su un possibile interessamento da parte di  Mark Andreessen (Netscape) e del fondo Silver Lake. Le azioni adesso valgono 16,5 dollari e la capitalizzazione dell’azienda è di 12,2 miliardi di dollari. Sono segnali che Twitter non può resistere più a lungo come azienda stand-alone, necessita di un partner forte, capace di risollevarla e rilanciarla. Come ho anticipato anche al DigitalicX a fine dicembre scorso, un possibile compratore potrebbe essere Google che ha tutto l’interesse ad avere una piattaforma come Twitter e a rilanciarsi nel mondo dei social media. Alcuni dicono anche Facebook, certo ne ha la forza, ma non sarebbe un grande affare per Zuckerberg.

    E voi che ne pensate? Quali altri suggerimenti aggiungereste? Raccontateceli qui tra i commenti.