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  • Saymetruth, ecco il Social Network per restare anonimi

    Saymetruth, ecco il Social Network per restare anonimi

    Saymetruth è una startup armena che nei giorni scorsi ha annunciato il lancio di Saymetruth.com, il primo social network attraverso il quale si può restare anonimi. Il progetto è online in fase beta. Lo scopo è quello di permettere agli utenti di dire ad amici e parenti quello che non direbbero mai di persona. Ma c’era bisogno di un social network del genere?

    Come sapete siamo sempre alla ricerca di nuovi progetti e notizie che interessano il web e i social media. E oggi vi parliamo di un progetto che ci ha incuriosito molto, ma che ci sembra al tempo stesso paradossale per quello che è il suo scopo. Tant’è! Stiamo parlando di Saymetruth, una giovane startup armena, fondata da Hrachya Manukyan e da Alexander Adamyan, che nei giorni scorsi ha lanciato il proprio social network, Saymetruth.com. Solo che questo non è solo l’ennesimo social network sulla rete, ha qualcosa di diverso e anche paradossale, come dicevamo prima. Si perchè se lo scopo di ogni social network è quello di mettere in relazione le persone e favorirne la conversazione e lo scambio di informazioni, immagini, video e altro, Saymetruth.com è invece pensato si per favorire le conversazioni tra gli utenti, ma restando anonimi (ma ce n’era davvero bisogno?). In sostanza, se avete qualcosa da dire a muso duro ad un vostro amico o parente che sta lontano e non potete farlo da Facebook, ecco allora vi viene in soccorso questo nuovo social network. Secondo i fondatori, questo social network permetterà alle persone “di essere migliori”. In che senso? Questo davvero ci sfugge!

    saymetruth

    Da quello che siamo riusciti a vedere, si va sul sito, Saymetruth.com appunto, si può accedervi con una veloce registrazione oppure attraverso il login di Facebook oppure ancora senza alcuna registrazione, questa sembra essere la modalità veloce e da preferire, come sostengono gli stessi fondatori. In questo ultimo caso, basta digitare il nome della persona a cui volete dire quello che pensate veramente, in maniera del tutto anonima, e una volta trovata vi viene chiesta la prova del fatto che voi conoscete davvero quella persona, digitando il numero di telefono di quella persona oppure basta essete nella lista degli amici di Facebook. Il codice segreto deve essere di 12 cifre.

    Tutti i messaggi, garantiscono i fondatori, sono e resteranno anonimi. Quindi se avete intenzione di dire ad una persona una qualsiasi cosa che sapete bene la farebbe irritare, sapete che quella persona non saprà mai che siete stati voi a scriverle quel messaggio e le risposte sono pubbliche rintracciabili sul wall dell’utente stesso.

    I fondatori Hrachya Manukyan e Alexander Adamyan mirano a conquistare il mercato internazionale, puntando in questa prima fase agli Usa. Riusciranno nel loro intento? Sinceramente non ne siamo molto convinti, proprio per quell’aspetto paradossale che sottolineavamo prima. Le persone attraverso i social network si raccontano, amano raccontarsi e questo lo constatiamo bene. Certo non avevamo pensato all’idea che si potesse creare una piazza dove restare anonimi e dire ai nostri amici quello che non avremmo il coraggio di dirgli “in faccia”, ossia su un normale social network.

    E voi, avete davvero bisogno di un social network come questo? Che ne pensate?

  • Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Come già sicuramente saprete, Facebook nella serata italiana di ieri ha rilasciato una nuova versione del News Feed. Una novità importante in quanto ridefinisce il nuovo algoritmo. Adesso viene data più rilevanza ai contenuti più condivisi e non necessariamente i più recenti. Obiettivo è aumentare sempre di più l’engagement con gli utenti

    Certo che a Menlo Park, quartier generale di Facebook non stanno con le mani in mano, neanche ad agosto. E continuano a lavorare nell’obiettivo, abbastanza evidente, di migliorare l’esperienza degli utenti all’interno di quello che è il più grande social network della rete. Così, dopo gli hashtag, dopo gli Embedded Posts, ecco un’altra grande novità, ossia le modifiche al News Feed. Ieri durante una conferenza stampa sono state presentate le nuove caratteristiche che verranno adottate dal News Feed, ridefinendo l’algoritmo che sta alla base, quello che tutti noi abbiamo imparato a conoscere nel tempo col nome di Edge Rank.

    Ma vediamo quali sono queste caratteristiche.

    Story Bumping

    I tecnici di Facebook valutano visibili per ogni utente una media di 1.500 posts, provenienti da pagine, amici, brand che si seguono e questi venivano resi visibili secondo un principio che metti in evidenza i post più recenti. Fino ad ora, quindi, i post nel news feed ci vengono mostrati in base a quella che è il nostro rapporto amicale con gli utenti e in base alla freschezza del contenuto stesso. Con lo Story Bumping invece le storie meno fresche, anche quelle che l’utente non ha avuto modo di vedere perchè offline, se continuano a ricevere interazioni, quindi like, commenti, verranno mostrate alla cima del nostro news feed. Il grafico che vedete, mostrato sul blog ufficial di Facebook che ha illustrato le novità, lo mostra in maniera abbastanza evidente.

    facebook news feed

    Ovviamente l’obiettivo è quello di migliorare l’esperienza degli utenti su Facebook e quindi aumentare il grado di coinvolgimento, l’engagement, degli stessi. Di recente si è parlato più volte di un calo di engagement sui contenuti di Facebook, bene lo Story Bumping mira ad coinvolgere ancora di più gli utenti e a mostrare posts che evidentemente sono interessanti per gli utenti, secono un principio diverso questa volta, orientato più a premiare le condivisioni.

    Quindi il nuovo algoritmo tiene conto di:

    • quante volte interagiamo con un amico, una pagina o un personaggio pubblico;
    • quante condivisioni, like, commenti ottiene il post, considerando in particolare quelle dei nostri amici;
    • quante volte in passato si è interagito con quel tipo di contenuto;
    • se qualcuno ha segnalato o nascosto quel contenuto.

    Sulla base di questi nuovi principi, in fase di testing si è notato che:

    • è aumentato del 5% il numero di likes, commenti e condivisioni per quanto riguarda i contenuto postati da amici;
    • è aumentato dell’8% il numero di condivisioni, likes e commenti sulle pagine;
    • è aumentato il numero di storie lette, dal 57% al 70%.

    Last Actor

    Con questa nuova caratteristica verranno prese in considerazione le ultime 50 condivisioni e interazioni più recenti. Obiettivo è quello di mettere in evidenza contenuti provenienti dall’utente, actor, con cui ci si è relazionati maggiormente di recente. E’ chiaro che per chi è per i brand il desiderio è quello di essere in quelle 50 per essere. In fase di test si è visto un miglioramento non proprio eclatante, si è passati dall’1% al 2%, ma Facebook vuole comunque dare il via a questa nuova modalità.

    Chronological Ordering

    Questa nuova modalità per ora è stata solo annunciata e rimane ancora da applicare. Se adesso provassimo ad aggiornare i vari status su Facebook per raccontare la diretta tv di un programma o una partita di calcio questi verrebbero pubblicati senza seguire un ordine cronologico. Con Chronological Ordering, invece sarà possibile pubblicare posts e vederli apparire, in riferimento ad un dato evento, in ordine cronologico, appunto.

    facebook chronological-by-actor

    Queste nuove ridefinizioni dell’algoritmo non riguarderanno i contenuti pubblicitari, per i quali Facebook adotta altri strumenti, ma come già detto saranno molto utili al fine di aumentare l’esperienza su Facebook e l’engagement degli utenti.

    Allora che ne pensate di queste nuove caratteristiche?

     

  • Social Media, aumentano gli utenti oltre i 65 anni

    Social Media, aumentano gli utenti oltre i 65 anni

    I Social Media ormai vedono crescere sempre di più il numero di utenti e il recente studio di Pew Research Center sull’utenza americana lo conferma. Ma il dato che attira l’attenzione è che gli utenti adulti, quindi quelli oltre i 18 anni, sono, a maggio 2013, il 72%. Erano il 67% a dicembre 2012. E cresce anche l’utilizzo di Twitter del 18%, sempre tra gli adulti

    I Social Media, nonostante qualche momento di stallo o anche di calo, come visto in alcuni casi, continuano a crescere. E i dati che vengono fuori dal recente studio del Pew Reasearch Center, autorevole istituto di analisi e ricerca americano, lo confermano. Ma quello che davvero attira l’attenzione di tutti è che questa crescita è trainata da utenti più adulti, ossia over 60. Per chi segue questi argomenti forse questo non costituisce una grande novità, è da tempo infatti che si parla di una crescente presenza sui social media di categorie di utenti che hanno un’età superiore ai 60-65 anni e anche oltre. Per quanto questi dati possano riferirsi agli Usa, sappiamo bene che un andamento in questo senso è riscontrabile anche in altri paesi europei, Italia inclusa.

    Ma restiamo sulla ricerca del Pew Reaserch Center.

    social media utenti adulti pew research

    L’indagine è stata effettuata tra il 17 aprile e il 19 maggio 2013 e ha riguardato un campione di 2.252 utenti con un’età compresa tra i 18 anni e oltre. L’utilizzo totale a maggio 2013 è cresciuto tra gli adulti del 72% (nel 2005 8%), era al 67% a dicembre 2012. Ma in quel periodo venne registrato un calo, giustificato dal fatto che una parte degli utenti non frequentavano più i social network per mancanza di tempo o di interesse. E vedete nel grafico che a guidare di più questo aumento sono le fasce più adulte, quelle over 65. Infatti la crescita è triplicata dal 2009, quando la presenza era al 13%, a maggio 2013, quando è al 43%. E poi, 6 su 10 tra gli utenti 50-64 anni usano i Social Media.

    Insomma, nonostante le fasce più giovani siano i più presenti e grandi utilizzatori, vi è invece un dato crescente in maniera evidente tra quelle fasce di età dove forse meno ci si aspetterebbe, solo in teoria, un dato così evidente. I Social Media sono davvero per tutti, indistintamente. Coinvolgono giovani e meno giovani, anzi i meno giovani sono più attratti proprio per il fatto che costituisce davvero una grossa novità, rispetto invece a quanto può sembrare per i millennials che vivono i social media con molta più naturalezza.

    twitter utenti adulti pew research

    Il dato che Pew Research Center ha riscontrato nell’uso dei Social Media in generale, lo ritroviamo anche guardando Twitter. Notiamo quindi che l’uso di Twitter tra gli adulti a maggio 2013 è del 18%, era del 7% nel 2010. Di un punto percentuale in meno alla media, quindi del 17% è il dato riscontrato tra la fascia d’età 30-49 anni. Mentre la fascia d’età 18-29 anni è quella più presente al 30%. cresce l’uso di Twitter anche tra gli over 65, è al 5% in crescita dal dicembre 2012.

    (l’immagine di copertina è di Sergey Nivens su fotolia.com
     
  • Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Anche sulla Rete si è vissuta la lunga attesa prima della lettura della “Sentenza Mediaset” dal Palazzo di Giustizia di Roma sede della Cassazione che ha condannato definitivamente Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione. Un momento storico, comunque la si pensi. Al momento della lettura della sentenza su Twitter si è toccato il picco di 1.183 tweets al minuto (TPM), secondo Blogmeter

    Come spesso facciamo in questi casi, ci siamo interessati a seguire come e quanto la Rete ha conversato, soprattutto nella giornata di ieri, della Sentenza Mediaset che ha riguardato Silvio Berlusconi. L’attenzione è stata davvero tanta e la Rete è stata sicuramente il luogo dove tanti hanno fatto sentire la loro voce e hanno espresso la loro opinione. Per dare un quadro più completo e chiaro possibile, ci affidiamo all’indagine più ad ampio raggio che ha realizzato Blogmeter e anche di un focus più specifico su Twitter. Intanto Blogmeter ha rilevato che, per quanto riguarda proprio Twitter, il picco più alto di tweets si è toccato proprio al momento della lettura della sentenza, ossia 1.183 tweets al minuto (TPM).

    BM_Sentenza Mediaset

    I tweets totali, sempre rilevati da Blogmeter, nella sola giornata di ieri sono stati 140.000 da 50 mila accounts. Su Facebook i commenti pubblici sono stati oltre 30 mila. Il momento della visione del videomessaggio che Berlusconi ha registrato per parlare al suo elettorato, riproponendo la nascita di Forza Italia, su Twitter, ha fatto risalire il picco di tweets fino a 450 tweets al minuto (TPM).

    Le conversazioni che Blogmeter ha rilevato si sono sviluppate per la maggior parte attorno all’hashtag #sentenzamediaset (usato circa 66 mila volte) e al nome Berlusconi (55 mila volte). Inoltre da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che tiene traccia di tutte le menzioni e delle conversazioni che riguardano i politici, nella sola giornata di ieri Berlusconi, il politico più citato ovviamente, ha fatto registrare 111.089 web mentions. Su Facebook il post della trascrizione del video è quello che nella giornata ha fatto registrare il più alto coinvolgimento con quasi 30 mila like e oltre 6 mila condivisioni.

    All’analisi di Blogmeter, affianchiamo quella che noi abbiamo effettuato con la piattaforma Keyhole, riguardante solo le conversazioni su Twitter. Premettendo che la nostra rilevazioni ha riguardato solo la giornata di ieri, anzi solo una frazione della giornata di ieri. Però allo stato, i dati rilevati si scostano poco rispetto a quelli di Blogmeter, certamente più completi.

    La nostra rilevazione è iniziata dalle ore 13 e il totale dei tweets registrati fino all’1 di questa notte è stata di 83.871 tweets con il picco più alto toccato alle 19 con 19.581 tweets, lo vedete bene nel grafico, seguito poi da quello delle 20 con 17.574 tweets.

    grafico-timeline-sentenza mediaset

    Gli hashtag che abbiamo monitorato sono stati #sentenzamediaset (60,06% delle conversazioni); #berlusconi (32,6%) e #cassazione (6,8%).

    share-of-voice-sentenza mediaset

    Mentre gli uomini sono stati di poco più numerosi delle donne a twittare: 53% contro il 47%.

    demographics-sentenza mediaset

    Infine, dalla nostra rilevazione, si è twittato molto da dispositivi mobili (62,3%); il 37,7% dei tweets è stato registrato da desktop.

    top-sources-sentenza mediaset

    E ora vediamo quelli che sono stati i top tweets della giornata.

    Tra quelli che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni vi è stato anche il tweet di Beppe Grillo, anche lui ieri molto citato e molto twittato:

    Mentre tra quelli che noi abbiamo individuato specificatamente con hashtag #sentenzamediaset, #berlusconi, #cassazione rileviamo il tweet di David Di Tivoli:

    Segue poi quello di @lddio:


    Poi quello di Matteo Grandi:

    E poi ancora Beppe Grillo:

    Infine, per curiosità, volevamo segnalarvi il tweet della CNN in lingua spagnola che rilancia la notizia subito dopo la lettura della sentenza:

    (immagine di copertina ©Ansa)
     
     
  • E su Facebook arrivano anche gli Embedded Posts. Ma non è una novità

    E su Facebook arrivano anche gli Embedded Posts. Ma non è una novità

    Facebook continua a rilasciare nuove opzioni per arricchire quello che è in maniera indiscussa il social network più frequentato del Web. E la grossa novità (mica tanto) rilasciata ieri riguarda gli Embedded Posts, ossia la possibilità di condividere un contenuto da Facebook verso il proprio sito o il proprio blog. E’ molto simile a quello che già permette Twitter

    Facebook ormai è ormai orientato a cercare di rendere l’esperienza di navigazione e di uso del più grande social network del Web sempre più coinvolgente e interessante. Ed è per questo che negli ultimi mesi sta rilasciando sempre più spesso grosse novità. Come quella rilasciata appunto ieri, ma quando qui da noi era già sera, che riguarda gli Embedded Posts, ossia la possibilità di poter condividere un contenuto direttamente sul proprio sito o sul proprio blog. Questa opzione per ora è possibile con le immagini, con i video, con gli hashtag. In sostanza, se vogliamo dirla proprio tutta, è quello che Twitter permette già da tempo, due anni e mezzo per la precisione, e lo notate sotto ad ogni tweet con la possibilità di poterlo riportare all’interno del proprio blog o sito.

    fb-embedded-posts

    facebook-embedded-posts

    La possibilità di poter embeddare il contenuto è visibile una volta che si clicca su “See more” e quindi riportarlo dove si desidera. E solo i post che sono “pubblici” possono essere embeddati.

    Quindi, se ad esempio si vuole seguire l’evento del momento, si può cliccare sull’hashtag ad esso associato da Facebook e seguire l’evento e poi decidere quale embeddare.

    Al momento questa possibilità però non è accessibile a tutti, in questa fase iniziale è solo per Mashable, CNN, People, Huffington Post e The Bleacher Report. Facebook afferma che presto gli Embedded Posts saranno disponibili per un pubblico più ampio.

    Ora, per fare una veloce considerazione, verrebbe spontaneo pensare che Facebook sta ormai emulando sempre di più Twitter al fine di rendere il proprio social network più appetibile. Infatti dopo l’introduzione degli hashtag, una caratteristica distintiva di Twitter, Facebook ricorre ad un’altra opzione “già vista” e “già usata”.

    Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo dei social network se non un continuo riproporre vecchie idee in salsa nuova.

    E voi che ne pensate? Avete anche voi la sensazione che le idee scarseggiano ed è tanto meglio guardare e riprendere quello che il vicino?

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    UPDATE

    Vogliamo darvi questo aggiornamento perchè si era detto all’inizio che la possibilità di poter embeddare i post su Facebook non è per tutti. Ma grazie all’ingegno di IQUII Social and Mobile factory, ossia la società fondata da Fabio Lalli e Mirko Lalli, questo è già possibile.

    In pratica se andate su questo link, http://lab.iquii.com/facebook-embedded-posts/, avete la possibilità già da subito di embeddare i vostri contenti da Facebook. Accedete al link, vi loggate con il vostro account di Facebook e il gioco è fatto!

     

     (l’immagine in copertina è di Artistan da fotolia)
     
  • Ecco cosa accade sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi

    Ecco cosa accade sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi

    Vi siete mai chiesti cosa succede sul Web e sui Social Media ogni 60 secondi? Nonostante possa sembrare un tempo esiguo, in un minuto vengono creati, caricati e condivisi una enorme mole di dati. Ad esempio, ogni 60 secondi vengono effettuale ben 2 milioni di ricerche su Google oppure vengono caricati su Facebook ben 350 Gb di dati

    Non è la prima volta che vi mostriamo cosa accade sul Web e sui Social Media. Ormai quasi un anno e mezzo fa ne avevamo trattato a proposito dell’infografica realizzata da Social Jumpstart e già in quell’occasione si rimase molto impressionati. Ma quella che vi mostriamo oggi è quello che succede ad oggi, nel 2013, ed è stata realizzata da Qmee, riportando tutto quello che in un minuto avviene sul Web e sui Social Media appunto. In questi dati ci sono quindi tutte le nostre azioni che compiamo, quotidianamente, in un tempo tanto esiguo quanto ricco di dati. Infatti, siamo sicuri che mentre vi accingete a leggere questo post, state parlando su skype con un vostro amico o amica, state mandando un tweet, state attendendo di caricare un video su YouTube, state postando uno status su Facebook, state postando una vostra bella foto al mare su Instagram, state caricando una foto su Tumblr, oppure state registrando il dominio del vostro nuovo progetto web. Insomma, ad elencarle tutte queste azioni vi sembra assurdo che possano accadere in soli 60 secondi, ma se ci pensate bene in effetti è quello che realmente succede. Senza dimenticare che, sempre mentre state per leggere questo post, state effettuando una ricerca su Google. Non è così?

    Ma vediamo adesso tutti i dati che Qmee ha raccolto in questa infografica.

    Ogni 60 secondi sui Web e sui Social Media:

    • vengono effettuate su Google 2 milioni di ricerche;
    • su Facebook vengono caricati 41 mila nuovi posts, 1,8 milioni di likes e ben 350 Gb di dati;
    • su Twitter si registrano 278 mila tweets;
    • su Instagram vengono postate 3.600 nuove foto;
    • su Pinterest ci sono 11 mila utenti attivi;
    • su LinkedIn vengono effettuale 11 mila ricerche professionali;
    • su YouTube vengono caricate 72 ore di video;
    • vengono creati 571 nuovi siti web;
    • vengono creati 347 nuovi blog su WordPress;
    • vengono registrati 70 nuovi domini;
    • vengono inviate ben 204 milioni di email.

    Queste secondo noi le azioni che più ci hanno impressionato, ma lasciamo  a voi il gusto di consultare tutta l’infografica.

    E voi cosa fate in 60 secondi sul Web e sui Social Media? Ce lo volete raccontare?

     

    web-social-media-60-secondi-infografica

  • Spreaker e iHeartRadio insieme per parlare a 180 milioni di utenti

    Spreaker e iHeartRadio insieme per parlare a 180 milioni di utenti

    Spreaker, la startup bolognese che permette a chiunque attraverso la propria piattaforma di diventare un dj utilizzando il web o lo smartphone, annuncia oggi una partnership importante con iHeartRadio. La piattaforma di streaming di Clear Channel è stata sviluppata insieme a Spreaker e permette di raggiungere 180 milioni di utenti

    Siamo interessati ormai da sempre a Spreaker, ne seguiamo volentieri tutte le tappe di crescita e tutte le fasi di sviluppo. Ed è per questo che vi portiamo a conoscenza di questa nuova grande notizia. Spreaker, la startup made in Italy che permette a chiunque di trasformarsi in DJ radiofonico utilizzando il web o lo smartphone, che ad oggi conta 2 milioni di utenti registrati, annuncia oggi un’importante partnership con iHeartRadio, la piattaforma di streaming di Clear Channel.

    Clear Channel Media & Entertainment (oltre 243 milioni di persone raggiunte ogni mese) è l’azienda Media con maggiore il maggiore reach negli Stati Uniti, includendo anche televisioni e Internet. Possiede 850 stazioni radio AM/FM presenti nei principali mercati USA e ha sviluppato la piattaforma iHeartRadio – fruibile su web, smartphone, tablet e un grande numero di altri dispositivi.

    iHeart-Radio-Talk-Spreaker

    Obiettivo della collaborazione è dare la possibilità agli utenti iscritti a Spreaker di trasmettere i propri show attraverso il nuovo servizio iHeartRadio Talk, e comparire assieme a celebrità del calibro di Ryan Seacrest, Glenn Beck, Mario Lopez e a testate come ABC News, Wall Street Journal, Fox SportsHuffington Post.

    Con oltre 180.000.000 di download su varie piattaforme, iHeartRadio è una delle applicazioni più scaricate di sempre ed è stata la più veloce nella storia a raggiungere i 20 milioni di utenti registrati: più rapidamente di Facebook, Google+ o Twitter. Clear Channel utilizzerà Spreaker come strumento per consentire ai propri artisti e DJ di trasmettere – anche in diretta – su iHeartRadio; allo stesso tempo, tutti gli utenti iscritti a Spreaker potranno inviare i propri show allo staff di iHeartRadio e, se approvati, avranno accesso al vasto pubblico di questa piattaforma.

    Questa partnership è una grande opportunità per chiunque voglia misurarsi come conduttore  radiofonico”, ha dichiarato Francesco Baschieri, CEO e fondatore di Spreaker. “Il mondo della radio e dei media sta cambiando velocemente e oggi è davvero possibile condividere idee, opinioni e farsi ascoltare. Siamo molto felici di poter offrire ai nostri utenti la possibilità di diventare famosi in tutto il mondo e siamo entusiasti di lavorare con Clear Channel, che sta investendo tantissimo sulle nuove piattaforme digitali”

    spreaker

    L’annuncio della collaborazione arriva in un momento particolarmente positivo per Spreaker; l’azienda italiana è stata recentemente insignita del premio quale migliore startup europea al Microsoft BizSpark Summit di Berlino da parte di una giuria composta da fondi di Venture Capital internazionali.

  • Brands & Social Media, analisi del settore Editoria [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Editoria [Infografica]

    Nuovo rapporto, diffuso oggi, dell’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, dedicato ad indagare l’uso dei Social Media. In questa nuova analisi il settore preso ad esame è quello dell’Editoria e vediamo che Feltrinelli e Mondadori leader a pari merito. Caratteristiche del settore sono: uso conversazionale di Twitter, specializzazione delle piattaforme e grande coinvolgimento attivo degli utenti

    Dopo aver visto i rapporti dedicati al mondo Fashion e al settore del Design, ecco che oggi viene diffuso il nuovo rapporto dell‘Osservatorio Brand & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, dedicato ad indagare l’uso dei Social Media. Quello che vi presentiamo oggi è dedicato ad analizzare il settore dell’Editoria e di come esso si rapporta coi Social Media. Ebbene, ad un primo sguardo emergono delle caratteristiche positive, ossia del fatto che il settore fa un uso conversazionale di Twitter, che esiste una specializzazione nell’utilizzo delle piattaforme e che si cerca sempre un coinvolgimento attivo degli utenti. Per questo terzo rapporto, sono state analizzate 20 case editrici italiane.

    Come dicevamo all’inizio, la leadership della classifica è di Feltrinelli e Mondadori, che ottengono, rispettivamente 52,90 e 52,84 punti. Nelle due edizioni della ricerca Brands & Social Media è la prima volta che la classifica presenta due leader a pari merito, aspetto che segna una crescente maturità nell’utilizzo delle piattaforme social. In generale la classifica descrive un settore in cui l’adozione dei social network è diffusa, ma avviene a più velocità, tanto che il distacco tra il primo e l’ultimo brand in graduatoria è decisamente elevato (da 52,9 a 9,8).

    Le due case editrici leader sono presenti su numerosi social network, ciascuno animato con una strategia chiara e differenziata. Sono numerose le iniziative specifiche per il proprio pubblico che risponde interagendo in modo continuativo. Pur avendo un numero molto diverso di liker su Facebook (rispettivamente 40.397 e 174.906) e di follower su Twitter (rispettivamente 93.634 e 210.350), Feltrinelli e Mondadori generano livelli di engagement degli utenti molto elevati:

    • Feltrinelli domina su YouTube dove, nel periodo di rilevazione, conta una media di 149 commenti per video, 2.607.415 visualizzazioni dei caricamenti e 3.332 iscritti;
    • Mondadori è leader su Facebook dove conta una media di 17,17 like, 109,05 commenti e 22,82 condivisioni per post.

    Fra le altre case editrici si distinguono Newton Compton, Sperling & Kupfer, Chiarelettere e Rizzoli, che sanno suscitare negli utenti un elevato livello di engagement, per esempio su spazi come YouTube dove gli utenti usano lo spazio dei commenti per discutere sui contenuti proposti anche argomentando le posizioni e non soffermandosi solo su espressioni emotive, sebbene con performance più discontinue sulle diverse piattaforme rispetto ai leader.

    Emerge come significativo anche il caso di Einaudi Editore (che si colloca a metà classifica con 24,58 punti). La casa editrice si distingue, infatti, per una strategia di utilizzo intensivo dei social network puntando ad utilizzare un numero più contenuto di social network (spicca per esempio l’assenza su Facebook) in cui però il presidio è costante e il dialogo con gli utenti continuativo.

    La presenza di Einaudi è particolarmente efficace su Twitter, un social network utilizzato nel tempo con strategie originali che hanno reso il suo profilo una best practice – non solo per il mondo dell’editoria – per la sua capacità di coinvolgimento attivo dei fan.

    Complessivamente il settore si muove in maniera differenziata, spaziando da forme di presidio circoscritte e intensive, ovvero poche piattaforme su cui si concentra una forte attività in termini di frequenza di aggiornamento e di engagement degli utenti (come fanno per esempio Einaudi o Rizzoli), a forme di presidio estensive, ovvero molte piattaforme utilizzate in modo integrato (ad esempio Mondadori e Feltrinelli).

    Uso dei Social Network

    Rispetto ai social network utilizzati si conferma il dominio di Facebook (non utilizzato solo da Einaudi), seguito da Twitter (17 aziende su 20) e da YouTube (15 aziende su 20). Notevole anche la presenza su Anobii e Pinterest (rispettivamente 12/20 e 10/20 case editrici) con board dedicati a copertine e foto. E’ ancora molto limitato l’uso di Google+, dove sono presenti solo 7 aziende con profili “vetrina”. Seppur in numero limitato (7/20) sono presenti blog utilizzati in modo complementare al sito oppure attivati per supportare la promozione di autori e libri.

    Diversificazione della presenza sul Web e sui Social Media

    L’analisi ha fatto emergere una forte differenziazione funzionale degli spazi web utilizzati: al sito internet è affidata la parte informativa e commerciale con la presentazione della casa editrice e del catalogo e gli spazi di e-commerce; Facebook è dedicato all’aggiornamento costante delle uscite e all’attivazione di dinamiche di community con e tra i propri utenti; Twitter viene utilizzato per rilanciare e amplificare la diffusione delle news e YouTube è il repository dei contenuti video (interviste, booktrailer, video di eventi) rispetto ai quali gli utenti sono anche attivi commentatori.

    Una caratteristica specifica del settore è l’utilizzo conversazionale di Twitter. I profili Twitter delle case editrici analizzate sono caratterizzati da ricche dinamiche conversazionali con gli utenti attivate e potenziate dall’attività di retweet dei contenuti più interessanti e capaci di generare dibattiti e discussioni. Fra le forme di engagement degli utenti spiccano lo sharing, soprattutto delle citazioni proposte su Facebook e Twitter, e le conversazioni attivate rispetto alla propria passione per un libro, un autore, una citazione anche attraverso contest dedicati. La condivisione della passione per i libri e per gli autori attiva anche conversazioni fra le case editrici su Twitter, che si richiamano reciprocamente, ulteriore elemento di novità di questo report non riscontrato in precedenti settori.

    Aspetto promozionale

    La promozione per i libri si traduce anche in forme originali, come i booktrailer e le citazioni, spesso elaborate in formati graficamente accattivanti, su Facebook e Twitter.

    Tra le piattaforme analizzate, non poteva in questa analisi mancare Anobii, punto di riferimento importante per i lettori in rete. Le case editrici presenti utilizzano questo social network per costruire librerie dei volumi pubblicati ed entrare in contatto con i lettori del social network.

    La comunicazione 2.0 delle case editrici consente di rendere visibile il vissuto biografico e collettivo legato ai libri – spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom -. Accanto agli spazi user generated (come i forum, i gruppi di lettura o i profili di Anobii) il social reading trova una nuova declinazione nei profili sui social network delle case editrici sotto molteplici forme: espressione della propria passione per la lettura, racconto della propria storia a partire da un libro, condivisione di recensioni, ricerca di consigli. La citazione è uno degli snodi chiave in cui si esprime questa passione e si adatta al formato breve soprattutto di Twitter prestandosi ad essere condivisa sulle bacheche degli utenti per esprimere un’emozione, uno stato d’animo, un orientamento di gusto. Le case editrici che sanno intercettare questo vissuto in relazione al proprio target sono quelle che ottengono le performance migliori e sanno suscitare elevati livelli di engagement negli utenti/lettori”

    Ancora una volta – dichiara Nicolò Michetti, Amministratore Delegato di Digital PR – i dati di ricerca consentono di rilevare all’interno di uno specifico settore grandi disomogeneità nell’utilizzo dei social media da parte delle aziende, come testimonia il divario importante tra le posizioni in classifica. Al di là dell’esistenza di una piattaforma specifica per gli appassionati di libri (Anobii), alcune case editrici hanno ben compreso l’importanza strategica della comunicazione attraverso i social media, per offrire ai lettori non solo l’opportunità del confronto ma anche valore aggiunto al prossimo libro da acquistare”.

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    La Ricerca

    La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, si avvale di una metodologia in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico.

    Metodologia

    Per questo report sono state selezionate 20 case editrici selezionandole dalla classifica dei libri più venduti nel 2012 de “La Lettura” (Il Corriere della Sera) e “Tuttolibri” (La Stampa) e come fonte complementare la classifica dei bestseller 2012 di Amazon, saturando progressivamente il campione sulla base delle posizioni ricoperte dalle case editrici.

    La rilevazione dei dati è relativa al mese di giugno 2013.

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  • L’Uomo d’Acciaio ti porta in volo a New York

    L’Uomo d’Acciaio ti porta in volo a New York

    Vi segnaliamo oggi un concorso che siamo sicuri interesserà molti di voi. Intanto riguarda uno dei film più apprezzati del momento sia da grandi, sia dai piccini. Si tratta de “L’Uomo d’Acciaio”, la storia di uno dei supereroi più famosi, ossia Superman. E in occasione dell’arrivo della pellicola in Italia Unipol lancia un concorso che vi porta a New York!

    Stavolta vogliamo parlarvi di uno dei film del momento, “L’Uomo d’Acciaio“, e lo facciamo anche grazie ad un bel concorso che siamo sicuri interesserà molti di voi. Ma siamo comunque felici di poter parlare di questa pellicola, in quanto il lancio nel nostro paese è stato davvero in grande stile. Un ruolo particolarmente rilevante nell’attività promozionale lo ha avuto il web e quindi i social media, per restare negli argomenti che siamo soliti trattare. Il lancio di un film ad oggi non può prescindere dall’essere presente anche su Facebook o su Twitter, specie quando il film è un colossal come quello di cui stiamo parlando. E proprio in relazione alla campagna sui social media vi vogliamo fornire dei dati interessanti.

    Su Facebook, per il lancio, è stata creata una fanpage che in poco tempo ha superato 1 milione di fans e ad oggi ne conta 1 milione e 670 mila. Sulla pagina si registra un buona attività di coinvolgimento e i fan partecipano volentieri. Insomma, la pagina funziona. Su Twitter, invece, l’account ufficiale, @luomodacciaio, non ha ottenuto lo stesso successo di Facebook. Infatti conta solo 541 followers e nonostante l’incessante attività, non ha riscosso l’interesse che ci sarebbe aspettato. Evidentemente, il pubblico che ha seguito il film usa di solito Facebook e quindi ha avuto modo di condividere le sue impressioni sulla piattaforma più consona alle sue abitudini.

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    Il Film

    L’Uomo d’Acciao, Man of Steel il titolo originale, campione d’incassi in Italia (nel primo weekend di programmazione ha incassato 1,8 milioni di euro!) è basato come dicevamo all’inizio sul personaggio di Superman dei fumetti e porta la firma di Zack Snyder, quello di Watchmen e 300, per intenderci. Cast d’eccezione con Henry Cavill nei panni di Superman e poi premi Oscar come Kevin Costner e Russel Crowe.

    Il film è un reboot della prima serie cinematografica dedicata al supereroe: Clark incarna la ‘speranza’ di un domani migliore per il pianeta che lo ha cresciuto e che adesso vuole servire facendo il bene. Infilata la tuta rosso-blu di Superman, Clark dovrà vedersela con un fantasma del passato che torna a chiedere il conto. A questo punto se non lo avete ancora visto, vi consigliamo di andare a vederlo.

     Il Concorso

    In concomitanza con l’uscita e la programmazione nelle sale, Unipol Assicurazioni ha lanciato un’iniziativa per gli appassionati del famoso personaggio, ma anche di cinema, e “web addicted”: un concorso a premi esclusivamente on line per vincere una delle 1.000 iconiche t-shirt “L’uomo d’acciaio” e un viaggio a New York per 2 persone.

    Come partecipare? È semplicissimo, basta cliccare su questa pagina e lasciare i propri dati. Sarà possibile sapere subito se avrete vinto la t-shirt e partecipare all’estrazione di una settimana a New York City.

    Allora, cosa aspettate a volare a New York con L’Uomo d’Acciao? Partecipate al concorso!

     

  • Sportboom.it, quando lo sport è social e si fa con gli amici

    Sportboom.it, quando lo sport è social e si fa con gli amici

    Sportboom.it, giovane startup tutta italiana, è il primo servizio online che da vita ad un nuovo modo di fare sport. Con Sportboom.it adesso lo sport si fa social ed è più bello farlo con gli amici. E ce n’è davvero per tutti i gusti, dalle arti marziali al parapendio, dal tennis al go-kart fino alla zumba e al paintball. Vediamo allora come funziona

    Se siete tra quelli che hanno voglia di provare sempre nuove attività sportive in città oppure siete tra quelli che desiderano una vacanza all’insegna dell’avventura, ecco che oggi vi presentiamo un nuovo strumento che senza dubbio vi aiuterà a trovare lo sport che fa per voi, a buon prezzo e da praticare con gli amici.

    Si tratta di Sportboom.it, il primo servizio online per cercare e acquistare le migliori offerte legate al mondo dello sport anche con il proprio gruppo di amici. Conta già 100.000 visite al mese e dispone un database di oltre 20.000 strutture sportive censite. Su un’unica piattaforma, è possibile cercare, scegliere e acquistare l’attività sportiva preferita, scegliendo tra più di 400 offerte per oltre 100 sport diversi e 200 strutture sportive su tutto il territorio italianoSu Sportboom.it è possibile trovare proposte per avventure estreme come il parapendio, il rafting o il driving racing, corsi per adulti e bambini che vanno dalla zumba alla boxe fino al tennis e, ancora, sport e attività perfette per l’estate come il kite surf, hydrospeed o beach volley. Sono disponibili su tutto il territorio nazionale, abbonamenti, pacchetti e attività a prezzi scontati soprattutto per chi vuole praticare sport con gli amici. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta, l’unico requisito è la passione per lo sport.

    Come funziona

    Con Sportboom.it è possibile trovare l’attività, il corso o l’abbonamento più adatto ai propri gusti o attitudini, basta andare su www.sportboom.it e iniziare la ricerca. Una volta individuata l’offerta, si procede alla registrazione al sito, anche tramite account Facebook, per acquistare direttamente online e iniziare a vivere un’esperienza coinvolgente e divertente.

    La caratteristica principale di Sportboom.it è la possibilità di risparmiare nell’acquisto se si riesce a coinvolgere più amici nell’attività. Grazie alla funzione “Best with Friends” è possibile acquistare a prezzi ancora più scontati pacchetti di attività, in base al numero di persone coinvolte: si invitano gli amici via email o Facebook e poi, in base a coloro che hanno deciso di partecipare, sarà mostrato il costo finale a persona con la possibilità, inoltre, di scambiarsi domande e commenti.

    Sportboom_fondatori

    Sportboom.it vuole essere un modo totalmente nuovo per coinvolgere le persone in chiave tipicamente social. L’idea nasce da tre giovani ragazzi di Milano, Alessandro Braga, Leone Hassan e Michele Norsa legati da una lunga amicizia e passione per lo sport. A dicembre 2011, Sportboom ha vinto il concorso Start Up Boosting organizzato dal MIP Politecnico di Milano per identificare le startup digitali emergenti di maggior valore nel panorama italiano.

    “Circa 3 anni fa ci è balenata l’idea di creare uno strumento che aiutasse a trovare e organizzare cose da fare con gli amici. E cosa c’è di meglio dello sport per divertire, coinvolgere e regalare grandi emozioni?”, ha raccontato Alessandro Braga, uno degli ideatori di Sportboom.it. “Grazie al nostro impegno e dedizione, Sportboom.it è oggi la più grande banca dati di centri sportivi in Italia, con oltre 20.000 strutture sportive censite. Il nostro obiettivo è iniziare a lavorare con ciascuna di queste per offrire a tutti gli amanti dello sport un sito di riferimento e opportunità per creare momenti di aggregazione con i propri amici, in modo sano e positivo”

    In futuro, nell’ottica di rendere la piattaforma sempre più social, ci sarà la piena integrazione di Sportboom.it con Facebook per organizzare e acquistare l’attività sportiva direttamente dal social network, oltre alla possibilità di recensire e pubblicare foto della propria esperienza sportiva con Sportboom. Il tutto anche da mobile perché, a breve, verrà rilasciata anche l’app per Android e iPhone.

    Sportboom.it, infine, guarda all’estero: la piattaforma è presente anche in Germania e nei prossimi mesi ci saranno altre novità sui piani di espansione all’estero.