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  • I brand del settore assicurativo più forti sui Social Media

    I brand del settore assicurativo più forti sui Social Media

    Nuova ed interessante analisi, ad opera di Blogmeter, che prende in esame il settore assicurativo per verificare quali sono i brand più forti sui Social Media. Su Facebook spiccano Generali e Real Mutua, mentre su Twitter i leader sono AXA e Unipol.

    Quella che vi proponiamo oggi è una nuova ed interessante analisi ad opera dell’Osservatorio Top Brands di Blogmeter che prende in esame, questa volta, il settore assicurativo. L’analisi risulta quindi molto utile per comprendere come i brand assicurativi approcciano e usano i Social Media per comunicare meglio ciò che fanno e soprattutto per creare una più diretta Relazione con i propri clienti, trattandosi di un settore molto particolare da questo punto di vista.

    social media settore assicurativo @franzrusso.it 2016

    I brand del settore assicurativo su Facebook

    E quindi cominciamo a vedere i brand del settore assicurativo su Facebook, dove si registra l’ottima performance di Reale Mutua che ottiene il primo posto per page engagement attraverso la campagna Realmente Protetti, che ha coinvolto la community con numerosi consigli sulla vita di tutti i giorni. Nelle successive posizioni, si avvicendano tre profili che fanno parte del Gruppo Generali: innanzitutto Genertel, il ramo assicurativo online del gruppo che conquista gli utenti di Facebook con uno stile comunicativo ironico e divertente. Al terzo posto, Generali che colleziona un picco di interazioni con la notizia dei riconoscimenti ottenuti per la convenienza e l’assistenza ai clienti che la compagnia offre. E poi, in quarta posizione, Europ Assistance grazie alle numerose iniziative realizzate dalla compagnia di assistenza francese.

    Il brand UnipolSai Assicurazioni è in quinta posizione ma si distingue particolarmente anche su Twitter.

    Per quanto riguarda i nuovi fan, in prima posizione troviamo il marchio Aviva: la compagnia assicurativa britannica genera un elevato numero di nuovi fan in occasione dell’iniziativa “Viva le Donne”, in partnership con LILT Milano. In seconda posizione si piazza Alleanza Assicurazioni, un altro brand del gruppo Generali, e al terzo posto Genialloyd che colleziona la maggior parte delle interazioni con il post attraverso il quale ringrazia i suoi numerosi utenti per averli scelti. Chiudono la classifica Linear Assicurazioni e Conte.it.

    I brand del settore assicurativo su Twitter

    Su Twitter il maggior numero di interazioni totali lo ottiene il gruppo assicurativo AXA che si piazza in seconda posizione anche per numero di nuovi fan grazie soprattutto alla partnership con Blablacar, molto apprezzata. A distinguersi nelle classifiche di Twitter sono anche i profili di Unipol: in particolare Unipol Group PR, primo per nuovi fan e terzo per engagement, è il profilo ufficiale del gruppo che fa il pieno di interazioni con la campagna #nessunodasolo. Segue poi UnipolSai Corporate, secondo per engagement e terzo per nuovi fan, con cui Unipol promuove tutte le iniziative aziendali di CSR e ancora UnipolSai Assicurazioni, quinto per new fan, che è il profilo interamente dedicato al mondo delle assicurazioni.

    Val la pena di segnalare le ottime performance in termini di engagement di #VediamoPositivo, l’iniziativa concorsuale di Generali che mette in palio diversi premi, che si piazza quarta per engagement e Realmente Protetti, quinto brand più coinvolgente di Twitter. In quarta posizione per nuovi fan segnaliamo anche il gruppo assicurativo italiano Sace.

    Allora, questi i dati rilevati da Blogmeter. E voi che ne pensate?

    infografica social media settore assicurativo

  • Facebook, i tasti Reactions disponibili a livello globale

    Facebook, i tasti Reactions disponibili a livello globale

    Dopo la fase di test dei mesi scorsi in Spagna e in Irlanda, Facebook da oggi rende disponibili i tasti Reactions a livello globale. Quindi il semplice tasto usato per interagire con i contenuti sarà sostituito dai tasti Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato.

    Vi ricordate quando a settembre si era sollevato quel polverone a proposito di un possibile arrivo del tasto “dislike”? Tutti a parlarne salvo poi scoprire che Zuckerberg faceva riferimento all’integrazione di una serie più vasta di tasti per esprimere al le emozioni in relazioni ad un contenuto. E dopo un mese Facebook iniziò una fase di test in Spagna e Irlanda per poi passare ad un uso dei nuovi testi Reactions a livello globale. E quel giorno e infatti arrivato, forse un po’ più tardi di quello che si poteva prevedere.

    facebook reactions @franzrusso.it-2016

    Da oggi dunque i tasti Reactions sono disponibili a livello globale. Quindi i il semplice tasto usato per interagire con i contenuti sarà sostituito dai tasti Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato.

    Da mobile per interagire con un contenuto si dovrà premere il tasto Like per accedere alle Reazioni, da desktop sarà sufficiente passarci sopra con il mouse.

    Facebook in un post, dando l’annuncio ufficiale, fa sapere che si è giunti a questa soluzione dopo un anno trascorso ad osservare come gli utenti interagivano con i contenuti arrivando alla conclusione che il semplice tasto Like non era più (forse non lo è stato mai) sufficiente ad esprimere una emozione. Anche se proprio il tasto Like mantiene la sua posizione predominante, per il fatto che gli altri bottoni si attivano solo dopo una pressione prolungata sullo stesso Like.

    E Facebook comunque manterrà una sorte di controllo per verificare le Reazioni ai singoli contenuti, per verificare se quella emozione espressa con quel bottone sia effettivamente in line con il contenuto.

    I nuovi tasti Reactions stanno cominciando a popolare il News Feed anche qui nel nostro paese, come sempre il rilascio avviene gradualmente e man mano lo sarà anche per le pagine aziendali. Sono disponibili per facebook.com e per le app iOS e Android.

    Da oggi insomma cambia il modo con cui abbiamo sempre misurato le interazioni su Facebook, dovremo per forza tenere conto dell’espressione degli utenti che non avverrà più solo e soltanto con un Like, ma sarà più vasta. Da questo punto di vista sarà interessante vedere le conseguenza che questo aggiornamento avrà soprattutto in relazioni ai contenuti aziendali.

    E voi che ne dite, vi piacciono i nuovi tasti Reactions?

    (l’immagine di copertina è stata realizzata liberamente da @franzrusso, in caso in cui il proprietario dei loghi lo richiedesse verrà rimossa immediatamente)

  • Twitter, Natalie Kerris è la nuova Responsabile Comunicazione

    Twitter, Natalie Kerris è la nuova Responsabile Comunicazione

    Dopo il terremoto provocato dalla “fuga” di quattro top manager, e dopo la nomina di Leslie Berland come nuovo CMO, a stretto giro, Twitter procede con le nuove nomine per rilanciare il management. E come nuova Responsabile Comunicazione arriva un nome di prestigio: Natalie Kerris, ex Apple.

    Ricorderete senz’altro il terremoto che aveva colpito Twitter esattamente un mese da con la “fuga” contemporanea di quattro top manager dell’azienda. Un episodio che aveva reso la situazione davvero pesante, più di quante non lo fosse già per le già note vicissitudini dell’azienda guidata da Jack Dorsey non proprio positive. Ci si aspettava una qualche mossa, un qualche segnale per dimostrare che tutto fosse orientato a superare quel momento e a guardare al futuro. E quella mossa è arrivata. Dopo la nomina di Leslie Berland come nuovo CMO (arrivò esattamente due giorni dopo la fuga dei manager) Twitter porta all’interno della sua azienda un nome davvero di prestigio, molto noto nella Silicon Valley. Stiamo parlando di Natalie Kerris, già responsabile comunicazione di lungo corso in Apple, che è la nuova vice presidente per le Comunicazioni a livello globale. Il suo nome in effetti girava ormai da un mese.

    Natalie Kerris Twitter

    Se è vero che uno dei grossi problemi emersi in questa recente fase di crisi di Twitter è proprio legato alla comunicazione di quello che davvero l’azienda fa per la piattaforma a 140 caratteri, ecco che il nome di Natalie Kerris è assolutamente il più adatto, vista la sua grande esperienza. Quella infatti che attende la Kerris è una delle più importanti sfide che riguarda Twitter per il suo futuro. Grazie alla sua profonda conoscenza della Silicon Valley e alla sua esperienza in Apple, sicuramente saprà dare nuovo slancio, lavorando a stretto contatto proprio con la Berland.

    Natalie Kerris in 14 anni di Apple ha lavorato a stretto contatto con Steve Jobs e ha contribuito al lancio di iPod, iPhone, iPad, MacBook Air e, più recentemente, Apple Pay e Apple Watch. Ha lasciato l’azienda di Cupertino nell’aprile dello scorso anno con l’intento di andare in pensione, dopo aver trascorso  due settimane di vacanze in Italia con la sua famiglia.

    Ma adesso ha deciso di rimettersi in sella e di provare a dare il suo contributo in Twitter.

  • Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Facebook, il futuro (inquietante) del social è nella Realtà Virtuale

    Mark Zuckerberg dall’acquisizione di Oculus VR, avvenuta due anni per 2 miliardi di dollari, non ha mai fatto mistero che quello era il segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato la Realtà Virtuale. E quel futuro è già qui. A Barcellona proprio Zuckerberg ne ha dato una dimostrazione. E a guardare quella foto un po’ di inquietudine sale.

    Due anni fa, a sorpresa, Facebook acquisiva per 2 miliardi di dollari Oculus VR, startup americana che aveva realizzato lo schermo per la realtà virtuale “Oculus Rift“, uno schermo di 5,6 pollici che è abilitato per la stereoscopia 3d. Era il chiaro segnale che il futuro di Facebook sarebbe stato proprio nella Realtà Virtuale, quella social, anche se ancora non si conosceva quando quel futuro sarebbe arrivato. Questo fino a due giorni fa quando dal Mobile World Congress di Barcellona, Zuckerberg irrompe sulla scena in occasione della presentazione aperta alla stampa di Samsung, in una platea di giornalisti tutti dotati del visore per la Realtà Virtuale.

    La foto che lui stesso ha condiviso su Facebook è la prova più evidente che ormai quel futuro è già qui. Una foto che a guardarla bene fa un certo effetto.

    Dal corridoio della sala, in mezzo ai giornalisti (i quali non sapevano nulla) dotati di visore, si vede Zuckerberg che ha un’espressione certamente soddisfatta, ma tutti non si curano della sua presenza, immersi in un altro mondo. Lui passa alla loro destra, mentre quasi tutti sono girati dalla parte opposta.

    Una scena quasi surreale che in molti hanno paragonato a Matrix. Una scena che dà l’idea di quello che sarà la Realtà Virtuale Social, un networking di persone riprodotto in un mondo non reale, totalmente ricostruito, simulato.

    Zuckerberg realtà virtuale
    (clicca sull’immagine per ingrandire)

    Ed è questo il punto su cui si discute, la simulazione, la realtà non reale attraverso la quale instaurare relazioni tra persone. Se proviamo a pensarci meglio, un passaggio totalmente lontano dalla realtà dell’oggi. Attraverso Facebook instauriamo relazioni che poi sfociano in relazioni dirette, personali nella realtà di tutti i giorni. Come sarà dunque una relazione tra persone in una realtà simulata?

    Zuckerberg ha annunciato che si sta costituendo un team per lavorare proprio sulla realtà virtuale social, anche se non ha rilasciato altre informazioni riguardo alle app al momento allo studio.

    Nell’articolo di presentazione del nuovo corso di Facebook si legge che questo sarà il terreno su cui verranno canalizzati i prossimi investimenti, dopo aver connesso le persone in maniera diretta attraverso Messenger e WhatsApp.

    Con la Realtà Virtuale Social le opportunità di connessione tra amici saranno molte di più al punto da vivere insieme, quindi virtualmente, esperienze che si svolgono in parti del mondo diverse.

    C’è da dire che Facebook non è il solo a puntare sulla Realtà Virtuale, lo stanno facendo anche Google e Microsoft, solo che portare la realtà virtuale in un social network fatto di relazioni e di persone apre effettivamente scenari del tutto nuovi. Quello che era quindi il pallino di Zuckerberg sta per arrivare. E, dopo aver inventato il social network, Zuckerberg vuole passare alla storia come il pioniere della Realtà Virtuale Social.

    Ma voi che ne pensate? Vi affascina o vi inquieta?

  • Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter, ecco due nuovi strumenti di customer service

    Twitter lancia due nuovi strumenti per le aziende in modo da migliorare il loro customer service. L’obiettivo è quindi quello di migliorare le interazioni tre aziende e clienti. Migliora quindi la possibilità di interagire via DM e viene lanciato una nuova feature chiamata Customer Feedback, per agevolare il rilascio dell’opinione del cliente.

    Come ben sappiamo Twitter è una piattaforma dinamica, unica per quanto riguarda l’informazione in real time. Ma ha anche un’altra caratteristica importante che è quella di agevolare, in modo sempre dinamico, una relazione diretta tra gli utenti. E questo è uno degli aspetti che le aziende, sfruttando la piattaforma anche dal punto di vista dell’advertising, apprezzano molto. Tan’tè che Twitter fa sapere che l’80% delle richieste di customer service avvengono proprio sulla piattaforma a 140 caratteri.

    twitter customer service

    E quindi Twitter, tenendo conto di questo dato, ma, e soprattutto, nel tentativo di fare in modo che le aziende possano investire di più sulla piattaforma, lancia due nuovi strumenti di customer service che vanno proprio nella direzione di agevolare la relazione tra cliente e azienda.

    Il primo servizio è la possibilità di inviare un DM (messaggio diretto) già dal tweet in risposta alla richiesta di un utente. Immediatamente sotto il tweet di risposta dell’azienda la cliente comparirà una dicitura “Invia un messaggio privato”, cliccata la quale l’utente verrà indirizzato in una conversazione dirette e immediata con l’azienda. E’ una funzionalità che il cliente apprezzerà molto, ma sarà apprezzata anche dalle aziende che adesso potranno veicolare in maniera più diretta anche le lamentele più pesanti senza che questa possano essere di pubblico dominio.

    DMprompthalf customer service twitter

    La seconda funzionalità che Twitter sta per rilasciare si chiama Customer Feedback, una funzionalità attraverso la quale le aziende possono misurare il livello di efficacia del servizio di assistenza offerto al cliente. Dopo una conversazione privata con l’azienda, il cliente può adesso rilasciare la sua opinione attraverso due formati standard: Net Promoter Score (NPS) e Customer Satisfaction (CSAT). E Twitter sta lavorando per rendere questi strumenti integrati su piattaforma come Hootsuite, Conversocial, Hootsuite, Lithium, Salesforce, Sparkcentral, Spredfast, Sprinklr e Sprout Social.

    NPS Feedback half twitter customer service

    Allora cosa ne pensate?

  • Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Obama è il leader politico più seguito su Instagram

    Uno studio di Burson-Marsteller, “World Leaders on Instagram Full Study”, rileva che tra i leader mondiali presenti su Instagram, il presidente degli Usa, Barack Obama, è il più seguito, con oltre 6 milioni di followers. Al secondo posto si piazza il presidente russo Dimitry Medvedev, con oltre 2 milioni di followers.

    Burson-Marsteller, una delle più importanti agenzie di comunicazione e di pr a livello globale, fa reso noti i dati di uno studio dal titolo “World Leaders on Instagram Full Study” che ci illustra come i leader mondiali usano il canale Instagram. Ad oggi più del 70% dei governi a livello mondiale ha un account, ma quasi un terso dei 305 account sono dormienti o inattivi. Lo studio, che fa parte dello studio Twiplomacy 2016 (che analizza come i leader politici mondiali usano i social media), è stato realizzato sulla base dei dati raccolti durante quest’ultimo mese, scoprendo anche che 136 dei 193 membri delle Nazioni Unite possiede un account su Instagram.

    account Obama Instagram

    Alla data del 2 febbraio scorso tutti i leader mondiali avevano un totale di quasi 23 milioni di followers, pubblicando di 76 mila post e ricevendo più di 160 milioni di like. L’ultimo accoun aperto è quello del numero di 10 Downing Street.

    Ma guardando nel dettaglio la classifica dei leader mondiali più seguiti su Instagram, al primo posto si piazza il presidente degli Usa, Barack Obama, che totalizza più di 6 milioni di followers e di conseguenza è il leader politico mondiale più seguito al mondo. Obama guida anche la classifica relativa alle interazioni, infatti ha una media di 56 mila interazioni (tra commenti e like) per ogni post pubblicato.

    leader mondiali obama instagram

    In seconda posizione, molto lontano da Obama, si piazza il presidente della Russia Dimitry Medvedev con oltre 2 milioni di followers e una media di 25 mila interazioni per post. Al terzo posto troviamo il primo ministro indiano Narendra Modi con 1 milioni e 787 mila followers; la sua media di interaioni per post è di 42 mila con solo 37 immagini pubblicate. Segue poi di poco l’account della Casa Bianca con 1 milione e 736 mila followers.

    La regina Rania di Giordania e il primo ministro degli Emirati Arabi hanno 1,4 milioni di followers. Più distaccato è il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan con 762 mila followers, segue poi Khamenei, leader supremo dell’Iran, con 607 mila followers; poi troviamo il neo presidente dell’Argentina Mauricio Macri con 563 mila followers e chiude la classifica dei 1o leader mondiali più seguiti Abdel Fattah el-Sisi , presidente dell’Egitto, con 556 mila followers.

    Da segnalare che l’account del Dipartimento Informazione del governo del Brunei è quello più attivo arrivando a pubblicare in media 4 post al giorno. E c’è anche sa evidenziare che sono pochi i leader che gestiscono il proprio account autonomamente e quello che vi riescono pubblicano anche i selfie fatti con le persone incontrate e con la propria famiglia.

  • I Blog non sono Morti, stanno solo cambiando Forma

    I Blog non sono Morti, stanno solo cambiando Forma

    Qualche anno fa li avevano dati per morti, l’arrivo dei Social Media, dicevano, avrebbero spazzato via i Blog. E invece eccoli ancora presenti, infatti non sono mai spariti del tutto, hanno solo cambiato la loro forma. Vediamo adesso cosa è successo in questi ultimi anni e quale piattaforma scegliere per fare blogging oggi.

    Era il 2011 quando cominciava a circolare la voce che i Blog erano morti, tutti sembravano esultare e pochi erano quelli che quasi piangevano la prematura dipartita. Tranne quegli irriducibili e radicali che vanno sotto il nome di “blogger”, parola che ultimamente pochi sanno davvero pronunciare. A parte questo inizio non certo coloratissimo, il tema di oggi è molto serio ed certamente più allegro. Sì, perchè la bella notizia è che i Blog non sono mai morti, hanno solo cambiato la loro forma. Più di altri, in questi ultimi 5 anni almeno, hanno saputo cambiare pelle e adeguarsi ai tempi.

    blog blogging social media franzrusso.it 2016

    Blog, alcuni cenni storici

    Come forse buona parte di voi sanno, il Blog nasce nel 1997, anche se ci sono altri che indicano la data al 1994, quindi molto prima del Web 2.0 e dei Social Network. La piattaforma di quell’anno era stata realizzata da Dave Winer insieme a Microsoft (si quello di Redmond) e con quella piattaforma Jorn Barger, un cacciatore americano diede diario online, “Robot Wisdom”, ad oggi indicato come il primo Blog. A quel tempo (sembra di parlre di centinaia d’anni, ma sono solo qusi 20 anni) si chiamava “Web-log” e solo nel 1999 gli venne dato il nome Blog e il primo a farlo fu Peter Merholz. E, restando in qualche cenno storico, sempre nel 1999 nasceva “Blogger” piattaforma realizzata da Pyra Labs, successivamente comprata da Google nel 2003. E sempre nel 2003 nasceva WordPress, la prima vera piattaforma di blogging e in quell’anno i blog attivi erano poco più di 2 mila. Sempre restando nei numero di diffusione, nel 2006 i Blog erano 50 milioni secondo i dati che forniva Technorati. E nel 2011 erano 173 milioni, in 5 anni si erano più che triplicati. E fin qui i numeri ufficiali perchè poi Nielsen chiuse quel servizio utile che era Incite, sviluppando verso i social media.

    blog 2011

    Intanto era nato il Web 2.0 nel 2004, lo stesso anno in cui erano nato Facebook. Ma a pensarci bene il Blog anticipa il concetto della condivisione alla base del Web 2.0 e dei social network, il contenuto era elemento di condivisione già nel 1997.

    Passaggio storico doveroso, sintetico (ci sarebbe poi da tanto altro da dire) ma necessario per inquadrare meglio l’argomento e ribadire il concetto che i Blog non sono morti.

    Blog: Hosted o Self-Hosted?

    Altro passaggio necessario riguarda una distinzione che è utile fare per non entrare in confusione. Oggi chiunque, e in pochi minuti, può aprire il suo blog e di piattaforme (che adesso vedremo) ce ne sono. Parliamo in questo caso di “hosted”, ossia di blog che si attivano in pochi minuti senza avere problemi di ricercare il servizio di hosting migliore. L’altra categoria è poi quella del “self-hosted” e in questo caso la scelta di fare blogging è molto più impegnativa. E’, quasi sempre la scelta che fa chi vuol fare il blogger per mettere in pratica un suo progetto stabile dal quale scaturisce un vero e proprio lavoro.

    Ecco, avendo più chiaro questo passaggio, diamo una ulteriore prova che i Blog non sono morti. Perchè chi vuole oggi aprire un proprio Blog in pochi e veloci passaggi non ha che l’imbarazzo della scelta in termini di piattaforma tra:

    • WordPress.com – la piattaforma offre una vasta scelta di temi ma non offre nulla dal punto di vista dei plug-in e dal punto di vista della pubblicità. E’ una piattaforma con cui è davvero facile, con pochi click, cominciare a pubblicare.
    • Medium – è la piattaforma di blogging del momento, lanciata nel 2012 da Evan Williams (co-fondatore ed ex CEO di Twitter), è semplice da usare, infatti si apre subito con il proprio account Twitter. E’ forse la dimostrazione di quanto i Blog siano cambiati nel tempo, avendo questa una chiara connotazione social.
    • Blogger – la piattaforma di Google resiste ancora oggi, anche se non ha mai conosciuto nel tempo una grande diffusione. Si può integrare con il proprio account Google ed è possibile monetizzare utilizzando AdWords. Offre diversi temi da scegliere, ma è anche la dimostrazione di come Google non abbia mai investito seriamente su questa piattaforma.
    • Tumblr – la piattaforma nata nel 2007 e oggi di proprietà di Yahoo! è molto diffusa anche nel nostro paese. E’ una piattaforma per il blogging veloce, dinamico e social. Se avete interesse a fare blogging di altro tipo, allora è meglio scegliere altre piattaforme.

    Le piattaforma self-hosted sono invece scelte, come dicevamo prima, da chi ha in mente di aprire un blog con l’idea di avviare un progetto nuovo che quasi sempre, con un adeguato percorso di crescita, fatto di costanza e impegno, finisce per diventare un vero e proprio lavoro. Certo, non mancano gli esempi di blog hosted che poi passano alla modalità self-hosted, ma diciamo che questa modalità è quella che richiede più impegno.

    E tra le piattaforme (e non sono poi tantissime) più facile da usare, a differenza di Joomla o Drupal più orientate ad un pubblico di sviluppatori, si possono citare:

    • WordPress.org – a differenza della piattaforma .com, questa offre molti più strumenti, da accesso all’utilizzo dei plug-in, è customizzabile. Tra le versione self-hosted è certamente la più usata.
    • Ghost – è una piattaforma più recente, facile da usare e sta cominciando ad essere usata da diversi blogger. Semplice da usare, stile pulito e backend di facile intuizione. La community è ancora piccola e non paragonabile a quella di WordPress, la si segnala di certo per la facilità d’uso.
    • Movable Type – piattaforma di blogging molto conosciuta, a differenza di WordPress e Ghost è un CMS a pagamento. Facile da usare, con diverse features a disposizione, conta ancora su una community molto ristretta e questo può essere un limite.

    Se dovessimo dare dei consigli, allora è opportuno orientarsi su WordPress, per la sua facilità e per la sua diffusione. Qualche mese fa scrivevamo che il 25% dei siti web nel mondo sono su piattaforma WordPress e che tra i CMS la percentuale sale al 58%.

    Ma l’importante, prima di scegliere la piattaforma, è capire bene cosa si vuole fare e con quale impegno si decide di aprire un Blog.

    Spero che l’obiettivo di dimostrare che ad oggi i Blog sono ancora vivi e vegeti sia riuscito. In ogni caso, mi piacerebbe molto conoscere anche la vostra opinione.

    Molte di queste opinioni le trovare anche in questo video al DigitalicX dello scorso dicembre presso la Rai di Milano.

  • Sanremo 2016 è il festival dei Millennials: 2,7 milioni i tweet totali

    Sanremo 2016 è il festival dei Millennials: 2,7 milioni i tweet totali

    Nella serata finale del Festival di Sanremo 2016 i tweet totali sono stati, secondo i dati Nielsen, 603.500. Nelle 5 serate Sanremo 2016 totalizza 2,7 milioni di tweet superato i 2 milioni dello scorso anno. Juventus-Napoli, totalizza 100 mila tweet e i due grandi eventi monopolizzano la social Tv della serata con il 92%.

    La serata finale del Festival di Sanremo 2016 conferma che questo è stato davvero il festival più social di sempre. L’edizione di quest’anno supera il record dei 2 milioni di Sanremo 2015 e fa registrare un totale record di 2,7 milioni di tweet. La serata finale di ieri sera ha generato 603.500 tweet, finora la serata più twittata in assoluto. Gli autori complessivi della serata finale sono stati 71.500 e l’audience è di 440.200. Le impressions sono state 48 milioni e complessivamente, considerando tutte e cinque le serate, sono state 230 milioni.

    La composizione dell’audience di ieri sera conferma quella che abbiamo visto in queste serata con una prevalenza dei Millennials al 60%  con un pubblico maschile al 55%.

    #sanremo2016 finale sanremo nielsen

    Il minuto di picco si è registrato alle 00:53 con 4.394 tweet postati da 3.343 autori al momento dell’annuncio della classifica provvisoria e dei tre concorrenti che si sarebbero contesi la vittoria.

    Nielsen ci offre anche qualche dato in merito all’altro grande evento sella serata di ieri, ossia il big match tra Juventus e Napoli che ha totalizzato 100 mila tweet da 27.000 autori. E quindi la finale del Festival ed il match scudetto giocato a Torino hanno generato, in termini di numero di tweet, insieme il 92% della Social TV.

    #sanremo sanremo finale-stadio

    Questa di Sanremo 2016 è sicuramente l’edizione più social di sempre e presumibilmente quella del prossimo anno lo sarà ancora di più. L’elmento che ci ha particolarmente interessato è che sui social il Festival è seguito dai giovani, il dato dei Millennials che sono il 60% dell’audience totale è un segno evidente. Il Festival di Sanremo aprendo le sue porte ai fenomeni dei talent ha sicuramente attirato l’attenzione proprio del pubblico più giovane che solitamente segue i talent show assiduamente. Le aziende che hanno investito in questi giorni in termini di visibilità, sotto ogni punto di vista, non hanno colto questo elemento. Anzi, non hanno neanche considerato i social media. Ovviamente Ceres è un caso a parte.

    Grazie a Talkwalker vediamo che i più citati della serata sono proprio i vincitori, gli Stadio con oltre 40 mila citazioni. Francesca Michielin, seconda classificata, totalizza oltre 38 mila citazioni, mentre Gabriel Garko arriva a 19 mila citazioni.

    Il 76% degli utenti ha twittato da dispositivi mobili: 43% Android e 33% iPhone.

    E ora vediamo, come sempre, gli account più coinvolgenti della serata finale, e vediamo che @trash_italiano si conferma l’account che riesce ad essere più coinvolgente di tutti.

    sanremo #sanremo2016 influencer twitter finale

    (cliccare sull’immagine per ingrandirla)

    E ora, qualche tweet tra i più condivisi della serata finale di Sanremo 2016:

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/698656479201599488

    Questo il resconto della serata finale del Festival di Sanremo 2016. Ringraziamo voi per averci seguiti e ringraziamo anche Nielsen Italia per i dati e Talkwalker.

    (foto di copertina, credits: @ANSA)

  • Sanremo 2016, sui social è un Festival per i Millennials

    Sanremo 2016, sui social è un Festival per i Millennials

    Nella quarta serata del Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2016 i tweet sono calati, secondo i dati Nielsen, rispetto alle serate precedenti. Complessivamente sono stati 409.600. Dal punto di vista dell’audience, sui social continuano a essere più presenti i Millenials, 60% del totale.

    Come fatto per le serate precedenti del Festival di Sanremo 2016, vediamo insieme com’è andata la quarta serata della rassegna canora più attesa dell’anno sui social media grazie ai dati che tutti i giorni elabora Nielsen Italia e anche ai dati che stiamo seguendo con Talkwalker.

    sanremo #sanremo2016 quarta-serata-nielsen

    I tweet complessivi della quarta serata sono in calo rispetto alle tre serate precedenti, il calo fisiologico si è finalmente presentato e non dovrebbe inficiare il risultato della finale di stasera, quando si potrebbero superare i 2 milioni di tweet dello scorso anno. In totale i tweet sono stati 409.600 da 60.500 autori che hanno generato, anche questo dato in calo, 34,1 milioni di impressions. Facendo una rapida somma, i tweet totali delle serate sono oltre i 2 milioni e le impressions sono state 180 milioni.

    sanremo #sanremo2016 quarta-serata-nielsen-dettagli

    Il minuto di picco della quarta serata si è registrato alle 22:17 con 2.509 tweet postati da 2.007 autori durante l’esibizione di Elio e le Storie Tese.

    L’audience totale su Twitter è stata di 434.400 e dal punto di vista della composizione demografica, dato che stiamo seguendo con molto interesse, i Millennials sono la parte più cospicua con il 60% sul totale. Mentre gli uomini con il 55% continuano ad essere i più presenti.

    Rispetto all’anno scorso i tweet sono in crescita del 19%, crescono anche le impressiond del 16%, mentre l’audience cresce solo dell’1%.

    E ovviamente si twitta di più dai dispositivi mobili che da desktop. Solo per citare qualche dato da Keyhole, i dispositivi Android (40%) e iPhone (38%) sono i più usati. Da desktop solo 13,4%.

    Con oltre 32 mila mentions Elisa è la più citata della serata, segue Virginia Raffaele con 31 mila citazioni (da notare più di 11 mila citazioni per Belen) e poi Valerio Scanu che con più di 15 mila mentions è l’artista in gara più citato.

    E, come sempre, diamo un’occhiata anche agli infuencer della serata, ossia gli account più coinvolgenti della quarta serata di Sanremo 2016. E @trash_italiano si conferma ancora al vertice.

    sanremo #sanremo2016 influencer twitter quarta serata

    (cliccare sull’immagine per ingrandire)

    E questi invece alcuni dei tweet più condivisi e divertenti:

    https://twitter.com/trash_italiano/status/698237376871661569/photo/1

    https://twitter.com/TIM_music/status/698267264743825408

    Ecco questo è il nostro resoconto della quarta serata di Sanremo 2016. Ma anche voi state seguendo i Festival?

     

  • Sanremo 2016, aumentano i Millennials sui social

    Sanremo 2016, aumentano i Millennials sui social

    Nella terza serata del Festival della Canzone Italia di Sanremo 2016 i tweet complessivamente son stati, secondo i dati Nielsen, 517.500, in aumento del 31% rispetto al 2015. Cresce l’audience dei Millennials che solo il 61% del totale.

    Continuiamo la nostra analisi delle serate del Festival di Sanremo 2016 grazie ai dati di Nielsen e anche ai dati che raccogliamo ogni giorno grazie a Talkwalker. Secondo quanto rilevato da Nielsen, i tweet complessivi della terza serata di #Sanremo2016 sono stati 517.500 da 75.100 autori che hanno realizzato una audience di 470.200 utenti social. Le impressions sono stati un po’ inferiori alle due serate precedenti, il totale è di 43,7 milioni.

    #sanremo2016 sanremo 2016

    Il minuto di picco si è registrato alle 22:22 con 3.617 tweet postati da 3.030 autori, durante l’esibizione di Clementino.

    sanremo #sanremo2016 terza-serata-nielsen

    Ma quello che si sta interessando molto nelle analisi di queste serate, al di là dei numeri, è l’analisi demografica che ci offre Nielsen, per comprendere meglio chi è che segue il Festival attraverso i social media. Ebbene, rispetto alle due serate precedenti, si registra nella terza serata un aumento del pubblico dei Millennials, gli under 34, che passano dal 60% al 61% di ieri sera. Il pubblico maschile resta il prevalente con il 56%.

    Nielsen rileva anche che, rispetto alla terza serata dello scorso anno, ieri sera si è registrato un aumento dei tweet del 31% e del 18% per quanto riguarda le impressions.

    sanremo #sanremo2016 terza-serata-dettagli-nielsen

    Per quanto riguarda i dati che raccogliamo tutte le sere con Talkwalker, nella terza serata i Pooh sono stati i più citati con oltre 30 mila citazioni, a seguire sempre Gabriel Garko con 17 mila citazioni.

    Di seguito invece gli influencer della serata, come al solito elencati per capacità di coinvolgimento. E vediamo che anche nella terza serata @trash_italiano è al vertice.

    sanremo #sanremo2016 influencer-twitter-terza-serata

    (cliccare sull’immagine per ingrandire)

    E come ogni analisi, diamo spazio anche ai tweet più condivisi e divertenti della serata:

    https://twitter.com/illydancer95/status/697903780688502784

    https://twitter.com/Sarinski_/status/697884876343812096

    https://twitter.com/iPantellas/status/697883934080761857

    Ma state seguendo anche voi #Sanremo2016 attraverso i Social Media? Raccontateci la vostra esperienza.

     

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