Tag: social media

  • Twitter innovativo come strumento, ma conservatore nelle opinioni

    Twitter innovativo come strumento, ma conservatore nelle opinioni

    ricerca-twitter-opinioni

    Un recente studio, ad opera di Fei Xiong e Liu Yun della Beijing Jiaotong University, pubblicato sulla rivista Chaos, della AIP Publishing, American Institute of Physics, ha evidenziato che sulla base del monitoraggio di 6 milioni di conversazioni fatte a 140 caratteri, gli utenti tendono ad essere più conservatori

    Se vi state chiedendo se Twitter con i suoi 241 milioni di utenti e i 500 milioni di tweets al giorno sia in grado di plasmare le opinioni degli utenti, allora questa ricerca realizzata da due ricercatori, Fei Xiong e Liu Yun, della Beijing Jiaotong University e pubblicata sulla rivista Chaos appartenente alla AIP PublishingAmerican Institute of Physics, potrebbe fornirci qualche utile informazione. Perchè a quanto pare, giusto per dare una estrema sintesi della ricerca, prima di vederla in maniera più ampia, gli utenti su Twitter sono in grado di far girare informazioni e opinioni in maniera elevata, ma più che cambiare la loro di opinione tendono a essere più conservatori, impegnandosi però a cercare di modificare le idee degli altri sulla base della propria. Insomma, si tende ad essere più conservatori come atteggiamento, nonostante si utilizzi uno strumento all’avanguardia.

    aip-publishing-ricerca-twitter opinioniL’indagine dei due ricercatori è stata realizzata analizzando qualcosa come 6 milioni di tweets, di conversazioni (utilizzando le API), nel classico stile distintivo dei 140 caratteri, e portata avanti nei primi 6 mesi del 2011. Il campione più ampio all’inizio, è stato pi ridotto sulla base dei temi monitorati. L’analisi delle conversazioni è stata condotta seguendo come argomenti “iPhone 4” e “blackberry“, cercando di vedere l’evoluzione nel tempo delle stesse conversazioni, analizzandone anche il sentiment. Prima di passare a vedere cose ne è venuto fuori, è importante sottolineare, quanto già rilevato dagli stessi ricercatori, che questo tipo di ricerca risulta essere molto utile tanto per candidati politici tanto per le aziende, per comprendere come si evolvono le opinioni degli utenti sui Social Media.

    Allora cosa ha scoperto lo studio? Il risultato è che le opinioni degli utenti su Twitter evolvono molto rapidamente, all’interno di un ordine nel quale un parere risulta essere dominante e nel classico stile da social media, questo parere dominante su tutti gli altri, si rafforza man mano, grazie agli “endorsements” di gruppi sempre più vasti, e così facendo tendono ad essere più influenti. Ma dominante in questo caso non significa più capace di ottenere consenso, infatti la ricerca sottolinea proprio questo aspetto, ossia che anche l’opinione più forte in quel momento non è in grado di mettere tutti d’accordo. E, aspetto se vogliamo ancora più interessante della ricerca, è che quando gli utenti, che la pensano in maniera diversa e quindi in modo minoritario, si trovano di fronte a queste opinioni dominanti, ecco che non sono in grado grado di cambiare la loro di opinione. Altro aspetto rilevante, di questa interessante ricerca, è che gli utenti di Twitter tendono più a cercare di cambiare le opinioni altrui piuttosto che cambiare la propria.

    I due ricercatori, infine, ritengono che, nonostante la ricerca sia un po’ datata, questa si riveli comunque oggi molto utile per le due categorie a cui facevamo riferimento prima, ossia candidati politici e aziende e che comunque oggi possa essere migliorata integrando nuovi algoritmi per l’analisi sentiment. Dunque attraverso questa ricerca appare utile capire come si possa stimolare le opinioni e cercare di modificarle, ove queste risultassero, dalla semplice raccolta dei dati, irremovibili. Quindi sarebbe utile mettere in campo strategie rivolte proprio a questo, e vale sia per i candidati politici che per le aziende.

    Se volete consultare appieno la ricerca, allora andate su questo link e troverete tante informazioni utili

    Allora che ne pensate di questa analisi? Anche voi siete soliti a mantenere la vostra opinione quindi tendenzialmente conservatori o siete invece più aperti? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

    (cover image credits: © designaart via Fotolia)

     

     

  • Anche Kevin Bacon sarà al prossimo Festival of Media Global 2014 di Roma

    Anche Kevin Bacon sarà al prossimo Festival of Media Global 2014 di Roma

    festival-of-media-global-roma-2014

    Dal 6 all’8 Aprile il Festival of Media Global 2014 si terrà a Roma e sarà presente anche Kevin Bacon, attore pluripremiato e “king of connestions. Il festival è l’occasione per esplorare le tendenze globali nell’ambito del content marketing, dei dati, della tecnologia indossabile e del mobile. Tra i relatori manager di Johnson&Johnson, Net-a-Porter, Twitter e Forbes

    Il Festival of Media Global sta per arrivare, si terrà infatti da domenica 6 a martedì 8 Aprile a Roma, presso il Rome Cavalieri Hotel. Il festival quest’anno sarà focalizzato sia su tecnologia, innovazione e strategie che rendono l’industria dei media più connessa che mai, sia sulle previsioni per il futuro ed il radicale cambiamento prodotto proprio dalle nuove tecnologie. All’evento sarà presente anche Kevin Bacon, famoso attore e “king of connections”, che offrirà il suo punto di vista verso le sfide globali che ci attendono.

    Kevin-Bacon

    E proprio nel 2014 compie 20 anni il suo “SixDegrees of Kevin Bacon” forse il primo esempio di fenomeno sociale il cui concetto, basata su un gioco ma poi diventato una vera e propria teoria considerata anche da Google nel suo graph individuando proprio il “bacon number”, stabilisce che tra due persone sulla terra esistono almeno sei livelli di conoscenza.

    Insieme a Bacon ci saranno anche:

    • Kimberly Kadlec, worldwide VP global marketing group, Johnson&Johnson – “Empowered Consumers”
    • Craig Hepburn, global director, social media and digital of Nokia – “Media Directors Forum”
    • Lewis D’Vorkin, chief product officer, Forbes – “Content Disruptors”.

    Bacon, Kadlers e gli altri relatori condurranno dunque sessioni dedicate alle principali tendenze attuali nell’ambito dei media, dai contenuti ai little e big data, dal futuro della pubblicità in un mondo ‘multischermo’, alla tecnologia indossabile, al native advertising e al programmatic buying, solo per citare alcune tematiche.

    Inoltre Bob Pittman, fondatore di MTV e attuale CEO di Clear Channel Communication terrà una conversazione con Charlie Crowe, presidente del Festival of Media, durante la quale ci darà la sua visione del futuro dei media e del ruolo che la tecnologia sta giocando nel trasformare le comunicazioni.

    Abbiamo risposto al rapido cambiamento di passo e alla crescita dell’industria offrendo il programma più ampio e diversificato mai proposto, con un maggior numero di relatori per coprire i temi più impellenti nell’ambito dei media, dal content marketing al native advertising fino alla tecnologia indossabile. Guardiamo inoltre al futuro, esaminando tendenze, strategie ed elementi di rottura che stanno ridisegnando il settore.” – dice Crowe – “Non soltanto l’evento di quest’anno è più ampio e approfondito, ma la nuova location, il format e il programma, forniranno ai partecipanti numerose opportunità, non solo di apprendimento ma anche di business nell’ambito di un industria dei media più globale e tecnologicamente interconnessa che mai.”

    La tre giorni si preannuncia ricca di  spunti e di temi da affrontare e vi segnaliamo anche altre interessanti presentazioni come quelle:

    • “Social TV” – Steve Haskar, president, global product leadership, Nielsen
    • “Playing with Data” – David Collet, director, Perform/OPTA assieme a Riccardo Nasuti, digital content manager, AS Roma Football Club
    • “Commerce, Loyalty& the Mobile Future” – Sarah Watson, group mobile manager Net-a-Porter
    • “Stories From the Future” – Sergio Bertolucci, director for research and scientific computing, CERN

     Nel corso delle conferenze, un panel di giudici, scelti fra le personalità di punta del settore, esaminerà le 19 categorie dei Festival of Media Global Awards 2014. A guidare la giuria ci sarà Sameer Singh, VP of global media per GlaxoSmithKline. Tra gli altri giudici possiamo citare Venky Balakrishnan, global vice president for marketing innovation di Diageo e Tom Gill, global media director di Heineken International.

    Gli Awards di quest’anno prevedono inoltre quattro nuove categorie, per premiare il meglio dell’industria dei media: The Best Content Creation Award, Consumer Research Award, The Data Innovation Award, The Retail Award.

    Il Festival of Media Global è organizzato da Csquared ed è l’unico evento dedicato all’industria dei media, riconosciuto per la sua capacita di unire le figure di più alto profilo e i senior decision makers da tutto il mondo dell’advertising, dei media e del marketing.

    Potete seguire tutti gli aggiornamenti sul sito ufficiale dell’evento e anche attraverso l’account twitter @FestivalOfMedia. Hashtag da seguire è #FOMG14.

    [divider]
    FOMG_conf_stage2_600X150_

    [divider]

  • Ecco i migliori strumenti per gestire i Social Media [Infografica]

    Da G2 Crowd, piattaforma di recensione di software per il business, ecco una classifica che elenca quelli che sulla base di 350 recensioni sono risultati essere i migliori strumenti per gestire i Social Media. Leader di questa classifica è Hootsuite, definito anche il miglior strumento per la customer satisfaction

    Gli addetti ai lavori, ma anche semplici utenti, sanno certamente cosa significa gestire i social media, lavoro non facile di certo, ma per fortuna esistono sul mercato validi strumenti che aiutano nella gestione e nelle varie pubblicazioni da trattare. E siccome ne esistono tanti, spesso ci si chiede quale sia quello più affidabile, quello che riesce meglio a soddisfare certe esigenze. Difficile dare una risposta precisa anche perchè molti di questi strumenti hanno raggiunto un livello di qualità e affidabilità molto alto nel tempo, però riuscire ad avere qualche suggerimento, qualche consiglio, come si sa, non fa mai male. E quindi risulta più opportuno sapere che esiste una piattaforma online, in versione beta, che si chiama G2 Crowd sulla quale gli utenti possono recensire vari software orientati al business. Qualche giorno fa G2 Crowd ha rilasciato i risultati, sulla base di 350 recensione degli utenti su The Grid il motore specifico attraverso cui sono state raccolte le recensioni, di quelli che sono stati classificati come i migliori software per gestire i Social Media. I prodotti presi in considerazione erano 13.

    HootSuite, tool che non ha bisogno certo di presentazione, è risultato essere recensito come strumento Leader con una valutazione alta anche per quanto riguarda la customer satisfaction (96% di soddisfazione); poi altro tool ben recensito è TweetDesk, anch’esso menzionato come Leader. Poi ci sono strumenti come Sprout Social (9o%), GroSocial (90%), AgoraPulse (91%) e Sendible (59%) definiti “High Performers“, nel senso che hanno ricevuto alti punteggi di soddisfazione del cliente, ma hanno ricevuto punteggi inferiori su altri livelli di considerazione.

    Come certamente saprete, molti dei tools per gestire i social media offrono anche possibilità di monitoraggio e di analisi dei dati insieme alle funzionalità classiche legate alla pubblicazione di contenuti. E dunque, nel complesso, coloro che hanno recensito i vari tools hanno espresso l‘81% di soddisfazione per quanto concerne le caratteristiche di “social marketing” delle piattaforme di gestione dei social media. Gli utenti hanno poi dichiarato di essere molto soddisfatti per quanto riguarda le funzionalità di condivisione, l’88% ha espresso pareri positivi; mentre sono meno soddisfatti delle funzionalità alla social advertising, lamentando le possibilità ristrette che offrono i tools di gestione presi in esame, solo il 70% sostiene di essere soddisfatto.

    Nell’infografica in basso vedete altri punti evidenziati dalle recensioni e notate che quelli che sono “altamente raccomandabili” sono HootSuite, GroSocial e AgoraPulse.

    E voi quali strumenti utilizzate? Fateci sapere la vostra esperienza in merito e se condividete questo risultati e scriveteci tra i commenti.

    strumenti-social-media-infografica-g2-crowd

    (cliccate l’immagine per ingrandirla)

  • Ecco quanto è digitale il Vino italiano [Infografica]

    Ecco quanto è digitale il Vino italiano [Infografica]

    ricerca-vino-digital-social-media

    Oggi, grazie alla ricerca di FleishmanHillard Italia, una delle più importanti società di comunicazione, conosciamo la classifica riguardo alla presenza online delle prime 25 aziende vinicole selezionate per fatturato. Si evidenzia più quantità che qualità sui social network; ancora poco sfruttato l’e-commerce

    L’ultima volta che ci siamo occupati di vino e digital è stato un paio di anni fa con una ricerca che mirava a scoprire quali fossero i luoghi digitali che più parlavano di vino, scoprendo che sui social network se ne parlava poco. Oggi ritorniamo sull’argomento, con dati aggiornati, grazie alla ricerca di FleishmanHillard Italia, una delle più importanti società di comunicazione a livello mondiale, che ha analizzato, fino al novembre 2013, la presenza e le attività online delle prime 25 aziende vinicole italiane per fatturato, secondo l’ultima indagine annuale condotta da Mediobanca (aprile 2013). Stiamo parlando di un settore strategico per l’economia del nostro paese e vale quasi 9 miliardi di fatturato annuo.

    Le caratteristiche che sono subito risultate evidenti è che, rispetto alla ricerca a cui facevamo riferimento prima, sui social network si registra molta più quantità che qualità, infatti la maggior parte delle aziende vinicole usa i social media ma poche badano alla cura dei contenuti; e che in questa ricerca le aziende vinicole prese in esame devono ancora lavorare molto in ottica storytelling, attività necessaria per raccontarsi e farsi conoscere meglio, e resta molto da fare in ottica e-commerce, ancora poco sfruttato. Buono invece l’approccio al Mobile. Va detto che non mancano casi di eccellenza, ma l’impressione è che ancora molto si deve fare per “digitalizzare” al meglio il settore del vino.

    [dropcap]Q[/dropcap]uesta ricerca evidenzia il dinamismo e la capacità di cambiamento del settore vinicolo italiano. Tuttavia il processo di digitalizzazione è ancora di fase di consolidamento e per ora il comparto sembra essere più caratterizzato dalla quantità che dalla qualità, pur non mancando casi di eccellenza”, ha commentato Alessandra Fremondi, Senior Consultant e responsabile dell’area Food&Beverage di FleishmanHillard Italia. “Le principali opportunità che vediamo sono rappresentate da strategie di comunicazione basate su un adeguato storytelling, dall’e-commerce e, soprattutto in ottica esportazione, dalla capacità di rispondere alle peculiarità digital dei diversi mercati, inclusi motori di ricerca e social network”.

    L’analisi, svolta sia su parametri qualitativi che quantitativi delle principali società del settore del vino Made in Italy, ha messo in luce il primato online della Compagnia De’ Frescobaldi, seguita da Masi Agricola, Mezzacorona, Gruppo Santa Margherita e P. Antinori.

    In basso potete vedere la classifica completa delle 25 aziende vinicole analizzate, mentre in basso potrete consultare l’infografica con tutti gli altri dati.

    classifica-indagine-vino

    Altri caratteri salienti che la ricerca ha evidenziato riguardano i siti aziendali e da questo punto di vista si è notato che:

    • quasi tutte le aziende hanno compreso l’importanza della fruizione del sito da dispositivi mobili, non dimenticando che, secondo i più recenti dati rilasciati da Iab Italia, oggi il 41% della popolazione attiva su Internet accede non solo da pc ma anche da terminali diversi, smartphone e tablet;
    • l’ottimizzazione dei siti (Search Engine Optimization), che consente di comparire tra le prime pagine nei motori di ricerca, è un elemento che ad oggi resta solo parzialmente sviluppato dalle aziende. Infatti, solo la metà dei siti analizzati ha un Google PageRank soddisfacente, e il numero di link-in che rimandano ai siti è ancora piuttosto esiguo;
    • resta invece quasi del tutto non presidiata, con solo 1 azienda sulle 25 considerate, la disponibilità sul sito corporate di un servizio di e-commerce direttamente gestito dalla società.

    Per quanto riguarda l’approccio ai Social Media, l’indagine evidenzia che:

    • le aziende vinicole prese in esame hanno in buona parte mosso i primi passi verso il mondo social, mostrando in generale una buona presenza sulle principali piattaforme. Dal punto di vista quantitativo, in testa alla classifica dei social network è presente Facebook, utilizzato da 17 aziende su 25, seguito subito dopo da YouTube con 15 aziende e solo in terza posizione da Twitter, usato da 11 aziende;
    • l’analisi quantitativa ha inoltre dimostrato che le potenzialità di Pinterest e Instagram, i due social network più giovani e dove l’immagine ha un ruolo fondamentale, vengono sfruttate in minima parte, essendo canali ad ora presidiati soltanto dal 28% del campione preso in esame (7 aziende su 25);
    • l’analisi qualitativa focalizzata sulla frequenza di aggiornamento ha invece evidenziato che solo il 64% delle aziende analizzate ha pubblicato un post sulla propria pagina Facebook nell’ultima settimana presa in considerazione; in Twitter, nel 99% dei casi l’ultimo tweet è invece avvenuto negli ultimi sette giorni. Infine, nel canale YouTube del 34% delle aziende vinicole l’ultimo video risale agli ultimi 6 mesi presi in esame.

    Volendo fare qualche considerazione conclusiva, abbiamo già evidenziato la poca qualità dell’uso dei social media da parte delle aziende vinicole e di conseguenza è necessario rivolgere maggiore attenzione ai contenuti, quindi è necessario pianificare una strategia adeguata che dia modo di aprire alla conversazione con gli utenti, dando spazio al coinvolgimento. Non basta soltanto esserci, come più volte vogliamo ricordare, ma è necessario saper usare i social media, alimentando la conversazione e l’engagement avendo cura dei contenuti. Meglio cominciare a considerare le grandi opportunità che possono offrire al settore social network come Pinterest e anche Instagram, sfruttando le caratteristiche del “visual storytelling”. Le immagini oggi giocano un ruolo importante e le aziende che producono vino da questo punto di vista hanno molto da raccontare. E sarebbe opportuno cominciare a considerare la presenza anche su social network come QZone (Cina) e VKontakte (Russia), per aprirsi ad un pubblico sempre più internazionale.

    E’ opportuno anche ottimizzare la propria presenza sul web, in ottica di ottimizzazione sui motori di ricerca. Da questo punto di vista è necessario dedicarsi alla creazione di contenuti che siano ottimizzati e, se possibile, meglio cominciare a considerare l’ottimizzazione in ottica di internazionalizzazione, guardando a motori di ricerca come Yandex, definito il Google russo, e anche a Baidu (Cina).

    Infine, l’e-commerce è un fattore altamente strategico per un settore come quello del vino. Di conseguenza, detto anche banalmente, è opportuno che i siti aziendali delle aziende vinicole abbiano al loro interno un’implementazione che consenta agli utenti di poter acquistare online. Al di là di tutte le considerazioni che si possono fare, giuste e opportune, mettere in pratica una prima soluzione come quella delineata migliorerebbe di molto la situazione offrendo alle aziende nuove opportunità di crescita, senza trascurare l’alto ritorno in termini di immagine.

    ricerca-vino_infografica-analisi

    [divider]

  • La King Digital sbarca a Wall Street: mossa vincente o una nuova Zynga?

    La King Digital sbarca a Wall Street: mossa vincente o una nuova Zynga?

    candy-crush-saga king digital

    Stando a guardare i numeri, la casa madre di “Candy Crush Saga” dovrebbe quotarsi immediatamente: nel 2011 aveva un fatturato di 63,9 milioni di dollari, chiude invece il 2013 con 567,6 milioni di utili! Tuttavia la londinese King Digital ha il 78% del suo fatturato concentrato nell’app delle caramelle e potrebbe dunque subire un arresto nella crescita proprio dopo l’entrata in borsa, nel caso Candy Crush lo subisse

    Tratto personalmente temi economici che ricadono sul quotidiano delle persone. Tuttavia, analizzando nel dettaglio il prossimo sbarco a Wall Street di King Digital Entertainment, non vedo cambiamenti per gli amici che utilizzano tutti i giorni l’app delle caramelle. E’ interessante però chiedersi quanto possa durare la parabola ascendente della società londinese, per farsi una opinione nell’acquisto delle azioni.

    In base agli utili fatti da King Digital, la sua offerta d’acquisto potrebbe attestarsi intorno ai 500 milioni di dollari, ed arrivare poi intorno ad un valore tra 1 e 5 miliardi. Ci si chiede come possa una società, conosciuta solo per una applicazione che muove caramelle, arrivare tanto in alto. Ma partiamo col mettere sul piatto che dal 2011 ad oggi il fatturato della società è cresciuto del 2842%.

    Questo dato nasce proprio grazie alla creazione di Candy Crush, la quale permette l’interazione del Social durante il Gaming; nasce grazie a colori brillanti che ti attaccano allo schermo così come alla voglia di competizione insita nell’essere umano. Candy Crush può infatti essere condiviso con i propri amici su Facebook, si possono chiedere aiuti per superare i livelli e la sfida non è quindi solo contro lo smartphone.

    I numeri che è riuscita a portare a casa King Digital sono spaventosi: stiamo parlando di 1 miliardo di partite giocate e 93 milioni di utenti unici al giorno!

    E ovviamente la matrice “utenti (93 milioni) * partite (1 miliardo)” genera altro enorme fatturato da quei piccoli .89 cents che di tanto in tanto vengono chiesti per passare quel livello, distruggere quella caramella o avere quell’attrezzo speciale.

    Tuttavia, come suggerivo ad inizio articolo, la King Digital Entertainment ricorda l’esperienza già vissuta degli investitori con Zynga (produttori di Farmville) che, finito l’entusiasmo per l’orto tra i profili di Facebook, subirono un tracollo sul titolo del 70% circa. Il problema per la King potrebbe chiamarsi ancora Candy Crush, non avendo diversificato a dovere i loro sforzi: basti pensare che il secondo titolo in download del gruppo fa “15 milioni di utenti unici * 100 milioni di partite/giorno”. Passato il momento di questo gioco, e si sa quanto in fretta corrano i tempi oggi, King digital potrebbe trovarsi quotata in borsa senza avere più il suo cavallo di battaglia in campo a combattere.

    zynga candy crush

    Il rischio che un investitore si porta a casa è quindi davvero importante e nel caso sia l’unico investimento fatto forse decisamente troppo.

    [divider]

  • Ecco come usano Twitter i neo ministri del #governorenzi [Infografica]

    Ecco come usano Twitter i neo ministri del #governorenzi [Infografica]

    governorenzi_infografica-cover-1 ministri

    Il #governorenzi, dopo aver ottenuto la fiducia al Senato la notte scorsa, si appresta oggi a ottenere la fiducia alla Camera. E per questa occasione IQUII ha realizzato una infografica che ci offre un quadro completo di come i neo ministri usino Twitter. Renzi è il più seguito, ma speriamo che da oggi tutti lo trasformino in strumento per dialogare

    Da ieri il nuovo #governorenzi ha ottenuto la fiducia al Senato. Un governo che, con l’Italia ancora lontana dal 2.0 visto il dato raccapricciante del 34% dei cittadini che non ha mai utilizzato internet (dati Eurostat), dovrebbe in realtà puntare su di una burocrazia accessibile, comprensibile e veloce per migliorare le condizioni dei cittadini stessi.

    Io, da cittadina, mi immagino l’agenda digitale come un Google Calendar pubblico dal quale poter seguire le vicissitudini dei ministri che stanno facendo le mie veci.

    Ora, poiché questa è un mio desiderio non [ancora] attuabile [Google pensaci tu!], ad oggi il vero canale aperto nell’interazione cittadino-politico è effettivamente solo Twitter. I numeri dicono che sarà difficile avere i ministri come follower, ma che indubbiamente gli account sono seguiti dai ministri stessi o da loro team. Renzi utilizza addirittura una interessante combinazione: Hangout live [una videoconferenza in diretta da Google+] mentre sul suo tablet scorrono veloci i tweet ai quali risponde. Ad alcuni anche scrivendo!

    E allora, difficoltà nel farsi sentire a parte, ecco che IQUII propone una interessante infografica che analizza proprio questo rapporto tra politica e cittadini.

    I dati raccolti si riferiscono alla data del 23 Febbraio 2014, quindi potrebbero subire qualche variazione con il passare del tempo, ma il quadro è ottenuto interrogando le API di Twitter. Come era prevedibile Matteo Renzi, oggi Presidente del Consiglio, è il più seguito del governo con 857 mila followers (ed è anche il più “anziano” essendo sbarcato su Twitter nel 2009). Dopo il passaggio di ieri in Senato, si appresta oggi ad affrontare la Camera dei Deputati per ottenere la fiducia; le operazioni dovrebbero chiudersi in serata.

    Tra i più seguiti, dopo Renzi, segue Angelino Alfano (su Twitter dal 2010), Ministro degli Interni, anche se molto distaccato dall’ex sindaco di Firenze, con 165 mila followers; dietro di lui si piazza Dario Franceschini (anche lui su Twitter dal 2009) con 119 mila followers ed infine Maurizio Lupi, con 71 mila followers.

    L’attuale Ministro degli Esteri, Federica Mogherini (su Twitter dal 2012), è il ministro con più following, seguendo ben 7.384 utenti; a ruota poi Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, seppur ben distanziata, con poco più di mille utenti seguiti. Il ministro che segue meno utenti di tutti è Maria Elena Boschi, infatti ne segue solo 29.

    Tra i ministri che twittano di più, Roberta Pinotti (su Twitter dal 2010) è quella che lo fa di più infatti si piazza in prima posizione con 6.911 tweets, segue poi Maurizio Lupi (arrivato su Twitter nel 2011), con quasi 6 mila tweets.

    E di cosa parlano i neo ministri del #governorenzi? L’indagine di IQUII ha preso in esame gli ultimi 100 tweets dei neo ministri ed è venuto fuori che una delle parole più presenti è “ST”, ossia “staff”. Seguono poi “governo”, “lavoro”, “legge”, “paese” e “Renzi”. Si capisce come il “lavoro” sia il tema centrale di questo nuovo governo. È altrettanto evidente che buona parte di questi account non sono gestiti direttamente dai ministri, ma da un team che lo fa per loro.

    Sarebbe bello se alla prossima occasione quelle due lettere scomparissero: il dialogo coi cittadini risulterebbe aperto, diretto e proficuo. Alternativamente l’account urlerebbe come un megafono pensieri e idee con le quali è impossibile confrontarsi. Verrebbe meno il significato stesso di poter utilizzare strumenti come Twitter per interagire e dibattere con i propri followers.

    Di seguito l’infografica completa:

    governorenzi_infografica ministri

    [divider]

  • Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

    Facebook e l’affare WhatsApp: takeover o engagement?

    facebook-engagement-whatsapp

    L’affare WhatsApp concluso da Facebook continua a tenere banco sui Social Media e non solo. La cifra pagata e i retroscena che coinvolgono Google continuano a far discutere. Oggi proviamo ad analizzare l’affare anche dal punto di vista finanziario chiedendoci se si tratti solo di takeover oppure di un’operazione orientata all’engagement

    Nei giorni scorsi il mondo si è trovato disorientato di fronte all’acquisizione di WhatsApp da parte del colosso Facebook. Non solo le time-line erano intasate di articoli riguardanti la cifra dell’accordo, ma i professionisti dei Social Media si sono chiesti come questo evento potrà in futuro cambiare una piattaforma pulita e libera come WhatsApp.

    [ironia della sorte, mentre scrivo questo post, i server di WhatsApp sono down da circa 3 ore].

    Di pari passo le frasi taglienti sono arrivate anche dal mondo della finanza. Capire perché una società che fattura 50 milioni di dollari possa essere pagata ben 19 miliardi è tuttora difficile e cercheremo di spiegarlo nelle prossime righe. Sicuramente il prezzo che vi abbiamo riportato è una semplice moltiplicazione:

    costo utente WhatsApp * numero totale utilizzatori.

    facebook-paga-42-dollari-per-utente-whatsapp

    Il capitale quindi non è valutato evidentemente solo in base al fatturato o alla capitalizzazione di borsa, bensì al capitale umano, cioè quanto posso guadagnare da un contatto che possiedo dal momento in cui questi è effettivamente attivo.

    Le strade tuttavia qui possono essere due e, non essendo Mark, cercherò di mostrarvi le possibilità che si sono aperte con questo acquisto:

    1. WhatsApp è stato acquistato per ingrandire il bacino di utenza di Facebook, rincorrere Google e come Google+ avere persone che quotidianamente aprono un account collegato direttamente al social. L’applicazione è infatti semplicissima, riceve circa un milione di download al giorno e, a differenza di molte altre app, ha ben il 70% di utenti attivi che utilizzano il servizio di messaggistica. In linea insomma con la mission di Facebook indicata nel post di acquisizione: “make the world more open and connected”.
      WHATSAPP_chart_2
    2. WhatsApp è stato acquistato per un takeover crudele e strategico, come ogni buona società quotata a Wall Street che si rispetti deve fare per conquistare il mercato. Si ritene infatti che a breve il traffico mobile possa superare quello desktop. Per questo motivo, avendo perso la sfida in molti mercati sulla messaggistica istantanea, Facebook potrebbe distruggere le basi sulle quali era stata costruita una applicazione:
      tumblr_inline_n19kcby0jA1qzzumw
      Centinaia di milioni di utenti avevano fornito completa fiducia [cioè: rubrica e privacy] grazie a questo piccolo post-it e buttarlo nel cestino potrebbe essere un’ottima strategia per convincere gli utenti a cambiare piattaforma.

    Nel primo caso andrebbe velocemente a raddoppiare gli utenti, poiché la crescita di WhatsApp è ormai esponenziale. Nel secondo  caso non avrebbe comunque rimesso nulla, in quanto gli attuali concorrenti di WhatsApp dovrebbero spartirsi la fetta di mercato e Messenger se ne porterebbe via una parte.

    WhatsApp era in concreto una concorrente terza oltre a Facebook e Google [che si è scoperto in seguito abbia tentato l’acquisto senza riuscirci] sulla quale gli utenti mobile spendevano circa 25%. Inglobarla o fermarla sono le soluzioni più adeguate per guadagnare istantaneamente terreno sull’avversario. E in questo caso Facebook ha fissato un prezzo per avvicinare chi sembra già avere in pugno servizi imprescindibili nel mondo 2.0!

    [divider]

  • Sanremo 2014, solo 162 mila i tweets nella terza serata [Infografica]

    Sanremo 2014, solo 162 mila i tweets nella terza serata [Infografica]

    Sanremo 2014 nella terza serata, quella di ieri, praticamente rispetto alla prima di martedì, i tweets si sono dimezzati. Infatti la terza serata della 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana fa registrare 162 mila tweets, secondo quanto riporta Audisocial Tv®, l’Osservatorio permanente di Reputation Manager

    Riuscire a tenere il ritmo della prima serata, quando Sanremo 2014 fece registrare ben 335 mila tweets, sebbene fosse realizzabile, era in effetti difficile che potesse accadere. Ma riuscire a dimezzare quel potenziale in sole tre serate, non era di certo immaginabile. Ed è quello che è successo nella terza serata, quella di ieri della 64esime edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Infatti, secondo quanto rilevato da  Audisocial Tv®, l’Osservatorio permanente di Reputation Manager, i tweets complessivi sono stati poco meno di 162 mila, per la precisione sono stati 161.782 tweet inviati da 35.582 utenti unici. Ma c’è anche da dire che ieri andava in onda Masterchef.

    Ricordiamo che la fase di monitoraggio riguarda l’andamento degli hashtag su Twitter e l’interazione sulla Fan Page ufficiale “Festival di Sanremo” su Facebbok.

    Sanremo 2014 su Twitter

    Gli hashtag più utilizzati per commentare la puntata sono stati: #sanremo2014 (89%), #Staisanremo (7%), #sanremo (4%).

    Tra i big in gara, Noemi è stata la più twittata con il 38% dei tweet, seguita da Francesco Renga (14%), Arisa (11%), Giusy Ferreri (9%), Francesco Sarcina (8%), Raphael Gualazzi (7%), Perturbazione (7%), Renzo Rubino (6%), Giuliano Palma (5%), Antonella Ruggero (4%), Frankie Hi-Nrg (4%), Riccardo Sinigallia (4%), Cristiano De Andrè (2%), Ron (1%).

    Mentre per quanto riguarda le nuove proposte, Rocco Hunt è stato il più twittato tra i giovani che si sono esibiti ieri sera con il 57% dei tweet, seguito da The Niro (18%), Vadim (13%) e Veronica De Simone (14%).

    Nella serata di ieri i tweets sui conduttori si sono distribuiti quasi in egual misura, 53% per Fazio e 47% per Littizzetto, la quale ha suscitato più reazioni rispetto alle serate precedenti grazie al suo monologo che è stato molto commentato, sia in positivo che in negativo.

    arbore-sanremo-2014

    Per quanto riguarda gli ospiti, Renzo Arbore ha conquistato la scena sia sul palco che sui social ottenendo il 60% dei tweets, seguito da Damien Rice (25%), Luca Parmitano (11%) e l’Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice (5%) che ha aperto la serata con l’omaggio al maestro Claudio Abbado.

    Il momento più twittato della serata è stato invece il flashmob a sopresa dei “Shai Fishman and the a cappella all stars”, che dopo la finta contestazione di uno spettatore organizzata a tavolino da Fazio e i suoi, si sono esibiti in una performance gospel tra il pubblico. Uno scherzo ben riuscito, come ammette il direttore di Rai 3, Andrea Vianello:

    I messaggi ironici sono sempre quelli più apprezzati dal pubblico di Twitter, infatti i tweet più retwittati in assoluto sono stati quelli di Spinoza:

     

    Dicevamo prima di Masterchef andato in onda ieri in contemporanea con Sanremo 2014, nella sua normale programmazione così come accadde anche lo scorso anno, e l’hashtag #MasterchefIt è stato molto twittato e molti si sono divertiti a fare battute e confronti, a cominciare dall’account del giudice Joe Bastianich che ha twittato:

    E dall’account “Rachida Grazi Grazi” parodia dell’ormai celebre concorrente marocchina:

    Sanremo 2014 su Facebook

    Sulla Fan Page ufficiale di Facebook hanno interagito 3.984 utenti attivi che hanno prodotto 8.851 post e commenti totali, e risposto ai post dell’amministratore della pagina con 67.949 like.

    Il post con più like condivisioni e commenti è l’arrivo sul palco di Rocco Hunt: “#​S​a​n​r​e​m​o​2​0​1​4​ ​-​ ​#​N​u​o​v​e​P​r​o​p​o​s​t​e​ ​-​ ​A​d​e​s​s​o​ ​s​u​l​ ​p​a​l​c​o​:​ ​R​o​c​c​o​ ​#​H​U​N​T​ ​(​c​o​d​i​c​e​ ​0​1​)” (7.699 like, 320 condivisioni e 311 commenti).

    Allora, che ne pensate? State seguendo anche voi Sanremo 2014 attraverso i Social Media? Raccontateci cosa ne pensate.

    Sanremo 2014, infografica della terza serata

    sanremo_2014_Infografica-20-feb-2014-Reputation-Manager

  • Gestire l’Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media [Formazione]

    Gestire l’Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media [Formazione]

    L’attività di Ufficio Stampa nell’era dei Blog e dei Social Media è cambiata, sono cambiati gli scenari. Le relazioni adesso vanno anche costruite online con bloggers, giornalisti online, influencers. Per fare questa importante attività bisogna prepararsi bene. Per questo motivo vi suggeriamo il nuovo corso di Noetica “Ufficio stampa e PR online” che si terrà a Bologna il prossimo 6 e 7 Marzo 2014

    La Comunicazione nell’era del Web 2.0 e dei Social Media è cambiata e ogni giorno qui sul nostro blog cerchiamo di raccontarvi come essa sta cambiando, come sta evolvendo. Lo scenario per come lo abbiamo sempre conosciuto è cambiato, meglio è mutato, nel senso che i paradigmi tradizionali sono tramontati, lasciando spazio a nuovi modi di comunicare che privilegiamo il dialogo aperto, la dinamicità. E in questo scenario anche l’attività di Ufficio Stampa è cambiata, si è evoluta e si è adeguata ai nuovi scenari che via via stanno prendendo forma. Adesso le relazioni vanno cercate, costruite e mantenute anche con i bloggers, con i giornalisti online e anche con influencers, ossia personalità particolarmente interessanti e competenti nella loro sfera di azione e appunto di competenza.  E non è un’attività facile questa, serve prepararsi bene, cogliere le competenze necessarie  e essere dotati di qualità particolari.

    Prima di tutto è necessario saper scrivere bene sul Web; bisogna poi essere in grado di cercare sempre nuovi contenuti e soprattutto moderare le conversazioni attraverso i social media. E come fare per attrezzarsi bene? In questo caso la Formazione è fondamentale e assume un valore dal quale non si può prescindere, in cui crediamo molto. E per questo vi suggeriamo il nuovo corso di Noetica, società di consulenza e formazione bolognese, che si terrà a Bologna il 6 e il 7 marzo 2014, “Ufficio Stampa e PR online”. Il corso si rivolge a ad addetti stampa “tradizionali”, giornalisti e responsabili della comunicazione aziendale. Durante il corso nn verrà trascurato il momento importante delle esercitazioni che riguarderanno:

    • Scrivere un comunicato stampa 2.0
    • Scrivere post efficaci per i social network
    • Individuare gli influencer attivi sulla rete
    • Organizzare un piano editoriale dei contenuti

    E non mancheranno i materiali necessari che saranno forniti come le slides del corso, la bibliografie e la sitografia.

    Docente del corso sarà Sara Mariani, professionista del settore, animata da una forte passione per il Web.

    Potete trovare maggiori informazioni sul corso e sul programma delle giornate visitando su questa pagina.

    E non dimenticate che se vi iscrivete insieme ad un amico o un collega, la seconda iscrizione è automaticamente scontata del 50%, una promozione davvero interessante. Insomma, se volete davvero imparare a gestire il vostro Ufficio Stampa online e imparare al meglio i segreti del PR online, allora non potete perdere questo corso.

  • Sanremo 2014, 335 mila tweets nella prima serata [Infografica]

    Sanremo 2014, 335 mila tweets nella prima serata [Infografica]

    sanremo-2014

    Sanremo 2014 inizia bene su Twitter. Nella prima serata della 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana, Audisocial Tv®, l’Osservatorio permanente di Reputation Manager, ha registrato 335 mila tweets da 64.500 utenti unici. Numeri decisamente superiori alla prima serata della scorsa edizione

    Sanremo 2014 è finalmente iniziato e tutte le aspettative in ottica #SocialTv sono state attese, anzi superate. Già la scorsa edizione, la prima vera nel contesto dei Social Media, era stata un grande successo, ma questa edizione, forte di un pubblico sempre più attento e ormai ben abituato verso programmi di questo tipo, si presenta ancora più orientata ai Social Media e alla Social Tv. E così, come annunciato ieri, vi riportiamo oggi il resoconto della prima serata di ieri della 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana sui Social Media, attraverso i dati raccolti da Audisocial Tv®, l’Osservatorio permanente di Reputation Manager.

    #Sanremo2014 su Twitter

    Su Twitter come sempre non è mancata la creatività e l’ironia degli utenti che hanno usato diversi hashtag per commentare l’evento oltre a quelli “istituzionali”. Il più utilizzato è stato quello ufficiale #sanremo2014 (85% dei tweet), seguito al secondo posto da #sanremo (9%) e #staisanremo (4%). L’hashtag lanciato da Grillo prima della puntata #BeppeaSanremo2014, e che poi non ha dato seguito al suo ingresso annunciato, ha ricevuto solo l’1% dei tweet. 

    A seguire #fanremo (0,4%), #dopofestival (0,3%), #mifacciailfestival (0,2%), #occupysanremo e #sanromolo (0,1%).

    Complessivamente i tweets sono stati 334,913 da 64.542 utenti unici.

    I cantanti più twittati della serata sono stati Arisa (35%), Raphael Gualazzi e i Perturbazione (16%). A seguire Giusy Ferreri (14%), Frankie Hi Nrg (8%), Antonella Ruggiero (7%) e Cristiano De Andrè (5%). Mentre èer quanto riguarda i conduttori, Fazio ha ricevuto il triplo dei tweet rispetto alla Littizzetto. La maggior parte dei tweet sui conduttori è ironica e canzonatoria. Il tweet più retwittato su Fazio è quello di Frank Matano:

    Mentre su Luciana Littizzetto chiosa Spinoza:

    Cat Stevens, uno degli artisti internazionali più attesi della manifestazione, è l’ospite più citato con il 39% dei tweet, seguito da Laetitia Casta (23%), Raffaella Carrà (22%) e Ligabue (16%).

    La performance della Carrà è però quella che ha scatenato più reazioni. Il momento di picco dei tweet si è avuto alle 22.59 e il tweet più retwittato in assoluto durante la puntata, con 927 retweet è quello dell’account @iddio ed è dedicato proprio alla Carrà:

    Sanremo 2014 su Facebook

    Sulla Fan Page ufficiale di Facebook l’interazione è stata molto più contenuta, anche se in crescita rispetto all’anno scorso: 4.038 utenti attivi hanno prodotto 9.243 post e commenti totali, e risposto ai post dell’amministratore della pagina con 55.445 like. Anche qui come su Twitter, il post con più like condivisioni e commenti è dedicato alla Carrà: “Raffaella Carrà è sempre la ‪#‎Carrà (2.260 like, 215 condivisioni e 334 commenti).

    Questi tutti i numeri che trovate anche riassunti nell’infografica qui in basso. Allora, vi è piaciuta la prima serata? L’avete seguita anche voi sui Social Media? Raccontateci come state seguendo Sanremo 2014.

    sanremo-2014-Infografica-18-feb-2014

    [divider]

Contatti