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  • Le notizie sugli attacchi di Parigi corrono sui Social Media

    Le notizie sugli attacchi di Parigi corrono sui Social Media

    Anche in questa triste occasione i Social Media hanno svolto un ruolo fondamentale per tutte le notizie che hanno riguardato gli attacchi di Parigi di ieri sera. Sin da subito. Oltre 9,8 milioni i tweet dagli hashtag più usati. Da segnalare la Safety Check attivata da Facebook e su Twitter la nascita di #PorteOuverte.

    La Francia torna di nuovo sotto attacco terroristico, dopo l’attentato a Charlie Hebdo e dopo gli altri attenti del giugno scorso, Parigi viene presa di nuovo di mira con gli attacchi in vari punti della città e soprattutto al teatro Bataclan dove sono i morti sono 80. Esplosioni anche allo Stade de France dove era presenta il presidente Hollande. Una nuova notte di terrore che ha scosso la Francia e tutto il mondo. Le scene che si sono viste sono davvero terribili.

    parigi-social-media

    E ancora una volta, così come in altre occasioni simili, i Social Media hanno svolto un ruolo fondamentale per reperire tutte le notizie su quello che stava accadendo. Già dai primi minuti su Twitter si lanciavano tweet che informavano dei vari attacchi. Ben presto tutti gli organi di informazione guarderanno a Twitter o Facebook per reperire aggiornamenti, video e immagini su quello che stava succedendo in tempo reale.

    Abbiamo voluto seguire, con TalkWalker, come spesso facciamo in queste situazioni, l’evoluzione delle conversazioni, in modo tale da offrire uno spaccato di quello che è il fenomeno che ogni volta si genera. Al momento abbiamo registrato quasi 10 milioni di risultati, di cui 9,8 milioni sono tweet. Gli hashtag più usati sono #Paris e #ParisAttacks durante la notte e adesso è #PrayForParis con oltre 4 milioni di tweet.

    Da segnalare la nascita nella terribile notte parigina di #PorteOuverte, l’iniziativa spontanea dei cittadini delle vie interessate dagli attacchi che tenevano la porta della loro casa aperta per dare soccorso ai tanti feriti: sono al momento 980 mila i tweet.

    Su Facebook invece si è attivata la funzionalità Safety Check, lanciata nei mesi scorsi per le emergenze naturali. In pratica con questa funzionalità Facebook contatterà tutte le persone che hanno segnalato la loro presenza a Parigi per sapere se stanno bene. In questo modo gli amici e i parenti degli utenti saranno informati in tempo reale.

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    Questa il grafico che ci mostra l’evoluzione temporale delle conversazioni su Twitter, il picco è alle 23,45 con 160 mila tweet per #Paris, altro picco con 159 mila tweet alle 00,30 per #PrayForParis.

    #paris conversazioni

    Questi i temi più usati nelle conversazioni in Francia:

    #paris temi francia

    E questi invece i temi delle conversazioni in Italia:

    #paris temi italia

    UPDATE #1

    #paris conversazioni_1

    Aggiornamento per quanto riguarda i risultati rilevati sulla base degli hashtag monitorati.

    #PrayForParis adesso è arrivato ad 8 milioni di tweet con il tweet di Louis Tomlinson (One Direction) che diventa quello più condiviso:

    La reach supera i 17 miliardi (ricordiamo che consideriamo la somma di tutte le volte che il contenuto è stato visualizzato nelle fasce orarie monitorate e di quanti account vi hanno interagito). Il picco è stato di oltre 400 milioni di reach alle 2.15 del 14 novembre.

    #PorteOuverte raggiunge 1,1 milioni di tweet.

    #Paris raggiunge 4,5 milioni di tweet. Segnaliamo tra questi che il tweet del neo primo ministro canadese, Justin Trudeau, è l’unico tra i più condivisi in assoluto da parte di personalità del mondo della politica.

    #ParisAttacks adesso è ad 5,1 milioni di tweet.

    Dall’Italia i tweet sono, fino a questo momento, 640 mila. Oltre 5,5 milioni di tweet sono in lingua inglese e 1,4 milioni di tweet sono in francese.

    Da segnalare che l’account ufficiale della città di Parigi ha sfruttato Twitter per condividere informazioni dirette ai tanti turisti presenti in città:

    https://twitter.com/Paris/status/665329317618958336

    Se diamo un’occhiata agli utenti più attivi, per capacità di coinvolgimento, notiamo che ci sono i grandi network di notizie come la CNN, BBC, Le Figaro, ma anche Justin Bieber e Katy Perry:

    Questi i risultati che vi segnaliamo su Facebook:

    Après les fusillades de #Paris , un tag de soutien fait son apparition: #PrayForParisDernières infos >> http://bit.ly/1HHXZBF

    Posted by Le Figaro on Venerdì 13 novembre 2015

    #PrayForParis

    Posted by Serie A TIM on Venerdì 13 novembre 2015

    ¡Hagamos el amor y no la Guerra!#PrayForParis

    Posted by Otra vez Lunes Show on Venerdì 13 novembre 2015

    "We heard so many gun shots," said an eyewitness recounting the ten "horrific" minutes from inside the theater in #Paris

    Posted by CNN on Venerdì 13 novembre 2015

    Suite aux attaques, de nombreux Parisiens ont utilisé le mot-clé #PorteOuverte pour ouvrir leurs portes aux riverains qui chercheraient un abri.

    Posted by Le Monde.fr on Venerdì 13 novembre 2015

    Questi invece i contenuti condivisi su Twitter:

    https://twitter.com/girlposts/status/665366747806097408

    https://twitter.com/nerdharry/status/665313886053224448

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/665338950416859136

     

    https://twitter.com/sillytronnor/status/665328982183702528

    https://twitter.com/RohanSinghKalsi/status/665298205693911041

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/665399972603498496

    https://twitter.com/SarahWaetpinosa/status/665343697765142528

    https://twitter.com/RelatableQuote/status/665296280663511040

    https://twitter.com/StylesLorelei/status/665396757958926337

    Questi invece alcuni tra i post più condivisi su Instagram:

    #PrayForParis

    Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    #PrayForParis Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    #PrayForParis

    Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    Our thoughts and prayers go out to all in Paris. Stay safe. We love you. ?: @jean_jullien Una foto pubblicata da Marc Jacobs (@marcjacobs) in data:

    Ralph Lauren sends its deepest thoughts and prayers to Paris, always the City of Light. #PrayforParis

    Una foto pubblicata da Ralph Lauren (@ralphlauren) in data:

    Questo il nostro resoconto anche se siamo ben consapevoli che questi dati sono ancora parziali. Come detto all'inizio il nostro intento era quello di dare la dimensione del fenomeno che è ancora in crescita. Eventuali aggiornamenti significativi li apporteremo in tempo reale.

  • Adolescenti e Social Network, sempre più dipendenti

    Adolescenti e Social Network, sempre più dipendenti

    L’Australian Psychology Society australiana si pone come osservatorio annuale dei disturbi che la Dipendenza dai Social Network crea negli adolescenti. Rispetto a soli cinque anni fa, oggi più del 60% dei giovani soffre di livelli eccessivi di Stress e di Depressione. Il dato più preoccupante che emerge dalla nuova ricerca è che non si cerca aiuto, ma si usa la Dipendenza stessa come auto-terapia.

    Dei disturbi legati alla Dipendenza da Internet o della Sindrome di FOMO (Fear of Missing Out) abbiamo già scritto.

    Oggi, tuttavia, una nuova ricerca dell’Australian Psychology Society, mette in luce quali sono i dati reali di questi effetti negativi tra gli adolescenti.
    Si tratta della quinta edizione annuale della National Stress and Wellbeing Survey australiana, che si pone come osservatorio “fotografico” della salute mentale e, più in generale, del benessere psicofisico dei giovani oggi.

    Il primo dato rilevato, tra chi vive costantemente connesso, è
    l’eccessivo livello di Stress e di Ansia.
    Più della metà degli adolescenti che leggono in continuazione i Tweet e gli Status degli amici pensano di non divertirsi abbastanza.
    Non soltanto di “perdersi qualcosa mentre sono sconnessi”, ma proprio di essere inferiori ai coetanei.
    Il Complesso di Inferiorità produce conflitti interiori di Insicurezza e Paura, spesso talmente profondi da raggiungere la Depressione.

    adolescenti-social-network

    “Vi è una concordanza molto forte fra le ore trascorse sulla tecnologia digitale e i più alti livelli di Stress e di Depressione”, dichiara il rapporto australiano.
    Rispetto a 5 anni fa – quando furono riportati i dati della prima Ricerca – oggi quasi il 60% degli adolescenti intervistati dichiara di avere grossi problemi a dormire e a esporsi in pubblico dopo aver passato in rassegna i siti dei Social Network.
    E qui troviamo un dato contraddittorio molto interessante.

    Se da un lato è proprio la continua connessione virtuale a provocare Depressione e Ansia, dall’altro una persona su due dichiara di ricorrere proprio ai Social Media per calmarsi e ritrovare equilibrio.
    Si tratta della metà degli adolescenti intervistati contro una proporzione del 37% di cinque anni fa.
    Si può senz’altro dire che più della metà – quasi il 60% – dei giovani si ammala a causa di una continua connessione, ma al tempo stesso ricerca questa connessione come auto-terapia.

    E’ questo, a nostro parere, il dato più preoccupante.
    Nessuno dei soggetti intervistati ricorre a una terapia o chiede aiuto, neppure chi è più facoltoso o chi è più istruito e ha avuto un’ambiente famigliare sereno e facilitante. Neanche chi ha contemporaneamente un altro impiego, quindi sarebbe portato a occuparsi d’altro.
    Il dato è preoccupante perché la Dipendenza non può che auto-alimentarsi, se si avvia un processo di auto-terapia.
    Esattamente come un circolo vizioso e maligno che non può trovare soluzione all’interno di sé.

    La Ricerca dell’Australian Psychology Society continua rendendo noti gli ultimi dati.
    Il 72% degli intervistati è consapevole che lo Stress ha impatto sulla propria salute fisica, ma anche se è consapevole e arriva a lamentare veri e propri stati di Angoscia non ricorre ad alcun aiuto terapeutico.
    Anzi.
    E’ provato che chi soffre maggiormente è molto più vulnerabile a diventare soggetto di Dipendenza da alcool, fumo, droghe leggere e, soprattutto, gioco d’azzardo.
    In proporzioni molto più alte rispetto ai coetanei – conclude la Ricerca – “ricorrere ai Social Media per alleviare lo Stress è simile alla maniera in cui le persone scommettono con i videopoker”.

    Alla base c’è senz’altro il bisogno di rimettersi al centro, rispetto agli altri e – inconsciamente – rispetto a se stessi.
    E per questo ci si gioca tutto, si rischia tutto.
    Si corre il rischio, si cerca e si ha bisogno del rischio perché si ha la necessità di “uscire da se stessi”.
    I Social Network rappresentano l’occasione perfetta per essere “altro” rispetto a quello che realmente siamo: più importanti, più apprezzati, famosi e, forse, più amati.
    Si cade nella Dipendenza per il bisogno di non sentire un vuoto, il vuoto che – a questo punto – i Like e i Retweet colmano facilmente.
    Alla ricerca di un’immagine di noi che ci piaccia di più, ci si perde in un circolo insano di aspettative e delusioni di cui i Social Network non sono la cura, ma solamente il veicolo di un malessere interiore.

  • #IoStoconVale, il racconto della giornata sui social media

    #IoStoconVale, il racconto della giornata sui social media

    Il racconto di quello che è successo sui Social Media riguardo all’ultima gara del Moto GP vinto da Jorge Lorenzo con Valentino Rossi che giunge quarto, nonostante fosse partito in ultima posizione dopo i fatti di Sepang. #iostoconvale è l’hashtag più usato con 117.700 risultati; Marc Marquez è il pilota più citato, e non è una sorpresa.

    Nelle ultime settimane gli italiani si sono appassionati, ancora di più è il caso di dire, al Moto GP soprattutto dopo i fatti di Sepang che di fatto hanno condannato Valentino Rossi a perdere il titolo che sembrava già vinto. L’atteggiamento discutibile avuto dal pilota della Honda, Marc Marquez, evidentemente per aiutare il suo connazionale, Jorge Lorenzo, e compagno di squadra di Valentino Rossi. Nell’ultima gara, disputatasi a Valencia, il pilota di Tavullia partiva dall’ultima posizione e di fatto il mondiale è stato pregiudicato. Nonostante tutto, Rossi arriva quarto, ma Lorenzo si aggiudica gara a mondiale con Marquez che in questa occasione si limita a fare da guardaspalle.

    #iostoconvale-valentino-rossi

    Una storia che ha appassionato tanti italiani anche sui social media e con i dati che abbiamo raccolto grazie a Talkwalker vediamo come è stata discussa la giornata. Il totale delle conversazioni che abbiamo rilevato è di oltre 269 mila.

    #iostoconvale-social-media

    L’hashtag più usato è stato senza dubbio #iostoconvale che ha totalizzato 117.700 risultati sui social media con una reach di 227,6 milioni. Il 99% di questi risultati arriva da Twitter, il canale più usato durante tutta la giornata e infatti i risultati sono 117.400 (reach: 210,3 milioni). Altro hashtag utilizzato, in misura minore, è stato #ForzaVale con 9.500 risultati e una reach di 17,5 milioni.

    Il picco registrato alle 14,45 di ieri è stato di 18.981 tweet per #iostoconvale.

    Nel corso della giornata abbiamo registrato anche i piloti più citati:

    • Marquez: 68.300 tweet
    • Lorenzo: 63.100 tweet
    • Valentino Rossi: 11 mila tweet

    Quest’ultimo dato riflette certamente il dato dei contenuti dove appunto i due piloti spagnoli sono presenti e raffigurati in tante maniere, come vedremo tra poco a proposito dei contenuti più condivisi.

    Abbiamo anche rilevato il dato degli Infuencers della giornata, gli utenti che si sono distinti, in questo caso,per capacità di engagement. E vediamo al vertice Guido Meda (@guidomeda), poi Francesco Facchinetti, Plesbol, Carlo Cracco, Serie A TIM, Arsenale K.

    #iostoconvale-influencers

    E adesso vediamo i contenuti più condivisi della giornata.

    Su Facebook abbiamo registrato di 2.457 risultati anche se non siamo in grado di proporvi adesso i più condivisi.

    Da segnalare anche il caso creato dall’azienda Biscotti Gentilini che pensando di cavalcare il momento con un’azione di RTM, real time marketing, ha pubblicato questa foto sulla propria pagina Facebook. Un’azione decisamente fuori luogo che non ha nulla a che vedere con il RTM e con l’ironia. Anche perchè non è che questa è un’azione che va sempre bene, questa infatti è una di quelle classiche situazioni dove non conviene farlo, a meno che non si ha in tasca l’dea del secolo.

    #iostoconvale marquez-gentilini

    Questi invece i contenuti tra i più condivisi e i più ironici su Twitter:

    https://twitter.com/SerieA_TIM/status/663356569514561536

    Ecco, questo un po’ il resoconto di quello che è stato sicuramente l’evento della giornata di ieri, un evento che alla fine ha coinvolto anche chi di solito non segue questo sport.

  • Facebook, il colosso oggi vale più di 300 mld di dollari

    Facebook, il colosso oggi vale più di 300 mld di dollari

    Dall’ultima trimestrale emerge che Facebook continua a macinare numeri in termini crescita, non solo per quello che riguarda la base utenti, ora di 1,55 miliardi di utenti attivi al mese. Facebook è un colosso da 4,5 miliardi di fatturato e un valore che supera i 300 miliardi di dollari.

    Facebook è ormai il social network più grande e più usato, e questo era un dato ormai assodato. E continua la sua crescita. I dati dell’ultima trimestrale, il Q3 2015, ci danno ancora una volta la dimensione di questa grandezza. Facebook oggi è una enorme macchina che fattura 4,5 miliardi di dollari, con una crescita dell’11% rispetto al precedente trimestre. Lo scorso anno era di 3,2 miliardi. L’advertising sul mobile vale oggi il 78% del totale in crescita del 66% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quest’ultimo dato è strettamente collegato alla crescita della base utenti che consulta ogni giorno il social network da mobile.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno---franzrusso.it-2015

    La base utenti oggi è di 1,55 miliardi di utenti attivi al mese (1,35 miliardi lo scorso anno); gli utenti attivi al giorno sono 1,01 miliardi (864 milioni lo scorso anno).

    Gli utenti da mobile crescono dunque e sono in totale 894 milioni quelli attivi al giorno, con una crescita del 27% in un anno, e 1,39 miliardi quelli attivi al mese, con una crescita del 23% in un anno.

    Numeri che testimoniamo la crescita continua del colosso, per non parlare degli altri servizi che appartengono ormai a Facebook. E parliamo di WhatsApp che oggi conta 900 milioni di utenti, di Instagram che conta oggi 400 milioni di utenti, superando anche Twitter in termini di utenza attiva.

    Ma oggi Facebook raggiunge un altro grande risultato, con il titolo, che grazie ai risultati positivi della trimestrale, guadagna il 6%. Di conseguenza cresce il valore dell’azienda che arriva ad essere superiore ai 300 miliardi di dollari. Più o meno lo stesso valore di Amazon.

    Guardano i dati qui sopra si vede che oggi Facebook appartiene a quel gruppo di aziende sopra i 300 miliardi di dollari di valore, l’azienda di Zuckerberg vale oggi la metà di Apple, l’azienda che vale di più. E si piazza subito dietro Microsoft (435 miliardi di dollari), Alphabet, la holding di Google (517 miliardi) e Apple, appunto (684 miliardi di dollari).

    Per fare un rapporto veloce, Facebook oggi vale ben 15 volte Twitter (20 miliardi di dollari) oppure vale 9 volte Yahoo! (33 miliardi), o anche come 5/6 volte Uber.

    [easy-tweet tweet=”#Facebook vale ben 15 volte #Twitter o 9 volte Yahoo!”  user=”franzrusso”]

    La strategia intrapresa nel 2012 da Facebook di puntare sul mobile trova in questi numeri la sua dimostrazione. Subito sopo la quotazione a Wall Street Facebook ebbe un momento di smarrimento, il valore delle azioni arrivò anche a 17 dollari, oggi è di circa 109 dollari. Una strategia che ha portato alle acquisizioni di Instagram e di WhatsApp, due mosse che si sono dimostrate vincenti.

    Ma la crescita di Facebook non è finita qui, e ormai non riguarda più e soltanto il social network.

  • Twitter, addio alle Stelline e spazio ai Cuoricini

    Twitter, addio alle Stelline e spazio ai Cuoricini

    Se ne parlava da un po’ per la verità, ma da oggi Twitter dice addio alle stelline, i Preferiti, per fare spazio ai Like, ai Cuoricini. Quindi anche Twitter si uniforma ai Like, seguendo Facebook. La stessa novità riguarda anche Vine. Ma era davvero necessario?

    Da mesi vi raccontiamo che Twitter ha dei problemi non solo dal punto di vista degli utenti, ma anche di coinvolgimento, quindi di utilizzo. Twitter ha un potenziale che vale forse tre volte l’ammontare dei suoi utenti attivi, che oggi sono 320 milioni. Vuol dire che in effetti tanti utenti preferiscono non usarlo perchè risulta ancora complicato. E sulla complessità della piattaforma si trova d’accordo anche il nuovo CEO Jack Dorsey che in occasione della presentazione dei dati del secondo trimestre di quest’anno aveva dichiarato che Twitter in effetti risulta ancora complicato da usare.

    twitter-cuoricini

    E mentre tutti si attendevano l’avvio di Moments in Europa, quindi anche in Italia, Twitter decidere di avviare un aggiornamento di cui da mesi si parla, in verità. Infatti da oggi Twitter dice addio alle stelline dei Preferiti per fare spazio ai Cuoricini dei Like. Una mossa che ovviamente sta facendo molto discutere gli utenti, soprattutto per il fatto che ora l’apprezzamento del contenuto, quando non è RT (che appunto non sempre sta ad indicare apprezzamento) passa per un Cuoricino, ossia un Like. Proprio come succede per Facebook, il primo a lanciare i Like.

    Che le stelline avessero forse compiuto il loro corso era praticamente chiaro a tutti. Nell’introdurre questa novità Twitter spiega che il Cuoricino adesso appare come un simbolo “gratificante”. Con questa novità Twitter vuole davvero rendere più chiaro il concetto di ciò che ci piace, a differenza delle stelline. A giustificazione di tutto, Twitter fa sapere anche che i test fatti in precedenza evidenziano che il Cuoricino è piaciuto agli utenti.

    twitter cuoricino italiano

    Come certamente saprete, non è la prima volta che Twitter si misura con i Cuoricini, basta vedere Periscope per verificarlo. Lo scopo, fa sapere sempre Twitter, è quello di rendere il Cuoricino un simbolo che accomuni tutte le piattaforme, quindi anche Twitter e Vine.

    Sinceramente, ci si sarebbe aspettati qualcos’altro rispetto al Cuoricino, che certamente diventerà uno strumento in più per Twitter al fine di misurare l’interazione sui contenuti condivisi. Dopo gli RT, praticamente anche su Twitter parleremo di Like, come accade, di nuovo, su Facebook.

    Si poteva fare altro? Si, per esempio si poteva, per ottimizzare l’uso della piattaforma, introdurre la possibilità di modificare i tweet, proprio come succede su Facebook. Avrebbe aiutato di a dal punto di vista del coinvolgimento, quindi utilizzo, sia dal punto di vista dell’apprezzamento stesso della piattaforma, già limitati dai 140 caratteri che inducono in errore.

    Si poteva rilasciare prima Moments per provare a vedere se effettivamente la base utenti apprezzava e di conseguenza partecipava attivamente. Ma si è voluto passare per la via più facile.

    E ora cosa ci attenderemo? L’addio al limite dei 140 caratteri per i tweet? Ormai niente appare più sacro, quindi un cambiamento del genere è assolutamente da mettere in conto.

    Il rilascio dei cuoricini sarà anche per mobile e tutte le altre piattaforme, oltre che su desktop.

    E voi che ne pensate? Stelline o Cuoricini?

     

  • Digital Think-In, ecco il programma completo

    Digital Think-In, ecco il programma completo

    Digital Think-In è la prima edizione di un evento che, unico nel suo genere nel panorama italiano, vuole mettere a confronto idee e progetti per costruire il futuro dei Musei nell’era del Digitale. L’evento, che si terrà mercoledì 4 novembre, è promosso dal Museo MAXXI e vedrà la partecipazione di addetti ai lavori e professionisti. Ecco il programma aggiornato e fino al 3 novembre è possibile ancora partecipare.

    Digital Think-In sta per arrivare! Ancora pochi giorni e poi si darà vita ad un evento davvero unico nel nostro paese. Per la prima volta ci sarà un confronto tra professionisti ed esperti di nuove tecnologie e nuovi media con esperti del settore dei Musei e della Cultura per abbracciare e comprendere le grandi opportunità che oggi il Digitale offre. Sarà quindi l’occasione per discutere, promuovere e ragionare idee e progetti che possono aiutare a costruire il futuro dei musei nell’era del digitale. Una bella sfida ed ecco perchè per me è un grande onore prendervi parte.

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    Digital Think-In si terrà a Roma il prossimo mercoledì, 4 novembre, e sarà un’intera giornata dedicata all’evoluzione tecnologica in ambito museale con keynote, speech, presentazioni, tavole rotonde, un evento aperto ai geek e ai tanti appassionati e addetti ai lavori. Per tutti coloro che fossero interessati a partecipare si possono ancora acquistare i biglietti a questo link, ma solo fino a domani 3 novembre.

    Il programma della giornata è denso di momenti di confronti e di approfondimento, senza dimenticare i workshop previsti che daranno modo di approfondire meglio gli argomenti.

    digital-think-in-speakers

    Tanti i professionisti che saranno presenti, ci saranno, tra gli altri, Alessandro Bollo, responsabile Ricerca e Consulenza Fondazione Fitzcarraldo (Torino); James Davis, Program Manager at Google Art Project (Londra); Luca De Biase, giornalista e scrittore, responsabile di Nòva24 (Milano); Antonella Di Lazzaro, Direttore Media Twitter Italia (Milano); Ezra Konvitz Co-Founder Art Stack (Londra); Conxa Rodà Head of Strategy and Communication – Museu Nacional d’Art de Catalunya (Barcellona); Lia Barcellona Tamborra Museum Hack (New York); Rebecca Taylor Executive Vice President – FITZ & CO (New York); Gruppo Mud Museo Digitale, MiBACT (Roma); Prisca Cupellini, Comunicazione Online e Progetti Digitali, Maxxi (Roma).

    Ma anche Carlo Infante, Federico Ferrazza, Ilaria Barbotti, Marianna Marcucci e Fabrizio Todisco, e anche Laura Bononcini, Responsabile Rapporti Istituzionali Facebook Italia, che ci parlerà di “Instagram e il Mondo dell’Arte”.

    Senza dimenticare la premiazione dei vincitori della #DITCall, ossia migliori progetti digitali dell’anno legati alle attività culturali, educative, promozionali e di ricerca.

    Insomma Digital Think-In si presenta, e sarà, uno degli eventi più attesi nel panorama digitale italiano, un’occasione dunque da non perdere.

    Ci vedremo lì allora con grande piacere!

  • LinkedIn: 400 milioni di utenti ma solo un quarto lo usa

    LinkedIn: 400 milioni di utenti ma solo un quarto lo usa

    LinkedIn ha diffuso i dati relativi al terzo trimestre del 2015, il Q3. I risultati finanziari sono positivi con 780 milioni di dollari di fatturato e una crescita del 37% rispetto allo scorso anno. In settimana la piattaforma di social business network ha raggiunto il traguardo dei 400 milioni di utenti, ma solo 100 milioni sono gli utenti attivi al mese.

    Periodo di trimestrali questo e infatti adesso è la volta di LinkedIn nel pubblicare i dati finanziari dell’ultimo trimestre, il Q3 2015. E a vedere i dati LinkedIn fa registrare una performance finanziaria positiva con un fatturato di 780 milioni di dollari (41 milioni arrivano da lynda.com) e un EPS (guadagno per azione) di 78 centesimi di dollaro. Le previsioni degli analisti erano di di 755, 64 milioni di dollari con un EPS di 46 centesimi di dollaro. Di conseguenza dati più che positivi.

    linkedin-mobile

    E, tra i dati diffusi, ci sono anche quelli che riguardano gli utenti che usano la piattaforma di “social business network”. Ad oggi gli utenti sulla piattaforma sono 400 milioni, cresciuti di 20 milioni, infatti erano 380 milioni lo scorso luglio. Un dato che segna una crescita comunque costante della piattaforma. Nell’aprile del 2014 gli utenti complessivi erano 300 milioni.

    linkedin-400-milioni

    Badate che sono indicati appunto gli utenti complessivi, infatti il dato preso senza la dovuta precisazione fa sembrare LinkedIn addirittura più grande anche di Twitter. E’ vero che adesso sembra che tutti stiano lasciando Twitter fermo al palo, ma in realtà stiamo parlando di utenti complessivi. Il discorso diventa completamente diverso se guardiamo il dato degli utenti effettivi, ossia quelli che usano la piattaforma attivamente ogni mese, i MAUs (Monthly Active Users).

    Ebbene, il dato rilevato è che solo il 25% del totale usa LinkedIn in maniera attiva. E quindi, in numeri, solo 100 milioni usano la piattaforma (erano 97 milioni lo scorso trimestre). Se lo paragoniamo a Twitter infatti il paragone non regge proprio per il fatto che Twitter ha 320 milioni di utenti attivi. Per non parlare poi di Facebook con quasi 1 miliardo e mezzo di utenti attivi.

    Ma LinkedIn ha un grosso vantaggio che altri, quindi Facebook e Twitter, non hanno, e cioè che la piattaforma gestisce le sottoscrizioni Premium, quelle che nell’ultimo trimestre sono cresciute del 21%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un ricavo di 138 milioni di dollari. E il dato è in crescita anche rispetto al Q2 2015, quando i ricavi erano 128 milioni di dollari.

    La società fa anche sapere che 1 milione di utenti ha pubblicato “contenuti lunghi” e sono quasi 20 milioni gli slideshare caricati. Inoltre, il 40% degli utenti consulta la piattaforma da mobile.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra esperienza con LinkedIn.

  • Twitter, solo 4 milioni di utenti in più in 3 mesi

    Twitter, solo 4 milioni di utenti in più in 3 mesi

    C’era molta attesa per i risultati del Q3 2015 di Twitter, i dati finanziari del terzo trimestre, il primo dopo la nomina di Jack Dorsey come nuovo CEO permanente. La fotografia che si può fare è che, nonostante tutto, le finanze sono più positive dei dati della base utenti, cresciuta solo di 4 milioni in tre mesi. Adesso la base è di 320 milioni.

    Sinceramente non ci si aspettava certo i fuochi di artificio dalla  pubblicazione dei dati relativi al Q3 2015 di Twitter, il terzo trimestre di quest’anno e il primo da quando Jack Dorsey è stato nominato CEO permanente della società. Dai dati emerge dunque che la situazione finanziaria della società è più positiva rispetto a quella della base utenti. I ricavi, adesso di 569 milioni di dollari, sono cresciuti del 58% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (361 milioni di dollari, Q3 2014), battendo le previsioni che davano una cifra tra i 545 e 560 milioni di dollari.

    twitter-base-utenti

    Twitter continua ad essere un’azienda in rosso, le perdite adesso sono di 132 milioni di dollari, situazione comunque migliore se paragonata a quella dello scorso anno quando le perdite erano di 175,5 milioni di dollari. Le previsioni, per quanto riguarda i ricavi del prossimo trimestre sono di 695/700 milioni di dollari, in calo rispetto alle previsioni degli analisti.

    Twitter-Q3-2015-utenti-attivi

    Ma il dato che interessava davvero era quello relativo alla base utenti, e infatti da questo punto di vista i dati rivelano che permane ancora una condizione problematica. Ad oggi gli utenti attivi su Twitter sono 320 milioni, crescono di 4 milioni rispetto all’ultimo trimestre, quando erano 316 milioni. Un dato molto deludente. E le previsioni erano di 324 milioni, cioè 8 milioni in più. Il risultato è stato solo della metà. Lo scorso trimestre gli utenti erano stati + 8 milioni.

    Risale ad appena un mese fa la notizia che Instagram ha superato proprio Twitter raggiungendo i 400 milioni di utenti attivi.

    Gli utenti crescono dunque di 33 milioni in un anno, cioè 2,75 milioni di utenti al mese, quindi una crescita dell’11%. E la base di utenti dagli Usa resta immobile per il terzo trimestre consecutivo.

    Resta quindi il problema della crescita e il sospetto è che anche le ultime novità legate a Moments o a Twitter Poll non risultino efficaci fino in fondo. La sensazione è che sia necessario intervenire con altre modifiche per riportare gli utenti su Twitter. Anche perchè esiste un grande potenziale che guarda Twitter dal di fuori ma evita di registrarsi, per colpa della piattaforma ancora difficile da usare. Infatti l’introduzione di Moments dovrebbe (condizionale d’obbligo) servire proprio a questo, a convertire quei potenziali utenti in utenti registrati.

    Altri dati interessanti riguardano il Mobile:

    • l’86% dei ricavi totali di Twitter proviene proprio dal mobile advertising;
    • l’80% degli utenti attivi di Twitter arriva proprio dal Mobile.

    Ad oggi Dorsey sta lavorando più su una riorganizzazione della società, ricordiamo il taglio dell’8% circa dei lavoratori, allo scopo di rendere più efficiente la società. Ma adesso è il momento di lavorare sulla piattaforma, e non è escluso che vengano introdotte anche soluzioni impopolari, che farebbero discutere come l’eliminazione del limite dei 140 caratteri esistente per i tweet, non esiste più per i DM.

    Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi.

  • Social Media: accrescere l’Engagement con il Contenuto

    Social Media: accrescere l’Engagement con il Contenuto

    Quali sono i principali obiettivi che ci si pone in una strategia di Social Media Marketing? La risposta ce la da un’indagine di Ascend2 che ha chiesto a 294 professionisti quali fossero i principali obiettivi. Al primo posto figura quello di aumentare l’engagement con il proprio pubblico; al secondo quello di accrescere la brand awareness.

    Molti di voi sanno cosa significa approntare una strategia di Social Media Marketing, quali sono le difficoltà che si presentano puntuali. Come tutte le strategie, anche una strategia di SMM ha bisogno di fissare degli obiettivi, concetto che potrebbe apparire banale, ma è opportuno sottolinearlo, proprio per trasmettere l’idea che la strategia va pensate, ragionata, rapportata alle esigenze che si presentano. E quindi alla domanda “quali sono i principali obiettivi da porsi in una strategia di Social Media Marketing?” possiamo dare una risposta con i dati che ci offre questa ricerca di Ascend2 che ha chiesto a 294 professionisti del marketing, vendite e business, provenienti da ogni parte del mondo, quali fossero gli obiettivi che si prefiggono, sintetizzata anche da eMarketer.

    social-media-contenuto-engagement

    Ebbene, da quello che si vede i marketers usano costantemente i Social Media non solo in ottica di brand awareness, ma soprattutto per dialogare e accrescere il coinvolgimento del proprio pubblico. E questo è da ritenersi un po’ il senso di una strategia per un’azienda. Il dialogo va cercato per coinvolgere il proprio pubblico per far sì che la stessa azienda possa crescere, possa migliorarsi, possa dare la giusta attenzione alle persone che apprezzano quello che fa, e quindi anche acquistando e servendosi dei prodotti e/o servizi che propone.

    social-media-obiettivi-engagement

    Come potete vedere, questo obiettivo è stato indicato dal 64% degli intervistati. Al secondo posto troviamo un altro grande obiettivo  che è quello di accrescere la brand awareness indicato dal 54% dei marketers intervistati.

    social-media-obiettivi-contenuto

    E quale tattica risulta più efficace? La risposta a questa domanda apparirà, anche in questo caso, scontata ma, come sappiamo bene, senza Contenuto non vi può essere una strategia efficace. E allora ecco che al primo post troviamo proprio la tattica di creare un contenuto coinvolgente, 82%. La stessa tattica risulta poi essere la più difficile da realizzare (69%).

    Per il 54% degli intervistati una tattica utile è quella di “postare” sui social networks, considerata difficile da applicare per il 19%. Notare che scrivere sul blog è indicato al 25% e postare su un “microblog” (leggasi Twitter, ad esempio) solo al 4%.

    social-media-obiettivi-contenuti-efficaci

    Parlare di Social Media Marketing oggi è molto diverso rispetto solo a pochi anni fa, oggi c’è maggiore consapevolezza da parte delle aziende, sono infatti temi affrontati con maggiore “maturità” se vogliamo usare questo termine. E se ne trova conferma anche alla domanda “quanto è cambiata l’efficacia della strategia di social media marketing?“. Il 77% in sostanza afferma che è cresciuta l’efficacia delle loro strategie: cresciuta significativamente per il 30%, cresciuta lievemente per il 47%. Di conseguenza aumenta anche il budget, cresce infatti per il 69% degli intervistati

    E qual è la tipologia di contenuto più efficace? Al primo posto troviamo, ovviamente (è il caso di dire) i Video (69%), poi le infografiche (50%), e poi i post sul blog (35%). Il visual content è quindi il contenuto più efficace.

  • Facebook, ecco le notifiche Mobile in stile Cards

    Facebook, ecco le notifiche Mobile in stile Cards

    Facebook ha annunciato oggi il rilascio, solo per gli Usa, di un nuovo modo di visualizzare le notifiche da Mobile. Le notifiche vengono sostituite adesso dalle “Cards”, personalizzabili. E sembrano molto simili a quelle che si vedono su Google Now.

    Facebook continua a rendere migliore per gli utenti l’esperienza da mobile e l’ultima novità, che riguarderà solo gli Usa per il momento, sembra andare in questa direzione. O almeno ci prova. Si perchè la novità annunciata oggi riguarda le notifiche che riceviamo sulla nostra app da mobile, quelle notifiche con il badge rosso per meglio intenderci. Ebbene, sparisce quella sezione e viene sostituita da un modalità di notifiche fatte di “Cards”, quindi di schede, che racchiudono praticamente le notifiche. Il risultato dal punto di vista grafico non sembra così male, anzi sembra tutto più ordinato. Anche se, cosa che è stata già notata ed evidenziata da molti blog del settore come TechCrunch o The Verge, il risultato sembra molto simile a quello che già si vede su Google Now. E lo si vede bene dagli screenshots e dal video ufficiale.

    notifiche-facebook-mobile-eventi

    Le Cards sono personalizzabili e costituiscono il feed dei contenuti che vogliamo visualizzare e anche degli aggiornamenti. Ad esempio, è possibile attivare Cards separate per Eventi o per Compleanni, in questo modo i contenuti relativi a questi due interessi verranno visualizzati all’interno delle schede, e non più visualizzati in alto tutte insieme con il badge rosso che cresceva di numero.

    Le Cards possono anche contenere informazioni geolocalizzate, con la modalità attiva, e quindi si possono creare schede sulle previsioni del tempo, sui film in programmazione nei cinema più vicini a voi, sui posti dove mangiare.

    E’ possibile modificare le Cards e quindi aggiungerne altre.

    Insomma, dal punto di vista della visualizzazione dei contenuti da mobile questa sembra essere una bella novità. E davvero sembra migliorare l’esperienza. Potrebbe però sorgere un problema di consumo dello smartphone per via delle notifiche geolocalizzate per la maggior parte degli utenti, ma questo è un problema che potrà essere affrontato.

    Vedremo quando saranno rilasciate anche da noi, per il momento queste modifiche sono disponibili per iOS e Android solo negli Usa.