Tag: social media

  • La Sicurezza nei Social Media [Intervista]

    La Sicurezza nei Social Media [Intervista]

    Parliamo spesso di quanto sia importante per le aziende cogliere le opportunità che offrono i Social Media. Non solo bisogna saperci stare, e non solo esserci, ma bisogna anche avere ben presente quali siano i rischi. Ne abbiamo discusso con Mauro Alovisio e Andrea Zapparoli Manzoni, co-autori de “La sicurezza nei social media”, un interessante documento prodotto da Oracle Community for Security

    “La nostra posizione è univoca: raccomandiamo fortemente alle imprese italiane, in particolare quelle del Made in Italy, di usare i social network, in quanto essi rappresentano una reale opportunità, ma di farlo in modo intelligente e informato”. Questo è quello che si legge nella presentazione di “La sicurezza nei social media”, un interessante documento prodotto da Oracle Community for Security, interdisciplinare ed edito creative commons, scaricabile gratuitamente all’indirizzo http://social.clusit.it/views/Social/Homepage.html, che vuole puntare l’attenzione sulla sicurezza, tanto più minata quanto più le aziende, e non solo, si affacciano sui social network. Il lavoro non mette in evidenza soltanto i rischi con l’intento di far acquisire quella consapevolezza che ciascuno dovrebbe avere affacciandosi in Rete, ma fornisce dei consigli pratici per la tutela propria e dell’azienda dal punto di vista legale e informatico. Abbiamo posto qualche domanda a due dei coautori del documento: l’avvocato Mauro Alovisio per la parte giuridica e Andrea Zapparoli Manzoni per la parte informatica.

    Qual è la raccomandazione inerente la sicurezza più disattesa dalle aziende e perché?

    Nella nostra esperienza gli errori più comuni e con il più alto tasso di rischio compiuti dalle aziende sui Social sono (in ordine di frequenza):

    1. non preoccuparsi della Net Neutrality, cioè non partecipare ai Social e non tenere sotto controllo la propria identità digitale, rischiando così il Brand Hijacking (che può avere conseguenze molto gravi, trattandosi di PMI e micro-imprese)
    2. non affidarsi a professionisti. Il fai-da-te, che purtroppo è estremamente diffuso soprattutto in ambito PMI, è quasi una garanzia che si subiranno incidenti. Non mi riferisco solo alla necessità di avvalersi di esperti di Social marketing (che anzi spesso sono più “spericolati” dei loro committenti!), ma anche e soprattutto ad altre figure che dovrebbero concorrere nel supportare un’azienda che utilizzi i Social (a qualsiasi titolo), in particolare legali ed esperti di ICT Security. 
    3. gestire gli account social tramite una macchina utilizzata anche per altri fini (come ad esempio amministrativi, di segreteria o per utilizzi personali del titolare). Questo comportamento è decisamente poco “igienico”, dal momento che espone l’intera organizzazione ad ogni sorta di attacco e compromissione (antivirus e firewall sono praticamente inefficaci, ed anche un eventuale sistema di web content filtering ormai serve a poco). Porto un caso successo di recente: un’azienda mi ha contattato per un attacco veicolato via social, a causa del quale ha perso tutti i propri dati amministrativi (inclusi i backup) in quanto cifrati dai cybercriminali, che ora chiedono 50mila dollari per “liberarli”. Dal momento però che la gang in questione è appena stata sgominata dall’Europol, l’azienda non può nemmeno pagare il riscatto e sono impossibilitati a lavorare.
    4. non moderare la conversazione (o comunque non farlo in real-time). Mi rendo conto che, per volumi di conversation medio-alti si tratta di costi non indifferenti, d’altra parte è l’unico sistema che garantisce un buon livello di sicurezza (sia informatica, relativamente a dati ed infrastruttura, che degli asset immateriali come la reputazione) e che consente di ridurre al massimo l’impatto degli incidenti di data leakage.
    5. esporre i propri clienti, utenti, followers, partners ad attacchi a causa della mancata gestione dei rischi che conseguono dai punti 1-4 (il che configura scenari di liability).

    Perchè le aziende compiono questi errori?

    Dal lato della domanda:

    • errata percezione dei rischi / mancanza di awareness
    • mancanza di un budget dedicato (anche in base all’idea balzana secondo la quale Internet, ed i Social in particolare, sono “gratuiti”)

    Dal lato dell’offerta:

    • scarsità (almeno fino ad oggi) di soluzioni ad-hoc ritagliate sulle esigenze e sulle disponibilità delle PMI.

    Nella guida si raccomanda la lettura dei Terms Of Service. Ma quanti non “addetti ai lavori” sono in grado di comprenderne il contenuto? Cosa si potrebbe fare secondo te per renderli più comprensibili?

    Le social media policy esterne  ed interne per essere efficaci non devono essere calate dall’alto e  non devono essere strumenti rigidi  ma al contrario  devono essere elaborate con meccanismo bottom up e devono essere condivise dai diversi uffici dell’impresa (comunicazione, marketing, personale, sistemi informativi e non solo da giuristi) anche al fine di accrescere il senso di appartenenza all’organizzazione e la forza del brand.

    Si suggerisce  pertanto una coralità di azione e di competenze aziendali; occorre scrivere poche cose in termini chiari e trasparenti non una serie di noiosi e impraticabili  divieti: l’ottica deve essere di inclusione dei cittadini e dei consumatori, di accrescimento reciproco e di consapevolezza delle potenzialità e dei rischi dello strumento social media utilizzato. Occorre pertanto lavorare per punti  sintetici anche a livello grafico e monitorare il livello di comprensione e di interesse per il  testo.

    Si suggerisce  inoltre testare il grado di chiarezza del testo della social media policy  con alcuni test preliminari  prima della messa on line e verificare anche i profili dell’accessibilità anche dai cellulari.

    Molteplici social media policy presenti on line nelle pagine delle piattaforme trascurano i profili strategici  dell’utilizzo del marchio, logo aziendale e del brand;  il profilo di indicazione di contatti aziendali di prevenzione del contenzioso in materia di diritto d’autore e la presenza delle traduzioni in più lingue.

    Nella redazione della social media policy occorrerebbe conoscere bene il target al quale ci si rivolge,  il piano di comunicazione   dell’impresa dell’azienda e le priorità strategiche  della governance in materia di comunicazione  (es. priorità su questionari on line di gradimento servizi; su lancio di nuovi prodotti, su concorsi a premi, su campagna saldi stagionali etc..).

    Occorre inoltre tenersi costantemente aggiornati sulle condizioni legali di utilizzo dei social media e sulla giurisprudenza evolutiva comparata ad esempio in materia di diritto all’immagine, diritto di autore etc.

    Le social media policy devono inoltre essere aggiornate costantemente; si tratta di un processo di apprendimento continuo sia da parte dell’impresa sia da parte degli utenti.

    sicurezza-e-social-media

    Il logo utilizzato per caratterizzare il documento – frutto della collaborazione di una trentina tra aziende, studi legali, consulenti direzionali e associazioni – è una ciliegia. Perché i social network sono attraenti e apparentemente solo gustosi come le ciliegie. Ma come esse nascondono l’insidia del nocciolo, non solo spiacevole da addentare ma estremamente pericoloso. Soprattutto per chi non ne conosce l’esistenza.

  • Twitter aggiorna le app per Android, iPhone e mobile Web

    Twitter aggiorna le app per Android, iPhone e mobile Web

    Twitter ha rilasciato un nuovo aggiornamento che riguarda le applicazioni per Android, per iPhone e ha anche aggiornato la versione mobile web. E le modifiche più importanti riguardano proprio il sistema operativo mobile Android con la nuova barra di navigazione e con la timeline più larga e alta

    E’ tempo di novità in casa Twitter. Proprio ieri vi avevamo parlato delle nuove Twitter Cards che consentono di inserire anche link per le proprie mobile app, rendendole da subito disponibili per essere scaricate dagli utenti. E, sempre ieri, in serata arriva la notizia dal blog ufficiale di un nuovo aggiornamento dell’applicazione Twitter (4.0) per dispositivi mobili. Un aggiornamento importante che riguarda in special modo Android, ma anche iPhone e la versione mobile web di Twitter.

    Come dicevamo, l’aggiornamento più importante riguarda Android, infatti il nuovo design, molto piacevole, è frutto di un’esperienza di miglioramento dell’applicazione che nasce proprio su Android. Ora si nota una timeline più alta e più larga che riempie lo schermo, una nuova barra di navigazione piatta, è possibile ora passare da una sezione all’altra semplicemente tenendo premuto e scorrendo nella sezione che si desidera. Adesso è visibile il suggerimento dell’account mentre si digita un tweet oppure mentre si sta effettuando una ricerca, una modalità che si rivelerà abbastanza comoda, specie quando si vuole entrare in contatto con qualche amico di cui non ci si ricorda l’account.

    Ma le novità non riguardano solo Android, infatti l’aggiornamento ha riguardato anche Twitter per iPhone e mobile.twitter.com. Tutte e tre le applicazioni per cellulari, come già accade su twitter.com, mostrano ora più contenuto contenuto in Tweets estesi, di cui vi parlavamo a proposito delle nuove Twitter Cards, ossia gallerie fotografiche, applicazioni ed elenchi di prodotti.

    Sarà quindi visibile un nuovo link in basso che sta ad indicare il contenuto dalla cui mobile app è stato condiviso, come ad esempio può essere un check-in su Foursquare. Il link permette di aprire o scaricare direttamente l’app dal Tweet, a meno che non sia già installata. Ad esempio, se si espande un Tweet per visualizzare una foto da Flickr, è possibile toccare il collegamento per aprire la foto in Flickr. Se non avete ancora l’applicazione Flickr sul telefono, potete automaticamente installarla dal Tweet.

    Insomma, come dicevamo prima, è tempo di novità e aggiornamenti in casa Twitter che sta a dimostrare l’impegno a rendere sempre più coinvolgente la navigazione e la condivisione dei contenuti, nonostante i soli 140 caratteri.

    Potete già scaricare gli aggiornamenti per il vostro dispositivo da Google Play o App Store.

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  • Twitter presenta le nuove Cards per Mobile App e Foto Gallery

    Twitter presenta le nuove Cards per Mobile App e Foto Gallery

    Twitter ha modificato le proprie Cards estendendo la possibilità, tra le altre, di poter includere all’interno di esse link che riconducono direttamente alla mobile app, consentendo da subito il download della stessa. Tutto in un solo tweet

    Da oggi le Twitter Cards verranno estese per altri nuovi e interessanti utilizzi. In pratica sarà possibile includere in una Card anche le proprie mobile app, in modo da incentivare in maniera più diretta il download della stessa, oppure accedere direttamente al contenuto che volete promuovere, nel caso in cui l’utente abbia già installato la vostra app. Questa è forse la novità più rilevante delle nuove Twitter Cards che diventano in questo modo molto più creative.

    Ed è facile anche attivarle, basta aggiungere i nuovi markup tags come viene spiegato in questa pagina. Lo abbiamo provato anche noi ed è assolutamente semplice.

    Quello che vedete in alto è un esempio di come sarà la nuova Card nel caso in cui promuovete la vostra app. Nell’esempio vedete una Card di Path, che insieme ad altri ha per prima sperimentato le novità:

    Ma le novità non riguardano solo le Mobile App, infatti ce ne sono altre. Eccole:

    • App: Visualizza informazioni sulla vostra applicazione, compreso il nome app, icona, descrizione e altri dettagli, incluso il prezzo. Basta dare il vostro ID e verranno visualizzate le informazioni dell’applicazione da App Store o Google Play.
    • Prodotto: verranno mostrati i vostri prodotti con un’immagine e una descrizione, massimo di due campi personalizzabili che consentono di visualizzare ulteriori dettagli come il prezzo o valutazioni.
    • Galleria: si potrà rappresentare un album o una raccolta di fotografie tramite l’anteprima della galleria fotografica. Questa modalità di Card è un modo per segnalare all’utente che una nuova galleria è stata condivisa.

    I primi ad usare le nuove Twitter Cards sono stati Delectable, Etsy, Flickr, Foursquare, Gumroad, Jawbone, Path, Rovio Angry Birds, SoundCloud, Storenvy, Wine Library e Vine.

    Come sappiamo, Twitter è uno strumento limitato dall’uso dei fatidici 140 caratteri, ma questa nuova modalità consentirà nuove possibilità per poter inserire più contenuti e diversi tra loro, quindi più coinvolgenti.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter domina nel Mobile Advertising

    Twitter domina nel Mobile Advertising

    eMarketer ha reso noto attraverso un suo studio che Twitter toccherà nel 2014 la cifra di 1 miliardo di dollari di guadagni nel Mobile Advertising, quasi il doppio del 2013 che sono previsti a 583 milioni di dollari. Da questo punto di vista, Twitter domina il Mobile grazie anche al rilascio delle API per le campagne pubblicitarie

    Ormai è certo che Twitter domina, nel senso stretto della parola, il Mobile Advertising. eMarketer ha infatti rilasciato ieri un estratto di una sua ricerca dalla quale viene fuori che Twitter nel 2013 dalla pubblicità sul Mobile guadagnerà 583 milioni di dollari, ma nel 2014 il guadagno sarà ancora più alto, ossia quasi 1 miliardo di dollari. In buona sostanza, il 53% delle entrate pubblicitarie di Twitter provengono dal Mobile. Pensate che solo nel 2011 questo dato era nettamente inferiore. Certamente questo enorme risultato è frutto di una strategia ben ponderata e orientata a “conquistare” il Mobile, vuoi per la crescente presenza dei due diretti competitor, cioè Google e Facebook, e per la “naturale vocazione” della piattaforma stessa che sfrutta ovviamente queste qualità per crescere e fare business.

    eMarketer _twitter mobile advMa non è tutto, perché eMarketer prevede che nel 2015 il miliardo di dollari verrà superato e i guadagni si attesteranno a 1,33 miliardi di dollari. Insomma, pare che Twitter abbia imboccato la strada giusta e come abbiamo già altre volte ricordato, questa strategia può essere la strada che porta alla quotazione in borsa che pare, molto probabilmente, verrà lanciata proprio nel 2014. Se i dati che rilascia eMarketer, come tutti crediamo, vengano confermati, allora con questo vento in poppa lo sbarco a Wall Street non sarà così traumatico.

    eMarketer - Twitter mobile advA contribuire a questo grande risultato è anche il rilascio delle API per l’advertising sulla piattaforma. In pratica gli inserzionisti avranno modo di creare e gestire le proprie campagne pubblicitarie e anche comprarle da terzi. E’ quindi sulla base di questo che si basa la previsione del miliardo di dollari di entrate pubblicitarie nel 2014, il vero punto di svolta.

    eMarketer - Twitter mobile adv marketsSe guardiamo poi da dove arrivano queste entrate, allora notiamo che il mercato Usa al momento è quello più rappresentato  anche se in leggero calo. Era il 90% nel 2012, è l’83% nel 2013 e sarà il 79% nel 2014 e il 76% nel 2015. A questo ribasso si accompagna una crescita negli altri mercati, infatti la quota “non Usa” che era il 10% nel 2012, è del 17% nel 2013 e sarà del 21% nel 2014 e del 24% nel 2015.

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  • Brands & Social Media, analisi del settore Fashion [Infografica]

    Brands & Social Media, analisi del settore Fashion [Infografica]

    Prende il via, con un’analisi del settore Fashion, la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media. Il settore, guidato da Burberry, si caratterizza per una forte comunicazione visuale e un uso dei social media come canali “verticali”, attraverso i quali gli utenti esprimono la loro affezione ai brand

    Avevamo già trattato l’argomento Fashion proprio in relazione ad una ricerca di Reputation Manager che indagava come i grandi brand del settore utilizzassero i social media nella loro comunicazione. E oggi ritorniamo sul tema che aveva riscontrato molto interesse parlandovi di una nuova ricerca, “Fashion – Luxury & Haute Couture“, ad opera dell’Osservatorio Brands & Social Media, realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica che da il via alla seconda edizione di ricerche intese ad analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano. La metodologia è stata arricchita e resa in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico.

    Per questo report sono state selezionate 14 aziende leader di settore a livello internazionale, i cui social media sono stati analizzati nel mese di gennaio 2013.

    Presentiamo con entusiasmo la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media, che si distingue per l’utilizzo di una metodologia arricchita, elaborata ad hoc per questa ricerca integrando il tradizionale approccio quantitativo con uno sguardo qualitativo e che comprende complessivamente oltre 60 indicatori. Durante il 2013 analizzeremo sette nuovi settori. Il primo settore preso in considerazione, “Fashion – Luxury & Haute Couture”, si caratterizza per una presenza intensiva sui social media, in grado di movimentare un vasto bacino di utenti, anche se con ampi margini di potenziamento delle forme di socialità”, spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom.

    Leader della classifica è Burberry, seguito da Dior e Dolce & Gabbana. Il risultato di Burberry deriva dall’uso intensivo dei social media dal punto di vista dei contenuti, incentrati sulle caratteristiche distintive del brand: prodotti di punta, come il trench, o tratti caratterizzanti, come l’inglesità, in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti sulle diverse piattaforme.

    Il settore si avvale ovviamente di strategie globali, con la tendenza a creare profili internazionali che raccolgono utenti da tutto il mondo, e la presenza ridotta di profili localizzati per singole lingue o Paesi.

    Rispetto alle piattaforme utilizzate, Facebook si conferma quella più adottata insieme a YouTube. Questo settore si distingue anche per un’elevata tendenza alla sperimentazione su nuovi social media, come Pinterest e Instagram, e nel mondo delle app.

    Particolarmente rilevante è il ruolo della comunicazione visuale, realizzata sia attraverso piattaforme dedicate (YouTube, Pinterest, Instagram), sia attraverso l’uso frequente di contenuti visivi su Facebook e Twitter. Questa componente visuale si traduce anche nello streaming delle sfilate attraverso piattaforme social dedicate e nell’archiviazione sistematica dei relativi video su YouTube.

    La forma di socialità che emerge dall’analisi è definibile come “verticale”, caratterizzata da elevatissimi tassi di risposta da parte degli utenti che esprimono in modo emotivo l’attaccamento al brand con like o brevi commenti, senza però instaurare un reale flusso di conversazione fra di loro o con il brand.

    L’analisi ha consentito di evidenziare tre stili comunicativi, che interpretano il brand come prodotto, come mito o come lifestyle. Nel primo caso il racconto si focalizza essenzialmente sui prodotti, nel secondo sulle radici culturali e sulla filosofia della maison, mentre nel terzo il brand viene proposto e celebrato attraverso l’evocazione di un certo stile di vita.

    La ricerca sul settore fashion – dichiara Nicolò Michetti, CEO di Digital PR presenta da un lato uno scenario eterogeneo con scelte contenutistiche differenti, incentrate rispettivamente sul prodotto, sul mito della marca e sulla sua storia, o sul lifestyle, e alcune sperimentazioni su nuove piattaforme. Dall’altro lato evidenzia approcci comuni, nell’andare chiaramente nella direzione del visual e del video, o nel mettere alla portata di tutti quelle esperienze che una volta erano appannaggio esclusivo di un selezionato circolo di eletti (le sfilate). L’eccellente risposta da parte degli utenti, che su questo settore dimostrano un particolare attaccamento emotivo a tutti e tre gli elementi contenutistici presentati dai brand, è sicuramente uno stimolo a capitalizzare, approfondire ed esplorare le opportunità in continua evoluzione offerte dai social media.”

    Il prossimo report dell’dell’Osservatorio Brands & Social Media sarà dedicato al Design e la sua pubblicazione è prevista per il mese di aprile 2013. E ovviamente ve ne daremo conto.

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  • Big Data, quali implicazioni per la sicurezza

    Big Data, quali implicazioni per la sicurezza

    A proposito di Big Data, argomento che sta diventando ormai sempre più di uso quotidiano, Akamai propone la sua piattaforma cloud, Akamai Intelligent PlatformTM, che considerando le implicazioni per la sicurezza si dimostra una valida soluzione

    I Big Data hanno ormai invaso il quotidiano: tutti sappiamo cosa sono ma pochi sanno come sfruttarli, analizzarli e gestirli. E soprattutto pochi capiscono perché è importante farlo: le implicazioni che i big data hanno per le aziende sono parecchie, anche in ambito security, come spiega Luca Collacciani, Regional Sales Manager di Akamai.

    Sebbene negli anni l’information security abbia fatto passi da gigante, oggi è necessario analizzare il settore da un punto di vista totalmente nuovo, che privilegi l’analisi dei dati per scindere il traffico legittimo da quello illegittimo. E’ proprio nella creazione di un internet più sicuro, che i Big Data giocano un ruolo di primo piano.

    In questo contesto, si inserisce la Akamai Intelligent PlatformTM, la piattaforma cloud computing più distribuita al mondo, in grado di aggregare una serie di informazioni relative a un determinato indirizzo internet – ad esempio, la velocità di connessione, la location, il tipo di contenuto richiesto – e stabilirne la reputation. I dati hanno dunque un ruolo fondamentale nella determinazione della legittimità di una richiesta e consentono di individuare quali indirizzi IP vanno filtrati, in modo da bloccare il traffico legato agli attacchi prima che l’azienda ne venga colpita.

    I Big Data possono inoltre mostrare il modo in cui virus e traffico malevolo si diffondono. Capire e prevedere l’evoluzione di questi scenari può permettere alle organizzazioni di isolare gli attacchi e distinguerli da altri tipi di disordini, come la recisione di un cavo, evitando così problemi legati al downtime.

    Le informazioni fornite dai Big Data aiutano infine a mantenere il traffico malevolo lontano dai server d’origine delle aziende. In altre parole, consentono alle organizzazioni di combattere una battaglia in prima linea, di ingaggiare uno scontro diretto con l’attaccante senza temporeggiare nelle retrovie come spesso fanno i business online, strategia questa particolarmente rischiosa poichè, spesso, è ormai troppo tardi per respingere l’attacco.

  • In arrivo il Facebook Case History Forum 2013

    In arrivo il Facebook Case History Forum 2013

    Il Social case History Forum lancia un’edizione speciale in attesa della prima edizione targata 2013. Infatti a Milano il prossimo 16 Aprile si terrà il Facebook Case History Forum, un’occasione per toccare con mano i casi di studio che riguardano il social network più grande del web

    In attesa della quarta edizione dell’evento, che si svolgerà il 30 maggio 2013, Social Case History Forum ha strutturato un’edizione speciale in collaborazione con Facebook Italia e con la School of Management del Politecnico di Milano: “Facebook Case History Forum” si concentrerà questa volta sul social media più famoso al mondo. L’evento avrà luogo il 16 aprile 2013 presso la Sala Rogers del Campus Leonardo di via Ampère 2 a Milano a partire dalle ore 9.

    Una delle esigenze che si rilevano quotidianamente lavorando con aziende e agenzie è relativa alla carenza di best practice inerenti il mondo social e Facebook in generale. E ancora di più si percepisce una carenza sulla diffusione di case study italiani”

    Partendo da questo presupposto Lorena Di Stasi ha ideato Social Case History Forum che, con le 3 edizioni del 2012 ha iniziato a colmare questo vuoto presentando oltre 70 case history ad un pubblico di oltre 1000 persone fra responsabili marketing e comunicazione, esperti di social media ed influencer della rete.

    L’agenda della mattinata, dopo un veloce benvenuto, sarà aperta dalla School of Management del Politecnico di Milano con una panoramica, e relative dimensioni del mercato Italia, sull’ecosistema digital con particolare focalizzazione sul social media.

    I Social Network stanno cambiando profondamente lo scenario di Internet e il mondo della pubblicità digitale. In un mercato dei media che – nel suo complesso – ha subito nel 2012 una contrazione del 5%, i ricavi generati dai Social Network sono aumentati del 60%” ha dichiarato Andrea Rangone, Responsabile Scientifico Osservatorio New Media & New Internet School of Management del Politecnico di Milano.

    Successivamente sarà fornito un aggiornamento su dati e trend in ambito consumer.

    Il numero di persone che accoglie i grandi brand nella stretta cerchia delle loro amicizie sui social network è in costante crescita. Nascono così nuove relazioni di prossimità con i prodotti e le aziende, che prevedono l’ascolto, la collaborazione, il gioco, ma anche la loro promozione nella rete da parte dei consumatori stessi” ha anticipato Andrea Giovenali CEO&Founder di Nextplora SpA che presenterà la ricerca.

    Seguirà una tavola rotonda formata dai CEO di alcuni dei principali centri media presenti in Italia che commenteranno, dal loro strategico punto di osservazione, i risultati presentati. Dopo una pausa, verranno quindi presentate le case history delle aziende italiane.

    L’ingresso al pubblico è gratuito su registrazione.

    Per informazioni info@socialcasehistoryforum.com

    http://www.facebookcasehistoryforum.it

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  • Twitter celebra i 7 anni con un video

    Twitter celebra i 7 anni con un video

    Twitter compie 7 anni e per celebrare l’evento realizza un video che racchiude i momenti salienti della sua storia fino ad oggi. Al momento gli utenti attivi sarebbero oltre 200 milioni che Twitter oggi ufficializza. Ma comunque sia, Buon Compleanno Twitter

    Sono passati 7 anni da quando Jack Dorsey, @jack, twittò per la prima volta, “Just setting up my twttr“, e proprio da qui inizia il video celebrativo che Twitter ha realizzato per l’occasione postandolo sul proprio blog ufficiale. E il post si apre con un detto inglese “Keep a thing seven years, and you’ll always find a use for it“, mantieni una cosa per sette anni e troverai sempre un modo per usarla. Come a dire, se si è arrivati a questo punto allora Twitter è pronto per le tante sfide che lo attendono, che non sono poche. A cominciare dall’ipotetica, ma secondo alcuni sempre più concreta, IPO che proietterebbe ancora di più Twitter verso quello che è ormai da un anno a questa parte l’obiettivo numero uno, ossia fare business e monetizzare sulla piattaforma. Abbiamo visto questo cambio di rotta, repentino, proprio riformulando la gestione delle API, rendendole più restrittive e lanciando il chiaro messaggio che tutto adesso avviene direttamente sulla piattaforma. E in questo senso si muove anche il recente rinnovo degli Ads Center.

    twitter-#7years

    Ma veniamo al video. All’interno di esso sono raccontati tutti i momenti più importanti, come dicevamo dal primo tweet del fondatore Jack Dorsey nel 2006, poi l’introduzione dell’hashtag # e del RT (retweet), ma soprattutto Twitter è stato fondamentale per raccontare in questi anni nel raccontare la cronaca e dare vita a hashtag, come #jan25, che hanno caratterizzato un momento storico come la “Primavera Araba“, di cui Twitter è stato sicuramente uno dei principali motori. E poi, sempre dal video, come non ricordare il fondamentale supporto della piattaforma durante il devastante terremoto in Giappone. Ma sono ricordate anche le ultime Olimpiadi di Londra, #london2012, oppure l’ormai celebre foto twittata da Obama a suggellare la rielezione alla Presidenza Usa, “Four more years“, la più twittata della storia. E non poteva mancare Vine, la possibilità di condividere video dal proprio smartphone, finora solo iPhone.

    Insomma è davvero una lunga storia, e Twitter diffonde in questa occasione il numero degli account attivi pari a 200 milioni, anche se dall’ultima release di GlobalWebIndex, sarebbero di più infatti quantificati a 288 milioni.

  • #PoliticsTTT, come la Politica comunica con i Social Media

    #PoliticsTTT, come la Politica comunica con i Social Media

    Nuovo appuntamento del SociaLabTTT che questa volta affronta il tema di come la Politica comunica e utilizza i Social Media. Tanti e interessanti gli ospiti che parteciperanno nelle diverse città collegate contemporaneamente. A Bologna ci saranno Emanuela Zaccone, Giovanni Scrofani, Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro e l’Assessore del Comune di Bologna Matteo Lepore

    Nuovo appuntamento del SocialabTTT, l’associazione che promuove l’uso dei social media proponendo periodicamente incontri di approfondimento con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di questi strumenti di comunicazione digitale e anche di scoprire come nella società in cui viviamo  vengono utilizzati. E questa volta argomento sarà la Politica, “#PoliticsTTT e Comunicazione politica“, il titolo dell’incontro che avverrà in contemporanea sabato 23 Marzo 2013 a partire dalle 18,30, in 6 città diverse, ossia Milano, Genova, Bologna, Roma, Lecce e Corato (Ba).

    Tanti gli ospiti che parteciperanno nelle varie città e tutti importanti. A Bologna si preannuncia un’edizione davvero interessante e imperdibile visti gli ospiti chiamati a raccontarci come la politica sta usando i Social Media per comunicare. Ovvio l’aggancio con la recente campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2013 che ha visto diversi personaggi politici lanciarsi verso Facebook e Twitter con risultati più o meno soddisfacenti per chi cercava di entrare in contatto e per chi cercasse di formularsi un’opinione.

    Ma avremo modo anche, grazie alla presenza dell’Assessore Matteo Lepore, di vedere come la politica intesa come insieme di istituzioni riesce a comunicare coi cittadini. E ovviamente vedremo da vicino il progetto Agenda Digitale realizzato dal Comune di Bologna di cui lo stesso Lepore è stato promotore e sostenitore.

    E allora vediamo chi saranno gli ospiti:

    emanuela-zacconeEmanuela Zaccone – molto conosciuta sul web italiano, esperta di social media, researcher consultant, co-fondatrice e social media strategist di TOK.tv, si occupa di social tv ma sarà un prezioso contributo per il nostro dibattito sui social media e la politica. E’ stata tra le figure che hanno ideato #Italia2013 e #iovotoper, i due hashtag principali che hanno caratterizzato la campagna elettorale su Twitter;

    giovanni-scrofaniGiovanni Scrofani, anche lui molto conosciuto sul web, si definisce un satiro dadaista, è l’ideatore del progetto Gilda35, blog ovviamente dadaista, di satira politica, televisione, social network, web, programmi tv e tendenze del web. La sua satira dallo stile inconfondibile e il suo occhio attento agli argomenti di attualità ne hanno fatto uno dei personaggi più interessanti del web; sarà interessante ascoltare il suo contributo alla discussione;

    matteo-leporeMatteo Lepore,  Assessore al Comune di Bologna, coordinatore di Giunta con deleghe a Relazioni Internazionali della Città, Marketing Urbano, Innovazione e Semplificazione Amministrativa, Progetto Smart City e Agenda Digitale. Si occupa inoltre di molti progetti tutti volti al miglioramento della comunicazione nella pubblica amministrazione. Molto attivo sul web e soprattutto sui social network; la sua sarà la testimonianza di chi vive la politica dal di dentro e cerca, attraverso il web, di instaurare un dialogo diretto con i cittadini;

    PierLuca-SantoroPierluca Santoro, esperto di marketing e blogger. Il suo blog, “ilGiornalaio” è un ottimo punto di riferimento per chi si occupa di marketing, pubblicità, comunicazione e web,  ma anche un luogo in cui anche i non addetti ai lavori trovano analisi dettagliate, dati interessanti e spunti per il proprio lavoro. Profondo conoscitore dei media e di come si stanno muovendo all’interno del mondo digitale. Anche eil suo contributo si preannuncia interessante;

    andrea-nelson-mauroAndrea Nelson Mauro,  sarà presente per parlarci di Spaghetti Open Data, una comunità di normali cittadini con il pallino degli open data, che sostengono saldamente la libera informazione ed l’accesso alle informazioni pubbliche. Ma verrà a parlarci anche di uno de fenomeni che ha animato la campahna elettorale su Twitter, ossia il progetto #TwitAntonio, un’applicazione web nata dalla voglia di mettere in contatto politici e cittadini per instaurare un dialogo fra le due parti;

    Per partecipare registratevi a questo link, selezionando la città e ricordate che ci sarà un aperitivo alla fine della discussione, un modo per fare social networking tra ospiti e partecipanti all’evento. Il costo è di € 10,00.

    Per Bologna, vi invitiamo ad affrettarvi in quanto i posti a disposizione sono davvero pochi!

    L’appuntamento bolognese è alle 18,30 presso l’agenzia di comunicazione Hibo, via Matteotti 21.

    Diretta Streaming: http://enter.it/socialabttt/

    Hashtag ufficiale dell’evento: #PoliticsTTT/BO

    Allora ci vediamo sabato!

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  • Papa Francesco, primo Angelus social e primo tweet

    Papa Francesco, primo Angelus social e primo tweet

    Primo Angelus ieri per Papa Francesco che ha avuto una forte risonanza anche sui Social Media, avvenimento abbastanza insolito trattandosi proprio di un Papa. E in coincidenza con questo evento, Papa Francesco ha twittato per la prima volta da @Pontifex_it

    L’elezione di Papa Francesco è sicuramente uno degli avvenimenti social più seguiti e lo sarà per questo 2013 anche perchè si tratta della prima vera elezione di un pontefice nell’era dei Social Media e quindi la prima dell’era tecnologica per come la stiamo vivendo. La foto che ha fatto il giro del mondo della Nbc, confrontando la Piazza San Pietro in attesa di conoscere il nuovo Papa tra il 2005, quando venne eletto Papa Benedetto XVI, e il 2013, con l’elezione di Papa Francesco, è la chiara dimostrazione di quello che stiamo dicendo.

    elezione-papa-2005-2013

    Papa Francesco ha subito suscitato grande attenzione e curiosità, sia da parte dei fedeli che da parte dei media in generale. Il suo modo molto informale di comunicare, molto vicino al linguaggio dei fedeli che desiderano sentire un papa vicino al loro modo di essere, al loro stato d’animo attuale, molto diverso dal suo predecessore. Ecco, Papa Francesco sa come parlare ai suoi fedeli, e non, e per questo in così pochi giorni ha riscosso un successo enorme. E la prima prova se ne è avuta ieri, con il primo Angelus di fronte ad una piazza gremita di fedeli e lui ha continuato ad essere quello che è, fuori dagli schemi e vicino ai fedeli.

    Ci siamo allora incuriositi e abbiamo monitorato, grazie alla piattaforma Keyhole che Saif Ajani (co-founder) ci permette di usare, notando subito, anche da questo punto di vista, un grande riscontro assolutamente insolito per un Angelus seguito sui social media. Come potete vedere dal grafico in basso, seguendo l’hashtag #Angelus, alle ore 12 si sono registrati ben 1,428 tweets. Per chi mastica di questi numeri forse questo dato significa poco, ma se lo rapportiamo all’evento questo è assolutamente indicativo che l’attenzione verso questo nuovo Papa si registra anche sui Social Media.

    Anche seguendo l’hashtag #PapaFrancesco abbiamo notato un picco significativo proprio alle 12, con ben 2,897 tweets. Facendo una banale somma tra i due hashtag più seguiti, 1,428+2,897, viene fuori un dato altrettanto significativo, ossia 4,325 tweets, un dato molto interessante.

    Altro dato significativo è che per i due hashtag, dal punto di vista demografico, oltre il 60% di coloro che ha twittato sono donne, mente circa il 40% sono uomini. Inoltre, dato che appartiene sempre ai due hashtag, ben il 70% delle persone ha twittato da dispositivi mobili, per lo più iPhone e Android, rispetto al 30 circa che lo ha fatto da desktop. Segno questo che molti lo hanno seguito in tv, twittando dal proprio dispositivo, o anche dalla piazza e ritorniamo quindi all’immagine in alto, con una piazza decisamente più tecnologica.

    Ma diamo adesso un’occhiata, come facciamo sempre in casi simili, di vedere quali sono stati i top tweets della giornata. L’hashtag #PapaFrancesco è quello che ha attratto più condivisioni e vediamo che il più condiviso è stato quello di Rossella Brescia:

    A seguire il tweet di Insopportabile che ne ha piazzati due molto condivisi, ma vi proponiamo quello che ne ha avuto di più:


    Poi troviamo il tweet di Pamela Ferrara:

    Infine, il tweet di Antonio Spadaro:


    I topo tweets con hashtag #Angelus sono stati quello di Roberto Cotroneo:

    Segue quello de L’Osservatore Romano:


    Vi è poi il tweet di Andrea Cabassi:

    E infine quello di Paola Saluzzi che già 15 ore prima non vede l’ora di vedere e sentire Papa Francesco al suo primo Angelus:

    Come ricordavamo all’inizio, ieri si è riattivato l’account twitter del Papa @pontifex_it, l’account aperto con Benedetto XVI, poi reso “vacante” con sue dimissioni. Il primo tweet di Papa Francesco è stato ovviamente molto condiviso:

    Si dice che Papa Francesco non sia molto pratico coi nuovi strumenti di comunicazione e che usi ancora una macchina da scrivere per i suoi discorsi. Ma ha più volte sostenuto e sottolineato il valore del web. In una sua intervista rilasciata al vaticanista Andrea Tornielli, l’allora cardinale Josef Mario Bergoglio sosteneva che la Chiesa Argentina che il digitale fosse uno strumento importante per avvicinare e sensibilizzare nuovi fedeli:

    Cerchiamo di entrare in contatto con le famiglie che non vengono in chiesa. Piuttosto che essere una chiesa che accoglie e riceve, cerchiamo di essere una chiesa che va verso uomini e donne che non si rivolgono a noi, che non ci conoscono o sono indifferenti a noi”

    In queste parole si riflette molto quello che stiamo vedendo in questi giorni, ma cardinal Bergoglio continua dicendo che bisogno fare Messa nelle piazze ma che c’è di più:

    Dobbiamo cercare di raggiungere quelli che sono più lontani, qundi attraverso il Web e attraverso i messaggi brevi (twitter?)

    Sarò pure vero che Papa Francesco non twitterà direttamente, ma siamo sicuri dimostrerà un approccio più aperto verso le vuove tecnologie, come espresso in questo pensiero.

    E voi che ne pensate? Vi piace questo nuovo Papa?

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