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  • L’Eclissi vista dai Brand sui Social Media

    L’Eclissi vista dai Brand sui Social Media

    L’evento della giornata di ieri è stato sicuramente quello dell’Eclissi Solare che sui Social Media è stato molto discusso. Più di 20 mila i tweets in Italia nella sola mattinata per #Eclissi. E i brand, sia su Facebook che su Twitter, ne hanno approfittato per fare sfogo alla creatività.

    Giornata, quella di ieri, caratterizzata dall’evento più atteso. L’Eclissi Solare è stato l’argomento più twittato nella mattinata, soprattutto nel momento in cui il fenomeno raggiungeva il suo picco. Molti, più o meno attrezzati, hanno quindi seguito l’evento in tutta Italia condividendo poi sui Social Media quello che stavano vedendo dalla loro città. Ma ne hanno approfittato anche i brand italiani che non hanno voluto perdere l’occasione per dare sfogo alla loro creatività.

    eclissi-solare

    Con Talkwalker abbiamo tracciato le conversazioni sui Social Media in Italia a partire dalle ore 8 di stamattina, seguendo l’hashtag #Eclissi, fino alle prime ore del pomeriggio. Su Twitter abbiamo registrato 20.600 tweets con il picco registrato tra le 10:30 e le 10:45 quando si stava verificando il momento clou del fenomeno.

    eclissi twitter

    La reach, il valore che ci indica il numero di utenti che hanno interagito, e i followers degli stessi, con l’account e che possono avere interagito e visto con il tweet, è stata di 146,4 milioni.

    Ma la giornata di oggi è stata una bella occasione per i brand per mettere in atto azioni di real time marketing e dare così sfogo alla creatività. Tra i primi a cogliere l’occasione è stato su Twitter Kinder Bueno mettendo in risalto il nuovo prodotto “dark”. Per la comunicazione è stato utilizzato il nuovo strumento #magicimage (usato poi anche da altri brand come vedremo più avanti) e il risultato è stato molto carino. In pratica l’immagine realizzata nasconde i dettagli che vengono messi in risalto una volta che ci si clicca sopra, in quel momento infatti lo sfondo scuro che appare nel dettaglio fa calare l’oscurità e l’immagine stessa sembra trasformarsi. E l’effetto che ne viene fuori è sorprendente.

    E altri hanno cercato di seguire l’onda dell’evento confezionando contenuti creativi e coinvolgenti come rilevato appunto con Talkwalker. E vediamo cosa è accaduto su Facebook:

    Questi invece i contenuti più condivisi su Twitter:

    https://twitter.com/VoiceItalia/status/578846821369393152

    https://twitter.com/TwitterItalia/status/578855093287571456

    E questi i contenuti più condivisi su Instagram:

    Obscure the sun..Light up the Passion! #eclypse2015 #eclissi #eclypse #Alfaromeo Una foto pubblicata da Alfa Romeo Official (@alfaromeoofficial) in data:

    E questi i contenuti più condivisi della giornata, alla fine i tweet totali monitorati fino alle 21 saranno più di 30 mila.
    E voi come avete vissuto l'esperienza dell'Eclissi? Raccontatecelo tra i commenti.

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    [photo credit: la foto di copertina è di lindsaylinn; la seconda foto è di Reuters/LaPresse]

  • L’impatto economico di Facebook in Italia vale 6 miliardi di dollari

    L’impatto economico di Facebook in Italia vale 6 miliardi di dollari

    Sono stati presentati oggi in un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico dal titolo “L’impatto economico di Facebook in Italia”, i dati di un report di Deloitte che ha misurato l’impatto di Facebook sulle aziende in Italia e nel mondo. L’impatto economico sul nostro paese vale 6 miliardi di dollari e 70 mila posti di lavoro.

    Si parla spesso di quale e, soprattutto, quanto sia il valore reale sull’economia di un paese dell’impatto di Facebook, il più grande social network della rete, ora quotato anche in Borsa. Ebbene per conoscerne il valore oggi durante un interessante incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), dal titolo “L’impatto economico di Facebook in Italia“, sono stati presentati i dati di di un report di Deloitte che ha misurato l’impatto che che Facebook ha sulle aziende, piccole, medie e grandi. In poche parole si è misurato il giro di affari e posti di lavoro creati nel 2014. All’incontro hanno aprtecipato Luca Colombo, Country Manager di Facebook in Italia, Fabio Lalli, Fondatore e Ceo Iquii, Alessandro Micheli, Presidente Confcommercio Giovani, Francesco Sacco, Professore Sda Bocconi e Marco Simoni, Consigliere Economico del Presidente del Consiglio. L’incontro è stato moderato dal giornalista Nicola Porro e ha preso parte anche il titolare del MISE, Federica Guidi.

    E vediamo quali sono i numeri rilevati dal report di Deloitte.

    L’impatto economico di Facebook a livello globale è valutato in 227 miliardi di dollari, con 4,5 milioni di nuovi posti di lavoro. Lo studio ha preso in considerazione i tre settori in cui Facebook è particolarmente forte. E cioè: attività pubblicitarie; sviluppo e vendita di apps; vendita di dispositivi mobili e servizi.

    Per quel che riguarda l’Italia il valore generato è di 6 miliardi di dollari, con un indotto complessivo per l’occupazione di circa 70 mila unità. In Italia, seguendo i tre settori esaminati dal report, 3 miliardi di dollari e 36 mila posti di lavoro riguardano le attività pubblicitarie, 700 milioni di dollari e 10 mila impieghi derivano dallo sviluppo e la vendita di applicazioni, mentre 2,1 miliardi e 24 mila posti sono stati creati grazie alla vendita di device mobile e servizi di connettività.

    impatto-facebook-report

    Come sappiamo, ogni giorno sono 890 milioni gli utenti che utilizzano Facebook e 20 milioni di questi sono italiani.

    “Sono 1 miliardo e 400 milioni le persone che utilizzano Facebook, e di queste 890 milioni si connettono ogni giorno – ha sottolineato Luca Colombo -. In Italia 20 milioni di persone accedono ogni giorno, e di queste 17 milioni accedono da mobile, cioè smartphone o tablet. Stiamo assistendo a un graduale passaggio da desktop a mobile: più di un terzo del totale dei nostri utenti non utilizza più il Pc per connettersi a Facebook”.

    L’impatto che Facebook ha negli altri paesi europei è leggermente più alto rispetto a quello sul nostro paese, a parte la Spagna. In Uk è di 11 miliardi di dollari con 154 mila posti di lavoro; in Germania e in Francia è di 7 miliardi con, rispettivamente, 84 mila e 78 mila posti di lavoro. Nell’Europa a 18 paesi l’impatto è di 51 miliardi di dollari con 783 mila posti di lavoro.

    I dati della ricerca – ha commentato il Ministro Guidi – confermano la validità dell’impegno del Mise a favore dei processi di internazionalizzazione e di innovazione delle Pmi, ossatura portante di tutto il sistema-paese. I dati emersi dal convegno confermano che l’utilizzo dei social media contribuisce a migliorare produttività e a creare nuovi posti di lavoro. Gli oltre 10.000 nuovi occupati nelle Pmi rappresentano un elemento di assoluto rilievo per un Paese con l’Italia dove la disoccupazione giovanile è fattore di grande preoccupazione”.

    Queste le parole del Ministro Guidi che rileva il fatto che i social media contribuiscono a migliorare le aziende. Solo che ancora molto resta da fare.

    Da qui potete scaricare e consultare gratuitamente il report.

    Intanto, che ne pensate di questi dati?

  • Ceres e l’assoluzione di Berlusconi, esempio di instant marketing?

    Ceres e l’assoluzione di Berlusconi, esempio di instant marketing?

    Ceres è uno dei brand che usa i Social Media in modo brillante, con attenzione agli avvenimenti che coinvolgono l’opinione pubblica. Ultimo esempio è quello di poco fa, pubblicato sulla propria pagina Facebook, che dà la sua interpretazione riguardo all’assoluzione di Berlusconi con un’immagine molto pungente. Altro esempio di instant marketing?

    Brand e instant marketing, un rapporto che grazie ai social media è ormai sempre più crescente, anche se non certamente facile. L’instant marketing è una delle attività che i brand, alcuni per meglio dire, hanno preso a praticare specie su Twitter, basti pensare al Super Bowl 2013 e quindi a Oreo quando riuscì a cogliere l’attimo del blackout in campo e a twittare “Power out? No problem” con un’immagine in cui si vedeva un biscotto Oreo avvolto nell’oscurità e la scritta “You can still dunk in the dark“. Il tweet ricevette più di 20 mila interazioni.

    Ebbene, oggi vi segnaliamo un caso di instant marketing tutto italiano, apparso davvero poco fa e vede protagonista il famoso brand Ceres, non nuovo ad esempi di questo tipo.

    Cavalcando l’indignazione della rete a proposito della recente sentenza della Cassazione che ha di fatto confermato l’assoluzione per Silvio Berlusconi, ristabilendo dunque l’esito dell’Appello, coinvolto nel processo Ruby, ha pubblicato un post con un’immagine molto pungente:

    Come si può notare, il post è ironico e riesce davvero ad agganciarsi con simpatia al fatto in questione. Quasi sempre il tentare di dare un'interpretazione ironica dei fatti politici è impresa ardua e difficile, e proprio il caso di Berlusconi e del processo Ruby non è certamente cosa facile. Ma qui il brand gioca appunto con l'immagine, azzeccata dato il contesto, e con una frase davvero pungente. E' sicuramente un caso di instant marketing.

    Allora, cosa ne pensate voi? Ottimo esempio di instant marketing oppure pensate che il brand abbia rischiato un po' troppo? Raccontateci tra i commenti la vostra opinione.

  • E Twitter sbarca ad Hong Kong per fare affari in Cina

    E Twitter sbarca ad Hong Kong per fare affari in Cina

    Twitter sbarca in Cina, nonostante il servizio sia vietato, per lanciare il suo business nel grande paese asiatico. Da ieri è attivo un ufficio ad Hong Kong, la grande metropoli cinese, uno dei poli finanziari più importanti del mondo. Obiettivo è quello di portare le aziende locali ad investire in adv sulla piattaforma.

    Sarà pure vietato, ma Twitter (così come Facebook) non vuole lasciarsi scappare l’occasione di provare a fare business nel più grande paese asiatico che è la Cina. E quindi, quale migliore città si poteva scegliere se non Hong Kong. Secondo quanto riporta TechCrunch, ma anche il South China Morning Post, da ieri la società guidata da Dick Costolo ha aperto un ufficio nella metropoli cinese, uno dei poli finanziari più importanti al mondo. Obiettivo è quello di portare le aziende ad investire in ads sulla piattaforma per agganciare i mercati internazionali. Una bella sfida che significa anche provare a contrastare la forte concorrenza di piattaforme popolari in Cina come WeChat e Sina Weibo, quest’ultimo considerato poìroprio il “Twitters asiatico”.

    La strategia adottata è quindi molto simile a quella messa in atto da Facebook, anch’esso vietato in Cina, che in buona sostanza la si può sintetizzare in questo modo: non importa se non ci sono utenti sulla piattaforma, l’importante è avere aziende che possono investire e aprire account aziendali.

    Al momento Twitter per la sede di Hong Kong è alla ricerca di un Account Executive e di un Media Partnership Manager, il che significa che si punterà a contattare e convincere celebrità del posto e società di intrattenimento ad aprire un account per abbracciare una audience internazionale. Una strategia già vista in altri paesi.

    Questo di Hong Kong è il secondo ufficio che Twitter apre in Asia dopo quello aperto a Giacarta in Indonesia, uno dei paesi più in crescita dal punto di vista dei social media, ma in particolare del Mobile in quanto, come abbiamo visto in altre occasioni [I dispositivi mobili connessi superano la popolazione mondialeMobile, l’accesso al Web è cresciuto del 67% a livello globale], è il paese in cui gli smartphone crescono vertiginosamente.

    Ricordiamo che Hong Kong è è una delle due regioni amministrative speciali della Repubblica popolare cinese insieme a Macao (Wikipedia) e la città ha una popolazione di 7 milioni di persone edè una delle aree più densamente popolate del mondo. Nei mesi scorsi la città è stata teatro di proteste, “Umbrella Revolution”, da parte dei cittadini che chiedevano una maggiore apertura alla democrazia e all’autonomia dal governo centrale cinese.

  • Love has no Labels, la campagna video che celebra la Diversità

    Love has no Labels, la campagna video che celebra la Diversità

    Love has no Labels, l’Amore non ha etichette, è la campagna video che sta spopolando in questi giorni sui social media. Nata da un’idea di Ad Council, organizzazione non profit, e realizzata da R/GA, una delle più importanti agenzia di comunicazione, celebra la diversità, dimostrando di fatto che siamo in fondo tutti uguali.

    Love has no Labels, l’Amore non ha Etichette, è la campagna video che in questi giorni sta spopolando sui Social Media. La campagna nata da un’idea di Ad Council, organizzazione non profit, e realizzata da http://www.rga.com/, una delle più importanti agenzia di comunicazione mondiali, è quella che in gergo si chiama PSAs, ossia public service advertisements, un sorta di pubblicità progresso che si verifica quando il contenuto pubblicitario vuole di fatto veicolare un messaggio sociale utile per tutti. La campagna nasce in concomitanza dell’imminente 50° anniversario della “Selma March” (il film ad esso dedicato era da molti indicato come possibile vincitore ai recenti Oscar) una marcia per rivendicare il diritto di voto a Selma (Alabama, Usa). La marcia si svolse nel 1965 lungo il percorso che collega Selma a Montogmery.

    Love has no Labels è dunque una campagna digitale con l’obiettivo di favorire la comprensione e l’accettazione di tutte le comunità, senza alcuna distinzione di razza, religione, sesso, orientamento sessuale, età e capacità. La campagna è stata lanciata il 12 febbraio scorso e via via è cresciuta molto nei giorni a seguire, facendo aumentare la consapevolezza verso questi tempi prima sul Facebook che ha visto la partecipazione di partner importanti come The Coca–Cola Company, PepsiCo, P&G, Unilever, Allstate e State Farm che hanno diffuso il messaggio sulle proprie fanpage.

    love-has-no-labels-logo

    La campagna è stata poi materialmente realizzata, come dicevamo, da R/GA la quale ha svolto la sua attività pro bono senza quindi percepire alcun compenso, ed è stata filmata il giorno di San Valentino a Santa Monica durante un evento. Nei video si vedono questi grandi schermi x-ray nei quali si vedono questi scheletri che si abbracciano. Poi gli stessi scheletri si incamminano verso i bordi degli schermi rivelando la propria identità al pubblico. Le coppie che prendono parte a questa campagna dimostrano appunto che l’amore non ha etichette, che la diversità è un valore e che siamo tutti uguali senza alcuna distinzione di colore della pelle o di orientamento sessuale o di orientamento religioso.

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    Gli spot televisivi e i video online hanno come soundtrack la canzone “Same Love” di Macklemore & Ryan Lewis con Mary Lambert.

    La campagna ha previsto anche la creazione di un sito web lovehasnolabels.com in cui è presente anche un quiz con cui gli utenti possono verificare i loro pregiudizi.

    Dal 12 febbraio da oggi la campagna su Twitter ha generato una reach di 8,5 milioni e su Facebook la pagina legata alla campagna ha raggiungo 1,8 milioni di fans. I messaggi dei partner, sempre su Facebook, hanno generato più di 15 mila like e quasi 2 mila condivisioni.

    Allora, che ne pensate di questa campagna?

  • Sono più di 50 i musei italiani iscritti alla #MuseumWeek

    Sono più di 50 i musei italiani iscritti alla #MuseumWeek

    Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno, torna anche quest’anno la #MuseumWeek,  la settimana dei musei su Twitter che avrà luogo sulla piattaforma dal 23 al 29 marzo 2015 a livello mondiale. E sono già più di 50 i musei italiani che hanno aderito all’iniziativa.

    Prenderà il via tra poche settimana la nuova edizione di #MuseumWeek, l’evento mondiale che riunisce su Twitter musei, gallerie d’arte e tutti coloro che amano la cultura. E sono già oltre 50 i musei italiani che hanno aderito all’iniziativa. Dal 23 al 29 marzo 2015 i musei di tutto il mondo avranno l’opportunità di mettersi in luce e dialogare su Twitter nel corso di 7 giorni, attraverso 7 temi e utilizzando 7 hashtag. A oggi sono oltre 500 i musei e le gallerie d’arte registrate, in 31 Paesi e 324 città. Seguire la #MuseumWeek su Twitter è facile attraverso l’account Twitter @MuseumWeek e il sito: www.museumweek2015.org

    Musei, fondazioni gallerie d’arte e istituzioni culturali italiane che non si fossero ancora registrate e che desiderassero partecipare possono ancora farlo sul sito ufficiale dell’evento . La 7 giorni sarà ricca di iniziative e ciascun giorno sarà contrassegnato da un hashtag che corrisponderà a uno specifico tema.

    Nata nel 2014, in occasione della prima edizione la #MuseumWeek ha riunito 630 fra musei e istituzioni europee, registrando oltre 260.000 Tweet. I musei italiani che avevano aderito all’iniziativa erano stati 74. Quindi a distanza di qualche settimana è possibile che questo numero venga superato.

    Ecco una selezione di tweet dei musei che hanno già aderito all’iniziativa:

    Di seguito il programma della settimana:

    Lunedì 23 marzo #secretsMW

    Lunedì i musi faranno scoprire al pubblico la vita quotidiana delle istituzioni, il “dietro le quinte” e anche qualche segreto ben custodito.

    Martedì 24 marzo #souvenirsMW

    Martedì i musi inviteranno il pubblico a condividere i ricordi che hanno di una loro visita al museo, ad esempio attraverso un oggetto (foto, magnete, mug, libro, cartolina) o un incontro o un momento che ha lasciato il segno. Per i bookshop interni sarà l’occasione ideale per presentare i propri prodotti di punta.

    Mercoledì 25 marzo #architectureMW

    Mercoledì i musei racconteranno la storia dei loro edifici, dei loro giardini, del loro quartiere e dei loro luoghi emblematici. Un modo per presentare il museo da un’altra prospettiva.

    Giovedì 26 marzo #inspirationMW

    Giovedì il pubblico sarà invitato a catturare, intorno a sé, dei contenuti correlati alle specializzazioni dei musi. L’arte, la scienza, la storia, l’etnografia… sono dappertutto davvero dappertutto. E con gli smartphone tutti possono inventare e creare.

    Venerdì 27 marzo #familyMW

    Venerdì i musei presenteranno al pubblico tutto ciò che offre l’istituzione per rendere una visita in famiglia o con la scuola un’esperienza indimenticabile: in loco (contenuti online, aree dedicate, audioguide, laboratori, visite guidate…) oppure online (materiale didattico, opuscoli, giochi). E ovviamente il pubblico sarà incoraggiato a condividere la sua esperienza.

    Sabato 28 marzo #favMW

    Sabato sarà il giorno dei colpi di fulmine! I visitatori saranno invitati a condividere – con una foto, un video o un Vine – ciò che hanno amato di più del museo. E’ un modo per mettere in evidenza i fiori all’occhiello deli musi stessi (opere, dispositivi, spazi…) e utilizzate Twitter come strumento per orientare la visita.

    Domenica 29 marzo #poseMW

    Domenica i visitatori saranno invitati a considerare il museo come un set e a mettersi al centro della scena. Pose, memi, selfie, … il pubblico potrà occupare lo spazio a modo suo.

    Insomma, anche quest’anno la #MuseumWeek si presenta come un evento tutto da seguire.

  • E anche Twitter rende i video incorporabili

    E anche Twitter rende i video incorporabili

    E anche da Twitter i video saranno incorporabili, per dire embeddabili, sui siti o blog. L’annuncio arriva da blog ufficiale e anche la piattaforma da 140 caratteri si aggrega alle piattaforme che già permettono questa operazione. Un passaggio ovvio per Twitter per provare ad estendere la base utenti.

    Meglio tardi che mai si potrebbe pensare, anche se in effetti questa operazione viene lanciata ne momento opportuno. E l’operazione riguarda il fatti che da oggi i video su Twitter potranno essere incorporati (embeddabili) su siti e blog. Proprio poco più di un mese fa Twitter più semplice, da mobile, girare, modificare e condividere video direttamente dall’app, della durata di 30 secondi. Ebbene, adesso quei video li possiamo portare dove vogliamo e in questo modo possiamo fare interagire con essi anche persone che non hanno un account su Twitter. Ecco il vero scopo di questa operazione da considerare, forse, un passaggio obbligato.

    L’annuncio arriva dal blog ufficiale di Twitter a firma di Niall Kennedy (@niall), Developer Advocate, colui che ha in un certo senso la responsabilità dello sviluppo della piattaforma rendendone più semplice l’utilizzo.

    L’operazione è abbastanza semplice: una volta individuato un video in un tweet basta cliccare su “Clicca su…” e selezionare “Incorpora video“. Da qui la piattaforma emette il codice da embeddare al’interno del proprio sito o del proprio blog. L’account e il titolo del video saranno visualizzabili all’interno del video. E’ un’operazione molto simile a quella che si fa quando si vuole incorporare un tweet. I video embeddabbili sono quelli che vengono appunto caricati dalle app Twitter per Android, iOS e dal partner Twitter Amplify.

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    Come dicevamo prima, per una piattaforma come Twitter questa operazione diventa un passaggio obbligato che consente di portare fuori dalla piattaforma contenuti, come sono appunto i video, che hanno una valenza enorme in termini di engagement, di coinvolgimento. Proprio quello di cui ha bisogno la piattaforma per provare ad attrarre anche nuovi utenti, problema che ormai su questo abbiamo trattato diverse volte.

    Come già ricordato in altre occasioni, il video rappresenta ormai il futuro del content marketing e una recente ricerca di Cisco lo evidenzia bene: i contenuti video saranno, entro il 2018, il 69% dell’intero traffico web.

    Quindi dove si scrive video si legge engagement, coinvolgimento e possibilità di attrazione più alta di altri tipi di contenuto. Sarà interessante vedere quali effetti provocherà su Twitter.

    E intanto voi che ne pensate?

  • Twitter, nuove misure per la sicurezza degli utenti

    Twitter, nuove misure per la sicurezza degli utenti

    Twitter annuncia di aver preso nuove misure per rendere più sicura la piattaforma per gli utenti. Da oggi è più facile la segnalazione, una procedura che nelle prossime settimane sarà disponibile per tutti gli utenti. Solo qualche settimana fa Dick Costolo si scusava per i troll su Twitter.

    Sono passate poche settimane da quando il CEO di Twitter, Dick Costolo, in una lettera interna (resa poi pubblica da The Verge) sosteneva chiaramente che non si era stata capaci di controllare il fenomeno dei “troll”, un fenomeno che allontana continuamente gli utenti dalla piattaforma, anche quelli più affezionati. Costolo indicava questo problema come la causa principale del calo degli utenti che è ormai evidente e che sta costituendo ormai un serio problema.

    Ebbene, è di oggi la notizia che presto, nel giro di poche settimane, per tutti gli utenti saranno migliorate le misure per segnalare abusi sulla piattaforma per consentire quindi un’esperienza più sicura. Le misure consentiranno agli utenti di segnalare anche il cosiddetto “doxing”, cioè la condivisione di informazioni private e confidenziali, contenuti con intenti autolesionisti o la creazione di account con lo scopo di fingersi altri utenti. L’annuncio viene fatto sul blog ufficiale di Twitter a firma di Tina Bhatnagar, vice presidente dei servizi per gli utenti.

    Come riporta Ars Technica, gli utenti che, dopo una segnalazione venissero bloccati temporaneamente, volessero ritornare sulla piattaforma utilizzando il medesimo account, dovranno fornire un indirizzo email oppure il numero di telefono. Anche se questa misura non verrà messa in pratica per ogni avviso e blocco temporaneo.

    Screen Twitter abusi

    Insomma Twitter comincia davvero a considerare il fenomeno cercando di ampliare strumenti che possano fornire maggiore sicurezza agli utenti sulla piattaforma. Ed era naturale che si arrivasse a questo punto. E’ dal 2013 che Twitter lavora su questi problemi, quando venne creato il bottone contro gli abusi dopo il grave episodio accaduto nel Regno Unito che coinvolse una ragazza vittima di insulti e minacce senza aver la possibilità di poter segnalare quello che le stava accadendo.

    Sarà interessante osservare se queste misure saranno efficaci al punto da far ritornare gli utenti che hanno abbandonato nel frattempo la piattaforma e quindi a fare crescere nuovamente la piattaforma a 140 caratteri per la felicità degli investitori. Possibilità lontana, ma non impossibile.

  • Calcio e Social Media: ecco i club più attivi su Facebook [Infografica]

    Calcio e Social Media: ecco i club più attivi su Facebook [Infografica]

    Il Calcio non solo è uno degli argomenti che più appassiona gli italiani ma è uno degli argomenti più “chiacchierati” anche sui Social Media. Questa ricerca di Blogmeter ci permette di conoscere quali sono i club più attivi: su tutti Barcellona, Manchester United, Real Madrid e Chelsea che staccano i club italiani.

    Il Calcio è sempre un argomento tra i più discussi anche sui Social Media, basti pensare che è uno degli argomenti preferiti su Twitter. Ma con questa interessante ricerca di Blogmeter conosciamo i club, italiani e internazionali, che meglio usano questi strumenti per conversare e coinvolgere i propri tifosi e appassionati. La ricerca ha preso in esame la portata dei profili Facebook globali ufficiali di 16 dei principali team italiani ed internazionali partecipanti alle massime competizioni europee, tra dicembre 2014 e gennaio 2015. E dalla ricerca viene fuori che il Calcio italiano insegue la Spagna, l’Inghilterra e la Germania anche nell’uso dei Social Media.

    Uno dei casi di eccellenza, come certificato da Blogmeter, è rappresentato proprio dal Bracellona, il team più seguito su Facebook e quello più coinvolgente, che riesce a generare il più alto tasso di engagement (la capacità di generare interazioni – like, commenti, condivisioni – in relazione ai contenuti prodotti). Manchester United, Real Madrid e Chelsea rappresentano ulteriori casi di buon utilizzo. Mentre i club italiani inseguono a distanza.

    Questi sono i primi 3 team più amati su Facebook: Barcellona (81,9 milioni di fan), Real Madrid (81,4 mln) e Manchester United (64,6 mln). Il Milan, leader in Italia, risulta in ottava posizione con “solamente” il 30% dei fan delle regine di Spagna (24,3 mln). Ancora più staccata la Juventus (11° con poco meno di 16,3 milioni di fan al 31 gennaio) e a seguire, a distanza, tutte le altre squadre italiane (nell’ordine Inter, Roma e Napoli), che chiudono la classifica (rispettivamente 14°, 15° e 16°) e non raggiungono quota 6 milioni di fan. Il gap con i top club europei è particolarmente evidente nella capacità di attrarre seguaci al di fuori dei confini nazionali: dagli Stati Uniti ai Paesi asiatici passando per i Paesi emergenti.

    E la distanza tra l’Italia e l’estero nella capacità di consolidare la propria community su Facebook aumenta di giorno in giorno, con il Real Madrid che guadagna 50 mila fan al giorno nel periodo analizzato contro i 19 mila della Juventus, gli 11 mila del Milan ed i 10,9 mila dell’Inter. Ancora più indietro Roma e Napoli.

    La distanza tra i club italiani e quelli europei più efficaci sui social media è evidente anche nella capacità di coinvolgimento degli utenti. Come detto, Manchester Utd, Barcellona, Chelsea e Real Madrid rappresentano casi di eccellenza: i loro post ricevono un numero di like, commenti o condivisioni di gran lunga superiore a tutti.

    Il Barcellona è il club che ha coinvolto sul suo profilo globale Facebook il maggior numero di autori unici nel periodo di analisi: oltre 338 mila. A seguire il Manchester United con oltre 319 mila. Le squadre italiane, capeggiate in questa classifica dall’Inter (51,3 mila, che gli vale un 10° posto assoluto), sono distanti.

    Ma dalla ricerca emerge che ci sono alcuni club italiani si pongono ai vertici europei per l’attività svolta sui social network. L’Inter è addirittura leader, con un post prodotto su Facebook in media ogni ora del giorno, per un totale di 25,1 post pubblicati in media quotidianamente. Anche la Juventus sale sul podio di questa classifica (al 3° posto), con una media di 22,3 post prodotti al giorno.

    social-media-calcio-facebook-infografica

  • #Oscars, i Social Media premiano Selma e American Sniper

    #Oscars, i Social Media premiano Selma e American Sniper

    #oscars-2015

    Manca ormai pochissimo alla consegna del #Oscars 2015, il premio più ambito nel mondo del cinema. E anche i Social Media danno il loro responso. Su Twitter come miglior film vincerebbe “Selma”, mentre su Facebook vincerebbe “American Sniper”. Diversi i pareri sui miglior attori dell’anno.

    Si avvicina la notte degli #Oscars 2015 e anche sui Social Media fioccano previsioni che più o meno si equivalgono con quelli che sono i pareri di critica e di pubblico in generale. Abbiamo voluto così dare un’occhiata su come i Social Media stanno vivendo questo momento che anticipa uno degli eventi più attesi dell’anno. E tutti si chiedono se davvero Neil Patrick Harris, il presentatore di questa edizione, sarà in grado di fare di meglio di Ellen DeGeneres con il suo celeberrimo selfie da più di 3,3 milioni di RTs. Vedremo quale sarà il brand più veloce ad agire come fu lo scorso anno Samsung.

    Ma torniamo ai film e ai pareri che circolano sui Social Media. Twitter ha rivelato ieri come si stanno svolgendo le conversazioni alla vigilia dell’evento, analizzando i tweet e provando a fare delle previsioni. E questi sono i più retwittati per categoria. Miglior film sarebbeSelma“, uscito da poco nelle sale italiane, che racconta un momento storico quando i sostenitori di Martin Luther King scelsero Selma, cittadina dell’Alabama, per manifestare pacificamente a difesa dei loro diritti. Tra i produttori figurano anche Brad Pitt e Oprah Winfrey. Miglior Attore sarebbe Benedict Cumberbatch, protagonista di “The Imitation game“, film che narra la storia di Alan Turing, il padre del moderno computer. Miglior Attrice sarebbe Juliane Moore, protagonista del film “Still Alice”.

    #Oscars miglior film twitter #Oscars_categorie twitter

    E diciamo che se così fosse, i pareri degli utenti su Twitter non sarebbero molto lontani da quelli che si vociferano in queste ore. Sarà interessante vedere, cosa che faremo e che poi vi racconteremo, quale sarà l’andamento delle conversazioni e se l’evento degli #Oscars sarà, come prevedibile, uno degli eventi più twittati dell’anno.

    Su Facebook le cose sono un po’ diverse perchè guardando dal punto di vista della popolarità dei film e degli stessi attori protagonisti, gli esiti sarebbero differenti. Infatti, guardando l’infografica che trovate in basso, notiamo che Miglior Film per gli utenti di Facebook sarebbe “American Sniper”, il film di Clint Eastwood con protagonista Bradley Cooper. La fanpage del film conta quasi di 1,6 milioni di fan. Al secondo posto ci sarebbe “Grand Budapest Hotel” che sulla fanpage conta quasi mezzo milione di fan. Se guardiamo le categorie dei miglior attori, balza subito agli occhi che sono pochi gli attori in lizza ad avere una presenza sui Social Media. E secondo questi dati, Bradley Cooper sarebbe miglio attore la cui fanpage conta quasi 5,8 milioni di fan (è assente su Twitter), mentre la statuetta come miglio attrice andrebbe a Reese Witherspoon che vanta una fanpage con quasi 2 milioni di fan e un account su Twitter con 366 mila followers.

    secondo uno studio di Irdeto, azienda specializzata in sistemi anti-pirateria, i film nominati hanno registrato un incremento esponenziale dei download illegali: vero e proprio boom per “Selma” col +1033%, ma exploit per “American Sniper” +230%) che è il più scaricato in assoluto, con 1,389,819 download dal 15 gennaio. Miglior attrice sarebbe, secondo questi dati, Rosamund Pike, protagonista di “Gone Girl”, e miglior attore si confermerebbe Bradley Cooper.

    E adesso ci piacerebbe sapere i vostri pronostici? Quale sarà il miglio film e quali saranno i migliori attori secondo voi?

    #oscars-facebook

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