Tag: social media

  • Ecco gli Italiani su Facebook: sono 15 milioni via Mobile

    Ecco gli Italiani su Facebook: sono 15 milioni via Mobile

    Ecco quanti sono ad oggi gli Italiani su Facebook, grazie ai dati che Vincenzo Cosenza ha da poco reso noti, in via esclusiva per l’Italia. Sono 24 milioni gli italiani che vi accedono almeno una volta al mese, in aumento. Salgono a 17 milioni gli italiani connessi nel giorno medio e sono 15 milioni quelli che vi accedono al mese via Mobile

    Quanti sono gli italiani su Facebook? E’ una domanda che ci poniamo spesso e che si pongono spesso gli addetti ai lavori e gli stessi inserzionisti che vorrebbero fare advertising su Facebook. Ecco che allora i dati che Vincenzo Cosenza ha da poco reso noti, in via esclusiva per l’Italia, sono davvero preziosi, utili per avere un quadro completo della situazione. Da sottolineare che, nonostante in alcuni paesi si comincia a parlare di stallo, in Italia Facebook invece è in crescita costante, anche se inferiore rispetto ai dati precedenti.

    Allora, cominciamo col dire che sono 24 milioni gli italiani che si connettono a Facebook almeno una volta al mese, dato che mette in evidenza una crescita del 7% rispetto al 2012. Volendo rapportare ai dati degli italiani che almeno una volta al mese si connette a internet, significa l’86% di essi. Quindi è vero quando sosteniamo che la stragrande maggioranza degli italiani che si connettono alla rete è perchè si connettono a Facebook. Anche volendo seguire il suggerimento di Cosenza, ossia di voler applicare una correzione del 6%, si tratta comunque di un numero enorme.

    Gli uomini sono il 52%, mentre le donne sono il 47%. Le fasce d’età più rappresentate sono quella 19-24 (19%) e 36-45 (20%). La città più rappresentata è Roma (2 milioni e 600 mila utenti), poi Milano (1 milione e 680 mila utenti), Napoli (1.020.000), Torino (500 mila), Bologna(340 mila), Firenze (300 mila).

    Aumentano anche gli italiani che si connettono al più grande social network della rete. Sono adesso 17 milioni nel giorno medio, erano 15 milioni solo ad aprile.

    Ma il dato che più ci interessa è quello relativo al mobile. E ci interessa per verificare se la massiccia strategia che Facebook ha avviato con l’acquisto di Instagram ha avuto qualche effetto da questo punto di vista. E pare proprio che per quanto riguarda il nostro paese gli effetti ci sono, evidenti, e positivi. Dunque, sono 15 milioni gli italiani che si connettono almeno una volta al mese via Mobile. Un dato impressionante, e in linea con la crescita esponenziale del mobile nel nostro paese. Infatti, solo due anni fa gli utenti Facebook via mobile in Italia erano 7,5 milioni; 10 milioni solo ad Aprile 2013. Quindi nel giro di pochi mesi si è aumentati di ben 7 milioni!

    Insomma a vedere questi dati, sembra proprio che la strategia di Facebook sul Mobile sia sulla strada giusta.

    E voi che ne pensate di questi dati? Raccontateci tra i commenti il vostro punto di vista.

    Facebook-italia-2013-vincos

    (l’immagine di copertina è di © mdesignstudio)
     
  • Gli Embedded Posts su Facebook ora sono disponibili per tutti

    Gli Embedded Posts su Facebook ora sono disponibili per tutti

    Gli Embedded Posts da ieri sono disponibili per tutti su Facebook. La nuova opzione era stata presentata agli inizi di agosto e limitata all’uso solo di alcuni grandi grossi player del mondo dei media digitali, come Mashable, CNN e Huffington Post. Ma da oggi chiunque potrà incorporare un post da Facebook

    Quello che era stato presentato agli inizi di Agosto come un possibilità limitata, da oggi invece è stata estesa a tutti. Infatti gli Embedded Posts su Facebook sono ora disponibili per tutti gli utenti. Questo permetterà a tutti di poter incoroporare dei post dal social network e riportarli sul vostro blog o sul vostro sito. Potete vedere il nostro piccolo esperimento fatto in occasione del doodle di Google di oggi dedicato a Debussy, incorporando all’interno del post il contenuto dalla pagina Facebook.

    Per importare il vostro post all’interno del vostro sito o blog, basta cliccare la freccetta in alto a destra del post e scorrere fino alla voce “Incorpora post”, come da esmpio in basso:

    InTime embedded post debussy

    Ma oltre a renderli disponibili per tutti, la vera novità è che i contenuti da condividere possono essere anche video, come quello che vedete in basso usato da Facebook come esempio. E’ un video dei Mumford and Sons:

    Altra novità è che da oggi la visualizzazione dei post incorporati e migliorata via mobile, riducendo la larghezza dei messaggi.

    Ricordiamo che per incorporare i post da Facebook non occorre nessun plugin particolare, basta semplicemente incorporare il codice che viene rilasciato all'interno del vostro post o pagina. Comunque per coloro che usano WordPress esiste un plugin di Facebook che aiuta in questo senso.

    Le nostre considerazioni rimangono in sostanza quelle fatte in occasione del primo lancio, quello di qualche settimana fa. Facebook ha intenzione di porsi come fonte di notizie in tempo reale e in sostanza entra in diretta competizione con Twitter. Solo che dal lancio degli hashtag ad ora, sembra proprio che ci si sia solo limitati a copiare quello che in realtà il diretto competitor rende disponibile da tempo, es. l'incorporazione dei post dal 2010, e proprio queste possibilità sono diventate anche carattere distintivo della stessa piattaforma. Ora Facebook decide di fare lo stesso. Vedremo con quale risultato.

    Altra nota, molti hanno fatto notare che il rilascio ufficiale degli Embedded Posts per tutti è stato quasi in contemporanea del lancio del progetto Internet.org, di cui vi abbiamo parlato proprio ieri. Ora guardando il comunicato ufficiale per la presentazione degli Embedded Posts, noterete che uno degli esempi citati per l'incorporazione di contenuto è proprio il post con cui Zuckerberg presenta il progetto, in realtà in partnership con altre sei grosse aziende. Ora, senza voler essere maliziosi, ma suona come uno spot pubblictario. Abbiamo detto che l'iniziativa è lodevole e ben venga se serve veramente a portare su Internet i due terzi della popolazione mondiale che ancora oggi non possono farlo. Non si poteva usare un altro post?

    E voi che ne pensate degli Embedded Posts? Li userete per arricchire i vostri contenuti sul vostro blog o sul vostro sito?

    (l'immagine di copertina è di © peshkova)
     

  • Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine raggiunge i 40 milioni di utenti, ma in Italia non convince

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di inserire nei tweets anche i video lanciata all’inzio di questo, annuncia di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E pare che una grossa mano l’abbia data Android. Infatti dal rilascio della app per la piattaforma Google, gli utenti sarebbero più che triplicati. Ma il Italia in realtà non ha molto successo

    Vine, l’applicazione di Twitter che consente di caricare video della durata dei 6 secondi direttamente in un tweet, ha annunciato di aver raggiunto e superato i 40 milioni di utenti. E sembra proprio che una grossa mano in questo senso l’abbia data Google. Si perchè dal giorno del rilascio dell’applicazione per la piattaforma mobile di casa Google, gli utenti da 13 milioni che erano, sono arrivati ad essere, nel giro di appena due mesi, più di tre volte tanto.

    Dal giorno del lancio, ricordate era gennaio di quest’anno e il primo ad annunciarla in maniera quasi furtiva fu proprio Dick Costolo col famoso teet “Steak tartare in six seconds.“, Vine ha incuriosito molto e molti non erano poi molto convinti che avesse avuto successo. Invece l’app via via ha conquistato utenti e anche le aziende che hanno cominciato ad adottarla. Conferma definitiva è stato poi l’annuncio di Instagram, proprio due mesi fa, della possibilità di poter caricare anche video dalla proprio app. La battaglia  tra le due app è ancora in pieno svolgimento e certamente questo traguardo per Vine è un dato molto significativo, anche per le strategie future.

    vine-on-android

    L’annuncio è stato dato via Twitter dall’account ufficiale, anche se in questi casi ci si attende un comunicato ufficiale. Ma è in linea con la filosofia adottata ormai sin dall’annuncio dell’acquisizione da parte di Twitter.

    Ma di fronte a questo successo, come va Vine nel nostro paese?

    Proprio in occasione del possibile annuncio di Facebook sulla nuova feature di Instagram, avevamo provato a dare un’occhiata su come fosse stata accolto lo sbarco di Vine su Android. E avevamo notato che il debutto non era stato così glorioso. Anzi, l’app debuttava nella classifica generale in 335° posizione, mentre nella classifica “Social” settimanale si piazzava in 11° posizione e nella classifica, sempre “Social”, ma quotidiana si piazzava in 14° posizione. E ora?

    Abbiamo usato sempre Distimo per verificare la classifica delle app più scaricate dopo esattamente due mesi e vediamo che nella classifica generale, in Italia su piattaforma Android riferita al mese di Luglio, Vine si trova in posizione 703, in discesa di altre 254 posizioni. Mentre nella classifica “Social” settimanale è in posizione 23, in discesa dalla nostra ultima rilevazione, e nella classifica “Social” quotidiana (20 agosto 2013) si piazza in posizione 25, in calo di una posizione rispetto al giorno prima.

    Quindi, tirando le somme, Vine nel nostro paese non ottiene lo stesso successo che ha altrove.

    Secondo voi perchè? Voi lo state usando? Raccontateci tra i commenti la vostra esperienza.

  • Su LinkedIn adesso bastano 13 anni per avere un account

    Su LinkedIn adesso bastano 13 anni per avere un account

    Anche LinkedIn in questo periodo è preso da una serie importante di aggiornamenti e rinnovi. Solo ieri venivano annunciate le pagine University. Ma sempre ieri sono state aggiornati i “Termini di Servizio” che estendono la possibilità anche a chi ha 13 anni di aprire un account sul social business network per antonomasia. Sarà un bene?

    Come abbiamo già sottolineato, questa è un’estate piena di fermento per i Social Media. Abbiamo visto insieme a voi tante novità e all’appello mancava proprio LinkedIn. E in effetti non si è fatto attendere. Quello che è ormai tono come il social business network per antonomasia, fondando nella costruzione di relazioni professionali la propria ragion d’essere, da oggi, per essere più precisi da ieri, introduce delle novità importanti, tali da, forse, modificarne la natura stessa. Esageriamo? Su questo ci sarà sicuramente da discutere.

    La grossa novità è che ieri nel dichiarare, dal blog ufficiale, di aver modificato i “Termini di Servizio” dell’utilizzo del social network, viene introdotta la possibilità che anche utenti dell’età di 13 anni possono accedere alla piattaforma aprendo un proprio account. Fino ad ora il limite di età era fissato ai 18 anni. E ovviamente questa estensione viene comunque messa in atto con le dovute accortezze come il fatto di rendere visibili al minimo i dati personali ed evidenziano con link appositi i rischi per la sicurezza, introducendo anche il “Family Center” per avere tutte le informazioni su come usare LinkedIn nel modo sicuro.

    linkedin-logo

    Proprio ieri LinkedIn introduceva un’altra importante novità, cioè l’introduzione delle “University pages” che, come dicono a LinkedIn, serviranno a mettere in contatto studenti ed ex-studenti di connettersi, comunicare ed esplorare tutte le varie possibilità di carriera che si potranno prefigurare. Un’idea, tutto sommato, molto interessante che rimane nel solco base del business networking.

    Ritornando all’abbassamento d’età dai 18 ai 13 anni, la domanda che ci poniamo è quindi: ma è davvero necessario? Già fa discutere e non poco il fatto che su Facebook, social network più generalista di LinkedIn, i minorenni possono già avere un proprio account e proprio mentre negli Usa si assiste ad un dibattito interessante sull’impatto che proprio Facebook avrebbe sui tee-agers, che senso avrebbe per una piattaforma come LinkedIn estendere l’accesso anche a chi ha meno della maggiore età?

    Il rischio è anche, come già qualcuno accennava, che LinkedIn veda crescere, da adesso in poi e in maniera esponenziale, il numero di account fake o spam oppure che di utenti che invece di creare profili per cercare lavoro o opportunità di business pensino a giocare. E cosa ne pensano allora i 225 milioni di utenti della piattaforma? Sarebbe interessante saperlo.

    Bella l’idea di cominciare già sin da subito ad infondere argomenti legati alla carriera, alle possibilità professionali, insomma a fare in modo che questi giovani pensino già a costruire il proprio futuro. Ma il rischio che le cose non vadano per il verso giusto c’è tutto.

    Da notare poi che il limite di età non è lo stesso per tutti i paesi. Infatti è:

    • 14 anni per Stati Uniti, Canada, Germania, Spagna, Australia e Corea del Sud;
    • 16 anni per l’Olanda;
    • 18 anni per la Cina;
    • 13 anni per tutti gli altri paesi, quindi anche l’Italia.

    Questa e le altre modifiche entreranno in vigore a partire dal 12 settembre prossimo.

    Allora, voi che ne pensate di questo abbassamento di età? Ne siete convinti?

     

  • Nuovo record su Twitter: oltre 143 mila tweets al secondo

    Nuovo record su Twitter: oltre 143 mila tweets al secondo

    Il 3 Agosto scorso su Twitter si è toccato il nuovo record di tweets al secondo. E questo record lo si è toccato in Giappone durante la messa in onda di “Castle in The Sky”, durante la quale il picco è stato di 143,199 tweets per secondo (TPS). Da considerare che mediamente i tweets al secondo sono 5.700 e quotidianamente passano sulla piattaforma più di 500 milioni di tweets

    Twitter ha reso noto, attraverso un post sul blog ufficiale di Raffi Krikorian (@raffi) che guida lo staff di tecnici, il nuovo record raggiunto sulla piattaforma di tweets per secondo (TPS= tweets per second). E’ accaduto il 3 Agosto scorso, durante la messa in onda in tv in Giappone di “Castle in The Sky“, in Italia è conosciuto come “Laputa – Castello nel cielo“, un classico film d’animazione giapponese che porta la firma di Hayao Miyazaki. Ad un certo punto, il flusso di tweets ha cominciato a salire vertiginosamente, fino a toccare la soglia dei 143,199 tweets al secondo (TPS), un record assoluto. E lo è ancor di più se si pensa che normalmente la media si aggira attorno ai 5.700 tweets al secondo (TPS).

    twitter picco record Giappone

    Quindi il dato che si è registrato in Giappone è 25 volte più alto del normale. Il tutto, tiene a sottolineare Raffi Krikorian, senza che la piattaforma andasse in crisi. E su questo punto nel blog si sofferma molto, sottolineando come i tecnici stanno lavorando molto per limitare al minimo i disagi e per rendere la piattaforma sempre più resistente di fronte a casi come questi. E sempre su questo punto, Raffi Krikorian annuncia che prossimamente il tema verrà approfondito con nuovi posts dedicati.

    Tre anni fa, la Coppa del Mondo di Calcio mise seriamente Twitter in ginocchio ed è per questo che lo staff di Krikorian ha ricominciato a rimodulare la struttura della piattaforma stessa. E lo spiega bene anche nel post:

    Abbiamo imparato molto da quell’esperienza. E per questo, abbiamo cambiato la nostra organizzazione tecnica. Da allora abbiamo lavorato duramente per assicurare che il servizio fosse resistente ai crescenti impulsi da ogni parte del mondo. Siamo ora in grado di resistere a eventi come il Castle in The Sky, come il Super Bowl, o come la celebrazione del Capodanno in tutto il mondo. Questa nuova architettura non solo ha reso il servizio più resistente durante i picchi di traffico a livelli record, come quello recente, ma ci assicura anche una piattaforma più flessibile.”

    Insomma, era abbastanza evidente che il record avvenisse durante la visione in tv di un evento in particolare, e la visione di Castle in The Sky in Giappone è stata vissuta con questa sensazione. Twitter è a questo punto, ma non c’era bisogno di altre manifestazioni del genere per saperlo, la piattaforma ideale per la Social Tv. E non solo, ovviamente. Ma di questo stiamo parlando nel caso specifico e guarda caso, in questo contesto viene toccato un picco di tweets mai toccato finora.

    Altra considerazione da fare è che questo picco viene toccato in Giappone e anche questo non è un caso. Twitter in Giappone, ma in Asia in generale, sta crescendo molto e questa ne è una nuova conferma.

    E voi che ne pensate?

  • Con #VoglioAndareA trivago ti fa andare in vacanza dove vuoi tu

    Con #VoglioAndareA trivago ti fa andare in vacanza dove vuoi tu

    Ieri, giorno di Ferragosto, sinonimo di vacanza per molti italiani, trivago, il più grande motore di ricerca di prezzi hotel, lancia un concorso con cui si ha la possibilità di andare in vacanza nella meta preferita. Partecipare è semplice: da ieri, e fino alla mezzanotte del 18 agosto, è possibile twittare #VoglioAndareA seguito dal #nomedelladestinazione

    Ferragosto è certamente sinonimo di vacanza per molti italiani. E certamente lo è anche trivago, il più grande motore di ricerca di prezzi di hotel, quindi se mettiamo questi due ingredienti principali, “ferragosto+trivago”, ne viene fuori un concorso che sta ottenendo davvero un grande successo.

    trivago-voglioandarea

    Partecipare è facile ed è aperto a tutti, perchè a tutti piace andare in vacanza. Trivago chiede a ogni partecipante di scrivere un tweet con l’hashtag #VoglioAndareA, seguito dal #nomedelladestinazione che si vorrebbe visitare e poi aggiungere anche @trivago_it. Un esempio può essere:

    [box type=”info” align=”aligncenter” ]#VoglioAndareA #NewYork @trivago_it[/box]

    Il concorso è iniziato ieri e durerà fino alle 23.59 del 18 Agosto. Quindi avete ancora due giorni pieni per twittare la vostra meta preferite e sperare che al sorteggio, che verrà effettuato nella giornata del 23 Agosto, verrete pescati proprio voi!

    Il concorso prende spunto dall’ultimo spot che trivago ha realizzato e che è on-air in questi giorni. Infatti tutto inizia con “Voglio andare a….Venezia!”. Lo spot lo potete vedere anche qui in basso:

    Ovviamente nei 140 caratteri che avete a disposizione su Twitter, dopo aver scritto il vosto tweet come nell’esempio che abbiamo visto prima, potete anche inserire altro testo, spiegando perchè vorreste andare in quella città.

    Dicevamo prima che il sorteggio avverrà il giorno 23 Agosto e il vincitore verrà avvisato proprio attraverso un tweet e riceverà in premio un voucher del valore di € 1.000,00 con il quale raggiungerà la destinazione preferita.

    Dimenticavamo di suggerirvi che più destinazioni twittate e più possibilità avrete di vincere!

    Termini e condizioni del concorso li potete trovare sul blog ufficiale di trivago.

  • Saymetruth, ecco il Social Network per restare anonimi

    Saymetruth, ecco il Social Network per restare anonimi

    Saymetruth è una startup armena che nei giorni scorsi ha annunciato il lancio di Saymetruth.com, il primo social network attraverso il quale si può restare anonimi. Il progetto è online in fase beta. Lo scopo è quello di permettere agli utenti di dire ad amici e parenti quello che non direbbero mai di persona. Ma c’era bisogno di un social network del genere?

    Come sapete siamo sempre alla ricerca di nuovi progetti e notizie che interessano il web e i social media. E oggi vi parliamo di un progetto che ci ha incuriosito molto, ma che ci sembra al tempo stesso paradossale per quello che è il suo scopo. Tant’è! Stiamo parlando di Saymetruth, una giovane startup armena, fondata da Hrachya Manukyan e da Alexander Adamyan, che nei giorni scorsi ha lanciato il proprio social network, Saymetruth.com. Solo che questo non è solo l’ennesimo social network sulla rete, ha qualcosa di diverso e anche paradossale, come dicevamo prima. Si perchè se lo scopo di ogni social network è quello di mettere in relazione le persone e favorirne la conversazione e lo scambio di informazioni, immagini, video e altro, Saymetruth.com è invece pensato si per favorire le conversazioni tra gli utenti, ma restando anonimi (ma ce n’era davvero bisogno?). In sostanza, se avete qualcosa da dire a muso duro ad un vostro amico o parente che sta lontano e non potete farlo da Facebook, ecco allora vi viene in soccorso questo nuovo social network. Secondo i fondatori, questo social network permetterà alle persone “di essere migliori”. In che senso? Questo davvero ci sfugge!

    saymetruth

    Da quello che siamo riusciti a vedere, si va sul sito, Saymetruth.com appunto, si può accedervi con una veloce registrazione oppure attraverso il login di Facebook oppure ancora senza alcuna registrazione, questa sembra essere la modalità veloce e da preferire, come sostengono gli stessi fondatori. In questo ultimo caso, basta digitare il nome della persona a cui volete dire quello che pensate veramente, in maniera del tutto anonima, e una volta trovata vi viene chiesta la prova del fatto che voi conoscete davvero quella persona, digitando il numero di telefono di quella persona oppure basta essete nella lista degli amici di Facebook. Il codice segreto deve essere di 12 cifre.

    Tutti i messaggi, garantiscono i fondatori, sono e resteranno anonimi. Quindi se avete intenzione di dire ad una persona una qualsiasi cosa che sapete bene la farebbe irritare, sapete che quella persona non saprà mai che siete stati voi a scriverle quel messaggio e le risposte sono pubbliche rintracciabili sul wall dell’utente stesso.

    I fondatori Hrachya Manukyan e Alexander Adamyan mirano a conquistare il mercato internazionale, puntando in questa prima fase agli Usa. Riusciranno nel loro intento? Sinceramente non ne siamo molto convinti, proprio per quell’aspetto paradossale che sottolineavamo prima. Le persone attraverso i social network si raccontano, amano raccontarsi e questo lo constatiamo bene. Certo non avevamo pensato all’idea che si potesse creare una piazza dove restare anonimi e dire ai nostri amici quello che non avremmo il coraggio di dirgli “in faccia”, ossia su un normale social network.

    E voi, avete davvero bisogno di un social network come questo? Che ne pensate?

  • Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Facebook, ecco cosa cambia con il nuovo News Feed

    Come già sicuramente saprete, Facebook nella serata italiana di ieri ha rilasciato una nuova versione del News Feed. Una novità importante in quanto ridefinisce il nuovo algoritmo. Adesso viene data più rilevanza ai contenuti più condivisi e non necessariamente i più recenti. Obiettivo è aumentare sempre di più l’engagement con gli utenti

    Certo che a Menlo Park, quartier generale di Facebook non stanno con le mani in mano, neanche ad agosto. E continuano a lavorare nell’obiettivo, abbastanza evidente, di migliorare l’esperienza degli utenti all’interno di quello che è il più grande social network della rete. Così, dopo gli hashtag, dopo gli Embedded Posts, ecco un’altra grande novità, ossia le modifiche al News Feed. Ieri durante una conferenza stampa sono state presentate le nuove caratteristiche che verranno adottate dal News Feed, ridefinendo l’algoritmo che sta alla base, quello che tutti noi abbiamo imparato a conoscere nel tempo col nome di Edge Rank.

    Ma vediamo quali sono queste caratteristiche.

    Story Bumping

    I tecnici di Facebook valutano visibili per ogni utente una media di 1.500 posts, provenienti da pagine, amici, brand che si seguono e questi venivano resi visibili secondo un principio che metti in evidenza i post più recenti. Fino ad ora, quindi, i post nel news feed ci vengono mostrati in base a quella che è il nostro rapporto amicale con gli utenti e in base alla freschezza del contenuto stesso. Con lo Story Bumping invece le storie meno fresche, anche quelle che l’utente non ha avuto modo di vedere perchè offline, se continuano a ricevere interazioni, quindi like, commenti, verranno mostrate alla cima del nostro news feed. Il grafico che vedete, mostrato sul blog ufficial di Facebook che ha illustrato le novità, lo mostra in maniera abbastanza evidente.

    facebook news feed

    Ovviamente l’obiettivo è quello di migliorare l’esperienza degli utenti su Facebook e quindi aumentare il grado di coinvolgimento, l’engagement, degli stessi. Di recente si è parlato più volte di un calo di engagement sui contenuti di Facebook, bene lo Story Bumping mira ad coinvolgere ancora di più gli utenti e a mostrare posts che evidentemente sono interessanti per gli utenti, secono un principio diverso questa volta, orientato più a premiare le condivisioni.

    Quindi il nuovo algoritmo tiene conto di:

    • quante volte interagiamo con un amico, una pagina o un personaggio pubblico;
    • quante condivisioni, like, commenti ottiene il post, considerando in particolare quelle dei nostri amici;
    • quante volte in passato si è interagito con quel tipo di contenuto;
    • se qualcuno ha segnalato o nascosto quel contenuto.

    Sulla base di questi nuovi principi, in fase di testing si è notato che:

    • è aumentato del 5% il numero di likes, commenti e condivisioni per quanto riguarda i contenuto postati da amici;
    • è aumentato dell’8% il numero di condivisioni, likes e commenti sulle pagine;
    • è aumentato il numero di storie lette, dal 57% al 70%.

    Last Actor

    Con questa nuova caratteristica verranno prese in considerazione le ultime 50 condivisioni e interazioni più recenti. Obiettivo è quello di mettere in evidenza contenuti provenienti dall’utente, actor, con cui ci si è relazionati maggiormente di recente. E’ chiaro che per chi è per i brand il desiderio è quello di essere in quelle 50 per essere. In fase di test si è visto un miglioramento non proprio eclatante, si è passati dall’1% al 2%, ma Facebook vuole comunque dare il via a questa nuova modalità.

    Chronological Ordering

    Questa nuova modalità per ora è stata solo annunciata e rimane ancora da applicare. Se adesso provassimo ad aggiornare i vari status su Facebook per raccontare la diretta tv di un programma o una partita di calcio questi verrebbero pubblicati senza seguire un ordine cronologico. Con Chronological Ordering, invece sarà possibile pubblicare posts e vederli apparire, in riferimento ad un dato evento, in ordine cronologico, appunto.

    facebook chronological-by-actor

    Queste nuove ridefinizioni dell’algoritmo non riguarderanno i contenuti pubblicitari, per i quali Facebook adotta altri strumenti, ma come già detto saranno molto utili al fine di aumentare l’esperienza su Facebook e l’engagement degli utenti.

    Allora che ne pensate di queste nuove caratteristiche?

     

  • Social Media, aumentano gli utenti oltre i 65 anni

    Social Media, aumentano gli utenti oltre i 65 anni

    I Social Media ormai vedono crescere sempre di più il numero di utenti e il recente studio di Pew Research Center sull’utenza americana lo conferma. Ma il dato che attira l’attenzione è che gli utenti adulti, quindi quelli oltre i 18 anni, sono, a maggio 2013, il 72%. Erano il 67% a dicembre 2012. E cresce anche l’utilizzo di Twitter del 18%, sempre tra gli adulti

    I Social Media, nonostante qualche momento di stallo o anche di calo, come visto in alcuni casi, continuano a crescere. E i dati che vengono fuori dal recente studio del Pew Reasearch Center, autorevole istituto di analisi e ricerca americano, lo confermano. Ma quello che davvero attira l’attenzione di tutti è che questa crescita è trainata da utenti più adulti, ossia over 60. Per chi segue questi argomenti forse questo non costituisce una grande novità, è da tempo infatti che si parla di una crescente presenza sui social media di categorie di utenti che hanno un’età superiore ai 60-65 anni e anche oltre. Per quanto questi dati possano riferirsi agli Usa, sappiamo bene che un andamento in questo senso è riscontrabile anche in altri paesi europei, Italia inclusa.

    Ma restiamo sulla ricerca del Pew Reaserch Center.

    social media utenti adulti pew research

    L’indagine è stata effettuata tra il 17 aprile e il 19 maggio 2013 e ha riguardato un campione di 2.252 utenti con un’età compresa tra i 18 anni e oltre. L’utilizzo totale a maggio 2013 è cresciuto tra gli adulti del 72% (nel 2005 8%), era al 67% a dicembre 2012. Ma in quel periodo venne registrato un calo, giustificato dal fatto che una parte degli utenti non frequentavano più i social network per mancanza di tempo o di interesse. E vedete nel grafico che a guidare di più questo aumento sono le fasce più adulte, quelle over 65. Infatti la crescita è triplicata dal 2009, quando la presenza era al 13%, a maggio 2013, quando è al 43%. E poi, 6 su 10 tra gli utenti 50-64 anni usano i Social Media.

    Insomma, nonostante le fasce più giovani siano i più presenti e grandi utilizzatori, vi è invece un dato crescente in maniera evidente tra quelle fasce di età dove forse meno ci si aspetterebbe, solo in teoria, un dato così evidente. I Social Media sono davvero per tutti, indistintamente. Coinvolgono giovani e meno giovani, anzi i meno giovani sono più attratti proprio per il fatto che costituisce davvero una grossa novità, rispetto invece a quanto può sembrare per i millennials che vivono i social media con molta più naturalezza.

    twitter utenti adulti pew research

    Il dato che Pew Research Center ha riscontrato nell’uso dei Social Media in generale, lo ritroviamo anche guardando Twitter. Notiamo quindi che l’uso di Twitter tra gli adulti a maggio 2013 è del 18%, era del 7% nel 2010. Di un punto percentuale in meno alla media, quindi del 17% è il dato riscontrato tra la fascia d’età 30-49 anni. Mentre la fascia d’età 18-29 anni è quella più presente al 30%. cresce l’uso di Twitter anche tra gli over 65, è al 5% in crescita dal dicembre 2012.

    (l’immagine di copertina è di Sergey Nivens su fotolia.com
     
  • Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Ecco come la Rete ha parlato della Sentenza Mediaset e di Berlusconi

    Anche sulla Rete si è vissuta la lunga attesa prima della lettura della “Sentenza Mediaset” dal Palazzo di Giustizia di Roma sede della Cassazione che ha condannato definitivamente Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione. Un momento storico, comunque la si pensi. Al momento della lettura della sentenza su Twitter si è toccato il picco di 1.183 tweets al minuto (TPM), secondo Blogmeter

    Come spesso facciamo in questi casi, ci siamo interessati a seguire come e quanto la Rete ha conversato, soprattutto nella giornata di ieri, della Sentenza Mediaset che ha riguardato Silvio Berlusconi. L’attenzione è stata davvero tanta e la Rete è stata sicuramente il luogo dove tanti hanno fatto sentire la loro voce e hanno espresso la loro opinione. Per dare un quadro più completo e chiaro possibile, ci affidiamo all’indagine più ad ampio raggio che ha realizzato Blogmeter e anche di un focus più specifico su Twitter. Intanto Blogmeter ha rilevato che, per quanto riguarda proprio Twitter, il picco più alto di tweets si è toccato proprio al momento della lettura della sentenza, ossia 1.183 tweets al minuto (TPM).

    BM_Sentenza Mediaset

    I tweets totali, sempre rilevati da Blogmeter, nella sola giornata di ieri sono stati 140.000 da 50 mila accounts. Su Facebook i commenti pubblici sono stati oltre 30 mila. Il momento della visione del videomessaggio che Berlusconi ha registrato per parlare al suo elettorato, riproponendo la nascita di Forza Italia, su Twitter, ha fatto risalire il picco di tweets fino a 450 tweets al minuto (TPM).

    Le conversazioni che Blogmeter ha rilevato si sono sviluppate per la maggior parte attorno all’hashtag #sentenzamediaset (usato circa 66 mila volte) e al nome Berlusconi (55 mila volte). Inoltre da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che tiene traccia di tutte le menzioni e delle conversazioni che riguardano i politici, nella sola giornata di ieri Berlusconi, il politico più citato ovviamente, ha fatto registrare 111.089 web mentions. Su Facebook il post della trascrizione del video è quello che nella giornata ha fatto registrare il più alto coinvolgimento con quasi 30 mila like e oltre 6 mila condivisioni.

    All’analisi di Blogmeter, affianchiamo quella che noi abbiamo effettuato con la piattaforma Keyhole, riguardante solo le conversazioni su Twitter. Premettendo che la nostra rilevazioni ha riguardato solo la giornata di ieri, anzi solo una frazione della giornata di ieri. Però allo stato, i dati rilevati si scostano poco rispetto a quelli di Blogmeter, certamente più completi.

    La nostra rilevazione è iniziata dalle ore 13 e il totale dei tweets registrati fino all’1 di questa notte è stata di 83.871 tweets con il picco più alto toccato alle 19 con 19.581 tweets, lo vedete bene nel grafico, seguito poi da quello delle 20 con 17.574 tweets.

    grafico-timeline-sentenza mediaset

    Gli hashtag che abbiamo monitorato sono stati #sentenzamediaset (60,06% delle conversazioni); #berlusconi (32,6%) e #cassazione (6,8%).

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    Mentre gli uomini sono stati di poco più numerosi delle donne a twittare: 53% contro il 47%.

    demographics-sentenza mediaset

    Infine, dalla nostra rilevazione, si è twittato molto da dispositivi mobili (62,3%); il 37,7% dei tweets è stato registrato da desktop.

    top-sources-sentenza mediaset

    E ora vediamo quelli che sono stati i top tweets della giornata.

    Tra quelli che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni vi è stato anche il tweet di Beppe Grillo, anche lui ieri molto citato e molto twittato:

    Mentre tra quelli che noi abbiamo individuato specificatamente con hashtag #sentenzamediaset, #berlusconi, #cassazione rileviamo il tweet di David Di Tivoli:

    Segue poi quello di @lddio:


    Poi quello di Matteo Grandi:

    E poi ancora Beppe Grillo:

    Infine, per curiosità, volevamo segnalarvi il tweet della CNN in lingua spagnola che rilancia la notizia subito dopo la lettura della sentenza:

    (immagine di copertina ©Ansa)
     
     
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