Tag: social media

  • #FoodTTT, come Cibo e Social Media si incontrano

    #FoodTTT, come Cibo e Social Media si incontrano

    #FoodTTT è il nuovo evento del SocialabTTT che sabato 18 Maggio 2013 dalle ore 18,30 in contemporanea in 8 città, sempre allo scopo di trattare argomenti e tematiche diverse nell’ottica dei Social Media, questa volta si cimenta con il Food. Con bloggers ed esperti di cucina, sarà l’occasione di vedere come Cibo e Social Media in realtà sono una combinazione sempre vincente

    #FoodTTT, a tavola non si twitta! E’ questo il titolo del prossimo evento del SocialabTTT che si terrà sabato 18 Maggio dalle ore 18,30 e in contemporanea in 8 città: Milano, Genova, Parma, Bologna, Roma, Corato (Ba), Lecce e Messina. Sarà quindi l’occasione di conoscere e indagare meglio come il Cibo e i Social Media possono essere, anzi sono, una combinazione vincente.

    Per quel riguarda l’evento bolognese, sarà certamente un’esperienza assolutamente da non perdere in quanto ci sarà modo, grazie alla location, di vedere in pratica come Cibo e Social Media si incontrano, ma anche provare ad indagare come la Rete può essere utilizzata per farsi conoscere e far “girare” le proprie ricette. Ovviamente non vi sveliamo tutto ed è questo il motivo per cui non potete assolutamente mancare.

    #foodttt-locandinaIl format prevede, come sempre, la partecipazione di ospiti che ci aiuteranno a conoscere meglio il Food in relazione alle nuove tecnologie. E per questo a Bologna sarà ospite Francesca Gonzales (@la_gonzi), una delle food bloggers più conosciute e seguite in Italia, modenese di nascita ma vive a Torino. Il suo blog Spadelliamo insieme è la sua casa nella quale sperimenta e inventa le sue ricette. Animata da un forte spirito di condivisione, è molto attiva sui Social Media e scrive anche su altri blog a tema. Insomma, l’evento di Bologna è una bella occasione per conoscerla.

    Altra blogger, ospite d’eccezione, è Alice Savorelli, food blogger, vegana, autrice di libri di cucina vegana, sul suo blog Cotto&crudo propone non solo raffinate ricette vegane ma una vera e propria filosofia dell’alimentazione sostenibile. Per lei tre parole chiave: green, sustainable, cruelty-free. Anche lei da non perdere.

    Gli altri due ospiti saranno gli chef crudisti Sara Balestri e Vito Cortese, fautore del progetto Nudo&crudo.net una scuola di cucina crudista itinerante che fa corsi in Italia e nel mondo.

    Allora, non ci sono dubbi che l’evento si presenta molto interessante ed è quindi logico invitravi ancora una volta a non perderlo!

    [box type=”info” align=”aligncenter” ]Per gli amici bolognesi che volessero partecipare, l’appuntamento è sabato 18 maggio dalle ore 18,30, presso la sede dell’Associazione Fuori Moda, in via Cesare Battisti 9, suonare al campanello con su scritto “Interno 2”.[/box]

    Il prezzo dell’aperitivo è 10 euro.

    Obbligatorio iscrivervi a questo link scegliendo la città a cui si intende partecipare, nel vostro caso scegliete Bologna.

    Allora, ci vediamo lì vero?

  • La Morte di Andreotti, su Twitter è boom

    La Morte di Andreotti, su Twitter è boom

    Andreotti è morto oggi all’età di 94 anni a Roma nella sua casa. I sette volte Presidente del Consiglio è sicuramente il politico italiano più discusso, vista la sua lunghissima attività politica. Con la sua morte tanti segreti della nostra storia forse continueranno a restare tali e di questo si parla su Twitter, dove dalle 12,25 è un vero boom. Oltre 20 mila tweets in meno di due ore con una media di quasi 750 al minuto

    Andreotti è stato certamente l’uomo politico che ha segnato la Storia Italiana dal Secondo dopo Guerra ad oggi. La sua lunghissima attività politica, iniziata da giovane sin dalla Costituente, ha fatto si che venisse a diventare simbolo del potere politico in Italia. A tal punto da essere il fulcro attorno al quale sono ruotati tutti gli eventi nevralgici che hanno segnato la nostra storia. Alla guida della Democrazia Cristiana e quindi alla guida per sette volte del nostro paese come Presidente del Consiglio, Andreotti è stato artefice e protagonista di tanti fatti, di cui di molti dei quali, ora, non sapremo più come realmente accaddero.

    E allora, dato il personaggio, la notizia della morte di Andreotti fa il giro del mondo grazie anche a Twitter, su cui sin dai primissimi minuti dopo la notizia, erano le 12,25, si sta registrando, e lo potete vedere anche in tempo reale nel grafico in basso, un vero e proprio boom. In meno di due ore si sono registrati oltre 20 mila tweets, quasi alla media di 750 al minuto. Grazie alla piattaforma Keyhole che ci permette questo monitoraggio, possiamo dire che è la prima volta che assistiamo ad un evento del genere nel nostro paese.

    Come potete notare, il flusso di tweets è ancora in divenire e quindi è abbastanza imprevedibile in questo momento dare un numero definitivo, certo è che finora gli utenti a twittare sono oltre 3 mila e 500, il reach è molto alto, oltre 34 milioni, così come anche le impressions, 105 milioni e mezzo.

    L’hashtag che abbiamo attivato sono #Andreotti e poi abbiamo seguito anche le due keywords Giulio Andreotti e Andreotti. Vedete in basso le percentuali di distribuzione:

    Fino a questo momento, ma è un dato che eventualmente vi aggiorneremo, il tweet che ha ottenuto il maggior numero di condivisioni è quello de “Il Triste Mietitore” (@TristeMietitore), 1580 Rts e 578 preferiti

    Segue quello di Enrico Mentana, direttore Tg La7, (@ementana)

    Segue poi un altro tweet de Il Triste Mietitore

    Molto condivisi poi Cetty D.

    E anche Dio (@Iddio)

    Come vedete dal grafico in basso, si sta twittando molto da mobile, vuol dire che questo è un ulteriore esempio di evento seguito via second screen:

    Questo un po’ il quadro generale che evidenzia l’eccezionalità dell’evento. I numeri che vi stiamo riportando ovviamente sono solo un indicatore di una parte delle conversazione che stanno avvenendo in queste ore sulla Rete, ma che certamente danno idea della dimensione dell’evento stesso. Sicuramente i numero cambieranno sensibilmente per via della crescente attenzione dei media sulla notizia e sui vari approfondimenti che si verificheranno nelle prossime ore che troveranno senz’altro modo di essere discussi anche su Twitter. Di conseguenza potremmo assistere a qualche cambiamento nei top tweets che vi aggiorneremo. In ogni caso, potete seguire l’andamento del flusso dei tweets che rimarrà attivo su questa pagina.

  • Social Media e Quotidiani, ecco come si comportano i giornali online

    Social Media e Quotidiani, ecco come si comportano i giornali online

    Social Media e Quotidiani, un rapporto ormai in continua crescita e la ricerca che vi proponiamo oggi di Blogmeter, presentata da Vincenzo Cosenza al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, ci dà il quadro di come le edizioni online delle testate giornalistiche italiane si comportano su Facebook e su Twitter

    Come gestiscono i social media le testate quotidiane italiane? Come si rapportano ai loro lettori su Facebook e Twitter, i due social media più importanti? Ai due interrogativi ha risposto Blogmeter attraverso una ricerca presentata durante il recente Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. Blogmeter, grazie al suo strumento di analisi Social Analytics, ha rilevato ben 11,5 milioni di interazioni (Twitter: 4 milioni; Facebook: 4,5 milioni), sviluppate da 56 pagine facebook e 38 account twitter delle maggiori testate giornalistiche italiane nei primi tre mesi dell’anno, ossia Facebook: 01 gennaio 2013 – 31 marzo 2013; Twitter: 14 febbraio 2013 – 14 aprile 2013.

    I Quotidiani su Facebook

    Le performance del comparto su Facebook sono riassunte nella Engagement Map (immagine di copertina in alto) che mostra il posizionamento secondo il numero dei fan (ascisse), il total engagement come somma di like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca (ordinate), il numero di post scritti (ampiezza della bolla). Il quadrante dei leader è occupato da La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Fanpage.it (la testata all digital che raccoglie più fan di tutti), Leggo (al terzo posto per numero di condivisioni e commenti suscitati). Seguono a distanza il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.

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    La Repubblica stacca tutti per quantità di interazioni: sono circa 5 milioni quelle suscitate in 3 mesi, mentre il Fatto Quotidiano si ferma a 2 milioni. Promettente la posizione de Il Messaggero, Il Giornale, Libero, The Huffington Post, che riescono a coinvolgere i propri lettori pur non avendone un numero superiore alla media. Purtroppo la maggior parte delle testate ricade nel quadrante dei laggards (non visualizzati per consentire una migliore lettura del grafico) coloro che sono in forte ritardo sia in termini di fan che di coinvolgimento.

    I Quotidiani su Twitter

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    Su Twitter i meglio posizionati in termini di follower e di mention (RT, Reply e citazioni spontanee ricevute) sono La Repubblica (con oltre 800.000 follower e circa 207.000 menzioni in 3 mesi), Il Corriere della sera, Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Il Sole 24 Ore, La Gazzetta dello Sport e Il Post. Con un numero di citazioni superiori alla media del settore anche Linkiesta e Fanpage.it. Anche qui la maggior parte delle testate risulta in ritardo nell’uso del mezzo. I giornali più grandi tendono ad usare più account tematici verticali e a sfruttare la notorietà dei giornalisti per socializzare le notizie. Paga la pratica del live twitting e l’uso degli hashtag in occasione di eventi quali le elezioni e Sanremo. Da sottolineare proprio la capacitá delle testate di saper introdurre hashtag che attraggono l’interesse degli utenti.

    Rispetto allo scorso anno emerge una maggiore presa di coscienza dell’importanza dei social media – sostiene Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter – anche se l’utilizzo è meramente strumentale a veicolare traffico sul sito web principale. Scarso l’uso di tecniche di coinvolgimento del lettore: i link puri e semplici vengono preferiti alle foto, che però risultano essere più apprezzate dai lettori. In definitiva si usano ancora i social media come “nuove edicole”, senza una cura del contenuto postato su Facebook e Twitter, né del dialogo con fan e follower. Eppure l’attenzione alla community potrebbe rivelarsi molto importante nel lungo periodo, per fidelizzare i lettori e stimolarli, eventualmente, ad acquistare contenuti di qualità”.

  • Netizen 2013, la mappa delle web tv in Italia [Infografica]

    Netizen 2013, la mappa delle web tv in Italia [Infografica]

    Netizen 2013 è la ricerca annuale, promossa da Altratv.tv, l’Osservatorio italiano delle web tv, che quest’anno è stata presentata in anteprima all’Internationa Journalism Festival di Perugia alla presenza di Giampaolo Colletti, fondatore di Altratv.tv, di Luca De Biase e di Beatrice Nolli di Directo, l’agenzia che ha curato lo sviluppo dell’infografica che vi presentiamo oggi

    Netizen 2013, la ricerca che ogni anno Altratv.tv pubblica per avere il polso della situazione delle web tv in Italia, è stata presentata giovedì scorso a Perugia, all’interno del Festival Internazionale del Fiornalismo, alla presenza di Giampaolo Colletti, Luca De Biase e Beatrice Nolli di Directo, l’agenzia che quest’anno ha curato lo sviluppo dell’infografica che vedete il fondo al post, una novità di questa edizione.

    Netizen-2013-Colletti-De-Biase-Nolli

    Netizen sta per “internet e citizen” e descrive  da otto anni i cittadini digitalizzati videomaker, ovvero i creatori di web tv, media digitali, community online, blog e videoblog informativi e verticali.

    Esito della ricerca è che per la prima volta ci sono meno “antenne” ma più strutturate, e con un uso maggiormente consapevole dei nuovi strumenti, dai social network ai devices mobili.

    Nel 2012 si sono registrate 1350 realtà, di cui 584 web tv e 766 media digitali. L’ultimo monitoraggio, quello relativo al 2011, contava 642 web tv, e così la crisi ha bussato anche alle porte dei nuovi media, facendo registrare per la prima volta un segno negativo: -7% rispetto all’anno precedente (2011). Lombardia (81), Puglia (74), Lazio (66) ed Emilia Romagna (50) sono le regioni con la maggiore distribuzione di web tv. Puglia (71), Lombardia (66), Campania, Lazio e Sicilia (65) quelle dove si registra il maggior numero di media digitali. La Pubblica Amministrazione conta 115 web tv, mentre quelle delle università sono 32.

    Così i ricercatori di Altratv.tv continuano a monitorare lo stato di salute delle imprese di comunicazione che nascono in rete. La ricerca è stata condotta intervistando 400 “antenne” italiane, distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. La ricerca ha riguardato cinque gli ambiti di studio: aspetti editoriali e mezzi produttivi, partner e business model, team e relativa gestione, social network e videosharing, devices mobili.

    Così i piccoli player che resistono si strutturano maggiormente, si consorziano, tendono ad influire maggiormente nell’agenda del territorio e ad intercettare community più coese e con investimenti più cospicui. Crescono le realtà con un target verticale (28%), rispetto a quelle di taglio generalista e territoriale (60%). E i pubblici sono la vera novità, più maturi che in passato: due su tre hanno sopra i 24 anni. Cresce l’intesa con la PA: ben il 40% registra riconoscimento e collaborazione (rispetto ad un 36% che denuncia indifferenza) e un 8% formule di finanziamento. Una antenna su due (precisamente il 52%) produce contenuti ottimizzati anche per una fruizione su dispositivi mobili e addirittura un 9% ha sviluppato una app con contenuti “freemium”, ovvero gratuiti e a pagamento.

    Dalla ricerca però viene individuato essenzialmente il punto critico che sembra pesare su uno sviluppo maggiore delle web tv e dei loro progetti futuri. Parliamo del problema relativo ai finanziamenti e il dato del 70% delle web tv che va avanti col sostegno dell’ideatore definisce bene quale sia lo scenario attuale. Il periodo di crisi attuale ha reso ancora più evidente in questo periodo questo stato di difficoltà, che come dicevamo prima segna per la prima volta una flessione nel numero di web tv in Italia, e produce due effetti: la chiusura oppure la stagnazione che impedisce qualsiasi progetto di sviluppo futuro. Da questo punto di vista, ci auguriamo che la situazione in generale migliori per permettere alle web tv di poter giocare ancora un ruolo importante, anzi fondamentale.

    Interessante notare, infine, che la maggior parte delle web tv tra i social network usa per la maggior parte Facebook (94%), Twitter (78%). Dal punto di vista della pubblicità si registra un 32% che afferma di non usare nessun tipo di pubblicità, mentre il 30 sostiene du fare campagne su Facebook, il 22% usa banners.

    In basso l’infografica, sviluppata e curata da Directo, con cui vantiamo una bella partnership, con la preziosa collaborazione del disegnatore Riccardo Pieruccini (Ruggine).

    netizen-2013-infografica-directo

  • Twitter e Giornalismo, lo scenario italiano al #ijf13

    Twitter e Giornalismo, lo scenario italiano al #ijf13

    E’ iniziato oggi il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e durerà fino al 28 Aprile. Tantissimi e personaggi e gli eventi, imperdibili. Tra questi l’evento di oggi dal titolo “Twitter e giornalismo personale: lo scenario italiano” con la presentazione di uno studio di Edelman che rileva lo scenario italiano nel mondo di Twitter

    Twitter e Giornalismo oramai hanno intrecciato un legame forte e per certi aspetti, quasi obbligato per la natura stessa che ha Twitter. Molte volte ci siamo chiesti quale fosse la realtà italiana in merito a questo legame. Allora proprio in occasione della prima giornata del Festival Internazionale del Giornalismo, che si tiene a Perugia fino a domenica 28 Aprile, vi rendiamo conto dell’interessante incontro che aveva come tema “Twitter e giornalismo personale: lo scenario italiano“, occasione tra l’altro di conoscere l’interessante studio condotto da Edelman condotto su un campione di 2000 giornalisti “twitteri”.

    Le breaking news e le dichiarazioni? Si cinguettano. Ormai giornalisti, politici e VIP fanno tutto con un tweet. Quale sarà il futuro per le agenzie di stampa? E quali saranno le opportunità e quali i rischi per il giornalista attivo sul social network?

    Questi sono stati i temi del panel a cui hanno partecipato Fabrizio Goria, de Linkiesta; Andrea Iannuzzi, direttore AGL; Dennis Redmont, giornalista e scrittore. A moderare il dibattito Mauro Turcatti, di Edelman.

    Tanti sono gli aspetti che confermano il trend del social che potrebbe prendere il posto delle agenzie di stampa: i giornalisti firmano i loro articoli inserendo il loro account, la propria pagina del social appare tra i primi posti dei risultati organici di Google e il tweet arriva sempre più spesso prima del lancio di agenzia.

    Ecco i dati dell’indagine di Edelman:

    – Il target è composto per il 70% da uomini e il restante 30% da donne;

    L’italiano è la lingua prevalente. L’86% dei giornalisti del campione twitta in italiano, solo 1 su 6 invece scrive in inglese;

    Gli account verificati sono una rarità;

    Il 40% degli account non rimanda a link Url. Tra questi il 45% inserisce il link di una pagina personale; il 24% , meno evoluto nell’attività di personal branding, rimanda alla rubrica in cui scrive; il restante 5% al profilo su Facebook e il 6% è composto dai direttori dei giornali.

    Il maggiore sbarco c’è stato due anni fa per l’effetto “De Bortoli – Fiorello”;

    – La frequenza per il 75% si attesta a cinque tweet al giorno. Solo 1 giornalista su 5 è un super user;

    Twitter è un luogo, non uno strumento”, così Fabrizio Goria, ha spiegato l’uso che fa del social. “Twitto in inglese da marzo 2011. Ho iniziato cercando notizie sul terremoto in Giappone. Nel mercato finanziario se lanci un tweet sbagliato compi un reato”.

    Anche per Andrea Iannuzzi twitter non è autosufficiente.

    I singoli giornalisti hanno la libertà di twittare notizie o presunte notizie non verificate, prima delle agenzie, perché quest’ultima deve fare verifiche che il singolo giornalista può non fare, con un basso rischio di brutta figura”. Ed ha precisato che non sempre è funzionale arrivare primi: “Il concetto di concorrenza, con la rete, deve cambiare a vantaggio della collaborazione, per avere una informazione migliore. Non c’è motivo per farsi la guerra, consapevole che non sia un concetto diffuso. L’utente consulta più fonti. Non si ricorda nessuno chi ha twittato per primo. Vale di più la fiducia. Nel metodo di lavoro le notizie mi arrivano su Twitter e poi guardo le agenzie per trovare conferme”.

    Dennis Redmont invece ha iniziato da poco:

    Ho 116 follower, ho aperto il profilo solo qualche mese fa. Il mix dipende da ciò che fai. Da pensare bene quale è il tuo profilo”.

    L’occasione è stata poi utile per delineare in merito ai temi trattati, quali fossero le virtù e i vizi del social. Sei sono le virtù: breaking news; fonti; i fact checking; i testimoni di un evento attraverso twitter e la facilità con la quale si distribuiscono contenuti.

    Sette i vizi “capitali” del social: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira ed infine accidia.

    E’ stato poi attivato un sondaggio “Twitter ucciderà le agenzie di stampa?” Si può partecipare e rispondere su @giornalisti_ita. C’è tempo fino a domenica.

    (credits: official press release http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/29520/)
  • Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media, alcuni consigli da LivePerson

    Engagement e Social Media sono ormai parole chiavi obbligate per le aziende che vogliono iniziare ad usare canali di comunicazione digitale. Spesso proviamo a dare suggerimenti per fare in modo che una strategia di comunicazione possa essere d’aiuto, ma oggi vi proponiamo dei consigli preziosi che ci da LivePerson, azienda leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale

    Engagement, ossia essere coinvolgenti coi propri utenti/clienti, ha assunto ormai un valore di fondamentale importanza nell’intento di comunicare attraverso i Social Media. Sappiamo che tante aziende, oggi, scelgono di essere presenti sui social media, ma quante di queste seguono una strategia precisa? Quante si sono prefissate un preciso obiettivo da raggiungere? Quante si pongono il problema di come gestire al meglio i canali social e massimizzare il coinvolgimento degli utenti. Chi ci segue sa quanto teniamo a questo tipo di argomenti e spesso abbiamo provato a fornire dei suggerimenti, ma oggi facciamo nostri e ve li proponiamo i consigli di Mario Manzoli, Regional Sales Manager per l’Italia di LivePerson, fornitore leader di soluzioni di online engagement intelligente e in tempo reale. Alcuni vi saranno già noti e forse vi sembreranno anche scontati, ma val la pena di ricordarli. In complesso sono essenziali e precisi, vediamoli insieme.

    1. Scegli un social media e gestiscilo al meglio

    Se ancora non hai adottato una strategia di social engagement, può non essere facile decidere da dove cominciare: Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, Google+, Pinterest, Blogging… la cosa migliore è identificare il social network che più di altri possa aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di business e il livello di engagement prefissato. Per far ciò sarà necessario fare qualche ricerca a monte, per comprendere che tipo di target utilizza ciascuna piattaforma e in che modo. In un secondo momento, sarà poi ovviamente possibile estendere la propria presenza ad altri canali, ma sceglierne uno e gestirlo al meglio è il modo migliore di cominciare.

    2. Crea un team dedicato

    Niente di peggio di un canale social che non interagisca con i suoi fan/follower o che ignori le loro domande. Non basta postare contenuti di tanto in tanto: i social vanno alimentati con regolarità e il dialogo con il pubblico è fondamentale. Allo stesso modo, se decidi di abbandonare un profilo precedentemente creato, ricordati di cancellarlo definitivamente: l’inattività non è mai percepita positivamente.

    3. Ascolta il web

    Monitorare quanto viene detto sul web è fondamentale: gli Alert di Google non bastano.  Cosa devi monitorare? Per prima cosa le parole chiave associate al tuo brand, ma non solo: segui anche ciò che viene detto sul tuo settore, sui tuoi concorrenti, sui vostri prodotti. Ascoltando la voce del web potrai comprendere meglio i tuoi utenti e garantire loro un’offerta più mirata.

    4. Stabilisci la social media policy interna

    E’ sempre bene esplicitare una serie di linee guida relative al comportamento che i dipendenti di un’azienda sono tenuti a seguire sui social. Ma attenzione: l’accento non va tanto posto sulle restrizioni, ma piuttosto su ciò che i dipendenti possono fare per contribuire a sviluppare una percezione positiva dell’azienda sul web.

    5. Mostra il volto umano del brand

    Per quanto possano amare il vostro brand, i clienti ricercano un contatto umano. Anche quando si comunica per conto di un’azienda, è bene far capire al pubblico chi c’è dietro l’account, specialmente nel caso di servizi di assistenza. Ad esempio, non è una cattiva idea quella di far firmare all’operatore un tweet o un post!

    6. Proteggi il brand

    Talvolta, le campagne social sfuggono di mano: basta ricordare alcuni #epicfail, come il caso Groupalia durante il terremoto in Emilia oppure l’hastag #McDstories. Qualunque sia la causa – personale poco competente o non adeguatamente formato oppure una scarsa pianificazione – è bene ricordarsi che il web è un amplificatore e che chi gestisce il profilo di un’azienda parla a nome del brand e non a nome proprio.

    7. Occhio al mobile

    Accertatevi che la vostra presenza sui social risponda anche ai bisogni degli utenti mobile, soprattutto se ancora non avete un’app o un sito ottimizzato. Ad esempio, poiché sempre più utenti utilizzano dispositivi mobili in-store, accertatevi che i vostri profili social siano anche in grado di supportare i consumatori in negozio.

    8. State al passo con i tempi

    I social media evolvono alla velocità della luce anche grazie alla costante aggiunta di nuove feature e plug-in. Probabilmente, tra 5 o 10 anni il mondo dei social media sarà completamente diverso, il che significa che non solo è necessario stare al passo con le ultime novità ma anche – e soprattutto – lanciare uno sguardo al futuro!

    Allora che ne pensate?

  • Internet e motori, ecco i brand più discussi sui social media

    Internet e motori, ecco i brand più discussi sui social media

    Al recente “Internet Motors” di Roma Blogmeter qualche giorno fa ha presentato un’interessante indagine che ha preso in considerazione 50 brand automotive. Risultato: 280.000 conversazioni sul web, 8 milioni di interazioni su Facebook e oltre 30 mila su Twitter. I marchi: Bmw è il marchio che produce il buzz più importante, seguito da Fiat, Volkswagen, Mercedes ed Alfa Romeo

    La maggior parte delle discussioni su internet circa i brand automotive avvengono nei Forum dove gli utenti si riuniscono principalmente per confrontarsi circa le decisioni d’acquisto e per informarsi e commentare i nuovi modelli in uscita sul mercato. Se invece si guarda ai due più importanti social network, Twitter e Facebook, si scopre che il primo è ancora poco utilizzatoil 50% dei brand esaminati non lo prende in considerazione per comunicare con il pubblico italiano – mentre il secondo viene utilizzato, ma spesso solo a scopo di vetrina e non di customer care. La ricerca presentata da Blogmeter in occasione del recente Internet Motors svoltosi a Roma lo scorso 9 aprile, ha preso in considerazione 50 brand automotive e, tramite i tool proprietari Social Listening e Social Analytics, ha analizzato nel periodo che va dal 1 gennaio al 31 marzo 2013 quasi 280.000 conversazioni sul web, 8 milioni di interazioni su Facebook e oltre 30 mila su Twitter.

    Internet-Motori-Brand-Automotive-Blogmeter

    Dall’indagine emerge che il brand più discusso del trimestre è Bmw a cui si riferiscono il 13,6% delle discussioni sulle auto, seguito da Fiat con il 10,6% e a poca distanza da una triade di marchi come Volkswagen, Mercedes ed Alfa Romeo. Su Facebook la maggior parte dei marchi ha una pagina per ogni paese, altri come Fiat, Lancia e Nissan hanno deciso di accorpare le pagine utilizzando le Global Page. I brand di lusso invece preferiscono utilizzare una sola pagina internazionale nella quale dialogano in lingua inglese. Blogmeter è riuscita a isolare i fan italiani anche sulle pagine global e internazionali, scoprendo che il brand con più fan nel nostro Paese è Ferrari con quasi 800 mila fan italiani sugli oltre 11 milioni totali, seguito da Audi Italia (540 mila), Citroën Italia (420 mila), mentre Fiat è in dodicesima posizione con 220 mila fan.

    Fiat si prende però la rivincita su Twitter dove si conferma primo brand con oltre 25 mila follower e 2.341 mention (il profilo si rivolge anche ad utenti di lingua inglese), anche se nel trimestre le crescite maggiori vengono registrate da Ford Italia e Seat Italia. Come detto Twitter è un media ancora poco gettonato dai brand auto e anche chi ne fa uso – spesso utilizzando un solo account per relazionarsi con paesi differenti – ha qualche difficoltà a produrre dei contenuti che riescano a coinvolgere gli utenti. Infine la Facebook Engagement Map (che incrociando le dimensioni “total fan” e “total engagement”, posiziona le pagine Facebook in quattro quadranti che ne qualificano le performance: Leaders, Engagers, Collectors e Laggards), nella quale Blogmeter ha considerato soltanto le pagine che parlano in lingua italiana, mostra come il brand che performa meglio sia Audi Italia,  il cui post più engaging (un video di presentazione della nuova Audi A3 Sportback) è stato anche il secondo miglior post di marzo per numero di interazioni tra tutte le pagine italiane. Completano il settore dei leader Volkswagen Italia, Bmw Italia, Citroën Italia e Mini Italia.

  • David Meerman Scott per la prima volta in Italia

    David Meerman Scott per la prima volta in Italia

    Ecco uno di quegli eventi che non si devono assolutamente perdere. David Meerman Scott sarà in Italia per la prima volta per tenere una Masterclass il prossimo 9 Maggio presso l’Auditorium Gruppo 24 Ore. E’ un’occasione per i professionisti della comunicazione e per tutti coloro che sono interessati a sapere come il Web e i Social Media hanno rivoluzionato il modo di fare Marketing e Pubbliche Relazioni

    Per la prima volta in Italia il famoso esperto che negli Stati Uniti ha cambiato le sorti di numerose aziende per una due giorni di alta formazione accessibile: il 9 maggio una Masterclass dedicata alle best practice del nuovo marketing e digital PR, preceduta da un seminario a numero chiuso sui segreti del mobile marketing. Un appuntamento da non perdere per i professionisti della comunicazione, delle vendite e per gli appassionati al cambiamento e alla libera circolazione dei contenuti.

    Come può oggi un’organizzazione riuscire a far breccia nel mercato con i propri prodotti e servizi grazie al web e ai media sociali? E come può raggiungere e coinvolgere il proprio pubblico di riferimento? In questa operazione, quali sono gli strumenti più adatti e quali le regole da seguire? In che modo, infine, i professionisti della comunicazione – giornalisti, addetti stampa, blogger o community manager – possono essere di supporto alle organizzazioni nel rinnovato scenario pesantemente influenzato dai media sociali?

    Prima che arrivasse il web esistevano solo tre modi per riuscire a essere notati: acquistare costosi spazi pubblicitari, pregare i media mainstream di raccontare la propria storia o assumere un personale di vendita che tormentasse a una a una le persone in merito ai propri prodotti. Oggi esiste un’opzione migliore: pubblicare sul web contenuti interessanti che gli acquirenti siano interessati a leggere

    In questo passaggio, semplice e diretto, tratto da uno dei suoi best-seller “The New Rules of Marketing and PR”, sono condensate parte delle teorie di David Meerman Scott, celebre marketing strategist statunitense in visita per la prima volta in Italia a maggio per una due giorni di alta formazione a Milano: ospite della eastCOM Milano-Belgrado, Scott arriva infatti nel nostro paese per una Masterclass (il 9 maggio) dedicata alle nuove possibilità offerte alle aziende dal marketing digitale e dai social media preceduta da un seminario (l’8 maggio) focalizzato interamente sul mobile marketing.  

    Il libro, tradotto in 26 lingue dal bulgaro al vietnamita, tra i bestseller di BusinessWeek e prossimo alla quarta edizione, ha venduto finora oltre 250.000 copie diventando in breve tempo un classico del marketing contemporaneo, insieme a  “Real-Time Marketing and PR” e “World Wide Rave” (quest’ultimo scaricabile gratuitamente in formato ebook dal sito della Masterclass). Un testo che supera gli steccati tradizionali ed esplora le possibilità offerte dal nuovo contesto dei media sociali, che hanno potenziato le possibilità di dialogo e di vendita ma anche messo in crisi le tradizionali certezze della comunicazione e del commercio.

    Quali sono tuttavia le tendenze nel nostro paese e quali le differenze con gli Stati Uniti? L’Italia è pronta ad accogliere e ad applicare le nuove regole, sviluppatesi in altri contesti, alle pratiche quotidiane del sales, della comunicazione e del marketing digitale o è ancora saldamente ancorata alle pratiche tradizionali? La conversazione è già iniziata sui canali che hanno anticipato l’appuntamento, dal gruppo su Facebook a quello su LinkedIn e Twitter:

    In vista dell’incontro di maggio ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti altri professionisti del settore – commenta Biagio Carrano, Direttore della eastCOM, consulente, formatore e curatore del blog L’Immateriale– . Emerge chiaramente come l’Italia si collochi ancora un passo indietro rispetto ai cugini americani in materia di inbound/content marketing e digital PR. Tuttavia qualcosa inizia a muoversi e anche le eccellenze non sono più eccezioni isolate. L’Italia ha una tradizione certamente diversa rispetto a quella statunitense ma ha anche le tutte le potenzialità per utilizzare i nuovi media in maniera ottimale: basti soltanto pensare alla penetrazione del mobile nel nostro paese per renderci conto di quale occasione ci venga offerta”.

    I dati dell’ultimo rapporto Censis “Comunicazione e media” 2012 sull’andamento dei consumi mediatici degli italiani nel 2012 evidenziano difatti come gli unici mezzi di comunicazione che riscuotono un successo crescente nel tempo e incrementano la loro utenza sono quelli che integrano le funzioni dei vecchi media nell’ambiente di Internet, come gli smartphone (+10% dell’utenza rispetto al 2011) e i tablet (usati dal 13,1% dei giovani tra i 14 e i 29 anni). Parallelamente, continua la forte diffusione dei social network, con una tendenziale sovrapposizione tra Internet e Facebook: non esiste istituzione, associazione, azienda, personaggio pubblico che possa permettersi di non essere presente sul social network più popolare. È iscritto a Facebook il 66,6% delle persone che hanno accesso a Internet (erano il 49% nel 2011), che corrisponde al 41,3% dell’intera popolazione e al 79,7% dei giovani. YouTube, che nel 2011 raggiungeva il 54,5% di utenti tra le persone con accesso a Internet, arriva ora al 61,7% (pari al 38,3% della popolazione complessiva).

    Il confronto con un esperto mondiale come David Meerman Scott  – conclude Biagio Carrano – può sicuramente essere un’importante occasione di crescita, a costi veramente accessibili, per molte piccole e medie realtà che da sempre rappresentano lo zoccolo duro del nostro paese e che possono, attraverso il web, i nuovi media sociali e i  nuovi device, aumentare notevolmente la loro efficienza e ridurre nel contempo i costi operativi”.

    Decine di conferenze e seminari in 82 paesi del mondo hanno infatti offerto a Scott uno sguardo unico su come imprese e organizzazioni stanno innovando le proprie attività per raggiungere direttamente i propri pubblici di riferimento. Di tanti esempi concreti maturati durante la sua lunga esperienza dà conto all’interno dei suoi libri, dei suoi seminari così come del suo blog www.webinknow.com: riflessioni che tracciano uno scenario nuovo in cui non è più obbligatorio passare per le figure professionali intermediarie che hanno caratterizzato il circuito della comunicazione dall’avvento della stampa a oggi.

    Solo i migliori PR avevano relazioni personali con i media e potevano alzare la cornetta per raccontare una storia a un giornalista al quale avevano pagato la cena appena un mese addietro. Prima del 1995, al di là della possibilità di investire grandi somme in advertising o di lavorare a stretto contatto con i media, un’azienda non aveva in realtà tante altre alternative per raccontare la propria storia al mondo. Questo non è più vero. Il web ha cambiato le regole. Oggi le organizzazioni comunicano direttamente con i propri clienti”.

    Nel corso della due-giorni Scott aiuterà a comprendere come usare i social media, i video online, le applicazioni mobili, i blog, i comunicati stampa e il marketing virale per raggiungere direttamente gli interlocutori finali, qualunque sia l’attività in questione, sia essa legata ai risultati tangibili di un’impresa o alla mera visibilità personale, a incrementare i sostenitori di un’organizzazione non profit o a promuovere un personaggio politico. Aprire un blog, creare un podcast, connettersi attraverso Twitter o Facebook, lavorare con il SEO, creare pagine su Pinterest sono solo alcuni degli strumenti a disposizione, la cui scelta e pianificazione diventano ancora più complesse quando la tecnologia alla base sviluppa nuove applicazioni quasi ogni giorno.

    E se la Prima Ricerca Ferpi 2013 su Comunicazione, Università, Giovani e Mondo del Lavoro stima che la comunicazione rappresenti una professione qualificante, importante e riconosciuta per il 73% dell’universo impresa italiano, occorre iniziare a investirci seriamente e per tempo per essere competitivi e sopravvivere alla sfida internazionale che ci aspetta.

    Per iscriversi visitate il sito www.dmscottinmilan.com

    In basso la mappa per raggiungere l’Auditorium Gruppo 24 Ore, in via Monte Rosa 91 a Milano.

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  • Reputescion, ospite di stasera è Carlo Freccero

    Reputescion, ospite di stasera è Carlo Freccero

    Carlo Freccero, diretto di Rai 4, è l’ospite della quinta puntata di “REPUTESCION – Quanto vali su web?”, la trasmissione condotta da Andrea Scanzi su La3 Tv che indaga sulla reputazione online di personaggi di spicco, offrendo loro la possibilità di verificare cosa si dice di loro sul Web

    Quinta puntata stasera, lunedì 8 aprile, di “REPUTESCION – Quanto vali su web?”, la trasmissione di Andrea Scanzi in onda alle ore 22.30 su La3, il nuovo Social Media Channel (visibile su Sky canale 143, sul DTT canale 134). Primo e unico programma in grado di valutare, su base scientifica, la trasmissione indaga sulla reputazione on line di personaggi di spicco del mondo della politica, della cultura, della società e dello spettacolo, ospitandoli in studio e offrendogli la possibilità di “origliare” cosa si dice di loro sul web e misurare la forza d’impatto di ciò che dicono o scrivono.

    Il protagonista della puntata di stasera è il direttore di Rai4 Carlo Freccero, personaggio dalle tinte forti, un visionario capace di lucide anticipazioni della realtà mediatica e, più in generale, della comunicazione. Il web lo ricopre di elogi e si esalta per lui, per i motori di ricerca è un autentico Robin Hood che non risparmia frecce velenose contro la mediocrità della televisione generalista.

    La ricerca sulla reputazione on line è fatta, su base scientifica, dall’Osservatorio REDDS con la collaborazione di Ventura Research Institute e di Reputation Manager, unica società italiana che ha introdotto il concetto di “ingegneria reputazionale”, ovvero quell’analisi della reputazione on line dei brand e delle figure di rilievo pubblico.

    Reputescion offre allo spettatore la possibilità di interagire con il programma, di fruire di contenuti extra (informazioni sull’ospite e info-grafica sulla sua web reputation) grazie all’App gratuita La3.

    Per commentare la puntata su Twitter l’hashtag è #reputescion

    Reputescion è un programma ideato e scritto da Fabio Migliorati e prodotto da  Showlab per La3. 

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    La3 è il nuovo Social Media Channel di 3 Italia in onda su Sky (canale 143), DTT (canale 134), su tablet e smartphone grazie all’AppLa3” disponibile su Apple Store e market Android. La3 è visibile anche in streaming su www.la3tv.it, mentre il canale ufficiale su YouTube (http://www.youtube.com/la3tube) offre il meglio di quanto trasmesso in TV.

    Facebook: https://www.facebook.com/La3

    Twitter: @la3tv

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