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  • iAdvize integra WhatsApp agevolando la relazione tra brand e clienti

    iAdvize integra WhatsApp agevolando la relazione tra brand e clienti

    iAdvize integra da oggi WhatsApp alla sua piattaforma, permettendo così ai brand di comunicare con i propri clienti attraverso l’applicazione di messaggistica più utilizzata al mondo. Una integrazione che agevola senza dubbio la relazione tra aziende e clienti.

    iAdvize, piattaforma conversazionale leader in Europa della relazione clienti online, annuncia oggi l’integrazione dell’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp all’interno della sua piattaforma. Da oggi, i marchi possono comunicare con i loro clienti e prospetti direttamente su WhatsApp.

    whatsapp iadvize

    L’integrazione di WhatsApp alla piattaforma iAdvize permette agli utenti di contattare il servizio clienti di un marchio facendo le domande attraverso i messaggi privati dell’applicazione. Tutte le informazioni scambiate potranno essere ritrovate in un unico posto e la conversazione con il brand risulta più semplice, rapida e gradevole. Un esempio in Italia è l’azienda Fontanot, leader nella produzione di scale, che permette già ai suoi clienti di comunicare con il customer service su WhatsApp attraverso la piattaforma iAdvize.

    whatsapp iadvize piattaforma

    Come funziona l’integrazione tra iAdvize e WhatsApp

    Quando un visitatore ha bisogno di un consiglio, il marchio, da qualsiasi dispositivo fisso o mobile, gli propone di contattare il servizio clienti tramite WhatsApp. Il visitatore aggiunge il numero nei suoi contatti e potrà così interagire via messaging con un consulente del customer service. I consulenti ricevono le domande direttamente nella finestra delle chat e, come per qualsiasi discussione su WhatsApp, possono inviare immagini, emoticon e allegati.

    E’ una grande opportunità per i brand per stringere una relazione più stretta coi clienti, anche per il fatto che, come spesso ricordiamo anche qui sul nostro blog, WhatsApp è l’app di messaggistica istantanea più usata in Italia e in altri paesi come Germania, Spagna e Regno Unito.

    L’integrazione di WhatsApp a iAdvize consente alle imprese di gestire tutti i messaggi provenienti da questa applicazione dalla stessa piattaforma utilizzata per la chat, i social network e le altre applicazioni di messaging come Messenger. In questo modo, i consulenti possono gestire contemporaneamente più discussioni provenienti da WhatsApp o da altri canali. Attraverso l’interfaccia di reporting, il customer service può seguire le performance legate all’utilizzo di WhatsApp grazie ai 150 indicatori che misurano il tasso di soddisfazione dei clienti. Ma grazie a questi indicatori si può vedere molto di più, come il tasso di occupazione dei consulenti, la loro reattività, la durata media di gestione di una conversazione, ecc.

  • Su LinkedIn arrivano i trending topics, solo negli Usa per ora

    Su LinkedIn arrivano i trending topics, solo negli Usa per ora

    Il social network per i professionisti e per le aziende sta cominciando ad introdurre negli Usa una sezione denominata, che appare sull’applicazione mobile e su desktop, “Trending Storylines” dove sarà possibile accedere a news e informazioni personalizzate sugli interessi degli utenti. E’ il momento in cui LinkedIn diventa un vero social (business) media.

    LinkedIn da sempre è stato sempre indicato come il “social network per professionisti e aziende“, una rete sociale dove professionisti di vario settore possono trovare e coltivare relazioni professionali in base a rispettivi interessi. Bene, da oggi LinkedIn può entrare a pieno titolo nel novero dei Social Media, ossia di quelle reti, o piattaforme, all’interno delle quali non solo si creano amicizie e relazioni, non solo si condividono informazioni più o meno personali, non solo dove si condividono foto e immagini, ma anche un luogo dove ci si informa, un luogo dove si condividono informazioni e notizie. E voi direte, ma perchè? Semplice, perchè da oggi LinkedIn comincia ad introdurre negli Usa una sezione dedicata alle notizie del momento, quelle che tutti noi, su altre piattaforme, Twitter su tutti e anche Facebook (non ancora in Italia), conosciamo sotto il nome di trending topics. Sulla piattaforma business di Microsoft si chiameranno Trending Storylines.

    linkedin trending storylines

    Questa sezione sarà visualizzabile dall’applicazione mobile e anche da desktop, e sarà la sezione dove gli utenti troveranno le notizie del momento e le informazioni in base ai propri interessi. Da quello che si sa la cura dei contenuti da visualizzare all’interno della sezione trending sarà in parte a cura di una redazione di 24 redattori e in parte a cura di specifici algoritmi che regoleranno la visualizzazioni delle notizie all’interno dei feed.

    trending storylines linkedin sfondo

    Se vi state chiedendo anche perchè LinkedIn passa a introdurre una sezione che solo apparentemente appare lontana alla natura stessa della piattaforma, allora la risposta è che LinkedIn ha bisogno di utenti. Il discorso è sempre lì, ma più che utenti ha bisogno di un maggiore coinvolgimento degli stessi sulla piattaforma. Ricordiamo che LinkedIn conta oggi 467 milioni di utenti ma solo 106 milioni sono quelli attivi per mese. Stiamo parlando del 25% sul totale. Un problema che LinkedIn so porta dietro da un bel po’, perchè sta nella natura della piattaforma.

    trending storylines linkedin

    trending storylines linkedin

    E allora la carta da giocare per riavvicinare gli utenti sulla piattaforma è quella delle notizie che da sempre appassionano gli utenti. Da oggi sarà quindi possibile informarsi anche su LinkedIn avendo a disposizione una sezione che mostra all’utente le notizie più discusse, un modo per incrementare il coinvolgimento degli utenti sulla piattaforma.

    Non è facile gestire una sezione trending, lo sanno bene sia Facebook che Twitter ed è per questo che LinkedIn ha messo a capo di questa nuova sezione Dan Roth, ex capo redattore di Fortune. Il messaggio che LinkedIn vuole dare all’utente, con questa nuova feature, è che nonostante il mestiere che si può fare è necessario sapere cosa accade nel mondo, quindi anche dalla piattaforma.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco Messenger Day, Facebook porta le Stories anche su Messenger

    Ecco Messenger Day, Facebook porta le Stories anche su Messenger

    Facebook, dopo Instagram, WhatsApp e l’app mobile di Facebook, dà notizia oggi del rilascio a livello globale di Messenger Day, ossia le Stories adesso approdano anche sull’app di messaggistica Messenger. E così, l’operazione di copiare le Stories di Snapchat si conclude essendo ora disponibili su tutte le app.

    Facebook ha preso l’impegno di voler rendere disponibili le Stories ovunque, e così è. Infatti, oggi Facebook introduce una nuova funzionalità che si chiama Messenger Day, ossia le Stories adesso approdano anche sull’app di messaggistica Messenger. Dopo Instagram (anche in versione Live), WhatsApp, l’app mobile di Facebook, è la volta di Messenger, per chiudere il cerchio e per rendere disponibile la possibilità di raccontare storie praticamente ovunque. Ma non sarà un po’ troppo?

    messenger day facebook stories

    Come funziona Messenger Day

    In realtà, per i lettori più attenti, non si tratta di una vera novità o di una sorpresa, tutt’altro. Molti di voi ricorderanno il rilascio a fine 2016 di una camera potenziata proprio per Messenger, una passaggio che seguiva i vari test che erano stati compiuti nei mesi precedenti e che facevano presagire a qualcosa di simile alle Stories. Poi l’attenzione è stata catturata dal rilascio della medesime funzionalità sulle altre app di casa Menlo Park. Ma alla fine eccole qua.

    Il funzionamento generale è molto simile a quello in uso già su Instagram o sull’app mobile di Facebook, parliamo quindi di un contenuto che dura il tempo di 24 ore, per poi scomparire del tutto. Per avere la funzionalità attiva, dato che da oggi è disponibile per tutti a livello globale, dovete installare la versione più recente.

    messenger day facebook stories messenger day facebook stories

    Una volta aperta l’app noterete un “sole” (solo per questa fase di lancio) ad indicare la camera. Per aggiungere la vostra storia potete comunque cliccare su “Add your Day”. A questo punto scattate il vostro selfie oppure girate un breve video, aggiungete gli effetti che desiderate, dopo di che premete sulla freccia in basso che indica di proseguire. Se scegliete di mandarlo come “Day”, sappiate che quella storia poi sparirà nel giro di 24 ore.

    Bene, detto questo vi starete (giustamente) chiedendo, ma perchè rendere disponibili le Stories anche su Messenger? Quale vantaggio porterebbe a Facebook? Una considerazione generale è che, sebbene Snapchat abbia inventato questo formato, Facebook dimostra di non aver paura a copiare, perchè sa benissimo che questo formato funziona e funzionerà meglio se inserito in app che presentano una base utenti più ampia. Messenger conta oggi più di 1 miliardo di utenti ed è sufficiente vedere il successo che le Stories hanno ottenuto su Instagram, cioè 150 milioni di utenti in soli 5 mesi. Certo, direte, parliamo comunque di app e pubblici diversi. Ma a Facebook questo non interessa.

    Vedrete che, una volta che Facebook ha un quadro più chiaro della situazione, passerà a disattivare la funzionalità sulle app dove sono usate di meno. Per ora conta solo raccontare storie, senza problemi di app.

    E voi che ne pensate?

  • Ecco alcune regole per fare un buon Live Tweeting, in modo organico

    Ecco alcune regole per fare un buon Live Tweeting, in modo organico

    Fare Live Tweeting è ancora oggi un’attività utile per far conoscere e raccontare un evento, una conferenza, un brand. Ma esistono alcune semplici, e poche, regole per farlo al meglio, soprattutto per renderla un’attività efficace. Il primo obiettivo è quello di trasmettere Valore finalizzato alla Relazione, in maniera organica.

    So bene che qualcuno di voi si sta chiedendo se, leggendo il titolo, abbia ancora senso fare live tweeting oggi, con tutte le difficoltà in cui versa Twitter. La risposta è assolutamente sì! Soprattutto perché, al di là delle difficoltà in cui versa l’azienda, Twitter è e resta ancora oggi un prezioso strumento per raccontare, informare, trasmettere valore e costruire Relazioni. E quella che abbiamo definito più volte “una finestra sul mondo“. E perché considerare anche un’attività di Live Tweeting? Semplice, perché è questa la migliore attività per raccontare in tempo reale un evento, una conferenza, un brand. Non limitiamoci solo a guardare la base utenti, pensando, perché così è, più ridotta di altre piattaforme. Ma pensiamo anche che su Twitter ogni mese arrivano quasi 1 miliardo di persone perché attratte dai contenuti. Certo, poi i loggati, ossia gli utenti effettivamente registrati sono 319 milioni, ma pensiamo invece all’audience organica che possiamo raggiungere utilizzano Twitter per il racconto live.

    Ecco, oggi voglio parlare di questa particolare attività perché ormai me ne occupo da qualche anno, prima di tutto perché mi piace, così come mi piace Twitter, strumento che mi ha permesso meglio di costruire la mia identità digitale, dopo il blog. E il live tweeting è una delle attività a cui mi dedico con costanza ormai da tempo. Ebbene, sapendo che è un’attività in cui spesso ci si improvvisa, o, anche, la si affronta pensando che sia ala portata di tutti, vi dico che non è così. Fare Live Tweeting, così come per qualsiasi altra attività, non è per tutti e non tutti lo sanno fare in maniera adeguata. Serve molta capacità di sintesi, velocità nel trasmettere e veicolare concetti e pensieri in pochi caratteri, serve molta attenzione per non sbagliare, al fine di non dare l’idea che l’attività sia di scarsa qualità.

    twitter live tweeting regole

    Ma oggi ve ne voglio parlare perché l’impressione che si ha, ogni qual volta che si parla di Live Tweeting, è quella di fare una gara a chi va prima in trending topic, gli hashtag più twittati che si aggiornano sulla piattaforma. Riconosco, e lo sottolineo, che riuscire a portare il proprio argomento dia grande visibilità al proprio racconto, allo scopo di attrarre altri utenti potenzialmente interessati, ma non deve essere questo il primo obiettivo da raggiungere “ad ogni costo”. Il primo obiettivo all’interno di una strategia di comunicazione che preveda anche un’attività di live tweeting è trasmettere contenuti che diano Valore e siano in grado di costruire Relazioni. Tutto qua.

    Allora vediamo di fissare al cune semplici regole tra cosa fare e, soprattutto, cosa non fare.

    • Prima di tutto, scegliere un hashtag che sia breve e chiaro, che faccia capire subito di che cosa si vuole parlare. So che non è facile e questa è una delle prime difficoltà da superare, ma una volta trovato, questa è già un grande risultato.
    • Costruire il team che porterà avanti l’attività considerando anche il coinvolgimento di influencer, ossia quegli utenti che sono capaci e coinvolgenti in quella data materia.
    • Comunicare  e fare conoscere l’evento nei giorni precedenti, usando l’hashtag scelto. Questa attività è necessaria per attirare i vostri utenti che di solito vi seguono e per attirarne di nuovi. Promuovetelo anche su altre piattaforme.
    • Durante il live tweeting è necessario ricordarsi di fare un racconto live di quello che sta accadendo. Introdurre le proprie opinioni è utile, ma differenziatele dal racconto.
    • Fare attenzione allo spamming. Twitter, una volta notato una forma di attività irregolare da un account, è anche la velocità con cui si scrive può esserlo, può anche sospendere l’account. Quindi fate molta attenzione.
    • Inserite per ogni tweet un’immagine, questa è una regola non basilare ma sicuramente consigliata. Prima di tutto per dare ancora più capacità di coinvolgimento al vostro contenuto. Da poco le immagini non concorrono più alla composizione del tweet facendovi risparmiare caratteri. E poi perché in un’immagine potete taggare fino a 10 utenti. Badata che la scelta dei 10 utenti non deve essere fatta a caso, pena l’accusa di essere spammer, ma scegliete gli utenti che secondo voi sono potenzialmente interessati al tema e che potrebbero darvi una mano a far conoscere l’evento che state raccontando. Questa è una regola che funziona sempre. Buona norma è di solito avvisare prima quegli utenti che sapete essere interessati ma che non conoscete direttamente, perché vedersi citati in tanti tweet di seguito per alcuni non è proprio il massimo.
    • Come detto, essere in trending topic è molto utile per dare visibilità al proprio evento, ma non deve essere il primo vero obiettivo. Certo, fa piacere quando questo accade, ma se riuscite  a trasmettere valore e ad ottenere interazioni di qualità che possono dare vita a Relazioni anche senza il trending topic, sappiate che l’obiettivo è stato raggiunto.
    • Dovete sapere che esiste un numero per entrare in trending topic, deve quindi verificarsi una massa di contenuto costante e continuativa su quell’hashtag per poi entrare in trending topic. Il difficile poi è entrare nei primi 10 se avete poco tempo a disposizione.
    • Sappiate che per alcuni andare in trending topic è quasi come una gara di 100 metri, vince chi arriva prima, chi è quindi più veloce. Ma vince chi è più veloce a trasmettere valore e a costruire relazioni. Se l’obiettivo, come spesso accade purtroppo, è quello di andare in trending topic usando tool impostati su quell’hashtag in modo tale che tre/quattro utenti facciano in automatico retweet a tutti coloro che twittano in quel momento, nel medesimo secondo (senza per altro essere presenti all’evento), ecco che state vincendo col doping. State quindi invalidando la vostra gara, solo per ottenere una visibilità effimera che no vi porterà la benché minima interazione o relazione. Caso concreto: mi è capitato di recente i osservare alcuni hashtag legati a degli eventi e twittare in alcuni casi, in pochi secondi i miei contenuti erano retwittati sempre dai medesimi utenti, tutti rigorosamente “non presenti” all’evento. Notavo che lo stesso accadeva anche con tutti gli tweet. Quei tre o quattro utenti usavano un tool che faceva RTs automatici su quell’hashtag al fine di figurare come tra gli utenti più attivi (vale anche il retweet) e per fare andare l’hashtag primo in trending topic. Non mi pare ci sia nulla di organico, ma solo un automatismo che non porta valore.
    • E quindi, ricordare che tutta l’attività deve essere monitorata e analizzata con dei tool specifici che vi permettono di estrarre tutti i risultati in modo tale da verificare se avete ottenuto i risultati sperati. Questa è un’attività che non deve assolutamente mancare.

    Mi rendo conto che mi sono dilungato molto e che ci sia bisogno di ritornare sul tema, magari specificando meglio tutte le fasi. Qui ho voluto solo fissare alcune regole di base per lasciare arrivare il messaggio che il live tweeting deve essere fatto da persone che hanno determinate caratteristiche e deve essere fatto, soprattutto, in maniera organica.

    E voi che ne pensate?

  • Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify, adesso gli utenti abbonati sono 50 milioni a livello globale

    Spotify raggiunge un nuovo importante traguardo, dopo quello di settembre dello scorso anno quando annunciò i 40 milioni di utenti abbonati. E oggi la società fondata da Daniel Ek fa sapere, attraverso un tweet dall’account ufficiale, di aver raggiunto il traguardo dei 50 milioni di utenti paganti. Una crescita del 25% in sei mesi.

    Spotify, la startup che offre il servizio di musica in streaming on demand, ha raggiunto un nuovo importante traguardo. Dopo quello di settembre scorso, quando raggiunse i 40 milioni di utenti abbonati, la società fondata da Daniel Ek, con un tweet dall’account ufficiale, fa sapere di aver raggiunto i 50 milioni di utenti abbonati. Questo significa che la base utenti è cresciuta del 25% negli ultimi sei mesi, vale a dire 600 mila nuovi utenti che ogni mese hanno sottoscritto un abbonamento sulla piattaforma di musica in streaming.

    spotify 50 milioni utenti paganti globali

    Di questo passo, con un ritmo di crescita così costante, Spotify potrebbe dare luogo ad una quotazione a Wall Street, uun’idea che la società accarezza ormai da due anni, come avevamo infatti prospettato in questo articolo. Non è certo, ma potrebbe essere.

    E Spotify, con questi ritmi, si impone sempre di più come piattaforma leader sul mercato. Infatto se si guarda ai competitor diretti, notiamo che Apple Music è “fermo” a 20 milioni di utenti abbonati, erano 11 milioni a febbraio del 2016.

    Nei giorni scorsi Spotify ha iniziato a testare su un piccolo numero di utenti un nuovo servizio, chiamato Spotify Hi-Fi, che offre musica con una qualità audio superiore a un prezzo di 5-10 dollari al mese in aggiunta all’abbonamento mensile da 10 dollari. Un servizio che va a contrastare Tidal, il servizio di musica in streaming di Jay Z che fa della qualità audio elevata il suo punto di forza. E oggi Tidal ha poco più di 1 milione di abbonati.

    E pensare che nel 2011 Spotify poteva contare 2 milioni circa di abbonati, che arrivarono poi ad essere 5 milioni l’anno successivo, nel 2012; tra il 2014 e il 2015 Spotify cresce tra i 10 e i 20 milioni; fino ad arrivare ai numeri di oggi. Ma quanti potrebbero essere gli utenti registratti complessivi. Ecco, questo è un dato che non viene confermato da nessuna fonte, ma si sa quasi per certo che a giugno del 2016 erano 100 milioni a livello globale. Un numero che nel corso dei mesi potrebbe essere cresciuto anche ad un ritmo più elevato.

  • Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snapchat a Wall Street: seguirà Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, ha debuttao ieri a Wall Street con un risultato, come previsto, molto positivo: +44% e valore vicino ai 30 miliardi di dollari. Ma quale sarà il suo futuro? Seguirà le orme di Facebook o sarà un nuovo caso Twitter?

    L’approdo a Wall Street di Snap Inc., la società che detiene la proprietà di Snapchat, la piattaforma social ormai famosa per la condivione di video messaggi, è stato ovviamente un successo. Era infatti prevedibile che dopo il tradizionale suono della campanella, alla presenza dei due fondatori di Snapchat, Evan Spiegel, oggi CEO, e Bobby Murphy, il titolo arrivasse a 24 dollari per azione, partendo da 17 dollari, con un guadagno del 44%, facendo così crescere il valore dell’azienda che è arrivato fino a superare i 30 miliardi di dollari per poi stabilizzarsi sui 28,4 miliardi di dollari. Un valore che risulta quindi superiore a quello che aveva determinato la IPO di 24 dollari. Un debutto col botto, così lo hanno definito molti analisti e giornalisti, anche se non così eclatante.

    snapchat borsa wall street social media

    Quando Facebook si quotò in borsa nel 2012, al primo giorno di contrattazione il titolo arrivo a 42 dollari, dai 38 fissati con la IPO, anche Twitter fece un vero debutto col botto: chiuse a 44,94 dollati (dai 27 della IPO), con una crescita del 72,84%! Anche LinkedIn fece un buon debutto con 83 dollari dalla IPO, subito raggiunse i 120 dollariper poi stabilizzari intorno a 95 dollari. Un’azione valeva oltre 195 dollari al momento dell’acquisizione da parte di Microsoft.

    Se volessimo quindi andare a vedere quale sarebbe la capitalizzazione oggi, dopo l’ingresso di Sna Inc. a Wall Street, scopriremmo che proprio l’azienda che detiene Snapchat è la seconda per valore, dietro solo a Facebook che ormai supera i 400 miliardi di valore complessivo.

    valore aziende socal media tech snapchat 2017 marzo

    Il valore di Snap è superiore ad aziende come la CBS, American Airlines, Viacom e anche di Twitter che ora ha più o meno lo stesso valore di quando approdò a Wall Street nel 2013. Un segno evidente che l’azienda non è cresciuta sotto il profilo finanziario.

    Per fare un paragone più vicino, così come abbiamo fatto prima, proprio per affinità, Facebook oggi ha un valore per azione di 136 dollari, come ricordato partiva da 38 dollari, significa che nel corso degli anni ha sperimentato nuove strategie, quella Mobile su tutte, e ha continuato ad innovare. Situazione ben diversa per Twitter che oggi ha un valore per azione di 15,79 dollari, ben al di sotto dei 27 dollari del 2013. Significa che l’azienda guidata oggi da Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter Inc., non cresce da tutti i punti di vista. La via d’uscita, come già ricordato altre volte, sta nell’innovare il prodotto. Non significa solo scegliere se allungare o meno i 140 caratteri, significa adottare strategie in grado di far crescere l’azienda.

    snapchat primo giorno wall street

    E adesso è la volta di Snap Inc., sarà interessante vedere già oggi, dopo l’euforia di ieri, quale sarà la quotazione, pronti a gridare al tracollo nel caso in cui il titolo si mangiasse tutto quello guadagnato ieri. E’ possibile che accada, proprio per l’alta volabilità del titolo, è necessario quindi aspettare una sorta di stabilizzazione del titolo. E come può stabilizzarsi? Prima di tutto, se esiste da oggi una chiara strategia dell’azienda per far crescere bene e in maniera costante la base utenti. Gli investitori vogliono capire come da oggi Snap si appresta ad intraprendere un percorso di crescita costante. Certo, la IPO è servita soprattutto a questo, ma alla prova dei fatti sul mercato le cose cambiano velocemente. E Twitter ne è la prova.

    Se Snapchat non trova subito la sua strada, come fece Facebook a suo tempo, quando arrivò a toccare i 17 dollari per azione nel giro di pochi mesi, allora potremo dire di essere davanti ad un nuovo caso Twitter. Diversamente, se Snap Inc. riesce da subito a trovare la strada per la crescita, allora sì che potrà candidarsi a diventare il nuovo fenomeno Facebook.

    Vedremo allora quali saranno gli sviluppi immediati.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter contro gli abusi: ecco la funzionalità Mute e guerra agli ovetti

    Twitter contro gli abusi: ecco la funzionalità Mute e guerra agli ovetti

    Twitter continua la sua lotta contro gli abusi sulla piattaforma e, dopo quelli introdotti poche settimane fa, introduce nuovi strumenti per rendere più sicura la piattaforma. Come la funzionalità Mute che permette ora di rimuovere parole, frasi o intere conversazioni. Viene rafforzato il controllo sui contenuti che possono vedere gli utenti e la possibilità di spospendere utenti molesti in maniera automatica.

    Solo poche settimane fa Twitter annunciava nuovi strumenti contro gli abusi sulla piattaforma, che seguivano l’intento manifestato proprio da Jack Dorsey ossia quello di “un nuovo approccio” nella soluzione di un problema che da sempre attanaglia la piattaforma. Gli strumenti annunciati lo scorso 8 febbraio riguardava la possibilità di impedire ad utenti già bloccati i aprire nuovi account fake, oppure lo strumento della “ricerca sicura” per rimuovere quei tweet che contengono informazioni sensibili e anche la possibilità di cancellare risposte ai tweet paricolarmente aggressive. L’impegno di Twitter si arricchisce, da questo punto di vista, di nuovi strumenti.

    twitter abusi strumenti ovetti

    Quello che introduce oggi Twitter, annunciandoli in un post sul blog ufficiale, è la possibilità di attivare la funzionalità “Mute” con la quale è possibile rimuovere parole specifiche, nomi di account inclusi, per un tempo indeterminato o anche per un giorno, una settimana, o un mese. Altra possibilità che viene data agli utenti è quella di disattivare gli utenti con gli “ovetti”, ossia quegli account che non utilizzano una loro immagine profilo, ma usano quella di default, e quasi sempre sono proprio account fake. E si possono disattivare anche gli utenti che non hanno verificato l’indirizzo email o il numero di telefono. Una funzionalità non da poco questa, perchè di fatto impone agli utenti, e quindi a quelli che vogliono utilizzare la piattaforma per altri scopi, di verificarsi in due passaggi. Significa quindi rendere più difficoltoso, per tutti questi utenti, l’accesso alla piattaforma.

    twitter abusi notifiche

    twitter abusi mute

    Inoltre, Twitter si affida al “machine learning” per individuare in modo automatico contenuti non appropriati. Quando Twitter rileva che ci sono account che continuano a twittare verso account che non li seguono o che utilizzano la piattaforma per altri scopi che potrebbero essere configurati in abusi, a quel punto Twitter interviene sospendendo l’accesso alla piattaforma. Anche questo è un’altra azione interessante che andrà a limitare la presenza di account molesti sulla piattaforma. L’accesso dovrebbe essere sospeso per una durata di 24 ore, ma Twitter comunque non comunica il tempo di sospensione.

    Si tratta di strumenti annunciati oggi che entreranno sulla piattaforma gradualmente, a livello globale, entro poche settimane, massimo due/tre. Twitter quindi intensifica il suo impegno nel contrastare l’uso della piattaforma a scopi di abusi e mira questa volta a contrastare gli utenti che usano la piattaforma a scopi molesti. Un cambio radicale si trategia che per Twitter potrebbe significare molto, essendo questo uno dei grandi problemi che certamente hanno frenato la crescita della base utenti.

    #UPDATE

    Twitter ha cominciato a rilasciare gli strumenti descritti, come potete vedere dalle immagini qui in basso

    Staremo a vedere quali saranno le evoluzioni e gli sviluppo. E voi cosa ne pensate?

  • Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    Facebook Reactions un anno dopo: Love è il più usato

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale. E dopo dopo 12 mesi sappiamo qualche dato in più sull’utilizzo: in un anno sono stati utilizzati 300 miliardi di volte; il più utilizzato è il tasto Love con più della metà dei click totali. Il paese che li usa di più è il Messico, seguito da Usa, Grecia, Suriname e altri.

    E’ passato un anno da quando Facebook introdusse i tasti Reactions a livello globale, con l’obiettivo di andare oltre il semplice “Like” e per dare all’utente altre modalità di reazione di fronte alla natura dei contenuti che non sempre può essere commentata con un like. Allo stesso modo, i tasti Reactions hanno finito per offrire alle aziende risposte e reazioni diverse ai contenuti che vengono condivisi.

    facebook reactions @franzrusso.it-2016

    Ebbene, a distanza di 12 mesi esatti siamo in grado di sapere qualche dato in più sull’utilizzo dei tasti Reactions, ossia Like, Love, Risata, Yay (approvazione), Wow (sorpresa), Triste e Arrabbiato. Un modo per avere maggiori insights sull’uso di questi tasti che, nonostante il grande utilizzo come questi dati mostrano, non hanno trovato il favore di tutti. Il tasto più usato è Love che totalizza la Reazione più della metà dei click sulle Reazioni totali. E il giorno in cui si è registrato il maggior numero di Reazioni, compreso delle “Love” reaction, è stato il Natale 2016. Gli utenti hanno usato i tasti Reaction 300 miliardi di volte in un anno, cioè 800 milioni di volte al giorno.

    Tra i 10 paesi che li hanno usati di più al primo posto si piazza il Messico, solo un paese europeo nella top ten ed è la Grecia. Tra gli altri ci sono gli Usa, Suriname, Paraguay, Costa Rica, Cile, Brasile e Uruguay. Insomma, il Sud America apprezza molto i tasti Reactions con ben sette paesi nei primi dieci.

    I dati sono stati rilasciati da Facebook in una mail inviata a Social Pro Daily – AdWeek.

    E voi utilizzate i Reactions? Uqale taso usate di più?

  • Instagram, in arrivo i post con 10 foto o video. Ecco come crearli

    Instagram, in arrivo i post con 10 foto o video. Ecco come crearli

    La notizia era nell’aria da tempo e, infatti, Instagram ha annunciato l’arrivo della possibilità di creare post ai quali aggiungere fino a 10 contenuti. Quindi non più una sola foto o un solo video come è stato finora. Una sorta di “stories” esteso anche ai post, i quali verranno individuti sul feed da puntini blu.

    Nel turbinio di nuove funzionalità lanciate negli ultimi giorni, soprattutto per quel che riguarda le Stories, Instagram lancia la possibilità di poter creare un post al quale aggiungere fino a 10 foto o video. Una modalità che era, in realtà, molto attesa e, infatti, è arrivata a soddisfare un’esigenza che era emersa tra gli utenti. Con questa posssibilità, che sarà disponibile nel nuovo aggiornamento dell’app per iOS, la 10.9, e per Android nelle prossime settimane, gli utenti potranno raccontare una vera e propria “storia” (e torniamo sempre sullo stesso tema) superando quella che in effetti cominciava ad essere visto come un limite, ossia quello di condividere solo un’immagine quando invece quella storia o quell’evento meritava di essere raccontato con qualche contenuto in più.

    instagram 10 foto video album

    La possibilità di creare un album con fino a 10 contenuti andrà certamente a soddisfare l’esigenza di tanti degli utenti che in passatto hanno dovuto limitare ad un solo contenuto il proprio racconto. In alcuni casi, si “occupava” il feed lanciando di seguito tutti i post che si sarebbero voluti raccogliere, in effetti, in un unico luogo, rischiando invece di limitare la visbilità degli stessi, con un coinvolgimento effettivo molto scarso. Con gli album e la possibilità di aggiungere fino a 10 contenuti tutto questo viene superato e, anzi, i post con più contenuti avranno una visibilità diversa, nel senso che saranno individuabili sul feed grazie a dei puntini blu che appariranno in basso al contenuto, a destra del “like”. Significa che quel post contiene più di un contenuto e, come è facile preveder, l’utente cliccherà ben volentieri.

    Si tratta quindi di una modalità molto simile alle Stories, ormai diventato un vero e proprio tormentone negli ultimi giorni, ma che non scompare, anzi, resta sulla bacheca dell’utente. Ma come si crea un post con più contenuti?

    Ecco come creare un post su Instagram e aggiungere fino a 10 foto o video

    Il video che vedete in basso in effetti mostra bene come creare un post che possa contenete fino a 10 foto o video. la modalità di creazione è molto semplice. Una volta aggiornata l’app, è sufficiente crea un post nella stessa modalità di prima, cliccando il simbolo più, “+”, come prima.

    Ora dal rullino del vostro telefono sarà possibile scegliere fino a 10 contenuti. Una volta scelte, le foto possono essere modificate singolarmente, aggiungendo il filtro a piacere, e sarà possibile anche cambiare l’ordine delle foto che state aggiungendo, tenendo premuta l’immagine e spostarla a destra o a sinistra. La galleria che andrete a creare avrà solo il formato quadrato. Ovviamente saranno commentabili allo stesso modo.

    Allora, che ne pensate di questa nuova possibilità?

  • Social Network: il grande Talento che si nasconde nella Noia

    Social Network: il grande Talento che si nasconde nella Noia

    Esiste un’apparente nemica quando si lavora in particolare sul Web e sui Social Network: la Noia. Argomenti ripetuti, indefinito sentimento di demotivazione, bisogno inespresso di cambiamento. Tuttavia, la Noia nasconde un talento particolare e una speciale capacità di sfidare ogni giorno il nuovo, con un’incredibile e profonda creatività.

    Ogni mattina, chi lavora sui Social ha più o meno consapevolmente una prospettiva della propria giornata.
    Può essere piena di stimoli, di nuove sfide, di riconoscimenti e soddisfazioni, e questo è per fortuna quello che capita più frequentemente.
    Tuttavia, succede anche di trovarsi annoiati, di scorrere i post altrui sulle piattaforme Social senza provare emozione.
    E non è perché manchi la qualità o scarseggino le idee, è perché – esattamente – manca la reazione emotiva.
    Magari capita tutto a un tratto: le vicende della vita non lavorativa riempiono i pensieri. Eppure è proprio dalle vicende della vita non lavorativa che la maggior parte dei professionisti del Web trova ispirazione.
    Cos’è venuto meno?
    Per definizione, la noia è uno stato di demotivazione profonda ed è un esemplare “circolo vizioso”.
    Non ho voglia, non faccio niente, mi annoio ancora di più a non fare niente, perdo sempre più la voglia.
    L’emozione, s’è detto.
    Sì, perché è questa la chiave per spezzare l’incantesimo negativo, per far tornare la voglia di fare, di pensare, di muoversi, di lavorare.
    Soprattutto di creare.

    social media social network noia

    Per quanto illogico possa apparire, la noia nasconde un’essenza creativa particolarmente intensa.
    La si teme, perché è un ostacolo sicuro alla produttività, senza bisogno di arrivare a parlare di innovazione.
    Oltretutto, sempre, la noia comporta fastidio: fastidio di se stessi, della propria incapacità di reagire, di quell’indifferenza che c’è caduta addosso senza darci spiragli di luce: è un distacco dal mondo interiore ed esteriore, un non senso della vita.
    Tanto più se si ha coscienza di “avere tutto”: un buon lavoro, una buona reputazione, un successo costante, un’esistenza facile.

    Dalla noia si fugge, creando problematiche psicologiche difficili poi da rimarginare. Ci si isola, si cerca la solitudine – più per vergogna sociale che per altro – e si cercano emozioni forti su altri fronti. Medicine inutili, anzi dannosissime in sé.
    Certo le abitudini più o meno forzate, le ripetizioni, la routine sono – sul Web così come nella vita reale – le amiche migliori della noia: si perde lentamente il desiderio di fare le cose.
    La necessità che l’uomo ha di percepire e produrre adrenalina è la spinta a vivere. E’ molto semplice.
    E non bastano le distrazioni. Servono vere e proprie gratificazioni.
    Magari silenziosamente date a se stessi, come quel sorriso che nasce spontaneo quando per strada si incontra una persona soddisfatta di sé.
    Per definizione, la noia soffoca. Si può immaginarla come un velo nero che lentamente copre pensieri, emozioni ed azioni. E il passo verso un umore depresso è molto vicino.

    Eppure – lo ripetiamo: pare illogico – ma la noia è solo una delle facce della moneta: dall’altra parte c’è sempre la scintilla di una creatività vivace e profonda.
    Ce ne si rende conto se si impara un esercizio tutt’altro che semplice: abbracciare la noia.
    Cercare la noia. Viverla fino in fondo.
    Sentirsi in diritto di annoiarsi. Ogni giorno imparare a ritagliarsi del tempo per non fare assolutamente nulla, spegnere il pc, mettere in silenzioso qualsiasi genere di notifica arrivi dai Social e rigenerare la mente.
    E’ molto più difficile di quanto si pensi: si può iniziare con pochi momenti, per arrivare a togliersi l’orologio, imparare a non rispondere sempre in tempo reale agli stimoli del Web.

    Si ha il diritto di provare noia.
    Così come si ha il dovere di rinascerne.
    Tornare a riempire ogni più piccolo vuoto nutrendo cervello e cuore. Partendo da una risata spontanea – facile, leggendo gli status su Facebook -, ritrovando la voglia di essere in prima fila.
    Non per essere osannati dai Social Network, ma per ritrovare la passione.

    Eccola, la parola tanto cercata. Noia e passione vanno di pari passo, solo che la seconda necessita di cure costanti, non si può perderla di vista un secondo.
    Passione spontanea, ma anche passione coltivata, nutrita colmando il proprio Ego. Passione come scintilla magica per dar fuoco ad una creatività sconcertante, illuminante, profonda.
    Una creatività che è talento innato proprio di chi tende ad annoiarsi in fretta.
    Forse perché conosce già la maggior parte delle risposte?

    Nel lavoro sui Social Media e sul Web, dove talento e creatività emergono molto in fretta, non si può concedersi di perdere il contatto con la propria interiorità. Si andrebbero a snaturare le competenze più importanti.
    E non esiste passione – dunque, illuminazione, innovazione, creatività in continua evoluzione – se non si possono accettare e abbracciare anche quei momenti di vuoto, in cui – nella noia – tutto sembra già scontato.

     

     

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