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  • Le Meraviglie del nostro paese trionfano anche sui social media

    Le Meraviglie del nostro paese trionfano anche sui social media

    La prima puntata del nuovo programma di Alberto Angela, “Meraviglie – La penisola dei tesori” ha ottenuto un grande successo anche sui Social Media. L’hashtag #Meraviglie batta anche la concorrenza di Masterchef e totalizza 40.520 contenuti condivisi.

    Non era per nulla scontato che il nuovo programma di Alberto Angela su Rai Uno, “Meraviglie – La penisola dei tesori“, potesse ottenere il successo di giovedì sera. Soprattutto sui social media, vista la gran concorrenza di Masterchef Italia, programma che sui social è molto seguito. Ma per una sera la cultura, la bellezza e i tesori della nostra Italia diventano intrattenimento e Alberto Angela diventa la guida che tutti vorrebbero avere, alla scoperta di luoghi che spesso non sono mai del tutto conosciuti a fondo.

    Con la collaborazione di Talkwalker, abbiamo voluto indagare su quale sia stato il successo del programma anche sui social media, quindi nei numeri. E subito si nota che #Meraviglie, “Meraviglie”, #AlbertoAngela, @AlbertoAngela e #RaiUno totalizzano 40.520 contenuti condivisi per lo più su Twitter (il 99,6% dei contenuti), Instagram e Facebook. L’hashtag di #MasterchefIt si ferma a 9.900 contenuti condivisi. Va aggiunto che #Meraviglie è rimasto in prima posizione per tutta la durata della trasmissione.

    meraviglie tweet totali franzrusso.it 2018

    Le impressions totali per Meraviglie sono state 76,8 milioni con un coinvolgimento netto di 65.800 utenti.

    Il pubblico in prevalenza femminile

    Tra gli utenti che hanno seguito e partecipato attivamente nel seguire il programma di Alberto Angela, va notato che le donne erano 59,2% contro il 40,8% degli uomini. Da notare la partecipazione alta della fascia di età tra i 18-24 anni (35%) e, quella più alta, tra i 25-34 anni (48,2%). Un risultato anche questo da sottolineare. I giovani hanno partecipato e seguito attivamente.

    genere meraviglie franzrusso.it 2018

    Alberto Angela ovviamente è stato molto citato, quasi osannato, per la grande qualità che è riuscito a portare sulla prima rete televisiva del servizio pubblico. Vedremo più tardi cosa hanno scritto gli utenti su Twitter.

    Questi che vedete in basso sono i temi totali condivisi durante la serata e vedete come il tema Meraviglie abbia influenzato tutto il resto delle conversazioni.

    temi generali meraviglie franzrusso.it 2018

    Gli influencer de le Meraviglie

    E ora vediamo gli utenti che si sono distinti per la loro capacità di coinvolgimento. Questo è uno dei quei casi in cui gli utenti più condivisi non sono influencer, personaggi noti o celebrità, ma sono semplici utenti che sono stati coinvolgenti esprimendo semplicemente le loro opinioni. E’ un caso, comunque, il fatto che non vi sia stato nessun personaggio noto che si sia distinto in questa occasione, cioè relativamente al programma Meraviglie, come di solito succede.

    influencers totali meraviglie franzrusso.it 2018

    Questi invece sono gli influencer relativamente al programma Meraviglie:

    influencers meraviglie franzrusso.it 2018-+

    Ora passiamo a conoscere un po’ dei contenuti trai i più condivisi della serata, partendo da Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=165907013448357&story_fbid=1653869004652143

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=165907013448357&story_fbid=1653975837974793

    Alcuni contenuti anche da Instagram

    https://www.instagram.com/p/Bdij41FDIVN/

    https://www.instagram.com/p/BditdIlFl43/

    https://www.instagram.com/p/BdhtoIoHum2/?taken-by=rai1official

    Questo è il network che si è generato su Twitter con i nodi più attivi che hanno generato più interazioni:

    network meraviglie twitter franzrusso.it 2018

    E questi invece i contenuti condivisi su Twitter che caratterizzano bene come è stata vissuta la serata a 280 caratteri:

    https://twitter.com/LorenzoBises/status/949017068283756544

    https://twitter.com/danieleonori1/status/949019131453624322

    https://twitter.com/LordDracutia/status/949044431545622528

    https://twitter.com/surrealistangel/status/949020110756499457

    https://twitter.com/ClaudioPerconte/status/949021553882169344

    https://twitter.com/FRAnglophile/status/949021049097777152

    https://twitter.com/stijenax/status/949043212580204546

    https://twitter.com/ilariabc/status/949045510622666752

    https://twitter.com/Nobissad_/status/949019159211511809

    Ecco, questa era il nostro sintetico racconto che dimostra quanto la cultura possa essere motivo di intrattenimento, nel senso più alto, anche sui Social Media, coinvolgendo molto anche i più giovani, come abbiamo visto. E programmi come Meraviglie hanno centrato tutti gli ingredienti. Sarà sicuramente ricordata come una delle trasmissioni dell’anno, e siamo solo all’inizio del 2018.

  • Spotify raggiunge il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati

    Spotify raggiunge il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati

    Spotify ha annunciato su Twitter che la piattaforma di musica in streaming on demand ha raggiunto il traguardo dei 70 milioni di utenti abbonati. Una crescita che porta il numero degli utenti complessivi, quindi compresi quelli che la usano in modalità gratuita, a oltre 140 milioni. E intanto si lavora per la prossima IPO.

    Spotify ha raggiunto il traguardo dei 70 milioni di utenti abbinati, un annuncio importante che l’azienda guidata da Daniel Ek, co-fondatore e CEO, ha fatto su Twitter. Nel mese di marzo erano 50 milioni gli utenti abbonati, a luglio dello scorso anno erano 60 milioni e oggi sono cresciuti di altri 20 milioni. Una crescita che porta la piattaforma di musica in streaming on demand, la più usata, a toccare gli oltre 140 milioni di utenti complessivi (dato fermo a giugno 2017), considerando quindi anche gli utenti (quindi più di 70 milioni) che usano la piattaforma in modalità gratuita, quella con gli spot pubblicitari.

    Un traguardo che rafforza la posizione di Spotify rispetto ai suoi concorrenti. Apple Music, ad esempio, conta 30 milioni di abbonati, secondo l’ultimo dato del settembre dello scorso anno. Di altri, a dire il vero, non si conoscono dati più precisi.

    Un risultato che rafforza anche la posizione aziendale di Spotify che è ormai prossima ad entrare nella borsa di New York. Nei giorni scorsi l’azienda svedese ha presentato la documentazione presso la SEC (la Consob italiana) segno che tutto comincia ad orientarsi verso un’offerta pubblica “non usuale”. Infatti, non ci sarà il classico road show.

    spotify utenti globali 2017

    E sempre nei giorni scorsi Spotify è stata citata per danni dalla Wixen Music per violazione del diritto d’autore. L’azienda ha citato Spotify per 1,6 miliardi di dollari per aver messo a disposizione degli utenti brani musicali dei suoi artisti, come Neil Young, Doors, Tom Petty e altri, senza la licenza.

    Intanto, a proposito di licenze, Spotify ha rinegoziato gli accordi con Sony Music, Universal Music Group e Warner Music Group ottenendo una pausa sul pagamento delle royalties. E le etichette hanno ottenuto di tenere fuori dalla modalità gratuita gli album dei propri artisti per un certo periodo.

     

  • Il 2018 sarà per Facebook e per i Social Media l’anno della lotta ai contenuti d’odio

    Il 2018 sarà per Facebook e per i Social Media l’anno della lotta ai contenuti d’odio

    Se il 2017 verrà ricordato come l’anno delle fake news sui social media, il 2018 potrebbe essere ricordato come l’anno della lotta ai contenuti d’odio. Nei giorni scorsi una indagine di ProPublica ha rivelato che Facebook non modera allo stesso modo i i post contenenti parole di odio e violenza. Da Menlo Park arriva l’ammissione dell’errore e la promessa di risolvere tutto aumentando il numero dei revisori fino a 20 mila.

    Se il 2017 è stato l’anno delle fake news, è molto probabile che il 2018 potrebbe essere l’anno della lotta ai contenuti di odio. E ancora una volta protagonisti sono Facebook e tutti i social media, nessuno escluso. Proprio qualche giorno fa Twitter annunciava di cominciare ad applicare le regole delle nuove policy proprio in relazione ai contenuti d’odio che vengono condivisi sulla piattaforma. Un fenomeno che non ha certamente risparmiato Facebook, anzi. La società di Zuckerberg dovrà affrontare questo problema, proprio nel 2018, almeno con la stessa determinazione con cui ha affrontato il fenomeno delle notizie false.

    Qualche giorno fa, a proposito di Facebook, ProPublica ha pubblicato un’indagine in cui veniva rivelato il modo non certamente omogeneo con cui Facebook, e i suoi revisori, gestiscono le segnalazioni di contenuti che violano le regole della piattaforma. Gli errori commessi da queste persone, che Facebook ha assunto con il compito di gestire il fenomeno, sono gravi al punto da mantenere online contenuti palesemente d’odio e da censurare, invece, contenuti che con l’odio o la violenza hanno poco a che fare. Questa ricerca in effetti spiega un po’ cosa sia realmente accaduto in tanti episodi che hanno coinvolto utenti italiani.

    facebook social media contenuti odio

    L’indagine ha preso in esame 900 post e ha messo in evidenza come Facebook mantenesse online 49 contenuti palesemente segnalati come offensivi. Facebook ha quindi ammesso gli errori dei suoi revisori su 22 contenuti, difendendo il suo responso su altri 19 post. Ecco, questo è una situazione che Facebook deve assolutamente, e in tempi rapidi, risolvere proprio per non arrecare un danno a sè stessa. Un danno irreparabile che vanificherebbe il tentativo di “avvicinare il mondo”.

    Justin Osofsky, VP di Facebook, è intervenuto sui risultati dell’indagine di ProPublica e ha dichiarato che quanto emerso non rispecchia l’obiettivo di Facebook, quello di connettere e avvinare il mondo per l’appunto. Quella che farà Facebook è, ha dichiarato Osofsky, “raddoppiare il numero dei revisori” portandolo fino a 20 mila persone entro il 2018, ricordando che i quasi 8 mila revisori oggi cancellano dalla piattaforma circa 60 milla contenuti al giorno. E Facebook, ma non solo, deve correre presto ai ripari perchè in Germania entra in vigore la legge che prevede multe fino a 50 milioni di dollari per i siti che non rimuoveranno i contenuti che incitano all’odio entro 24 ore.

    Questo è un fenomeno che oggi non riguarda solo gli oltre 2 miliardi di utenti di Facebook, riguarda anche Twitter che, come ricordato, deve necessariamente contrastare questo problema perchè è uno di quelli che ostacola la sua crescita.

    Ma, volendo fare una considerazione finale, è davvero strano come il fenomeno dei social media si sia evoluto negli ultimi 7 anni. E indichiamo proprio la data del 2011 non a caso. Quell’anno fu caratterizzato dal grande fenomeno della “Primavera Araba” che diede la possibilità a milioni di cittadini, soprattutto del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale, di avere una speranza facendo conoscere al mondo quello che accadeva all’interno delle proprie città. Ricordiamo che proprio Twitter fu lo strumento più usato.

    Ma oggi, a sette anni di distanza, i Social Media rischiano di non svolgere più un ruolo così fondamentale proprio per via di fenomeni che, specie in questi ultimi due anni, hanno attanagliato le piattaforme come le fake news e i contenuti d’odio. I Social Media, paradossalmente (in relazione alla Primavera Araba) rischiano di diventare megafono di notizie false, alimentando i contenuti di odio e offuscando del tutto l’esigenza di migliaia di utenti di poterli usare per far valere le proprie ragioni, per raccontare la loro verità, quella oggettiva e non quella falsata.

    Una riflessione quasi amara, specie se vediamo il fenomeno in relazione agli odierni fatti che riguardano l’Iran. Sin da subito le autorità hanno limitato l’uso dei social media, prendendo di mira in particolare Telegram.

    Per recuperare il proprio ruolo autentico i social media devono regolare la meglio questi fenomeni fino ad eliminarli. Non sarà facile e il 2018 ci saprà dire se questa lotta potrà essere vinta una volta per tutte.

  • L’addio al 2017 e il benvenuto al 2018 sui Social Media in Italia

    L’addio al 2017 e il benvenuto al 2018 sui Social Media in Italia

    I Social Media sono stati molto utilizzati in queste feste, per commentare eventi (come sempre) ma anche per salutare il 2017 e dare il benvenuto al 2018. In questa analisi vi mostriamo come gli utenti italiani hanno celebrato la vigilia e il capodanno su Twitter e sugli altri Social Media, attraverso gli hashtag che hanno caratterizzato le due giornate.

    Il periodo delle Feste è molto condiviso sui Social Media, non solo per gli auguri, ma proprio per celebrare eventi a tema, di cronaca, di sport, di spettacolo. Sono stati anche molto usati per scambiarsi gli auguri, ovviamente. Quello che vogliamo mostrarvi oggi, con questa analisi realizzata in collaborazione con Talkwalker, è come gli utenti italiani hanno salutato il 2017 e dato il benvenuto al 2018 su Twitter (molto usati in queste giornate) e sugli altri Social Media, Instagram su tutti.

    Dalla nostra analisi, abbiamo selezionato quegli hashtag organici, quelli nati spontaneamente dalle conversazioni e non legate in maniera evidente ad eventi in corso o sponsorizzati. Abbiamo quini deciso di seguire alcuni hashtag come #BuonAnno, #Buon2018, #BuonAnno2018, #31dicembre e #1gennaio. A questi abbiamo aggiunto anche un nostro piccolo contributo, nato nella mattina del 31 dicembre, su Twitter, e arrivato ad essere condiviso anche nella giornata di Capodanno. Si tratta di #2017in3parole che ha totalizzato ben 13.464 tweet.

    social media italia fine 2017 capodanno 2017

    Intanto vediamo che il totale di questi hashtag ci dà, considerando tutte le piattaforme, il totale di 137.800 contenuti condivisi, 64.700 gli autori unici, con queste ripartizioni:

    • #BuonAnno – 53.608 contenuti condivisi, 38,8%
    • #Buon2018 – 28.229 contenuti condivisi, 20,5%
    • #31dicembre – 20.742 contenuti condivisi, 15,1%
    • #2017in3parole – 13.481 contenuti condivisi, 9,8%
    • #1gennaio – 13.049 contenuti condivisi, 9,5%
    • #BuonAnno2018 – 8.695 contenuti condivisi, 6,3%

    fine 2017 capodanno 2018 social media

    Una massa di contenuti che ha totalizzato 1,6 miliardi di impression e il coinvolgimento netto di 1,6 milioni di utenti italiani.

    Questa la mappa che indica l’intensità delle condivisioni lungo lo stivale, e non solo.

    mappa social-media fine 2017 capodanno 2018 italia

    Alle conversazioni totali sui social media hanno preso parte attiva, come autori unici, 64.700 utenti, e 1,6 milioni di utenti sono stati coinvolti. Il 50,6% erano donne e il 49,4% erano uomini, una quasi parità. Da notare come, da punto di vista dell’età, il blocco di utenti più attivo avesse tra i 25-34 anni e 18-24 anni.

    genere totale fine 2017 capodanno 2018 social media

    Come detto in un tweet, gli uomini, nel descrivere il proprio 2017, erano quelli più positivi e speranzosi delle donne:

    Questi gli argomenti più condivisi, 186.600 in totale. Come vedete spiccano gli hashtag più utilizzati, ma vogliamo sottolinearvi anche le emoji più usate, ossia: la trombetta con 9.800 contenuti; la bottiglia con 7 mila contenuti e i bicchieri per il brindisi con 6.300 contenuti.

    temi totali fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    Vediamo adesso gli influencer totali che si sono contraddistinti per la loro capacità di coinvolgimento. Notate come quelli totali provengano tutti, nei primi 10 che vi mostriamo, da Instagram, usato per il 16,6% dei casi (percentuale molto alta). Prima fra tutti Monica Bellucci.

    influencer totali fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    Questi invece gli influencer su Twitter, il canale più usato per condividere in questa occasione con il 79,5% dei casi. E Radio 105 è primo.

    influencer totali twitter fine 2017 capodanno 2018 social media italia

    E ora vediamo una panoramica dei contenuti più condivisi. Come detto, Monica Bellucci è stata l’influncer più coinvolgente sul totale e suo è stato il contenuto più condiviso:

    https://www.instagram.com/p/BdZ13Gjj8qc/

    https://www.instagram.com/p/BdYkLDLHZny/

    Su Twitter, invece, i contenuti più condivisi sono stati questi:

    Ecco, questo era il nostro racconto su quello che è successo sui social media a cavallo tra il 2017 e il 2018. E cogliamo l’occasione per augurarvi un grande anno, per noi sarà speciale visto che InTime compie dieci anni!

  • Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    Obama: i social media servono per unire, no all’uso irresponsabile

    In una intervista alla BBC, la prima dopo aver lasciato la Casa Bianca, Barack Obama fa un richiamo ad uso più responsabile dei social media, per evitare che le informazioni frastagliate e false possano rafforzare le divisioni dell’opinione pubblica. Non lo menziona mai, ma è chiaro il riferimento a Donald Trump.

    Se leggiamo bene le parole di Obama non suonano così stonate. Soprattutto perchè dette dal primo “social media president”, il primo presidente degli Stati Uniti d’America che nel 2008 seppe sfruttare al media Facebook e Twitter con una strategia che ha fatto storia. E nella campagna successiva, quella che lo portò a vincere la presidenza per il secondo mandato, implementò anche Instagram. Mai nessun presidente al mondo era riuscito a fare quanto fece Obama nel 2008.

    Ma oggi è lo stesso Obama a richiamare su un uso dei social media più responsabile e attento, da non lasciare nelle mani di chi vuole soltanto diffondere informazioni e notizie che hanno altri scopi.

    Obama social media intervista bbc
    Obama e il principe Harry – via Getty Images

    In un’intervista alla BBC, intervistato dal principe Harry per l’occasione nel programma “Today’s Program” (registrata a settembre), la prima intervista dell’ex presidente da quando ha lasciato la Casa Bianca, Obama ha voluto mettere in guardia sull’uso “irresponsabile dei social media” che non fa altro che rafforzare le convinzioni distorte degli utenti, contribuendo a dividere l’opinione pubblica, e non ad unirla. Obama nell’intervista non lo menziona mai, ma è evidente il riferimento all’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a sua volta molto attivo su Twitter, che ha visto la sua elezione come conseguenza di un rafforzato fenomeno di fake news, notizie false. Un fenomeno, come abbiamo visto in queste ultime settimane, che rientra in quello che ormai è conosciuto come Russia Gate, dove la Russia viene vista come responsabile della diffusione di notizie false, sfruttando in particolar modo i social media, per portare all’elezione di Trump.

    Il concetto che esprime Obama è che prima vi erano i notiziari che davano più o meno un’informazione omogenea, oggi, invece, i social media vengono utilizzati per diffondere notizie diverse, frastagliate che hanno come scopo quello di confondere e dividere l’opinione pubblica. Nell’intervista Obama spiega che “uno dei pericoli di Internet è che le persone possono avere realtà completamente diverse. Essi possono essere coinvolti in informazioni che rafforzano le loro attuali distorsioni”. Obama aggiunge che la molteplicità di voci non deve contribuire a frastagliare le informazioni, non deve “balcanizzare” la società, ma invece contribuire a condurre verso un terreno comune“. Da ricordare quando fatto da Facebook in questi ultimi mesi in materia di fake news.

    Obama ha anche fatto riferimento all’importanza dei social media per rafforzare i rapporti diretti con le persone, usarli come strumenti per dare vita a incontri personali, perchè è solo in questo modo che si comprende la complessità delle persone e della società, andando ben oltre quell’essenza di semplificazione che i social media spesso emanano.

    Opinioni molto condivisibili quella di Obama, sia per quel riguarda il richiamo, rivolto soprattutto ai politici, ad un utilizzo dei social media più responsabile, sia per quel che riguarda l’uso dei social media come strumenti per amplificare le relazioni (quello che sosteniamo da sempre) al fine di portare ad un contatto diretto, il vero motivo per cui usare questi strumenti.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter permette l’autenticazione a 2 fattori attraverso app di terze parti

    Twitter permette l’autenticazione a 2 fattori attraverso app di terze parti

    Twitter si sta sforzando di rendere la piattaforma un luogo sempre più sicuro. Per questo motivo, ha reso possibile l’autenticazione a 2 fattori anche attraverso app di terze parti, andando quindi oltre il servizio legato all’SMS che ora può essere disattivato.

    Twitter sta cercando di rendere la piattaforma a 280 caratteri (ah quanto era bello scrivere a “140 caratteri”, ma è un’altra storia) un luogo sempre più sicuro. Una strategia condivisibile proprio perchè la sicurezza è uno dei principali problemi riscontrati dagli utenti, allontanandoli sempre di più. Ebbene, da oggi è possibile l’autenticazione a 2 fattori anche attraverso app di terze parti. Che significa questo?

    Nel momento in cui fate login, inserendo il vostro user (o email) e la vostra password, notate che dopo qualche secondo ricevete un SMS in cui è scritto il codice che dovete digitare per accedere al vostro account. Ora, questa operazione è possibile farla anche con app di terze parti come, ad esempio Google Authenticator o Authy.

    twitter autenticazione 2 fattori app terze parti

    Se vi state chiedendo il perchè Twitter permetta questa operazione, allora la risposta è molto semplice. Come detto, Twitter vuole alzare il livello di sicurezza sulla piattaforma. i codici che vengono rilasciati attraverso l’SMS sono codici statici, ossia codici che possono essere intercettati da hacker, o da qualsiasi altra applicazione malevola, ed entrare quindi in possesso delle vostre credenziali.

    Facendo in vece il login attraverso l’autenticazione a 2 fattori con Google Authenticator i codici svaniscono dopo 30 secondi, questo rende quindi il processo di autenticazione molto più sicuro. Al momento le app di terze parti abilitate sono le già menzionate Google Authenticator e Authy, a cui si aggiungono anche Duo Mobile e 1Password.

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    Come fare per abilitare le app di terze pari per il processo di autenticazione a 2 fattori su Twitter

    Abilitare le app di terze parti per il processo di autenticazione di terze parti è molto semplice. Prima di tutto dovete accedere alle “Impostazioni e privacy” per poi accedere a “Account“, quindi “Metodi di verifica“. Noterete che adesso vi trovate selezionate la modalità SMS e in basso trovate “App per la sicurezza”. Potete modificare la modalità SMS, quindi anche disattivarla. Cliccando su “Riverifica” (da desktop, spuntando da mobile) nella sezione “App per la sicurezza”. Vi comparirà quindi un codice QR code da scansionare con l’app che avete scelto per gestire l’account. Una volta fatta la scansione, l’app vi rilascia il codice da inserire, da quel momento gestirete la sicurezza del vostro account attraverso un’app.

    A questo link trovate le informazioni da Twitter.

    Un processo semplice ma sicuro, e ricordate che resta sempre attivo la modalità si inserire il vostro numero di telefono per il recupero dei dati.

    Allora, provate e fateci sapere come è andata.

  • Una lista di libri di digital marketing, startup e innovazione da regalare (anche) a Natale

    Una lista di libri di digital marketing, startup e innovazione da regalare (anche) a Natale

    Manca ormai pochissimo al Natale e, da sempre, ricevere in regalo dei libri è sempre un’idea molto apprezzata. Abbiamo stilato una lista di libri che ci hanno colpito in questo anno, spaziando dal mobile marketing, al web marketing, alle startup, all’innovazione. Sono 9 (+1) libri tutti da scoprire e da leggere. Vi è poi una special mention che non poteva assolutamente mancare.

    Ormai manca poco al Natale, tempo di regali che fa  sempre piacere ricevere. E siccome manca davvero poco e i ritardatari sono tanti (come chi scrive ad esempio) oggi proviamo a darvi qualche suggerimento. No, non sono gadget particolari, stavolta abbiamo fatto un elenco di libri che più ci hanno colpito durante questo anno. Sono testi che parlano di digital marketing, di mobile, di startup, di personal branding, di innovazione e anche di come affrontare questa era digitale che ci impone ritmi sempre più veloci. Sono 9 testi (+1) a cui vale la pena dedicare del tempo per comprendere, conoscere e affrontare meglio i tempi che stiamo vivendo. E che possono rivelarsi un bel regalo da ricevere.

    libri natale 2017 franzrusso.it [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    too fast to think chris lewis libri natale 2017Il primo libro che vi consigliamo è “Too Fast To Think” di Chris Lewis, il fondatore dell’agenzia di comunicazione Lewis, uscito alla fine dello scorso anno, un testo che ci pone di fronte alla necessità di trovare una dimensione nella quale riuscire a gestire i ritmi, sempre più veloci, che la società di oggi ci impone. Ci sono casi, storie ma soprattutto consigli su come affrontare il lavoro, gestire al meglio il tempo. Il testo ha acuto una ottima accoglienza negli Stati Uniti, ma il consiglio è quello di leggerlo (in inglese) per trovare ispirazioni utili per la vostra attività.

    Su Amazon: Too Fast to Think: How to Reclaim Your Creativity in a Hyper-connected Work Culture

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    sei un genio colletti libri natale 2017A proposito dei tempi che viviamo e di come l’innovazione, il digitale li stiano cambiando radicalmente, allora è il caso di leggere il libro di Giampaolo Colletti, “Sei un Genio! – La rivoluzione degli Artigeni, artigiani e lavoratori delle idee geniali“. E’ un racconto di come l’imprenditorialità di oggi sfrutti l’innovazione per fa fiorire nuove idee. Da leggere.

    Su Amazon: Sei un genio! La rivoluzione degli artigeni, artigiani e lavoratori dalle idee geniali

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    disputa felice libro bruno mastroianniAltro libro che ci sentiamo di suggerire è “La disputa felice” di Bruno Mastroianni. Un libro che abbiamo molto apprezzato (potete leggere recensione e intervista qui). No ci sono tecnicismi particolari, ma solo una buona pratica per conversare e dialogare al meglio sui social media (e non solo) e su come evitare di degenerare in un continuo litigio.

    Su Amazon: La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico

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    condivide et impera bandiera libri natale 2017Un libro a cui siamo particolarmente affezionati è quello di Rudy Bandiera “Condivide et Impera“. Un libro che, dopo le regole del Digital Carisma, racchiude tutto il pensiero di Rudy, oggi acclamato comunicatore e formatore. Un concentrato di spunti, situazioni e fonti di ispirazione che potranno guidarvi per il nuovo anno che sta per arrivare. Anche questo da avere!

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    fai di te stesso un brand scandellari libri natale 2017Altro libro a cui siamo particolarmente legati è “Fai di te stesso un Brand“, uscito nel 2014 (qui l’intervista a Riccardo Scandellari) uscito quest’anno in una nuova edizione più ricca e completamente rivista. A distanza di tre anni, questo si conferma un grande manuale su come costruire il proprio personal branding. Da avere nel 2018 sempre sotto mano!

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    people are mediaE’ uscito da poche settimane ma sta già, giustamente, catturando l’attenzione. Si tratta di “People are media – Il Business digitale nell’era dei selfie“, Aldo Agostinelli e Silvio Meazza con la prefazione di Marco Montemagno (qui la recensione). Un viaggio di consapevolezza tra social media, IoT, E-commerce, Big Data, Blockchain, tecnologie che servono per migliorarci. Da leggere!

    Su Amazon: People are media. Il business digitale nell’era dei selfie[divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    sindrome eustachio sideri libri natale 2017Si dice spesso che gli italiani siano un “popolo di santi, poeti e navigatori”. Ma è stato un popolo di innovatori, di grandi innovatori e spesso le loro idee e le loro invenzioni sono ignorate proprio dagli stessi italiani. Il libro di Massimo Sideri, “La sindrome di Eustachio” ci aiuta a ricordare, e a scoprire, tante storie di innovazione e innovatori italiani spesso dimenticati. In quanti sanno che gli occhiali sono un invenzione italiana? Così come il pianoforte, la carta telefonica prepagata, il microchip, il robot? Allora se volete scoprirlo questo piccolo libro vi guiderà alla scoperta.

    Su Amazon: La sindrome di Eustachio. Storia italiana delle scoperte dimenticate [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    mobile marketing carriero libri natale 2017Se è vero, come è vero, che viviamo (anche) l’era del Mobile allora il libro di Cristiano Carriero “Mobile Working, lavorare ovunque in modo semplice e produttivo” è quello che serve per orientarsi al meglio. Un manuale per ottimizzare modi e tempi per lavorare da mobile, con tanti spunti e strumenti che possono esservi di aiuto. Da avere sempre nello zaino.

    Su Amazon: Mobile working. Lavorare ovunque in modo semplice e produttivo [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    nuda verità web marketing gagliardini libri natale 2017Ultimo, ma non certo ultimo, è “La nuda verità sul Web Marketing“, il nuovo libro di Claudio Gagliardini che racconta, senza mezzi termini, cosa sia il web marketing di cui tutti parlano. Partendo da uno scenario digitale ormai sempre più evoluto e innovativo, questo testo diventa quindi una guida per orientarsi nel grande mondo digitale. E’ un testo che si rivolge ai tanti operatori della rete quanto alle aziende che hanno bisogno di capire e comprendere come fare marketing digitale oggi.

    Su Amazon: La nuda verità sul web marketing. Non fa miracoli, non è per tutti, ma a molti ha cambiato la vita [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

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    Special Mention: Veronica Gentili

    facebook marketing plan gentili libri natale 2017In realtà la nostra lista non è completa, anzi. Dei libri menzionati non si può certamente non citare anche il nuovo libro di Veronica Gentili, “Facebook Marketing Plan“, uno dei libri più venduti su Amazon, nella sua categoria. Un manuale per sfruttare al meglio Facebook per la propria strategia di marketing. Un testo da avere sulla propria scrivania nel 2018, tutti i giorni.

    Su Amazon: Facebook marketing plan [divider style=”dotted” top=”10″ bottom=”10″]

    Ecco, questa è la nostra lista dei libri che ci hanno colpito nel 2017 e che, siamo sicuri, vi accompagneranno anche nel 2018. Sono testi che spaziano dal web marketing, alle startup, all’innovazione, cioè tutto quello che cerchiamo di raccontare ogni giorno. Sono dei perfetti regali di Natale, visto che è ormai alle porte, ma vanno bene per qualsiasi altro giorno perchè utili a capire dove sta andando il mondo.

  • Twitter comincia ad applicare le regole contro contenuti di odio e abusi

    Twitter comincia ad applicare le regole contro contenuti di odio e abusi

    Annunciate il mese scorso, con tanto di spiegazione, Twitter comincia da oggi ad applicare le regole previste per contrastare contenuti di odio e abusi che spesso attanagliano la piattaforma. Verranno considerate anche le immagini che istigano alla violenza e all’odio e anche eventuali azioni che da Twitter possano avere conseguenze al di fuori della piattaforma.

    Twitter passa all’azione, era quello che avevamo chiesto il mese scorso, a proposito delle nuove regole che l’azienda di San Francisco aveva messo a punto, spiegandole, per contrastare contenuti di odio, violenza e abusi. Le regole vengono applicate da oggi e costituiscono un momento importante per Twitter, consapevole che questo è uno dei talloni d’Achille della piattaforma. Molte delle regole sono la conseguenza di quanto successo sempre il mese scorso con la sospensione dell’account, verificato di Richard Spencer, appartenente a Alt Right (estrema destra americana), che aveva scritto di voler “cacciare dagli Stati Uniti neri, ispanici, asiatici e ebrei”. Un caso che ha creato non poche polemiche portando Twitter a sospendere anche le attività per richiedere la verifica dell’account, adesso sospesa.

    twitter odio abusi

    Come dicevamo, le nuove regole entrano in vigore da subito e riguarderanno anche immagini che saranno condivise per incitare all’odio e alla violenza, anche al di fuori della piattaforma. Era quello che faceva proprio Spencer dal suo profilo, incitando all’odio usando Twitter come “megafono”. Twitter in questi casi potrà chiedere la rimozione dei singoli tweet e, successivamente, procedere alla cancellazione dell’account nel caso in cui lo stesso continuasse l’attività. Da questo, e costituisce una eccezione non da poco, saranno esclusi gli account governativi e militari. Una eccezione molto criticata negli Usa per il fatto che proprio il presidente Trump, che non ha mai fatto mistero di simpatizzare per le posizione di Alt Right, potrebbe condividere contenuti incitanti all’odio senza subire alcuna limitazione.

    https://twitter.com/TwitterSafety/status/931552531167166469

    Nel mirino di Twitter rientrano anche gli account che minacciano altri attraverso le informazioni del proprio profilo, incluso nome utente (ossia l’handle, @), il nome (detto anche “display name”) o la propria bio. Se le informazioni sul profilo contengono minacce violente o più insulti, epiteti razzisti o sessisti, incitazioni alla paura o umiliazioni pesanti, Twitter procederà alla sospensione in modo permanente.

    L’azienda guidata da Jack Dorsey fa sapere anche di aver iniziato a sviluppare strumenti interni per identificare gli account che violano le regole e per integrare i report degli utenti.

    Twitter oggi fa un passo avanti contro il contenuto violento e di odio che, come già ripetuto anche in questa occasione, attanaglia la piattaforma. Serviva una presa di posizione come questa con regole più chiare, da questo punto di vista. La condivisione di contenuti di odio e violenza da parte di tanti utenti è una delle tante motivazioni che hanno spinto centinaia di migliaia di utenti ad abbandonare la piattaforma o a non utilizzarla affatto. Se davvero Twitter saprà applicare queste poche e semplici regole, forse comincerà ad essere un luogo più attraente, sopratutto per tutte quelle persone che non hanno mai avuto modo, giustamente, di apprezzarla. Vedremo se davvero Twitter sarà in grado e all’altezza del proprio compito.

     

  • Twitter introduce la modalità discussione per pubblicare tweetstorm

    Twitter introduce la modalità discussione per pubblicare tweetstorm

    Twitter vuole dare più spazio alla discussione sula piattaforma. Dopo aver esteso lo spazio per i tweet a 280 caratteri, a fine settembre, da oggi è possibile creare dei thread, ossia una serie di tweet legati tra loro per esprimere un pensiero o un concetto più ampio. Ma era davvero necessario?

    Twitter vuole dare più spazio alla discussione sulla piattaforma. Dopo aver esteso lo spazio per i tweet a 280 caratteri, a fine settembre, da oggi è possibile creare dei thread, come vengono definiti, dei tweet che legati tra loro offrono un ulteriore spazio per esprimere un concetto o un pensiero più ampio. In pratica, in basso a destra dove compare il cerchio che conta lo spazio dei caratteri, da oggi viene aggiunti il simbolo “+” ad indicare che è possibile legare altri tweet tra loro per poi pubblicarli sotto forma di discussione. Una volta pubblicato il thread viene visualizzato in maniera singola, nel senso che i tweet vengono visti sulla timeline come se fosse pubblicati separatamente, ma per essere visualizzati completamente si deve cliccare su “Mostra questa discussione” e viene visualizzato tutto il “filo” della discussione.

    twitter discussione thread

    Non che prima non fosse possibile condividere dei tweet storm, solo che l’operazione era lunga e laboriosa. Ora invece è tutto molto più semplice. Esistono anche app di terze parti che già rendevano possibile questa modalità.

    Qui in basso un esempio:

    Twitter aggiunge quindi ulteriore spazio per conversare, quasi che davvero il problema della poca crescita della base utenti fosse il limite dei 140 caratteri, quello che era davvero il carattere distintivo della piattaforma. Una scelta che è stata molto criticata (qui potete leggere i pareri di alcuni esperti che abbiamo interpellato). E a quanto pare la scelta ha avuto un effetto positivo incrementando il coinvolgimento degli utenti, come ha spiegato in questo post DataMediaHub. Ma forse non si potrà dire di questa nuova modalità. La maggior parte degli utenti che usavano poco Twitter per via dei 140 caratteri stanno trovano adeguato adesso lo spazio a 280 caratteri. Scrivere un thread fatto da 10 tweet da 280 caratteri significa scrivere un post da 2.800 caratteri. Difficile che qualcuno su Twitter lo legga. Non è quindi una modalità per tutti, avrà quindi un utilizzo di nicchia che, forse, non avrà affetti sul coinvolgimento pari a quello ottenuto con i 280 caratteri.

    Ma allora a che serve? Serve a Twitter per offrire nuove modalità, per evitare che gli utenti possano servirsi di app di terze parti e rendere quindi il tutto nativo sulla piattaforma. Ma questa non è vera innovazione. Non è quell’innovazione che tutti attendono per fare in modo che Twitter possa guardare al 2018 con un certo ottimismo.

    Serve introdurre il tasto “modifica tweet” per rendere la piattaforma più moderna e competitiva. Ma non solo. E’ necessario studiare lo spazio Esplora in maniera da rendere le notizie del momento più coinvolgenti e ampie, siamo ancora in attesa di vedere i “Momenti” in questa sezione. Serve agganciare un sistema di advertising che renda la piattaforma più competitiva, quello attuale non è più adatto ai 280 caratteri. Serve una maggiore attenzione sulla sicurezza, gli sforzi delle ultime settimane stanno dando qualche frutto, ma ancora non basta.

    Insomma, di cose da fare per rendere davvero la piattaforma più attraente ce ne sono, ma ancora Twitter sta lì a introdurre feature ininfluenti. Vedrete che anche nel 2018 il tema “acquisizione” tornerà di moda, e chissà che non si realizzi del tutto.

    La modalità dovrebbe essere attiva da subito, o entro pochi giorni, da mobile, iOS e Android, e anche da twitter.com.

  • People Are Media, viaggio nella consapevolezza digitale nell’era dei selfie

    People Are Media, viaggio nella consapevolezza digitale nell’era dei selfie

    È uscito da poco nelle librerie “People are Media – Il business digitale nell’era dei selfie”, libro scritto da Aldo Agostinelli e Silvio Meazza con la prefazione di Marco Montemagno. È un libro che ci porta a riflettere su quanto il digitale sia oggi sempre più parte delle nostre vite e di quanto sia cambiato il modo di comunicare. Un viaggio di consapevolezza tra social media, IoT, E-commerce, Big Data, Blockchain, tecnologie che servono per migliorarci.

    Di libri sul digitale ne esistono a centinaia ormai, ed era inevitabile che fosse così. Spesso però si rischia di cadere nel ripetere alcuni concetti senza mai guardarli nel loro insieme, per comprendere meglio la realtà che stiamo vivendo. Il digitale è ormai entrato a far parte della nostra vita, al punto che oggi suona un po’ stonata perché il confine tra online e offline si è via via sempre più ristretto da diventare, in poco tempo, una cosa sola.

    Dei libri che sono usciti in questo periodo, oggi vogliamo segnalarvi “People Are Media – Il business digitale nell’era dei selfie” (edito da Mondadori, 19,90 €), da poco nelle librerie e scritto da Aldo Agostinelli, uomo di esperienza del marketing digitale in molte aziende italiane e internazionali, vicepresidente di IAB Italia, e da Silvio Meazza, esperto di comunicazione, fondatore di M&C SAATCHI Milano, il quale ci offre quella visione di insieme che mancava. È proprio quella panoramica, come sottolineato anche da Marco Montemagno nella sua prefazione al testo, che ci permette di prendere coscienza di quanto l’innovazione tecnologica sia andata ad un ritmo talmente veloce, quasi da non ricordarci più come vivevamo prima di questa rivoluzione. Perché di rivoluzione si tratta, sotto ogni punto di vista.

    È  una rivoluzione che tocca oggi i cittadini, sono 39 milioni gli italiani che navigano online oggi, e un numero sempre crescente lo fa da dispositivi mobile. Il libro parte proprio dallo smartphone vero strumento tecnologico che è ormai diventato il prolungamento della nostra esistenza, il gadget che ha dato il via al fenomeno dei selfie grazie proprio alla “fotocamera reverse”. Un fenomeno che, tra milioni di facce, ha contribuito a prendere coscienza di sé e del proprio aspetto.

    people are media

    Da qui inizia un percorso narrato, senza inutili tecnicismi, in un linguaggio accessibile a tutti, con continui riferimenti alla vita prima del digitale, passando dal ruolo che oggi ha assunto il cittadino, un ruolo sempre più attivo, alle aziende che oggi devono abbandonare la vecchia filosofia del “comprare uno spazio” creando luoghi di incontro e confronto, adoperandosi dello storytelling. Il viaggio continua su come è cambiato oggi il modo di fare acquisti: adesso basta un click per portare l’utente a vivere una esperienza di acquisto nuova, non solo legata all’esigenza dell’acquisto.

    people are media desk

    Come ben sappiamo, il digitale, il web, sono tracciabili, tutto è conservato e tutto può essere ricostruito. È vera l’affermazione che oggi la vita di una persona è racchiusa in un browser, tutto avviene lì: i contatti, gli amici, lo svago, il lavoro, i viaggi. Tutto è racchiuso all’interno dei dati e siccome i dati aumentano esponenzialmente si parla di Big Data, preziosi per comprendere come ci muoviamo, cosa facciamo, cosa acquistiamo, cosa ci piace mangiare, e così via. Tutte le nostre informazioni sono lì. E ovviamente non può mancare l’aspetto della privacy, sempre più rilevante, un concetto che cambia all’interno di un mondo che va a gran velocità verso l’innovazione.

    People Are Media ci permette di riflettere sul fatto che noi stessi oggi siamo dei media, perché tutti abbiamo la possibilità di comunicare, con chiunque, soddisfacendo come mai prima l’esigenza primaria dell’uomo.

    Un ulteriore motivo per consigliare e acquistare People Are Media è che i proventi derivanti dalle vendite del libro saranno interamente devoluti in beneficenza a “Libera Associazione, nomi e numeri contro le mafie“.