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  • Gli italiani sempre più online da smartphone e da tablet

    Gli italiani sempre più online da smartphone e da tablet

    In occasione dello Iab Seminar, “People are Mobile”, Audiweb ha presentato come gli italiani hanno modificato le loro abitudini di accesso alla rete in due anni. In calo del 2,5% gli italiani che si connettono dal pc, ma aumentano del 45,3% gli italiani che si connettono da smartphone e dell’83,6% quelli che si connettono da tablet.

    Qui su InTime seguiamo sempre con particolare interesse i temi legati alla connessione a Internet in Italia, con l’obiettivo di comprendere come gli italiani, nel corso del tempo, modificano le proprie abitudini. E sappiamo bene quanto gli italiani amano i dispositivi mobili e soprattutto amano connettersi a Internet da mobile. Lo smartphone è ormai uno strumento indispensabile per la vita di tutti i giorni, che si tratti di lavoro o di vita personale, e forse una delle caratteristiche peculiari è proprio quella di aver sdoganato la possibilità di accedere a Internet in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Una caratteristica che abbiamo imparato a conoscere in questi anni.

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    Oggi torniamo sull’argomento perchè Audiweb, in occasione dello Iab Seminar, “People are Mobile“, ha presentato come gli italiani hanno modificato le loro abitudini di accesso alla rete in due anni, dal dicembre 2013 al dicembre 2015.

    Ebbene, in linea con quello che abbiamo già detto, e cioè che gli italiani amano connettersi a Internet da Mobile, in due anni gli italiani che si connettono da pc sono in calo del 2,5% (erano il 75,1% a dicembre 2013, sono 73,2% a dicembre 2015), mentre aumentano in maniera piuttosto evidente gli italiani che si connettono da smartphone con +45,3% (erano il 46,8% al dicembre 2013, sono il 68% al dicembre 2015) e anche gli italiani che si connettono alla rete da tablet con +83,6% (erano 14,6% al dicembre 2013, sono 26,8% al dicembre 2015). Quindi, sono 32.7 milioni gli italiani che accedono a internet da smartphone, ossia il 68% della popolazione di età compresa tra 11-74 anni, e 12.9 milioni gli italiani che si connettono da tablet, il 26,8% della popolazione 11-74 anni.

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    Guardando i dati sulla fruizione di internet questa evoluzione, quindi questo cambiamento nelle abitudini degli italiani, è ancora più evidente, sottolineando lo spostamento delle abitudini verso il mobile. L’audience online da mobile (cioè smartphone e tablet) registra una crescita del 26,4% negli due anni considerati, con 18.2 milioni di utenti nel giorno medio (tra i 18 e i 74 anni), a fronte di una continua flessione dell’audience online da pc che, con 11.5 milioni di italiani (2+ anni), registra il -12,7% negli ultimi due anni.

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    Ma cosa fanno gli italiani quando si connettono da mobile? L’analisi di Audiweb evidenzia che, in effetti, l’84,5% del tempo trascorso online da mobile deriva dalle applicazioni e solo il 15,5% da browser.

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    I Millennials, la fascia di età 18-34 anni, sono quelli che si distinguono per il consumo di internet da mobile, preferendo in modo particolare il mobile commerce (51,2%) e i video (61%). La Generazione X, la fascia di età 35-54 anni, spende 58 minuti al mese sui portali generalisti e 1 ora e 28 minuti per e-commerce. Il Mobile non risulta ancora molto diffuso tra i Boomers, fascia di età 55-74 anni.

    Allora, che ne pensate? Siete anche voi tra coloro che accedono a Internet di più da mobile che da pc? E cosa fate? Raccontateci la vostra esperienza.

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  • Telepass migliora i suoi servizi con Telepass Pyng

    Telepass migliora i suoi servizi con Telepass Pyng

    telepass pyng mobile

    Telepass punta a semplificare i servizi rivolti agli automobilisti puntando sulla Mobilità. Servizi sempre più innovativi che consentono di risparmiare tempo in autostrada e anche in città. Telepass Pyng è infatti l’app per smartphone che permette di pagare la sosta sulle strisce blu cittadine direttamente da proprio conto Telepass.

    Telepass punta a migliorare i servizi rendendoli sempre più innovativi e puntando in maniera decisa sulla mobilità in città. Infatti, i servizi proposti si pongono l’obiettivo di far risparmiare agli automobilisti tempo in autostrada ed anche in città. Ad un costo minimo, oggi i servizi che Telepass offre sono davvero tanti. Attraverso il dispositivo montato all’interno della propria auto è possibile:

    – pagare il pedaggio in autostrada transitando sulle corsie dedicate, senza fermarsi al casello e senza necessità di ritirare il biglietto;

    – pagare la sosta nei principali parcheggi italiani convenzionati, presenti negli aeroporti, stazioni, città e fiere, senza necessità di ritirare il biglietto e senza dover accedere alle casse per il pagamento, evitando le code in ingresso e in uscita;

    – pagare l’accesso all’area C di Milano, attivando preventivamente il servizio sulle targhe abbinate al Telepass;

    – acquistare e ritirare il biglietto per il traghettamento senza passare dalla biglietteria, semplicemente utilizzando la pista Telepass dedicata. Il servizio è al momento attivo sullo stretto di Messina.

    telepass pyng

    Altra grande novità di Telepass, proprio in riferimento alla mobilità in città è Telepass Pyng, l’app per smartphone che consente il pagamento della sosta sulle strisce blu nelle città convenzionate. Con questo servizio è possibile interrompere e prolungare la sosta ovunque ci si trovi pagando solo il tempo necessario e per più targhe contemporaneamente senza avere il Telepass sul veicolo. Il servizio è disponibile tramite app per Android e iOS e mobile site.

    Con Telepass, quindi, ogni spostamento diventa facile e veloce. L’addebito dei servizi avviene in via posticipata e senza costi aggiuntivi sul proprio conto Telepass ed in qualsiasi momento è possibile accedere alla rendicontazione online delle soste, transiti e accessi tramite l’area riservata del sito o tramite app.

    Per consultare tutti i servizi di Telepass potete visitare il sito oppure consultare la pagina Facebook.

    Buzzoole

  • Periscope compie un anno con 200 milioni di live broadcast

    Periscope compie un anno con 200 milioni di live broadcast

    Periscope, l’app di Twitter per il live broadcasting ha compiuto in questi giorni il suo primo anno di età. E nei primi 12 mesi i live degli utenti sono stati ben 200 milioni per un totale di tempo trascorso per osservarli pari a 110 anni. Diamo un’occhiata all’andamento dei download su iOS e Android in questi 12 mesi.

    Periscope, l’applicazione di proprietà di Twitter per i live broadcasting, disponibile per iOS e Android, ha compiuto il suo prima anno di età. Fece infatti il suo debutto il 26 marzo del 2015 solo per la versione iOS, due mesi dopo, il 26 maggio dello stesso anno fu resa disponibile anche per Android. Sin dal suo debutto abbiamo sempre seguito con molta attenzione l’evoluzione dell’applicazione che, nonostante un avvio molto lento, ha avuto sicuramente il merito di sdoganare completamente il live broadcasting via app. Come più volte abbiamo sottolineato, Periscope avrebbe meritato un supporto maggiore specie da parte di Twitter, inteso come piattaforma, avrebbe sicuramente giovato ad una espansione maggiore dell’utilizzo dell’app.

    periscope un anno

    Il team di Periscope per l’occasione ha diffuso alcuni dati relativi ai primi 12 mesi dell’app e di come gli utenti l’anno usata. Il dato più rilevante è che i live su Periscope nel primo anno sono stati ben 200 milioni e il tempo trascorso a guardarli, da iOS e da Android, è pari alla durata di 110 anni. Oltre un secolo di dirette.

    Il primo fine settimana dell’app lo scorso anno fu spumeggiante, infatti dopo pochi giorni dal lancio i live erano già 100 mila, il 28 marzo si toccò il picco di 58 mila live. Ad agosto del 2015 gli utenti erano già 10 milioni. Oggi abbiamo il dato relativo ai live totali anche se non si conosce ancora il dato relativo agli utenti complessivi che utilizzano l’app.

    periscope 200 milioni live un anno

    Noi, come già abbiamo fatto in altre occasioni, ci siamo basati sui dati del download dell’app, ossia i dati che conteggiano l’evoluzione dell’espansione dell’app tra gli utenti. E, come possiamo vedere, dai dati che abbiamo rilevato grazie ad App Annie, per quanto riguarda iOS si osserva un evoluzione calante. Il 5 aprile del 2015 l’app è al top essendo la quarta applicazione più scaricata in assoluto poi un calo altalentante, fino al minimo toccato il 2 gennaio scorso quando era la 23° app più scaricata nella categoria Social Networking, la 356° in assoluto. Come potete notare dal grafico, si è registrata una risalita proprio nelle ultime settimana, lo scorso 18 marzo era la 7° app più scaricata nella categoria Social Networking e la 54° in assoluto, salvo poi ricadere di nuovo.

    periscope italia ios un anno

    Questo invece il grafico che ci evidenzia l’evoluzione di Periscope su Android sin dal suo debutto, avvenuto il 26 maggio scorso. Anche in questo caso potete notare, dopo un avvio sfrecciante, una evoluzione in calo. Il 3 giugno, quindi dopo pochi giorni dal debutto, l’app era la 3° app più scaricata nella categoria Social, la 36° in assoluto da Google Play. Il punto minimo lo si tocca il 15 dicembre scorso quando era la 18° app più scaricata della categoria Social, la 537° in assoluto. Il 20 marzo scorso, quindi pochi giorni prima del compleanno, c’è stata una risalita, diventando la 14° più scaricata della categoria Social e la 285° in assoluto, per poi ricadere di nuovo.

    periscope italia android un anno

    Questi dati ci indicano, ripetiamo, l’andamento dei download dell’app, quindi quante volte viene scaricata e come viene posizionata dai market di riferimento. Ci offre quindi un dato dal punto di vista dell’interesse verso l’app.

    A distanza di 12 mesi Periscope è ancora un’app viva, da poco i live sono stati inglobati nei tweet e ora Twitter sembra voler puntare molto su questa app. L’osservazione che possiamo fare però è che questo impegno magari sarebbe stato più vantaggioso qualche mese fa. Uno dei meriti, o svantaggi (a seconda dei punti di vista) di Periscope è quello di aver aperto il mercato, non è un caso infatti che anche Facebook abbia deciso in questi mesi di puntare al live broadcasting lanciando i suoi Live Video, supportati direttamente dalla piattaforma, quindi non facendoli vivere come app separata. E non è un caso che anche Google adesso voglia introdursi nel mercato con YouTube che da poco permette di realizzare i video dal vivo.

    Periscope deve quindi adesso giocare la sua partita sapendo che il vantaggio competitivo, l’essere arrivata (quasi) prima non è stato sfruttato. Però adesso ha una community molto più forte e i 200 milioni di live lo dimostrano. Twitter ovviamente dovrà fare la sua parte.

    Staremo a vedere. E voi la utilizzate?

  • Huawei, ecco il teaser su Milano per il lancio del 6 aprile

    Huawei, ecco il teaser su Milano per il lancio del 6 aprile

    Huawei, il colosso cinese ormai molto forte anche in Europa, in questi giorni sta lanciando un teaser che coinvolge la città di Milano, in particolar modo l’Arco della Pace di Corso Sempione. Il prossimo 6 aprile scopriremo di cosa si tratta, intanto la curiosità cresce.

    Se vivete a Milano in questi giorni, e specialmente se vivere o frequentate per studio o lavoro la zona di Corso Sempione, vi sarete certamente accorti di una campagna che vede protagonista proprio l’Arco della Pace. Si tratta di un teaser di Huawei quindi di una campagna preliminare del colosso cinese che si appresta a lanciare sul mercato un nuovo prodotto di cui ancora si conosce poco se non nulla. Il lancio è previsto per il prossimo 6 aprile e pare che la sede del lancio sarà Londra.

    huawei teaser milano

    La campagna di questi giorni è guidata da un hashtag particolare #OO e il mood è quello di invitare tutti a osservare il mondo in un altro modo: “Change the Way you see the World“.

    Di cosa si tratterà? Di un nuovo smartphone? Di un altro tipo di prodotto?

    #OO arco pace huawei teaser

    La curiosità cresce ovviamente anche se i segnali che la campagna sta lanciando fanno intendere che si è di fronte ad un prodotto che sarà molto legato al mondo della fotografia, l’hashtag stesso richiama questa visione, quindi alla fotocamera.

    Intanto, attendiamo con molta curiosità il lancio di questo nuovo prodotto che sarà il prossimo 6 aprile probabilmente a Londra, anche sulla location non ci sono molte notizie certe.

    #OO arco pace huawei teaser

    #OO arco pace huawei teaser

    L’azienda cinese di Shenzhen, nata nel 1987, oggi è un vero colosso mondiale, da oltre 46 miliardi di dollari di fatturato (2014) detenuta al 100% dai suoi dipendenti che sono in totale più di 170 mila. Huawei punta molto sulla ricerca e sviluppo possedendo 40 centri in tutto il mondo, uno dei quali si trova in Italia, proprio a Milano.

  • Come migliorare le conversioni delle tue campagne su mobile

    Come migliorare le conversioni delle tue campagne su mobile

    Come migliorare le conversioni per quel che riguarda le campagne da Mobile? Per fare chiarezza su questo punto, oggi ospitiamo qui sul nostro blog Silvio Porcellana, fondatore e CEO di mob.is.it.

    Le campagne su mobile funzionano 5 volte di più rispetto a quelle da desktop. Tra le ricerche effettuate su smartphone, 9 su 10 portano all’azione, oltre la metà all’acquisto. È naturale che il marketing stia spostando sempre più i suoi investimenti su questo canale: nel 2015 sono stati spesi 35 bilioni di dollari in campagne mobile, oltre il doppio di quanto speso nel 2013.

    mobile conversioni campagna @franzrusso.it 2016

    Ma il mobile è ancora in gean parte una terra incontaminata: nonostante le persone passino su smartphone il 10% del tempo totale dedicato ai media, solo il 9% degli investimenti in pubblicità è destinato a questo canale.

    investimenti mobile

    Perchè i brand hanno paura di investire sulle campagne mobile?

    Ecco i motivi principali per cui alcune compagnie temono di lanciarsi maggiormente nel mobile (e perchè stanno sbagliando):

    Primo: Ad blocking – la possibilità offerta agli utenti di bloccare le pubblicità è utilizzata dal 5% della popolazione digitale. Molti marketer temono che questa tendenza sia in crescita e renderà sempre meno visibili gli annunci pubblicitari. Tuttavia si tratta di un fenomeno sopravvalutato, che colpisce prevalentemente chi non posiziona correttamente i propri annunci: se la campagna proposta è in target, le persone saranno felici di ricevere il nostro messaggio. Se invece ci bloccano, poco male: avremo risparmiato budget per quelle davvero interessate.

    mobile ad-blocking

    Secondo: Mancanza di informazione – Google e Facebook sono due spazi fondamentali per le pubblicità su mobile. Entrambe le piattaforme offrono la possibilità di creare un annuncio e renderlo visibile in prevalenza o esclusivamente da smartphone, di targettizzare il pubblico e di creare molti stili di annuncio. Il problema è che offrono poca trasparenza sui risultati: costi, posizionamenti, a chi vengono mostrati gli annunci. La buona notizia è che in futuro gli investitori potranno avere le idee più chiare: grazie alla diffusione di nuove opzioni per il programmatic buying, sarà possibile raccogliere dati più precisi e sfruttarli per conoscere sempre meglio il proprio target.

    Terzo – Difficoltà di tracciamento – la pubblicità on-line, a differenza di quella tradizionale, permette di avere molti più dati per misurare l’effetto di una campagna. Ma da quando le pubblicità possono essere bloccate, è molto più domplicato sapere quante persone hanno visto l’annuncio. Inoltre i dati da monitorare sono davvero tantissimi, non sempre è facile determinare quali sono le statistiche più importanti da tenere sott’occhio. Per fortuna esistono tool come ComScore o Socdir, in grado di aggregare ed elaborare i dati, offrendo una visione più chiara sui risultati e spunti utili per determinare i futuri obiettivi delle campagne.

    4 idee per creare subito campagne su mobile efficaci

    Per far rendere al massimo gli investimenti pubblicitari su mobile, ti offriamo 4 assi nella manica che ti aiuteranno a migliorare conversioni e risultati.

    1. Pensa mobile: segui nuove strade

    Il mobile prevede modalità di fruizione personali, immediate, diverse rispetto a quanto avviene per il desktop. Le campagne di conseguenza devono tenere conto della localizzazione degli utenti, essere sincronizzate con le loro azioni, prevedere che gli annunci possano essere visti prima o durante il  processo d’acquisto.

    In quest’ottica, Google ha studiato una soluzione che permette di tracciare meglio i comportamenti degli utenti. A fine 2015 ha iniziato a rendere disponibili alle aziende i dati sulle keyword  maggiormente cercate in relazione al loro brand, rispetto al periodo, al giorno e all’ora. Un’informazione che permette di mettere in atto strategie multicanale interessanti.

    Ad esempio, se un brand di prodotti cosmetici sa da Google che la parola chiave più ricercata nel weekend è “crema viso”, potrà programmare in questi due giorni un annuncio dedicato. Poi potrà mettere in evidenza questo articolo nei punti vendita, abbinando uno sconto valido esclusivamente per il fine settimana.

    mobile traffic

    2. Aumenta le conversioni con il remarketing

    Solo il 2-4% delle visite a un sito crea direttamente una conversione. Ma i percorsi di acquisto on-line non sono lineari, prevedono ricerche e confronti con altre pagine prima di trasformarsi in azione. Specialmente su mobile. Il remarketing ti aiuta proprio in questo: puoi seguire l’utente nelle sue esplorazioni, facendo apparire un annuncio che ricorda il tuo brand a chi ha visitato il sito. Oppure puoi creare diverse liste di utenti e mostrare la campagna solo a chi è in target.

    Tirendo, azienda produttrice di pneumatici ha sperimentato il remarketing creando una campagna  dedicata a chi ha visitato il sito e un’altra per chi ha cercato uno specifico tipo di gomme. Il risultato è stato buono per la prima campagna, ma straordinario per la seconda, ottenendo un incremento del 22% nelle vendite e del 163% nelle conversioni. Sia Google sia Facebook permettono agli inserzionisti di attivare annunci con funzione remarketing. Se non lo utlizzi già, inizia a farlo.

    3. Usa il potere dell’immediatezza: chiama ora!

    L’88% delle ricerche effettuate da mobile ha carattere locale. Il 61% delle persone che ha cercato un’informazione di questo tipo, ha effettuato una chiamata, trasformando la sua ricerca in azione diretta. Per rendere immediato questo passaggio è fondamentale inserire un pulsante “chiama ora” negli annunci destinati al mobile. È possibile farlo per gli annunci su Google, Facebook e Twitter: in tutti e tre i casi una semplice procedura permette di integrare questa funzionalità e rendere ancora più efficaci le proprie campagne. Il risultato è una ottimizzazione dei costi della campagna e un aumento delle conversioni.

    Ad esempio, IHG, un gruppo internazionale di hotel, ha ottenuto con una campagna Google click-to-call un aumento del traffico sul sito da mobile del 20% e una crescita nella mobile search activiy pari al 91%.

    4. Aggiungi rilevanza ai contenuti

    Molte persone trovano le pubblicità fastidiose e invadenti. Il motivo principale è che gli annunci contengono messaggi poco rilevanti, mentre le persone su mobile si aspettano di ricevere informazioni personalizzate sui loro interessi, come personale è l’utilizzo di smartphone e tablet.

    Ed ecco spiegato il successo dei tool per bloccare le pubblicità. I messaggi di massa non funzionano su mobile, ma se l’annuncio viene mostrato alla persona giusta, nel luogo e momento opportuno, le conversioni crescono.  Per farlo bisogna segmentare il target e creare annunci dedicati, che portino gli utenti a cliccare perchè fortemente coinvolti.

    Nice Tees, azienda di abbigliamento, ha preso davvero sul serio l’idea di segmentazione: nella sua campagna su Facebook è arrivata a mostrare a ciascun utente l’immagine di una felpa personalizzata con il suo cognome. Un messaggio che non passa inosservato.

    L’attenzione ai contenuti non si risolve nella campagna in sè: i click generati devono portare a un sito a sua volta rilevante nei contenuti, che devono essere accattivanti, immediati e ottimizzati per tutti i dispositivi. Come realizzare un sito efficace su mobile? Esistono sistemi on-line che permettono di creare pagine web e app in pochi minuti, che ogni marketer può utilizzare per creare un sito ottimizzato e aggiornare personalmente i contenuti a seconda della strategia che ha in mente.

    Quali sono le strategie della tua prossima campagna mobile?

    I marketer sono sempre più consapevoli dell’importanza del mobile e che investire su questo strumento non è più un optional ma una necessità. Probabilmente entro pochi anni, visti i risultati dei competitor, anche i meno coraggiosi si decideranno a destinare più budget al mobile.  L’importante, per non sprecare risorse, non è solo acquistare spazi ma pensare a cosa si vuole comunicare: oltre a pianificare bene l’annuncio, dire qualcosa che interessi l’utente. La pubblicità dovrà essere sempre meno un’interruzione, un disturbo, sempre più un consiglio, un approfondimento interessante, come sta dimostrando il successo crescente del native advertising. Pensa al tuo consumatore ideale: come potresti essergli utile?

  • Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Su WhatsApp ora si possono inviare anche i documenti in PDF

    Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, WhatsApp permette la condivisione di documenti, per ora solo informato PDF. L’applicazione più amata dagli italiani, che da poco ha raggiunto 1 miliardo di utenti, dopo le telefonate aggiunge un’altra funzionalità che sarà molto apprezzata.

    WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea, la più amata dagli italiani (potrebbe essere un “claim” non da poco questo!) che da poco ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti, introduce una nuova funzionalità che sarà molto apprezzata dagli utenti. Con l’ultimo aggiornamento, per iOS e Android, da oggi è possibile condividere anche documenti, per ora solo in formato PDF. Una funzionalità attesa dagli utenti e che si rivelerà molto utile, per il fatto che l’app viene sempre più spesso utilizzata anche in ambito lavorativo. Di conseguenza, come un messaggio può essere istantaneo, allo stesso modo lo sarà anche l’invio di un documento.

    whatsapp documenti pdf

    Come inviare documenti su WhatsApp da Android e iOS

    Inviare e ricevere documenti sarà molto facile sia da Android che da iOS.

    Da Android, quando vi trovate in una chat, è sufficiente toccare l’icona a “graffetta”, tra quella del telefono e tra i tre puntini delle impostazioni, per vedere poi le funzionalità a disposizione. La prima da sinistra verso destra è “Documenti”, una volta toccata potrete allegare il vostro documento in PDF. Su iOS è altrettanto semplice, basta toccare l’icona a freccia e poi “Condividi documento” dal menù.

    Una volta inviato il documento, nella chat vi comparirà l’anteprima del documento stesso, insieme al numero di pagine, dimensione del file e tipo.

    Un suggerimento che potrà sembrare scontato ma non lo è, se dalla vostra app non visualizzate nulla di tutto questo, allora dovrete effettuare un aggiornamento dell’applicazione scaricandola dal vostro market di riferimento.

    Altro elemento interessante, così come accade per le telefonate, se un utente al quale state inviando il vostro PDF non ha una versione aggiornata dell’app, vi comparirà un pop-up che vi avviserà del mancato invio.

    WatsApp permette la condivisione di documenti anche da Dropbox, Google Drive, iCloud e altre app, oltre ai vostro documenti già visualizzabili.

    Insomma, con questa nuova funzionalità WhatsApp da seguito a quello che Jan Koum, fondatore e CEO, diceva a gennaio quando preannunciava il lancio di strumenti che avrebbero agevolato la comunicazione e la condivisione dal lato business. E la condivisione dei documenti va decisamente in questa direzione.

  • Facebook, i Live Video arrivano su Android e in 30 paesi su iOS

    Facebook, i Live Video arrivano su Android e in 30 paesi su iOS

    Facebook continua a rilasciare la modalità dei Live Video che permette di realizzare video dal vivo e condividerli con i propri amici. Questa volta tocca ad Android, solo negli Usa per ora, e continua il rilascio della funzionalità su iOS esteso in altri 30 paesi. Dai dati GlobalWebIndex il 30% degli utenti preferisce i live video degli amici.

    A distanza di un paio di mesi dalla fase di test e dopo un mese dal rilascio più esteso negli Usa per iOS,Facebook continua a rilasciare la modalità dei Live Video con l’obiettivo di raggiungere tutti gli utenti sulle diverse piattaforme mobile. E questa volta tocca ad Android, infatti Facebook ha annunciato che da oggi la funzionalità, che permette agli utenti di realizzare video in tempo reale da condividere direttamente sul news feed con i propri amici, negli Usa sarà utilizzabile anche da dispositivi con sistema operativo mobile di Google.

    Lo sbarco dei Live Video su Android, già ampiamente previsto, è giustificato dal fatto che più del 50% degli utenti che usano dispositivi Android amano guardare e interagire con i video live. E, visto che Android è il sistema operativo mobile più usato, questa operazione contribuirà a rendere ancora più massiccia, nei prossimi mesi l’utilizzo di questa nuova funzionalità. Il rilascio negli Usa si completerà entro la prossima settimana e poi sarà la volta di altri paesi.

    facebook live video android

    E intanto, contemporaneamente a questo annuncio, Facebook fa sapere che dopo il rilascio completo negli Usa su iOS adesso si aggiungono altri 30 paesi da cui sarà possibili utilizzare i Live Video dal social network.

    Come usare Live Video su Facebook

    Per usare i Live Video è molto semplice. Dalla sezione dove di solito si inseriscono i contenuti, quella dove c’è scritto “A cosa stai pensando?“, sarà sufficiente toccare l’icona “Live Video” per avviare il vostro video il live streaming, accompagnato da una breve descrizione. E’ possibile selezionare anche il pubblico con cui condividere il vostro Live Video. Durante la trasmissione dal vivo di vedrà il numero delle persone che stanno seguendo il video, in nome delle persone e si potrà rispondere in tempo reale ai commenti che arriveranno. Al termine della trasmissione, sarà poi possibile salvare il video come qualsiasi altro, conservarlo e condividerlo con gli amici, oppure eliminarlo. Sarà possibile anche attivare le notifiche così da non perdere i live streaming di quell’utente che state seguendo.

    La crescita del fenomeno e le opportunità del Live Streaming

    live video facebook globalwebindex

    Insomma, Facebook non vuole lasciarsi sfuggire le opportunità che offrono i video e, soprattutto, la crescita in atto del fenomeno del live streaming. GlobalWebIndex a inizio di quest’anno dava qualche numero sulla crescita del fenomeno, evidenziando che, a fronte di un pubblico fruitore ancora molto esiguo (1,5% Meerkat e 2% Periscope), le app e le funzionalità come Live Video di Facebook hanno un grande potenziale da sviluppare. Per il fatto che comunque i video sono tra i contenuti più seguiti su Facebook e su Twitter. E anche per il fatto che l’ad-blocking sul mobile avrà come conseguenza che il native advertising dovrà concentrarsi di più sul coinvolgimento degli utenti.

    Per dare qualche dettaglio, il 40% dei giovani dice di guardare più video da mobile rispetto ad un anno prima e preferiscono sempre di più i live broadcast. Il 53% degli utenti di età 16-34 anni dice di preferire live video divertenti; il 41% preferisce le news in diretta; il 38% preferisce la musica o gli eventi dal vivo; e poi il 30% preferisce i video dal vivo dei propri amici o dei propri familiari.

    A guardare questi dati, Facebook completando il rilascio su Android offrirà agli utenti nuove esperienza da fare sempre all’interno del social network, quindi maggiore coinvolgimento. Un dato importante anche per le aziende che potranno sfruttare questo potenziale.

  • Lenovo e Google: partnership per il nuovo dispositivo Project Tango

    Lenovo e Google: partnership per il nuovo dispositivo Project Tango

    Lenovo e Google annunciano una nuova partnership per lo sviluppo del primo device “Project Tango”, la tecnologia che consente al dispositivo mobile di “navigare” l’ambiente fisico così come avviene per l’essere umano. L’annuncio è stato fatto in occasione del CES 2016 di Las Vegas e il dispositivo sarà disponibile dalla prossima estate.

    In occasione di CES 2016 di Las Vegas, Lenovo ha annunciato di essere impegnata nello sviluppo del primo dispositivo mobile con “Project Tango“, in collaborazione con Google. Il nuovo smartphone, basato su processore Qualcomm® Snapdragon™, sarà disponibile dalla prossima estate e trasforma lo schermo in una sorta di finestra magica in grado di sovrapporre informazioni digitali e oggetti del mondo reale.

    Lenovo e Google, insieme a Qualcomm Technologies, stanno lavorando in collaborazione per ottimizzare il software e l’hardware allo scopo di mettere a disposizione degli utenti il meglio di “Project Tango“.

    Google Project Tango è una piattaforma tecnologica che utilizza una computer vision avanzata, dei sensori di profondità e dei rilevatori di movimento per creare un’esperienza di visione sullo schermo in 3D e consentire così agli utenti di esplorare, attraverso il proprio dispositivo, l’ambiente fisico che li circonda.

    Lenovo Project Tango Google

    Si tratta di una combinazione di hardware e software specifici che permette al dispositivo di reagire ad ogni movimento dell’utente, sia che faccia un passo avanti, indietro o di lato. Gli sviluppatori di app possono ad esempio trasformare la nostra casa nel livello di un gioco o creare una finestra magica verso ambienti di realtà aumentata e virtuale. Inoltre, i dispositivi Project Tango possono riconoscere i luoghi in cui sono già stati, come ad esempio il salotto di un’abitazione, un ufficio, o anche un luogo pubblico.

    Il sistema di rilevamento del movimento di Project Tango, a differenza dei sistemi basati su GPS, funziona in luoghi chiusi e permette di esplorare in modo preciso un centro commerciale, o perfino di trovare un determinato oggetto in uno specifico negozio. Utilizzando il sensore integrato, i dispositivi Project Tango possono poi catturare le dimensioni 3D della stanza, fornendo così, ad esempio, misure utili per scegliere nuovi mobili o complementi d’arredo.

    Per emergere nei mercati tablet e smartphone, oggi sempre più competitivi, è necessario correre qualche rischio nella ricerca e sviluppo e alzare l’asticella dell’innovazione. E’ il solo modo per cambiare davvero il modo in cui le persone utilizzano la tecnologia mobile” commenta Chen Xudong, senior vice president e president, Mobile Business Group, Lenovo. “Insieme a Google, stiamo rivoluzionando il modo di lavorare a progetti hardware e software, rompendo alcune barriere prima esistenti tra i due elementi. Trasformare la nostra visione condivisa in realtà darà vita a un’esperienza di prodotto olistica, che catturerà l’immaginazione degli utenti moderni.”

    Con Project Tango, lo smartphone diventa una finestra magica sull’ambiente fisico che ci circonda, offrendo la possibilità di percepire lo spazio e il movimento che vanno oltre ai limiti dello schermo touch” aggiunge Johnny Lee, Project Tango Lead, Google. “Lavorando con Lenovo, saremo in grado di rendere Project Tango più accessibile a utenti e sviluppatori ovunque nel mondo per poter creare e beneficiare di nuove esperienze che uniscono il mondo virtuale e quello reale”.

    E nell’ambito di questa partnership, Lenovo ha invitato gli sviluppatori a supportare la crescita dell’ecosistema di app basate su Project Tango. Questo progetto è infatti caratterizzato da potenzialità tecnologiche che offrono agli sviluppatori la possibilità di sviluppare app fino ad oggi inimmaginabili.

    Collegandosi a questa pagina, gli sviluppatori potranno sottoporre le proprie idee e, se la loro proposta sarà selezionata, potranno conquistare l’opportunità di vedere la propria app integrata nei nuovi smartphone Lenovo. Quindi, se siete degli sviluppatori vi invitiamo a farlo subito, anche perchè avete tempo fino al prossimo 15 febbraio 2016 per proporre la vostra idea. E il Project Tango Tablet Development Kit può essere acquistato su Google Store.

    Qualora foste interessati, per avere tutte le informazioni, le linee guida e i criteri di valutazione, vi invitiamo a consultare questo link: g.co/ProjectTango/AppIncubator.

  • Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Messenger continua crescere e ha 800 milioni di utenti

    Facebook Messenger raggiunge, a dicembre 2015, l’importante traguardo degli 800 milioni di utenti. Da quando Messenger è diventata applicazione separata dal social network è stata potenziata notevolmente, con l’obiettivo di trasformare le conversazioni come strumento per attivare nuove funzionalità.

    A distanza di pochi mesi dal traguardo di WhatsApp, quando ha raggiunto i 900 milioni di utenti, l’applicazione di instant messaging di proprietà di Facebook, ecco che da Menlo Park arriva un altro importante annuncio. Facebook Messenger ha raggiunto, a dicembre 2015, il traguardo degli 800 milioni di utenti. Un traguardo impensabile solo meno di due anni fa, quando Facebook decise che l’applicazione per chattare all’interno del social network dovesse diventare invece un’applicazione a parte, distaccata dalla piattaforma. Un’operazione iniziata prima da mobile e poi completata lo scorso anno quando Messenger è diventata a tutti gli effetti un’applicazione standalone. E il perchè di tutto questo era stato strategicamente previsto. Infatti la visione era che Messenger dovesse diventare un’applicazione in cui le stesse conversazioni sarebbero diventate occasione per attivare nuove funzionalità. Operazione quindi decisamente azzeccata. Altra operazione ben riuscita è quella di non aver “confuso” gli utenti con le due applicazioni di messaggistica, quindi WhatsApp e Messenger. Infatti WhatsApp continua a mantenere la sua vocazione originale, mentre Messenger è l’applicazione su cui si è puntato per espanderla.

    facebook messenger 2016

    (Clicca l’immagine per ingrandirla)

    E questo si spiega proprio nel post ufficiale che annuncia il traguardo degli 800 milioni di utenti di Facebook Messenger, dove sono stati illustrati i “Trends” di Messenger per il prossimo anno, uno di questi dimostra infatti quanto sostenevamo prima: “Threads are the new apps“.

    Facebook Messenger da quando è diventata applicazione a parte è stata potenziata molto. Basti pensare all’introduzione delle video telefonate, alla possibilità di inviare dei pagamenti, oppure, da ultima, la possibilità (ancora in fase di test negli Usa) di prenotare un’auto Uber direttamente dall’app, senza più uscire dalla stessa app per avere una corsa.

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    E forse proprio la partnership con Uber spiega più di altre quale sia il disegno di Facebook iniziato per Messenger a partire dal 2014, e cioè fare in modo che dalla stessa app sia possibile avere tutta una serie di funzionalità e servizi a portata di mano (o di pollice). Ed è un obiettivo che rientra nel grande disegno di Facebook, ossia quello di espandere l’esperienza del social network su più fronti (vedi da poco i test avviati per i Live Video).

    Per non parlare poi di “M“, l’assistente virtuale dotato di intelligenza artificiale, con cui i test proseguono e con il quale in futuro potremo “prenotare un posto al ristorante oppure inviare fiori”.

    Ma il 2016 per Messenger sarà l’occasione per dire addio al numero di telefono e farci dimenticare l’uso degli SMS, per la verità già in forte calo proprio per il crescente utilizzo di applicazioni di messaggistica istantanea. E poi per fare una telefonata davvero con Facebook Messenger (ma anche con altre) non serve più il “vecchio numero di telefono”. Eppure quello che non sembrava fattibile qualche anno fa, oggi è realtà. Se poi consideriamo quanto noi italiani amiamo il mobile e gli smartphone, allora saremo (e siamo) in grado di apprezzare al meglio questa innovazione.

  • L’Italia è il primo paese in Europa dove regna il Mobile Internet

    L’Italia è il primo paese in Europa dove regna il Mobile Internet

    Da sempre, e quindi da quando esiste, il Mobile ha fatto registrare un grande fascino nel nostro paese. E ora una ricerca di Ofcom rileva che nel nostro paese regna il Mobile Internet ed il primo paese in Europa superando Regno Unito, Germania, Spagna e Francia. Ormai accediamo al web più dai dispositivi mobili che dal tradizionale desktop.

    Già diverse volte qui sul nostro blog abbiamo sottolineato questo legame strettissimo che esiste tra il Mobile e il nostro paese. Da sempre, da quando esiste dunque, il Mobile ha fatto registrare un grande fascino in Italia e lo dimostra il fatto che spesso il nostro paese viene indicato come uno di quelli con la più alta concentrazione di dispositivi mobili, una delle più alte al mondo tra l’altro. Ma adesso, grazie alla recente ricerca di Ofcom, condotta in 9 paesi nel mondo, ossia Australia, Giappone, Svezia e Stati Uniti e poi Francia, Germania, Italia, Spagna e  Regno Unito (questi ultimi indicati statisticamente come EU-5), vediamo che il nostro paese è quello dove regna il Mobile Internet ed è il primo paese in Europa.

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    Un dato che forse non coglie di sorpresa gli addetti ai lavori e quelli più informati su certi temi, ma che nel contesto assume una certa rilevanza. In pratica gli italiani non potendo accedere alla rete attraverso la via tradizionale, allora utilizza la rete attraverso il proprio dispositivo mobile che spesso è più veloce, e anche più affidabile, di quella tradizionale. Questa può essere una spiegazione ai dati rilevati dalla ricerca. Sappiamo bene quali siano le difficoltà lungo lo stivale dal punto di vista della connessione alla rete, ma gli italiani le superano grazie la Mobile.

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    Il dato più rilevante della ricerca di Ofcom (ripresa da eMarketer) è quello che ci dice che in Italia il 51% degli utenti accede al web via device mobile almeno una volta a settimana, il dato più alto rilevato in Europa (a 5). Segue la Spagna con il 49% che fa registrare il dato più vicino al nostro, e poi Regno Unito 30% (il più basso), Germania 32%, Francia 33%.

    [easy-tweet tweet=”In #Italia il 51% degli utenti Internet accede al #web da #mobile; il 30% in #Uk” user=”franzrusso”]

    E i dispositivi mobili saranno sempre più presenti nel nostro paese e saranno sempre di più la porta per accedere a Internet, così come prevede anche Cisco che rivela che questo lo sarà per l’83,2% degli utenti italiani nel 2016, fino ad arrivare al 92% nel 2018.

    Nel 2019, quindi entro tre anni, i dispositivi mobili nel nostro paese saranno 55 milioni con una penetrazione del 90%. Gli smartphone saranno 63 milioni, quasi il triplo di quelli del 2014 (27 milioni). I tablet saranno un po’ di meno, 7 milioni (nel 2014 erano 2 milioni). La connessione 4G arriverà ad essere il 37%.

    Altri dati rilevanti, sempre da Cisco, è che il traffico dati da mobile crescerà notevolmente passando da 854 BM del 2014 a 5.952 MB nel 2019. La percentuale di traffico da smartphone crescerà fino al 68% mentre sarà in calo la quota di traffico dati da laptop, si passerà infatti dal 31% del 2014 al 5% del 2019.

    In Italia il legame con il Mobile è dunque destinato a crescere e sarà sempre più presente in altri ambiti come la social tv, l’internet delle cose, con la possibilità di gestire gli oggetti proprio da mobile, fenomeni che saranno rilevanti nel 2016.