Tag: social media

  • Sanremo 2016, il pubblico social è sempre più giovane

    Sanremo 2016, il pubblico social è sempre più giovane

    Anche la seconda serata del Festival di Sanremo 2016, #Sanremo2016, è stata molto seguita sui social. Complessivamente, secondi i dati di Nielsen, i tweet complessivi sono stati 603.200. Il pubblico è quindi sempre più giovane: 60% sono Millennials e il 25% degli utenti che ha letto almeno un tweet ha un’età compresa tra i 18-24 anni.

    Come già scritto ieri, questa edizione del Festival di Sanremo 2016 si sta rivelando la più social di sempre, tenendo conto delle ultime sei edizioni. E la seconda serata sui social media è stata ancora più seguita rispetto alla prima. I tweet complessivi, secondo i dati racconti da Nielsen, sono stati 603.200 da 83.600 autori unici. L’audience complessiva, gli utenti che hanno visto almeno un tweet, è di 478 mila. Le impressions sono state 52,5 milioni. Ciò significa che già nelle prime due serate di #Sanremo2016 i tweet totali sono 1,2 milioni e le visualizzazioni complessive son oltre 100 milioni.

    #sanremo2016 sanremo 2016

    Il picco della serata è stato rilevato da Nielsen alle ore 21:44 con 7.255 tweet postati da 6.034 utenti che corrispondeva al momento dell’arrivo sul palco del maestro Beppe Vessicchio (dato per disperso la prima serata) per dirigere il brano cantato da Patty Pravo.

    E guardando l’audience dal punto di vista demografico si conferma che sui social il pubblico che segue il Festival è giovane. Anche ieri sera, così come nella prima serata, prevalgono i Millennials (60%) e il pubblico maschile (56%). Altro dato interessante è che il 25% degli utenti che ha letto almeno un tweet su Sanremo è compreso nella fascia di età 18-24 anni.

    #sanremo2016 seconda serata sanremo nielsen

    La seconda serata dello scorso anno invece fece registrare un calo fisiologico dei tweet, cosa che non si è verificata quest’anno.

    Completiamo l’analisi con alcuni dati rilevati da Talkwalker che ci dicono che Ezio Bosso, che ha emozionato l’Ariston con la sua musica, è stato il più citato tra gli ospiti con: EzioBosso (25.300 citazioni), #EzioBoss (17.800), Bosso (11.400), Ezio (10.500). Poi Eros Ramazzotti con 14.700 citazioni. Tra i presentatori Gabriel Garko è sempre il più citato con oltre 23 mila citazioni. Da evidenziare Vessicchio con oltre 19 mila citazioni.

    E adesso vediamo gli influencer su Twitter catalogati per capacità di coinvolgimento e notiamo che @trash_italiano si conferma al vertice anche nella seconda serata.

    #sanremo2016 influencer twitter seconda serata sanremo

    E adesso vediamo qualche tweet tra i più condivisi della serata:

    Ecco, questo il nostro resoconto della seconda serata di #Sanremo2016. Ma lo state seguendo anche voi? Vi piace?

  • Twitter: ecco la nuova timeline, più rilevante e opzionale

    Twitter: ecco la nuova timeline, più rilevante e opzionale

    Twitter annuncia una nuova interessante funzionalità che riguarda la timeline. Da oggi gli utenti avranno la possibilità di visualizzare i tweet più rilevanti in cima alla loro timeline, senza più perdere i tweet rilevanti. Ma la novità è opzionale, si può quindi scegliere la nuova funzionalità. Solo successivamente, in base ai feedback ricevuti, potrà essere attiva per tutti.

    Si è discusso molto lo scorso fine settimana di una possibile modifica della timeline di Twitter nel senso di rincorrere Facebook, fenomeno che ormai va sotto il nome di facebookizzazione. Un articolo di BuzzFeed ha fatto nascere #RIPTwitter seminando il panico tra gli utenti. Ma oggi è arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza con questo annuncio, importante.

    twitter timeline opzionabile

    Twitter annuncia una nuova funzionalità che riguarda la timeline, appunto. Da oggi sarà possibile vedere i tweet più interessanti, più rilevanti, direttamente in cima alla timeline. Quindi, Twitter introduce una vera e importante novità che va nella direzione di rendere Twitter più facile da usare per tutti. Da oggi sarà più facile seguire i contenuti per voi più interessanti anche quando non siete connessi o non siete collegati via app. Impostando, dalle impostazioni, questa funzionalità i contenuti interessanti saranno ben in evidenza in alto.

    E’ sufficiente andare nelle vostre Impostazioni e selezionare “Mostrami i migliori tweet prima. All’inizio la nuova feature sarà resa opzionabile. E Twitter chiede, in  base a questo, la partecipazione dei propri utenti fornendo il proprio feedback a questo indirizzo. In seguito, sulla base dei feedback ricevuti, si passerà all’introduzione della feature per tutti. Va sottolineato, comunque, che la feature resterà opzionabile comunque, anche in futuro.

    Ho avuto la possibilità di provare in anteprima, come early adopter, questa nuova funzionalità che di fatto non rincorre Facebook, ma mira ad aumentare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. E’ il primo vero, ed interessante, tentativo da parte di Twitter di provare a rendere la piattaforma più coinvolgente per gli utenti, utilizzando il concetto della rilevanza. Infatti, il primo effetto di questa nuova feature è quello di seguire i contenuti più interessati e interagire con essi, attraverso tweet e RTs.

    Update

    L’aggiornamento sta cominciando ad essere rilasciato a tutti gli utenti. E’ già visibile dalle Impostazioni di twitter.com, da Android e da iPhone (thanks @pastazalla):

    Twitter timeline migliori tweet prima desktop

    Twitter timeline migliori tweet prima android

    Twitter timeline migliori tweet prima iPhone

     

    Se avete notato, sin dall’inizio sto parlando di questa nuova funzionalità come opzionale. Ed ecco la seconda grande novità. La nuova feature la si può usare a scelta ed è sufficiente selezionarla dalle Impostazioni. Quindi non si tratta di una funzionalità che verrà adottata di default per tutti, no. Si tratta di una funzionalità opzionale. Ciò significa che coloro i quali finora hanno trovato difficoltosa la piattaforma, perchè trovava altrettanto difficoltoso “scrollare” di continuo fino a trovare contenuti interessanti, allora questa funzionalità farà a caso loro. Mentre per chi ama Twitter così com’è, lasciando la timeline impostata in senso cronologico, basta non attivarla, sempre dalle Impostazioni. Successivamente, come detto prima, in base ai feedback ricevuti, Twitter deciderà il da farsi. Ma sono sicuro che molti utenti, passata la prima fase, finiranno per apprezzarla.

    Per ritornare alla modalità solita, mentre state usando la piattaforma, è sufficiente, dopo aver visualizzato i tweet più interessanti, fare refresh (spingendo verso il basso). E tutto ritornerà come prima. Rivedrete i vostri tweet più interessanti quando ritornerete su Twitter.

    twitter timeline

    Perchè questa funzione è interessante?

    Da circa un paio di anni Twitter ha fatto registrare un calo, lento ma continuo, dell’engagement degli utenti sulla piattaforma, un dato che ha finito, per forza di cose, per coinvolgere anche le aziende che investivano nell’advertising a 140 caratteri. Ecco che rendere facilmente raggiungibili i tweet più interessanti per gli utenti, individuati da un algoritmo in base agli interessi degli utenti, può essere un grande aiuto nella direzione di rendere si più facile ma anche più coinvolgente la piattaforma.

    Sempre per riportare casi concreti, ipotizziamo un account che ha 10 mila follower ma segue solo un centinaio di follower, quindi poca interazione e condivisione, anche impostando la sua timeline nel senso della rilevanza non noterà grandi stravolgimenti, anzi non ne noterà nessuno proprio in relazione al fatto che segue poche persone e l’algoritmo non restituisce risultati interessanti. Ma mettiamo il caso sempre di un utente da 10 mila follower ma ne segue 5 mila, quindi maggiore interazione e condivisione di contenuti, ecco che la sua timeline, impostata nel senso della rilevanza, riceverà in alto i tweet più interessanti.

    Da evidenziare che la nuova funzionalità verrà attivata ogni qual volta si ritorna sulla piattaforma. Quindi se siete degli utenti sempre connessi, dopo il primo accesso non noterete granchè. Ma se siete degli utenti un po’ meno connessi allora in quel caso, entrando e uscendo diverse volte, avrete modo di recuperare ciò che vi siete persi quando non eravate connessi.

    A chi serve questa nuova funzionalità?

    Guardandola dal punto di vista dei contenuti interessanti, questa funzionalità potrà essere favorevole per i blogger ad esempio, i propri follower in questo modo non perderanno mai i contenuti condivisi. Ma sarà utile anche per chi fa informazione, gli utenti in questo modo potranno ritrovare facilmente le notizie twittate mentre non erano connessi.

    E’ quindi una funzionalità che ci piace e che sarà apprezzata. E segue, non a caso, il lancio di qualche giorno fa della nuova home che offre oggi agli utenti un quadro più chiaro di quello che si discute in tempo reale su Twitter. A completare il tutto, a creare quindi un trittico interessante per risollevare l’engagement, sarà poi Moments, una sezione interessante dove seguire più facilmente le storie.

    Insomma, Twitter con il lancio di oggi fa uno sforzo notevole nell’ottica di migliorare l’uso della piattaforma, una sforzo che potrebbe dare risultati nel prossimo futuro anche in termini di crescita della base utenti. Ma per esserne certi dobbiamo attendere i prossimi mesi.

    La nuova funzionalità verrà rilasciata da oggi gradualmente per tutti gli utenti e riguarderà twitter.com e le app per Androi e iOS.

    (l’immagine di copertina è liberamente realizzata da @franzrusso, l’immagine nel testo è prelevata da The Verge)

  • Sanremo 2016, il Festival è ormai sempre più social

    Sanremo 2016, il Festival è ormai sempre più social

    Sanremo 2016, l’edizione numero 66 del Festival della Canzone italiana è iniziato subito con un marcato accento social. La prima serata ha fatto registrare 568 mila tweet, il dato più alto delle ultime sei edizioni. E non poteva essere diversamente visto che il Festival punta ad attrarre i più giovani aprendosi ai fenomeni dei talent.

    Sono ormai sei anni che seguiamo il Festival di Sanremo cercando di comprendere come una manifestazione così importante potesse “resistere” all’avvento dei Social Media, e anche come potesse evolvere. E in effetti proprio di evoluzione si tratta. Il Festival di Sanremo dal 2010 in poi ha assunto una connotazione sempre più marcatamente social, abbracciando i fenomeni dei talent, notoriamente molto forti sui Social Media. X Factor o anche The Voice  sono stati sempre ai vertici dei programmi televisivi più seguiti sui Social Media. E quindi anche il Festival ha dovuto aprirsi a questo nuovo corso. Senza entrare nei dettagli più squisitamente musicali, l’apertura la si nota anche sui social media perchè quei talenti hanno via via acquisito un grande seguito su Twitter come su Facebook.

    #sanremo2016 sanremo 2016

    A conferma di tutto questo, la prima serata dell’edizione numero 66 del Festival della Canzone italiana di Sanremo, Sanremo 2016, è stata la più social degli ultimi anni, come prima serata. E’ quindi molto probabile, così come avvenne lo scorso anno, che questa edizione possa superare i 2 milioni di tweet nella serata finale. La serata di ieri ha fatto registrare 567 mila tweet, un numero molto più alto dei 474 mila tweet dello scorso anno. Secondo i dati Nielesen, Twitter Ratings, i tweet sono stati 568 mila, da 81.500 autori con una 53 milioni di impressions. Il minuto di picco si è registrato alle 21:52 con 4.238 Tweet postati da 3.458 autori durante l’esibizione di Caccamo e Iurato. E a riprova di quello che sostenevamo prima, Nielsen ci illustra anche che, dal punto di vista demografico, prevalgono gli uomini (56%) e i Millennials (60% sotto i 34 anni).

    #sanremo2016 nielsen sanremo 2016

    La prima serata del 2014 fece registrare 335 mila tweet, quella del 2013 più di 40 mila e qui potete vedere un’analisi del 2012 fatta con un tool che fece la storia per quell’epoca, una dei primi per quanto riguarda la social media monitoring. L’evoluzione è stata sempre più in crescendo. Più ci si apriva a cantanti provenienti dai vari talent show, più il Festival ha aperto la sua audience ai più giovani.

    Con Talkwalker, nel periodo della diretta, vediamo che Gabriel Garko è stato tra i presentatori il più citato con 28.866 mentions; tra i cantanti in gara la più citata è Noemi con 16.036 citazioni. Elton John il più citato tra gli ospiti con 21.500 mentions.

    Questi gli influencer su Twitter della prima serata:

    #sanremo2016 influencer

    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    E qui vediamo qualche tweet tra i più condivisi nella prima serata:

    https://twitter.com/london_girl93/status/697156107899424770

    https://twitter.com/YahooCelebIT/status/697171126447927297

    https://twitter.com/RudyZerbi/status/697164828180377600/photo/1

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/697160255696928768

    Questo il nostro breve resoconto. E voi avete seguito la prima serata di #Sanremo2016?

  • Il Super Bowl 50 tra tweet e spot televisivi – #SB50

    Il Super Bowl 50 tra tweet e spot televisivi – #SB50

    Il Super Bowl è ormai uno degli eventi attesi dell’anno, non solo dal punto di vista sportivo ma anche dal punto di vista del Marketing. Il match del #SB50 che ha visto prevalere i Denver Broncos sui Carolina Panthers ha totalizzato oltre 5 milioni di tweet e l’half-time è stato il momento più condiviso con Beyoncé la più citata. E vediamo quali sono stati gli spot più belli della serata.

    super bowl 50 2016

    Il Super Bowl è sicuramente uno degli eventi più attesi dell’anno e non solo in termini sportivi, ma anche di Marketing. Basti pensare alla grande attesa che si crea nei giorni precedenti sui Social Media e specialmente durante la diretta con Twitter che diventa il canale principale. Per non parlare poi del tradizionale momento degli spot televisivi, un momento in cui le aziende sfoderano tutta la loro creatività per sfruttare uno dei momenti televisivi più visti dell’anno. E questa edizione del Super Bowl 50 è l’edizione più seguita dalla tv con una audience di 114 milioni di persone, in aumento rispetto a quella dello scorso anno di 110 milioni. Cresce l’audience e cresce anche la spesa per i famosi 30 secondi di video spot all’interno del match. Quest’anno gli spot sono costati infatti 5 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 4,5 milioni di dollari dello scorso anno.

    Il Super Bowl 50 su Twitter

    Twitter ha diffuso dal suo blog ufficiale tutta una serie di informazioni su come è stato seguito il match dalla piattaforma a 140 caratteri. Il momento più condiviso è stato la fine dell’half-time, che ha totalizzato 3,9 milioni di tweet, e che ha visto la partecipazione di Beyoncè, Coldplay e Bruno Mars. Tra questi artisti, la più citata è stata Beyoncè con 1,3 milioni di tweet; i Coldplay sono i secondi più citati del momento con 774 mila tweet; e poi Bruno Mars con 341 mila tweet.

    A questo link potete visualizzare la mappa interattiva di tutto il match mentre qui in basso vedete proprio il momento dell’half-time. Anche dall’Italia, nonostante fosse notte fonda, si è twittato molto.

    super-bowl-50-#sb50-mappa-tweet-halftime

    super-bowl-50-#SB50-momento-condiviso

    E in assenza di un dato complessivo dei tweet della serata, abbiamo provato a monitorarli con Talkwalker seguendo l’hashtag ufficiale #SB50 e i due hashtag dei team, e cioè #Broncos e #KeepPounding. Ebbene, il totale è di 6,2 milioni di tweet con questa ripartizione: #SB50 5,1 milioni di tweet; #Broncos 582 mila tweet; #KeePounding 450 mila tweet. Con una reach di 30,6 miliardi. L’80% dei tweet ovviamente proviene dagli Usa, poi il 2,7% da Uk; 2,1% dal Brasile; 2,1% dal Messico; 1,9% dal Canada; 1,7% dalla Spagna; 0,8% dalla Francia; 0,5% dall’Australia e poi da altri paesi.

    super-bowl 50 #sb50 totale tweet

    super bowl 50 #sb50 tweet paesi

    (cliccare sulle immagini per ingrandire)

    Update

    Secondo Twitter Data, i tweet complessivi del #SB50, comprensivi del pre e del post partita, sono stati in totale 27 milioni e hanno totalizzato la bellezza di 4,3 miliardi di visualizzazioni.

    I migliori spot televisivi del Super Bowl 50

    Altro aspetto molto atteso del Super Bowl 50 riguardava gli spot televisivi che ormai il più delle volte sono dei veri e propri capolavori. AdWeek ha selezionato quelli che dal loro punto di vista sono i migliori, parere che ci sentiamo di condividere e di seguito vi mostriamo i miglio tre.

    Al primo posto è lo spot di Fiat Chrysler per i 75 anni della Jeep, “Portraits”. Lo spot è una carrellata di volti noti e meno noti per raccontare attraverso questi come si è evoluta nel tempo la fuoristrada che tutti noi conosciamo. Tanto semplice quanto intenso.

    https://www.youtube.com/watch?v=wKn5K5V7tRo

    Al secondo posto lo spot di T-Mobile, “Hotline Bling”, con la partecipazione di Drake. Molto divertente.

    https://www.youtube.com/watch?v=iMWzX0RC7f4

    Al terzo posto lo spot di Audi, “Commander”. Bellissimo spot dell’Audi R8, vera supercar, dove “Starman” di David Bowie fa da colonna sonora e mai scelta fu più azzeccata.

    https://www.youtube.com/watch?v=diU_09jb4bI

    Nell’articolo di AdWeek trovate anche le speciali menzioni con una bella carrellata di spot.

    E allora, cosa ne pensate? Avete seguito anche voi #SB50?

  • Facebook compie 12 anni e lancia il #friendsday

    Facebook compie 12 anni e lancia il #friendsday

    Facebook, il social network più utilizzato con 1 miliardo e 600 milioni di utenti, compie oggi 12 anni e per l’occasione lancia il #friendsday, la giornata degli amici. E oggi tutti gli utenti vedranno in cima al proprio feed un video celebrativo, personalizzabile. Ecco come fare il vostro video.

    Era il 4 febbraio del 2004 quando Facebook venne lanciato per la prima volta ad Harvard da Mark Zuckerberg, oggi CEO dell’azienda Facebook Inc., insieme a  Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Il progetto iniziale era stato pensato solo per gli studenti dell’Università, infatti il nome Facebook riprende il “face book” che alcune università danno agli studenti, il libro dove sono elencati tutti gli studenti con una foto e una descrizione. Da lì il social network si è poi esteso ad altre scuole ed università della zona, fino a diventare in poco tempo il social network più usato. E lo è ancora oggi a distanza di 12 anni.

    [fb_embed_post href=”https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10102630663126801&set=a.612287952871.2204760.4&type=3&theater/” width=”600″/]

    L’idea era quindi di mettere in “connessione” tutte quelle facce, in modo tale che potessero entrare in contatto e condividere interesse ed emozioni. Facebook oggi è un’azienda quotata in borsa dal 2012, è la quarta azienda che vale di più al mondo con un capitalizzazione di 326 miliardi di dollari. Ed è soprattutto molto di più del social network, che comunque resta il fulcro attorno al quale ruota tutto il business.

    #friendsday facebook 2016

    E per celebrare questa giornata, Facebook lancia il #friendsday, la giornata degli amici, una giornata per celebrare quelle connessioni che colo tempo gli utenti hanno costruito con altri utenti, diventati poi amici. Oggi tutti gli utenti del social network troveranno in altro al proprio feed un breve video celebrativo che raccoglie alcuni momenti trascorsi con gli “amici”. Il video già in automatico imposta i momenti e gli amici, ed è impressionante l’accuratezza della scelta, ma è anche personalizzabile.

    #friendsday facebook

    Ecco come creare il vostro video. Prima di tutto andate su questo link e personalizzate facebook.com/friendsday/ dove visualizzate già un’anteprima del video. Cliccando su modificare potete modificare il video a vostro piacimento. Una volta apportate le vostre modifiche, allora siete pronti a condividerlo con i vostro amici.

    Gli “amici” sono la parte più importante di Facebook, tutti sono connessi con altri ed è interessante sapere che i gradi di separazione si stanno via via riducendo. Era di 3,74 nel 2011, è di 3, 57 oggi. Un elemento significativo di quanto siamo sempre più connessi tra noi, a livello globale.

     

  • E Twitter rende disponibile la nuova home anche in Italia

    E Twitter rende disponibile la nuova home anche in Italia

    Twitter finalmente ha deciso da oggi di rilasciare la nuova homepage anche in Italia, e in altri 22 paesi. Accedendo alla nuova home si ha una visione completa, e per categorie, di quello che viene condiviso di più sulla piattaforma in tempo reale. Lo scopo è di attrarre quei 500 milioni di utenti che visitano la home ma non si registrano.

    Se ne parlava proprio ieri, in occasione dei nostri suggerimento per salvare la piattaforma a 140 caratteri da un possibile declino. E tra i suggerimenti che avevamo avanzato c’era anche quello di rilasciare presto la nuova home, inizialmente rilasciata sono negli Usa ad aprile del 2015. Quasi un anno di tempo per il rilascio quasi globale. Ci piace pensare che abbiamo ascoltato i suggerimenti e che quindi passino in fretta a seguire anche gli altri. Ma sappiamo che così non è.

    Twitter si decide finalmente a rilasciare la nuova home anche nel nostro paese e in altri 22, e sono: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Giappone, Kenya, India, Indonesia, Messico, Olanda, Nigeria, Portogallo, Arabia Saudita, Corea del Sud, Spagna, Sud Africa, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti.

    twitter nuova home

    La nuova home è quindi molto più attraente di quella statica precedente. Adesso accedendo a twitter.com si fa di fronte un wall, diviso per categorie, che offre un quadro completo su quello che viene più condiviso, in tempo reale, usando i 140 caratteri. Le categorie sono: In primo Piano; Sport; Informazione; Politica; Arte, Moda & Design; Musica; Altro che conduce a due sotto categorie Televisione e Spettacolo; Personaggi Web.

    Obiettivo è quindi quello di attrarre quei famosi 500 milioni di utenti (ne restano poi solo 320 milioni) che tutti i mesi arrivano sulla piattaforma ma non tutti poi decidono di registrarsi. Evidentemente perchè, vista la home precedente dove non era possibile visualizzare nulla, non erano attratti a farlo. E la stessa cosa, sempre da oggi, avverrà anche per gli utenti mobile.

    La nuova home forse potrebbe essere d’aiuto per rilanciare la piattaforma ma serve anche, a questo punto, rilasciare Twitter Moments per avere la possibilità, una volta registrati sulla piattaforma, di potersi orientare al meglio a 140 caratteri. Se poi, come sugfìggerivamo sempre ieri, ci fosse la possibilità personalizzare i Moments, allora sì che la piattaforma comincerebbe ad essere consultata con più facilità. Senza dover per forse abbandonare il limite dei 140 caratteri, caratteristica peculiare che deve assolutamente rimanere.

    Se volete anche voli suggerire qualche idea per risollevare e salvare Twitter, potete commentare il post di ieri oppure commentare sui social media usando l’hashtag #SaveTwitter che oggi è arrivato anche in trending topic.

  • Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Qualche idea per risollevare Twitter e salvarla

    Twitter attraversa ormai da tempo una crisi che potrebbe rivelarsi molto rischiosa per le sorti dell’azienda. Tra down, crisi di prodotto e crolli in borsa la situazione non accenna a migliorare. Proviamo adesso ad indicare qualche idea che potrebbe rivelarsi utile per la salvezza della piattaforma.

    Sapete bene che qui sul nostro blog seguiamo con molta attenzione le vicende legate a Twitter in questo periodo, cercando di raccontarvi tutti i fatti che scaturiscono da una crisi che è iniziata ormai da diversi mesi e che non accenna, nonostante il ritorno del co-fondatore Jack Dorsey, a placarsi. La crisi che vive oggi Twitter è una crisi di prodotto, la piattaforma che trova la sua caratteristica nei 140 caratteri stenta ora ad attrarre nuovi utenti e al tempo stesso non è supportata da un modello di business tale da potersi permetter di monetizzare. Questi ultimi due punti non sono altro che le richieste che fa il mercato, quindi Wall Street. Già, Wall Street. Un passaggio, quella della quotazione, che Twitter ha gestito male, senza un’dea chiara. Lo dimostra il ruolo giocato da Dick Costolo, bravo traghettatore dell’azienda nelle mani degli investitori, ma poi non più capace di condurre l’azienda con una leadership sicura e con una visione chiara del business.

    Eppure in tutti questi mesi Twitter ha elaborato e lanciato delle interessanti novità, basti pensare a Periscope, con un potenziale enorme ma non saggiamente sfruttato, e a Moments, comunque non ancora disponibile in Italia. Ma c’è anche la nuova home, anche questa non ancora disponibile, che si prospetta più interessante e in grado di attrarre quei milioni di utenti (si parla di 500 milioni, altri addirittura 1 miliardo) che si avvicinano alla piattaforma ma poi decidono di non registrarsi perchè troppo complicata.

    twitter consigli salvare @franzrusso.it-2016

    Twitter è una piattaforma straordinaria per la diffusione di notizie, gioca un ruolo fondamentale in quel grande fenomeno che è la Social Tv, è un grande strumento di relazioni e informazioni istantanee e trova tutta la sua peculiarità nell’essere dinamico e sintetico. Molte volte viene paragonato a Facebook, ma le ultime caratteristiche elencate rendono bene l’idea che stiamo parlando di due piattaforma opposte. E a nulla, o quasi, servirebbe estendere il limite dei 140 caratteri fino a 10 mila, significherebbe snaturare la piattaforma, si parlerebbe di altro e non più di Twitter per come lo conosciamo oggi.

    E quindi di cosa avrebbe bisogno oggi Twitter. L’idea è quella di dare qualche suggerimento, oltre a quello già indicato a suo tempo, tra gli altri, del famoso tasto “modifica” che potrebbe ottimizzare l’utilizzo. Ma vediamo insieme qualche suggerimento.

    Riaprire il discorso delle API

    Qualcuno di voi ricorderà certamente quando nel 2012 Twitter decise di rivedere la gestione delle API, prima aperta a tutti, cominciando a puntare di più sulla propria offerta interna, introducendo delle regole molto rigorose. Ricorderete anche che una delle prime vittime fu LinkedIn e che a stretto giro si dimostrò che quel cambio di passo andava ad avvantaggiare Facebook. Un’azione che di fatto, pur nella sua ragionevolezza, si è rivelata sbagliata a tal punto che lo scorso lo stesso Dick Costolo si scusò dicendo di voler mantenere un rapporto più aperto con gli sviluppatori. Rivedere questa strada potrebbe oggi essere una soluzione.

    Puntare sui Video

    Twitter ha al suo interno due strumenti, Vine e Periscope, che si poggiano sulla modalità di contenuti che sarà quella che caratterizzerà il 2016 e anche il futuro. Eppure non sono adeguatamente stati valorizzati. Puntare sui Video significa mettere questi strumenti a servizio della piattaforma e farli diventare parte di essa, anche da punto di vista dell’advertising. Ma presto, perchè intanto gli altri competitor parte ci hanno già pensato.

    Migliorare e potenziare le Liste

    Come sapete per aiutare a orientarsi meglio sulla piattaforma esiste lo strumento delle “Liste” con cui raccogliere e seguire gli account più interessanti in base all’argomento di riferimento. Ma perchè non provare ad ottimizzare questo strumento aggiungendone altri affinché si creino delle relazioni dirette tra gli utenti interessati a quello specifico argomento?

    Migliorare l’advertsing

    Chiunque abbia provato a fare advertising su Twitter sa bene che si tratta di una modalità più costosa rispetto allo strumento che offre Facebook e che spesso, per le esigenze più comuni, non riesce a dare risultati soddisfacenti. Un’idea potrebbe essere allora di creare uno strumento che possa essere in grado di soddisfare richieste più basse in termini di prezzo, quindi più smart. Un esempio potrebbe essere quello di un “Promoted Tweet” al giorno per 1 euro. Non sarebbe male.

    Queste sono solo alcune idee che potrebbero già rivelarsi adeguate e che forse potrebbero rendere la piattaforma più utilizzabile. A queste uniamo anche quella di Moments, non ancora disponibile nel nostro paese, pensando ad una sorta di Moments personalizzabile.

    Ma prima, c’è ancora un’altro suggerimento da dare, forse il più importante.

    Vendere Twitter al Migliore Offerente

    Le difficoltà finanziarie di Twitter sono ormai senza fine, anche oggi il titolo è in calo di oltre il 7% vanificando lo slancio di ieri del 6% quando giravano rumors su un possibile interessamento da parte di  Mark Andreessen (Netscape) e del fondo Silver Lake. Le azioni adesso valgono 16,5 dollari e la capitalizzazione dell’azienda è di 12,2 miliardi di dollari. Sono segnali che Twitter non può resistere più a lungo come azienda stand-alone, necessita di un partner forte, capace di risollevarla e rilanciarla. Come ho anticipato anche al DigitalicX a fine dicembre scorso, un possibile compratore potrebbe essere Google che ha tutto l’interesse ad avere una piattaforma come Twitter e a rilanciarsi nel mondo dei social media. Alcuni dicono anche Facebook, certo ne ha la forza, ma non sarebbe un grande affare per Zuckerberg.

    E voi che ne pensate? Quali altri suggerimenti aggiungereste? Raccontateceli qui tra i commenti.

  • Social Network e Web: benvenuta Autostima!

    Social Network e Web: benvenuta Autostima!

    L’Autostima è fondamentale sul Web e sui Social Network perché dà vita alla creatività, all’Innovazione e a una comunicazione efficace. E’ quel sentimento di adeguatezza interiore che ci fa sentire felici per quello che siamo. L’Autostima non si impara: dobbiamo soltanto permetterci di essere noi stessi.

    Quando pensiamo alle conseguenze negative di lavorare sul Web o di stare ore e ore sui Social Network, ci viene subito in mente la tanto citata FOMO, la Dipendenza, i Disturbi Depressivi che si creano soprattutto negli adolescenti. Ne abbiamo parlato recentemente qui: I Come e i Perché della vera Dipendenza da Internet – Adolescenti e Social Network, sempre più dipendenti – FOMO, più aumenta l’uso di Internet e più cresce il fenomeno.
    La depressione che può farsi strada dipende dal nostro sentirci inadeguati soprattutto a causa della quantità di Like, Condivisioni, Follower, Retweet.
    Crediamo di non essere all’altezza di chi fa il nostro stesso lavoro, ma lo fa con successo.
    Noi non valiamo così tanto. Nonostante ogni sforzo, anche dando il meglio di noi, non raggiungeremo mai il successo e i traguardi degli altri.
    Non saremo mai abbastanza bravi.

    social media autostima web franzrusso.it 2016

    Naturalmente, si tratta di un senso di inadeguatezza del tutto interiore.
    Non sono i nostri risultati a non valere, ma la percezione che noi stessi abbiamo di ciò che facciamo e di ciò che siamo.
    Chi decide l’altezza dell’ “asticella” del successo? L’altezza superata la quale finalmente possiamo essere soddisfatti e fieri di noi, sentirci vincenti?

    Possiamo nasconderci dietro a una risposta parzialmente vera: la società.
    Sì, è vero che la società – ancora nel terzo millennio – detta regole più o meno scritte su cosa sia vincere e su chi sia una persona vincente. Quel modello da imitare che non raggiungeremo mai.
    Tuttavia – al di fuori dei campi della Moda e del Business – cosa c’entriamo Noi, la nostra personalità, le nostre emozioni e aspirazioni con queste regole per ottenere il successo?

    La sfida, in altre parole, è quella di spostare l’asticella del valore in un campo di analisi diverso: quello di essere soddisfatti per quello che siamo.
    Sentirci all’altezza comunque. Godere di Autostima.
    L’Autostima è quel sentimento di adeguatezza interiore che trascende il giudizio altrui, le aspettative degli altri, le regole sociali dominanti. Ci fa stare bene così come siamo. Esattamente dove e come siamo e per quello che sappiamo fare.

    Si vive e si lavora al meglio di noi, se godiamo di Autostima.
    In particolare sul Web e sui Social Network, dove la Creatività è fondamentale, dove l’Innovazione nasce spesso dalla mente di un singolo per diventare progetto comune, dove la Comunicazione più efficace è quella in cui il lettore respira la sicurezza di chi scrive.
    Non si tratta di una sicurezza sempre dovuta a competenza.
    Molto più spesso chi scrive con successo – e ci porta a leggere il post fino alla fine – è chi riesce a catturare la nostra attenzione perché sa raggiungere e toccare le nostre emozioni.
    Comprendendo le nostre esigenze e provando empatia per le nostre esperienze.
    Non a caso, si tratta sempre di una persona che, a sua volta, è a proprio agio con se stessa e con le proprie emozioni, una persona che non ha paura di mettersi in gioco e ha una sicurezza emotiva sufficientemente forte da venirci incontro.

    L’Autostima non ha bisogno di discutere di adeguatezza o meno.
    E’ un fortino in cui i nostri ragionamenti e i nostri sentimenti si scambiano di ruolo e giocano senza timore di fallire.
    Non esiste un valore o un modello di successo: ci fortifica e ci rende felici di essere sempre e comunque all’altezza per quello che siamo.

    Felici. Ma che cosa vuol dire?
    La felicità è un’emozione che per lo più ci spaventa, perché abbiamo il timore di doverla pagare.
    Difficile che si parli di felicità, difficile soprattutto saperla definire.
    Si può essere felici per un attimo soltanto o si può intendere la felicità come soddisfazione di se stessi.
    Dunque, un sinonimo di Autostima.
    Descritta così, sembra un traguardo possibile. Più semplice di quello che si pensi.

    Sicuramente il primo passo sta nel non averne paura.
    La maggior parte degli esseri umani, paradossalmente, è invece spaventata dalla felicità.
    E poi?
    C’è un’altra parola che ricorre frequentemente quando si parla di Autostima: Aspettativa.
    Chi soffre di mancanza di Autostima è sempre il peggior giudice di se stesso.
    Duro, severo.
    Irrigidito da aspirazioni che si auto impone, che sono talmente vicine a quella Perfezione che blocca ogni movimento, ogni cenno di creatività, ogni gesto spontaneo.

    Facciamo insieme un esercizio molto pratico.
    Proviamo a sostituire nel nostro linguaggio comune – parlato e scritto – la parola “dovere” con le parole “volere, scegliere, potere“.
    Chi gode di Autostima decide di sé e della propria vita e ne è per lo più soddisfatto.
    Sceglie lui quello che vuole.
    Sembra un esercizio sciocco, ma ci accorgeremo subito che non è per nulla facile.
    Il senso del dovere uccide il carattere spontaneo.
    E col tempo ce ne siamo anche fatti una ragione.
    O meglio, una giustificazione.
    Perché se dobbiamo comportarci in un determinato modo e dobbiamo rispettare regole e retaggi del passato, è molto più facile vivere la quotidianità.
    In fondo, basta fare il proprio dovere e saremo appagati.

    Ben altra responsabilità e ben altro coraggio sono necessari se decidiamo di ascoltare e mettere in gioco le nostre emozioni, la nostra creatività, il nostro istinto.
    Scegliere una strada piuttosto che un’altra implica una presa di coscienza del tutto diversa, dettata dalla nostra pura volontà, soggetta a possibili errori, fallimenti e giudizi esterni.
    Per poterlo fare occorre aver maturato un’Intelligenza Emotiva sufficiente ad essere profondamente convinti che sono le aspettative che si devono adeguare a noi, e non il contrario.

    E’ un esercizio di sentimenti: in realtà, non esiste forza senza debolezza.
    Così come non potremo mai essere soddisfatti di noi e felici se lasceremo le redini della nostra vita agli altri.
    Non serve affatto sforzarsi di essere più forti per provare Autostima.
    E’ tutto molto più conciliante, più realizzabile.
    Più facile.
    L’Autostima si basa sul nostro mondo interiore e su quello che vogliamo veramente.
    Non si impara.
    Non si adegua.
    Nasce da aspettative autentiche, che corrispondono alle nostre reali capacità e ai nostri sentimenti.
    Siamo unici al mondo proprio per quello che siamo.
    Dovremmo soltanto imparare a concederci di esserlo.

  • Social Media e Aziende, manca l’approccio alla Relazione

    Social Media e Aziende, manca l’approccio alla Relazione

    Sono stati presentati oggi i risultati della quarta edizione della SocialMediAbility 2016,  condotta dall’Osservatorio IULM sui Social Media. Dai risultati viene fuori che le aziende italiane migliorano dal punto di vista dell’utilizzo ma meno nell’uso di strumenti per le relazioni come Content e Social Caring.

    Sono stati presentati oggi i risultati della quarta edizione della SocialMediAbility 2016, l’interessante indagine condotta dall’Osservatorio IULM sui Social Media. Seguiamo la SocialMediAbility dal 2011 e grazie a questa ricerca abbiamo conosciuto l’evoluzione dell’utilizzo dei Social Media da parte delle aziende italiane. L’indagine di quest’anno evidenzia il fatto che le aziende ormai utilizzano questi strumenti in larga parte, parliamo di una percentuale che supera il 70%. Un risultato che se paragonato a quello del 2011, quando era del 10%, dimostra il grande percorso fatto in questi ultimi 5 anni. Certo un percorso che molti di voi noteranno essere stato lento, a volte anche macchinoso, ma è comunque da considerarsi un primo risultato importante.

    social media marketing socialmediability 2016

    Siamo passati da Pmi e Social Media ancora lontani del 2011 a Social Media e aziende, rapporto ancora da costruire, poiCresce ma a rilento l’uso dei Social Media nelle aziende italiane del 2013. Fino ad arrivare ad oggi, con i dati dell’ultima ricerca che ci dicono che migliora ancora l’utilizzo, ma è carente ancora a livello qualitativo. E’ ancora un utilizzo non troppo orientato alla costruzione di una relazione con gli utenti, ma è ancora troppo auto-promozionale, quindi una comunicazione che non tiene conto dell’enorme potenzialità dei Social Media. Ed è proprio su questo aspetto che ci si aspettava di più ed ancora una volta si deve rimandare. Per non palare del Social Caring, altra grande opportunità che le aziende hanno per costruire una relazione forte basata sulla fiducia.

    La percentuale di utilizzo non è certamente indice della qualità dell’utilizzo stesso, stiamo parlando di un dato numerico che ci da la dimensione del numero delle aziende che utilizza questi strumenti tecnologici. E in effetti quello che interessa è proprio sapere come queste aziende li utilizzano e con quali risultati. Ecco che il livello di SocialMediAbility assume una certa importanza, utile da conoscere.

    social media aziende socialmediability 2016

    Prima di dare qualche dettaglio, ricordiamo che l’indagine è promossa e realizzata dall’Executive Master in Social Media Marketing & Digital Communication, e ha continuato il monitoraggio avviato nel 2010 del panel di 720 aziende italiane, appartenenti a 6 diversi settori: Alimentare, Arredamento, Banche, Hospitality, Moda. Novità di questa edizione 2016 sono le  aziende che, pur operando in settori diversi (manifattura, legno, gomma e plastica, metallurgia), sono accomunate da un modello di business di tipo B2B.

    Nel misurare l’effettivo utilizzo del Social Media Marketing da parte delle aziende italiane, per ciascun settore sono state valutate, attraverso diversi strumenti e approcci di analisi, 120 aziende casualmente estratte dall’universo di riferimento, ulteriormente segmentate per dimensioni: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole. L’indagine è stata condotta in collaborazione con Blogmeter.

    Bene, fatte le doverose premesse, passiamo a vedere i punti salienti, gli highlights, della ricerca.

    Dalla SocialMediAbility 2016 emerge che:

    • Aumenta la percentuale di aziende che utilizza un social media per attività di comunicazione e marketing: si passa dal 64% del 2013 al 73% del 2015 (nel 2011 la percentuale era del 10%).
    • Cresce in maniera sensibile la presenza sui social media delle PMI e diminuisce il divario registrato negli anni precedenti con le grandi aziende (l’87% di quelle esaminate ne ha attivato almeno uno, con un aumento di 6 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente). Dal 2013 l’uso di tali canali è passato dal 50% al 62% per le piccole, e dal 53% al 67% per le medie. Ovviamente, Facebook si conferma il canale più utilizzato, attivato dal 79% delle aziende comprese nel campione che hanno aperto almeno un social media, rispetto al 75% del 2013 (nel 2011 era del 71%).
    • Si rileva comunque una crescita di YouTube, Twitter e LinkedIn, utilizzati rispettivamente dal 55%, dal 48% e dal 45% delle aziende presenti sui social media, rispetto al 51%, al 45% e al 44% del 2013 (nel 2011 erano 32%, 39,8% e 35,7%). Dato interessante da segnalare è che la ricerca rileva deciso aumento nell’uso di Instagram, presidiato dal 34% delle aziende con almeno un canale social,rispetto al solo 4% rilevato nell’edizione precedente. Nell’edizione 2011 ancora non esisteva.
    • La maggiore diffusione di tali canali a livello aziendale è stata accompagnata anche da una modesta crescita dell’indice medio complessivo di SocialMediAbility (SMA) che, su una scala di range “0-10”, passa dai 3,6 punti del 2013 ai 4,2 punti dell’ultima rilevazione (valore relativo alle sole aziende B2C che hanno aperto almeno un canale social).
    • Tra le dimensioni monitorate e ricomposte nel nuovo indice di SMA, quella su cui le aziende incontrano maggiori difficoltà è quella relativa al Social Caring.

    Come ha osservato il prof. Guido Di Fraia, Direttore Scientifico della ricerca:

    I risultati ottenuti mostrano un costante incremento nell’adozione e nell’utilizzo dei canali social. L’indice SMA è in aumento, in particolare se confrontato con gli indici rilevati nelle precedenti edizioni. Non si può dire lo stesso per l’evoluzione dei contenuti che vi si trovano all’interno e questo si ricollega anche alla situazione riscontrata per quanto riguarda l’asse del caring. Mentre tutti gli assi riportano valori sempre più positivi, la dimensione relazionale rimane indietro e i canali sono sotto-utilizzati per prendersi cura del rapporto con i clienti. Essi si concentrano prettamente su attività di corporate branding (awareness) e social media marketing (di prodotto), sviluppando una comunicazione che è per lo più auto-referenziale e centrata sul brand, sui prodotti o sui servizi offerti, e non presta attenzione all’ascolto o al costumer care”.

    Ecco perchè all’inizio facevamo riferimento alla qualità dell’utilizzo e la ricerca evidenzia bene che proprio su questo c’è ancora molto da lavorare.

    Concepire l’uso dei Social Media come un qualsiasi strumento di comunicazione allo scopo solo ed esclusivamente di promuovere servizi/prodotti, allora si fa un utilizzo sterile, che non porta alcun risultato. Serve invece un utilizzo aperto al dialogo con i propri utenti, il che significa instaurare relazioni dirette con gli stessi utenti. Come spesso ripetiamo su questo blog, le aziende che riescono a costruire relazioni con i propri utenti, accettando anche le critiche che si avanzano (che sono poi quelle che fanno crescere), sono quelle che migliorano i propri prodotti/servizi, coltivano e migliorano relazioni, sono quelle più aperte al confronto. Ma per fare tutto questo serve una strategia che preveda contenuti adeguati, non solo auto-promozionali, e proprio su questo punto sorgono le difficoltà maggiori.

    E voi che ne pensate di questi risultati? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Twitter nomina Leslie Berland come nuovo CMO

    Twitter nomina Leslie Berland come nuovo CMO

    A pochi giorni dalle dimissioni di 4 top manager, Twitter annuncia di aver nominato come nuova responsabile Marketing Leslie Berland, ex responsabile Marketing di American Express. E ora gli occhi sono puntati sull’esperta Natalie Kerris, ex responsabile comunicazione di Apple.

    E’ forse il caso di dire che Twitter, dopo il terremoto di qualche giorno fa che ha visto la fuga (se così possiamo definirla) di ben 4 top manager, non ha perso molto tempo. E in effetti non aveva poi tanto tempo e tante opzioni di scelta. Essere veloci in questi casi è la regola, per evitare ripercussioni sul piattaforma stessa (il prodotto) e sul titolo il borsa (il giorno dopo l’addio dei 4 manager il titolo è sceso di nuovo sotto i 17 dollari).

    leslie berland twitter

    Il primo vero rinforzo che va a coprire un ruolo importante come nuovo responsabile Marketing si chiama Leslie Berland, ex responsabile Marketing e Digital Partnership di American Express quindi proveniente dal mondo finanziario, ma è sicuramente una manager che ha dimestichezza  a lavorare in un team globale e sa come muoversi nel promuovere un prodotto a livello mondiale. E forse la sua esperienza proprio nel mondo finanziario potrebbe rivelarsi di aiuto per Twitter in questo preciso momento. E’ chiaro che siamo nell’orbita delle ipotesi e che questo tipo di nomine devono poi essere vagliate e apprezzate dai mercati e quindi dagli investitori.

    Tanto per citare qualche di esperienza della Berland, è lei ad aver creato collaborazioni che si sono rivelate poi di successo con aziende come Apple, McDonald’s, Uber, TripAdvisor, VeriFone, Samsung, Foursquare, Facebook, Jawbone e anche Google. Background di tutto rispetto ma è chiaro che arrivare in un’azienda come Twitter in questo momento è senza dubbio arduo, servirà davvero un gran lavoro.

    L’annuncio dell’arrivo di Leslie Berland in Twitter è stato dato da Jack Dorsey con un tweet (e non poteva essere diversamente) con cui ha dato il benvenuto alla nuova CMO (Chief Marketing Officer):

    A seguire anche Adam Bain, attuale COO di Twitter e gestore ad interim di due dei ruoli lasciati vacanti qualche giorno fa, non ha voluto far mancare il suo saluto alla Berland, sempre con un tweet, sottolineando che la Berland era la prima della lista dei CMO presi in considerazione:

    E anche la stessa Berland dal suo account Twitter si adegua ad utilizzare lo strumento, rispondendo al tweet di Dorsey:

    E nel cercare di dare risposte pronte al mercato, agli investitori e anche agli utenti, Twitter starebbe per convincere anche Natalie Kerris, veterana di Apple con un passato di 14 anni a Cupertino come responsabile Comunicazione, ad assumere il ruolo di nuova responsabile Comunicazione dell’azienda di San Francisco. La Kerris è un personaggio molto conosciuto nella Silicon Valley e la sua grande esperienza potrebbe rivelarsi un’arma vincente per Twitter. Lavorerebbe a stretto contatto con Leslie Berland portando avanti il compito di comunicare il prodotto nella maniera corretta, cosa che fino ad ora non è stata fatta nella maniera giusta.

    Vedremo quali saranno gli sviluppi, intanto, notizia molto fresca è che uno dei 4 top manager che aveva lasciato Twitter un paio di giorni fa, Kevin Weil (ex responsabile di prodotto) è il nuovo responsabile di prodotto di Instagram. Quindi il suo abbandono era motivato.

Contatti