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  • E Facebook primeggerà anche con i Live Video streaming

    E Facebook primeggerà anche con i Live Video streaming

    A distanza di pochi mesi dall’introduzione del Live Video streaming per i personaggi famosi, Facebook comincia a fare qualche test negli Usa su iPhone, per poi rendere la funzionalità presto disponibile per tutti gli utenti.  Facebook spinge sempre di più verso i video e lancia la sfida ad app come Meerkat ma soprattutto a Periscope.  E anche in questo Facebook sarà vincente.

    Quattro mesi fa Facebook lanciava il nuovo servizio di video live streaming limitandolo però solo ad un ristretto numero di utenti famosi, per verificare come lo stesso servizio funzionasse e testandolo con utenti che avessero un grosso seguito. E’ di ieri la notizia che, a distanza quindi di pochi mesi, Facebook sta cominciando a testare il servizio con un piccolo gruppo di utenti negli Usa, solo per possessori di iPhone. Si tratta quindi di un esperimento che prepara il lancio della funzionalità di live streaming per tutti gli utenti.

    facebook-live-video-streaming

    Non è un mistero che Facebook è ormai sempre più orientato verso i contenuti video. Basti pensare che gli ultimi dati del Q3 2015 ha rivelato che Facebook ha totalizzato, per quanto riguarda i contenuti video, 8 miliardi di visualizzazioni (erano 3 miliardi a fine 2014) contro i 4 miliardi di visualizzazioni di YouTube, il sito per i contenuti video per antonomasia (ancora per poco a quanto pare). Solo nel mese di giugno Facebook ha annunciato l’algoritmo che in pratica ci mostra nel feed i video piacciono di più agli utenti, considerando il numero dei video visualizzati e il tempo trascorso per vederli.

    Adesso Facebook preme l’acceleratore su live streaming, quindi sulla possibilità che gli utenti possano diventare del broadcaster, introducendo sul feed anche video in live streaming. La fase di test mira quindi ad ottimizzare il servizio cercando di superare le criticità che sono già emerse, ossia il rallentamento dello streaming dei video. Immaginate cosa potrebbe succedere nel momento in cui 1 miliardo di utenti al giorno cominciasse ad introdurre anche i video live. Ecco, con l’esperimento cominciato negli Usa le problematiche da affrontare saranno essenzialmente queste.

    Come funziona Live Video di Facebook

    Quindi, i fortunati che sono stati selezionati per questa fase, vedranno sulla barra inferiore del loro status l’icona del “Live Video“, si potrà aggiungere una breve descrizione e decidere anche il pubblico con cui condividere il vostro live streaming. E durante lo streaming sarà possibile visualizzare il numero degli “amici” connessi e il flusso dei commenti in tempo reale. Una volta terminato il vostro live, il video sarà disponibile sulla timeline come qualsiasi altro video e quindi potrete cancellarlo oppure mantenerlo online in modo che anche gli amici che non hanno partecipato al live lo possano vedere.

    facebook-live-video-streaming-mobile

    Facebook lancia la sfida a Periscope, e la vince

    Con Live Video Facebook lancia la sfida principalmente a Periscope. Si è vero, esiste anche Meerkat, ma quest’ultima non è riuscita, nonostante avesse avuto anche il vantaggio di essere uscita per prima, di mostrarsi valida e popolare. Mentre invece Periscope, nonostante le tante difficoltà, ha saputo in qualche modo presentarsi come il vero modo per fare live streaming con un’app. Gli utenti hanno quindi a cominciato a sperimentare le proprie capacità di broadcasting prendendo dimestichezza anche con i cuoricini. Solo che nonostante tutto, e resta davvero la domanda ancora senza risposta, Twitter non ha saputo (o forse non ha voluto) sostenere al meglio l’app, aiutandola a diventare ancora più popolare. Non vi è stato una vera spinta a fare in modo che i live venissero condivisi sulla timeline in maniera più agevole e veloce. Forse questo si verificherà quando Moments sarà attivo a livello globale, ma intanto tutto questo è mancato e Periscope ha spesso il sapore dell’occasione mancata.

    E invece Facebook con i Live Video punterà proprio a rendere più facile e veloce la condivisione dei video in live streaming direttamente sulla timeline, senza passare quindi per un’app. E’ chiaro che da questo punto di vista Facebook mette a segno un punto fondamentale e forse l’errore di Twitter è stato proprio questo. Anche se a ben vedere è tutta una questione di mezzi e risorse.

    Twitter ha saputo cogliere il momento, ma lo ha sfruttato a sufficienza proprio perchè non poteva permettersi una condivisione live streaming sulla piattaforma, non ne aveva i mezzi, ecco spiegato il lancio di Periscope. Solo qualche giorno fa, come certamente ricorderete, Twitter ha disattivato il contatore delle condivisioni proprio perchè (questa la versione ufficiale) i propri server non hanno abbastanza forza per reggere milioni e milioni di condivisioni. Una spiegazione che lascia molto a desiderare, ma che se la guardiamo da questa ottica forse ha una propria logica.

    E allora la conclusione è che anche su questo Facebook vince, e sarà proprio così. Presto anche il live streaming sarà modalità a portata di tutti, i video saranno visibili sulla timeline totalizzando visualizzazioni che contribuiranno a fare crescere sempre di più il numero che farà impallidire anche YouTube. Ancora una volta una mossa vincente.

  • Mark Zuckerberg, l’imprenditore atipico che sorprende il Web

    Mark Zuckerberg, l’imprenditore atipico che sorprende il Web

    Mark Zuckerberg annuncia a sorpresa, in occasione della nascita della figlia Max, che donerà il 99% del valore delle azioni Facebook possedute da lui e dalla moglie Priscilla in beneficenza. Il valore è di circa 45 miliardi di dollari. Forse è lui il nuovo Bill Gates con cui ha molte cose in comune, anche quello di essere un imprenditore atipico.

    Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, indicato come uno dei 100 uomini più ricchi del mondo, ha fatto un annuncio che ha sorpreso un po’ tutti. L’occasione è stata la nascita di Max, la sua primogenita, alla quale ha scritto una lunga lettera. Ma quello che sta facendo discutere, e continuerà ancora per molto, è che lui si impegna, insieme alla moglie Priscilla, a donare in beneficenza, nel corso della sua vita, il 99% delle azioni Facebook da lui possedute. Un valore di circa 45 miliardi di dollari (più o meno un sesto del valore totale dell’azienda che valo più di 300 miliardi di dollari).

    mark-zuckerberg-priscilla-max

    E’ sicuramente uno dei gesti più generosi che si siano mai registrati nella storia anche se non si conoscono ancora molti dettagli, si sa però che la coppia ha aperto una pagina della Chan Zuckerberg Initiative.

    La donazione, che dovrebbero consistere in un importo di 1 miliardo di dollari l’anno, verrà fatta proprio alla Initiative (una Fondazione quindi) della coppia con cui si provvederà a finanziare progetti legati alla filantropia, quindi allo sviluppo dell’umanità e, come scrive nel suo post che presenta la “Lettera a nostra figlia“, mira a promuovere “l’uguaglianza”, curare le malattie, mira a promuovere progetti per l’apprendimento, le energie pulite, a ridurre la povertà.

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    Tutte nobili ambizioni che sono sicuramente mosse anche dal fatto che da oggi Mark diventa padre, e come tutti i padri si pone mille ambizioni per riuscire a dare ai propri figli un mondo migliore. Ambizioni che spesso restano tali sulla carta, nonostante la buona volontà a fare le cose. Solo che lui, ancora una volta, sorprende tutti, anzi è più corretto dire che “spiazza tutti”. Zuckerberg, nel fissarsi dei buoni propositi per l’umanità, decide quindi di destinare il 99% del valore delle sue azioni Facebook, cioè 45 miliardi di dollari. Un gesto che risuona eccome. E forse il fatto di essere diventato padre non è altro che una fase di un suo progetto più vasto.

    Non è la prima volta che Zuckerberg mostra questa sua attenzione allo sviluppo dell’Umanità, in questa direzione va anche Internet.org che si pone l’obiettivo di “connettere il mondo”. Ma stavolta è diverso.

    Zuckerberg, come ha scritto qualche critico americano oggi, mira a diventare il nuovo “Bill Gates”. Del resto hanno molte cose in comune: hanno studiato ad Harward, entrambi sono programmatori e poi imprenditori di successo. Anche il fondatore della Microsoft ha sempre posto molta attenzione ai temi della povertà, dello sviluppo, delle energie pulite, infatti nel 2000, a 45 anni dopo aver lasciato la guida della sua azienda, apre la sua fondazione insieme alla moglie, la “Bill & Melinda Gates Foundation“. Mark Zuckerberg in effetti compie oggi un passo molto simile, anche se resta alla guida di Facebook e ha 31 anni. Sarebbe già pronto a lasciare la sua creatura per seguire i progetti della sua fondazione insieme alla moglie? Al momento la risposta potrebbe essere “forse”, ma se davvero succedesse non sarebbe a quel punto una sorpresa.

    La domanda che ci si pone adesso è, forse, cosa spinge un imprenditore all’apice del suo successo, e così giovane tra l’altro, ad azioni come queste che dovrebbero essere accolte sempre con grande favore. Forse c’è la voglia, arrivati ad un certo punto, con la consapevolezza di un percorso fatto, di essere utili, meglio, di sentirsi utili, condividendo anche ciò che si ha. Sia chiaro, non stiamo parlando di un benefattore: lo stesso Zuckerberg non cederà tutti i suoi averi, ma senza dubbio compie un gesto importante a 31 anni. In Italia ci meravigliamo molto quando si presentano casi come questi, vuoi perchè abbiamo una cultura differente dell’imprenditoria che sì, diventa in alcuni situazioni utile alla causa, ma non vi è stata mai un’azione del singolo imprenditore con un’azione simile.

    La risposta alla domanda di prima va certamente cercata nel contesto culturale ed è un discorso, se vogliamo, anche difficile da sviluppare in un post. Resta il fatto che l’azione di Zuckerberg merita rispetto e un grande plauso, nonostante si voglia pensare che ci sia dietro chissà quale tornaconto.

    Forse ci sarà, ma bravo Zuck per l’esempio!

  • Il Tempo: la risorsa più rara e preziosa sul Web

    Il Tempo: la risorsa più rara e preziosa sul Web

    La vera ricchezza oggi, per chi lavora sul Web e non solo, è avere Tempo. Tempo da dedicare a sé e agli altri, tempo per imparare a giocare anche da adulti, per mantenere viva la nostra autenticità. E autenticità significa rimanere se stessi, genuini e soprattutto coerenti con quello che si dice, si pensa e si fa.

    Chi fra noi lavora sul Web e non ha una vita scandita da un contratto di lavoro preciso, fa i conti quotidianamente con alcune risorse che sono sempre più scarse e, quindi, sempre più preziose.
    Prima di tutto, il Tempo.
    Lavoriamo e comunichiamo in Rete a qualsiasi ora, finendo per mangiare quando si può, addormentandoci quando si riesce e correndo a giorni alterni su treni sempre in ritardo.
    Sono in ritardo i treni – per eccellenza – ma siamo sempre in ritardo anche noi. Le scadenze del nostro lavoro non ci permettono di rilassarci e anche nei fine settimana – se non seguiamo corsi di formazione – siamo costantemente a controllare almeno le mail.
    Il tempo è la risorsa più preziosa oggi.
    E ormai anche l’equilibrio psicofisico lo sta diventando.

    tempo-web-social-media

    Perché insieme al tempo, anche lo spazio per noi stessi e per la nostra salute si riduce al niente.
    Le implicazioni sono moltissime.
    In primo luogo, si restringe quel luogo di Gioco che permette di mantenerci sani e rinnovare la nostra creatività.
    Si perde l’opportunità di ribaltare le priorità solite, guardando il nostro mondo da prospettive diverse, magari opposte, per cambiare orizzonte e metterci alla prova.
    Il Gioco, certamente, è un’altra delle fondamentali risorse umane che vengono meno quando manca il Tempo.
    E’ normale: stiamo lavorando e non si può scherzare.
    Eppure saper Prendere il Gioco Seriamente è una delle virtù più difficili dell’essere umano adulto.

    Significa sapere prendesi in giro, quindi sapere di non essere per forza i vincitori, e significa soprattutto aver imparato a gestire la propria posizione sociale in base alle circostanze.
    Farsi avanti, piuttosto che restare zitti, per esempio.
    Quanto ci infastidisce chi non sa ridimensionare la propria posizione quando cambia la realtà?
    Ecco: questo è qualcosa che si impara giocando, giocando seriamente, trovando quel tempo e quello spazio solo per se stessi in cui mettersi alla prova.

    Un altro gioco serio, molto serio, è imparare ad essere leggeri.
    Che è cosa ben diversa dall’essere superficiali: significa saper coltivare la propria influenza positiva, su se stessi e sugli altri.
    Significa – e questo è fondamentale per ciascuno di noi – trovare un modo di comunicare di grandissima efficacia.
    Giochiamo seriamente insieme: saremo più felici e ci sentiremo più compresi.
    Perché la comunicazione si trasforma in empatia, e per questo convince e persuade, perché fa sentire la nostra vicinanza psicologica a chi ascolta.

    Ecco: è il momento in cui tutti si tolgono la maschera. Non solo le maschere false e artefatte, ma anche quelle necessarie alla nostra professione.
    Ci si toglie la divisa, ci si toglie il camice, ci si toglie il badge col proprio nome e cognome più titolo aziendale.
    Ci si ritrova persone, semplicemente, e magari non ci si conosce o non ci si riconosce più.
    Eppure qualcosa di preziosissimo si è riconquistato: l’Autenticità.
    Ritrovare Tempo per noi e per gli altri ci separa dalla routine e ci pone di fronte a noi stessi, così come siamo.
    Nessun Personaggio. Solo Persone. Di più: Persone Autentiche.
    Facile? No, difficilissimo.
    Ci si trova davanti ai propri bisogni – pure a quelli molto scomodi – e soprattutto ai propri umori.
    E tutto questo viene immediatamente comunicato agli altri, senza difese, senza traduzioni. Senza abiti diversi dai nostri.
    Autenticità fa rima con Unicità, e non è un caso.
    Il nostro vero valore emerge proprio ora, quando il Tempo ci lascia la possibilità di parlare con la nostra voce, di pensare più in profondità, di riflettere su tutto quello che viviamo nel quotidiano, ma che nel quotidiano non facciamo in tempo a vedere.

    L’Autenticità un po’ ci spaventa, perché ci avvicina all’Inconscio. Non sappiamo bene cos’è, non sappiamo bene come gestirla.
    L’autenticità siamo noi, senza veli.
    Possiamo permetterci di darle spazio sul Web, dove lavoriamo, dove il terreno è delicato perché è grazie ad esso che portiamo a casa il pane?
    Si arriva perfino a considerare l’autenticità come un possibile danno alla professionalità.
    Ma è una stonatura fortissima: essere autentici vuol dire agire secondo la nostra vera interiorità e non c’è nulla di più attendibile dell’affidarci a quello che siamo realmente.
    Essere autentici significa essere genuini, essere finalmente coerenti con quanto si pensa, si dice e si fa.

    La capacità di Giocare da adulti ci permette di mantenere vivo lo spazio della Creazione e lesperienza infantile di dare vita al mondo, di poterlo plasmare.
    E’ concedersi il Tempo di mantenere vivo e creativo, dentro di sé, quel bambino onnipotente che crea il mondo.
    E davvero non c’è nulla di più forte al mondo che possa più renderci vitali e permetterci perfino di fare Innovazione.

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  • Un quarto dei siti sul Web è su WordPress

    Un quarto dei siti sul Web è su WordPress

    W3Techs, società che misura l’utilizzo delle tecnologie sul Web, ha rilevato nei giorni scorsi che WordPress è presente sul 25% dei siti in Rete. E osservando i CMS, WordPress arriva ad essere il sistema più utilizzato con il 58,7%.

    Parlare di WordPress significa parlare del CMS (Content Management System) più usato, e questo è un dato ormai assodato da tempo. Per la sua facilità d’uso WordPress sin dalla sua nascita, che risale al 2003, ha subito ottenuto grande riscontro di pubblico, crescendo anche come piattaforma d’elezione per tanti blogger che hanno cominciato ad usarlo come piattaforma pubblisher. InTime nasce nel 2008 proprio su piattaforma WordPress e da allora ha sempre e solo utilizzato questa piattaforma.

    WordPress-logo

    Ebbene, oggi vogliamo dirvi, riportando questi dati elaborati da W3Techs, società che misura l’utilizzo delle tecnologie sul Web, che WordPress è presente sul 25% dei siti presenti sul Web. Praticamente 1 sito su 4 usa WordPress. Di conseguenza, non si parla solo di siti di blogging, ma di un quarto dei siti presenti oggi in Rete. E se guardiamo nello specifico la categoria dei CMS, WordPress è presente sul 58,7% dei siti. Va specificato, come ci ricorda anche W3Techs, che questi sono dati che oscillano mese per mese, ma sono tali ormai da ritenerli come consolidati. Ed esiste ancora un 57% di siti online che non usa nessuno dei sistemi presi inconsiderazione dalla ricerca.

    Guardando i dati, si nota che WordPress ha raddoppiato la sua quota negli ultimi 5 anni, nel 2011 era presente sul 13,1% dei siti. Molto più distanziate sono le altre piattaforma: Joomla è al 2,8% (6,5% dei CMS); Drupal al 2,1% (5% dei CMS); Magento e Blogger al 1,2%; e via via le altre piattaforme. La versione 4 di WordPress è quella più usata, 84%, la 3 è ancora al 15%.

    WordPress-cms-novembre-2015

    Matt Mullenweg, uno degli sviluppatori di WordPress, ha commentato questi dati affermando che “la grande sfida è ora quella di raggiungere il 57% dei siti che ancora non usa WordPress”.

    Questi dati spiegano anche il motivo per cui la piattaforma viene presa di mira da attacchi da vari attacchi e il consiglio, sempre valido, è quello di aggiornare sempre all’ultima versione. Fatelo se possedete ancora una versione non aggiornata.

    W3Techs nell’elaborare questi dati esamina i siti web e non le singole pagine, di conseguenza se una tecnologia è in uso su ogni pagine del sito, allora questa viene assunta come in uso su tutto il sito. Ma è evidente che la stessa società non potrebbe scandagliare l’intero web, allora elabora i suoi dati prendendo in considerazione i primi 10 milioni di siti dal ranking di Alexa, usando come periodo gli ultimi tre mesi. Questo anche per evitare di includere nell’analisi anche siti spammer. W3Techs non considera i sottodomini (tutti i sottodomini di wordpress.com sono considerati come un unico sito) e non considera i redirect. In sostanza, W3Techs considera il “sito web” in maniera differente da Alexa, ma la stessa società afferma che dal punto di vista statistico questo non alcun impatto sui dati rilevati. Quindi WordPress è presente su un quarto dei siti presenti oggi online.

    E voi che ne pensate? Anche voi usate WordPress per il vostro sito o per il vostro blog? Raccontateci la vostra esperienza.

  • La dimensione e la crescita dei Social Media in tempo reale

    La dimensione e la crescita dei Social Media in tempo reale

    Osservare la crescita dei Social Media in tempo reale è sicuramente interessante. Grazie a questa infografica interattiva di Coupofy, possiamo vedere la crescita esponenziale ora per ora, oppure osservare i dati per mese o per anno. In un’ora su Facebook si caricano 8 milioni di foto, su Twitter si inviano 21 milioni di tweet e su Instagram si caricano 3 milioni di foto. Ma guardiamo insieme gli altri dati.

    I Social Media sono ormai diventati strumenti di comunicazione quotidiana per tutti noi. Li usiamo per comunicare, per condividere immagini, video, musica, una nassa di dati notevole che cresce ormai in maniera esponenziale. Ma questa crescita è strettamente legata al numero di utenti che li utilizza, un dato abbastanza ovvio. Sapete bene che il 24 agosto su Facebook si è raggiunto il picco do persone connesse: 1 miliardo di persone connesse in un solo giorno. Praticamente 1 persona su 7 era su Facebook. E il social network più utilizzato sul web continua a crescere, ben 16 milioni di nuovi utenti al mese.

    Allora, siccome ci piace dare i numeri (ma questo ormai lo sapete bene!) oggi vi presentiamo questa interessante infografica interattiva realizzata da Coupofy che ci mostra cosa accade sui Social Media in tempo reale. Sono presi in considerazione i 9 canali più usati, quindi Facebook, Twitter, Google+, LinkedIn, YouTube, Tumblr, Pinterest, Instagram e Reddit.

    Una volta che arrivate sull’infografica interattiva parte il vostro contatore in real time e osservare la crescita esponenziale di questi canali. In alto a destra poi potete osservare cosa accade in un’ora, in un mese o in un anno. Ma guardiamo qualche dato.

    social media-tempo-reale

    In un’ora, prendendo in considerazione questo parametro, su Facebook si registrano 21.600 nuovi utenti; 7.200 sono i nuovi utenti che si connettono da mobile; si scambiano 9 milioni di messaggi; si scrivono 18 milioni di status; si scambiano 3 milioni di links; si inviano oltre 6 milioni di richieste di amicizia; si caricano 8 milioni di foto. Una marea di dati solo a guardarli.

    Ancora, su Twitter in un un’ora vengono inviati qualcosa come 21 milioni di tweet; i nuovi utenti sono “solo” 1.850; i nuovi utenti da mobile solo 1.483. Su YouTube in un’ora si totalizzano 167 milioni di visualizzazioni e vengono caricati 5 video. Su Instagram, in un’ora, si registrano 21.600 nuovi utenti (identico al dato rilevato per Facebook); si registrano 146 milioni di like e vengono caricate 3 milioni di foto. Pensate che il video del nuovo singolo di Adele, “Hello”, in 100 minuti ha generato 1,35 milioni di visualizzazioni.

    Su Tumblr, in un’ora vengono aperti 7.200 nuovi blog; vengono scritti 2 milioni di post e si registrano 3.600 nuovi utenti.

    Dall’infografica interattiva potrete poi voi stessi visualizzare i dati per mese o per anno. Se osservate il dato relativo ai nuovi iscritti, da questa infografica si evidenzia il problema ormai noto di Twitter, uno dei peggiore, se non “il” peggiore visto che Pinterest, nonostante i suoi 1.735 nuovi utenti registrati per ora, è comunque una realtà più piccola e certamente va ad inserirsi in una tipologia più mirata, specifica.

    Insomma, questa infografica ci dà il polso di quella che è la dimensione e il ritmo di crescita dei Social Media oggi, delle vere e proprie macchine seriali da dati, che poi sono i nostri!

  • #Enmémoire, il progetto di Mashable per le vittime di Parigi

    #Enmémoire, il progetto di Mashable per le vittime di Parigi

    A poco più di una settimana dai terribili attentati di Parigi dello scorso 13 novembre, vi segnaliamo questo toccante progetto di Mashable, #Enmémoire, @ParisVictims su Twitter. Un omaggio sul web per ognuna delle vittime degli attacchi terroristici con un post e un tweet, ogni ora, ricordandole con una breve descrizione.

    I tragici eventi di Parigi della scorsa settimana hanno scosso il mondo intero e ancora una volta, come già accaduto in altre occasioni simili, la Rete e i Social Media hanno giocato un ruolo fondamentale. Lo abbiamo visto raccontandovi come i Social Media hanno vissuto questi eventi, fungendo da fulcro per tutte le notizie che si sviluppavano. Ma i Social Media sono stati fondamentali per la nascita di #PorteOuverte l’hashtag con cui si invitava i cittadini francesi dei quartieri tearo degli attacchi a tenere le porte aperte delle loro case per dare soccorso alle centinaia di feriti. Durante la settimana sono nati poi centinaia di hashtag per commemorare quei tragici eventi e soprattutto le vittime. E oggi vogliamo parlarvi di un progetto che negli ultimi giorni si sta sviluppando e che sta commuovendo la Rete e i Social Media.

    #Enmémoire

    Si tratta del progetto #Enmémoire voluto da Mashable, uno dei primi blog tecnologici della rete, nato nel 2005, e oggi anche uno dei siti più letti, che ha voluto rendere omaggio alle 132 vittime degli attacchi, dando loro un volto e ricordandole con una breve descrizione. Un omaggio toccante che si compone di un sito e soprattutto di un account su Twitter @ParisVictims da qualche ogni ora viene twittato il nome di una delle vittime con un breve ricordo e una foto.

    Tra le vittime del Bataclan sappiamo che c’è anche Valeria Solesin, 28 anni, ricercatrice all’Ined della Sorbona, che proprio in queste ore sta facendo il suo rientro in Italia. Qui il ricordo da #Enmémoire:

    https://twitter.com/ParisVictims/status/666858882354941952/photo/1

    Come dicevamo ogni ora in un tweet viene ricordata una vittima e scorrendo si trovano i loro volti ripresi in momenti spensierati con una frase che li ricorda. Come quella di Isabelle Merlin, ingegnere francese di 44 anni; di Salah Emad el Gebaly, egiziano di 28 anni; di Cedric Ginestou, business consultant francese di 27 anni, di Anne-Laure Arruebo, 36 anni, francese; di Nicolas Catinat, 37 anni francese; delle due sorelle francesi Halima Saadi, 37 anni e Houda Saadi, 35 anni . E’ un lento e continuo ricordo di tutte le vittime:

    Tra loro c’era anche Lola Ouzounian di soli 17 anni:

    https://twitter.com/ParisVictims/status/667573109407399936

    La Rete diventa con questo progetto un luogo dove ricordare e raccontare la vittime di queste persone. Basta leggere i commenti ai tweet fatti di persone anche di persone che le hanno conosciute e che vogliono ricordarle raccontandole.

    L’idea di mettere su questo progetto è stata di Brian Ries, editor di Mashable, e di Jim Roberts, executive editor, che hanno voluto in questo modo provare a raccontare un pezzo della vita di queste persone in soli 140 caratteri.

  • Le notizie sugli attacchi di Parigi corrono sui Social Media

    Le notizie sugli attacchi di Parigi corrono sui Social Media

    Anche in questa triste occasione i Social Media hanno svolto un ruolo fondamentale per tutte le notizie che hanno riguardato gli attacchi di Parigi di ieri sera. Sin da subito. Oltre 9,8 milioni i tweet dagli hashtag più usati. Da segnalare la Safety Check attivata da Facebook e su Twitter la nascita di #PorteOuverte.

    La Francia torna di nuovo sotto attacco terroristico, dopo l’attentato a Charlie Hebdo e dopo gli altri attenti del giugno scorso, Parigi viene presa di nuovo di mira con gli attacchi in vari punti della città e soprattutto al teatro Bataclan dove sono i morti sono 80. Esplosioni anche allo Stade de France dove era presenta il presidente Hollande. Una nuova notte di terrore che ha scosso la Francia e tutto il mondo. Le scene che si sono viste sono davvero terribili.

    parigi-social-media

    E ancora una volta, così come in altre occasioni simili, i Social Media hanno svolto un ruolo fondamentale per reperire tutte le notizie su quello che stava accadendo. Già dai primi minuti su Twitter si lanciavano tweet che informavano dei vari attacchi. Ben presto tutti gli organi di informazione guarderanno a Twitter o Facebook per reperire aggiornamenti, video e immagini su quello che stava succedendo in tempo reale.

    Abbiamo voluto seguire, con TalkWalker, come spesso facciamo in queste situazioni, l’evoluzione delle conversazioni, in modo tale da offrire uno spaccato di quello che è il fenomeno che ogni volta si genera. Al momento abbiamo registrato quasi 10 milioni di risultati, di cui 9,8 milioni sono tweet. Gli hashtag più usati sono #Paris e #ParisAttacks durante la notte e adesso è #PrayForParis con oltre 4 milioni di tweet.

    Da segnalare la nascita nella terribile notte parigina di #PorteOuverte, l’iniziativa spontanea dei cittadini delle vie interessate dagli attacchi che tenevano la porta della loro casa aperta per dare soccorso ai tanti feriti: sono al momento 980 mila i tweet.

    Su Facebook invece si è attivata la funzionalità Safety Check, lanciata nei mesi scorsi per le emergenze naturali. In pratica con questa funzionalità Facebook contatterà tutte le persone che hanno segnalato la loro presenza a Parigi per sapere se stanno bene. In questo modo gli amici e i parenti degli utenti saranno informati in tempo reale.

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    Questa il grafico che ci mostra l’evoluzione temporale delle conversazioni su Twitter, il picco è alle 23,45 con 160 mila tweet per #Paris, altro picco con 159 mila tweet alle 00,30 per #PrayForParis.

    #paris conversazioni

    Questi i temi più usati nelle conversazioni in Francia:

    #paris temi francia

    E questi invece i temi delle conversazioni in Italia:

    #paris temi italia

    UPDATE #1

    #paris conversazioni_1

    Aggiornamento per quanto riguarda i risultati rilevati sulla base degli hashtag monitorati.

    #PrayForParis adesso è arrivato ad 8 milioni di tweet con il tweet di Louis Tomlinson (One Direction) che diventa quello più condiviso:

    La reach supera i 17 miliardi (ricordiamo che consideriamo la somma di tutte le volte che il contenuto è stato visualizzato nelle fasce orarie monitorate e di quanti account vi hanno interagito). Il picco è stato di oltre 400 milioni di reach alle 2.15 del 14 novembre.

    #PorteOuverte raggiunge 1,1 milioni di tweet.

    #Paris raggiunge 4,5 milioni di tweet. Segnaliamo tra questi che il tweet del neo primo ministro canadese, Justin Trudeau, è l’unico tra i più condivisi in assoluto da parte di personalità del mondo della politica.

    #ParisAttacks adesso è ad 5,1 milioni di tweet.

    Dall’Italia i tweet sono, fino a questo momento, 640 mila. Oltre 5,5 milioni di tweet sono in lingua inglese e 1,4 milioni di tweet sono in francese.

    Da segnalare che l’account ufficiale della città di Parigi ha sfruttato Twitter per condividere informazioni dirette ai tanti turisti presenti in città:

    https://twitter.com/Paris/status/665329317618958336

    Se diamo un’occhiata agli utenti più attivi, per capacità di coinvolgimento, notiamo che ci sono i grandi network di notizie come la CNN, BBC, Le Figaro, ma anche Justin Bieber e Katy Perry:

    Questi i risultati che vi segnaliamo su Facebook:

    Après les fusillades de #Paris , un tag de soutien fait son apparition: #PrayForParisDernières infos >> http://bit.ly/1HHXZBF

    Posted by Le Figaro on Venerdì 13 novembre 2015

    #PrayForParis

    Posted by Serie A TIM on Venerdì 13 novembre 2015

    ¡Hagamos el amor y no la Guerra!#PrayForParis

    Posted by Otra vez Lunes Show on Venerdì 13 novembre 2015

    "We heard so many gun shots," said an eyewitness recounting the ten "horrific" minutes from inside the theater in #Paris

    Posted by CNN on Venerdì 13 novembre 2015

    Suite aux attaques, de nombreux Parisiens ont utilisé le mot-clé #PorteOuverte pour ouvrir leurs portes aux riverains qui chercheraient un abri.

    Posted by Le Monde.fr on Venerdì 13 novembre 2015

    Questi invece i contenuti condivisi su Twitter:

    https://twitter.com/girlposts/status/665366747806097408

    https://twitter.com/nerdharry/status/665313886053224448

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/665338950416859136

     

    https://twitter.com/sillytronnor/status/665328982183702528

    https://twitter.com/RohanSinghKalsi/status/665298205693911041

    https://twitter.com/thereaIbanksy/status/665399972603498496

    https://twitter.com/SarahWaetpinosa/status/665343697765142528

    https://twitter.com/RelatableQuote/status/665296280663511040

    https://twitter.com/StylesLorelei/status/665396757958926337

    Questi invece alcuni tra i post più condivisi su Instagram:

    #PrayForParis

    Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    #PrayForParis Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    #PrayForParis

    Una foto pubblicata da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

    Our thoughts and prayers go out to all in Paris. Stay safe. We love you. ?: @jean_jullien Una foto pubblicata da Marc Jacobs (@marcjacobs) in data:

    Ralph Lauren sends its deepest thoughts and prayers to Paris, always the City of Light. #PrayforParis

    Una foto pubblicata da Ralph Lauren (@ralphlauren) in data:

    Questo il nostro resoconto anche se siamo ben consapevoli che questi dati sono ancora parziali. Come detto all'inizio il nostro intento era quello di dare la dimensione del fenomeno che è ancora in crescita. Eventuali aggiornamenti significativi li apporteremo in tempo reale.

  • Adolescenti e Social Network, sempre più dipendenti

    Adolescenti e Social Network, sempre più dipendenti

    L’Australian Psychology Society australiana si pone come osservatorio annuale dei disturbi che la Dipendenza dai Social Network crea negli adolescenti. Rispetto a soli cinque anni fa, oggi più del 60% dei giovani soffre di livelli eccessivi di Stress e di Depressione. Il dato più preoccupante che emerge dalla nuova ricerca è che non si cerca aiuto, ma si usa la Dipendenza stessa come auto-terapia.

    Dei disturbi legati alla Dipendenza da Internet o della Sindrome di FOMO (Fear of Missing Out) abbiamo già scritto.

    Oggi, tuttavia, una nuova ricerca dell’Australian Psychology Society, mette in luce quali sono i dati reali di questi effetti negativi tra gli adolescenti.
    Si tratta della quinta edizione annuale della National Stress and Wellbeing Survey australiana, che si pone come osservatorio “fotografico” della salute mentale e, più in generale, del benessere psicofisico dei giovani oggi.

    Il primo dato rilevato, tra chi vive costantemente connesso, è
    l’eccessivo livello di Stress e di Ansia.
    Più della metà degli adolescenti che leggono in continuazione i Tweet e gli Status degli amici pensano di non divertirsi abbastanza.
    Non soltanto di “perdersi qualcosa mentre sono sconnessi”, ma proprio di essere inferiori ai coetanei.
    Il Complesso di Inferiorità produce conflitti interiori di Insicurezza e Paura, spesso talmente profondi da raggiungere la Depressione.

    adolescenti-social-network

    “Vi è una concordanza molto forte fra le ore trascorse sulla tecnologia digitale e i più alti livelli di Stress e di Depressione”, dichiara il rapporto australiano.
    Rispetto a 5 anni fa – quando furono riportati i dati della prima Ricerca – oggi quasi il 60% degli adolescenti intervistati dichiara di avere grossi problemi a dormire e a esporsi in pubblico dopo aver passato in rassegna i siti dei Social Network.
    E qui troviamo un dato contraddittorio molto interessante.

    Se da un lato è proprio la continua connessione virtuale a provocare Depressione e Ansia, dall’altro una persona su due dichiara di ricorrere proprio ai Social Media per calmarsi e ritrovare equilibrio.
    Si tratta della metà degli adolescenti intervistati contro una proporzione del 37% di cinque anni fa.
    Si può senz’altro dire che più della metà – quasi il 60% – dei giovani si ammala a causa di una continua connessione, ma al tempo stesso ricerca questa connessione come auto-terapia.

    E’ questo, a nostro parere, il dato più preoccupante.
    Nessuno dei soggetti intervistati ricorre a una terapia o chiede aiuto, neppure chi è più facoltoso o chi è più istruito e ha avuto un’ambiente famigliare sereno e facilitante. Neanche chi ha contemporaneamente un altro impiego, quindi sarebbe portato a occuparsi d’altro.
    Il dato è preoccupante perché la Dipendenza non può che auto-alimentarsi, se si avvia un processo di auto-terapia.
    Esattamente come un circolo vizioso e maligno che non può trovare soluzione all’interno di sé.

    La Ricerca dell’Australian Psychology Society continua rendendo noti gli ultimi dati.
    Il 72% degli intervistati è consapevole che lo Stress ha impatto sulla propria salute fisica, ma anche se è consapevole e arriva a lamentare veri e propri stati di Angoscia non ricorre ad alcun aiuto terapeutico.
    Anzi.
    E’ provato che chi soffre maggiormente è molto più vulnerabile a diventare soggetto di Dipendenza da alcool, fumo, droghe leggere e, soprattutto, gioco d’azzardo.
    In proporzioni molto più alte rispetto ai coetanei – conclude la Ricerca – “ricorrere ai Social Media per alleviare lo Stress è simile alla maniera in cui le persone scommettono con i videopoker”.

    Alla base c’è senz’altro il bisogno di rimettersi al centro, rispetto agli altri e – inconsciamente – rispetto a se stessi.
    E per questo ci si gioca tutto, si rischia tutto.
    Si corre il rischio, si cerca e si ha bisogno del rischio perché si ha la necessità di “uscire da se stessi”.
    I Social Network rappresentano l’occasione perfetta per essere “altro” rispetto a quello che realmente siamo: più importanti, più apprezzati, famosi e, forse, più amati.
    Si cade nella Dipendenza per il bisogno di non sentire un vuoto, il vuoto che – a questo punto – i Like e i Retweet colmano facilmente.
    Alla ricerca di un’immagine di noi che ci piaccia di più, ci si perde in un circolo insano di aspettative e delusioni di cui i Social Network non sono la cura, ma solamente il veicolo di un malessere interiore.

  • #IoStoconVale, il racconto della giornata sui social media

    #IoStoconVale, il racconto della giornata sui social media

    Il racconto di quello che è successo sui Social Media riguardo all’ultima gara del Moto GP vinto da Jorge Lorenzo con Valentino Rossi che giunge quarto, nonostante fosse partito in ultima posizione dopo i fatti di Sepang. #iostoconvale è l’hashtag più usato con 117.700 risultati; Marc Marquez è il pilota più citato, e non è una sorpresa.

    Nelle ultime settimane gli italiani si sono appassionati, ancora di più è il caso di dire, al Moto GP soprattutto dopo i fatti di Sepang che di fatto hanno condannato Valentino Rossi a perdere il titolo che sembrava già vinto. L’atteggiamento discutibile avuto dal pilota della Honda, Marc Marquez, evidentemente per aiutare il suo connazionale, Jorge Lorenzo, e compagno di squadra di Valentino Rossi. Nell’ultima gara, disputatasi a Valencia, il pilota di Tavullia partiva dall’ultima posizione e di fatto il mondiale è stato pregiudicato. Nonostante tutto, Rossi arriva quarto, ma Lorenzo si aggiudica gara a mondiale con Marquez che in questa occasione si limita a fare da guardaspalle.

    #iostoconvale-valentino-rossi

    Una storia che ha appassionato tanti italiani anche sui social media e con i dati che abbiamo raccolto grazie a Talkwalker vediamo come è stata discussa la giornata. Il totale delle conversazioni che abbiamo rilevato è di oltre 269 mila.

    #iostoconvale-social-media

    L’hashtag più usato è stato senza dubbio #iostoconvale che ha totalizzato 117.700 risultati sui social media con una reach di 227,6 milioni. Il 99% di questi risultati arriva da Twitter, il canale più usato durante tutta la giornata e infatti i risultati sono 117.400 (reach: 210,3 milioni). Altro hashtag utilizzato, in misura minore, è stato #ForzaVale con 9.500 risultati e una reach di 17,5 milioni.

    Il picco registrato alle 14,45 di ieri è stato di 18.981 tweet per #iostoconvale.

    Nel corso della giornata abbiamo registrato anche i piloti più citati:

    • Marquez: 68.300 tweet
    • Lorenzo: 63.100 tweet
    • Valentino Rossi: 11 mila tweet

    Quest’ultimo dato riflette certamente il dato dei contenuti dove appunto i due piloti spagnoli sono presenti e raffigurati in tante maniere, come vedremo tra poco a proposito dei contenuti più condivisi.

    Abbiamo anche rilevato il dato degli Infuencers della giornata, gli utenti che si sono distinti, in questo caso,per capacità di engagement. E vediamo al vertice Guido Meda (@guidomeda), poi Francesco Facchinetti, Plesbol, Carlo Cracco, Serie A TIM, Arsenale K.

    #iostoconvale-influencers

    E adesso vediamo i contenuti più condivisi della giornata.

    Su Facebook abbiamo registrato di 2.457 risultati anche se non siamo in grado di proporvi adesso i più condivisi.

    Da segnalare anche il caso creato dall’azienda Biscotti Gentilini che pensando di cavalcare il momento con un’azione di RTM, real time marketing, ha pubblicato questa foto sulla propria pagina Facebook. Un’azione decisamente fuori luogo che non ha nulla a che vedere con il RTM e con l’ironia. Anche perchè non è che questa è un’azione che va sempre bene, questa infatti è una di quelle classiche situazioni dove non conviene farlo, a meno che non si ha in tasca l’dea del secolo.

    #iostoconvale marquez-gentilini

    Questi invece i contenuti tra i più condivisi e i più ironici su Twitter:

    https://twitter.com/SerieA_TIM/status/663356569514561536

    Ecco, questo un po’ il resoconto di quello che è stato sicuramente l’evento della giornata di ieri, un evento che alla fine ha coinvolto anche chi di solito non segue questo sport.

  • Facebook, il colosso oggi vale più di 300 mld di dollari

    Facebook, il colosso oggi vale più di 300 mld di dollari

    Dall’ultima trimestrale emerge che Facebook continua a macinare numeri in termini crescita, non solo per quello che riguarda la base utenti, ora di 1,55 miliardi di utenti attivi al mese. Facebook è un colosso da 4,5 miliardi di fatturato e un valore che supera i 300 miliardi di dollari.

    Facebook è ormai il social network più grande e più usato, e questo era un dato ormai assodato. E continua la sua crescita. I dati dell’ultima trimestrale, il Q3 2015, ci danno ancora una volta la dimensione di questa grandezza. Facebook oggi è una enorme macchina che fattura 4,5 miliardi di dollari, con una crescita dell’11% rispetto al precedente trimestre. Lo scorso anno era di 3,2 miliardi. L’advertising sul mobile vale oggi il 78% del totale in crescita del 66% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quest’ultimo dato è strettamente collegato alla crescita della base utenti che consulta ogni giorno il social network da mobile.

    facebook-1-milardo-in-un-giorno---franzrusso.it-2015

    La base utenti oggi è di 1,55 miliardi di utenti attivi al mese (1,35 miliardi lo scorso anno); gli utenti attivi al giorno sono 1,01 miliardi (864 milioni lo scorso anno).

    Gli utenti da mobile crescono dunque e sono in totale 894 milioni quelli attivi al giorno, con una crescita del 27% in un anno, e 1,39 miliardi quelli attivi al mese, con una crescita del 23% in un anno.

    Numeri che testimoniamo la crescita continua del colosso, per non parlare degli altri servizi che appartengono ormai a Facebook. E parliamo di WhatsApp che oggi conta 900 milioni di utenti, di Instagram che conta oggi 400 milioni di utenti, superando anche Twitter in termini di utenza attiva.

    Ma oggi Facebook raggiunge un altro grande risultato, con il titolo, che grazie ai risultati positivi della trimestrale, guadagna il 6%. Di conseguenza cresce il valore dell’azienda che arriva ad essere superiore ai 300 miliardi di dollari. Più o meno lo stesso valore di Amazon.

    Guardano i dati qui sopra si vede che oggi Facebook appartiene a quel gruppo di aziende sopra i 300 miliardi di dollari di valore, l’azienda di Zuckerberg vale oggi la metà di Apple, l’azienda che vale di più. E si piazza subito dietro Microsoft (435 miliardi di dollari), Alphabet, la holding di Google (517 miliardi) e Apple, appunto (684 miliardi di dollari).

    Per fare un rapporto veloce, Facebook oggi vale ben 15 volte Twitter (20 miliardi di dollari) oppure vale 9 volte Yahoo! (33 miliardi), o anche come 5/6 volte Uber.

    [easy-tweet tweet=”#Facebook vale ben 15 volte #Twitter o 9 volte Yahoo!”  user=”franzrusso”]

    La strategia intrapresa nel 2012 da Facebook di puntare sul mobile trova in questi numeri la sua dimostrazione. Subito sopo la quotazione a Wall Street Facebook ebbe un momento di smarrimento, il valore delle azioni arrivò anche a 17 dollari, oggi è di circa 109 dollari. Una strategia che ha portato alle acquisizioni di Instagram e di WhatsApp, due mosse che si sono dimostrate vincenti.

    Ma la crescita di Facebook non è finita qui, e ormai non riguarda più e soltanto il social network.

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