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  • Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

    Brands-&-Social-Media---Beauty

    Dopo l’ultimo rapporto dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media rilascia il quinto rapporto dedicato al settore Beauty. E dall’analisi le tendenze che emergono sono attenzione al target, consolidamento dell’uso di tutorial, coinvolgimento di YouTuber e blogger

    Dopo l’ultimo report dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica) e Digital PR, pubblica il quinto report, dedicato al settore Beauty – Make Up/Cosmetici. Sono diciotto i brand presi in esame dall’analisi nel periodo di Febbraio 2014, selezionati fra i principali players all’interno del mercato consumer italiano.

    Sul gradino più alto del podio troviamo un brand molto noto qual è Pupa Milano, con 61,29 punti, seguito a breve distanza da Deborah Milano con 58,48 punti. Al terzo posto si classifica invece Kiko Make Up Milano con 49,28 punti.

    Il settore in relazione ai punteggi (compresi fra i 61,29 di Pupa Milano e i 16,42 di Miss Broadway) è omogeneamente rappresentato, e rivela una buona presenza sui social network e un uso maturo delle piattaforme. Si nota, inoltre, la tendenza a utilizzare le piattaforme più diffuse, Facebook e YouTube in particolare, con stili di appropriazione e performance differenziate, ovvero la leadership sui parametri considerati si distribuisce su diversi brand e non su uno solo.

    Come già verificato in altri settori, anche nel Beauty il social network più utilizzato risulta essere ancora Facebook, pratcamente usato dalla totalià dei brands esaminati, 18 su 18; seguito da YouTube (17/18 brand). Le due piattaforme si presentano rispettivamente come il luogo dove aggiornare quotidianamente le fan su prodotti e iniziative e la repository dei video dedicati ai prodotti e al loro utilizzo. Twitter è invece utilizzato solo da 13 brand su 18, ma i profili realmente attivi durante il periodo di rilevazione sono 10, evidenziando una presenza di settore limitata e una probabile difficoltà ad appropriarsi di questo social network su un mercato come quello italiano dove gli utenti sono ancora una nicchia. Spicca l’utilizzo di Google+ (14/18 brand), anche se nella maggioranza dei casi si tratta di profili di mero presidio, con una scarsa attività da parte degli utenti, o collegati ai canali YouTube. Sorprende, e non poco visto il settore, lo scarso utilizzo dei social media emergenti più visuali, come Pinterest (5/18 brand) o Instagram (6/18 brand).

    I Brand del Beauty in dettaglio

    Andando a vedere un po’ più nel dettaglio come si muovono questi brand nel settore, notiamo che Pupa Milano costruisce la leadership di settore attuando una presenza estesa su tutti i social network considerati (tranne Instagram) e costante nelle sue performance. In questo modo riesce a mantenere mediamente elevati sia l’aggiornamento dei contenuti sulle diverse piattaforme sia l’engagement degli utenti. La scelta è quindi quella di presidiare in modo accurato tutti i canali, adattando i contenuti alle caratteristiche di ciascuno, facendo leva soprattutto sulla presentazione dei prodotti e il dialogo attivo con le proprie utenti, principalmente su Facebook (677.451 fan nel periodo di rilevazione) e Twitter (16.300 follower nel periodo di rilevazione). Questa tendenza è incentivata dall’aver creato attorno al brand una vera e propria community alimentata anche attraverso il sito dedicato Pupa4Fun e la Pupa Nail Academy dedicata ai tutorial per la nail art realizzate in collaborazione con blogger e YouTuber. Pupa Milano si fa notare dunque nell’aver messo in pratica anche una efficace strategia di comunicazione visuale (sviluppato anche su Pinterest) con cui vengono presentati i prodotti e le modalità di utilizzo. Fra i dati quantitativi rilevati Pupa Milano presenta il massimo punteggio per la frequenza di aggiornamento su Twitter (una media di 7,04 tweet al giorno nel periodo di rilevazione) e per il numero di iscritti al canale YouTube (oltre 30.500 nel periodo di rilevazione).

    Deborah Milano presenta caratteristiche simili a quelle di Pupa Milano, sia per quantità che per qualità della presenza sui social network, ma con un livello di performance lievemente inferiore. Anche Deborah Milano punta alla comunicazione di prodotto e al dialogo con le utenti, coinvolgendo anche blogger e YouTuber per la realizzazione di tutorial. Da evidenziare in questo senso il livello di commenti sui video più popolari del canale YouTube (una media di 114,7 commenti per i 10 video più popolari), concentrati soprattutto sui video tutorial che coinvolgono le YouTuber più famose. Deborah Milano si distingue anche per l’utilizzo sia di Instagram che di Pinterest, attribuendo così un importante valore alla comunicazione visuale dei prodotti.

    Fra gli altri brand spiccano Kiko Make Up Milano per quanto riguarda il profilo Twitter dove è leader per i follower (49.900 nel periodo di rilevazione), retweet (una media di 8,10 nel periodo di rilevazione) e listed (il brand è inserito in 111 liste nel periodo di rilevazione). Il brand bergamasco attira inoltre un elevato numero di fan, grazie anche ad iniziative promozionali ad hoc (oltre 2 milioni nel periodo di rilevazione), ma non raggiunge i vertici della classifica per una presenza meno estesa sui social network considerati per l’analisi e per una minore efficacia del canale YouTube rispetto a quella dei primi due classificati.

    Da segnalare la performance di L’Oréal Paris per quanto riguarda la media di commenti e di like su Facebook (rispettivamente una media per post di 89,5 e 1573,75 nel periodo di rilevazione) e per il numero di visualizzazione dei caricamenti su YouTube (41.622.355 nel periodo di rilevazione). Il brand francese riesce quindi a guadagnare il quarto posto in classifica nonostante attui un presidio limitato di piattaforme: Facebook, YouTube e Google+. Infine, segnaliamo le performance di Yves Rocher per quanto riguarda la condivisione dei contenuti Facebook (una media di 1188,82 per post nel periodo di rilevazione), risultato ottenuto anche coinvolgendo le “consigliere di bellezza”, molto attive sulla pagina, e il numero di fan su Facebook di Nivea (13.267.517 nel periodo di rilevazione, un dato davvero notevole se si considera che si tratta di una pagina riservata al mercato italiano).

    Come detto all’inizio, una delle tendenze che emerge dall’analisi ed è ormai consolidata, è quella dell’utilizzo di tutorial realizzati coinvolgendo famosi make up artist oppure note make up YouTube e blogger, ma anche la presenza di una forte fidelizzazione in termini di marca e soprattutto di condivisione della filosofia del brand per quanto riguarda lo stile proposto o l’approccio alla cosmesi. In questa direzione spicca l’attenzione per gli inci (la composizione dei prodotti) da parte delle fan e clienti di brand che usano per esempio materie prime vegetali oppure che storicamente non effettuano test sugli animali.

    “Anche questo settore si presenta come peculiare rispetto alla comunicazione sui social network, e la concentrazione sulle piattaforme maggiormente diffuse nel nostro Paese mostra l’attenzione che i brand hanno nei confronti del proprio target, andando a intercettarlo nei luoghi e con gli stili comunicativi più adatti, anche ottimizzando gli investimenti – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. In questo senso la diversità delle performance si spiega anche in base al diverso mercato e caratteristiche dei brand considerati per l’analisi che spaziano dal mass market alla vendita diretta”.

    Quello della cosmetica – dichiara Nicolò Michetti – è da sempre un tema molto dibattuto sui social media. E’ un settore dove si parla molto di prodotto e dove la componente visiva è molto forte. Molti brand hanno saputo cogliere quest’opportunità, avviando una conversazione attiva con i propri interlocutori sulle più varie piattaforme social e rivelandone un uso maturo rispetto ad altri comparti. Chi eccelle deve il proprio successo non solo a un uso estensivo e accurato delle varie piattaforme, ma anche alla capacità di adattare sapientemente i messaggi e le storie alle diverse caratteristiche dei canali social, con la creazione di vere e proprie brand community.”

    La Ricerca sul settore Beauty

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand beauty più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati 2013 dei maggiori gruppi cosmetici, confrontato con la classifica degli utenti e quella della giuria dei Beauty Web Awards 2013 e definito in collaborazione con Cosmetica Italia – associazione nazionale imprese cosmetiche.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Vi sorprendono questi dati relativi al Beauty?

    Brands-&-Social-Media---Beauty---Infografica

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  • Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

    Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

    notifiche-twitter

    Ormai Twitter sta perfezionando quello che per tutti, nel giro di poche settimane, sarà il nuovo layout grafico che sta facendo molto discutere. Ma oggi si ha notizia di un’altra novità. Sempre nel giro di pochi giorni, sarà disponibile la funzione di notifica in tempo reale di messaggi o retweets

    Twitter è ormai alla ricerca di una propria anima, nuova. E questo lo si spiega semplicemente nel fatto che dalla IPO la company, guidata dal CEO Dick Costolo, deve necessariamente guadagnare e soprattutto dare più attenzione ai propri investitori. Un passaggio non da poco e lo si nota dalle recenti nuove funzionalità introdotte nelle ultime settimane. E tutte hanno fatto discutere tra i propri utenti, accusando una evidente similitudine con diretto competitor, ossia Facebook. Twitter deve recuperare in borsa ma anche deve recuperare numeri di utenti e con l’avvio della nuova piattaforma per l’advertising anche questa è una componente non da poco.

    E quindi, dopo aver ufficializzato il nuovo layout grafico che presto sarà attivo per tutti gli utenti (lo è già per una cerchia ristretta e per i nuovi utenti), molto ma molto simile a Facebook, ecco che Twitter rilascia una nuova funzionalità (anche questa attiva tra qualche settimana per tutti), cioè sarà possibile ricevere le notifiche il tempo reale dei messaggi, dei retweets e dei preferiti. Una volta che si accede a Twitter, ecco che compare a destra una notifica che vi segnala un DM oppure un nuovo follower. Quindi attraverso questa notifica si potrà rispondere in tempo reale al messaggio piuttosto che al RT.

    final2 notifiche

    E’ evidente per quanto già detto, Twitter mira a coinvolgere il più possibile i propri utenti e lo fa però rincorrendo altri schemi, forse già visti da qualche altra parte, ma non importa, ciò che conta è che gli utenti utilizzino sempre di più la piattaforma. Per fare una piccola similitudine, Facebook la notifica dei muovi messaggi la fa proprio in basso a destra, quando vi compare il nome della persona che vi sta scrivendo, con il riquadro in rosso dei messaggi che ha scritto, in tempo reale.

    settings2

    Ora, se pensate che questa funzionalità possa arrecarvi fastidio, basta andare nelle Impostazione, dal vostro account, e impostare da lì le notifiche.

    Allora, che ne pensate?

    (cover image credits: © wormig via Fotolia

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  • Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

    Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

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    Dovendo gestire diversi canali in alcuni casi è consigliato dotarsi di alcune applicazioni che possano semplificare la gestione della propria presenza sui Social Media, migliorando l’esperienza con essi. Ad oggi sono decine le applicazioni che possono essere utili in questo senso, ma cerchiamo di fare una piccola panoramica

    Alzi la mano chi non usa almeno un’applicazione per gestire e migliorare la propria presenza ed esperienza sui Social Media. Se fossimo davanti ad una platea adesso forse le mani alzate sarebbero poche. Però, ad ogni modo, il panorama offre una vasta scelta, in alcuni casi anche troppo vasta, rendendo la scelta alle volte complicata. Allora cerchiamo di fare una piccola panoramica di applicazioni che possano davvero essere utili da questo punto di vista e per fare questo ci ispiriamo ad un post uscito di recente su Mashable che useremo come guida, inserendo anche altre applicazioni tra quelle suggerite. E poi attendiamo anche i vostri feedback e i vostri suggerimenti.

    Allora, come sapete Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Google+ (e si potrebbe continuare oltre, ma meglio fermarsi qui) richiedono impegno nella gestione dei vari canali e per ognuno di essi esistono diversi servizi esterni che possono aiutarci a gestire e a diffondere meglio anche in nostri contenuti. In alucni casi, vista la mole di lavoro da implementare è utile affidarsi alla programmazione di tweet, di statu, di posts. Ecco che nella vostra dotazione di applicazioni non deve mancare mai:

    Buffer: un must della serie “imposta e dimentica”, ossia è un’applicazione molto semplice da usare che offre un livello di efficacia molto alto. Permette di connettersi a Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e da un’unico form è possibile programmare e impostare i vostri contenuti. Una volta fatto, potete stare davvero tranquilli;

    TweetCaster: applicazione molto utile che raccoglie già 10 milioni di utenti e offre diversi tool per ottimizzare i vostri tweets.

    A questi due vi consigliamo anche due semplici tool come:

    Later Bro: strumento molto efficace che vi connette al momento solo con Facebook e Twitter, ma molto preciso;

    FutureTweets: anche questa browser app è molto semplice nell’uso e vi permette in pochi passaggi di programmare i vostri tweets con una buona precisione.

    Nel gestire la propria presenza sui Social Media, torna utile dare anche un’occhiata a chi vi segue, anche per essere sicuri che i vostri follower o fans siano effettivamente delle persone. Per controllare allora la vostra community potete usare:

    Fllwrs: traccia la vostra presenza su Twitter, indicandovi chi vi segue e chi non vi segue più. Tenete in considerazione il fatto che questa app invia in automatico dei tweet che aggiornano la vostra community su chi vi segue e chi ha invece deciso di non farlo più.

    Altra applicazione molto simile a quella appena vista è JustUnfollow, che vi permette di gestire i vostri followers anche su Instagram. L’app è anche utile offrendovi strumenti per analizzare i vostri followers segnalandovi non solo chi non vi segue più, ma anche gli inattivi.

    Cloak invece aiuta a gestire la vostra community quasi “reale, nel senso che attraverso Foursquare vi permette di evitare persone che in quel momento sono dalle vostre parti. Diciamo che è uno strumento anti-social, no?

    E adesso vediamo quelle app che davvero possono aiutarci a gestire l’enorme flusso di informazioni che ogni giorno ci passa davanti. E per tutti quelli che davvero non vogliono perdersi nulla, tra le app non può mancare:

    Hootsuite: vero strumento di organizzazione social, una delle applicazioni più affidabili e flessibili che esistono sul mercato. davvero permette di fare un sacco di cose, tra cui anche programmare i vari contenuti. Ad oggi si stima che siano quasi 10 milioni gli utenti che la utilizzano;

    IFTTT: “If This, Then That”, buona applicazione utile per gestire le vostre azioni sui social media. E’ un’applicazione molto utile e permette anche di salvare inautomatico dei contenuti su Dropbox una volta collegato. Ad esempio, se condividete un’immagine su Instagram, allora IFTTT provvederà a salvarla su Dropbox.

    Giusto per arrivare alla fine, vogliamo anche menzionarvi due applicazioni che siamo sicuri vi potranno tornare utili. Una è ManageFlitter, molto strutturata che permette davvero un controllo approfondito della vostra community e anche di programmare dei contenuti.

    E vi consigliamo anche PostPickr, applicazione italiana, che vi permette davvero di gestire al meglio i vostri contenuti. E’ in versione beta, ma fate richiesta e usatela, poi fateci sapere cosa ne pensate.

    Allora, vi sono sembrate utili queste applicazioni? Quali altre aggiungereste? Mandateci i vostri feedback!

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  • I Social Media sono sempre di più fonte di traffico per il retail [Ricerca]

    Una nuova ricerca di Experian Marketing Services, azienda di analisi e di ricerca sul web e social media, ha confermato che i Social Media sono una continua fonte di traffico per i siti web, anche per il settore retail. Pinterest si conferma il canale principe da questo punto di vista per i retailers, mentre Amazon.com è il sito retail più visitato dai Social Media

    Nuova ricerca da Experian Marketing Services rilasciata in questi giorni dal titolo “2014 Digital Marketer: Benchmark and Trend Report“, una ricerca corposa di 138 pagine ma che chiunque lavori sul web deve assolutamente conoscere per restare sempre aggiornato sui vari trends. E anche se fa riferimento al mercato Usa, come vedremo più avanti con i dati, questa non sminuisce il valore delle indicazioni importanti che la ricerca ci offre. Da questo corposo rapporto, quello di cui vi parliamo oggi è un aspetto che a molti sembrerà scontato, ma di fatto non lo è. I Social Media, per ritornare ancora una volta su questo aspetto, sono una voce di traffico importante per un sito web e questa interessante ricerca ce lo conferma. E sono importanti anche per i siti di vendita al dettaglio e anche per altri social network. La ricerca evidenzia che a Marzo 2014 il traffico verso i siti di retail è rappresentato dal 7,72% in rialzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il traffico era quantifica del 6,6%.

    E’ chiaro che i motori di ricerca sono ancora la principale fonte, anche se è utile leggere questo post di Riccardo Scandellari proprio su questo tema, ma è evidente che i Social Media stanno diventando sempre di più una consistente voce di traffico, proprio per il fatto che gli utenti usano sempre più spesso Facebook, Twitter, Pinterest anche come piattaforme su cui effettuare delle ricerche. La ricerca evidenzia che quello che stanno cercando di fare oggi i marketers è di far crescere le community nell’ottica di aumentare il coinvolgimento degli utenti/clienti, elevando il reach del brand. Operazione non sempre facile, ma diciamo che l’operazione è proprio questa.

    Lo strumento che i retailers stanno usando per veicolare i loro utenti verso i loro canali social media, secondo quanto evidenziato dal rapporto, sono le loro campagne di email marketing. E il canale che risulta essere più forte per i retailers da questo punto di vista è Pinterest che è quello che è cresciuto più di tutti in un anno. Pinterest risulta essere il più promosso, 64%, all’interno delle campagna di email marketing.

    Quindi Pinterest si conferma ancora una volta un social network che ha nel suo DNA un forte valore potenziale per i retailers e anche questa ricerca ce lo conferma.

    Ma dove vanno gli utenti una volta che hanno “consultato” i loro social network? La ricerca evidenzia da questo punto di vista, downstream traffic, che gli utenti vistano molto più spesso Amazon.com rispetto ad altri siti retail. Quindi dopo aver visitato facebook, YouTube o Pinterest, gli utenti si riversano su Amazon con più frequenza rispetto ad altri siti.

    Questa di seguito è la classifica dei primi 5 siti più visitati da Facebook:

    1. Amazon.com
    2. Walmart
    3. Zulily
    4. Target
    5. Beyond the Rack

    Questa è la classifica dei primi 5 siti più visitati da YouTube:

    1. Amazon.com
    2. Walmart
    3. GameStop
    4. Crutchfield
    5. Target

    E questa è la classifica dei primi 5 siti più visitati da Pinterest:

    1. Amazon.com
    2. Target
    3. Zulily
    4. Walmart
    5. Nordstrom

    Quindi la ricerca ci sottolinea che i Social Media sono una fonte importante di traffico per i siti di retail e questo è importante che i marketers lo sappiano, nel senso che è importante sapere da dove arriva il traffico verso un sito web. Concetto fondamentale. E poi da questo passaggio, quello che se ne avvantaggia più di tutti, stano a questa ricerca che si basa sul mercato Usa, è proprio Amazon.

    experian ricerca traffico

    Infine, come potete vedere dal box in alto, i Social Media sono sempre più fonte di traffico verso altri siti social. Questo dato è aumentato in un anno del 20% nel 2013. I motori di ricerca nonostante il 39% di click share, hanno visto ridursi la loro quota di traffico del 13%. E si è ridotta in maniera più consistente anche quella dai portali web, -41%.

    Se siete interessati a consultare e scaricare la ricerca, potete farlo da questo link.

  • VediamoPositivo, guardare la vita con positività

    VediamoPositivo, guardare la vita con positività

    vediamopositivo

    L’iniziativa di cui vi parliamo oggi è #VediamoPositivo, lanciata da Generali, la più grande compagnia di assicurazioni in Italia, attraverso la quale vuole lanciare un messaggio di positività agli italiani. E’ una iniziativa itinerante nelle piazze delle più importanti città italiane, dove compariranno dei grossi occhiali, dai quali osservare il mondo in un modo positivo. Fino al 3 Aprile sono a Bologna

    Di messaggi positivi in un periodo come questo ce n’è sempre bisogno, quindi ben venga anche l’iniziativa di Generali, il più grande gruppo assicurativo in Italia, che vuole lanciare un messaggio di positività con una iniziativa itinerante nelle più importanti città italiane. VediamoPositivo nasce dall’idea di cominciare ad osservare il mondo sotto un’altra ottica, che va al di là di quelle che possono essere le previsioni economico-finanziarie. Abbiamo bisogno di messaggi e di visione positive perchè ci incoraggiano e ci danno la forza per superare le difficoltà di tutti i giorni.

    L’iniziativa è iniziata lo scorso 21 Marzo quando nelle piazze di Roma, Venezia e Torino sono apparsi degli occhiali giganti attirando la curiosità di passanti e turisti. Il messaggio è quello di guardare la realtà che ci circonda attraverso questi occhiali con un colore diverso, il che significa abbandonare il grigiore delle difficoltà e guardare quello che ci circonda con un altro animo, più positivo appunto.

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    #VediamoPositivo a Bologna

    I grandi occhiali sono approdati da ieri a Bologna in Piazza del Francia e vi resteranno fino al 3 Aprile. Vi invitiamo dunque a fare un salto e guardare con i vostri occhi la piazza con un altro colore e poi condividete il vostro messaggio di positività, attraverso immagini e video, sui social network, usando l’hashtag #VediamoPositivo. Tutti i contributi attraverso Twitter e Instagram verranno raccolti sul sito VediamoPositivo.it.

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    #VediamoPositivo a Bologna Piazza del Francia

    Dopo questa prima fase, dal 6 Aprile partirà la campagna media attraverso Tv, Radio e Web. Le attività termineranno poi un’importante iniziativa di trade marketing, a sua volta pubblicizzata sul media web e guerrilla marketing che vedrà coinvolti direttamente i collaboratori delle varie agenzie su tutto il territorio nazionale.

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  • Banche e Social Media, anche gli Elefanti devono diventare Delfini

    Banche e Social Media, anche gli Elefanti devono diventare Delfini

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    Ecco le anticipazione del sondaggio di Social Minds che introduce alla seconda edizione della ricerca su Banche e Social Media, “La tua banca è social?”, che verrà presentata il prossimo 24 Giugno a Milano. Il sondaggio è rivolto ai clienti delle banche e il 58% di questi nell’ultimo anno ha interagito con le banche sui Social Media

    Social Minds uscirà a breve con la seconda edizione della ricerca “La tua banca è social?”. Per farlo, oltre al breve comunicato stampa, ci introduce il progetto tramite una serie di slide e una di queste è per me illuminante:

    social-media-banche-animale

    E’ molto interessante la risposta dei 150 clienti delle 47 banche prese in considerazione da Social Minds, poiché la risposta principale è – inaspettatamente, per me! – Delfino!

    Dico inaspettatamente perché ben il 65% degli intervistati sono clienti di banche Elefanti, le banche di mattone per intenderci, Spa e Popolari (Nazionali e Internazionali), ma anche BCC e Casse Rurali, le banche che esistono da centinaia di anni. Insomma, le banche che ad oggi stanno soffrendo di più la risalita di banche online o banche dirette, quelle in cui non si fa la fila, raggiungibili al telefono, tramite un sito web o con una app, le banche Delfino; banche che invece nella survey risultano essere casa del 35% di clienti.

    social-media-banche-online

    Se infatti ascoltassimo l’uomo della strada, lo troveremmo spesso e volentieri scontento delle banche, ma nonostante questo non cambia conto o banca. E le banche, proprio in funzione della pigrizia dei propri clienti difficilmente modificano il loro modo di agire. Tuttavia non hanno potuto restare fuori dal mondo social e la ricerca ne è una dimostrazione.

    Questo forse spronerà le banche Elefanti ad evolvere in Delfini. 

    Infatti nell’ultimo anno ben il 58% dei clienti ha contattato almeno una volta la propria banca attraverso gli ambienti social:

    • il 42% via Facebook, che resta il social più utilizzato dagli italiani;
    • il 20% via Twitter;
    • l’11% attraverso community online riservate ai clienti.
    social-media-banche-canali
    Essere presente online permette al cliente di raggiungere innanzi tutto i commenti e le opinioni di altri clienti. Questo conferma quanto la vita virtuale e quella reale siano ormai un confine sempre più labile che andrà con il tempo assottigliandosi ancora di più. Non chiedo più, per assurdo, all’amico a cui non voglio fare sapere i fatti miei un consiglio, ma affido le “sorti finanziarie” a centinaia e centinaia di commenti positivi o negativi (diversificando quindi la risposta e magari anche il social in cui cerco). Inoltre il cliente pone anche domande  (51%) e cerca notizie (68%), diventando fan o follower della propria banca (56%).
    Essere presente online porterà alla banca, soprattutto se di stampo classico-elefantiaco, un alto valore aggiunto con i Social Media. I clienti la vedono infatti come una banca:
    • trasparente (41%);
    • veloce (38%): cerco una informazione e la trovo;
    • utile (35%): le banche sui Social possono fare per esempio formazione finanziaria;
    • collaborativa (32%): posso dare un consiglio e mi sento ascoltato.
    A mio avviso e senza avere letto il paper nella sua totalità, sarebbe curioso capire la parte psicologica delle necessità che spingono il cliente ad utilizzare la pagina istituzionale della banca. Cosa porta un cliente a mettere un like sulla pagina istituzionale? Cosa a seguirla soprattutto? E cosa si aspetta il cliente dalla pagina in questione?

    Inoltre, cosa vuole portare a casa la banca da un rapporto con il singolo like? Una persona che segue l’istituto, un nuovo cliente o anche qualcuno che migliora le qualità della stessa? E nel caso, si è pronti a reagire al cambiamento proposto?

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  • Pick1 annuncia oggi una nuova partnership con SurveyMonkey

    Pick1 annuncia oggi una nuova partnership con SurveyMonkey

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    Pick1, la startup italiana con sede a San Francisco, ha annunciato oggi una nuova patnership con SurveyMonkey. La collaborazione consentirà un rafforzamento nella capacità di offrire analisi sui social media in tempo reale

    Ecco una bella notizia che riguarda una delle startup italiane più interessanti. Stiamo parlando di Pick1 che oggi ha annunciato una nuova partnership con SurveyMonkey, azienda leader per quanto riguarda i sondaggi online. Da questa collaborazione nascerà una forte integrazione tra i sondaggi e le opinioni raccolte attraverso i social media, in sostanza i sondaggi potranno in questo modo raccogliere risultati in tempo reale, grazie proprio alla possibilità di accedere a questi strumenti.

    SurveyMonkey è lieta di annunciare la nuova partnership con PICK1 , che ci consentira di aggiungere anche i dati dai social media ai dati raccolti attraverso i sondaggi . Questa integrazione offrirà ai clienti una migliore comprensione del “chi” grazie alle risposte ai sondaggi”, ha affermato oggi Kate Brennan, Director of Business Development di SurveyMonkey

    Con l’integrazione tra PICK1 e SurveyMonkey, l’operazione di abbinare le opinioni dei clienti con le informazioni contestualizzate in tempo reale, è resa molto più semplice”, ha affermato Paolo Privitera, AD di PICK1. “Grazie ai potenti strumenti per i sondaggi di SurveyMonkey, combinati con le nostre profonde analisi sociali e con la capacità di remarketing e retargeting, creare una piattaforma unica, uno strumento facile e veloce da implementare per i clienti che vogliono sapere di più su chi c’è dietro la loro indagine”.

    La partnership consentirà quindi a chiunque volesse andare ad indagare l’atteggiamento dei clienti verso un prodotto o servizio, oppure a chi volesse misurare il grado di soddisfazione dei clienti, di ottenere dei risultati che conterranno anche le opinioni raccolte attraverso i social media. E il risultato lo si ottiene grazie alla piattaforma Pick1 che attinge da oltre 200 social data points, da una dozzina di fonti, incluse Facebook, Twitter, LinkedIn e Google+, e che consente di conoscere la vostra audience nel lungo periodo, fare delle offerte, attivare azioni di retargeting e di remarketing, tutto in tempo reale.

    Ricordiamo che Pick1 nel 2012 ha ricevuto un importante round di finanziamenti del valore di 1 milione di dollari da finanziatori che comprendevano Oliver Fogel, ex amministratore delegato di Telefonica Cile; Jordi Ferrer, ex Head of Digital a TNS Global; Wilson Pais, Head of Innovation di Microsoft e Gonzalo Begazo, ex Direttore Finanziario di Google. 535 mila dollari del finanziamento provenivano da Chile Global Angels, grazie anche al fatto che nel 2012 Pick1 vinse Startup Chile.

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  • Per Renzi è boom sui Social Media. E ora insidia Beppe Grillo

    Per Renzi è boom sui Social Media. E ora insidia Beppe Grillo

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    Da quando Matteo Renzi è diventato Presidente del Consiglio il suo consenso in rete e sui social media è migliorato nettamente, a tal punto da insidiare Beppe Grillo. E’ questo il risultato che viene fuori dalla ricerca di Blogmeter attraverso il tool “Social Analytics”. Il premier su Facebook supera Berlusconi e Vendola; su Twitter si avvicina al leader del MoVimento 5 Stelle

    A pensarci bene forse il risultato non è poi così sorprendete, infatti Renzi ha sempre avuto buona cura della comunicazione sul web e sui social media, in particolare. Ma da quando è diventato Presidente del Consiglio ha migliorato considerevolmente il suo consenso anche in rete. E lo dimostra l’analisi fatta da Blogmeter attraverso il suo tool Social Analytics, la quale evidenzia come dallo scorso febbraio, Renzi è riuscito a guadagnare posizioni sia su Nichi Vendola, che su Silvio Berlusconi. Entrambi sono stati superati per numero di fan tanto che ora Renzi è il secondo politico più seguito su Facebook con oltre 624.000 fan.  Infatti su Facebook rimane primo Beppe Grillo che negli anni ha saputo costruire una rete di oltre un milione e mezzo di sostenitori. Il suo profilo genera qualcosa come 282.000 interazioni al giorno, mentre il Presidente del Consiglio si ferma a 10.000. E’ evidente che Renzi deve incrementare l’uso del social network più usato in Italia se vuole davvero superare il leader del MoVimento 5 Stelle.

    E Beppe Grillo anche su Twitter vanta il maggior numero di follower, 1,4 milioni contro i 980.000 di Renzi, ma dalla sua parte il Presidente del Consiglio ha la velocità con la quale sta crescendo il suo seguito, di gran lunga superiore.  Parliamo di circa 5.000 follower in più al giorno, contro i 1.300 di Grillo. Matteo Renzi primeggia per la sua capacità di coinvolgere gli utenti di questo social network. Mediamente ogni giorno riesce a stimolare 14.200 interazioni (menzioni, retweet, reply, favorites) contro le 5.300 di Grillo.

    Il suo tweet più virale, che ha ottenuto circa 19.000 interazioni, era una stoccata proprio al suo avversario politico:

    Allora, che ne pensate di questi dati? E come giudicate voi la comunicazione di Renzi?

     

  • LinkedIn non è ancora uno strumento di Comunicazione. E in futuro?

    LinkedIn non è ancora uno strumento di Comunicazione. E in futuro?

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    Una recente indagine di AxiCom Italia, una delle più importanti società di consulenza e comunicazione in Europa, ci offre uno spaccato su come giornalisti, operatori della comunicazione e blogger usino i Social Media per comunicare. Ne viene fuori che tra questi canali, LinkedIn si presta meno alla comunicazione, ma per il futuro le premesse sono buone

    I Social Media sono strumenti per comunicare e questo crediamo sia un concetto ormai acquisito. Ma questi strumenti non vanno considerati tutti allo stesso modo, ognuno di essi ha delle particolarità, delle caratteristiche che lo rendono perfetto per certi scopi e meno adatto per altri. Se inquadriamo il tema che vogliamo proporvi oggi da questo punto di vista, allora diventerà più semplice il motivo che sta alla base dell’indagine che AxiCom Italia, una delle più importanti agenzie di comunicazione e consulenza in Europa, ha voluto condurre nel nostro paese. L’indagine è stata effettuata tra operatori del settore, giornalisti e blogger che usano per le loro strategie di comunicazioni online questi strumenti. LinkedIn, tra i social media è forse lo strumento che più presenta caratteristiche particolari che lo rendono il social network professionale certamente più diffuso. Ma LinkedIn è uno strumento di interazione orientato al business networking, di conseguenza presenta alcuni limiti che dall’indagine risultato essere superabili nel prossimo futuro.

    Come sappiamo, la condivisione delle informazioni attraverso i SOcial Media favorisce, in questo conteso, ma non solo, l’interazione tra gli addetti del settore e conferisce valore aggiunto alla comunicazione agevolando il dialogo tra i professionisti, che sono, anche, utenti finali e potenziali clienti. L’affidabilità e l’attendibilità di canali come LinkedIn ben si prestano a veicolare determinati tipi di contenuti, avvalorati dal network di professionisti e di esperti di settore.

    In Italia, LinkedIn mostra ancora alcuni freni e non è ancora utilizzato appieno come strumento effettivo di comunicazione. Dalla ricerca, emergono tuttavia differenti opportunità. L’82% degli intervistati possiede un account LinkedIn, che utilizza regolarmente (60%). Tra questi, il 39% usa questo canale non solo per networking e avere visibilità dei propri contatti professionali (66%), ma come fonte di contenuti e spunti per la propria attività professionale, superando chi usa questo strumento per opportunità di lavoro (28%). Inoltre, emerge che il network di relazioni su LinkedIn non è composto solo da contatti personali e altri professionisti della comunicazione, ma anche da account aziendali (39%) e opinion leader (22%). Solo una minoranza (14%) considera questo canale non ancora maturo in Italia, mentre il 38% ha fiducia che si tratti solo di una questione di tempo.

    Oltre alla possibilità di interazione con l’azienda e altri professionisti (77%) e al contatto preferenziale con le imprese (63%), le pagine LinkedIn aziendali offrono come valore aggiunto nei confronti di stampa, blogger e altri utenti professionisti la possibilità di dialogo con operatori ed esperti del settore (50%), oltre che contenuti su misura (36%). Tra i contenuti ritenuti più interessanti emergono i punti di vista di esperti aziendali (74%), documenti in anteprima (52%), articoli a tema e news (30%).

    La qualità delle pagine e dei gruppi su LinkedIn esistenti è valutata sufficiente dal 57% dei partecipanti, annoverando tra i principali difetti e carenze la scarsa interazione (39%), la mancanza di aggiornamenti e di reattività nelle risposte (35%) e l’assenza di contenuti locali (30%). C’è quindi margine di miglioramento nella gestione di queste risorse, con un focus sulla qualità dei contenuti e un occhio di riguardo alla reattività e all’aggiornamento delle pagine, in modo da offrire un reale valore aggiunto agli utenti.

    Proseguendo con i dati dell’indagine, il 42% segue pagine aziendali LinkedIn in qualità di membro o moderatore, ma quasi la metà degli intervistati (47%) afferma di utilizzare ogni tanto le pagine LinkedIn come fonte. Emerge la convinzione che le aziende, specialmente se B2B, dovrebbero utilizzare LinkedIn per comunicare secondo il 69% dei partecipanti (e il 30% ritiene che questo sia valido anche per le aziende B2C).

    [dropcap]L[/dropcap]a comunicazione si evolve e i social media diventano uno strumento di comunicazione aziendale integrato sempre più diffuso e attendibile. In particolare LinkedIn, non solo nella considerazione di professionisti ed utenti, ma anche da parte di giornalisti e addetti della comunicazione,” afferma Chiara Possenti, country manager di AxiCom Italia. “I canali social di questo tipo possono essere utilizzati anche per facilitare lo scambio di informazioni all’interno di comunità chiuse. Articoli di esperti del settore, analisi di mercato, punti di vista tagliati su misura per il proprio audience, informazioni aziendali aggiornate e contenuti esclusivi possono valorizzare l’immagine aziendale e posizionarla al meglio per offrire valore anche a chi fa comunicazione.”

    E’ evidente che LinkedIn presenta dei limiti, ma sono limiti insiti alla natura stessa della piattaforma e siamo comunque d’accordo con l’idea che siano superabili. Ma c’è da dire anche che LinkedIn per certe acquisizioni come Pulse, ad esempio, avvenuta lo scorso anno, venne criticato in quanto stava forse orientandosi a diventare una media company che non a rimanere una business networking company. LinkedIn per sua stessa natura è un social network quindi uno strumento di comunicazione a pieno titolo. Certo, va adeguato al contesto che lo caratterizza, quindi la comunicazione che si fa attraverso questo canale va differenziata rispetto a quella che si attiva attraverso altri mezzi. Ma, detto questo, non vi è dubbio che LinkedIn abbia tutto l’interesse ad estendere i propri limiti, adottando strumenti di comunicazione più aperta con l’obiettivo di raggiungere nuovi utenti, l’importante è che modifichi la sua natura.

    Allora, che ne pensate voi utenti di LinkedIn di questa indagine? Anche voi riscontrate dei limiti? Raccontateci le vostre opinioni tra i commenti.

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  • Nella classifica dei Top Brands di Febbraio 2014 domina la Juventus [Infografica]

    Nella classifica dei Top Brands di Febbraio 2014 domina la Juventus [Infografica]

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    Eccoci di nuovo al consueto appuntamento con cui osserviamo quali brand si sono distinti nel mese precedente, grazie alla classifica Top Brands di Febbraio 2014, realizzata da Blogmeter. E il brand che si è distinto di più è quello di Juventus FC, forte su Twitter, mentre su Facebook si registra la buona performance di PaesiOnLine

    Ritorna la classifica dei Top Brands su Facebook e su Twitter questa volta relativamente alle performance dei brand nel mese di Febbraio 2014, realizzata da Blogmeter. Grossa novità, che riguarda questa rilevazione e le successive, è che da questo mese non vengono più contemplati i brands legati al settore di Media, per i quali Blogmeter ha già realizzato una classifica dedicata che debutta proprio in questi giorni: la “Facebook & Twitter Top Media Brands, Febbraio 2014“.

    Un dato che va subito sottolineato, in relazione alla classifica che brand che si sono distinti al meglio su Facebook e su Twitter, è che, come già notato in altre classifiche dei mesi scorsi, anche nel mese di Febbraio 2014 a trainare l’engagement sono lo sport, calcio in particolare, il settore della Pubblica Amministrazione e anche il settore del Turismo. Ma vediamo meglio i risultati della ricerca che trovate riassunti anche nell’infografica in basso.

    I profili presi in esame, oltre 2.800, sono relativi ad aziende che sui social network si rivolgono esclusivamente ad un pubblico italiano e che in totale hanno prodotto nel mese ben 31 milioni di interazioni.

    Su Facebook la pagina che ottiene il maggior interazioni, in rapporto ai fan, è quella di PaesiOnline (portale che fornisce servizi per il turismo) con una media di 146 interazioni giornaliere per ogni mille fan. La pagina ottiene i migliori risultati in termini di coinvolgimento grazie proprio alla pubblicazione di foto suggestive del patrimonio paesaggistico e culturale del nostro paese, nonostante più dell’80% dei post in effetti non sono altro che link i quali risultano meno redditizi in termini di coinvolgimento effettivo, ma risultano anche necessari per trainare traffico sul portale. Serie A TIM si piazza in seconda posizione con 88,2 interazione ogni mille fan, e oltre 1,6 milioni di fan. Nel mese di Febbraio 2014 è la brand page (non media) che produce più interazioni in assoluto a febbraio: ben 3,8 milioni, oltre a essere tra le più attive con circa 47 post pubblicati ogni giorno. In terza posizione si piazza la pagina della Lega Nazionale Dilettanti con 79 interazioni ogni mille fan. Vale la pena segnalare, in quinta posizione, la pagina della community per studenti Scuolazoo che supera il milione di fan ed è terza per numero di interazioni totali nel mese: 1,3 milioni.

    Su Twitter si nota la forte impronta dei brand legati al mondo dello sport. In prima posizione troviano quindi @JuventusFC che fa il vuoto dietro sé con oltre 200 mila interazioni ed un picco di engagement fatto registrare il 2 febbraio in occasione della vittoria contro l’Inter. Segnaliamo il sesto posto ottenuto dal profilo della Federazione Italiana Rugby con 56 mila interazioni nel mese, sesto brand per engagement anche su Facebook; un exploit riconducibile soprattutto all’interesse generato dal torneo Sei Nazioni, con un picco di engagement il 1 febbraio in occasione della gara d’esordio contro il Galles.

    Adesso vediamo i Brand che crescono di più. Su Facebook è Swarovski il brand che riesce ad attrarre il maggior numero di nuovio fans: oltre 100 mila fan (specie a ridosso di S.Valentino). Segue la pagina di meteo.it con più di 83 mila nuovi fan, crescita dovuta in gran parte alle condizioni climatiche, specie alle grandi piogge che hanno investito grandi centri urbani e anche la città di Roma. Su Twitter ritroviamo la Juventus che domina la classifica con picchi di engagement ottenuti in occasione delle tante vittorie in campionato che la confermano la squadra di calcio più seguita in Italia sui social network. Da segnalare il profilo della Camera dei Deputati, presente anche nella classifica di engagement, che guadagna la maggior parte dei 13 mila nuovi follower tra il 25 e il 26 febbraio, in occasione del voto di fiducia dato al governo Renzi.

    La pagina di PosteMobile si conferma anche nel mese di Febbraio 2014 la più veloce nel rispondere alle richieste degli utenti con un tempo di attesa medio di 7 minuti (calcolato h. 24, 7 giorni su 7) e 162 post degli utenti soddisfatti. Seguono la pagina di Wind, con oltre 2 mila richieste soddisfatte e un’attesa media di soli 11 minuti e quella di 3 Assistenza Clienti con 1.180 risposte e un response time di 34 minuti. TIM invece vanta il maggior numero di risposte in assoluto, oltre 2.800, ma un response time di 2 ore e 5 minuti gli vale solo il nono posto. Su Twitter guida la classifica sui tempi di risposta infoAtac, da ormai qualche mese a questa parte, con un response time di 9 minuti per 1.276 risposte, seguita da Wind con 1.149 risposte e una media di 10 minuti di attesa e FSNews con 815 risposte e 26 minuti di response time. da segnalare i profili di Roma Capitale (attivo soprattutto per l’emergenza maltempo del 2 febbraio) e della Polizia di Roma Capitale, quest’ultimo presente anche all’ottavo posto tra i brand più engaging di Twitter.

    E, infine, vediamo qual è stato il post e il tweet più coinvolgente del mese. Il post su Facebook che ottiene maggiore coinvolgimento degli utenti è quello della Juventus che celebra la vittoria per 3 a 1 nella partita contro l’Inter. Mentre su Twitter, sempre in occasione dello stesso match di campionato, l’account ufficiale, @JuventusFC, condivide in tempo reale la scenografia operata dai tifosi prima del calcio di inizio:

     

    Allora, che ne pensate di questa classifica? Raccontateci tra i commenti le vostre opinioni.

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