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  • Oscars 2013, le previsioni sui Social Media [Infografica]

    Oscars 2013, le previsioni sui Social Media [Infografica]

    Ormai manca davvero poco e sul web, in special modo attraverso i Social Media, si cerca di capire dal buzzing che sta progressivamente aumentando, quali siano le previsioni degli utenti riguardo ai probabili vincitori. A quanto pare, miglior film sarebbe Argo, miglior attore Daniel Day-Lewis e miglior attrice Jennifer Lawrence

    La notte degli Oscars 2013 è ormai vicina e tra qualche ora, quando in Italia sarà quasi l’alba, ricordiamo che la cerimonia inizierà quando da noi saranno le 4 di mattina, finalmente conosceremo i vincitori. Ma nel gioco delle previsioni che stanno coinvolgendo tutti, oggi vogliamo parlarvi di quello che si dice sui social media. E lo facciamo con un interessante sondaggio interattivo online portato avanti da Brandwatch insieme a The Credits i cui risultati sono stati raccolto nell’infografica che vedete in basso. Il sondaggio come vedete è molto articolato e vale la pena di vedere anche la parte interattiva della ricerca, molto accattivante. Ebbene, dal buzzing sui Social Media vengono fuori esiti che se trovassero conferma stasera sarebbero sicuramente sorprendenti.

    Citiamo ad esempio uno dei premi più ambiti e importanti assegnati dall’Academy, ossia l’Oscar per il Miglior Film, Best Picture. In questa edizione i film in lizza sono tutti davvero belli e scegliere è difficile. Lincoln sembrerebbe avere la meglio, ma per gli utenti sui Social Media il Miglior Film sarebbe Argo, il film di Ben Affleck. E a ben vedere, non sarebbe neanche una cattiva idea.

    Anche per l’importante premio come Miglior Regista, Best Director, c’è grande difficoltà. Ma qui gli utenti sui Social Media si sono espressi in linea con i pareri espressi dei critici che vedono Steven Spielberg trionfare per il film Lincoln. Ricordiamo però che Ben Affleck ha vinto, sempre come Miglior Regista, i BAFTA e il Golden Globe 2013.

    Situazione difficile anche per scegliere la Miglio Attrice, Best Actress Leading, dove in lizza ci sono grandi attrici, ma il pubblico sui Social Media è orientato per Jennifer Lawrence per il film, Silver Linings Palybook, Il Lato Positivo. Mentre la critica sembra essersi schierata nel premiare Jessica Chastain per il film Zero Dark Thirty, il film che racconta l’uccisione di Osama Bin Laden, operazione che scattò appunto a mezzanotte e mezza di quella notte.

    Per 13 premi critica e pubblico si sono trovati d’accordo, come per il premio Miglio Attrice Non Protagonista, Anne Hathaway, e per i Miglio Effetti Speciali con Vita di Pi.

    Insomma, sarà interessante vedere chi prevarrà e se i Social Media avranno saputo dimostrare il loro peso. Nell’infografica trovate tutti gli altri premi con i relativi pareri di critica e pubblico. noi proviamo a fare la nostra previsione e vedremo poi se saremo stati in grado di azzeccarli:

    Miglior Film: Lincoln

    Miglior Regia: Steven Spielberg

    Miglior attriceJessica Chastain

    Miglior Attore: Daniel Day Lewis

    Miglior Film Straniero: Amour

    E voi che ne pensate? Quali sono le vostre previsioni?

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  • Ecco quali sono i Fashion Brands più social del web [Infografica]

    Ecco quali sono i Fashion Brands più social del web [Infografica]

    Abbiamo parlato già diverse volte del mondo della Moda e di come questo settore si relazioni col web e i social media. Oggi grazie a Reputation Manager vediamo quali sono i brand della Moda che si distinguono sui social media. Burberry e Dior sono i più seguiti su Facebook e Twitter, ma Louis Vuitton e Chanel sono i più coinvolgenti

    Sono Burberry e Dior i fashion brand più seguiti rispettivamente su Facebook e Twitter, ma i più “coinvolgenti” (coinvolgimento effettivo degli utenti) sono Louis Vuitton e Chanel.

    Questo è quanto emerge dalla classifica Top 10 Fashion Brand on Social Network di Reputation Manager, leader in Italia nell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico, presentata in occasione della settimana della moda di Milano.

    Esaminando il dettaglio della classifica si nota che la fan page di Facebook più seguita è quella di Burberry  (14.781.393 fan totali), seguita da Louis Vuitton (12.744.602 fans) e Dior ( 11.293.101 fans) al terzo posto. Seguono poi Gucci (10.157.152 fans), Chanel (8.560.000 fans) e Calvin Klein (6.510.401 fans).

    Invece su Twitter è Dior l’account con il maggior numero di followers (1.635.240), che precede di poco Burberry con 1.623.854 followers, mentre al terzo posto si piazza Chanel con 1.355.581 followers e al quarto Yves Saint Laurent  con 1.162.527 followers. Più distaccati Gucci con 654.008 followers, Dolce & Gabbana (559.541 followers) e di seguito gli altri.

    Se però si prende in considerazione l’indice di engagement, attraverso il quale Reputation Manager misura il coinvolgimento effettivo degli utenti da parte del brand sulle pagine social, si evince che il marchio più “coinvolgente” su Facebook è Louis Vuitton con una media di 17.488 reazioni degli utenti ad ogni post pubblicato dall’amministratore della pagina, seguito da Burberry (16.197 reazioni per post) e Chanel (15.255 reazioni per post). Dior è al quarto posto (14.603 reazioni per post) e precede Giorgio Armani (6.320 reazioni/post), Gucci (6.093 reazioni/post), Calvin Klein (5.502 reazioni/post) e di seguito gli altri.

    Dalla distribuzione generale dei volumi rilevati – spiega Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager– notiamo che la presenza e l’interazione dei top brand del fashion è molto più focalizzata su Facebook che su Twitter, sia perché l’utilizzo del canale di microblogging da parte delle aziende in generale è più recente, sia perché  i brand devono ancora trovare la formula giusta per stimolare il coinvolgimento dei followers”.

    Su Twitter invece il brand che stimola più di tutti la reazione degli utenti è Chanel con 157 reazioni medie tra retweet e mentions da parte degli utenti su ogni tweet del brand, seguito da Yves Saint Laurent (99 reazioni/tweet)  e Dior (54 reazioni/tweet).  Fuori dal podio Ralph Lauren (18 reazioni/tweet), Gucci  e Calvin Klein  (7 reazioni/tweet), Burberry (6 reazioni/tweet).

    fashion-brand-Infographic

  • Sanremo 2013, la finale vinta da Mengoni e da Twitter

    Sanremo 2013, la finale vinta da Mengoni e da Twitter

    Ed eccoci arrivati all’ultima analisi relativa alla finale del Festival di Sanremo 2013 visto da Twitter. Complessivamente i tweets totali della serata sono stati inferiori alle altre serata. Mengoni vincitore del festival e vincitore anche su Twitter. Top tweets di Spinoza Live, Fatto Quotidiano, Selvaggia Lucarelli, Max Bernardini. Ma vediamo tutti i dati

    E’ stato di sicuro il primo festival “social” della storia di Sanremo. Come abbiamo detto sin dall’inizio, abbiamo seguito tutto il festival, raccogliendo i dati sera per sera, solo per quel che riguardava Twitter, la piattaforma che più di altre si presta meglio per la “social tv” e guardando i dati della finale, ma soprattutto di tutto il festival ci si rende conto che è stato davvero un fenomeno straordinario. In totale, sommando tutti i tweets delle cinque serata, i tweets totali sono stati

    #sanremo2013_totale_reach-impressions

    dove per Reach si intende quante persone sono state raggiunte e per Impressions si intende quante volte i tweets sono stati propagati. Visti così sonno davvero numeri impressionati. In basso il quadro complessivo di tutte le serate, dove la seconda e la quarta fanno segnare il maggior numero di tweets ottenuti.

     

    Ma veniamo alla finale di ieri sera. I tweets complessivi sono stati

    #sanremo1602_impressions-reach

     

    #sanremo1602_tweets

     

    con questa distribuzione tra gli hashtag che abbiamo monitorato sin dalla prima serata: #sanremo (50,5%), #sanremo2013 (41,3%), #sanctusremus (4,8%), poi #sanremo13 (2,2%) e #chesanremochefa (1,2%)

     

    Come dicevamo all’inizio è stato il festival più social della storia, a tal punto che dall’indagine fatta da Blogmeter, di cui vi abbiamo dato conto ieri, su facebook e su twitter era stata azzeccata sia la terna finale che il vincitore, Marco Mengoni. E proprio Mengoni è stato in assoluto l’artista più twittato del festival

     

    E questo invece è il dato riferito solo alla finale di ieri

    #sanremo1602_reach-impressions_mengoni

    E veniamo adesso ai top tweets della serata. Selvaggia Lucarelli con il suo tweet sui Modà prevale anche stavolta, ottenendo il maggior numero di condivisioni:

    Segue quello di Spinoza Live (@itscetty):

    Poi segue quello de Il Fatto Quotidiano (@albertoasquini):

    E’ la volta poi di Max Bernardini, con il suo tweet dedicato a Daniele Silvestri:

    Poi il tweet dell’account ufficiale di Sanremo 2013 che pubblica questa foto di Marco Mengoni:

    Chiude ancora Selvaggia Lucarelli, la più twittata tra i twitteri durante tutto il festival, con il suo tweet per la Balti:

     Ma vediamo anche i top tweets dedicati a Marco Mengoni. Quello che ha ricevuto il maggior numero di condivisioni nella giornata di ieri per il vincitore di Sanremo 2013 è il tweet di Paolo Giordano, giornalista e critico musicale:

    Poi è la volta di nuovo dell’account ufficiale di Sanremo 2013 che pubblica una foto di Mengoni che ride dopo aver visto gli Elio e Le Storie Tese con il loro esilarante travestimento degno di Eddie Murphy ne “Il professore Matto”

    Segue poi Il Fatto Quotidiano (@domeniconaso):

    E infine, e non poteva certo mancare, il tweet di Selvaggia Lucarelli:

    Per la cronaca, anche gli Elio e Le Storie Tese sono stati molto seguiti su Twitter durante questo festival. 14,000 tweets complessivi, di cui 7,250 solo nella serata di ieri con un Reach di 3,612,222 e Impressions 6,701,000.

    7 mila tweets anche per Bianca Balti e su Twitter non sono mancate certo le ironie come:


    E come

    Anche la finale è stata molto seguita dal mobile, 62,9%, contro il 35,1% da desktop:

     

    Si confermano essere le donne più twittere degli uomini, 64% contro il 36%, a conferma del dato che abbiamo registrato durante tutto il festival.

     

    Questa la nuvola degli hashtag:

     

    E, infine, la nuvola delle keywords, dove si nota “bisio”, la performance del comico non ha certo entusiasmato i twitteri che hanno sottolineato come il monologo fosse già stato messo in scena già altre volte. Certamente, a nostro parere, inadeguato :

     

    E così, siamo giunti a questa ultima analisi. Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno seguito in questi giorni, numerosissimi, oltre ogni aspettativa. Ribadiamo che questi dati hanno solo lo scopo di illustrare una parte del fenomeno sui social media, durante un periodo di monitoraggio molto ridotto.

    (Tutte le immagini, dove non fossero grafici dei quali è specificata la fonte, sono prelevate da Keyhole.co che ringraziamo per averci consentito di effettuare queste analisi, così come tutte le altre riferite alle serate del festival)
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  • Il Festival di Sanremo 2013 fa il pieno su Twitter

    Il Festival di Sanremo 2013 fa il pieno su Twitter

    Prima serata ieri del Festival di Sanremo 2013 e come di consueto abbiano provato a vedere come gli utenti lo hanno “twittato” su Twitter. Il picco di tweets più alto si è registrato alla mezzanotte con 34,453 tweets e a twittare di più sono state le donne, 61% contro il 39% degli uomini. Hashtag monitorati #sanctusremus, #sanremo2013, #sanremo, #crozza

    E’ iniziato il Festival di Sanremo 2013 e subito sono iniziate le polemiche, come del resto succede sempre col rischio che si parli di tutto tranne che delle canzoni che vengono messe letteralmente in secondo piano. Polemiche che non sono mancate con l’esibizione di Maurizio Crozza, molto atteso tra l’altro, che è stato contestato da qualche spettatore del pubblico quando ha imitato Berlusconi. Come dirà poi Fabio Fazio, pare si sia trattato di qualcuno che voleva mettersi in mostra, annzi noto per questo, ma è bastato quello per scatenare una girandola di tweets. Infatti, come di consueto, anche quest’anno abbiamo voluto vedere come i Social Media, o meglio, Twitter ha reagito alla prima serata del Festival. 

    #sanctusremus

    #sanctusremus_h24

    #sanctusremus_totale_primaserata

     

     

    Si può tranquillamente dire che il Festival ha fatto il pieno, complessivamente sono stati oltre 40 mila i tweets totali da 21,785 users totali, con il picco più alto che si e toccato alla mezzanotte di 34,453 tweets. Gli hashtag che abbiamo monitorato sono stati #sanctusremus, rislutato essere il più usato per il 49,5% dei tweets, poi #sanremo2013, per il 37,8% dei tweets e poi #sanremo, 12,7%. Abbiamo preso poi in considerazione #crozza, aggregato a #sanremo2013, per vedere quale fosse l’evoluzione. Ebbene questo aggregato ha generato fino al momento in cui scriviamo, 6,776 tweets da 4,638 utenti, con un picco registrato, anche in questo caso alla mezzanotte, di 2,921 tweets. Come potete vedere nel secondo grafico in basso è molto probabile che anche oggi si continui a parlare su Twitter dell’esibizione di Crozza, vista l’ora tarda di ieri.

    #crozza sanremo2013

    #crozza sanremo2013_totale

     

    Questo in basso è il grafico relativo alle percentuali per ogni hashtag monitorato, come dicevamo prima, la metà dei tweets conteneva l’hashtag #sanremo2013.

    #sanctusremus_share voice_totale

     

    E veniamo adesso a vedere quali sono stati i tweets più retwittati. In relazione agli hashtag #sanctusremus, #sanremo2013 e #sanremo quello che ha ottenuto il maggior numero di condivisioni è quello di Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) che ha ottenuto 569 RTs e 166 preferiti

    #sanctusremus_top tweet stanzaselvaggia

    Segue poi quello de il Fatto Quotidiano (@fattoquotidiano) che ha ottenuto 511 RTs e 122 preferiti

    #sanctusremus_top tweet fattoquotidiano

     

    In relazione all’aggregato #crozza il tweet con più condivisioni è sempre quello di Selvaggia Lucarelli che abbiamo visto prima, segue poi quello di Giulia Innocenzi (@giuliainnocenzi) con  532 RTs e 167 preferiti

    #sanctusremus_top tweet giuliainnocenzi

    Come abbiamo già detto, a twittare di più sono state le donne, 61%, mentre gli uomini il 39%

    #sanctusremus_demografico_totale

     

    Interessante notare che poco più di un terzo dei tweets è stato inviato da desktop, 32,8%, mentre il 63,8% da dispositivi mobili con le ripartizioni principali che vedete in basso. La metà di questi ha twittato da iPhone.

    #sanctusremus_sources_totale

     

     

    In basso la nuvola degli hashtag più usati, dove si nota l’evidenza di #sanremo2013, ma ne sono stato usati tanti e diversi. Da notare che il più usato in relazione ai cantanti sono stati quelli di Daniele Silvestri, Mengoni e Gualazzi

    #sanctusremus_hashtag

    Questo invece è relativo alla nuvola delle keywords e si vede che l’esibizione di Toto Cutugno con il coro dell’Armata Rossa ha suscitato molti  commenti. Anche “Maria Nazionale” compare molte volte, in basso il tweet di @franaltomare

    #sanctusremus_keywords

     

    #sanctusremus_nazionale

    Ecco, questo un po’ il quadro complessivo della prima serata del Festival di Sanremo 2013 su Twitter. E voi l’avete seguito? Qual è la vostra impressione?

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  • PoliticAPP, la mobile app per tenersi aggiornati su sondaggi e politici

    PoliticAPP, la mobile app per tenersi aggiornati su sondaggi e politici

    Parte oggi la campagna, curata da LiveXtension, per lanciare PoliticAPP, una mobile app per iPhone, Android e tablet che permette agli utenti di restare aggiornati su sondaggi e personaggi politici anche fino al giorno del voto

    Banner-Facebook-iPhoneLiveXtension, agenzia di marketing e comunicazione di Digital Magics, cura la promozione dell’applicazione PoliticAPP con una campagna social e mobile. PoliticAPP è l’applicazione elaborata dai ricercatori di SWG, realizzata con la collaborazione di Applix Group, disponibile su App Store e Google Play al costo di 9,99€. Rende disponibili su smartphone e tablet, con sistema operativo iOS e Android, sondaggi e dati sulle intenzioni di voto, su partiti e personaggi politici.

    LiveXtension, da sempre attenta alle novità nella comunicazione e ai prodotti innovativi, gestisce la diffusione e la promozione di PoliticAPP sulle applicazioni mobile di Facebook e Twitter e sul network mobile di 4w MarketPlace.

    Il presidio dei social media risulta essenziale per la diffusione della notizia del nuovo prodotto (anche tramite Sponsored Post e Promoted Tweet) e per la diffusione dell’app stessa. Facebook e Twitter in particolare consentono di raggiungere target molto specifici e di indirizzarli direttamente all’App Store e a Google Play, massimizzando l’efficacia e i risultati della comunicazione. I primi dati sui download dell’applicazione nei primi giorni di campagna confermano già la strategia scelta, con oltre 1000 download dopo il weekend del lancio.

    PoliticAPP è da considerare un prodotto unico nel suo genere sia per la ricchezza delle informazioni sia per il fatto che per la prima volta in Italia le intenzioni di voto verranno rese note anche nei 15 giorni di blackout pre-elettorale, anche se solo per un limitato pubblico pagante. PoliticApp, in continuo aggiornamento sui risultati delle rilevazioni demoscopiche anche nei fatidici ultimi 15 giorni precedenti le elezioni, è suddivisa in 5 sezioni:

    • l’orientamento dell’opinione pubblica rispetto al “fatto del giorno”;
    • le intenzioni di voto riferite a Camera, Senato e singole regioni;
    • gli orientamenti degli italiani sull’agenda politica nazionale;
    • fiducia e appeal di candidati e partiti in base a parametri di attualità e costume;
    • una sintesi in quattro numeri-chiave dell’orientamento dell’opinione pubblica sui principali temi socio-economici del Paese.

    Insomma, per tenersi veramente aggiornati su tutto ciò che riguarda questa campagna elettorale, questa app è il modo giusto per farlo avendo tutte le informazioni che servono a portata di smartphone

  • Buzz e Astroturfing, le pratiche oscure del Social Media

    Ormai i brand hanno ben compreso il potenziale dei Social Media e l’importanza di usare questi potenti strumenti per la comunicazione digitale. Ma bisogna fare attenzione, perché di fianco a pratiche “lecite”, che si usano per “fare rumore”, ne esistono altre un po’ meno lecite che possono provocare effetti non proprio positivi. Vediamo quali sono

    La pratica più diffusa oggigiorno prima di fare un acquisto, è quello di effettuare una ricerca sulla rete per vedere cosa la gente, comune o autorevole, ne possano pensare a riguardo. Negli ultimi anni, le aziende l’hanno capito e si sono sempre più avvicinate allo strumento del “word wide web” per tentare di piegarlo alle proprie necessità di marketing.

    Nulla di male in questo, difatti da sempre si vedono “persone presumibilmente normali” dare pareri e giudizi positivi su determinati prodotti in determinati spot televisivi. C’è chi ci crede, chi gli basta vedere la “madre premurosa” che lava con l’ammorbidente XXX i pigiamini del figlio per farsi convincere. Poi c’è chi va a cercare altri pareri, e cosa c’è di meglio che siti e forum per avere il vero parere della gente comune?

    Ma c’è da chiedersi, sono veramente sinceri questi pareri?

    Le aziende sono lungimiranti e, consigliate adeguatamente, hanno capito che per far parlare di se devono scendere “tra il popolo digitale”, mettendosi alla loto mercé: difatti ora troviamo pagine Facebook, account Twitter e la presenza su altri svariati Social Network.

    Ma ci sono anche altre pratiche che “non si vedono” e che riescono ad avere un effetto diverso sulla rete.

    Il Buzz

    La più “tranquilla” di queste forme di comunicazione viene chiamata Buzz, la cui corrispondenza italiana è quella di “brusio”, nel quale viene semplicemente chiesto a siti e forum di parlare di un determinato prodotto. Il Buzz di per sé non ha nulla di negativo al suo interno, anzi se fatto in maniera adeguata è un ottimo modo per veicolare informazioni su di un prodotto o un qualcosa di nuovo, ma diventa negativo nel momento in cui chi viene interpellato viene anche retribuito per parlarne con la speranza che non lo faccia sfavorevolmente, fuorviando quindi quello che dovrebbe essere un giudizio oggettivo.

    L’Astroturfing

    L’altro metodo invece è chiamato Astroturfing ed è realmente malevolo ed “ingannevole”. Le aziende, o chi per loro, si celano sotto mentite spoglie, meglio se di blogger o siti/forum (e più recentemente anche Social Network) noti accondiscendenti, per manipolare quelli che sono i pareri delle persone. La stessa ADUC ha parlato di queste pratiche, attraverso un articolo dell’Avv. Deborah Bianchi, la quale illustra anche come queste pratiche, soprattutto le più scorrette, siano state riconosciute fraudolente ed addirittura sottoposte a sanzioni. In America, per esempio, si possono arrivare a pagare fino a 11.000 $ di sanzione.

    In Italia invece?

    Nella nostra nazione la forma più utilizzata è quella della Buzz, ma indubbiamente non mancano anche qui forme di Astroturfing e la Comunità Europea è corsa ai ripari emanando una normativa (fonte, articolo sopracitato dell’Avv Bianchi):

    Attualmente lo strumentario normativo di riferimento può individuarsi nella direttiva europea 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali (recepita in Italia dal D.Lgs. 146/07). L’art. 23, D.Lgs. 146/07 facendo riferimento alle pratiche commerciali ingannevoli contempla le “affermazioni non rispondenti al vero da parte di un professionista”. Nella fattispecie che ci interessa, le affermazioni non sono del professionista ma di un terzo (il blogger compiacente). Tuttavia con un’operazione ermeneutica estensiva si ritiene plausibile far rientrare sotto l’ombrello di questa disposizione i messaggi subliminali che corrono in rete.

    Casi interessanti che seguono una linea repressiva contro queste forme ingannevoli di comunicazione, si possono trovare invece in Francia ed in Inghilterra.

    La prima, con la legge per la fiducia nell’economia digitale (Lcen) stabilisce che

    tutta la pubblicità accessibile come servizio di comunicazione al pubblico on line deve rendere chiaramente identificabile la persona fisica o giuridica per conto della quale è realizzata”

    ed i trasgressori di tale legge incapperanno in una pesante sanzione economica che arriva a sfiorare i 40.000 € oltre che la possibilità di due anni di prigione.

    Esattamente come la nazione di Sua Maestà che ha dichiarato fuorilegge chiunque dovesse spacciarsi per cliente soddisfatto di un determinato prodotto senza averlo mai effettivamente provato, incappando in salatissime multe fino alla galera.

    Per concludere, come avrete capito, non abbiamo fatto altro che parlare di quelle che in italia vengono comunemente chiamate “marchette” e la domanda vera è:

    Vale veramente la pena di bruciare la propria reputazione?

  • La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    La proposta shock di Berlusconi sbanca su Twitter

    L’attenzione di ieri su Twitter ha registrato un picco elevato quando nella tarda mattinata Berlusconi ha annunciato la sua proposta shock, ossia restituire l’IMU ai cittadini. 900 i tweets che si sono resistrati considerando i due hastag #propostashock e #propostasciocc

    Argomento di ieri su Twitter, ma sui social media in generale, è stato sicuramente Berlusconi e la sua proposta shock. Nella tarda mattinata di una domenica in piena campagna elettorale, Silvio Berlusconi annuncia la sua #propstashock, cioè restituire ai cittadini italiani l’IMU, la tassa sulla prima casa, già pagata nel 2012. Un annuncio che ha di fatto scatenato un ridda di tweets. Ci siamo permessi di monitorare quelli che sono stati i due hashtag più usati #propostashock, appunto, e #propostasciocc.

    Ebbene, il picco massimo è stato di 900 tweets, aggregando i due hashtag e verificando questa proporzione: 78% per #propostashock e 22% per #propostasciocc.

    propostaschock_share voice

    [UPDATE]

    Alcuni utenti su twitter, tra cui Alessandra Giraldo (@giraldo_ale),


    ci hanno fatto notare che oltre ai due hashtag che abbiamo monitorato ce ne sarebbe un terzo, #propostachoc. Abbiamo inserito anche questo hashtag nel monitoraggio e, pur restando pressochè tutto invariato, cambia lo share of voice con percentuali diverse, come vedete nell’immagine in basso. E cambia il quadro delle top source, adesso il risultato si ribalta e a twittare via mobile, dato complessivo, è il 51,9%, contro il 45,2% via desktop.

    propostaschock_propostasciocc_share voice

    Anche nella giornata di oggi si registra un numero discreto di tweets, fino ad ora costante.

    propostaschock_timeline

    Nell’individuare il top tweet, siamo risaliti a quello di Cetty D. (@itscetty) che ha ottenuto 865 condivisioni complessive, di cui 688 RTs

    Il secondo tweet più condiviso è stato quello di Giulio Tremonti (g_tremonti), 382 condivisioni totali, di cui 340 RTs

    Il 49,4% degli utenti su twitter ha preferito twittare via desktop, mentre il 47,4% ha preferito farlo via mobile di cui il 25,9% da iPhone, il 13,1% da Android e il 6,4% da iPad, per citare le principali fonti.

    propostaschock_sources

    (l’immagine in basso comprende anche l’hashtag #propostachoc)

    propostaschock_sources 1

    Dai tweets che abbiamo registrato risulta una prevalenza maschile tra i profili, 57%, mentre le donne sono il 43%.

    propostaschock_demografico

    Tra le keywords più presenti nei vari tweets, IMU è appunto tra le più usate.

    propostaschock_keywords

    Questo breve resoconto che vuole essere solo una piccola vetrina di quello che è accaduto ieri, è confermato anche da Polismeter, la piattaforma di Blogmeter che traccia le conversazioni riguardanti i politici impegnati in questa campagna elettorale sul web. E infatti nell’immagine in basso si vede chiaramente l’impennata delle mentions riguardanti Berlusconi nella giornata di ieri.

    polismeter_propostaschock_berlusconi

    E voi che ne pensate? Che idea vi siete fatti dei politici che usano i social media in questa campagna elettorale? Sta cambiando, di conseguenza  il vostro parere a riguardo? Se avete un’idea che volete esprimere potete anche rispondere, se volete, a questo mini-sondaggio sulla fanpage ufficiale de “La Gabbia“, il nuovo libro di Davide Cavazza la cui storia ha come tema proprio l’attuale campagna elettorale, sul fatto se e quanto l’attività dei politici di questo periodo sui social media stia modificando, o meno, la vostra opinione. Collegatevi a questo link per dare la vostra risposta.

  • Ecco Polismeter, il nuovo portale per monitorare la politica in Rete

    Ecco Polismeter, il nuovo portale per monitorare la politica in Rete

    Oggi vi presentiamo Polismeter, il nuovo portale attraverso il quale monitorare la politica italiana sulla Rete. Il nuovo sito è creato da Blogmeter e offre la possibilità di tracciare le informazioni non solo legate alle conversazioni sui Social Media, ma anche tutte le citazioni sulla Rete. Da questo punto di vista risulta essere molto completo

    Siamo in piena campagna elettorale, soprattutto dopo la presentazione delle liste da parte dei vari partiti in corsa. E, come abbiamo già ricordato in altre occasioni, questa è certamente la prima vera campagna elettorale social della storia italiana. Infatti con la massiccia presenza dei politici italiani, sia su Facebook che su Twitter, cresce l’interesse anche sul web per i temi legati alla campagna elettorale attuale. La politica italiana finalmente si è accorta del web, dei social media, delle enormi potenzialità che essi offrono. Anche se, bisogna dirlo, si usano questi strumenti ancora in maniera acerba, non con la piena consapevolezza delle loro forza e soprattutto non con la dovuta attenzione. Ma come ben sappiamo, il web è molto più vasto, è misurabile, è tracciabile. Possiamo quindi avere a disposizione diversi strumenti che raccolgono diverse categoria di dati che ci possono tornare molto utili per avere una piena informazione. E in questa situazione è utile poter contare su strumenti capaci di andare in fondo per estrapolare informazioni e dati che siano utili per chi vuole raccontare come la politica sta usando la Rete, ma anche per chi vuole formularsi un’opinione ancora più chiara.

    PolisMeter_logo_blogmeterEd ecco che in questa ottica si presenta Polismeter.it, il nuovo sito realizzato da Blogmeter, azienda leader nell’analisi delle conversazioni ed interazioni sul web, con l’obiettivo di tenere sott’occhio le dinamiche di interazione e le discussioni che si sviluppano soprattutto su Facebook e Twitter, ma senza dimenticare il peso che in Italia hanno siti di news, blog, forum. Un compito difficile sia per la miriade di messaggi che per la difficoltà di filtrarli rapidamente.

    PolisMeter.it, è quindi a pieno titolo un portale che d’ora in avanti monitorerà quotidianamente i messaggi e i segnali che riguardano la politica (oltre 2 milioni di dati raccolti mediamente ogni settimana) mettendoli a disposizione di tutti. Da un lato, permetterà ai cittadini di tenere sott’osservazione le attività dei politici in rete, dall’altro consentirà agli operatori dei media di raccontare la campagna elettorale basandosi su dati di fatto inoppugnabili.

    PolisMeter, online ufficialmente da ieri, presenta una dashboard interattiva con sei pannelli (widget) in grado di fornire un’idea immediata degli argomenti del dibattito, del volume delle citazioni in rete dei leader e dell’efficacia della comunicazione dei politici, giorno per giorno, e con la possibilità di confronti fino a sette giorni prima.

    Polismeter-schermata_1

    In particolare i sei widget rappresentano:

    • Web Mentions Trend: i cinque politici più citati su tutta la rete (siti wb, blog, forum, newsgroup, social network).
    • Hashtag Cloud: gli hashtag più usati su Twitter nelle discussioni sulla politica, con grandezza variabile in ragione della frequenza di utilizzo. Un dato molto utile per capire quali sono stati gli argomenti di conversazione sul social network.
    • Top Tweets: i cinque tweet dei politici e dei partiti più virali e che hanno creato il maggior engagement (dato dalla somma di retweet e replies generati)
    • Top Facebook Status Updates: i cinque aggiornamenti di stato scritti dalle pagine dei partiti e dei politici che hanno raccolto il maggior consenso (calcolato come somma di like, commenti, condivisioni che hanno ricevuto).
    • Twitter Performances: i cinque account che hanno avuto l’incremento maggiore in termini di menzioni e il relativo numero di follower accumulato. Inoltre viene mostrato, in termini percentuali, lo scostamento rispetto al periodo precedente.
    • Facebook Performances: le cinque pagine che hanno avuto l’incremento maggiore in termini di engagement (somma di like, commenti, condivisioni, post spontanei dei fan) e il relativo numero di fan raggiunto. Anche in questo caso viene mostrato, in termini percentuali, il delta rispetto al periodo precedente.

    In una campagna elettorale che, per la prima volta, considera la rete come luogo imprescindibile per comunicare con i cittadini, pensiamo che uno strumento come PolisMeter sia in grado di svelare a colpo d’occhio l’uso che ne fanno i politici, possa essere utile a tutti i cittadini“, ha dichiarato Vincenzo Cosenza, social media strategist.

    PolisMeter è basato sulle tecnologie di data mining e analisi semantica di Blogmeter e su una interfaccia utente per pc e tablet sviluppata dalla Digital Agency milanese WIP Italia.

    Questo è un periodo in cui, come dicevamo prima, aumenta in maniera esponenziale l’attenzione di tutti verso i politici che provano a conversare attraverso la Rete e, come abbiamo visto in questi giorni, nascono vari strumenti per cercare di offrire spunti di riflessione circa il loro modo di conversare e i temi trattati. Da quello che abbiamo potuto verificare direttamente Polismeter va nella direzione di offrire, a differenza di altri strumenti, sempre comunque validi, di offrire informazioni davvero a 360°, senza limitarsi ai Social Media, ma andando a scandagliare proprio il web. In maniera chiara, si hanno le informazioni che servono. Certamente continueremo a monitorarlo per il proseguimento di questa campagna elettorale che ora sta entrando nel vivo e che sicuramente, da qui alla fine, continuerà ad utilizzare la rete in maniera sempre più crescente.

  • #EventsTTT, gli eventi al tempo dei Social Media

    #EventsTTT, gli eventi al tempo dei Social Media

    Nuovo appuntamento, da non perdere, del SocialabTTT che organizza per domani, in contemporanea in 5 città, Milano, Genova, Bologna, Roma e Lecce, un incontro per vedere e comprendere come oggi si organizzano eventi nell’era dei Social Media. Tanti gli ospiti che racconteranno la loro esperienza

    Ed eccoci al primo appuntamento del 2013 del SocialabTTT che apre il nuovo ciclo di incontri bimestrali con lo scopo di approfondire la conoscenza dei Social Media, del loro utilizzo e applicazione in vari ambiti e soprattutto con lo scopo di diffondere la cultura digitale. Il primo appuntamento targato 2013 si terrà domani in cinque città contemporaneamente e cioè Milano, Genova, Bologna, Roma e Lecce e il tema sarò appunto #EventsTTT, quindi avremo modo di vedere, attraverso la testimonianza degli ospiti presenti nelle città collegate, come si organizzano gli eventi, di vario tipo, nell’era dei Social Media.

    L’appuntamento è per domani alle 18,30 e trovate sul sito ufficiale del SocialabTTT tutte le informazioni relative alle locations delle varie città. Se non vi fosse possibile partecipare direttamente, potete seguire il live streaming sempre dal sito ufficiale.

    Noi saremo presenti a Bologna, presso Hibo in via Matteotti 21, dove avremo come ospiti Roberto Cobianchi (@intranetlife) co-fondatore e blogger di foursquareitalia.org, l’Osservatorio italiano su Foursquare, noto organizzatore dei Foursquare Day Bologna, delle due conferenze dei Sindaci di Foursquare e di altri eventi incentrati sul tema della geolocalizzazione e del web marketing.

    Sarà con noi anche Francesca Sanzo (@panzallaria), blogger bolognese molto conosciuta e seguita, fondatrice del blog Panzallaria, freelance esperta di social media marketing e anche autrice di un spettacolo teatrale proprio ora in tournè a Bologna, “La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma POST modern”.

    Due ospiti di primo livello che ci racconteranno la loro esperienza e ci offriranno spunti e consigli per, e non solo, creare eventi attraverso l’uso dei Social Media, ma anche come per fare a costruire le relazioni coi propri utenti di riferimento, quindi come costruire e mantenere gli utenti coinvolti nella varie attività, l’engagement, per far si che lo scopo sia raggiunto, ossia quello di far conoscere l’evento e far si che abbia molte adesioni.

    Per intervenire sull’argomento l’hashtag ufficiale è #EventsTTT/sigla della città, es (#EventsTTT/Bo).

    Seguirà poi il social aperitivo a km 0, momento di condivisione e networking tra tutti i partecipanti. A Bologna il vino verà gentilmente fornito da Poderi delle Rocche, mentre l’aperitivo da Lab 16.

    Ricordiamo che a Bologna le iscrizioni sono sold-out!

    E ovviamente, ci vediamo lì!

  • News(paper) Revolution, ovvero l’informazione online al tempo dei Social Media

    News(paper) Revolution, ovvero l’informazione online al tempo dei Social Media

    Il titolo si rifà al bel libro “News(paper) Revolution, l’informazione online al tempo dei social network” di Umberto Lisiero che verrà presentato domani. Ve ne consigliamo la lettura per avere a portata di mano l’evoluzione dell’informazione su carta stampata verso il web, un percorso ancora non facile ma necessario

    Siamo ben felici di segnalarvi questo bel libro ad opera di Umberto Lisiero, “News(paper) Revolution, l’informazione online al tempo dei social network“, che verrà presentato ufficialmente domani a Milano, presso Milano Bakery – Via Melchiorre Gioia, 35, e ve ne consigliamo la lettura, primo perchè è un argomento che seguiamo con interesse e poi perchè è un’occasione, da avere a portata di mano, per conoscere l’evoluzione dell’informazione su carta stampata verso il digitale, nell’era dei Social Media. Un po’ di tempo fa, poco più di 2 anni fa, avevamo ripreso uno studio di Ross Dawson in un post dal titolo “La fine della carta stampata“, dove sulla base di diversi fattori si dava una previsione della scomparsa della carta stampata nel mondo, paese per paese. Un tema che solo fino a qualche anno prima non era preso neanche in considerazione. E allora cosa è successo?

    copertina_neparePer capire le diverse fasi ecco che il libro di Umberto Lisiero è un utile supporto per conoscere  come l’informazione su carta stampata, i giornali per chiamarli col proprio nome, si sono approcciati al web, in un’epoca sempre più segnata dalla velocità, dall’immediatezza e dai Social Media, veri canali di comunicazione e d’informazione ormai necessari. L’utente è quindi oggi in grado di ottenere informazioni in tempo reale e anche di poter attingere e verificare le fonti. Passaggi questi che hanno necessariamente mandato in crisi i giornali, un tempo unico mezzo per essere informati.

    La prefazione al libro è a cura di Angelo Perrino, fondatore di Affaritaliani.it, il primo giornale interamente online, dal 1996, capace di competere con i grandi player dell’informazione online in Italia. Dunque un giornalista che ha compreso forse prima di altri il valore e l’opportunità che offre la Rete, anche per l’informazione, e che pone una sua ricetta, ben dettagliata nella prefazione che parte dal presupposto che per far emergere ancora di più l’informazione online in Italia è necessario che essa sia in grado si usufruire di vantaggi e di trattamenti al pari dell’informazione tradizionale. Un capitolo molto discusso e sentito  oggi in Italia che coinvolge tutti, ovvio con pareri molto diversi. Ma è necessario segnare un percorso anche perchè il mercato pubblicitario su carta stampata è in calo e cresce quello digitale, dunque una riflessione è necessaria.

    Dicevamo che il testo di Umberto Lisiero è un utile strumento per scoprire e capire come l’informazione online sta cambiando il panorama generale. Quindi vi è una dettagliata cronistoria del fenomeno sin dalle origini che ci spiega come i giornali hanno cominciato a considerare la Rete come nuovo canale e soprattutto come questi stanno cercando soluzioni di business che possano essere “sostenibili” economicamente. Altro punto nevralgico. Altra sezione interessante è quella che tratta la figura del giornalista e di come questa si sta pian piano rapportando con il nuovo scenario, quindi non solo cambia il ruolo del giornalista stesso, ma cambia anche il ruolo della redazione. E poi vengono descritte quelle che sono le caratteristiche. L’ultima sezione, interessante, è come il giornalismo online si pone oggi, visto anche l’emergere del fenomeno del “citizen journalism”, la forma di giornalismo partecipativo che vede il lettore non solo fruitore ma anche produttore di notizie. Insomma ci sono tutte le informazioni per avere un quadro chiaro di come è ad oggi l’informazione online.

    Se è vero come è vero, e l’ultimo rapporto Censis 2012 ce lo conferma, che gli italiani stanno via via spostandosi verso le nuove tecnologie, è utile che l’informazione si adegui a questo passaggio. E per questo vi consigliamo la lettura di questo interessante testo che trovate già disponibile anche su Amazon.