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  • Usare i Social Media per le informazioni finanziarie

    Usare i Social Media per le informazioni finanziarie

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    E’ possibile usare i Social Media per distribuire informazioni finanziarie? La risposta è sicuramente sì, e l’uso di Twitter o LinkedIn in funzione delle “investor relations” sta cominciando a prendere piede in modo consistente. Uno studio ci dice che solo il 10% delle aziende “Fortune 100″ usa i social media per questo scopo. E in Italia? Vediamo insieme un esempio

    I Social Media si distinguono per caratteristiche come dinamicità, quindi velocità nel distribuire informazioni, e anche per la caratteristica del “tempo reale”, quello che non accadeva prima, in buona sostanza. Il tema che affrontiamo oggi si lega molto al periodo di questi giorni, contraddistinto dalla fase in cui le aziende rendono pubbliche le informazioni finanziarie ai loro investitori e ai media. E allora abbiamo voluto dare uno sguardo al fenomeno cercando anche di segnalare qualche esempio nostrano.

    Intanto diciamo subito che in ottica di utilizzo dei Social Media per la distribuzione di informazioni finanziarie e per le relazioni con gli investitori, anche la SEC, l’organo di controllo di Wall Street (l’equivalente della nostra Consob) nel 2013 ha aperto a questa tipologia di comunicazione, anche se molte aziende, scettiche sostanzialmente, non ne hanno approfittato. Uno studio del 2013 rivela che solo il 10% delle aziende inserite nella classifica “Fortune 100″ utilizza i social media per informare investitori e media, e in un altro studio condotto da CommPro, risulta che solo Google e General Electric hanno preso ad utilizzare i social media in questa ottica.

    Twitter, ad esempio, ha aperto un account dedicato per comunicare i dati relativi alle proprie trimestrali, TwitterIR (@TwitterIR). Di recente lo abbiamo seguito per l’ultima trimestrale, quella del Q2 2014, e tutte le informazioni erano collegate ad un hashtag #twtrearnings, semplice quanto efficace, fruibili in tempo reale con materiali e dichiarazioni del CEO e di altri responsabili.

    Un’altra ricerca,  “Investor Relations 2013 BNY Mellon“, ha di fatto fornito un dato relativo alle aziende globali e ci dice che solo il 27% delle aziende quotate a livello mondiale usano i Social Media per relazionarsi coi propri investitori. La ricerca ha rilevato, con una certa sorpresa a dire il vero, che l’Europa Occidentale è la regione con il più alto utilizzo dei social media per le informazioni finanziarie. Il 45% delle aziende twitta le proprie informazioni finanziarie, in aumento rispetto al 2012, quando erano il 32%. Per una volta l’Europa è avanti agli Usa, di solito all’avanguardia specie per ciò che riguarda i social media.

    Prima di passare a segnalarvi un caso “nostrano” di utilizzo dei Social Media nelle relazioni con gli investitori e nella comunicazione dei dati finanziari, è opportuno sottolineare che stiamo parlando di un tipo di attività non molto semplice da attuare. Quello che ha sicuramente contribuito a sdoganare questo tipo di utilizzo è stato certamente l’intervento, autorevole, della SEC andando nella direzione che ormai il 49% degli investitori cerca informazioni relative ai propri investimenti anche sui Social Media. Ma è opportuno che alla base di tutto ci sia una strategia mirata; serve un gioco di squadra per cui ognuno dei membri del team si effettivamente coinvolto in maniera attiva, in modo da poter offrire un contributo valido; bisogna focalizzarsi sui Social Media, andando quindi oltre le email e le telefonate, realizzando dei contenuti da distribuire mano a mano e che siano anche in grado di essere coinvolgenti; bisogna essere veloci, capaci di sintetizzare al meglio le informazioni, tenendo sempre presente lo scopo da raggiungere. Detto questo, ci sembra che l’esempio di Banca Ifis sia degno di segnalazione, da questo punto di vista.

    Proprio ieri la banca veneta ha pubblicato i dati relativi ai primi sei mesi del 2014. Un appuntamento importante, senza dubbio, ma la banca ha voluto concentrare una buona parte delle proprie risorse, nell’ottico di comunicare e informare, utilizzando proprio i Social Media. E il risultato è stato efficace e anche coinvolgente. I canali utilizzati per questa campagna di comunicazione rivolta agli investitori e ai media finanziari sono stati Twitter, utilizzato in maniera attiva riportando i dati in tempo reale, poi Facebook, LinkedIn, Slideshare, attraverso il quale sono state condivise tutte le informazioni con i relativi grafici, YouTube, utilizzato per i video. L’hashtag usato era #Risultati1H2014 e anche #Results1H2014, per le comunicazioni in lingua inglese. Il tutto è stato preceduto da una campagna di comunicazione per la “conference call“:

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    Una campagna ben studiata a livello di strategia che ha coinvolto diversi canali, segno del coinvolgimento del gruppo e ce lo conferma lo stesso Amministratore Delegato di Banca Ifis, Giovanni Bossi:

    Abbiamo creato una presenza capillare nei social network per raggiungere, anche attraverso il web, non solo i nostri clienti – imprese, famiglie e risparmiatori – ma anche tutti quegli interlocutori online con i quali la banca conversa.

    Sentiamo forte l’esigenza” – ci dice ancora Giovanni Bossi –  “di raccontare con tutti i mezzi a disposizione il valore che riusciamo a produrre, sia in termini economici, sia di conoscenza e di supporto a persone e imprese. Twitter da questa prospettiva è uno strumento ottimale per la comunicazione dei risultati finanziari della Banca: da un lato mettiamo a disposizione gli strumenti concettuali minimi per capire il bilancio di una banca, dall’altro raccontiamo le nostre performance, il tutto all’insegna della trasparenza che ci guida in ogni azione. In questo modo riusciamo a condividere la nostra conoscenza e le nostre competenze di investor relation anche sui social, nella speranza che possano essere utili a più persone possibili, del settore e non.

    Di fatto chiunque può chiederci qualsiasi cosa su come facciamo banca, pubblicamente, e noi siamo presenti a rispondere, in linea con la natura stessa delle piattaforme social.”

    Una comunicazione sui Social Media, quella che persegue Banca Ifis, orientata alla trasparenza, vista come un valore attraverso il quale coinvolgere tutti gli utenti interessati alle attività della banca: utenti, clienti, addetti ai media, investitori.

    Insomma, un buon esempio da segnalare anche in ottica di Social Media e Investor Relations.

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  • Banche e Social Media, l’analisi su Facebook e Twitter in Italia [Infografica]

    Banche e Social Media, l’analisi su Facebook e Twitter in Italia [Infografica]

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    Come comunicano le banche italiane sui Social Media? Argomento che abbiamo già trattato, ma oggi ci ritorniamo grazie all’analisi di Blogmeter effettuata tra marzo e maggio 2014. Su oltre 220 mila citazioni, risulta che Mps e UniCredit sono le più chiacchierate. Tra i temi più discussi:  buchi di bilancio, i piani aziendali per il risanamento dei conti ed il management

    Il rapporto tra Banche e Social Media è uno di quelli che affrontiamo con un certo interesse qui sul nostro blog, per verificare come gli istituti usano gli strumenti di comunicazione digitale per comunicare e conversare con i propri clienti e utenti. Per cercare di capire anche quanto sono aperte al dialogo e al confronto, in un momento certamente non facile. A tal proposito, oggi vi presentiamo questa nuova ricerca condotta da Blogmeter, tra marzo e maggio 2014, indagando sulle conversazioni spontanee degli utenti italiani e indagando anche sulla capacità dei brand di coinvolgerli attraverso i Facebook e Twitter. Le conversazioni tracciate nel periodo di riferimento, sulla base del monitoraggio di 32 istituti bancari, sono state 227 mila. E da queste conversazioni risulta che gli istituti più chiacchierati sono il Gruppo Monte dei Paschi di Siena e il Gruppo UniCredit. I temi più trattati dalle conversazioni hanno riguardato i buchi di bilancio, i piani aziendali per il risanamento dei conti ed il management. Mentre i prodotti più discussi sono stati invece i conti corrente in primis, principalmente quelli di CheBanca, Fineco, Hello Bank e ING Direct, seguiti da prestiti e mutui.

    Da quello che risulta dall’analisi è che la percezione che gli utenti hanno in rete delle banche online risulta essere migliore di quelle tradizionali. Tra quelle più criticate, per le note vicende giudiziarie delle ultime settimane e degli ultimi mesi, ci sono Banca Carige e MPS. Mentre quelle più apprezzate troviamo Carispezia e Friuladria, anche grazie alle iniziative promosse sul territorio. Tra le banche online spicca, per sentiment positivo, Hello Bank di cui l’iniziativa di aprire un nuovo conto e ricevere un buono spesa da utilizzare su Amazono è stata molto apprezzata.

    Per quanto riguarda Facebook, Unicredit ha la fanpage che vanta il maggior numero di fan ed è tra quelle che pubblicano il maggior numero di contenuti. E tra quelli che riscuotono più interesse sono quelli di ricerca di neolaureati per stage in UniCredit e le fotografie vincitrici del concorso PinTower. Mentre le banche che riescono ad essere più coinvolgenti sono BCCforWeb e Mediolanum, soprattutto con post “leggeri”, che esulano dal tema finanziario.

    Per quello che riguarda gli utenti, più di due terzi degli autori che hanno interagito con le pagine Facebook del settore sono uomini: la banca con cui interagiscono di più in assoluto è Fineco, soprattutto con post riguardanti il trading e domande tecniche. Le donne invece interagiscono maggiormente con le pagine che pubblicano contenuti più leggeri o votati all’intrattenimento e concorsi, come per esempio IBL Banca.

    Su Twitter invece è Fineco la banca che riesce a primeggiare per numero di follower, mentre leader di interazioni è, di gran lunga, Banca Etica. Quest’ultima è riuscita a coinvolgere gli utenti anche grazie ai festeggiamenti per i suoi 15 anni di attività e alla partecipazione a varie iniziative locali e internazionali. Tra le altre iniziative che hanno attirato l’attenzione di chi twitta ricordiamo anche il concorso #Appathon promosso da UniCredit per premiare la migliore idea di app per il Mobile Banking e gli Internazionali di tennis sponsorizzati da BNL.

    Infine, l’attività di social caring che dovrebbe essere fondamentale per gli istituti di credito presenta sembra ancora presentare alcune luci ma anche alcune ombre. Su Facebook la pagina più veloce nelle risposte è Superflash, ma quelle che riescono a soddisfare più richieste sono ING Direct e Intesa San Paolo. Male invece Twitter dove la situazione risulta ancora molto arretrata.

    Questo il quadro completo dell’analisi di Blogmeter e in basso potete vedere anche l’infografica con tutti i dati. Ma allora che ne pensate? Qual è invece il vostro rapporto con le banche sui Social Media? Raccontatecelo tra i commenti.

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  • Social Referral, è Facebook il leader incontrastato

    Social Referral, è Facebook il leader incontrastato

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    Come di consueto, visto che questo è un periodo di chiusura di trimestri e quindi periodo in cui si fanno un po’ di conti, Shareaholic presenta i dati relativi ai social referral del secondo trimestre del 2014. Ebbene, Facebook è l’unico social network, tra quelli monitorati, che cresce. E’ dunque leader incontrastato come principale fonte di traffico

    In linea con il periodo di conti, Shareaholic ci offre i dati di quelli che sono le principali fonti di traffico social. E Shareaholic è certamente uno strumento da tenere in considerazione da questo punto di vista, basando le sue ricerche sulla possibilità di monitorare più di 300 mila siti che permettono di raggiungere una audience di 400 milioni di visitatori unici. Il dato che emerge dall’analisi di questo secondo trimestre del 2014, il Q2 2014, è che Facebook è il leader incontrastato tra i Social Referral, quindi il social network che più di tutti è capace di trainare traffico. E oltre a questo, il dato sorprendente è che relativamente a questo trimestre, il social network di Zuckerberg è l’unico che cresce, anche a doppia cifra. Tutti gli altri sette monitorati (in totale sono 8) perdono terreno.

    In pratica Facebook in questo trimestre ha rubato traffico a tutti, lecito pensarlo. La sua quota aumenta del 10,09%, passando da 21,25% di marzo 2014 a 23,39% di giugno. E se notate dal grafico, tra aprile e maggio perde quasi tre punti percentuali che poi recupera a giugno, ottenendo un risultato migliore del primo trimestre di quest’anno. E’ evidente che Facebook continua ad esercitare ancora una posizione predominante. Nonostante le polemiche legate al calo di visibilità legate ai vari aggiornamenti dell’algoritmo che so sono susseguiti negli ultimi mesi.

    social referral q2 2014

    Anche Pinterest perde terreno, lo scorso trimestre era secondo; adesso rimane in seconda posizione come fonte ti traffico referral, ma perde il 19,38%. E da marzo a giugno ha fatto registrare un movimento calante. In calo anche Twitter, adesso ha una percentuale di traffico referral di poco superiore all’1%, era 1,14% a marzo scorso. StumbleUpon perde il 39%. Ma il peggior risultato lo fa registrare LinkedIn, -57,38%, con una quota a giugno 2014 pari allo 0,02% di traffico referral.

    Google+ continua a calare e quindi annulla la performance positiva che si era vista nello precedente trimestre, il primo del 2014, che aveva certamente fatto sperare in una conferma. Ma così non è stato. Il social layer di casa Google perde il 21,34% attestandosi ad una quota di traffico referral pari allo 0,06%. Ad aprile era arrivato a 0,09%.

    Social-Referral-traffico Q2-July-2014-graph

    Il grafico in alto rende meglio la situazione che abbiamo visto in numeri.

    In questa occasione Shareaholic ci mostra anche quello che è stato l’andamento degli 8 social network monitorati nel corso dell’ultimo anno, da giugno 2013 a giugno 2014.

    E vediamo che Facebook dimostra davvero di essere leader incontrastato da questo punto di vista. In un anno la sua quota di traffico referral è cresciuta del 150,49%, passando dal 9,34% del giugno 2013, al 23,4 del giugno 2014. Se guardiamo il suo andamento negli ultimi 13 mesi, vediamo che Facebook ha continuato a crescere in maniera costante, a differenza degli altri social network. Facebook è sempre molto consultato, il 64% degli utenti (secondo una ricerca di Pew Research) lo consulta ormai quotidianamente. E quindi gli utenti condividono, ma spesso e volentieri, per quello che condividono e per i loro interessi, spesso, forse anche in maniera inconsapevole, approfondiscono estendendo il loro raggio di azione anche al di fuori del loro gruppo di amici.

    Social-Referral-anno giugno 2013 2014

    Pinterest è, nel corso dell’ultimo anno, il secondo social network che veder crescere di più la propria quota di traffico referral: +69,53%. A marzo ha fatto registrare il suo picco, ma il mese scorso ha fatto registrare un calo. E’ presto per fare qualsiasi considerazione a ribasso, Pinterest in questo anno ha apportato importanti novità legate alla geolocalizzazione, all’adv, e ha di fronte a sè ancora ampi margini di miglioramento.

    Twitter è stabile al terzo posto, anche se fa registrare un calo del 18,12%. Il calo risiede in tanti motivi che abbiamo cercato di vedere anche qui sul nostro blog. Ma resta di fondo che Twitter ha una natura molto diversa da Facebook e quindi la stessa timeline segue il suo andamento con caratteristiche molto diverse. Molto spesso, a ragione anche, viene paragonata ad un fiume in piena. Di conseguenza è molto difficile per l’utente riuscire a focalizzarsi. Da questi dati sembra che anche le aziende non lo usino tanto per aumentare traffico sul loro sito, quanto invece per accrescere la riconoscibilità attorno al proprio brand. E di esempi in questo senso ne esistono tantissimi e molti li abbiamo visti anche di recente negli ultimi Mondiali di Calcio di Brasile 2014.

    Social-Referral-grafico anno 2013 2014 giugno

    Nell’ultimo anno si registra il forte calo di YouTube, -82,66%, che a quanto pare difficilmente riesce ad essere considerato come strumento per aumentare traffico. YouTube è uno strumento che richiede impegno e risorse particolari, perchè comunicare per video non è da tutti.

    In calo anche Google+, 19,8%, e durante tutti questi mesi non è mai riuscito a raggiungere e a superare la quota dell’1% di traffico referral. Nonostante alcuni momenti in cui sembrava esserci una certa ripresa, ecco che la volta successiva i pochi progressi fatti venivano puntualmente annullati. Possiamo solo così riassumere l’andamento di G+ durante tutti questi mesi. E’ segno che ancora le aziende non hanno ben compreso la portata dello strumento. Martin Beck di Marketing Land il mese scorso ha scritto che Google+ At 3 Years Old: Not A Ghost Town, But A Social Referral Graveyard.

    E’ da un po’ di tempo che si parla ormai di Google+ come un fallimento, spesso associando il tutto anche all’abbandono di Vic Gundotra, colui che ha creato la piattaforma, e anche al fatto che molti degli sviluppatori passeranno a lavorare su Android. Ma val la pena sottolineare che questo di fatto non significa chiudere quello che Google ha cercato di costruire in tutti questi anni, riuscendo finalmente a creare quel social layer che si interfaccia tra la struttura web e tra la struttura mobile. Certo, i dati sono lì a ricordarci che Google+ è poco usato, ma dire che è al fallimento è un po’ esagerato. Ne parlava proprio ieri Skande in suo post.

    Per quanto riguarda LinkedIn, il calo è evidente e costante e lascia un po’ perplessi. Soprattutto in relazione alle ultime novità che miravano a far diventare il social business network per antonomasia, anche un social “media”, nel senso di piattaforma dove creare contenuti che aiutassero ad estendere il raggio. Ma così non è stato e le previsioni, in termini di referral non sono affatto rosee.

    Allora, questa la situazione per quanto riguarda il traffico referral dai principali social network. Che n epensate? Siete sorpresi o avete avuto solo conferme? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

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  • What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    What’s on your mind? Ovvero, cosa raccontiamo di noi su Facebook

    Il video di Shaun Higton, “What’s on your mind?”, ha fatto molto discutere sulla rete e sui social media e ha ottenuto finora 8 milioni di visualizzazioni. Il tema di fondo è: quanto c’è di vero in quello che raccontiamo della nostra vita su Facebook? E perchè si sente l’esigenza di raccontare un’altra vita, piuttosto che quella che si vive ogni giorno? La riflessione che segue cerca di dare alcune risposte a queste domande

    Nel momento in cui scrivo questo post, il video “What’s on your mind?”, cortometraggio scritto e diretto da Shaun Higton , ha raggiunto le 8 milioni di visualizzazioni. A testimoniare che il tema riguarda tutti noi. E sono state molte le persone che conosco e stimo sul Web che lo hanno commentano. Si parla di distorsione della realtà, di alter ego fittizi.

    Alessandro Scuratti scrive: “Siamo davvero sicuri che tutto ciò che gli altri postano (e che noi postiamo) sui Social Network sia la verità? Non è che vogliamo presentarci meglio di quel che siamo?“. Giuliano Ambrosio e Alessandro Cosimetti si chiedono quali siano i meccanismi per cui tendiamo a raccontare sui Social una vita non del tutto reale.

    Mi unisco a loro ai loro interrogativi, cercando di approfondirne il perché. Perché proprio su Facebook – luogo pubblico di condivisione – vogliamo dimostrare di avere una vita più bella e felice di quella che abbiamo?

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    L’uomo è un essere relazionale

    Bastk pensare a quanto abbiamo bisogno di confrontare ciò che abbiamo e ciò che siamo con quello che sono e hanno gli altri: un bisogno quasi primario, oggi. In grandissima parte, tutto questo è sano, molto sano: siamo nati per confrontarci. Cresciamo in una famiglia che ci dà i punti di riferimento e i valori per il presente e il futuro, usciamo dalla famiglia per dialogare, discutere, fare paragoni. Ci innamoriamo e creiamo altre famiglie, altri valori, altre storie. Alcune hanno un lieto fine, altre no.

    La natura del confronto smette di essere sana e buona quando gli altri arrivano a condizionarci a tal punto da spingerci a essere diversi, o almeno mostrarci diversi da quello che siamo.

    Una domanda, però: sono gli altri che ci condizionano o sono le aspettative che ci siamo creati, aspettative più o meno istituite dalla società?

    Non ho una risposta univoca, ma so una cosa certa: se ci fosse davvero un nemico – qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa di tutto questo condizionarci – il problema sparirebbe. Un nemico si può sconfiggere o decidere di non ascoltarlo. Diventa tutto più complicato, invece, se i condizionamenti ce li diamo noi. Se, in qualche modo, il nemico è dentro di noi. Mi spiego meglio.

    Vincere le gare, superare gli altri nelle competizioni, avere ragione nelle discussioni, essere più belli e più bravi, confrontare la propria vita con quella degli altri è qualcosa che ci fa stare bene. Fino a che, però, rispettiamo un limite. E il limite è quel punto in cui la smettiamo di guardare gli altri – o di guardarci con gli occhi degli altri – e iniziamo, semplicemente, a guardare dentro di noi. Il confronto è crescita, la crescita è vita. Lo scopo della vita, però, non è vincere La Gara, ma Stare Bene.

    Questo è il punto.

    Questo è l’obiettivo primario della nostra vita: stare beneE si sta bene soltanto quando le cose dentro di noi vanno bene. Sufficientemente bene. Quando troviamo il tempo e il coraggio di guardarci dentro e capire se si sta bene o no. Trovare tempo, spazio interiore, forza d’animo per occuparci di noi è il primo passo. Qielli successivi verranno più facili: comprendere cosa possiamo fare di più per la nostra vita, volerci più bene, essere persone più soddisfatte.

    Non è colpa di Facebook se fingiamo di essere più belli e di avere una vita migliore

    E benvenute le foto dei matrimoni, dei bimbi con un dentino soltanto, dei momenti felici degli altri – mille amici sconosciuti -. Benvenuti i selfie divertenti, gli status pieni di dichiarazioni amorose, i successi professionali dichiarati pubblicamente. Non prendiamoci in giro: se Facebook non ci fosse, sarebbe solo un po’ più difficile sapere com’è la vita degli altri. Troveremmo, però, certamente altri modi – altri mezzi di comunicazione – per soffrire d’invidia, per credere che il treno giusto sia passato solo per gli altri, che il nostro sia già passato e non ritorni più.

    Facebook potenzia il nostro esibizionismo perché lo spara in aria e lo rende evidente

    Tutto è lì sotto agli occhi di tutti, in tempo reale. Con modi di comunicare diversi, tuttavia, noi uomini non saremmo diversi. Avremmo lo stesso una gran paura di guardarci dentro per chiederci come stiamo davvero. Saremmo comunque pronti a mentire, conformarsi agli altri, imitare gli altri.

    Per non essere da meno? Forse. Per non assumerci la responsabilità di prendere la nostra vita in mano, anche. Per non avere la costanza e la determinazione di scegliere quello che siamo, quello che abbiamo e quello in cui crediamo.

    Troviamo in Facebook piccole soddisfazioni e grandi confronti e impariamo, guardando la nostra di vita, a stare bene soltanto.

    Difficile, ma ne vale la pena, non credete?

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  • Finalmente Twitter rende gli analytics accessibili a tutti

    Finalmente Twitter rende gli analytics accessibili a tutti

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    Un anno fa Twitter rendeva disponibili gli analytics soltanto per gli advertisers e alcuni utenti potevano vedere solo poche info. Ma da ieri tutte informazioni relative anche ai tweet organici, quindi non solo sui tweet sponsorizzati, sono accessibili davvero a tutti dal analytics.twitter.com

    Esattamente un anno, o poco più, vi parlavamo degli analytics di Twitter che diventavano disponibili per gli advertisers e anche per alcuni utenti che potevano accedere solo a poche informazioni sui propri tweet. Ma da oggi, cioè da ieri, Twitter ha annunciato che la piattaforma analytics.twitter.com è accessibile davvero a tutti. Una mossa a sorpresa ma che tutti in realtà attendevano. Finalmente si avrà la possibilità di avere un’idea di come i propri tweet stanno performando sulla piattaforma. E l’aspetto più interessante è che da adesso è possibile monitorare anche i tweet organici, quindi non solo quelli sponsorizzati. Di conseguenza la piattaforma diventa estremamente utile per un brand che decide di di investire su Twitter e di avere così accesso alle informazioni sulle proprie azioni sponsorizzate, ma diventa anche molto utile per gli utenti che possono da oggi monitorare la propria attività.

    analytics Statistiche sull attività dei Tweet per franzrusso andamento

    Con la nuova piattaforma è possibile quindi:

    • Vedere come le performance dei Tweets in tempo reale.
    • Confrontare le impressioni (a volte un Tweet può essere visto da chiunque su Twitter via Web e anche via Android o iOS, inclusi gli utenti non loggati), l‘engagement totale e i retweet mese per mese.
    • Vedere attraverso il dettaglio, quanti retweet, risposte, preferiti, follows, clic sui link e click sui contenuti embeddati ogni Tweet è in grado di ricevere.
    • Esportare le metriche e le performance dei propri tweets in un file CSV, che ora include sia i tweet organici che quelli sponsorizzati.

    Una volta che accedete alla piattaforma avrete di fronte a voi tutta la vostra attività su Twitter con la possibilità, nella parte principale di poter accedere alle informazioni che riguardano Tweet, Tweet e risposte, Sponsorizato. Per ognilivello di visualizzazione che scegliete di monitorare avrete a disposizione:

    • il numero di Visualizzazioni;
    • le Interazioni per ogni tweet;
    • il Grado di coinvolgimento dei vostri contenuti;

    Statistiche attività dei Tweet analytics franzrusso

    Tutte informazioni che possono diventare davvero preziose per il vostro modo di comunicare sulla piattaforma, per creare una campagna efficace. Di fianco, nella colonna di destra, avete le informazioni per quanto riguarda le Interazioni in maniera più dettagliata e informa grafica. E vi trovate tutte le informazioni aggiornate ad oggi, ma potete compararle coi giorni precedenti. Se poi cliccate su un tweet, vi appare il dettaglio relativo allo stesso accedendo alle impressions relative alle ultime 30 ore, il numero di click, RTs, preferiti, il numero di click per visualizzare maggior dettagli, click sul profilo utente, click sull’hashtag e le risposte.

    Statistiche sulla card Twitter per franzrusso

    Le statistiche vi permettono anche di verificare l’andamento dei vostri followers, con info relative alla provenienza geografica, informazioni sugli interessi, info demografiche e vedere gli account che seguono i vostri followers. Ma avete anche la possibilità di verificare le performance delle vostre Twitter Cards con info relative alle ultime 4 settimane. Potete quindi verificare gli sono i vostri influencers, vedere quali tweet hanno realizzato il maggior numero di clic e sapere anche da dove vengono visualizzati i vostri tweet.

    Insomma, da oggi tutte le informazioni analitiche per i tweet sono a portata di mano e più dettagliate, quello che davvero mancava a Twitter, rispetto agli altri competitor, vedi Facebook o anche Pinterest.

  • Dalle conversazioni su Twitter, la Germania è la più discussa – #Brasile2014

    Dalle conversazioni su Twitter, la Germania è la più discussa – #Brasile2014

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    Ormai manca poco alla finalissima di domani e anche su Twitter si sta decidendo quale squadra tifare tra Argentina #ARG e Germania #GER. E allora per cercare di farci un’idea, guardiamo insieme questa analisi delle conversazioni. La Germania, e non c’erano molti dubbi, è finora la nazionale più discussa in molti paesi

    Ormai manca davvero poco alla finalissima di domani tra Argentina #ARG e Germania #GER e su Twitter si intensificano in queste ore le conversazioni degli utenti e dei tifosi di tutto il mondo su quale squadra tifare domani. E, al di là dell’iniziativa #ArmsWideOpen, iniziata il 9 Luglio e che durerà fino a stasera in Brasile per decidere quali colori illumineranno il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, scegliendo tra hashflag #ARG o #GER, ma grazie soprattutto alla partita vinta col Brasile col risultato eclatante di 7 a 1, da quello che si vede, sembra che ad oggi la Germania sia la squadra più discussa in molti paesi. Quindi, se proprio volessimo azzardare un pronostico da quello che si vede finora, la Germania allora è la favorita. Ma sappiamo bene che essere molto twittati non significa poi essere vincenti, e ci mancherebbe pure. E lo abbiamo vitso proprio col Brasile, la squadra di casa, che nonostante sia stata davvero la squadra più twittata, in semifinale ha poi dovuto cedere con un risultato che sarà ricordato davvero per molto.

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    Argentina e Germania tornano quindi a sfidarsi dopo le finali dei Mondiali del 1986 giocati in Messico e dopo la finale dei Mondiali del 1990 giocati in Italia. Entrambe le squadre vantano due titoli e per tutte e due le squadre il terzo significherebbe davvero fare un passo avanti sulla scena calcistica mondiale. Anche se, un risultato positivo per l’Argentina potrebbe avere effetti anche al di là del mondo calcistico, visti i guai economici in cui sembra ripiombato il paese. E poi, non dimentichiamolo, questa è anche una sfida storica per un altro motivo. E’ la prima volta nella storia che si gioca una finale che esprime il tifo di due papi viventi: Papa Francesco, argentino, e Papa Benedetto XVI, tedesco. Vedremo chi dei due la spunterà.

    Ma torniamo ancora all’analisi delle conversazioni forniteci da Twitter.

    Nel cercare di fornire qualche dato, analizzando le conversazioni di tutte e 30 le squadre, ci si è accorti che la maggior parte dei tifosi di calcio hanno continuato a seguire la Coppa del Mondo con passione, e di conseguenza ci si è chiesti dove venisse rivolta la loro attenzione. In basso una infografica interattiva che mostra i rapporti tra le nazioni in gara per la Coppa del Mondo.

    Cliccate sull’hashflag della Nazionale che vi interessa analizzare per avere maggiori informazioni come:

    • quali Paesi (in gara per la Coppa del Mondo) l’hanno menzionata maggiormente;
    • quali Nazionali sono state le più menzionate dagli utenti di quel Paese;
    • in che modo si è sviluppata la conversazione in quel Paese, in particolare dal momento in cui la vostra Nazionale è stata eliminata.

    Naturalmente, è stato tolto il vantaggio del giocare in casa, infatti non sono state incluse le conversazioni che menzionano l’hashtag del proprio Paese. Dando un’occhiata all’infografica qui sopra notate le conversazioni della nazione ospitante #BRA: la Nazionale brasiliana è stata largamente discussa dai tifosi di #CHI (Cile) e #MEX (Messico), mentre i brasiliani hanno rivolto maggiore attenzione all’avversario della semifinale, la #GER (Germania), agli arcirivali #ARG (Argentina) e all’altra squadra seminifinalista #NED (Olanda).

    Nell’analisi sono state riscontrate altre interessanti relazioni, come la particolare attenzione che #CRO (Croazia) e #BIH (Bosnia Herzegovina) si sono riservate a vicenda, o l’alto volume di conversazioni in #FRA (Francia) riguardo alla Nazionale algerina #ALG.

    A questo punto non vi resta che consultare l’infografica per verificare altre relazioni tra altre nazionali e scoprire anche quelle relative all’Italia.

    Inoltre, i tifosi tedeschi possono mostrare il loro sostegno alla Nazionale twittando un selfie con l’hashtag #aneurerseite; i Tweet saranno proiettati su un Twitter Wall collocato nell’hotel di Campo Bahia dove alloggia la Nazionale tedesca.

    argentina-germania-mentions

    Infine, guardiamo quali giocatori delle squadre finaliste hanno acceso di più l’interesse generale. L’immagine in alto mostra i giocatori più menzionati (nel corso dell’intero torneo), e al primo posto vediamo l’attaccante argentino Lionel Messi e il tedesco Mesut Özil (@mesutozil1088).

    E’ stata anche analizzato la crescita di follower di entrambe le Nazionali finaliste. Dal primo match del 12 giugno, @DFB_Team e @Argentina hanno aumentato il loro numero di follower rispettivamente del 62% e del 139%.

    Ecco, questo era tutto quello che dovevamo riportarvi e domani cercheremo di darvi anche l’esito della finalina di stasera tra il Brasile e l’Olanda, valida per il terzo posto.

    Ma voi per quale squadra tifate domani, per l’Argentina #ARG o per la Germania #GER? Fatecelo sapere qui tra i commenti, o sulla nostra pagina Facebook, o ancora twittandocelo con #IoTifoPer e aggiungete il vostro hashflag con il nostro account, nato da poco, @InTime_Blog.

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  • 14 milioni i tweet per Argentina-Olanda e Twitter colora il Redentore

    14 milioni i tweet per Argentina-Olanda e Twitter colora il Redentore

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    La seconda semifinale di questi Mondiali di Calcio di Brasile 2014 non ha entusiasmato sul campo e non ha entusiasmato su Twitter. Solo 14,2 milioni i tweet per il match. Il momento più twittato è stato il rigore decisivo di Maxi Rodrìguez con 446.181 tweet. E secondo Blogmeter, Messi ha deluso anche su Twitter, mentre Romero è stata la vera sorpresa

    Come era ampiamente prevedibile, la seconda semifinale di questi Mondiali di Clacio di Brasile 2014 non è riuscita, così come sul campo, ad entusiasmare Twitter. Infatti, secondo i dati che ha diffuso oggi Twitter, il match ha totalizzato “solo” 14,2 milioni di tweet. Comunque resta sempre il terzo match più twittato di questi Mondiali, dopo il match dei quarti di finale, Brasile-Cile, che collezionò 16 milioni di tweet. Quindi, ben al di sotto della prima semifinale, quella persa dal Brasile con il risultato eclatante di 7 a 1 per la Germania, che ha fatto registrare il record di 35,6 milioni di tweet, un risultato mai ottenuto prima in un evento sportivo. Del resto, avevamo già detto che era il Brasile il team vincente su Twitter. E come già accaduto in altre partite, anche ieri è mancato ancora una volta il campione Messi, molto atteso sul campo. E ce lo conferma anche l’analisi del match che ha diffuso oggi Blogmeter che ci dice che il campione del Barcellona ha deluso su Twitter insieme ad un altro campione, l’olandese Robben. Mentre invece la sorpresa del match è stata il portiere dell’Argentina Romero, protagonista assoluto sui calci di rigore che ha regalato alla sua nazionale l’accesso alla finale. Ma vediamo ora tutti i dati.

    olanda-argentina-tweet

    Questi i calciatori più menzionati durante la partita:
    Per l’Argentina, Selección Argentina – @Argentina:

    1. Sergio Romero
    2. Maxi Rodríguez – @MR11ok
    3. Lionel Messi

    mentre per l’Olanda, @KNVB – @KNVB
    1. Arjen Robben
    2. Ron Vlaar – @RonVlaar4
    3. Jasper Cillessen

    olanda-argentina-mention-tweet

    I momenti più twittati della partita, espressi in TPM (tweet per minute) sono stati: come dicevamo in apertura, il gol decisivo segnato ai rigori dall’argentino Maxi Rodriguez, con 446.181 TPM; secondo, sempre ai rigori, il gol segnato dall’argentino Ezequiel Garay, con 249.377 TPM; infine, il momento in cui Sergio Romero para un rigore, con 239.062.

    E la mappa dei tweet di questo match conferma il risultato calante in termini di tweet. Guardatela a questo link e vi renderete conto.

    E notizia nella notizia, è che Twitter, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Rio, illuminerà il Cristo Redentore dei colori delle due
    squadre finaliste grazie al voto della piattaforma. E saranno gli utenti ad avere la possibilità di vivere questo momento storico da protagonista. Infatti da ieri, mercoledì 9, e fino a sabato 12 luglio, si potranno votare su Twitter i colori che illumineranno uno dei simboli principali del Brasile: la statua del Cristo Redentore di Rio De Janeiro.

    Gli utenti di Twitter possono esprimere il proprio voto twittando l’hashtag #ArmsWideOpen insieme a un hashflag (#GER e #ARG) oppure il nome di una delle due finaliste Germania e Argentina. Il numero dei voti che i finalisti del Mondiale riceveranno da tutto il mondo determinerà per quanto tempo il Cristo redentore sarà illuminato con i colori di quella squadra. Le luci che mostreranno il risultato dei voti appariranno sul monumento il 12 luglio, fra le 19.00 e le 21.00 (ora locale), il giorno precedente alla finale della Coppa del Mondo. Si potranno quindi vedere come i colori cambieranno in tempo reale a seconda dei voti.

    E adesso, prima di passare a vedere un po’ di dati dell’analisi di Blogmeter, vediamo qualche tweet più significativo della partita:

    E ora vediamo qualche dato dell’analisi di Blogmeter. Come già detto, Messi, è stato il giocatore più discusso in assoluto su Twitter: il numero 10 argentino pur non disputando una prestazione ai suoi livelli è stato comunque decisivo dal dischetto, mettendo a segno il primo calcio di rigore della sua nazionale. L’olandese Robben è invece stato il calciatore olandese più citato. Dopo un mondiale giocato a grandi livelli, la stella del Bayer Monaco ieri non ha brillato e il rigore trasformato per la sua squadra non è bastato per la qualificazione. E’ stato comunque molto apprezzato dagli utenti il gesto del numero 11 olandese che a fine partita è corso in tribuna a consolare il figlio in lacrime per la sconfitta. Al terzo gradino del podio troviamo Romero, il portiere dell’Argentina, riserva nella sua squadra di club, che con le sue parate ha portato la sua nazionale in finale. E questi i tweet che hanno ottenuto più coinvolgimento in Italia, tutti che ricordano il mondiale vinto nel 2006 proprio il 9 luglio:

    E questo era il resoconto della seconda semifinale. Oramai mancano altre due partite, la finale tra Brasile e Olanda per il terzo posto e la finalissima tra Argentina e Germannia domenica 13 luglio. Vedremo se almeno la finale sarà in grado di superare il record di tweet.

    Infografica-Mondiali---Argentina-Olanda

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  • Brasile vs Germania segna il record: 35,6 milioni di tweet! #Brasile2014

    Brasile vs Germania segna il record: 35,6 milioni di tweet! #Brasile2014

    brasile-germania-record-tweetLa semifinale persa ieri dal Brasile in maniera così eclatante e sorprendente, ben 7 reti dalla Germania, oltre a segnare il momento più triste per tutto il paese che ospita questi Mondiali di Calcio di Brasile 2014, segna anche il record assoluto di tweet: 35,6 milioni! L’evento sportivo più twittato della storia. Il momento più twittato è il gol di Khedira, altro record, ben 580.166 TPM

    Quello che incredibile e inimmaginabile solo fino a poco prima del fischio di inizio, è accaduto. Mai nessuno ieri avrebbe potuto prevedere una debacle del Brasile così eclatante e così dolorosa. Vero che il Brasile di questi Mondiali non ha mai convinto del tutto, ma prendere 5 gol dalla Germania in meno di mezz’ora e chiudere il match 7 a 1 per la Germania, è davvero sorprendente. E pensare che il Brasile, paese organizzatore di questi Mondiali di #Brasile2014, puntava molto sulla propria squadra, da sempre ai vertici mondiali. Per risalire ad un risultato così negativo per il Brasile, bisogna risalire al 18 settembre del 1920, quando di gol ne prese 6 dall’Uruguay che vinse poi quell’edizione. Ma la partita di ieri ha richiamato alla memoria il Maracanazo, termine che deriva dalla clamorosa sconfitta in finale nel 1950 allo stadio Maracanà di Rio De Janeiro, partita persa dal Brasile per 2 a 1 contro l’Uruguay.

    Ma il match di ieri segna anche un altro record in questi Mondiali su Twitter. Infatti la partita di ieri ha collezionato ben 35,6 milioni di tweet, più del doppio rispetto ad un altro match del del Brasile, quello giocato con il Cile nei quarti di finale. Un pronostico abbastanza prevedibile, certo il risultato risente molto dell’esito eclatante del match. Con questo risultato, Brasile-Germania diventa l’evento sportivo più twittatto della storia battendo anche il Superbowl 48 che si è fermato a 25 milioni di tweet.

    E vediamo, come di consueto, qualche dato numerico e vediamo subito i giocatori del Brasile più menzionati durante la partita, dove spicca il nome di Julio César:

    brasile-germania-mention-tweet

    Brasile, CBF Futebol – @CBF_Futebol

    1. Júlio César
    2. Oscar – @oscar11
    3. Fred – @fredgol9

    Questi invece i giocatori più menzionati della Germania, dove spicca il nome di Klose:

    Germania, DFB-Team – @DFB_Team

    1. Miroslav Klose
    2. Toni Kroos – @ToniKroos
    3. Thomas Müller – @esmuellert_

    brasile-germania-momenti-tweet

    Come abbiamo detto in apetura, il momento più twittato, quindi elaboirato in TPM (Tweet Per Minute), tweet al minuto, segna un altro record per questi Mondiali. Infatti con il quinto gol segnato da Sami Khedira è il momento più twittato con 580.166 TPM, il precedente era di 388.985 TPM fatto durante il match Brasile vs Cile.

    mappa-tweet-brasile-germania

    Guardate, quello in alto è lo screenshot della mappa dei tweet della partita al momento del quinto gol, mai in questi mondiali avevamo visto qualcosa di simile. A questo link potete vederla per intero.

    E adesso vediamo alcuni tweet che hanno caratterizzato la serata, e partiamo dal tweet della Presidente del Brasile, Dilma Rousseff:

    E arrivano anche i complimenti alla Germania dal CT degli Usa:

    E poi ecco il selfie di André Schurrle, autore della doppietta nel secondo tempo:

    Ecco, questo il resoconto di una partita che rimarrà ancora a lungo nella memoria di tutti i brasiliani. Ma sarà ricordata a lungo anche su Twitter, a meno che le prossime due partite, l’altra semifinale Argentina-Olanda di stasera e la finalissima di domenica, ci riservino delle sorprese. Staremo a vedere!

  • Facebook, gli utenti sono sempre più attenti alla privacy

    Facebook, gli utenti sono sempre più attenti alla privacy

    facebook_privacy

    Secondo GlobalWebIndex, nel rapporto sullo Stato dei Social Media nel Q2 2014, gli utenti di Facebook sono sempre più attenti alla privacy. Sono il 54% nel secondo semestre del 2014, mentre erano il 44% nello stesso periodo di due anni fa. I risultati pubblicati a pochi giorni dalle polemiche sui test pilotati da Facebook

    Questo è il periodo in cui si fanno i conti dell’appena trascorso secondo semestre di questo anno. E non potevano certo mancare i dati di GlobalWebIndex che monitora lo Stato dei Social Media in questa fase e rilascia delle schede di approfondimento come questa di cui vi parliamo oggi che riguarda un tema molto vicino a ognuno di noi, la privacy sui social media. E non si poteva non cominciare con Facebook ed è pura coincidenza che questi dati vengano pubblicati a pochi giorni dalle roventi polemiche che hanno accompagnato la notizia secondo cui Facebook ha manipolato post pubblicati dagli iscritti (si parla di 700 mila utenti) allo scopo di dimostrare che esiste un contagio emotivo sul social network. E nel Regno Unito su questo è scattata anche un’indagine da parte del Garante della Privacy.

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    Come vedete nell’immagine sopra, nel corso degli ultimi 12 mesi la preoccupazione degli utenti di Facebook rispetto alla Privacy è cresciuta. Si è passati dal 44% dello stesso periodo di due anni fa, poi si è arrivati al 52% nello stesso periodo del 2013 e, infine, al 54% del Q2 di quest’anno, dopo essere rimasta stabile al 53% negli ultimi mesi. Tra il Q1 2014 e il Q2 2014, la crescita è dell’1%. Come sapete, la metodologia usata da GlobalWebIndex è quella dei sondaggi sottoposti agli utenti e il campione a cui è stata posta la domanda circa la privacy ha un’età compresa tra i 16-64 anni.

    La Privacy è certamente uno dei temi centrali quando si parla di Social Network e di conseguenza questi dati confermano questo punto. Certo, assumono ben altra rilevanza in concomitanza con le polemiche di cui parlavamo prima. E’ chiaro che la condivisione di ciò che ci appassiona, di quello che ci piace e di quello che ci emoziona deve essere sempre fatto con consapevolezza. Fatta questa considerazione, basilare, ricordiamo che solo un mese e mezzo fa Facebook ha ridefinito ancora una volta la gestione della privacy per gli utenti. Infatti, adesso l’impostazione di default è che tutto quello che condividiamo all’interno del social network resta visibili sono ai nostri “amici” e resta comunque il fatto che l’utente può rendere ancora più restrittive le opzioni. L’impostazione nuova di default è importante specie per i nuovi iscritti. E non bisogna dimenticare anche la svolta vista alla F8 con Facebook Connect. Gli utenti adesso possono fare “login” su applicazioni che richiedono l’account di Facebook e decidere cosa condividere o anche, con “Anonymous Login“, di non condividere nulla.

    Allora, che ne pensate di questi dati? E come gestite i vostri dati su Facebook, vi sembra ci siano strumenti sufficienti?

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  • Sui Social Network come nella vita reale: l’obiettivo è piacere

    Sui Social Network come nella vita reale: l’obiettivo è piacere

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    Social Network e vita reale. L’obiettivo che ci poniamo sempre è quello di piacere agli altri, ma riusciamo sempre ad essere noi stessi nel relazionarci con gli altri anche sui Social Network? Un tema che riguarda la nostra sfera lavorativa e soprattutto la nostra sfera personale

    Sui Social Network, proprio come nella vita reale, abbiamo un obiettivo principale: piacere agli altri.
    Quanto ci condizioni veramente – questo dover piacere – dipende dal nostro carattere, ma non è una questione tanto semplice.

    L’altro giorno parlavo del mio compagno con un’amica e mi è venuto spontaneo dire: “mi sono innamorata di lui così com’è. Perché dovrei cercare di cambiarlo?”. E’ stata la mia amica a farmi notare quanto importanti siano queste parole.

    Uomini e donne, allo stesso modo, si incontrano, si piacciono e scoprono i reciproci difetti dopo il tempo congelato dell’infatuazione. Tempo congelato – lo chiamo -, perché nel pieno della cotta iniziale non siamo obiettivi: il cervello lavora poco e le emozioni ci convincono che tutto è perfetto.

    I difetti saltano fuori dopo un po’, e meno male, perché è allora che inizia il vero confronto.
    Più o meno esplicitamente, in ogni confronto c’è sempre lo stesso interrogativo di base: “posso piacerti davvero per quello che sono?“.
    Nella vita reale, soprattutto superati i 30, i più arrivano a dire “sono fatto così, prendere o lasciare”.
    A parte il fatto che sono proprio queste le persone che poi cambiano maggiormente per poter piacere – paradosso umano – stiamo parlando dell’essenza di qualsiasi relazione. Poter essere liberamente se stessi.
    Di più. Piacere esattamente per quello che siamo.
    Oppure sentirsi inadeguati, non belli, non capaci, non all’altezza – a prescindere da qualsiasi siano le reali aspettative del nostro prossimo.

    I bambini hanno un bisogno vitale d’essere amati senza condizioni. In mancanza di un amore incondizionato non possono crescere sicuri di sé.
    Anche l’innamorato, il marito: se non lo si ama per quello che è  – e gli si comunica “ti amo quando…”, “ti amo se…” -, il rapporto non va lontano.
    Nel nostro lavoro e sui Social Network, le cose cambiano molto.
    Esistono delle regole e delle condizioni da rispettare: rimanere se stessi è difficile. Soprattutto è quasi impossibile piacere per ciò che si è.

    Viviamo lavorando in un mondo fatto d’infrastrutture sociali, di pregiudizi, di ipocrisie tollerate da tutti.
    E’ il mondo del marketing, della pubblicità: non importa quanto si finge, l’importante è vendere o attrarre il lettore. L’importante è piacere lì, al lavoro, poi tanto si torna a casa e ci si può togliere la maschera. Se si è fortunati!

    I Social Media sono un terreno particolarmente scivoloso.
    Manca il rapporto fisico, si lavora protetti da uno schermo: quello che conta è quello che appare.
    Sappiamo benissimo che gli altri non conoscono e non vedono la persona, ma il personaggio.

    Personaggi che, a prescindere dalla quanto siamo popolari e pubblici, costruiamo noi stessi per poter piacere.
    Diventiamo così come ci vogliono. Cambiamo per piacere agli altri.
    Abbiamo un’immagine da gestire al meglio per ottenere successo.

    C’è chi è molto fortunato. Perché ha un carattere tale, o è talmente trasparente, da piacere al pubblico dei Social così com’è. Queste sono anche le persone che amano più di tutte  il nostro lavoro, perché sono libere.  E si divertono pure.

    Tutti gli altri trovano un compromesso.
    Voi, ad esempio, quanto vi sentite davvero voi stessi sui Social Media?
    Quanto siete disposti a fare finta, pur di piacere?

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