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  • Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram: coinvolgimento in calo, ecco l’algoritmo

    Instagram ha annunciato ieri l’inizio della sperimentazione di un algoritmo che mostrerà agli utenti i contenuti più interessati. E in contemporanea Quintly ha pubblicato uno studio che dimostra come nel corso del 2015 il coinvolgimento sui contenuti sia calato.

    La notizia interessante di oggi è che Instragram ha annunciato con un post sul blog ufficiale che sta cominciando a sperimentare, da ieri, l’introduzione di un algoritmo che regolerà la visualizzazioni dei contenuti in base a quello che l’utente ritiene essere più interessante.

    La visualizzazione sarà quindi centrata sulla qualità dei contenuti e potremo dire quindi addio alla visualizzazione cronologica che fino ad ora aveva caratterizzato la piattaforma. Al momento non si conosce il numero degli utenti che stanno sperimentando la novità.

    È una modifica sostanziale per quanto riguarda la piattaforma, una di quelle modifiche che gli addetti ai lavori sapevano benissimo che sarebbe arrivata, era infatti solo questione di tempo.

    Instagram in questo modo di allinea alle recenti modifiche apportate da Facebook a da Twitter, ad esempio, che un mese fa ha introdotto la visualizzazione della timeline sulla base degli interessi degli utenti, modalità comunque opzionabile.

    Cosa comporta la modifica dell’algoritmo per Instagram? E’, come dicevamo prima, una modifica notevole, attesa anche per via delle dimensioni crescenti della piattaforma. Ricordiamo che la base utenti ad oggi supera i 400 milioni di utenti. Ma non è solo questa la motivazione.

    Nel post ufficiale Instagram fa sapere che il 70% degli utenti, in media, rischia di perdere contenuti interessanti dal proprio feed. Con questa sperimentazione il risultato sarà quello di vedere in alto contenuti degli account che seguiamo più in alto di quelli che ci interessano meno.

    Si capovolge quindi la visualizzazione dei contenuti, quindi il feed a cui eravamo stati abituati. Del resto il fondatore Kevi Systrom al New York Times ha detto che quello che si punta a fare “è che il 30% che si vede sia il 30% migliore possibile”.

    Ma quasi in contemporanea con l’annuncio di Instagram è stato pubblicato uno studio di Quintly che in effetti aiuta a capire meglio sul perchè Instagram abbia deciso di introdurre un algoritmo per fare in modo che gli utenti possano visualizzare il contenuto migliore possibile in base ai suoi interessi.

    instagram calo coinvolgimento algoritmo

    E dall’interessate studio, realizzato sull’analisi di 10 mila account, viene fuori che nel corso del 2015 se da un lato i brand hanno aumentato la frequenza a il numero di post pubblicati, dall’altro viene rilevato che il coinvolgimento è in calo.

    Quindi, se in media si pubblicano 1,04 messaggi al giorno (in crescita dallo 0,84), l’engagement passa dal 4,96 al 3,10 nel corso dell’anno. Lo studio rivela che l’interazione sembra diminuire anche in relazione ad un aumento dei follower da parte di un account.

    Una modifica della visualizzazione del feed potrebbe aiutare i brand a recuperare il coinvolgimento perso in questi ultimi 12 mesi.

    Instagram con l’introduzione dell’algoritmo dimostra di essere diventato più maturo, quasi adulto, e il calo progressivo dell’engagement è il segnale inconfutabile.

    È evidente che la pubblicazione dello studio non faccia altro che confermare quello che Instagram sapeva già, e l’annuncio di ieri lo dimostra benissimo.

    Gli utenti più affezionati al feed cronologico resteranno inizialmente scontenti, forse incentivati anche a migliorare i propri contenuti.

    E voi che ne pensate?

  • Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?

    Internet e i Social Network: quanto male fanno alla Memoria?

    Oggi non potremmo più fare a meno dei nostri device e delle piattaforme Social per ricordarci tutto. Siamo facilitati dai motori di ricerca e dalle notifiche. La nostra Memoria conserva, tuttavia, dei Ricordi che appartengono alla nostra Personalità: perdere questi sarebbe come smarrire la nostra Essenza Umana.

    Se perdiamo il nostro cellulare, siamo persi noi.
    Se non facciamo il back up dei dati del nostro pc e li perdiamo, perdiamo noi.
    Non è nulla di nuovo.
    Lavoriamo con la tecnologia e questa è la prima cosa da fare: salvaguardare gli strumenti che conservano il nostro lavoro e le informazioni della nostra vita.
    Spostando il nostro lavoro e il nostro pensiero su device, computer, o molto più semplicemente su piattaforme Web, abbiamo sottoscritto un tacito accordo, moltissimo tempo fa.
    Non abbiamo solo accettato di fornire i nostri dati personali.
    Di più: abbiamo delegato alla Rete una delle funzioni più artistiche e intelligenti del nostro cervello.
    La Memoria.

    internet memoria social network

    Quando è successo? Non potremmo dirlo.
    Di sicuro progressivamente, giorno dopo giorno, ma comunque in un processo inesorabile.
    E come sempre non si tratta di incolpare in qualche modo Internet o i Social Network, ma di essere consapevoli di quanto potenti siano questi mezzi di comunicazione e di usarli al meglio.

    Il dibattito su quanto Internet faccia bene alla nostra Intelligenza, all’intelletto e alle emozioni – Intelligenza Razionale ed Emotiva – è sempre aperto.
    E personalmente credo sia giusto che rimanga così. Aperto.
    Perché solo parlandone e continuando a discuterne possiamo rimanere coscienti del Costo sociale e culturale, ma anche intellettivo ed emotivo, che stiamo pagando.
    Un Costo decisamente alto.

    Che cos’è la Memoria?
    Secondo la definizione di Wikipedia si tratta della “capacità del nostro cervello di conservare informazioni.”
    Una funzione psichica e mentale che ci permette di assimilare, ritenere e richiamare – sotto forma di ricordo – le informazioni apprese durante l’esperienza intellettiva e sensoriale.
    Si tratta di un esercizio intellettivo, dunque, ma anche puramente psichico.
    E’ questa conservazioni di nozioni e di emozioni che ci permetterà di formare nel tempo la nostra Esperienza, la nostra Cultura, le Associazioni Psichiche e, di fatto, la formazione della nostra Personalità.
    Qui si aprono capitoli immensi di discussione, a partire dalle Teorie della Psicologia che posizionano intorno ai nostri 4 anni di età i primi ricordi che influenzano il nostro carattere.

    Quello che su cui ci interessa fare chiarezza ora è che la Memoria si distingue in due tipi: a Breve e a Lungo Termine in base alla durata della ritenzione del ricordo.
    Perché nel mondo sempre più veloce in cui viviamo, con un flusso di informazioni costante e continuo e un’overload di dati, ricorriamo a Internet proprio per salvaguardare la nostra funzione intellettiva.
    Non potremmo mai ricordarci tutti i numeri di telefono dei nostri contatti.
    Non potremmo mai ricordarci tutte le date dei compleanni e degli anniversari.
    Non potremmo mai ricordarci come si scrivono tutte le parole difficili.
    E gli indirizzi, la lista della spesa, l’agenda degli appuntamenti…
    Deleghiamo il ricordo a motori di ricerca fenomenali, che in una manciata di secondi, recuperano l’informazione che vogliamo.

    Certo, è tutto più semplice.
    Io che non ho mai imparato a fare le divisioni ci metto un attimo a non fare figuracce.
    Mia madre è mille volte più brava di me a ricordarsi i nomi delle persone, per non parlare delle parole crociate.
    Una recente ricerca universitaria, per altro, conferma che più del 70% delle persone che quotidianamente usano Internet non conosce a memoria il numero di telefono del partner, mentre il 49% utilizza applicazioni e note sul device per ricordare password e numeri di sicurezza personali delle carte di credito e dei bancomat (PIN).

    La Memoria a Breve Termine non ci serve più.
    Abbiamo strumenti più affidabili del nostro stesso cervello per procedere nella vita quotidiana e nel lavoro quotidiano senza l’ansia di dover ricordare tutto.
    Possiamo concederci di non ricordare, perché in ogni caso recuperiamo le informazioni utili in pochissimo tempo.

    Grazie alla tecnologia oggi – e domani sempre di più con la Realtà Aumentata – si è realizzata un’Evoluzione culturale, sociale, intellettiva e psicologica che non avremmo mai raggiunto altrimenti.
    Che è esattamente quel Costo di cui parlavamo.
    L’altra faccia della medaglia, infatti, è che abbiamo progressivamente perso l’allenamento e la sensibilità che mantengono Umani i nostri Ricordi.
    E Ricordo fa rima con Essere Umano.
    Non con cercare su Google qualsiasi informazione che non ci torna in mente.
    Non con il condividere l’Accadde Oggi di Facebook.

    Ben altro discorso è parlare della Memoria a Lungo Termine.
    Ecco, perdere quella sarebbe decisamente un Costo eccessivo.
    Un Costo intellettivo e psicologico, ma anche sociale e culturale, che non ci possiamo assolutamente permettere.

    Perché vorrebbe dire alterare l’Essenza Umana, i Ricordi della propria Vita e non essere più capaci di Crescere.
    Perché solo grazie alla Memoria, ai processi di ritenzione e immagazzinamento delle informazioni vitali e ai processi di recupero e riconoscimento di queste informazioni, ognuno di noi nasce, cresce e costruisce Se Stesso.
    Solo grazie alla Memoria siamo noi stessi, autentici e genuini proprio per i ricordi che abbiamo. 

    Si tratta di quel passato che ha costruito il nostro presente, la nostra persona, la nostra realtà.

    I ricordi della Memoria a Lungo Termine fanno parte di noi, sono la nostra ricchezza. Sono la nostra storia.
    Perderla non equivale a perdere solamente un cellulare, ma a non riconoscere più se stessi.
    Né dentro né fuori dal Web.

     

     

  • Attenzione ad offendere su Facebook, è Diffamazione

    Attenzione ad offendere su Facebook, è Diffamazione

    La Quinta sezione penale della Cassazione ha ricordato, occupandosi della vicenda di Francesco Rocca, presidente della CRI, che le offese fatta anche via Facebook sono molto gravi, tali da configurare il reato di diffamazione aggravata.

    Come tutti noi sappiamo Facebook è comunque un luogo dove si condivide e si chiacchiera molto e, alle volte, il tono delle conversazioni può assumere livelli per cui è facile spingersi in espressione pesanti verso gli utenti. A chi di voi non è capitato. E, anche di fronte a situazioni davvero particolari, ci si è sempre chiesti se quelle espressioni potessero avere una certa rilevanza penale, senza avere un riscontro oggettivo da questo punto di vista. Ecco perchè pensiamo sia utile riportare anche in un blog come questo informazioni di questo tipo.

    Facebook diffamazione

    Ebbene, se anche voi vi siete posti questa domanda, perchè siete incorsi in situazioni davvero spiacevoli, da oggi sappiamo con certezza che quelle situazioni posso essere considerati anche dal punto di vista penale. E a far un po’ di luce su questo tema molto delicato arriva il parere della Quinta sezione penale della Cassazione che, occupandosi del caso di Francesco Rocca, attuale presidente della CRI, che era stato preso di mira da un suo ex dipendente, quando era commissario straordinario della CRI, che lo aveva offeso pesantemente su Facebook, accompagnando le offese con delle foto. Tutto questo accadeva nel 2010 e alcuni messaggi erano sfociati “in palesi offese al decoro personale”.

    La Cassazione ha quindi evidenziato che:

    La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso della bacheca ‘Facebook’ integra un’ipotesi di diffamazione aggravata poichè la diffusione di un messaggio con le modalità consentite dall’utilizzo per questo di una bacheca Facebook, ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone”.

    La diffamazione via Facebook è aggravata dal fatto che

    Per comune esperienza, bacheche di tale natura” – scrive sempre la Suprema Corte – “racchiudono un numero apprezzabile di persone, sia perchè l’utilizzo di Facebook integra una delle modalità attraverso le quali gruppi di soggetti socializzano le rispettive esperienze di vita, valorizzando in primo luogo il rapporto interpersonale che, proprio per il mezzo utilizzato, assume il profilo del rapporto interpersonale allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione”.

    A colui che ha diffamato Francesco Rocca è stata comminata una pena pecuniaria di 1.500 euro per diffamazione aggravata.

    E’ un pronunciamento che sicuramente fa chiarezza su un tema delicato e certamente avvalora il fatto che ciò che accade su Facebook è ciò che accade nella realtà di tutti i giorni. Siete d’accordo? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

  • Ecco la Notte degli Oscar 2016 sui Social Media

    Ecco la Notte degli Oscar 2016 sui Social Media

    Gli Oscar 2016 hanno visto il trionfo del maestro Ennio Morricone, miglior colonna sonora per “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, e il trionfo di Leonardo Di Caprio che ha conquistato il suo agognato premio come miglior attore. Sui Social Media le conversazioni totali sono state 10 milioni, quasi tutte su Twitter.

    C’era molta attesa per la Notte degli Oscar 2016 e i pronostici che giravano sul web e sui Social Media fino a poche ore dall’inizio della grande serata di Hollywood sono stati parzialmente confermati. Per quel che ci riguarda, la grande notizia è che il maestro Ennio Morricone ha ottenuto la sua prima statuetta della sua lunghissima carriera per la miglior colonna sonora per The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Ma è stato anche il trionfo di Leonardo Di Caprio che conquista, finalmente, il suo agognato Oscar come miglior attore per il film The Revenant. E come sempre, grazie al supporto tecnico di Talkwalker, abbiamo visto come i Social Media hanno raccontato la diretta della premiazione numero 88 degli Oscars verificando che, dalle 8 di sera alle 8 del mattino successivo (ora italiana) le conversazioni totali sono state 10 milioni.

    #oscars oscar 2016 social media

    Nel nostro monitoraggio abbiamo preso in considerazione i tre hashtag più usati per la manifestazione, compreso quello ufficiale: #Oscars con 8,9 milioni di citazioni; #Oscar con 818 mila citazioni e #Oscar2016 con 196 mila citazioni.

    #oscars conversazioni totali oscar

    Le conversazioni, come sempre accade in questi casi, si sono svolte per oltre il 99% su Twitter. Il picco della manifestazione si è ottenuto quando in Italia erano le 6 del mattino con 808 mila tweet, un momento tra la premiazione di Leonardo Di Caprio e l’annuncio del miglior film The Spotlight. Twitter comunque rileva che 404 mila sono stati i tweet alla nomina di Di Caprio, @LeonardoDiCaprio.

    E come potete vedere, proprio nel momento di picco si registra il livello di sentiment più positivo della manifestazione, segno che i Social Media approvano.

    Il 52,8% degli account sono donne, notare la loro presenza maggiore proprio nel momento di picco, gli uomini sono stati il 47,2%.

    #oscars conversazioni totali genere oscar

    Ovviamente, a livello globale, il più citato tra i premiati è stato proprio Leonardo Di Caprio, vista la grande attesa che c’era per questa premiazione tante volte sfilatagli di mano proprio all’ultimo momento. Sommando le varie citazioni, tra hashtag e nome esteso o frazionato, supera le 2,9 milioni di citazioni.

    #oscars temi totali di caprio oscar

    Questi intanto sono gli hashtag più citati durante la premiazione:

    #oscars hashtag globali oscar

    In Italia i tweet totali sono stati 228.800 sommando anche #SkyCinemaOscar che ha totalizzato 85.700 citazioni.

    #oscars tweet totali italia oscar

    E questi sono gli hashtag più citati in Italia durante la premiazione:

    #oscars hashtag italia oscar

    E come sempre, vi mostriamo anche i contenuti più condivisi durante tutta la serata americana, notte fonda in Italia.

    Questo il contenuto più condiviso in assoluto ed è su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BCWlyQ7hQQp/

    Ma vediamo i contenuti più condivisi su Twitter. E quello più condiviso è proprio quello di Leonardo di Caprio che ringrazia l’Academy e il cast e team di The Revenant:

    https://twitter.com/pettyyonceh/status/704070685614743552

    https://twitter.com/barstoolsports/status/704168236754018307

    Questo un resoconto della Notte degli Oscar 2016. E voi che pensate? Contenti che abbia vinto Di Caprio?

  • I brand del settore assicurativo più forti sui Social Media

    I brand del settore assicurativo più forti sui Social Media

    Nuova ed interessante analisi, ad opera di Blogmeter, che prende in esame il settore assicurativo per verificare quali sono i brand più forti sui Social Media. Su Facebook spiccano Generali e Real Mutua, mentre su Twitter i leader sono AXA e Unipol.

    Quella che vi proponiamo oggi è una nuova ed interessante analisi ad opera dell’Osservatorio Top Brands di Blogmeter che prende in esame, questa volta, il settore assicurativo. L’analisi risulta quindi molto utile per comprendere come i brand assicurativi approcciano e usano i Social Media per comunicare meglio ciò che fanno e soprattutto per creare una più diretta Relazione con i propri clienti, trattandosi di un settore molto particolare da questo punto di vista.

    social media settore assicurativo @franzrusso.it 2016

    I brand del settore assicurativo su Facebook

    E quindi cominciamo a vedere i brand del settore assicurativo su Facebook, dove si registra l’ottima performance di Reale Mutua che ottiene il primo posto per page engagement attraverso la campagna Realmente Protetti, che ha coinvolto la community con numerosi consigli sulla vita di tutti i giorni. Nelle successive posizioni, si avvicendano tre profili che fanno parte del Gruppo Generali: innanzitutto Genertel, il ramo assicurativo online del gruppo che conquista gli utenti di Facebook con uno stile comunicativo ironico e divertente. Al terzo posto, Generali che colleziona un picco di interazioni con la notizia dei riconoscimenti ottenuti per la convenienza e l’assistenza ai clienti che la compagnia offre. E poi, in quarta posizione, Europ Assistance grazie alle numerose iniziative realizzate dalla compagnia di assistenza francese.

    Il brand UnipolSai Assicurazioni è in quinta posizione ma si distingue particolarmente anche su Twitter.

    Per quanto riguarda i nuovi fan, in prima posizione troviamo il marchio Aviva: la compagnia assicurativa britannica genera un elevato numero di nuovi fan in occasione dell’iniziativa “Viva le Donne”, in partnership con LILT Milano. In seconda posizione si piazza Alleanza Assicurazioni, un altro brand del gruppo Generali, e al terzo posto Genialloyd che colleziona la maggior parte delle interazioni con il post attraverso il quale ringrazia i suoi numerosi utenti per averli scelti. Chiudono la classifica Linear Assicurazioni e Conte.it.

    I brand del settore assicurativo su Twitter

    Su Twitter il maggior numero di interazioni totali lo ottiene il gruppo assicurativo AXA che si piazza in seconda posizione anche per numero di nuovi fan grazie soprattutto alla partnership con Blablacar, molto apprezzata. A distinguersi nelle classifiche di Twitter sono anche i profili di Unipol: in particolare Unipol Group PR, primo per nuovi fan e terzo per engagement, è il profilo ufficiale del gruppo che fa il pieno di interazioni con la campagna #nessunodasolo. Segue poi UnipolSai Corporate, secondo per engagement e terzo per nuovi fan, con cui Unipol promuove tutte le iniziative aziendali di CSR e ancora UnipolSai Assicurazioni, quinto per new fan, che è il profilo interamente dedicato al mondo delle assicurazioni.

    Val la pena di segnalare le ottime performance in termini di engagement di #VediamoPositivo, l’iniziativa concorsuale di Generali che mette in palio diversi premi, che si piazza quarta per engagement e Realmente Protetti, quinto brand più coinvolgente di Twitter. In quarta posizione per nuovi fan segnaliamo anche il gruppo assicurativo italiano Sace.

    Allora, questi i dati rilevati da Blogmeter. E voi che ne pensate?

    infografica social media settore assicurativo

  • Facebook, i tasti Reactions disponibili a livello globale

    Facebook, i tasti Reactions disponibili a livello globale

    Dopo la fase di test dei mesi scorsi in Spagna e in Irlanda, Facebook da oggi rende disponibili i tasti Reactions a livello globale. Quindi il semplice tasto usato per interagire con i contenuti sarà sostituito dai tasti Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato.

    Vi ricordate quando a settembre si era sollevato quel polverone a proposito di un possibile arrivo del tasto “dislike”? Tutti a parlarne salvo poi scoprire che Zuckerberg faceva riferimento all’integrazione di una serie più vasta di tasti per esprimere al le emozioni in relazioni ad un contenuto. E dopo un mese Facebook iniziò una fase di test in Spagna e Irlanda per poi passare ad un uso dei nuovi testi Reactions a livello globale. E quel giorno e infatti arrivato, forse un po’ più tardi di quello che si poteva prevedere.

    facebook reactions @franzrusso.it-2016

    Da oggi dunque i tasti Reactions sono disponibili a livello globale. Quindi i il semplice tasto usato per interagire con i contenuti sarà sostituito dai tasti Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato.

    Da mobile per interagire con un contenuto si dovrà premere il tasto Like per accedere alle Reazioni, da desktop sarà sufficiente passarci sopra con il mouse.

    Facebook in un post, dando l’annuncio ufficiale, fa sapere che si è giunti a questa soluzione dopo un anno trascorso ad osservare come gli utenti interagivano con i contenuti arrivando alla conclusione che il semplice tasto Like non era più (forse non lo è stato mai) sufficiente ad esprimere una emozione. Anche se proprio il tasto Like mantiene la sua posizione predominante, per il fatto che gli altri bottoni si attivano solo dopo una pressione prolungata sullo stesso Like.

    E Facebook comunque manterrà una sorte di controllo per verificare le Reazioni ai singoli contenuti, per verificare se quella emozione espressa con quel bottone sia effettivamente in line con il contenuto.

    I nuovi tasti Reactions stanno cominciando a popolare il News Feed anche qui nel nostro paese, come sempre il rilascio avviene gradualmente e man mano lo sarà anche per le pagine aziendali. Sono disponibili per facebook.com e per le app iOS e Android.

    Da oggi insomma cambia il modo con cui abbiamo sempre misurato le interazioni su Facebook, dovremo per forza tenere conto dell’espressione degli utenti che non avverrà più solo e soltanto con un Like, ma sarà più vasta. Da questo punto di vista sarà interessante vedere le conseguenza che questo aggiornamento avrà soprattutto in relazioni ai contenuti aziendali.

    E voi che ne dite, vi piacciono i nuovi tasti Reactions?

    (l’immagine di copertina è stata realizzata liberamente da @franzrusso, in caso in cui il proprietario dei loghi lo richiedesse verrà rimossa immediatamente)

  • Twitter, Natalie Kerris è la nuova Responsabile Comunicazione

    Twitter, Natalie Kerris è la nuova Responsabile Comunicazione

    Dopo il terremoto provocato dalla “fuga” di quattro top manager, e dopo la nomina di Leslie Berland come nuovo CMO, a stretto giro, Twitter procede con le nuove nomine per rilanciare il management. E come nuova Responsabile Comunicazione arriva un nome di prestigio: Natalie Kerris, ex Apple.

    Ricorderete senz’altro il terremoto che aveva colpito Twitter esattamente un mese da con la “fuga” contemporanea di quattro top manager dell’azienda. Un episodio che aveva reso la situazione davvero pesante, più di quante non lo fosse già per le già note vicissitudini dell’azienda guidata da Jack Dorsey non proprio positive. Ci si aspettava una qualche mossa, un qualche segnale per dimostrare che tutto fosse orientato a superare quel momento e a guardare al futuro. E quella mossa è arrivata. Dopo la nomina di Leslie Berland come nuovo CMO (arrivò esattamente due giorni dopo la fuga dei manager) Twitter porta all’interno della sua azienda un nome davvero di prestigio, molto noto nella Silicon Valley. Stiamo parlando di Natalie Kerris, già responsabile comunicazione di lungo corso in Apple, che è la nuova vice presidente per le Comunicazioni a livello globale. Il suo nome in effetti girava ormai da un mese.

    Natalie Kerris Twitter

    Se è vero che uno dei grossi problemi emersi in questa recente fase di crisi di Twitter è proprio legato alla comunicazione di quello che davvero l’azienda fa per la piattaforma a 140 caratteri, ecco che il nome di Natalie Kerris è assolutamente il più adatto, vista la sua grande esperienza. Quella infatti che attende la Kerris è una delle più importanti sfide che riguarda Twitter per il suo futuro. Grazie alla sua profonda conoscenza della Silicon Valley e alla sua esperienza in Apple, sicuramente saprà dare nuovo slancio, lavorando a stretto contatto proprio con la Berland.

    Natalie Kerris in 14 anni di Apple ha lavorato a stretto contatto con Steve Jobs e ha contribuito al lancio di iPod, iPhone, iPad, MacBook Air e, più recentemente, Apple Pay e Apple Watch. Ha lasciato l’azienda di Cupertino nell’aprile dello scorso anno con l’intento di andare in pensione, dopo aver trascorso  due settimane di vacanze in Italia con la sua famiglia.

    Ma adesso ha deciso di rimettersi in sella e di provare a dare il suo contributo in Twitter.

  • Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Mark Zuckerberg dall’acquisizione di Oculus VR, avvenuta due anni per 2 miliardi di dollari, non ha mai fatto mistero che quello era il segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato la Realtà Virtuale. E quel futuro è già qui. A Barcellona proprio Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione. E a guardare quella foto un po’ di inquietudine sale.

    Due anni fa, a sorpresa, Facebook acquisiva per 2 miliardi di dollari Oculus VR, startup americana che aveva realizzato lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. Era il chiaro segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato proprio nella Realtà Virtuale, quella social, anche se ancora non si conosceva quando quel futuro sarebbe arrivato. Questo fino a due giorni fa quando dal Mobile World Congress di Barcellona, Zuckerberg irrompe sulla scena in occasione della presentazione aperta alla stampa di Samsung, in una platea di giornalisti tutti dotati del visore per la Realtà Virtuale.

    La foto che lui stesso ha condiviso su Facebook è la prova più evidente che ormai quel futuro è già qui. Una foto che a guardarla bene fa un certo effetto.

    Dal corridoio della sala, in mezzo ai giornalisti (i quali non sapevano nulla) dotati di visore, si vede Zuckerberg che ha un’espressione certamente soddisfatta, ma tutti non si curano della sua presenza, immersi in un altro mondo. Lui passa alla loro destra, mentre quasi tutti sono girati dalla parte opposta.

    Una scena quasi surreale che in molti hanno paragonato a Matrix. Una scena che dà l’idea di quello che sarà la Realtà Virtuale Social, un networking di persone riprodotto in un mondo non reale, totalmente ricostruito, simulato.

    Zuckerberg realtà virtuale
    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    Ed è questo il punto su cui si discute, la simulazione, la realtà non reale attraverso la quale instaurare relazioni tra persone. Se proviamo a pensarci meglio, un passaggio totalmente lontano dalla realtà dell’oggi. Attraverso Facebook instauriamo relazioni che poi sfociano in relazioni dirette, personali nella realtà di tutti i giorni. Come sarà dunque una relazione tra persone in una realtà simulata?

    Zuckerberg ha annunciato che si sta costituendo un team per lavorare proprio sulla realtà virtuale social, anche se non ha rilasciato altre informazioni riguardo alle app al momento allo studio.

    Nell’articolo di presentazione del nuovo corso di Facebook si legge che questo sarà il terreno su cui verranno canalizzati i prossimi investimenti, dopo aver connesso le persone in maniera diretta attraverso Messenger e WhatsApp.

    Con la Realtà Virtuale Social le opportunità di connessione tra amici saranno molte di più al punto da vivere insieme, quindi virtualmente, esperienze che si svolgono in parti del mondo diverse.

    C’è da dire che Facebook non è il solo a puntare sulla Realtà Virtuale, lo stanno facendo anche Google e Microsoft, solo che portare la realtà virtuale in un social network fatto di relazioni e di persone apre effettivamente scenari del tutto nuovi. Quello che era quindi il pallino di Zuckerberg sta per arrivare. E, dopo aver inventato il social network, Zuckerberg vuole passare alla storia come il pioniere della Realtà Virtuale Social.

    Ma voi che ne pensate? Vi affascina o vi inquieta?

  • Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter lancia due nuovi strumenti per le aziende in modo da migliorare il loro customer service. L’obiettivo è quindi quello di migliorare le interazioni tre aziende e clienti. Migliora quindi la possibilità di interagire via DM e viene lanciato una nuova feature chiamata Customer Feedback, per agevolare il rilascio dell’opinione del cliente.

    Come ben sappiamo Twitter è una piattaforma dinamica, unica per quanto riguarda l’informazione in real time. Ma ha anche un’altra caratteristica importante che è quella di agevolare, in modo sempre dinamico, una relazione diretta tra gli utenti. E questo è uno degli aspetti che le aziende, sfruttando la piattaforma anche dal punto di vista dell’advertising, apprezzano molto. Tan’tè che Twitter fa sapere che l’80% delle richieste di customer service avvengono proprio sulla piattaforma a 140 caratteri.

    twitter customer service

    E quindi Twitter, tenendo conto di questo dato, ma, e soprattutto, nel tentativo di fare in modo che le aziende possano investire di più sulla piattaforma, lancia due nuovi strumenti di customer service che vanno proprio nella direzione di agevolare la relazione tra cliente e azienda.

    Il primo servizio è la possibilità di inviare un DM (messaggio diretto) già dal tweet in risposta alla richiesta di un utente. Immediatamente sotto il tweet di risposta dell’azienda la cliente comparirà una dicitura “Invia un messaggio privato”, cliccata la quale l’utente verrà indirizzato in una conversazione dirette e immediata con l’azienda. E’ una funzionalità che il cliente apprezzerà molto, ma sarà apprezzata anche dalle aziende che adesso potranno veicolare in maniera più diretta anche le lamentele più pesanti senza che questa possano essere di pubblico dominio.

    DMprompthalf customer service twitter

    La seconda funzionalità che Twitter sta per rilasciare si chiama Customer Feedback, una funzionalità attraverso la quale le aziende possono misurare il livello di efficacia del servizio di assistenza offerto al cliente. Dopo una conversazione privata con l’azienda, il cliente può adesso rilasciare la sua opinione attraverso due formati standard: Net Promoter Score (NPS) e Customer Satisfaction (CSAT). E Twitter sta lavorando per rendere questi strumenti integrati su piattaforma come Hootsuite, Conversocial, Hootsuite, Lithium, Salesforce, Sparkcentral, Spredfast, Sprinklr e Sprout Social.

    NPS Feedback half twitter customer service

    Allora cosa ne pensate?

  • Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Uno studio di Burson-Marsteller, “World Leaders on Instagram Full Study”, rileva che tra i leader mondiali presenti su Instagram, il presidente degli Usa, Barack Obama, è il più seguito, con oltre 6 milioni di followers. Al secondo posto si piazza il presidente russo Dimitry Medvedev, con oltre 2 milioni di followers.

    Burson-Marsteller, una delle più importanti agenzie di comunicazione e di pr a livello globale, fa reso noti i dati di uno studio dal titolo “World Leaders on Instagram Full Study” che ci illustra come i leader mondiali usano il canale Instagram. Ad oggi più del 70% dei governi a livello mondiale ha un account, ma quasi un terso dei 305 account sono dormienti o inattivi. Lo studio, che fa parte dello studio Twiplomacy 2016 (che analizza come i leader politici mondiali usano i social media), è stato realizzato sulla base dei dati raccolti durante quest’ultimo mese, scoprendo anche che 136 dei 193 membri delle Nazioni Unite possiede un account su Instagram.

    account Obama Instagram

    Alla data del 2 febbraio scorso tutti i leader mondiali avevano un totale di quasi 23 milioni di followers, pubblicando di 76 mila post e ricevendo più di 160 milioni di like. L’ultimo accoun aperto è quello del numero di 10 Downing Street.

    Ma guardando nel dettaglio la classifica dei leader mondiali più seguiti su Instagram, al primo posto si piazza il presidente degli Usa, Barack Obama, che totalizza più di 6 milioni di followers e di conseguenza è il leader politico mondiale più seguito al mondo. Obama guida anche la classifica relativa alle interazioni, infatti ha una media di 56 mila interazioni (tra commenti e like) per ogni post pubblicato.

    leader mondiali obama instagram

    In seconda posizione, molto lontano da Obama, si piazza il presidente della Russia Dimitry Medvedev con oltre 2 milioni di followers e una media di 25 mila interazioni per post. Al terzo posto troviamo il primo ministro indiano Narendra Modi con 1 milioni e 787 mila followers; la sua media di interaioni per post è di 42 mila con solo 37 immagini pubblicate. Segue poi di poco l’account della Casa Bianca con 1 milione e 736 mila followers.

    La regina Rania di Giordania e il primo ministro degli Emirati Arabi hanno 1,4 milioni di followers. Più distaccato è il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan con 762 mila followers, segue poi Khamenei, leader supremo dell’Iran, con 607 mila followers; poi troviamo il neo presidente dell’Argentina Mauricio Macri con 563 mila followers e chiude la classifica dei 1o leader mondiali più seguiti Abdel Fattah el-Sisi , presidente dell’Egitto, con 556 mila followers.

    Da segnalare che l’account del Dipartimento Informazione del governo del Brunei è quello più attivo arrivando a pubblicare in media 4 post al giorno. E c’è anche sa evidenziare che sono pochi i leader che gestiscono il proprio account autonomamente e quello che vi riescono pubblicano anche i selfie fatti con le persone incontrate e con la propria famiglia.