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  • Sanremo 2017, la prima serata all’insegna dei social media

    Sanremo 2017, la prima serata all’insegna dei social media

    E’ iniziata la 67° edizione del Festival della Canzone di Sanremo 2017 e come ormai accade da qualche anno, la manifestazione è molto discussa anche sui social media. La prima serata fa registrare oltre 588 mila contenuti condivisi. Tra i più citati gli ospiti Tiziano Ferro, Ricky Martin e tra i cantanti in gara Fiorella Mannoia.

    sanremo 2017 logo

    Il Festival di Sanremo giunge alla sua 67° edizione e quasi certamente (anzi, senza il quasi) questa di #Sanremo2017 sarà l’edizione più social di sempre. Si è vero, lo abbiamo detto anche lo scorso anno, ma a vedere i numeri che abbiamo rilevato in collaborazione con Talkwalker, sembra che questa edizione, più delle altre, ha una forte connotazione social. Come di consueto, abbiamo avviato la nostra analisi concentrandoci nel live della prima serata, osservando come gli utenti commentavano la serata. Abbiamo quindi preso in consideraione solo hashtag e parole chiavi che si riferissero alla manifestazione, per monitorare come gli utenti li hanno usati. Dalla nostra analisi viene fuori che la prima serata fa registrare 588,900 contenuti cndivisi per: #sanremo2017, 521.100; @sanremorai, 25.800; #sanremoceres, 15.500; #sanremo, 14.000; “Festival di Sanremo”, 6.743; “Sanremo 2017, 5.746.

    sanremo2017 tot

    Gli autori complessivi sono stati 81.600 e Twitter ovviamente è stato il canale più utilizzato, anche se Instagram, come vedremo più avanti, dimostra di essere il canale più coinvolgente. I tweet totali sono stati dunque 582 mila. Interessante rilevare la reach e l’engagement totale della prima serata. Se è vero che la reach, ossia il totale di tutte le persone che hanno visto i messaggi condivisi e di quelle potenzialmente raggiunte senza che abbiano espresso un’azione, è di 7,3 miliardi, il dato più interessante è che le conversazioni hanno realizzato un coinvolgimento di 2,2 milioni di persone. Possiamo dire quindi, rapportandola alla audience televisiva, che i social media “pesano” più di 2 milioni di persone.

    I picchi che abbiamo registrato nella serata, e li potete vedere nel grafico in alto, sono quelli delle: 21;45 con 51.491 risultati, quando sul palco dell’Ariston di Sanremo veniva reso omaggio agli eroi dei nostri tempi; 22:30 con 45.396 risultati quando ritornava in scena Tiziano Ferro in coppia con Carmen Consoli; 23:00 con 43.728 risultati, quando ritornava all’Ariston dopo 17 anni Samuel.

    Dal punto di vista delle citazioni, dall’analisi rileviamo che i più citati della serata sono stati proprio Tiziano Ferro con oltre 52 mila citazioni; Ricky Martin con oltre 32 mila citazioni; Fiorella Mannoia con oltre 36 mila citazioni.

    sanremo2017 citazioni

    Dal punto di vista demografico, rileviamo che il 63,7% degli utenti che hanno commentato la prima serata di Sanremo 2017 sono donne e il 36,3% sono uomini. Interessante anche rilevare che la maggior parte di essi dichiara di essere appassionati di Arte e Musica.

    sanremo 2017 genere

    Da rilevare anche il dato che il 40,5% dei commenti veniva effettuato da dispositivi iOS e il 39,5% da dispositivi Android, quindi l’80% del totale era condiviso da dispositivi mobili.

    E adesso veniamo alla parte che riguarda gli influencer della prima serata del Festival di Sanremo 2017. Come dicevamo all’inizio, rispetto alle altre edizioni, si evidenzia un dato interessante, e cioè che aumentano le condivisioni da Instagram che risulta poi essere il canale principale per il coinvolgimento. Lo notate in questa prima schermata che evidenzia gli influencer totali della prima serata, delineati per capacità di coinvolgimento.

    sanremo2017 influencers totali

     

    Doveroso, soprattutto perchè è il canale più usato per commentare, è evidenziare anche gli influencer su Twitter, dove troviamo @trash_italiano al vertice che coinvolge con i suoi tweet satirici oltre 52 mila utenti.sanremo2017 influencers twitter

    E ora vediamo quelli che sono stati i contenuti più condivisi e iniziamo con Facebook:

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=61087961080&story_fbid=10154973380756081

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=218596532052&story_fbid=10155028756432053

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=156335284411981&story_fbid=1399879173390913

    https://www.facebook.com/permalink.php?id=156335284411981&story_fbid=1399917190053778

    Questi invece i contenuti più condivisi su Instagram con Diletta Leotta:

    https://www.instagram.com/p/BQOyGRlgxus/

    https://www.instagram.com/p/BQOOBUFgAtR/

    Questi invece i tweet che hanno ottenuto il maggior numero di condivisioni:

    https://twitter.com/UnoFRAtanti/status/829087135110221826

    Ecco, questo il nostro resoconto sulla prima serata del Festival di Sanremo 2017. Ovviamente apporteremo aggiornamenti nel caso in cui durante la giornata arrivassero delle specifiche, soprattutto sulla composizione del pubblico social.

    E voi avete seguito la serata, che ne pensate?

  • Snapchat verso Wall Street con 161 milioni di utenti al giorno

    Snapchat verso Wall Street con 161 milioni di utenti al giorno

    Snapchat è ormai pronta per Wall Street e sono stati resi pubblici i documenti per la SEC, la Consob americana. I dati dicono che Snapchat potrebbe iniziare la sua quotazione con un valore di 25 miliardi di dollari. E gli utenti, ad oggi, sono 161 milioni al giorno, a livello globale.

    E’ giunto anche per Snpachat il momento di entrare a Wall Sreet (SNAP), un momento importante per qualsiasi azienda, ma dopo aver visto l’ingresso di Facebook e Twitter (per citarne un paio), lo sbarco di un’azienda come Snapchat ha davvero dell’eccezionale. L’azienda fondata da Evan Spiegel, attuale CEO, e da Bobby Murphy, è pronta a chiudere una IPO dal valore di 3 miliardi di dollari e, se tutto dovesse andare come previsto, l’azienda Snap Inc. è pronta ad andare in borsa con un valore di 25 miliardi di dollari ai primi di marzo di quest’anno. Sul fenomeno Snapchat fino a questo momento non c’erano molti dubbi, l’app di messaggistica attraverso video è ormai molto popolare, specie tra i più giovani, ma poco si sapeva, fino a ieri, dei numeri dell’azienda, sia in termini di utenti che usano l’app, sia in termini finanziari. Ecco che la IPO permette di conoscere il fenomeno con tutti i dati che sono serviti per preparare lo sbarco a Wall Street.

    snapchat po wall street

    E grazie ai dati e ai documenti depositati presso la SEC, la Consob americana, sappiamo che Snap Inc. lo scorso anno ha realizzato un fatturato di 350 milioni di dollari, con una proiezione per il 2017 di 1 miliardo di dollari. Nel 2015 il fatturato era di 59 milioni di dollari, un gran bel balzo in avanti. Nell’ultimo quarto del 2016 Snap Inc. ha fatturato 165,7 milioni di dollari (32,7 milioni quelli nello stesso periodo del 2015); nello stesso periodo le perdite sono state pari a 170 milioni di dollari (98 milioni di dollari le perdite nello stesso periodo del 2015). Forse, da questo punto di vista, il dato che sembra più interessante è che in un anno, appunto nel 2016, e perdite sono state pari a 515 milioni di dollari, un dato che sconcerta non poco. Snap ha oggi 1.859 dipendenti.

    Sul futuro di Snapchat, dal punto di vista della monetizzazione, c’è da considerare la raccolta pubblicitaria, ancora in una fase iniziale, che potrebbe crescere nei prossimi mesi, anche con prodotti specifici. Ma questo lo vedremo in avanti.

    snapchat utenti ipo wall street

    Da punto di vista degli utenti, un tema che interessa molto i possibili investitori (conosciamo bene questo argomento, l’esperienza di Twitter insegna), in realtà prima che i documenti per la SEC venissero resi noti non si sapeva molto, anche per il fatto che, pare, Evan Spiegel non li ami troppo. Ebbene, ad oggi Snapchat può contare su un bacino di 161 milioni di utenti attivi al giorno. Bisogna dire che Snapchat vuole giocarsi, con i propri investitori, proprio il dato giornaliero, il DAUs (Daily Average Users) rispetto al dato attivo mensile (MAUs), perchè ritenuto il più interessante. E il motivo è che un utente accede su Snapchat circa 18 volte al giorno e il 60% degli utenti usa il servizio chat dell’app; il 25% posta su Stories ogni giorno (quindi sul numero complessivo di utenti giornalieri, si parla di 40,2 milioni al giorno). Su Snapchat ogni giorno vengono creati 2,5 miliardi di snap.

    Il grosoo degli utenti giornalieri su Snapchat arriva dagli Usa, 69 milioni; mentre 53 milioni sono gli utenti che usano ogni giorno l’app dall’Europa. Sono poi 39 milioni gli utenti dal resto del mondo.

    snapchat 5 anni ipo wall street

    Questi un po’ i dati più rilevanti che riguardano Snapchat e il suo prossimo sbarco a Wall Street. Restano certamente i rischi che in situazioni del genere sono molto alti. Da quello che si da i due fondatori manterranno il controllo della società, ma è anche vero che Wall Street cambia il modo di portare avanti l’azienda. Gl investitori saranno sempre più esigenti e bisognerà tenerli a bada offrendo loro prodotti nuovi in gradi di attrarre sempre più utenti e sempre più possibilità di guadagno. Anche Facebook nel 2015, con una IPO da 104 miliardi di dollari, la perza più grande dell’epoca, conobbe il suo momento di difficoltà superato alla grande quando Zuckerberg decise di puntare dritto sul mobile. Per non parlare poi di Twitter che ancora oggi, a distanza di più di tre anni dal suo sbarco a Wall Street, non è ancora riuscita a trovare la giusta rotta. E ancora non si vede una soluzione convincente.

    Quindi, solo il mercato saprà dare il giusto responso, in relazione ad una strategia chiara e ad una guida adeguata alla stessa. Riuscirà Snapchat nell’impresa? E’ presto per dirlo, certo che la strada sarà sempre più dura e Instagram (leggi Facebook) non starà certo a guardare.

  • Twitter, ecco la tab Esplora che mostra tutto in un unico posto

    Twitter, ecco la tab Esplora che mostra tutto in un unico posto

    Twitter ha deciso di introdurre la tab Esplora, una sezione che andrà a comprendere i risultati di ricerca, gli argomenti di tendenza e anche Momenti, l’ultima tab inserita. Un nuovo cambio che di fatto mette i secondo piano i Momenti per raccogliere in un unico luogo tutto ciò che serve sapere su quello che accade in tempo reale.

    Come sapete, Twitter ha un problema, certo non solo uno come la storia recente ha dimostrato, ma uno prevale su tutti. Ed è un problema strettamente legato al prodotto, ancora precepito dagli utenti, iscritto e non, come “difficile da usare”. Molti utenti ancora non sanno usare bene Twitter e, spesso, questo problema viene riscontrato perchè proprio la piattaforma non aiuta da questo punto di vista. Come abbiamo sempre detto, Twitter è una finestra sul mondo, è una piattaforma dalla quale osservare ciò che accade in tempo reale. Ecco, approcciare alla piattaforma con questa visione, forse potrebbe rivelarsi utile per comprenderla al meglio. Twitter ha cominciato a prendere coscienza di questa difficoltà riscontrata dagli utenti e, ultima in ordine di tempo, presenta una novità che dovrebbe aiutare gli utenti a scoprire meglio ciò che accade.

    twitte esplora tab

    La novità annunciata da Twitter si chiama Esplora ed è la nuova tab che sull’app prende il posto di Momenti. In pratica Esplora diventerà il contenitore di tutto ciò che accade sulla piattaforma. Saranno quindi rintracciabili, dall’interno della sezione, i Momenti, che non scompaiono ma vengono sensibilmente derubricati, gli argomenti del momento e anche le ricerche; nonchè i video live. Tutto all’interno di un unico spazio, con l’obiettivo di indurre gli utenti a vedere Twitter come una piattaforma attraverso la quale esplorare quelli che sono gli avvenimenti. Invece l’atteggiamento che prevale tra gli utenti è quello di vedere Twitter come una piattaforma per sapere la notizia del momento.

    Twitter ha spiegato che si è arrivati all’introduzione della tab Esplora dopo un periodo di test che ha permesso di comprendere meglio come la vedessero gli utenti. E proprio gli utenti hanno dichiarato che la tab Esplora li ha aiutati a trovare più facilmente le notizie, cosa è di tendenza e cosa è popolare in quel preciso momento.

    twitter tab esplora ios

    Twitter in negli ultimi due anni ha effettivamente fatto diverse spostamenti di tab al fine di rendere l’applicazione più usabile per gli utenti. Ricorderete certamente l’addio alla sezione Scopri dell’app che diede spazio poi ad un maggiore dettaglio delle tendenze. Ma ha anche introdotto “Mentre non c’eri” la modaltà che permette agli utenti di non perdersi nulla delle notizie che scorrono sulla timeline quando non si è online. Per non parlare di Momenti, funzionalità che avrebbe dovuto risollevare l’utilizzo dell’app soprattutto in termini di coinvolgimento. E invece, colpa anche di un grande ritardo nel rilascio della modalità per tutti (praticamente è avvenuto qualche mese fa), si è rivelata una modaità di scarso interesse per gli utenti che non l’hanno compresa fino in fondo.

    Adesso si riparte con Esplora, ma di fatto è la bocciatura della modalità Momenti che non scompare, ma viene comunque ridimensionata. Vedremo quali saranno i risultati.

    La tab Esplora sarà disponibile da subito su twitter.com e sull’app per iOS, entro poche settimane lo sarà anche su Android.

  • Digitale e Social Media in Italia, uno sguardo di inizio 2017

    Digitale e Social Media in Italia, uno sguardo di inizio 2017

    Come ogni anno, di questo periodo, We Are Social diffonde il report “Digital in 2017 Global Overview”, una raccolta di dati che aiutano a comprendere lo stado del Digitale a livello globale. Nell’osservare i dati che riguardano l’Italia, notiamo che aumenta la penetrazione di Internet (66%); 28 milioni gli italiani sui Social Media sui quali trascorrono in media 2 ore al giorno.

    Come ogni anno, di questo periodo, We Are Social ha diffuso i dati del suo interessante report “Digital in 2017 Global Overview“, una grossa mole di dati, a livello globale, su quale sia lo stato del digitale ad oggi. Uno sguardo che ci offre molti spunti e molte possibilità di approfondimento. Sono dati che ci porteremo dietro per tutto l’anno, grosso modo, aggiornati via via nel corso del 2017 da altri report che usciranno, ma l’ossatura resta questa. E’ l’occasione, questa, per comprendere come il mondo sta cambiando e come il digitale sta penetrando sempre di più. Prima di passare a vedere i dati che riguardano il nostro paese, dal punto di vista dei social media in particolare, è opportuno anche osservare alcuni punti generali che emergono da questi dati che non riguardano più solo la penetrazione di internet, ma mettono in evidenza tutto il processo di digitalizzazione che sta avvenendo.

    E il Mobile in questo processo assume sempre di più un ruolo fondamentale. Basti pensare che, ad oggi, più della metà della popolazioen mondiale possiede uno smartphone; che quasi i due terzi della popolazione mondiale ha un telefono cellulare; che più della metà del traffico internet oggi arriva dai dispositivi mobili. Senza dimenticare un utente su cinque, a livello mondiale, negli ultimi 30 giorni ha effettuato acquisti online.

    socal media digitale italia 2017

    Intanto, per iniziare a fornire qualche dato, al mondo esiste una popolazione di 7,4 miliardi di persone e la metà, ossia 3,7 miliardi di persone ha accesso a Internet. Da considerare che gli utenti mobile a livello globale sono 4,9 miliardi, 2,8 miliardi sono gli utenti sui Social Media e 2,55 miliardi sono i cosiddetti “mobile social users”, cioè quegli utenti che accedono da mobile sui Social Media. Rispetto al 2016, il dato che cresce di più è quello riferito a questi ultimi dati, con una crescita del 30% (581 milioni di utenti in più). In Europa la popolazione che accede a Internet è di 637 milioni su una popolazione complessiva di 839 milioni. Gli utenti europei sui Social Media sono 412 milioni, la metà della popolazione complessiva, e 340 milioni sono gli utenti che accedono ai Social Media da mobile. Anche in Europa si nota la crescita più alta proprio negli utenti che usano i propri canali social da mobile, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente; mentre crescono del 5% gli utenti sui social media.

    E ora guardiamo i dati più rilevanti che riguardano il nostro paese. Intanto c’è da rilevare che aumenta la penetrazione Internet in Italia, dato già riscontrato in altre occasioni, che arriva ad essere del 66% con una crescita di 6 punti percentuali in due anni.

    penetrazione internet globale social media 2017

    Un dato che comunque ci vede ancora lontani da paesi come l’Islanda che ha una penetrazione del 98% o della Norvegia (97%) o ancora della Danimarca (96%). Per non parlare degli Emirati Arabi Uniti che vanta una penetrazione del 99%.

    Gli italiani che accedono a Internet sono 39,2 milioni; 31 milioni sono gli utenti attivi sui Social Media e 28 milioni sono gli utenti che accedono sui Social Media da mobile. Nel nostro paese nell’ultimo anno si è registrato un dato che fa la differenza con gli altri paesi europei, e cioè sono cresciuti dell’11% gli utenti sui Social Media; sono cresciuti del 17%, dato in linea con gli altri paesi europei, gli utenti che usano i social media da mobile. Dati che ci confermano, ancora una volta, che gli italiani amano i Social Media.

    E lo vediamo meglio in questo grafico che ci indica la penetrazione dei Social Media a livello globale.

    penetrazione social media italia_2017

    Come vedere la penetrazione dei Social Media in Italia è al 52%, in crescita del 6% negli ultimi due anni, quindi uno dei primi paesi in Europa con la più alta percentuale di penetrazione. Niente a paragone con il 99% degli Emirati Arabi Uniti o anche del Qatar (99%), o ancora Maldive e Corea del Sud (83%). Il paese con la percentuale più bassa è la Corea del Nord, dove praticamente non esistono.

    Questo è invece il dato legato al tempo speso sui social media. In Italia si stabilizza sulle 2 ore al giorno, anche se è in calo rispetto alle 2,5 ore di due anni fa.

    social media italia tempo trascorso 2017

    L’unico paese che superano le 4 ore al giorno sono le Filippine, seguiti da Brasile 3 ore e 43 minuti, e da Argentina conn oltre 3 ore e mezza.

    Queste che vedete in basso sono le piattaforme social media e chat più usate al mondo per numero di utenti. Ovviamente Facebook, e il suo blocco, la fa da padrone.

    piattaforme social media chat globali 2017

    Facebook, Messenger e WhatsApp, visti così, insieme fanno 3,8 miliardi di utenti. Notate che Twitter è stato anche superato da Instagram che oggi ha più di 500 milioni di utenti attivi e si propone sempre di più come piattaforma con una sua identità. LinkedIn continua con la sua anomalia data dal fatto che solo il 25% degli utenti registrati la usa attivamente.

    E queste, invece, le piattaforme più attive in Italia.

    piattaforme social media chat italia 2017

    A differenza di due anni fa, in Italia compare il fenomeno Snapchat che vede una popolazione attiva in Italia pari al 10%. Da notare, anche in Italia, del sorpasso di Instagram su Twitter, 28% contro 25%. WhatsApp si conferma l’app di chat più usata in Italia, staccando Facebook Messenger di ben 15 punti percentuali. LinkedIn in Italia conta una percentuale di utenti attivi pari al 19%, quindi inferiore al 25% che si riscontra a livello globale.

    Allora, che ne pensate di questi dati? Raccontateci la vostra opinione.

  • Instagram, i Live Video adesso sono disponibili anche in Italia

    Instagram, i Live Video adesso sono disponibili anche in Italia

    A novembre dello scorso anno Instagram aveva annunciato nuove funzionalità, tra cui quella di poter fare dei Live Video dall’app. Da oggi la modalità, che si attiva da Instagram Stories, è disponibile anche in Italia.

    Dei Live Video su Instagram avevamo già parlato nel novembre scorso, quando Instagram aveva annunciato una serie di novità, tra le qualei, la più rilevante, vi era anche quella di poter effettuare Live Video dall’app. Una funzionalità che al momento del lancio non era attiva nel nostro paese. Ed ecco che, da oggi, i Live Video su Instagram sono disponibili anche in Italia. Dopo il lancio negli Usa, si aggiunge anche in nostro paese ed evidentemente altri paesi, al fine di rendere la funzionalità disponibile per tutti a livello globale.

    instagram live video italia

    Fare Live Video su Instagram è molto semplice. Intanto la modalità si avvia attraverso Instagram Stories, infatti, una volta che avete selezionato la modalità vi comparirà, da oggi, anche la possibilità di andare “In diretta“, scelta la quale, vi comparirà un tasto grande da premere con su scritto “Inizia un video in diretta“. Una volta premuto avvierete il vostro Live da Instgram che si cancellerà automaticamente, una volta terminata la diretta. Ecco una caratteristica che rende la funzionalità molto vicina a Snapchat. Da ricordare che il Live può avere una durata massima di 60 minuti.

    Dal momento che andrete in modalità Live, potrete mettere in evidenza un commento per farlo vedere a tutti, oppure disattivare del tutto i commenti, queste due sono le altre due funzionalità lanciate a dicembre dello scorso anno. È inoltre possibile scoprire le dirette più interessanti che stanno avendo luogo in un determinato momento, attraverso la funzionalità “Top Live” nella tab Esplora di Instagram.

    Nel momento in cui un utente che seguite sta facendo un Live Video, riceverete una notifica. Nel caso in cui non siete interessati a ricevere notifiche di questo tipo, la potete disattivare da: cliccate sulla vostra immagine profilo=>Impostazioni=>Notifiche push=>Video in diretta e cliccate su “No”.

    Come certamente saprete, dal lancio avvenuto lo scorso agosto, Instagram Stories conta ad oggi 150 milioni di utenti, di conseguenza, la modalità Live va ad arricchire le possibilità con cui gli utenti possono raccontare brevi storie. Sarà davvero interessante osservare se e come gli utenti utilizzeranno la modalità Live e, soprattutto, che tipo di racconto faranno.

    Con i lancio dei Live Video anche su Instagram la possibilità di poter andare in diretta dal vivo praticamente si estende, dopo Periscope e Facebook Live. Al momento viviamo questa grande possibilità di poter raccontare quello che osserviamo in tempo reale e condividerlo con i nostro contatti. Ma resta comunque da capire la modalità più adatta per gli utenti, sapendo benissimo che non tutti sono in grado di poter fare dei video, figurarsi dei video in diretta. Bisognerà quindi sapere bene cosa si vuole comunicare, qual è il messaggio che si vuole condividere e, soprattutto, sapere bene a chi ci si vuole rivolgere. Solo avendo ben presente questi punti si riuscirà a sapere se la modalità Live può davvero fare a caso nostro.

    E voi che ne pensate? Utilizzerete i Live Video anche su Instgram?

  • Musei Italiani, sempre più social ma la strada è ancora lunga

    Musei Italiani, sempre più social ma la strada è ancora lunga

    L’ultima ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali ci offre un quadro completo su come i Musei italiani abbracciano i social media, e il digitale in generale, per comunicare e migliorare i servizi. Il 52% è presente sui social media, ma i servizi sono ancora poco digitali.

    Prima di passare a vedere insieme l’ineterssante, nuova, ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano, che ha indagato su come i Musei italiani stanno approcciando ai social media e al digitale per comunicare e migliorare i propri servizi, è opportuno fare una utile premessa, che è questa. Tutti siamo a conoscenza di quanto il nostro sia un paese che possiede un patrimonio culturale di inestimabile valore che tutto il mondo ci invidia, e questo è un dato di fatto. In Italia esistono 4.976 musei, 1 ogni 12.000 abitanti, una ricchezza enorme che oggi può essere comunicata attraverso gli strumenti digitali, per attrarre nuovi visitatori ed emozionarli: uno su tre ha meno di 1000 visitatori l’anno e il 70% degli italiani non li visita. Ovviamente non basta solo questo, ma è necessario se si vuole che i Musei italiani siano all’altezza delle altra strutture mondiali. Un altro dato interessante, è che nessun museo appare tra i 10 più visitati al mondo.

    social media digitale musei italiani 2016

    Allora, cominciamo con vedere i risultati dell’analisi.

    Dal punto di vista dei servizi digitali adotatti dai Musei Italiani al primo posto troviamo il sito web, il 57% delle strutture museali ne possiede uno; il 41% utilizza i social media; il 25% utilizza la newsletter; il servizio di wi-fi è offerto dal 19% delle strutture e QR code, servizi di prossimità, catalogo accessibile online o visita virtuale del museo dal sito web hanno tutte un’adozione tra il 13 e il 14%. Da questi dati, dunque, si evince che ancora molto resta da fare.

    Ma andando più nel dettaglio, su un campione di 476 musei italiani, scopriamo che il 52% dei Musei italiani possiede un account sui social media e la maggiore presenza viene registrata su Facebook (51%); seguono Twitter (31%) e Instagram (15%).

    Musei italiani e il sito web

    Come abbiamo visto prima, il 57% dei Musei ha un sito web, ma dalla ricerca è emerso come non sempre esso sia costruito in modo da facilitare l’utente nell’interazione con i suoi contenuti. Partendo dalla home page, ad esempio, sono presenti delle chiare call to action (CtA) rispetto alla biglietteria online solo nel 21% dei casi e all’accesso ai profili social nel 51%.
    La traduzione in lingue straniere (principalmente l’inglese) è disponibile solo nel 54% dei casi e i contenuti solo nel 20% sono indirizzati a particolari categorie di utenti (famiglie, disabili, gruppi, etc.). I numeri sono ancora più piccoli quando si indaga la presenza di servizi più avanzati come la possibilità di acquistare online merchandising o materiale legato al museo (6% dei casi), effettuare donazioni (anche in questo caso 6% e per il 70% si tratta di musei privati) e crowdfunding (1%).

    musei italiani servizi digitali 2016

    Musei italiani e i Social Media

    Abbiamo visto prima che il 52% dei Musei italiani ha un account sui social media, ma la ricerca evidenzia come solo il 13% è presente su tutti e tre i social più diffusi (Facebook, Twitter e Instagram); mentre è interessante notare che il 10% dei musei che non hanno un sito internet è però attivo su Facebook. Dall’analisi dei messaggi postati, si nota che la maggior parte dei contenuti è di natura promozionale, riguarda la segnalazione di eventi o accoglienza (orari di apertura e promozioni sugli ingressi). Molto apprezzate sono, però, le rubriche in cui vengono proposte opere del museo o racconti di storie che ruotano intorno ad esse, ad esempio su particolari personaggi: solo chi offre contenuti di valore sulle opere esposte e sulle storie che ruotano attorno ad esse, infatti, riesce a creare engagement.

    I Musei italiani con il maggior numero di page like su Facebook sono i Musei Vaticani, seguiti dalla Reggia de La Venaria Reale e dal MAXXI al terzo posto. Su Twitter, il primo posto per numero di follower è stato conquistato dal profilo dei Musei in Comune di Roma, mentre il MAXXI si attesta al secondo posto e il Museo del Novecento, a Milano, conquista la medaglia di bronzo. Su Instagram, invece, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia è l’ente più seguito, seguono il Triennale Design Museum di Milano e il MAXXI di Roma.

    musei italiani social media 2016

    I Musei italiani stanno quindi intraprendendo la strada delle nuove tecnologie, dell’innovazione, anche se siamo ancora lontani dal poter dire che il risultato sia buono. Qualcosa si muove, ma resta ancora molto da fare. Da non sottovalutare la nascita di startup che offrono opportunità ai Musei di poter innovare soprattutto dal punto di vista sei servizi che, come abbiamo visto, sono ancora molto indietro.

    Dal punto di vista della comunicazione, i Musei italiani dovrebbero usare i social media nel tentativo di trasmettere le emozioni che una visita riesce a sprigionare. Non limitarsi solo ad una comunicazione di tipo markettara, lo scopo è quello di emozionare il visitatore, riuscire a portare il visitatore a vivere un’esperienza più ampia e coinvolgente. Ecco come si dovrebbero usare i social media nei Musei.

    E voi che ne pensate?

    [la foto di copertina è di proprietà di @franzrusso, si prega di citare la fonte tutte le volte che l’immagine vine condivisa]

  • Facebook, non sarà più visibile se il post è stato modificato

    Facebook, non sarà più visibile se il post è stato modificato

    E mentre il CEO di Twitter, Jack Dorsey, ragiona sulla possibilità di modificare il tweet, Facebook, così come segnalato inizialmente da Mashable, da qualche giorno non rende più visibile l’etichetta “modificato”. In questo modo l’utente che legge non saprà mai, ad un primo sguardo, se il post è stato modificato e quale sia l’originale.

    Si discute molto, da tempo ma molto di più da qualche settimama a questa parte, della possibilità di modificare i contenuti che ogni giorno vengono postati sui social media. E se ne discute molto in relazione al tema delle notizie “false”, in relazione quindi a che tipo di notizia e contenuto viene condiviso e quanto esso sia effettivamente veritiero. Esiste poi l’atro tema, concreto, legato alla possibilità di correge un errore di battitura, un caso molto diffuso. Ma di fronte alla possibilità di poter correggere un refuso, molti sollevano perplessità proprio sul fatto che, dando la possibilità di modificare un contenuto, questo potrebbe addirittura assumere un altro significato, se non addirittura “falsificare” il contenuto originale. Ovviamente su questo tema il dibattito continua. Come continua in relazione al tweet di Jack Dorsey, CEO di Twitter, che qualche settimana fa aveva chiesto agli utenti quale fosse la funzionalità che vorrebbero vedere realizzata nel 2017. Richiesta che ha avuto come risposta quella di inserire la possibilità di modificare il tweet.

    facebook modifica post

    E, fatta questa doverosa premessa, mentre il dibattito continua, Mashable qualche giorno fa segnalava che l’etichetta che accompagnava un contenuto modificato su Facebook non era più visibile. Con questa modalità, l’utente che legge, ad un primo sguardo, non ha la percezione di trovarsi di fronte ad un contenuto originale, oppure di fronate ad un contenuto modificato. Per saperlo, si deve cliccare la freccia che compare in alto a destra sul post e scorre su “Visualizza cronologia modifiche“. In questo modo, non certo immediato per molti (diciamoci la verità), è possibile risalire alle modifiche del contenuto, ma non è più possibile vedere, come accadeva prima, la scritta “Elemento modificato”.

    facebook modifica post

    Un cambiamento di rotta importante, questo, che pone un problema di trasparenza. Ora, è vero che cambiare un errore di battitura non cambia nulla del significato originale, ma procedere ad una modifica più profonda rischia di cambiare il senso originale del contenuto.

    Stiamo parlando di una nuova modalità che non colpirà tutti quegli utenti che, pubblicando un post su Facebook, un attimo dopo la pubblicazione si sono resi conto di un piccolo errore. Ma provate a pensare cosa significhi questo per una celebrità, per un politico che prova a cambiare un contenuto perchè, ad esempio, molto contestato. Ad un primo sguardo non sarà facile per tutti comprendere che ci si trova di fronte ad un contenuto radicalmente modificato.

    Al momento, facebook non ha nè smentito e nè confermato questa modifica.

    E voi che ne pensate?

  • Twitter: Jack Dorsey comincia a considerare il modifica tweet per il 2017

    Twitter: Jack Dorsey comincia a considerare il modifica tweet per il 2017

    Jack Dorsey starebbe seriamente pensando di introdurre il tasto modifica tweet per il 2017. La conferma la offre proprio il CEO di Twitter che ieri si è rivolto direttamente agli utenti chiedendo quale fosse la cosa da sviluppare o da creare per il prossimo anno. A gran voce gli utenti hanno risposto chiedendo l’introduzione di modificare i tweet, con diverse proposte.

    Il 2017 potrebbe essere, finalmente l’anno del “modifica tweet”. Si, proprio così e la conferma ce la offre proprio il CEO di Twitter, oltre che co-fondatore, Jack Dorsey, il quale ieri (imitando Brian Chesky, CEO di Airbnb, che a Natale aveva fatto una cosa simile), con una mossa intelligente, ha chiesto agli utenti di dirgli quale funzionalità volessero che fosse implementata o creata ex novo nel prossimo anno. E a gran voce gli utenti hanno rilanciato l’idea di introdurre il tasto per modificare i tweet. Un’idea su cui noi siamo d’accordo ormai da tempo, anzi l’avevamo già proposta nel 2014 insieme all’amico Salvatore Russo, quando avevamo provveduto a dare qualche consiglio. L’avevamo rilanciata anche in occasione dell’estensione dei caratteri a 10 mila per ogni tweet idea che non ha mai trovato applicazione essendo poi intervenuta l’estensione dei tweet semplicemente non centeggiando più nei tweet contenuti multimediali.

    jack dorsey modifica tweet twitter

    Già due anni fa c’era questa esigenza di poter modificare o correggere i tweet, e l’avevamo proposta anche ipotizzando un tempo massimo, di 15 minuti, entro il quale effettuare la modifica dopo la pubblicazione del tweet. Infatti, come noto, vuoi per la velocità a cui Twitter di abitua, vuoi anche per il fatto che non è facile scrivere di getto un pensiero in 140 caratteri, l’errore si insidia sempre ed è molto facile quindi che si verifichi. Il tempo di 15 minuti potrebbe essere adeguato e non snaturerebbe il senso del tweet stesso.

    E quali sono stati gli argomenti collegati all’idea di introdurre un eventuale tasto di modifica tweet? Proprio il tempo entro il quale effettuare la modifica e se, una volta effettuata la stessa, il senso del contenuto non venisse snaturato.

    Le conversazioni che si sono generate, e che vi invitiamo a leggere e a seguire, erano tutte molto interessanti, ed è ormai palese che un tasto di modifica sia quanto mai necessario, opportunamente regolato, sia chiaro. Il problema è che Twitter, ad oggi, non sarebbe attrezzato ad introdurre una funzionalità di questo tipo, altrimenti lo avrebbe già fatto, perchè non è la prima volta che se ne parla. Nel 2015 lo aveva chiesto Kim Kardashian in una mail a Dorsey il quale aveva poi risposto via tweet sostenendo che ci avrebbe pensato e definendo che quella fosse una “grande idea”. Ma anche di recente se ne è parlato, lo ha fatto qualche settimana fa anche Edward Snowden.

    twitter modifica tweet-dorsey

    Ora, è evidente che un tasto di modifica renderebbe più facile l’uso di Twitter e quindi potrebbe avvicinare anche quegli utenti che solitamente non lo usano, se non addirittura indurre nuovi utenti ad iscriversi. Perchè no. Sarebbe una funzionalità molto apprezzata, specie se venisse resa in modo tale da non modificare del tutto il senso del tweet. Un problema che potrebbe essere risolto offrendo un tempo massimo di 15 minuti (?), o anche di meno, entro il quale effettuare la modifica, altrimenti resta così com’è, oppure lo si cancella, come si fa oggi. Anche se l’idea di cancellare un tweet che, sebbene con qualche errore, comincia ad essere condiviso, non è il massimo.

    Altre indicazioni che sono emerse dagli utenti sono: la possibilità di avere una sorta di segnalibro (idea molto simile a quella che avevamo proposto nel 2014); migliori opzioni in tema di sicurezza; e anche il tema legato alle Liste, anche su questo siamo d’accordo e ne avevamo parlato sempre nel 2014.

    Insomma, se Dorsey aveva qualche dubbio allora la sua idea di chiedere agli utenti dovrebbe averlo aiutato definitivamente. Sarebbe quindi plausibile attendersi, nel 2017, l’introduzione del tasto modifica tweet. Sempre che si risolva il grande problema legato alla gestione dell’azienda con l’introduzione di un management più adeguato. Altrimenti il tutto verrebbe vanificato e si ripiomberebbe nei medesimi problemi che Twitter ha sofferto in questo 2016.

    E allora, voi che ne pensate? Qual è la funzionalità che secondo voi sarebbe più necessaria su Twitter? Scrivetecela tra i commenti e allarghiamo il dibattito.

    [l’immagine con il logo di Twitter è stata creata da @franzrusso; chiunque volesse condividerla e riutilizzarla è pregato di citare l’autore e linkare l’articolo; nel caso in cui il proprietario del logo la ritenesse inopportuna, verrebbe rimossa immediatamente]

  • Ecco come gli italiani hanno vissuto il 2016 su Twitter

    Ecco come gli italiani hanno vissuto il 2016 su Twitter

    Per sapere se Twitter piace ancora agli italiani e per sapere cosa twittano, allora le risposte sono tutte in questo interessante report di  THE FOOL, realizzato per AGI, con la tecnologia di Crimson Hexagon. Su un campione di oltre 238 milioni di tweet, il più condiviso dell’anno è quello della Croce Rossa Italiana con oltre 22 mila interazioni.

    Dopo aver visto come è stato l’anno su Facebook e su Instagram, è arrivato il momento di vedere come è stato, per gli italiani, l’anno su Twitter. Certo, se vogliamo dirla proprio tutta, per la piattaforma a 140 caratteri il 2016 non è stato proprio un anno esaltante. Tanti, purtroppo, i momenti di difficoltà vissuti in questi dodici mesi, dalla scarsa crescita della base utenti, alle difficoltà riscontare sul prodotto (che è quello poi il vero problema da risolvere) fino alle voci di un possibile acquisto, senza dimenticare la chiusura della sede milanese. Ma Twitter, nonostante il sorpasso subito da Instagram in termini di utenti (9 milioni per la piattaforma di condivisione di immagini e 8 milioni per Twitter) agli italiani piace ancora. E la dimostrazione l’abbiamo con questo interessante studio che THE FOOL ha realizzato per AGI, con la tecnologia di Crimson Hexagon. Un viaggio lungo 12 mesi, tra oltre 238 milioni di tweet, tanti sono stati quelli condivisi nel nostro paese nel 2016, alla scoperta di cosa hanno scritto, rigorosamente in 140 caratteri, gli italiani in questi mesi.

    Per l’esattezza, il campione analizzato da THE FOOL è di 238.275.138, tra tweet e retweet, poco meno di 20 milioni di contenuti condivisi al mese.

    Il tweet più condiviso in Italia nel 2016 è della Croce Rossa Italiana

    E il tweet con il maggior numero di condivisioni è quello della Croce Rossa, postato all’alba del 24 agosto scorso, il giorno del terribile terremoto che ha colpito Amatrice e i comuni limitrofi. Le interazioni totali, tra RTs e preferiti, sono state oltre 22 mila:

    E’ la dimostrazione che Twitter per gli italiani è, sì fonte di informazione, come vedremo più avanti, ma è anche uno strumento utile, e questo tweet ne è la chiara dimostrazione.

    Gli hashtag più utilizzati in Italia su Twitter nel 2016

    Non è un caso che l’hashtag più utilizzato dagli italiani, con oltre 1,6 milioni di citazioni, è proprio #news. Segue poi #Sanremo2016 (oltre 1,1 milioni di citazioni), un dato questo che corrisponde all dato che qualche giorno fa Twitter aveva diffuso, alla voce “hashtag più usati in Italia nel 2016”. Sempre tra gli hashtag più usati, troviamo anche #Roma (oltre 1,1 milioni di citazioni).

    twitter italia 2016 the fool tweet hashtag

    Gli account più citati su Twitter in Italia nel 2016

    L’account più citato in assoluto dagli italiani su Twitter, nel 2016, secondo il rapporto di THE FOOL, è @YouTube con più di 2,7 milioni di citazioni, segno che la piattaforma in Italia è molto amata, sia per fatto che sono ormai tantissime le star della piattaforma video seguite su Twitter e sia perchè sono tantissimi i video condivisi a 140 caratteri. Segue poi @Benji_Mascolo (oltre 1,1 milioni di citazioni), del duo Benji&Fede, vedi idoli per i giovanissimi. Tant’è che il secondo del duo, @fedefederossi, è il quarto più citato con oltre 830 mila citazioni e l’account @BenjieFede, con più di 300 mila citazioni, è sesto. Matteo Renzi, oggi ex presidente del consiglio, è invece il terzo account più citato nel 2016 con più di 840 mila citazioni. Nella top ten figurano poi gli account di Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano, anche questo è un segno che si lega alle #news che abbiamo visto poco fa.

    twitter italia 2016 the fool tweet account

    Il rapporto di THE FOOL, realizzato per Agi, ci dimostra che gli italiani usano Twitter prima di tutto per informarsi, ma esiste poi una grossa fetta di utenti fatta di giovanissimi che seguono i propri idoli, come appunto il duo Benji&Fede, un fenomeno musicale nato grazie a YouTube e sviluppatosi essenzialmente in rete, grazie anche a Twitter.

    Dai tweet che abbiamo visto in evidenza anche il fenomeno della social tv, con programmi molto seguiti sulla piattaforma come #GFVip (più di 970 mila citazioni), #Amici15 (oltre 870 mila citazioni), #uominiedonne (oltre 790 mila citazioni). Un fenomeno che è destinato ad aumentare insieme a quello del second screen.

    Twitter non è un social network “normale”, è molto di più

    E quindi, Twitter piace ancora agli italiani? La risposta è sì, anche se sono ancora pochi quelli che usano la piattaforma, un problema, questo, legato alla difficoltà nell’usare la piattaforma. Questo deriva anche da fatto che spesso, ed è questo l’errore che si commette di più, Twitter viene visto come un normale social network. Ma, come già sottolineato in altre occasioni, Twitter NON è un “normale” social network, è molto di più. E’ una finestra sul mondo dalla quale osservare tutto ciò che accade, è la piattaforma con cui costruire RELAZIONI, che nascono grazie ai vostri contenuti e, soprattutto, alla qualità dei contenuti stessi. Ma su questo torneremo ancora.

    Intanto Twitter non è finito, anzi, speriamo che il 2017 sia il suo anno. Cominciando con un bel rinnovamento nel management.

  • La morte di George Michael raccontata sui Social Media

    La morte di George Michael raccontata sui Social Media

    La morte di George Michael è stata molto sentita sui Social Media e con la nostra analisi abbiamo osservato come gli utenti hanno raccontato le proprie emozioni e i propri ricordi legati all’artista. Sono stati 3,1 milioni le conversazioni globali e oltre 80 mila quelle in Italia.

    Il 2016 sta per chiudersi così come è iniziato. Pochi giorni dopo l’inizio dell’anno ci aveva lasciati David Bowie, il Duca Bianco, e ora, a pochi giorni dalla fine del 2016, nel giorno di Natale, se ne va un altro grande artista come George Michael. Per non dire di tutte le altre stelle del mondo della musica, dell’arte, dello spettacolo che proprio in questo anno sono scomparse, come Prince, Alan Rickman, Ettore Scola, Bud Spencer, Umberto Eco, Dario Fo. E la lista continua.

    george michael social media

    Ma, come quasi sempre facciamo, con l’aiuto di Talkwalker, abbiamo voluto osservare come gli utenti, i fan e gli appassionati, hanno voluto ricordare e celebrare sui Social Media l’artista britannico, celebre soprattutto negli anni ’80, con gli Wham, e negli anni ’90 con una brillanta carriera solista. Quello che ha sicuramente impressionato gli utenti è che George Michael sia morto il giorno di Natale, associando a questo triste evento una delle sue più celebri canzoni “Last Christmas“. Sono stati tantissimi, infatti, che hanno letto questa canzone come “ultimo Natale”, ma la traduzione corretta è “scorso Natale”. Comunque sia, se ne va un altro grande artista con una voce straordinaria, uno dei pochi a poter cantare una canzone dei Queen, ad esempio, senza rovinarla.

    Ma torniamo alla nostra analisi e a i risultati che abbiamo raccolto, dalle 22 del 25 dicembre fino alle 24 del 26 dicembre. In poco più di 24 ore le conversazioni sono state, a livello globale, 3,1 milioni (per David Bowie erano state quasi 4 milioni). Nella nostra analisi abbiamo considerato come chiavi di ricerca: “George Michael” (2,1 milioni); #georgemichael (336 mila); #RIPGeorgeMichael (171 mila); #RIPGeorge (92.400); #georgemicheal (con il cognome sbagliato, 11.800); “Last Christmas” (341.600); #LastChristmas (41.100).

    george michael LC media

    Come si può notare, Twitter (come sempre accade in questi casi) è il canale più usato con il 95,2%. Oltre ad essere il canale che offre la possibilità di reperire più risultati rispetto ad altri.

    La reach potenziale totale (quindi il totale di tutte le persone che hanno visto i messaggi condivisi e di quelle potenzialmente raggiunte senza che abbiano espresso un’azione) è di 547 miliardi; mentre quelle che di fatto hanno espresso un’azione, attraverso una reazione o un messaggio, sono state a livello globale 18,2 milioni.

    In Italia abbiamo notato che, sulle chiavi che abbiamo monitorato, si sono totalizzati 83.523 risultati, di cui oltre 70 solo su Twitter.

    george michael total LC italy twitter

    La reach potenziale in Italia è stata di 518 milioni con una coinvolgimento totale di 118 mila utenti.

    Da notare che a livello globale gli utenti che hanno condiviso di più sono per il 51,1% uomini e per il 48,9% donne; mentre in Italia le donne sono 53,7% rispetto al 46,3% degli uomini.

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    E ora vediamo quali sono stati gli account più influenti sia a livello globale che in Italia. A livello globale, abbiamo sia il dato totale che quello su Twitter.

    george michael influencer global

    george michael influencer global twitter

    In Italia, su Twitter notiamo che Repubblica risulta il più coinvolgente, seguito da Rudy Zerbi e da Laura Pausini.

    george michael influencer italy

    E ora vediamo i contenuti più condivisi sulle varie piattaforme, a livello globale e in Italia.

    Su Facebook, a livello globale, i più coinvolgenti sono i contenuti dei media:

    Su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BOdsYRMg3Ix/

    https://www.instagram.com/p/BOd6RcEBLID/

    https://www.instagram.com/p/BOdVu3WDAwQ/

    https://www.instagram.com/p/BOdWQqdghOu/

    E questi i contenuti più condivisi su Twitter a livello globale:

    https://twitter.com/Goldni/status/813172476418998276

    https://twitter.com/radiantgIow/status/813165219602202624

    https://twitter.com/EmilyneMondo/status/813319244242817025

    https://twitter.com/girlposts/status/813164749106085888

    https://twitter.com/Truman_Black/status/813163231351046144

    https://twitter.com/HistoricalPics/status/813158956457717760

    https://twitter.com/salihughes/status/813348024063852544

    E questi, invece, alcuni tra i contenuti più condivisi su Twitter in Italia:

    https://twitter.com/marionecomix/status/813289316780752896

    https://twitter.com/ArsenaleKappa/status/813181980812726272

    https://twitter.com/Iddio/status/813292965875564544

    Ecco, questo il nostro resoconto per ricordare un grande artista come George Michael. E voi come lo avete ricordato?