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  • Social Tv, Servizio Pubblico torna ad essere il più seguito

    Social Tv, Servizio Pubblico torna ad essere il più seguito

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    Questa settimana per quanto riguarda la Social Tv, la classifica “Top Social TV Programs di Blogmeter ci riserva delle grandi sorprese. La prima è che per la prima volta Masterchef perde il primato, scalzato da Servizio Pubblico. La seconda è che più in generale la politica torna ad essere protagonista

    Come abbiamo ricordato già, la classifica “Top Social TV Programs” di Blogmeter ha cominciato a considerare anche i contenuti di Facebook, oltre ai contenuti condivisi via Twitter ed evidentemente è questo allargamento nelle metriche considerate che ha provocato la prima grande sorpresa di questa settimana. Infatti, per quanto riguarda la settimana che va dal 3 al 9 Febbraio 2014, a guidare la classifica non è più Masterchef, primo sin dalla prima puntata andata in onda, ma ritorna in vetta il programma di approfondimento politico di Michele Santoro, Servizio Pubblico. E a ruota lo segue un altro programma di approfondimento politico, Piazza Pulita, sempre di La7, a testimoniare che la politica ritorna ad essere argomento principe sulla social tv. Il talent show dedicato alla cucina sprofonda in terza posizione.

    Questo sicuramente il quadro più interessante che esce fuori da questa classifica ed evidentemente l’aggregazione dei contenuti di Facebook ha avuto un peso notevole in questo esito che sembra più orientato ad una social tv che ama si condividere ma anche discutere di politica e attualità, lasciando poco spazio all’intrattenimento.

    Ma vediamo un po’ di numeri che tra l’altro potete trovare nell’infografica in basso. Il programma di Santoro questa settimana fa registrare 38.100 messaggi, quindi post e tweets, da 12.400 autori unici e 7.3 milioni di unique impressions, riferite al solo Twitter, un risultato pari al doppio di quello della scorsa settimana quando Servizio Pubblico era in sesta posizione. In seconda posizone Piazza Pulita con 35.100 messaggi, 9.100 autori unici, 6.1 mln di unique impressions; poi Masterchef con 34.500 messaggi, 10.400 autori unici, 8 mln di unique impressions che curiosamente conserva ancora la prima posizione se consideriamo il solo Twitter (30.600 tweet, 7.900 autori unici, 8 mln di u.i.).

    Come potete vedere la classifica è notevolmente modificata anche al di fuori delle posizioni di vertice. Segnaliamo anche la “new entryBraccialetti Rossi con 17.600 messaggi, 5.800 autori unici, 7.8 mln di unique impressions. Segnaliamo l’altra “new entry“, sebbene si tratti di un ritorno, che è Ballarò con 16.100 messaggi, 5.700 autori unici, 5.1 mln di unique impressions. Mentre esce dalla classifica Le Invasioni Barbariche che solo la settimana scorsa aveva fatto registrare un exploit in seconda posizione; ed esce anche dalla classifica Che tempo che fa.

    Con tre programmi in classifica, di cui due ai vertici, La7 si conferma ancora una volta come la rete più social della settimana, seguita da Italia1 e Canale 5 con due e da Sky Uno, RaiTre e RaiUno, con uno a testa.

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  • Twitter delude le attese ma punta tutto sul mobile: 184 milioni gli utenti attivi

    Twitter delude le attese ma punta tutto sul mobile: 184 milioni gli utenti attivi

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    Twitter ha rivelato ieri, con un po’ di ritardo rispetto ai tempi canonici, i dati Q4 2013, relativi all’ultimo trimestre del 2013, i primi dallo sbarco a Wall Street. E Twitter dimostra di essere una piattaforma orientata al Mobile, il 76% lo usa infatti da dispositivi mobili e sono in totale 184 milioni gli utenti attivi

    E finalmente dopo avere atteso anche qualche giorno più del dovuto, Twitter ha ieri ufficializzato i dati del Q4 2013, dati molto attesi perchè si tratta dei primi dati dallo sbarco a Wall Street avvenuto nel Novembre del 2013. Come molti analisti avevano già previsto, Twitter guadagna e molto, 243 milioni di dollari con un balzo del 116% rispetto allo stesso periodo del 2012. Note dolenti della giornata sono quelle relative alla lenta crescita del numero di utenti, cresciuto nell’ultimo trimestre solo del 4% arrivando ad una popolazione di utenti unici pari a 241 milioni. Ma è pur sempre cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E anche ad un quadro dei conti finanziari sui quali pesano ancora le perdite.

    Ma Twitter rivela, anche se era abbastanza chiaro, una grande vocazione per il Mobile. Infatti il numero di utenti attivi che loi usano dai dispositivi mobili è pari a 184 milioni, ossia il 76% del totale e gli utenti crescono del 30%. E a confermare questa vocazione Mobile è anche il fatto che il 75% dei ricavi da advertising proviene dal Mobile, pari a 165 milioni di dollari.

    Twitter conferma dunque la strategia orientata al Mobile, dove è certo potrà ottenere risultati ancora più positivi, sia in termini di ricavi, l’acquisto di MoPub come piattaforma di adv per mobile capace di offrire soluzione dinamiche va in questo senso. Ma anche in termini di sviluppo della piattaforma. Da ultimo per incrementare la condivisione da mobile è visibile, proprio da ieri, già dalla timeline il numero di condivisioni (RT e preferiti) sotto il tweet stesso. E ricordiamo anche le recenti modifiche alla versione desktop ispirata proprio alla versione mobile della piattaforma.

    Insomma, Twitter per crescere punta sul Mobile e voi che ne pensate? E soprattutto, usate Twitter più da Mobile o da Desktop? Fateci sapere tra i commenti.

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  • Facebook compie 10 anni, diamo uno sguardo indietro [Look back]

    Facebook compie 10 anni, diamo uno sguardo indietro [Look back]

    Facebook, ormai il più grande social network della rete, con ben oltre 1 miliardo di utenti, compie oggi 10 anni e per l’occasione ci a dare uno sguardo indietro, a quella che è stata la vostra storia in questi ultimi anni. Ne viene fuori un video con i momento più importanti degli ultimi 5 anni. Ma da quando siete iscritti voi su Facebook? #SonoSuFacebookDal

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    Oggi, 4 febbraio 2014, Facebook, il più grande social network della Rete, compie 10 anni. Un traguardo per molti versi straordinario e quasi impensabile. Pochi, 10 anni fa, avrebbero scommesso sulla effettiva resistenza di quel progetto web che aveva preso spunto dal libro in cui vengono inseriti i profili e le foto degli studenti. Da lì il nome Facebook.

    Ma oggi Facebook non è solo e “semplicemente” un social network, è molto di più. E’ un colosso, una galassia, una realtà economico-finanziaria di un certo rilievo, è stato infatti il primo social network ad essere quotato a Wall Street. E’ entrato, comunque la si pensi su questo, entrato nelle nostre vite e nel nostro quotidiano.

    In questi anni ne abbiamo sentite tante su Facebook: c’era chi diceva che ci avrebbe bruciato il cervello, che era per fannulloni, c’era anche chi a soli due anni dall’arrivo nel nostro paese ci intimava di abbandonarlo. Insomma, nonostante tutto Facebook è ancora qui, vivo e vegeto, anche se di recente uno studio dell’Università di Princeton ne ha previsto l’estinzione. Ma molto probabilmente non sarà così. Certo, Facebook di problemi ne ha e ne ha creati anche, però è certamente un fenomeno sociale la cui rilevanza non può più essere taciuta. Basti pensare, se ci riflettete un attimo, all’attualità di oggi, non c’è un evento, politico, di cronaca, economico che non faccia riferimento a Facebook, come strumento per comunicare o come fonte di notizie. Un aspetto su cui vale la pena continuare a riflettere.

    E oggi, Facebook stesso, ci invita a dare uno sguardo al nostro recente passato, Look Back, ai nostri momenti passati sul grande social network negli ultimi 5 anni. Potete guardare i vostri momenti più importanti, i vostri post più apprezzati, insomma la vostra storia che avete condiviso a questo link, facebook/lookback. E avrete modo di vedere il vostro video di circa 1 minuto che riassume i momenti salienti, simile a questo che vedete in copertina a questo post. E da lì potete condividerlo con i vostri amici.

    E proprio nella giornata di oggi, vogliamo lanciare con voi una piccola iniziativa, un piccolo gioco, ossia twittare e scrivere post con questo hashtag, #SonoSuFacebookDal, così da condividere da quanto siete iscritti su Facebook. Potete scrivercelo anche qui tra i commenti. Allora, comincio io: mi sono iscritto la prima volta ad ottobre 2007, poi sono scappato via per poi ritornarci a gennaio 2008 e poi non sono più fuggito. E voi?

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  • Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    A proposito della crescita del video advertising in Italia che si stima arrivare nel 2017 ad un valore di oltre 60 milioni di euro, vi proponiamo oggi un intervento sul nostro blog di José Enrique Rodriguez, Regional Manager Southern Europe di Videology. L’occasione è quella di approfondire l’argomento del Programmatic Avdertising

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    [dropcap]N[/dropcap]egli ultimi cinque anni la fruizione del media e entertainment si è notevolmente trasformata grazie a nuove tecnologie, maggiore larghezza di banda e il diffondersi di dispositivi smart che permettono ai consumatori di interagire con i contenuti video in modi completamente nuovi rispetto al passato. Di tutto questo gli advertiser devono tenerne conto, adeguandosi rapidamente alla nuova realtà.

    Il pubblico che brand e agenzie vogliono raggiungere, visualizza infatti numerosi contenuti su una gamma eterogenea di dispositivi – spesso  anche simultaneamente – capace di trasmettere lo stesso contenuto – o uno correlato – in ogni momento, ovunque, con feature e interattività social e applicazioni di content-amplification. I content provider confezionano i propri contenuti e le pubblicità adattandoli a molteplici dispositivi – come nel caso di servizi quali SkyGo – per servire al meglio questi consumatori, soddisfacendo le loro esigenze, indipendentemente dal momento e dal dispositivo.

    Negli USA, una ricerca di TechCrunch ha rivelato che quasi la metà dei consumatori comincia a guardare un video su un dispositivo, per poi finirlo di vedere su un altro – di solito si comincia su uno smartphone e si termina su un device con schermo più ampio.

    I consumatori stanno anche combinando il loro tempo di visualizzazione, passando da un device all’altro. Una ricerca Mediascope di IAB Europe dello scorso giugno ha rivelato come ad oggi quasi 25 milioni di persone nel Regno Unito usano regolarmente tre schermi per guardare e interagire coi contenuti.

    L’advertising audio-visivo è sempre più in voga. È emotiva, d’impatto ed efficace. La pubblicità è diventata sempre più un’estensione del contenuto stesso – personalizzabile, social, interattiva e targhetizzata.

    Tuttavia la crescente diffusione della possibilità di visualizzare contenuti video in ogni momento su qualsiasi tipo di schermo, fa sì che gli advertiser non possano più acquistare lo spazio TV in modo isolato rispetto al digitale. Le strategia media devono quindi riflettere la natura cross-channel della visione TV. Il mondo ha superato la divisione “TV vs digitale” entrando in un’epoca nella quale entrambe le realtà devono collaborare per raggiungere il pubblico in tempo reale e assicurare un impatto migliore per i brand. Tutto questo deve partire con i consumatori prendendo in considerazione i loro movimenti tra schermi e dispositivi. Quando gli inserzionisti cambieranno il proprio investimento in linea col comportamento dei consumatori si renderanno conto che tradurre una conoscenza approfondita del complesso mondo della fruizione di contenuti video in un unico piano media integrato offre un impatto di gran lunga più amplificato.

    Dispositivi e piattaforme devono essere gestiti per essere complementari tra loro, per consentire ai brand manager di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni singolo device. Per cui proprio come nessun editore si sognerebbe di distribuire contenuti su un unico canale, nessun brand dovrebbe restringere il proprio messaggio a un unico dispositivo e a una singola modalità di visualizzazione. La TV e il digitale sono diventati una continuazione dell’esperienza totale del consumatore.

    Ma dato che le abitudini dello “spettatore tipo” stanno evolvendo, le piattaforme di programmatic technology  devono aiutare brand e agenzie a muoversi in questa nuova realtà. Dato che i meccanismi d’acquisto e alcune metriche sono differenti per ogni piattaforma, è importante affidarsi a un partner tecnologico che sia capace di uniformare e facilitare il più possibile l’acquisto a un dato prezzo o a una particolare metrica su tutte le piattaforme. Esistono infatti realtà come la nostra che collaborando con  partner specializzati nel data e media research, sono in grado di utilizzare le migliori best practice tecnologiche per seguire i consumatori sfruttando il frequency capping cross-device e l’ottimizzazione della spesa relativa ai contenuti multimediali su dispositivi complementari per amplificare l’impatto della TV.

    Le nuove metriche digitali consentono una pianificazione integrata dalla TV al digitale.

    Queste metriche non solo offrono ai media buyer gli strumenti per identificare i tipi di pubblico sui vari schermi, ma consentono anche di comprendere i fattori e le azioni che in definitiva portano i consumatori nell’imbuto del marketing dalla brand awareness all’acquisto.

    L’adozione di un approccio multi-screen assicura un maggiore impatto sul brand, una migliore delivery della campagna e meno sprechi, consentendo a brand manager e media buyer di prendere decisioni più ponderate. Una nostra ricerca – basata su oltre 500 milioni di impressioni nel Regno Unito – sull’impatto della convergenza dei video illustra questo punto. Il video online, da solo, ha garantito un’impressionante crescita media del 33 percento per quel che riguarda il richiamo del brand tra i consumatori che hanno visto le campagne rispetto a quelli che non hanno visto nessun tipo di pubblicità. Tuttavia le campagne su tre schermi hanno avuto un 90 percento di successo in più nel favorire il richiamo del brand rispetto a quelle basate solo su video online.

    In definitiva, tutto viene fatto per consentire al brand di emergere e, ovviamente, per favorire la vendita dei prodotti. I contenuti video possono avere un impatto incredibile, cosa che ha reso la pubblicità televisiva così efficace all’inizio. Ora sono disponibili su molteplici schermi e fanno parte della “dieta multimediale quotidiana” di milioni di consumatori, che guardano sempre più video, più spesso e su un numero maggiore di device. Tutto ciò crea grandi ed entusiasmanti opportunità che consentono ai brand di ottenere un impatto persino maggiore – dato che quando il consumatore chiama, l’advertising deve rispondere.

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2014/01/videology.jpg-550×190-.png” ]José Enrique Rodriguez è Regional Manager Southern Europe di Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser[/author]

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  • #5Azioni, evento in hangout per promuovere la prevenzione del Diabete

    #5Azioni, evento in hangout per promuovere la prevenzione del Diabete

    #5azioni

    #5Azioni è il primo evento in hangout che avrà inizio oggi, 31 Gennaio 2014, alle ore 11 per sensibilizzare e promuovere la prevenzione al Diabete. E’ un’iniziativa di Sanofi e l’obiettivo è quello di definire 5 temi chiave per la lotta al Diabete. Il Web e i Social Network giocano un ruolo importante per veicolare la cultura alla prevenzione. Live streaming su 5azioni.socialrelease.it

    [dropcap]I[/dropcap]niziativa interessante quella che vi ricordiamo di seguire oggi, a partire dalle ore 11, un evento che coniuga esigenze concrete e la velocità e l’interattività del web e dei social media per affrontare anche problemi come può essere appunto il Diabete. E secondo le recenti stime dell’International Diabetes Federation sono 382 milioni le persone che convivono con il diabete nel mondo, cifra destinata a salire fino a 471 milioni entro il 2035. Tra gli adulti di età compresa tra i 20 e i 79 anni sono stati circa 5,1 milioni i decessi riconducibili alle complicanze della patologia nel 2013, pari al 8,4% della mortalità per tutte le cause in questa fascia di età. Di questi, la maggior parte è causata da complicanze cardiovascolari legate alla patologia. Ma quali sono le azioni che si possono intraprendere per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete e contribuire alla sua prevenzione? E quali le priorità per contrastarne la diffusione e le sfide poste alle Istituzioni e al mondo della salute?

    Per rispondere a questi interrogativi, Sanofi promuove un dibattito sul Web insieme ai rappresentanti di Associazioni di persone con diabete, Professionisti della salute, Istituzioni, mondo dello sport, e con il contributo spontaneo della Rete. L’obiettivo è definire un’agenda digitale condivisa che ponga la persona e i suoi bisogni al centro del dibattito in tema di salute, attraverso proposte di azioni concrete e priorità volte a diffondere una maggiore consapevolezza ed informazione sul diabete e la cultura della prevenzione.

    Come abbiamo ricordato, oggi venerdì 31 gennaio alle ore 11 su 5azioni.socialrelease.it si tiene il primo “Hangout”, una conferenza digitale aperta alle sollecitazioni degli utenti della Rete e al loro contributo “virale”. Intervengono Andrea Mandelli, V Commissione Permanente Bilancio del Senato della Repubblica e Commissione bicamerale federalismo fiscale, Federico Gelli, XII Commissione Permanente Affari Sociali della Camera dei Deputati, Livio Luzi, Endocrinologo e Direttore dell’Area di Endocrinologia e Malattie Metaboliche, I.R.C.C.S. Policlinico San Donato, Milano, e Andrea Pirovano, sportivo e fondatore del Fly Cycling Team, formazione ciclistica dilettantistica di categoria Élite – Under 23, formata da atleti tre dei quali con diabete di tipo 1.

    La conferenza online si arricchisce degli stimoli delle associazioni di persone con diabete; sono loro i protagonisti della sfida quotidiana posta da questa patologia cronica e invalidante. Vengono trasmessi durante la diretta streaming i contributi video di Tamara Grilli, Coordinatore Lombardia FAND, Maria Luigia Mottes, Presidente Associazione diabetici della provincia di Milano Onlus, Gerardo Corigliano, Presidente ANIAD – Associazione nazionale italiana atleti diabetici, Elisabetta Debiaggi, Presidente A.G.D. Pavia – Associazione giovani diabetici Pavia, e Baldassarre D’Elia, Consigliere A.I.D. – Associazione italiana per la difesa degli interessi dei diabetici.

    Previsto anche il contributo video di Mauro Berruto, Coach della nazionale maschile di Pallavolo e Presidente di “Destinazione Sport” – iniziativa promossa da Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro dello Sport, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e Comitato Olimpico Nazionale Italiano, volta ad individuare e promuovere azioni concrete e coordinate per una nuova cultura sportiva nel nostro Paese.

    Da oggi e per tutto il 2014, è attivo su Twitter l’hashtag #5Azioni prosegue la raccolta dei contributi e delle testimonianze del “popolo della Rete”. Tutti possono contribuire:, mentre su 5azioni.socialrelease.it è presente un modulo online da compilare per proporre la propria azione o priorità.

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  • Papa Francesco è il personaggio più amato anche sul Web [Infografica]

    Papa Francesco è il personaggio più amato anche sul Web [Infografica]

    Da una ricerca di 3dPLACE, “Internet Loves Pope Francis”, risulta che Papa Francesco è il personaggio più amato anche sul Web. Analizzando infatti la sua presenza online, è risultato che il Pontefice è stato il personaggio più menzionato tra marzo a novembre 2013, facendo registrare il più alto numero di ricerche mensili

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    Papa Francesco dunque non è solo il personaggio dell’anno, incoronato dal Time, non è solo il personaggio che ha sorpreso veramente tutti per la sua grande capacità di comunicare, ma è anche, forse in virtù di questo ultimo aspetto, il personaggio più amato del Web. E’ l’esito di una ricerca presentata ieri a Roma, “Internet Loves Pope Francis“, realizzata da 3rdPLACE, società di consulenza specializzata in Digital Intelligence, una web listening effettuata per conto di Aleteia, rete cattolica promossa dalla Fondazione per l’Evangelizzazione attraverso i Media, sulla presenza online di Papa Francesco nel periodo marzo-novembre 2013. E sinceramente questo risultato in generale non desta grandi sorprese anche in virtù del fatto che solo pochi giorni fa lo stesso Papa Francesco benediceva il Web come “Dono di Dio“. Il Papa ha quindi un grande feeling con le nuove tecnologie e dimostra non solo di saperle usare ma anche di conoscerle a fondo, valutando anche i rischi.

    Ma vediamo bene i dati di questa interessante ricerca che vede anche una bella infografica riassuntiva che trovate alla fine del post.

    L’analisi, effettuata in occasione del messaggio del Pontefice per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, ha preso in considerazione molteplici canali tra cui blog, siti d’informazione, forum di discussione e i principali social media tra cui Twitter, Facebook e YouTube, ed ha avuto come obiettivo quello di dimostrare quanto la popolarità di Papa Francesco abbia avuto un forte impatto sul digitale, facendone per il 2013 uno dei personaggi più popolari e con la comunicazione più efficace, anche in rete.

    L’innovativa attività di External Data Intelligence Analysis (EDI) ha utilizzato un esclusivo metodo di estrapolazione e analisi delle conversazioni in rete e di individuazione degli elementi qualitativi e quantitativi associati a quando, quanto, dove, chi e come le persone hanno parlato di Papa Francesco nel corso del 2013. 3rdPLACE ha misurato il numero di ricerche e di menzioni del Pontefice sulla rete e il “grado di fedeltà” degli utenti che lo seguono, individuando inoltre le principali tematiche e gli argomenti più frequentemente associati a Papa Francesco. Questi dati mostrano la portata e la forza della comunicazione di Papa Francesco che è risultato, a tutti gli effetti, un fenomeno globale in termini di comunicazione sia per distribuzione geografica che anagrafica.

    Quindi da questo studio viene fuori che il Papa Francesco è stato il personaggio con il maggior volume di ricerche mensili su Google a livello globale (1.737.300) e il più menzionato in rete (oltre 49 milioni) – se confrontato con alcuni dei leader mondiali più influenti e popolari del 2013 quali Barack Obama, Vladimir Putin e Angela Merkel. Se i dati globali non sorprendono, per quanto riguarda l’Italia è interessante notare come il Pontefice ceda il primo posto del podio a Beppe Grillo per numero di ricerche mensili su Google (673.000) e a Silvio Berlusconi per numero di menzioni in rete (982.853). Ad ogni modo, le menzioni associate al Papa presentano una distribuzione geografica più globale ed omogenea e, soprattutto, non concentrata su una regione specifica, a differenza di personaggi pubblici come Obama (in questo caso, il 52% dei riferimenti proviene dagli USA).

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    E dopo aver visto Papa Francesco sulla copertina del Rolling Stone, non sorprende poi l’elevato apprezzamento tra i giovanissimi, infatti: dall’analisi del numero di menzioni di Papa Francesco rispetto alle star più apprezzate dai più giovani risulta che, a livello globale, il Pontefice è terzo, dopo gli One Direction (78 milioni) e Justin Bieber (53 milioni), mentre in Italia addirittura domina la classifica, seguito da fenomeni digitali come gli One Direction, con 596.464 menzioni, e Justin Bieber con 171.330 menzioni.

    E grazie alla sua grande capacità di comunicare e di dialogare, Papa Francesco non solo è estremamente popolare in rete, ma risulta più efficace di molti ‘guru’ del web, vantando un seguito che esprime un altissimo livello d’interazione con i suoi messaggi. Su Twitter, ad esempio, gli account Pontifex nelle varie lingue, pur avendo una frequenza di pubblicazione media di 0,79 tweet al giorno, mostrano un engagement medio pari a 6.637. L’account di Barack Obama, invece, raggiunge un engagement medio di 2.309, nonostante una frequenza di pubblicazione giornaliera media pari a 7,76 tweet. L’utenza che segue l’account del Papa in lingua italiana si rivela più attiva anche di quella del leader del M5S, che proprio sulla rete trova la sua forza: nonostante la pubblicazione di circa 53 tweet al giorno, l’account di Beppe Grillo raggiunge un engagement medio di 88 (rispetto a 1.301 dell’account @Pontifex_it). La motivazione di questo livello di interazione va ricercata nell’approccio del Papa al mezzo digitale: mentre Obama e Grillo utilizzano Twitter come un broadcast per diffondere i propri contenuti, Sua Santità lo utilizza per parlare e avvicinarsi ai suoi fedeli, ottenendo così risultati migliori e più efficaci.

    Per quanto riuguarda Facebook, come sappiamo Papa Francesco non è presente sul noto social network, anche se la pagina non ufficiale del Pontefice mostra un’utenza fidelizzata percentualmente più attiva (engagement medio 26%) di altri leader (Obama: 2%, Grillo: 22%), che testimonia l’opportunità e le potenzialità di un presidio diretto del canale Facebook.

    Papa Francesco, da questa ricerca, non solo risulta essere amato e discusso più di altri sul Web, ma dimostra, anche qui più e meglio di altri, di saper usare il Web, non tanto per reclamare quella che è la sua attività, ma per attirare a sè i fedeli. E a quanto pare questo funziona. E funziona perla sua innata capacità comunicativa coinvolgente che riesce a trasmetterla anche via Internet, e questo non mai facile e assolutamente mai scontato. Non basterebbe questo post a segnalarvi casi che dimostrano appunto questo. Ed è per questo che tutti abbiamo da imparare da questo Papa che non si lascia influenzare dal clamore.

    E voi che ne pensate di questo Papa e del fatto che sia molto amato anche dal Web?

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  • Social Tv, Masterchef sempre primo ma si rifà vivo Servizio Pubblico

    Social Tv, Masterchef sempre primo ma si rifà vivo Servizio Pubblico

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    Consueto appuntamento con la Top Social TV Programs della settimana, quella che va dal 20 al 26 Gennaio, per vedere la Social Tv in Italia grazie ai dati che Blogmeter rileva con il tool socialTVmeter. E al primo posto troviamo sempre, e incontrastato, Masterchef, anche se si rivedere Servizio Pubblico di Michele Santoro

    Settimana, quella che va dal 20 al 26 Gennaio 2014, che da punto di vista della Social Tv conferma il momento altalenante, anche se al vertice rimane sempre incontrastato Masterchef, il talent show dedicato al mondo della cucina in onda su Sky Uno. E se la settimana scorsa dietro a Masterchef avevamo visto Mistero, questa settimana invece si rivede Servizio Pubblico, il programma di approfondimento politico e sociale di Michele Santoro, in onda su La7. Nella Top Social Tv Programs di questa settimana, realizzata da Blogmeter attraverso il tool proprietario “socialTVmeter“, ritornano in classifica anche Lucignolo e Le Iene. Ma vediamo tutti i dati.

    Allora, Masterchef si conferma alla guida della classifica per la terza volta consecutiva con 23.100 tweet, provenienti da 5.900 autori unici, per complessivi 5,9 milioni di unique impressions, in leggero calo rispetto alla settimana scorsa e più vicino, in termini di dati, a quelli della settimana precedente. Dietro dicevano di Servizio Pubblico che si piazza in seconda posizione con 20.400 tweet, 5.300 autori unici e 4,9 milioni di unique impressions, in salita di due posizioni, sempre rispetto alla settimana scorsa.

    Stabile nella terza posizione C’è posta per te, programma di Maria De Filippi in onda si Canale 5, con 19.300 tweet, 5.100 autori unici e 7,3 milioni di unique immpressions. Mistero di Italia1, la settimana scorsa secondo, scende al quarto posto con 15.400 tweet, 3.600 autori unici e 3,5 milioni di unique impressions, mentre al quinto troviamo il talk politico Piazza Pulita di La7, 10.600 tweet, 3.700 autori unici e 2,8 milioni di unique impressions, protagonista di una forte rimonta che gli consente di scalare cinque posizioni (era al decimo posto).

    Questa settimana ritroviamo in classifica Lucignolo con 10.300 tweet, 4.100 autori unici, 2,8 milioni di impressioni uniche, e Le Iene, con 10.000 tweets, 4.300 autori unici, 5,8 milioni di impressioni uniche. Mentre escono di scena Le Invasioni Barbariche, dopo appena una settimana, e Presa Diretta. In ottava posizione troviamo Ballarò di RaiTre, con 10.000 tweet, 3.900 autori unici, 3,6 milioni di impressioni uniche, che perde due posizioni (era al sesto posto); al nono posto troviamo Amici di Maria de Filippi, con 9200 tweet, 2100 autori unici, 2,2 milioni di impressioni uniche, che scende di una posizione (era all’ottavo posto) come accade anche a La Gabbia, il talk politico di La7, con 9000 tweet, 2.800 autori unici, 2 milioni di impressioni uniche, questa settimana decimo (era al nono posto).

    La rete più social della settimana è di nuovo La7 che conferma i suoi tal show di successo, anche se perde il programma di Daria Bignardi.

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  • Ecco come imparare le regole per scrivere bene sul web [Formazione]

    Ecco come imparare le regole per scrivere bene sul web [Formazione]

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    Scrivere sul Web non è cosa semplice e per farlo bene è importante conoscere e applicare le regole nella maniera corretta. E per fare questo serve anche seguire dei corsi di formazione che possano aiutare a chi vuole imparare a scrivere sul Web. Per questo motivo oggi vi segnaliamo il corso “Web Writing e SEO copy” di Noetica che si terrà a Bologna il 6 e il 7 Febbraio 2014

    Sappiamo bene che scrivere per il Web non è come scrivere sulla carta. Sebbene possa apparire tutto piuttosto semplice, in realtà alla base ci sono delle regole ben precise che è importante conoscere e apprendere bene, se si vuole davvero fare il mestiere del “copy” o comunque si vuole incominciare una strada professionale dello “scrivere per il Web“. E le regole sono tante, come cercare sempre di essere efficaci ma al tempo stesso essere anche sintetici; o ancora conoscere tecniche e modi per poter al ottimizzare al meglio i contenuti per i motori di ricerca. Non è certo facile ed è per questo motivo che serve fare formazione, serve rivolgersi a professionisti in grado di trasmettere le giuste competenze, affinché si possa davvero imparare a scrivere per il Web.

    Allora, tra i tanti corsi validi che ci sono, vogliamo segnalarvi il corso “Web Writing e SEO copy” di Noetica, società di consulenza e formazione bolognese, che si terrà a Bologna il 6 e il 7 Febbraio 2014. Il corso si pone l’obiettivo di trasmettere le tecniche e le regole che stanno alla base dello scrivere sul web, in modo tale da coinvolgere sia il lettore ma anche l’azienda che vuole ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca.

    In sintesi il programma prevede queste fasi:

    • Come si legge sul web: comportamento dei lettori online
    • Come scrivere per piacere al lettore con esercitazione sulle tecniche apprese
    • Come piacere al motore di ricerca
    • Fattori che influiscono sull’indicizzazione
    • Individuazione delle parole chiave
    • Utilizzo delle parole chiave nel codice html
    • Esercitazione sulla stesura dei meta tag
    • Scrivere 2.0 con analisi di casi di successo
    • Gli strumenti: newsletter, DEM e blog

    Il corso si rivolge ad aziende, in particolare ad addetti al marketing e alla comunicazione, a piccoli imprenditorie e a liberi professionisti. Il corso, inoltre, presenta delle interessanti particolarità che vogliamo evidenziare. La prima riguarda la possibilità di avere incluse, nell’intero pacchetto formativo, due ore di formazione individuale, ed è utile avere questa opportunità durante la quale approfondire (perchè no?) un proprio progetto o anche per approfondire qualche aspetto del corso. La seconda è che il corso viene svolto in modalità interattiva, nel senso che verranno svolte molte esercitazioni e verranno mostrate diverse case histories e diverse best practices.

    Il corso verrà tenuto da Sara Mariani, professionista del settore, col pallino dell’insegnamento da sempre che ha avuto modo di esaudire grazie alla sua grande passione per il Web.

    Per maggiori informazioni riguardo a modalità e luogo delle lezioni, potete visitare questa pagina.

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  • Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    Socializer, anticipazioni sul settimo episodio con Vincenzo Cosenza

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/11/FacebookThumbOk2013.png” ]Beatrice Nolli [follow id=”bnolli” count=”true” ][/author]

    Cosa sono i Big Data, da dove vengono e a cosa servono? Quali scenari dobbiamo aspettarci in chiave social media nel 2014? La IPO di Twitter cambierà il mondo dell’advertising? Ne abbiamo parlato con il massimo esperto italiano in fatto di dati: Vincenzo Cosenza

    Ed eccoci, come sempre, a rilasciarvi qui qualche piccola anticipazione di quello che sarà il prossimo episodio di Socializer, il primo podcast dedicato ai Social Media in Italia, che sarà online da lunedì 27 Gennaio 2014. In questo episodio, abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere con noi Vincenzo Cosenza, uno dei massimi esperti in Italia di un tema di primaria importanza come quello dei Big Data, ma anche uno dei più importanti social media analyst del nostro paese, creatore de “La Mappa dei Social Network“, con cui ogni sei mesi ci aggiorna sullo stato di diffusione dei vari social network nel mondo, ma anche fondatore dell’Osservatorio Facebook in Italia. Vincenzo Cosenza è, tra le altre cose, anche autore di libri di successo, come “Social Media Roi” e “La Società dei Dati“.

    InTime ha avuto l’occasione di intervistarlo proprio in occasione dell’uscita de “La Società dei Dati“, il cui tema di base è quello dei Big Data, argomento che sarà alla base della nostra intervista su Socializer. E in attesa di ascoltarlo dalla viva voce, vi riportiamo qui la definizione che Vincenzo Cosenza diede alla domanda “Che cosa si intende per Big Data?” nell’intervista rilasciata su questo blog:

    Col termine “Big Data” si intendono base dati che hanno tre caratteristiche peculiari: volume, velocity, variety.

    Volume: nel senso di ingenti quantitativi di data set non gestibili con i database tradizionali;

    Velocity: dati che affluiscono e necessitano di essere processati a ritmi sostenuti o in tempo reale;

    Variety: ossia dati di diversa natura e non strutturati come testi, audio, video, flussi di click, segnali provenienti da RFID, cellulari, sensori, transazioni commerciali di vario genere.

    La quinta dimensione è una dimensione informativa, che deriva dalla conoscenza e dell’analisi di dati prima difficili da raccogliere

    Siamo sicuri di avervi incuriosito e quindi vi invitiamo ad ascoltare la nostra intervista lunedì prossimo su Socializer, la quale sarà l’occasione anche per tracciare qualche trend per quanto riguarda i Social Media nel 2014.

    Vi ricordiamo che se volete potete suggerirci qualche argomento ma potete anche per indicarci qualche ospite che vi piacerebbe ascoltare durante la nostra trasmissione, e quindi non dovete fare altro che andare sul nostro sito e scriverci subito! 

    Come abbiamo detto prima in apertura dell’anticipazione del sesto episodio, Socializer è il primo podcast italiano dedicato al mondo dei Social Media, che ci accompagnerà alla conoscenza dei tanti aspetti che compongono l’era che stiamo vivendo con la viva voce dei protagonisti. In ogni puntata cercheremo infatti di raccontare, con la collaborazione di un ospite, come i Social Media stanno cambiando la nostra vita, quella di tutti i giorni.

    Socializer vuole essere quindi un luogo attraverso cui esplorare questi preziosi strumenti utilizzando proprio la voce di chi li vive e li interpreta giorno per giorno.

    Ringraziamo sinceramente i tanti utenti che hanno determinato il successo del primo episodio ed i molti che continuano ad inviarci richieste e feedback preziosi, alcune delle vostre osservazioni sono diventate pratica in Socializer e ve ne accorgerete già in questo episodio.

    Vi ricordiamo che Socializer è disponibile sul sito www.socializer.it sia in streaming che in download, su iTunes e su Spreaker (in differita di qualche giorno) per chi volesse abbonarsi. Per chiacchierare con noi o semplicemente per “volerci bene” potete utilizzare #socializerIT oppure utilizzate la pagina Facebook.

    Buon ascolto e stay tuned! ;)

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  • Facebook ha un problema: non è più attraente tra i giovani

    E’ ormai da diverse settimane che se ne discute e dunque il problema, comunque, lo si affronti c’è, esiste. Facebook ha un problema coi giovani, nel senso che gli utenti che appartengono alla fascia d’età 13-17 anni stanno abbandonando il social network più popolato del web. Negli Usa si registra un calo di oltre il 25% e comunque Facebook è in calo del 3% in generale

    Da diverse settimane il dibattito su cui si concentrano gli analisti e gli esperti che si occupano di dati sul web e sui social network è il calo di Facebook tra gli utenti più giovani. I dati sono tanti, così come le argomentazioni, varie e a volte anche contraddittorie. Allora oggi vogliamo semplicemente fare un piccolo punto sulla situazione, perchè il dibattito negli Usa continua e perchè GlobalWebIndex nei dati che fanno riferimento al Q4 dei Social Media negli oltre 30 paesi monitorati, sulla base di un’ampia fascia d’età compre tra 16-64 anni, evidenzia anche un calo generale, di poco, ma comunque c’è.

    Allora partiamo subito con i dati diffusi qualche giorno fa da iStrategyLabs, digital agency di Washington, che a distanza di tre anni dalla pubblicazione del report “Facebook Demographics & Statistics“, è tornata a misurare le fasce di età degli utenti per notare quanto fossero mutate. L’agenzia ha usato la piattaforma di advertising della piattaforma per vedere come e se fossero mutati i dati raccolti nel 2011. Ebbene, nel volerli sintetizzare, diciamo che:

    • i teens, gli utenti appartenenti alla fascia d’età 13-17 anni, sono diminuiti del 25,3% in tre anni;
    • nello stesso periodo invece, si registra una forte crescita tra gli over 55: +80,4% in tre anni.

    facebook-calo-giovani-2014

    Il calo del numero degli utenti tra i più giovani è quindi quantificabile in 3 milioni, mentre l’aumento degli over 55 è di quasi 13 milioni. Dunque di gran lunga compensato il calo dei teens e si spiega tra questi dati anche la crescita su base triennale di Facebook, in generale, del 22%.

    facebook-calo-giovani-aumentano-over-55-statista

    La grafica realizzata da Statista sui dati di iStrategyLabs rende meglio l’idea e vedete che Facebook aumenta soprattutto nelle fasce superiori ai 25 anni d’età, mentre è in calo anche tra i 18-24 anni dell’8%.

    Ma dicevamo in apertura di questa piccola analisi che Facebook ha dei problemi anche nel 2013. Infatti, sempre partendo dai preziosi (e fondamentali!) dati di GlobalWebIndex, Facebook al netto dei dati del Q4, ultimo trimestre del 2013, perde il 3% tra gli utenti.

    facebook-calo-globalwebindex

    Come potete notare, e lo vedete anche dal titolo della chart, Instagram fa registrare una crescita a doppia cifra nel 2013: +23%. Ed è l’unico a crescere in doppia cifra con Reddit che cresce del 13%. Come notate anche voi, in questa chart facebook si trova nelle posizioni basse, ossia quelle posizioni che evidenziano un calo. Sempre del 3% sono in calo anche YouTube e vkontakte (Russia). Per non parlare di MySpace, anzi non ne parliamo.

    In crescita tutti gli altri. E cresce anche Google+, ad esempio, con +6% nel 2013; sempre del 6% crescono anche Pinterest e Tumblr. Crescono anche i social network cinesi, Sina Weibo (+6%) e Tencent Weibo (+9%) e di questi ultimi ne abbiamo parlato anche nella nostra breve panoramica sui Social Media e nel Mondo in questo inizio 2014.

    Cresce anche Twitter, ma solo del 2%, decisamente al di sotto delle aspettative.

    Per concludere, Facebook ha un problema, evidente, tra i giovani ormai attratti da altre piattaforme, soprattutto quelle di messaggistica istantanea e abbiamo visto in effetti come la crescita del Mobile nel 2013 sia stata proprio grazie a queste piattaforme. Ma più in generale, Facebook ha comunque dei problemi evidenziati dal calo del 3%, non tantissimo è vero, ma pur sempre un segno negativo visto nell’ottica del prossimo traguardo (a febbraio) dei 10 anni di vita.

    Allora, voi che ne pensate? Che idea vi siete fatti in proposito? Raccontateci cosa ne pensate!