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  • Quanto siamo Attenti sui Social Network?

    Quanto siamo Attenti sui Social Network?

    L’Attenzione è un aspetto particolare della nostra Percezione. E’ quel processo grazie al quale si mette a fuoco e si coglie solo una parte del mondo intorno a noi, trascurando gli stimoli che non risultano importanti. Nella Comunicazione sul Web e sui Social Network questa caratteristica del nostro Sistema Cognitivo comporta grandissime difficoltà di gestione, dal momento che siamo ogni giorno sottoposti a un’Information Overload quotidiana e irrefrenabile.

    Chi lavora sul Web e sui Social Network sa molto bene quanto grande sia il rischio quotidiano di un Overload di Informazioni. 
    Internet è nato proprio per questo: fornire uno strumento di comunicazione immediato, interattivo, rapido e accessibile a tutti. Gestire al meglio e trarre profitto da questo Sovraccarico Cognitivo è, tuttavia, una sfida quotidiana tutt’altro che facile.

    Innanzi tutto, essere immersi fin dal primo mattino da un flusso di notizie che scorrono velocissime, e sembrano tutte necessarie da leggere e imparare, crea inevitabilmente una quota d’ansia interiore di cui spesso non siamo neppure coscienti.
    Lavorare con la Rete significa – lo sappiamo bene – restare per ore in uno stato di continua allerta, e questo fa sì che sia facilissimo arrivare a fine giornata con un senso di tensione nervosa superiore alla soglia normale.
    Non solo.
    Si arriva spesso ad avere la sera un’esigenza “strana”, considerando che magari non ci si è confrontati dal vivo con nessun interlocutore. Un vero e proprio bisogno di silenzio.
    L’Overload di Informazioni viene registrata nel nostro Cervello, infatti, come un Affaticamento tale da risultare uguale al Rumore.

    social-media-attenti

    Il nostro Sistema Cognitivo ha bisogno, sostanzialmente, di più tempo di quanto gli lasciamo per poter “digerire” e metabolizzare la massa di novità in continuo cambiamento e la doccia di emozioni che ne consegue.
    E’ impossibile, infatti, che il Sistema Cognitivo non invii messaggi puramente Emotivi quando non ha il tempo di assimilare e comprendere nuove informazioni e nuovi dati.
    Possono essere messaggi negativi, come un eccesso di affaticamento, un senso di fame d’aria e la sensazione di essere incapaci e inadatti.
    Possono, tuttavia, essere anche messaggi positivi: l’Adreanalina è il miglior eccitante che esista in natura ed è capace di sprigionare in noi una carica che, magari, non pensavamo neppure di avere.
    E’ così che si reggono ritmi e tensioni quotidiane col desiderio sempre nuovo di cavalcare l’onda.
    Ricordiamo, tuttavia, che anche il neurotrasmettitore dell’Adrenalina provoca un aumento del consumo di ossigeno nel nostro organismo, con il conseguente aumento del metabolisco e della pressione arteriosa

    Conseguentemente agli effetti del flusso massiccio di informazioni cui siamo sottoposti, esiste un altro aspetto molto importante da prendere in considerazione.
    Certo, ognuno di noi ha le sue preferenze – che siano per nicchia di competenza o per partenership – ma la velocità con cui le notizie scorrono e con cui i post vengono pubblicati rende difficile discernere quello che veramente ci interessa e si vuole approfondire, e soprattutto fare delle distinzioni sufficientemente buone da riconoscere le fonti e la loro attendibilità.

    In realtà, l’Attenzione è un aspetto particolare della Percezione.
    E’ definita, infatti, come quel processo grazie al quale si mette a fuoco e si coglie solo una parte del nostro mondo percettivo, trascurando gli stimoli che, per il momento, non hanno importanza.
    Riportando questa definizione teorica al nostro lavoro sul Web, ci rendiamo subito conto di quanto questo sia difficile, ma soprattutto di quanto sia necessario imparare ad avere un’Attenzione Selettiva per ottimizzare il proprio lavoro e i propri guadagni.

    Uno studioso inglese ha definito l’Attenzione Selettiva come il “Fenomeno del Cocktail Party”, dal momento che lo si può osservare facilmente in questa situazione, nella vita reale.
    Immaginate di trovarvi in una stanza gremita di persone, con suoni di voci e di musica tutt’intorno. Mentre siete immersi in una conversazione con altre persone, il vostro interesse viene improvvisamente attirato da quello che sta dicendo qualcun altro, un po’ più distante, soprattutto se quella persona parla di voi.
    E’ molto probabile che, a questo punto, prestiate attenzione in modo maggiore a quest’altra conversazione, le cui parole chiave hanno favorito la vostra Percezione.

    Per nostra indole, il Sistema Cognitivo è incapace di rispondere adeguatamene a più di uno stimolo per volta. 
    L’Attenzione si sposta, infatti, alternativamente su ciascuna delle diverse fonti di informazioni.
    E’ un po’ come se si possedesse una limitata capacità di canali: tutti i dati devono passare attraverso uno – e un solo – canale affinché la nostra Attenzione possa essere completa, adeguata e capace di rispondere allo stimolo in modo efficace.
    Il nostro Sistema Nervoso contiene un filtro selettivo altamente specializzato, tale da accettare solo il messaggio al quale si presta la maggior Attenzione – ovvero l’Attenzione Selettiva – e a respingere tutti gli altri stimoli.
    Siamo in grado, quindi, di mettere in atto dei processi di elaborazione inconsci estremamente sofisticati.

    Il messaggio cui non prestiamo attenzione viene valutato per l’importanza che gli si attribuisce e successivamente memorizzato o dimenticato.

    E – se come capita regolarmente nel nostro lavoro sul Web e sui Social Network – la nostra Attenzione è sottoposta a messaggi pronunciati o letti simultaneamente?
    Entrambi i messaggi vengono registrati, ma inviati uno all’orecchio destro e uno all’orecchio sinistro del soggetto.
    Si parla allora di Ascolto Dicotomico, che tuttavia non ha la stessa efficacia nella comprensione dell’informazione ascoltata.
    Il rischio maggiore è che avvenga una paralisi nei pensieri, nella creatività, nell’apprendimento delle informazioni esterne, dal momento che non siamo predisposti a gestire questa inflazione di dati.

    E’ evidente che nel modo di comunicare odierno si tratta di un problema non da poco.
    Luca De Biase, nel suo articolo Ecologia dell’Attenzione” scrive: <<Risulta necessaria l’elaborazione di nuovi strumenti concettuali e pratici per affrontare il sovraccarico di messaggi. Le ricerche nate intorno al concetto di “Economia dell’Attenzione” sono un fecondo spunto di riflessione. E’ una ricerca teorica.
    Ma è anche, in un certo senso, una questione di sopravvivenza culturale. Perché, probabilmente, l’Information Overload non è una 
    novità di per sé: è nuova l’ansia che viene associata al fenomeno>>.

    Di fatto, la conseguenza inevitabile è un peggioramento massiccio della nostra Concentrazione.
    Per non parlare del rischio di una vera e propria Dipendenza da Internet, per “stare dietro” a tutte le novità e le notizie in continuo divenire, rinunciando alla vita al di là della Connessione Online.

    Fateci sapere la vostra esperienza: come vivete voi l’Overload di Informazioni e l’Attenzione sui Social Network?

  • Instagram sorpassa Twitter, gli utenti sono 400 milioni

    Instagram sorpassa Twitter, gli utenti sono 400 milioni

    Instagram ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese. Un traguardo importante che viene raggiunto nove mesi dopo aver annunciato i 300 milioni. Ed è anche importante perchè con questo dato l’app di Facebook supera Twitter per numeri di utenti.

    Instagram ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti attivi al mese sulla piattaforma. Un traguardo importante che arriva dopo appena nove mesi dall’annuncio dei 300 milioni di utenti, era infatti dicembre dello scorso anno. Instagram continua a crescere aggiungendo altri 100 milioni di utenti attivi in meno di un anno, a dimostrazione che l’app piace, viene usata sempre di più. Di recente ha implementato anche la possibilità per i brand di poter fare pubblicità, una modalità molto attesa tra l’altro.

    Instagram-logo-colori

     

    Per dare qualche numero di questo importante risultato, va detto che ad oggi le foto condivise sull’app sono qualcosa come 40 miliardi e il 75% degli utenti proviene da paesi diversi dagli Usa, da cui proviene il restante 25%. E la media dei “like” giornalieri è di 3,5 miliardi. Numeri enormi che testimoniano che oggi Instagram è molto di più di una semplice app.

    Gli ultimi 100 milioni che si sono aggiunti in questi mesi provengono da Europa e Asia, e il maggior numero proviene da Brasile, Indonesia e Giappone.

    instagram 400 milioni

    Su Facebook sono arrivate anche le congratulazioni di Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, a Kevin Systrom, co-fondatore di Instagram nel 2010 insieme a Mike Krieger.

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    Ma a pochi è sfuggito che questo risultato vale ancora di più se lo si guarda da un’altra ottica. Proprio in occasione dell’annuncio del traguardo dei 300 milioni di utenti, da qual momento è partito il raffronto con Twitter che di utenti ad oggi ne ha poco più di 300 milioni (316 milioni per l’esattezza). Il risultato di oggi è che Instagram (nata nel 2010) ha superato Twitter (nato nel 2006) in termini di utenti attivi al mese. Un sorpasso che da un lato dimostra la crescita dell’app, recentemente dimostrata dalla ricerca di Pew Research Center, che evidenziava il fatto che l’app di Facebook insieme a Pinterest erano quelli che crescevamo di più. Dall’altro lato, questo risultato evidenzia, ancora una volta (in effetti), le difficoltà in cui naviga, e continua a navigare, Twitter, alla ricerca ancora di un nuovo CEO. E a quanto pare, dopo oltre 100 giorni non di vede all’orizzonte alcuna via d’uscita da questo punto di vista.

    Insomma, questo risultato dovrebbe dare una svegliata ai vertici di Twitter, il tempo passa e gli altri crescono, rubando quote di mercato. Ad oggi Twitter ha una soluzione che potrebbe rilanciare la piattaforma, parliamo di Project Lightning che verrà lanciata solo alla fine di questo anno. Solo che potrebbe rivelarsi anche troppo tardi.

  • Ecco i brand Tech più forti sui Social Media

    Ecco i brand Tech più forti sui Social Media

    Blogmeter torna ad elaborare la classifica dei brand del settore technology più forti sui Social Media nel mese scorso. Da evidenziare tra i vari brand le performance su Twitter di Samsung, mentre su Facebook si segnalano le ottime performance di Intel e Huawei.

    Grazie alla classifica elaborata da Blogmeter, vediamo quali sono stati, durante il mese scorso, i brand del settore technology più forti sui Social Media. La classifica è stata realizzata basandosi su due metriche principali, vale a dire coinvolgimento e capacità di attrarre nuovi fan durante il periodo monitorato. Ne viene fuori che in questo settore i contenuti che permettono ai brand di collezionare il maggior numero di interazioni e il più alto livello di visibilità sono i grandi eventi e, soprattutto, il lancio di nuovi prodotti. E durante il mese scorso di eventi e annunci di lanci di nuovi prodotti ce ne sono stati un bel po’.

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    Su Facebook, spiccano Intel e Huawei

    Per quanto riguarda l’engagement, su Facebook, leader è la fanpage italiana della multinazionale Intel che, sebbene risulti poco attiva durante tutto il mese di agosto, conquista un alto livello di interazioni durante l’Intel Developer Forum che si è tenuto il 22 agosto a San Francisco. Al secondo posto si posiziona Nikon con il suo #NFPC2015, il contest fotografico che dagli inizi di agosto coinvolge gli utenti di Facebook. Da segnalare le ottime performance di Nvidia e Philips. In terza posizione per engagement e in prima per numero di nuovi fan, si piazza Huawei che raggiunge il picco di interazioni e new fan in occasione della premiazione di #HuaweiP8 agli EISA Awards 2015.

    Nelle prime tre posizioni per quanto riguarda nuovi fan si posizionano Samsung Mobile e Asus: la crescita della fan base dei due brand dipende nel primo caso dall’iniziativa concorsuale attivata in occasione del lancio del nuovo #GalaxyS6edge+; nel caso di Asus invece è frutto della pubblicazione frequente di post divertenti e spiritosi per promuovere i propri prodotti.

    Da segnalare, inoltre, quarto nella classifica per i nuovi fan, Bimby che si distingue per aver la più alta percentuale di donne che interagiscono con la pagina.

    Su Twitter trionfa Samsung

    Su Twitter leader indiscusso è invece Samsung. Alla base di questo successo, sia in termini di engagement che di new follower, è il lancio del #GalaxyS6edge+ che è stato comunicato sui social media, specie su Twitter, con grande entusiasmo e con immagini estremamente emozionali. E un buon numero di interazioni è relativo anche ai tweet che promuovono #IFA15, il grande evento di elettronica di Berlino.

    Su Twitter si distingue anche Lumia che con i suoi tweet estivi e colorati si piazza al quinto posto per engagement e al secondo posto per nuovi follower. Microsoft si posiziona terzo sia per capacità di coinvolgere gli utenti che per nuovi seguaci, grazie ai numerosi tweet relativi a #Windows10, e grazie all’anniversario dei 20 anni di #Windows95, il 24 agosto, che, oltre a diventare trending topic, ha generato un boom di interazioni tra i più nostalgici.

    Un’occhiata alla classifica generale

    Velocemente diciamo anche che, per quanto riguarda la classifica generale elaborata da Blogmeter, tenendo conto dei brand più forti sui social media in tutti i settori, su Facebook i migliori di agosto sono PaesiOnline per page engagement, Amazon.it per new fan e Wind per response time. Interessante notare l’ingresso in top 3 per crescita della fan-base della pagina di Lidl Italia, la quale durante tutto il periodo estivo è stata animata costantemente con concorsi, sondaggi e promozioni.

    Su Twitter invece è il profilo di Juventus FC che continua a sbancare sia per engagement che per nuovi seguaci, seguito da Serie A TIM: tutte le novità calcististiche relative alla nuova stagione di campionato non possono che portare nuovi follower a entrambi i profili. Tra le novità di agosto, c’è l’ingresso di Ikea Italia in classifica per new follower, grazie alla promozione del nuovo catalogo 2016. Infine, il brand migliore nel social caring si conferma Infoatac, il profilo ufficiale dell’azienda di trasporti romana.

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  • Condannato per diffamazione, twitterà la sentenza per 30 giorni

    Condannato per diffamazione, twitterà la sentenza per 30 giorni

    L’innovativa sentenza di un Giudice spagnolo, ratificata dalla Real Audencia de Sevilla, con la quale si condanna Luis Pineda a twittare la sentenza per 30 giorni, fa discutere e potrebbe fare da “apripista” a una nuova giurisprudenza sul caso specifico. Parafrasando un popolare detto, possiamo dire che “chi di tweet ferisce, di tweet perisce”.

    I quotidiani spagnoli, in particolare Pùblico, hanno riportato per primi la notizia, resa poi ‘virale’ dal quotidiano britannico The Guardian: l’ottava sezione della Real Audiencia Provincial di Siviglia, nel sud della Spagna, ha ratificato la decisione del Giudice di prima istanza, che ha condannato l’avvocato e uomo d’affari Luis Pineda, presidente di Ausbanc (Asociación de Usuarios de Servicios Bancarios), per il reato di diffamazione nei confronti di Ruben Sanchez, il portavoce di FACUA – Consumatori in azione. La particolarità del provvedimento, tuttavia, sta nel fatto che Pineda è stato condannato, oltre che al pagamento della somma di 4.000 Euro a titolo di risarcimento danni e alla cancellazione di 57 post riferiti a Ruben Sanchez e giudicati diffamatori, a “twittare” sul suo account personale il dispositivo della sentenza di condanna per 30 giorni, nelle ore di punta.

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    I fatti, la sentenza di condanna e la reazione di Sanchez e Pineda

    La vicenda ha inizio nel mese di ottobre del 2013, quando Ruben Sanchez propone una serie di azioni giudiziali civili e penali nei confronti di Luis Pineda. L’accusa è di diffamazione su Twitter: Pineda ha postato negli ultimi 2 anni ben 600 messaggi e decine di reportage pubblicati mediante i mezzi di comunicazione di Ausbanc, nei quali accusa apertamente Sanchez di corruzione, furto, emissione di fatture false e frode fiscale.

    Le accuse sono molto pesanti e particolareggiate: Pineda sostiene che Sanchez è implicato nel complotto degli ERE (procedure di licenziamento collettivo per motivi economici), nella presunta frode dei corsi di formazione e nella vicenda delle fatture false emesse dal sindacato UGT andaluso (al quale l’Andalusia ha chiesto 1,8 milioni di Euro di risarcimento per frode fiscale). Non contento, Pineda definisce Sanchez “mafioso” e sfruttatore di “teppisti”, insinuando addirittura legami con la pedofilia.

    Secondo quanto riportato da Pùblico, per rendere i messaggi più efficaci (e qui sta il dolo), Pineda indirizza i post su Twitter a noti giornali, media, attori, politci, aziende, ecc., proprio allo scopo di minare la reputazione di Sanchez. Infine, il presidente di Ausbanc si serve del sindacato Manos Limpias (di cui è il legale) allo scopo di denunciare Sanchez inventando che quest’ultimo ha emesso fatture false per il sindacato UGT – Andalusia.

    In prima istanza, Pineda viene riconosciuto colpevole di diffamazione nei confronti di Sanchez perchè ha leso l’onore e la reputazione di quest’ultimo. Il Giudice lo condanna, inoltre, a cancellare i 57 tweet ritenuti più diffamatori – ad esempio, i messaggi ‘quando spieghi le tue fatture fraudolente e ti dimetti da FACUA?’, ‘corrotto’, ‘senza vergogna’ – e a pubblicizzare su Twitter, utilizzando strumenti che consentono di scrivere più di 140 caratteri, la condanna che ha ricevuto, l’Autorità Giudiziaria che ha emesso la sentenza e le motivazioni. Pineda dovrà pubblicare i post sul suo account personale per 30 giorni, nelle ore considerate “di punta” in Spagna (la mattina dalle 9 alle 14 e il pomeriggio dalle 17 alle 22).

    La sentenza, assolutamente rivoluzionaria (è la prima volta che la Spagna emette un provvedimento giudiziale di questo genere), è stata ratificata, in data 8 settembre 2015, dalla Real Audiencia Provincial, che ha confermato la condanna di Luis Pineda per il reato di diffamazione e le pene inflitte in primo grado, ovvero la multa di Euro 4.000, la cancellazione dei 57 tweet diffamatori e la pubblicazione dei post su Twitter, di cui abbiamo già parlato.

    E gli interessati cosa dicono? E’ importante precisare che la sentenza non e’ definitiva: Luis Pineda, infatti, ha gia’ annunciato che presenterà ricorso e ha dichiarato che non eseguirà la condanna, continuando a postare e ritwittare. Questo l’ultimo post ritwittato :

    Mentre Ruben Sanchez il 31 agosto ha annunciato, su Twitter e su Facebook, che non comunicherà su entrambi i social per un mese. Sul sito internet di FACUA (di cui Sanchez è portavoce) si legge la frase “Estamos realizando labores de mantenimiento, disculpen molestias“.

    E voi cosa pensate di questa vicenda? E’ giusta e proporzionata la condanna inflitta dai Giudici spagnoli? Aspettiamo le vostre impressioni e i vostri commenti!

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  • Io o Noi? L’Interdipendenza nell’Era Digitale

    Io o Noi? L’Interdipendenza nell’Era Digitale

    La Comunicazione sui Social Network potenzia un particolare aspetto del nostro comportamento: l’Interdipendenza nelle Relazioni. Si lavora, si pensa, si vive in Comunità OnLine che rispecchiano perfettamente le norme di appartenenza al Gruppo. Individuo e Gruppo, tuttavia, non sono compatibili. Essere consapevoli di queste dinamiche sociali ci aiuta a capire quando le collaborazioni potranno essere vincenti.

    Si può trattare di una scambio simmetrico o asimmetrico – anche a seconda delle piattaforme Social – ma l’essenza principale della Comunicazione 2.0 è sicuramente l’Interdipendenza tra chi parla (scrive) e chi ascolta (commenta e risponde).

    E’ stata questa la grande rivoluzione delle dinamiche sociali introdotta con il Web 2.0, per altro in continua evoluzione e mutamento.
    Se ancora pochissimi di noi possono sapere realmente cosa comporterà il futuro – Internet of Things, Smart Cities, Database, Web Semantico e tecnologia pronta a rimpiazzare il ruolo umano nella maggior parte delle sue attività – oggi comunichiamo sul Web con messaggi che si aspettano di ricevere risposte, commenti e condivisioni.
    La comunicazione che avviene sui Social Network, così come attraverso i blog, implica di per sé varie forme di Interdipendenza, che è un legame molto più stretto rispetto alla semplice Interazione.

    Fra i comportamenti potenziati dalla Comunicazione 2.0, la forma più collaborativa e costruttiva dell’Interazione è quella dell’Identificazione Sociale.
    Dall’Io si passa al Noi. Dall’individuo al gruppo.

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    Fare gruppo è da sempre una forma di protezione.
    Fin dalle nostre origini, si afferma il senso di appartenenza per difendere la specie e garantirne la sopravvivenza. Il gruppo è regolato da norme che lo difendono dall’esterno, da possibili “attacchi” estranei. Sono regole primitive e ancora oggi per la maggior parte istintive.
    Il gruppo, tuttavia, è un’entità complessa in cui è sempre presente una struttura organizzativa e una gerarchia. E per quanto sia una realtà dinamica, sempre in mutamento, ciò che ne caratterizza l’insieme è l’interdipendenza, non la somiglianza. (Kurt Lewin 1848).
    In altre parole, l’aggregazione non comporta affatto omologazione, ma l’identificazione di ruoli precisi all’interno di una scala sociale.

    C’è una distinzione essenziale da sottolineare: Identità Personale e Identità di Gruppo non saranno mai compatibili.
    Perché si realizzi una reale collaborazione, con la soddisfazione di tutti, si deve per forza limitare la competizione fine a se stessa. Quella competizione che, magari, nasce da una sana ambizione e diventa un’arma vincente, ma fa a pugni con qualsiasi progetto di più ampia visione.

    La legge del gruppo ha tutt’altri scopi, infatti, rispetto alla difesa del singolo individuo.
    L’individuo si distingue in un continuo confronto coi suoi simili e si autodefinisce in base a somiglianze e differenze. Deve, però, trattarsi di un confronto che necessita di reciprocità e fiducia. Aspettative analoghe, scopi comuni e mutua collaborazione.
    Questo significa, di fatto, rinunciare al vantaggio personale a breve termine in favore di un obiettivo di gran lunga maggiore: la condivisione di ruoli, responsabilità e impegno per raggiungere un successo finale più grande, un successo condiviso.

    Si parla allora di coesione, la caratteristica più positiva del gruppo di appartenenza, perché attrae e trattiene i membri di valore e incoraggia la cooperazione verso un destino comune.
    I gruppi più coesi sono quelli di maggior successo, perché diventano capaci di esercitare un’influenza più forte nella società globale.

    Nella realtà 2.0 tutto questo è ancora più che attuale. Essere consapevoli delle dinamiche sociali che influenzano la comunicazione sul Web è essenziale per comprendere che i gruppi non si creano principalmente in base agli interessi lavorativi. 
    Sono, di fatto, le nostre caratteristiche psicologiche e le nostre differenze caratteriali a guidare le collaborazioni e a determinarne il successo. 

    Sapere di poter essere condivisi e sostenuti così come criticati pubblicamente migliora, ad esempio, la “prestazione” del singolo nei soggetti dominanti, ovvero le persone dotate di maggior autostima e più capaci di gestire la tensione psicologica.
    Nei soggetti più remissivi, la presenza di un pubblico – virtuale o reale che sia – può, invece, generare uno stato di apprensione tale da bloccare l’individuo.

    Dall’Io al Noi e, di ritorno, dal Noi all’Io.
    Un passaggio in cui l’Individualismo diventa problematico.
    Un equilibrio tra due realtà comportamentali non compatibili, ma un equilibrio che è nostra responsabilità trovare per lavorare al meglio e produrre di più.
    Per poter dire davvero di vivere la Comunicazione 2.0 in maniera costruttiva, condividendo l’impegno altrui e rafforzando le nostre collaborazioni.

    La parola a voi: cosa rende vincente il vostro lavoro di gruppo?

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  • Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    Facebook raggiunge 1 miliardo di utenti in un solo giorno

    In un post Mark Zuckerberg, CEO e fondatore del più grande e usato social network del web, ha dichiarato che per la prima volta Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse sulla piattaforma in un solo giorno. Tra i commenti al post c’è chi si congratula ed elogia Facebook e chi invece vorrebbe tornare al “vecchio mondo” prima del social network.

    Facebook è il più grande social network del web, un dato ormai difficile da mettere in discussione. E mentre qualche giorno fa, riportando alcuni dati dell’ultima ricerca di Pew Research che sottolineavano che ormai Facebook cresce (negli Usa, ma un po’ ovunque) sempre più lentamente restando saldamente il più usato, oggi scopriamo che in effetti Facebook è sempre più grande.

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    E la conferma di quanto sia grande Facebook ce la da proprio il suo fondatore e CEO, Mark Zuckerberg, che in un post proprio su Facebook (e dove se no?) ha dichiarato che per la prima volta, nella giornata di lunedì, 24 agosto 2015, Facebook ha raggiunto 1 miliardo di persone connesse in un giorno solo. Un traguardo solo fino a poco tempo inimmaginabile, e non solo per Facebook stessa. Come sottolinea lo stesse Zuckerberg nel suo post

    Lunedì 1 persona su 7 sulla Terra ha usato Facebook per connettersi con i suoi amici e familiari”.

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    E’ un dato che impressiona solo a pensare a 1 miliardo di persone connesse tutte sulla stessa piattaforma, tutte intente a condividere e a connettersi con i propri contatti.

    Facebook riesce dunque, nonostante sia ormai saturo, a creare quelle condizioni per cui il coinvolgimento degli utenti sia sempre più alto e costante. Di certo hanno contribuito a questo risultato tutta una serie di progetti che Facebook ha attivato per effettivamente realizzare e portare la connessione in tutto il pianeta, basti pensare a Internet.org, ma è evidente che quel quel progetto di rendere il mondo sempre più “aperto e connesso” porta vantaggio anche a Facebook stesso.

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    Tra i commenti, per la maggior parte contenenti congratulazioni e complimenti a Zuckerberg per il grande traguardo raggiunto, si colgono anche esperienza come quella di Susan Chesney che sottolinea come Facebook fosse stato fondamentale per informare i suoi familiari durante il terribile Terremoto in Giappone del 2011.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno-tarek---franzrusso.it-2015

    Ma c’è anche chi come Tarek Mahmoud dice che Facebook ha distrutto le nostre vite, tutto si vive in maniera virtuale e non più in modo reale e dice di voler tornare al “vecchio mondo” prima di Facebook. E al momento questo è il commento che ha ottenuto il maggior numero di like.

    Due facce della stessa medaglia.

    E voi che ne pensate, qual è il vostro pensiero a riguardo? Meglio adesso o prima senza Facebook?

  • Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Facebook è leader, ma Instagram e Pinterest crescono di più

    Lo studio di Pew Research ha rivelato che, tra i Social Media, Facebook è ormai il leader incontrastato, con un crescita ormai piatta. Ma dietro crescono molto Instagram e Pinterest: in tre anni il loro utilizzo è raddoppiato. Ferma la crescita di Twitter e in calo LinkedIn rispetto al 2014.

    Lo studio pubblicato un paio di giorni fa da Pew Research Center, indagando un campione di 1.907 americani adulti, offre, nonostante ci riguardi in maniera diretta, comunque degli spunti interessanti . E’ ormai chiaro che la comunicazione, meglio le conversazioni, oggi non sono scomparse, ma si spostano via via sul digitale. E il massiccio uso di social network e di servizi di messaggistica istantanea ne è la chiara dimostrazione. Questo, in estrema sintesi, potrebbe essere il succo di questo studio, la dimostrazione che ormai le persone conversano usando strumenti digitali, senza però sminuire l’importanza del contatto diretto, della relazione, del “faccia a faccia”.

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    Lo studio, corposo per la verità, per quel che riguarda l’aspetto legato ai Social Media in realtà non ci rileva grandi novità quando vediamo che Facebook è il leader incontrastato, il social network più usato. La percentuale di utilizzo è passato dal 67% del 2012 al 72% del 2015, 1 punto percentuale in più rispetto al 2014. Vuol dire che ormai la crescita è piatta, si è toccato il livello massimo oltre il quale non si può più andare. Il social network di Zuckerberg è quello più usato più o meno da tutte le fasce di età monitorate nella ricerca, lo è un po’ meno per quanto riguarda gli over 65.

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    Ma la vera notizia, il vero dato interessante che rileva la ricerca di Pew Research è che Instagram e Pinterest sono i social network che negli ultimi tre anni sono cresciuti di più. Il loro utilizzo è addirittura raddoppiato. Instagram è passato da una percentuale di utilizzo nel 2012 del 13% e nel 2015 fa registrare una percentuale del 28%, e due punti percentuali in più rispetto al 2014. Instagram, di proprietà proprio di Facebook, riscontra molto successo soprattutto tra i più giovani (55% nella fascia di età 18-29 anni) e fa registrare il più alto livello di coinvolgimento sulla piattaforma, dopo Facebook ovviamente (70%): ogni giorno la usa infatti il 59% degli utenti.

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    Anche Pinterest fa registrare una forte crescita, è infatti passato da una percentuale di utilizzo del 15% nel 2012 al 31% del 2015, con una crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2014. Sin dalla sua apparizione, nel 2011, Pinterest ha da subito riscontrato molto successo tra i pubblico femminile e a distanza di cinque anni questo dato trova ancora conferme. Le donne sono infatti il 44% degli utenti totali e la maggior parte ha un’età inferiore ai 50 anni.

    Twitter è ormai nel pieno della crisi legata alla scarsa crescita della base utenti, un problema che abbiamo ancora un volta sottolineato nella nostra recente analisi sul futuro della piattaforma. Il social network a 140 caratteri passa dal 16% del 2012 al 23% del 2015, solo che negli ultimi due anni la percentuale è rimasta praticamente identica.

    E LinkedIn per la prima volta fa registrare un dato negativo rispetto al 2014. Infatti è in calo del 3%, passando dal 28% del 2014 al 25% del 2015. Nel 2012 la percentuale era del 20%. E’ il dato che forse sorprende di più rispetto a tutti gli altri. Inoltre, tra quelli monitorati, è il social network che fa registrare la più bassa percentuale di engagement, lo usa giornalmente solo il 22% degli utenti. Gli utenti tipo sono per lo più di età matura, con una posizione economica forte.

    Insomma, Facebook resta leader, mentre avanzano i social network che fanno del visual il loro core business.

    E voi che ne pensate?

  • Con Twitter Audience Platform l’adv va oltre Twitter

    Con Twitter Audience Platform l’adv va oltre Twitter

    Twitter presenta Twitter Audience Platform, la piattaforma per gli inserzionisti con la quale aumentare l’audience. Con questa piattaforma, l’evoluzione di Twitter Publisher Network, sarà quindi più facile raggiungere un pubblico mirato sia su Twitter che sulle app. Anche fuori la piattaforma.

    Lo scorso anno venne Twitter lanciò Twitter Publisher Network, un sistema per aiutare gli inserzionisti a connettersi con il loro pubblico al di fuori di Twitter, su migliaia di app mobile, grazie a una serie di strumenti creativi, di targeting e analisi. E oggi quella stessa piattaforma si sviluppa cambiando nome e promettendo di essere più efficace. La nuova piattaforma si chiama Twitter Audience Platform, un sistema con cui gli inserzionisti potranno raggiungere  oltre 700 milioni di persone dentro e fuori da Twitter.

    Infografica-Twitter-Audience-Platform

    Twitter Audience Platform promette agli inserzionisti di raggiungere due obiettivi, ossia:

    • le interazioni con i Tweet;
    • le visualizzazioni dei video.

    Entrambi saranno disponibili per la prima volta in versione beta per tutti i clienti gestiti. Inoltre verranno lanciati nuovi formati per permettere agli inserzionisti di interagire al meglio con il proprio pubblico in-app.

    E quindi da oggi sarà possibile estendere a Twitter Audience Platform anche le campagne di Promoted Video e di interazione con i Tweet in maniera molto semplice, con un solo clic. E molti dei criteri di targeting presenti su Twitter come interessi, nome utente e parole chiave possono essere applicati alle campagne sulle app mobile. Anche su Twitter Audience Platform, come già avviene su Twitter, i Promoted Video sono visualizzati automaticamente con l’immagine visibile al 100%.

    I Promoted Tweet all’interno di Twitter Audience Platform  saranno trasformati in uno dei formati pubblicitari di Twitter, vale a dire video, native advertising, banner e interstitial. E quindi si verificheranno situazioni di questo tipo:

    • su Twitter, le campagne di interazione con i Tweet diventano interstitial e native advertising;
    • le campagne di Promoted Video si trasformano in pubblicità video in-app;
    • le campagne di installazione dell’app e nuove interazioni con l’app diventano interstitial o banner.

    Agli interstitial sono state poi aggiunte funzionalità creative che permettono di espandere i contenuti migliori al di fuori di Twitter. Gli utenti di Twitter potranno quindi retwittare e aggiungere ai preferiti direttamente dall’annuncio apparso in Twitter Audience Platform. Sono stati poi aggiunti  bottoni CTA personalizzabili per dare più efficace all’azione che si desidera compiere.

    Twitter negli ultimi mesi ha ricevuto diversi feedback positivi su come Twitter Audience Platform abbia permesso agli inserzionisti di ottenere installazioni e nuove interazioni con le loro app, con un tasso di interazione più elevato e una reach notevolmente più alta.  Gli inserzionisti che hanno avviato campagne sia su Twitter che su Twitter Audience Platform sono arrivati a raddoppiare la reach e abbassato il CPE del 30%.

    Nello scorso mese di giugno MediaScience ha reso noto uno studio commissionatogli che dimostrava come i consumatori, utenti Twitter e non, avevano trascorso circa il 123% di tempo in più sugli annunci di Twitter Audience Platform che sulle tradizionali pubblicità mobile interstitial. E gli utenti non registrati su Twitter che hanno visto un’inserzione su Twitter Audience Platform avevano espresso un sentiment positivo rispetto al brand dell’11% superiore.

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    Un esempio da indicare è la campagna di Macy’s (@Macys) avviata a luglio per aumentare la brand awareness. Il risultato è stato un tasso di interazione del 7,85%, che è al di sopra dei benchmark di settore per le campagne display mobile. E poi  l’espansione della reach dai Promoted Tweet alle app ha creato un unico grande flusso pubblicitario che ha di fatto elevato l’engagement con il brand.

    samsung-uk-twitter-audience-platform

    Altro esempio è stata la campagna di @SamsungMobileUK,  il primo inserzionista britannico a estendere i propri Promoted Video a Twitter Audience Platform e a raggiungere il loro target di riferimento in-app. Il risultato è stato  un incremento del 365% nelle visualizzazioni video su Twitter Audience Platform e una diminuzione dell’84% del CPV.

    Twitter Audience Platform è disponibile da oggi a livello globale per tutti gli inserzionisti che generano interazioni con i Tweet e visualizzazioni video.  Un’altra versione verrà testata da una selezione di inserzionisti che promuovono installazioni di app e nuove interazioni con app. Nel corso dei prossimi mesi il programma verrà esteso ad altri obiettivi, inclusi i clic verso il sito web e le conversioni.

  • Twitter, è giunta l’ora di puntare sulla qualità

    Twitter, è giunta l’ora di puntare sulla qualità

    Una riflessione sul futuro di Twitter e dei problemi che attanagliano la piattaforma. Uno su tutti è la crescita della base utenti, ormai quasi stagnante. Ma Twitter per tornare a crescere deve puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Serve una strategia e una leadership capace. Sullo sfondo resta lo scenario di una possibile acquisizione da parte di Google.

    Twitter dopo la pubblicazione dei dati finanziari del Q2 2015 ha visto ancora una volta la propria situazione resa sempre più difficoltosa. I dati sebbene hanno rilevato un aumento dei ricavi, e un andamento delle perdite ridotto rispetto ai dati finanziari precedenti, hanno evidenziato invece, e per l’ennesima volta, quello che è ormai diventato il problema numero 1 per gli investitori (e non solo), e cioè la lenta, lentissima crescita degli utenti. Tanto lenta da poter quasi parlare di stagnazione.

    Infatti, da questo punto di vista, la crescita della base utenti rispetto a tre mesi prima è stata di soli 2 milioni. Adesso sono in effetti 304 milioni gli utenti attivi mensili sulla piattaforma. Altri 12 milioni arrivano dai paesi emergenti ed ecco spiegato perchè si parla di 316 milioni di utenti.

    Ma questo non è solo un problema. Accanto alla lentissima crescita degli utenti i dati finanziari della fine di luglio hanno evidenziato un crollo dell’engagement sulla piattaforma, qualcosa come -40%. E tutto questo nonostante le tante (ma poco efficaci in realtà) novità introdotte.

    Bene, fatta questa premessa, che tanti di voi già conosceranno perchè se ne è parlato molto, vediamo di capire insieme quale potrebbe essere un strategia di uscita da questo lungo impasse che attanaglia Twitter.

    twitter qualita

    E’ evidente che dalla quotazione a Wall Street la situazione, già non proprio eccellente, è peggiorata, eppure la quotazione avrebbe dovuto provocare l’effetto opposto. Ma Wall Street ha in effetti acuito quelle che sono le mancanze e i difetti della società e della piattaforma, di riflesso. Apro una parentesi ricordando che anche Facebook immediatamente dopo la quotazione visse un momento di smarrimento, il titolo arrivò a toccare il fondo, ossia 17 dollari per azione e tutti erano pronti ad elencare i giorni che distavano dalla sua fine. Ma tempo un paio di mesi la situazione di risolse subito, e sapete perchè? Semplice, si diedero una strategia, una visione, sapendo bene che da quel momento tutto sarebbe stato diverso. E la strategia fu quella di orientare tutto il business sul Mobile. A distanza di cinque anni quella strategia è risultata vincente.

    Twitter e la mancanza di strategia e di leadership

    Quindi, cosa manca in questo momento a Twitter? Una strategia appunto. E la cosa peggiore è che adesso non c’è una figura in grado di dare una direzione. Come sapete Dick Costolo si è dimesso da CEO è dal 1° luglio la figura è gestita ad interim dal fondatore Jack Dorsey. E lo stesso Dorsey non gode di simpatia tra gli investitori che vedono in lui un ostacolo in più. Senza dimenticare che lo stesso Dorsey è impegnato anche su altri fronti, specie quella di dedicarsi alla quotazione in borsa della sua startup Square. Insomma, manca strategia e figura leader in grado di mettere in pratica una tale strategia. E quanta strada può fare un’azienda in queste condizioni? E da quello che si sa il nome del nuovo CEO potrebbe slittare addirittura all’autunno.

    Ma il vero problema che è emerso ormai chiaramente con i dati del Q2 2015, ed in realtà è sempre rimasta in sottofondo, è che Twitter è ormai una piattaforma non per tutti. E questo è evidente, sebbene i più affezionati utenti continuino a negarlo (come me d’altronde). In questo caso è utile una riflessione oggettiva. Twitter ancora risulta a molti di difficile consultazione e a nulla è valsa l’introduzione del “Mentre non c’eri” che di fatto non ha risolto il problema. Per cercare qualcosa di interessante, o comunque le notizie del momento, l’utente deve scrollare in basso diverse volte. Può andare sulla tab “Cerca su Twitter” per verificare gli argomenti più discussi (da mobile) mentre da pc si devono consultare le Tendenze, ma a quanto pare non sembra essere di grande aiuto per la gran parte degli utenti.

    Ed è quindi logico che Twitter a questo punto deve necessariamente puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, caratteristica che è rimasta valida fino a ieri, ma oggi è necessario voltare pagina. Ormai le notizie su Twitter girano a velocità “in tempo reale” ed è l’unica piattaforma su cui questo accade. Ora serve dare un ordine in termini qualità a tutto questo, per fare in modo che lo stesso utente possa trovare la piattaforma più semplice da consultare.

    La strada in effetti sarebbe già pronta ed è rappresentata da Project Lightning, il nuovo progetto che ha proprio lo scopo di mettere in risalto, catalogati per argomenti, i tweet e le notizie più popolari e condivise. Da qui l’utente avrà un accesso più facilitato sulla piattaforma. Qualcosa si sta cominciando a vedere in queste settimane, anche se ancora mancano notizie certe su quando in effetti questo progetto verrà messo in pratica. Ecco che ci risiamo sul problema della strategia e di una leadership in grado di interpretare e attuare una strategia valida.

    Twitter e l’advertising che ancora non soddisfa

    Mettendo in risalto la qualità in questo modo è evidente che questo può essere utilizzato anche in chiave di advertising, altro anello debole della piattaforma. Come sappiamo, a differenza di Facebook, Twitter non ha altri strumenti su cui puntare per monetizzare e quindi provare a diversificare, no. Twitter è afflitto dal problema tanto semplice quanto basilare e cioè che per impostare qualsiasi tipo di strategia di advertising servono gli utenti, altrimenti tutto resta inutile. E quindi, restando sulla strategia della qualità, anche gli advertiser avrebbero interesse a sfruttare questa opportunità avendo l’occasione di essere presenti lì dove si registra l’interesse degli utenti. E subito dopo innescare strumenti in grado di offrire agli advertiser strumenti per intercettare un pubblico sempre più interessato. Qualcosa in questo senso comincia ad intravedersi, ma resta sempre legato al “limbo” proprio perchè la crescita della base utenti è quasi pari a zero.

    Twitter ed un’eventuale acquisizione. Da Google?

    Detto questo, alcune considerazioni su un eventuale acquisizione bisogna farle. Perchè se Twitter non ha la forza di trovare la soluzione al suo interno, allora un possibile scenario (e nemmeno tanto lontano) resta che la società possa essere acquisita da un’altra. E chi potrebbe essere se non Google? Il nome della società di Mountain View è quello che ormai circola insistentemente negli ambienti, anche se in effetti non vi ancora nulla di concreto. Ma come possibile scenario potrebbe essere conveniente sia per Twitter che per Google stessa.

    Prima di tutto perchè uno dei punti deboli di Google continua ad essere ancora quello relativo ai Social Media. Google+ non è riuscito ad imporsi come doveva, l’idea di un’integrazione forzosa con YouTube ad esempio non ha funzionato molto, tra le proteste degli stessi utenti oltre che dello stesso fondatore della piattaforma video che un giorno disse “Google fa schifo”.

    E quindi, se il video è il vero contenuto su cui investire e se è vero che il live streaming (altro punto debole di Google) è la modalità del momento, ecco che acquisendo Twitter Google potrebbe risolvere in un solo colpo i due suoi punti deboli. Il live streaming di Twitter è ovviamente garantito da Periscope che ad oggi conta 10 milioni di utenti. Periscope stessa in questa fase, sin dal lancio avvenuto a marzo di quest’anno, non è stato adeguatamente sostenuto, proprio perchè manca una strategia (e ritorniamo sempre al punto di partenza). Pensate ad un’integrazione YouTube con Twitter e vedere i propri tweet su un contenuto video visualizzati all’interno della stessa pagina del contenuto, non sarebbe male.

    Insomma, Twitter deve cambiare e subito. Serve una strategia immediata e questa può essere solo individuata nel rendere più facile l’utilizzo della piattaforma puntando tutto sulla qualità dei contenuti, ossia puntando a rendere visibili e facilmente rintracciabili i contenuti davvero rilevanti. E’ ora di puntare sulla qualità e subito, di tempo se ne è perso ormai tanto e non ne resta poi tanto

  • Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in 1 minuto sul web e Social Media, nel 2015

    Cosa succede in un minuto sul Web e sui Social Media nel 2015? A vedere questi dati è proprio il caso di dire che i dati non dormono mai. Negli ultimi due anni la popolazione mondiale online è cresciuta del 20% e sempre negli ultimi due anni si sono emerse nuove realtà come Vine e Uber. Ma guardiamo tutti i dati in questa infografica.

    L’ultima volta che ne siamo occupati era proprio il 2013, ma vedere cosa succede online in 1 minuto, sul Web e sui Social Media in particolare, è sempre molto interessante. E’ proprio dalla verifica di questi dati che si ha la reale dimensione di quanti dati condividiamo in rete in soli 60 secondi, verificando inoltre che i dati, in effetti, non dormono mai. La ricerca di cui vi parliamo oggi è la terza edizione di una raccolta di dati iniziata da Domo, una software house americana, nel 2012 e questa edizione del 2015 è proprio la più ricca, mettendo in risalto altri servizi come Vine o Uber che contribuiscono ormai alla produzione quotidiana di dati.

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    Un dato che va assolutamente sottolineato è che in due anni la popolazione online è cresciuta del 20% e oggi le persone online sono 3,2 miliardi, erano 2,4 nel 2013. Cresce dunque la popolazione online e aumenta la quantità di dati che ogni giorno condividiamo. E sono proprio quei dati che in un certo qual modo delineano, in maniera abbastanza chiara, tutto ciò che facciamo online, evidenziano quella che è la nostra identità digitale. Ovvio che di fronte ad una mole di dati di queste dimensioni è necessario affrontare una riflessione più approfondita, anche perchè con il passare del tempo e con il nascere di nuovi servizi, i dati continuano a crescere a dismisura.

    Ma vediamo insieme qualche dato che tra l’altro potete vedere anche nell’infografica in basso.

    Allora:

    • su Facebook, il più grande social network della rete, ogni minuto i “like” sono 4 milioni e 166 mila, nel 2013 erano 1,8 milioni;
    • su Twitter oggi, ogni 60 secondi, i tweet sono 347.222, nel 2013 erano 278 mila;
    • su YouTube ogni minuto vengono caricate 300 ore di nuovi video, nel 2013 erano 72 ore;
    • su Instagram gli utenti mettono “like”, ogni minuto, a 1 milione e 736 mila foto;
    • su Pinterest gli utenti pinnano 9.722 immagini al minuto, nel 2013 erano 3.472.

    Questi un po’ i dati dei social network che conosciamo meglio e che hanno fatto registrare negli ultimi due anno numeri eccezionali. Ma come dicevamo all’inizio, accanto a questi negli ultimi anni sono sorti e si sono affermati nuovi servizi. ad esempio in questa edizione compare Vine sul quale ogni minuto vengono visualizzati oltre 1 milione di video. Interessante anche il dato che riguarda Uber, ogni minuto sono 694 i passeggeri che utilizzano il servizio. E su Netflix ogni minuto sono oltre 77 mila le ore di video streaming visualizzate dagli utenti, servizio che tra l’altro sta per approdare anche nel nostro paese.

    I dati dunque continuano a crescere senza sosta. E voi che ne pensate? Qual è la vostra opinione?

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