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  • L’elezione di Mattarella sul web e sui social media

    L’elezione di Mattarella sul web e sui social media

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    Sergio Mattarella è il 12° Presidente della Repubblica Italiana, eletto come previsto nella mattinata di oggi. Da giovedì sul web e sui Social Media l’argomento è stato molto discusso e con Talkwalker ne abbiamo seguito l’andamento. Da giovedì ad oggi le conversazioni su #Quirinale2015, #Mattarella, #maratonaquirinale e #mattarellaPresidente sono state in totale 301 mila.

    Come previsto, anche se molti aspettavano un replay del 2013 con i “franchi tiratori”, Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica Italiana, il 12° della storia. Una elezione, quella avvenuta oggi intorno alle 13:30 che ha confermato le previsioni e l’indicazione fatta dal premier Renzi giovedì scorso prima dell’inizio delle elezioni. E dopo i fatti del 2013 molti attendevano che si verificassero nuovamente gli episodi dei “franchi tiratori”. C’era molta attenzione dunque e molta attenzione c’era anche sul Web e sui Social Media in particolare. Allora, grazie alla piattaforma di Talkwalker, da giovedì abbiamo voluto seguire l’evolversi delle conversazioni fino alla giornata di oggi.

    Da giovedì abbiamo cominciato a seguire subito i due hashtag che risultavano i più citati, ossia #Quirinale2015 e #Mattarella: in totale, fino a questo momento, le conversazioni generate sono state 177.600, su Twitter  i tweet sono stati 175.700, praticamente la maggioranza. Ma nel corso delle giornate sono emersi anche altri hashtag, basti pensare a #maratonaquirinale, ossia l’hashtag collegato alla maratona televisiva di Enrico Mentana su La7 per seguire queste giornate, senza sosta (o quasi). Solo per questo hashtag, da giovedì ad oggi, i tweet sono stati 67.800. Il totale da giovedì ad oggi parla di 301 mila conversazioni per #Quirinale2015, #Mattarella, #maratonaqurinale e #mattarellaPresidente.

    Ma concentriamoci sulla giornata di oggi, quindi nelle ultime 24 ore. Agli hashtag citati, aggiungiamo anche #MattarellaPresidente, che è risultato essere poi il più usato al momento della proclamazione con oltre 14 mila tweet. Questa che vedete è la linea temporale delle ultime 24 ore che ci mostra l’evoluzione delle conversazioni con #Quirinale2015 che concentra il 32,2% delle conversazioni su un totale di 213 mila conversazioni; mentre #maratonaquirinale il 26,3%, #Mattarella il 25,6% e #MattarellaPresidente il 15,9%. Dal lato di Twitter, su un totale di 203 mila tweet notiamo che le proporzioni restano più o meno le stess, con #Quirinale2015 che risulta il più citato.

    Mattarella 2015

    Mattarella 2015 tweet

    Nell’osservare la reach, ovviamente #Quirinale2015 è quello che riesce a concentrare il numero più alto (673,4 milioni); #Mattarella nonostante qualche tweet in meno ottiene una reach di 357,1 milioni, la seconda.

    Mattarella 2015 reach

    Per la cronaca questo il sentiment di tutte le conversazioni, dove #MattarellaPresidente risulta essere leggermente più positivo:

    Mattarella 2015 sentiment

    E adesso vediamo quali sono stati gli influencers di queste giornate e, come detto, in relazione alla giornata di oggi. Se consideriamo il periodo temporale da giovedì ad oggi, gli influencers di tutte le conversazioni, per engagement sono:

    Mattarella-influencers-totali

    Questi gli influencers, su Twitter, sempre per coinvolgimento, nelle ultime 24 ore:

    Mattarella-influencers-twitter

    Mattarella-influencers-twitter_1

    E ora vediamo insieme quelli che sono stati i contenuti più condivisi e cominciamo proprio da Twitter. Da notare le performance nel nuovo account del presidente che con un solo tweet ottiene più di 3 mila RTs:

    https://twitter.com/PdRMattarella/status/561496214068543488

    Questi invece i contenuti che hanno ottenuto più interazioni su Facebook:

    Questi, invece, alcuni link delle notizie più lette e condivise in queste ultime 24 ore:

    Giorgia Meloni, quel tweet su Sergio Mattarella: "Sarebbe potuto finire al rogo..."

    Fabio Volo si imbuca come giornalista alla Camera per l'elezione del Presidente della Repubblica. Viene allontanato (FOTO)

    Quella strana coppia che inganna il web

    Quirinale, aspettando Mattarella il protagonista è Antonio Razzi

    Quirinale 2015, la diretta di rainews.it. chiusa la quarta votazione, mattarella nuovo presidente

    Ecco, qui il nostro resoconto di un evento che ha visto il web e i social media veri protagonisti partecipando in maniera attiva alle conversazioni che si generavano. Non abbiamo dati relativi al 2013, ma di certo il coinvolgimento degli utenti in questa occasione è stato davvero molto alto. Certo, sono dati suscettibili di variabili, anche perchè abbiamo considerato gli hashtag che ci sembravano più citati, di conseguenza se avessimo voluto sommare tutte le altre, minime, conversazioni, il totale sarebbe stato leggermente più alto. Cercheremo di aggiornare i dati, anche perchè martedì ci sarà il giuramento di Mattarella in Parlamento e in quell'occasione le conversazioni potrebbe riaccendersi.

  • Social Media e Internet 2015, uno sguardo all’Italia

    We Are Social pubblica il report annuale “Digital, Social & Mobile in 2015” che ci offre un quadro ampio della situazione globale e in particolare del nostro paese. In Italia cresce la penetrazione di Internet, oggi al 60%, e siamo connessi in media 4,5 ore al giorno; 2,2 ore da mobile. Come nel 2014, spendiamo 2,5 ore sui Social Media.

    Come già successo lo scorso anno, proviamo a dare un’occhiata allo stato dei social media, del mobile e del digitale in generale grazie al corposo report di We Are Social, “Digital, Social & Mobile in 2015“, una panoramica di 240 paesi, con alcuni dettagli economici per le nazioni più importanti. Ovviamente, così come lo scorso anno ci concentreremo sul nostro paese per scoprire se sia cambiata la penetrazione di Internet e se abbiamo cambiato il modo i usare i social media e il mobile, ormai sempre più parte della nostra vita di tutti i giorni. Sono dati utili che ci permettono di capire lo stato attuale del digitale in Italia e nel mondo. Qualche giorno fa riportavamo una infografica che ci riassumeva lo stato dei social media nel 2014, quindi una buona base per iniziare il 2015. Con questo report completiamo ancora di più le informazioni, avendo la possibilità di conoscere come gli utenti vivono e usano il digitale.

    Allora, cominciamo col di re che al mondo ci sono oltre 7 miliardi di abitanti e che il 42% di essi, poco più di tre miliardi, ha la possibilità di accedere a Internet (con una crescita del 21%). La penetrazione mondiale dei social media è del 29%, ossia oltre 2 miliardi di persone (+12%); esistono poi 3,6 miliardi di utenti mobile, con una penetrazione mondiale del 51% (+5%), e sono 1,7 miliardi gli utenti che accedono ai social media da mobile, con una penetrazione del 23% (+23%). Questi dati a livello globale, quindi i dati che via via andremo a conoscere per quanto riguarda il nostro paese, rapportandoli anche con altri paesi. In Europa la popolazione internet è di 584 milioni, su una popolazione effettiva di 837 milioni di persone, quindi si registra una penetrazione internet del 70%. E sono 387 milioni  gli utenti europei che hanno un account sui social media.

    social-media-2015-internet

    Andando a conoscere in dettaglio qualche numero riguardo al nostro paese, notiamo che rispetto allo scorso anno la penetrazione internet è cresciuta di 2 punti percentuali. Infatti era al 58% nel 2014 ed è al 60% nel 2015, lo stesso dato che fa registrare anche la Russia. Davanti a noi tutti i grandi paesi più digitali, da notare il sorpasso del Canada oggi con una penetrazione del 93% sugli Emirati Arabi, primi lo scorso anno.

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    Sulla rete gli utenti italiani trascorrono di media 4,5 ore di media al giorno (il Censis a dicembre sosteneva fossero più di 5 ore) da laptop o da desktop, mentre sono 2,2 le ore di media giornaliere che trascorriamo su internet accedendo dal nostro dispositivo mobile. Un dato quello del nostro paese che si avvicina alla media (4,4 desktop mobile; 2,7 mobile). Ai vertici di questa classifica troviamo molti paesi definiti oggi “economie emergenti”, ma vanno segnalati i casi dell’Arabia Saudita che fa registrare lo stesso numero di ore, 4,2, da desktop e da mobile; oppure l’Argentina con 4,9 ore da desktop o laptop e 4,2 da mobile.

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    Il report ci dice anche che nel nostro paese il 39% degli italiani effettua acquisti online. Il dato più alto, tra l’altro noto, lo fa registrare l’UK con il 64%, poco distanti sono poi la Germania (63%) e la Corea del Sud (62%).

    E adesso veniamo all’utilizzo dei Social Media. Intanto la penetrazione dei social media nel nostro paese è al 46% ed è cresciuta di 4 punti, era infatti al 42% nel 2014. Cresce la media mondiale oggi al 29%. Mentre la più alta percentuale la troviamo a Singapore, la città stato del sud est dell’Asia, con una penetrazione del 66%.

    social-media-2015-penetrazione

    Guardando nel dettaglio delle piattaforme, Facebook, ovviamente, è il social network che vanta il maggior numero di utenti: 1.366 miliardi, seguito da Tencent QQ con 829 milioni di utenti. Da segnalare WhatsApp che in realtà ha da poco superato i 700 milioni di utenti, quindi la posizione in questa classifica non cambia. A seguire Facebook Messenger con 500 milioni di utenti, segno che l’instant messaging è ormai un fenomeno consolidato a livello globale.

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    Sui social media gli utenti italiani trascorrono al giorno 2,5 ore, lo stesso periodo di quello registrato nel 2014. Mentre crescono i valori in generale e quindi crescer la media, lo scorso anno era di 2 ore e oggi è di 2,4 ore. Da notare che in Uk il tempo trascorso è di 2,2 (in aumento ma sotto la media) un dato che conferma comunque quello registrato lo scorso anno; in Canada la media passa da 2,3 ore dello scorso anno a 2,1 del 2015. Al vertice, come lo scorso anno, si conferma l’Argentina con 4,3 ore di media al giorno insieme alle Filippine.

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    Un dato che non conoscevamo lo scorso anno è quello relativo agli utenti che usano i social media da mobile. In Italia la percentuale è del 36%, la media è del 23%. Il dato più alto lo troviamo a Singapore con il 59%. Da notare la Germania al 30%; la Francia con il 36%, mentre Usa e Uk registrano il 50%.

    Scendendo sempre più nel dettaglio per quanto riguarda l’Italia, va detto che è di 36,6 milioni la popolazione internet e 28 milioni sono gli utenti che hanno un account sui social media (dato in crescita dell’8%), il 46% della popolazione totale. Sono 22 milioni gli utenti italiani che accedono ai social media da mobile, il 36% della popolazione totale italiana.

    social-media-2015-utilizzo-italia

    Le piattaforme che risultano essere più attive in Italia sono WhatsApp (25%), Facebook (24%) e Facebook Messenger (17%). Nelle prime tre posizioni, due piattaforme sono di messaggistica istantanea, segno, ancora una volta, che gli italiani apprezzano sempre di più questa piattaforme per inviare messaggi veloci e istantanei, appunto. Segue poi Skype (14%), Shazam (11%), Twitter e Google+ (10%), Instagram (6%), LinkedIn e Pinterest (5%).

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    Questo il nostro riassunto dei tanti e interessanti dati che interessano il nostro paese, con uno sguardo come dicevamo rivolto agli altri paese. Ma il rapporto presenta schede dettagliate per tutti i 240 paesi monitorati che val la pena di consultare.

    Comunque sia, il digitale nel nostro paese cresce, lentamente ma cresce. Certo, su scala mondiale siamo su una posizione mediana mentre sono tanti i paesi che si stanno davanti. Su questo bisognerà davvero lavorare molto, un augurio che speriamo possa trovare concretezza nel corso di questo anno. Ma dimostriamo di essere attivi sui social media, con valori sostanzialmente invariati rispetto allo scorso anno, innamorati dei servizi di messaggistica istantanea. Un innamoramento che però troviamo anche in altri paesi.

    Allora, che ne pensate di questi dati?

  • #VeryBello tra proteste, critiche ed ironie sul Web

    #VeryBello tra proteste, critiche ed ironie sul Web

    #verybello-immagine

    Su #VeryBello in 48 ore si è scritto di tutto sul Web e sui Social Media. Un fiume in piena di critiche e ironie su quello che dovrebbe essere il portale degli eventi culturali durante il prossimo Expo 2015. Non convince il nome e l’approssimazione del sito.  Su Twitter oltre 24 mila tweet di proteste e ironie. Non proprio un bell’esordio.

    Ogni qual volta un’istituzione governativa si appresta a presentare un nuovo progetto web sento i brividi. Già, perchè purtroppo la storia da questo punto di vista non ci offre esempi di cui andare fieri, basti pensare a Rutelli o anche a Italia.it, progetto costato decine di milioni di euro che venne messo online nel 2007 senza avere nè capo e nè coda. Ebbene, sabato veniva annunciato il nuovo progetto web che dovrebbe presentare al mondo l’offerta culturale del nostro paese legandola al prossimo grande evento dell’Expo 2015, VeryBello.it. Un progetto serio che detto così si presenta bene. Invece succede di nuovo che nel realizzare un sito web le istituzioni italiane, in questo caso il MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), guidato dal ministro Dario Franceschini, scivolino nuovamente nel pressapochismo e nell’assenza di professionalità. In fondo, bastava poco per confezionare un risultato presentabile, ma a quanto pare non ci si riesce proprio.

    Dopo la pubblicazione del tweet da parte di Franceschini, scatta sul web e si Twitter in particolare una marea di proteste e di ironie su un sito che per molto tempo è irraggiungibile e per il fatto che si presenta molto al di sotto delle aspettative, scialbo, povero (mentre la nostra cultura è ricca) e poi solo in italiano. Per non parlare del nome, Very Bello, preso di mira da tanti per la somiglianza con “Very Bella”. Ma un minimo di ricerca è stata fatta per il nome? Oppure si è pensato tutto il giorno prima per mettere online il sito in tutta fretta?

    Comunque, come siamo soliti fare in questi casi, abbiamo voluto indagare il fenomeno, con il prezioso aiuto della piattaforma Talkwalker, per capire cosa è davvero successo. Intanto, è utile segnalarvi chi con capacità critica, anche pungente, come richiedeva il caso, ha esposto il proprio parere, chiedendo anche al ministro di rispondere ad alcune semplici domande, come:

    Questi solo per citarne alcuni.

    Ma ora passiamo a dare qualche numero, pur sempre interessanti. Solo una settimana fa ci occupavamo di Gasparri e delle sue sparate e oggi ci troviamo ad affrontare un nuovo caso, il 2015 è appena iniziato però, quindi ce ne saranno altri.

    L’hashtag #VeryBello ha collezionato fino a questo momento 24.700 conversazioni sul web e sui social media, di cui 24.500 solo su Twitter, ossia il 99,2% delle conversazioni totali. Il picco della giornata di sabato è stato alle 19 quando le conversazioni erano 1.600 ( i tweet erano 1.590). Molte discussioni anche domenica.

    #verybello convers

    La reach potenziale è stata di 188,1 milioni, cioè la somma si tutte le reach collezionate da quanto l’hashtag ha cominciato ad emergere fino a questo momento. Il punto massimo è stato alle 10 di domenica 25 gennaio con 26,8 milioni di reach. Per quanto riguarda Twitter la reach è di 56 milioni con un picco di 3,7 milioni sempre alle 10 di domenica 25 gennaio.

    #verybello reach

    Il sentiment delle conversazioni non poteva essere positivo ovviamente: il 79% delle conversazioni è neutro o negativo.

    #verybello sentiment

    Ma anche quelli positivi (come li intende la piattaforma) sono comunque critici con #verybello. Ad esempio il tweet più condiviso è quello di Riccardo Luna:

    Ma c’è anche quello di Giacomo Biraghi che si dice contento del progetto:

    #Verybello è stato twittato dal 44,1% di donne e dal 55,9% di uomini.

    #verybello genere

    E adesso diamo un’occhiata agli influencer su Twitter, ossia gli account che sono riusciti ad ottenere il maggior numero di intereazioni. Abbiamo notato che molto degli infuencer presenti nella classifica erano presenti in quella di #GasparriFuoriDaTwitter, sono utenti che grazie alla loro ironia e alla loro autorevolezza riescono a seguire con un grande successo eventi come questi. Questa la classifica a 10 per engagement:

    #verybello influencer

    Questi invece i blog più influenti per engagement:

    #verybello influencer blog

    E ora diamo un’occhiata ai tweet che hanno ottenuto il maggior numero di interazioni:

    Questo il mostro piccolo resoconto, ringraziando ancora Talkwalker, sapendo benissimo che questi sono risultati parziali. Ovviamente aggiorneremo i dati all’occorrenza. Da notare che l’immagine che vedete il copertina è quella apparsa inizialmente sul sito, con la Calabria tagliata è la Sicilia assente. L’immagine è stata poi aggiornata facendo vedere lo stivale per intero e aggiungendo che presto il sito sarà in inglese.

    Ovviamente ci farebbe piacere un vostro parere sulla vicenda anche alla luce di questi dati.

     

  • E Pinterest comincia a piacere anche agli uomini

    E Pinterest comincia a piacere anche agli uomini

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    Pinterest modifica le opzioni di ricerca cercando di attrarre gli uomini. Da sempre il sito è preferito dalle donne, ma rispetto allo scorso anno gli utenti di sesso maschile sono cresciuti del 73%. Solo nel mese di novembre 2014, un terzo dei nuovi utenti erano uomini.

    Sin dalla sua nascita, alla fine del 2011, Pinterest è stato molto attraente per le donne che da subito lo hanno eletto come proprio social network preferito. Qualche giorno fa, a proposito della interessante ricerca di Pew Research, si notava che a preferire Pinterest sono il 42% delle donne (negli Usa) contro il 13% degli uomini (in crescita dall’8% dell’anno precedente). Ma qualcosa sta cambiando e proprio Pinterest, sulla base dei propri dati interni, sta cominciando ad inserire delle opzioni in grado di attrarre il pubblico maschile.

    Ieri sul proprio blog ufficiale veniva annunciato un aggiornamento delle opzioni di ricerca dando la possibilità di poter effettuare ricerche rivolte anche solo agli uomini. Prima effettuando una ricerca i risultati che venivano fuori evidenziavano risultati interessanti per le donne. Ma oggi se proviamo ad effettuare una ricerca per “orologi” verrà fuori l’opzione “orologi uomo”  e una volta selezionata la stessa appariranno i tab, eliminabili, “orologi” “uomo”. In pratica vengono inseriti dei filtri per fare in modo che i risultati che potrebbero interessare il pubblico maschile siano facilmente individuabili.

    Modifiche che hanno quindi lo scopo di fare crescere gli utenti maschili sulla piattaforma. E segnali in questo senso ce ne sono stati. Infatti, solo nel mese di novembre 2014 Pinterest fa notare che un terzo dei nuovi iscritti era di sesso maschile e che la base utenti maschile è cresciuta in un anno del 73%. Segnali importanti, senza dubbio.

    Anche se, come già rilevato da comScore a dicembre 2014 (sempre riferito agli Usa), Pinterest resta una piattaforma orientata al mondo femminile. Infatti, sulla base di 72,5 milioni di utenti, il 71% è di sesso femminile e il 29% è di sesso maschile. Come potete notare dal grafico (elaborato da WSJ) tutti gli altri social network sono più o meno livellati, Facebook è LinkedIn sono quelli che più si avvicinano alla parità.

    utenti-pinterest-wsj

    Ci vorrà del tempo prima che Pinterest possa raggiungere i livelli degli altri social network, ma già aiutare gli uomini a fare da subito una selezione dei pins che interessano è uno strumento importante che invoglia il pubblico maschile. Tra l’altro va notato che crescono le categorie di pins più maschili come ad esempio i pins contenenti “geek” sono cresciuti del 175% in un anno; i pins con “auto e moto” sono cresciuti del 134% e i pins con “moda maschile sono aumentati del 122%. Inoltre, gli uomini hanno trascorso sul sito nel 2014 1,59 miliardi di minuti, cioè più di 4 volte il tempo trascorso l’anno precedente; mentre le donne vi hanno trascorso 4,94 miliardi di minuti, in crescita del 42% rispetto all’anno precedente.

    Se questo trend si dovesse confermare ed estendere, allora anche i brands dovranno ripensare le proprie strategie, sapendo che Pinterest comincia ad essere sempre più frequentato anche dagli uomini. Certo, bisognerà attendere.

    Ma voi che ne pensate? State cominciando anche voi ad usare di più Pinterest? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Twitter, ecco le migliori campagne a Dicembre 2014 – Infografica

    Ecco l’ultima indagine del 2014 relativa alle migliori campagne su Twitter nel mese di dicembre a cura dell’Osservatorio Top Social Campaigns di Blogmeter. Hashtag del mese è stato #OgniGiorno di Telethon Italia, seguito dalla campagna #VediamoPositivo di Generali Italia e da #ProgrammixNatale, l’iniziativa di @SkyOnline.

    L’Osservatorio Top Social Campaigns di Blogmeter pubblica l’ultima indagine del 2014 relativa alle migliori campagne su Twitter nel mese di dicembre. Un mese caratterizzato dalla solidarietà. E infatti in prima posizione troviamo con oltre 17.400 tweet pubblicati da 6.600 autori unici che hanno generato un potenziale di 35,2 milioni di unique impressions, la campagna #OgniGiorno di Telethon Italia. La tradizionale maratona televisiva, giunta quest’anno alla 25° edizione, andata in onda tra l’8 e il 14 dicembre, ha dato vita alla campagna su Twitter che ha fatto parte di una più ampia campagna di raccolta fondi, promossa durante la maratona tv e riproposta ovviamente sui social media. Gli italiani hanno apprezzato e hanno partecipato con entusiasmo, sia offline, donando oltre 31 milioni di euro da destinare alla ricerca, sia online, portando la campagna #OgniGiorno in cima alla classifica di dicembre.

    Elemento di successo della campagna è stata di certo l’elevata esposizione mediatica e anche il sostegno alla causa corrisposto da numerosi volti noti della musica, dello spettacolo e delle istituzioni. Il picco massimo su Twitter infatti è stato raggiunto venerdì 12 dicembre, giorno in cui è andata in onda in prima serata “Io Esisto” che ha generato oltre 4 mila tweet. Buona anche attività svolta dal profilo ufficiale @TelethonItalia che si è rivelato essere il terzo autore più attivo di tutto il mese, con circa 1.800 tweet pubblicati. L’account è stato anche il profilo più retwittato in assoluto, con oltre 5.800 retweet e quello più citato in assoluto, con 12.600 mentions, a sottolineare la consapevolezza degli utenti della paternità della campagna.

    Un punto fondamentale da sottolineare questo, perché capita alle volte che i brand lancino hashtag (#) su Twitter con la speranza che le conversazioni si alimentino da sole, cosa ovviamente sbagliata da pensare. Invece la partecipazione diretta del brand e degli eventuali sostenitori ufficiali permette di aumentare notevolmente le possibilità di riuscita della campagna stessa. E il pubblico apprezza. La campagna ha accumulato un valore economico, rilevato dalla ricerca, ossia quanto il soggetto promotore avrebbe dovuto investire per realizzare una campagna dal medesimo impatto, in termini di visibilità e di interazioni-engagement, di 35 mila euro.

    Al secondo troviamo #VediamoPositivo la campagna di Generali Italia che invitava gli italiani a rivolgere lo sguardo alle bellezze del Paese. Sono stati oltre 4.700 autori unici, generando in un giorno un picco di 1.400 messaggi, mentre la campagna ne ha totalizzati un totale di 11.900. Il valore economico della campagna è stato di 14 mila euro.

    Al terzo #ProgrammixNatale di @SkyOnline, campagna per promuovere l’applicazione Sky Online Magic App, portata avanti con un tocco di ironia dall’account ufficiale che, in base ai programmi dichiarati dagli utenti, suggeriva loro film o serie. Valore economico 7 mila euro. In quarta posizione troviamo #UnLibroèUnLibro (seconda nel mese di novembre 2014), la campagna promossa dall’Associazione Editori Italiani che ha raggiunto l’obiettivo. Infatti dal 1 gennaio l’Iva sugli e-book è al 4% come quella dei libri cartacei. Valore economico della campagna 4 mila euro.

    In quinta posizione troviamo le partite giocate e commentate con l’hashtag #TIMStadium, iniziativa di TIM_Official per promuovere il campionato di calcio di Serie A, che anche questo mese ha ottenuto un buon risultato anche grazie alla commentatissima partita #MilanNapoli del 14 dicembre. Tweet totali 4.600, con 2.400 autori unici e un valore economico di 27 mila euro, il secondo valore più alto di questa classifica.

    In classifica anche #ImpresaStraordinaria, con testimonial Samantha Cristoforetti, che fa registrare il tweet più condiviso del mese, quello di Mika che annuncia l’uscita del suo nuovo singolo i cui diritti andranno all’UNICEF.

    Tra gli autori più retwittati del mese segnaliamo @lddio con 1.400 RT per #VediamoPositivo, #PortoConMe e #TimStadium.

    campagne-twitter-dicembre-2014-infografica

  • La Tecnologia ha cambiato le nostre vite. Ma la privacy?

    La Tecnologia ha cambiato le nostre vite. Ma la privacy?

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    E’ indubbio che la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione digitale hanno cambiato e migliorato la nostra vita, specie nei paesi sviluppati. E a questo risultato arriva anche il sondaggio di Microsoft, “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives”. Ma la privacy resta comunque un problema.

    La tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato le nostre vite in meglio e questo è un dato ormai sotto gli occhi di tutti. Ma come sempre (o quasi) accade di fronte a innovazioni così importanti c’è sempre un prezzo da pagare, un qualcosa da dare indietro in un certo senso. E in questo caso parliamo di privacy. Ma, nonostante tutto, è fatto salvo, e lo deve essere sempre, il principio per cui un utente ha la possibilità di “far conoscere si sè solo ciò che vuole davvero far sapere” e non tutto, la Privacy resta comunque un aspetto che preoccupa e non poco gli utenti di tutto il mondo. Gli utenti, noi tutti, dobbiamo assumere maggiore consapevolezza riguardo alla privacy. Ma il problema esiste nel momento in cui si vuole fruire di quei servizi nati e sviluppatisi grazie alla tecnologia.

    Questa premessa era doverosa perchè lo studio che vogliamo presentarvi oggi tratta anche di questo. E quindi vedremo se e come la Privacy viene vissuta come un problema da risolvere. Lo studio è stato realizzato da Microsoft e si intitola “Views from Around the Globe: 2nd Annual Poll on How Personal Technology Is Changing Our Lives“, una ricerca effettuata in 12 paesi (Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Giappone, Russia, Sud Africa, Corea del Sud, Turchia e Stati Uniti) presentata a Davos dove da domani, fino al 24 gennaio, si terrà World Economic Forum. Gli utenti intervistati sono 12 mila e tutti utenti internet (intervistati tra il 17 dicembre 2014 e il 1° gennaio 2015). Il sondaggio non è stato effettuato in Italia, ma risulta comunque di estremo interesse.

    La tecnologia per la maggioranza degli utenti intervistati sta rendendo il mondo un posto migliore dove vivere, migliorando notevolmente condizioni e situazioni con cui ci misuriamo tutti i giorni come il lavoro, come fare la spesa e anche come comunicare, aspetto assolutamente rilevante. Ma dalla ricerca emergono delle differenze dal punto di vista dell’atteggiamento tra gli utenti dei paesi sviluppati e gli utenti delle economie emergenti (come si definiscono ora i paesi che prima si definivano in via di sviluppo). In pratica, mentre gli utenti dei paesi delle economie emergenti vivono le novità elogiandone i vantaggi che queste comportano, come l’impatto sociale, l’impatto sull’economia e delle opportunità che nascono da questa, gli utenti dei paesi sviluppati, quindi dove la tecnologia è molto più presente, esprimono invece delle preoccupazioni, specie in fatto di Privacy.

    Tecnologia privacy

    Intanto c’è da evidenziare che:

    – in tutti e 12 paesi gli utenti pensano che la tecnologia ha un impatto positivo nella ricerca di prodotti più accessibili e nella possibilità di poter avviare nuovi business. Inoltre sostengono che benefici si vedono nel maggior utilizzo dei social media e nell’innovazione delle imprese;

    – la maggioranza degli utenti ritiene che le “tecnologie personali” hanno incrementato la loro produttività;

    – rispetto alla scorsa edizione dello studio, molto utenti affermano che la tecnologia ha avuto effetti positivi nei trasporti e anche nell’alfabetizzazione; mentre sono meno gli utenti che dicono che le tecnologie hanno avuto un effetto positivo sui legami sociali, sulle libertà personali e sulla politica, in termini di espressione;

    la preoccupazione per la Privacy ha avuto un balzo significativo. Infatti in 11 paesi su 12 gli utenti hanno affermato che l’effetto della tecnologia sulla privacy è stato negativo. La maggioranza degli utenti sostiene che i livelli di protezione per gli utenti stessi sono insufficienti. Solo in India e in Indonesia gli utenti hanno la consapevolezza delle informazioni raccolte.

    Come abbiamo detto prima, dalla ricerca emergono delle differenza tra paesi sviluppati ed economie emergenti. Infatti il 60% degli utenti dei paesi economie emergenti pensano che le nuove tecnologie hanno avuto un impatto positivo nei loro legami sociali; nei paesi sviluppati la percentuale si ferma al 36%. Il 59% degli utenti dei paesi delle economie emergenti pensa che i servizi di sharing economy, come Uber e Airbnb sono migliori dei servizi tradizionali. Nei paesi sviluppati solo il 33% degli utenti la pensa in questo modo. Il 59% degli utenti dichiara che grazie alla tecnologia hanno interesse a lavorare nel settore delle scienze, delle tecnologie, dell’ingegneria e della matematica. Questa percentuale sale all’85% invece tra gli utenti dei paesi sviluppati. In particolare, il 77% delle donne dei paesi delle economie emergenti dichiara di sentirsi incoraggiate a lavorare proprio in quei settori (in inglese, STEM); tra le donne dei paesi sviluppati questa percentuale scende al 46%.

    Ma anche voi siete del parere che la tecnologia ha cambiato il nostro modo di vivere e le nostre società? E siete anche voi preoccupati per ciò che riguarda la privacy?

  • I migliori brand su Facebook e Twitter a Dicembre 2014 – Infografica

    I migliori brand su Facebook e Twitter a Dicembre 2014 – Infografica

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    Ecco la nuova indagine, l’ultima relativa allo scorso anno, a cura di Blogmeter che ci mostra quelli che sono stati i migliori brand nel mese di Dicembre 2014, su Facebook e su Twitter. Su Facebook, la fanpage di Enpa è la più coinvolgente; su Twitter, il calcio coinvolge di più con Juventus, Serie A TIM e il Napoli. Ottima performance di Farmacia Serra

    Questa che vi presentiamo oggi è l’ultima rilevazione del 2014 su quali sono stati i migliori brand, su Facebook e su Twitter, a cura di Blogmeter, nel mese di dicembre 2014. E i dati rilevati sono un po’ diversi dagli altri, infatti questo è il periodo natalizio e si nota come il Calcio su Facebook sia meno presente del solito. Anche se lo stesso non ha conosciuto sosta su Twitter dove proprio i brand legati a questo sport sono risultati ancora una volta i più coinvolgenti. Da evidenziare la performance su Facebook, tra i media, di Radio Maria, una conferma tra l’altro rispetto al mese precedente. E sempre su Facebook va sottolineata l’attenzione per i brand legati ai temi dell’ambiente e della protezione degli animali. Invece su Twitter vogliamo segnalarvi Farmacia Serra che si impone al quinto posto nella categoria “response time” insieme ai grandi brand. Un gran lavoro quello di Edoardo Schenardi e del suo team.

    Ma passiamo a vedere più i dettaglio i risultati della ricerca che per ciò che riguarda Facebook viene fuori da una rilevazione che ha coinvolto 3 mila fanpage, mentre per ciò che riguarda Twitter i dati risultano da un’analisi su oltre 2.300 profili.

    Su Facebook

    La pagina in assoluto più coinvolgente del periodo è quella dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) con quasi 2 milioni di interazioni nel periodo di riferimento, a seguire troviamo altre organizzazioni non profit di settore come la Lega Nazionale per la difesa del cane, Secondazampa e WWF Italia. Unica eccezione è rappresentata dalla seconda posizione ottenuta da Paesi On Line, che ha ben sfruttato il periodo delle vacanze natalizie, offrendo informazioni a quanti hanno approfittato delle vacanze per regalarsi un viaggio. Da segnalare tra le prime dieci posizioni anche la pagina Ufficiale della Polizia di Stato che attraverso l’Agente Lisa offre informazioni e suggerimenti per la sicurezza, racconta dell’azione che quotidianamente viene svolta dal Corpo, oltre a rendere conto di iniziative ed eventi (come è avvenuto nel caso delle attività legate alla presentazione del calendario 2015).

    Per quanto riguarda i media Radio Maria si conferma, come già accennato nel mese di novembre, la più attiva. Molto coinvolgenti anche altre pagine di area cattolica come Avvenire e Famiglia cristiana, anch’esse nelle prime dieci posizioni. Sempre nella “top ten” della classifica troviamo brand conosciuti come Fanpage.it, ScuolazooCaffeina e Libero, unica pagina di quotidiano presente tra le prime dieci insieme a Avvenire.

    Per quanto riguarda la crescita per numero di fan, Expo 2015 Milano si conferma anche in questo mese, così come era stato anche a nonvembre 2014. Mentre le prime dieci posizioni vedono una discreta varietà di settori: e-commerce (Amazon,Ticketone), automotive (Nuova Classe A e Smart), food, che non poteva mancare nel mese dedicato al Natale (Giovanni Rana, Le ricette di casa mia di Galbani), ed infine i tipici settori a cui si attinge per le idee regalo: telefonia (Samsung Mobile Italia) e make up (Pupa).

    Guardando ai media, Fanpage.it è la pagina che cresce di più nel mese di dicembre, seguita da ScuolazooIl cucchiaio d’argento conferma il trend positivo; da segnalare l’ingresso in top ten della pagine di una radio, R101.

    Per quello che riguarda il tempo di risposta il brand più veloce è ancora una volta PosteMobile, con soli 4 minuti, in media, per rispondere alle segnalazioni. Sempre Poste, questa volta con la pagina di Poste Italiane, si aggiudica anche la quarta posizione della classifica. Tempi di risposta decisamente superiori per i media, la palma del più “veloce” (172 minuti) spetta alla pay tv Infinitytv, seguito da Panini Comics, un’eccezione considerato che le restanti posizioni sono interamente ad appannaggio di altri canali Tv.

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    Su Twitter

    Come detto prima, a differenza di Facebook su Twitter i brand più coinvolgenti continuano ad essere quelli legati al mondo del calcio e infatti troviamo in questo mese i brand come Juventus, Serie A TIM e il Napoli. Da segnalare la seconda posizione occupata dal profilo di Teamworld.

    Per quanto riguarda i media, X Factor, mantiene la sua prima posizione, sfruttando l’attesa e la curiosità per le fasi finali della gara, che si sono svolte proprio nella prima metà del mese di dicembre.

    Per ciò che riguarda la crescita dei profili su Twitter, la Juventus risulta più accattivante di Expo 2015 Milano, che subisce una piccola flessione anche per il coinvolgimento, passando dalla quarta alla quinta posizione. Al terzo posto troviamo il profilo della Onp GreenCross che si occupa di ambiente e sostenibilità; al decimo posto troviamo il profilo della iniziativa #Vediamopositivo di Generali assicurazioni.

    Tra i media continuano a crescere i  programmi TV: Le Iene si conferma al primo posto come pure Sky TG24 (terzo); Sky piazza anche un altro sui canale tra i primi dieci grazie alla crescita del profilo di Skysport (quinto). Così come visto su Facebook, anche su Twitter tra le prime dieci posizioni troviamo il profilo di una radio che in questo caso è RadioDeejay in sesta posizione.

    Nel mese di dicembre 2014 su Twitter il più veloce a rispondere alle segnalazioni degli utenti è infoatac con solo 6 minuti di attesa tra segnalazione e risposta dal profilo. Da segnalare, come ricordavamo prima in apertura, oltre ai big delle telco (Wind al secondo posto) o dei trasporti (FS, Le Frecce), in quinta posizione troviamo il profilo di Farmacia Serra di Genova che evidenzia il grand lavoro fatto in questi anni.

    Tra i media su Twitter le posizioni si dividono equamente tra case editrici (Minimum Fax ed Einaudi) e canali tv (Mtv Italia e Sky), ma con tempi di attesa decisamente superiori.

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  • Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno

    Facebook sempre più coinvolgente, Twitter sempre meno

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    Pew Research – Internet Project ha rilasciato il “Social Media Update 2014”, una corposa ricerca condotta negli Usa dalla quale si rileva che Facebook cresce sempre più a rilento, ma gli utenti sono sempre più coinvolti, “engaged”. Più della metà degli americano usa due o più social network. Crolla il coinvolgimento su Twitter: -10%.

    Qualche giorno fa avevamo pubblicato dei dati con infografica per fare il punto sui Social Media e per meglio comprendere quali fossero i trends da seguire in questo 2015 appena iniziato. In quei dati Facebook veniva comunque indicato come il social network numero 1, con i suoi 1,35 miliardi di utenti attivi. Un numero mai raggiunto prima. E veniamo quindi a questa nuova ricerca di Per Research – Internet Project, “Social Media Update 2014“, che ci illustra un po’ più nel dettaglio come i social media sono stato vissuti durante l’anno appena trascorso, fornendo importanti spunti per il 2015. Anche se la ricerca è rivolta solo agli Usa, i risultati sono allo stesso modo importanti per comprendere meglio l’evoluzione dei Social Media.

    La ricerca è stata condotta nel mese di settembre 2014 sulla base di oltre 2 mila interviste telefoniche.

    Se volessimo provare a forzare i dati della ricerca e dare una estrema sintesi, allora potremmo dire che Facebook cresce sempre più a rilento, dato abbastanza noto tra l’altro, ma gli utenti sono sempre più “engaged”, coinvolti. A differenza degli altri social network che dimostrano di avere ancora margini di crescita. Dati che in realtà non sorprendono del tutto, anche perchè da tempo sosteniamo, sulla base di dati, che Facebook è ormai saturo, ha raggiunto (o quasi) il livello massimo per ciò che riguarda la base utenti. E questo dato lo si evince in particolar modo proprio nei paesi occidentali, sviluppati. Infatti Facebook può contare ancora spazi di crescita nei paesi del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), ma ci sono anche Indonesia, Messico e anche altri. quindi è in quei paesi che Facebook può ancora provare a veder crescere la sua base utenti, negli Usa (come dimostra la ricerca che stiamo conoscendo insieme) e in Europa la crescita è ormai giunta al suo livello massimo.

    Discorso diverso per ciò che riguarda gli altri social network. Infatti la ricerca rileva che gli americani usano ormai due o più social network, permettendo di fatto agli altri canali di crescere. Ed è così quasi per tutti, cioè Twitter, Pinterest, LinkedIn e Instagram.

    Tornando a Facebook, il social network di Zuckerberg ha perso appeal tra i più giovani, mentre aumentano gli utenti più maturi. Per la prima volta infatti il 56% degli utenti ha un’età superiore ai 65 anni. Il 71% degli utenti internet Usa ha un account su Facebook e il 70% di essi lo usa, e interagisce con esso, ogni giorno. Questo è il dato più interessante, nel 2013 era il 63%, ecco l’aumento di coinvolgimento degli utenti. Il 45% degli utenti dichiara un livello di interazione e di coinvolgimento più volte al giorno. Comunque per il 79% degli utenti americani Facebook è il solo social network.

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    Ma la ricerca evidenzia anche che gli utenti americano usano due o più social network, infatti lo fa 52% di essi, erano il 42% un anno fa. E tutti fanno registrare il segno positivo alla voce “base utenti”. Ad esempio, Instagram è ormai il più popolare tra i giovani utenti e in un anno è cresciuto del 9% (passa dal 17% al 26%). Circa la metà degli utenti internet americani, di età compresa tra i 18-29 anni usa Instagram e il 49% di essi, quindi la metà, lo usa tutti i giorni. Cresce anche LinkedIn, oggi lo usa il 28% degli utenti, un anno fa erano il 22%, molto popolare tra gli utenti di età compresa tra i 30 e i 64 anni.

    Fa registrare il segno positivo anche Twitter: +5%. Passa in un anno dal 18% al 23%. La fascia di età in cui è molto popolare è quella compresa tra i 18 e i 29 anni (37%). Bene anche quella compresa tra i 30 e i 49 anni (25%). Ma il vero problema, quello che più volte abbiamo evidenziato, e che anche la ricerca rileva, è proprio il coinvolgimento. In un anno questo dato cala del 10%. Infatti erano il 46% gli utenti che lo scorso anno sostenevano di usarlo e di interagire con esso almeno una volta al giorno, sono invece nel 2014 solo il 36%. Di fronte a questi dati, un portavoce di Twitter li ha definiti “ridicoli e sbagliati”, sostenendo che invece a loro risulta un dato del 48%. Insomma, il problema esiste ed è ormai inutile negarlo, questa è la verità.

    Cresce anche Pinterest, in un anno passa dal 21% al 28% e le donne continuano a preferirlo (42% contro il 13% degli uomini). Ed è l’unico social network preferito, più o meno, da tutte le fasce di età: 18-29 anni (34%), 30-49 anni (28%), 50-64 anni (27%), oltre 65 anni (17%).

    Questo un po’ il resoconto della ricerca che potete consultare per intero sul sito Pew Research – Social Media Update 2014.

    Allora, che ne pensate?

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  • Ecco le migliori campagne su Twitter a novembre 2014 – Infografica

    Ecco le migliori campagne su Twitter a novembre 2014 – Infografica

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    L’Osservatorio di Blogmeter diffonde quelle che sono state le migliori campagne su Twitter nel mese di novembre 2014. Su tutte la campagna per i 40 anni di Alessandro Del Piero, #ADP10x4; seguita da quella promossa dall’Associazione Italiana Editori, #UnLibroèUnLibro; e dalla campagna firmata da Golden Lady, #RockYourLegs. Interessante l’aspetto del ritorno economico.

    Ecco un’interessante raccolta di dati dell’Osservatorio Blogmeter che ci presenta le “Top Social Campaigns” di novembre 2014, ossia le migliori campagna italiane su Twitter. Tra queste, si distinguono quelle create per un campione come Alessandro Del Piero che ha compiuto da poco 40 anni e quella di Golden Lady, con testimonial Miley Cirus. Campagna eccezionale invece è stata quella dell’Associazione Italiana Editori, #UnLibroèUnLibro, che ha riscosso davvero un grande successo.

    L’analisi è stata svolta considerando 500 campagne e la novità di questo mese è che ad ogni campagna è stato associato il “Ritorno Economico stimato di Comunicazione” (il BREC) calcolato secondo una metodologia che indica quanto il soggetto promotore avrebbe dovuto investire per realizzare una campagna dal medesimo impatto (in termini di visibilità e di interazioni-engagement). Ma vediamo le campagne in dettaglio.

    Nel mese di novembre la campagna più seguita su Twitter è stata quella dedicata ai 40 anni di Alessandro Del Piero. La campagna #ADP10x4, creata da @SkySport in collaborazione con il team social di @DelPieroAle ha registrato quasi 24mila tweet pubblicati da 11.600 autori unici. Nella giornata delle celebrazioni, il 9 novembre, si è registrato il picco più alto di messaggi, ben 15.500, molti dei quali retweet di un messaggio pubblicato dall’account di Juventus FC la sera dell’8 novembre. Questo messaggio è stato condiviso oltre 2mila volte, rendendolo il secondo tweet più retwittato del panel. Facendo un’analisi dei risultati in termini di visibilità e interazioni emerge che per ottenere gli stessi risultati (tra cui il raggiungimento di 17,8 milioni di potenziali utenti), si sarebbero dovuti investire 37 mila euro.

    In seconda posizione troviamo la campagna #UnLibroèUnLibro con 14.800 tweet, pari a 13,2 milioni di impressions uniche, grazie al coinvolgimento di oltre 5 mila autori unici. A sostegno di questa campagna si sono schierati gli autori più attivi di tutto il panel: libriditalia, con 3.500 tweet e retweet prodotti, librinregalo, con oltre 1.100 tra tweet e retweet pubblicati e @unlibroeunlibro, l’account creato appositamente per sostenere la campagna, promossa dall’Associazione Italiana Editori per abbassare l’Iva sugli ebook al 4%, equiparandola a quella attualmente in vigore per i libri cartaceiValore economico della campagna 17 mila euro.

    Al terzo posto in classifica la campagna #RockYourLegs (oppure #RYL) con oltre 13 mila tweet pubblicati da 4.300 autori unici. Lanciata la prima settimana di novembre da #GoldenLady per promuovere i nuovi collant senza cuciture (#Seamless), ha visto #MileyCyrus nei panni di testimonial del video promozionale con regia e fotografia curate da Terry Richardson. Il grande successo della cantante statunitense tra i giovani ha contribuito molto al successo della campagna, che ha visto i fan di Miley condividere il video e le foto dello shooting su Twitter. La messa in onda dello spot durante una delle ultime serate di  X Factor Italia (#XF8), sostenuto da un’attività su Twitter da parte degli account ufficiali @GoldenLady_it e @GoldenPoint_it  ha generato un picco di messaggi. Il valore economico della campagna è di 15 mila euro.

    Al quarto posto la campagna #NutellaSeiTu con oltre 7 mila tweet, pari a un potenziale di 3,4 milioni di impressions uniche grazie a 3.900 autori unici. Il 14 novembre la campagna ha registrato il secondo picco di buzz più alto del panel quando gli utenti, a seguito dell’invito di Nutella  a inviare un tweet di 14 caratteri che poi sarebbe stato stampato sull’etichetta di un vasetto, hanno pubblicato circa 4.900 tweet. Un buon risultato per il brand promotore Nutella già in cima alla classifica di maggio con l’hashtag #Nutella50BDay che aveva totalizzato quasi 13 mila tweet. Valore economico della campagna 12 mila euro.

    Tra gli hashtag più utilizzati, se ne sono visti molti legati allo sport, ad esempio quelli relativi alle partite (#juveparma, #milaninter, #romainter, #sampdoriamilan) che sono stati associati alla campagna #TIMStadium o quelli, come #Juventus, #Juve, #SkySerieA, #SerieATIM, che si sono divisi tra le due campagne sportive, ovvero #TIMStadium e #ADP10x4. La campagna #TIMStadium, promossa da @TIM_Official per aggregare i contenuti degli appassionati di calcio a novembre ha ottenuto un buon numero di tweet, 5.200. E grazie al fatto che gli utenti che hanno utilizzato l’hashtag hanno un cospicuo numero di follower, la campagna è riuscita ad avere un BREC più alto di quelle che la precedono, ovvero pari a 30mila euro: seconda solo a #ADP10x4.

    Infine l’autore più retwittato in assoluto è stato l’account di Medici Senza Frontiere, promotore della campagna #STOPEbola, che ha totalizzato 5.500 tweets, postati da 4.300 autori unici. La campagna, mirata a raccogliere fondi per sostenere le attività di soccorso in Africa è riuscita a raggiungere potenzialmente 7,9 milioni di utenti su Twitter. Valore economico della campagna 7 mila euro.

    Allora, che ne pensate di queste campagne?

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  • #CharlieHebdo, la paura e l’orgoglio sui Social Media

    #CharlieHebdo, la paura e l’orgoglio sui Social Media

    #CharlieHebdo-immagine

    Quello che è successo ieri nella redazione del settimanale satirico parigino #CharlieHebdo è una tragedia che riguarda il mondo intero. Non a caso è stato definito “l’11 settembre europeo”, il giorno in cui l’Europa viene colpita al cuore. E sui Social Media immediatamente dopo scorre prima la paura e poi l’orgoglio con #JeSuisCharlie

    I drammatici fatti di ieri accaduti nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, con l’uccisione di 12 persone tra cui il direttore e i disegnatori della testata satirica, hanno scosso l’Europa e il mondo intero. Non a caso si è parlato subito “dell’11 settembre europeo”, l’Europa viene colpita al cuore con crudeltà da persone che usano la religione come movente per uccidere. Niente di più assurdo. Anche se il vero movente era la satira e le vignette con cui Charlie Hebdo trattava i temi legati all’Islam. Quindi viene negata in toto proprio la libertà, quella libertà che è simbolo proprio della Francia. A distanza di ore, si cerca di rintracciare le persone sospettate e quindi non si ha ancora notizia di moventi e tanto meno di rivendicazioni. Tutto rimane ancora inquietante.

    Sul tema hanno scritto in tantissimi e quindi potete farvi anche voi la vostra opinione. Resta sempre la domanda “perchè? come se l’è posta Rudy nel suo post di oggi, ma resta il fatto che “Chiudere le frontiere, diffidare da chi ha un colore e una cultura diversa è l’obiettivo a cui aspirano“, come ha scritto Riccardo nel suo post sempre di oggi.

    E la paura ieri è corsa subito sui Social Media, un sentimento che da subito ha invaso Twitter e Facebook, raccontando ciò che stava accadendo, nella concitazione del momento, senza sapere bene chi fosse stato così brutale da commettere un crimine del genere e con quelle dinamiche. Via via che le ore passavano, tutto diventava più chiaro e nasceva quindi il sentimento di orgoglio e di appartenenza. Tutti hanno cominciato a twittare e a scrivere #JeSuiCharlie, “Io sono Charlie”, una semplice frase che ha risuonato tanto sui Social Media, tanto nelle piazze di tutta Europa, in tutte le lingue. Un messaggio chiaro.

    Ma quello che vogliamo provare a fare oggi è sì dare la dimensione di tutte queste conversazioni sui Social Media, ma anche evidenziare quanto questi canale e il Web in generale siano importanti per tutti per esprimere i propri sentimenti e le proprie sensazioni anche di fronte a fatti così gravi. Non è stato possibile fare una cosa del genere all’epoca dei tragici eventi dell’11 settembre del 2001, allora i Social Media non esistevano come li conosciamo oggi, ma non è difficile immaginare che se ci fossero stati sarebbero stati utilizzati allo stesso modo di oggi. Ognuno avrebbe documentato cosa vedeva, cosa provava, la paura ma anche l’orgoglio. Tutto come in questa occasione.

    E allora, diciamo subito che l’hashtag che abbiamo cominciato a seguire, usano Talkwaler, è stato ovviamente #CharlieHebdo che fino a questo momento raccoglie 5,5 milioni di conversazioni, articoli e post, di cui il 99,6% su Twitter.

    #charliehebdo risultati

    Le conversazioni generate da #JeSuisCharlie sono 3,3 milioni, per il 99,3% sviluppatesi su Twitter. La reach è di 128 miliardi. Punto massimo delle conversazioni alle 21 di ieri.

    Tornando a #CharlieHebdo, il punto massimo è stato raggiungo alle 20 di ieri sera, momento in cui in molte piazze d’Europa, anche a Roma, si tenevano sit-in improvvisati per dimostrare la vicinanza e il proprio sgomento.

    Impressionante la portata, la reach, con 105 miliardi di risultati. E’ bene specificare che il dato non è altro che la somma delle reach raccolte durante la giornata, fino ad oggi, dalla chiave di ricerca. Il punto più alto si è visto ieri alle 17.

    #charliehebdo portata reach

    [UPDATE #1 – 09/01/2015]

    Le conversazioni complessive nel corse delle ore sono aumentate e in questo momento sono 6,5 milioni per #CharlieHebdo e 4,3 milioni per #JeSuisCharlie.

    #charliehebdo-#jesuischarlie

    Il grosso delle conversazioni proviene dalla Francia, ma questo che vedete il basso è lo sguardo d’insieme delle conversazioni dal mondo. La maggioranza arriva dall’Europa e quasi un milione di conversazioni dagli Usa.

    #charliehebdo-risultati-mondo

    Un po’ più in dettaglio: dalla Francia provengono 2,1 milioni di conversazioni, dalla Spagna 380 mila, da Uk 407 mila, dall’Italia 160 mila, dalla Germania 109 mila, dall’Olanda 253 mila. Dagli Usa 871 mila, dal Brasile 43 mila, dall’Argentina 59 mila. Dall’Australia 96 mila, dall’Indonesia 33 mila, dal Giappone 11 mila, dall’Arabia Saudita 33 mila. Dalla Russia 20 mila.

    Altri dettagli demografici su lingue più usate nelle conversazioni e genere:

    #charliehebdo genere #charliehebdo lingue

    Questa la classifica degli account più attivi, in questo caso delineata per la reach, su Twitter. Come vedete i grandi quotidiani internazionali ed europei la fanno da padrone. In 21° troviamo “la Repubblica” (@repubblicait) come primo quotidiano italiano.

    #charliehebdo influencer twitter

    Di seguito alcuni dei tweet più condivisi:

    https://twitter.com/dijibe/status/552883869696139264

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/552928816541483009

    https://twitter.com/jean_jullien/status/552829637215408128

    https://twitter.com/Stiitchement/status/552946362766352384

    Da Instagram

    RIP @lucille_clerc

    Фото опубликовано Banksy (@banksy)

    Da Facebook

    Questo un po’ il resoconto di quello che siamo riusciti a raccogliere. Se avete opinioni, se volete esprimere un vostro pensiero su questa terribile storia, potete farlo tra i commenti.

    [cover image credits: Lionel Cironneau/AP]
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