Tag: social media

  • Italiani più social degli americani, specie gli over 50 [Ricerca]

    Italiani più social degli americani, specie gli over 50 [Ricerca]

    Una interessante ricerca di LiveXtension incrocia i dati del Pew Internet & American Life Project e di Nielsen sugli utenti internet americani con quelli italiani di Audiweb. E ne viene fuori che l’Italia ha un tasso di penetrazione dei social network maggiore rispetto agli USA, soprattutto fra gli over 50

    Già in altre occasioni abbiamo evidenziato il fatto che il nostro paese abbia un tasso di penetrazione dei Social Media molto alto e che il pubblico è via via sempre più maturo. Ma sono delle considerazioni che facciamo di fronte ad alcuni indicatori. Invece quello di cui vi parliamo oggi è la dimostrazione di quello di cui in parte già conosciamo, ma ci si arriva attraverso una ricerca incrociata.

    Infatti, secondo una ricerca di LiveXtension, agenzia di marketing e comunicazione dell’incubatore Digital Magics, l’Italia è più social degli USA. Incrociando i dati sull’utenza internet americana del report Pew Research 2013 (aprile-maggio) e quelli italiani di Audiweb (giugno 2013) è emerso che la penetrazione americana – rispetto a coloro che usano la rete – dei social network è del 72%, in Italia è invece del 75% (20.597.000 milioni di italiani utilizzano almeno un sito di social networking), sfiorando nei mesi scorsi l’80%.

    Grafico 1_Ricerca social LiveXtension

    Un segnale molto interessante è dato dall’analisi della diffusione dei social network per fascia d’età: se in Italia la popolazione più anziana è decisamente meno digitale che altrove, quando utilizza internet è invece super social: oltre il 60% degli utenti internet italiani over 64 usa anche i social network. Negli Stati Uniti sono solo il 43%.

    Per quanto riguarda invece la fascia d’età 50-64: il 60% degli americani usa i social, mentre in Italia è il 75%.

    Una verifica ulteriore di questo fenomeno è stata effettuata confrontando i dati relativi al mese di luglio 2013 di Nielsen USA e di Audiweb per quanto riguarda l’uso dei social network. Pur con qualche differenza rispetto ai dati di Pew Research, il “vantaggio” italiano rimane.

    Grafico 2_Ricerca social LiveXtension

    La penetrazione complessiva dei social network in America è del 63,4% e sui 50-64 del 65,4%. In entrambi i casi siamo lontani dai dati del nostro Paese, gli Italiani che navigano sui social network corrispondono al 73% e al 74,5% nella fascia 50-64 anni. Per quanto riguarda gli over 64 gli USA si allineano al dato italiano del 60%.2

    Sono gli italiani over 50, insomma, che rendono l’Italia più social rispetto al Paese che ha inventato i social network! Questi siti rappresentano un fenomeno assolutamente di massa, che coinvolge ormai larghissime fette degli utenti internet di tutte le età, non solo quelle più giovani.

    La ricerca è online sul blog di LiveXtension con particolari specializzazioni in ambito social.

    Allora che ne pensate? Siete sorpresi da questi dati?

     

  • Facebook diventa sempre più Twitter con nuovi strumenti per le Tv

    Facebook diventa sempre più Twitter con nuovi strumenti per le Tv

    Facebook va avanti nel suo processo di introdursi nelle conversazioni in tempo reale, quello che a Twitter riesce meglio. E oggi ha rilasciato nuovi strumenti di conversazione per ora disponibili solo per CNN, Nbc, Slate e BuzzFeed. Obiettivo è far affiorare le conversazioni su Facebook attraverso hashtag, embedded posts e trending topics. Facebook dunque vuole assomigliare a Twitter

    Facebook ha rilasciato ieri nuove funzionalità rivolte per il momento solo a pochi broadcaster come CNN, Nbc, Slate e BuzzFeed, dando quindi la possibilità di integrare all’interno dei loro programmi televisivi la pubblicazioni di posts su argomenti selezionati. Facebook arriva a questo passaggio dopo aver introdotto una serie di funzionalità che hanno in un certo senso aperto, quello che è il più grande social network della rete, verso un nuovo modo di introdurre alle conversazioni e soprattutto di seguirle. Perchè diciamo nel titolo “Facebook diventa sempre più Twitter“, perchè tutte queste funzionalità a cui facciamo riferimento come embedded posts, hashtag e, prossimamente, trending topics sono proprio funzionalità tipica di Twitter che ne hanno fatto il canale preferenziale per coloro che erano alla ricerca di conversazioni in tempo reale. Se provate a pensarci un attimo, anche adesso mentre state leggendo questo post, vi basta dare un’occhiata su Twitter per sapere quale sia la notizia del giorno, l’argomento più twittato.

    E questo caratteristica di Twitter è diventata fondamentale nel fenomeno della Social Tv, lo abbiamo visto spesso in questi mesi e ve ne abbiamo reso conto di come Twitter sia la piazza preferenziale. In tutto questo Facebook è rimasto sempre un po’ più distaccato, proprio per la sue caratteristiche diverse. Difficile pensare di seguire una conversazione su Facebook circa un programma, prima delle avvenute modifiche. Ora da Menlo Park vogliono recuperare terreno e mettono in atto una serie di modifiche che sembrano appunto avvicinare Facebook al modello Twitter. E anche le ultime vanno in questa direzione.

    Facebook dice che la scorsa settimana l’inizio del campionato NFL ha collezionato oltre 20 milioni di like, commenti e condivisioni e che un numero di utenti compreso tra gli 88 e i 100 milioni di utenti accede a Facebook proprio in quella fascia che in gergo televisivo individua la “prime time”. E ancora che il programma televisivo su Facebook finora è stato il Super Bowl con 245 milioni di interazioni, tra like, condivisioni e commenti. Seguono poi le Finali Nba (125 milioni di interazioni) e la premiazione degli Oscar (66,5 milioni).

    Dunque la novità è che, come dicevamo all’inizio, i network selezionati possono cominciare ad integrare, durante le trasmissioni, le conversaioni che avvengono su Facebook, con la possibilità di visualizzare i messaggi in tempo reale per un dato argomento. La CNN, ad esempio, durante il programma “New Day” potrà incorporare quello che le persone dicono sugli argomenti trattati, come breaking news e altro, su Facebook. In questo modo i network hanno la possibilità di poter indicare il numero di posts che indicano quel dato argomento in un periodo preciso e anche dare una misura demografica ossia se la notizia è più popolare tra i maschi o tra le femmine.

    Per i network selezionati Facebook rilascia l’uso delle API, quindi consentendo di mostrare il feed in temo reale dei messaggi per una parola specifica. Per chi è pratico di Twitter sa che questo è quello che succede seguendo un hashtag. Al momento questo utilizzo è come dicevamo limitato, ma da Facebook fanno sapere che stanno lavorando per estenderlo il più possibile.

    Allora cosa ne pensate di questo cambiamento di Facebook sempre più somigliante a Twitter? Sarà secondo voi un cambiamento utile? Raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

    facebook-tv-conversation

     

     

  • Ecco i Top Brand in Italia su Facebook tra Luglio e Agosto 2013

    Ecco i Top Brand in Italia su Facebook tra Luglio e Agosto 2013

    Ed eccoci ritornati alla consueta classifica dei brand in Italia su Facebook elaborata da Blogmeter. L’indagine prende in esame il periodo estivo tra Luglio e Agosto 2013. Libero si conferma il brand più coinvolgente, mentre Amazon.it è la pagine che nel periodo acquisisce il maggior numero di nuovi fans, +450 mila

    Dopo la pausa estiva ritorniamo con la periodica classifica che Blogmeter elabora riguardo ai Top Brands in Italia su Facebook. Per il periodo Luglio e Agosto, analizzate oltre 35 milioni di interazioni su più di 2.500 brand page in riferimento al nostro paese.

    Facebook-brands-italia_luglio-agosto-2013

    Ma vediamo adesso tutto quello che ne è venuto  fuori tra conferme e novità.

    La pagina di Libero si conferma essere la più coinvolgente ed è da un pò che questo dato si conferma saldamente. La pagina del quotidiano in effetti è sempre molto commentata e i contenuti sempre molto condivisi, sebbene con opinioni sempre molto contrastanti.  Libero fa registrare una media di 123,5 interazioni giornaliere per ogni mille fan. Segue poi Musei Italiani, una delle sorprese di questo periodo, che durante l’estate ha contato oltre 140mila interazioni totali: 94,7 al giorno per ogni mille fan, mentre al terzo posto troviamo la pagina dell’atteso film Bling Ring con un page engagement di 87,8.

    Per quando riguarda la brand page che fa registrare il maggior numero di nuovi fan, il titolo per il periodo estivo va ad Amazon.it capace di acquisire 450 mila nuovi fans e superando quindi quota 2 milioni di fans totali divenendo una delle pagine più seguite su Facebook in Italia. Al secondo posto si piazza Samsung Mobile Italia che guadagna oltre 294mila fan, l’ascesa della casa coreana produttrice di device hi-tech è sottolineata anche dal quarto posto dalla pagina Samsung Italia.

    Menzione speciale per Fanpage.it che occupa la terza posizione per aver acquisito oltre 215mila nuovi fan durante l’estate e non solo. Infatti con 1,96 milioni di fan italiani a fine agosto si attesta come la pagina nella categoria dei media più seguita su Facebook ed è anche quella che ha registrato, nei 2 mesi oggetto dell’analisi, il maggior numero di interazioni complessive: oltre 2,1 milioni di attività degli utenti tra post, commenti, like e condivisioni.

    Per quanto riguarda il parametro del Response Time la classifica evidenzia ancora una volta che le compagnie telefoniche sono molto sensibili all’utilizzo dei social network per il customer care. La pagina che risponde più velocemente alle richieste degli utenti è quella di Wind che in media fa attendere gli utenti soltanto 15 minuti, rispondendo a 3.651 post degli utenti; al secondo posto con un tempo medio di attesa di 23 minuti e 378 risposte complessive troviamo PosteMobile, sempre ai vertici delle classifiche sulla brand page in Italia. Vodafone it si piazza in terza posizione con un tempo medio di attesa di un’ora e 3.696 richieste soddisfatte. Da segnalare tra le nuove entrate TIM che durante l’estate è la pagina che ha risposto in assoluto a più post dei fan: ben 11.781 e migliora le sue performance passando dalle quasi 9 ore di giugno alle attuali 2 ore e 50 minuti.

    Per quanto riguarda il post più coivolgente nel periodo estivo è stato quello di Alitalia che con una foto ritraente Papa Francesco giunto in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù, ottiene quasi 113 mila interazione tra like, commenti e condivisioni.

    Allora che ne pensate? Siete anche voi tra i fans delle pagine che abbiamo visto nelle varie classifiche? Quali sono le vostre esperienze?

    Facebook brands italia luglio agosto 2013

     

  • #MTVHottest, come avere 166 milioni di tweets con un hashtag

    #MTVHottest, come avere 166 milioni di tweets con un hashtag

    #MTVHottest l’hashtag lanciato da MTV Uk per la campagna globale “Hottest Summer Superstars” ha fatto registrare la bellezza di 166 milioni di tweets. Una campagna che ha visto coinvolti come strumenti principali Twitter e la Tv. Scopo era quello di invitare i fan a votare l’artista o il gruppo preferito. Un esempio di quello che può fare un hashtag insieme ad una campagna più strutturata

    Twitter oggi ha reso noto che la campagna #MTVHottest lanciata da MTV Uk per invitare i fan e gli utenti a votare il loro artista o gruppo preferito, è stato in grado di far registrare un numero tanto grande quanto inatteso: 166 milioni di tweets. Il risultato è stato reso possibile però da una campagna ben strutturata, quello che era nato come un semplice sondaggio si è invece trasformato mettendo insieme una promozione fatta su base strategica, una azzeccata “call to action” con una domanda adeguata a quello che è poi lo scopo del sondaggio. Quindi Twitter e Tv insieme. Mixati tutti questi ingredienti è allora possibile poter arrivare ad ottenere centinaia di milioni di tweets. Ne parlavamo qualche giorno fa quando abbiamo visto i suggerimenti di Twitter Uk per la scelta del miglior hashtag. E abbiamo visto che il risultato migliore si ottiene quando la campagna che vogliamo lanciare è sostenuta ed alimentata anche da altre azioni a supporto, senza limitarsi ad un’unica e sola attività. Così facendo il risultato non sarà quello sperato. Se volevamo un esempio, forse questo è la dimostrazione di quello che cercavamo.

    La campagna è stata lanciata il 20 luglio scorso durante lo show andato in diretta per cinque ore e in quelle ore @MTVUK lancia #MTVHottest dicendo ai telespettatori, ai fans e agli utenti del web che la votazione del miglior artista o gruppo dell’estate “Hottest Summer Superstars” si sarebbe tenuta solo via Twitter. Le votazioni sono andate avanti fino al 18 Agosto e poi il vincitore è stato annunciato il 31 Agosto dall’account @MTVUK, inutile dire che a vincere sono stati i “One Direction”.

    La call to action era abbastanza semplice, si chiedeva di votare sulla base di una lista di 50 gruppi e artisti e ovviamente la diretta dello show ha fatto si che la stessa richiesta diventasse poi virale su Twitter.

    Questo che vedete su questo link è la rappresentazione grafica delle votazioni, quindi dei tweets, tenedo conto dei cinque più votati, o meglio è la rappresentazione grafica di come l’hashtag #MTVHottest è andato via via sviluppandosi. E’ anche utile per avere un’idea più chiara di come Twitter viene usato a livello globale, considerando la musica come collante universale.

    twitter-hashtag-mtv-uk-#mtvhottest

    Il successo di questa campagna dicevamo è stato reso possibile da diversi fattori messi insieme. Quindi abbiamo detto al Tv, ma anche il web ha avuto un ruolo importante. Il sito web ufficiale di MTV Uk rendeva visualizzabili tutti i tweets che man man arrivavano e su una pagina dedicata veniva visualizzata la classifica che andava modificandosi sulla base dei voti che arrivavano. E l’aggiornamento avveniva ogni 30 secondi. La stessa classifica visualizzava il volume di tweets che le star ricevevano e le stesse star intervenivano sempre via Twitter invitando i propri fan a votarli, scatenando in questo modo una vera competizione.

    Top50 Contenders MTV UK

    Tutta la campagna è stata ovviamente guidata via Twitter, i tweets stessi hanno fatto si che si costruisse il successo della campagna. In questo modo, @MTVUK ha creato engagement con gli artisti e con gli influencers, spingendo i fans a votare. L’account ha visto crescere il numero dei followers di 80 mila in poco più di un mese.

    E’ vero, farete certamente notare, che stiamo parlando di un brand molto conosciuto, ma come detto all’inizio e come hanno sostenuto anche in MTV Uk, il risultato è andato ben oltre le aspettative. Questo significa che costruire una campagna attraverso il lancio di un hashtag è bene che la stessa sia supportata anche da altri canali, tv, sito web come in questo caso, per poter ottenere un risultato certamente positivo. E altra cosa da non dimenticare, è fondamentale una gestione e una guida attiva dall’account ufficiale, senza credere, sbagliando, che una volta lanciato l’hashtag questo vada avanti con il “pilota automatico”. Anche esempi come questi, sebbene messi in atto da grandi realtà, possono essere utile per la vostra campagna.

    Allora che ne pensate? Avete ottenuto dei suggerimenti da questo esempio? Che cosa aggiungereste?

  • Calcio e Social Media, ecco i calciatori più seguiti

    Calcio e Social Media, ecco i calciatori più seguiti

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    A poche ore dalla fine del Calciomercato, argomento che gli appassionati di calcio seguono con molta attenzione, proviamo a vedere come i calciatori sono presenti e usano i Social Media con un’indagine condotta da Decisyon, tramite ECCE/Customer. Cristiano Ronaldo è il più seguito, mentre Gareth Bale, da poco passato al Real Madrid con la cifra record di 101 milioni di euro, è il più coinvolgente. Per seguire le ultime ore di contrattazione #transferdeadlineday

    Mancano davvero poche ore alla chiusura del Calciomercato, tema che gli appassionati di calcio seguono davvero con molta attenzione. E prima di vedere come i calciatori sono presenti e usano i social media, se volete seguire le ultime contrattazioni, vi suggeriamo di seguire #transferdeadlineday, per conoscere gli ultimi colpi e sapere tutto sulle ultime contrattazioni. In questi ultimi minuti si parla del passaggio all’Arsenal dal Real Madrid di Ozil e del passassio di Emiliano Viviano dal Palermo all’Arsenal. Ovvio che sia l’Arsenal a fare la volata, grazie alla cifra incassata dalla cessio di Gareth Bale al Real Madrid.

    Per restare sul tema di cui vogliamo parlarvi, Decisyon, tramite ECCE/Customer, tra tra il 1° e il 30 agosto 2013 proprio sulla scia del Calciomercato, ha effettuato un’indagine sui calciatori sui Social Media cercando di indagare su come e quanto sono presenti e anche su come li usano. E proprio Gareth Bale è il calciatore più coinvolgente, infatti è quello che riesce a raccogliere il maggior numero di fan su Facebook, con una crescita del 235,5%, 78 volte maggiore a quella dei fan di Neymar, e anche su Twitter, dove supera Adem Ljajic (neo acquisto della Roma) e stacca Higuain (appena approdato al Napoli). In totale è passato da circa 2.400.000 supporter totali nella prima settimana di agosto, agli attuali 5.512.000.

    calciatori e social media

    Se il neo acquisto del Real Madrid, il suo passaggio è costato ben 101 milioni di euro, una cifra mai pagata da una squadra di calcio per l’acquisto di un calciatore, provocando molte polemiche non solo nel mondo sportivo, il suo nuovo compagno di squadra, Cristiano Ronaldo, invece, è il più seguito in assoluto. CR7, la sua sigla che è diventata ormai il suo brand, ha un seguito di oltre 80 milioni di persone su Facebook e Twitter: quasi 60 milioni di fans su Facebook e oltre 20 milioni di followers su Twitter. Il suo profilo twitter è il più twittato con più 184 mila tweets alla settimana. Mentre sulla sua pagina di Facebook si registrano più di 8 milioni di attività, come like, post e commenti, in una sola settimana.

    I dati registrati da Decisyon, attraverso la soluzione ECCE/Customer, offrono una fotografia della passione e del coinvolgimento che un campione può portare alla squadra in cui gioca” afferma Cosimo Palmisano, CEO & Founder di ECCE/Customer – Decisyon. “Gareth Bale è il campione che sta registrando la maggiore crescita di supporter. Il possibile trasferimento al Real Madrid sta appassionando i suoi tifosi: stanno aderendo in massa ai suoi profili social per commentare la notizia. Allo stesso tempo anche Neymar, appena sbarcato in Europa, sta consolidando la sua popolarità nel vecchio continente, fin quasi a rubare la scena sui social media al suo compagno di squadra Leo Messi“

    Da segnalare che anche che il numero di fan di Gonzalo Higuain è cresciuto solo dell’1,4% nella pagina creata quando giocava al Real Madrid. Nel mese di luglio però il Napoli ha creato una nuova fan page ufficiale del calciatore che ha già raccolto ben 244.000 fan. L’arrivo a Napoli di Gonzalo Higuain ha fatto schizzare il numero di follower anche sul suo profilo Twitter. Adem Ljajic, al centro dell’attenzione a seguito del suo recente passaggio alla Roma, si posiziona alle sue spalle con una crescita del 15,3% dei follower.

    I tweet arrivano per la maggior parte dal Brasile, la patri naturale del calcio, e dall’Inghilterra, luogo dove il calcio è nato. Infatti da questi paesi vengono rispettivamente il 27% e il 14,9% delle attività su Twitter nei profili dei protagonisti del calciomercato. Sorprende invece la seconda posizione degli Stati Uniti: la Guinness Cup 2013, nella quale sono coinvolti molti dei giocatori analizzati, ha certamente sollevato l’interesse per il calcio negli USA.

    calcio e social media paesi

    Tra i contenuti postati dai fan sulle pagine dei giocatori, quello cheè stato maggiormente condiviso è il video di confronto fra Messi e Neymar: “The Big Difference”. Il video mette a confronto la capacità di Neymar di simulare falli e la resistenza di Messi agli interventi degli avversari. È stato postato molto probabilmente da un fan di Messi sulla pagina Facebook di Neymar e ha ottenuto più di 60.000 condivisioni, raggiungendo anche 1.883.000 visualizzazioni su YouTube.

    Tra i contenuti postati invece dai giocatori, quello con maggiore condivisione è il post in cui Cristiano Ronaldo pubblicizza il proprio account Twitter: ha registrato 23.000 condivisioni. E certamente questo ha dato un forte contributo a far risultare la sua pagina Facebook e il suo profilo Twitter come i più coinvolgenti.

     

     

  • Facebook sta testando la sezione Trending nel News Feed

    Facebook sta testando la sezione Trending nel News Feed

    Secondo il Wall Street Journal Facebook starebbe testando quelli che su Twitter abbiamo imparato a conoscerli bene, ossia i “Trending” topics, gli argomenti più discussi sulla piattaforma. E questo era atteso su Facebook come il passaggio successivo, proprio dopo l’adozione anche all’interno del social network di Zuckerberg dell’hashtag, avvenuto due mesi fa

    trending facebook testPoco più di due mesi dopo dall’introduzione dell’hashtag, Facebook ora passa a testare la sezione “Trending” all’interno del social network. A dare notizia di questa operazione è il Wall Street Journal, dal blog Digits che si occupa appunto di tecnologia. E a questo punto c’è da credergli perchè se vi ricordate, quando si cominciò a parlare di una possibile introduzione degli hashtag all’interno del popolare social network, il primo a parlarne fu proprio il WSJ, esattamente tre mesi prima dell’effettiva introduzione. Quindi è lecito pensare, non solo che il test stia avvenendo, ed è fuor di dubbio, ma che da qui a poco vedremo comparire sulla nostra bacheca uno spazio (presumibilmente in alto a destra sulla timeline) che ci individuerà quelli che sono gli argomenti più discussi su Facebook, molto simile a quanto avviene su Twitter con lo spazio sulla sinistra della timeline che individua gli argomenti su cui si concentra l’attenzione degli utenti.

    facebook-hastag-trending

    In effetti, questo passaggio su Facebook era atteso, come logica conseguenza appunto dell’introduzione dell’uso degli hashtag. Ma questo assume rilevanza se pensiamo che solo pochi giorni fa Facebook ha modificato il proprio News Feed, ridefinendo il proprio algoritmo e introducendo interessanti novità che spingono il social network per antonomasia del web, a farsi spazio come fonte e luogo di condivisione di news in tempo reale.

    La notizia, come dicevamo all’inizio, è stata diffusa dal WSJ e su Twitter è stata lanciata da Evelyn Rusli (@EvelynRusli), reporter del WSJ:

    Un portavoce di Facebook in effetti ha confermato questa fase di testing, iniziata giovedì scorso, ora solo disponibile per un numero limitato di utenti negli Usa:

    Stiamo effettuando un piccolo test su una parte del News Feed che consente di individuare gli argomenti in quel momento trending su Facebook. In questo momento è disponibile solo per un ristretto numero di utenti negli Stati Uniti ed è ancora in fase di sviluppo. Rilasceremo ulteriori dettagli nel momento in cui volessimo diffonderla su larga scala”

    Insomma, tra Facebook e Twitter è ormai scontro parte, soprattutto da quando facebook ha cominciato ad intensificare la propria strategia sul Mobile, al fine di crearsi un proprio spazio di presidio e quindi di entrare in concorrenza diretta con Twitter, forte sul mobile, per sua stessa natura.

    Ora Facebook mira a competere con il suo diretto avversario proprio sul terreno dove Twitter al momento è più forte. Cioè come luogo di condivisione di notizie in tempo reale. Pensiamo a quante volte Twitter è stato un luogo dove poter condividere notizie impossibili da veicolare con altri mezzi. Pensiamo alla Social Tv, dove Twitter è assolutamente avanti. Ora Facebook prova ad introdursi e l’introduzione dei “trending” è una feature importante.

    Pensate al solo fatto di poter aggregare anche su Facebook gli argomenti appunto come #trending oppure ancora, per restare su un argomento che ci piace molto, cominciare a misurare le conversazioni anche su Facebook, avendo in questo modo un quadro più completo di quelli che sono gli argomenti più discussi e seguiti in un dato momento. Ma su questo ovviamente ci ritorneremo no appena avremo modo di seguire in “trending” anche in Italia.

    Nel frattempo, che ne pensate? Facebook e Twitter tendono ormai a somigliarsi sempre di più, non è vero? raccontateci la vostra opinione tra i commenti.

     

  • Groupon lancia Groupon Maps, il Gps dei deals in città

    Groupon lancia Groupon Maps, il Gps dei deals in città

    Groupon Italia annuncia oggi una nuova opzione per tutti i suoi utenti. Da oggi infatti viene lanciato “Groupon Maps”, uno strumento che permette agli utenti di ricercare le migliori offerte in bassa alla loro posizione geografica o in base alla categoria. Un modo quindi per orientarsi tra le tante offerte il supporto della geolocalizzazione dei deals

    Groupon Italia annuncia Groupon Maps, il nuovo strumento che permette ai clienti iscritti, a quello che è il 30° sito più cliccato d’Italia, di cercare e trovare facilmente le migliori offerte in città in base alla loro posizione geografica o alla categoria dei deal. Come funziona?

    Usare Groupon Maps è semplicissimo: basta scegliere la propria città e cliccare Maps sul menu in alto; appariranno tutte le offerte locali sulla mappa della città classificate, con un menu a tendina, in base alla categoria di consumo (ristoranti, bellezza e benessere, sport e tempo libero, hotel e viaggi, servizi, salute), per rendere ancora più facile per gli utenti la ricerca di una specifica esperienza o necessità.

    Groupon-Maps

    Groupon Maps è la conferma di un significativo passo avanti verso la nuova strategia Pull che Groupon sta adottando”, afferma Giuliomario Limongelli, International Vice President per il Sud Europa. “Groupon infatti non è più soltanto una piattaforma Push che invia i deal ai clienti tramite newsletter, ma un luogo che permette ai clienti di trovare le migliori offerte in base alla zona in cui vivono o in base al tipo di offerta e categoria di consumo che stanno cercando.

    Questa nuova funzionalità è attiva su tutte le città italiane in cui Groupon è presente e permetterà ai clienti di trovare quello che desiderano, dove lo desiderano” conclude Limongelli. “Inoltre questa novità offre ancor più visibilità ai nostri partner e alle loro offerte sul web”

    Groupon afferma che per il momento il lancio del nuovo strumento è visibile online dalla versione desktop e che presto sarà disponibile anche per mobile, che soddisfa maggiormente le richieste di clienti e partner, ottimizzando allo stesso tempo la ricerca delle offerte sul sito.

  • Lo spam su Facebook vale oltre 200 milioni di dollari l’anno [Ricerca]

    Lo spam su Facebook vale oltre 200 milioni di dollari l’anno [Ricerca]

    Una ricerca tutta italiana, condotta da Andrea Stroppa e Carlo De Micheli, insieme al loro team di collaboratori, ha rilevato che lo spam su Facebook rastrella una cifra pari a 200 milioni di dollari l’anno! Una cifra enorme che ci dà la dimensione del fenomeno sul più grande social network della rete. Il risultato evidenzia che sono 30 mila le pagine da cui viene diffuso lo spam

    Di sicuro i nomi di Andrea Stroppa e Carlo Di Micheli ad alcuni di voi non saranno nuovi, i due ricercatori italiani si sono già fatti notare per le loro competenze e abilità con altre ricerche che hanno riscosso l’attenzione dei media di tutto il mondo. Ora i due ricercatori italiani propongono una nuova ricerca, prima al mondo e pubblicata in esclusiva sul The Guardian, che ci dà la dimensione della relazione che c’è tra lo spam, problema che tutti noi conosciamo, e Facebook, il più grande social network della rete che ha ormai superato la soglia di 1 miliardo di utenti registrati, senza dimenticare i 600 milioni di utenti che vi accedono via mobile. La relazione esiste ed forte, date le dimensioni, a tal punto da valere addirittura 200 milioni di dollari l’anno! Una cifra enorme che ci dà un quadro netto del problema.

    Come sapete, sono proprie le fanpage ad amplificare il fenomeno dello spam per la loro stessa natura “aperta” e non chiusa come invece sono le pagine profilo, limitate ad un masso di 5 mila fans. Ora i due ricercatori insieme al loro team hanno deciso di avviare una ricerca su quello che è ormai a tutti gli effetti un business sotterrano e non regolamentato. E sono poi le pagine amatoriali che sono l’anima, se così possiamo dire, di questo business. Esempi di pagine amatoriali, ossia fanpage non legate ad un brand specifico, è quella di 4chan, oggi “Welcome to the Internet“, con oltre 2 milioni di fans su cui vengono pubblicati post capaci di raggiungere fino a 80 mila likes e centinaia di migliaia di condivisioni. Tanto per fare un esempio che la ricerca evidenzia come tale.

    Molti di voi si saranno certamente imbattuti in esempi di spam su Facebook, ne siamo certi. Ebbene quello che evidenzia la ricerca è che spesso il modo più efficace (per lo spammer, ovvio) è quello di associare al testo un’immagine seguita da uno short url, link accorciati cone servizi come Bit.ly o Tinyurl.com. Così facendo si rende irriconoscibile l’indirizzo verso cui verrete indirizzati. Sei fate un attimo mente locale, quante volte ci è capitato? Moltissime si presume, ma comunque, occhio.

    La ricerca ha anche permesso di scoprire dei siti in cui gli spammer propongono di creare fanpage fake al fine di indurre gli utenti di Facebook a cliccare sui link.

    Ma il dato sorprendente è il valore economico che questo business può realizzare.

    Coloro che pubblicano spam vengono pagati con una media di 13 dollari per post, per quanto riguarda le pagine con circa 30.000 fan, fino a una media di 58 dollari per quanto riguarda le pagine con più di 100.000 fan” ha detto De Micheli al Guardian. “Se consideriamo questi due estremi, le pagine abbiamo analizzato generano un gettito di 18.000 messaggi al giorno, quindi calcolare i ricavi per post – con un range che va da 13 a 58 dollari, per 365 giorni l’anno”

    Questo da vita ad una forbice compresa tra gli 87 milioni di dollari e i 390 milioni di dollari. Di conseguenza facendo una media ponderata della cifra, viene fuori che il giro di affari dello spam su Facebook è di oltre 200 milioni di dollari l’anno.

    Ora il network degli spammer si estende veramente a macchia d’olio. Infatti la ricerca rileva che molti gestori di fanpage, create per la vendita di spam, possono aggiungere altre pagine fan tra i loro preferiti. Di conseguenza, gli spam sellers aggiungono tra le loro pagine preferite altre pagine che vendono spam, o altra pagine gestite da amici conosciuti proprio attraverso forum di spam. A questo punto il circolo vizioso è avviato.

    La ricerca rileva anche che sono state 30 mila le pagine coinvolte nel postare spam e tutti hanno un numero di fans superiore ai 30 mila.

    Ma come si distingue uno spam da un contenuto che non è spam?

    Ecco uno screenshot che evidenzia bene la differenza e quello su cui da oggi dobbiamo fare più attenzione:

    ricerca-Fanpage-Facebook-spam-esempi

    Qui invece vediamo un esempio di spam in una pagina:

    ricerca-Fanpage-Facebook-spam

     

    Infine, vediamo il potenziale per lo spam su Facebook in rapporto ad altra piattaforme.

    ricerca Fanpage Facebook-luoghi-condivisione-spam

    Come vedete dall’immagine in alto, analizzando uno dei tanti url e nello specifico uno che porta ad un programma affiliato a Chacha.com, si nota che i clicks su Facebook sono stati quasi 90,000 rispetto ai 54 su Twitter.

    Tutto lo studio dimostra come in effetti agendo con sistemi veramente poco leciti gestiti con meccanismi in terze parti, su Facebook lo spam oltre che essere eccessivamente invasivo, è anche in grado di generare un volume di affari enorme, anche troppo.

    E’ ovvio che a questo punto Facebook, di fronte a questa ricerca, debba necessariamente fare la sua parte e prendere coscienza del fatto che il fenomeno spam su Facebook esiste eccome. E comunque sia, come abbiamo detto già all’inizio, è bene fare sempre attenzione su quello che si clicca!

    Vedremo cosa accadrà!

  • Twitter, cambia il modo di seguire le conversazioni su web e mobile

    Twitter, cambia il modo di seguire le conversazioni su web e mobile

    Nuova funzionalità in casa Twitter, questa volta cambia il modo di seguire le conversazioni e la modifica ha riguardato in contemporanea il web e il mobile, sia iOS che Android. Da adesso le conversazioni sulla timeline verranno evidenziate, in maniera cronologica, attraverso una linea verticale, fino ad un massimo di tre tweet

    Sicuramente vi sarete accorti che questo è un periodo in cui i più grandi social network si stanno fronteggiando a colpi di novità, ormai quotidiane. Certo, si cerca sempre di aggiornare, modificare, migliorare l’esperienza degli utenti all’interno dei social network, ma è bene anche un fase di assimilazione degli stessi aggiornamenti. Ovvio che non si può pretendere che i competitors si mettano d’accordo sulle tempistiche, sarebbe il massimo, ma gli utenti hanno bisogno anche di tempo. E spesso quello che al momento sembra essere un’opzione inutile, col tempo poi se ne apprezza l’utilità. E’ accaduto diverse volte e siamo sicuri che sarà lo stesso per l’ultima modifica che è stata lanciata da Twitter durante la tarda serata italiana.

    twitter-modifica-conversazioni

    La nuova modifica riguarda innanzitutto e in contemporanea sia twitter.com che le piattaforme mobili iOS e Android (quindi per visualizzarla dovete provedere ad un aggiornamento dell’app). E la modifica riguarda il modo di vedere, ma soprattutto di seguire le conversazioni sulla nostra timeline.

    Da oggi le conversazioni vengono evidenziate sulla timeline attraverso una linea verticale, la quale unisce gli utenti che stanno partecipando ad una conversazione, fino ad un massimo di tre tweets. Se poi si preferisce seguire tutta la conversazione, è sufficiente cliccare e si apre la visualizzazione che abbiamo già imparato a conoscere nel tempo.

    Adesso, con questa nuova modalità, la replica ad un tweet verrà rilanciata in alto.

    Ora, come detto all’inizio, la modifica, pur nella sua utilità, pecca e molto nella scelta grafica. La linea verticale infatti non ci sembra il massimo. E della stessa opinione sembra sia proprio il direttore di Twitter UK che ha ammesso di aver trovato i cambiamenti addirittura “inquietanti”. Speriamo col tempo si possa fare qualche miglioria in questo senso.

    Ma ci sono altre nività che riguardano soprattutto la sicurezza.

    Twitter ha anche annunciato che da Twitter.com e da piattaforma Android si può procedere alla segnalazione dei singoli tweet per spam o per abusi. Twitter, in seguito ai fatti relativi alle minacce soprattutto in UK sollevando polemiche roventi, aveva promesso la segnalazione per più piattaforme e quindi adesso sta procedendo a rilasciare questa possibilità.

    Allora, che ne pensate di questa ultima modifica? Vi piace la linea verticale? Dai, raccontateci cosa ne pensate tra i commenti.

     

  • Twitter, ecco come scegliere l’hashtag che fa per te [Infografica]

    Twitter, ecco come scegliere l’hashtag che fa per te [Infografica]

    Twitter si può ben affermare che è la piattaforma che ha dato vita all’hashtag, #, ormai entrato in uso anche su Facebook dopo Google+, Vine e Pinterest. Ed essendo diventato strumento fondamentale per veicolare informazioni, conversazioni e anche campagne pubblicitarie, Twitter Uk ha pensato bene di dare qualche consiglio per creare un hashtag efficace

    Come forse i meglio informati sanno, o anche, per usare un’espressione che ci piace poco, i meno giovani, l’hashtag esisteva già prima che Twitter nascesse, veniva già usato all’interno di IRC, la prima vera chat su internet e serviva proprio a catalogare gruppi e argomenti. Ma la vera notorietà, se così si può dire, l’hashtag l’ha conosciuta con Twitter esattamente dal 2007 quando fece la sua comparsa in un tweet. Dal 2009 Twitter, vista la crescente diffusione, ha cominciato ad usarlo per raggruppare in maniera ordinata i messaggi e in seguito a questo passaggio nel 2010 creò i “trending topics”, ossia la lista degli argomenti più twittati della giornata catalogata anche per hashtag.

    Ma l’hashtag è diventato un potente strumento per veicolare conversazioni, informazioni, iniziative e anche campagne pubblicitarie. Durante l’ultimo SuperBowl molti brands lanciarano le proprie campagne con hashtag mirati come Pepsi con #PepsiHalftime, Toyota con #wishgranted e soprattutto Oreo che, anche senza utilizzare un hashtag specifico, riuscì ad agganciarsi al blackout dello stadio con “Power out? No problem“, riuscendo ad ottenere quasi 16 mila RTs:

    Ecco che Twitter UK, dal blog ufficiale di Twitter, ha pensato bene di dare degli utili consigli, raccolti nell’infografica che vedete in basso, per creare il miglior hashtag possibile per quella che è l’azione che vogliamo mettere in campo su Twitter.

    Prima di tutto è opportuno chiedersi il perchè usare un hashtag ed è utile anche fare un promemoria di quegli hashtag che gli utenti hanno maggiormente apprezzato, saranno un elemento distintivo nel mare di tweets che scorre sulla timeline ogni giorno.

    Altro consiglio è quello di associare l’hashtag a campagne già in atto come può essere una campagna televisiva, una campagna stampa o una campagna di direct-mail. Questo lo renderà memorabile.

    Come potete vedere nell’infografica i consigli sono articolati e seguono un filo logico dettato prima di tutto dalla creazione di un hashtag che sia facilmente comprensibile  agli utenti con l’obiettivo di poter raggiungere il maggior numero possibile di utenti. Sembra un’operazione semplice, ma non lo è. Bisogna trovare una o al massimo due keywords che diano il senso della campagna che vogliamo avviare e bisogna fare un’attenta analisi che quelle stesse keywords non siano già state utilizzate prima.

    Se intendete arricchire una discussione già esistente attorno ad un hashtag è bene pensare di aggiungere valore alla discussione stessa inserendo la promozione dei vostri prodotti e magari anche associando al stessa conversazione ad un evento che si sta per lanciare: questo, secondo i consigli di Twitter UK, è un’ottimo modo per fare una campagna attraverso quell’hashtag.

    Altro esempio. Se pensate di introdurre un hashtag magari associato ad un concorso è opprtuno che esso stesso sia ben legato con altre campagne di marketing in atto, senza le quali sarà poco probabile aumentare il reach della campagna stessa.

    Spesso ci si chiede se un brand deve dare vita a nuovi hashtag, invece di usare una parola o una frase che gli utenti già usano. Twitter UK sostiene che non è sempre così, ossia non è sempre necessario crearne di nuovi. Se le persone stanno già utilizzando un hashtag e attorno ad esso esistono già delle conversazioni, allora parte del lavoro è già fatto. Tutto quello che il brand deve fare è garantire valore aggiunto a quella conversazione. Quindi agganciare l’hashtag esistente, ma dare la propria impronta alle conversazioni. In questo modo si creerà un hashtag che dara vita a conversazioni efficaci.

    Ora vi lasciamo all’infografica e se avete domande da porre, dubbi scriveteli tra i commenti, ci piacerebbe davvero iniziare e arricchire una conversazione su questo argomento.

     hashtag migliore twitter infografica

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