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  • Expo 2015, dopo un mese sui social se ne parla tanto e bene

    Expo 2015, dopo un mese sui social se ne parla tanto e bene

    Blogmeter diffonde i dati delle discussioni sui social media relativi al primo mese dell’Esposizione Universale a Milano. Ebbene, di Expo 2015 se ne parla molto sui social e cresce il sentiment positivo. I canali più utilizzati sono Twitter, Facebook e Instagram.

    Di Expo 2015 se parla sempre di più e sempre meglio. E’ quello che emerge dai dati dell’Osservatorio Expo 2015 Milano, curati da Blogmeter. Il primo mese sui social media è da considerarsi più che positivo, dopo un periodo non certo entusiasmante, e si sono riconfermate le impressioni positive dei primi giorni. Tutti i dubbi legati al successo dell’Esposizione che, prima dell’inizio erano una tra le criticità relative ad Expo, sono stati quasi spazzati via e sostituiti da tanti messaggi positivi rispetto al successo dell’Esposizione Universale di Milano. I temi sui social media che hanno catturato maggiormente l’attenzione degli utenti sono stati  l’Albero della Vita e il Padiglione Italia, a cui la maggior parte dei post e tweet sono dedicati. Da registrate molta partecipazione ed entusiasmo anche per il #MatchForExpo, la partita di calcio giocata il 4 maggio e promossa da Fondazione Pupi, la onlus dell’ambassador di Expo 2015, Javier Zanetti. È suo tra l’altro uno dei tweet più retwittati, con il quale ha ringraziato tutti i sostenitori dell’iniziativa.

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    E i canali più utilizzati in questo primo mese sono stati Facebook, Twitter e Instagra. Vediamo qualche dettaglio.

    Expo 2015 su Facebook

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    Durante il mese di maggio, quindi il primo mese di esposizione, il profilo Facebook di Expo 2015 ha conquistato quasi 250.000 nuovi fan e circa 1,36 milioni di interazioni, il 75% in più rispetto ad aprile anche grazie a un ritmo di pubblicazione contenuti più che raddoppiato da parte dell’account, che ha raggiunto una media di circa 39 post pubblicati al giorno. I contenuti che sono risultati più coinvolgenti spaziano da immagini relative all’inaugurazione, #TheOpening, in particolare l’accensione dell’Albero della Vita, a notizie provenienti dal sito espositivo che vengono categorizzate con hashtag tematici: ad esempio #expofacile, l’hashtag con cui vengono raccolti tutti i post che fanno riferimento all’accessibilità del sito espositivo, o #progettoscuola, il programma educativo che Expo 2015 dedica a tutte le scuole italiane per favorire l’approfondimento di tematiche legate all’alimentazione e promuovere l’utilizzo di nuove tecnologie all’interno della scuola.

    Expo 2015 su Twitter

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    Su Twitter, nonostante i numeri siano inferiori rispetto a quelli di Facebook, sono state raggiunte performance molto interessanti. Dall’inizio di maggio infatti sono stati 72.600 gli utenti che hanno iniziato a seguire il profilo di Expo 2015 Milano, permettendo dunque di raggiungere 216 milioni di total impressions. Altrettanto numerosi sono i tweet pubblicati quotidianamente (più di 94 al giorno). Per quanto riguarda le interazioni, il picco è stato raggiunto in occasione dell’inaugurazione (48.400), giorno in cui il tweet più coinvolgente è stato quello relativo alle Frecce Tricolori.

    Expo 2015 su Instagram

    Dai dati relativi a Instagram si osserva una grande crescita del profilo: le interazioni raccolte a maggio sono infatti circa 1,3 milioni, quasi tre volte quelle totalizzate ad aprile. Mediamente sono 11 le foto pubblicate ogni giorno e tra le più coinvolgenti spiccano quelle che ritraggono l’Albero della Vita, sebbene protagonista indiscusso del profilo Instagram di Expo2015milano rimanga il cibo in tutte le sue sfaccettature, grazie anche all’iniziativa #WeEatTogether, lanciata da WeWomenForExpo che invita gli utenti a condividere su Instagram foto sull’importanza del cibo nella quotidianità.

    Allora che ne pensate di questi dati? E come vedete voi #Expo2015 sui social media?

     

     

  • Gestire lo stress per ritrovare la creatività

    Lo conferma anche l’American Psichological Association: lo stress, raggiunti certi livelli, blocca la creatività. In particolar modo, per chi lavora sul Web e sui canali Social, dove l’overload di notizie da monitorare e la velocità della comunicazione è pressante. Tuttavia lo Stress non è sempre negativo e, addirittura, può diventare un’ottima risorsa. E’ necessario imparare a gestirlo perché si tramuti in nuova energia creativa e emotiva.

    In una vita sempre più veloce e interconnessa, chi si occupa di scrivere per il Web deve tenere costantemente conto di aggiornamenti quotidiani – della realtà virtuale e dei canali Social -, mantenere il più possibile spigliate relazioni digitali e curare il proprio Personal Branding, ovvero l’immagine proposta e poi percepita dai nostri lettori.
    L’overload di informazioni da monitorare, il desiderio di condividere anche il lavoro altrui, la necessità di concentrarsi quotidianamente su più fronti e su più mezzi (in media almeno tre diversi device) innalza inevitabilmente quello che comunemente viene chiamato Stress.
    Ma che cos’è realmente lo Stress e cosa comporta?
    Nei casi peggiori, progressivamente, si tramuta da un’eccellente capacità di lavoro multitasking a una condizione nervosa di pressione e ansia, e quando questo succede passiamo dall’essere perfettamente attivi e percettivi a sentirci, all’opposto, insicuri, facili alle risposte puramente emotive e vulnerabili.

    C’è chi con lo Stress vive e lavora meglio.
    Accade proprio perché i mille stimoli possono funzionare nella psiche e nel corpo come sollecitazioni a fare sempre meglio. E ci si riesce. Non solo perché si tollerano alti livelli di tensione nervosa, ma perché è proprio la tensione nervosa a regalare energia in più.
    In altre parole, si riesce a incanalare la “scossa elettrica” della tensione nervosa in un circuito positivo di azione-reazione, in cui l’individuo rimane padrone della situazione e nel suo organismo non si altera alcun equilibrio.

    C’è chi, invece, con lo Stress sopravvive. 
    Lo si tollera fino a un certo punto, ma poi, per riprendere un equilibrio psico-fisico salutare, si deve ricominciare a fare una cosa sola alla volta.
    In questo caso, moltissimo dipende dalle condizioni ambientali: è risaputo che le persone con minor resistenza allo stress producono migliori risultati in un ambiente lavorativo sereno e accogliente. 

    Allo Stress ognuno reagisce diversamente? Non è proprio così.
    E’ stato rilevato, infatti – secondo i recenti studi dell’American Psichological Association – un dato comune: lo stress inibisce l’apertura mentale, il pensiero laterale, dunque, la nostra creatività.
    Quell‘Intelligenza Emotiva da cui fioriscono progetti, idee, forza interiore positiva: tutti gli ingredienti vincenti e necessari per chi lavora con la Creatività.

    Lo stress è correlato a precisi parametri fisiologici. Eccessivi stimoli provocano un’alterazione della secrezione di ormoni, prodotti da Ipotalamo e Ipofisi, in particolare con un aumento di Cortisolo, anche detto “ormone dello Stress”.
    La natura psicosomatica è spiegata facilmente: una mancanza di adattamento fisiologico all’elevata produzione di Cortisolo conduce a un vero e proprio squilibrio dell’organismo, che, in condizioni prolungate, può comportare perfino disturbi cardiaci, motori e immunologici.

    Lo stress che produce ansia, tuttavia, non è sempre negativo. Serve come segnale di allarme.
    E’ l’avviso che il livello di tensione accumulato dal corpo e/o dalla mente sta diventando eccessivo, che in qualche modo bisogna intervenire.
    Sì, ma come?
    Come è possibile ritrovare quell’equilibrio interiore capace di non spegnere il pensiero creativo?

    Imparare a gestire lo Stress per dare il meglio di sé senza rinunciare ai tempi rapidissimi, alla competizione, alle caratteristiche dinamiche del mondo virtuale non è impossibile, ma richiede un allenamento mentale preciso.
    Personalmente, sono convinta che la prima responsabilità da assumere nei confronti di noi stessi sia quella di rispettare la propria natura.
    Il Web amplifica la voce di tanti, (tutti), molti dei quali diventano veri e propri modelli per noi.
    Avere dei punti di riferimento da cui imparare, delle persone il cui lavoro ci ispira e ci spinge a creare, non significa dimenticarsi di quello che vogliamo e possiamo fare noi.
    Un proverbio orientale dice “Non possiamo essere tutti delle succose mele, ma possiamo essere delle pere, altrettanto buone”.
    E’ nella nostra identità – senza perderla di vista e volerla mutare – che ritroviamo la libertà di pensiero e l’emozione di fare il nostro lavoro.
    E questa emozione è fondamentale per il nostro successo, nel lavoro e nella vita, ma anche nella gestione dello stress.

    Non ci sono tensioni che possono resistere se riusciamo a mantenere lo spazio per sentirci unici, per dare valore (contenuti di valore) agli altri per quello che siamo, ritrovando quella stabilità che lo stress ruba senza far rumore.

    Creatività significa apertura mentale, quindi ricettività, respiro, adattabilità, capacità di accogliere nuove prospettive.
    Significa, quindi, coltivare quell’Intelligenza Emotiva che sta alla base dei nostri tratti di personalità e che, purtroppo, è la prima a perdersi (o è la più facile da dimenticare) quando le scadenze si accumulano.
    La regola è, dunque, quella di gestire le proprie energie, non il tempo che si ha.
    Un ambiente aziendale – o un modo di lavorare – che privilegi i tempi personali, i ritmi biologici, la flessibilità delle nostre azioni e reazioni spontanee anziché la rigidità di un’agenda, è certo un ideale lontano per la maggior parte della gente.
    Eppure forse rifletterci è l’inizio di quell’inversione di rotta che ci porta a schiacciare emozioni e creazioni.

    La parola a voi: come riuscite a gestire lo stress quotidiano per non perdere la vostra creatività?

    [cover image by @ ra2 studio via Fotolia]

  • Dick Costolo se ne va, più incerto il futuro di Twitter

    Dick Costolo se ne va, più incerto il futuro di Twitter

    Dick Costolo lascia il suo ruolo di CEO di Twitter e al suo posto dal 1° luglio arriva il fondatore Jack Dorsey, nelle vesti di “traghettatore”. Un cambio al vertice che arriva all’improvviso e che è certamente legato ai risultati non entusiasmanti raggiunti finora. Alla notizia, il titolo ha guadagnato il 10% a Wall Street.

    La notizia sorprende tutti. Dick Costolo, CEO di Twitter dal 2010, lascia il suo incarico e dal 1° luglio gli subentra il fondatore, Jack Dorsey. Un cambiamento che era nell’aria, a dire la verità, ma che arriva quando meno te lo aspetti. Sicuramente alla base di questa scelta hanno pesato i risultati non certo entusiasmanti raggiunti finora in questi 5 anni che lo hanno visto alla guida dell’azienda, ma soprattutto hanno pesato i non eccellenti risultati ottenuti dalla quotazione in Borsa in poi, ossia dal 7 novembre del 2013. Questi ultimi due anni hanno senza dubbio evidenziato i tanti limiti della piattaforma, del fatto che non può certo competere con Facebook (come in tanti in realtà credevano e continuano a credere) e del fatto che da due anni a questa parte c’è da tenere in considerazione gli investitori, cioè coloro che hanno permesso a Twitter di quotarsi. A quel punto o hai una strategia forte che ingrana subito alla prima, oppure ti ritroverai gli investitori sempre sul collo che ti renderanno il percorso un po’ più complicato. E così in realtà è successo.

    dick-costolo-twitter

    Serviva la scossa, come quando una squadra di calcio, nonostante il grande potenziale dei suoi giocatori dopo tante partite, si rende conto che è la guida che deve cambiare, e si passa ad un nuovo allenatore. La situazione che si sta creando in queste ore è la medesima.

    Twitter ha forse un potenziale enorme ancora tutto da esprimere, ma serve una guida che sia in grado di sapere approntare una strategia e soprattutto di saper affrontare il mercato e i propri investitori. Proprio quello in cui Costolo non è riuscito.

    Nell’ultimo anno gli utenti sono cresciuti solo del 18%, un dato troppo basso per provare a realizzare numeri in crescita.

    https://twitter.com/dickc/status/609090180725678080

    https://twitter.com/twitterir/status/609089921492459520

    Ora la palla passa, dal 1° luglio, a Jack Dorsey, fondatore di Twitter nel 2006, che in questi ultimi anni si è dedicato ad altro, come ad esempio quello di fondare una startup di successo come Square che consente i pagamenti attraverso lo smartphone. Adesso farà il traghettatore fino a quando 3 membri del board di Twitter, e cioè Peter Currie, Peter Fenton e Evan William, non troveranno un sostituto.

    Il nuovo CEO dovrà cercare di far crescere la piattaforma, di far crescere il numero degli utenti che in questi anni sono calati o comunque non sono cresciuti abbastanza per poter mantenere calmi gli investitori. Serve anche approntare una strategia adeguata, soprattutto dal punto di vista dell’advertising, elemento ancora poco sfruttato che potrebbe, attraverso il mobile. Insomma, di cose da fare ancora ce ne sono tante, solo che adesso serve una figura forte che sappia soprattutto parlare ai mercati e agli investitori, perchè di questo si tratta anche.

    All’orizzonte, non dimentichiamocelo, c’è Google che guarda con grande interesse a Twitter, e da oggi lo farà ancora di più. Ecco perchè da oggi il futuro di Twitter è davvero più incerto.

    Dick Costolo, classe 1963, ex comico, un passato in Andersen Consulting, co-fondatore del 2004 di FeedBurner e dopo l’acquisto di quest’ultima da parte di Google ne divenne un dipendente. Nel 2009 lascia Google e diventa Direttore Operativo di Twitter (COO), fino a diventarne CEO nel 2010 dopo l’abbandono di Evan Williams. Ora resterà ancora in Twitter anche se ancora non si sa in quale ruolo.

    Dopo la notizia dell’abbandono di Costolo, il titolo in borsa ha guadagnato il 10%, altro segnale che in effetti tra Costolo e Wall Street l’amore non è mai sbocciato.

    Adesso in attesa di sapere chi sarà il nuovo CEO vedremo cosa succederà, anche se il momento è davvero molto delicato.

  • Twitter migliora il modo di seguire le conversazioni

    Twitter migliora il modo di seguire le conversazioni

    Twitter migliora il modo di seguire le conversazioni e la modalità ricorda molto quella adottata per seguire le conversazioni sulla timeline. Da ieri la modalità è disponibile per la versione web e in breve tempo lo sarà anche per mobile.

    Twitter continua a rilasciare funzionalità che possano migliorare l’esperienza sulla piattaforma, cercando sempre di essere più attraente e coinvolgente. Allora la leva su cui attivare nuove modalità resta sempre quella relativa alle conversazioni. Più queste sono chiare e facili da seguire, più aumenta il coinvolgimento degli utenti e la presenza sulla piattaforma, e più gli investitori di Twitter sono contenti. In attesa che anche da noi venga rilasciata la nuova homepage che si presenta in maniera più attraente, specie per chi non è ancora registrato sulla piattaforma, Twitter continua il suo percorso di miglioramento dell’esperienza a 140 caratteri.

    twitter-conversazioni

    L’ultima funzionalità rilasciata riguarda il miglioramento relativo al modo di seguire le conversazioni e ricorda molto la funzionalità introdotta nell’agosto del 2013 che migliorava il modo di seguire le conversazioni sulla timeline. Chissà quante volte vi sarà capitato di rispondere ad un tweet che ritenevate interessante, notare e seguire la conversazione e vi sarete accorti, nel mentre, che più aumentava l’interazione attorno a quel tweet e più diventava difficile, se non confusionario, seguire una conversazione. Ecco, il miglioramento rilasciato ieri, solo per la versione web, e a breve lo sarà anche per la versione mobile, migliora decisamente il modo di seguire le conversazioni.

    Quindi, come spiegato nel post pubblicato sul blog ufficiale di Twitter, adesso le conversazioni vengono raggruppate e vengono evidenziate quelle che fanno riferimento al tweet originale. Alcune conversazioni saranno poi messe in evidenza come se l’account originale avesse risposto. L’immagine che vedete in questo post rende sicuramente l’idea. Anche se non è in effetti chiaro, e Twitter non lo spiega, come lavora l’algoritmo per evidenziare le conversazioni.

    https://twitter.com/twitter/status/607989490137722882

    Obiettivo di Twitter, come spiegato nel post che annuncia la funzionalità, è quello di “rendere le conversazioni più facili da seguire e da capire” e anche quello di “rendere più semplice da trovare le conversazioni migliori e i contenuti più rilevanti che offriamo“.

    Insomma, va rilevato il tentativo di rendere l’esperienza sempre più coinvolgente, sperando per Twitter che questo sia apprezzato tanto dai nuovi account quanto dai 302 milioni di utenti attivi al mese.

    E voi che ne pensate? Raccontateci la vostra esperienza al riguardo.

     

  • Politici italiani su Instagram, ecco alcuni dati interessanti

    Politici italiani su Instagram, ecco alcuni dati interessanti

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    Blogmeter ha realizzato un’analisi considerando l’attività dei politici italiani su Instagram, seguito in Italia da 6 milioni di persone, e cercando di capire come i politici cercano il dialogo con un pubblico diverso. Ebbene, dall’analisi viene fuori che Berlusconi in dieci giorni ha raggiunto 29 mila follower e il più alto livello di interazione. Non male Renzi, ma il suo account è in disuso da un anno.

    Politici e internet, meglio social media, un legame che non sempre è stato ottimale, specie per i politici italiani che limitano la loro presenza solo nell’imminenza di scadenze elettorali. Se si continua a considerare i social media, e la rete in generale, come un megafono, di quelli che si usavano sulle auto in giro per le strade delle città fino a qualche anno fa, allora l’interazione e il dialogo con gli utenti ed elettori sarà un puro miraggio.

    Ma in relazione a questo tema, sempre molto interessante, vogliamo proporvi oggi l’analisi di Blogmeter che ha considerato l’attività dei politici italiani su Instagram, il celebra “social network” ormai di Facebook dove gli utenti scambiano immagini e video, che in Italia coinvolge 6 milioni di persone. Con il proprio strumento, “Instagram Analytics”, che Vincenzo Cosenza ha tra l’altro presentato nell’ultima puntata di Virus su Rai Due, Blogmeter ha rilevato che sono pochi i politici nazionali che usano questo strumento. Ma vediamo qualche dato nel dettaglio.

    Qualche giorno fa ha fatto molto discutere lo sbarco su Instagram di Silvio Berlusconi, il leader di Forza Italia in dieci giorni ha ottenuto il maggior numero di follower, circa 29.000, e anche il più alto engagement, e cioì oltre 53.000 interazioni tra like e commenti. Il successo di Berlusconi è certamente merito di alcune foto come quello in cui lo si vede ritratto con Dudù, foto che ha ottenuto 2.600 interazioni.

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    In seconda posizione, per numero di follower, troviamo il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi,  che vanta un seguito di 26.000 followers. In questo caso, nonostante un seguito interessante, si tratta però di un patrimonio sociale sprecato, nel senso che il profilo di Renzi non viene più aggiornato ormai dal 20 maggio del 2014! In termini di engagement, invece, si scopre che il secondo posto è occupato da Giorgia Meloni, che nonostante abbia solo 5.000 follower, riesce a sviluppare un un livello di interazione interessante, circa 7.700 durante questo mese. E sempre per quel che riguarda il coinvolgimento, a seguire troviamo la presidentessa della Camera, Laura Boldrini, che però a maggio sviluppa solo 758 interazioni.

    Da notare, infine, che Matteo Salvini, appena sbarcato su Instagram, senza neanche aver pubblicato una foto, ha già “guadagnato” 3.600 follower.

    Allora che ne pensate?

     

  • I top brand del turismo e dei trasporti sui Social Media ad Aprile 2015

    I top brand del turismo e dei trasporti sui Social Media ad Aprile 2015

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    L’analisi di Blogmeter che vi proponiamo oggi si concentra sui settori del turismo e dei trasporti mostrandoci quali sono stati i top brand nel mese di aprile 2015 su Facebook e su Twitter. Tra tutti, si evidenziano Paesionline, Intoscana, Infoatac, Italo Treno, Easyjet e Alitalia. Ma vediamo i dettagli con un’infografica.

    Seguiamo sempre con molto interesse le analisi di Blogmeter che ci offrono sempre dati interessanti su come i brand italiani usano Facebook e Twitter nelle loro attività. Quella che vi proponiamo oggi è l’analisi relativa al mese di aprile 2015 che prende in esame due settori molto importanti per il nostro paese: il turismo e i trasporti. E seguendo lo stesso schema visto nelle altre analisi, valutando quindi engangement, nuovi utenti e time response, vediamo quali sono i brand che si sono distinti.

    E partiamo, come sempre, con Facebook. Nel mese di aprile la pagina più coinvolgente, ossia qualle che raccoglie più condivisioni, interazioni e like, risulta quella di Paesionline, leader anche nella Top Brands generale. Nelle altre posizioni vediamo pagine che hanno finalità molto diverse tra loro. Infatti Al secondo, terzo e quinto posto troviamo rispettivamente Intoscana, Torinonightlife e Musei d’Italia. Interessante la pagina di Voyage Privè Italia che propone pacchetti viaggi a prezzi scontati.

    Su Twitter si nota una situazione differente per tipologia di profili proprio a causa del carattere più informativo e immediato del canale. Qui troviamo prevalentemente account delle principali aziende di trasporto locale o pubblico utilizzati dai viaggiatori per essere informati in tempo reale su orari, variazioni sui percorsi, e per effettuare richieste o più semplicemente, per lamentarsi in presenza di disservizi.

    Infoatac è il brand più coinvolgente su Twitter, al terzo e quarto posto troviamo gli account di Atm e FSNews. In seconda posizione invece troviamo un profilo più “tradizionale”, è l’account dei Musei Civici di Roma, esempio virtuoso di network virtuale tra istituzioni culturali pubbliche. In quinta posizione il profilo di quella che è la guida per eccellenza per i viaggiatori, ovvero la Lonely Planet, su cui vengono promossi eventi ed iniziative legati al tema del viaggio.

    Per quanto riguarda i brand dei trasporti che crescono di più in termini di fans/follower notiamo che su Facebook è Italo Treno il brand che cresce di più, con poco più di 40 mila nuovi fans in un mese, che utilizza la fanpage per informare su sconti e promozioni. In terza svetta la pagina dell’azienda che riunisce gli scali romani di Fiumicino e Ciampino che informa i viaggiatori quasi in tempo reale su variazioni e cambi, con poco più di 14 mila nuovi fans. Tra le pagine che invece si occupano di turismo e servizi troviamo al secondo posto Bed and Breakfast.it (20.170 nuovi fans) e al quinto Paesionline (7.344 nuovi fans).

    Per quanto riguarda Twitter fatta eccezione per l’account dei Musei civici di Roma (in quarta posizione), le restanti posizioni sono occupate dai profili delle aziende di trasporto locale e non. Infoatac guida anche la classifica con 4.737 nuovi followers, seguito a stretto giro da Atm Informa (4.683 nuovi followers), mentre Ibtraffic Torino si attesta in coda alla classifica con numeri di acquisizione follower modesti (908 nuovi followers), completa la classifica FsNews in terza posizione (2.571 nuovi followers).

    Per quanto riguarda i brand che utilizzano i canali Facebook e Twitter per mettersi in dialogo con i propri utenti, notiamo che questi appartengono per lo più alla categoria dei trasporti, sia locale che nazionale. Su Facebook le prime due posizioni sono occupate da due compagnie aeree Easyjet (1 ora e 29 minuti) e Alitalia (3 ore), seguite da Italo Treno con un tempo lunghissimo di 21 ore e 47 minuti. Se paragonata alla Top Brands generale possiamo notare che i tempi di reazione sono tutt’altro che immediati, per cui l’utente è costretto a tempi di attesa che possono variare tra l’ora e mezza e le due ore, e oltre talvolta.

    Su Twitter la prima posizione spetta a Infoatac, con un tempo di risposta di 5 minuti, seguito da FsNews (11 minuti), Le Frecce (12 minuti) e Atm (1 ora e 23 minuti). Lonely Planet Italia al quinto posto con il tempo di risposta di 5 ore e 33 minuti, unico profilo non legato ai trasporti.

    Infografica-brand-trasporti-turismo

     

  • Facebook, siamo noi che decidiamo non l’algoritmo

    Facebook, siamo noi che decidiamo non l’algoritmo

    Interessante studio quello realizzato da alcuni ricercatori di Facebook pubblicato su Science che ci dimostra che non è tanto l’algoritmo che decide i nostri contenuti, ma siamo noi stessi. Alla fine il nostro feed è alimentato da ciò che in effetti vogliamo vedere e spesso sono notizie trasversali indipendentemente di nostri interessi.

    Spesso si è portati a pensare a Facebook, e ai Social Media in generale, come fosse una “cassa di risonanza”, la “eco-chamber“, dove sarebbe, in teoria, più semplice far girare notizie che ci interessano particolarmente per raggiungere tante persone.

    Eli Pariser nel 2011 sosteneva che i Social Media hanno il potere di distorcere la realtà. La sua teoria era la “bolla del filtro“, ossia una bolla all’interno della quale vengono immagazzinate informazioni e notizie che più ci interessano, tenendo fuori tutto il resto.

    Ecco il perchè parlava di una realtà distorta. E invece lo studio portato avanti da alcuni ricercatori di Facebook e da un docente dell’Università del Michigan, pubblicato su Science, ci dice che in realtà le cose sono un po’ diverse.

    Sappiamo bene dell’esistenza di un algoritmo che agisce all’interno di Facebook per selezionare e proporci notizie e informazioni sulla base di ciò che ci interessa. Una sorta di selezionatore che svolge un’operazione importante all’interno di un fiume in piena di notizie.

    La ricerca portata avanti da luglio 2014 a gennaio 2015 ha preso in considerazione 10,1 milioni di utenti Facebook che si definiscono, come orientamento politico, liberali, moderati o conservatori.

    Sono stati poi esaminati 7 milioni di link e considerando notizie riguardanti politica, affari internazionali e ambiente. Da questa attività è derivato un volume di 3,8 miliardi di dati notando 903 milioni di esposizioni uniche, cioè link legati ad un contenuto effettivamente apparso sul news feed dell’account e 59 milioni di click unici tra gli utenti considerati dalla ricerca.

    facebook-algoritmo

    Ebbene, la ricerca rileva che, nonostante tutto, sul nostro feed visualizziamo molte notizie che divergono dalle nostre opinioni. Ed è una quota abbastanza consistente. Infatti stiamo parlando del 25%, ossia un quarto delle notizie a cui siamo esposti ogni giorno.

    Il dato è molto interessante perchè ci dice che in effetti siamo molto più esposti ad un contenuto trasversale, “cross-cutting content“, più di quello che noi stessi crediamo. E che alla fine, nonostante l’algoritmo, siamo sempre noi a “costruire” il nostro feed. Siamo quindi più aperti a notizie e informazioni che vanno oltre i nostri stessi interessi, politici in questo caso, ma vale la stessa cosa in senso generale.

    In generale, ogni utente ha una media di “amici” che la pensano diversamente che va dal 9 al 30%. La ricerca nota anche che i liberali sono leggermente più chiusi, infatti il loro feed è costituito per il 24% da notizie che provengono da conservatori. Invece il feed del conservatore sarà popolato per il 35% da notizie “liberali”.

    facebook algoritmo

    Ora, altro punto messo in evidenza dai ricercatori è che l’algoritmo ha una incidenza molto ridotta nel selezionare il nostro news feed. Nel caso dei conservatori incide del 5%, mentre nel caso dei liberali incide dell’8%.

    facebook algoritmo

    Per arrivare alla conclusione, la ricerca ci dimostra che le “casse di risonanza” in effetti non sono così presenti sui Social Media e che la ricerca è utile anche per comprendere quanto in effetti gli utenti sono facilmente influenzabili dall’operato di un algoritmo. Da quello che si vede in effetti siamo proprio noi stessi a selezionare i nostri interessi e non abbiamo difficoltà ad esplorare informazioni che non appartengono alla nostra sfera di interessi.

    E voi che ne pensate? Mi piacerebbe davvero sapere la vostra opinione a riguardo e se anche voi avete riscontrato questo andamento.

    (cover image by @vege – #82206897)

  • TOK Football Report, lo Stato del Calcio sui Social Media

    TOK Football Report, lo Stato del Calcio sui Social Media

    TOK Football Report è il rapporto mensile realizzato da TOK.Tv per indagare come le squadre di Calcio, italiane e internazionali, usano i Social Media: Facebook, Twitter, YouTube e Instagram. Uno sguardo davvero completo e interessante su uno degli sport più amati.

    Qualche tempo fa avevamo già trattato, marginalmente, l’argomento osservando come le squadre italiane usano Facebook. Ma prima di quella ricerca, TOK.Tv aveva avviato un vero e proprio rapporto, il TOK Football Report, sarebbe meglio dire un osservatorio per la mole di notizie, con lo scopo di indagare come le squadre di Calcio usano i Social Media, nello specifico: Facebook, Twitter, YouTube e Instagram. Un rapporto, questo realizzato dalla prima social media company, che ci offre uno spaccato interessante di come le squadre di Calcio, e da questo mese anche le Leghe, a livello italiano e internazionale, utilizzano questi canali per informare e interagire con i propri tifosi. Il rapporto è ricco e molto strutturato, e cercheremo ogni mese,a partire da oggi, di informarvi. E in un periodo in cui si entra nel vivo coi vari campionati, la Champion League, l’Europa League, questo sicuramente appassionerà tifosi e non solo.

    Allora, cominciamo col dire che il rapporto prende in considerazione gli account Facebook, Twitter, YouTube, Instagram di Belgio (Jupiler Pro League), Francia (Ligue 1), Germania (Bundesliga), Grecia (Souper Ligka Ellada), Italia (Serie A), Olanda (Eredivisie), Portogallo (Primeira Liga), Russia (Prem’er-Liga), Scozia (Scottish Premiership), Spagna (Liga), Turchia (Süper Lig), Regno Unito (Premier League). Inoltre, il rapporto tiene in considerazione le pagine Facebook e gli account Twitter di tutte le 209 nazionali FIFA.

    Quello che il rapporto evidenzia anche questo mese è che i vertici delle classifiche rilevate vedono primeggiare ancora la Premier League e la Liga.

    Come dicevamo all’inizio, il rapporto da questo mese comincia a considerare anche le Leghe. E allora, solo il 50% delle leghe hanno una pagina Facebook, mentre il 60% hanno un account Twitter. Ad esempio, la lega belga, Jupiter Pro League, è presente solo su Facebook, mentre Bundesliga e Scottish Premiership sono presenti solo su Twitter.

    Guardano il rapporto nel dettaglio delle squadre, si evidenzia che sono Facebook e Twitter i canali più usati. Dato interessante è che Instagram è più usato di YouTube potendo contare anche su una base più ampia. E le squadre inglesi e spagnole, concetto già espresso e che ribadiamo, sono quelle che dominano su tutti i canali analizzati. qualche esempio.

    Se guardiamo la distribuzione dei fan su Facebook notiamo che Uk registra il 35,4% e la Spagna il 32%. L’Italia il 10,2%. E ancora, sempre guardando Facebook, Real Madrid e Barcellona contano più di 80 milioni di fans ciascuna; le squadre italiane non rientrano nella top ten. Per quanto riguarda Twitter, la distribuzione dei follower vede prima la Spagna con il 34.8% e poi Uk con il 27,9%; l’Italia, 8,1%. E anche su Twitter Real Madrid (15,4 milioni) e Barcellona (14,5 milioni) dominano. Nella top ten troviamo una squadra italiana questa volta ed è AC Milan.

    Su Youtube le squadre spagnole sono quasi appaiate, e c’è da ricordare che la Spagna è l’unico paese dove tutte le squadre hanno un account su YouTube. Per quanto riguarda Instagram la distribuzione dei followers vede primeggiare la Spagna con il 45,1%, seconda Uk con il 27,2%; l’Italia fa registrare il 7,4%. Nella classifica questa volta il Barcellona supera il Real Madrid e le altre sono tutte molto distaccate. La Juventus è in decima posizione. E per cioò che riguarda l’Italia, la Juventus guida ovviamente la classifica, seguita dal Milan in seconda posizione, molto distaccate le altre squadre.

    Per quanto riguarda le Nazionali, su Facebook primeggia il Messico con 8,7 milioni di fans, al secondo posto il Brasile con 8 milioni di fans. L’Italia è in sesta posizione con 3,7 milioni di fans. E anche su Twitter guida la top ten il Messico con 3,1 milioni di fans, in seconda posizione troviamo ancora una volta il Brasile con 2,6 milioni di fans. L’Italia in questo caso non rientra nella top ten.

    Per leggere e analizzare tutto il rapporto vi consigliamo di scaricarlo da questo link.

    Allora, che ne pensate?

  • Twitter, ecco la nuova home decisamente più attraente

    Twitter, ecco la nuova home decisamente più attraente

    Twitter ha da ieri messo online, solo per gli Usa (per ora) la nuova home che è decisamente più attraente. Infatti lo scopo è quello di attrarre i 125 milioni di utenti che visitano la piattaforma ma poi non si registrano. La nuova home presenta i topics in evidenza e subito consultabile presentando, per argomento, una timeline dagli account più popolari.

    Non si può certo dire che Twitter non si stia dando da fare per cercare di rendere la piattaforma sempre più attraente con l’obiettivo di superare l’annoso problema degli utenti e del relativo engagement che, dallo sbarco a Wall Street, fatica a crescere. Solo di recente abbiamo assistito al lancio di Periscope e alla possibilità di commentare i tweet, prima per web e iOS e poi per Android. Tutte azioni rivolte ad incrementare l’engagement, il coinvolgimento, degli utenti sulla piattaforma. Senza dimenticare poi del Mentre non C’eri.

    E poi, tra qualche giorno, precisamente il 28 di questo mese, Twitter presenterà i dati finanziari relativi ai primi tre mesi dell’anno, il Q1 2015, e già da lì sarà possibile se tutte queste azioni hanno sortito qualche effetto.

    Twitter-home

    E, sempre in questa ottica, Twitter ha rilasciato ieri solo negli Usa (l’obiettivo è quello di rilasciarla per gli altri paesi nelle prossime settimane) la nuova home che risulta, infatti, molto più attraente di quella attuale. L’annuncio è dato da Gabor Cselle (@gabor), Product Manager, sul blog ufficiale di Twitter. E non è un caso che si parli di attrazione. Sono 125 milioni (altri dicono 200 milioni) gli utenti che ogni mese arrivano sulla home ma poi non si registrano. Un numero effettivamente grande se consideriamo che ad oggi (dati relativi al Q4 2014) sono 288 milioni gli utenti attivi sulla piattaforma ogni mese.

    Da oggi, arrivati sulla home, gli utenti troveranno argomenti come Politica, Artisti Pop e anche una sezione dedicata agli animali, tanto per citarne alcune, cliccando le quali si aprirà una timeline, per ogni argomento, che presenta i tweets dagli account più popolari.

    Twitter in questo modo spera che una volta arrivati sulla piattaforma e dopo aver visitato qualche sezione specifica, gli utenti possano poi aprire un account. Ma sarà davvero così?

  • Twitter: addio a Scopri, i trending adesso sono più dettagliati

    Twitter: addio a Scopri, i trending adesso sono più dettagliati

    Twitter dice addio a “Scopri” su mobile e rende rintracciabili i trending topics direttamente dal motore di ricerca interno. Tutti gli argomenti più discussi compariranno adesso con una descrizione e con alcuni dettagli relativi al tweets.

    L’annuncio è dato da Twitter sul blog ufficiale con un post a forma di Gabor Cselle (@gabor), Group Product Manager, Content & Discovery, che illustra l’importante aggiornamento per mobile che di fatto dice addio alla tab “Scopri” (introdotta nel 2011), la tab che una volta cliccata ci rivelava quelli che erano i trending topics in quel momento.

    Da oggi, sia per la versione Android che per quella iOS, gli argomenti trending su Twitter saranno individuabili direttamente da motore di ricerca interno attraverso la tab “Cerca su Twitter”. Sarà sufficiente cliccare sulla “lente di ingrandimento” per vedere subito la lista degli argomenti più discussi sulla piattaforma in quel momento. Interessante è notare che ora gli argomenti vengono presentati con una descrizione e anche con un dettaglio dei tweet che quell’argomento ha collezionato fino a quel momento.

    twitter-trending_mobile

    Da quello che si legge nel post che annuncia l’aggiornamento, l’intento è quello di dare una veste nuova al modo in cui vengono presentati i trending topics, prima presentati senza alcun dettaglio specifico e senza alcuna spiegazione del contesto in cui si sono sviluppati. Ecco, con l’addio al tab “Scopri” oggi si ha la possibilità di visualizzare oltre all’argomento anche una descrizione che indica qualche informazione in più. Così ad esempio si comprenderà meglio cosa si intende per #NYFW, cioè New York Fashion Week.

    Al momento l’aggiornamento è attivo per gli Stati Uniti ed già operativo aggiornando l’app all’ultima versione per Android e iOS. L’intento è quello di rendere l’aggiornamento disponibile entro pochi giorni per tutti gli altri paesi e anche per la versione desktop.

    Per dirla tutta, si notano molte analogie con quanto fatto da Facebook qualche mese fa (solo per gli Usa fino a questo momento) proprio in occasione del lancio della funzione “Trending”, offrendo 5 diverse sezioni specifiche con cui presentare gli argomenti più discussi.