Tag: social media

  • Sono Facebook e Pinterest i leader Social Referral, bene Google+

    Sono Facebook e Pinterest i leader Social Referral, bene Google+

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    Shareaholic ha diffuso i dati relativi alle principali fonti di traffico nel primo trimestre del 2014. E si evince che Facebook è saldamente la prima fonte di traffico e Pinterest si conferma al secondo posto e in gran forma. Buone notizie per Google+ che cresce e supera LinkedIn. Timida crescita quella di Twitter

    Come ben sapete, questo è un periodo in cui si tracciano i primi bilanci di questo 2014 in termini finanziari, importanti per sapere l’andamento delle compagnie quotate in borsa. Ma Shareaholic, seguendo questa stregua, ci fornisce i dati relativi alle principali fonti di traffico in questi primi tre mesi dell’anno per capire effettivamente quali e quanto incidono sul traffico di un sito web. Shareaholic aggiorna il suo studio periodicamente e si basa su dati raccolti da oltre 300 mila siti, di diverse tipologie, che raggiungono ogni mese più di 400 milioni di utenti complessivi.

    Ebbene tra gli otto esaminati, Facebook rimane leader ormai incontrastato, Pinterest si conferma seconda fonte di traffico e continua a crescere, e Google+ comincia a dare qualche segnale importante. Questo in sintesi il resoconto della studio, ma vediamo qualche dettaglio.

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    Facebook

    Il social network per eccellenza continua a confermarsi leader in fatto di social referral, quindi come principale fonte di traffico. Nel periodo Dicembre 2013 – Marzo 2014 fa registrare una crescita del 37,65%, passando dal 15,44% al 21,25%. Un risultato che nonostante i problemi legati ai recenti, e continui, cambiamenti dell’algoritmo con il conseguente calo di visibilità delle pagine su Facebook, questa è la conferma che Facebook è ancora forte.

    Pinterest

    Pinterest non è più una sorpresa, ma è una realtà solida e lo confermano questi dati che lo vedono in crescita nell’ultimo trimestre come fonte di traffico. Negli ultimi tre mesi è passato da 4,8% al 7,1% facendo registrate il secondo tasso di crescita tra tutti gli altri: +48,36%.

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    Twitter

    Twitter ormai da tempo è in calo o comunque fa registrare risultati molto timidi come quelli visti in questo ultimo trimestre. Negli ultimi 90 giorni è passato da 1,12% al 1,14, complessivamente la crescita è del 1,6%. Numeri comunque molto piccoli e che lo vedono adesso tallonato anche da StumbleUpon che invece cresce del 15%, portandosi molto vicino a Twitter.

    Google+

    Google+ fa finalmente registrare numeri positivi e riesce addirittura a superare LinkedIn in questa classifica. La sua crescita in questi ultimi tre mesi è quantificabile in +52,4%. Un numero importante ma la quota rimane ancora molto bassa, infatti G+ è passato da 0,05% di Dicembre 2013, al 0,08 di Marzo 2014. Ma è comunque un risultato positivo che potrebbe segnare un inizio di crescita costante e magari già nei prossimi mesi si potrebbero vedere numeri più consistenti.

    Male LinkedIn e YouTube

    E sono LinkedIn e YouTube quelli che fanno registrare le peggiori performance del periodo. Il social business network, che ha da poco raggiunto i 300 milioni di utenti, perde il 20,8% di traffico referral in soli tre mesi, adesso ha una quota pari allo 0,04% ed è ultimo di questa classifica. Peggio fa YouTube che in tre mesi perde il 52,4% e la sua quota adesso è dello 0,09%.

    Insomma, questi dati ci danno comunque un quadro di ciò che riguarda il traffico referral e bisogna dire che poi vale anche verificare caso per caso. Ma complessivamente questa è la situazione e ci piacerebbe sapere cosa ne pensate e se anche voi riscontrare almeno quest proporzioni. Fateci sapere il vostro parere.

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  • Il WWF lancia la campagna #LastSelfie e si affida a Snapchat

    Il WWF lancia la campagna #LastSelfie e si affida a Snapchat

    Il WWF per sensibilizzare i giovani sulle specie animali in via d’estinzione ha deciso di puntare sui Social Media, in special modo su Snapchat, app molto popolare tra i giovani. La campagna, denominata #LastSelfie, è stata realizzata da Grey, agenzia americana, e al momento è attiva solo per la Turchia e la Danimarca

    Il WWF, la più grande organizzazione al mondo per la salvaguardia della natura, ha deciso di lanciare una nuova campagna, #LastSelfie, e di puntare su Snapchat, applicazione mobile molto usata dai giovani. L’idea di puntare su Snapchat è motivata dal fatto che la campagna punta a sensibilizzare i giovani sulle specie animali che ad oggi sono considerate in via d’estinzione. Gli animali considerati in pericolo sono le tigri, i rinoceronti, gli orango, i panda e gli orsi polari. La motivazione di puntare su questa applicazione è anche legata al fatto che un post, sia essa un’immagine o un video, su Snapchat dura pochi secondi, quindi pochissimo tempo, tanto quanto basterebbe perdere per sempre questi animali. Le immagini che vengono scattate attraverso Snapchat non possono essere salvate e di conseguenza sono visualizzabili solo per pochi secondi.

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    #LastSelfie punta proprio su questo. Il WWF ha realizzato una serie di selfies che mostrano una specie in pericolo di estinzione, agli utenti viene chiesto proprio di far girare il più possibile questi selfie prima che sia davvero l’ultimo, appunto #LastSelfie. La campagna vuole sottolineare proprio il fatto che se non si interviene presto e per davvero, questi animali spariranno.

    La campagna attualmente è attiva solo in Danimarca e in Turchia. Gli utenti possono prendere parte all’iniziativa seguendo gli account wwf_dk e wwf_turkiye, per poi condividere i selfie e aiutare a sostenere il WWF su panda.org.

    Approccio innovativo quello che il WWF mette in pratica e al tempo stesso coglie l’effettiva capacità dei social media e delle nuove tecnologie in generale di penetrare a fondo e di poter essere assolutamente in grado di veicolare messaggi e iniziative così importanti. E colpisce anche la novità di voler puntare su una delle mobile app del momento, come appunto è Snapchat, molto usati dai giovani specie in età compresa tra i 16 e i 23 anni. Certo merito è dell’agenzia Grey, agenzia di comunicazione americana, una delle più grandi con 96 uffici distribuiti in tutto il mondo. Ma merito va proprio al WWF nel voler sperimentare nuovi canali di comunicazione.

    Snapchat ad oggi conta circa 60 milioni di utenti, di cui 30 milioni sono quelli attivi ogni mese. L’80% proviene dagli Usa. Ricorderete tutti quando nel novembre del 2013 Evan Spiegel, 23enne fondatore di Snapchat, rifiutò un’offerta di 3 milioni di dollari da parte di Mark Zuckerberg per diventare parte della galassia Facebook.

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  • E LinkedIn raggiunge i 300 milioni di utenti registrati [Infografica]

    E LinkedIn raggiunge i 300 milioni di utenti registrati [Infografica]

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    LinkedIn, il popolare social business network, ha annunciato oggi di aver raggiunto il traguardo dei 300 milioni di utenti registrati, 100 dei quali risiedono negli Usa. Ogni giorno sono 15 milioni i profili consultati via mobile, 1,45 milioni le offerte di lavoro e 44 mila domande di impiego in oltre 200 paesi

    LinkedIn ha oggi reso ufficiale il traguardo dei 300 milioni di utenti registrati, un traguardo certamente importante per il socia business network per eccellenza. Ricordiamo che si parla di utenti registrati e non di utenti attivi, come sarebbe stato più interessante sapere, ma al momento da LinkedIn non ci sono risposte in questo senso. Comunque sia, questo rimane un risultato importante che andrà certamente vagliato coi prossimi dati del Q1 2014, quando saranno resi noti anche i dati finanziari del primo trimestre 2014. A inizio anno gli utenti registrati erano 277 milioni, quindi 23 milioni in più in soli tre mesi. Ma LinkedIn negli ultimi mesi sta puntando molto al mercato asiatico, quello cinese in particolare grazie al lancio, nel mese di Febbraio, del Simplified China 领英, operazione che dovrebbe consentire di raggiungere 140 milioni di nuovi utenti.

    Altro aspetto su cui LinkedIn punta, anche se non in modo esclusivo a differenza di altri, è certamente il Mobile. Ogni giorno dai dispositivi mobilie gli utenti consultano 15 milioni di profili, 1,45 milioni di offerte di lavoro e sono 44 mila le domande di impiego. E a quanto pare nei prossimi mesi, sicuramente nel 2015, ci sarà modo di svelare nuove applicazioni che si andranno ad affiancare a Pulse e a Slideshare che permetterà a LinkedIn di svilupparsi ancora di più sul mobile.

    Come giù dichiarato in altre occasioni, obiettivo di LinkedIn è quello di riuscire ad agganciare i 3 miliardi di individui che rappresentano la forza lavoro mondiale. Ora si è appena al 10% e di strada da fare ce n’è ancora tanta. Al solito, gli Stati Uniti sono il paese più rappresentato, ben 100 milioni gli utenti che provengono da lì. Seguono poi India, Brasile, Gran Bretagna e Canada.

    L’Information Technology è il settore professionale più rappresentato, così come lo era già 5 anni fa. Seguono poi Servizi legati alla sanità, Edilizia, Istruzione e Amministrazione.

    Nel corso degli ultimi 5 anni gli uomini sono passati dall’essere rappresentati dal 61% al 56% di oggi, mentre le donne sono passate dal 39% al 44%. Quindi crescono di più le donne e va ormai vero un 50 e 50.

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  • Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

    Twitter fa da oggi il suo ingresso nel mobile advertising con MoPub

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    Twitter ha annunciato oggi il lancio ufficiale della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub, uno strumento che consentirà agli investitori di raggiungere quasi 1 miliardo di dispositivi mobili. Più o meno la cifra che permette anche Facebook, ad oggi. Con questa piattaforma sarà possibile realizzare annunci pubblicitari per installare applicazioni

    La mossa che si attendeva alla fine è arrivata, forse anche prima del previsto. Da oggi Twitter ufficializza l’avvio della piattaforma di mobile advertising integrata con MoPub. Con questa nuova piattaforma Twitter consentirà agli investitori di raggiungere almeno 1 miliardo di dispositivi mobili, più o meno quelli che riesce a garantire oggi Facebook. In pratica da oggi gli investitori avranno la possibilità di realizzare annunci che pubblicizzano una mobile app, quindi, una volta che l’utente vede comparire sul proprio mobile device un annuncio del genere, una volta cliccatoci sopra verrà indirizzato verso un app store, da dove scaricare appunto l’app.

    Twitter metterà a disposizione di brand e inserzionisti una suite di strumenti attraverso cui effettuare il miglior targeting dei propri annunci, ma anche strumenti per la creazione degli stessi annunci e soprattutto strumenti per la misurazione dei risultai che le campagne saranno in grado di dare. Twitter descrive la tipologia dei nuovi annunci a metà strada tra le Twitter Cards e i Promoted Tweets.

    E ci sono già dei partners che hanno avuto modo di provare la piattaforma in versione beta e tra questi ci sono Spotify, HotelTonight, Kabam, Deezer, SeatGeek, GREE e Get Taxi.

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    L’accordo con MoPub fu raggiunto lo scorso Ottobre sulla base di 350 milioni di dollari. La piattaforma ad oggi gestisce 130 miliardi di richieste ogni mese e può raggiungere 1 miliardo di dispositivi mobili.

    Insomma, la guerra tra Twitter e Facebook a questo punto si gioca su un terreno vitale per entrambi, quasi ad armi pari. Dopo aver dato vita in questi ultimi mesi ad un continuo scopiazzamento, da un parte e dall’altra, ora il confronto si fa duro perchè si parla di pubblicità ed lo strumento attraverso il quale le due aziende, oramai adesso accomunate anche dalla quotazione in borsa, raccolgono gran parte dei loro introiti. Twitter non ha certo la base di utenti di Facebook, ma con questo nuovo potenziale e mirando verso aziende di e-commerce e di mobile game ha tutte le carte in regola per giocare quanto meno alla pari.

    Adesso è difficile fare delle previsioni, ma da quello che si sa è che nella fase di testing durata oltre un anno, Twitter ha fatto registrare numeri interessanti. Nell’ultimo trimestre, quello relativo al Q4 2013, Twitter ha ricavato 8 milioni di dollari da MoPub, molto più di quanto era stato previsto. Vedremo nei prossimi mesi l’entità e i numeri della piattaforma.

  • Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Beauty in Italia [Infografica]

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    Dopo l’ultimo rapporto dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media rilascia il quinto rapporto dedicato al settore Beauty. E dall’analisi le tendenze che emergono sono attenzione al target, consolidamento dell’uso di tutorial, coinvolgimento di YouTuber e blogger

    Dopo l’ultimo report dedicato all’Editoria, l’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica) e Digital PR, pubblica il quinto report, dedicato al settore Beauty – Make Up/Cosmetici. Sono diciotto i brand presi in esame dall’analisi nel periodo di Febbraio 2014, selezionati fra i principali players all’interno del mercato consumer italiano.

    Sul gradino più alto del podio troviamo un brand molto noto qual è Pupa Milano, con 61,29 punti, seguito a breve distanza da Deborah Milano con 58,48 punti. Al terzo posto si classifica invece Kiko Make Up Milano con 49,28 punti.

    Il settore in relazione ai punteggi (compresi fra i 61,29 di Pupa Milano e i 16,42 di Miss Broadway) è omogeneamente rappresentato, e rivela una buona presenza sui social network e un uso maturo delle piattaforme. Si nota, inoltre, la tendenza a utilizzare le piattaforme più diffuse, Facebook e YouTube in particolare, con stili di appropriazione e performance differenziate, ovvero la leadership sui parametri considerati si distribuisce su diversi brand e non su uno solo.

    Come già verificato in altri settori, anche nel Beauty il social network più utilizzato risulta essere ancora Facebook, pratcamente usato dalla totalià dei brands esaminati, 18 su 18; seguito da YouTube (17/18 brand). Le due piattaforme si presentano rispettivamente come il luogo dove aggiornare quotidianamente le fan su prodotti e iniziative e la repository dei video dedicati ai prodotti e al loro utilizzo. Twitter è invece utilizzato solo da 13 brand su 18, ma i profili realmente attivi durante il periodo di rilevazione sono 10, evidenziando una presenza di settore limitata e una probabile difficoltà ad appropriarsi di questo social network su un mercato come quello italiano dove gli utenti sono ancora una nicchia. Spicca l’utilizzo di Google+ (14/18 brand), anche se nella maggioranza dei casi si tratta di profili di mero presidio, con una scarsa attività da parte degli utenti, o collegati ai canali YouTube. Sorprende, e non poco visto il settore, lo scarso utilizzo dei social media emergenti più visuali, come Pinterest (5/18 brand) o Instagram (6/18 brand).

    I Brand del Beauty in dettaglio

    Andando a vedere un po’ più nel dettaglio come si muovono questi brand nel settore, notiamo che Pupa Milano costruisce la leadership di settore attuando una presenza estesa su tutti i social network considerati (tranne Instagram) e costante nelle sue performance. In questo modo riesce a mantenere mediamente elevati sia l’aggiornamento dei contenuti sulle diverse piattaforme sia l’engagement degli utenti. La scelta è quindi quella di presidiare in modo accurato tutti i canali, adattando i contenuti alle caratteristiche di ciascuno, facendo leva soprattutto sulla presentazione dei prodotti e il dialogo attivo con le proprie utenti, principalmente su Facebook (677.451 fan nel periodo di rilevazione) e Twitter (16.300 follower nel periodo di rilevazione). Questa tendenza è incentivata dall’aver creato attorno al brand una vera e propria community alimentata anche attraverso il sito dedicato Pupa4Fun e la Pupa Nail Academy dedicata ai tutorial per la nail art realizzate in collaborazione con blogger e YouTuber. Pupa Milano si fa notare dunque nell’aver messo in pratica anche una efficace strategia di comunicazione visuale (sviluppato anche su Pinterest) con cui vengono presentati i prodotti e le modalità di utilizzo. Fra i dati quantitativi rilevati Pupa Milano presenta il massimo punteggio per la frequenza di aggiornamento su Twitter (una media di 7,04 tweet al giorno nel periodo di rilevazione) e per il numero di iscritti al canale YouTube (oltre 30.500 nel periodo di rilevazione).

    Deborah Milano presenta caratteristiche simili a quelle di Pupa Milano, sia per quantità che per qualità della presenza sui social network, ma con un livello di performance lievemente inferiore. Anche Deborah Milano punta alla comunicazione di prodotto e al dialogo con le utenti, coinvolgendo anche blogger e YouTuber per la realizzazione di tutorial. Da evidenziare in questo senso il livello di commenti sui video più popolari del canale YouTube (una media di 114,7 commenti per i 10 video più popolari), concentrati soprattutto sui video tutorial che coinvolgono le YouTuber più famose. Deborah Milano si distingue anche per l’utilizzo sia di Instagram che di Pinterest, attribuendo così un importante valore alla comunicazione visuale dei prodotti.

    Fra gli altri brand spiccano Kiko Make Up Milano per quanto riguarda il profilo Twitter dove è leader per i follower (49.900 nel periodo di rilevazione), retweet (una media di 8,10 nel periodo di rilevazione) e listed (il brand è inserito in 111 liste nel periodo di rilevazione). Il brand bergamasco attira inoltre un elevato numero di fan, grazie anche ad iniziative promozionali ad hoc (oltre 2 milioni nel periodo di rilevazione), ma non raggiunge i vertici della classifica per una presenza meno estesa sui social network considerati per l’analisi e per una minore efficacia del canale YouTube rispetto a quella dei primi due classificati.

    Da segnalare la performance di L’Oréal Paris per quanto riguarda la media di commenti e di like su Facebook (rispettivamente una media per post di 89,5 e 1573,75 nel periodo di rilevazione) e per il numero di visualizzazione dei caricamenti su YouTube (41.622.355 nel periodo di rilevazione). Il brand francese riesce quindi a guadagnare il quarto posto in classifica nonostante attui un presidio limitato di piattaforme: Facebook, YouTube e Google+. Infine, segnaliamo le performance di Yves Rocher per quanto riguarda la condivisione dei contenuti Facebook (una media di 1188,82 per post nel periodo di rilevazione), risultato ottenuto anche coinvolgendo le “consigliere di bellezza”, molto attive sulla pagina, e il numero di fan su Facebook di Nivea (13.267.517 nel periodo di rilevazione, un dato davvero notevole se si considera che si tratta di una pagina riservata al mercato italiano).

    Come detto all’inizio, una delle tendenze che emerge dall’analisi ed è ormai consolidata, è quella dell’utilizzo di tutorial realizzati coinvolgendo famosi make up artist oppure note make up YouTube e blogger, ma anche la presenza di una forte fidelizzazione in termini di marca e soprattutto di condivisione della filosofia del brand per quanto riguarda lo stile proposto o l’approccio alla cosmesi. In questa direzione spicca l’attenzione per gli inci (la composizione dei prodotti) da parte delle fan e clienti di brand che usano per esempio materie prime vegetali oppure che storicamente non effettuano test sugli animali.

    “Anche questo settore si presenta come peculiare rispetto alla comunicazione sui social network, e la concentrazione sulle piattaforme maggiormente diffuse nel nostro Paese mostra l’attenzione che i brand hanno nei confronti del proprio target, andando a intercettarlo nei luoghi e con gli stili comunicativi più adatti, anche ottimizzando gli investimenti – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. In questo senso la diversità delle performance si spiega anche in base al diverso mercato e caratteristiche dei brand considerati per l’analisi che spaziano dal mass market alla vendita diretta”.

    Quello della cosmetica – dichiara Nicolò Michetti – è da sempre un tema molto dibattuto sui social media. E’ un settore dove si parla molto di prodotto e dove la componente visiva è molto forte. Molti brand hanno saputo cogliere quest’opportunità, avviando una conversazione attiva con i propri interlocutori sulle più varie piattaforme social e rivelandone un uso maturo rispetto ad altri comparti. Chi eccelle deve il proprio successo non solo a un uso estensivo e accurato delle varie piattaforme, ma anche alla capacità di adattare sapientemente i messaggi e le storie alle diverse caratteristiche dei canali social, con la creazione di vere e proprie brand community.”

    La Ricerca sul settore Beauty

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico. Per questo report il campione dei brand beauty più rilevanti sul mercato italiano è stato definito a partire dai fatturati 2013 dei maggiori gruppi cosmetici, confrontato con la classifica degli utenti e quella della giuria dei Beauty Web Awards 2013 e definito in collaborazione con Cosmetica Italia – associazione nazionale imprese cosmetiche.

    Allora, che ne pensate di questa ricerca? Vi sorprendono questi dati relativi al Beauty?

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  • Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

    Twitter, al via le notifiche di messaggi o retweet in tempo reale

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    Ormai Twitter sta perfezionando quello che per tutti, nel giro di poche settimane, sarà il nuovo layout grafico che sta facendo molto discutere. Ma oggi si ha notizia di un’altra novità. Sempre nel giro di pochi giorni, sarà disponibile la funzione di notifica in tempo reale di messaggi o retweets

    Twitter è ormai alla ricerca di una propria anima, nuova. E questo lo si spiega semplicemente nel fatto che dalla IPO la company, guidata dal CEO Dick Costolo, deve necessariamente guadagnare e soprattutto dare più attenzione ai propri investitori. Un passaggio non da poco e lo si nota dalle recenti nuove funzionalità introdotte nelle ultime settimane. E tutte hanno fatto discutere tra i propri utenti, accusando una evidente similitudine con diretto competitor, ossia Facebook. Twitter deve recuperare in borsa ma anche deve recuperare numeri di utenti e con l’avvio della nuova piattaforma per l’advertising anche questa è una componente non da poco.

    E quindi, dopo aver ufficializzato il nuovo layout grafico che presto sarà attivo per tutti gli utenti (lo è già per una cerchia ristretta e per i nuovi utenti), molto ma molto simile a Facebook, ecco che Twitter rilascia una nuova funzionalità (anche questa attiva tra qualche settimana per tutti), cioè sarà possibile ricevere le notifiche il tempo reale dei messaggi, dei retweets e dei preferiti. Una volta che si accede a Twitter, ecco che compare a destra una notifica che vi segnala un DM oppure un nuovo follower. Quindi attraverso questa notifica si potrà rispondere in tempo reale al messaggio piuttosto che al RT.

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    E’ evidente per quanto già detto, Twitter mira a coinvolgere il più possibile i propri utenti e lo fa però rincorrendo altri schemi, forse già visti da qualche altra parte, ma non importa, ciò che conta è che gli utenti utilizzino sempre di più la piattaforma. Per fare una piccola similitudine, Facebook la notifica dei muovi messaggi la fa proprio in basso a destra, quando vi compare il nome della persona che vi sta scrivendo, con il riquadro in rosso dei messaggi che ha scritto, in tempo reale.

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    Ora, se pensate che questa funzionalità possa arrecarvi fastidio, basta andare nelle Impostazione, dal vostro account, e impostare da lì le notifiche.

    Allora, che ne pensate?

    (cover image credits: © wormig via Fotolia

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  • Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

    Alcune applicazioni per gestire la propria presenza sui Social Media

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    Dovendo gestire diversi canali in alcuni casi è consigliato dotarsi di alcune applicazioni che possano semplificare la gestione della propria presenza sui Social Media, migliorando l’esperienza con essi. Ad oggi sono decine le applicazioni che possono essere utili in questo senso, ma cerchiamo di fare una piccola panoramica

    Alzi la mano chi non usa almeno un’applicazione per gestire e migliorare la propria presenza ed esperienza sui Social Media. Se fossimo davanti ad una platea adesso forse le mani alzate sarebbero poche. Però, ad ogni modo, il panorama offre una vasta scelta, in alcuni casi anche troppo vasta, rendendo la scelta alle volte complicata. Allora cerchiamo di fare una piccola panoramica di applicazioni che possano davvero essere utili da questo punto di vista e per fare questo ci ispiriamo ad un post uscito di recente su Mashable che useremo come guida, inserendo anche altre applicazioni tra quelle suggerite. E poi attendiamo anche i vostri feedback e i vostri suggerimenti.

    Allora, come sapete Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Google+ (e si potrebbe continuare oltre, ma meglio fermarsi qui) richiedono impegno nella gestione dei vari canali e per ognuno di essi esistono diversi servizi esterni che possono aiutarci a gestire e a diffondere meglio anche in nostri contenuti. In alucni casi, vista la mole di lavoro da implementare è utile affidarsi alla programmazione di tweet, di statu, di posts. Ecco che nella vostra dotazione di applicazioni non deve mancare mai:

    Buffer: un must della serie “imposta e dimentica”, ossia è un’applicazione molto semplice da usare che offre un livello di efficacia molto alto. Permette di connettersi a Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e da un’unico form è possibile programmare e impostare i vostri contenuti. Una volta fatto, potete stare davvero tranquilli;

    TweetCaster: applicazione molto utile che raccoglie già 10 milioni di utenti e offre diversi tool per ottimizzare i vostri tweets.

    A questi due vi consigliamo anche due semplici tool come:

    Later Bro: strumento molto efficace che vi connette al momento solo con Facebook e Twitter, ma molto preciso;

    FutureTweets: anche questa browser app è molto semplice nell’uso e vi permette in pochi passaggi di programmare i vostri tweets con una buona precisione.

    Nel gestire la propria presenza sui Social Media, torna utile dare anche un’occhiata a chi vi segue, anche per essere sicuri che i vostri follower o fans siano effettivamente delle persone. Per controllare allora la vostra community potete usare:

    Fllwrs: traccia la vostra presenza su Twitter, indicandovi chi vi segue e chi non vi segue più. Tenete in considerazione il fatto che questa app invia in automatico dei tweet che aggiornano la vostra community su chi vi segue e chi ha invece deciso di non farlo più.

    Altra applicazione molto simile a quella appena vista è JustUnfollow, che vi permette di gestire i vostri followers anche su Instagram. L’app è anche utile offrendovi strumenti per analizzare i vostri followers segnalandovi non solo chi non vi segue più, ma anche gli inattivi.

    Cloak invece aiuta a gestire la vostra community quasi “reale, nel senso che attraverso Foursquare vi permette di evitare persone che in quel momento sono dalle vostre parti. Diciamo che è uno strumento anti-social, no?

    E adesso vediamo quelle app che davvero possono aiutarci a gestire l’enorme flusso di informazioni che ogni giorno ci passa davanti. E per tutti quelli che davvero non vogliono perdersi nulla, tra le app non può mancare:

    Hootsuite: vero strumento di organizzazione social, una delle applicazioni più affidabili e flessibili che esistono sul mercato. davvero permette di fare un sacco di cose, tra cui anche programmare i vari contenuti. Ad oggi si stima che siano quasi 10 milioni gli utenti che la utilizzano;

    IFTTT: “If This, Then That”, buona applicazione utile per gestire le vostre azioni sui social media. E’ un’applicazione molto utile e permette anche di salvare inautomatico dei contenuti su Dropbox una volta collegato. Ad esempio, se condividete un’immagine su Instagram, allora IFTTT provvederà a salvarla su Dropbox.

    Giusto per arrivare alla fine, vogliamo anche menzionarvi due applicazioni che siamo sicuri vi potranno tornare utili. Una è ManageFlitter, molto strutturata che permette davvero un controllo approfondito della vostra community e anche di programmare dei contenuti.

    E vi consigliamo anche PostPickr, applicazione italiana, che vi permette davvero di gestire al meglio i vostri contenuti. E’ in versione beta, ma fate richiesta e usatela, poi fateci sapere cosa ne pensate.

    Allora, vi sono sembrate utili queste applicazioni? Quali altre aggiungereste? Mandateci i vostri feedback!

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  • I Social Media sono sempre di più fonte di traffico per il retail [Ricerca]

    Una nuova ricerca di Experian Marketing Services, azienda di analisi e di ricerca sul web e social media, ha confermato che i Social Media sono una continua fonte di traffico per i siti web, anche per il settore retail. Pinterest si conferma il canale principe da questo punto di vista per i retailers, mentre Amazon.com è il sito retail più visitato dai Social Media

    Nuova ricerca da Experian Marketing Services rilasciata in questi giorni dal titolo “2014 Digital Marketer: Benchmark and Trend Report“, una ricerca corposa di 138 pagine ma che chiunque lavori sul web deve assolutamente conoscere per restare sempre aggiornato sui vari trends. E anche se fa riferimento al mercato Usa, come vedremo più avanti con i dati, questa non sminuisce il valore delle indicazioni importanti che la ricerca ci offre. Da questo corposo rapporto, quello di cui vi parliamo oggi è un aspetto che a molti sembrerà scontato, ma di fatto non lo è. I Social Media, per ritornare ancora una volta su questo aspetto, sono una voce di traffico importante per un sito web e questa interessante ricerca ce lo conferma. E sono importanti anche per i siti di vendita al dettaglio e anche per altri social network. La ricerca evidenzia che a Marzo 2014 il traffico verso i siti di retail è rappresentato dal 7,72% in rialzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il traffico era quantifica del 6,6%.

    E’ chiaro che i motori di ricerca sono ancora la principale fonte, anche se è utile leggere questo post di Riccardo Scandellari proprio su questo tema, ma è evidente che i Social Media stanno diventando sempre di più una consistente voce di traffico, proprio per il fatto che gli utenti usano sempre più spesso Facebook, Twitter, Pinterest anche come piattaforme su cui effettuare delle ricerche. La ricerca evidenzia che quello che stanno cercando di fare oggi i marketers è di far crescere le community nell’ottica di aumentare il coinvolgimento degli utenti/clienti, elevando il reach del brand. Operazione non sempre facile, ma diciamo che l’operazione è proprio questa.

    Lo strumento che i retailers stanno usando per veicolare i loro utenti verso i loro canali social media, secondo quanto evidenziato dal rapporto, sono le loro campagne di email marketing. E il canale che risulta essere più forte per i retailers da questo punto di vista è Pinterest che è quello che è cresciuto più di tutti in un anno. Pinterest risulta essere il più promosso, 64%, all’interno delle campagna di email marketing.

    Quindi Pinterest si conferma ancora una volta un social network che ha nel suo DNA un forte valore potenziale per i retailers e anche questa ricerca ce lo conferma.

    Ma dove vanno gli utenti una volta che hanno “consultato” i loro social network? La ricerca evidenzia da questo punto di vista, downstream traffic, che gli utenti vistano molto più spesso Amazon.com rispetto ad altri siti retail. Quindi dopo aver visitato facebook, YouTube o Pinterest, gli utenti si riversano su Amazon con più frequenza rispetto ad altri siti.

    Questa di seguito è la classifica dei primi 5 siti più visitati da Facebook:

    1. Amazon.com
    2. Walmart
    3. Zulily
    4. Target
    5. Beyond the Rack

    Questa è la classifica dei primi 5 siti più visitati da YouTube:

    1. Amazon.com
    2. Walmart
    3. GameStop
    4. Crutchfield
    5. Target

    E questa è la classifica dei primi 5 siti più visitati da Pinterest:

    1. Amazon.com
    2. Target
    3. Zulily
    4. Walmart
    5. Nordstrom

    Quindi la ricerca ci sottolinea che i Social Media sono una fonte importante di traffico per i siti di retail e questo è importante che i marketers lo sappiano, nel senso che è importante sapere da dove arriva il traffico verso un sito web. Concetto fondamentale. E poi da questo passaggio, quello che se ne avvantaggia più di tutti, stano a questa ricerca che si basa sul mercato Usa, è proprio Amazon.

    experian ricerca traffico

    Infine, come potete vedere dal box in alto, i Social Media sono sempre più fonte di traffico verso altri siti social. Questo dato è aumentato in un anno del 20% nel 2013. I motori di ricerca nonostante il 39% di click share, hanno visto ridursi la loro quota di traffico del 13%. E si è ridotta in maniera più consistente anche quella dai portali web, -41%.

    Se siete interessati a consultare e scaricare la ricerca, potete farlo da questo link.

  • VediamoPositivo, guardare la vita con positività

    VediamoPositivo, guardare la vita con positività

    vediamopositivo

    L’iniziativa di cui vi parliamo oggi è #VediamoPositivo, lanciata da Generali, la più grande compagnia di assicurazioni in Italia, attraverso la quale vuole lanciare un messaggio di positività agli italiani. E’ una iniziativa itinerante nelle piazze delle più importanti città italiane, dove compariranno dei grossi occhiali, dai quali osservare il mondo in un modo positivo. Fino al 3 Aprile sono a Bologna

    Di messaggi positivi in un periodo come questo ce n’è sempre bisogno, quindi ben venga anche l’iniziativa di Generali, il più grande gruppo assicurativo in Italia, che vuole lanciare un messaggio di positività con una iniziativa itinerante nelle più importanti città italiane. VediamoPositivo nasce dall’idea di cominciare ad osservare il mondo sotto un’altra ottica, che va al di là di quelle che possono essere le previsioni economico-finanziarie. Abbiamo bisogno di messaggi e di visione positive perchè ci incoraggiano e ci danno la forza per superare le difficoltà di tutti i giorni.

    L’iniziativa è iniziata lo scorso 21 Marzo quando nelle piazze di Roma, Venezia e Torino sono apparsi degli occhiali giganti attirando la curiosità di passanti e turisti. Il messaggio è quello di guardare la realtà che ci circonda attraverso questi occhiali con un colore diverso, il che significa abbandonare il grigiore delle difficoltà e guardare quello che ci circonda con un altro animo, più positivo appunto.

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    #VediamoPositivo a Bologna

    I grandi occhiali sono approdati da ieri a Bologna in Piazza del Francia e vi resteranno fino al 3 Aprile. Vi invitiamo dunque a fare un salto e guardare con i vostri occhi la piazza con un altro colore e poi condividete il vostro messaggio di positività, attraverso immagini e video, sui social network, usando l’hashtag #VediamoPositivo. Tutti i contributi attraverso Twitter e Instagram verranno raccolti sul sito VediamoPositivo.it.

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    #VediamoPositivo a Bologna Piazza del Francia

    Dopo questa prima fase, dal 6 Aprile partirà la campagna media attraverso Tv, Radio e Web. Le attività termineranno poi un’importante iniziativa di trade marketing, a sua volta pubblicizzata sul media web e guerrilla marketing che vedrà coinvolti direttamente i collaboratori delle varie agenzie su tutto il territorio nazionale.

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  • Banche e Social Media, anche gli Elefanti devono diventare Delfini

    Banche e Social Media, anche gli Elefanti devono diventare Delfini

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    Ecco le anticipazione del sondaggio di Social Minds che introduce alla seconda edizione della ricerca su Banche e Social Media, “La tua banca è social?”, che verrà presentata il prossimo 24 Giugno a Milano. Il sondaggio è rivolto ai clienti delle banche e il 58% di questi nell’ultimo anno ha interagito con le banche sui Social Media

    Social Minds uscirà a breve con la seconda edizione della ricerca “La tua banca è social?”. Per farlo, oltre al breve comunicato stampa, ci introduce il progetto tramite una serie di slide e una di queste è per me illuminante:

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    E’ molto interessante la risposta dei 150 clienti delle 47 banche prese in considerazione da Social Minds, poiché la risposta principale è – inaspettatamente, per me! – Delfino!

    Dico inaspettatamente perché ben il 65% degli intervistati sono clienti di banche Elefanti, le banche di mattone per intenderci, Spa e Popolari (Nazionali e Internazionali), ma anche BCC e Casse Rurali, le banche che esistono da centinaia di anni. Insomma, le banche che ad oggi stanno soffrendo di più la risalita di banche online o banche dirette, quelle in cui non si fa la fila, raggiungibili al telefono, tramite un sito web o con una app, le banche Delfino; banche che invece nella survey risultano essere casa del 35% di clienti.

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    Se infatti ascoltassimo l’uomo della strada, lo troveremmo spesso e volentieri scontento delle banche, ma nonostante questo non cambia conto o banca. E le banche, proprio in funzione della pigrizia dei propri clienti difficilmente modificano il loro modo di agire. Tuttavia non hanno potuto restare fuori dal mondo social e la ricerca ne è una dimostrazione.

    Questo forse spronerà le banche Elefanti ad evolvere in Delfini. 

    Infatti nell’ultimo anno ben il 58% dei clienti ha contattato almeno una volta la propria banca attraverso gli ambienti social:

    • il 42% via Facebook, che resta il social più utilizzato dagli italiani;
    • il 20% via Twitter;
    • l’11% attraverso community online riservate ai clienti.
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    Essere presente online permette al cliente di raggiungere innanzi tutto i commenti e le opinioni di altri clienti. Questo conferma quanto la vita virtuale e quella reale siano ormai un confine sempre più labile che andrà con il tempo assottigliandosi ancora di più. Non chiedo più, per assurdo, all’amico a cui non voglio fare sapere i fatti miei un consiglio, ma affido le “sorti finanziarie” a centinaia e centinaia di commenti positivi o negativi (diversificando quindi la risposta e magari anche il social in cui cerco). Inoltre il cliente pone anche domande  (51%) e cerca notizie (68%), diventando fan o follower della propria banca (56%).
    Essere presente online porterà alla banca, soprattutto se di stampo classico-elefantiaco, un alto valore aggiunto con i Social Media. I clienti la vedono infatti come una banca:
    • trasparente (41%);
    • veloce (38%): cerco una informazione e la trovo;
    • utile (35%): le banche sui Social possono fare per esempio formazione finanziaria;
    • collaborativa (32%): posso dare un consiglio e mi sento ascoltato.
    A mio avviso e senza avere letto il paper nella sua totalità, sarebbe curioso capire la parte psicologica delle necessità che spingono il cliente ad utilizzare la pagina istituzionale della banca. Cosa porta un cliente a mettere un like sulla pagina istituzionale? Cosa a seguirla soprattutto? E cosa si aspetta il cliente dalla pagina in questione?

    Inoltre, cosa vuole portare a casa la banca da un rapporto con il singolo like? Una persona che segue l’istituto, un nuovo cliente o anche qualcuno che migliora le qualità della stessa? E nel caso, si è pronti a reagire al cambiamento proposto?

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