Tag: social media

  • CircleMe e Mompeo in Corto, il cinema in corto diventa passione

    CircleMe e Mompeo in Corto, il cinema in corto diventa passione

    Dal 18 al 20 luglio si tiene la 15° edizione di “Mompeo in Corto”, il Festival Internazionale del Cortometraggio che porta la passione per i corti sulla piattaforma social CircleMe.com. All’ideatore di CircleMe Giuseppe D’Antonio va il “Premio Innovazione 2013” di “Mompeo in Corto”

    Creare un ponte tra la creatività di giovani videomaker ‘in corto’ con gli appassionati di cinema anche in chiave social è già una realtà grazie al Festival Internazionale del CortometraggioMompeo in Corto” e a CircleMe, la prima piattaforma social Made in Italy che connette le persone alle passioni. Per ogni artista in gara al Festival verrà creata una pagina su CircleMe.com, una vera e propria vetrina attraverso cui fare conoscere la propria attività e connettersi con gli appassionati di cinematografia, anche grazie al passaparola online.Giunto ormai alla quindicesima edizione, il Festival si terrà dal 18 al 20 luglio a Mompeo in Provincia di Rieti, con ospiti d’eccezione quali: Claudia Gerini, Ennio Fantastichini, Enrico Vanzina e Pino Quartullo. Tra le novità di quest’anno, appunto, la scelta degli organizzatori del Festival di aprirsi al mondo social grazie a CircleMe. Maggiori informazioni sul Festival sono disponibili anche su CircleMe nella pagina dedicata.CircleMe-Mompeo-in-CortoCircleMe è una piattaforma social innovativa, che propone un concetto di interazione diverso rispetto ai social network tradizionali: le persone, infatti, si connettono ai propri interessi, creando una vera e propria rete di ‘passioni’, scoprendone anche di nuove. Il tutto, semplicemente esprimendo il proprio ‘like’ sulla pagina associata all’interesse specifico. Una volta creata la connessione, l’utente può trovare una serie di contenuti e servizi, come la possibilità di acquistare biglietti per concerti o la versione e-book del proprio libro preferito e trovare suggerimenti per altre pagine in qualche modo legate all’interesse già espresso. E nel caso in cui non si riuscisse a trovare una pagina specifica su CircleMe, l’utente stesso ha la possibilità di crearla e caricare i contenuti che vuole.Grazie a una tecnologia semantica e a un sistema di social recommendation di nuova generazione, CircleMe offre ai propri utenti un modo veloce e dinamico per vivere le proprie passioni, scoprirne di nuove e incontrare le persone che condividono interessi uguali o simili.
    Su CircleMe è possibile trovare diverse categorie tematiche come: musica, film, serie TV, libri, personaggi famosi, cibi e bevande, sport e molto altro ancora per un totale di 1 milione di passioni e relativi contenuti a cui ci si può connettere.Insomma, una rivoluzione rispetto ai tradizionali social network pensata per stimolare la fruizione via web di tutto ciò che è legato al mondo dell’arte e della cultura. Una piazza online dove il Festival “Mompeo in Corto” potrà dare voce ai suoi artisti emergenti. Proprio per questo motivo, gli organizzatori della manifestazione hanno deciso di assegnare il “Premio Innovazione 2013” a Giuseppe D’Antonio, uno degli ideatori di CircleMe, che sarà presente a ritirare il premio nella serata di chiusura sabato 20 luglio.
    Innovazione e passione sono gli aspetti che da sempre hanno caratterizzato la vita di Giuseppe: 39 anni, un amore per la tecnologia, la matematica e le scienze, si laurea in ingegneria e trascorre oltre 13 anni all’estero tra USA, Singapore, Londra e Parigi, lavorando in aziende web come Google e Dada. Tra un libro di fantascienza di Asimov e uno futuristico di Gibson, ha inoltre portato avanti la sua passione per diverse forme di arte: attore teatrale, ballerino latino-americano e musicista, non pone freno alla propria creatività. Con CircleMe è riuscito a realizzare il suo sogno e quello di tanti: uno strumento online che ci aiuta a esprimere noi stessi e a vivere le nostre passioni.

    CircleMe

    CircleMe è un nuovo modello di piattaforma social che connette le persone alle proprie passioni e interessi. Disponibile tramite web o app per iPhone, la piattaforma stravolge i canoni classici dei social network, portando gli utenti a esprimere se stessi e le proprie passioni, per poterle vivere meglio nella vita reale, mentre la connessione con altre persone avviene secondariamente sulla base di tali gusti condivisi.

    Grazie a un’interfaccia di alto livello, a tecnologie semantiche sofisticate e a sistemi di social recommendation tra i più evoluti, CircleMe è una piattaforma sviluppata in Italia che guarda anche all’estero: oggi è disponibile in tutto il mondo e utilizzata in particolare in Italia, Gran Bretagna, Francia, Brasile e USA.

    CircleMe nasce nel 2012 dall’idea vincente di Giuseppe D’Antonio ed Erik Lumer e ha ricevuto da Innogest Capital 2 round di finanziamenti per un totale di 1,2 milioni di euro. Con un team internazionale basato tra Milano e Londra, ha vinto diversi premi ed è stata una delle due startup italiane finaliste al Mobile Premier Award 2013 al Mobile World Congress di Barcellona. Al momento, CircleMe ha all’attivo collaborazioni con Songkick e Cibando per l’integrazione di tali servizi all’interno della piattaforma.

  • Weekend-a-gogo, nuovo finanziamento di 450 mila euro da Principia SGR

    Weekend-a-gogo, nuovo finanziamento di 450 mila euro da Principia SGR

    Weekend-a-gogo, ossia come il weekend si fa anche social. La giovane startup italiana annuncia un nuovo finanziamento di 450 mila euro erogato da Principia SGR per conto del Fondo Principia II. Nata all’interno dell’innovativo FastPrototyping Lab, Weekendagogo cambierà il modo in cui organizzeremo un weekend o una vacanza breve, mettendo in comunicazione l’utente con chi propone pacchetti e con altri utenti

    Il settore del Turismo continua a essere tra i più rilevanti per la nostra economia. Non a caso in questo ambito sono nate startup come Venere.net o Volagratis poi divenute casi di successo mondiale, cui da oggi si aggiunge Weekend-a-gogo. Nella nuova startup, con sede a Napoli, che applica gli strumenti social allo specifico segmento dell’organizzazione del weekend, Principia SGR ha appena investito 450mila euro per conto del Fondo Principia II.

    La nascita di Weekend-a-gogo è stata supportata da Fastprototyping Lab, un innovativo modello per la progettazione e il lancio di startup, dove soci con esperienza consolidata maturata in vari settori mettono a punto e testano l’idea sul mercato con dei prototipi prima di trasformarla in una startup e ingaggiare il team imprenditoriale.

    Nel travel, quello dei weekend o delle vacanze corte è uno dei pochi segmenti in continua crescita: secondo le stime di Phocuswright, nella sola Europa nel 2018 raggiungerà un valore stimabile in circa 36 miliardi di euro. L’idea di Weekend-a-gogo nasce quindi dall’evidenza che sempre di più le abitudini di viaggio dei consumatori vanno nella direzione di vacanze frequenti, ma brevi, nonché dal fatto che, per questa tipologia di viaggi più che per altre, il pacchetto è la soluzione più stimolante e adatta.

    weekend-a-gogo

    L’organizzazione di un weekend è un’attività sociale per eccellenza: un’esperienza che viviamo non solo con familiari e compagni, ma anche con amici o semplici conoscenti aggregati per l’occasione. Il vantaggio competitivo di Weekend-a-gogo è dunque quello di esaltare le dinamiche di convivialità e socializzazione per tutti i 52 fine settimana che ci sono in un anno, ma offrendo anche soluzioni “chiavi in mano” per i weekend fuori casa, ovvero, pacchetti weekend a tema (romantico, benessere & relax, enogastronomico, culturale, sportivo, ecc.) studiati per tutti i gusti e derivati da una profonda conoscenza del segmento da parte dei promotori della community.

    Weekend-a-gogo di fatto è un “Weekend Hub”, ovvero un innovativo sistema distributivo di offerte di pacchetti weekend, che si alimenta dall’interazione in modalità social tra gli utenti del servizio e i fornitori di pacchetti turistici. Si tratta di un progetto in evoluzione che oggi, alla partenza, già consente di individuare il proprio pacchetto weekend migliore selezionando tipologia, area geografica e date desiderate, avendo in cambio la visualizzazione di tutte le proposte più interessanti e originali del momento, prenotabili direttamente online dal sito. Al termine del weekend, il cliente può poi postare un giudizio, nonché condividere la propria esperienza attraverso i social più noti.

    A settembre verrà lanciata la parte social di Weekend-a-gogo che permetterà di realizzare non solo una community di scambio di opinioni, preferenze, giudizi e conoscenza, ma anche di avere a disposizione un luogo dove organizzare e vivere il viaggio insieme con il proprio circolo sociale e attivare nuovi contatti per l’organizzazione dei viaggi in compagnia di persone con gli stessi interessi.

    Da qui a 5 anni, Weekend-a-gogo ha l’obiettivo di aggregare almeno 600 mila clienti attivi in tutta Europa, generando un volume di vendite di 150 milioni di euro, unicamente attraverso il potenziale social del weekend. Per la propria crescita e potenziamento, il progetto conta di poter aggregare ulteriori investitori a partire dal Sud Italia. In particolare, business angel che vogliano contribuire anche operativamente alla costruzione del business e alla valorizzazione del potenziale turistico di quell’area d’Italia. Anche in questa strategia di fund raising, che vede il coinvolgimento di Business Angel dopo l’ingresso di un Venture Capitalist, si manifesta l’approccio innovativo di Weekend-a-gogo, che spera di arrivare a coinvolgere nell’equity anche i propri fornitori e clienti grazie all’uso del crowd funding.

    Commentando il finanziamento della start-up, Roberto Mazzei, Presidente e Amministratore Delegato di Principia SGR, dice:

    Abbiamo investito in un progetto, quella della vendita on line di pacchetti weekend, che ci sembra ambizioso e che interviene in un segmento, il turismo on line, in cui si intravedono ulteriori spazi di crescita molto interessanti. Come nella vendita di tradizionali pacchetti turistici on line, il cuore è proprio nella piattaforma tecnologica, sviluppata ad hoc per il delivery del servizio. Pensiamo che il team imprenditoriale anche grazie alle sue passate esperienze, sia uno degli elementi fondanti del progetto. Il modello di business di Weekend-a-gogo ha delle chiare e immediate ricadute per il Sud, area in cui investiamo, e coniuga in modo veramente innovativo la concretezza di un prodotto turistico di qualità con una strategia social di ampio respiro non dettata dalle mode del momento. Così il Fondo Principia II gestito da Principia Sgr ha aggiunto un’altra realtà al suo portafoglio di aziende digitali, intervenendo anche nell’ambito del turismo on line.”

    “Il pacchetto weekend è l’unico prodotto turistico che funziona tutto l’anno e che ha valenze social molto forti”, spiega Andrea Elestici, CEO di Weekend-a-gogo. “Perciò si presta in particolar modo alla nascita di una vera e propria community di persone riconducibili a gruppi d’interesse comuni, che creano un enorme valore aggiunto, grazie alla forza dei social network”.

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    Il Team

    Per far partire Weekend-a-gogo nel modo migliore, sono state ingaggiate professioniste con un solidissimo know-how nel mondo turistico: Letizia Orsini, una startupper seriale che, dopo aver lanciato due compagnie low-cost in Italia (gofly e tuiFly), è stata anche pioniera dei coupon in Let’s Bonus, di cui ha curato il lancio, inventando anche i weekend coupon, e Roberta Marchioro, che, dopo svariate esperienza professionali nel settore – tra le quali Buon Weekend – ha seguito lo start-up dei cofanetti regalo Boscolo Gift fino a diventarne responsabile operativa.

    E’ inoltre in corso la ricerca e selezione di 100 soci operativi, che saranno formati in collaborazione con le principali Università del Turismo italiane per diventare Weekend Destination Marketers. Weekend-a-gogo ha la sua principale sede operativa a Napoli perché punta a sfruttare l’elevato potenziale turistico del sud Italia specialmente come destinazione per Nord Europei.

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    Cos’è il FastPrototyping Lab

    Weekend-a-gogo è il primo spin-off di FastPrototyping Lab, un nuovo modello di incubatore di start-up.

    “Nel Lab, i soci – imprenditori e professionisti di lunga esperienza – lavorano in prima persona sulle idee, nate in gran parte all’interno, che perfezioniamo utilizzando la nostra struttura di esperti”, spiega Jaap Kalma, uno dei soci del Lab.

    “Solo dopo aver superato vari test di mercato, trasformiamo i prototipi in aziende a tutti gli effetti, ingaggiando il team di startupper esperti che reputiamo più adatto a implementarli con successo su larga scala. Così riusciamo a sviluppare le idee migliori e con maggior probabilità di successo”, aggiunge Lorenzo Brenta, altro socio del Lab.

    A questo link potete conoscere gli altri soci fondatori del FastPrototyping Lab.

  • Social Tv, è Ballarò il più seguito della settimana su Facebook e Twitter

    Social Tv, è Ballarò il più seguito della settimana su Facebook e Twitter

    Come avevamo già notato la scorsa settimana, per quanto riguarda la Social Tv, dopo il fenomeno dei talent, ricomincia l’interesse verso i programmi di approfondimento politico. E infatti, grazie ai dati Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, nella settimana 21-27 giugno 2013 è Ballaro a vincere la classifica della settimana sia su Facebook che su Twitter

    E’ “Ballarò” (Rai3), il programma più social della settimana che domina la classifica sia su Facebook che su Twitter. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web. 

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    Su Twitter  “Ballarò” (Rai 3), si aggiudica il primo posto con il 23,6% dei tweet totali sui programmi monitorati, e “Otto e Mezzo” (La7) è al secondo posto con il 18,5% dei tweet. Al terzo posto “In Onda” (La 7) con il 10,8% dei tweet totali e al quarto “Porta a Porta” (Rai 1) con il 10,01% dei tweet totali. Seguono “Servizio Pubblico” (La 7) con il 9,3% e “L’Ultima Parola” (Rai 2) con l’ 8,0%. 

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    Su Facebook, “Ballarò” (Rai3) è al primo posto nella classifica Active Fan con 1.712 fan attivi che hanno prodotto 2.907 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma.  Al secondo posto troviamo “Servizio Pubblico” (La 7) con 1.441 fan attivi e 2.018 post e commenti, seguito al terzo posto da “Amici” (Canale 5) con 1.090 fan attivi e 1.553 post e commenti dei fan. Al quarto posto “Porta a Porta” (Rai 1) con 527 fan attivi e 899 post e commenti e al quinto “Agorà ” (Rai3) con 350 fan attivi e 857 commenti.

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) torna a dominare con 37.278 like. A seguire “Ballarò” (Rai3) che è al secondo posto con 13.039 like. In terza posizione “Servizio Pubblico” (La 7) con 10.657 like che precede “Le Iene” (Italia 1) al quarto posto con 10.441 like e “Report” (Rai 3) con 7.519 like al quinto.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “Servizio Pubblico” (La 7) questa settimana è il programma più attivo con 95 post della redazione, seguito da “Ballarò” (Rai 3) al secondo posto con 62 post, “I Menù di Benedetta” (La7) al terzo con 51 post. Al quarto “Agorà” (Rai 3) con 44 post, davanti a ”Porta a Porta” (Rai 1) con 33 post.

  • Economia della Condivisione in Rete, se ne parla stasera a Penelope con #VitaInCo

    Economia della Condivisione in Rete, se ne parla stasera a Penelope con #VitaInCo

    Nuovo appuntamento settimanale con Penelope Live, alle ore 22 su Rai.Tv, e poi da domani fino a venerdì, sempre alle 22, con Penelope Storie. Argomento è come si condivide in Rete, ossia quali sono i modelli di “share economy” attraverso i quali si crea e si condivide valore per gli altri. Ospiti di stasera saranno Loretta Napoleoni, giornalista economica, e Frieda Brioschi, presidente Wikimedia Italia. Maker della puntata Anna Fiscale

    Con il Web 2.0 la parola Condivisione ha acquisito sempre più valore. Infatti, è uno dei principali pilastri su cui si basa il concetto stesso di Web 2.0, la condivisione è quindi momento di arricchimento e di conoscenza, momento di confronto e di scoperta. E anche di opportunità. E, proprio grazie a questo nuovo modo di interagire, nascono dei modelli per cui si può condividere conoscenza, competenza e anche tempo per gli altri. Si parla appunto di “Share Economy“, Economia della Condivisione, e stasera se ne parlerà a Penelope, il nuovo programma di Giampaolo Colletti in onda con Penelope Live il lunedì alle 22 in live streaming su Rai.tv e con Penelope Storie, dal martedì al venerdì sempre alle 22 e sempre in live streaming su Rai.tv.

    Economia-della-Condivisione

    Stasera si cercherà di raccontare quelle esperienze di vita in condivisione, grazie alla rete proprio alla rete: dal co-housing al couchsurfing, passando per car e bike sharing e ancora per cene e viaggi condivisi. L’Italia scopre sempre più la “share economy”. Aumentano, ad esempio, le banche del tempo e i social network della solidarietà sul modello americano di HandsOnNetwork, presente in 12 Paesi e che in vent’ anni ha fornito oltre 25 milioni di ore messe a disposizione degli altri.

    Ospiti della puntata di stasera Loretta Napoleoni e Frieda Brioschi. Maker della puntata Anna Fiscale (Progetto Quid). Tutta la puntata verrà commentata sulla social tv dai migliori blogger e influencer della rete.

    Allora non vi resta che unirvi a noi per seguire la puntata e commentare con l’hashtag #VitaInCo.

  • In forte calo la Politica sui Social Media e Beppe Grillo perde fan

    In forte calo la Politica sui Social Media e Beppe Grillo perde fan

    Dopo essere stata molto attiva specie sui Social Media durante l’ultimo periodo elettorale, ora la Politica fa registrare un vistoso calo nelle interazioni su Facebook e Twitter. E’ quanto emerge da un’interessante ricerca di Blogmeter che rileva anche il pesante calo nel numero di fans sulla fanpage di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle

    E’ proprio il caso di dire che la Politica, nonostante tutto, non ha ancora ben compreso il valore di una presenza attiva sul Web e sui Social Media e questa ricerca di Blogmeter ne è la conferma. Quella era stata definita, anche da noi, come la prima vera campagna elettorale “social” della storia italiana, che faceva presagire un inversione di tendenza nei rapporti politica-web-social media, in effetti era pura e sola campagna elettorale. Terminata quella, la Politica è tornata a fare la solita politica. I dati che stiamo per vedere insieme sono anche sorprendenti, ma fino ad un certo punto. Sorprende il dato relativo a Beppe Grillo e al MoVimento 5 Stelle perchè sul Web si basa la nascita di questo movimento che ora riflette l’onda negativa tra i suoi simpatizzanti in relazione ad alcune scelte non proprio condivise. Sorprende anche Matteo Renzi, altro politico che ha sempre ritenuto il Web e i Social Media come strumenti importanti per fare politica. Evidentemente ha mancato di aggiungere “durante e solo la campagna elettorale”.

    La Ricerca di Blogmeter

    Nel periodo che va dall’insediamento del governo Letta ad oggi, i social network registrano un rilevante calo dell’interesse degli utenti verso i temi politici. Pagano pegno tutte le formazioni politiche, ma Grillo e il Movimento 5 Stelle scontano più di altri questo vento di disillusione, probabilmente a causa del alto livello di aspettative pre-elezioni. A livello generale va sottolineato che le discussioni in rete e le attività di engagement (la partecipazione che si esprime anche attraverso like, condivisioni, retweet) arretrano di un rilevante 40%.

    In particolare nel periodo che va dal 1° maggio al 17 giugno si nota su Twitter una flessione delle menzioni di partiti e leader rispetto al corrispondente periodo precedente: Scelta civica perde l’83%, il Partito democratico il 60%, Grillo e il Movimento Cinquestelle il 48%, il Popolo della libertà il 31%, Renzi il 44%.

    politica calo social media

    Sul fronte Facebook emerge un fenomeno inusuale: una serie di persone hanno deciso addirittura di disiscriversi dalle pagine di Grillo e del M5S. La prima perde ben 6013 fan (in media 135 fan al giorno), la seconda 2394.

    In generale l’engagement complessivo (ossia la somma di like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca) scende per tutti, ad eccezione della Lega: Monti cala addirittura del 93% (anche perché non scrive più un post da marzo), il Popolo della libertà del 70%, Silvio Berlusconi del 56%, il Partito Democratico del 54%, Renzi del 57%,  Grillo del 32% e il Movimento Cinquestelle del 28%.

    Si tratta in parte di cali fisiologici dopo la scorpacciata delle politiche – spiega Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter – ma i dati segnalano anche un certo disinteresse e un’incapacità dei partiti di coinvolgere con contenuti originali e temi forti i propri sostenitori nelle fasi post elettorali”

    Ovviamente siamo d’accordo con l’opinione di Vincenzo Cosenza. E voi che ne pensate?

  • Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Instagram sfida Vine sui video, ecco le differenze

    Come avevamo preannunciato qualche giorno fa cogliendo l’anticipazione di TechCrunch, alla fine Instagram lancia davvero la sfida a Vine estendendo ai suoi ormai 130 milioni di utenti di poter inserire video di 15 secondi sulla piattaforma. Un passaggio ormai nell’aria, ma quali sono le differenze tra i due strumenti?

    Qualche giorno fa, esattamente tre giorni prima della conferenza stampa di dieri di Facebook, avevamo colto, quasi in tempo reale, l’anticipazione lanciata da TechCrunch, parlando di Effetto Vine, che prevedeva che quello che stava bollendo in pentola altro non era che la sfida di Instagram a Vine sui video. Un passaggio che certamente i più esperti avevano previsto e sapevano che sarebbe avvenuto. La sorpresa forse sta nei tempi, ricordiamo che Vine è stato lanciato a gennaio di quest’anno per iPhone e da qualche settimana reso disponibile anche su Android. Ma sappiamo anche che i tempi ormai sono veloci, i ritmi sempre più serrati e la concorrenza si fa sempre più spietata. Ed ecco che nella strategia di Facebook di voler acquisire una fetta sempre più crescente sul Mobile, si inserisce la sfida a Twitter, quindi a Vine, fino a ieri l’unico modo possibile di condividere video, delle dimensioni di un tweet.

    Altra motivazione, come avevamo ricordato sempre nell’anticipazione di quello che sarebbe stato poi presentato ieri, è che per stessa ammissione di Zuckerberg, in occasione della presentazione dei dati finanziari del Q1 2013, ci sarebbero molti investitori interessati a fare advertising su Instagram. Sappiamo bene che ancora non è possibile, ma la sfida a Vine si inserisce anche in questo contesto. Dunque, che sia possibile tra non molto fare pubblicità anche su Instagram proprio attraverso i video? Vedremo.

    Certo l’evento di ieri era molto atteso, soprattutto per le anticipazioni, meglio le soffiate che ci sono state attorno a questo evento che era stato targato come segreto, ma alla fine ieri tutti sapevano di cosa si sarebbe parlato. Anche questa è la forza del web e dei social media.

    Ma dicevamo in apertura, quali sono alla fine, le differenze tra i due strumenti, quindi tra la possibilità di aggiungere video su Instagram e le funzionalità di Vine. Jordan Crook su TechCrunch fa un bel post proprio su questo, che vi invitiamo a leggere, e la scheda in basso è abbastanza riassuntiva delle differenze.

    instagram-vs-vine

    Intanto c’è da dire che i video su Instagram possono avere una durata massima di 15 secondi, contro i 6 su Vine. Una differenza non da poco per quelli che ormai sono 130 milioni di utenti della piattaforma di condivisione di immagini più usata. Essendo Instagram una piattaforma che fa del suo punto di forza sui filtri, bè questi non potevano certo mancare anche per i video. Sono ben 13 i filtri già disponibili, altro punto a favore contro Vine.

    Nella fase di caricamento di un video, Vine però è più veloce. I video su Vine vanno in loop, mente su Instagram è possibile visualizzarli una sola volta prima di avviarlo di nuovo. Insomma da una parte e dall’altro ci sono dei pro e dei contro. Fino ad ora Vine è riuscito ad agire in maniera assoluta ma facendosi apprezzare bene da chi lo ha utilizzato e forse, nonostante Instagram, continuerà a farlo.

    Instagram si muove in direzione diversa, è un prodotto ormai di massa e lo sarà sempre di più. E in base a questo sembrerebbe sovrastare la presenza di Vine. Almeno stando così le cose. Il tempo, e sarà brevissimo ne siamo certi, ci dirà quale delle due piattaforme riuscirà a conquistare di più.

    E voi che ne pensate? Lascerete Vine per Instagram? Quali sono le vostre impressioni?

  • Ristoranti 2.0, con restOpolis fidelizzi il tuo pubblico su Facebook

    Ristoranti 2.0, con restOpolis fidelizzi il tuo pubblico su Facebook

    Anche nel mondo della ristorazione cresce l’uso di Facebook a supporto delle attività di marketing e di relazione con clienti e potenziali clienti. restOpolis mette a disposizione un nuovo strumento per rendere ancora più social l’attività promozionale dei ristoranti su Facebook

    Come ormai abbiamo imparato bene, Facebook anche in Italia conta più di 23 milioni di iscritti. E di fronte a questi numeri, è indubbio che Facebook venga sempre più considerato come uno dei principali strumenti a supporto di attività di Web marketing e CRM a cui anche il mondo della ristorazione può ricorrere per comunicare, promuoversi e fidelizzare i clienti, raggiungendo anche quelli potenziali.

    Per soddisfare questa nuova esigenza, restOpolis, il servizio per la prenotazione online di ristoranti totalmente gratuito per gli utenti, ha sviluppato un nuovo strumento per i ristoranti che vogliono sfruttare le opportunità offerte da attività di web e mobile marketing per aumentare la base di potenziali clienti. Si tratta della nuova applicazione per Facebook sviluppata ad hoc per ogni ristorante affiliato a restOpolis, che permetterà di arricchire la pagina Facebook del ristorante con un servizio social dedicato ai propri Fan.

    Il tab “PRENOTA ONLINE Powered by restOpolis” è disponibile su richiesta per tutti i ristoranti che vogliono offrire ai loro utenti la possibilità di prenotare un tavolo senza doversi spostare dalla pagina Facebook del ristorante che stanno visitando.

    Il tutto avviene in maniera automatica, senza necessità di aggiornamenti o manutenzione da parte del ristorante. L’utente può prenotare un tavolo in tre semplici passaggi:

    • Step 1: accedere alla pagina Facebook del ristorante
    • Step 2: cliccare sul tab “PRENOTA ONLINE Powered by restOpolis”
    • Step 3: accedere alla pagina Facebook dedicata (gestita da restOpolis) ed effettuare la prenotazione

    Per i ristoranti affiliati, questa novità rappresenta la piena integrazione con il social network più diffuso al mondo: al momento, infatti, gli utenti possono accedere ai servizi restOpolis tramite il proprio account Facebook.

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    Tra i ristoranti affiliati a restOpolis che hanno già scelto di provare questo nuovo strumento, ci sono Hostaria Borromei, Eda Milano e Il Giorno Bistrot (tutti di Milano). restOpolis sta già lavorando con altri ristoranti per integrare l’app nella loro pagina Facebook, a conferma dell’interesse da parte del mondo della ristorazione verso gli strumenti Web a supporto della propria attività.

    RestOpolis è l’innovativo servizio per la prenotazione online di ristoranti che consente, scegliendo liberamente qualsiasi giorno della settimana e anche all’ultimo minuto, di riservare il proprio tavolo.  Per chi è indeciso sul ristorante dove andare a mangiare, basta andare all’indirizzo www.restopolis.com oppure scaricare l’app per iPhone e Android (accedendo anche direttamente con il proprio account Facebook) e scegliere in base a cibo e cucina preferita, zona, fascia di prezzo e promozioni scontate.

    Maggiori informazioni sugli strumenti per la ristorazione offerti da restOpolis sono disponibili all’indirizzo: http://www.restopolis.com/premium

  • Come si parla delle Banche sui Social Media

    Come si parla delle Banche sui Social Media

    Nuovo paper della ricerca che Social Mind, progetto di DML, ha condotto su come le Banche italiane usano i Social Media. Dopo aver visto nel primo paper i canali utilizzati, in questa nuova tranche della ricerca osserviamo le Conversazioni  che riguardano gli istituti bancari esaminati sui vari canali di comunicazione digitale. E scopriamo che di banche si parla a proposito di conti correnti per lo più e che, su 1,392 conversazioni, il 24% è di carattere negativo

    Come già abbiamo visto con la pubblicazione del primo paper, Social Minds, progetto ideato da DML, nasce con lo scopo di vedere, ma soprattutto analizzare, come le aziende italiane utilizzano i Social Media. La ricerca che verrà presentata a Milano il prossimo 11 luglio, presso il Centro Congressi Palazzo Stelline, è incentrata nell’analizzare come le Banche italiane utilizzano i Social Media. La ricerca è strutturata in più fasi ed è quindi ricca di dati e spunti che ci fotografano la situazione reale di come gli istituti bancari utilizzano i nuovi canali di comunicazione digitale. Davvero una bella ricerca, approfondita ed esaustiva, che avrà poi modo di analizzare nel prossimo futuro altri settori, alla fine del quale si riuscirà ad avere un quadro completo di come le Aziende italiane usano realmente i Social Media in Italia.

    Se nel primo paper avevamo visto quali siano i canali che le Banche usano per comunicare coi propri clienti, e avevamo visto come l’utilizzo sia ancora non proprio sufficiente e che il 30% delle banche prese ad esame afferma che dal punto di vista organizzativo la gestione dei canali di comunicazione digitale sia da sviluppare oppure data in gestione a terzi. Con questo secondo paper diamo un’occhiata alle conversazioni che riguardano le Banche.

    banche-social-media-citazioni

    E quindi, nel semestre che va dal dicembre 2012 al maggio 2013, periodo durante il quale sono state prese in esame le varie conversazioni, le banche più citate,e lo vedete nel grafico, sono Unicredit (12,2%), Intesa-San Paolo (10,4%), Fineco Bank (9,7%9, ING DIRECT Italia (7,6%), IW Bank (7,5%), Webank (6,8%), Banca IFIS (5,9%) e via via tutte le altre.

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    Le Conversazioni esaminate sono state 1,392 e oltre la metà di questi, (818 conversazioni, il 59%), ha carattere neutro, mentre, e questa è una notizia non da poco, il 24% di queste, ossia 337 conversazioni, sono di carattere negativo. Il 17%, infine, e di carattere positivo.

    Ora, sappiamo bene che quando si parla di Banche, soprattutto in questo periodo, è un argomento molto difficile da affrontare, ma qui stiamo parlando di conversazioni, cioè di persone che si relazionano sulla base di esperienze dirette e che trovano sui Social Media, appunto, momento di confronto e di approfondimento. Il 24%, quindi più o meno un quarto delle conversazioni esaminate, è di segno negativo e certamente non è un bel segnale per le Banche.

    banche-social-media-citazioni-prodotti-servizi

    Guardando il dettaglio delle conversazioni, si nota, e potete constatarlo anche voi sul grafico, che riguardano, senza grandi sorprese, i prodotti, quindi si tratta di conti correnti, carte, mutui e altri.

    banche-social-media-sentiment

    Interessante e molto è l’analisi Sentiment che viene fatta delle conversazioni esaminate. In pratica, nel grafico che vedete sono rappresentate i parametri che abbiamo visto finora, quindi numero di citazioni (dimensione delle sfere) e valutazione delle conversazioni (lungo gli assi del grafico). Dal grafico di evince quindi che nessuna delle Banche esaminate, e lo abbiamo visto, vanta valutazioni molto positive. Notiamo che la grande maggioranza, indipendentemente dal numero di citazione, si concentra nella parte di centro e di destra del grafico, con eccezioni come BP Vicenza che ha un sentiment positivo, così come anche UBI. Credem è quella che più di ogni altra fa registrare un sentiment delle conversazioni con il segno negativo. Sentiment neutro Banca Etica.

    Analizzando il rapporto tra i “Fan attivi” (coloro che pubblicano post sulla pagina) e la fan base di riferimento, si evince come su alcune pagine che mostrano numerosità di Likers relativamente non elevate, come BCCforWeb e le pagine su contomax e rendimax di Banca IFIS, si abbiano invece indici di interazione con i propri fan decisamente elevate. Anche la pagina aperta da Intesa Sanpaolo dedicata al servizio clienti mostra, in base ai dati raccolti, non solo una fan base elevata, ma anche una vivace attività di pubblicazione di post da parte dei fan.

    Questo è il resoconto del secondo paper, ma ricordiamo che l’intera ricerca, composta da 6 parti (panel, sondaggio, analisi, interviste, conversazioni, analytics), sarà presentata il prossimo 11 Luglio 2013 a Milano nella Sala Leonardo presso il Centro Congressi Palazzo Stelline.

  • I Viaggi del Barbaro e i Contenuti Strategici

    I Viaggi del Barbaro e i Contenuti Strategici

    E siamo così arrivati alla fine de “I Viaggi del Barbaro”, la rubrica che Directo e InTime vi hanno proposto, in queste settimane, per orientarsi e comprendere meglio i fattori che sono alla base nella revisione del proprio sito web. Al termine del viaggio quindi il nostro “barbaro” è più consapevole dei propri limiti e ha imparato ad usare gli strumenti che ha conosciuto nelle varie tappe

    Nei precedenti episodi abbiamo visto come il Barbaro si sia trasformato professionalmente, grazie alla sua curiosità scaturita da un’esigenza: vendere i propri prodotti. E’ stato un percorso sicuramente difficile, dalle domande iniziali sul redesign del proprio sito si è passati attraverso l’analisi dei colori, della struttura, della capacità di adeguamento del sito attraverso i vari dispositivi fino al posizionamento sui motori di ricerca. Tutto questo percorso non avrebbe senso se non esistessero dei contenuti da proporre e promuovere, da ideare in base a ciascuna delle fasi che abbiamo visto. Ecco approdare il nostro Barbaro all’ultima, solo in ordine temporale, delle tappe di questo viaggio, non ha più bisogno di troppi muscoli per portarsi dietro pesi inutili, ha imparato a sfruttare la tecnologia e porta sempre con sè tutti gli oggetti che lo hanno accompagnato in questo percorso. Un benvenuto nella dimensione dei contenuti e della promozione, benvenuto in Directo-InTime!

    Entriamo nel vivo della questione, proponiamo dei Semplici passaggi base per impostare una strategia di contenuti per la comunicazione aziendale (argomenti tratti dal sondaggio sui trend del content marketing the Survey Findings realizzato da BusinessBolts, post liberamente ispirato a “12 Brutally Honest Answers to Your Content Marketing Questions” di Berry Feldman)

    Abbiamo visto nel precedente post quali siano i contenuti di marketing più rilevanti dal punto di vista SEO: i testi e quindi le parole chiave “pertinenti”. Come si fa ad utilizzare al meglio le parole chiave nel contenuto? Premesso che le parole chiave debbano essere sempre il fulcro del nostro discorso e non qualcosa di avulso:

    Prima risposta: inserirle nella headline.

    La headline o il titolo è quello che Google cerca per primo. E ‘quello che ti verrà mostrato per primo. Poi occorre inserirle anche nei metadati. E ‘quello che vedrete sotto il titolo e in grado di diventare il fattore che determina se il contenuto diventa il click.

    Seconda risposta: utilizzarle in modo autentico.

    Quindi, scrivere un pezzo su quelle parole chiave, non troppo eccessivo e non ingannevole. Se si usa una parola chiave tanto per inserirla nel testo ma senza cognizione di causa, si potrebbe guadagnare un click, ma non un cliente. Molto importante a tal proposito è il metodo dello Storytelling che consiste nel “raccontare storie” ai propri target con lo scopo di coinvolgere gli utenti e stimolarne l’identificazione attraverso il testo ma anche le immagini, i video ed i contenuti multimediali. Queste storie raccontate da brand e aziende non avranno il solo compito di contenere parole chiave, altrimenti la loro efficacia sarebbe pari a zero, ma anche di portare al pubblico la mission, i valori, la creatività e le idee che formano il brand o l’azienda per creare immedesimazione in modo semplice ed intuitivo.

    In particolare questo metodo diventa ancora più efficace ed ampio se tutti gli elementi del racconto confluiscono nello stesso creando qualcosa che va oltre la somma degli elementi stessi, qualcosa che soddisfa il bisogno di immedesimazione della nostra mente, qualcosa che crea nel nostro pubblico “soddisfazione” e che premia pertanto in termini di visibilità, diffusione e ritorno, l’azienda che ha creato quella soddisfazione. Questa operazione di storytelling estesa viene definita “Transmedia Storytelling”. Per chiarire ulteriormente questo concetto faccio riferimento ad una bel periodo di MacsBene.

    viaggi-del-barbaro-directo-intime

    Pensate dunque a cosa può essere un racconto sviluppato su diversi media, quanto possa essere coinvolgente “unire i puntini” del disegno narrativo utilizzando una matita, un sito web, uno smartphone e via dicendo. Anzi no, via raccontando.

    Dove posso trovare copywriter di alta qualità?

    Online.

    Cerca il tipo di copywriter che vorresti. Probabilmente i copywriter che troverai nelle prime due pagine hanno un concetto ben preciso dell’indicizzazione e del SEO. Una buona indicazione ma non è sufficiente. È possibile infatti ottenere un buon posizionamento e non essere un copywriter altamente qualificato. Occorre leggere il loro sito, il blog, la bio, il portfolio, le referenze ed i loro tweet. La headline di tutto quello che scrivono, i titoli che avranno usati, saranno l’oggetto che colpirà la vostra attenzione. Se arriverete a leggere anche l’ultima riga vorrà dire che l’autore avrà un punteggio in più, avrà strutturato una comunicazione di maggiore impatto.

    Come posso creare contenuti di alta qualità in modo semplice e veloce?

    Non è possible.

    Presto e bene non vanno nella stessa frase se si parla di contenuti strategici. Pensa al tuo libro preferito o album musicale o film. E’ stato creato facilmente e in poco tempo? Non credo… Roma non è stata creata in un giorno, no?

    La creazione di contenuti di alta qualità richiede dedizione e tempo.

    Ma qualcosa si può comunque fare. Piano. Pianifica una strategia di contenuto prima di iniziare. Dedicati all’ascolto della rete, cerca di capire il tuo pubblico di come parla dei tuoi argomenti, in che misura, con quali toni e dove ne parla. Assembla una squadra. Crea un piano editoriale. Con ogni “pezzo” al suo posto sarà davvero possibile accelerare il processo, sfruttare le opportunità di conversione, e migliorare la qualità e la continuità del lavoro. Se proprio non puoi occuparti di mettere in piedi una strategia, sappi che c’è chi può farlo per te, istruirti e lasciare a te il “solo” compito di proseguire il cammino iniziato. Chi sono queste persone? Persone come quelle che hai davanti un questo momento, che lavorano quotidianamente con queste tematiche e che hanno un team di lavoro che possa supportare le tue necessità anche in termini di diffusione dei contenuti attraverso i social network. (Directo e InTime sono a tua disposizione! ;) )

    Dove sta andando il contenuto? Video, audio o immagini?

    Due risposte anche qui. Prima risposta: sta andando in tutto il mondo, ovunque i clienti passino, il contenuto va con loro. Seconda risposta: sì video, audio sì, sì le immagini. Dare importanza ad un solo elemento, come visto prima, sarebbe come dire che uno solo degli alimenti è fondamentale per il sostentamento di un essere umano. Diversi mercati, clienti, comportamenti e gusti informeranno le scelte dei media, quindi è necessario ricercare, sperimentare, misurare e rispondere.

    Se si sta incentrando la strategia su un unico focus, un blog dovrebbe essere la vostra piattaforma di partenza dei contenuti. Poi, se si ha idea che è giunto il momento di diversificare gli argomenti ma non si sa cosa desiderano i propri clienti (cosa da non fare!!), quindi non ci si è dedicati alla fase principale, l’ascolto, il consiglio che possiamo dare è quello di seguire il mezzo di comunicazione con che si percepisce come più naturale, più vicino alla propria azienda. Sperimentare a volte può essere utile per poi approdare a soluzioni più professionali nel momento in cui si ha la necessità di ottenere risultati misurabili.

    Da dove partire per provare a scrivere contenuti propri?

    Esprimere un’opinione, un punto di vista, scrivere o produrre qualcosa che colpisca, che provochi una reazione, preferibilmente positiva :) Questo è il modo per essere notati, ricordati e per sviluppare un dialogo intorno ai propri argomenti.

    Come posso mantenere l’attenzione dell’utente?

    Mettendo la propria realtà in relazione con l’utente, ovviamente la capacità di essere altamente relazionabili non è facilmente raggiungibile. È necessario capire il pubblico o i pubblici “intimamente”. Occorre “mettersi in ascolto”, anche attraverso i servizi gratuiti di monitoraggio delle conversazioni, come ad esempio Mention o Socialmention. In questo modo si potranno interpretare i trend e cercare di collegare i propri argomenti, il proprio storytelling a quelle necessità, a quei dialoghi, a quei bisogni.

    Quali sono i metodi più efficaci di content marketing?

    Non esistono metodologie “standard”, come abbiamo detto è fondamentale realizzare una strategia su misura sui “propri” contenuti e sul “proprio” pubblico. Ciascuno dovrebbe poter rispondere a questa domanda in base alle proprie personalizzate considerazioni:

    • Definire il proprio obiettivo globale e gli obiettivi specifici per ciascun canale di marketing. Ciascuno di noi sa che effetto desideri ottenere. In questo modo sarà possibile capire agevolmente ciò che è e non è “efficace”.
    • Determinare quali metriche serviranno come indicatori significativi. “Click” è una metrica ragionevole, ma “conversioni” potrebbe essere più significativa. Anche in questo caso, sta a voi definire “efficace” o meno un contenuto e di conseguenza definire se un dato indichi o meno una conversione. Quante volte avete cercato di capire le vostre comunicazioni che tipo di conversione avessero? La conversione è quel momento in cui l’utente destinatario della nostra comunicazione compie l’azione richiesta all’interno del nostro messaggio, banalmente “clicca sul link” inviatogli con la nostra newsletter oppure acquista sul tuo sito il prodotto veicolato in offerta.
    • Mettere in atto e quindi “utilizzare”, strumenti di analisi per misurare l’efficacia del content marketing. Riassumere i risultati e condividerli con i membri del team in grado di migliorarli.

    Pubblicare qualcosa una volta la settimana è sufficiente?

    Sì, se si sta centrando l’obbiettivo. No, se non è così.

    Secondo lo studio annuale del Content Marketing Institute and Marketing Profs, Annual Study by Content Marketing Institute and Marketing Profs, i marketers dichiarano che la loro sfida più grande è la produzione “sufficiente” di contenuti. Ma che si intende per sufficiente?

    Se non si stanno ottenendo i risultati sperati, è possibile che non stai creando abbastanza contenuti, ma il problema potrebbe essere diverso…

    Non si stanno creando “grandi” contenuti.

    Come faccio a trovare argomenti di cui scrivere?

    Sintonizzati. Chi dovrebbe usufruire dei tuoi contenuti? Quali sfide deve affrontare attualmente, quali difficoltà?

    Se non si sa rispondere non c’è problema, occorre trovare questi dati. Tre suggerimenti veloci: 1. chiedere direttamente al pubblico; 2. ascoltare le domande che il proprio target pone attraverso i social media; 3 rimanere al passo con gli “influencers” (utenti ritenuti affidabili su certi argomenti, solitamente identificabili con blogger di settore), degli argomenti nel vostro campo di pertinenza.

    Quali sono i posti migliori dove pubblicare i contenuti aldilà del proprio blog?

    Dove c’è il tuo pubblico.

    Per i video, nel regno di YouTube, per i podcast su ITunes, Per le presentazioni (slide) su SlideShare, per le immagini Flickr…c’è una lunga lista di supporti, ma non è utile fare una “lista della spesa” quanto riflettere sul tipo di contenuto da pubblicare e fare la relativa giusta scelta.

    Questi “supporti” sono a disposizione di tutti gratuitamente, pertanto hanno un pubblico esteso ecco perché occorre cogliere questo vantaggio e quindi condividere i propri contenuti su questi siti.

    Ora, per le opere scritte, c’è una lunga serie di posti su cui pubblicare che non hanno alcuna qualità o hanno standard qualitativi molto bassi, sono quindi utili per la diffusione dei propri contenuti quanto lo sono invece quelli con standard qualitativi elevati. Il luogo migliore su cui pubblicare i contenuti del proprio sito o blog è…sui migliori blog.

    E quali sono? I migliori blog sono quelli che non soltanto raccolgono il tuo pubblico ma hanno con esso un dialogo frequente, chiaro, intenso e finalizzato.

    Effettuare una panoramica sufficientemente descrittiva dell’argomento del Content Marketing non è cosa semplice e credo sia impensabile essere esaustivi con un solo articolo.

    Con l’augurio di aver suscitato un po’ di curiosità intorno all’argomento e di aver iniziato un dialogo, con il nostro Barbaro che oramai è diventato un figurino a metà tra webstar e VIP di altri tempi, vi salutiamo restando in attesa dei vostri commenti su questa esperienza di viaggio trascorsa insieme.

    Grazie per essere stati con noi, ci vediamo sulla nostra fanpage di Facebook per proseguire il dialogo!

    (tutte le vignette de “I Viaggi del Barbaro” sono realizzate dall’illustratore Riccardo Pieruccini)

     

  • In crescita nel 2013 l’advertising sui media digitali e social media

    In crescita nel 2013 l’advertising sui media digitali e social media

    Cresce l’advertising sui media digitali e cresce anche sui social media. Gli investimenti pubblicitari nel 2013 crescono del 3% e cresceranno del 6% nel 2014. E’ quanto risulta da un’analisi di Magna Global per gli investimenti pubblicitari a livello globale. In questo contesto la novità è l’aumento di investimenti in Sud America che supera anche l’Europa

    L’industria pubblicitaria sta per diventare ancora più importante con l’aumento della spesa complessiva. Secondo Magna Global, unità di supporto globale dei media strategici di Interpublic Group, durante l’anno 2013 si prevede una crescita degli investimenti del settore pubblicitario del 3%, mentre nel 2014 questa percentuale potrà raggiungere il 6%.

    La pubblicità è essenziale per far conoscere un’azienda e dotarla di una serie di strumenti per migliorare la notorietà di marca o, per esempio, il posizionamento online nella nuova era di Internet. Per questo motivo, la spesa pubblicitaria globale di quest’anno raggiungerà 486.000 milioni di euro e nel 2014 raggiungerà 515.000 milioni di euro.
    Gli Stati Uniti continuano a stare al di sopra di altri paesi mantenendo quasi un terzo della spesa. Mentre per l’America Latina è prevista una crescita del 12,5% nel 2013 e del 12,9% nel 2014 superando quindi l’Europa che ha raggiunto il 7,6% in Europa Centrale e Orientale.

    social-media advertising

    Come si suddividono questi investimenti?

    Nel 2013 aumenteranno di circa il 13,4%, fino a raggiungere i 113.600 milioni di dollari, gli investimenti nei nuovi media digitali, in particolare nella pubblicità online e su mobile.

    A seguire troviamo gli investimenti nei social media, con un aumento fino al 39,6%, fino a raggiungere gli 8.200 milioni di dollari, e nei video digitali con un incremento fino al 21% raggiungendo quasi i 6.600 milioni di dollari.

    Sicuramente la televisione continuerà a monopolizzare la maggior parte degli investimenti pubblicitari con un 40,4% complessivo.
    Infine spiccano giornali e riviste, per i quali si avrà invece una riduzione rispettivamente del 3,3% e 5,1%, e che insieme genereranno un fatturato di 110.000 milioni di dollari nel 2013.

    In questa panoramica globale dove si attesta fortemente la necessità farsi conoscere e quindi investire nel settore, nonostante la crisi, che posizione occuperà chi sta ancora pensando sul dafarsi?

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