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  • Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, Jack Dorsey ha tenuto a ribadire che Twitter non è in vendita e che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Inoltre, anche in relazione ai dati dell’ultima trimestrale, ha dichiarato che al momento l’azienda sta lavorando per rendere la piattaforma più semplice da usare, puntando anche sui contenuti video.

    L’ultima trimestrale di Twitter ha mostrato ancora una volta i grandi limiti della piattaforma, anche se è stata la prima volta in cui la società è stata profittevole in 12 anni. Primo fra tutti, il fatto che oggi gli utenti percepiscono Twitter come uno strumento difficile da usare. Una percezione concreta e vera, basta dare un’occhiata ai numeri relativi alla base utenti, ferma allo zero con 330 milioni di utenti. Più volte abbiamo sottolineato l’urgenza di un intervento prima che sia troppo tardi,  e prima che Twitter possa davvero finire in mani diverse da quelle attuali.

    A proposito di questo, Jack Dorsey, fondatore e CEO di Twitter, parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, ha tenuto a precisare alcune cose e ha detto anche delle altre cose interessanti. Intanzitutto, Twitter non è in vendita, aggiungendo che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Una dichiarazione importante che spazza via qualsiasi pretendente, anche in un momento in cui il valore in borsa è cresciuto del 24% da giovedì scorso, oggi a 33,70 dollari. E pensare che si dice di Twitter in vendita ormai da due anni, una volta ogni tre mesi circa, e in una occasione ci si era andati anche vicini con l’interessamento di Disney (società di cui Dorsey e membro del CdA).

    jack dorsey ceo twitter

    Ma Jack Dorsey durante la conferenza ha toccato un altro punto importante che è quello dell’utilizzo della piattaforma e di cosa di potrebbe fare per migliorarlo. Dorsey, di fronte ad un pubblico di investitori, ha ammesso che oggi Twitter è difficile da usare, una difficoltà che vale tanto per gli utenti, quanto per gli investitori.

    Un terzo di 2 milioni di persone che ogni giorno approdano sulla piattaforma, con grandi aspettative, restano poi deluse perchè non riescono a trovare ciò che vogliono” – ha dichiarato Dorsey – “ci stiamo concentrando proprio su questo aspetto”. “Gli utenti” – ha continuato Dorsey – “ci chiedono una piattaforma più facile da usare“. Dorsey ha poi ammesso che alle volte ci vogliono mesi per capire come seguire le persone che realmente interessano. L’idea è quindi quella di offrire una esperienza sempre più personalizzata, in modo da riuscire a soddisfare le esigenze degli utenti. Twitter Momenti è nato con questa obiettivo, ma non è riuscito pienamente nell’obiettivo e, del resto, non è pienamente attivo nel nostro paese (uno dei pochi tra l’altro).

    Dorsey ha anche individuato una strada per rendere Twitter più facile e immediato da usare, puntando su immagini e video. Ed è proprio su questa ultima forma che Dorsey vuole puntare, “ad oggi la forma di contenuto che è in più rapida crescita”. L’idea è quindi quella di spaziare dalla forma del contenuto testuale verso una forma di contenuto più visiva e immediata.

    Si tratta quindi di dichiarazioni che dimostrano una certa presa di coscienza dei problemi che attanagliano Twitter. Sono parole che finalmente danno l’idea che Twitter sta cercando di organizzarsi per superare le difficoltà e quindi sono segnali positivi. Certo, è presto per esprimere una opinione sulle idee al momento allo studio, ma si tratta comunque di qualcosa.

    Le idee le passeremo al vaglio non appena saranno rese concrete.

  • Sanremo 2018, i millennials continuano a seguirlo sui Social Media

    Sanremo 2018, i millennials continuano a seguirlo sui Social Media

    Terza serata di Sanremo 2018 e grazie a Talkwalker siamo in grado di raccontarvi cosa è successo sui social media durante la serata. I contenuti condivisi sono stati 289 mila e il picco si è avuto durante la performance di Virginia Raffaele. Claudio Baglioni è il più discusso tra i presentatori e il duo Meta-Moro tra i cantanti.

    Continuo calo fisiologico sui social media durante la terza serata di Sanremo 2018, un calo che si verifica anche dai dati dell’audience televisiva, anche se la serata di ieri con 10,8 milioni di spettatori è stata la più seguita dal 2000. Con Talkwalker, con cui stiamo seguendo la manifestazione, siamo in grado, come di consueto, di raccontarvi tutto ciò che è accaduto durante la serata sui social media.

    Il totale dei contenuti condivisi è stato di 289 mila, più basso della seconda serata, il picco si è registrato durante la performance di Virginia Raffaele alle 21:45.

    tot terza serata sanremo 2018

    Claudio Baglioni continua ad essere il più discusso tra i presentatori, mentre il duo Meta-Moro risulta il più discusso tra i cantanti, seguiti dai The Kolors e da Ornella Vanoni.

    ospiti cantanti terza serata sanremo 2018

    Per quanto riguarda i presentatori, abbiamo utilizzato il nuovo strumento di Talkwalker, Quick Search, uno strumento ideale per effettuare una ricerca ed avere subito i dati in un colpo d’occhio. Mettendo a confronto Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, abbiamo avuto la conferma che sui social media il direttore artistico è il più discusso. Favino è quello che fa registrare il sentiment positivo più alto.

    quick search presentatori sanremo 2018

    Da notare, guardando gli influencer che hanno conversato sui social media rispetto ai tre presentatori, che: Baglioni è quello più discusso su Twitter; la Hunziker invece è molto discussa su Instagram, oltre che su Twitter anche se in misura minore rispetto ai suoi colleghi; Favino è discusso molto su Twitter e anche su Facebook.

    quick search presentatori sanremo 2018

    Questi sono invece gli hashtag che si sono sviluppati durante la terza serata di Sanremo 2018, dove, dopo quello ufficiale della manifestazione, troviamo #NonMiAveteFattoNiente e #IoStoConMetaMoro.

    hashtag terza serata sanremo 2018

    A seguire anche la terza serata sono state di più le donne con 58,7% contro il 41,3% degli uomini. Come già riscontrato nelle prime due serate, resta sempre molto presente un pubblico millennials a seguire Sanremo 2018. La fascia 18-34 anni è praticamente maggioritaria.

    demog terza serata sanremo 2018

    Ed ora diamo uno sguardo agli influencer della serata. A livello generale, Michelle Hunziker si conferma la più influente. Da notare come 8 su 10 provengano da Instagram.

    influencer totali sanremo 2018 terza serata

    Questi invece gli influencer su Twitter, il canale usato per il 93% dei casi, e @trash_italiano ritorna in vetta, seguiro dall’account ufficiale di Sanremo 2018 e da @Ri_Ghetto.

    influencer twitter sanremo 2018 terza serata

    E ora, diamo un’occhiata ai contenuti più condivisi della serata, iniziando proprio da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/Be70aO5juJt/

    https://www.instagram.com/p/Be8qvksBrL7/

    https://www.instagram.com/p/Be8vfV_AjaE/

    https://www.instagram.com/p/Be8odpOg7Jh/

    Questi i contenuti più condivisi su Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=156335284411981&story_fbid=1776943719017788

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=169992733022409&story_fbid=2172446576110338

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=83508110062&story_fbid=10159843191975063

    E questi invece i tweet più condivisi della terza serata di Sanremo 2018:

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/961723886223183873

    https://twitter.com/Ri_Ghetto/status/961733341623054336

    E si conclude con questi tweet simpatici e ironici il nostro racconto della terza serata di Sanremo 2018, in collaborazione con Talkwalker. Ma voi Sanremo lo state seguendo sui social? Che ne pensate?

  • Twitter diventa profittevole per la prima volta in 12 anni, ma non sa più crescere

    Twitter diventa profittevole per la prima volta in 12 anni, ma non sa più crescere

    Twitter ha diffuso oggi i dati relativi al Q4 2017 e per la prima volta l’azienda di San Francisco diventa profittevole. Nell’ultimo trimestre dell’anno l’azienda guidata da Jack Dorsey ha fatto registrare 91 milioni di dollari di profitti. Un dato positivo dopo 12 anni. Resta però ferma la crescita della base utenti, ancorata allo zero.

    I dati relativi al Q4 2017 di Twitter ci rivelano, da un lato, una grande sorpresa e, dall’altro, una ulteriore conferma. La sorpresa è che per la prima volta dalla sua nascita, quasi 12 anni fa, Twitter diventa profittevole. Infatti, nell’ultimo trimestre del 2017 l’azienda guidata da Jack Dorsey realizza profitti per 91 milioni di dollari. E pensare che i dati relativi allo stesso periodo dello scorso anno riportavano perdite per 167 milioni di dollari. Un risultato ottenuto tagliando i costi. Anche il fatturato è cresciuto negli ultimi tre mesi dello scorso anno con 732 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 717 milioni di dollari dello stesso periodo del 2016. Le previsioni degli analisti finanziari erano di 686 milioni di dollari.

    twitter utenti ricavi q4 2017

    Sono dei risultati positivi che possono davvero innescare una inversione di tendenza. Di certo, sono dati utili per acquisire maggiore fiducia tra gli investitori. Ma resta, ed è ancora evidente con questi dati trimestrali, l’annoso problema della crescita degli utenti ferma allo zero. Negli ultimi tre mesi del 2017 Twitter non aggiunge un solo nuovo utente, restando ferma a 330 milioni di utenti complessivi mensili. Anzi, negli Usa la base utenti arretra di 1 milione, passando da 69 milioni a 68 milioni di utenti. Ciò significa che Twitter cresce in maniera molto molto lenta, ma costante. Quindi, una eventuale crescita a livello internazionale (oggi 262 milioni) è stata annullata dalla decrescita della piattaforma negli Usa. Un dato, quest’ultimo, che Twitter ritiene da addebitare nelle integrazioni di terze parti di Safari. Anche se fosse vero, e anche immaginando che questo problema non fosse esistito, il dato generale non cambierebbe, restando comunque la crescita molto lenta.

    twitter ricavi q4 2017

    twitter base utenti q4 2017

    Come abbiamo raccontato qui su InTime, il 2017 è stato un anno di novità per Twitter, la più importante delle quali è stata sicuramente quella di aumentare i caratteri da 140 a 280. Una modifica che, come ha rivelato Jack Dorsey, è riuscita a far crescere il livello di coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma, anche se non è aumentata la lunghezza dei tweet. Quindi, gli utenti usano di più la piattaforma, ma alla fine la lunghezza dei caratteri usati all’interno del tweet è rimasta uguale a quella quando vi era il limite dei 140 caratteri.

    Il titolo a Wall Street guadagna oltre il 15%.twitter wall street 8 febbraio 2018 q4 2017

     

    Gli utenti si sentono quindi più sicuri e liberi dal limite, solo che adesso resta da fare davvero il passaggio importante, quello che ormai predichiamo da tempo. Twitter adesso deve davvero rendere la piattaforma usabile e facile per tutti. Twitter deve quindi cominciare ad innovare seriamente la piattaforma, altrimenti non crescerà più.

    L’occasione è ghiotta e dopo questi dati sarebbe davvero un peccato sprecarla, per l’ennesima volta.

     

  • Sanremo 2018, il racconto della seconda serata sui Social Media

    Sanremo 2018, il racconto della seconda serata sui Social Media

    Calo fisiologico dei contenuti condivisi sui Social Media durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2018. Il dato complessivo è di 336 mila contenuti e il picco si è avuto quando Pippo Baudo è salito sul palco dell’Ariston. In collaborazione con Talkwalker, vediamo i numeri in dettaglio, influencer e contenuti più condivisi.

    Dopo aver visto il debutto del Festival di Sanremo 2018 sui social media, continua il nostro racconto social in collaborazione con Talkwalker per riportare numeri, dati, influencer e contenuti più condivisi per ogni serata di Sanremo 2018. Come era prevedibile, la seconda serata della kermesse canora fa registrare un calo fisologico dei contenuti condivisi sui vari canali social. In totale, sono stati 336 mila i contenuti condivisi da 70.500 autori unici.

    seconda serata sanremo 2018

    Il picco della serata si è avuto alle 22:30 quando sul palco dell’Ariston è salito Pippo Baudo, il presentatore che più di ogni altro ha presentato il festival della canzone italiana.

    Dando un’occhiata agli ospiti delle serate, tra i più discussi e commentati sui social media troviamo ancora Fiorello, ma sono stati anche molto commentati Il Volo, Pippo Baudo e Sting. Tra i presentatori, resta sempre molto discusso Claudio Baglioni.

    Tra i cantanti in gara, i più discussi sono Ermal Meta e Fabrizio Moro.

    ospiti cantanti seconda serata sanremo 2018

    Questi che vediamo in basso sono i temi più discussi della seconda serata, notate come siano sempre molto presenti Ermal Meta e Fabrizio Moro, per il momenti sospesi dalla manifestazione canora. E infatti, va registrato a questo proposito l’emergere dell’hashtag #IoStoConMetaMoro che al momento capitalizza 124 mila contenuti.

    temi seconda serata sanremo 2018

    Anche nella seconda serata le donne sono più numerose degli uomini con il 58,6% contro il 41,4%. E, come visto nella prima serata, la seconda conferma una costante presenza dei millennials a seguire il festival dai social media. La reach della seconda serata è stata di 58 miliardi e il coinvolgimento netto è stato di 4,1 milioni di persone.

    demog seconda serata sanremo 2018

    E ora passiamo a vedere gli influencer della seconda serata di Sanremo 2018. In generale, come Michelle Hunziker è la più coinvolgente con il suo post su Instagram per la prima serata che supera le 209 mila condivisioni.

    influencer seconda serata sanremo 2018

    Questi invece sono gli influencer su Twitter, piattaforma che risulta molto usate con il 97% dei casi. In vetta troviamo l’account ufficiale di Sanremo 2018 seguito da @trash_italiano.

    influencer twitter seconda serata sanremo 2018

    E ora, come di consueto, diamo un’occhiata ai contenuti più condivisi della serata, iniziando proprio da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/Be5uFC9DcaX/

    https://www.instagram.com/p/Be5ScGKgqQb/

    https://www.instagram.com/p/Be59sSXAeC1/

    Questi i contenuti più condivisi su Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=247658858597534&story_fbid=1906742116022525

     

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=365441773566648&story_fbid=1446607465450068

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=83508110062&story_fbid=10159838110520063

    E, infine, una carrellata dei tweet più condivisi:

    https://twitter.com/Ale89898989/status/961366249786679296

    Ecco, questa era il nostro resoconto della seconda serata di Sanremo 2018, intanto noi continueremo a seguirlo in collaborazione con Talkwalker.

    E voi, lo state seguendo? Che ve ne pare?

     

  • Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata per una rete più sicura, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids rileva che il 40% degli adolescenti ritenga il Web un luogo pericoloso, quasi il 40% di essi dichiara di aver paura del cyberbullismo. Inoltre, il 26% tra i rischi di internet teme le fake news.

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi dell’internet istituita nel 2004 dall’Unione Europea, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids ha rilevato quelli che sono i timori degli adolescenti italiani in relazione a Internet. I giovani italiani, quindi nativi digitali, vivono la loro esperienza con Internet in un contesto fatto da tanti rischi e minacce, non facili da riconoscere immediatamente. Cyberbullismo, pornografia e pedopornografia, adescamento, sextortion, grooming, queste sono ad oggi le situazioni di pericolo che i giovani utenti italiani vivono quotidianamente, anche sui social media.

    Questa ricerca è utile, proprio nella giornata di oggi, per comprendere come vedono, e come vivono, Internet i nostri giovani e quali le loro preoccupazioni. Va subito messo in evidenza che sei adolescenti su dieci sono stati vittime di esperienze negative durante attività di streaming live, quindi il 60%.

    I risultati della ricerca confermano il timore dei più giovani di esser vittime inconsapevoli di una pericolosa esposizione ad uno strumento utile, ma incontrollato di cui avere paura. Gaming, denaro, sessualità, ricerca di informazioni, contenuti personali, violenza e prevaricazione, contenuti lesivi/inadeguati veicolati attraverso lo streaming, il live e le stories. Internet oggi permea la vita dei giovani italiani in maniera significativa.

    Per il 40% rappresenta luogo di minaccia e quasi il 40% ha paura del cyberbullismo. Il 26% degli adolescenti tra i rischi di internet teme le fake news, soprattutto in ambito salute visto che nel 21% dei casi vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente “terrorizzanti”.  Un terzo degli adolescenti acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%. Inoltre i bambini sono molto impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente, lo è addirittura il 32%.

    Altri dati in pillole:

    • il 15% conosce almeno un coetaneo che usa app di incontri;
    • il 40% conosce almeno un coetaneo che guarda video pornografici;
    • il 59% dichiara di avere avuto esperienze spiacevoli da una diretta streaming.

    A questi dati vanno aggiunti anche i dati provenienti dalla linea di ascolto 1.96.96 guidata da Telefono Azzurro che riportano la gestione di un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche relative ad Internet. Nel 2017 gli psicologi e gli operatori dell’associazione che da trent’anni opera a tutela dei diritti di bambini e adolescenti hanno offerto sostegno su disagi legati a:

    • Cyberbullismo 33%;
    • Sexting 18%;
    • Atti autolesivi e suicidio 13%;
    • Grooming 7%;
    • Pedopornografia online 5%;
    • Informazioni su Internet 10%;
    • Dipendenza da Internet 4%.

    Sono dati che ancora una volta ci confermano quanto sia utile avviare progetti di sensibilizzazione legati ai rischi e ai pericoli della rete rivolti ai nostri giovani, oggi più che mai. Questi dati ci offrono un contesto costellato di situazioni di pericolo in cui è facile cadere se non si conoscono modalità, azioni, strumenti per evitarli. Servono progetti di educazione digitale per i nostri ragazzi a partire già dalla scuola, luogo dove spesso manca la consapevolezza e la competenza per affrontare in maniera adeguata questa problematica. E serve anche un progetto di educazione per i genitori, spesso impreparati ad affrontare situazioni di pericolo e quindi incapaci di aiutare i propri figli. E’ ora di passare dalle parole ai fatti, altrimenti questi numeri, che si sembrano già grandi, cresceranno sempre di più.

    adolescenti safer internet day 2018 infografica

  • Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Puntuale, come ogni anno, We Are Social pubblica l’interessante report di inizio anno sullo stato del Digitale a livello globale, con una bella panoramica sui singoli stati. Guardando quindi all’Italia, gli utenti online sono 43 milioni e 34 milioni sono gli utenti sui Social Media che crescono del 10% in un anno, con un tempo medio giornaliero di 1 ora e 53 minuti.

    E’ certamente uno dei report, di inizio anno, più attesi quello di We Are Social che con Global Digital 2018 ci offre uno spaccato globale dello stato del Digitale, con interessanti focus, sempre più dettagliati, per ogni singolo paese. Nel dare uno sguardo di insieme, ci concentreremo, ovviamente, sui dati che riguardano il nostro paese, come sempre molto interessanti.

    Il report, che We Are Social ha realizzato in collaborazione con GlobalWebIndex, GSMA Intelligence, Statista, Locowise, SimilarWeb, rileva che ad oggi la popolazione mondiale su Internet è di 4 miliardi (erano 3,7 miliardi lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 53%. Gli utenti attivi sui social media a livello globale sono 3,2 miliardi (2,8 miliardi lo scorso anno, quindi +13%) con un tasso di penetrazione del 42%. In Europa, gli utenti online sono 674 milioni con una penetrazione dell’80%, quindi media molto alta rispetto a quella globale, con una popolazione sui social media di 448 milioni di utenti, con una penetrazione del 53%, media pari a quella globale.

    social media digital 2018

    Guardando invece i dati che riguardano il nostro paese, notiamo che cresce la popolazione online, arrivando ad oggi ad essere di 43,3 milioni (erano 39,2 milioni lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 73% che cresce del 7% rispetto al 2016. Gli utenti che usano i social media in Italia sono 34 milioni, con un tasso di penetrazione del 57%, un dato superiore, anche se di poco, alla media globale; era del 46% lo scorso anno.

    Il tempo medio che un utente italiano spende su Internet è 6 ore e 8 minuti al giorno, dato superiore al Regno Unito (5 ore e 51 minuti) e a quello della Germania (4 ore e 52 minuti). Se cresce la penetrazione dei social media, passando dal 52% dello scorso anno al 57% del 2018, va detto che cala leggermente il tempo medio trascorso al giorno sui social media. Se lo scorso anno il tempo medio che un utente italiano trascorreva sui social media era di 2 ore al giorno, oggi il tempo si riduce a 1 ora e 53 minuti. Pensate che nel 2015 era di 2 ore e mezza al giorno.

    panorama digital social media italia 2018

    uso digital social media italia 2018

    Nuovo dato che il report offre in questa edizione 2018 è quello relativo all’ad-blocker, ossia gli utenti che utilizzano strumenti per bloccare la visione dei annunci pubblicitari durante la navigazione. In Italia la percentuale è pari al 35%, un dato che se visto nell’insieme non è altissimo, ma è comunque un dato utile da conoscere e da valutare. Negli Usa, ad esempio, si arriva al 45%, mente in Giappone di registra la percentuale più bassa con il 16%.

    Dato interessante è ancora quello che riguarda il mobile. In Italia il tasso di penetrazione del fenomeno è dell’83% con 49,2 milioni di utenti su una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti. E se prima abbiamo visto che la popolazione italiana sui social media è di 34 milioni, quella attiva sui social media da mobile è di ben 30 milioni con un tasso di penetrazione del 51%, con una crescita del 7% in un anno pari a 2 milioni di utenti. Erano infatti 28 milioni quelli attivi da mobile lo scorso anno. Da considerare, inoltre, che la velocità di connessione da mobile (30,69 Mbps) è ormai sempre più vicina a quella da desktop (31,96 Mbps), tenendo conto anche che il 40% degli utenti accede a Internet sempre più, e solo, da mobile. Anche il traffico da mobile aumenta, +16 in un anno contro il -6% del traffico da desktop. Dai che devono indurre tutti ad una riflessione più approfondita.

    Ma entrando nel dettaglio rispetto agli utenti italiani che usano i social media, notiamo che tra le piattaforme più usate in Italia, YouTube mantiene il suo primato, passando dal 57% dello scorso anno al 62% di quest’anno; subito dopo troviamo Facebook che passa dal 55% al 60%. Il balzo in avanti lo fa WhatsApp, passando dal 48% dello scorso anno al 59% di quest’anno. A questo punto è lecito pensare che il prossimo anno possa trovarsi in seconda o prima posizione. Del resto, durante in 2017 lo abbiamo scritto più volte che WhatsApp risulta l’app più usata in termini di utenti attivi, ultima conferma l’abbiamo avuta con i dati di App Annie, confermando l’app di messaggistica istantanea come la più scaricata del 2017 sia da iOS che da Android.

    piattaforme usate social media italia 2018

    Continuando a vedere le piattaforme più usate in termini di utenti attivi, dopo WhatsApp troviamo l’altra app di messaggistica di Facebook che è Facebook Messenger che passa dal 33% al 39%. Restando sempre nella famiglia Facebook, subito dopo troviamo Instagram che passa dal 28% dello scorso anno al 33% con 16 milioni di utenti mensili, con 51% di utenti donne e 49% di utenti uomini.

    Scende Twitter che lo scorso anno era dietro Instagram, adesso dal 25% al 23%, un dato che non sorprende per la verità, nonostante l’aumento dei caratteri e una maggiore attenzione per la sicurezza. Il 2018 deve essere per Twitter l’anno della svolta, certo affermazione già fatta qui sul nostro blog, ma ormai siamo davvero al giro di boa: o si innova o si rischia di rovinare tutto.

    Fermo Google+ al 25%, dato interessante da notare è l’arretramento dell’1% rispetto allo scorso anno di LinkedIn, che pasas dal 19% al 18%, facendosi superare dal Skype che arriva al 21%. Pinterest è fermo al 15%. Arretra anche Snapchat che passa dal 10% dello scorso anno al 9% di quest’anno. Anche l’app del fantasmino giallo deve riprendere vigore, altrimenti il destino potrebbe essere già segnato. Arretra anche Tumblr, dall’11% all’8%.

    Questi i dati che ritenevamo più interessanti, anche se resta il consiglio di scaricare il report che riguarda il nostro paese da questo link.

    Allora, che ne pensate di questo scenario. Fateci sapere cosa ne pensate tra i commenti oppure sui social.

  • Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Chissà quante volte vi sarà capitato di inserire un’immagine in un tweet e di vederla tagliata male nel contenuto. Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema affidandosi al machine learning. Attraverso un sistema di reti neurali le anteprime verranno ritagliate mettendo in risalto la parte più interessante.

    Chissà quante volte vi siete trovati nella condizione di aggiungere un’immagine all’interno di un tweet, magari nelle misure proporzionate, e di vederla comunque tagliata in modo da avere un’anteprima, all’interno del tweet stesso, sballata. Una situazione in cui ci si potrebbero riconoscere in tanti, in alcuni casi anche fastidiosa. Ebbene, Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema, grazie al machine learning, ossia un sistema di reti neurali che rilasceranno delle anteprime del contenuto mettendo in risalto la parte più interessate delle immagini. Quella che un utente vuole vedere, in pratica.

    Twitter annuncia questa soluzione dal suo blog ufficiale a firma di Lucas Theis e Zehan Wang, ricercatori di Twitter sul machine learning. Nel post, molto dettagliato, i due ricercatori spiegano l’utilizzo delle reti neurali che inizialmente andava bene per ritagliare al meglio i volti ritratti in un’immagina, ma il metodo non andava bene per paesaggi, oggetti e gatti.

    twitter immagini anteprime machine learning

    La soluzione a cui sono arrivati è stata possibile grazie alla “salienza”, ossia ritagliare mettendo in risalto la parte più interessante di un’immagine, con la presenza o meno di volti. Per arrivare a questo, i due ricercatori spiegano di aver utilizzato dati accademici riferiti all’oculometria (quella che in inglese di definisce “eye tracking”) per comprendere meglio le parti di un’immagine che persone tendono a vedere per prime. Questi stessi dati sono stati poi utilizzati per creare algoritmi e reti neurali in modo da prevedere ciò che le persone vogliono vedere prima in un’immagine.

     

    Per cercare di tradurre il tutto e renderlo più comprensibile, Twitter ritaglierà un maniera automatica le immagini riuscendo, grazie proprio al machine learning, quindi con una rete neurale dieci volte più veloce del progetto iniziale, a mettere in rilevanza la parte più interessante dell’immagine contenuta nel tweet.

    Questo tipo di tecnica è già attiva via desktop e sulle app iOS e Android.

  • Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Snapchat, nella speranza di innescare una nuova crescita (di cui avrebbe grande bisogno), renderà possibile la condivisione delle Snapchat Stories al di fuori dell’app. Infatti, Snap comunica che, con il rilascio della nuova app, sarà possibile condividere le Stories su Facebook e su Twitter, sia da iOS che da Android.

    Le recenti performance di Snap, la società che gestisce Snapchat, hanno fatto temere il peggio per l’azienda di Evan Spiegel, disposta a tentare qualsiasi cosa pur di far crescere nuovamente l’app e di conseguenza l’azienda. E forse la mossa che servirebbe in questo momento potrebbe essere questa appena annunciata. Infatti, Snap annuncia che con il rilascio della nuova app Snapchat, completamente ridisegnata, sarà possibile condividere le Snapchat Stories anche al di fuori dell’app.

    Gli utenti, pochi (Canada e Australia) per il momento in vista di un rilascio globale, avranno quindi la possibilità di portare le loro Stories anche su Facebook e su Twitter, e sarà possibile sia da iOS che da Android. Sarà quindi come condividere un link da web oppure un tweet. Un’azione che, si spera, dovrebbe contribuire a fa ricrescere l’app.

    snapchat stories facebook twitter

    Al momento è quindi una feature per pochi, ma potrebbe dare nuova linfa ad un app che vede, comunque, ancora 178 milioni di utenti attivi che si scambiano 3,5 miliardi di scatti al giorno.

    Potrebbe essere questa la risposta di Snap ai propri investitori, preoccupati delle recenti performance negative dell’azienda a Wall Street.

    In ogni caso, è la prima volta che un contenuto esce fuori dall’app per vivere le sue 24 ore di durata (che restano) sul web e sui social media. In particolare su Facebook che ha preso in prestito molte delle funzionalità di Snap, a partire proprio dalle Stories.

    Vedremo, nel giro di qualche mese se questa mossa otterrà i frutti sperati.

  • Se si usa l’app ‘Direct from Instagram’ lo stato di attività degli utenti non viene visualizzato

    Se si usa l’app ‘Direct from Instagram’ lo stato di attività degli utenti non viene visualizzato

    Con l’ultimo aggiornamento, Instagram ha aggiunto una nuova funzionalità che permette di vedere l’ultima attività fatta sull’app, come già succede su WhatsApp e Messenger. Se ne parla molto e per evitare di mostrare e quindi vedere l’ultima attività, basta disattivare la funzionalità. Ma se si usa l’app “Direct from Instagram” non sarà possibile vedere lo stato degli altri pur mantenendo visibile il proprio.

    Si sta parlando molto dell’ultimo aggiornamento di Instagram, quello che ha introdotto una nuova funzionalità: “Mostra lo stato di attività“. Niente di più se non qualcosa di già visto, lo stesso accade già su WhatsApp (la spunta blu) e su Messenger. Ma tanto è bastato per fare notizia, giustamente. Solo che spesso ci dimentichiamo che Instagram è di Facebook, è quindi normale che alcune funzionalità vengano mutuate da altre.

    In pratica, dal vostro account, cliccando su “Impostazioni > Opzioni” trovate una nuova dicitura “Mostra lo stato di attività“, notate che potete facilmente disattivarlo. Questa funzionalità serve a vedere l’ultima attività che gli utenti che seguite hanno fatto, ma, badate, non vedete quello che fanno tutti gli utenti. Infatti, e su questo inizialmente c’è stata un po’ di confusione, vedrete solo l’ultima attività fatta dall’utente con cui di recente siete entrati in contatto via Direct, la sezione dei messaggi istantanei. In questa sezione vengono anche convogliati i messaggi che ci si scambia dalle Instagram Stories.

    direct from instagram app mostra stato attività

    Quindi, se attivate la funzione e vi spostate sulla sezione Direct vedrete gli account con cui ultimamente avete interagito con dei messaggi e, poco sotto, compare lo stato di attività.

    Come detto, disattivare la funzionalità è semplice, sempre da Impostazioni, spostate il bottone verso sinistra e, in questo modo, non solo non vedrete più lo stato di attività dei vostri amici, ma non renderete più pubblico il vostro stato di attività, gli altri non vi vedranno più attivi.

    Ma abbiamo notato una particolarità, non da poco per la verità, usando l’app “Direct from Instagram”, l’app che Instagram ha lanciato da poco in fase di test con l’intendo di farla diventare una vera e propria app di messaggistica istantanea. Infatti, come mostra lo screenshot, se usate l’app stand-alone per i messaggi, pur mostrando lo stato di attività, non si riesce a vedere lo stato di attività degli altri.

    direct instagram mostra stato attività

    Questo che vedete in basso è lo screenshot senza l’app Direct fron Instagram:

    direct from instagram stato attività
    Stato attività senza l’app Direct from Instagram

    Mentre, invece, questo in basso, è lo screenshot utilizzando l’app Direct from Instagram:

    direct from instagram stato attività
    Stato attività con l’app Direct from Instagram

    Ora, l’app Direct from Instagram è in fase sperimentale nel nostro paese, e anche Cile, Israele, Portogallo, Turchia e Uruguay, e non è detto che tutti gli utenti di Instagram la stiano usando. Ma al momento sembra un piccolo bug che permette agli altri di vedere il nostro stato di attività (sempre che sia attivo) non riuscendo a vedere quello degli altri. In pratica gli utenti con cui abbiamo interagito via Direct hanno informazioni sul nostro stato di attività, ma, usando Direct from Instagram, non si riesce a visualizzare lo stato di attività degli utenti con cui abbiamo interagito di recente.

    Ci è sembrato utile segnalare questa particolarità utilizzando l’app Direct, piuttosto che utilizzare la sezione interna Direct. Se davvero, come si dice, l’app dovrà sostituire la sezione Direct e diventare, come dicevamo prima, una vera e propria app di messaggistica, questo piccolo bug è necessario che venga risolto, altrimenti chi usa l’app mostrerà sempre il suo stato di attività (se attivo) ma non vedrà mai lo stato di attività degli altri. Ci è sembrato un controsenso. O no?

  • WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    Era stata annunciata a settembre dello scorso anno e ora WhatsApp Business, l’app pensata per le piccole imprese, è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android. Il lancio avviene anche in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. L’app, disponibile gratuitamente, prevede delle novità, scopriamole insieme.

    Era settembre dello scorso anno quando scrivevamo qui sul nostro blog che WhatsApp stava lavorando su un’app stand-alone pensata esclusivamente per le imprese, ossia per piccole aziende e le piccole attività. L’app è disponibile gratuitamente da oggi in Italia e in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti, per il momento solo per Android e si chiama WhatsApp Business. WhatsApp fa sapere che l’app, nei prossimi mesi, sarà disponibile anche per iOS e sarà lanciata anche in altri paesi.

    Già oggi esistono piccole attività, in Italia, che utilizzano WhatsApp come strumento per il customer care, viene utilizzata infatti per offrire ai propri clienti uno strumento di comunicazione diretto per informare su disponibilità di prodotti e fare assistenza. Piccoli negozi di abbigliamento, pasticcerie, officine per riparazioni auto, le tipologie di attività che possono sfruttare WhatsApp Business sono davvero infinite, tra l’altro il nostro è un paese che pullula di piccole attività e piccole imprese che oggi possono sfruttare anche l’app di messaggistica istantanea per il loro lavoro. Dall’altro lato sarà più facile per gli utenti comunicare direttamente con le aziende di interesse.

    whatsapp business italia android

    WhatsApp Business prevede poi alcune novità con strumenti molto interessanti, come:

    • Profilo dell’attività: sarà possibile permettere ai propri clienti di trovare facilmente informazioni utili quali descrizione dell’attività, indirizzo fisico, email, e sito web;
    • Strumenti di messaggistica: sarà possibile lavorare in modo più efficiente usando le risposte rapide per rispondere velocemente alle domande frequenti, i messaggi di benvenuto per presentare la propria attività ai nuovi clienti, e i messaggi d’assenza per far loro sapere quando non si è disponibili;
    • Statistiche sui messaggi: sarà possibile controllare semplici dati statistici, come il numero di messaggi letti, per individuare le strategie che funzionano meglio;
    • WhatsApp Web: si potranno inviare e ricevere messaggi usando WhatsApp Business dal tuo computer (come succede oggi per l’app utenti;
    • Tipo di account: quando le persone scrivono ad una attività, sapranno che quella è un’azienda perché l’account verrà identificato come un account business. Infatti, con il tempo, le attività per le quali è stato confermato che il numero di telefono del loro account business corrisponde effettivamente al numero dell’attività, avranno un account confermato. Un badge di verifica come succede già con le pagine su Facebook.

    Quindi da oggi le piccole aziende ed attività potranno scaricare l’app e quindi usarla esclusivamente per il loro lavoro, mentre gli utenti non avranno questa necessità, continuando ad usare l’app di WhatsApp normalmente.

    Secondo dei dati che fornisce WhatsApp, riferendosi allo studio di Morning Consult, ad oggi più dell’80% delle piccole attività, in India e Brasile, già riconosce quanto WhatsApp come strumento utile per comunicare con i propri clienti e per fare più business. Non si conosce il dato italiano, ma dovrebbe essere comunque significativo.

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