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  • Inizia Sanremo 2014 e già parte forte sui Social Media

    Inizia Sanremo 2014 e già parte forte sui Social Media

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    Sanremo 2014 sta per aprire i battenti e sui Social Media è già uno degli argomenti più discussi. Solo nella scorsa settimana l’account ufficiale su Twitter della manifestazione ha fatto registrare il più alto numero di utenti attivi, 10.632, che hanno postato 19.935 tweets. E vedremo cosa succederà col debutto di stasera

    La 64esima edizione del Festival della Canzone Italiana è ormai prossima a partire, mancano infatti poche ore all’inizio e già questa edizione si presenta come la più social della storia. Anche la scorsa edizione non andò male, anzi, fu la prima che dimostrò forte attenzione sui Social Media, ma questa edizione si appresta a registrare numeri più alti. Anche perchè ormai il pubblico della Social Tv in Italia è più maturo e saprà farsi sentire già da stasera.

    Intanto, già da ieri l’account ufficiale su Twitter della manifestazione @SanremoRai, ha fatto registrare nell’ultima settimana 10.632 utenti attivi che hanno postato 19.935 tweets. Il numero di follower attivi registrato è il più alto nell’ultima settimana tra quello di tutti i programmi tv monitorati. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

    Sanremo-2014-AudisocialTv-active-followers

    Audisocial Tv, a partire da oggi e fino alla fine del Festival, monitorerà il seguito sui social media ottenuto dal programma nel corso di ogni serata. E il giorno seguente ad ogni puntata Reputation Manager diffonderà i dati “Audisocial Tv” sull’audience e l’interazione generata su Twitter e Facebook relativamente alla trasmissione, ai cantati, ai conduttori, agli ospiti e agli eventi più significativi della serata.

    Insomma attraverso questi dati vedremo quali saranno le performances di questo Sanremo 2014 anche dal punto di vista della Social Tv, visto che comunque, come accadde già lo scorso anno, la concorrenza rimarrà attiva, soprattutto quei programmi che potrebbero rosicchiare interesse e spettatori. Ma vedremo sera per sera come il pubblico manifesterà la propria attenzione e noi saremo qui a raccontarvelo.

  • Il 51% del traffico referral di Facebook arriva da Mobile

    Facebook è la prima fonte di traffico tra i social media. Ora sempre da Shareaholic si scopre che nel mese di Gennaio 2014 il traffico referral da Facebook arriva per la maggior parte da Mobile: il 51% del traffico referral. Quindi è fondamentale dotarsi di un sito o di un blog che sia responsive

    Facebook tra i social media è la prima fonte di traffico e questo lo abbiamo visto nei mesi scorsi, notando anche le buone prestazioni di Pinterest che supera anche Twitter. Ma Facebook proprio in relazione ai recenti dati finanziari relativi all’ultimo trimestre del 2013 ha confermato che una grossa fetta di entrate pubblicitarie arrivano da Mobile. Ora ci si potrebbe chiedere se questo ha una qualche relazione anche con il traffico referral che arriva da Facebook e la risposta è più che affermativa. Dunque, così come negli altri casi, è sempre Shareaholic, strumento di condivisione che conoscete bene, che ci offre interessanti dati, sulla base dei 200 mila siti monitorati che raggiungono 250 milioni di utenti ogni giorno.

    Ebbene, Shareaholic ha scoperto che nel mese scorso, partendo da settembre 2013, la quota di visite da Facebook mobile verso il netowrk di siti monitorati è aumentata del 197%. Da Facebook mobile è stato trainato l’8,25% del traffico di visite complessivamente ricevute nel mese di Gennaio 2014.

    Facebook-Mobile-Referrals-Report-February-2014-data

    Questo dato trova conferma non solo in quel +53% di ricavi pubblicitari via mobile, a cui facevamo riferimento prima, ma anche all’impegno che Facebook investe nel tentativo di offrire un’esperienza via mobile sempre più alta, in questo contesto si veda anche la prossima introduzione di “Paper”.

    Statista-Infographic-facebook-referral-traffic-

    Facebook, come sintetizza bene il grafico di Statista, anche a Gennaio 2014 si conferma la prima fonte di traffico con una percentuale pari al 16,2%, di conseguenza notate anche voi che l’8,25% del traffico referral via mobile pesa più del 50% sul totale, appunto il 51%.

    Ora, cosa significa tutto questo? 

    A parte la notizia interessante, c’è da considerare la fondamentale importanza di dotarsi di un sito o di un blog che sia assolutamente responsive, ossia che sia ben sfruttabile, quindi navigabile e consultabile, anche da dispositivi mobili. Visto il crescente diffondersi, a ritmi elevati anche, del numero di dispositivi mobili, parliamo di smartphone e di tablet, anche nel nostro paese, è quindi vitale fare in modo che il proprio sito o il proprio blog sia consultabile anche via Mobile. Sarebbe davvero un peccato perdere occasioni di crescita, quindi di business, per il fatto di non aver ancora dotato il vostro sito o blog del fondamentale carattere “responsive”. Non perdete tempo allora!

  • Social Tv, Masterchef si riprende il primato

    Social Tv, Masterchef si riprende il primato

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    Dopo una sola settimana, Masterchef ritorna ad essere il programma più seguito sulla Social Tv. E’ questa la vera novità della classifica “Top Social TV Programs” di Blogmeter. I talk di politica comunque seguono a ruota. Ottimo il risultato di “Braccialetti Rossi”, la mini serie di Rai Uno che sale in quarta posizione

    Nonostante tutto, c’era chi forse credeva che la politica di questi giorni potesse davvero mettere in difficoltà nuovamente il famoso talent di Sky Uno e invece non è così. Masterchef per questa settimana, quella che va dal 10 al 16 Febbraio 2014, nella classifica Top Social TV Programs di Blogmeter, ritorna ad essere il più seguito, dopo una settimana, quella precedente, che aveva visto il programma di Santoro primeggiare, seguito da Piazza Pulita di Formigli (quest’ultimi entrambi in onda su La7). E ora i due talk show più seguiti del momento sono costretti a inseguire di nuovo: Piazza Pulita resta in seconda posizione, mentre Servizio Pubblico scivola in terza. Esca dalla classifica il programma Amici di Maria De Filippi e prende il suo posto Ballarò, questa settimana eccezionalmente presente due volte, andato in onda ieri per lasciare spazio a Sanremo 2014 che inizia domani sera. Ma vediamo, come di consueto, qualche numero.

    Masterchef ritorna primo con 30.300 messaggi, 9.100 autori unici e 5.4 milioni di unique impression, numeri decisamente inferiori a quelli della settimana scorsa. Come decisamente inferiori sono anche quelli degli altri programmi. Infatti Piazza Pulita in seconda posizione fa registrare 24.300 messaggi, con 6.8 autori unici e 4.8 mln di unique impressions; seguito, in terza posizione, dal talk politico di Michele Santoro con 23.900 messaggi, 8.900 autori unici e 5 mln di impressioni uniche.

    Arriva fino in quarta posizione (la scorsa settimana era sesta) la mini serie di Rai Uno Braccialetti Rossi con 23.200, 7.600 e 8.2 milioni di impressioni uniche. Se poi si prendesse come riferimento una fascia oraria più estesa e non solo limitata alla messa in onda, Braccialetti Rossi balzerebbe addirittura in testa al rating. Infatti il post di commento inserito nella pagina al termine della puntata fa salire tantissimo il buzz sul programma. In quinta posizione C’è Posta per te di Canale 5 con 21.900 messaggi, 5.500 autori e 5.7 milioni di impressioni uniche; mentre al sesto posto troviamo Le Iene di Italia1 che però perde due posizioni. Si conferma al settimo posto Mistero di Italia1, mentre all’ottavo e al nono posto troviamo Ballarò, presente, come detto sia con la consueta puntata del martedì che fa registrare 14.200 messaggi con 5.400 autori e 4.8 milioni di impressioni uniche, che con lo speciale di ieri sera con 13.800 di messaggi, 5.100 autori e 4.2 milioni di impressioni uniche. Chiude al decimo posto La Gabbia di Paragone che perde una posizione rispetto alla scorsa settimana.

    La7 si conferma anche questa settimana come la più social delle reti tv con tre programmi presenti in classifica, seguita da RaiTre e Italia1 con due programmi a testa e da SkyUno, Canale5 e RaiUno con uno a testa.

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  • Ecco un profilo degli utenti di Twitter, più tecnologici della media

    Qualche giorno fa la Frank N. Magid Associates, società di consulenza e di ricerca americana, ha tracciato un profilo di quello che sono gli utenti unici medi di Twitter. E ne viene fuori che sono più giovani e più tecnologici della media degli utenti web e dei social media in generale

    Twitter in questo periodo sta cercando di abbracciare con diverse strategie, compresa la ricerca di un nuovo design grafico come vi abbiamo documentato in questi giorni, un numero più alto possibile di utenti, il dato che è risultato essere negativo dall’ultimo Q4 2013, i primi dati dopo lo sbarco a Wall Street. E in questa ottica, sappiamo quanto il Mobile possa fungere da terreno ideale per il raggiungimento di questo scopo. Ma va anche considerato l’apporto diretto degli stessi utenti che utilizzeranno la nascente piattaforma di advertising che si preannuncia più performante anche di quella di Facebook.

    E allora, tenuto conto di tutto questo, la Frank N. Magid Associates, società di consulenza e di ricerche di mercato americana, ha provato a tracciare un profilo degli utenti unici di Twitter, per cercare di capire chi sono e come si rapportano rispetto alla media degli utenti del web e dei social media in generale.

    La ricerca ha rilevato che gli utenti di Twitter hanno in media 34 anni, quindi più giovani rispetto ai 37 anni che è l’età media su tutti gli altri social media. Il 14% sono di origine ispanica, contro il 10% degli utenti degli altri social media; il 31% ha un reddito superiore ai 75 mila dollari, rispetto ai 25 mila dollari della media degli utenti dei social media in generale.

    Gli utenti di Twitter sono consumatori assidui di oggetti hi-tech e di mobile e trascorrono il 19% del tempo in più sui social media rispetto al tempo trascorso dagli altri utenti. Mediamente, tra le attività più svolte almeno una volta a settimana, l’81% guarda un video online su pc, rispetto al 67% della media degli utenti social media; il 76% usa uno smartphone (rispetto al 64% della media utenti social media), il 69% gioca con videogame (60%) e il 54% usa un tablet (40%).

    Da questa ricerca viene fuori anche che i teen-agers sono un’importante risorsa per Twitter, rispetto a quello che può succedere altrove. La fascia di utenti compresa tra 12-17 anni è cresciuta nel 39% nel 2012 e del 44% nel 2013. E i teen-agers approcciano a Twitter in maniera più positiva, ritenendolo più unico e più trendy anche. Inoltre lo considerano un valido strumento per tenersi informati, punto questo che potrebbe rivelarsi fondamentale per una crescita ulteriore.

    Ultima considerazione è che gli utenti di Twitter considerano con favore gli annunci pubblicitari sulla piattaforma, meglio di quanto gli altri utenti considerano gli annunci su Facebook. Considerate che un terzo degli utenti di ciascun social network clicca almeno una volta al mese su un annuncio pubblicitario. E gli utenti Twitter vedrebbero con favore anche un aumento del numero dell’adv sulla piattaforma. Significherebbe questo nuovi possibili guadagni, ma per questo meglio attendere l’avvio della nuova piattaforma e della nuova strategia.

    Allora, che ne pensate? Vi riconoscete voi utenti di Twitter sotto questo profilo?

  • Se adesso Twitter diventa simile a Facebook nel design

    Se adesso Twitter diventa simile a Facebook nel design

    Da ieri sulla rete si parla di una versione di Twitter, in fase di testing, con un design completamente rinnovato. Talmente rinnovato che a molti è sembrato subito molto simile a Facebook e non solo. Il primo a segnalarlo è stato Matt Petronzio di Mashable. Twitter al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo

    D’accordo, si tratta di un test, quindi non è detto che alla fine il design finale sia questo, nessuno ha conferme e neanche Twitter ha voluto rilasciare dichiarazioni a riguardo. Ma certo è che Twitter si trova in un momento di difficoltà e le ultime notizie finanziarie ne hanno evidenziato l’entità. In sostanza l’azienda guidata dal CEO Dick Costolo ha necessariamente bisogno di estendere l’interesse di Twitter al grande pubblico, tradotto significa diventare più generalista. E allora la soluzione a questo problema può arrivare anche da un nuovo design e quello che ha notato Matt Petronzio di Mashable, insieme ad una strettissima community di utenti abilitati a questa fase di testing, pare sia la strada che Twitter vuole prendere.

    twitter-nuovo-design-grafico

    Da quello che si vede, a colpo d’occhio, del Twitter attuale rimane molto poco, mentre come stile somiglia molto a Facebook o anche a Pinterest. Un design quasi in stile magazine che quasi snatura il senso stesso di Twitter. La timeline, quella dove vedete scorrere i tweets, dal più nuovo al più vecchio, verrebbe sostituita da una bacheca simile a quella di Pinterest ma anche simile a qualsiasi aggregatore di news, come ce ne sono tanti ormai. Sparisce, pardon, sparirebbe quindi il flusso dall’alto verso il basso di tweets, quello per cui il tweet più nuovo spinge via via verso il basso i tweets più vecchi, dando loro un senso di movimento, di dinamicità delle notizie e delle informazioni, finora caratteristica peculiare di Twitter. Motivo per cui, se fosse così, non ci piace.

    In alto, in pieno stile Facebook, compare un’ampia immagine di copertina, alla cui estremità di sinistra si vede incastonata l’immagine utente. Di fianco alla quale ci sono tutte le altre informazioni canoniche che conosciamo. Sinceramente niente di nuovo sotto il cielo di tweets, purtroppo.

    Alla luce di queste brevi considerazioni, ci auguriamo che questa sia una fase di testing che verrà poi completamente rivista. O meglio, non possiamo neanche augurarcelo tanto perchè su questa decisione vale molto l’opinione degli investitori. Già, non dimentichiamoci che ora Twitter è quotata in Borsa.

    UPDATE

    A quanto pare la fase di test non è finita e sempre lo stesso Matt Petronzio via Mashable ci illustra un altro esempio di nuovo design di Twitter.

    new-twitter-profile

    Come potete notare, in questo nuovo esempio, l’immagine in evidenza è più grande, tutto il resto rimane invariato. Se così fosse è logico pensare ad un ritorno al passato, ossia alla timeline di Facebook prima di quella attuale.

    Insomma, a quanto pare le stanno provando tutte, ma rimane comunque la sensazione di “già visto” e “niente di nuovo”.

  • Sono 3,8 milioni gli italiani su Google+ ogni mese, 2 milioni via Mobile [Infografica]

    Sono 3,8 milioni gli italiani su Google+ ogni mese, 2 milioni via Mobile [Infografica]

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    Sono stati diffusi oggi dei dati molto interessanti circa il numero di italiani che usa Google+, argomento che appassiona molti. Secondo quanto riporta Luca Della Dora dell’agenzia We Are Social, combinando diversi dati, gli italiani su Google+ ogni mese sono oggi 3,8 milioni e 2 milioni lo usano via Mobile

    Google+ è nell’ultimo periodo al centro di una crescente attenzione, sia dagli addetti ai lavori che da semplici curiosi o appassionati dell’argomento. E questo interesse crescente è dovuto al fatto che nell’ultimo anno molte agenzie di analisi e statistiche hanno cominciato a registrare un livello di attività crescente e soprattutto un livello crescente di utenza attiva. Dopo un avvio non certo entusiasmante, lo ricorderete, Google+ sembra stia andando a regime. E oggi, di fianco alla curiosità di una crescente attività da parte degli utenti, la domanda che tutti i Italia si ponevano era “ma quanto saranno gli italiani su Google+?“. Pochi? Molti? A dare una risposta ci ha provato, con successo, Luca Della Dora (@luca2d) di We Are Social, una delle web agency più importanti in Europa. Mettendo insieme diversi dati, per la maggior parte prelevandoli da GlobalWebIndex, ed elaborandoli, viene fuori che gli italiani su Google+ ogni mese sono 3,8 milioni e 2 milioni via Mobile. Come specifica lo stesso Della Dora, ma come più volte abbiamo evidenziato anche noi trattando di G+, è bene ricordare che stiamo parlando di un social network particolare, meglio riconducibile alla sfera del “social layer”, per il fatto dei molteplici collegamenti che G+ comporta con la galassia Google, specie via Mobile.

    Ma guardiamo gli altri dati interessanti raccolti dalla ricerca.

    Intanto gli utenti a livello globale nel 2013 sono 1,15 miliardi (erano 435 milioni nel 2012) e gli utenti attivi a livello globale, sempre nel 2013, sono 359 milioni (erano 223 milioni nel 2012). In Italia sono 11,7 milioni gli utenti registrati e come ricordato, 3,8 milioni gli utenti attivi ogni mese (nel 2012 erano 8 milioni registrati e 4,1 milioni gli attivi). Come potete notare, sia a livello globale ma anche per quanto riguarda il nostro paese, cala il numero degli utenti attivi a fronte di una crescita degli utenti registrati.

    Da mobile gli utenti attivi al mese a livello globale sono 201,6 milioni, il 56,2% del totale (erano il 41,7% del 2012); in Italia gli utenti attivi al mese nel 2013 sono 2 milioni, ossia il 52,7% del totale; nel 2012 erano il 35,7% (1,5 milioni). Notate dunque, sia a livello globale che a livello italiano, crescono gli utenti attivi via mobile, un dato che comunque risente molto del contesto attorno alla “galassia Google” a cui facevamo riferimento prima.

    Il 38% degli utenti di Google+ sono Donne, mentre il 62% sono Uomini e l’età media più rappresentata è quella 25-34 (31%).

    Ma veniamo adesso a un dato che ci ha incuriosito molto e cioè che nel giro di un anno, dal 2012 al 2013, il tempo medio trascorso dagli utenti su G+ è passato da 3 minuti e mezzo a 6 minuti e 47 secondi, quindi quasi raddoppiato. Certo è opportuno non fare paragoni con altri social network come Twitter o Facebook con tempi decisamente superiori, ma comunque si registra un aumento notevole.

    Ogni settimana su Google+ vengono caricate 1,5 miliardi di immagini, anche .gif,  e il 68% degli utenti dice di usare Google+ per caricare e condividere immagini. Poi c’è da registrare che il 54% degli utenti usa Google+ per restare in contatto coi propri amici e il 42% per interagire con i contenuti creati dai brand. E anche i brand cominciano a considerare Google+, infatti il 70% risulta avere una presenza attiva. Da tenere presente i grandi vantaggi che un brand o anche una piccola e media impresa possono trarre da una maggiore presenza su G+, sempre in ottica della famosa “galassia Google” che tutto avvolge sul web. Sarà interessante monitorare se e come questi brand migliorare il livello di coinvolgimento e che tipo di risposta riceveranno in termini di interazioni.

    Adesso vogliamo davvero chiedervi se questi dati vi sorprendono e se e come usate voi Google+? Lo usate per postare immagini, per restare in contatto coi vostri amici? Oppure adottare un approccio alternativo? Raccontateci la vostra esperienza tra i commenti.

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  • Social Tv, Servizio Pubblico torna ad essere il più seguito

    Social Tv, Servizio Pubblico torna ad essere il più seguito

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    Questa settimana per quanto riguarda la Social Tv, la classifica “Top Social TV Programs di Blogmeter ci riserva delle grandi sorprese. La prima è che per la prima volta Masterchef perde il primato, scalzato da Servizio Pubblico. La seconda è che più in generale la politica torna ad essere protagonista

    Come abbiamo ricordato già, la classifica “Top Social TV Programs” di Blogmeter ha cominciato a considerare anche i contenuti di Facebook, oltre ai contenuti condivisi via Twitter ed evidentemente è questo allargamento nelle metriche considerate che ha provocato la prima grande sorpresa di questa settimana. Infatti, per quanto riguarda la settimana che va dal 3 al 9 Febbraio 2014, a guidare la classifica non è più Masterchef, primo sin dalla prima puntata andata in onda, ma ritorna in vetta il programma di approfondimento politico di Michele Santoro, Servizio Pubblico. E a ruota lo segue un altro programma di approfondimento politico, Piazza Pulita, sempre di La7, a testimoniare che la politica ritorna ad essere argomento principe sulla social tv. Il talent show dedicato alla cucina sprofonda in terza posizione.

    Questo sicuramente il quadro più interessante che esce fuori da questa classifica ed evidentemente l’aggregazione dei contenuti di Facebook ha avuto un peso notevole in questo esito che sembra più orientato ad una social tv che ama si condividere ma anche discutere di politica e attualità, lasciando poco spazio all’intrattenimento.

    Ma vediamo un po’ di numeri che tra l’altro potete trovare nell’infografica in basso. Il programma di Santoro questa settimana fa registrare 38.100 messaggi, quindi post e tweets, da 12.400 autori unici e 7.3 milioni di unique impressions, riferite al solo Twitter, un risultato pari al doppio di quello della scorsa settimana quando Servizio Pubblico era in sesta posizione. In seconda posizone Piazza Pulita con 35.100 messaggi, 9.100 autori unici, 6.1 mln di unique impressions; poi Masterchef con 34.500 messaggi, 10.400 autori unici, 8 mln di unique impressions che curiosamente conserva ancora la prima posizione se consideriamo il solo Twitter (30.600 tweet, 7.900 autori unici, 8 mln di u.i.).

    Come potete vedere la classifica è notevolmente modificata anche al di fuori delle posizioni di vertice. Segnaliamo anche la “new entryBraccialetti Rossi con 17.600 messaggi, 5.800 autori unici, 7.8 mln di unique impressions. Segnaliamo l’altra “new entry“, sebbene si tratti di un ritorno, che è Ballarò con 16.100 messaggi, 5.700 autori unici, 5.1 mln di unique impressions. Mentre esce dalla classifica Le Invasioni Barbariche che solo la settimana scorsa aveva fatto registrare un exploit in seconda posizione; ed esce anche dalla classifica Che tempo che fa.

    Con tre programmi in classifica, di cui due ai vertici, La7 si conferma ancora una volta come la rete più social della settimana, seguita da Italia1 e Canale 5 con due e da Sky Uno, RaiTre e RaiUno, con uno a testa.

    social-tv-settimana-3-9-febbraio-servizio-pubblico

  • Twitter delude le attese ma punta tutto sul mobile: 184 milioni gli utenti attivi

    Twitter delude le attese ma punta tutto sul mobile: 184 milioni gli utenti attivi

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    Twitter ha rivelato ieri, con un po’ di ritardo rispetto ai tempi canonici, i dati Q4 2013, relativi all’ultimo trimestre del 2013, i primi dallo sbarco a Wall Street. E Twitter dimostra di essere una piattaforma orientata al Mobile, il 76% lo usa infatti da dispositivi mobili e sono in totale 184 milioni gli utenti attivi

    E finalmente dopo avere atteso anche qualche giorno più del dovuto, Twitter ha ieri ufficializzato i dati del Q4 2013, dati molto attesi perchè si tratta dei primi dati dallo sbarco a Wall Street avvenuto nel Novembre del 2013. Come molti analisti avevano già previsto, Twitter guadagna e molto, 243 milioni di dollari con un balzo del 116% rispetto allo stesso periodo del 2012. Note dolenti della giornata sono quelle relative alla lenta crescita del numero di utenti, cresciuto nell’ultimo trimestre solo del 4% arrivando ad una popolazione di utenti unici pari a 241 milioni. Ma è pur sempre cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E anche ad un quadro dei conti finanziari sui quali pesano ancora le perdite.

    Ma Twitter rivela, anche se era abbastanza chiaro, una grande vocazione per il Mobile. Infatti il numero di utenti attivi che loi usano dai dispositivi mobili è pari a 184 milioni, ossia il 76% del totale e gli utenti crescono del 30%. E a confermare questa vocazione Mobile è anche il fatto che il 75% dei ricavi da advertising proviene dal Mobile, pari a 165 milioni di dollari.

    Twitter conferma dunque la strategia orientata al Mobile, dove è certo potrà ottenere risultati ancora più positivi, sia in termini di ricavi, l’acquisto di MoPub come piattaforma di adv per mobile capace di offrire soluzione dinamiche va in questo senso. Ma anche in termini di sviluppo della piattaforma. Da ultimo per incrementare la condivisione da mobile è visibile, proprio da ieri, già dalla timeline il numero di condivisioni (RT e preferiti) sotto il tweet stesso. E ricordiamo anche le recenti modifiche alla versione desktop ispirata proprio alla versione mobile della piattaforma.

    Insomma, Twitter per crescere punta sul Mobile e voi che ne pensate? E soprattutto, usate Twitter più da Mobile o da Desktop? Fateci sapere tra i commenti.

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  • Facebook compie 10 anni, diamo uno sguardo indietro [Look back]

    Facebook compie 10 anni, diamo uno sguardo indietro [Look back]

    Facebook, ormai il più grande social network della rete, con ben oltre 1 miliardo di utenti, compie oggi 10 anni e per l’occasione ci a dare uno sguardo indietro, a quella che è stata la vostra storia in questi ultimi anni. Ne viene fuori un video con i momento più importanti degli ultimi 5 anni. Ma da quando siete iscritti voi su Facebook? #SonoSuFacebookDal

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    Oggi, 4 febbraio 2014, Facebook, il più grande social network della Rete, compie 10 anni. Un traguardo per molti versi straordinario e quasi impensabile. Pochi, 10 anni fa, avrebbero scommesso sulla effettiva resistenza di quel progetto web che aveva preso spunto dal libro in cui vengono inseriti i profili e le foto degli studenti. Da lì il nome Facebook.

    Ma oggi Facebook non è solo e “semplicemente” un social network, è molto di più. E’ un colosso, una galassia, una realtà economico-finanziaria di un certo rilievo, è stato infatti il primo social network ad essere quotato a Wall Street. E’ entrato, comunque la si pensi su questo, entrato nelle nostre vite e nel nostro quotidiano.

    In questi anni ne abbiamo sentite tante su Facebook: c’era chi diceva che ci avrebbe bruciato il cervello, che era per fannulloni, c’era anche chi a soli due anni dall’arrivo nel nostro paese ci intimava di abbandonarlo. Insomma, nonostante tutto Facebook è ancora qui, vivo e vegeto, anche se di recente uno studio dell’Università di Princeton ne ha previsto l’estinzione. Ma molto probabilmente non sarà così. Certo, Facebook di problemi ne ha e ne ha creati anche, però è certamente un fenomeno sociale la cui rilevanza non può più essere taciuta. Basti pensare, se ci riflettete un attimo, all’attualità di oggi, non c’è un evento, politico, di cronaca, economico che non faccia riferimento a Facebook, come strumento per comunicare o come fonte di notizie. Un aspetto su cui vale la pena continuare a riflettere.

    E oggi, Facebook stesso, ci invita a dare uno sguardo al nostro recente passato, Look Back, ai nostri momenti passati sul grande social network negli ultimi 5 anni. Potete guardare i vostri momenti più importanti, i vostri post più apprezzati, insomma la vostra storia che avete condiviso a questo link, facebook/lookback. E avrete modo di vedere il vostro video di circa 1 minuto che riassume i momenti salienti, simile a questo che vedete in copertina a questo post. E da lì potete condividerlo con i vostri amici.

    E proprio nella giornata di oggi, vogliamo lanciare con voi una piccola iniziativa, un piccolo gioco, ossia twittare e scrivere post con questo hashtag, #SonoSuFacebookDal, così da condividere da quanto siete iscritti su Facebook. Potete scrivercelo anche qui tra i commenti. Allora, comincio io: mi sono iscritto la prima volta ad ottobre 2007, poi sono scappato via per poi ritornarci a gennaio 2008 e poi non sono più fuggito. E voi?

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  • Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    Programmatic Advertising, là dove ti porta il Consumatore

    A proposito della crescita del video advertising in Italia che si stima arrivare nel 2017 ad un valore di oltre 60 milioni di euro, vi proponiamo oggi un intervento sul nostro blog di José Enrique Rodriguez, Regional Manager Southern Europe di Videology. L’occasione è quella di approfondire l’argomento del Programmatic Avdertising

    programmatic-advertising

    [dropcap]N[/dropcap]egli ultimi cinque anni la fruizione del media e entertainment si è notevolmente trasformata grazie a nuove tecnologie, maggiore larghezza di banda e il diffondersi di dispositivi smart che permettono ai consumatori di interagire con i contenuti video in modi completamente nuovi rispetto al passato. Di tutto questo gli advertiser devono tenerne conto, adeguandosi rapidamente alla nuova realtà.

    Il pubblico che brand e agenzie vogliono raggiungere, visualizza infatti numerosi contenuti su una gamma eterogenea di dispositivi – spesso  anche simultaneamente – capace di trasmettere lo stesso contenuto – o uno correlato – in ogni momento, ovunque, con feature e interattività social e applicazioni di content-amplification. I content provider confezionano i propri contenuti e le pubblicità adattandoli a molteplici dispositivi – come nel caso di servizi quali SkyGo – per servire al meglio questi consumatori, soddisfacendo le loro esigenze, indipendentemente dal momento e dal dispositivo.

    Negli USA, una ricerca di TechCrunch ha rivelato che quasi la metà dei consumatori comincia a guardare un video su un dispositivo, per poi finirlo di vedere su un altro – di solito si comincia su uno smartphone e si termina su un device con schermo più ampio.

    I consumatori stanno anche combinando il loro tempo di visualizzazione, passando da un device all’altro. Una ricerca Mediascope di IAB Europe dello scorso giugno ha rivelato come ad oggi quasi 25 milioni di persone nel Regno Unito usano regolarmente tre schermi per guardare e interagire coi contenuti.

    L’advertising audio-visivo è sempre più in voga. È emotiva, d’impatto ed efficace. La pubblicità è diventata sempre più un’estensione del contenuto stesso – personalizzabile, social, interattiva e targhetizzata.

    Tuttavia la crescente diffusione della possibilità di visualizzare contenuti video in ogni momento su qualsiasi tipo di schermo, fa sì che gli advertiser non possano più acquistare lo spazio TV in modo isolato rispetto al digitale. Le strategia media devono quindi riflettere la natura cross-channel della visione TV. Il mondo ha superato la divisione “TV vs digitale” entrando in un’epoca nella quale entrambe le realtà devono collaborare per raggiungere il pubblico in tempo reale e assicurare un impatto migliore per i brand. Tutto questo deve partire con i consumatori prendendo in considerazione i loro movimenti tra schermi e dispositivi. Quando gli inserzionisti cambieranno il proprio investimento in linea col comportamento dei consumatori si renderanno conto che tradurre una conoscenza approfondita del complesso mondo della fruizione di contenuti video in un unico piano media integrato offre un impatto di gran lunga più amplificato.

    Dispositivi e piattaforme devono essere gestiti per essere complementari tra loro, per consentire ai brand manager di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni singolo device. Per cui proprio come nessun editore si sognerebbe di distribuire contenuti su un unico canale, nessun brand dovrebbe restringere il proprio messaggio a un unico dispositivo e a una singola modalità di visualizzazione. La TV e il digitale sono diventati una continuazione dell’esperienza totale del consumatore.

    Ma dato che le abitudini dello “spettatore tipo” stanno evolvendo, le piattaforme di programmatic technology  devono aiutare brand e agenzie a muoversi in questa nuova realtà. Dato che i meccanismi d’acquisto e alcune metriche sono differenti per ogni piattaforma, è importante affidarsi a un partner tecnologico che sia capace di uniformare e facilitare il più possibile l’acquisto a un dato prezzo o a una particolare metrica su tutte le piattaforme. Esistono infatti realtà come la nostra che collaborando con  partner specializzati nel data e media research, sono in grado di utilizzare le migliori best practice tecnologiche per seguire i consumatori sfruttando il frequency capping cross-device e l’ottimizzazione della spesa relativa ai contenuti multimediali su dispositivi complementari per amplificare l’impatto della TV.

    Le nuove metriche digitali consentono una pianificazione integrata dalla TV al digitale.

    Queste metriche non solo offrono ai media buyer gli strumenti per identificare i tipi di pubblico sui vari schermi, ma consentono anche di comprendere i fattori e le azioni che in definitiva portano i consumatori nell’imbuto del marketing dalla brand awareness all’acquisto.

    L’adozione di un approccio multi-screen assicura un maggiore impatto sul brand, una migliore delivery della campagna e meno sprechi, consentendo a brand manager e media buyer di prendere decisioni più ponderate. Una nostra ricerca – basata su oltre 500 milioni di impressioni nel Regno Unito – sull’impatto della convergenza dei video illustra questo punto. Il video online, da solo, ha garantito un’impressionante crescita media del 33 percento per quel che riguarda il richiamo del brand tra i consumatori che hanno visto le campagne rispetto a quelli che non hanno visto nessun tipo di pubblicità. Tuttavia le campagne su tre schermi hanno avuto un 90 percento di successo in più nel favorire il richiamo del brand rispetto a quelle basate solo su video online.

    In definitiva, tutto viene fatto per consentire al brand di emergere e, ovviamente, per favorire la vendita dei prodotti. I contenuti video possono avere un impatto incredibile, cosa che ha reso la pubblicità televisiva così efficace all’inizio. Ora sono disponibili su molteplici schermi e fanno parte della “dieta multimediale quotidiana” di milioni di consumatori, che guardano sempre più video, più spesso e su un numero maggiore di device. Tutto ciò crea grandi ed entusiasmanti opportunità che consentono ai brand di ottenere un impatto persino maggiore – dato che quando il consumatore chiama, l’advertising deve rispondere.

    [author image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2014/01/videology.jpg-550×190-.png” ]José Enrique Rodriguez è Regional Manager Southern Europe di Videology, piattaforma di video advertising leader sul mercato rivolta a editori, agenzie e advertiser[/author]

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