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  • Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    Twitter vale 11 miliardi di dollari e ci si prepara alla IPO

    E adesso si comincia seriamente a parlare di una concreta IPO di Twitter per il 2014 dopo che un’agenzia ha valutato il valore del popolare social network compreso tra gli 8 e 11 miliardi di dollari

    L’anno appena trascorso, il 2012, dal punto dei vista dei Social Media per tanti versi è stato un anno di successi, ma sotto altri punti di vista, soprattutto quelli finanziari, ci ha mostrato un aspetto inedito e non troppo florido. Basta semplicemente guardare al sofferto sbarco di Facebook a Wall Street dal quale ci si attendeva sicuramente un esito diverso, oppure alla crisi che ha coinvolto Zynga, altro colosso colpito da guai finanziari. Senza dimenticare Groupon. Insomma il 2012 dei Social Media dal lato finanziario non è stato entusiasmante. Eppure le voci insistenti di una possibile IPO di Twitter, colosso tra i social network e secondo solo a Facebook per numero di utenti, sembrano ormai portare a un progetto concreto, specie dopo la valutazione che viene fatta della società, con un valore compreso tra gli 8 e gli 11 miliardi di dollari, da parte di Greencrest Capital.

    Si parla del 2014 anche se non vi è nulla di certo. Quello che si comincia a sapere che Greencrest Capital stessa comincia a consigliare a Twitter di prendere in considerazione una IPO e di seguire certe modalità. La valutazione è frutto di un’attenta analisi di quello che è stato anche il 2012 per Twitter, anno in cui ha modificato decisamente alcuni assetti importanti, basti pensare alla massiccia modifica delle API, con un profitto in crescita che proviene dalla pubblicità e dagli investimenti fatti per migliorare l’uso via mobile, settore cruciale per Twitter.

    La data del 2014, secondo quanto riporta Greencrest Capital, è concreta per il fatto che si comincia a vedere un avvicendamento tra personaggi che hanno giocato ruoli importanti in situazioni analoghe. I personaggi coinvolti sono Ali Rowghani, assunto di recente come Responsabile Finanziario alla Pixar, già CFO, Chief Financial Officer, di Twitter, e Mike Gupta, ex tesoriere di Zynga, che subentrando a Rwoghani in Twitter, porta la sua esperienza a proposito di IPO fatta proprio con Zynga. Ora, vista la fine di Zynga non ci sembra che questa mossa possa essere azzeccata, però certamente queste azioni fanno presagire che qualcosa di concreto per un reale sbarco di Twitter a Wall Street comincia a farsi strada.

    Bisogna ricordare che l’ultima valutazione di Twitter riportava un valore di 1 miliardo di dollari e quella attuale effettivamente tiene conto dei recenti sforzi fatti da Twitter, come dicevamo prima, che ha come conseguenza l’aumento del numero degli utenti.

    Intanto attendiamo di vedere come sarà questo 2013 per Twitter anche dopo il lancio dei filtri fotografici con il chiaro intento di sfidare Intasgram (e Facebook) e anche dopo il recente pasticcio sulle regole della privacy di Instagram che ha avuto come conseguenza una riduzione del 25% degli utenti. Ma sarà interessante vedere quanti altri brand utilizzeranno i Promoted Tweets, arma che si è rivelata vincente che ha garantito ai marchi un aumento del 40% di engagement via mobile, un dato davvero interessante.

    Certo che l’imperativo di Twitter per una IPO nel 2014 deve essere quello di evitare quanto è successo a Facebook. Ci riuscirà?

  • Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    Ecco il 2012 sui Social Media [Infografica]

    L’infografica che vi presentiamo oggi racchiude al suo interno tutti i fatti salienti a cui abbiamo assistito in questo anno sui social media. Un 2012 davvero ricco di eventi. E il 2013? Lo sarà di più

    Raccontare tutto ciò che è accaduto sul web e sui social media è davvero difficile. So perchè il 2012 che sta per finire non è stato affatto avaro di fatti salienti che anche noi nel nostro piccolo vi abbiamo raccontato. E allora in questi casi non c’è niente di meglio di un’infografica come quella di cui vi parliamo oggi, sviluppata da The Seo Company, che sintetizza e illustra quelli che sono stati davvero i fatti più interessanti che hanno riguardato i Social Media.

    Il 2012 è stato l’anno che ha visto un passo in avanti nel progresso tecnologico, è stato, secondo le previsioni, l’anno del mobile. Molti social network hanno orientato le proprie strategie proprio in questa direzione. A cominciare da Facebook che nel prepararsi allo sbarco su Wall Street, ha acquistato Instagram, ma anche Gowalla, per cominciare a presidiare un settore fino ad allora poco frequentato e anche per cercare di andare a soddisfare quelle che erano le richieste dei creditori. Non è stato certo a guardare Twitter, anzi, con la modifica delle Api ha rivoluzionato il suo di fare, puntando a valorizzare la nuova proposta che ha visto grosse novità. Da ultima l’adozione di filtri fotografici, in netta concorrenza con Instagram evidentemente.

    Ma è stato l’anno anche di Pinterest. Dopo essere stata eletta miglior startup è stata la vera rivelazione di questo 2012 sui Social media. Mentre tutti, come noi del resto, aspettavano il grande exploit di Google Plus, Pinterest ha attirato a sè tutta l’attenzione, oscurando per buona parte dell’anno proprio il social network di casa Google che nell’ultima parte di quest’anno lo ha visto recuperare sensibilmente terreno. Chissà che il 2013 sarà il suo anno? Staremo a vedere.

    Intanto l’infografica raccoglie mese per mese i fatti principali come appunto Pinterest eletta come migliore startup a Gennaio, come il caso di Kony2012 che ha raccolto 87 milioni di visualizzazioni online e suscitando molte polemiche; oppure, e lo dicevamo prima, come lo sbarco di facebook a Wall Street con una quotazione molto alta per azione, 38 $, per poi vederlo protagonista in negativo, addirittura riuscendo a perdere il soli tre mesi il 50% della quotazione. Per non parlare delle vendite di azioni da parte di pezzi grossi come Sheryl Sandberg che ha venduto una buona fetta del suo pacchetto in dotazione.

    E’ stato anche l’anno in cui proprio Facebook ha raggiunto il miliardo di utenti, a settembre. Anche LinkedIn, nello stesso mese, ha raggiunto l’importante traguardo dei 175 milioni di utenti registrati. A Novembre abbiamo assistito alle elezioni presidenziali americane  con la conferma di Barack Obama, protagonista del tweet, Four More years, che ha collezionato più RTs della storia, con oltre 4 milioni di condivisioni.

    E arriviamo a qualche giorno fa quando abbiamo assistito allo sbarco di Benedetto XVI su Twitter ed è notizia di ieri che il video di PSY Gangnam style ha superato il miliardo di visualizzazioni su YouTube.

    Insomma, ne sono successe davvero tante in questo 2012. E per voi qual è stato l’evento più interessante del 2012 sui Social Media? Raccontatecelo.

    2012-social-media-infografica

  • My Reputation, il nuovo servizio per conoscere la propria identità digitale

    My Reputation, il nuovo servizio per conoscere la propria identità digitale

    E’ stato presentato nei giorni scorsi My Reputation, creato da Reputation Manager, il primo servizio italiano che consente agli utenti di conoscere la propria identità digitale. E durante la presentazione è stata fatta una panoramica sulla visibilità digitale di alcuni politici italiani che vede Bersani e Grillo primi a pari merito, sul podio anche Renzi

    E’ stato presentato nei giorni scorsi a Milano, presso il Circolo della Stampa, un nuovo sito che potrà aiutare molti utenti della rete ad analizzare e monitorare facilmente la propria identità digitale (ovvero, il riflesso in rete della nostra identità off-line, ricostruita e interpretata attraverso le informazioni disponibili, soprattutto quelle più accessibili e visibili) ed eventualmente ottimizzarla,  per renderla più coerente con quella “reale”: si chiama My-Reputation ed è una piattaforma web sviluppata da Reputation Manager, società leader nell’analisi della reputazione dei brand e delle figure di rilievo pubblico nei canali online e social media in particolare.

    Logo-my-reputation

    Negli ultimi dieci anni si utilizza il web sempre di più per reperire informazioni personali e professionali su aziende e persone. Diventa quindi chiara l’esigenza e la necessità della perfetta corrispondenza tra profili offline e online. I motori di ricerca giocano un ruolo principe nella fase di ricerca delle informazioni – che si tratti di contenuti testuali, immagini, video o addirittura “dati sensibili” – e negli ultimi anni anche i social network hanno assunto un’importanza sempre più rilevante nelle fasi di coinvolgimento ed eco delle informazioni proposte e reperibili in rete.

    Alcuni “fatti” incontrovertibili,  a solo titolo d’esempio:

    • Il 49% dei recruiter valuta il candidato cercando informazioni online, e nel 27% dei casi lo elimina a causa di queste (Adecco, 2012)
    • 14,3 milioni di persone ogni giorno possono accedere alla tua identità digitale (Audiweb, settembre 2012)
    • Il 60% degli europei condivide online dati personali: 90%informazioni biografiche, 50% informazioni sociali, 10% dati sensibili (Adnkronos, 2012)
    • Furto identità Web, 8 milioni di italiani a rischio: 1 su 3 rilascia dati sensibili in Rete (Osservatorio TuttiMedia 2012)

    La nostra identità digitale, del resto, ci precede. Chissà quante volte vi sarete chiesti ad esempio: “Come siamo/appaiamo sul web?” “Quanto la nostra identità online rispecchia quella offline?” “Come ci vedono gli altri, cosa pensano di noi gli altri soggetti del web?” “Come sono le nostre relazioni, la nostra ‘vita sociale’ sul web?”. E se non ve lo siete mai chiesto, allora è il caso di cominciare a farlo.

    E’ proprio per dare risposta a questo tipo di domande che Reputation Manager ha sviluppato My-Reputation – ovvero una piattaforma web gratuita che permette di controllare e gestire il proprio ecosistema informativo online, sotto tre punti di vista:

    1. Identità:  per valutare e tenere sotto controllo i contenuti presenti in rete restituiti dai motori di ricerca agli utenti che cercano informazioni su di “te”

    2.   Profilo: per completare il profilo con i tuoi dati e creare una tua pagina personale MyReputation e avere così un nuovo contenuto che migliori la tua identità online

    3.   Social Network:  per far crescere il tuo punteggio e scoprire il tuo livello di social influence.

    A partire dagli indici ottenuti nelle aree Identità, Profilo e Social è quindi calcolato il My Reputation Score, che  riflette l’identità digitale nel suo complesso: qualitativo, informativo e relazionale.

    MyReputation diventa così il mezzo per valutare la propria reputazione personale, professionale e sociale in Rete ed eventualmente, anche re-ingegnerizzarla:  tramite il “MyReputation Score” è infatti possibile capire punti di forza e debolezza della propria identità sul web, ed eventualmentepoi intervenire per migliorare, correggere, evidenziare aspetti poco visibili in rete.

    Per dare un esempio pratico di quanto sia semplice ed efficace usare My-Reputation, durante la presentazione al Circolo della Stampa Angelo Perrino, fondatore e direttore del primo giornale italiano online, Affaritaliani.it, si è sottoposto “live” a un test della propria identità digitale con My-Reputation, e ha commentato con Andrea Barchiesi, Amministratore Delegato di Reputation Manager, i risultati ottenuti con lo stesso procedimento per diciotto politici italiani: Alfano, Berlusconi, Bersani, Bindi, Bossi, Casini, Cicchitto, Di Pietro, Fini, Formigoni, Grillo, La Russa, Maroni, Monti, Pisapia, Renzi, Santanchè, Vendola.

    My-Reputation-profili-politici

    BERSANI E GRILLO A PARI MERITO, SUL PODIO ANCHE RENZI

    Sul podio dei tre score più alti arrivano Bersani e Grillo, a pari merito, seguiti di misura da Renzi. Sorprende forse, a prima vista, che il comico-politico più famoso del web e il primo ad aver utilizzato intensivamente internet – con quasi un milione di fan su Facebook e quasi ottocentomila follower su Twitter, cifre impensabili per Bersani (FB: circa 90.000; Twitter circa 180.000) –  per le sue campagne non arrivi  in testa, ma “Ciò si spiega con la ponderazione che lo strumento fa a partire dalla tonalità dei risultati – commenta Barchiesi – Grillo infatti, pur avendo un numero molto maggiore di conversazioni online che lo riguardano (più persone che parlano di/con lui), oltre 10 volte tanto Bersani, ha però una percentuale più alta, doppia (12% vs. 6%) di contenuti negativi”.

    ALFANO ARRIVA SESTO, MA PRIMO DEL CENTRO-DESTRA

    Sotto Renzi si piazzano Vendola e Di Pietro a poche lunghezze, e poi arriva la prima figura politica di centro-destra in classifica, Angelino Alfano, che a parità di altri fattori è penalizzato solo dall’essere un tantino meno “social-attivo” del leader dell’IDV.

    SANTANCHE’ E BINDI A META’ CLASSIFICA

    Una menzione particolare va alle sole due donne presenti in classifica, che ottengono – in modi però molto diversi – lo stesso punteggio di “My Reputation Score”: Daniela Santanchè e Rosy Bindi. Santanchè ha infatti un’elevata quantità di conversazioni online e un gran numero di fan su Facebook, ma Bindi recupera, nonostante una più alta percentuale di negatività, grazie alla professionalità più elevata percepita sul web e alla sua grossa attività social, in particolare su Twitter.

    Tutti i dati degli score dei politici analizzati da Reputation Manager con My-Reputation sono visibili a:

    www.my-reputation.it/PublicProfiles 

    Perché My-Reputation NON è il “Klout italiano”?

    L’ ingegneria reputazionale – spiega Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager – è una metodologia strutturata finalizzata alla tutela e alla costruzione dell’identità digitale, che, nella sua distillazione in My-Reputation, è concepita e progettata per costruire e ottimizzare la reputazione online dei privati. L’obiettivo è quello di associare alla persona un’immagine online coerente, completa, sempre aggiornata e il più possibile positiva. My Reputation non è dunque paragonabile a sistemi di misurazione come Klout, perché misura e monitora tutta l’identità digitale, a 360° gradi, e non solo la parte di influenza sui social network.”

    Inoltre MyReputation è orientato all’intervento: permette di avere subito un quadro sintetico della propria identità online e capire esattamente su cosa intervenire; ad esempio, valuta la qualità del tuo  posizionamento sui motori di ricerca  sa distinguere  la tipologia di contenuti, quelli personali da quelli professionali, permettendo all’utente di valutare in prima persona la pertinenza e la qualità dei  contenuti associati al suo nome.

    E questi ultimi due aspetti sono quelli che vanno sottolineati. Abbiamo parlato spesso di Klout, e di altri anche, strumenti che spesso non lasciano intravedere una dinamica logica sulla raccolta delle informazioni e quindi sulla definizione stessa del punteggio che determina poi la visibilità di un individuo sulla rete e la sua capacità di persuasione. My Reputation di conseguenza è una sorta di faro che ci da un resoconto immediato di come siamo rappresentati e visti sul web, ma ci da anche, e non è poco, la possibilità di intervenire direttamente per cercare di correggere quanto più possibile le informazioni che poi determinano, anche in questo caso, un punteggio al quale è associato un certo grado di visibilità. E poi, ancora, come sottolineato anche da Barchiesi, My Reputation valuta l’identità di un individuo non solo dal punto di vista social, ma va a scandagliare tutte le informazioni che esistono per ogni singolo utente sulla rete, dandoci poi la possibilità di scartare quelle che non sono adeguate al nostro profilo, vedi casi di omonimia per esempio, per fare in modo che le informazioni raccolte siano le più affidabili possibili.

    Ed è quindi il caso, quando vi registrate, di affinare la vostra Identità, di arricchire il vostro profilo con maggiori informazioni e poi di aggiungere i vostri canali Social. Fatto questo vi verrà fuori un punteggio e quelli che sono i vostri influencers. Da qui in avanti potrete sempre monitorare il vostro profilo e gestire le vostre informazioni direttamente. Assolutamente da provare. Ovviamente seguiremo lo sviluppo di questo strumento e vi terremo informati.

  • Quando Instagram voleva vendere le foto: fenomeno di social-isteria collettiva

    Quando Instagram voleva vendere le foto: fenomeno di social-isteria collettiva

    Si è molto discusso di Instagram che in un primo momento sembrava volesse vendere le foto degli utenti, poi il passo indietro per spiegare meglio quale fosse l’intenzione. Solo che la social-isteria collettiva era ormai innescata. Forse sarebbe stato meglio approfondire ed è quello che spesso manca

    E’ una tranquilla mattina di Dicembre quella in cui testate giornalistiche, guru della comunicazione, esperti e non esperti dei social media, iniziano a diffondere il panico al suon di “Instagram dice che ha il diritto di vendere le tue foto”.

    BBCCNNGuardian, solo per citare alcune “fonti autorevoli”, raccontano il cambio di policy della famosa app, grazie al quale Instagram si arrogherebbe il diritto di vendere  ai pubblicitari le foto caricate dagli utenti, senza notifica e senza compenso.

    Sui social e sui blog di tutto il mondo si legge lo sconcerto, seguito da rabbia e disgusto, per una scelta tanto sbagliata quanto assurda: Mashable riporta le reazioni dei big d’oltreoceano, tra chi grida “morte ad Instagram!” e a chi giura di cancellare il proprio account per questi nuovi “ridicoli termini d’uso”.

    Delirio.

    Utenti che abbandonano Instagram per FlickrCancellazioni di massa, dichiarazioni di odio diffuse su Facebook, Twitter, G+, un National Geographic che sospende temporaneamente il proprio account, minacciando di cancellarlo e post a profusione su come salvare le proprie foto e cancellare l’account da Instagram.

    Dalla certezza al dubbio che vede la luce: se tutti dicono che è vero non è detto che lo sia

    Personalmente, mi sono ritrovata le timeline di tutti i social invase da post, dichiarazioni di odio, promesse di cancellazione di account relative alla faccenda “Instagram venderà le nostro foto” in una manciata di minuti.

    Lì per lì, ho dato uno sguardo alla nuova policy di Instagram (di cui, per la verità ho letto pochi paragrafi, causa mancanza di tempo) e di valutare da che genere di fonti proveniva la notizia.

    “Beh, se lo dice la BBC…Se lo dice quel professionista delle comunicazione lì…se lo dicono tutti, sarà vero!” e posto un link su Facebook con un paio di commenti in merito alla faccenda (della serie “spero abbiate fatto bene i vostri conti a Palo Alto perché a cancellare il mio account da Instagram ci metto 30 secondi”).

    Una manciata di like al mio post poi alcuni professionisti della comunicazione, tra i quali Maurizio Galluzzo, mi fanno gentilmente notare quanto sia ridicola la faccenda.

    In particolare Maurizio Galluzzo pubblica il post  “State calmi. Instagram non vende le vostre foto”, in cui cerca di spiegare quanto sia stata mal interpretata la nuova policy che in realtà spiegava solo che Instagram si allineerà a Facebook per quanto riguarda la pubblicità sulla piattaforma e che quindi si avvarrà di nome, preferenze e foto degli utenti per sponsorizzare le proprie inserzioni.

    Punto, fine della storia, anche perchè una pratica del genere, nota ancora Maurizio, violerebbe la norma internazionale sui diritti ‘autore.

    Il giorno dopo puntualmente, Kevin Systrom co-fondatore di Instagram, si scusa per il misunderstanding (in effetti, non era proprio chiarissimo questo cambio di policy) e garantisce che non ha alcuna intenzione di vendere le foto degli utenti.

    Tutto è bene quello che finisce bene.

    O forse no.

    Forse, abbiamo una lezione da imparare.

    Riprova sociale, scorciatoie cognitive e superficialità: gli ingredienti della social-isteria collettiva

    Dopo aver letto il post di Maurizio Galluzzo mi sono sentita abbastanza stupida.

    C’era scritto che Instagram avrebbe potuto vendere le nostre foto ad altre aziende nella nuova policy?

    O piuttosto riportava

    “You agree that a business or other entity may pay us to display your username, likeness, photos (along with any associated metadata), and/or actions you take, in connection with paid or sponsored content or promotions, without any compensation to you”

    che è la stessa identica cosa che permettiamo di fare a Facebook con le Ads ogni giorno?

    Dopo tutto, Instagram è un’azienda (ora di Facebook) e, in quanto tale, deve generare profitti.

    Ma il punto non è tanto il fatto che Instagram come Facebook o Twitter stia cercando di monetizzare la quantità di dati che ha su di noi e la spinosa questione della privacy:

    il punto è che milioni di persone, me compresa, hanno creduto che fosse possibile la storia della vendita delle foto, semplicemente perchè non si ci siamo fermati un attimo a riflettere.

    Perchè corriamo, andiamo tutti di fretta, siamo subissati ogni giorno dal mare di informazioni che il Web ci fa piovere addosso e a volte, “per far prima”, ottundiamo la nostra capacità critica.

    Scorciatoie cognitive e riprova sociale sono, a mio avviso, le cause principali di migliaia di cancellazioni da Instagram, milioni di anatemi lanciati contro l’app stessa e centinaia di articoli fuffosi scritti sull’onda del trend topic.

    E milioni di link viralizzati e viralizzanti.

    panicoLe scorciatoie cognitive (o euristiche) ci permettono di sopravvivere alla quantità di informazioni che ci viene richiesto di elaborare ogni giorno: ci facciamo un’idea generale della situazione ed agiamo di conseguenza, risparmiando le nostre risorse intellettive per altre azioni.

    Non c’è materialmente il tempo (talvolta, nemmeno la volontà) di approfondire tutto, ancora di più di fronte ad una timeline che straborda di link, foto, pensieri condivisi in tempo reale: cerchiamo di capire, a grandi linee, se un contenuto sia o meno condivisibile ed agiamo di conseguenza.

    La riprova sociale è il meccanismo sul quale, si può dire, Facebook ha fatto la sua fortuna: di base

    “le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone”

    Così, se vediamo che molti dei nostri contatti esprimono un determinato pensiero, condividono un certo link (a maggior ragione se riteniamo questi contatti influenti e preparati in quel determinato settore), saremo portati ad allinearci a quell’opinione e, magari, a condividere quel link.

    E così, dietro a Forbes, a Mashable e a tutte le testate, i blog e gli utenti che ci hanno raccontato l’incredibile storia di Instagram che venderà le foto, ci siamo persi in tanti.

    Ci siamo indignati ed arrabbiati perché si indignavano e arrabbiavano tutti, senza concederci il tempo di una lettura attenta a questa benedetta nuova policy, senza concederci il dubbio dell’assurdità di una decisione del genere.

    Kevin Systrom si è scusato per la poca chiarezza di questa nuova policy ed ha fatto bene.

    Ma, forse, dovremmo anche noi scusarci un attimo con noi stessi per non esserci concessi il tempo di valutare con senso critico questa storia, che è solo un piccolo esempio, ma ce la dice lunga su quanto i social media possano essere non solo propagatori di “virus positivi” o pubblicitari, ma anche di superficialità e di scorciatoie viziose.

    instagram-roll-out_@giustommasini

    (Thanks to Giuseppe Tommasini, @GiusTommasini, for the cover picture. The original is above)
  • E Twitter raggiunge i 200 milioni di utenti attivi

    E Twitter raggiunge i 200 milioni di utenti attivi

    Twitter fa un ulteriore passo in avanti e arriva a raggiungere i 200 milioni di utenti attivi ogni mese, anche se rimane il fatto che il dato rimane più basso di quelli registrati. E in Italia è sorpassato da Google Plus

    Qualche mese fa, esattamente quattro, avevamo visto che Twitter aveva raggiunto i 170 milioni di utenti attivi, su una base di 500 milioni di utenti registrati, in pratica solo il 27% twitta in realtà e tutti gli altri stanno a guardare. Ora, come ha ufficializzato lo stesso Tony Wang, general manager di Twitter in UK e responsabile per l’Europa, con un tweet, gli utenti attivi mensilmente sono 200 milioni. Non è dato sapere al momento quanti siano i registrati, ma per logica e probabile che sia più alta e se fosse simile la stessa percentuale del 27% allora i registrati potrebbero essere poco più di 740 milioni.

    Twitter 200 milioni - Tony Wang

    Se fosse confermato quel dato, sarebbe un bel risultato. Pare che a trainare questa crescita sia stata il forte aumento di utenti in Francia, ma anche eventi importanti che hanno caratterizzato questo 2012 ormai agli sgoccioli, come le Olimpiadi di Londra, le elezioni presidenziali Usa, la vicenda della Syria che sicuramente hanno spinto molti utenti a utilizzare lo strumento.

    Ma non dimentichiamo il grande successo che stanno ottenendo i Social Media nei BRIC, ossia Brasile, Russia, India e Cina paesi molto popolati che stanno conoscendo un momento di rilancio dal punto di vista economico che si riflette anche in una maggiore diffusione dell’uso delle nuove tecnologie. E’ di questi giorni la notizia, ma anche la conferma come abbiamo in altre occasioni sottolineato, che Facebook continua a crescere e solo in quei paesi. Quindi ci sentiamo di dire che il 2013, almeno da l punto di vista del numero di utenti sui social network, sarà l’anno dei BRIC. Anche se non vanno sottovalutate le potenzialità di altri paesi come Messico o Indonesia.

    E intanto in Italia Twitter viene sorpassato da Google Plus, una notizia non da poco, come rilevato dal buon Vincenzo Cosenza che ha riportato in una sua ricerca a che punto sono i social network in Italia in termini di users. Ovvio che sorprende il sorpasso, più volte si è parlato di Google Plus come una piazza deserta, a livello globale, ma da adesso in poi non sarà più così. A inizio del 2012 avevamo scommesso che Google Plus sarebbe stata la sorpresa dell’anno, non è stato così ma senza dubbio in questi ultimi mesi ha ripreso vigore e i dati raccolti da Vincenzo Cosenza lo confermano.

    social_media_italia_2012

    Ma vediamo in breve anche gli altri dati. Facebook a parte, leader incontrastato, che cresce del 10%, va rilevato proprio la forte ascesa di Google Plus, +95%, di Tumblr, +87% e soprattutto di Pinterest, la vera sorpresa del 2012, +1260% anche se conta su un bacino di utenti di 667 mila. Twitter in Italia conta 3 milioni e 370 mila utenti e sicuramente negli ultimi mesi ha conosciuto una nuova grande popolarità grazie alla scoperta anche in Italia della #SocialTV che con programmi come X Factor ha avvicinato molti utenti ad avvicinarsi allo strumento. Senza dimenticare anche fenomeni politici come le Primarie del centrosinistra e sicuramente le prossime elezioni Politiche del 2013 daranno nuovo impulso e allora sarà interessante conoscere qualche dato in più.

  • Social Tv, Servizio Pubblico senza rivali su Facebook e Twitter

    Social Tv, Servizio Pubblico senza rivali su Facebook e Twitter

    Social Tv, a novembre, secondo l’analisi di Blogmeter dedicata ai talk politici della tv italiana, il programma di Santoro stacca tutti. Bene Quinta Colonna e L’Ultima Parola, rimandati Ballarò e L’Infedele, debole Porta a Porta

    Il programma di Michele Santoro è il re dei talk politici sui social network. Su Facebook e Twitter Servizio Pubblico registra il maggior numero di fan e di follower ed è anche il più coinvolgente. Su Facebook Ballarò si difende per numero di fan, ma il suo total engagement lascia un po’ a desiderare, mentre Quinta Colonna e L’Ultima Parolasi distinguono per una gestione molto attiva della pagina. Infine L’Infedele va benino su Facebook, ma è assente su Twitter e Porta a Porta ha ancora un basso engagement. L’analisi svolta da Blogmeter nel mese di novembre, attraverso il tool proprietario di Social Analytics, dimostra che a rendere più solida l’identità social della tv italiana contribuiscono anche i talk politici di prima e seconda serata, i quali, trattando temi di attualità, riscuotono grande attenzione sui social network. Blogmeter ha ‘pesato’, le performance delle pagine FB e dei profili Twitter ufficiali di questi programmi, confrontandole con il buzz generato dagli utenti su Twitter rilevato attraverso il tool proprietario di Social Media Monitoring.

    Facebook

    BM_Talk Show Politici_Facebook FansSu Facebook la pagina di Servizio Pubblico spicca per la quantità di fan, quasi 300mila, in grado di generare il total engagement più alto in assoluto, 187.797 interazioni, pari a una media di 5.100 commenti per puntata. Alla base di questa capacità d’interazione c’è un mix editoriale che alterna i contenuti relativi alla trasmissione a temi di attualità. Il 7 novembre, ad esempio, la condivisione sul wall della foto dell’abbraccio fra Barack e Michelle Obama ha generato 5.016 interazioni, risultando il post più engaging in assoluto. Invece il post più commentato è stato quello inerente alla sfida tra leader della puntata del 1 novembre – Montezemolo vs Maroni (1.011 commenti) – un’iniziativa che il programma lancia ogni settimana su FB per stimolare il televoto. Dal canto suo Ballarò, a una discreta base di fan (71.968) non fa corrispondere un proporzionale livello di engagement – solo 29.542 interazioni – tra l’altro calato del 60% rispetto a ottobre. BM_Talk Show Politici_Facebook Tot EngagementGrande risonanza ottengono i post dedicati alla copertina di Maurizio Crozza e le dediche delle puntate a personaggi “speciali”. Considerando il total engagement in proporzione al numero di fan, spicca la pagina de L’Ultima Parola, che condividendo spezzoni delle puntate ha stimolato 11.605 interazioni tra i suoi 9.712 fan, e Quinta Colonna, che pur avendo solo 3.594 fan ha raggiunto 5.834 interazioni grazie anche all’idea di stimolare opinioni sulla puntata in corso. La pagina de L’Infedele (29.015 fan), a fronte di un’elevata media di post pubblicati (16,8 post al giorno), riceve una media piuttosto bassa di commenti (106 a puntata), ma riesce a coinvolgere la sua base generando quasi 26.000 interazioni. Il picco dei commenti si è avuto lo scorso 5 novembre, quando molti telespettatori hanno criticato Matteo Renzi, presente in studio, per il lavoro svolto come sindaco di Firenze. Infine, Porta a Porta, forte di59.711 fan, registra la performance peggiore con un total engagement pari a 4.730 interazioni, forse a causa di una scarsa attività (2,1 post al giorno).

    Twitter

    BM_Talk Show Politici_Twitter_Total FollowerAnche su Twitter Servizio Pubblico è il più forte. Il suo profilo registra la base di follower più ampia (121.685) e una media di 2.856 menzioni per puntata. Lo scandalo che ha coinvolto l’IDV, affrontato nella puntata dell’8 novembre, ha prodotto 2.329 tweet con l’hahstag #dipietro e anche il tweet più engaging (155 retweet) è quello che riporta una citazione di Di Pietro su Gesù e gli apostoli. Briatore è invece il personaggio più citato della puntata del 28 novembre con 3.356 tweet con l’hashtag #briatore, molti dei quali connotati da un tono ironico. Ottima performance su Twitter per L’Ultima Parola che tweettando molto frequentemente rispetto agli altri profili (1.255) e usando quasi sempre l’hashtag ufficiale ha stimolato la partecipazione degli utenti ottenendo un buzz totale di 8.000 tweet contenenti #ultimaparola e BM_Talk Show Politici_Twitter_Total Mentions8.160 mention. Il punto di forza di Ballarò è sicuramente la copertina di Crozza, ma il fatto che dall’account del programma siano stati postati solo 129 tweet nel mese ha penalizzato la performance in termini di mention. Per lo stesso motivo Porta a Porta si dimostra il più debole sia in termini di follower (7.914), che come menzioni ricevute, una media di 32 a puntata. Infine, l’assenza di profili ufficiali di Quinta Colonna e L’Infedele si riflette significativamente sui volumi di buzz: non avendo account che stimolano la discussione con tweet correlati di hashtag ufficiali L’Infedele è stato citato in soli 7.206 tweet, mentre Quinta Colonna ne ha totalizzati 2.736.

  • Montblanc WorldSecond, il contest per cogliere l’attimo

    Montblanc WorldSecond, il contest per cogliere l’attimo

    “The Montblanc WorldSecond” è la nuova app di Montblanc per smartphone che viene lanciata insieme ad un contest fotografico. I partecipanti sono chiamati a catturare la bellezza di un momento nello stesso istante

    The Montblanc WorldSecond è la nuova app per smartphone di Montblanc che ritorna, dopo il grande successo di “The Beauty of a Second” del 2011 con Wim Winders testimonial di un contest dedicato all’arte del cortometraggio, con un nuovo progetto interamente dedicato alla fotografia “ready to use”. La Maison con questa nuova app invita gli utenti a catturare, con una fotografia, la bellezza racchiusa in un attimo.

    Montblanc-WorldSecond

    Tramite una app per smartphone sviluppata appositamente da Montblanc e compatibile sia con iPhone che con Android, a partire dal mese di novembre e fino alla fine dell’anno, sarà possibile fermare in uno scatto il fascino di un istante: l’applicazione invierà ai partecipanti 60 alert, invitandoli a fermarsi un attimo per ritrarre la bellezza del momento che stanno vivendo. Grazie a una speciale funzione di countdown, l’App farà in modo che le fotocamere di tutti gli smartphone siano sincronizzate e scattino una foto nel medesimo istante.

    Le fotografie, frutto della creatività dei partecipanti in ogni parte del mondo, verranno poi automaticamente caricate sul sito web worldsecond.montblanc.com, all’interno del quale, scatto dopo scatto, si comporrà un incredibile mosaico di “WorldSeconds”. Montblanc inoltre permetterà a chi avrà scaricato l’App e ai visitatori del sito di liberare la propria immaginazione nel creare delle photo gallery personali da condividere attraverso i social media più diffusi.

    Al termine di Worldsecond all’inizio del 2013, saranno decretati i vincitori di ogni categoria, WorldSecond Photo e WorldSecond Gallery, che riceveranno in premio un esemplare della collezione di orologeria Montblanc TimeWalker UTC.

    L’abbiamo scaricata e provata anche noi e possiamo dire che è davvero una bella idea. Una volta scaricata l’applicazione, il sistema vi segnala quello che sarà il prossimo WorldSecond con un countdown. Quando si è vicini allo zero, tenevi pronti con la camera del vostro smartphone e fotografate quello che vi sta intorno in quel momento. Automaticamente la foto viene caricata su worldsecond.montblanc.com. Sul sito poi sarà possibile vedere anche tutte quelle che sono state scattate nello stesso momento in cui avete scattato la foto anche voi e avere così di vedere cosa gli altri utenti da altre parti del mondo hanno fotografato. Davvero una bella esperienza che vi invitiamo a fare!

    L’applicazione è disponibile per iPhone e iPad e per i dispositivi Android

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  • #PiazzaFontana, il ricordo su Twitter

    #PiazzaFontana, il ricordo su Twitter

    Piazza Fontana 43 anni dopo, una delle tanti stragi impunite della storia del nostro paese. E anche i social media oggi si sono mobilitati per ricordare e non dimenticare. Su Twitter l’appuntamento era per le 16:37, ora della strage

    #PiazzaFontana oggi 43 anni dopo e il ricordo sui social media. La rete che si mobilita per non dimenticare una strage, una delle tante ancora impunite del nostro paese, che è ancora una ferita aperta. Nell’era dei social media è quindi possibili ricordare per non dimenticare coinvolgendo tutti ad esprimere un pensiero per smuovere le coscienze. Ricordiamo che la grande maggioranza di chi oggi ha voluto contribuire a questa iniziativa non ha neanche 43 anni, gli anni della strage appunto.

    Tutto inizia stamattina quando Andrea Vianello, conduttore del programma Agorà che va in onda alle 8:00 del mattino su Rai 3 e che riscontra sempre un grande coinvolgimento sui social media, lancia l’iniziativa di twittare tutti alle 16:37, ora della strage di Piazza Fontana usando l’hashtag #piazzafontana. In poco tempo, circa un’ora dopo, si contavano, via Topsy, già 641 mentions.

    Abbiamo provato a seguire durante tutto l’arco della giornata questo hashtag, facendo uso di tools reperibili online, che alla fine contano, nel momento in cui scriviamo un totale complessivo di circa 3 mila tweets. Hashtracking.org traccia un quadro di 3,531,109 impressions attraverso le quali si è raggiunta una audience di 2,368,965 followers nell’arco delle ultime ore.

    Questi gli users più menzionati.

    #piazzafontana user mentions

    Come dicevamo, l’iniziativa è stata lanciata stamattina intorno alle 8:00 e quindi da subito si è registrato un consistente numero di tweets con hashtag #piazzafontana per poi diminuire intorno all’ora di pranzo e poi risalire fino all’appuntamento delle 16:37, come si può vedere bene dai grafici in sequenza

    #PiazzaFontana

    #PiazzaFontana 1

    #PiazzaFontana 2

    Questi invece i due tweets che hanno avuto il maggior numero di condivisioni e sono quello di Pierluigi Bersani, segretario del Pd, 186 RT e 45 oreferiti, e quello di @lddio, uno dei più famosi Twitter user in Italia, 115 RT e 10 preferiti.

    #piazzafontana @pbersani

    #piazzafontana @lddio

    La strage provocata da una bomba posta nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano fece 17 vittime, 14 morte sul colpo, e 100 feriti.

    I nomi delle vittime:

    Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti.

    Questa l’immagine originale creata da Giuseppe Tommasini, @giustommasini, “Chi è Stato?“, per l’occasione che ringraziamo per averci permesso di pubblicarla

    #piazzafontana  di Giuseppe Tommasini @giustommasini

  • Foursquare, il racconto del primo raduno dei SuperUsers in Italia

    Foursquare, il racconto del primo raduno dei SuperUsers in Italia

    Nei giorni scorsi si è tenuto a Firenze il primo raduno al mondo dei SuperUsers di Foursquare. Un’occasione per confrontarsi finalmente di persona della piattaforma di geolocalizzazione più usata al mondo. Ecco il racconto della giornata

    Il 1° Dicembre a Firenze, nella magica cornice di Sala Pistelli, Palazzo Medici-Riccardi, per la prima volta al mondo una rappresentanza di SuperUsers di Foursquare (stavolta solo Italiani) si è riunita ed incontrata per confrontarsi e discutere – finalmente di persona – alcune tra le più rilevanti e frequenti tematiche relative alla gestione e alla crescita del loro Geo-Social Network. Vista la “prima Mondiale”, Foursquare Ltd, dagli Uffici di New York, per tramite della Community Manager Nina Yiamsamatha, è stata lieta di dare il proprio appoggio ufficiale deliziando i partecipanti con i consueti gadgets (adesivi, spillette, magliette, ecc..), ma non solo: sia dagli uffici americani che da quelli aperti di recente nel Regno Unito, sono arrivati due filmati di ringraziamento per il lavoro svolto dai SuperUsers Italiani, oltre all’inaspettato filmato appositamente realizzato da un vero e proprio“mito” di Foursquare quale Nate Bonilla Warford, l’inventore del Foursquare Day #4sqDay. I filmati hanno scaldato i cuori di tutti i SUs presenti che, ricordiamo, sono tutti rigorosamente volontari!

    Ma non diamo per scontato che tutti sappiano chi sono i questi SuperUsers (@It4sqSU su Twitter): ricordiamo che si tratta degli utenti più appassionati (o “impallinati” come simpaticamente li definisce Diego Orzalesi, coordinatore del gruppo dedicato su Facebook) che, a fronte di una rigida selezione, hanno ricevuto da Foursquare l’incarico ufficiale  di tenere ordinati i “luoghi” (dette in gergo venues), con l’unico obiettivo di garantire la migliore esperienza di utilizzo a tutti gli utenti.

    Questi sono alcuni dei loro principali “super poteri”: modificare le venues (ad esempio correggerne nome, posizione e categoria, accorpare i duplicati e chiudere quelle inesistenti o di fantasia); definirne ed applicarne la nomenclatura, nel pieno rispetto delle guidelines internazionali; controllare che utenti e Brands utilizzino Foursquare in modo etica e conforme alle policies della Casa madre.

    Tornando al Il Meeting Italiano dei SuperUsers Foursquare Italiani, non possiamo fare a meno di ringraziare Giacomo Billi,  Assessore al Turismo della Provincia di Firenze per il patrocinio ma soprattutto per la location, la prestigiosa Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, senza contare l’esperta guida turistica, che ha guidato nel pomeriggio SuperUsers ed appassionati di Foursquare lungo un percorso alla scoperta di Firenze tra Storia Medioevale, Rinascimentale e… interessanti “chicche” del Novecento.

    Durante la mattinata i SuperUsers si sono incontrati e conosciuti raggiungendo così lo scopo primario: “fare Community”.
    Dopo aver assistito in “religioso silenzio” ai 3 contributi video sopracitati, si sono subito messi al lavoro per definire i punti di un documento che è stato poi inviato in queste ore alla Sede Principale di New York. Nel documento sono stati segnalati i punti di più forte interesse riguardanti le specificità del panorama Italiano (Traduzioni, gestione delle categorie, ecc..). Non sono mancati momenti di “acceso dibattito” – guai se così non fosse stato – che hanno però risolto alcune importanti questioni, da tempo oggetto di discussione sul forum.

    Keep Calm 4sqOltre alla Provincia di Firenze ed ai Partners (HootSuite, Uplink, Fritumuv e Esox Informatica Group, Hotel Raffaello e CAP Viaggi) che qui ancora ringraziamo per l’appoggio ed il supporto, i due Sponsors (SEAT Pagine Gialle Italia e 3 Italia) non si sono limitati a sostenere l’evento, ma hanno colto l’occasione per confrontarsi costruttivamente con quella porzione della Community di Foursquare che, oltre a rappresentare gli Utenti è specificatamente deputata non solo a vigilare ma anche istruire gli altri Utenti, ma anche i titolari di esercizi commerciali e Brands.

    In particolare SEAT Pagine Gialle Italia, nella persona di Paolo Chiaberto – Responsabile Progetto Mobile – ha presentato le nuove strategie in atto oramai da tempo, per gestire la migrazione del pubblico e dei clienti dai volumi di carta al digitale (web e mobile), mentre Daniele Biolatti – Product Manager dell’area mobile – ha illustrato le caratteristiche più distintive dei servizi mobile di SEAT.
    Insieme hanno poi proposto di aprire un vero e proprio “canale di collaborazione” privilegiato con la Community dei Super Users Italiani di Foursquare, con l’obiettivo di ascoltare, valutare e proporre iniziative ed ipotesi di collaborazione future.

    Rachele ZinzocchiResponsabile Social Media di 3 Italia, ha invece condiviso con i presenti l’entusiasmo del gestore telefonico per le attività già in passato realizzate, citando in particolare la prima iniziativa di questo genere, in occasione dei festeggiamenti del “Foursquare day” #4sqday il 16/04/2012: grazie all’espressa autorizzazione della casa Madre, 3 ha realizzato una serie di gadget che ha distribuito ai propri clienti nei vari punti vendita sparsi per l’Italia, riscuotendo un grande successo, come dimostrato dai picchi dei grafici mostrati nei grafici di analisi di traffico sui vari Social Networks.

    Non possiamo nascondere l’entusiasmo che ha suscitato il gadget appositamente personalizzato per i SuperUsers italiani, che tanta invidia ha scatenato tra coloro che, per varie ragioni, non sono riusciti a partecipare: un guanto speciale con dita sensibili al tocco, per riuscire ad interagire con telefoni e palmari anche nei rigori di questo inverno, che si preannuncia particolarmente rigido!

    Nonostante la pioggia battente, sia i Super Users intervenuti, che gli altri appassionati di Foursquare ed i Partners dell’iniziativa, non sono voluti mancare al tour basato sui tips “nascosti” nelle venues di Firenze più rappresentative, tappe a loro volta del “Tour alla scoperta della Firenze del ’900”. I gadget ufficiali Foursquare che sono stati messi a disposizione sono naturalmente andati “a ruba” e l’ambitissima nuova T-Shirt 2013 è stata aggiudicata al “fotofinish” dopo un serrato conciliabolo sulla legittimità della risposta data … la prossima volta chiameremo un Notaio! ;)

    Ricordiamo che l’incontro è stato organizzato da: Michael Forni Ambassador di Foursquare in Italia, SuperUser di 2° Livello, Tommaso Sorchiotti, che ha partecipato all’organizzazione delle “Conferenze dei Sindaci di Foursquare, all’avvio dell’Osservatorio Foursquare Italia e ha organizzato altri eventi dedicati a Foursquare con l’indispensabile apporto logistico ed organizzativo di Diego Orzalesi SuperUser di 2° Livello e Community Manager degli “Italian Foursquare SuperUsers”.

    Si meritano “Menzioni SpecialiFrancesca Fabbri, in rappresentanza dell’organo indipendente “Osservatorio Italiano su Foursquare” – che segue da sempre le dinamiche del Social Network newyorkese – ma soprattutto Flavio Piccioni, uno dei 3 Super Users Italiani di 3° Livello (“Agenti speciali con diritto di vita e di morte sulle venues”, ndr) che è arrivato appositamente da Roma e che non solo ha dato una mano durante le fasi organizzative, ma si è speso per fungere da moderatore durante il Meeting, svolgendo al meglio il ruolo forse più difficile tra tutti i Super Users: dire l’ultima parola e prendere le decisioni finali.

    Che dire … é stata un’esperienza bellissima e piena di grandi soddisfazioni: si vocifera già di un’edizione #4sSUmeet13 a Roma … magari estesa ai Super Users degli altri Paesi!

    Viva Foursquare, every check-in counts™

  • Teletopi 2012, gli oscar delle web tv italiane

    Teletopi 2012, gli oscar delle web tv italiane

    Manca ormai pochissimo ai Teletopi 2012, gli oscar delle web tv italiane che avranno luogo giovedì 6 dicembre a Reggio Emilia. Giuria di esperti di eccezione che sceglieranno tra 13 categorie, 4 menzioni, 3 premi speciali e 1 premio dalla rete.

    Per il sesto anno consecutivo, conto alla rovescia per Teletopi, gli oscar delle web tv italiane. Il premio è assegnato da una giuria composta da otto giornalisti, esperti di nuovi media e critici del mondo della carta stampata, tv e web: Alessandra Comazzi (La Stampa), Luca De Biase (Nòva24-Sole24Ore), Mirella Poggialini (Avvenire), Antonio Sofi (Rai3), Francesco Soro (Next-tv.it), Riccardo Staglianò (La Repubblica), Maria Volpe (Corriere della Sera). La giuria è presieduta per il terzo anno consecutivo da Carmen Lasorella.

    Giovedì 6 dicembre nell’Aula Magna P. Manodori dell’Università di Modena e Reggio Emilia (via Allegri, 9 – Reggio Emilia) la consegna dei premi alle web tv suddivise in 13 categorie: informativa, di denuncia, turistica, amarcord, giovane, sportiva, da community, universitaria, realizzata dalla Pubblica Amministrazione, realizzata dalla tv locale, aziendale esterna o detta anche brand tv, aziendale interna o detta anche business tv e infine piattaforma digitale green. Teletopi 2012 assegnerà anche 4 menzioni speciali (per il miglior format, per il miglior modello di business, per il miglior modello di social tv e per il miglior modello di mobile tv), 3 premi speciali per progetti legati al video che nel 2012 si sono dimostrati innovativi incidendo nell’agenda della Rete e un premio speciale espressione del voto della Rete con il quale anche i navigatori potranno esprimere la loro preferenza fino alle ore 13 del giorno della premiazione: il voto decreterà il Teletopo per la migliore web tv espressione della Rete.

    Durante la giornata di premiazione, dalle ore 9, si alterneranno plenarie, laboratori, lectio e barcamp. Tanti i relatori coinvolti, tra cui Carmen Lasorella (presidente di giuria), Piero Gaffuri (RAI Nuovi Media), Maria Volpe (Corriere della Sera), Guido Scorza (Istituto Politiche dell’innovazione), Riccardo Staglianò (La Repubblica). Online su Teletopi.tv il programma completo. Registrazione online gratuita ma obbligatoria. Focus sui media digitali che hanno raccontato il terremoto in Emilia, Abruzzo e nel Pollino e la prima “pinterview” con Carmen Lasorella (Presidente di giuria Teletopi 2012). In anteprima anche la presentazione di due ricerche: il nuovo rapporto dedicato alla Pubblica Amministrazione su Facebook e Twitter con Giovanni Arata e la ricerca sull’utilizzo dei social media in azienda con Andrea Albanese del Poli.Design – Politecnico di Milano. Teletopi 2012 sarà anche anticipata da un confronto sui linguaggi in rete previsto mercoledì 5 dicembre nell’Aula 2 dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

    Teletopi 2012 è ideato e promosso da Altratv.tv e realizzato in collaborazione con thedotcompany e Energee3 e con il supporto dell’UNIMORE (Università di Modena e Reggio Emilia).
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