Tag: social media

  • Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Twitter si affida al machine learning per migliorare il taglio delle immagini

    Chissà quante volte vi sarà capitato di inserire un’immagine in un tweet e di vederla tagliata male nel contenuto. Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema affidandosi al machine learning. Attraverso un sistema di reti neurali le anteprime verranno ritagliate mettendo in risalto la parte più interessante.

    Chissà quante volte vi siete trovati nella condizione di aggiungere un’immagine all’interno di un tweet, magari nelle misure proporzionate, e di vederla comunque tagliata in modo da avere un’anteprima, all’interno del tweet stesso, sballata. Una situazione in cui ci si potrebbero riconoscere in tanti, in alcuni casi anche fastidiosa. Ebbene, Twitter sembra aver trovato la soluzione a questo problema, grazie al machine learning, ossia un sistema di reti neurali che rilasceranno delle anteprime del contenuto mettendo in risalto la parte più interessate delle immagini. Quella che un utente vuole vedere, in pratica.

    Twitter annuncia questa soluzione dal suo blog ufficiale a firma di Lucas Theis e Zehan Wang, ricercatori di Twitter sul machine learning. Nel post, molto dettagliato, i due ricercatori spiegano l’utilizzo delle reti neurali che inizialmente andava bene per ritagliare al meglio i volti ritratti in un’immagina, ma il metodo non andava bene per paesaggi, oggetti e gatti.

    twitter immagini anteprime machine learning

    La soluzione a cui sono arrivati è stata possibile grazie alla “salienza”, ossia ritagliare mettendo in risalto la parte più interessante di un’immagine, con la presenza o meno di volti. Per arrivare a questo, i due ricercatori spiegano di aver utilizzato dati accademici riferiti all’oculometria (quella che in inglese di definisce “eye tracking”) per comprendere meglio le parti di un’immagine che persone tendono a vedere per prime. Questi stessi dati sono stati poi utilizzati per creare algoritmi e reti neurali in modo da prevedere ciò che le persone vogliono vedere prima in un’immagine.

     

    Per cercare di tradurre il tutto e renderlo più comprensibile, Twitter ritaglierà un maniera automatica le immagini riuscendo, grazie proprio al machine learning, quindi con una rete neurale dieci volte più veloce del progetto iniziale, a mettere in rilevanza la parte più interessante dell’immagine contenuta nel tweet.

    Questo tipo di tecnica è già attiva via desktop e sulle app iOS e Android.

  • Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Le Snapchat Stories escono dall’app e approdano su Facebook e Twitter

    Snapchat, nella speranza di innescare una nuova crescita (di cui avrebbe grande bisogno), renderà possibile la condivisione delle Snapchat Stories al di fuori dell’app. Infatti, Snap comunica che, con il rilascio della nuova app, sarà possibile condividere le Stories su Facebook e su Twitter, sia da iOS che da Android.

    Le recenti performance di Snap, la società che gestisce Snapchat, hanno fatto temere il peggio per l’azienda di Evan Spiegel, disposta a tentare qualsiasi cosa pur di far crescere nuovamente l’app e di conseguenza l’azienda. E forse la mossa che servirebbe in questo momento potrebbe essere questa appena annunciata. Infatti, Snap annuncia che con il rilascio della nuova app Snapchat, completamente ridisegnata, sarà possibile condividere le Snapchat Stories anche al di fuori dell’app.

    Gli utenti, pochi (Canada e Australia) per il momento in vista di un rilascio globale, avranno quindi la possibilità di portare le loro Stories anche su Facebook e su Twitter, e sarà possibile sia da iOS che da Android. Sarà quindi come condividere un link da web oppure un tweet. Un’azione che, si spera, dovrebbe contribuire a fa ricrescere l’app.

    snapchat stories facebook twitter

    Al momento è quindi una feature per pochi, ma potrebbe dare nuova linfa ad un app che vede, comunque, ancora 178 milioni di utenti attivi che si scambiano 3,5 miliardi di scatti al giorno.

    Potrebbe essere questa la risposta di Snap ai propri investitori, preoccupati delle recenti performance negative dell’azienda a Wall Street.

    In ogni caso, è la prima volta che un contenuto esce fuori dall’app per vivere le sue 24 ore di durata (che restano) sul web e sui social media. In particolare su Facebook che ha preso in prestito molte delle funzionalità di Snap, a partire proprio dalle Stories.

    Vedremo, nel giro di qualche mese se questa mossa otterrà i frutti sperati.

  • Se si usa l’app ‘Direct from Instagram’ lo stato di attività degli utenti non viene visualizzato

    Se si usa l’app ‘Direct from Instagram’ lo stato di attività degli utenti non viene visualizzato

    Con l’ultimo aggiornamento, Instagram ha aggiunto una nuova funzionalità che permette di vedere l’ultima attività fatta sull’app, come già succede su WhatsApp e Messenger. Se ne parla molto e per evitare di mostrare e quindi vedere l’ultima attività, basta disattivare la funzionalità. Ma se si usa l’app “Direct from Instagram” non sarà possibile vedere lo stato degli altri pur mantenendo visibile il proprio.

    Si sta parlando molto dell’ultimo aggiornamento di Instagram, quello che ha introdotto una nuova funzionalità: “Mostra lo stato di attività“. Niente di più se non qualcosa di già visto, lo stesso accade già su WhatsApp (la spunta blu) e su Messenger. Ma tanto è bastato per fare notizia, giustamente. Solo che spesso ci dimentichiamo che Instagram è di Facebook, è quindi normale che alcune funzionalità vengano mutuate da altre.

    In pratica, dal vostro account, cliccando su “Impostazioni > Opzioni” trovate una nuova dicitura “Mostra lo stato di attività“, notate che potete facilmente disattivarlo. Questa funzionalità serve a vedere l’ultima attività che gli utenti che seguite hanno fatto, ma, badate, non vedete quello che fanno tutti gli utenti. Infatti, e su questo inizialmente c’è stata un po’ di confusione, vedrete solo l’ultima attività fatta dall’utente con cui di recente siete entrati in contatto via Direct, la sezione dei messaggi istantanei. In questa sezione vengono anche convogliati i messaggi che ci si scambia dalle Instagram Stories.

    direct from instagram app mostra stato attività

    Quindi, se attivate la funzione e vi spostate sulla sezione Direct vedrete gli account con cui ultimamente avete interagito con dei messaggi e, poco sotto, compare lo stato di attività.

    Come detto, disattivare la funzionalità è semplice, sempre da Impostazioni, spostate il bottone verso sinistra e, in questo modo, non solo non vedrete più lo stato di attività dei vostri amici, ma non renderete più pubblico il vostro stato di attività, gli altri non vi vedranno più attivi.

    Ma abbiamo notato una particolarità, non da poco per la verità, usando l’app “Direct from Instagram”, l’app che Instagram ha lanciato da poco in fase di test con l’intendo di farla diventare una vera e propria app di messaggistica istantanea. Infatti, come mostra lo screenshot, se usate l’app stand-alone per i messaggi, pur mostrando lo stato di attività, non si riesce a vedere lo stato di attività degli altri.

    direct instagram mostra stato attività

    Questo che vedete in basso è lo screenshot senza l’app Direct fron Instagram:

    direct from instagram stato attività
    Stato attività senza l’app Direct from Instagram

    Mentre, invece, questo in basso, è lo screenshot utilizzando l’app Direct from Instagram:

    direct from instagram stato attività
    Stato attività con l’app Direct from Instagram

    Ora, l’app Direct from Instagram è in fase sperimentale nel nostro paese, e anche Cile, Israele, Portogallo, Turchia e Uruguay, e non è detto che tutti gli utenti di Instagram la stiano usando. Ma al momento sembra un piccolo bug che permette agli altri di vedere il nostro stato di attività (sempre che sia attivo) non riuscendo a vedere quello degli altri. In pratica gli utenti con cui abbiamo interagito via Direct hanno informazioni sul nostro stato di attività, ma, usando Direct from Instagram, non si riesce a visualizzare lo stato di attività degli utenti con cui abbiamo interagito di recente.

    Ci è sembrato utile segnalare questa particolarità utilizzando l’app Direct, piuttosto che utilizzare la sezione interna Direct. Se davvero, come si dice, l’app dovrà sostituire la sezione Direct e diventare, come dicevamo prima, una vera e propria app di messaggistica, questo piccolo bug è necessario che venga risolto, altrimenti chi usa l’app mostrerà sempre il suo stato di attività (se attivo) ma non vedrà mai lo stato di attività degli altri. Ci è sembrato un controsenso. O no?

  • WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    Era stata annunciata a settembre dello scorso anno e ora WhatsApp Business, l’app pensata per le piccole imprese, è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android. Il lancio avviene anche in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. L’app, disponibile gratuitamente, prevede delle novità, scopriamole insieme.

    Era settembre dello scorso anno quando scrivevamo qui sul nostro blog che WhatsApp stava lavorando su un’app stand-alone pensata esclusivamente per le imprese, ossia per piccole aziende e le piccole attività. L’app è disponibile gratuitamente da oggi in Italia e in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti, per il momento solo per Android e si chiama WhatsApp Business. WhatsApp fa sapere che l’app, nei prossimi mesi, sarà disponibile anche per iOS e sarà lanciata anche in altri paesi.

    Già oggi esistono piccole attività, in Italia, che utilizzano WhatsApp come strumento per il customer care, viene utilizzata infatti per offrire ai propri clienti uno strumento di comunicazione diretto per informare su disponibilità di prodotti e fare assistenza. Piccoli negozi di abbigliamento, pasticcerie, officine per riparazioni auto, le tipologie di attività che possono sfruttare WhatsApp Business sono davvero infinite, tra l’altro il nostro è un paese che pullula di piccole attività e piccole imprese che oggi possono sfruttare anche l’app di messaggistica istantanea per il loro lavoro. Dall’altro lato sarà più facile per gli utenti comunicare direttamente con le aziende di interesse.

    whatsapp business italia android

    WhatsApp Business prevede poi alcune novità con strumenti molto interessanti, come:

    • Profilo dell’attività: sarà possibile permettere ai propri clienti di trovare facilmente informazioni utili quali descrizione dell’attività, indirizzo fisico, email, e sito web;
    • Strumenti di messaggistica: sarà possibile lavorare in modo più efficiente usando le risposte rapide per rispondere velocemente alle domande frequenti, i messaggi di benvenuto per presentare la propria attività ai nuovi clienti, e i messaggi d’assenza per far loro sapere quando non si è disponibili;
    • Statistiche sui messaggi: sarà possibile controllare semplici dati statistici, come il numero di messaggi letti, per individuare le strategie che funzionano meglio;
    • WhatsApp Web: si potranno inviare e ricevere messaggi usando WhatsApp Business dal tuo computer (come succede oggi per l’app utenti;
    • Tipo di account: quando le persone scrivono ad una attività, sapranno che quella è un’azienda perché l’account verrà identificato come un account business. Infatti, con il tempo, le attività per le quali è stato confermato che il numero di telefono del loro account business corrisponde effettivamente al numero dell’attività, avranno un account confermato. Un badge di verifica come succede già con le pagine su Facebook.

    Quindi da oggi le piccole aziende ed attività potranno scaricare l’app e quindi usarla esclusivamente per il loro lavoro, mentre gli utenti non avranno questa necessità, continuando ad usare l’app di WhatsApp normalmente.

    Secondo dei dati che fornisce WhatsApp, riferendosi allo studio di Morning Consult, ad oggi più dell’80% delle piccole attività, in India e Brasile, già riconosce quanto WhatsApp come strumento utile per comunicare con i propri clienti e per fare più business. Non si conosce il dato italiano, ma dovrebbe essere comunque significativo.

  • Nel 2017 sono state scaricate 175 miliardi di app, WhatsApp la più scaricata in Italia

    Nel 2017 sono state scaricate 175 miliardi di app, WhatsApp la più scaricata in Italia

    Il rapporto di App Annie sullo stato dell’app economy del 2017 ci dice che lo scorso anno sono state scaricate 175 miliardi di app, generando 86 miliardi di dollari di fatturato. L’India scalza gli Usa per numero di app scaricate ma è la Cina dove si registra il numero maggiore. In Italia, WhatsApp è l’app più scaricata, su iOS e Android, ed è l’app che registra il più alto numero di utenti attivi.

    Siamo ad inizio del nuovo anno ed è ancora tempo di tirare le somme dell’anno appena passato. Oggi tiriamo un po’ le somme su quello che è lo stato dell’app economy grazie al report di “App Annie Retrospective Report 2017″. Ci sono dati molto interessanti che ci indicano come l’Asia sia il continente che più di ogni altro sta trainando la crescita del mobile e quindi la crescita del mercato della app. Noteremo, infatti, come la Cina, l’India, l’Indonesia siano i paesi che guidano le classifiche redatte da App Annie (considerando download, tempo speso sulle app e spesa degli utenti), che tiene conto sia dei dati iOS che i dati Android. Nel report il nostro paese non viene citato nella parte corposa del report, ma esiste comunque una sezione che vedremo insieme più avanti.

    app scaricate 2017

    Intanto il dato che va subito evidenziato è che nel 2017 sono state scaricate ben 175 miliardi di app con una crescita del 60% rispetto al 2015. Da questo dato derivano gli 86 miliardi di dollari di fatturato (+105% rispetto al 2015) generati dal mercato delle app, grazie ai mercati emergenti come Cina, India, Brasile e Russia (i paesi del BRIC). Il report evidenzia anche che ogni utente, in media, abbia trascorso nel 2017 1,5 mesi (+30% rispetto al 2015) usando e consultando le app.

    175 miliardi app scaricate

    Se guardiamo ai download totali vediamo che la Cina è il paese dove in assoluto si registra il numero maggiore, facendo registrare il +125%; dietro, un po’ più staccata, troviamo l’India che fa registrate un boom del 215%, superando gli Usa che, invece, fanno registrare -5%. Secondo App Annie il boom indiano è da considerarsi in relazione all’accesso illimitato al 4G introdotto da Jio, operatore indiano.

    paesi app scaricate

    Per quanto riguarda il numero di app utilizzate, il report rileva che mediamente ogni utente ha installato sul suo smartphone 80 app, ma ne usa soltanto la metà, 40. Solo in Cina e in Giappone hanno più di 100 app installate, ma ne usano sempre solo 40.

    numero app scaricate

    Aumenta il tempo trascorso sulle app al giorno, rispetto al 2015 è cresciuto del 30% ed in media di 3 ore al giorno. La crescita è trainata da Indonesia, Messico e Brasile dove si superano le 4 ore al giorno.

    App Annie rileva poi che nel 2017 le app sono state molto più usate del mobile web, nei paesi monitorati dal report si registra un utilizzo più alto di 7 volte, arrivando ad essere, in alcuni paesi, anche più alto di 13 volte.

    Questi i dati più rilevanti del report, all’interno del quale è contenuta anche un’analisi per categorie di app. Potete scaricare il report da questo link.

    Il mercato delle app in Italia nel 2017

    Ma, come avevamo detto in apertura, all’interno di questo report è possibile anche trovare qualche dato che riguarda il nostro paese. Sono pochi dati e che confermano, per buona parte dati già conosciuti di cui abbiamo scritto anche qui sul nostro blog, ma meglio di niente.

    Senza tante sorprese, mettendo insieme i dati iOS e Android, WhatsApp si conferma l’app più scaricata in assoluto in Italia anche nel 2017, seguita da Facebook Messenger, dall’app di Facebook e da Instagram. Il blocco Facebook è quindi al comando. A seguire, troviamo le app per fare acquisti online come Amazon e Wish; poi Snapchat, Spotify, MyVodafoneIT e 119 di TIM. Tra le app di giochi più scaricati dagli italiani troviamo in prima posizione Super Mario Run, seguito da Figh List e da Clash Royale.

    WhatsApp è anche l’app leader per quanto riguarda gli utenti attivi al mese, seguita da Facebook, da Facebook Messenger e da Instagram. Si conferma il blocco Facebook anche da questo punto di vista. A seguire Amazon per gli acquisti, Shazam per scoprire le canzoni, ilMeteo per le previsioni del tempo, Spotify per ascoltare musica, TripAdvisor per le recensioni e poi, chiude questa classifica, Telegram.

    Un quadro molto chiaro, il blocco Facebook guida il mercato delle app in Italia. Ma se guardiamo il dato del tempo speso allora qualche sorpresa la troviamo. Perchè se pensiamo che sia qualche app di Facebook allora siamo fuori strada. Infatti, l’app su cui gli italiani amano trascorrere più tempo è Netflix, peccato però non avere qualche dato in più. Quindi gli italiani amano guardare da proprio smartphone i film e, soprattutto, le serie tv preferite. A seguire troviamo l’app del Corriere della Sera (tradotta con “Evening Courier”!) e poi troviamo Tinder. In quarta posizione troviamo l’app de La Repubblica, poi Badoo e Lovoo. A quanto pare gli italiani amano le dating apps.

    La classifica continua con Google Drive, Once (ancora dating app), poi Spotify e chiude Babbel.

  • Su WhatsApp presto arriveranno anche i tasti Reactions e le chiamate di gruppo

    Su WhatsApp presto arriveranno anche i tasti Reactions e le chiamate di gruppo

    Come qualche giorno fa ha riportato WABetaInfo, su WhatsApp stanno per arrivare i tasti Reactions, proprio quelli che usiamo su Facebook. Praticamente potremo usarli nelle nostre chat, come già avviene per Messenger. La funzionalità, insieme ad altre, sarà attiva nel nuovo aggiornamento dell’app che sarà rilasciato a breve, per iOS e Android.

    Entra qualche settimana, se non proprio entro qualche giorno, i tasti Reactions faranno la loro comparsa anche sull’app WhatsApp con il nuovo aggiornamento per iOS e Android, attesto nelle prossime settimane, se entro pochi giorni, disponibile per ora in versione beta (v. 2.17.443 su Google Play). Si tratta proprio di tasti Reactions che Facebook lanciò a livello globale all’inizio del 2016 per esprimere una reazione che andasse oltre il solito “like”. Dal marzo del 2017 i Reactions sono disponibili anche su Messenger, l’altra app di messaggistica sempre di proprietà di Facebook, e ora arriveranno anche su WhatsApp.

    whatsapp tasti reactions stickers gif

    Il sito WABetaInfo ha provato la versione beta e ha verificato che all’interno di questa nuova versione compaiono i tasti Reactions, sono presenti infatti le icone con il cuoricino, la faccia che ride, quella meravigliata, quella triste e quella arrabbiata. Nella parte inferiore della chat, di fianco alle emoji, ci sarà spazio anche per una sezione per gli stickers e una per le GIF.

    tasti reactions whatsapp

    I tasti Reactions non sono l’unica novità. Nella nuova release ci saranno anche le chiamate di gruppo, funzionalità di cui si parla da tempo; potrebbe essere eliminata la voce “Mostra tutti i contatti“, da Impostazioni > Contatti, anche se in questo caso non ci sono conferme; viene rimossa, sempre dalla versione beta, perchè inizialmente introdotta, la possibilità di poter rispondere privatamente ad un utente dall’interno dei gruppi.

    tasti reactions stickers gif whatsapp

    Queste le novità che presto troveremo su WhatsApp, è bene comunque sottolineare che forse non tutte le novità che si vedono attive in versione beta saranno effettivamente attive con il rilascio definitivo. Potrebbe trattarsi anche di attivazioni locali.

    Quella che sembra più certa è proprio la novità legata ai tasti Reactions, modalità che permetterà di esprimere subito una risposta, con una delle faccine, senza scrivere nulla. Modalità che spesso viene usata quando non si ha la possibilità di scrivere un messaggio.

    Staremo a vedere. E voi che ne pensate?

  • Facebook cambia: sul News Feed le interazioni ora sono più rilevanti dei contenuti

    Facebook cambia: sul News Feed le interazioni ora sono più rilevanti dei contenuti

    A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione del post con il proposito per il 2018 di “risolvere i problemi di Facebook”, Mark Zuckerberg in un post ha spiegato che da oggi il news feed comincerà a mettere in evidenza le notizie su parametri diversi. Da oggi le interazioni saranno più rilevanti dei contenuti.

    Sono passati solo pochi giorni da quando Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, in un post sulla sua piattaforma scrisse che il 2018 sarà per lui l’anno in cui risolvere i problemi che riguardano Facebook. In effetti il 2017 è stato un anno difficile per Facebook con la vicenda delle fake news, delle infiltrazioni dall’esterno, del Russia Gate. Insomma, i problemi non sono mancati davvero.

    facebook news feed interazioni contenuti

    In questa ottica si può anche spiegare il nuovo cambio di paradigma che riguarderà il news feed, ossia il cuore di Facebook. Come sappiamo, e come più volte lo stesso Zuckerberg ha ripetuto, obiettivo di Facebook è quello di connettere le persone sulla piattaforma al fine di trovare contenuti per loro rilevanti. Questo era la modalità con cui il news feed gestiva la rilevanza dei contenuti fino a ieri. Da ieri, così come spiegato dallo stesso Zuckerberg, la modalità cambia. Dalla rilevanza dei contenuti per gli utenti, si passa alla rilevanza delle interazioni. “Significative interazioni sociali”, così ha scritto Zuckerberg nel suo post.

    https://www.facebook.com/zuck/posts/10104413015393571

    Questo comporterà che i contenuti che vedremo più spesso in cime al nostro news feed saranno quelli che otterranno più commenti e più condivisioni, non basterà più quindi avere un numero elevato di like se poi non ci sono commenti a quel contenuto. E questo avrà delle ricadute, negative, anche sui contenuti editoriali e sui contenuti delle aziende. E’ forse questo un altro passo avanti verso quello di cui si parlava un paio di mesi fa a proposito di un doppio news feed? Sì, potrebbe essere, nel senso che Facebook alla fine potrebbe fare in modo che il feed “Esplora” diventi quello in cui si troveranno i contenuti delle pagine, quelle dei brand e quelli editoriali, separato da quello che riguarderà i contenuti condivisi dagli “amici”.

    In ogni caso, siamo di fronte ad uno dei cambiamenti più significativi che riguardano il news feed degli ultimi anni. Facebook comincerà quindi a rendere meno rilevanti contenuti virali ed editoriali, che di solito ottengono molti “like”, per enfatizzare di più i contenuti condivisi da persone a noi amiche, come ad esempio può essere un video di un nostro amico da New York, un tipico contenuto che mette “positività” alle persone e che realizza una notevole interazione. Vedremo quindi più aggiornamenti da parte di persone che fanno parte del nostro network.

    Facebook si pone quindi l’obiettivo di contrastare il “contenuto passivo”, quello caratterizzato da una forte valenza virale ma con scarse interazioni, ed enfatizzare il “contenuto attivo”, quello che, indipendentemente dalla sua carica virale, crea una forte interazione. Si tratta quindi di contenuti “positivi” quelli che Facebook vuole farci vedere di più.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10156988765141729/

    Dovremo quindi abituarci a vedere di più video e più contenuti che riguardano la vita personale.

    Ma siamo sicuri che questo possa davvero funzionare?

    Sono già stati sollevati dei dubbi riguardo a questo aspetto, soprattutto in relazione al fatto che, come già tutt’ora capita spesso, uno dei rischi è quello di enfatizzare contenuti sì personali ma che possano essere anche rivelarsi inopportuni. Provate ad immaginare, da questo ottica, quale sarà il nostro news feed da oggi al 4 marzo, quando ci saranno le elezioni politiche. Il rischio è quindi quello di mettere in evidenza anche contenuti di stampo ideologico o contenuti che non hanno ricevuto una adeguata valutazione (si, si parla ancora una volta di fake news), contenuti caratterizzati di solito da una scarsa valenza virale ma da una forte interazione. E in questi casi della positività proverbiale positività non vi è alcuna traccia.

    Insomma, ancora una volta Facebook prova a cambiare le regole cercando di “gestire” e regolare il modo in cui utilizziamo la piattaforma. Legittimo che sia così, ma il rischio è che questo vada ad uniformare una sola modalità di contenuto a scapito di contenuti editoriali e delle aziende (brand/professionisti/associazioni) che dovranno quindi confidare nella sola “promozione” dei propri contenuti.

  • Uno studio rivela che su Instagram i narcisisti tendono a seguire narcisisti

    Uno studio rivela che su Instagram i narcisisti tendono a seguire narcisisti

    Un recente studio della Sejong University, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior, ha rivelato che gli utenti che usano i social media per promuovere sè stessi attraverso i selfie tendono a seguire utenti che fanno la medesima cosa. E tollerano meglio l’atteggiamento narcisistico degli altri. Lo studio è stato realizzato selezionando un campione di utenti su Instagram.

    “Chi si somiglia si piglia” recita il popolare detto, riferendolo a Instagram, e allo studio di cui vi parliamo oggi, diventerebbe “Chi somiglia si segue”. Sì, perchè il senso dello studio Sejong University, pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior, dal titolo “Narcissism 2.0! Would narcissists follow fellow narcissists on Instagram?”, è che gli utenti che usano i social media per promuovere sè stessi, quindi per autocelebrarsi, attraverso i selfie, tendono a seguire utenti che fanno la medesima cosa. Fare selfie su Instagram, spiega Seunga Venus Jin, autore dello studio, identifica proprio un atteggiamento narcisista, quindi fare continuamente selfie e postarli sui social media.

    Lo studio ha quindi rivelato una relazione stretta tra gli utenti che usano i social media con questa accezione narcisistica. Postano selfie continuamente perchè sono alla ricerca continua di “like”, quindi di considerazione, e allo stesso modo sono orientati a fare lo stesso modo con gli utenti che fanno altrettanto, come si fosse un principio di solidarietà tacito.

    instagram narcisisti selfie

    Per giungere a questo risultato, i ricercatori della Seunga Venus Jin (Seul, Corea del Sud), hanno selezionato 276 utenti di Instagram, che usano quindi questo strumento per lo più postando selfie. Gli utenti narcisisti hanno quindi mostrato un atteggiamento più benevolo e solidale verso i selfie postati dagli altri utenti narcisisti, con una maggiore propensione a seguirli. Lo studio ha preso in esame solo il “narcisismo grandioso“, quello caratterizzato da una forte autostima verso sé stessi e la propria immagine, mentre non ha esaminato il “narcisismo vulnerabile“, quello caratterizzato da una scarsa autostima verso sè stessi e da una elevata sensibilità verso le critiche.

    In pratica questo studio mostra come selfie vada di pari passo con il narcisismo e, allo stesso tempo, dimostra la tolleranza verso il narcisismo stesso.

    Tanto per dare qualche dato, anche per inquadrare meglio l’argomento:

    • ogni 10 secondi su Instagram vengono condivisi oltre mille selfie
    • sono 93 milioni i selfie postati sui social media ogni giorno
    • il 75% delle foto condivise su Snapchat sono selfie
    • si stima che i millennials posteranno, nell’arco della loro vita, qualcosa come 25 mila selfie.

    Se vi ricordate, esattamente un anno fa eravamo sullo stesso tema a proposito di un altro studio che aveva rivelato i profili degli utenti che fanno selfie, distinguendo tra: i Comunicatori, gli Autobiografi e gli Auto-celebrativi.

  • Tribunale di Roma: multa ai genitori che non rimuovono le foto dei figli dai social media

    Tribunale di Roma: multa ai genitori che non rimuovono le foto dei figli dai social media

    E’ il Tribunale di Roma a stabilire, per la prima volta in Italia, un principio che va oltre la rimozione delle foto dei figli che i genitori pubblicano spesso sui social media. I giudici del foro romano hanno condannato una madre a rimuovere le immagini del figlio e, nel caso in cui non rispettasse tale obbligo, anche a pagare una multa di 10 mila euro.

    Pubblicare o meno le foto dei figli sui social media è un tema che riguarda quasi tutti i genitori. Spesso, nel tentativo di condividere momenti con amici e parenti lontani, ma anche per il semplice fatto di condividere dei bei momenti tanti genitori pubblicano le foto dei propri figli su Facebook, su Twitter e anche su Instagram. Il tema principale riguarda i rischi a cui verrebbero esposti i propri figli nel momento i cui si condividono immagini dei propri figli, rischi che possono essere anche molto pericolosi.

    Ma la tentazione di condividere una foto della propria figlia o del proprio figlio resta irresistibile per molti.

    genitori foto figli social media

    Nel recente passato sono state molte le sentenze di vari tribunali italiani che hanno ordinato ai tanti genitori di rimuovere le immagini dei propri figli. Ma la sentenza del Tribunale di Roma, del 23 dicembre 2017 – procedimento 39913/2015, sancisce, per la prima volta nel nostro paese, un principio che va oltre la semplice rimozione. Infatti, la sentenza dl foro romano condanna la madre di un ragazzo di 16 anni a rimuovere le foto del figlio dai vari social media e, nel caso in cui non rispettasse tale obbligo, a pagare una multa di 10 mila euro.

    Il caso riguarda un ragazzo sedicenne che più volte si era lamentato con i genitori, coinvolti in una causa di separazione, del fatto che pubblicassero foto in cui compariva lui. Il ragazzo si era lamentato de fatto che i genitori pubblicassero dettagli riguardanti la loro vicenda giudiziaria, una situazione che il ragazzo viveva con disagio al punto da chiedere al giudice di continuare a studiare all’estero per stare lontano dai propri genitori. Insomma, una situazione pesante per un ragazzo che non voleva essere al centro di questo tipo di attenzioni, anche mediatiche.

    Come detto, si tratta di un principio nuovo per il nostro paese che costituirà un precedente importante, sopratutto di fronte al numero di sentenze crescente riguardo a questo delicato argomento.

    La sentenza romana si basa certamente sul principio sancito dall’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata a New York il 20 novembre 1989 e ratificata in Italia con la legge 176/1991:

    Art. 16
    Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti.

    E anche sull’articolo 96 della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) che recita:

    Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente. Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del 2°, 3° e 4° comma dell’art. 93.

    Una sentenza che farà discutere, e molto, evidentemente. Ed è un bene che ciò accada, perché se da un lato ci sono dei pesanti rischi a cui si può andare incontro nel condividere sui social media immagini e foto dei propri figli (qui il video di Matteo Flora di qualche mese fa con oltre 1 milione di visualizzazioni), c’è anche da considerare la volontà dei propri figli minorenni. Il disagio vissuto da questo ragazzo, e reso più difficile dalla pubblicazione di foto in cui compariva, rende bene l’idea di quali situazioni si possono venire a creare.

    Forse sembrerà estremo, o anche fuori luogo, ma questo è un caso su cui bisogna riflettere più e più volte, e dovranno farlo soprattutto quelle persone (tante purtroppo) che parlano ancora di online e offline come se fossero due pianeti distanti anni luce. Invece no. Quello che viene pubblicato sui social media ha effetti reali, perché “reali” sono le persone che condividono.

  • Le Instagram Stories, dopo Facebook, le potremo condividere anche su WhatsApp

    Le Instagram Stories, dopo Facebook, le potremo condividere anche su WhatsApp

    Le Instagram Stories sono pronte per sbarcare anche su WhatsApp. Dopo averle rese condivisibili su Facebook, nel mese di ottobre, Instagram conferma che gli utenti potranno condividere le loro storie anche sull’app di messaggistica come Status.

    Instagram Stories è stata senza dubbio una grande mossa, si è rivelata da subito vincente e coinvolgente, con oltre 300 milioni di utenti. E quindi Facebook, che è proprietaria di Instagram, ne sta traendo grande vantaggio, evidentemente. E dopo aver reso le Instagram Stories condivisibili anche su Facebook, appunto, dallo scorso mese di ottobre, tra non molto le Stories saranno condivisibili anche su WhatsApp, l’app di messaggistica della famiglia Facebook, come uno Status. E il cerchio si chiude. Non si tratta solo di test, ma la notizia trova conferma direttamente dall’azienda, come ha riportato TechCrunch.

    whatsapp status instagram stories

    Al momento, come detto, si tratta di un test che Instagram sta portando avanti per un piccolo gruppi di utenti in Brasile, per poi passare ad un rilascio globale nei prossimi mesi, o, forse, nelle prossime settimane. Non ci sono notizie più precise al riguardo.

    La condivisione di una Instagram Stories su WhatsApp avverrà allo stesso modo ci come oggi avviene per condividerla anche su Facebook. Una volta abilitata la funzionalità, la storia apparirà come status su WhatsApp con la dicitura “Instagram” e sparirà, come al solito, dopo le 24 ore.

    Il perchè Facebook abbia deciso di rendere condivisibili le Stories anche su WhatsApp è, prima di tutto, per dare nuova visibilità a questa modalità di racconto effimero, ora molto popolare. Una mossa intelligente anche questa, specie se consideriamo il fatto che ci sono paesi dove WhatsApp è molto usato, tipo il Brasile ad esempio, o anche la Germania, la Malesia.

    whatsapp paesi instagram stories

    Altro motivo è quello di rendere più vivaci gli Status su WhatsApp, la stessa motivazione che ha portato Facebook a rendere condivisibili le Stories anche sulla sua piattaforma. E’ vero che i dati dicono gli utenti che utilizzano la modalità effimera sull’app di messaggistica sono molto simili a quelli delle Instagram Stories, ma p anche vero che tutta questa vivacità spesso non la si nota.

    Inoltre, per chiudere, Facebook sta facendo in modo che ogni applicazione sia legata alle altre dell’ecosistema Facebook. Un mix vincente di condivisione e coinvolgimento che permetterà agli utenti di essere presenti contemporaneamente su più applicazioni con lo stesso contenuto, portando quindi visibilità maggiore allo stesso.

    E voi che ne pensate?