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  • Fermi tutti, abbiamo sbagliato: i social media non rovinano le relazioni

    Fermi tutti, abbiamo sbagliato: i social media non rovinano le relazioni

    Da anni si dice che troppo uso dei Social Media sia la rovina delle relazioni personali, mettendo a rischio la propria vita sociale. Ma a quanto pare non è così, come sostengono due recenti studi dell’Università del Kansas, dimostrando l’assenza di relazione tra l’uso dei social media e la riduzione dei contatti con amici o parenti.

    Da anni si dice che usare troppo i social media porti alla rovina delle relazioni personali, mettendo a rischio la vita sociale dell’individuo. Quante volte se ne parlato e discusso, tantissime volte, creando dibattiti accessi tra chi sosteneva il pericolo di un utilizzo eccessivo e tra chi, invece, sosteneva che un utilizzo razionale non avrebbe sortito particolari effetti. Ma oggi possiamo dire, forse, una parola in più a favore del fatto che in realtà l’uso dei social media non rovina le relazioni con amici e parenti.

    A dimostrarlo sono due studi condotti dai ricercatori dell’Università del Kansas e pubblicati sulla rivista Information, Communication & Society, che hanno rilevato come, a distanza di tempo, anche un utilizzo eccessivo non ha poi portato ad una sorta di “allontanamento sociale” degli individui dopo aver usato piattaforme diverse. Jeffrey Hall, uno dei ricercatori che ha preso parte agli studi, ha tenuto a precisare che questi dati non dicono che l’abuso sia da considerare in senso positivo, ma che va considerato in maniera diversa da come è stato fatto fino ad oggi, credendo che, in ogni caso, fosse una rovina per le relazioni personali degli individui.

    social media non rovina relazioni

    Il primo preso in esame dei ragazzi americani in un periodo compreso tra il 2009 e il 2011. In questo caso non è stato trovato alcun legame tra l’aumento dell’uso dei social media e la diminuzione delle relazioni personali. Mentre il secondo studio è iniziato nel 2015 con 116 partecipanti: metà adulti e metà universitari che hanno inviato per 5 volte al giorno, 5 volte a settimana, alcuni messaggi di testo. Anche in questo secondo caso, l’uso elevato dei social media non ha sortito alcun effetto sulla qualità delle loro relazioni personali.

    Avrebbero dovuto uscire di meno, fare meno telefonate”, ha detto Hall, “ma tutto questo non è successo“. “Quello che abbiamo scoperto” – ha continuato Hall – “è che l’uso dei social media da parte delle persone non aveva alcun rapporto con coloro i quali avrebbero parlato più tardi quello stesso giorno. Gli utenti dei social media non stavano vivendo un ‘allontanamento sociale’: se usavano i social media nelle prime ore del giorno in seguito non sarebbero stati più propensi a rimanere soli. Non sembra che l’uso dei social media abbia una relazione con chi ha uno stretto rapporto con i partner in una conversazione faccia a faccia o telefonica“.

    Insomma, questi due studi dimostrano che effettivamente non vi è una relazione tra un uso massiccio dei social media e una carenza delle relazioni interpersonali. Abbiamo sbagliato nella valutazione fatta in questi anni? Forse sì, ci siamo fatti trasportare da certe valutazioni, ignorando il fatto che, forse, proprio quelle valutazioni fatte in maniera superficiale in realtà nascondessero ben altri problemi, che nulla avevano a che fare con i social media. Bisognerebbe rivedere una certa, nutrita, letteratura che è stata prodotta in questi anni, convincendoci tutti che più social media equivalesse all’isolamento sociale.

    E voi che ne pensate?

  • Elezioni 2018, Twitter dedica una emoji alle elezioni politiche italiane

    Elezioni 2018, Twitter dedica una emoji alle elezioni politiche italiane

    Twitter dedica alle Elezioni Politiche italiane una emoji. Utilizzando infatti #Elezioni, #Elezioni 2018 e  #ItalyElection2018 comparirà di fianco una emoji speciale, rappresentata da un’urna elettorale avvolta dalla bandiera italiana.

    Le Elezioni Politiche 2018 sono sempre più vicine, mancano ormai meno di due settimane al 4 marzo, giorno in cui più di 51 milioni di elettori italiani (è il numero più alto mai visto da circa 30 anni a questa parte) saranno chiamati a rinnovare i due rami del Parlamento, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Si tratta di un evento molto atteso, anche a livello internazionale per le ripercussioni che l’esito può avere a livello europeo.

    elezioni politiche 2018

    Per celebrare questa occasione, Twitter introduce da oggi una emoji speciale che raffigura un’urna elettorale avvolta dalla bandiera italiana e che apparirà utilizzando gli hashtag #Elezioni, #Elezioni2018 e #ItalyElection2018.

    elezioni politiche 2018

    Utilizzando gli hashtag, quindi, sarà più semplice seguire e prendere alle conversazioni sulle elezioni su Twitter: le persone potranno trovare i Tweet ancora più velocemente, e sarà più facile per tutti rispondere ai commenti e partecipare alla discussione.

    [box type=”shadow” align=”alignleft” class=”” width=””]Sinéad McSweeney elezioni 2018 italiaTwitter è il posto ideale per seguire la politica, perché consente a cittadini e politici di condividere le proprie opinioni e interagire tra loro. Con questa Emoji, vogliamo aiutare le persone ad esprimere il proprio punto di vista sulle elezioni e dare così un contributo importante e positivo ai cittadini in questo momento così importante per l’Italia. Stiamo già notando come gli italiani utilizzino sempre di più Twitter per esprimere le proprie opinioni e condividere i propri interessi: questa Emoji renderà le conversazioni ancora più vivaci” ha dichiarato Sinéad McSweeney, Vice President for Public Policy and Communications.[/box]

    Nei giorni scorsi, in collaborazione con Talkwalker, abbiamo pubblicato i risultati della nostra anali, mostrando i temi su cui maggiormente si concentrano i commenti degli utenti sui cari canali social media dei partiti e dei personaggi politici.

  • Social Media e Aziende, la principale sfida resta la carenza di risorse

    Social Media e Aziende, la principale sfida resta la carenza di risorse

    Una recente ricerca, condotta da The Manifest e Smart Insights, evidenzia come una delle principali sfide che le aziende devono affrontare per adottare i social media all’interno del proprio business è la carenza di risorse, sia finanziare che risorse umane (26%). Per il 24% dei casi, invece, la principale sfida è l’assenza di una strategia.

    Trattiamo spesso il tema social media in chiave business qui sul nostro blog, cercando di offrire spunti e idee alle aziende, ai professionisti, ai marketer al fine di dare una panoramica sempre più ampia soprattutto per quelle che sono le sfide da affrontare. Ed è proprio in termini di sfide che vogliano parlarne oggi, presentandovi questa interessante ricerca di The Manifest, agenzia globale con sede a Whashington, e Smart Insights che hanno interpellato 344 social media marketer provenienti da aziende, B2B e B2C, con almeno 10 dipendenti, da Regno Unito (30%), Stati Uniti (22%), Australia (5%), India (5%) e Germania (3%).

    Certo, penserete, c’è poca Europa e niente dall’Italia, ma quello che davvero interessa è sapere come le aziende di tutto il mondo affrontano la sfida di rendere i social media strumenti di business sempre più efficaci e quali siano le difficoltà o le sfide che esse affrontano per realizzare questo obiettivo. Un tema che riguarda anche le aziende del nostro paese.

    social media aziende sfide

    Prima di partire con i  risultati, va detto che il 52% degli interpellati ha dichiarato che i social media hanno contribuito ad aumentare i ricavi e le vendite delle aziende in cui collaborano.

    Dalla ricerca emerge per il 26% dei marketers, quindi oltre un quarto degli interpellati, la prima vera grande sfida da affrontare è la carenza di risorse, in termini di risorse umane e finanziarie. Questa è una delle sfide principali che le aziende devono affrontare, un dato che vale anche per il nostro paese. E come si supera? Prima di tutto occorre che l’azienda intenda i social media come un vero strumento di marketing e ancora questo non succede ovunque. I social media sono strumenti per portare avanti azioni di marketing e, come tali, necessitano di persone e di risorse finanziarie adeguate. Un suggerimento, che viene anche dalla ricerca e da alcuni casi di studio, è quello di implementare strategie di Influencer Marketing. In assenza di risorse, il lavorare con influencer, mirati e affini con l’azienda, può essere una valida alternativa per superare la carenza di risorse e assicurarsi, grazie all’attività degli influencers che diffondono il messaggio dell’azienda, brand awarness e followers. Alternativa valida, certo, ma può non essere valida in alcuni contesti. Pensiamo al nostro paese, dove è difficile affrontare questi temi in un contesto di PMI. Ma non è detto che sia impossibile.

    social media sfide aziende

    Al secondo posto, delle principali sfide che i marketers devono affrontare per usare i social media all’interno dell’azienda in cui operano, troviamo l’assenza di una strategia al 24%, ossia quasi un quarto degli interpellati. Si tratta di un dato elevato e preoccupante. Significa che ci sono ancora aziende che non reputano i social media come strumenti per fare marketing, non li prendono ancora troppo sul serio. In questo contesto ci sarebbe piaciuto conoscere il dato italiano. E’ bene essere chiari, senza una strategia non si va da nessuna parte. Non ci può essere adozione dei social media come strumenti se non si ha ben di fronte che cosa si vuole ottenere. E cioè: quali siano gli obiettivi di business; quale sia il pubblico a cui si vuole mirare e quale sia il contesto dei competitors; quali siano i canali social media che meglio possono essere adeguati rispetto ad altri; quale sia il contenuto che si vuole diffondere; quali siano le risorse (torniamo alla prima sfida); quali siano gli strumenti per tracciare i risultati. Senza questi elementi non si va da nessuna parte, utili per capire la strategia da mettere in atto.

    Terza sfida principale riscontrata dai marketers è la costruzione di una community, anche questa sfida al 24%. Vero, è difficile costruire una community di followers al giorno d’oggi. Un problema che riscontrano molte aziende, per il semplice fatto che tutte, più o meno, agiscono allo stesso modo, senza far emergere cosa le distingue davvero dalle altre. In dato che oggi gli utenti notano e apprezzano di più, in un contesto di aziende molto affollato, è quel qualcosa in più, quel dato caratteristico che distingue ogni azienda, quell’elemento che porta l’utente a sceglierle. Non è facile, ma la strada per la costruzione di una community di followers passa anche da qui. E, soprattutto, non commettere l’errore di usare i social media come strumenti passivi, come può essere un manifesto, sperando che poi gli altri lo vedano. No, i social media sono strumenti attivi, bisogna andare a prendere le persone, bisogna guadagnarsi lo spazio, come scrivevamo qualche mese fa, e non comprarlo.

    Ecco, queste sono le tre sfide principali, quelle più sentite dai marketers interpellati dalla ricerca. A seguire troviamo il tracciare i risultati (17%), tema molto sentito anche nel nostro paese. Ebbene, i social media sono strumenti che ci permettono di raccogliere dei dati, questi devono poi essere analizzati, bisogna che ci siano strumenti che permettano di tracciare questi dati per avviare una strategia che abbia come obiettivo quello di investire sempre sulla relazione con i clienti, che è quello che maggiormente interessa.

    Questi sono i risultati più rilevanti che emergono da questa interessante ricerca che ci ha permesso, ancora una volta, di fronte alle sfide che sono emerse, di ritornare a rimarcare alcuni punti che riteniamo essere fondamentali, anzi, sono proprio “i fondamentali”, ossia le basi che servono per adottare al meglio i social media come strumenti di marketing.

    E coi che ne pensate?

     

  • Elezioni Politiche 2018, i temi più discussi sui social dai partiti e personaggi politici

    Elezioni Politiche 2018, i temi più discussi sui social dai partiti e personaggi politici

    Le Elezioni Politiche del 2018 si avvicinano sempre di più e mai, come in questa occasione, i social media stanno giocando un ruolo sempre più importante all’interno del dibattito politico. Con Talkwalker abbiamo analizzato quali sono i temi e gli argomenti più discussi dagli utenti sui vari canali dei partiti e dei personaggi politici. Diamo insieme un’occhiata.

    La campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2018 sta entrando nel vivo, mancano ormai poche settimane al 4 marzo e i social media ormai giocano un ruolo sempre più importante. Facebook e Twitter, in particolare, sono luoghi dove i politici cercano di sviluppare i punti dei loro programmi, dando quindi vita a discussioni attorno agli argomenti che gli utenti sentono vicini alle loro esigenze.

    Con Talkwalker siamo andati a vedere quali sono i temi più discussi sui social media all’interno dei canali che i personaggi politici e i partiti usano per fare campagna elettorale e conversare con i loro elettori. Ne è venuto fuori uno spaccato che potrebbe essere ulteriormente utile per comprendere gli orientamenti che le singole compagini politiche adottano in relazioni agli argomenti e problematiche che gli italiani sentono in modo particolare.

    parlamento elezioni politiche 2018 social media

    Dall’analisi abbiamo notato che gli utenti sui social media mostrano attenzione e sensibilità diverse rispetto agli stessi temi che vengono trattati sui media tradizionali o rispetto a quelli che i personaggi politici propongono per il dibattito. Ad esempio, l’Immigrazione, uno dei temi maggiormente sentiti dagli italiani e di grande attualità, sui social media è di gran lunga il tema più discusso (31,3%), seguito da lavoro e occupazione. Quello che vedremo di seguito è come i vari temi che sono alla base di questa campagna elettorale sono stati discussi dai vari schieramenti e dai vari politici.

    Partiamo dal Partito Democratico. Come vedete dal grafico a torta, negli ultimi 7 giorni i temi più discussi dagli utenti (sulla base dei commenti degli stessi) si sono sviluppati attorno alle Tasse (33,4%), lavoro e occupazione (17,8%), Immigrazione (12,5%)

    partito democratico facebook elezioni politiche 2018

    Diversi i temi discussi dagli utenti in riferimento all’account Twitter del Partito Democratico. Come vedete, negli ultimi 7 giorni il tema più discusso a 280 caratteri è stato il lavoro e occupazione (21,4%), seguito dalla sicurezza (18,5%) e dalle tasse (15,5%).

    partito democratico twitter elezioni politiche 2018

    Guardando a Matteo Renzi, per concludere con il PD, sulle sue pagine Facebook e in relazione ai suoi tweet, i commenti degli utenti si concentrano su lavoro (23%) Immigrazione (17,8%) e tasse (17,1%).

    matteo renzi commenti social media facebook twitter elezioni politiche 2018

    Guardiamo adesso su cosa si concentrano gli utenti che frequentano la pagina Facebook e l’account Twitter del MoVimento 5 Stelle. Su Facebook i commenti degli utenti si concentrano su Immigrazione e lavoro, quasi in parità con, rispettivamente, il 23,8% e il 23,5%; a seguire il tema delle tasse (18,3%) e le pensioni (11,7%).

    movimento 5 stelle facebook elezioni politiche 2018

     

    Su Twitter, le conversazioni generate in relazione all’account del M5S sono diversi da quelli commentati su Facebook. Infatti al primo posto troviamo le pensioni (27,8%), poi Immigrazione 19,1%) e poi agricoltura (11,1%).

    movimento 5 stelle twitter elezioni politiche 2018

    Se diamo un’cchiata invece alle discussioni e ai commenti che gli utenti hanno manifestato in relazioni ai temi toccati da Luigi di Maio, su Twitter e su Facebook, notiamo che grosso modo rispecchiano i dati visti in relazioni ai commenti generati sulla pagina Facebook del MoVimento. Solo che in terza posizione, tra i temi più discussi in relazione alle conversazioni generale da Di Maio negli ultimi sette giorni, troviamo l’istruzione (16,4%).

    luigi di maio commenti social media elezioni politiche 2018

    E ora passiamo a vedere cosa commentano gli utenti sulla pagina Facebook della Lega. Come era prevedibile, il 60,3% dei commenti degli utenti i sviluppano attorno al tema dell’Immigrazione, il dato più alto riscontrato all’interno della nostra analisi. A seguire, con il 10,7%,  le pensioni; al 10% anche le Tasse, un altro dei grandi temi trattati dalla lega in questa campagna elettorale.

    commenti lega facebook elezioni politiche 2018

    Una situazione sostanzialmente analoga la si riscontra anche in relazioni ai commenti che gli utenti hanno espresso in relazione ai tweet dall’account della Lega. Infatti, anche in questo caso troviamo che la stragrande maggioranza dei commenti, 60,3%, si sviluppano attorno al grande tema dell’Immigrazione.

    lega commenti twitter elezioni politiche 2018

    Restiamo sulla Lega e osserviamo adesso i commenti degli utenti sulla pagina Facebook e sull’account Twitter di Matteo Salvini, segretario del partito e candidato premier. Anche in questo caso non ci sono sorprese, il 62,3% dei commenti generati sulla pagina Facebook di Salvini e dal suo account Twitter, negli ultimi sette giorni, vertono sull’Immigrazione. Il 10% dei commenti è sulle tasse.

    salvini commenti social media elezioni politiche 2018

    In relazione a Forza Italia abbiamo raggruppato i dati in un unico grafico avendo notato totale concordanza con i vari dei vari canali analizzati, uno dei pochi casi. Negli ultimi sette giorni i commenti degli utenti sulla pagine Facebook del partito guidato da Silvio Berlusconi e in relazione all’attività generata dall’account Twitter riguardavano per il 28,4% il tema delle tasse; seguito dal lavoro (24,4%) e dalla sicurezza (15,4%).

    forza italia commenti social media elezioni politiche 2018

    Restando su Forza Italia, questi sono gli argomenti trattati da Silvio Berlusconi sui social media su cui si sono concentrati maggiormente i commenti degli utenti. E notiamo che cambiando l’ordine dei due argomenti di Forza Italia più commentati, sui canali del presidente del partito gli utenti commentano temi legati al lavoro (29,2%, contro il 24,4% dei commenti sui canali del partito), tasse (23,6%), immigrazione (18,5%).

    silvio berlusconi commenti social media elezioni politiche 2018

    Ecco, questo era un po’ il dettaglio che volevamo condividere con voi emerso dall’analisi sulle conversazioni elaborata e condotta in collaborazione con Talkwalker. Il nostro intento era quindi quello di evidenziare su quali argomenti gli utenti commentano di più, in relazione ai temi trattati dai vari partiti e personaggi politici che stanno caratterizzando questa campagna elettorale. E’ quindi un modo per fare un raffronto tra quelli che sono i temi portati avanti dalle varie compagini elettorali e i temi che invece interessano agli utenti che simpatizzano per questo o quel partito. Sono quindi dati ed elementi che possono offrire nuovi spunti di riflessione.

  • Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Jack Dorsey dice che Twitter non è in vendita e ammette che ‘è difficile da usare’

    Parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, Jack Dorsey ha tenuto a ribadire che Twitter non è in vendita e che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Inoltre, anche in relazione ai dati dell’ultima trimestrale, ha dichiarato che al momento l’azienda sta lavorando per rendere la piattaforma più semplice da usare, puntando anche sui contenuti video.

    L’ultima trimestrale di Twitter ha mostrato ancora una volta i grandi limiti della piattaforma, anche se è stata la prima volta in cui la società è stata profittevole in 12 anni. Primo fra tutti, il fatto che oggi gli utenti percepiscono Twitter come uno strumento difficile da usare. Una percezione concreta e vera, basta dare un’occhiata ai numeri relativi alla base utenti, ferma allo zero con 330 milioni di utenti. Più volte abbiamo sottolineato l’urgenza di un intervento prima che sia troppo tardi,  e prima che Twitter possa davvero finire in mani diverse da quelle attuali.

    A proposito di questo, Jack Dorsey, fondatore e CEO di Twitter, parlando alla “Goldman Sachs Technology and Internet Conference”, ha tenuto a precisare alcune cose e ha detto anche delle altre cose interessanti. Intanzitutto, Twitter non è in vendita, aggiungendo che la sua “indipendenza è la nostra forza”. Una dichiarazione importante che spazza via qualsiasi pretendente, anche in un momento in cui il valore in borsa è cresciuto del 24% da giovedì scorso, oggi a 33,70 dollari. E pensare che si dice di Twitter in vendita ormai da due anni, una volta ogni tre mesi circa, e in una occasione ci si era andati anche vicini con l’interessamento di Disney (società di cui Dorsey e membro del CdA).

    jack dorsey ceo twitter

    Ma Jack Dorsey durante la conferenza ha toccato un altro punto importante che è quello dell’utilizzo della piattaforma e di cosa di potrebbe fare per migliorarlo. Dorsey, di fronte ad un pubblico di investitori, ha ammesso che oggi Twitter è difficile da usare, una difficoltà che vale tanto per gli utenti, quanto per gli investitori.

    Un terzo di 2 milioni di persone che ogni giorno approdano sulla piattaforma, con grandi aspettative, restano poi deluse perchè non riescono a trovare ciò che vogliono” – ha dichiarato Dorsey – “ci stiamo concentrando proprio su questo aspetto”. “Gli utenti” – ha continuato Dorsey – “ci chiedono una piattaforma più facile da usare“. Dorsey ha poi ammesso che alle volte ci vogliono mesi per capire come seguire le persone che realmente interessano. L’idea è quindi quella di offrire una esperienza sempre più personalizzata, in modo da riuscire a soddisfare le esigenze degli utenti. Twitter Momenti è nato con questa obiettivo, ma non è riuscito pienamente nell’obiettivo e, del resto, non è pienamente attivo nel nostro paese (uno dei pochi tra l’altro).

    Dorsey ha anche individuato una strada per rendere Twitter più facile e immediato da usare, puntando su immagini e video. Ed è proprio su questa ultima forma che Dorsey vuole puntare, “ad oggi la forma di contenuto che è in più rapida crescita”. L’idea è quindi quella di spaziare dalla forma del contenuto testuale verso una forma di contenuto più visiva e immediata.

    Si tratta quindi di dichiarazioni che dimostrano una certa presa di coscienza dei problemi che attanagliano Twitter. Sono parole che finalmente danno l’idea che Twitter sta cercando di organizzarsi per superare le difficoltà e quindi sono segnali positivi. Certo, è presto per esprimere una opinione sulle idee al momento allo studio, ma si tratta comunque di qualcosa.

    Le idee le passeremo al vaglio non appena saranno rese concrete.

  • Sanremo 2018, i millennials continuano a seguirlo sui Social Media

    Sanremo 2018, i millennials continuano a seguirlo sui Social Media

    Terza serata di Sanremo 2018 e grazie a Talkwalker siamo in grado di raccontarvi cosa è successo sui social media durante la serata. I contenuti condivisi sono stati 289 mila e il picco si è avuto durante la performance di Virginia Raffaele. Claudio Baglioni è il più discusso tra i presentatori e il duo Meta-Moro tra i cantanti.

    Continuo calo fisiologico sui social media durante la terza serata di Sanremo 2018, un calo che si verifica anche dai dati dell’audience televisiva, anche se la serata di ieri con 10,8 milioni di spettatori è stata la più seguita dal 2000. Con Talkwalker, con cui stiamo seguendo la manifestazione, siamo in grado, come di consueto, di raccontarvi tutto ciò che è accaduto durante la serata sui social media.

    Il totale dei contenuti condivisi è stato di 289 mila, più basso della seconda serata, il picco si è registrato durante la performance di Virginia Raffaele alle 21:45.

    tot terza serata sanremo 2018

    Claudio Baglioni continua ad essere il più discusso tra i presentatori, mentre il duo Meta-Moro risulta il più discusso tra i cantanti, seguiti dai The Kolors e da Ornella Vanoni.

    ospiti cantanti terza serata sanremo 2018

    Per quanto riguarda i presentatori, abbiamo utilizzato il nuovo strumento di Talkwalker, Quick Search, uno strumento ideale per effettuare una ricerca ed avere subito i dati in un colpo d’occhio. Mettendo a confronto Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, abbiamo avuto la conferma che sui social media il direttore artistico è il più discusso. Favino è quello che fa registrare il sentiment positivo più alto.

    quick search presentatori sanremo 2018

    Da notare, guardando gli influencer che hanno conversato sui social media rispetto ai tre presentatori, che: Baglioni è quello più discusso su Twitter; la Hunziker invece è molto discussa su Instagram, oltre che su Twitter anche se in misura minore rispetto ai suoi colleghi; Favino è discusso molto su Twitter e anche su Facebook.

    quick search presentatori sanremo 2018

    Questi sono invece gli hashtag che si sono sviluppati durante la terza serata di Sanremo 2018, dove, dopo quello ufficiale della manifestazione, troviamo #NonMiAveteFattoNiente e #IoStoConMetaMoro.

    hashtag terza serata sanremo 2018

    A seguire anche la terza serata sono state di più le donne con 58,7% contro il 41,3% degli uomini. Come già riscontrato nelle prime due serate, resta sempre molto presente un pubblico millennials a seguire Sanremo 2018. La fascia 18-34 anni è praticamente maggioritaria.

    demog terza serata sanremo 2018

    Ed ora diamo uno sguardo agli influencer della serata. A livello generale, Michelle Hunziker si conferma la più influente. Da notare come 8 su 10 provengano da Instagram.

    influencer totali sanremo 2018 terza serata

    Questi invece gli influencer su Twitter, il canale usato per il 93% dei casi, e @trash_italiano ritorna in vetta, seguiro dall’account ufficiale di Sanremo 2018 e da @Ri_Ghetto.

    influencer twitter sanremo 2018 terza serata

    E ora, diamo un’occhiata ai contenuti più condivisi della serata, iniziando proprio da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/Be70aO5juJt/

    https://www.instagram.com/p/Be8qvksBrL7/

    https://www.instagram.com/p/Be8vfV_AjaE/

    https://www.instagram.com/p/Be8odpOg7Jh/

    Questi i contenuti più condivisi su Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=156335284411981&story_fbid=1776943719017788

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=169992733022409&story_fbid=2172446576110338

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=83508110062&story_fbid=10159843191975063

    E questi invece i tweet più condivisi della terza serata di Sanremo 2018:

    https://twitter.com/Enzo_Miccio/status/961723886223183873

    https://twitter.com/Ri_Ghetto/status/961733341623054336

    E si conclude con questi tweet simpatici e ironici il nostro racconto della terza serata di Sanremo 2018, in collaborazione con Talkwalker. Ma voi Sanremo lo state seguendo sui social? Che ne pensate?

  • Twitter diventa profittevole per la prima volta in 12 anni, ma non sa più crescere

    Twitter diventa profittevole per la prima volta in 12 anni, ma non sa più crescere

    Twitter ha diffuso oggi i dati relativi al Q4 2017 e per la prima volta l’azienda di San Francisco diventa profittevole. Nell’ultimo trimestre dell’anno l’azienda guidata da Jack Dorsey ha fatto registrare 91 milioni di dollari di profitti. Un dato positivo dopo 12 anni. Resta però ferma la crescita della base utenti, ancorata allo zero.

    I dati relativi al Q4 2017 di Twitter ci rivelano, da un lato, una grande sorpresa e, dall’altro, una ulteriore conferma. La sorpresa è che per la prima volta dalla sua nascita, quasi 12 anni fa, Twitter diventa profittevole. Infatti, nell’ultimo trimestre del 2017 l’azienda guidata da Jack Dorsey realizza profitti per 91 milioni di dollari. E pensare che i dati relativi allo stesso periodo dello scorso anno riportavano perdite per 167 milioni di dollari. Un risultato ottenuto tagliando i costi. Anche il fatturato è cresciuto negli ultimi tre mesi dello scorso anno con 732 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 717 milioni di dollari dello stesso periodo del 2016. Le previsioni degli analisti finanziari erano di 686 milioni di dollari.

    twitter utenti ricavi q4 2017

    Sono dei risultati positivi che possono davvero innescare una inversione di tendenza. Di certo, sono dati utili per acquisire maggiore fiducia tra gli investitori. Ma resta, ed è ancora evidente con questi dati trimestrali, l’annoso problema della crescita degli utenti ferma allo zero. Negli ultimi tre mesi del 2017 Twitter non aggiunge un solo nuovo utente, restando ferma a 330 milioni di utenti complessivi mensili. Anzi, negli Usa la base utenti arretra di 1 milione, passando da 69 milioni a 68 milioni di utenti. Ciò significa che Twitter cresce in maniera molto molto lenta, ma costante. Quindi, una eventuale crescita a livello internazionale (oggi 262 milioni) è stata annullata dalla decrescita della piattaforma negli Usa. Un dato, quest’ultimo, che Twitter ritiene da addebitare nelle integrazioni di terze parti di Safari. Anche se fosse vero, e anche immaginando che questo problema non fosse esistito, il dato generale non cambierebbe, restando comunque la crescita molto lenta.

    twitter ricavi q4 2017

    twitter base utenti q4 2017

    Come abbiamo raccontato qui su InTime, il 2017 è stato un anno di novità per Twitter, la più importante delle quali è stata sicuramente quella di aumentare i caratteri da 140 a 280. Una modifica che, come ha rivelato Jack Dorsey, è riuscita a far crescere il livello di coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma, anche se non è aumentata la lunghezza dei tweet. Quindi, gli utenti usano di più la piattaforma, ma alla fine la lunghezza dei caratteri usati all’interno del tweet è rimasta uguale a quella quando vi era il limite dei 140 caratteri.

    Il titolo a Wall Street guadagna oltre il 15%.twitter wall street 8 febbraio 2018 q4 2017

     

    Gli utenti si sentono quindi più sicuri e liberi dal limite, solo che adesso resta da fare davvero il passaggio importante, quello che ormai predichiamo da tempo. Twitter adesso deve davvero rendere la piattaforma usabile e facile per tutti. Twitter deve quindi cominciare ad innovare seriamente la piattaforma, altrimenti non crescerà più.

    L’occasione è ghiotta e dopo questi dati sarebbe davvero un peccato sprecarla, per l’ennesima volta.

     

  • Sanremo 2018, il racconto della seconda serata sui Social Media

    Sanremo 2018, il racconto della seconda serata sui Social Media

    Calo fisiologico dei contenuti condivisi sui Social Media durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2018. Il dato complessivo è di 336 mila contenuti e il picco si è avuto quando Pippo Baudo è salito sul palco dell’Ariston. In collaborazione con Talkwalker, vediamo i numeri in dettaglio, influencer e contenuti più condivisi.

    Dopo aver visto il debutto del Festival di Sanremo 2018 sui social media, continua il nostro racconto social in collaborazione con Talkwalker per riportare numeri, dati, influencer e contenuti più condivisi per ogni serata di Sanremo 2018. Come era prevedibile, la seconda serata della kermesse canora fa registrare un calo fisologico dei contenuti condivisi sui vari canali social. In totale, sono stati 336 mila i contenuti condivisi da 70.500 autori unici.

    seconda serata sanremo 2018

    Il picco della serata si è avuto alle 22:30 quando sul palco dell’Ariston è salito Pippo Baudo, il presentatore che più di ogni altro ha presentato il festival della canzone italiana.

    Dando un’occhiata agli ospiti delle serate, tra i più discussi e commentati sui social media troviamo ancora Fiorello, ma sono stati anche molto commentati Il Volo, Pippo Baudo e Sting. Tra i presentatori, resta sempre molto discusso Claudio Baglioni.

    Tra i cantanti in gara, i più discussi sono Ermal Meta e Fabrizio Moro.

    ospiti cantanti seconda serata sanremo 2018

    Questi che vediamo in basso sono i temi più discussi della seconda serata, notate come siano sempre molto presenti Ermal Meta e Fabrizio Moro, per il momenti sospesi dalla manifestazione canora. E infatti, va registrato a questo proposito l’emergere dell’hashtag #IoStoConMetaMoro che al momento capitalizza 124 mila contenuti.

    temi seconda serata sanremo 2018

    Anche nella seconda serata le donne sono più numerose degli uomini con il 58,6% contro il 41,4%. E, come visto nella prima serata, la seconda conferma una costante presenza dei millennials a seguire il festival dai social media. La reach della seconda serata è stata di 58 miliardi e il coinvolgimento netto è stato di 4,1 milioni di persone.

    demog seconda serata sanremo 2018

    E ora passiamo a vedere gli influencer della seconda serata di Sanremo 2018. In generale, come Michelle Hunziker è la più coinvolgente con il suo post su Instagram per la prima serata che supera le 209 mila condivisioni.

    influencer seconda serata sanremo 2018

    Questi invece sono gli influencer su Twitter, piattaforma che risulta molto usate con il 97% dei casi. In vetta troviamo l’account ufficiale di Sanremo 2018 seguito da @trash_italiano.

    influencer twitter seconda serata sanremo 2018

    E ora, come di consueto, diamo un’occhiata ai contenuti più condivisi della serata, iniziando proprio da Instagram:

    https://www.instagram.com/p/Be5uFC9DcaX/

    https://www.instagram.com/p/Be5ScGKgqQb/

    https://www.instagram.com/p/Be59sSXAeC1/

    Questi i contenuti più condivisi su Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=247658858597534&story_fbid=1906742116022525

     

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=365441773566648&story_fbid=1446607465450068

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=83508110062&story_fbid=10159838110520063

    E, infine, una carrellata dei tweet più condivisi:

    https://twitter.com/Ale89898989/status/961366249786679296

    Ecco, questa era il nostro resoconto della seconda serata di Sanremo 2018, intanto noi continueremo a seguirlo in collaborazione con Talkwalker.

    E voi, lo state seguendo? Che ve ne pare?

     

  • Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    Il 40% degli adolescenti italiani ritiene che il Web sia un luogo pericoloso

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata per una rete più sicura, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids rileva che il 40% degli adolescenti ritenga il Web un luogo pericoloso, quasi il 40% di essi dichiara di aver paura del cyberbullismo. Inoltre, il 26% tra i rischi di internet teme le fake news.

    In occasione della Safer Internet Day 2018, la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi dell’internet istituita nel 2004 dall’Unione Europea, una ricerca di “SOS Il TELEFONO AZZURRO” e Doxa Kids ha rilevato quelli che sono i timori degli adolescenti italiani in relazione a Internet. I giovani italiani, quindi nativi digitali, vivono la loro esperienza con Internet in un contesto fatto da tanti rischi e minacce, non facili da riconoscere immediatamente. Cyberbullismo, pornografia e pedopornografia, adescamento, sextortion, grooming, queste sono ad oggi le situazioni di pericolo che i giovani utenti italiani vivono quotidianamente, anche sui social media.

    Questa ricerca è utile, proprio nella giornata di oggi, per comprendere come vedono, e come vivono, Internet i nostri giovani e quali le loro preoccupazioni. Va subito messo in evidenza che sei adolescenti su dieci sono stati vittime di esperienze negative durante attività di streaming live, quindi il 60%.

    I risultati della ricerca confermano il timore dei più giovani di esser vittime inconsapevoli di una pericolosa esposizione ad uno strumento utile, ma incontrollato di cui avere paura. Gaming, denaro, sessualità, ricerca di informazioni, contenuti personali, violenza e prevaricazione, contenuti lesivi/inadeguati veicolati attraverso lo streaming, il live e le stories. Internet oggi permea la vita dei giovani italiani in maniera significativa.

    Per il 40% rappresenta luogo di minaccia e quasi il 40% ha paura del cyberbullismo. Il 26% degli adolescenti tra i rischi di internet teme le fake news, soprattutto in ambito salute visto che nel 21% dei casi vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente “terrorizzanti”.  Un terzo degli adolescenti acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%. Inoltre i bambini sono molto impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente, lo è addirittura il 32%.

    Altri dati in pillole:

    • il 15% conosce almeno un coetaneo che usa app di incontri;
    • il 40% conosce almeno un coetaneo che guarda video pornografici;
    • il 59% dichiara di avere avuto esperienze spiacevoli da una diretta streaming.

    A questi dati vanno aggiunti anche i dati provenienti dalla linea di ascolto 1.96.96 guidata da Telefono Azzurro che riportano la gestione di un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche relative ad Internet. Nel 2017 gli psicologi e gli operatori dell’associazione che da trent’anni opera a tutela dei diritti di bambini e adolescenti hanno offerto sostegno su disagi legati a:

    • Cyberbullismo 33%;
    • Sexting 18%;
    • Atti autolesivi e suicidio 13%;
    • Grooming 7%;
    • Pedopornografia online 5%;
    • Informazioni su Internet 10%;
    • Dipendenza da Internet 4%.

    Sono dati che ancora una volta ci confermano quanto sia utile avviare progetti di sensibilizzazione legati ai rischi e ai pericoli della rete rivolti ai nostri giovani, oggi più che mai. Questi dati ci offrono un contesto costellato di situazioni di pericolo in cui è facile cadere se non si conoscono modalità, azioni, strumenti per evitarli. Servono progetti di educazione digitale per i nostri ragazzi a partire già dalla scuola, luogo dove spesso manca la consapevolezza e la competenza per affrontare in maniera adeguata questa problematica. E serve anche un progetto di educazione per i genitori, spesso impreparati ad affrontare situazioni di pericolo e quindi incapaci di aiutare i propri figli. E’ ora di passare dalle parole ai fatti, altrimenti questi numeri, che si sembrano già grandi, cresceranno sempre di più.

    adolescenti safer internet day 2018 infografica

  • Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Ecco l’Italia Digitale del 2018 con 34 milioni di utenti sui Social Media

    Puntuale, come ogni anno, We Are Social pubblica l’interessante report di inizio anno sullo stato del Digitale a livello globale, con una bella panoramica sui singoli stati. Guardando quindi all’Italia, gli utenti online sono 43 milioni e 34 milioni sono gli utenti sui Social Media che crescono del 10% in un anno, con un tempo medio giornaliero di 1 ora e 53 minuti.

    E’ certamente uno dei report, di inizio anno, più attesi quello di We Are Social che con Global Digital 2018 ci offre uno spaccato globale dello stato del Digitale, con interessanti focus, sempre più dettagliati, per ogni singolo paese. Nel dare uno sguardo di insieme, ci concentreremo, ovviamente, sui dati che riguardano il nostro paese, come sempre molto interessanti.

    Il report, che We Are Social ha realizzato in collaborazione con GlobalWebIndex, GSMA Intelligence, Statista, Locowise, SimilarWeb, rileva che ad oggi la popolazione mondiale su Internet è di 4 miliardi (erano 3,7 miliardi lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 53%. Gli utenti attivi sui social media a livello globale sono 3,2 miliardi (2,8 miliardi lo scorso anno, quindi +13%) con un tasso di penetrazione del 42%. In Europa, gli utenti online sono 674 milioni con una penetrazione dell’80%, quindi media molto alta rispetto a quella globale, con una popolazione sui social media di 448 milioni di utenti, con una penetrazione del 53%, media pari a quella globale.

    social media digital 2018

    Guardando invece i dati che riguardano il nostro paese, notiamo che cresce la popolazione online, arrivando ad oggi ad essere di 43,3 milioni (erano 39,2 milioni lo scorso anno) con un tasso di penetrazione del 73% che cresce del 7% rispetto al 2016. Gli utenti che usano i social media in Italia sono 34 milioni, con un tasso di penetrazione del 57%, un dato superiore, anche se di poco, alla media globale; era del 46% lo scorso anno.

    Il tempo medio che un utente italiano spende su Internet è 6 ore e 8 minuti al giorno, dato superiore al Regno Unito (5 ore e 51 minuti) e a quello della Germania (4 ore e 52 minuti). Se cresce la penetrazione dei social media, passando dal 52% dello scorso anno al 57% del 2018, va detto che cala leggermente il tempo medio trascorso al giorno sui social media. Se lo scorso anno il tempo medio che un utente italiano trascorreva sui social media era di 2 ore al giorno, oggi il tempo si riduce a 1 ora e 53 minuti. Pensate che nel 2015 era di 2 ore e mezza al giorno.

    panorama digital social media italia 2018

    uso digital social media italia 2018

    Nuovo dato che il report offre in questa edizione 2018 è quello relativo all’ad-blocker, ossia gli utenti che utilizzano strumenti per bloccare la visione dei annunci pubblicitari durante la navigazione. In Italia la percentuale è pari al 35%, un dato che se visto nell’insieme non è altissimo, ma è comunque un dato utile da conoscere e da valutare. Negli Usa, ad esempio, si arriva al 45%, mente in Giappone di registra la percentuale più bassa con il 16%.

    Dato interessante è ancora quello che riguarda il mobile. In Italia il tasso di penetrazione del fenomeno è dell’83% con 49,2 milioni di utenti su una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti. E se prima abbiamo visto che la popolazione italiana sui social media è di 34 milioni, quella attiva sui social media da mobile è di ben 30 milioni con un tasso di penetrazione del 51%, con una crescita del 7% in un anno pari a 2 milioni di utenti. Erano infatti 28 milioni quelli attivi da mobile lo scorso anno. Da considerare, inoltre, che la velocità di connessione da mobile (30,69 Mbps) è ormai sempre più vicina a quella da desktop (31,96 Mbps), tenendo conto anche che il 40% degli utenti accede a Internet sempre più, e solo, da mobile. Anche il traffico da mobile aumenta, +16 in un anno contro il -6% del traffico da desktop. Dai che devono indurre tutti ad una riflessione più approfondita.

    Ma entrando nel dettaglio rispetto agli utenti italiani che usano i social media, notiamo che tra le piattaforme più usate in Italia, YouTube mantiene il suo primato, passando dal 57% dello scorso anno al 62% di quest’anno; subito dopo troviamo Facebook che passa dal 55% al 60%. Il balzo in avanti lo fa WhatsApp, passando dal 48% dello scorso anno al 59% di quest’anno. A questo punto è lecito pensare che il prossimo anno possa trovarsi in seconda o prima posizione. Del resto, durante in 2017 lo abbiamo scritto più volte che WhatsApp risulta l’app più usata in termini di utenti attivi, ultima conferma l’abbiamo avuta con i dati di App Annie, confermando l’app di messaggistica istantanea come la più scaricata del 2017 sia da iOS che da Android.

    piattaforme usate social media italia 2018

    Continuando a vedere le piattaforme più usate in termini di utenti attivi, dopo WhatsApp troviamo l’altra app di messaggistica di Facebook che è Facebook Messenger che passa dal 33% al 39%. Restando sempre nella famiglia Facebook, subito dopo troviamo Instagram che passa dal 28% dello scorso anno al 33% con 16 milioni di utenti mensili, con 51% di utenti donne e 49% di utenti uomini.

    Scende Twitter che lo scorso anno era dietro Instagram, adesso dal 25% al 23%, un dato che non sorprende per la verità, nonostante l’aumento dei caratteri e una maggiore attenzione per la sicurezza. Il 2018 deve essere per Twitter l’anno della svolta, certo affermazione già fatta qui sul nostro blog, ma ormai siamo davvero al giro di boa: o si innova o si rischia di rovinare tutto.

    Fermo Google+ al 25%, dato interessante da notare è l’arretramento dell’1% rispetto allo scorso anno di LinkedIn, che pasas dal 19% al 18%, facendosi superare dal Skype che arriva al 21%. Pinterest è fermo al 15%. Arretra anche Snapchat che passa dal 10% dello scorso anno al 9% di quest’anno. Anche l’app del fantasmino giallo deve riprendere vigore, altrimenti il destino potrebbe essere già segnato. Arretra anche Tumblr, dall’11% all’8%.

    Questi i dati che ritenevamo più interessanti, anche se resta il consiglio di scaricare il report che riguarda il nostro paese da questo link.

    Allora, che ne pensate di questo scenario. Fateci sapere cosa ne pensate tra i commenti oppure sui social.