Tag: social media

  • Twitter Audio Card, la musica arriva sulla timeline

    Twitter Audio Card, la musica arriva sulla timeline

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    Twitter introduce da oggi le Twitter Audio Card e completa i formati dedicate alle cards. Infatti dopo foto e video la piattaforma implementa una nuova funzionalità dedicata ai contenuti audio. Basta un semplice tap per ascoltare musica direttamente dalla timeline

    Twitter continua a sviluppare l’app e a introdurre novità sempre nell’ottica di incrementare l’engagement degli utenti sulla piattaforma, il vero obiettivo di tutte le novità che sono state introdotte negli ultimi mesi.

    Con le Twitter Audio Card su permetterà agli utenti di poter ascoltare musica direttamente dalla propria timeline. Basterà infatti un semplice tap per scoprire e ascoltare prodotti audio direttamente dall’app. Una volta partita la riproduzione, si può continuare ad ascoltare la musica anche mentre si sta twittando, trascinando il player verso il basso nell’app. Attraverso la partnership con servizi di streaming di terze parti come @SoundCloud, è stato invitato un gruppo di artisti, autori e testate musicali a testare la nuova Audio Card sui dispositivi iOS e Android con diversi tipi di contenuti quali podcast, brani musicali e altri tipi di prodotti audio. Mentre il brano è in riproduzione, è possibile installare l’app nativa SoundCloud e scoprire ulteriori contenuti.

    Questi i partner e gli artisti coinvolti:

    
 • @ThatKevinSmith
    • @WhiteHouse
    • @NASA
    • @CricketAUS
    • @TheWorldGame
    • @ThisAmerLife
    • @NPR
    • @planetmoney
    • @neiltyson
    • @glennbeck
    • @washingtonpost
    • @EW / @EWLive
    • @BleacherReport & @BR_Radio
    • @radiobandnewsfm
    • @bandnewsfmrio
    • @R_Bandeirantes
    • @rstnoar
    • @radioesportesfm
    • @NFSAonline
    • @serial
    • @EBCnaRede
    • @pitchfork
    • @abexlumberg@bbcworldservice
    • @MadDogRadio
    • @odesza
    • @laidbackluke
    • @cashcash
    • @mau5trap / @deadmau5
    • @alt_J

    • @sigurros
    • @gilbertogil
    • @PartyOMO
    • @MajidJordan
    • @steveaoki
    • @feedme
    • @sizerecords / @maxvangeli
    • @MartinGarrix
    • @Coldplay
    • @whoszed
    • @davidguetta
    • @madeon
    • @GuySebastian
    • @cashtimelife
    • @chancetherapper
    • @RickRubin
    • @mikecaren
    • @ollyofficial
    • @george_ezra
    • @Savagesband
    • @Chromeo
    • @portugaltheman
    • @Prioryband
    • @DillonFrancis
    • @OnBandstand
    • @MigosATL

    twitter-audio-card_blog

    Ad esempio, @DavidGuetta  ha appena rilasciato un nuovo remix in esclusiva per i suoi 15,6 milioni di follower su Twitter:

    Anche l’astro nascente del Rap di Chicago @ChanceTheRapper ha offerto agli appassionati di hip hop il suo nuovo singolo “Hate”, con un Tweet:

    E come dicevamo prima, sono stati diversi i prodotti e le funzionalità implementate lanciati da Twitter per  rendere i contenuti sempre più multimediali e migliorare l’esperienza degli oltre 271 milioni di utenti sulla piattaforma. Oggi su Twitter è possibile caricare fino a un massimo di 4 immagini per Tweet e taggare fino a 10 persone senza che questo influisca nel conteggio dei 140 caratteri; arricchire un Tweet con un’immagine animata (GIF), o con un Vine, un video-loop di 6 secondi; riprodurre i video con un solo tap e senza dover uscire dall’app di Twitter, grazie alle Twitter Video Card.

    Insomma, alla fine Twitter è riuscita a raggiungere l’obiettivo di portare la musica direttamente sull’app.

    Ma voi twitteri che ne pensate? Vi piace ascoltare musica mentre twittate?

  • Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

    Il Fashion Blogger più influente in Italia è un uomo [Infografica]

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    Forse il dato risulterà sorprendente a molti, ma dalla ricerca condotta da Blogmeter sui 40 fashion blogger italiani più seguiti sui social media, emerge la figura di Mariano di Vaio, leader assoluto su Facebook e il più coinvolgente su Twitter. Chiara Ferragni è la fashion blogger con il maggior numero di followers

    Quando si parla di Fashion Blogger, spesso si pensa a blogger appassionate di Moda e di stile. Ma la ricerca di Blogmeter che vi proponiamo ci permette di avere un quadro più completo su questa categoria, in Italia, scoprendo quindi chi sono e come usano i Social Media nella loro attività di blogging. Dalla ricerca, realizzata tra il 1° Luglio e il 14 Settembre 2014, emerge che questi personaggi sono presenti in maniera capillare su tutti i social network più usati come Facebook, Twitter, Instagram, Google+, YouTube e Pinterest. Tendenzialmente i fashion blogger puntano sui contenuti fotografici, mentre per quanto riguarda le strategie prediligono il mix di contenuti fashion e vita quotidiana. E, sebbene la loro presenza sia molto diffusa, in realtà aggiornano più frequentemente Facebook, Instagram e Twitter postando con regolarità contenuti nuovi e originali. Di conseguenza, utilizzano meno YouTube anche per la difficoltà, reale, di montare video interessanti, mentre Google+ e Pinterest risultano per lo più canali di ri-pubblicazione di contenuti già apparsi altrove.

    La ricerca ci svela anche il fashion blogger più influente che non è, come era facile pensare, una donna.

    Il fashion blogger più influente è Mariano Di Vaio, che si conferma leader assoluto su Facebook. Di Vaio, primo sia per engagement che per numero di fan, acquisisce in due mesi e mezzo ben 500.000 fan grazie a post esclusivamente fotografici riguardanti per lo più i suoi viaggi e gli impegni lavorativi in giro per il mondo (ad es. Formentera, New York, Hong Kong).

    Da segnalare, Martina Corradetti (The Fashion Coffee) che coinvolge il suo seguito attraverso frequenti sondaggi su differenti opzioni di outfit e Veronica Ferraro (The Fashion Fruit) che pubblica frequentemente immagini delle sue colazioni e merende con le amiche. La fashion blogger più famosa, Chiara Ferragni, usa invece Facebook come un canale secondario, infatti la sua pagina contiene soprattutto foto importate dal profilo Instagram. In generale su Facebook, oltre alle immagini legate alle sfilate e alle collaborazioni con i brand, piacciono molto i sondaggi del tipo “cosa mi metto?” di The Fashion Coffee e le foto legate alla vita quotidiana di The Fashion Fruit. Su Twitter, invece, Chiara Ferragni è nettamente la blogger più seguita con più di 200.000 followers. La maggior parte dei suoi tweet contiene link al blog o a foto su Instagram o alcuni dei suoi hashtag di riferimento come #theblondesaladneverstops.

    Ma il blogger più coinvolgente, anche su Twitter, resta Mariano Di Vaio, le cui foto che lo ritraggono in vacanza o in costume da bagno sono tra i contenuti più apprezzati in assoluto. In generale, tra gli hashtag più usati dai blogger, emergono quelli legati alle vacanze, ma anche alla Settimana della Moda di New York e all’IceBucket Challenge cui hanno partecipato sia la Ferragni che Di Vaio. Tra le collaborazioni segnalate spiccano #ProjectRunway della Ferragni e #BuonaseraBellezza della Corradetti, mentre l’hashtag brand più utilizzato è #CaiaJewels, realizzato sempre dalla Ferragni, che ha disegnato per loro una collezione.

    In basso l’infografica riassuntiva della ricerca.

    Allora, sorpresi da questi dati? Raccontateci cosa ne pensate.

    fashion-blogger-infografica

  • Roger Federer e la creatività dei suoi followers con #PhotoshopRF

    Roger Federer e la creatività dei suoi followers con #PhotoshopRF

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    Ecco una Twitter Story interessante che val la pena di essere raccontata. Ieri Roger Federer ci ha fornito un esempio fantastico di come si possa interagire con una fanbase globale su Twitter in maniera originale. E la risposta è stata tale da far nascere l’hashtag #PhotoshopRF

    La Twitter Story che vi proponiamo oggi è davvero interessante, un esempio di come una base di followers può essere coinvolta nella maniera corretta e anche in un modo davvero originale, per generare interazione e condivisione. E la risposta non poteva essere che entusiasta. Certo, stiamo parlando di Roger Federer, campione del tennis mondiale, leader incontrastato per lunghi anni, con più di 2 milioni di followers ed anche uno dei 5 tennisti più seguiti su Twitter.

    In pratica, in occasione dell’International Premier Tennis League, che si terrà il prossimo 7-8 dicembre 2014, dovrà recarsi in India. E dato il poco tempo a disposizione per la visita, Federer ha pensato bene di chiedere direttamente ai suoi followers, su Twitter, un consiglio su quali attrazioni turistiche non dovrebbe perdersi una volta arrivato a Delhi:

    Tramite l’hashtag #PhotoshopRF, i fan sono stati invitati a condividere dei fotomontaggi in cui mostrare l’immagine del campione davanti ai panorami più celebri:

    E i followers non si sono fatti attendere, accogliento con entusiasmo la richiesta del campione e non hanno assolutamente deluso le sue aspettative. In questa Custom Timeline una selezione dei migliori Tweet:

    Twitter è molto seguito in occasione di eventi sportivi è infatti è attivo anche un account dedicato, @Twittersports. E abbiamo visto anche nei recenti Mondiali di Calcio in Brasile, quanto Twitter siano uno strumento preferito per seguire eventi di questo tipo. E il tennis non è da meno, durante il torneo di #Wimbledon di questa estate, l’85% dei giocatori teste di serie del singolare maschile e femminile erano su Twitter.

    Come dicevamo prima, Federer è uno dei 5 tennisti più seguiti su Twitter, ecco gli altri nomi:

    1. Rafael Nadal (@RafaelNadal) — 6,75 milioni di follower
    2. Serena Williams (@serenawilliams) — 4,4 milioni di follower
    3. Novak Djokovic (@DjokerNole) — 3,45 milioni di follower
    4. Andy Murray (@andy_murray) — 2,7 milioni di follower
    5. Roger Federer (@rogerfederer) — 2,2 milioni di follower

    Insomma, Twitter offre diverse modalità di interazione e offre allo stesso modo, agli utenti la possibilità di esprimersi in tanti modi. Twitter è un social network e come tale permette di vivere esperienze di condivisione al pari di qualsiasi altro. Con un nato hashtag sul momento, Federer è stato bravo a suscitare la curiosità, e la creatività, dei suoi followers. Ecco, questo piccolo esempio che vi abbiamo raccontato, grazie ai datti messi a disposizione da Twitter, rende bene l’idea di come alle volte basti veramente poco per suscitare la voglia di partecipazione e di condivisione da parte degli utenti.

    E voi che ne pensate di questo esperimento?

  • Brands & Social Media, analisi del settore GDO in Italia [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore GDO in Italia [Infografica]

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    Ed eccoci con un nuovo report della seconda edizione di “Osservatorio Brands e Social Media”, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica. Questa volta l’analisi è sul settore GDO in Italia, settore poco social ma attento al Mobile, in cui spiccano brand come Carrefour e Lidl

    Nuovo rapporto dell’Osservatorio Brands s Social Media, progetto realizzato da Digital PR e OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica. Quello che vi presentiamo oggi, il sesto della seconda edizione del progetto, è sull’analisi del settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) in Italia. Un settore importante per la nostra economia, ma che dall’analisi risulta poco attento ai social media, mentre mostra più attenzione verso il Mobile. L’analisi ha preso in considerazione venti brand del settore, verificando quale sia il loro rapporto e il loro modo di usare i Social Media.

    Ebbene, leader della classifica complessiva è Carrefour, brand GDO francese, che totalizza 55,2 punti, mentre in seconda posizione troviamo Lidl, brand tedesco fondato nel 1930 dalla famiglia Schwarz, che totalizza 43,1 punti. In terza posizione troviamo il primo brand italiano, si tratta di Coop che totalizza 38,7 punti. Come potete notare guardando la classifica (la trovate nell’infografica in basso), dopo Iper, quarto brand in classifica con 32,7 punti, si nota una lunga lista di brand che non supera i 30 punti, segno che la gran parte delle aziende del settore non ha ancora approntato un uso continuo e armonizzato dei Social Media, a differenza dei brand citati prima come Carrefour, Lidl e Coop.

    La piattaforma utilizzata maggiornemte, come giù visto in altri report dello stesso studio, è ovviamente Facebook, mentre sia Twitter che YouTube non sono ancora utilizzati al meglio dai brand analizzati per entrare in contatto e comunicare con i propri clienti di riferimento. Da notare, invece, una diffusa tendenza a utilizzare le applicazioni per smartphone e tablet, offrendo servizi di geolocalizzazione e informazione sui punti vendita, ma anche cataloghi di prodotto, nella maggior parte dei casi in forma di volantini digitali, e funzioni di lista della spesa virtuale o di consultazione dei dati della propria carta fedeltà.

    Carrefour

    Carrefour è alla guida di questa classifica grazie a un presidio intensivo di tutte e tre le piattaforme su cui è presente il brand, e cioè Facebook, Twitter e YouTube, sfruttando anche quegli eventi, come i “Mondiali di Calcio”, in grado di coinvolgere un ampio pubblico per proporre offerte speciali e contenuti ad hoc. Se guardiamo all’interazione, i profili registrano un numero molto elevato di commenti, condivisioni e like. Lo stesso si può dire di Twitter, che registra un numero di retweet mediamente molto elevato rispetto agli altri brand, mentre YouTube viene presidiato in modo costante, aggiornando frequentemente i video. Carrefour sembra quindi in grado di sfruttare i social media senza relegarne nessuno allo status di vetrina, anche in assenza di un adattamento forte dei contenuti alle specificità di ogni piattaforma.

    Lidl

    Seconda in classifica Lidl, che eccelle nel presidiare Facebook grazie a un’interazione molto elevata sia in termini di like che di commenti. Mentre YouTube appare come un archivio di contenuti ancora da sfruttare appieno, il presidio intensivo del più diffuso Facebook e le elevatissime performance ottenute sono in grado di far emergere il brand come una delle community di utenti più attive: si assiste infatti sia a una risposta frequente degli utenti alle domande e agli stimoli anche ludici del brand, sia a un’intensa relazione tra gli utenti stessi.

    E sempre per quanto riguarda Facebook, SocialBakers a febbraio di quest’anno ha rivelato che proprio Lidl è il brand più forte in Europa, nel settore retail, con oltre 10 milioni di fan, superando anche Carrefour. Lidl è forte anche in termini di interazioni con gli utenti e anche in termini di customer care

    Coop

    Primo tra i marchi nazionali e terzo nella classifica generale, Coop è una delle poche grandi realtà di questo campione che dimostra di avere una comunicazione strutturata. Il brand pubblica post a cadenza quasi quotidiana e interviene frequentemente nelle conversazioni. I contenuti vertono meno sulla promozione di prodotto e più sulla tematizzazione della comunicazione: dalle iniziative ecologiche e sociali alla celebrazione di eventi nazionali. Va sottolienato anche un uso peculiare di Twitter, che, nel periodo di analisi, vede il brand più come osservatore e amplificatore dei contenuti proposti dagli utenti. Oltre che per la coerenza complessiva della comunicazione, Coop eccelle sulla piattaforma video di YouTube attraverso contenuti ad hoc, come le video pillole e il coinvolgimento degli utenti intervistati per la campagna promozionale in corso.

    Rispetto a tutti i settori analizzati fino a oggi, la GDO si presenta peculiare per due ordini di motivi: da una parte per l’uso di un numero molto ridotto di piattaforme, ascrivibile alla necessità di raggiungere un target nazionale o locale ampio e generalista di consumatori, dall’altra per un utilizzo spiccato del mobile che consente ai marchi di rimanere sempre connessi con gli utenti-consumatori – ci spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. La diversità delle performance ottenute tuttavia, non si spiega soltanto con la diversità dei mercati di riferimento, ad esempio nei casi di catene più legate alla dimensione locale, ma anche con la capacità di adattare la propria comunicazione alle forme e logiche di queste piattaforme”.

    Quello della GDO – dichiara Nicolò Michetti – è un settore che mostra ampi margini di crescita e sviluppo nella comunicazione con i social media. Le opportunità di connessione offerte sono molteplici, e alcuni brand si dimostrano particolarmente attivi e capaci di sfruttarle; restano tuttavia molti marchi, come Esselunga, Famila, A&O, PAM e Sisa, solo per citarne alcuni, che potrebbero presidiare in modo efficace queste piattaforme, attuando strategie che siano in grado di coinvolgere gli utenti per formare comunità di consumatori che si scambiano informazioni e consigli sui prodotti e sulle offerte all’interno degli spazi della marca.”

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand della GDO più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati dei maggiori gruppi, selezionando all’interno dei principali gruppi quei marchi con almeno un profilo ufficiale sui social media. La rilevazione dei dati è relativa al mese di maggio 2014 e sono stati analizzati i profili rivolti al mercato italiano.

    Allora, che ne pensate di questi dati? C’è qualche brand che vi ha sorpreso di più e qualche brand meno? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

    Brands Social-Media---GDO---Infografica

  • Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Come cambierà Twitter? Ecco qualche consiglio

    Conversazione a due oggi, insieme a Salvatore Russo, @WMSaver, proviamo a vedere come Twitter potrebbe migliorare ancora, aggiungendo alcune funzionalità, adesso necessarie. Rinfrescando anche alcune funzioni poco usate e poco conosciute

    E’ davvero un piacere oggi avere ospite qui Salvatore Russo, che tutti voi già conoscete, esperto di Web e Social Media Marketing e da poco lo trovate in libreria con il suo masterpiece “Scopri Google Plus e conquista il Web” (edito da Dario Flaccovio Editore, con la copertina rossa, e quale se no?). Insieme a Salvatore da alcuni giorni ragionavamo su come Twitter potesse migliorare alcune funzionalità, specie nel momento in cui accelera su azioni tese a monetizzare, una novità assoluta. E quello che segue è un post a 4 mani con 2 Russo. Un caso a dir poco eccezionale.

    twitter consigli

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    salvatore-russo

    Salvatore Russo

    Mi occupo di Marketing, Consulenza Aziendale e Formazione dal 1998. Ho partecipato alla progettazione, sviluppo e gestione di importanti portali e piattaforme di e-commerce italiani. Dal 2011 mi occupo della direzione marketing di 6sicuro di cui sono anche l’ideatore del blog, coordinatore generale e il principale punto di riferimento dell’intera squadra di blogger e giornalisti.

    Google+FacebookTwitter e LinkedIn

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    Da alcuni mesi, Twitter ha un po’ rivoluzionato la propria piattaforma cercando di migliorare il suo livello di coinvolgimento e, soprattutto, il tempo di utilizzo da parte degli utenti. Per questo motivo ha introdotto delle novità per rendere la piattaforma più adatta ad un coinvolgimento maggiore, basti pensare al redesign del layout dei profili.

    Ma Twitter, di recente e su forte richiesta degli investitori, ha cominciato a mettere in atto delle azioni rivolte a monetizzare, e vediamo quali.

    Twitter Analitycs

    È disponibile a tutti gli account una dashboard con cui è possibile verificare quanto siano apprezzati i propri tweet! Ad esempio è possibile fare clic su uno qualsiasi dei tuoi tweet per visualizzarne le statistiche generali in tempo reale (retweet, follows, grattini, click su hashtag e click su link), così come tracciare la vostra attività nel corso dell’ultimo mese. Questi sono utilissimi per coccolare il tuo ego, ma ancora di più per giustificare e misurare gli investimenti pubblicitari eseguiti su Twitter.

    ADS Twitter

    E’ ora possibile anche in Italia (Dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Irlanda) creare campagne Advertising. Sono sostanzialmente di tre tipi: sponsorizzazione di un tweet, aumentare i follower ed incentivare il download di un app. Fighissimo. Ti consiglio di leggere gli ottimi post di Leonardo Bellini e Giuliano Ambrosio che ti spiegano come creare la tua prima campagna Twitter.

    Timeline

    Twitter è come una doccia. Entri, ti fai una lavata di informazioni, esci e sei fresco come una rosa. Un sistema fluido di dati con una vita brevissima, pochi secondi . Problema: se aumentano gli inserzionisti questi vorranno avere maggior visibilità e semmai qualche sistema di targetizzazione. Come facciamo?
    Mr. Anthony Noto, CFO di Twitter, ci sta pensando, come tutto il suo team. Rumors vorrebbero che nel prossimo futuro la Timeline storica, basata sulla cronologia dei tweet, sia stravolta da logiche ben diverse, alla Facebook per intenderci. Una Timeline in cui i tweet vengono filtrati e mostrati agli utenti secondo un algoritmo votato al #TiFaccioVedereQuelloCheCredoTiPossaInteressareDiPiùMaSoprattuttoGeneriPiùFatturatoInAdv.

    Molti vedono in questa soluzione il MALE ASSOLUTO, la fine di Twitter, in quanto sarebbe snaturato e reso così simile a Facebook da domandarsi perché continuare ad utilizzarlo. Un’osservazione lecita. Una piattaforma ha senso di esistere se ha una peculiarità che lo rende unico, altrimenti risulta solo una perdita di tempo.

    twitter-consigli

    Sii Propositivo

    Invece di star vicino alle transenne del cantiere a giudicare i lavori, sii propositivo e suggerisci possibili soluzioni alternative allo stravolgimento della timeline.  L’introduzione di semplici features  potrebbero avere un impatto efficace, migliorare l’utilizzo della piattaforma e andare quindi nella direzione di un maggiore coinvolgimento degli utenti. Ecco alcune ideuzze che mi sono venute in mente:

    Eliminare il bottone “Preferiti”

    Oramai è chiaro, tutti lo usano come “mi piace” e non produce nessun dato utile per Twitter. Va detto che Twitter sta sperimentando la visualizzazione anche dei preferiti sulla timeline, come già succede con RT, ma questo non avrebbe un impatto significativo.

    Creazione di nuove funzioni:

    1. Bottone “Mi piace”
      con cui appagare la voglia irrefrenabile di grattini digitali.
      Un “mi piace” è chic e non impegna, a differenza di un ReTweet.
    2. Bottone “Salva”
      prende il posto di “preferiti” e serve appunto per salvare quel specifico Tweet. Utile sia per l’utente che per Twitter, infatti in questo modo potrebbe sapere esattamente cosa interessa e fornire questa informazione ai vari brand.
      Scenario: Salvi un tweet sulle mozzarelle di bufala, quando lo riapri trovi la pubblicità di un caseificio.
    3. Condividi conversazione
      quante volte hai visto screenshot di conversazioni avvenute su Twitter postate su Facebook? Farlo ora è un po’ macchinoso e potrebbe essere un ostacolo per chi non è pratico di queste cose. Un bel tasto risolverebbe il problema. Basta Screenshot sgranati, tagliati male e perdite di tempo, un click e tutto viene postato meravigliosamente.
      Se una conversazione ricondivisa dovesse ricevere diverse visite, potrebbe attivarsi dell’adv.
    4. Modifica
      Un tasto per modificare un tweet, che bello! Ne gioverebbe la comunicazione,  l’efficienza e diminuirebbero gli #EpicFail che piacciono tanto ai saccenti, saputi e saputelli. Semmai a tempo, non puoi modificare il tweet dopo 15 minuti.

    E sempre nell’ottica di migliorare l’utilizzo della piattaforma, val la pena ricordare alcune features poco conosciute dagli utenti, ma che aiutano molto.

    • Custom Timeline
      Tramite Tweetdeck è possibile realizzare una propria Timeline personalizzata contenente solo i tweet che volete visualizzare. Un passaggio ulteriore rispetto a quello che permette la creazione e l’ottimizzazione delle liste.
    • Ti de-followo, perché ti amo troppO
      Capita a tutti di non voler più seguire qualcuno, ma come si fa? Questa operazione viene tracciata tramite diversi tool e l’utente de-followato potrebbe, forse, accorgersene e rimanerci, sicuramente, male! Allora, da qualche mese, Twitter ha inserito il tasto “Mute” (lo trovi nelle impostazione del tuo account) che ti permette di “silenziare” l’utente del quale non vuoi leggere più niente, ma senza fargli sapere che non lo seguite più. Nella versione italiana trovate, la non certamente elegante, “Togli voce a @taldeitali”.
    • Eppur si Retwitta
      Se sei un utente che twitta poco, ma retwitta molto, devi sapere che questo può risultare fastidioso ai tuoi teneri follower. Questi potrebbero brutalmente de-followarti, semmai in modo silente come visto nel punto precedente. A questo punto meglio utilizzare la funzione “Disabilita i Retweet”, con cui appunto si possono silenziare i tuoi continui Retweet dei vostri followers! Datti delle regole, 3 retweet al giorno, se ne vuoi fare di più, devi scrivere qualcosa di tuo! Non vale citare aforismi oppure trenini tipo “Buongiorno Twitterini”, “Buon Pranzo Passerotti” e “Buona notte batuffoli twittosi”. NO!

    Bene, adesso non ci resta che chiedervi cosa ne pensate e se volete suggerire qualche altra funzionalità che in due non siamo riusciti ad aggiungere in più.

    [cover image: @WMSaver]
    (image via Fotolia)
  • Ecco i top brands italiani su Facebook ad Agosto 2014 [Infografica]

    Ecco i top brands italiani su Facebook ad Agosto 2014 [Infografica]

    Top-Brands_Agosto-2014

    Blogmeter ha diffuso oggi i dati relativi ai Top Brands italiani su Facebook durante il mese di Agosto 2014. E si nota in questo mese il grosso coinvolgimento generato da brand legati sport, turismo e news. La pagina di Amazon è quella che cresce di più, Poste Mobile resta leader nel response time, mentre il post più coinvolgente del mese è quello di Scuola Zoo

    Nuovo appuntamento con gli attesi risultati dell’indagine periodica che Blogmeter diffonde a proposito dei Top Brand italiani su Facebook, una ricerca che ci indica come e con quali risultati i brand italiani usano le proprie pagine ufficiali sul popolare social network. E oggi l’azienda di social media analytics ha diffuso i dati relativi al mese di Agosto, con relativa infografica che trovate in basso al post. Quindi, sulla base di 106 milioni di interazioni su oltre 2.900 pagine, per quanto riguarda l’Engagement, quindi il livello di coinvolgimento realizzato su una pagina, il primo posto appartiene, tra i Brand, a Scuola Zoo con 212 interazioni giornaliere per ogni mille fan. Per quanto riguarda invece il settore dei Media, la pagina più coinvolgente è quella di Libero con un valore di 166 interazioni giornaliere.

    Scuola Zoo è anche la seconda pagina con il maggior numero di interazioni ricevute in valore assoluto: oltre 10,9 milioni, ed è seconda solo a Fanpage.it che ne riceve 13,8. Vanno segnalate poi tre pagine, legate al turismo e alla cultura, che ad agosto vedono aumentare il proprio engagement e sono PaesiOnLine, che pubbliga foto suggestive di alcune tra le più belle località del mondo; Skyscanner, che fa uso di immagini di luoghi incantevoli per invitare i propri fan a visitarli utilizzando gli strumenti di booking online che mette a disposizione; e  Musei Italiani, che promuove il patrimonio artistico del nostro paese.

    Come dicevamo in apertura, per quanto le pagine che attraggono più nuovi fans, è la pagina di Amazon.it quella che si piazza in prima posizione del mese di Agosto con più di 119 mila fan e supera quota 3,3 milioni di like alla pagina. Segue poi la pagina di Samsung Mobile italia con oltre 68 mila nuovi like (il colosso hi-tech coreano è presente in classifica anche con la pagina Samsung Italia). Nelle nuove entrate, segnaliamo Bed and Breakfast, in quinta posizione con 49 mila nuovi fan occupa grazie alla condivisione di immagini e informazioni per chi ama trascorrere le proprie vacanze pernottando in B&B. Nei Media la pagina del quotidiano online Fanpage.it si conferma la testata più seguita su Facebook con 90 mila nuovi fan ad agosto ed un totale di  oltre 2,8 milioni. A seguire la pagina de Il Corriere della Sera con 55 mila nuovi fan e quella dello show televisivo Coca-Cola Summer Festival, che guadagna più di 50 mila nuovi fan nonostante non abbia prodotto aggiornamenti durante il mese.

    Per quel che riguarda i tempi di risposta, c’è da rilevare che anche ad Agosto i più impegnati in attività di CRM su Facebook sono proprio i brand telefonici. Nelle prime due posizioni ritroviamo PosteMobile, con un response time medio di 5 minuti e  126 richieste soddisfatte nel mese, e Wind, con un tempo medio di risposta di 10 minuti per 2.071 risposte nel mese. In terza posizione si piazza la pagina di Tiscali Help Desk, che ha risposto a 1.622 domane degli utenti con un tempo d’attesa medio di 21 minuti. Da segnalare anche la pagina di KLM Italia in quarta posizione, unica nel settore dei trasporti, con un tempo medio di risposta di 27 minuti e 118 risposte. Stacanovista del mese è invece TIM che che ha risposto a 2.647 post impiegando in media 1h e 20m per ogni risposta.

    E per chiudere, il post più coinvolgete del mese è stato pubblicato da Scuola Zoo che, coerentemente con la linea editoriale del brand, è all’insegna dell’intrattenimento leggero.

    Tra i media invece quello che riscuote più successo è un video del ballerino Kledi Kadiu, pubblicato dalla pagina di Verissimo, che risponde alla nomination per lo “ice bucket challenge” con una video-donazione in favore della ricerca.

    Ecco, queste tutte le pagine dei brand che si sono distinti nel mese di Agosto. Un mese che comunque si è rivelato impegnativo, nonostante l’estate. Allora, voi  che ne pensate?

    Top-Brands_Agosto-2014-facebook

  • Twitter testa il Buy Button solo negli Usa, per ora

    Twitter testa il Buy Button solo negli Usa, per ora

    Twitter ha ufficializzato oggi l’avvio della fase di testing del Buy Button cioè del tasto “Compra Ora”, di cui tanto si è parlato nelle scorse settimane. I test saranno effettuati tra un ristretto numero di utenti Usa. E ‘ il primo passo che Twitter compie nella direzione dello shopping via mobile

    In realtà, dopo che Twitter aveva dato il via all’operazione con Amazon per comprare prodotti con un tweet, usando #AmazonCart in Usa o #AmazonBasket in Uk, a molti era sembrato che il passaggio definitivo di Twitter verso lo shopping via mobile fosse giunto. E infatti così è stato. Dopo quattro mesi da quella esperienza, Twitter ufficializza oggi l’avvio di una fase di test del “Buy Button”, ossia del bottone “Compra Ora”. Anche se al momento la fase di test è aperta solo ad una ristretta cerchia di utenti Usa, questo è comunque un passaggio fondamentale che proietta Twitter nella sfera del Mobile Commerce.

    In pratica, gli utenti vedranno in timeline dei Tweet, pubblicati dai partner per questa fase di test, in cui apparirà il pulsante “Buy” con il quale sarà possibile fare acquisti direttamente dal Tweet. Gli utenti avranno accesso a offerte e prodotti che non saranno disponibili altrove e potranno interagire con questi direttamente dalle app mobile per Android e iOS. I venditori avranno invece l’opportunità di trasformare in vendita la solida relazione costruita con i propri clienti su Twitter. In questa fase preliminare, Twitter ha stretto una partnership con Fancy (@fancy), Gumroad (@gumroad), Musictoday (@Musictoday), e Stripe (@stripe). Altri partner si aggregheranno nei prossimi giorni.

    Twitter Buy Now

    L’acquisto si effettua in pochi click. Una volta premuto il pulsante “Buy”, compariranno alcuni dettagli aggiuntivi sul prodotto e il modulo in cui inserire le informazioni di pagamento e spedizione. Appena completati i campi e confermati i dati, l’ordine sarà effettuato e inoltrato al venditore per la consegna. Le informazioni relative a pagamento e spedizione saranno criptate e archiviate in modo sicuro dopo la prima transazione. Il successivo acquisto su Twitter potrà così avvenire in modo più facile, senza dover reinserire i propri dati che, ovviamente, potranno essere rimossi dal proprio account in qualsiasi momento. La carta di credito sarà gestita in modo sicuro e non sarà condivisa con il venditore senza autorizzazione.

    Il test inizierà con una selezione di artisti, brand e organizzazioni no-profit, eccoli:

    • Beartooth (@beartoothband)
    • Brad Paisley (@bradpaisley)
    • Burberry (@burberry)
    • Dan+Shay (@DanAndShay)
    • Death From Above 1979 (@dfa1979)
    • Demi Lovato (@ddlovato)
    • DonorsChoose (@DonorsChoose)
    • Eminem (@eminem)
    • GLAAD (@glaad)
    • GLIDE (@GLIDEsf)
    • Global Citizen (@GlblCtzn)
    • The Home Depot (@HomeDepot)
    • Hunter Hayes (@HunterHayes)
    • Kiesza (@kiesza)
    • Keith Urban (@keithurban)
    • The Nature Conservancy (@nature_org)
    • Megadeth (@Megadeth)
    • Mike Stud (@mike_stud)
    • Panic! At The Disco (@panicatthedisco)
    • Pharrell (@pharrell)
    • Paramore (@paramore)
    • (RED) (@RED)
    • Ryan Adams (@TheRyanAdams)
    • Soundgarden (@soundgarden)
    • The New Pornographers (@TheNewPornos)
    • twenty one pilots (@twentyonepilots)
    • Wiz Khalifa (@wizkhalifa)
    • 9/11 Day (@911Day)

    E presto se ne aggiungeranno altri.

    E’ certo che con questa mossa Twitter può puntare anche ad un maggiore coinvolgimento degli utenti che saranno portati adesso anche a frequentare di più la piattaforma. Si tradurrà quindi in un maggiore tempo trascorso per utente. Quello che infatti mancava prima. Ovviamente attendiamo il rilascio della nuova funzione anche nel nostro paese.

    Che ne pensate?

  • Social Media e novità: ecco quelle da Facebook, Google e LinkedIn

    Nei giorni scorsi e nelle ultime settimane, le novità che hanno riguardato i Social Media sono state tante. Oggi ne selezioniamo alcune di cui si è molto discusso. Riguardano Facebook, a proposito del click baiting, Google, a proposito dell’addio all’authorship, e LinkedIn a proposito del Direct Sponsored Content

    Negli ultimi giorni e nelle ultime settimane non sono certo mancate le novità. Certo, è assai normale che ciò accada ed è altrettanto normale che ad alcuni possano essere sfuggite, per via della velocità con cui esse si succedono. Allora abbiamo voluto selezionare alcune, di quelle che hanno fatto davvero discutere e di quelle, forse, di cui si è parlato, ma non troppo. Noterete che forse ne mancano delle altre, ma cercheremo, settimana dopo settimana, di raccoglierle tutte, in modo da avere un quadro completo. Ad aiutarci in questo compito saranno i blogger e siti, italiani e non, che ne hanno scritto, ed oggi cominciamo segnalandovene alcuni.

    Facebook

    Ovviamente non potevamo non aprire proprio con Facebook che in settimana ha apportato un importante aggiornamento dell’algoritmo, effettuando un vero e proprio “giro di vite” contro il click baiting, ossia quella pratica per cui gli utenti vengono attratti da titoli roboanti, da immagini eclatanti e da un post che spesso non indica quasi nulla della notizia in sè, finendo sempre con la dicitura “guardate qui —–>”. Ne ha scritto bene il Tagliaerbe qui: “Facebook dichiara guerra al “Click Baiting”!“.

    Il consiglio che possiamo dare, visto che Facebook metterà in risalto la qualità, è quello di concentrarsi sulla creazione di buoni contenuti, piuttosto che pensare a come “attrarre” il maggior numero possibile di utenti. Se il contenuto è di qualità, gli utenti arriveranno, su questo si può star certi.

    Google

    La notizia che Google ha praticamente detto addio all’Authorship è l’altra notizia che ha caratterizzato il dibattito sul web e sui Social Media. Ne ha scritto bene Riccardo Scandellari qui: “Addio Authorship“. Notizia che ha sorpreso molti, ma che in realtà era nell’aria, come conferma anche Scandellari nel suo post. Il meccanismo dell’autorship in verità non è stato mai digerito del tutto, in verità. A molti è sempre sembrato macchinoso, quando invece era utile e funzionale, con lo scopo di accreditare quel contenuto a quella data persona. Ma a quanto pare, questo meccanismo non ha portato ai risultati sperati, anzi in Google sostengono anche che con o senza collegamento, il risultato non cambia. Di sicuro, non va eliminato il rel = “author”. E’ questo l’inizio dello smantellamento di Google+? Difficile dirlo a questo punto, certo il dubbio c’è. Ma anche se fosse, avrebbe senso?

    LinkedIn

    E veniamo a un’altra novità di questa estate, di cui forse si è parlato poco, ma che definisce il percorso innovativo che LinkedIn sta percorrendo in queste settimane. E il carattere che sta assumendo è sempre più quello di media company, apportando funzionalità che sono tipiche di un social network “tradizionale”. Nel mese scorso è stato lanciato il Direct Sponsored Contentfunzionalità che offre ai brand la possibilità di creare contenuti, testandoli e personalizzandoli, senza dover passare dalla propria business page. Una buona occasione, dunque, per passare all’A/B testing, con l’obiettivo specifico di creare contenuti mirati per il proprio pubblico di riferimento. Quindi, anche su LinkedIn è possibile per le aziende porre un’attenzione maggiore nella creazione di contenuti mirati. Una strategia quella di LinkedIn, come dicevamo prima, sempre più orientata ai contenuti che generano relazioni, aspetto nuovo per un social network che ha sempre spinto si alle relazioni, ma poco ai contenuti.

    Ecco, questo il nostro breve appunto sulle novità che ci sembravano più interessanti di questi ultimi giorni e ci piacerebbe sapere cosa ne pensate.

  • Stavolta gli Analytics di Twitter sono aperti davvero a tutti

    Stavolta gli Analytics di Twitter sono aperti davvero a tutti

    twitter-analytics-tutti-gli-utenti

    Nel mese di Luglio Twitter, a sorpresa, apre i suoi analytics ai suoi utenti. Ma l’accesso non era esteso a tutti, solo alcuni avevano questa possibilità, oltre agli utenti verificati e agli advertisers. Adesso tutti possono monitorare la propria attività su Twitter in modo analitico, fruendo di preziose informazioni

    A Luglio, con effetto sorpresa aggiunto, Twitter rendeva disponibile gli analytics, ma non per tutti gli utenti, come era apparso in un primo momento. La sorpresa infatti, e la scarsa informazione a riguardo, rendeva difficile capire se l’accesso era davvero per tutti, come abbiamo creduto noi e tanti altri. Subito dopo il lancio ne abbiamo scritto con entusiasmo, anche se per dovere di cronaca il primo a darne notizia è stato Skande con dettagli dell’uso già pronti. L’entusiasmo era dovuto al fatto che finalmente Twitter apriva agli utenti la possibilità di accedere a informazioni preziose, utili, a nostro avviso, per meglio comprendere la propria attività sulla piattaforma e, quindi, migliorarla. In un primo momento, la possibilità era, infatti, estesa solo a un numero limitato di utenti, Twitter li ha definiti “super users”, oltre che agli account verificati e agli advertisers che già fruivano di questa possibilità.

    Ebbene, la novità è che da ieri la possibilità di accedere ai dati analitici su Twitter è davvero estesa a tutti. E ad annunciarlo, in un tweet (e come se no?), è stato Ian Chan, un ingegnere che lavora per Twitter proprio in questo ambito:

    Accedendo dunque a analytics.twitter.com avrete finalmente accesso a tutta una serie di informazioni che abbiamo spiegato in questo post, realizzato proprio quando ci fu la prima apertura a Luglio.

    Avere finalmente la possibilità di accedere ad un cruscotto di tool, solitamente reperibili attraverso app esterne, è sicuramente comodo. Forse non piacerà a tutti, perchè magari lo trovano macchinoso (anche se è davvero semplice ed intuitivo), ma di sicuro risulterà uno strumento utile a chi usa Twitter in maniera costante e quindi ha interesse a sapere se il suo modo di comunicare funziona a omento. conoscendo informazioni circa i RTs, le visualizzazioni e i click, tanto per citare alcune possibilità, si ha modo di incanalare nella maniera corretta il modo di usare Twitter, per meglio comprendere come interagire con il pubblico a cui mirate.

    Insomma, usatelo e stavolta, per davvero tutti, fateci sapere cosa ne pensate e se avete dubbi o perplessità a riguardo.

     

  • Snapchat vale 10 mld di dollari e ha 100 milioni di utenti attivi

    Snapchat vale 10 mld di dollari e ha 100 milioni di utenti attivi

    Snapchat-Logo

    Snapchat, il servizio di messaggistica istantanea che consente di inviare foto ad amici solo per pochi secondi, ha annunciato che Kleiner Perkins Caufield & Byers ha accettato di investire nella società. Di conseguenza, il valore arriva ad essere di 10 miliardi di dollari e gli utenti attivi sono già 100 milioni

    Il settore della messaggistica istantanea si conferma essere di grande interesse per gli investitori e per le grandi società di capitali di rischio e oggi ne abbiamo una nuova conferma. Tutti voi conoscete, più o meno Snapchat, il servizio di messaggistica istantanea che permette di condividere foto con amici per pochi secondi, trascorsi i quali le foto scompaiono. Un servizio mobile che negli Usa ha ottenuto subito un grande successo. Ora, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, la startup, nata nel 2011 e fondata da Bobby Murphy ed Evan Spiegel, ha annunciato che una delle più importanti società di venture capital, Kleiner Perkins Caufield & Byers, KPCB, ha accettato di investire nell’azienda. Un passaggio importante questo che dovrebbe tradursi in un investimento di 20 milioni di dollari entro maggio. E questo basta per far lievitare il valore dell’azienda fino a 10 miliardi di dollari.

    Va tenuto presente che stiamo parlando di un’azienda che al momento non ha un chiaro modello di business e dunque non ha ricavi da presentare. Ma a quanto pare i rumors che circolano da tempo trovano conferma, infatti da circa due mesi a questa parte i due fondatori hanno colloquiato con diversi investitori per raccogliere investimenti. Appare evidente che l’ingresso di questo importante partner permetterà a Murphy e a Spiegel di affinare il loro progetto di advertising che pare possa iniziare già entro la fine di questo anno. Snapchat solo lo scorso anno era valutata poco più di 2 miliardi di dollari e quindi con questo nuova valutazione entra a far parte dell’Olimpo delle startup del settore “tech” più “preziose”. E tra queste figurano Uber (18 mliardi di dollari), Airbnb, Dropbox, Xiaomi, e adesso Snapchat, (10 miliardi di dollari), Palantir (9,3 mld di dollari), Jingdong (7,3 mld di dollari), Pinterest (5 mld di dollari), Zalando (4,9 mld di dollari), e via tutte le altre.

    Evan Spiegel e Bobby Murphy
    Evan Spiegel e Bobby Murphy

    Per dare qualche informazione su Kleiner Perkins Caufield & Byers, bisogna ricordare che l’azienda è stata fondata nel 1972, ed in passato ha avuto modo di investire in Google e anche in Amazon. KPCB ha acquisito pacchetti di azioni anche di Facebook e Twitter, ma solo dopo che le due aziende hanno superato un certo valore di diversi miliardi di dollari.

    E sempre oggi, Snapchat fa sapere che gli utenti attivi sono più di 100 milioni e i due terzi di questi effettuano accesso giornaliero. Solo un paio di giorni fa WhatsApp, acquisita da Facebook per 19 miliardi di dollari,  ha fatto sapere di aver superato i 600 milioni di utenti attivi. Twitter ne ha ad oggi 271 milioni di utenti attivi.

    Solo qualche mese fa, Evan Spiegel, uno dei co-fondatori di 24 anni, aveva rifiutato la cifra di 3 miliardi di dollari che Mark Zuckerberg aveva offerto per l’acquisizione. Adesso si parla di trattative con Microsoft, ma adesso non c’è nulla di concreto.