Tag: social media

  • La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    Un nuovo e interessante report dell’agenzia Zenith Optimedia evidenzia come la pubblicità sui social media supererà quella sui giornali, entro i prossimi 4 anni. La previsione è che entro il 2019 i due valori saranno molto simili, ma dal 2020 avverrà il sorpasso. Questo dovuto al crescere del fenomeno Mobile. Crescita a due cifre per pubblicità sui Video online.

    La raccolta pubblicitaria sui Social Media è un fenomeno in crescita, questo lo si sa. I Social Media sono ormai strumenti di comunicazione e condivisione molto frequentati, basti pensare al bacino di Facebook che si avvicina a grandi passi verso i 2 miliardi di utenti. Di conseguenza le aziende dimostrano, sempre più, intenzione di investire in advertising su queste piattaforme, con budget sempre crescenti. Un fenomeno che disegna uno scenario opposto per quanto riguarda i giornali e la carta stampata in generale, dove la raccolta pubblicitaria è in continuo calo. Direte voi, cose che già sono note ai più, vero. Ma oggi torniamo sul tema perchè un interessante (come sempre del resto) report dell’agenzia Zenith Optimedia prevede che presto la pubblicità sui Social Media, in termini di valore, sarà quasi uguale a quella raccolta sui giornali, e che presto ci sarà il sorpasso.

    social media mobile pubblicita advertising franzrusso it 2016

    Volendo entrare nel dettaglio, entro il 2019 la pubblicità sui Social Media toccherà il valore di 50,2 miliardi di dollari, mentre quella sui giornali sarà di 50,7 miliardi, solo mezzo miliardi di differenza. Di fronte a questi numeri, con il fenomeno crescente dell’advertising sui Social Media e con il conseguenza calo dell’advertising sui giornali, il sorpasso, secondo Zenith Optimedia, avverrà dal 2020. Un fenomeno che per i Social Media trova il suo traino sul Mobile. Ma l’agenzia prevede anche una grande crescita per l’advertising su Video online.

    A proposito di Video, la stessa Zenith Optimedia qualche mese fa aveva previsto che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    In sostanza, l’incremento annuo previsto per l’advertising sui Video online sarà del 18% annuo, mentre quello sui Social Media sarà del 20% annuo. Nel dettaglio la spesa prevista per i Video online sarà di 35,4 miliardi di dollari entro il 2019, comunque pari a un quinto (18%) della spesa prevista per la TV.

    I Social Media sono ormai, per molti utenti, un luogo su cui informarsi, leggere notizie, oltre che condividere contenuti con i propri contatti. Sono quindi luoghi che acquisiscono un ruolo sempre più importante nella vista di ciascuno di noi. La crescente qualità dei dispositivi mobili, registrata negli ultimi anni, ha fatto si che le aziende potessero essere incentivate ad investire su queste piattaforme. Gli annunci pubblicitari sui Social Media si integrano meglio sul news feed, risultando più appetibili dei tradizionali banner ai quali eravamo abituati.

    Uno scenario che ci aspettavamo. E voi che ne pensate?

  • La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    I Social Media hanno giocato un ruolo significativo in questa tornata referendaria, al punto che l’esito sul Referendum è stato centrato con un esito molto simile. Abbiamo analizzato la giornata di ieri notando che sommando gli hashtag più seguiti della giornata, si superano i 330 mila risultati. Ma vediamo insieme i dettagli.

    I Social Media per il Referendum Costituzionale hanno giocato un ruolo significativo. In primo luogo, per aver centrato l’esito finale dl voto. Se ricordate, venerdì avevamo pubblicato la seconda parte dell’analisi di Blogmeter che mostrava come il NO sui social media fosse al 60% contro il SI, in recupero nelle ultime settimane, al 40%. E l’esito finale che conosciamo tutti adesso (dati ufficiale del Viminale) è che il NO ha ottenuto il 59,11% e il SI è arrivato al 40,89. In secondo luogo, perchè i social media sono sempre di più visti come strumenti di comunicazione politica e anche di coinvolgimento, si registra, da questo punto di vista, un piccolo passo avanti rispetto agli ultimi anni.

    renzi referendum social media

    Ma quello che vogliamo fare con voi oggi è vedere, grazie alla collaborazione con Talkwalker, come il referendum è stato vissuto sui social media, nella giornata di ieri e nelle prime ore del mattino di oggi 5 dicembre 2016. Abbiamo monitorato gli hashtag che sono risultati essere i più usati della giornata e anche qualche altro hashtag emergente. Ebbene abbiamo preso in considerazione: #referendum, #referendumcostituzionale, #maratonamentana, #renzi, #ciaomatteo, #havintolademocrazia. Sommando i primi 4 i risultati superano i 330 mila risultati, per un totale di 342 mila risultati.

    referendum dati

    Come potete vedere, #maratonamentana con 91.500 è il secondo più seguito, dopo #referendum con 97.600.

    referendum dati socialreferendum dati social media

    Da notare, come spesso accade in questo tipo di analisi, che il 98,9% delle conversazioni si è sviluppato su Twitter. Il momento di picco si è avuto alle 00:30 del 5 dicembre, nel momento in cui il premier Matteo renzi annunciava la sua intenzione di dimettersi oggi dopo il Consiglio dei Ministri, con un totale di 19.327 risultati, così ripartito: #renzi con 7.256, #maratonamentana con 8.277, #referendum con 5.300. Alle 23 secondo momento più alto con #maratonamentana (6.386), #riformacostituzionale (4.791).

    Dall’analisi emerge una portata molto alta pari a 518 miliardi di impressions, degli hashtag presi in totale, la #maratonamentana è quello che risulta essere anche il più coinvolgente.

    referendum dati social media coinvolgimento reach

    Se guardiamo poi ai dispositivi usati per seguire queste conversazioni, allora notiamo che il 68,7% sono state seguite da mobile, i più usati Android (35,2%) e iOS (27,5%+5,9 ipad).

    referendum dati social media mobile

    Il 60% di coloro che hanno seguito e discusso sui social media la notte del referendum sono stati uomini, il 40% donne. C’è da segnalare che la situazione si ribalta per #renzi con 66,7% donne e 33,3% uomini.

    Vediamo quali sono stati gli infuencer, ossia gli account che si sono distinti per capacità di coinvolgimento attorno ai temi monitorati. Questi che vedete in basso sono quelli in generale, con la pagina Facebook de il Messaggero che figura come la più coinvolgente:

    referendum dati social influencer generale

    Questi invece gli influencer su Twitter dove, lo ricordiamo, si sono registrate la maggior parte delle conversazioni:

    referendum dati social influencer twitter

    Questi invece tutti, in maniera sintetica, i temi che sono emersi dal monitoraggio delle conversazioni:

    referendum temi cloud

    E ora vediamo quali sono stati i contenuti più condivisi dagli utenti e partiamo da Facebook:

    E questi invece i contenuti più condivisi su Twitter, dove ovviamente non è mancata l’ironia sui temi:

    https://twitter.com/V_of_Europe/status/805557914144505856

    https://twitter.com/marionecomix/status/805545563907354625

    Questi invece alcuni tra i più condivisi su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BNnG92sg3gh/

    https://www.instagram.com/p/BNnU3Z6AKLl/

    https://www.instagram.com/p/BNncJVlg5LL/

    Ecco, questa era la nostra analisi, consapevoli che si tratta di un quadro generale, utile per farsi un’idea su quello che è avvenuto sui social media nelle ultime ore.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    La seconda, e ultima, parte dell’analisi di Blogmeter su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre, evidenzia che il No prevale ancora ma il Sì in queste ultime settimane ha recuperato e ha accorciato le distanze.

    A distanza di quasi un mese dalla prima, Blogmeter rilascia la seconda, e ultima, parte dell’analisi su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale di domenica prossima, 4 dicembre 2016. Avevamo visto nella prima parte che il No era al 63,7% e che il Sì si fermava al 34%, con il 2,4% che dichiarava di astenersi. I dati aggiornati al 1° dicembre, quindi a ieri, ci dicono che il No continua a prevalere, ma il Sì in queste settimana ha recuperato qualcosa, accorciando le distanze. Vediamo insieme i dati in dettaglio.

    referendum costituzionale social media franzrusso it 2016

    Nel periodo che va dal 24 settembre al 1° dicembre, i messaggi raccolti da Blogmeter sul tema referendum sono stati 4 milioni, lasciati da più di 800.000 utenti, che hanno generato oltre 25 milioni di interazioni (+140% rispetto al mese precedente) sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc…) e 335 milioni di visualizzazioni uniche. Il mese di novembre, come era chiaro aspettarsi, rispetto al precedente ha fatto segnare un aumento considerevole delle conversazioni del 75% e delle interazioni del 140%.

    Guardando i dati dal punto di vista delle piattaforme più utilizzate per esprimere opinioni e pareri sul referendum, si nota che il 54% dei messaggi è stato prodotto su Twitter, il 36% su Facebook, il 6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. Se si guarda, invece, alle interazioni generate si scopre che ben il 75% di esse è avvenuto su Facebook, il 11% su Twitter, il 9% su YouTube, il 5% su Instagram. Blogemeter rileva anche che le opinioni espresse spontaneamente dagli italiani sono state oltre 1,8 milioni di messaggi.

    Andando quindi più a fondo dei pareri, l’analisi ci mostra che il 60% degli utenti che parlano del referendum hanno pubblicato commenti a favore del NO mentre il 40% lo ha fatto per il SI. Quindi il No perde il 3,7% e il Sì guadagna il 6%.

    referendum social media 2016 blogmeter hashtag

    I concetti più ricorrenti nei messaggi di coloro che sono contro la riforma riguardano l’occasione di mandare a casa il governo Renzi e la questione dell’immunità parlamentare per i consiglieri regionali. Gli hashtag e i termini più citati sono stati: “#iovotono”, “votare” e “renzi”. I favorevoli, invece, concentrano l’attenzione sulla riduzione dei costi della politica e sui benefici derivanti dall’abolizione del bicameralismo paritario. Gli hashtag e i termini più usati sono stati “#bastunsi”, “votare” e “vincere”.

    Grande successo, come modalità di contenuti condivisi, hanno riscosso i video. Su Facebook hanno successo quelli promossi dai partiti e dai politici, in particolare quello del Movimento 5 Stelle che mostra la manifestazione per il NO a Roma (2,4 milioni di visualizzazioni) e lo spot “Si riparte” pubblicato da Matteo Renzi (2 milioni di visualizzazioni). Su YouTube invece hanno riscosso successo i video non ufficiali, quelli più ironici, come “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 450.000 visualizzazioni. Da segnalare anche “Referendum 2016 Hai notato che…” dei Daniele Doesn’t Matter con oltre 150.000 visualizzazioni.

    Questi i dati dell’analisi sul referendum e social media. E voi che ne pensate?

  • Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    A distanza di due mesi dal rilascio per tutti gli utenti (limitato solo al desktop), Twitter Momenti comincia ad essere disponibile, per tutti, anche da mobile. La modalità di narrazione attraverso i tweet, riferiti ad un evento o ad una notizia, potranno essere gestiti anche dai dispositivi mobili, sia iOS che Android.

    Dopo aver rilasciato Twitter Momenti, esattamente due mesi fa, per tutti anche se solo limitatamente al desktop, Twitter comincia, da oggi a rilasciare la modalità di narrazione per tweet anche per i dispositivi mobili, sia iOS che Android. Un passaggio obbligato per Twitter, anche per cercare di rilanciare una modalità, molto attesa, ma che non ha riscontrato il successo che si sperava. E una delle motivazioni era proprio quella che questa modalità, che permette di raccontare un evento o una storia attraverso la raccolta di tweet, non fosse ancora disponibile per i dispositivi mobili. Questa è una modalità che avrebbe dovuto permettere a Twitter di inserirsi nel settore di “raccontare una storia” attraverso contenuti multipli, quindi collezionare veri e propri momenti, un po’ come quello che si vede su Snapchat o su Instagram Stories. Ma, a differenza dei due esempi appena citati, a quanto pare la modalità non è stata molto apprezzata.

    twitter momenti mobile

    Eppure Twitter avrebbe dovuto puntare molto su rilascio della modalità per i dispositivi mobili, non fosse altro per il fatto che l’82% degli utenti di Twitter accede sulla piattaforma proprio da mobile e che il 90% delle visualizzazioni di contenuti video avviene proprio sui dispositivi mobili. Quindi, perchè aspettare così tanto tempo? Una risposta la si può avere anche guardando il modo in cui è stata gestita questa modalità, che avrebbe potuto davvero rilanciare la piattaforma a 140 caratteri, tra lo abbiamo sostenuto diverse volte qui sul nostro blog. Inizialmente la gestione dei contenuti avveniva attraverso una redazione; solo dopo oltre un anno si è deciso di renderla accessibile a tutti gli utenti, in modo da farli diventare narratori di storie in prima persona. A pensarci prima, sarebbe stato molto meglio.

    https://twitter.com/twitter/status/803995039663726592

    Come creare Twitter Momenti da mobile

    Ad ogni modo, creare Twitter Momenti anche da mobile non è così diverso dalla modalità che abbiamo conosciuto per desktop. Dalla vostra timeline, sul vostro dispositivo iOS o Android, una volta individuato il tweet che vi sembra adatto per la vostra storia, non dovete fare altro che fare tap sulla freccia che trovate in alto al tweet sulla destra. Una volta fatto questo potete o creare un nuovo momento oppure aggiungere il tweet ad un momento già esistente. Ripetete questa operazione fino a quando non avrete collezionato i tweet che vi permetteranno rdi raccontare al meglio la storia. Dopo di che, ottimizzate il vostro momento, scegliendo anche una copertina di riferimento.

    Bene, questa è la modalità che permette di creare Twitter Momenti anche da Mobile, senza dover aspettare di raggiungere un pc per poterlo fare, un grande passo in avanti. Ma ora è necessario che Twitter spinga davvero molto su questa modalità, se vuole davvero affiancarsi a Snapchat, che con le Stories raccoglie 50 milioni di utenti al giorno su questa modalità, oppure Instagram che di utenti, attorno alle Instagram Stories ne raccoglie 100 milioni al giorno. Un’operazione non facile, certo, ma per Twitter è giunto il momento (guarda caso!) di spingere sull’acceleratore, in attesa che un buon management prenda le redini della società per traghettarla in acque migliori.

    [l’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, nel caso dovesse risultare inadeguata per i legittimi proprietari dei loghi, verrà rimossa immediatamente. Tutti coloro che volessero condividerla, sono pregati di citare l’autore]

  • Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Ecco che Snapchat compare nuovamente come ispiratore della nuova funzionalità introdotta da Instagram. Da oggi, infatti, sono disponibili, sulla piattaforma di condivisione di immagini, anche i live e le immagini o video da condividere via Direct che si cancellano una volta visti. Ancora una volta Instagram punta a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani.

    Dopo le Stories (che oggi utilizzano più di 100 milioni di persone al giorno), la modalità di condivisione introdotta lo scorso agosto, Instagram punta a introdurre di nuovo funzionalità che hanno fatto il successo di Snapchat. Infatti le nuove funzionalità introdotte oggi non si possono definire certo originali, sono, appunto, due funzionalità che hanno caratterizzato l’app che riscontra un grande successo soprattutto tra i più giovani. Quindi, Instagram, così come accaduto con l’introduzione delle Stories, prova di nuovo a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani. E’ noto che il 90% degli utenti Instagram ha meno di 35 anni, così come è altrettanto noto che il 60% degli utenti Snapchat ha meno di 25 anni, la fascia più rappresentata è quella 18-24 anni. Bene, da questi piccoli dettagli si comprende come Instagram tenda sempre di più ad abbracciare i più giovani, avvicinandoli con funzionalità che già hanno apprezzato altrove. E quali sono queste novità introdotte da Instagram?

    Buona parte di voi ne saranno già a conoscenza, ma scopriamole insieme.

    instagram live video immagini usa getta

    Live Video su Instagram, come attivarli (e disattivarli)

    Allora, la prima grande novità, attesa da qualche settimana per la verità, è la possibilità di poter fare dei Live Video anche su Instagram. Quindi Instagram, dopo Periscope, dopo i Live Video di Facebook, entra a pieno titolo nelle piattaforme di live broadcasting. Fare un Live Video su Instagram è semplice, è sufficiente, non appena sarà disponibile anche in Italia (questione di settimane?) premere il tasto “Live” anziché scattare una foto. Da quel momento il tempo della diretta sarà per massimo 60 minuti e, dopo aver premuto il tasto “stop”, tutto scomparirà. Il video del live non sarà più visibile. Un po’ quello che succedeva fino a poco tempo fa su Periscope, la piattaforma di live broadcasting di Twitter. Ora anche su Periscope è possibile salvare le dirette per un tempo limitato sul proprio profilo, è quindi immaginabile che nel giro di qualche mese lo sarà anche per Instagram. Come sapete i Live Video, su facebook, restano visibili anche dopo aver terminato la diretta.

    Nel momento in cui un utente che seguite sta facendo un Live Video, riceverete una notifica. Nel caso in cui non siete interessati a ricevere notifiche di questo tipo, la potete disattivare da: cliccate sulla vostra immagine profilo=>Impostazioni=>Notifiche push=>Video in diretta e cliccate su “No”.

    Su Snapchat non sono possibili i Live (chissà ancora per quando) ma i video scompaiono proprio come accadrà alle dirette su Instagram, non sembra essere un caso.

    instagram live video immagini usa getta direct

    Immagini e video usa e getta su Instagram via Direct

    Altra novità, sempre in stile Snapchat, che Instagram ha introdotto oggi, è quella che riguarda la possibilità di condividere immagini o video, dalle Stories, in modalità privata via Direct, la chat interna di Instagram. I video e le immagini condivise con questa modalità scompariranno non appena il ricevente le visualizzerà. Come usare questa nuova funzionalità? Anche questa è molto semplice. Utilizzando le Stories, nell’intendo di creare una nuova storia, invece di inviare le foto o il video con questa modalità, usate per condividere il tasto che presenta la freccia rivolta verso destra che compare in basso; subito dopo scegliete l’utente, o il gruppo di utenti, a cui volete inviare il contenuto, e il gioco è fatto.

    Instagram dunque continua ad arricchire la sua piattaforma, la novità forse più interessante è quella che riguarda i Live Video, una modalità che piace molto agli utenti e che aggancia l’interesse dei più giovani: il 30% di essi ama vedere video live di amici e parenti. Inoltre, Instagram, così come Facebook, inizia a mettere in pratica la previsione di Cisco, secondo la quale entro il 2020 l’80% del contenuto sarà video.

    Allora, voi che ne pensate?

  • Twitter guarda a Snapchat, ecco i QR Code sui profili. Ma perchè?

    Twitter guarda a Snapchat, ecco i QR Code sui profili. Ma perchè?

    Snapchat sta diventando per gli altri social network una vera fonte di ispirazione. Quindi dopo Facebook e Instagram, adesso è la volta (ancora) di Twitter a rilevare una funzionalità già in uso sull’app del momento. Su Twitter sono in arrivo i QR Code per i profili, già visti anche su Facebook Messenger.

    Il mondo dei social network e delle app è in continuo fermento in termini di funzionalità da attivare, per rendere l’esperienza degli utenti sempre più coinvolgente. Ma capita, spesso,che alcune piattaforme riprendano (in alcuni casi, copiano) funzionalità viste da altre parti. Un fenomeno che non può essere biasimato più di tanto, capita perchè stiamo parlando di fenomeni (i social network) che prima non esistevano, è quindi facile che ci sia questa continua fase di ripresa di ciò che funziona meglio da altre parti. E questo stesso fenomeno andrà avanti fino a quando non si raggiungerà una certa stabilità, ancora lontana dall’essere prevista.

    twitter qr code

    Quindi, fatta questa premessa, in tema di “questa funzionalità l’ho già vista da qualche altra parte“, Twitter (di nuovo) trova ispirazione guardando a Snapchat. Dopo Facebook e Instagram (stiamo parlando della stessa casa) anche la piattaforma a 140 caratteri, in un momento particolare della sua vita, introduce i QR Code sui profili. Al momento si tratta di una funzionalità non ancora attiva per tutti, ma lo sarà presto, per iOS e Android.

    Come attivare il QR Code sul profilo Twitter per Android e iOS

    In pratica, attivare il QR Code su Twitter (Android) è molto semplice, da mobile è sufficiente cliccare sul vostro profilo fino ad arrivare a cliccare su “Codice QR”. Immediatamente vi appare il lettore QR dalla vostra camera e quindi andrete a leggere la vostra foto profilo. Automaticamente il sistema vi tirerà fuori un’immagine come questa che vedete in basso.

    twitter franzrusso qr code

    Ogni qual volta poi richiamate l’immagine dal vostro account (cliccando i tre pallini verticali in alto a destra) lo sfondo del vostro profilo in QR Code cambierà colore. Operazione simile anche per iOS, da click su ingranaggio si apre il menù fino a visualizzare “Code QR”, per poi proseguire con l’operazione appena descritta.

    Bene, visto come attivare il QR Code su Twitter, la domanda sorge spontanea: ma a che serve?

    In effetti non è ben chiaro il perchè si sia resa necessaria l’introduzione del QR Code sui profili. Questa è una funzionalità che ha lo scopo di metter in relazione account nel momento in cui questa operazione non sia possibile sulla piattaforma. Vedi Snapchat infatti, dove il QR Code serve proprio a questo. Ma su Twitter invece è possibile entrare in relazione con altri utenti in tanti modi. Allora che risposta si può dare? Semplice, Twitter ha introdotto una funzionalità che può piacere anche ai più giovani, proprio perchè è già in uso su piattaforme come Snapchat.

    E voi che ne pensate?

  • Sui Social Media (per ora) vince il NO al Referendum

    Sui Social Media (per ora) vince il NO al Referendum

    Blogmeter ha realizzato un’analisi sui social media dalla quale emerge che la grande maggioranza degli utenti che si esprimono online, il 63%, boccia la riforma costituzionale proposta dal Premier Renzi. Ad un mese dal voto sul Referendum, il dibattito entra nel vivo anche in rete.

    Manca esattamente un mese al voto del 4 dicembre 2016 per il Referendum Costituzionale per approvare, o rigettare, le modifiche della Costituzione. L’analisi condotta da Blogmeter, dal 24 settembre al 2 novembre 2016, dimostra quale sia l’orientamento degli italiani che usano il web e i social media riguardo al quesito referendario. Dalla partecipazione che si sta formando in queste settimane, visto che ormai ci si avvia sempre più verso la data del voto, emergono delle indicazioni interessanti.

    blogmeter referendum social media 2016

    L’analisi di Blogmeter, durante il periodo di monitoraggio, ha raccolto oltre 1,6 milioni di messaggi pubblici lasciati da più di 373.000 utenti, che hanno generato 8,1 milioni di interazioni sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc…) e 218 milioni di visualizzazioni uniche. Il 56% dei messaggi è stato condiviso su Twitter, il 34% su Facebook, il 6,6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. Se invece si guarda alle interazioni generate si scopre  una maggiore polarizzazione: infatti il 74% di esse è avvenuto su Facebook, il 12% su Twitter, il 10% su YouTube, il 4% su Instagram. Facebook ancora una volta dimostra di essere una piattaforma dove approfondire, mentre Twitter è il luogo dove diffondere e condividere.

    Blogmeter è stata anche in grado di indagare le opinioni di voto chiaramente espresse dagli italiani, contenute in oltre 700.000 messaggi. Ebbene, il 63,7% degli utenti che parlano del referendum hanno espresso la volontà di votare NO, mentre il 34% ha dichiarato la propria preferenza di voto per il SI, a fronte di un 2,4% di astenuti. Per quanto riguarda il fronte del SI, il 73% dei votanti è di sesso maschile, mentre il 27% è donna. Proporzioni simili si riscontrano anche nel campo avverso: il 70% dei votanti NO è uomo e il 30% è donna.

    Questi i leader politici, appartenenti ai due schieramenti, che hanno ottenuto più interazioni. Per il NO sono Matteo Salvini e Alessandro Di Battista, che producono molti post sul tema referendario. Mentre le interazioni a favore sono stimolate soprattutto dalla pagina Facebook del Comitato per il SI e da quella di Matteo Renzi. Per quanto riguarda i contenuti più virali in rete, da segnalare quello del deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Sorial, che raccoglie oltre 1,3 milioni di visualizzazioni, e l’appello di Silvio Berlusconi con oltre 900.000 visualizzazioni.

    Su YouTube, territorio dei più giovani, spopola  il video “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 300.000 visualizzazioni. Una dimostrazione di come le persone sentano il bisogno di spiegazioni chiare e non partigiane.

    E voi vi siete fatti un’opinione sul Referendum? Qual è il vostro orientamento, per il SI o per il NO?

  • Facebook, sono più di 1 miliardo al giorno gli utenti da Mobile

    Facebook, sono più di 1 miliardo al giorno gli utenti da Mobile

    Facebook continua a crescere e il Mobile ormai fa da traino. I dati relativi alla nuova trimestrale evidenziano la crescita della base utenti, ora di 1,8 miliardi, e della base di utenti che accede alla piattaforma da dispositivi mobili: 1,09 miliardi ogni giorno, in crescita del 22% in un anno. Bene i ricavi: 7,01 miliardi di dollari, +55,8% in un anno.

    Facebook non sembra conoscere rallentamenti di sorta. I dati dell’ultima trimestrale, Q3 2016, evidenziano l’ottimo stato di salute della piattaforma e dell’azienda fondata e guidata da Mark Zuckerberg. A fare da traino alla crescita è sicuramente il Mobile che ormai risulta essere, da quattro anni a questa parte, l’asse su cui Facebook ha organizzato tutta la strategia. E i frutti si vedono. I ricavi crescono del 55,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando ad essere 7,01 miliardi di dollari (erano 6,4 miliardi di dollari nella scorsa trimestrale, Q2 2016). I ricavi dall’advertising sono 6,8 miliardi di dollari (+59% in un anno) e il Mobile Advertising equivale all’84% sul totale, in crescita rispetto al 78% dello scorso anno.

    facebook mobile logo

    Un ottimo stato di forma quindi che si riflette anche sui dati che riguardano la base utenti, ora arrivata ad essere 1,8 miliardi di persone. Il traguardo dei 2 miliardi è sempre più vicino. Per quanto riguarda gli utenti che accedono sulla piattaforma ogni giorno, complessivamente sono 1,18 miliardi con una crescita del 17% rispetto allo stesso periodo del 2015. Ma i dati più significativi di questa nuova trimestrale riguardano la base utenti che usa Facebook da Mobile.

    Ebbene, viene superato la soglia del miliardo di utenti che usano la piattaforma ogni giorno da dispositivi mobili, sono oggi 1,09 miliardi di utenti: +22% in un anno. Gli utenti attivi al mese da mobile sono 1,66 miliardi, in crescita del 20% rispetto al 2015. Sono poi 1,05 miliardi gli utenti che usano Facebook esclusivamente da Mobile.

    facebook utenti mobile q3 2016

    facebook utenti mobile q3 2016

    Quindi Facebook supera il muro del miliardo di utenti da Mobile e i ricavi da mobile riflettono questo dato. Vuol dire che cresce il numero di inserzionisti che vuole investire sul Mobile, e Facebook, ovviamente, ringrazia. In questo modo l’azienda di Zuckerberg si trova, sul mercato, in una posizione quasi privilegiata. “Quasi” è d’obbligo, essendo Google l’altra azienda sul mercato. Come già detto in altre occasioni, si sta sempre di più profilando uno scontro a due.

    E i dati positivi sono stati salutati con favore anche da Zuckerberg che ha espresso la sua soddisfazione in un post su Facebook (e dove se no?):

    I dati che snocciola Zuckerberg riguardano poi Facebook Live, sui cui Facebook ha investito molto, gli utenti sono cresciuti di 4 volte rispetto al maggio scorso. E a tre mesi dal lancio di Instagram Stories sono 100 milioni gli utenti che utilizzano la nuova feature che tanto ha fatto discutere, soprattutto per la somiglianza con la stessa modalità in uso già su Snapchat. Inoltre, Zuckerberg annuncia il prossimo lancio di una nuova macchina fotografica, staremo a vedere.

  • Twitter, ecco i messaggi di benvenuto e le risposte rapide per le aziende

    Twitter, ecco i messaggi di benvenuto e le risposte rapide per le aziende

    Twitter, nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, continua a potenziare il servizio di DM in ottica di social caring. Per questo oggi annuncia l’introduzione dei messaggi di benvenuto e delle risposte rapide. Un modo per rendere ancora più immediato il rapporto tra azienda e cliente.

    Nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, specialmente dopo quelle che hanno coinvolto l’azienda con una possibile acquisizione, Twitter continua ad operare e decide di rafforzare il servizio di DM in ottica di social caring, uno dei punti di forza della piattaforma. E infatti, oggi Twitter annuncia l’introduzione dei messaggi di benvenuto e delle risposte rapide, un modo per rendere ancora più diretto e immediato il rapporto con i clienti,  e per rendere ancora più efficace l’assistenza clienti sulla piattaforma.

    twitter risposte rapide messaggi benvenuto social carring frnazrusso-it

    I messaggi di benvenuto

    Per migliorare la relazione con i clienti e per garantire un primo approccio in ottica di assistenza, le aziende da oggi posso impostare dei messaggi di benvenuto. Un esempio è quello che si vede nel video che introduce la funzionalità, il cliente entra in contatto via DM con l’azienda e compare un messaggio del tipo che vediamo in basso: “Bevenuto @handle, grazie per averci contattato attraverso Twitter. Seleziona una delle opzioni in basso…”. Questo è un esempio di messaggio per fare in modo che il cliente abbia da subito la possibilità di entrare in contatto con l’azienda, senza dover attendere troppo tempo che qualcuno risponda, e prima che un agente possa intervenire. Il tipo di opzione che il cliente sceglierà sarà poi utile per l’azienda per comprendere come intervenire subito.

    twitter messaggio benvenuto risposta diretta

    Le risposte rapide

    Anche questo è una opzione che può aiutare il cliente a formulare meglio al propria richiesta e all’azienda l’occasione di seguire un flusso di risposte grazie alle possibilità offerte al cliente stesso. Mettendo insieme tutti i punti viene più facile individuare la risposta più efficace, e quindi più rapida. Al cliente viene presentato una lista di opzioni dalla quale scaturirà la risposta rapida. Avete presente quando usate un bancomat? Ecco, il servizio si presenta molto simile a quello.

    Come sapete, Facebook Messenger da qualche mese rende possibile l’invio di messaggi automatici, il servizio attraverso i bot, quindi una gestione delle richieste automatica. Ecco, quello che cerca di fare Twitter oggi, con l’introduzione di queste due nuove funzionalità, è quello di rendere il servizio una via di mezzo tra automatismo e intervento umano. Una considerazione che certamente darà modo a Twitter di porsi come piattaforma sempre più adatta all’attività di social caring.

  • Twitter, è giunta l’ora di puntare su un nuovo management

    Twitter, è giunta l’ora di puntare su un nuovo management

    Un paio di settimane fa, quando si concretizzò la voce che Twitter fosse in vendita, tre grandi aziende avevano manifestato interesse ad una possibile acquisizione. Solo che dopo la rinuncia di Google e Disney, oggi anche Salesforce, l’unica azienda rimasta, non presenterà un’offerta di acquisto. E il titolo vede un nuovo tracollo a Wall Street. E’ il momento di puntare su un nuovo management.

    La vicenda di Twitter e di una possibile acquisizione sembra oggi arenarsi definitivamente e quindi, nel giro di pochi giorni, lo scenario si capovolge nuovamente, ponendo, a questo punto, un un problema serio. In realtà le voci di una possibile vendita dell’azienda co-fondata da Jack Dorsey, oggi CEO di Twitter, si rincorrono ormai da mesi e che oggi sembra chiudere un capitolo (un primo capitolo, forse).

    Twitter e le pretendenti

    Nei giorni scorsi, dopo il concretizzarsi delle voci di vendita, si erano manifestati gli interessi di alcune aziende, tra queste le più interessate erano sembrate Google e Salesforce, in un secondo momento si era aggiunta anche Disney (Dorsey è consigliere di amministrazione della The Walt Disney Company e amico di Bob Iger, attuale CEO). Qualche giorno fa, lo scorso giovedì, è bastato che Google, prima, e Disney, dopo, annunciassero di non voler procedere alla presentazione di una possibile offerta di acquisizione, per vedere il titolo TWTR perdere oltre il 20% a Wall Street. Restava ancora in corsa Salesforce, azienda che qualche mese fa si era vista soffiare sotto il naso LinkedIn (tra l’altro si è anche opposta in seguito).

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    Twitter, si ritira anche Salesforce

    Ma ieri è avvenuto un altro episodio. E cioè che Salesforce non presenterà alcuna offerta di acquisto e tale decisione sarebbe stata presa proprio dagli azionisti di CRM che avrebbero fatto pressione affinché l’azienda non acquisisse Twitter. Al momento questo stop verrebbe ad essere visto come una “sospensione”, nel senso che per ora Salesforce non considera un’acquisizione di questo tipo. E quindi, così come accaduto con Google, è bastato che sui mercati si diffondesse la notizia per far perdere al titolo TWTR un altro 11,5% portando il presso per azione a 17,5 dollari. Per Salesforce invece è stato il contrario, il titolo CRM ha guadagnato ieri a Wall Street quasi il 6%.

    Insomma, Twitter adesso si trova a dover trovare presto una soluzione che faccia uscire la società da un possibile pantano, una situazione che non potrebbe essere che dannosa. Adesso serve ben altro. Ma cosa?

    Twitter deve puntare su sè stessa, con un nuovo management

    Twitter deve puntare proprio su Twitter stessa, su una piattaforma a 140 caratteri che ha ancora tutte le potenzialità intatte. In questi ultimi due anni sono stati fatti diversi passi avanti per rendere l’utilizzo dell strumento più semplice e di facile intuizione. Sono stati introdotti nuovi strumenti e nuove funzionalità per consentire un maggiore utilizzo dei 140 caratteri per raccontare cosa succede nel mondo in tempo reale, per costruire relazioni mirate in maniera dinamica e diretta. Twitter è tutto questo e non solo.

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    Jack Dorsey, CEO di Twitter

    Negli ultimi mesi Twitter ha scommesso molto sui video, ha potenziato la relazione con Periscope, ma, soprattutto, sta puntando molto sui live video, sulle dirette di eventi che è possibile seguire direttamente sulla piattaforma. Basti pensare all’investimento fatto per le 10 partite della NFL e per i risultati che sta raccogliendo con oltre 2 milioni di utenti per il primo match. Questo genera coinvolgimento degli utenti, visualizzazioni maggiori e, perchè no, anche la crescita della base utenti. La strada è segnata, ma ancora una volta manca qualcosa che purtroppo, con la mancata possibilità di essere acquisita da un’altra grande azienda, non si è verificata. E che cosa manca?

    Manca un management competente e capace di condurre Twitter verso la strada dei live video e verso nuovi traguardi. In poche parole, tutto il management, a partire da Jack Dorsey, attuale CEO e co-fondatore di Twitter (insieme a Evan Williams e Biz Stone), deve cambiare. Serve nuova linfa per traghettare l’azienda verso questa situazione che rischia di diventare sempre più pesante.

    Del resto, l’idea di un nuovo management è quello che da due anni chiedono gli investitori. Adesso è giunta l’ora di agire perchè Twitter è ancora vivo.

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