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  • Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Tra le tendenze che caratterizzeranno i Social Media, e quindi anche il Social Media Marketing, ci sono anche la Realtà Aumentata e l’Intelligenza Artificiale, senza dimenticare Video e contenuto effimero che attrae sempre più i brand. Lo dice una ricerca, con infografica, realizzata dall’agenzia Mo Agency.

    Quali saranno le tendenze in questo 2018 che arricchiranno i social media e quindi anche il social media marketing? Una domanda che ha senso porsi anche a marzo 2018, soprattutto alla luce di quanto avvenuto di recente. Facebook da qualche settimana ha introdotto il supporto per file 3D, attraverso applicazioni è possibile creare dei contenuti che gli utenti possono visionare in 3D o visionarli anche in Facebook Spaces in Realtà Virtuale. Si tratta di un esempio che potrebbe davvero aprire la strada ad una nuova forma di contenuti commerciali, si immagini le aziende che vorranno far visionare il realtà aumentata i propri prodotti, e ci sono già esempi in questa direzione.

    Non è un caso che la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata siano tra le tendenze che caratterizzeranno il 2018 dal punto di vista dei social media. Una recente ricerca dell’agenzia Mo Agency infatti individua queste due tecnologie come quelle su cui i marketers investiranno per arricchire il proprio contenuto da veicolare sui social media. Si tratta di una tendenza, quella nello specifico della Realtà Aumentata, che ha visto in Pokemon Go come il primo grande “di moda” che diventa modalità di contenuto consolidata per le aziende.

    social media realtà aumentata trends 2018 3d facebook post

    Il Video nel 2018 continuerà ad essere una forma di contenuto in grande crescita, basti pensare che il “social video advertising” è cresciuto del 130% lo scorso anno e che ormai l’86% del traffico globale è generato da contenuti video. Il Live Streaming avrà anch’esso un ruolo dominante, si prevede che al 2021 avrà un valore di mercato di 75 miliardi di dollari e che dal 2020 il traffico globale sarà costituito per l’82% dal live streaming.

    Ma quella che emergerà di più è la Realtà Aumentata che creerà nuove modalità di connessione tra utenti e brand. Abbiamo già citato in apertura Facebook con le recenti novità, ma possiamo anche aggiungere la camera del social network che ingloba contenuti in realtà aumentata. Tra l’altro, iPhone X e iPhone 8 di Apple sono già abilitati per offrire un’esperienza “aumentata”

    Non saranno da meno l’Intelligenza Artificiale e i chatbot. Pensate che ad oggi sono le chat attive su Messenger sono 12 mila al mese e che già a partire da quest’anno il 30% delle conversazioni sui social media. Nel 2017 il 38% delle organizzazioni ha fatto uso dell’Intelligenza Artificiale e ci si aspetta che questa percentuale cresca, nel 2018, fino al 62%.

    Di fianco a queste tendenze, ce ne sono altre che sono in parte una conferma già oggi come l’utilizzo da parte dei marketers di strumenti per la messaggistica istantanea, abbiamo anche visto di recente l’arrivo di WhatsApp Business per le PMI. Del resto, WhatsApp conta 1,3 miliardi di utenti, poco di più della “cugina” Messenger, l’altra piattaforma di messaggistica istantanea, che ne conta 1,2 miliardi di utenti. Senza dimenticare i 963 milioni di utenti di WeChat. Si prevede poi che il mercato delle app di messaggistica istantanea avrà, dal 2022, un valore di mercato di 8 miliardi di anno l’anno.

    E non mancherà, tra i trends 2018 per i social media, la modalità del contenuto effimero, quella modalità che permette di condividere del contenuto che ha una durata limitata di 24 ore. Parliamo quindi di Instagram Stories, al momento una delle modalità più usate con oltre 200 milioni di utenti al mese, ma anche di Facebook e Snapchat Stories. Modalità che sta di fatto coinvolgendo anche le aziende, si stima che il 50% delle aziende presenti su Instagram abbia già creato contenuti effimeri e che più di 1 milione di advertiser usa Instagran Stories per fare promozioni almeno una volta al mese.

    Insomma, questo è lo scenario che si sta sviluppano per quanto riguarda i social media e il social media marketing. Nuove tendenze che andranno ad alimentare l’evoluzione del contenuto che è sempre più visual e meno testuale. E quella parte testuale, almeno per quel che riguarda le aziende, sarà sempre più gestita attraverso l’Intelligenza Artificiale.

    E voi che ne pensate? Qualche di queste modalità state giù utilizzando all’interno della vostra organizzazione?

    social media trends 2018 infografica franzrusso.it

     

  • Il successo di #cinemavoto su Twitter, tra ironia e contenuti esilaranti

    Il successo di #cinemavoto su Twitter, tra ironia e contenuti esilaranti

    Gli ultimi giorni di campagna elettorale, con il silenzio elettorale che incombe, impongono che le conversazioni sui social media siano lontane dai tempi politici. Ma allora perchè non parlarne comunque, con ironia, ispirandosi al cinema? Ecco il successo di #cinemavoto con oltre 12 mila contenuti condivisi.

    Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono strani sui social media, non si può parlare esplicitamente di politica perchè incombe il silenzio elettorale, bisogna quindi trovare delle modalità diverse. Twitter, tra i canali social media, è forse quello che meglio si presta a fare operazioni di questo tipo, per le sue caratteristiche di dinamicità, velocità. Allora ho pensato che un’idea potesse essere quella di ispirarsi al mondo del cinema. Lo so, non era un’idea originale, tra l’altro erano recenti anche hashtag come #cineneve e #cinerimborsi. Ed ecco che ho pensato a #cinemavoto, con l’idea di parlare del tema elettorale, delle elezioni politiche di domenica 4 marzo, ispirandosi ai film. Ne è venuta fuori, in poco tempo, una valanga di titoli esilaranti che si ispiravano ai grandi film della nostra storia e non solo. Di seguito il racconto, da dove tutto è partito, e alcuni dati che possono interessare, grazie a Talkwalker.

    Iniziamo col dire che tutto è iniziato da questo tweet, invitando gli utenti a twittare titoli di film a tema #elezioni2018. Nel giro di poco tempo l’hashtag fa la sua apparizione in 3° posizione nei trending topic italiani, diventando 1° subito dopo, restandoci per gran parte della serata.

    Come potete vedere dal grafico in basso, #cinemavoto ha totalizzato 12.200 contenuti condivisi, con un picco alle 19 del 2 marzo con 669 contenuti condivisi. L’hashtag ha continuato ad essere in prima posizione anche stamattina, scivolando poi nelle posizione dei trending, restando comunque tra i primi 40 temi più condivisi anche oggi in Italia.

    #cinemavoto tweet totali

    #cinemavoto ha totalizzato 45 milioni di impression e, dato molto più interessante, ha coinvolto 22 mila utenti che hanno interagito con i contenuti. Dato ancora più significativo tenuto conto che gli autori unici sono stati 3.300 con una media di 3,7 contenuti condivisi per ciascuno.

    Questo è il dato demografico di #cinemavoto e notiamo che il pubblico era composto per il 40,2% da donne e per il 59,8% da uomini. Dal punto di vista dell’età, si può dire che i millennials hanno partecipato di più, la fascia di età più presente è quella 25-34 anni, seguita da quella 18-24 anni.

    donne uomini età #cinemavoto

    Questa che vedete in basso è la mappa che ci mostra il livello di attività per #cinemavoto indicandoci le aree geografiche più attive. Napoli, Milano e Roma sono state molto attive.

    #cinemavoto mappa tweet

    E ora vediamo quelli che sono stati i tweet più condivisi, quelli che sono piaciuti di più agli utenti, segnalandovi, prima, che gli utenti più coinvolgenti sono stati @manginobrioches, @dippi014 e federva.

    http://twitter.com/maopasquinelli/status/969637810541035521

    http://twitter.com/libra_morena/status/969646758346227713

    http://twitter.com/lassameperdere/status/969624998842372096

    http://twitter.com/RotellaFP/status/969653188226928641

    #cinemavoto è stato anche citato su Il Secolo d’Italia e su AGI.

    Oggi si è ripetuto, in parte, il successo di #cinemavoto con #musicavoto, che ha totalizzato 2.500 tweet condivisi ed è arrivato in 2° posizione nei trending topics, partendo da questo tweet:

  • Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei segnalibri, un modo semplice e veloce per per salvare i tweet per rivederli e condividerli in seguito. E’ anche un modo per interagire con il contenuto, senza cliccare il cuoricino e fare retweet. Inoltre, i contenuti salvati saranno a conoscenza solo dell’utente. La funzionalità è attiva sull’app per Android e iOS, e anche sul sito mobile di Twitter e su Twitter Lite.

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei Segnalibri, una funzionalità interessante che permetterà agli utenti di salvare tweet per poi rivederli e condividerli con calma in seguito. Capita spesso, infatti, di imbattersi in tweet interessanti ma di non aver tempo per poterli consultare con calma, ecco Segnalibri di Twitter servirà proprio a questo. L’aggiornamento migliorerà anche la condivisione dei contenuti. Con la nuova icona “Condividi” su ogni tweet, si potrà aggiungere un tweet ai preferiti, condividerlo tramite Direct Message o su altre piattaforme al di fuori di Twitter in diversi modi. Raggruppando tutte le opzioni di condivisione in un unico posto, sarà ancora più semplice salvare e condividere, in modo privato o pubblico, i tweet più facilmente e in qualsiasi momento, subito o successivamente.

    twitter segnalibri

    Come salvare un tweet con i Segnalibri

    Per aggiungere un Tweet ai Segnalibri, basterà cliccare sull’icona di condivisione sotto il tweet e selezionare “Aggiungi Tweet ai Segnalibri”. Lo si ritroverà, in qualsiasi momento, selezionando “Segnalibri” dal menu dell’icona del profilo. Si potranno rimuovere i Tweet dai Segnalibri in qualsiasi momento, e solo l’utente potrà visualizzare ciò che ha salvato nei Segnalibri. Per ulteriori informazioni su come aggiungere un Segnalibro, è comunque possibile consultare il centro assistenza.

    twitter segnalibri

    I segnalibri aiuteranno gli utenti a non perdersi i tweet più interessanti. Sarà possibile salvare tweet con un video live per poterli guardare successivamente, o salvare un thread da leggere meglio in un secondo momento, o ancora salvare tweet contenenti link ad articoli interessanti per leggerli o condividerli più tardi.

    Nel lanciare la funzionalità Twitter ha twittato gli aggiornamenti in modo da poter incorporare gli input degli utenti. In questo modo si è notato che alle persone piace salvare le risposte per rispondere più tardi, così come condividere un tweet ore o giorni dopo averlo aggiunto ai Segnalibri. Si è trattato di un modo per valorizzare i feedback degli utenti che sono sempre preziosi, e così dovrebbe essere sempre. Coinvolgere la community e renderla partecipe.

    I Segnalibri sono disponibili su Twitter per iOS e Android, Twitter Lite e mobile.twitter.com.

    Funzionalità interessante e fateci sapere cosa ne pensate.

     

     

  • Facebook sfida LinkedIn, il lavoro lo si potrà cercare anche sul social network

    Facebook sfida LinkedIn, il lavoro lo si potrà cercare anche sul social network

    Facebook ha ormai deciso di sfidare LinkedIn per quanto riguarda gli annunci di lavoro. Dopo aver avviato Facebook Jobs in Usa e Canada più di un anno fa, da oggi sarà possibile inserire e consultare annunci di lavoro in altri 40 paesi, Italia compresa.

    Facebook è diventato ormai non solo un grande social network con più di 2 miliardi di utenti, ma, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, è diventato un moltiplicatore di esperienze, sempre con l’obiettivo di intrattenere l’utente all’interno del social network. E oggi si aggiunge un nuovo tassello che renderà Facebook un luogo sempre più completo, dove l’utente può davvero cercare tutto, anche il lavoro.

    E’ infatti di oggi la notizia che Facebook ha esteso ad altri 40 paesi il servizio Facebook Jobs, facebook.com/jobs, attivato verso la fine del 2016 solo in Usa e in Canada. E tra questi 40 paesi vi è anche l’Italia. Si tratta di una vera sfida a LinkedIn, il social business network per antonomasia, da sempre luogo dove aziende, professionisti e utenti postano e consultano annunci di lavoro.

    facebook jobs annunci lavoro-italia

    Il servizio è quindi di interesse per tutti coloro che cercano lavoro, potranno infatti consultare gli annunci dalla sezione “Esplora” alla voce “Jobs” anche dal proprio smartphone (il servizio è anche disponibile per Android e iOS). Una volta trovate l’annuncio di interesse, si potrà compilare una scheda, sempre su Facebook, per candidarsi e, successivamente, sarà possibile avere un contatto diretto con l’azienda che sta cercando, direttamente su Messenger. Le aziende vedranno le informazioni che il candidato ha indicato e tutto ciò che è reso pubblico sul proprio profilo.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10157147675716729/

    Le aziende possono poi creare annunci direttamente sulla pagina aziendale con tutti i dettagli e gli annunci appariranno su Jobs, sul Marketplace e anche sul news feed. Avranno anche la possibilità di intervenire sulle modalità con cui entrare in contatto con i candidati, sempre attraverso Messenger.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10157147673511729/

    Presto anche nel nostro paese potremo quindi consultare annunci di lavoro dalla barra laterale di Facebook oppure dall’applicazione mobile, cercando il luogo di lavoro, il tipo di contratto ecc…

    Facebook quindi decide di sfidare LinkedIn sul suo campo e su larga scala, prima o poi doveva accadere. Sarà interessante vedere come questo servizio evolverà anche nel nostro paese. Certo che il fatto che ci siano aziende e agenzie di lavoro che “indagano” anche i profili Facebook dei candidati è cosa nota. Ma ora Facebook offre un servizio completo, dando la possibilità agli utenti di trovare lavoro direttamente sulla piattaforma che usano tutti i giorni (già 1 utente su 4 negli Usa lo fa) e dando la possibilità ad aziende e agenzie di poter cercare candidati anche guardando il proprio profilo pubblico.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Sui social media non serve fare tanti selfie, si rischia di passare per narcisisti e poco simpatici, meglio dedicarsi ai propri followers e ai like. A rivelarlo è un recente studio della Baylor University che ha analizzato la “piacevolezza percepita”.

    Capita spesso che studi universitari analizzino come gli utenti usano i social media, stilando vari profili che si distinguono secondo diverse caratteristiche. Qualche tempo fa avevamo visto i profili su Facebook, secondo uno studio della Brigham Young University, un paio di anni fa avevamo poi visto che tipo di personalità emerge dalla nostra foto profilo. Ma oggi vogliamo parlarvi di un altro interessante studio, della Baylor University e pubblicato sulla rivista Psychology of Popular Media Culture, dal titolo Experimental Evidence of Observed Social Media Status Cues on Perceived Likability, che ci mostra un altro aspetto. E cioè come veniamo visti dai nostri “osservatori”, dai nostri follower quindi, dalle persone con cui interagiamo.

    Lo studio indaga quella che i ricercatori hanno definito “perceived likability“, in italiano sarebbe qualcosa tipo “piacevolezza percepita“, non suona infatti benissimo. Potremmo certamente intenderla come “simpatia percepita“, vale a dire che tipo di impressione facciamo alle persone che ci seguono, ma anche a quelle che ci intercettano per tanti motivi, in relazione all’attività che facciamo ogni giorno su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e altri canali. Lo studio, portato avanti da Steven W. Bradley e da James A. Roberts, ha analizzato 873 risposte da 72 utenti esperti nell’uso dei social media, chiedendo loro di analizzare profili, post e quindi il gradi di accettabilità dell’utente sui social media.

    social media selfie like followers

    Un elemento che evidenzia la ricerca è che la “piacevolezza percepita”, che non è altro che un mix tra socievolezza percepita, empatia, rilevanza, autenticità, differisce tra donne e uomini, ma comunque i ricercatori hanno rilevato che:

    • gli utenti che hanno un alto numero di follower e che ricevono un alto numero di like hanno, di conseguenza, un alto livello di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che hanno una bella presenza fisica hanno, quindi, una alto grado di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che pubblicano molto selfie, impegnati quindi a fare emergere solo la propria immagine, godono di una bassa “piacevolezza percepita”.

    Questi sono i dati che emergono in linea di massima dalla ricerca e, ancora una volta, si evidenzia, come già riscontrato da altre ricerche, che i selfie vengono percepiti dagli utenti come un continuo racconto di sè stessi, quindi molto limitato e centrato solo sulla propria persona, sul proprio aspetto. E’ una modalità che viene descritta come narcisista, per il fatto che l’utente non fa emergere altro che la propria immagine, ricevendo, da quello che hanno rilevato i ricercatori della Baylor University, poca simpatia dai propri followers.

    La ricerca rileva poi che gli uomini considerano molto l’aspetto esteriore nel considerare il livello di piacevolezza percepita, mentre le donne sono più attente ai like, al numero di followers e ai selfie.

    A conti fatti, il numero di followers e di like valgono il doppio per quanto riguarda la “simpatia percepita”, molto più dell’aspetto fisico; i selfie invece sono considerati quasi due volte meno simpatici. La ricerca evidenzia che questo vale anche quando una persona non è particolarmente attraente dal punto di vista fisico, gli utenti valutano più importante il numero dei followers e dei like perchè indicatori di altre qualità dell’utente stesso.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Anche voi prestate più attenzione ai followers e ai like piuttosto che ai selfie quando entrato in contatto con utenti sui social media?

  • Facebook porta sempre meno traffico ai siti e il search supera i social

    Facebook porta sempre meno traffico ai siti e il search supera i social

    Facebook nel corso di questi ultimi anni è diventata la prima fonte di traffico dei siti web in generale. Ma come dimostra una recente analisi di Shareaholic, questo è stato vero fino al 2016: da quel momento fino al 2017, Facebook ha visto ridursi la sua forza referral del 12,7%.

    Forse alcuni di voi ricorderanno quando riportavamo le periodiche analisi di Shareaholic che dimostravano come Facebook fosse la prima fonte di traffico per i siti web, seguendo la tendenza che dimostrava che i social trainassero più traffico del search. L’apice di tutto questo si è avuto nel 2014, quando Facebook era ripetutamente la prima voce referral dei siti web, specie i siti editoriali, superando anche Google. Se volete qui ci sono i nostri post che raccontano quanto avveniva tra il 2013 e il 2014.

    traffico referral siti web google social facebook

    Dall’ultimo report di Shareaholic si nota che Facebook perde terreno, non traina più traffico come qualche anno fa. Si registra un calo del 12,7%: si è passati dal 30,9% del secondo semestre del 2016 al 18,2% del secondo semestre del 2017. Un calo determinato dalle diverse modifiche dell’algoritmo che regola il news feed, l’ultima poi sarà quella più drastica, avendo come scopo quello di far emergere le interazioni tra amici e parenti, a scapito dei contenuti editoriali. Un calo che, certamente, trova motivazione anche nel fenomeno delle notizie false che ha investito la piattaforma proprio nel periodo in cui viene rilevato il calo delle forza referral, così come lo documenta Shareaholic. Va aggiunto che le continue modifiche del news feed di questi ultimi due anni hanno avuto come risultato un progressivo calo del coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. Proprio quest’ultimo elemento ha spinto Mark Zuckerberg a spingere sulla rilevanza dei “contenuti personali”, e quindi delle interazioni che da essi scaturiscono. E’ probabile che nei prossimi mesi Facebook perderà ancora di più la sua forza referral, portando sempre meno traffico ai siti web.

    traffico referral social search facebook

    Altro dato che emerge dal report di Shareaholic è che il search, invece, ha ricominciato a riprendersi il suo ruolo di referral principale che era stato sostituito, per un po’ di tempo, proprio dai social media. Il search ad oggi traina il 34,8% del traffico verso i siti web, contro il 25,6% del social. A farla da padrone ovviamente è Google che, nel periodo di monitoraggio, cresce del 20,9%. E crescono tutti i motori di ricerca e quasi tutti a doppia cifra. Un dato che va sicuramente sottolineato è che, a fronte del calo di Facebook, il search non ha superato il social semplicemente scalzandolo, anzi, lo ha addirittura inglobato per il fatto che adesso i motori di ricerca indicizzano i contenuti condivisi sui social media.

    traffico referral search 2017

    Tornando alla quota di traffico referral dei social, oltre a notare il forte calo di Facebook, dall’altro lato va sottolineata la crescita di Instagram e di Pinterest. Sono queste due piattaforme che crescendo portano la loro quota dietro a quella di Facebook. Nel periodo di monitoraggio Pinterest cresce del 27,5% portando la sua quota di traffico referral a 7,5%; Instagram cresce del 890,4% portando la sua quota allo 0,73%. Manca quindi davvero un soffio per superare anche Twitter che è allo 0,74% (-9,52% la sua quota totale). Da registrare l’ottima performance di YouTube che cresce del 161,8% (0,05 la sua quota di traffico referral).

    traffico referral social media facebook 2017

    social media traffico referral statista

    Cosa ci dice in sostanza questo report? L’elemento che emerge con forza è che il search è la fonte di traffico più forte in questo momento e che è tornato a riprendere il suo ruolo di sempre. Ciò significa che i siti devono diversificare e tornare ad investire sul search. I siti di media devono quindi limitare la loro dipendenza da Facebook, troppo sbilanciata infatti, e tornare a credere ancora nel search.

    Altro elemento che emerge è che, pur essendo quote ancora minime rispetto a quella di Facebook, val la pena rivedere la propria presenza su Pinterest e, in particolare, su Instagram, per cercare di intercettare un pubblico sicuramente interessato ai vostri contenuti. Insomma, bisogna cominciare a pensare che il ruolo di Facebook da qui a poco si ridimensionerà ancora per i motivi che abbiamo cercato di spiegare e che bisogna investire in altre direzioni per portare più traffico sui siti web.

    E voi che ne pensate?

  • Fermi tutti, abbiamo sbagliato: i social media non rovinano le relazioni

    Fermi tutti, abbiamo sbagliato: i social media non rovinano le relazioni

    Da anni si dice che troppo uso dei Social Media sia la rovina delle relazioni personali, mettendo a rischio la propria vita sociale. Ma a quanto pare non è così, come sostengono due recenti studi dell’Università del Kansas, dimostrando l’assenza di relazione tra l’uso dei social media e la riduzione dei contatti con amici o parenti.

    Da anni si dice che usare troppo i social media porti alla rovina delle relazioni personali, mettendo a rischio la vita sociale dell’individuo. Quante volte se ne parlato e discusso, tantissime volte, creando dibattiti accessi tra chi sosteneva il pericolo di un utilizzo eccessivo e tra chi, invece, sosteneva che un utilizzo razionale non avrebbe sortito particolari effetti. Ma oggi possiamo dire, forse, una parola in più a favore del fatto che in realtà l’uso dei social media non rovina le relazioni con amici e parenti.

    A dimostrarlo sono due studi condotti dai ricercatori dell’Università del Kansas e pubblicati sulla rivista Information, Communication & Society, che hanno rilevato come, a distanza di tempo, anche un utilizzo eccessivo non ha poi portato ad una sorta di “allontanamento sociale” degli individui dopo aver usato piattaforme diverse. Jeffrey Hall, uno dei ricercatori che ha preso parte agli studi, ha tenuto a precisare che questi dati non dicono che l’abuso sia da considerare in senso positivo, ma che va considerato in maniera diversa da come è stato fatto fino ad oggi, credendo che, in ogni caso, fosse una rovina per le relazioni personali degli individui.

    social media non rovina relazioni

    Il primo preso in esame dei ragazzi americani in un periodo compreso tra il 2009 e il 2011. In questo caso non è stato trovato alcun legame tra l’aumento dell’uso dei social media e la diminuzione delle relazioni personali. Mentre il secondo studio è iniziato nel 2015 con 116 partecipanti: metà adulti e metà universitari che hanno inviato per 5 volte al giorno, 5 volte a settimana, alcuni messaggi di testo. Anche in questo secondo caso, l’uso elevato dei social media non ha sortito alcun effetto sulla qualità delle loro relazioni personali.

    Avrebbero dovuto uscire di meno, fare meno telefonate”, ha detto Hall, “ma tutto questo non è successo“. “Quello che abbiamo scoperto” – ha continuato Hall – “è che l’uso dei social media da parte delle persone non aveva alcun rapporto con coloro i quali avrebbero parlato più tardi quello stesso giorno. Gli utenti dei social media non stavano vivendo un ‘allontanamento sociale’: se usavano i social media nelle prime ore del giorno in seguito non sarebbero stati più propensi a rimanere soli. Non sembra che l’uso dei social media abbia una relazione con chi ha uno stretto rapporto con i partner in una conversazione faccia a faccia o telefonica“.

    Insomma, questi due studi dimostrano che effettivamente non vi è una relazione tra un uso massiccio dei social media e una carenza delle relazioni interpersonali. Abbiamo sbagliato nella valutazione fatta in questi anni? Forse sì, ci siamo fatti trasportare da certe valutazioni, ignorando il fatto che, forse, proprio quelle valutazioni fatte in maniera superficiale in realtà nascondessero ben altri problemi, che nulla avevano a che fare con i social media. Bisognerebbe rivedere una certa, nutrita, letteratura che è stata prodotta in questi anni, convincendoci tutti che più social media equivalesse all’isolamento sociale.

    E voi che ne pensate?

  • Elezioni 2018, Twitter dedica una emoji alle elezioni politiche italiane

    Elezioni 2018, Twitter dedica una emoji alle elezioni politiche italiane

    Twitter dedica alle Elezioni Politiche italiane una emoji. Utilizzando infatti #Elezioni, #Elezioni 2018 e  #ItalyElection2018 comparirà di fianco una emoji speciale, rappresentata da un’urna elettorale avvolta dalla bandiera italiana.

    Le Elezioni Politiche 2018 sono sempre più vicine, mancano ormai meno di due settimane al 4 marzo, giorno in cui più di 51 milioni di elettori italiani (è il numero più alto mai visto da circa 30 anni a questa parte) saranno chiamati a rinnovare i due rami del Parlamento, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati. Si tratta di un evento molto atteso, anche a livello internazionale per le ripercussioni che l’esito può avere a livello europeo.

    elezioni politiche 2018

    Per celebrare questa occasione, Twitter introduce da oggi una emoji speciale che raffigura un’urna elettorale avvolta dalla bandiera italiana e che apparirà utilizzando gli hashtag #Elezioni, #Elezioni2018 e #ItalyElection2018.

    elezioni politiche 2018

    Utilizzando gli hashtag, quindi, sarà più semplice seguire e prendere alle conversazioni sulle elezioni su Twitter: le persone potranno trovare i Tweet ancora più velocemente, e sarà più facile per tutti rispondere ai commenti e partecipare alla discussione.

    [box type=”shadow” align=”alignleft” class=”” width=””]Sinéad McSweeney elezioni 2018 italiaTwitter è il posto ideale per seguire la politica, perché consente a cittadini e politici di condividere le proprie opinioni e interagire tra loro. Con questa Emoji, vogliamo aiutare le persone ad esprimere il proprio punto di vista sulle elezioni e dare così un contributo importante e positivo ai cittadini in questo momento così importante per l’Italia. Stiamo già notando come gli italiani utilizzino sempre di più Twitter per esprimere le proprie opinioni e condividere i propri interessi: questa Emoji renderà le conversazioni ancora più vivaci” ha dichiarato Sinéad McSweeney, Vice President for Public Policy and Communications.[/box]

    Nei giorni scorsi, in collaborazione con Talkwalker, abbiamo pubblicato i risultati della nostra anali, mostrando i temi su cui maggiormente si concentrano i commenti degli utenti sui cari canali social media dei partiti e dei personaggi politici.

  • Social Media e Aziende, la principale sfida resta la carenza di risorse

    Social Media e Aziende, la principale sfida resta la carenza di risorse

    Una recente ricerca, condotta da The Manifest e Smart Insights, evidenzia come una delle principali sfide che le aziende devono affrontare per adottare i social media all’interno del proprio business è la carenza di risorse, sia finanziare che risorse umane (26%). Per il 24% dei casi, invece, la principale sfida è l’assenza di una strategia.

    Trattiamo spesso il tema social media in chiave business qui sul nostro blog, cercando di offrire spunti e idee alle aziende, ai professionisti, ai marketer al fine di dare una panoramica sempre più ampia soprattutto per quelle che sono le sfide da affrontare. Ed è proprio in termini di sfide che vogliano parlarne oggi, presentandovi questa interessante ricerca di The Manifest, agenzia globale con sede a Whashington, e Smart Insights che hanno interpellato 344 social media marketer provenienti da aziende, B2B e B2C, con almeno 10 dipendenti, da Regno Unito (30%), Stati Uniti (22%), Australia (5%), India (5%) e Germania (3%).

    Certo, penserete, c’è poca Europa e niente dall’Italia, ma quello che davvero interessa è sapere come le aziende di tutto il mondo affrontano la sfida di rendere i social media strumenti di business sempre più efficaci e quali siano le difficoltà o le sfide che esse affrontano per realizzare questo obiettivo. Un tema che riguarda anche le aziende del nostro paese.

    social media aziende sfide

    Prima di partire con i  risultati, va detto che il 52% degli interpellati ha dichiarato che i social media hanno contribuito ad aumentare i ricavi e le vendite delle aziende in cui collaborano.

    Dalla ricerca emerge per il 26% dei marketers, quindi oltre un quarto degli interpellati, la prima vera grande sfida da affrontare è la carenza di risorse, in termini di risorse umane e finanziarie. Questa è una delle sfide principali che le aziende devono affrontare, un dato che vale anche per il nostro paese. E come si supera? Prima di tutto occorre che l’azienda intenda i social media come un vero strumento di marketing e ancora questo non succede ovunque. I social media sono strumenti per portare avanti azioni di marketing e, come tali, necessitano di persone e di risorse finanziarie adeguate. Un suggerimento, che viene anche dalla ricerca e da alcuni casi di studio, è quello di implementare strategie di Influencer Marketing. In assenza di risorse, il lavorare con influencer, mirati e affini con l’azienda, può essere una valida alternativa per superare la carenza di risorse e assicurarsi, grazie all’attività degli influencers che diffondono il messaggio dell’azienda, brand awarness e followers. Alternativa valida, certo, ma può non essere valida in alcuni contesti. Pensiamo al nostro paese, dove è difficile affrontare questi temi in un contesto di PMI. Ma non è detto che sia impossibile.

    social media sfide aziende

    Al secondo posto, delle principali sfide che i marketers devono affrontare per usare i social media all’interno dell’azienda in cui operano, troviamo l’assenza di una strategia al 24%, ossia quasi un quarto degli interpellati. Si tratta di un dato elevato e preoccupante. Significa che ci sono ancora aziende che non reputano i social media come strumenti per fare marketing, non li prendono ancora troppo sul serio. In questo contesto ci sarebbe piaciuto conoscere il dato italiano. E’ bene essere chiari, senza una strategia non si va da nessuna parte. Non ci può essere adozione dei social media come strumenti se non si ha ben di fronte che cosa si vuole ottenere. E cioè: quali siano gli obiettivi di business; quale sia il pubblico a cui si vuole mirare e quale sia il contesto dei competitors; quali siano i canali social media che meglio possono essere adeguati rispetto ad altri; quale sia il contenuto che si vuole diffondere; quali siano le risorse (torniamo alla prima sfida); quali siano gli strumenti per tracciare i risultati. Senza questi elementi non si va da nessuna parte, utili per capire la strategia da mettere in atto.

    Terza sfida principale riscontrata dai marketers è la costruzione di una community, anche questa sfida al 24%. Vero, è difficile costruire una community di followers al giorno d’oggi. Un problema che riscontrano molte aziende, per il semplice fatto che tutte, più o meno, agiscono allo stesso modo, senza far emergere cosa le distingue davvero dalle altre. In dato che oggi gli utenti notano e apprezzano di più, in un contesto di aziende molto affollato, è quel qualcosa in più, quel dato caratteristico che distingue ogni azienda, quell’elemento che porta l’utente a sceglierle. Non è facile, ma la strada per la costruzione di una community di followers passa anche da qui. E, soprattutto, non commettere l’errore di usare i social media come strumenti passivi, come può essere un manifesto, sperando che poi gli altri lo vedano. No, i social media sono strumenti attivi, bisogna andare a prendere le persone, bisogna guadagnarsi lo spazio, come scrivevamo qualche mese fa, e non comprarlo.

    Ecco, queste sono le tre sfide principali, quelle più sentite dai marketers interpellati dalla ricerca. A seguire troviamo il tracciare i risultati (17%), tema molto sentito anche nel nostro paese. Ebbene, i social media sono strumenti che ci permettono di raccogliere dei dati, questi devono poi essere analizzati, bisogna che ci siano strumenti che permettano di tracciare questi dati per avviare una strategia che abbia come obiettivo quello di investire sempre sulla relazione con i clienti, che è quello che maggiormente interessa.

    Questi sono i risultati più rilevanti che emergono da questa interessante ricerca che ci ha permesso, ancora una volta, di fronte alle sfide che sono emerse, di ritornare a rimarcare alcuni punti che riteniamo essere fondamentali, anzi, sono proprio “i fondamentali”, ossia le basi che servono per adottare al meglio i social media come strumenti di marketing.

    E coi che ne pensate?

     

  • Elezioni Politiche 2018, i temi più discussi sui social dai partiti e personaggi politici

    Elezioni Politiche 2018, i temi più discussi sui social dai partiti e personaggi politici

    Le Elezioni Politiche del 2018 si avvicinano sempre di più e mai, come in questa occasione, i social media stanno giocando un ruolo sempre più importante all’interno del dibattito politico. Con Talkwalker abbiamo analizzato quali sono i temi e gli argomenti più discussi dagli utenti sui vari canali dei partiti e dei personaggi politici. Diamo insieme un’occhiata.

    La campagna elettorale per le Elezioni Politiche 2018 sta entrando nel vivo, mancano ormai poche settimane al 4 marzo e i social media ormai giocano un ruolo sempre più importante. Facebook e Twitter, in particolare, sono luoghi dove i politici cercano di sviluppare i punti dei loro programmi, dando quindi vita a discussioni attorno agli argomenti che gli utenti sentono vicini alle loro esigenze.

    Con Talkwalker siamo andati a vedere quali sono i temi più discussi sui social media all’interno dei canali che i personaggi politici e i partiti usano per fare campagna elettorale e conversare con i loro elettori. Ne è venuto fuori uno spaccato che potrebbe essere ulteriormente utile per comprendere gli orientamenti che le singole compagini politiche adottano in relazioni agli argomenti e problematiche che gli italiani sentono in modo particolare.

    parlamento elezioni politiche 2018 social media

    Dall’analisi abbiamo notato che gli utenti sui social media mostrano attenzione e sensibilità diverse rispetto agli stessi temi che vengono trattati sui media tradizionali o rispetto a quelli che i personaggi politici propongono per il dibattito. Ad esempio, l’Immigrazione, uno dei temi maggiormente sentiti dagli italiani e di grande attualità, sui social media è di gran lunga il tema più discusso (31,3%), seguito da lavoro e occupazione. Quello che vedremo di seguito è come i vari temi che sono alla base di questa campagna elettorale sono stati discussi dai vari schieramenti e dai vari politici.

    Partiamo dal Partito Democratico. Come vedete dal grafico a torta, negli ultimi 7 giorni i temi più discussi dagli utenti (sulla base dei commenti degli stessi) si sono sviluppati attorno alle Tasse (33,4%), lavoro e occupazione (17,8%), Immigrazione (12,5%)

    partito democratico facebook elezioni politiche 2018

    Diversi i temi discussi dagli utenti in riferimento all’account Twitter del Partito Democratico. Come vedete, negli ultimi 7 giorni il tema più discusso a 280 caratteri è stato il lavoro e occupazione (21,4%), seguito dalla sicurezza (18,5%) e dalle tasse (15,5%).

    partito democratico twitter elezioni politiche 2018

    Guardando a Matteo Renzi, per concludere con il PD, sulle sue pagine Facebook e in relazione ai suoi tweet, i commenti degli utenti si concentrano su lavoro (23%) Immigrazione (17,8%) e tasse (17,1%).

    matteo renzi commenti social media facebook twitter elezioni politiche 2018

    Guardiamo adesso su cosa si concentrano gli utenti che frequentano la pagina Facebook e l’account Twitter del MoVimento 5 Stelle. Su Facebook i commenti degli utenti si concentrano su Immigrazione e lavoro, quasi in parità con, rispettivamente, il 23,8% e il 23,5%; a seguire il tema delle tasse (18,3%) e le pensioni (11,7%).

    movimento 5 stelle facebook elezioni politiche 2018

     

    Su Twitter, le conversazioni generate in relazione all’account del M5S sono diversi da quelli commentati su Facebook. Infatti al primo posto troviamo le pensioni (27,8%), poi Immigrazione 19,1%) e poi agricoltura (11,1%).

    movimento 5 stelle twitter elezioni politiche 2018

    Se diamo un’cchiata invece alle discussioni e ai commenti che gli utenti hanno manifestato in relazioni ai temi toccati da Luigi di Maio, su Twitter e su Facebook, notiamo che grosso modo rispecchiano i dati visti in relazioni ai commenti generati sulla pagina Facebook del MoVimento. Solo che in terza posizione, tra i temi più discussi in relazione alle conversazioni generale da Di Maio negli ultimi sette giorni, troviamo l’istruzione (16,4%).

    luigi di maio commenti social media elezioni politiche 2018

    E ora passiamo a vedere cosa commentano gli utenti sulla pagina Facebook della Lega. Come era prevedibile, il 60,3% dei commenti degli utenti i sviluppano attorno al tema dell’Immigrazione, il dato più alto riscontrato all’interno della nostra analisi. A seguire, con il 10,7%,  le pensioni; al 10% anche le Tasse, un altro dei grandi temi trattati dalla lega in questa campagna elettorale.

    commenti lega facebook elezioni politiche 2018

    Una situazione sostanzialmente analoga la si riscontra anche in relazioni ai commenti che gli utenti hanno espresso in relazione ai tweet dall’account della Lega. Infatti, anche in questo caso troviamo che la stragrande maggioranza dei commenti, 60,3%, si sviluppano attorno al grande tema dell’Immigrazione.

    lega commenti twitter elezioni politiche 2018

    Restiamo sulla Lega e osserviamo adesso i commenti degli utenti sulla pagina Facebook e sull’account Twitter di Matteo Salvini, segretario del partito e candidato premier. Anche in questo caso non ci sono sorprese, il 62,3% dei commenti generati sulla pagina Facebook di Salvini e dal suo account Twitter, negli ultimi sette giorni, vertono sull’Immigrazione. Il 10% dei commenti è sulle tasse.

    salvini commenti social media elezioni politiche 2018

    In relazione a Forza Italia abbiamo raggruppato i dati in un unico grafico avendo notato totale concordanza con i vari dei vari canali analizzati, uno dei pochi casi. Negli ultimi sette giorni i commenti degli utenti sulla pagine Facebook del partito guidato da Silvio Berlusconi e in relazione all’attività generata dall’account Twitter riguardavano per il 28,4% il tema delle tasse; seguito dal lavoro (24,4%) e dalla sicurezza (15,4%).

    forza italia commenti social media elezioni politiche 2018

    Restando su Forza Italia, questi sono gli argomenti trattati da Silvio Berlusconi sui social media su cui si sono concentrati maggiormente i commenti degli utenti. E notiamo che cambiando l’ordine dei due argomenti di Forza Italia più commentati, sui canali del presidente del partito gli utenti commentano temi legati al lavoro (29,2%, contro il 24,4% dei commenti sui canali del partito), tasse (23,6%), immigrazione (18,5%).

    silvio berlusconi commenti social media elezioni politiche 2018

    Ecco, questo era un po’ il dettaglio che volevamo condividere con voi emerso dall’analisi sulle conversazioni elaborata e condotta in collaborazione con Talkwalker. Il nostro intento era quindi quello di evidenziare su quali argomenti gli utenti commentano di più, in relazione ai temi trattati dai vari partiti e personaggi politici che stanno caratterizzando questa campagna elettorale. E’ quindi un modo per fare un raffronto tra quelli che sono i temi portati avanti dalle varie compagini elettorali e i temi che invece interessano agli utenti che simpatizzano per questo o quel partito. Sono quindi dati ed elementi che possono offrire nuovi spunti di riflessione.

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