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  • Le condivisioni sui Social Media sono in calo, meglio puntare sulla qualità

    Le condivisioni sui Social Media sono in calo, meglio puntare sulla qualità

    Le condivisioni sui Social Media sono in calo, è un dato inconfutabile che chiunque gestisca un sito o un blog può constatare. E anche le visualizzazioni delle pagine, come rileva nel suo “Content Trends Report 2018” Buzzsumo. La saturazione dei contenuti porta sempre più verso una riduzione dell’attenzione del pubblico, quindi verso una riduzione delle condivisioni.

    Per gli gestisce un sito di informazione o per i blogger questa notizia forse sarà già risaputa, un dato con cui, forse staranno combattendo già da qualche mese. La notizia è che le condivisioni sui social media sono in calo. Il dato emerge, in maniera chiara, dal nuovo report di Buzzsumo “Content Trends Report 2018“. E notizia nella notizia è che, per la prima volta, si nota un calo delle visualizzazioni delle pagine, dato però che riguarda solo i siti e blog che si poggiano su wordpress.com. Molti dei blogger e dei siti di informazione però poggiamo sulla versione estesa di WordPress, ma il dato, per certi versi può essere riscontrato anche in questa circostanza.

    Il dato del calo delle condivisioni Buzzsumo lo ha rilevato considerando 100 milioni di articoli pubblicati da gennaio a novembre 2017 e comparandoli con lo stesso periodo del 2015.

    Questi due grafici dimostrano in effetti il calo nelle condivisioni. La ricerca mostra come solo una piccola parte dei contenuti pubblicati riesca ad ottenere un numero di condivisioni alte.

    curva condivisioni social media buzzsumo

    Il primo grafico rappresenta la distribuzione dei contenuti sui social media.

    istogramma condivisioni social

    Invece, l’istogramma che vedete qui sopra ci mostra che solo una piccolissima parte riesce a raggiungere le 350 condivisioni, il restante 95% registra condivisioni molto basse.

    calo condivisioni buzzfeed

    Guardate, questo in alto è il calo delle condivisioni di Buzzfeed.

    Se la notizia è questa, la domanda che viene spontanea è: “perchè?”. Prima di passare ad una possibile risposta, sapete che per blogger e siti di informazione il dato relativo alle condivisioni sui social media è di grande importanza, per il fatto che costituisce il dato più visibile, quello che balza subito agli occhi del lettore realizzando una equazione che spesso, o comunque non sempre, non corrisponde a qualità. E cioè: più è condiviso, più è interessante. Non è sempre così. E su questo ci si potrebbe ragionare per mesi.

    Ma restiamo sempre sulla notizia, come sapete ormai da più di 2 anni Twitter ha eliminato il contatore delle condivisioni, cioè di quante volte il contenuto viene twittato. Il tutto per risparmiare risorse in quanto quei contatori assorbono molta energia dai server. Fu un vero panico. Successivamente fu la volta di Google+, e qui, per la verità nessuno (o quasi nessuno) se ne accorse, si proseguì come se niente fosse. All’inizio del mese di febbraio è stata la volta di LinkedIn a togliere il contatore di quante volte il contenuto venisse condiviso sulla piattaforma, lo riportava l’amico Riccardo Scandellari sulla sua pagina Facebook, complicando ancora di più le cose. Sembra che al momento come contatore ancora attivo sia rimasto quello di Facebook.

    Ora, fatta questa premessa che aiuta a comprendere il contesto (anche se può sembrare solo in parte scollegata da questa notizia), arriva il report di Buzzsumo a dirci che le condivisioni sui social media sono in calo. E la spiegazione è presto detta, e ci avvaliamo di un grande esperto come Mark Schaefer il quale sostiene che tutto questo era prevedibile, per il semplice motivo che l’aumentare dei volumi di contenuti pubblicati avrebbe avuto come conseguenza il calo d’attenzione da parte del pubblico. Questo si riversa direttamente sul conseguente calo delle condivisioni. Quello che sostiene Schaefer, e che constatiamo anche nella nostra attività qui su InTime, è che è vero che si deve essere primi a dare una notizia, ma alo stesso tempo di deve essere originali. E questo è in effetti molto difficile.

    calo condivisioni social media buzzsumo

    Qualche consiglio su come agganciare una notizia calda, con qualità

    Fateci caso, quando una notizia comincia ad essere “calda” vedete che in poco tempo comparirà, quasi come un continuo copia-incolla, più o meno ovunque. In quel momento il lettore ha già avuto la notizia, l’ha già letta. Se si dovesse tentare di riportare la notizia, perchè importante e in linea con la propria linea editoriale, allora è necessario fare uno sforzo di qualità notevole. E come? Intanto conviene lanciarsi sulla scia se si conosce bene il tema che si sta trattando, dare un’orizzonte storico ad una notizia, anche appena uscita, è sinonimo di conoscenza dell’argomento e il lettore se ne accorge. A quel punto, conviene arricchire, in maniera abbastanza veloce, tutto dando il proprio punto di vista, dare un tocco personale ad una notizia di cui tutti già parlano ma che, per la fretta, omettono alcune considerazioni importanti. Questo si traduce in un contenuto di qualità. Ma, badate bene, tutto deve essere fatto in velocità.

    Altro consiglio è quello di, data una situazione in cui tutti parlano di quella notizia, di puntare su un tema ristretto, di nicchia, alla vostra portata, a quel punto andrete a sparigliare le carte in tavola. Anche questa è una strategia difficile da mettere in pratica, ma estremamente efficace. In questa strategia vale molto puntare su community di nicchia e puntare, quindi, sui gruppi di Facebook, ad esempio.

    Di fatto, in questa difficoltà si trovano anche agenzie e marketers che troveranno grandi difficoltà a spiegare ai clienti questo calo delle condivisioni che va a confluire in un calo delle metriche generale. Il dato che emerge è che si deve andare oltre a questa visione che abbiamo avuto finora, si deve cominciare a ragionare su nuove metriche, come appunto al costruzione di una community interessata, si deve ragionare in termini di qualità e dare valore e significato alla SEO, spesso dichiarata per morta in questi ultimi anni. Qualche settimana fa riportavamo il dato che Facebook sta portando sempre meno traffico ai siti, tra l’altro dato che si lega bene alla notizia che stiamo dando adesso, notando anche che il search ha sorpassato i social in termini di traffico referral. Google ha sempre il suo valore.

    Ecco, alla luce di tutto questo, per quanto possa sembrare difficile, si deve cominciare a ragionare su elementi nuovi. Il valore di un contenuto non può essere più solo, e soltanto, misurato dalle condivisioni sui social. Ma c’è bisogno di guardare altrove. sarà un percorso non facile, certo, ma doveroso.

    Ovviamente, queste sono solo considerazioni su una notizia basate molto sull’esperienza diretta, che non hanno valore assoluto, esprimono solo un punto di vista. Per questo, se avete anche voi considerazioni da fare, esprimere pareri e condividere esperienze, questo è il luogo adatto per farlo. Potremo contribuire a sviluppare nuove idee.

    Potete scaricare il report da qui.

  • Alla Milano Digital Week arriva il Tram dell’Innovazione

    Alla Milano Digital Week arriva il Tram dell’Innovazione

    Alla Milano Digital Week arriva il Tram dell’Innovazione, un’iniziativa di Women & Technologies in collaborazione con ATM. A bordo di una “Carrelli” del 1928 protagonisti dell’innovazione e trasformazione digitale prenderanno parte al tour di 45 minuti per le vie del centro di Milano. E InTime è lieta di prendere parte a questa importante iniziativa.

    La Milano Digital Week ha aperto i battenti, nei prossimi giorni saranno ben 400 gli eventi che si snoderanno nella città avendo come comune denominatore il digitale e l’innovazione. All’interno dei tanti eventi, InTime è felice di prendere parte ad una bellissima iniziativa dell’associazione Women & Technologies, nata in collaborazione con ATM, l’agenzia dei trasporti di Milano, per parlare di social media, blockchain, cybersecurity, smart city, industry 4.0, intelligenza artificiale. Protagonisti dell’innovazione e della trasformazione digitale prenderanno parte al tour, della durata di 45 minuti, per le vie del centro di Milano all’interno di una “Carrelli” del 1928. E’ quindi un’occasione per parlare di futuro tenendo bene a mente quale è stato il nostro passato. Gli ambiti che saranno trattati riguardano:

    • Essere cittadino digitale a Milano
    • La rivoluzione digitale nel mondo del trasporto urbano
    • L’innovazione digitale nel sistema dei pagamenti e delle transazioni finanziarie
    • Sicurezza: come proteggersi nell’era del digitale

    tram digitale innovazione 2018

    Nella giornata di sabato sarò presente anche io per parlare di Social Media Intelligence insieme a Anna Beduschi, Marketing Office Italy Talkwalker che sostiene a sua volta l’iniziativa. Sarà un’occasione per comprendere al meglio come l’analisi delle conversazioni, dei dati che provengono dalle interazioni che nascono sui vari canali, possono nascere nuove iniziative di marketing.

    Per prendere parte al tour il consiglio è quello di registrarsi a questo link.

    sponsor tram digitale innovazione

    E questo è il programma completo delle due giornate in cui sarà in giro per Milano il Tram dell’Innovazione:

    Sabato 17 marzo – Trasformazione Digitale, inspired by users, driven by science

    • Ore 10.00: tour inaugurale
    • Ore 10.45: HYPE, in nuovo modo di gestire il denaro Gianluca Zetti, Banca Sella
    • Ore 11.30: Artigianato e Innovazione Digitale Arianna Fontana, presidente Confartigianato sezione Milano – Roberta Gagliardi, Responsabile Relazioni Istituzionali Area Competitività Confartigianato Imprese Lombardia- Patrizia Lia, Titolare di Lia Parrucche
    • Ore 12.15: Social Media Intelligence. Cosa guida la strategia di marketing delle aziende più innovative?
      Anna Beduschi, Marketing Office Italy, Talkwalker – Franz Russo, blogger, InTime
    • Ore 14.30: Smart City, Secure CityGiulia Rossi, Vodafone
    • Ore 15.15: La rivoluzione digitale del trasporto milanese: Mobility as a Service, Smart ticketing, App ATM Antonia Cotroneo, Specialista Applicazioni di Comunicazione e Mobilità, ATM S.p.A. – Antonio Patti, Digital Product Manager, ATM S.p.A.
    • Ore 16.00: Dall’io al noi: l’evoluzione delle community femminili nell’era della digitalizzazione. Vanessa Occhetti, Chiara Zini – Triumph
    • Ore 16.45: Digitale e chirurgia robotica. Franca Melfi, professore di chirurgia toracica dell’Università di Pisa, responsabile del Centro multidisciplinare di Chirurgia robotica mini-invasiva dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa

    Domenica 18 marzo – Non solo tecnologie, ma persone: sempre connessi nel mondo virtuale eppur disconnessi nelle relazioni

    • Ore 10.00: Dalla Mano al Video, sviluppare il pensiero creativo e computazionale – Michele Ricci, Papà al Centro, Università degli Studi di Milano
    • Ore 10.45: La rivoluzione digitale del trasporto milanese: Mobility as a Service, Smart ticketing, App ATM
      Annalisa Nuovo, Responsabile Applicazioni di Comunicazione e Mobilità, ATM S.p.A. – Carmelo Scannella, Digital Product Manager, ATM S.p.A.
    • Ore 11.30: Artigianato e Innovazione Digitale Arianna Fontana, presidente Confartigianato sezione Milano-
      Roberta Gagliardi, Responsabile Relazioni Istituzionali Area Competitività Confartigianato Imprese Lombardia – Patrizia Lia, Titolare di Lia Parrucche
    • Ore 12.15: HYPE, in nuovo modo di gestire il denaro Gianluca Zetti, Banca Sella
    • Ore 14.30: La rivoluzione digitale del trasporto milanese: Mobility as a Service, Smart ticketing, App ATM Roberto Carreri, Responsabile Ricerca, Sviluppo e Gestione Applicazioni, ATM S.p.A. Carmelo Scannella, Digital Product Manager, ATM S.p.A.
    • Ore 15.15: Cos’è l’intelligenza artificiale e come può aiutare le persone a vivere e lavorare meglio Roberto Andreoli, Microsoft
    • Ore 16.00: Digitale e relazione: conflitti, negoziazione e intelligenza emotiva (1° parte) Rossella Cardinale Formatrice, Counselor e Consulente per progetti formativi – Mario F. Dotti, Avvocato, Mediatore e Facilitatore
    • Ore 16.45: Digitale e relazione: conflitti, negoziazione e intelligenza emotiva (2° parte) Rossella Cardinale Formatrice, Counselor e Consulente per progetti formativi – Mario F. Dotti, Avvocato, Mediatore e Facilitatore
  • WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    Nel mese di ottobre dello scorso anno WhatsApp aveva rilasciato la possibilità di cancellare i messaggi inviati per errore entro sette minuti dall’invio. A distanza di mesi però l’azienda ci ripensa e decide di estendere il tempo fino ad 1 ora dall’invio.

    Lo scorso mese di ottobre WhatsApp aveva introdotto la possibilità di poter cancellare i messaggi inviati ad un utente per errore (per altro, situazione molto comune) in un lasso di tempo però ridotto, infatti il tempo a disposizione era di 7 minuti dall’invio del messaggio. Trascorsi quei minuti il messaggio non sarebbe stato più cancellabile. A distanza di mesi l’azienda, oggi di proprietà di Facebook, ci ripensa e decide di aumentare i minuti a disposizione.

    Il tempo che adesso gli utenti hanno per cancellare messaggi inviati per errore, da “Elimina messaggi per tutti“, arriva fino a 68 minuti e 16 secondi, quindi 1 ora, 8 minuti e 16 secondi. Ad accorgersi di questa novità è stato il sito WABetaInfo, notandolo su una versione beta dell’app per iPhone.

    whatsapp 1 ora elimina messaggi franzrusso.it 2018

    Così come non era chiaro il tempo di 7 minuti, adesso non è chiaro il tempo concesso dei 68 minuti, poteva essere anche di 60 minuti. I più attenti notano che il totale adesso è di 4.096 secondi, ossia 2 alla dodicesima.

    Si tratta comunque di un tempo più che sufficiente per cancellare un messaggio o, addirittura, intere conversazioni dalla chat con un amico o un’amica. Un tempo che diventa utile anche per il fatto che, a differenza dei suoi competitor, WhatsApp non permette la creazione di conversazioni segrete dove condividere messaggi che non possono essere memorizzati nè sul dispositivo del mittente, è su quello del destinatario. Infatti, questo elemento che altri hanno diventa ancora più evidente se pensiamo che se l’utente volesse cancellare il messaggio entro l’ora di tempo a disposizione, l’utente che a suo volta aveva ricevuto per sbaglio il messaggio si vedrà comparire la dicitura “Questo messaggio è stato eliminato”, lasciando il dubbio di cosa contenesse quel messaggio. Non è escluso che possano nascere poi delle incomprensioni e degli equivoci.

  • Gli italiani sono soliti guardare film e serie di Netflix dalla Tv

    Gli italiani sono soliti guardare film e serie di Netflix dalla Tv

    Netflix rende possibile la visione di film, show, serie tv praticamente da qualsiasi dispositivo, fisso o mobile. Ma, nonostante questo, gli italiani preferiscono guardarli per la maggior parte dalla propria Tv: il 54% dei contenuti, in ore, viene fruito dalla Tv. A livello globale, dopo sei mesi di abbonamento, i contenuto vengono visualizzati per il 70% dalla Tv.

    Se vi ricordate ad inizio di quest’anno, a proposito delle app più scaricate dagli italiani nel 2017, avevamo rilevato, dai dati App Annie, che l’app su cui gli italiani amano scorrere più tempo era Netflix. E in parte questo è vero, anzi, proprio Netflix ci offre la possibilità di conoscere qualche dato in più anche sul nostro paese. I dati sono stati diffusi dall’azienda di Reed Hastings durante un incontro con la stampa a Los Gatos, California, dove ha sede il colosso del video streaming. E i dati diffusi sono molto interessanti.

    Netflix ha quindi ridato nuova vita alla Tv, come mezzo. Se fino a qualche anno fa si scriveva che il mezzo televisivo sarebbe stato destinato alla pensione, ecco che invece nell’era della fruizione dei contenuti personalizzati, nel senso che ognuno è libero di costruirsi il proprio palinsesto, la Tv sta vivendo una nuova era.

    netflix su tv

    I dati diffusi da Netflix ci dicono che gli utenti abbonati, alla fine, preferiscono fruire dei contenuti proprio dalla Tv. Il dato vale anche per gli utenti italiani: il 54% dei contenuti, espressi in termini di ore, viene fruito dalla Tv. E’ questo è un dato molto interessante. Se diamo un’occhiata agli atri dispositivi gli italiani guardano contenuti Netflix per il 23% sul computer e il 13% sullo smartphone, mentre solo il 10% dal tablet.

    netflix contenuti italia

    Guardando ai dati relativi alla registrazione, gli italiani si registrano per il 36% da pc, il dispositivo forse più comodo per fare un’operazione come questa, per il 34% dal proprio smartphone, per il 22% dalla Tv e per l’8% dal tablet. Quindi ci si registra da pc, ma poi si preferisce sfruttare l’abbonamento Netflix per la maggior parte dalla Tv.

    Sono dati che spiegano anche il recente accordo tra Sky e Netflix, che permetterà agli utenti della piattaforma Sky di poter accedere a tutti i contenuti di Netflix.

    In occasione dell’incontro di Los Gatos, Netflix ha diffuso anche i dati relativi ai flussi, ossia il percorso che gli utenti compiono durante l’abbonamento, da quale dispositivo accedono fino a quale dispositivo utilizzano per la fruizione dei contenuti. Ebbene, a livello globale, tenendo conto un periodo di abbonamento di 6 mesi, il 70% delle ore di programmazione erogate in streaming arriva sul display del televisore, il 15% sul computer, il 10% sullo smartphone e il 5% sul tablet. Il pc è il mezzo più gettonato per abbonarsi con il 40%, seguito da smartphone  30%, tv 25% e tablet 5%. Sono dati simili a quelli italiani dunque.

    netflix contenuti flussi dispositivi

    Insomma, non importa il tipo di abbonamento perchè poi film, serie tv, spettacoli preferiamo guardarli sulla Tv. E voi, che dispositivo usate per vedere i contenuti di Netflix? Raccontateci la vostra esperienza.

  • Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Realtà Aumentata e Intelligenza Artificiale tra i trend del Social Media Marketing 2018

    Tra le tendenze che caratterizzeranno i Social Media, e quindi anche il Social Media Marketing, ci sono anche la Realtà Aumentata e l’Intelligenza Artificiale, senza dimenticare Video e contenuto effimero che attrae sempre più i brand. Lo dice una ricerca, con infografica, realizzata dall’agenzia Mo Agency.

    Quali saranno le tendenze in questo 2018 che arricchiranno i social media e quindi anche il social media marketing? Una domanda che ha senso porsi anche a marzo 2018, soprattutto alla luce di quanto avvenuto di recente. Facebook da qualche settimana ha introdotto il supporto per file 3D, attraverso applicazioni è possibile creare dei contenuti che gli utenti possono visionare in 3D o visionarli anche in Facebook Spaces in Realtà Virtuale. Si tratta di un esempio che potrebbe davvero aprire la strada ad una nuova forma di contenuti commerciali, si immagini le aziende che vorranno far visionare il realtà aumentata i propri prodotti, e ci sono già esempi in questa direzione.

    Non è un caso che la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata siano tra le tendenze che caratterizzeranno il 2018 dal punto di vista dei social media. Una recente ricerca dell’agenzia Mo Agency infatti individua queste due tecnologie come quelle su cui i marketers investiranno per arricchire il proprio contenuto da veicolare sui social media. Si tratta di una tendenza, quella nello specifico della Realtà Aumentata, che ha visto in Pokemon Go come il primo grande “di moda” che diventa modalità di contenuto consolidata per le aziende.

    social media realtà aumentata trends 2018 3d facebook post

    Il Video nel 2018 continuerà ad essere una forma di contenuto in grande crescita, basti pensare che il “social video advertising” è cresciuto del 130% lo scorso anno e che ormai l’86% del traffico globale è generato da contenuti video. Il Live Streaming avrà anch’esso un ruolo dominante, si prevede che al 2021 avrà un valore di mercato di 75 miliardi di dollari e che dal 2020 il traffico globale sarà costituito per l’82% dal live streaming.

    Ma quella che emergerà di più è la Realtà Aumentata che creerà nuove modalità di connessione tra utenti e brand. Abbiamo già citato in apertura Facebook con le recenti novità, ma possiamo anche aggiungere la camera del social network che ingloba contenuti in realtà aumentata. Tra l’altro, iPhone X e iPhone 8 di Apple sono già abilitati per offrire un’esperienza “aumentata”

    Non saranno da meno l’Intelligenza Artificiale e i chatbot. Pensate che ad oggi sono le chat attive su Messenger sono 12 mila al mese e che già a partire da quest’anno il 30% delle conversazioni sui social media. Nel 2017 il 38% delle organizzazioni ha fatto uso dell’Intelligenza Artificiale e ci si aspetta che questa percentuale cresca, nel 2018, fino al 62%.

    Di fianco a queste tendenze, ce ne sono altre che sono in parte una conferma già oggi come l’utilizzo da parte dei marketers di strumenti per la messaggistica istantanea, abbiamo anche visto di recente l’arrivo di WhatsApp Business per le PMI. Del resto, WhatsApp conta 1,3 miliardi di utenti, poco di più della “cugina” Messenger, l’altra piattaforma di messaggistica istantanea, che ne conta 1,2 miliardi di utenti. Senza dimenticare i 963 milioni di utenti di WeChat. Si prevede poi che il mercato delle app di messaggistica istantanea avrà, dal 2022, un valore di mercato di 8 miliardi di anno l’anno.

    E non mancherà, tra i trends 2018 per i social media, la modalità del contenuto effimero, quella modalità che permette di condividere del contenuto che ha una durata limitata di 24 ore. Parliamo quindi di Instagram Stories, al momento una delle modalità più usate con oltre 200 milioni di utenti al mese, ma anche di Facebook e Snapchat Stories. Modalità che sta di fatto coinvolgendo anche le aziende, si stima che il 50% delle aziende presenti su Instagram abbia già creato contenuti effimeri e che più di 1 milione di advertiser usa Instagran Stories per fare promozioni almeno una volta al mese.

    Insomma, questo è lo scenario che si sta sviluppano per quanto riguarda i social media e il social media marketing. Nuove tendenze che andranno ad alimentare l’evoluzione del contenuto che è sempre più visual e meno testuale. E quella parte testuale, almeno per quel che riguarda le aziende, sarà sempre più gestita attraverso l’Intelligenza Artificiale.

    E voi che ne pensate? Qualche di queste modalità state giù utilizzando all’interno della vostra organizzazione?

    social media trends 2018 infografica franzrusso.it

     

  • Il successo di #cinemavoto su Twitter, tra ironia e contenuti esilaranti

    Il successo di #cinemavoto su Twitter, tra ironia e contenuti esilaranti

    Gli ultimi giorni di campagna elettorale, con il silenzio elettorale che incombe, impongono che le conversazioni sui social media siano lontane dai tempi politici. Ma allora perchè non parlarne comunque, con ironia, ispirandosi al cinema? Ecco il successo di #cinemavoto con oltre 12 mila contenuti condivisi.

    Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono strani sui social media, non si può parlare esplicitamente di politica perchè incombe il silenzio elettorale, bisogna quindi trovare delle modalità diverse. Twitter, tra i canali social media, è forse quello che meglio si presta a fare operazioni di questo tipo, per le sue caratteristiche di dinamicità, velocità. Allora ho pensato che un’idea potesse essere quella di ispirarsi al mondo del cinema. Lo so, non era un’idea originale, tra l’altro erano recenti anche hashtag come #cineneve e #cinerimborsi. Ed ecco che ho pensato a #cinemavoto, con l’idea di parlare del tema elettorale, delle elezioni politiche di domenica 4 marzo, ispirandosi ai film. Ne è venuta fuori, in poco tempo, una valanga di titoli esilaranti che si ispiravano ai grandi film della nostra storia e non solo. Di seguito il racconto, da dove tutto è partito, e alcuni dati che possono interessare, grazie a Talkwalker.

    Iniziamo col dire che tutto è iniziato da questo tweet, invitando gli utenti a twittare titoli di film a tema #elezioni2018. Nel giro di poco tempo l’hashtag fa la sua apparizione in 3° posizione nei trending topic italiani, diventando 1° subito dopo, restandoci per gran parte della serata.

    Come potete vedere dal grafico in basso, #cinemavoto ha totalizzato 12.200 contenuti condivisi, con un picco alle 19 del 2 marzo con 669 contenuti condivisi. L’hashtag ha continuato ad essere in prima posizione anche stamattina, scivolando poi nelle posizione dei trending, restando comunque tra i primi 40 temi più condivisi anche oggi in Italia.

    #cinemavoto tweet totali

    #cinemavoto ha totalizzato 45 milioni di impression e, dato molto più interessante, ha coinvolto 22 mila utenti che hanno interagito con i contenuti. Dato ancora più significativo tenuto conto che gli autori unici sono stati 3.300 con una media di 3,7 contenuti condivisi per ciascuno.

    Questo è il dato demografico di #cinemavoto e notiamo che il pubblico era composto per il 40,2% da donne e per il 59,8% da uomini. Dal punto di vista dell’età, si può dire che i millennials hanno partecipato di più, la fascia di età più presente è quella 25-34 anni, seguita da quella 18-24 anni.

    donne uomini età #cinemavoto

    Questa che vedete in basso è la mappa che ci mostra il livello di attività per #cinemavoto indicandoci le aree geografiche più attive. Napoli, Milano e Roma sono state molto attive.

    #cinemavoto mappa tweet

    E ora vediamo quelli che sono stati i tweet più condivisi, quelli che sono piaciuti di più agli utenti, segnalandovi, prima, che gli utenti più coinvolgenti sono stati @manginobrioches, @dippi014 e federva.

    http://twitter.com/maopasquinelli/status/969637810541035521

    http://twitter.com/libra_morena/status/969646758346227713

    http://twitter.com/lassameperdere/status/969624998842372096

    http://twitter.com/RotellaFP/status/969653188226928641

    #cinemavoto è stato anche citato su Il Secolo d’Italia e su AGI.

    Oggi si è ripetuto, in parte, il successo di #cinemavoto con #musicavoto, che ha totalizzato 2.500 tweet condivisi ed è arrivato in 2° posizione nei trending topics, partendo da questo tweet:

  • Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter: ecco i segnalibri, per salvare i tweet, rivederli e condividerli in seguito

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei segnalibri, un modo semplice e veloce per per salvare i tweet per rivederli e condividerli in seguito. E’ anche un modo per interagire con il contenuto, senza cliccare il cuoricino e fare retweet. Inoltre, i contenuti salvati saranno a conoscenza solo dell’utente. La funzionalità è attiva sull’app per Android e iOS, e anche sul sito mobile di Twitter e su Twitter Lite.

    Twitter ha attivato oggi la funzionalità dei Segnalibri, una funzionalità interessante che permetterà agli utenti di salvare tweet per poi rivederli e condividerli con calma in seguito. Capita spesso, infatti, di imbattersi in tweet interessanti ma di non aver tempo per poterli consultare con calma, ecco Segnalibri di Twitter servirà proprio a questo. L’aggiornamento migliorerà anche la condivisione dei contenuti. Con la nuova icona “Condividi” su ogni tweet, si potrà aggiungere un tweet ai preferiti, condividerlo tramite Direct Message o su altre piattaforme al di fuori di Twitter in diversi modi. Raggruppando tutte le opzioni di condivisione in un unico posto, sarà ancora più semplice salvare e condividere, in modo privato o pubblico, i tweet più facilmente e in qualsiasi momento, subito o successivamente.

    twitter segnalibri

    Come salvare un tweet con i Segnalibri

    Per aggiungere un Tweet ai Segnalibri, basterà cliccare sull’icona di condivisione sotto il tweet e selezionare “Aggiungi Tweet ai Segnalibri”. Lo si ritroverà, in qualsiasi momento, selezionando “Segnalibri” dal menu dell’icona del profilo. Si potranno rimuovere i Tweet dai Segnalibri in qualsiasi momento, e solo l’utente potrà visualizzare ciò che ha salvato nei Segnalibri. Per ulteriori informazioni su come aggiungere un Segnalibro, è comunque possibile consultare il centro assistenza.

    twitter segnalibri

    I segnalibri aiuteranno gli utenti a non perdersi i tweet più interessanti. Sarà possibile salvare tweet con un video live per poterli guardare successivamente, o salvare un thread da leggere meglio in un secondo momento, o ancora salvare tweet contenenti link ad articoli interessanti per leggerli o condividerli più tardi.

    Nel lanciare la funzionalità Twitter ha twittato gli aggiornamenti in modo da poter incorporare gli input degli utenti. In questo modo si è notato che alle persone piace salvare le risposte per rispondere più tardi, così come condividere un tweet ore o giorni dopo averlo aggiunto ai Segnalibri. Si è trattato di un modo per valorizzare i feedback degli utenti che sono sempre preziosi, e così dovrebbe essere sempre. Coinvolgere la community e renderla partecipe.

    I Segnalibri sono disponibili su Twitter per iOS e Android, Twitter Lite e mobile.twitter.com.

    Funzionalità interessante e fateci sapere cosa ne pensate.

     

     

  • Facebook sfida LinkedIn, il lavoro lo si potrà cercare anche sul social network

    Facebook sfida LinkedIn, il lavoro lo si potrà cercare anche sul social network

    Facebook ha ormai deciso di sfidare LinkedIn per quanto riguarda gli annunci di lavoro. Dopo aver avviato Facebook Jobs in Usa e Canada più di un anno fa, da oggi sarà possibile inserire e consultare annunci di lavoro in altri 40 paesi, Italia compresa.

    Facebook è diventato ormai non solo un grande social network con più di 2 miliardi di utenti, ma, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, è diventato un moltiplicatore di esperienze, sempre con l’obiettivo di intrattenere l’utente all’interno del social network. E oggi si aggiunge un nuovo tassello che renderà Facebook un luogo sempre più completo, dove l’utente può davvero cercare tutto, anche il lavoro.

    E’ infatti di oggi la notizia che Facebook ha esteso ad altri 40 paesi il servizio Facebook Jobs, facebook.com/jobs, attivato verso la fine del 2016 solo in Usa e in Canada. E tra questi 40 paesi vi è anche l’Italia. Si tratta di una vera sfida a LinkedIn, il social business network per antonomasia, da sempre luogo dove aziende, professionisti e utenti postano e consultano annunci di lavoro.

    facebook jobs annunci lavoro-italia

    Il servizio è quindi di interesse per tutti coloro che cercano lavoro, potranno infatti consultare gli annunci dalla sezione “Esplora” alla voce “Jobs” anche dal proprio smartphone (il servizio è anche disponibile per Android e iOS). Una volta trovate l’annuncio di interesse, si potrà compilare una scheda, sempre su Facebook, per candidarsi e, successivamente, sarà possibile avere un contatto diretto con l’azienda che sta cercando, direttamente su Messenger. Le aziende vedranno le informazioni che il candidato ha indicato e tutto ciò che è reso pubblico sul proprio profilo.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10157147675716729/

    Le aziende possono poi creare annunci direttamente sulla pagina aziendale con tutti i dettagli e gli annunci appariranno su Jobs, sul Marketplace e anche sul news feed. Avranno anche la possibilità di intervenire sulle modalità con cui entrare in contatto con i candidati, sempre attraverso Messenger.

    https://www.facebook.com/facebook/videos/10157147673511729/

    Presto anche nel nostro paese potremo quindi consultare annunci di lavoro dalla barra laterale di Facebook oppure dall’applicazione mobile, cercando il luogo di lavoro, il tipo di contratto ecc…

    Facebook quindi decide di sfidare LinkedIn sul suo campo e su larga scala, prima o poi doveva accadere. Sarà interessante vedere come questo servizio evolverà anche nel nostro paese. Certo che il fatto che ci siano aziende e agenzie di lavoro che “indagano” anche i profili Facebook dei candidati è cosa nota. Ma ora Facebook offre un servizio completo, dando la possibilità agli utenti di trovare lavoro direttamente sulla piattaforma che usano tutti i giorni (già 1 utente su 4 negli Usa lo fa) e dando la possibilità ad aziende e agenzie di poter cercare candidati anche guardando il proprio profilo pubblico.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Social Media: non serve fare tanti selfie, meglio curarsi dei followers e dei like

    Sui social media non serve fare tanti selfie, si rischia di passare per narcisisti e poco simpatici, meglio dedicarsi ai propri followers e ai like. A rivelarlo è un recente studio della Baylor University che ha analizzato la “piacevolezza percepita”.

    Capita spesso che studi universitari analizzino come gli utenti usano i social media, stilando vari profili che si distinguono secondo diverse caratteristiche. Qualche tempo fa avevamo visto i profili su Facebook, secondo uno studio della Brigham Young University, un paio di anni fa avevamo poi visto che tipo di personalità emerge dalla nostra foto profilo. Ma oggi vogliamo parlarvi di un altro interessante studio, della Baylor University e pubblicato sulla rivista Psychology of Popular Media Culture, dal titolo Experimental Evidence of Observed Social Media Status Cues on Perceived Likability, che ci mostra un altro aspetto. E cioè come veniamo visti dai nostri “osservatori”, dai nostri follower quindi, dalle persone con cui interagiamo.

    Lo studio indaga quella che i ricercatori hanno definito “perceived likability“, in italiano sarebbe qualcosa tipo “piacevolezza percepita“, non suona infatti benissimo. Potremmo certamente intenderla come “simpatia percepita“, vale a dire che tipo di impressione facciamo alle persone che ci seguono, ma anche a quelle che ci intercettano per tanti motivi, in relazione all’attività che facciamo ogni giorno su Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e altri canali. Lo studio, portato avanti da Steven W. Bradley e da James A. Roberts, ha analizzato 873 risposte da 72 utenti esperti nell’uso dei social media, chiedendo loro di analizzare profili, post e quindi il gradi di accettabilità dell’utente sui social media.

    social media selfie like followers

    Un elemento che evidenzia la ricerca è che la “piacevolezza percepita”, che non è altro che un mix tra socievolezza percepita, empatia, rilevanza, autenticità, differisce tra donne e uomini, ma comunque i ricercatori hanno rilevato che:

    • gli utenti che hanno un alto numero di follower e che ricevono un alto numero di like hanno, di conseguenza, un alto livello di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che hanno una bella presenza fisica hanno, quindi, una alto grado di “piacevolezza percepita”;
    • gli utenti che pubblicano molto selfie, impegnati quindi a fare emergere solo la propria immagine, godono di una bassa “piacevolezza percepita”.

    Questi sono i dati che emergono in linea di massima dalla ricerca e, ancora una volta, si evidenzia, come già riscontrato da altre ricerche, che i selfie vengono percepiti dagli utenti come un continuo racconto di sè stessi, quindi molto limitato e centrato solo sulla propria persona, sul proprio aspetto. E’ una modalità che viene descritta come narcisista, per il fatto che l’utente non fa emergere altro che la propria immagine, ricevendo, da quello che hanno rilevato i ricercatori della Baylor University, poca simpatia dai propri followers.

    La ricerca rileva poi che gli uomini considerano molto l’aspetto esteriore nel considerare il livello di piacevolezza percepita, mentre le donne sono più attente ai like, al numero di followers e ai selfie.

    A conti fatti, il numero di followers e di like valgono il doppio per quanto riguarda la “simpatia percepita”, molto più dell’aspetto fisico; i selfie invece sono considerati quasi due volte meno simpatici. La ricerca evidenzia che questo vale anche quando una persona non è particolarmente attraente dal punto di vista fisico, gli utenti valutano più importante il numero dei followers e dei like perchè indicatori di altre qualità dell’utente stesso.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Anche voi prestate più attenzione ai followers e ai like piuttosto che ai selfie quando entrato in contatto con utenti sui social media?

  • Facebook porta sempre meno traffico ai siti e il search supera i social

    Facebook porta sempre meno traffico ai siti e il search supera i social

    Facebook nel corso di questi ultimi anni è diventata la prima fonte di traffico dei siti web in generale. Ma come dimostra una recente analisi di Shareaholic, questo è stato vero fino al 2016: da quel momento fino al 2017, Facebook ha visto ridursi la sua forza referral del 12,7%.

    Forse alcuni di voi ricorderanno quando riportavamo le periodiche analisi di Shareaholic che dimostravano come Facebook fosse la prima fonte di traffico per i siti web, seguendo la tendenza che dimostrava che i social trainassero più traffico del search. L’apice di tutto questo si è avuto nel 2014, quando Facebook era ripetutamente la prima voce referral dei siti web, specie i siti editoriali, superando anche Google. Se volete qui ci sono i nostri post che raccontano quanto avveniva tra il 2013 e il 2014.

    traffico referral siti web google social facebook

    Dall’ultimo report di Shareaholic si nota che Facebook perde terreno, non traina più traffico come qualche anno fa. Si registra un calo del 12,7%: si è passati dal 30,9% del secondo semestre del 2016 al 18,2% del secondo semestre del 2017. Un calo determinato dalle diverse modifiche dell’algoritmo che regola il news feed, l’ultima poi sarà quella più drastica, avendo come scopo quello di far emergere le interazioni tra amici e parenti, a scapito dei contenuti editoriali. Un calo che, certamente, trova motivazione anche nel fenomeno delle notizie false che ha investito la piattaforma proprio nel periodo in cui viene rilevato il calo delle forza referral, così come lo documenta Shareaholic. Va aggiunto che le continue modifiche del news feed di questi ultimi due anni hanno avuto come risultato un progressivo calo del coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma. Proprio quest’ultimo elemento ha spinto Mark Zuckerberg a spingere sulla rilevanza dei “contenuti personali”, e quindi delle interazioni che da essi scaturiscono. E’ probabile che nei prossimi mesi Facebook perderà ancora di più la sua forza referral, portando sempre meno traffico ai siti web.

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    Altro dato che emerge dal report di Shareaholic è che il search, invece, ha ricominciato a riprendersi il suo ruolo di referral principale che era stato sostituito, per un po’ di tempo, proprio dai social media. Il search ad oggi traina il 34,8% del traffico verso i siti web, contro il 25,6% del social. A farla da padrone ovviamente è Google che, nel periodo di monitoraggio, cresce del 20,9%. E crescono tutti i motori di ricerca e quasi tutti a doppia cifra. Un dato che va sicuramente sottolineato è che, a fronte del calo di Facebook, il search non ha superato il social semplicemente scalzandolo, anzi, lo ha addirittura inglobato per il fatto che adesso i motori di ricerca indicizzano i contenuti condivisi sui social media.

    traffico referral search 2017

    Tornando alla quota di traffico referral dei social, oltre a notare il forte calo di Facebook, dall’altro lato va sottolineata la crescita di Instagram e di Pinterest. Sono queste due piattaforme che crescendo portano la loro quota dietro a quella di Facebook. Nel periodo di monitoraggio Pinterest cresce del 27,5% portando la sua quota di traffico referral a 7,5%; Instagram cresce del 890,4% portando la sua quota allo 0,73%. Manca quindi davvero un soffio per superare anche Twitter che è allo 0,74% (-9,52% la sua quota totale). Da registrare l’ottima performance di YouTube che cresce del 161,8% (0,05 la sua quota di traffico referral).

    traffico referral social media facebook 2017

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    Cosa ci dice in sostanza questo report? L’elemento che emerge con forza è che il search è la fonte di traffico più forte in questo momento e che è tornato a riprendere il suo ruolo di sempre. Ciò significa che i siti devono diversificare e tornare ad investire sul search. I siti di media devono quindi limitare la loro dipendenza da Facebook, troppo sbilanciata infatti, e tornare a credere ancora nel search.

    Altro elemento che emerge è che, pur essendo quote ancora minime rispetto a quella di Facebook, val la pena rivedere la propria presenza su Pinterest e, in particolare, su Instagram, per cercare di intercettare un pubblico sicuramente interessato ai vostri contenuti. Insomma, bisogna cominciare a pensare che il ruolo di Facebook da qui a poco si ridimensionerà ancora per i motivi che abbiamo cercato di spiegare e che bisogna investire in altre direzioni per portare più traffico sui siti web.

    E voi che ne pensate?