Tag: social media

  • Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Twitter in Italia, come cambiano abitudini, umori e opinioni

    Interessante studio di Blogmeter, presentato da Vincenzo Cosenza durante l’ultimo “State of the Net 2013”. Inserito in quadro più generale, dal focus su Twitter si evince che gli italiani lo usano e che la Social Tv ha avuto un effetto evidente. Infatti l’orario di picco do scrittura dei tweets si è spostato più in avanti. In 4 mesi, sono 71,6 milioni i tweets e cresce del 22% l’uso dell’hashtag

    twitter-italia-2013

    Non poteva non essere interessante lo studio di Blogmeter che Vincenzo Cosenza ha presentato al recente “State of the Net 2013” di Trieste. Lo studio riguarda proprio come gli italiani conversano sulla Rete e dal focus su Twitter, quello di cui vi parliamo in questo post, viene fuori che gli italiani lo strumento lo usano, lo fanno con maggiore consapevolezza e conoscenza e la Social Tv ha fatto registrare degli effetti molto evidenti a tal punto da cambiare un p0′ gli scenari.

    “C’è una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo”, spiega il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza che lo scorso venerdì ha “aperto” il terzo appuntamento con State of the Net a Trieste. “E la tv ha spostato in avanti l’orario di picco della scrittura”

    Nel corso del suo intervento di apertura del terzo appuntamento con State of the Net, il social media strategist di Blogmeter, Vincenzo Cosenza ha, tra le altre cose, tratteggiato i cambiamenti delle abitudini degli “internauti” italiani, presentando una inedita analisi delle opinioni e degli umori che emergono da Twitter. Oltre  a registrare segnali di un uso più consapevole del mezzo, l’analisi di 71,6 milioni di cinguettii emessi dagli italiani nei primi quattro mesi dell’anno ha evidenziato un flusso di tweet  spalmato uniformemente su tutti i giorni della settimana, mentre nel 2012 si registravano giornate più intense e altre meno. Inoltre aumentano del 22% i tweet che contengono un hashtag, del 7% i retweet e del 2% i geolocalizzati.

    “Segno di una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo, utili a stimolare o ad entrare in conversazione”, spiega Vincenzo Cosenza.

    hashtag_italia_2013 twitter_umori_italiani

    Un cambiamento si registra anche nelle ore utilizzate per scrivere. Il picco massimo si sposta di un’ora in avanti, tra le 20 e le 22. È il riflesso della nuova abitudine di commentare in diretta le trasmissioni televisive, le quali sono diventare uno degli argomenti di maggiore dibattito tra gli utenti. Tra i programmi più twittati c’è Sanremo, ma vanno forte anche Servizio Pubblico, soprattutto la puntata che ha visto in ospite in studio Silvio Berlusconi, il talent The Voice of Italy, Piazza Pulita e Ballarò. Ma Twitter si rivela anche luogo in cui digerire collettivamente i fatti di cronaca. Quelli che hanno catalizzato maggiormente l’attenzione sono state le elezioni politiche e i suoi protagonisti, su tutti Berlusconi e il Movimento 5 Stelle, ma anche il travaglio che ha coinvolto Bersani e il PD.

    Va poi aggiunto che le parole nascondono un mood, un umore che si può analizzare attraverso software di analisi semantica. Se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono degli scostamenti rispetto alla media. In questa direzione il periodo considerato dall’analisi è caratterizzato da un sentimento negativo determinato dagli eventi politici, con due profondi picchi durante i lunghi giorni dello stallo istituzionale e la rielezione di Napolitano. Solo a Capodanno e a San Valentino il mood espresso è stato mediamente più positivo. Ovviamente dietro all’umore si nascondo le emozioni delle persone. Applicando l’analisi semantica alla psicologia delle emozioni, sono stati analizzati alcuni eventi specifici. Se durante uno spoglio elettorale si affastellano emozioni contrastanti, all’elezione del Papa emergono gioia e amore, mentre la giornata della rielezione del Capo dello Stato vede prevalere disgusto, tristezza e rabbia.

  • Steve Hasker a Linkontro Nielsen racconta la Forza del Consumatore

    Steve Hasker a Linkontro Nielsen racconta la Forza del Consumatore

    Grande attesa a Linkontro Nielsen per l’intervento di Steve Hasker che ha raccontato quella che ha definito “The Power of Consumer”, la Forza del Consumatore che è oggi più potente. Ma Hasker ha anche delineato un quadro che si basa su 4 linee di tendenza, ossia Recessione, Consumatore più forte, Frammentazione e Big Data

    Steve-Hasker-a-Linkontro-2013Steve Hasker, President – Global Product Leadership di Nielsen, a Linkontro 2013 ha catturato in maniera totale l’attenzione dei presenti, vuoi per la sue capacità, insegna anche alla Columbia University, vuoi per le informazioni che ha riservato per l’occasione. Il quadro che ha tracciato Hasker nella sua relazione si muove su 4 tendenze e cioè: Recessione, Consumatore più forte, Frammentazione e Big Data.

    Tendenze che caratterizzano lo scenario globale attuale dove il ruolo predominante è appunto giocato dal Consumatore, in grado oggi di giocare un ruolo più attivo al punto da trainare le tendenze e non viverle in maniera passiva.

    Questo perchè oggi il Consumatore non è più quello di soli dieci anni fa, il suo ruolo è mutato negli anni in seguito ai mutamenti che dal punto di vista tecnologico lo hanno resto, appunto più forte.

    La Recessione attuale viene spiegata da Hasker come una condizione normale “as usual” dalla quale vengono fuori delle condizioni di precarietà e disagio sociale che ormai caratterizzano il nostro tempo. Questo genera anche il fenomeno dell’Immigrazione, un fenomeno che secondo Hasker genera e rafforza quelli che saranno poi i consumatori del futuro.

    La Recessione vista da Hasker è si una situazione da considerare “the new normal“, ma è anche da considerarsi un’opportunità. Ed è in questa fase che il Consumatore acquisisce più potere.

    Si diceva prima del fenomeno dell’Immigrazione che genera i consumatori del futuro. In Italia da questo punto di vista in 15 anni si è passati da 880 mila immigrati nel 1996 a 4,570,317 del 2011, di cui il 21% provenienti dalla Romania, 11% dall’Albania e 10% dal Marocco.

    Frammentazione, altra tendenza individuata da Hasker nella sua relazione di oggi. Il consumatore prima aveva di fronte a sè un percorso per arrivare a compiere il suo processo decisionale e di acquisto abbastanza lineare; oggi invece il processo è molto più vasto dove la tecnologia gioco un ruolo sempre più crescente e importante.

    Basti pensare al Mobile, di cui abbiamo parlato spesso qui sul nostro blog, sempre più determinante sulle scelte d’acquisto. Hasker traccia anche il quadro italiano dove si vede che gli utenti Mobile in Italia in soli due anni sono quasi raddoppiati, passando dal 22% del 2011 al 39% del 2013. Sono cresciuti di 4 volte gli utenti tablet, passando dal 2% del 2011 a 8% del 2013. Crescono, ma in modo più lento, anche gli utenti Pc passando dal 48% del 2011 al 55% del 2013.

    È evidente che il Mobile è il futuro. Hasker sottolinea come poi l’11% dei possessori di smartphone lo utilizzi per fare acquisti, mentre la percentuale degli utenti che fa acquisti da tablet è del 25%. Un dato anche questo che definisce il quadro della Frammentazione in relazione al crescente potere del Consumatore. Il Consumatore italiano secondo Hasker è “the most sophisticated in the world“.

    E arriviamo ai Big Data, altra tendenza delineata da Steve Hasker sempre nella definizione della Forza del Consumatore.

    Hasker introduce l’argomento parlando dei Social Media che hanno cambiato universalmente lo scenario della comunicazione digitale, permettendo agli utenti della rete di comunicare e interagire “alla pari”.

    Il modo di comunicare oggi è fortemente legato a quello che condividiamo ogni giorno grazie a questi strumenti, quindi immagini, video. Hasker porta dei numeri che riguardano i principali social network della rete, come Facebook sul quale gli utenti condividono 2,5 miliardi di contenuti, oppure Twitter sul quale gli utentu condividono 400 milioni di tweets, oppure ancora Instagran sul quale gli utenti condividono “solo” 40 milioni di foto.

    È chiaro che i Big Data possono essere un problema nel momento in cui non si ha la capacità di tradurli, ma diventano la soluzione nel momento in cui ci dotiamo di strumenti per interpretarli. E questa sarà dunque la tendenza. Basti pensare che su Facebook negli Usa, ma non solo lì, aumenta il numero di utenti più maturi che condivide le foto dei nipotini.

    E come si passa all’interpretazione dei Big Data? In questa fase il Marketer passa dal suo ruolo classico di Comunicatore a quello di “Consumer Scientist”, scienziato del consumatore, ossia deve intervenire con strumenti scientifici nell’interpretare i comportamenti del consumatore. Quindi misurandoli. Bisogna capire e interpretare l’audience online di Facebook, come bisogna interpretare l’engagement sulla social tv grazie a Twitter.

    Insomma, Hasker definisce un quadro in cui adesso è il Conusmatore che ha potere. Agli addetti ai lavori il compito di interpretare i comportamenti del Consumatore del Futuro, proprio in questo momento di Crisi.

  • Social Tv, la finale di The Voice vince su Twitter

    Social Tv, la finale di The Voice vince su Twitter

    Come ormai osserviamo da settimane grazie ai dati di Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web, i talent show sono i programmi più seguiti. E in questa settimana si ripropone la solita coppia, The Voice su Twitter con la finale e Amici su Facebook

    Siamo ormai verso il finale di stagione, televisivamente parlando, e comunque questo pare non sortire effetto su quella che è invece l’audience complessiva dei programmi più seguiti. Vale a dire che la Social Tv si muove su dinamiche evidentemente diverse rispetto alla tv tradizionale che proprio su questo aspetto, come del resto su altri, dovrebbe riflettere. Questa settimana The Voice of Italy è giunto alla finale, programma molto seguito a testimonianza che sulla social tv i talent show sono molto graditi. Ma vediamo tutti i dati che anche questa settimana Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, ci fornisce.

    Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) è anche questa settimana in testa alle classifiche di Facebook, mentre “The Voice” (Rai 2) che ieri ha chiuso con la finale è sempre primo su Twitter.

    [overlayer image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-24-30mag-2013-Reputation-Manager.jpg”]Social Tv – The Voice su Twitter[/overlayer]

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana con il 54,1% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito da “Servizio Pubblico” (La 7) che registra l’8,0 % dei tweet. Al terzo posto “Amici Di Maria De Filippi’” (Canale 5) con il 6,1%, poi “Otto e Mezzo” (La 7) con il 5,1%  e “In Onda” (La 7) con il 4,6%.

    [overlayer image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/AudiSocialTv-Facebook-Active-Fan-24-30mag-2013-Reputation-Manager.jpg”]Social Tv – Amici su Facebook[/overlayer]

    Su Facebook, “Amici di Maria De Fillipi” (Canale 5) è al primo posto nella classifica Active Fan con 13.795 fan attivi che hanno prodotto 26.493 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma. Al secondo posto troviamo “The Voice” (Rai 2) con 6.587 fan attivi e 12.697 post e commenti seguito al terzo posto da “Servizio Pubblico” (La 7) con 2.684 fan attivi e 4.842 post commenti dei fan. Al quarto posto segue “Ballarò” (Rai 3) con 1.145 fan attivi e 4.842 commenti e al quinto “La prova del cuoco” (Rai 1) con 1.228 fan attivi e 2.737 commenti.

    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, al primo posto c’è ancora “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con 440.690 like like, davanti a “The Voice” (Rai 2) al secondo posto con 11.272  like e “Servizio Pubblico” (La 7) in terza posizione con 25.675 like. “La prova del cuoco” (Rai 1) è al quarto posto con 1.450 like, davanti a “Ballarò” (Rai 3) al quinto con 1.187 like e “Crozza delle meraviglie” (La 7) al sesto con 10.980 like.

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “The Voice” (Rai 2) questa settimana è il programma più attivo con 110 post della redazione, seguito da “Porta a Porta” (Rai 1) al secondo posto con 100  post, da “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) al terzo con 99 post e “Servizio Pubblico” (La 7) al quarto con 98 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (43.845), condivisioni (3.140) e commenti (1.220) è sulla fan page de “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5): “Giudice d’eccezione…Raoul Bova!…quanti mi piace?” 

  • Linkontro Nielsen, Luca Colombo racconta il Noi di Facebook

    Linkontro Nielsen, Luca Colombo racconta il Noi di Facebook

    Linkontro Nielsen, il tradizionale evento organizzato da Nielsen, giunto alla sua 29esima edizione, entra nel vivo dopo l’anteprima di ieri. Tanti interventi interessanti ma l’intervento di Luca Colombo, Country Manager di Facebook in Italia, ha attirato l’attenzione di quanti sono interessati al web e ai social media

    Prima giornata di interventi a Linkontro 2013, la conferenza di Nielsen, giunta ormai alla sua 29esima edizione, che propone una tre giorni di eventi, workshop e confronti su un tema tanto interessante quanto attuale: ”Il valore del NOI, la nuova frontiera del cambiamento”. Momento più atteso della giornata per tutti coloro che sono interessati al web e ai social media, era l’intervento di Luca Colombo, Country Manager di Facebook in Italia che, intervistato da Ilaria Cavo, ha raccontato quello che è il valore del Noi in Facebook. Ma non solo, ovviamente.

    La curiosità e l’attesa dell’intervista a Luca Colombo ha sicuramente confermato le attese, infatti ha fornito una serie di informazioni, già note agli addetti ai lavori per la verità, ma che in un contesto come questo, di fronte a tante aziende e professionisti molto attenti, fanno il loro effetto.

    [overlayer effect=”bottom” image=”https://www.franzrusso.it/wp-content/uploads/2013/05/facebook-linkontro-2013.jpg”]Facebook – Linkontro Nielsen 2013[/overlayer]

    Luca Colombo ha confermato il dato, già noto anche questo, che Facebook realizza un giro d’affari pari a 2,5 miliardi di dollari, di cui il 65% è creato dall’advertising. E sul punto dell’advertising ci si va ad incrociare con l’argomento privacy. Si perchè se è vero che Facebook cede le informazioni dei propri utenti alle aziende, allora, come ha sottolineato Ilaria Cavo, è lecito chiedere in che misura questi dati vengono forniti. Dopo una prima risposta poco soddisfacente, la Cavo ritorna sull’argomento e a quel punto Luca Colombo tocca quello che secondo tanti è stato l’anello debole, ossia l’argomento privacy. Colombo precisa che Facebook

    cede alle aziende i dati, in forma anonima, che gli utenti in maniera del tutto consapevole lasciano su Facebook. Per noi il tema della Privacy è di fondamentale importanza e in questo senso abbiamo fatti dei grandi passi in avanti. Oggi l’utente è in grado di stabilire cosa voler mostrare”

    E restando sul tema advertising, Colombo sottolinea che Facebook sta sempre di più affinando modalità e opportunità proprio coinvolgendo le aziende stesse. Al momento Facebook funziona molto nel settore del Largo Consumo, quindi nel B2C, quello che tradizionalmente funziona du una piattaforma come Facebook, garantendo un contatto diretto proprio con l’utente finale.

    Ma Luca Colombo era qui oggi per raccontare quello che è il valore del “Noi” in Facebook e lo fa portando a conoscenza del fatto che nell’azienda fondata da Mark Zuckerberg tutti giocano un ruolo rilevante in funzione del gioco di squadra. E porta poi l’esempio dei data-center, ossia i “magazzini” di tutti i nostri dati, che sono interamente progettati e sviluppati all’interno di Facebook. Quindi c’è un lavoro di valorizzazione degli individui orientati allo sviluppo e alla crescita della “squadra” Facebook. Ma ha anche raccontato che il valore del “Noi” in Facebook è visto anche in funzione sociale, sfruttando le potenzialità del social network promuovendo campagne sociali attraverso cui “Noi” si può essere utili per gli altri.

    Infine, vi riportiamo alcuni dati interessanti, in parte già noti, che Colombo ha snocciolato riguardanti il nostro paese, e non solo:

    – in Italia crescono gli over 65, si registra la tendenza che molto già hanno notato;

    – sono oltre 23 milioni gli utenti italiani su Faceook, 15 milioni sono quelli che lo frequentano ogni giorno;

    il mobile sta aiutando l’Italia a superare il gap della banda larga;

    Facebook al momento non sta perdendo utenti, ma li sta guadagnando in Asia e in Brasile (aspetto che abbiamo già sottolineato altre volte)

    – in ottica di Social Tv, Facebook si differenzia da Twitter, molto forte sull’aspetto “live”, in quanto amplifica il pre e il post di un evento.

  • Social Tv, i talent show continuano a dominare

    Social Tv, i talent show continuano a dominare

    Ormai da settimane va avanti il dominio dei talent show per quanto riguarda la Social Tv e i dati Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager, ce lo confermano. Nella settimana 17-23 maggio infatti The Voice è primo su Twitter e Amici è primo su Facebook tra i programmi più seguiti

    Continua il dominio dei talent show per quanto concerne la settimana 17-23 Maggio sulla Social Tv. The Voice e Amici consolidano il loro primato, rispettivamente, su Twitter e su Facebook. Questo secondo quanto rilevato da Audisocial Tv®, l’osservatorio permanente di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web.

    Su Twitter “The Voice” (Rai 2) è il più twittato della settimana con il 33,4% dei tweet totali sui programmi monitorati, seguito da “Report” (Rai 3) che registra l’8,5 % dei tweet. Al terzo posto “Piazza Pulita’” (La 7) con il 7,6%, poi “Ballarò” (Rai3) con il 6,8%, “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) e “Servizio Pubblico” (6,2%).

    AudiSocialTv-Twitter-Hashtag-17-23mag-2013-Reputation-Manager

    Su Facebook, “Amici di Maria De Fillipi” (Canale 5) è al primo posto nella classifica Active Fan con 5.664 fan attivi che hanno prodotto 10.084 post e commenti sulla fan page ufficiale del programma. Al secondo posto troviamo “Le Iene” (Italia 1) con 3701 fan attivi e 4.697 post e commenti seguito al terzo posto da “The Voice” (Rai 2) con 1.347 fan attivi e 6.306 post commenti dei fan. Al quarto posto segue “Servizio Pubblico” (La 7) con 2.534 fan attivi e 1.953 commenti e al quinto “Report” (Rai 3) con 1.226 fan attivi e 1.813 commenti.

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    Nella classifica Reaction, che misura il livello di reattività dei fan ai post pubblicati sulla fan page, al primo posto c’è ancora “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) con 244.946 like like, davanti a “Le Iene” (Italia 1) al secondo posto con 111.136  like e “The Voice” (Rai 2) in terza posizione con 32.808 like. “Report” (Rai 3) è al quarto posto con 19.424 like, davanti a “Servizio Pubblico” (La 7) al quinto con 15.887 like e “La prova del cuoco” (Rai 3) al sesto con 12.022 like.

    AudiSocialTv-Facebook-Reaction-17-23mag-2013-Reputation-Manager

    Nella classifica Action, calcolata sul numero di post pubblicati dagli amministratori delle pagine, “The Voice” (Rai 2) questa settimana è il programma più attivo con 115 post della redazione, seguito da “Servizio Pubblico” (La 7) al secondo posto con 103  post e da “Amici di Maria De Filippi” (Canale 5) e Agorà (Rai 3) a parimerito al terzo con 86 post.

    Il post che ha ricevuto il numero più alto di like (34.530), condivisioni (2.254) e commenti (1.888) è sulla fan page de “Le Iene” (Italia 1): “L’onestà paga. Grazie per i tanti messaggi di complimenti e di auguri per la nuova avventura lavorativa di Balal, nella foto con il nostro Angelo DURO e Iaia, la ragazza che gli ha offerto il lavoro dopo aver visto il nostro servizio della settimana scorsa. https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10151667287905530&id=48166220529

  • Penelope, da stasera parola ai #FornelliCreativi

    Penelope, da stasera parola ai #FornelliCreativi

    Penelope continua a tessere i fili della Rete e questa settimana l’argomento è dedicato ai #FornelliCreativi d’Italia. Ormai il food e la rete hanno trovato il loro modo di combinarsi dando vita a tanti progetti che la trasmissione di Giampaolo Colletti cercherà di scoprire a partire da stasera in Penelope Live, alle ore 22 su Rai.tv, e poi da domani fino a venerdì, sempre dalle 22, su Penelope Storie

    Nuova settimana di Penelope, in onda stasera con Penelope Live alle ore 22 su Rai.tv e da domani fino a venerdì con Penelope Storie, il nuovo programma di Giampaolo Colletti che tesse i fili della rete alla scoperta dei #FornelliCreativi d’Italia. Un viaggio alla scoperta di come il food e la rete hanno trovato il loro modo di abbinarsi al meglio sfornando progetti sempre più ghiotti e ricette sempre più stuzzicanti.

    Ricette che preservano la tradizione ma anche che si reinventano, in un mix inarrestabile di contaminazioni. La rete tesse i suoi fili in cucina, tra fusion, etnico, metropolitano, finger-food e molto altro. Con un occhio attento allo #zerospreco. Secondo una ricerca condotta da Reputation Manager, che ha creato un osservatorio dei foodblogger italiani, i contenuti presenti su queste pagine sono tra i più apprezzati e condivisi. Il 68% dei fan su FB esprime il suo gradimento delle ricette con un like e ben il 34% scrive un post o un commento. Su Twitter una media di 3.500 persone segue un foodblogger.

    #penelope

    Penelope allora vuole raccontare il cambiamento che è avvenuto tra i fornelli grazie alla rete.

    Ospiti di stasera Sonia Peronaci, Catena Fiorello, Lisa Casali, Fabio Picchi, Andrea Segrè e anche promotori di progetti interessanti come Nudo & Crudo che abbiamo avuto già modo di conoscere durante il #FoodTTT qui a Bologna. Tutta la puntata verrà commentata sulla social tv dalle migliori e dai migliori foodblogger e influencer della rete.

    Puntata e settimana da non perdere e non dimenticate gli hashtag #penelope #fornellicreativi per commentare e intervenire sull’argomento.

  • Gli Adolescenti sui Social Media preferiscono Twitter

    Gli Adolescenti sui Social Media preferiscono Twitter

    Adolescenti e Social media, un argomento interessante soprattutto se lo si guarda in relazione al tema della Privacy. Lo studio che Pew Research Center ci offre un quadro chiaro su come i ragazzi tra i 12 e i 17 anni usano i Social Media. E il dato più rilevante è che molti preferiscono Twitter a Facebook

    Quando si parla di Adolescenti e Social Media è fondamentale approcciare all’argomento dal punto di vista della Privacy, vista proprio la giovane età degli utenti che si vuole considerare. E’ vero che i Social Media sono ormai entrati nella vita di tutti i giorni e stiamo parlando di una fascia di età molto più aperta alle nuove tecnologie. Ma il tema della Privacy in questo contesto si fa più forte, allo scopo di proteggere proprio questi giovani utenti. Allora lo studio di Pew Research Center, uno dei più autorevoli istituti di analisi dei fenomeni legati alla rete e non solo, dal titolo “Teens, Social Media, and Privacy“, ci da spunti interessati su cui riflettere e anche dati aggiornati. Su tutti, c’è da rilevare che il sondaggio rileva che molti teen-agers stanno cominciando a preferire Twitter a Facebook. Altro dato interessante è che è vero che gli adolescenti condividono molto di quello che li riguarda, ma cominciano a difendere quella che è la loro reputazione online.

    Come dicevamo, dato rilevante su tutti è questo: il 94% degli adolescenti intervistati dice di avere e di gestire il suo profilo su Facebook, ma, rispetto al 2011 aumenta più del doppio il numero di utenti giovanissimi che usano Twitter, passando dall’12 al 26%. E leggendo gli estratti delle interviste fatte ai giovani si capisce che questa migrazione è motivata dal fatto che su Facebook ci sono troppi adulti e di essere stanchi di leggere delle angosce adolescenziali oppure di leggere cosa l’amico di quell’altro ha mangiato per cena. Insomma, rispetto alle ultime argomentazioni, non hanno tutti i torti, ma questo è un altro discorso.

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    Sempre rimanendo su Twitter, il 64% dei teen-agers intervistati dice che i loro tweets sono pubblici e che chiunque può leggerli, il 24% dice che i loro tweets sono privati, mentre il 12% sostiene di non essere a conoscenza se i loro tweets sono pubblici o privati.

    Ora a vedere questi dati, sembra che i giovanissimi vogliano si condividere ma provare anche piattaforme che siano in linea con i loro gusti ed esigenze. In questo, in maniera generale, si spiega questa “migrazione” da Facebook verso Twitter, cioè nel tentativo di provare a condividere sperimentando anche canali diversi. Infatti, cresce l’utilizzo tra i giovanissimi di Instagram e Tumblr. Proprio questa piattaforma, di recente acquistata da Yahoo! per la cifra si 1,1 miliardi di dollari, ha il suo punto di forza proprio sugli utenti giovani.

    Ma altro dato interessante che emerge da questo studio è che i giovani cominciano a prendere sempre più coscienza del tema della Privacy. Il 90% degli utenti tra 12-17 anni condivide foto di sè stessi, erano il 79% nel 2006; il 70% rivela la città o il paese in cui vive, erano il 60% nel 2006; il 20% rende pubblico il numero del proprio cellulare, erano il 2% nel 2006. Ma nonostante questi dati, il 60% dei giovani utenti intervistati sostiene di cominciare ad avere più attenzione sulle cose che pubblicano, cancellando o correggendo contenuti. E poco più del 50% dei ragazzi intervistati sostiene di cominciare a cancellare commenti o contenuti poco graditi pubblicati da altri sul proprio profilo.

    Sono dati che certamente ci dimostrano maggiore attenzione verso la Privacy da parte degli utenti giovanissimi e questo può far solo ben sperare. Certo, è difficile propendere per una soluzione che sia coercitiva o di proibizione dell’uso dei Social Media, ormai sono canali che fanno parte della nostra vita quotidiana, ma certamente avere attenzione, soprattutto da parte dei giovanissimi utenti, è sempre una buona norma.

    Allora che ne pensate di questi dati? Commentate e raccontateci la vostra opinione.

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  • Vip, Webstar e Aziende: intervista a Stefano Chiarazzo

    Vip, Webstar e Aziende: intervista a Stefano Chiarazzo

    Intervista a Stefano Chiarazzo, @pubblicodelirio, che ha pubblicato di recente pubblicato un libro davvero interessante, “Manuale per Vip Su Twitter. Guida utile e ironica per celebrità e non!”. Dalla lettura del testo e dai cinguettii di Jovanotti, Selvaggia Lucarelli, Vasco Rossi e i Sud Sound System abbiamo evidenziato due aspetti che riguardano l’Ascolto e l’Uso professionale dello strumento. Ma leggiamo tutta l’intervista

    Stefano Chiarazzo, aka @pubblicodelirio su Twitter, voce sagace di pubblicodelirio.com il blog dal quale non fa sconti ai “modus operandi” dei vip nostrani in reteDall’esperienza dell’osservatorio social vip è nato un libro ilManuale per Vip Su Twitter. Guida utile e ironica per celebrità e non!“, un’e-book sarcastico e costruttivo che, osservando le vite digitali degli account cinguettanti di Jovanotti, Selvaggia Lucarelli, Vasco Rossi e i Sud Sound System (tra i più virtuosi), evidenzia in maniera chiara e sintetica, due tra gli aspetti a nostro avviso più importanti della comunicazione in rete:

    • Prima di partire ed in corso d’opera è fondamentale monitorare ciò che il nostro pubblico dice su di noi, sul nostro brand o sul nostro prodotto, nel bene e nel male. L’ascolto è quanto di più vicino al successo di una strategia di comunicazione online. 
    • L’approccio più equilibrato risulta essere quello che mette in relazione l’uso personale di Twitter, come anche di altri strumenti social, con l’uso professionale dello stesso account gestito e/o supportato da uno staff che sia a stretto contatto con l’artista, il personaggio, il brand e/o il prodotto.

    L’esempio di Jovanotti ci è sembrato quello più utile alle aziende italiane che necessitano da un lato, di ampliare la propria presenza in rete aprendosi ad una maggiore comunicazione presso il proprio pubblico, dall’altro di realizzare tale comunicazione in maniera professionale eliminando i timori relativi alla sovraesposizione ed accrescendo strada facendo il know-how aziendale in termini di comunicazione digitale.

    stefano-chiarazzo-manuale-twitter-vip

    Gli esempi sono quindi ciò che da secoli influenza maggiormente l’apprendimento, ben venga allora questo Manuale che possa essere da esempio ai Vip ma, soprattutto, ai tanti titolari d’azienda che con un’approccio “gossipparo” possano trarre le proprie conclusioni divertendosi.

    A tal proposito abbiamo chiesto a Stefano:

    Sul tuo blog si legge che hai iniziato nel 2009 informando su curiosità e fatti bizzarri della società contemporanea, fino poi a trasformare la tua comunicazione in un’osservatorio social sui vip nostrani. Secondo te questa tua curiosità ed attitudine, divenuta ormai un’attività professionale, è in qualche modo interprete di un’evoluzione del gossip in chiave 2.0?

    I social network hanno permesso ai fan e alla stampa un più facile accesso alla vita professionale e personale dei Vip. Proprio per questo sono sempre di più le testate sia online che offline che ospitano rubriche fisse di “gossip 2.0”. Da parte di alcuni giornalisti si è sviluppata una vera e propria ossessione nell’intercettare e rimbalzare in real time con i loro articoli le ultime “dichiarazioni” dagli account ufficiali. Non importa se sia una foto in discoteca o uno scoop da prima pagina, quel che conta è arrivare primi e alleviare la sete di gossip degli italiani. Con il mio Osservatorio Social Vip ho voluto spostare il focus dalla “notizia” allo “strumento”, studiando numeri e comportamenti dei personaggi famosi italiani come fenomeno di costume e comunicazione. Come ho avuto modo di raccontare in modo più ampio nel libro emergono profili vip molto diversi, e a dir poco curiosi!

    Tornando alla tematica di approccio “aziendale” ai social network, quale dei consigli inseriti nel manuale o degli esempi citati ti senti di raccomandare maggiormente alle aziende italiane in questo momento?

    Innanzi tutto pensare seriamente “se” iniziare a comunicare attraverso i social network. Esserci vuol dire stare al passo coi tempi e avvalersi di piattaforme molto potenti per avviare relazioni continuative con i propri pubblici, e proprio per questo richiede adeguati investimenti, costanza e il supporto di un team professionale sia creativo che di PR, interno o esterno che sia. Una volta deciso in modo più che consapevole di imbarcarsi nell’impresa ritengo fondamentale partire con una chiara strategia che permetta di sviluppare contenuti in linea con il posizionamento della marca e, soprattutto, rilevanti per la propria audience potenziale. Bisogna inoltre sin da subito predisporsi umilmente all’ascolto, e aprirsi di conseguenza ad un dialogo costruttivo.

    Nel tuo libro si intravede una sorta di dualismo tra mondi molto simili: quello di chi è famoso fuori dal web e che nel web trova o può trovare ulteriore consacrazione, e quello di chi è un webstar. Per la tua esperienza in fatto di “Vip Behavior” queste webstar possono in qualche modo fare da guida alle “pop star” e non è forse il caso che queste ultime diano qualche “tips&Tricks” alle webstar su, ad esempio, come stare in tv?

    Quello che vedo è un trend diametralmente opposto. Se da un lato i vip faticano a scendere dal piedistallo a cui sono abituati grazie ai media tradizionali, dall’altro bastano 10.000 views di un video o 1.000 share di un blogpost a far dimenticare alle webstar la vocazione democratica della rete (la parola “web-STAR” effettivamente dice tutto). Per questo i comportamenti degli uni e degli altri tendono a convergere negli aspetti più negativi, ad esempio non rispondere o rispondere acidamente a chi ha un numero di follower eccessivamente basso.
    Sicuramente chi deve la propria fama ad un ampio apprezzamento online può insegnare molto ai vip in termini di linguaggio, creazione di contenuto e modalità di interazione. Al contrario, alcuni vip sono maestri di professionalità, e potrebbero aiutare con il loro esempio e esperienza a fare il grande salto. Ad oggi infatti, sono pochissime le “webstar” che hanno avuto successo in TV, e tutte hanno conservato immagine, linguaggio e contenuti comunque di nicchia.

    Grazie mille a Stefano Chiarazzo per le sue sagaci risposte.
    Chiudiamo con una domanda a tutti voi: tu ti senti più Jovanotti o Selvaggia Lucarelli e perché?

  • Banche e Social Media in Italia, ecco il rapporto Social Minds

    Banche e Social Media in Italia, ecco il rapporto Social Minds

    Banche e Social Media in che rapporto stanno in Italia? Qualche mese fa vi avevamo segnalato l’interessante progetto di DML, “Social Minds”, una ricerca con l’obiettivo di indagare come le aziende italiane usano i Social Media. Oggi siamo in grado di presentarvi primi i risultati relativi alla ricerca stessa

    Banche e Social Media, un rapporto fino ad oggi poco indagato, o comunque non in maniera approfondita, nel panorama italiano. La ricerca, composta da 6 parti (panel, sondaggio, analisi, interviste, conversazioni, analytics) di Social Minds, il progetto lanciato da DML con l’obiettivo di analizzare lo stato dei Social Media nelle aziende italiane, ci offre un quadro completo su come in realtà il settore bancario utilizza i Social Media. E prima di vedere insieme i risultati, possiamo dire come premessa che nonostante oltre la metà delle banche partecipanti all’indagine utilizzi questi nuovi strumenti di comunicazione digitale, ebbene il 30% di esse afferma che dal punto di vista organizzativo la gestione di questi canali sia ancora da sviluppare oppure sia totalmente gestita in esterno. Questo è il dato che secondo noi, e lo sottolinea bene anche il White Paper che accompagna l’uscita di questi risultati, è il dato più rilevante. Quello che ci dimostra che in effetti molto resta da fare. Ma passiamo adesso a vedere un po’ di numeri.

    L’indagine ha preso in considerazione un campione di 45 banche (12 Spa o Popolari, 20 Bcc e 12 “Socialmente Attive”), analizzando uno ad uno gli ambienti social aperti e le tipologie di contenuti veicolati attraverso una mappatura della varietà di attività e progetti social, e dando quindi un quadro dei diversi livelli di strategie (più o meno evolute) adottate dalle banche. Insieme a questa fase descrittiva sono state realizzate 15 interviste in profondità a manager (7 Banche Spa-Popolari, 3 Bcc e 5 Banche dirette-online) che si occupano in prima linea di decisioni strategiche e operative sull’attività condotte attraverso i social.

    Alla fase qualitativa di analisi è stata affiancato un CAWI online al quale hanno partecipato 80 soggetti (su autocandidatura), operanti in Banche Spa (52%), Banche dirette/online/multicanale (20%) e Bcc (13%), e afferenti soprattutto all’area Marketing e Pubblicità (33%), Comunicazione e Affari Istituzionali (18%). Dal sondaggio dunque emerge che oltre la metà delle banche partecipanti ha costituito un team di soggetti specificatamente dedicati alla gestione dei social media con (per il 24%) o senza (per il 43%) il supporto di agenzie esterne. E come dicevamo prima, la fase organizzativa per un terzo delle banche che hanno risposto risulta ancora carente, se non gestita in esterno.

    Canali di comunicazione utilizzati

    Ma quali sono i principali canali di comunicazione che le banche utilizzano per interagire con i loro clienti e prospects? Tra i principali strumenti per comunicare,

    • le Banche Popolari indicano un maggior uso di canali tradizionali (TV, stampa, etc., 38%);
    • Newsletter e Forum di settore sono canali prediletti in particolare dalle Banche Spa (rispettivamente il 63% e il 23%);
    • mentre sono le banche dirette/online/multicanale a dichiarare una maggiore (inevitabile) propensione all’utilizzo di social media quali Blog (50%) e Social network (93%).

    Incuriosisce l’ultimo punto, cioè tra le banche dirette, quelle che operano soprattutto online, solo per la metà di esse utilizza i blog per comunicare, mentre quasi la totalità, abbastanza ovvio, usa i social network. Dal nostro punto di vista, ci piace sottolineare che il blog è un eccellente strumento per produrre contenuti sui quali approfondire. In questa ottica i canali social possono aiutarci a diffondere meglio il nostro contenuto  a raggiungere anche pubblici diversi che possono trovare interesse per quell’argomento, con la finalità di approfondire e ovviamente dare tutte le informazioni che l’utente necessita.

    Alcune curiosità che vi segnaliamo, sulla base di questi primi risultati e ne vedete alcuni estratti qui in basso, è che quasi tutte le Banche utilizzano Facebook e Twitter, mentre il canale meno utilizzato è sicuramente Google+ e anche quelle poche banche che hanno aperto un account ne fanno un uso molto scarso. Lo stesso si può dire anche dei primi due, ma in misura sensibilmente inferiore. Alcune banche utilizzano anche altri canali come Pinterest (1) Flickr e anche forum.

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    Le banche che vedete in questi screenshots sono quelle che effettivamente nel periodo di monitoraggio hanno dimostrato una certa vitalità sul web, mentre ve ne sono tante altre non hanno mostrato alcuna attività.

    Analisi delle conversazioni

    La ricerca Social Minds unisce tecniche tradizionali di indagine, con strumenti digitali per l’analisi e misurazione dei Social media, tra cui l’analisi delle conversazioni sui temi inerenti al banking, operata con il supporto tecnologico di Reputation Manager. Nel quadrimestre tra dicembre 2012 e marzo 2013 sono state categorizzate 774 conversazioni:

    • il 56% delle rilevazioni si concentrano su «Linee Prodotti», di cui va sottolineata la predominanza di discussioni a carattere neutro (richieste di informazioni, consigli, consulenze tra utenti sui prodotti;
    • il 28% delle conversazioni analizzate ruota intorno ai «Servizi Bancari», di cui quasi la metà emerge con tonalità negativa (soprattutto relative a storie personali e customer satisfaction);
    • il 15% delle conversazioni osservate si riferisce ai «Brand» bancari (ossia si focalizzano sulle banche in generale o su qualche brand in particolare) e sono quasi equamente tripartite tra positive, negative e neutre, anche se si evince un sentiment negativo per quanto riguarda l’aspetto dell’immagine (nel quale rientrano i concetti di trasparenza, fiducia, innovazione).

    Un secondo White Paper verrà diffuso entro la metà di Giugno 2013 e riguarderà analisi delle conversazioni, metriche e KPI associate alla.

    La ricerca completa invece sarà presentata l’11 luglio in un convegno a Milano alle 10 al Palazzo Stelline (Sala Leonardo). Acquistabili online dopo l’evento di presentazione quattro diverse tipologie di Report di Ricerca complessivo.

  • trivago WorldTrip su Facebook per girare il mondo in 80 giorni

    trivago WorldTrip su Facebook per girare il mondo in 80 giorni

    trivago è il più grande motore di ricerca online e lancia un nuovo concorso che permetterà a due viaggiatori fortunati di girare il mondo in 80 giorni. Si chiama WorldTrip e parte oggi su Facebook. Per provare a vincere avete tempo fino al 1° giugno 2013

    trivago, il più grande motore di ricerca hotel al mondo, darà la possibilità a due fortunati viaggiatori e rispettivi compagni di viaggio di girare il mondo in 80 giorni.  Un’esperienza di viaggio indimenticabile che tutti noi, almeno una volta nella vita tutti sognano di compiere, per un valore stimato attorno ai 32,000€* per singolo viaggio premio. Per partecipare al concorso e tentare la sorte, basta semplicemente cliccare suEnter now’ nella pagina del concorso http://worldtrip.trivago.com. Sarà chiesto a tutti i partecipanti di invitare i propri amici per aumentare le possibilità di vincita.  Infatti, se uno degli amici invitati accetta l’invito e vince il WorldTrip, anche colui che l’ha invitato aumenterà le possibilità di vincere un altro giro del mondo. In questo modo, il giro del mondo sarà un’esperienza condivisa di gruppo (il video che vedete in copertina è il trailer ufficiale) che i vincitori potranno decidere di percorrere insieme oppure separatamente.

    trivago-world-trip-cities-map

    I vincitori del trivago WorldTrip e i loro compagni di viaggio, per un totale di 4 viaggiatori, vinceranno un volo intorno al mondo in queste 10 destinazioni: Londra, Roma, Barcellona, Panama City, Las Vegas, Bangkok, Beruwala, Dubai, Sharm el-Sheikh e Marrakech, avranno quindi la possibilità di esplorare Inghilterra, Italia, Spagna, Panama, Nevada, Thailandia, Stri Lanka, gli Emirati Arabi, Egitto e Marocco. In più, ogni coppia di viaggiatori riceverà 100 euro extra di spese viaggio al giorno  (50€ a testa) così come un soggiorno di 7 notti con colazione inclusa, in location e strutture di grande fascino e lusso, come:

    Per seguire tutti gli aggiornamenti, fai ‘Like’ su Facebook e segui @trivago_it su Twitter, all’hashtag #trivagoWorldTrip.

    Termini & Condizioni

    Il concorso si chiude il 1° Giugno, 2013 alle ore 23:59. I vincitori del trivago WorldTrip verranno contattati via e-mail e annunciate su Facebook entro 2 settimane dalla fine della gara. Tutti i viaggi assegnati dovranno essere completati entro il 31 Dicembre 2013. Maggiori informazioni su termini e condizioni per partecipare alla gara li trovate qui.

    * L’importo di 32,000€ a viaggio si intende in euro, in dollari l’importo potrebbe subire variazioni dovute al tasso di cambio.

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