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  • I Caratteri di Personalità più comuni sui Social Network e sul Web

    I Caratteri di Personalità più comuni sui Social Network e sul Web

    Nessun essere umano può definirsi tale senza un Carattere di Personalità: distintivo, riconoscibile, caratteristico e difficilmente mutabile. Alcuni di questi Caratteri risultano ancora più evidenti sui Social Network e sul Web, poiché – nell’Era dell’Iperconnessione – ogni comunicazione avviene in tempo reale e, al tempo stesso, rimane tracciabile. Quali sono i più comuni?

    Senza voler entrare nel campo della Psicopatologia, ci sono indubbiamente dei tratti distintivi più o meno diffusi tra il popolo del Web e tra chi si confronta quotidianamente sui Social Network.
    In psicologia vengono definiti Caratteri di Personalità e sono propri di ogni essere umano.
    Anche chi non è esperto di tutto questo, non può che riconoscerli e – fondamentalmente – prenderne atto.
    Perché non cambiano.
    E se cambiano lo possono fare solo parzialmente dopo un lunghissimo percorso di crescita individuale.

    La Comunicazione in Rete – come tante volte si è detto – amplifica le caratteristiche umane. E non solo: le trasmette in tempo reale ad un pubblico talmente grande da non essere quantificabile.
    I Social Network – e anche questo si è ripetuto più volte – sono solo strumenti di comunicazione: né buoni né cattivi in se stessi.
    E’ unicamente il nostro modo di usarli che li rende fonte di innovazione, creazione di relazioni vere oppure qualcosa di potenzialmente pericoloso.
    E’ inevitabile, quindi, che anche questi Caratteri di Personalità specifici degli individui emergano più visibilmente per chi lavora e frequenta Web e Social Media.
    Naturalmente – e qui è necessaria una precisazione – i grandi professionisti sanno benissimo come mascherarli: non per fingere, ma perché le caratteristiche interiori psicologiche, di gran lunga prettamente emotive, non possano in alcun modo minare il proprio Personal Branding.
    Gli Influencer sanno, in altre parole, perfettamente che l’attenzione all’immagine che si da di sé non è puramente una facciata.
    E sono, quindi, molto attenti ad essere coerenti con se stessi e col proprio ruolo lavorativo.
    Eppure, nessun essere umano può definirsi tale senza un Carattere di Personalità: distintivo, riconoscibile, caratteristico e difficilmente mutabile.

    social media caratteri personalità

    Si è già scritto che l’Era che stiamo vivendo attualmente è l’Epoca della Personalità Narcisistica, eppure non si può certo affermare che sul Web siamo tutti Narcisisti, difficilmente capaci di provare Empatia e concentrati essenzialmente sul proprio Ego.
    Altrettanto frequentemente, infatti – e all’opposto -, regna l’Insicurezza in se stessi, e ne è prova la quantità di articoli che hanno lo scopo di Motivare e Innalzare l’Autostima del professionista del Web.
    Provare insicurezza è esperienza quotidiana di tutti, eppure quando persiste nel tempo e arriva a danneggiare la qualità del lavoro e della vita, rientra in un Carattere di Personalità predominato dall’Ansia Sociale.
    Il profondo timore di non essere all’altezza delle aspettative altrui e, anche, all’origine la paura di non riuscire ad essere amati e apprezzati per quello che siamo.
    Una paura che ha certamente radici molto lontane nella storia di un individuo.
    E’ un’inquietudine, tuttavia, che rischia di minare fortemente fino a bloccare del tutto la propria spontaneità, la propria creatività, la capacità di coltivare relazioni serene sul Web e sui Social Network.
    Si parla tanto del coraggio di uscire dalla propria Comfort Zone, eppure le persone con questa Caratteristica di Personalità difficilmente riusciranno mai a farlo, se non avendo prima affrontato e portato a termine un percorso interiore che possa efficacemente contrastare l’Insicurezza.

    Un altro Carattere di Personalità diffuso e riconoscibile tra chi lavora in Rete è quello della Diffidenza.
    La tendenza costante a interpretare come malevoli le comunicazioni altrui e il timore ingiustificato di essere ingannevolmente al centro delle conversazioni dei colleghi o degli amici.
    E’ Sospettosità. E’ fortissima incapacità di fidarsi.
    Indubbiamente – dicendoci la verità – ognuno di noi si è trovato almeno una volta, nel suo lavoro online, a postare commenti negativi generici, ma in realtà ben indirizzati ad una persona in particolare. Si tratta, tuttavia, un comportamento assai più raro di quello che si possa temere, proprio perché l’esigenza dei professionisti del Web è la coerenza della propria immagine e l’attendibilità delle sue comunicazioni.
    Le motivazioni all’origine, dunque, sono altre.
    Esiste un Rancore represso che si proietta sul comportamento del prossimo.
    Esiste una grossa quota d’Invidia. Per il successo altrui, per quanto potente ci si immagina che sia la persona dietro allo schermo.
    E questo, purtroppo, è un Carattere di Personalità che emerge frequentemente sul Web e sui Social Network perché in essi non esiste la Comunicazione Non Verbale.
    Perché la fiducia si conquista con la presenza, con lo sguardo, con la vicinanza fisica tra le persone.
    E certo possiamo benissimo imparare a fidarci di un collega senza conoscerlo dal vivo, ma rimarrà sempre dentro di noi un dubbio interrogativo che mina qualsiasi comunicazione e rapporto.

    Simile, ma non certo uguale, al Narcisismo troviamo il Carattere di Personalità Istrionica.
    Gli individui che ne sono contraddistinti sono, per natura, persone molto cordiali e simpatiche. Pronte a mettere sul ridere qualsiasi cosa con intelligenza.
    Tendono, sicuramente, a sdrammatizzare ogni contrasto e ogni difficoltà nel modo più brillante possibile.
    Di frequente sono le persone che sui Social Network e sul Web riscontrano un forte successo e hanno un grosso seguito.
    Tuttavia, esiste come sempre l’altro lato della medaglia: la Personalità Istrionica è sostanzialmente interessata ad essere messa al centro.
    La sua seduttività, la sua grande capacità di eloquio e la sua simpatia consistono, in realtà, in “strumenti” per rassicurare se stessi del proprio valore. Sono individui estremamente emotivi e la maschera istrionica è la forma che più è utile per nascondere la loro reale Debolezza.

    Ancora, tra i Caratteri di Personalità più riconoscibili in rete, vi è quello del Perfezionista.
    Il suo modo di comunicare e di lavorare è sostanzialmente legato all’esigenza maniacale del controllo. Di tutto ciò che si scrive – quindi un proprio post viene letto e riletto, corretto in continuazione – e di tutto ciò che si comunica sui Social Network.
    Che l’essere umano abbia come obiettivo principale nella vita un continuo miglioramento di sé è una realtà bellissima. Tuttavia, è una realtà molto lontana dall’ossessione di queste persone che – potenzialmente – saranno sempre insoddisfatte.
    Insoddisfatte di sé, di tutto ciò che fanno e che faranno, di tutto ciò che le circonda.

    Infine, fra i Caratteri di Personalità più frequenti in Rete va considerata indubbiamente la capacità o incapacità di Adattamento.
    Nel mondo in cui – tra soli tre anni, come dicono le previsioni entro il 2020 – l’Internet of Think prenderà il sopravvento nelle nostre case e nel nostro lavoro, l’individuo oggi si trova di fronte ad una sfida particolarmente difficile: quella di mantenere il più alto livello possibile di elasticità mentale.
    Per natura, una persona poco adattabile conserva, invece, nonostante i mutamenti esterni un atteggiamento rigido e poco incline all’estroversione. E’ una persona abbastanza solitaria.
    Sicuramente non è capace di vivere i cambiamenti come sfide positive, per se stessa e per il proprio lavoro.
    Per questi Caratteri, sapersi davvero rimettersi in gioco è utopistico e la modalità cognitiva è quella ferma e ostinata di chi, comunque, va avanti per la sua strada.
    Anche qui, purtroppo, il prezzo da pagare è molto alto: si parla di solitudine, di insuccesso assicurato e perfino di forme depressive.

    Meno diffusi eppure presenti sia sui Social Network che sul Web sono altri Caratteri di Personalità.
    Quello di tipo Dipendente è quello classico di chi lavora in Rete, ma ha bisogno di una costante approvazione, individuale o sociale. Si parla di individui che non hanno raggiunto un sufficiente grado di autonomia nel pensare e nel sentire, e tuttavia sono presenti sempre. Perché il loro bisogno di “esserci” e di “essere riconosciuti” è più importante di ogni altra cosa.

    La parola a voi: quali altri Caratteri di Personalità riscontrate frequentemente in Rete?

  • Ecco il 2016 di Instagram in Italia con account, luoghi e hashtag più usati

    Ecco il 2016 di Instagram in Italia con account, luoghi e hashtag più usati

    Instagram piace molto agli 11 milioni di italiani che usano la piattaforma. E vediamo come è stato il 2016 sulla piattaforma per gli italiani con account più seguiti, hashtag e emoji più usati e luoghi più condivisi.

    Instagram è una delle piattaforme che piace molto agli italiani che sono, come ci ricordava qualche settimana fa Vincenzo Cosenza con la sua attenta analisi, 11 milioni, più degli utenti italiani che frequentano Twitter, che sono 8 milioni circa. L’applicazione che permette la condivisione di immagini, quindi non è un’applicazione con cui si fa fotografia (quella è un’altra cosa!), comincia ad essere tra le più usate dagli italiani, diventando adesso la quinta più usata dagli italiani, dopo Facebook, WhatsApp, Facebook Messenger, Google+, e quindi Instagram.

    E allora, con i dati diffusi da Facebook, vediamo come è stato questo 2016, che ormai volge al termine, conoscendo gli account più seguiti, hashtag e emoji più usati e luoghi più condivisi su Instagram.

    colosseo instagram

    Account italiani più seguiti su Instagram nel 2016

    Tra gli account più seguiti, ovviamente, c’è Chiara Ferragni che vanta ben 7,3 milioni di followers, e guadagna nel 2016 oltre 2,5 milioni di nuovi utenti. Subito dopo troviamo Gianluca Vacchi con 6,6 milioni di followers, che guadagna negli ultimi 12 mesi oltre 5,8 milioni di nuovi followers, é l’account che nel 2016 ne guadagna di più. Poi troviamo Mariano Di Vaio con 5,1 milioni di followers che guadagna nel 2016 oltre 1,2 milioni di followers. Andando avanti troviamo Belen Rodriguez, che guadagna, nell’anno che sta per terminare, oltre 1,8 milioni di followers; poi Mario Balotelli con 4,6 milioni di followers e guadagna nell’anno 1,6 milioni di followers; Valentino Rossi con 3,6 milioni di followers.

    Avrete certamente notato che i primi sono tutte figure legano al mondo del fashion e dello sport, l’unico che spezza questo andamento è Papa Francesco che ha aperto il suo account proprio quest’anno, con 3,4 milioni di utenti.

    • Chiara Ferragni – @chiaraferragni (7.3 M)
    • Gianluca Vacchi – @gianlucavacchi (6.6M)
    • Marano di Maio – @marianodivaio (5.1M)
    • Belen Rodriguez – @belenrodriguezreal (4.8M)
    • Mario Balotelli – @mb459 (4.6 M)
    • Valentino Rossi – @valeyellow46 (3.6M)
    • Papa Francesco – @franciscus (3.4M)
    • Fedez – @fedez (2.7M)
    • El Sharaawy – @stewel92 (2.7M)
    • Alessia Marcuzzi – @alessiamarcuzzi (2.6M)

    I luoghi italiani più condivisi su Instagram nel 2016

    Tra i luoghi più condivisi al primo posto troviamo il Colosseo, seguito dalla Fontana di Trevi; al terzo posto c’è il Duomo di Milano e poi Piazza San Marco a Venezia. In quinta posizione troviamo l’Arena di Verona, il Duomo di Firenze in sesta posizione, in settima la Torre di Pisa; il Ponte Vecchio di Firenze in ottava posizione, lo Stadio San Siro di Milano in nona posizione e chiude la top ten la Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Di seguito la classifica completa:

    1. Colosseo – Roma
    2. Fontana Di Trevi – Roma
    3. Duomo – Milano
    4. Piazza San Marco – Venezia
    5. Arena di Verona
    6. Piazza Del Duomo – Firenze
    7. Torre di Pisa
    8. Ponte Vecchio -Firenze
    9. Stadio San Siro – Milano
    10. Galleria Vittorio Emanuele – Milano
    11. Piazza Navona – Roma
    12. Bologna Centro
    13. Gardaland
    14. Pantheon – Roma
    15. Piazzale Michelangelo – Firenze
    16. Jesolo Beach
    17. Piazza del Popolo – Roma
    18. Fondazione Prada – Milano
    19. Mondello
    20. Castel Sant’Angelo – Roma

    L’hashtag più utilizzato in Italia è #Love e il Cuore è l’emoji più usata, seguita dalla faccia con gli occhi a cuore e dalla faccina che ride fino alle lacrime.

    E come è stato il vostro anno su Intagram? Raccontatecelo tra i commenti.

  • Era Digitale e Bisogni: ecco quali sono sulla Rete e sui Social Media

    Era Digitale e Bisogni: ecco quali sono sulla Rete e sui Social Media

    “Quali sono i vostri Bisogni più grandi?”. La domanda è stata posta sui Social Media e in tanti hanno risposto. Ecco quale risulta la fotografia della Società attuale, che lavora e vive in una realtà prettamente virtuale e prova in sé mancanze psicologicamente umane. E’ un divario possibile da colmare, mentre la Realtà Aumentata prende piede sempre di più?

    C’è una parola difficile da definire, anche in psicologia, che tuttavia è parte integrante della nostra sopravvivenza.
    La ripetiamo senza accorgercene mille volte al giorno, a voce alta o dentro di noi. Il Bisogno.
    Una mancanza? Ecco forse questo è il sinonimo più adatto.

    Innanzitutto, è necessario distinguere bene il Bisogno dal Desiderio.
    Con il Bisogno esprimiamo l’assenza di qualcosa che reputiamo o sentiamo – testa e cuore – sia indispensabile per noi. Per la nostra salute psicofisica e per la nostra vita stessa.
    Nasce interiormente e ha necessità di un’urgente soddisfazione.
    La psicoanalisi l’ha teorizzato – da Freud ai post freudiani fino a Lacan – come un’esigenza innata, dal carattere istintivo e primitivo.
    E’ un Bisogno tutto ciò che è indotto da uno stato di tensione interna che cerca e trova appagamento grazie ad azioni specifiche.
    Il Desiderio – concetto ben più evoluto – ne consegue.
    Si desidera la soddisfazione precedentemente provata di un Bisogno.
    In altre parole, dopo aver vissuto l’appagamento di quell’impulso innato che è il Bisogno, ecco che nasce il Desiderio di rivivere e replicare quello stato di benessere.

    social media bisogni

    Un’altra necessaria distinzione da fare è quella tra Bisogno e Motivazione.
    Ne abbiamo già parlato qui, nella descrizione della Piramide dei Bisogni, che è strettamente correlata – secondo lo psicologo statunitense Abraham Maslow – alla Teoria delle Motivazioni.
    Dalla fisiologia pura alla trascendenza e autorealizzazione, l’uomo è spinto da esigenze innate – quindi Bisogni – che motivano le sue azioni e reazioni.

    Al di là delle teorizzazioni, tuttavia, c’è una domanda da porsi oggi.
    Oggi che i contatti sono reali e virtuali al tempo stesso, perché quando trascorri tanto tempo a dialogare e confrontarti sui Social Network con alcune persone non puoi dire più di non conoscerle.
    Ne senti quasi la voce – di tutte quelle persone -, ne individui piuttosto bene il carattere, fai scelte di simpatia e affinità, sai più o meno cosa aspettarti dalle loro opinioni, riconosci il loro stile di comunicazione.
    Poi, certo, il rapporto umano lo vivi con tutta sincerità fuori dal digitale: guardandoti negli occhi, abbracciandoti, discutendo apertamente o prendendo sotto braccio l’”amico” che hai iniziato a conoscere sul Web.
    Eppure, le relazioni virtuali oggi sono fondamentali e vere.
    E possono diventare anche molto profonde.
    Condizionano senza dubbio la nostra vita e, a volte, sono meno fragili dei rapporti nati e cresciuti solo nella realtà concreta.
    Nel pieno dell’Era Digitale, sarebbe nascondere la testa sotto la sabbia pensare che i nostri contatti online non influenzino le opinioni, determinino i nuovi interessi e addirittura indirizzino le scelte della nostra vita.
    E così, in una Società destinata sempre più a comunicare ed evolvere tra video, immagini, informazioni in tempo reale, confidenze che attirano proprio perché spariscono in fretta, la vera domanda da porsi è “ma di cosa abbiamo veramente Bisogno?”.

    E’ una domanda che io stessa ho voluto porre, seriamente, a tutte le mie amicizie di Facebook.
    Di cosa hai veramente Bisogno?
    E le risposte sono state tantissime, tutte molto serie, tutte desiderose di un riscontro.
    Ho ringraziato tutti e quando non ho capito le risposte ho chiesto spiegazioni più approfondite, proprio perché volevo destare quell’umanità che è ormai parte integrante dei Social Network e della Rete.
    La Rete – come ama dire David Shing, Digital Prophet di AOL – promette contatti, nasce per dare vita al maggior numero possibile di contatti.
    Eppure sta a noi non svilirli, elevarli a relazioni vere e proprie tramite una conversazione effettiva, un “dare qualcosa di sé” che non sia semplicemente autoreferenzialità.
    E il primo Bisogno espresso è esattamente tutt’altro che autoreferente.
    Con una stragrande maggioranza, la prima risposta è stata l’Amore.
    Amore da dare, certezza di averlo, paura di non perderlo mai.
    E – ancora – Amore per sé, necessità di essere rassicurati, di avere un rifugio sicuro che ci ospiti, che sicuramente è lì per noi ogni volta che ne abbiamo necessità.
    Amore come felicità da regalare.
    Perfino Bisogno di capire perché l’Amore si perde.
    Dove va a finire, quale colpa – se esiste una colpa – abbiamo se non abbiamo Amore.
    Un “dato” – e non vorrei certo chiamarlo così – che fa meditare.
    Nell’Era dell’Iperconnessione manca l’Amore? Sicuramente un’affermazione azzardata, ma che fa riflettere molto.

    Il terzo Bisogno espresso – proprio contando le risposte – è quello della Serenità.
    Serenità da vivere da soli e da condividere con chi si ama.
    Serenità come assenza di paura o, molto più semplicemente, come senso di pace interiore.
    Come silenzio. Come tranquillità e riposo.
    E non stupisce questo Bisogno, in un’epoca dove tutto si muove talmente rapidamente da non permettere in teoria di fare pause.
    Il sovraccarico di informazioni non rispetta certo i tempi umani. Non aspetta nessuno.
    E’ nostra precisa responsabilità quella di trovare un Equilibrio – ecco un altro Bisogno frequentissimamente espresso – tra quello che vorremmo fare nel lavoro e nella vita piuttosto che quello che umanamente siamo.
    La maggior parte del popolo della Rete – dal mio minuscolo sondaggio – ama il suo lavoro.
    Eppure ha Bisogno di sentirsi stabile tra esigenze professionali e personali, e il più delle volte questa Stabilità non c’è.

    Colpa di un lavoro autonomo che non garantisce Stabilità economica e psicologica?
    Io ho trovato un’altra chiave di lettura, e torno indietro al secondo Bisogno espresso – sempre basandomi sulle risposte alla mia domanda-.
    La Fiducia. La verità. Il pensare di potersi fidare anche se si mollano le cime della vela.
    Anche se si interrompe il controllo su tutto.
    C’è una grandissima umana necessità: quella di vivere e confrontarsi in un mondo vero.
    Che non significa “non-virtuale”, ma autentico, genuino, affidabile, degno della nostra fiducia.
    Solo allora si può abbandonare il controllo e non avere, per forza, bisogno di trovare quell’equilibrio tra reale e virtuale che ancora ci inganna.
    Che ancora ci fa temere di non essere amati.

    E’ solo dopo questi Bisogni che si arriva a rispondere: la Salute.
    Che il nostro fisico sia in forze o meno risulta meno importante del Bisogno di Verità nelle relazioni e del bisogno di Essere Amati per quello che siamo.
    E, subito dopo la Salute, il Tempo.
    Qui ho voluto specificare: è maggiore l’esigenza del Tempo per Noi Stessi. Il tempo per gli altri viene in secondo luogo.
    Ancora una volta, è la richiesta di un mondo meno veloce o che cambi meno frequentemente.
    Un mondo in cui non ci dobbiamo sempre considerare attivi e presenti, sempre disponibili, come se “a dire di No” perdessimo l’occasione della nostra vita.
    Il Tempo per gli altri è fondamentalmente solo quello da dedicare alla Famiglia, il cui Bisogno – e mi stupisce – non primeggia.
    E’ una piccola fotografia della Società attuale, che vive sul digitale ma ancora sente, almeno interiormente, un divario profondo tra reale e virtuale.

    Libertà, Progetti, continuare ad avere buone idee, rimanere creativi, restare un punto di riferimento per gli altri e poter Sognare sono gli ultimi Bisogni espressi.
    E a questo punto sono io che pongo una domanda a voi. A voi che avete dato una risposta sul mio profilo Facebook.

    La tecnologia è già pronta alla Realtà Aumentata. Noi, secondo voi, umanamente lo siamo?

    [l’immagine di copertina è di Dan Sipple – Getty Images]

  • Instagram e commenti: si potranno disattivare e mettere like

    Instagram e commenti: si potranno disattivare e mettere like

    Instagram introduce nuove funzionalità che rendono la piattaforma “più sicura”. Prima di tutto, sarà possibile disattivare i commenti ai post pubblicati sulla piattaforma; entro pochi giorni, si potrà anche esprimere like sul commento. Inoltre gli account privati potranno rimuovere follower indesiderati.

    Instagram va sempre più nella direzione di rendere la piattaforma più sicura ed è questo il motivo per cui vengono introdotte nuove funzionalità che vanno in questa direzione. L’annuncio viene dato da Kevin Systrom, CEO e fondatore di Instagram sul blog ufficiale della piattaforma, presentando altri strumenti di controllo. Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme di cosa si tratta.

    instagram commenti mobile

    Nell’intento di offrire maggiori strumenti di controllo e di mettersi a riparo da situazioni non proprio corrette, che spesso sfociano in situazioni ancora più gravi, da oggi sarà possibile disattivare i commenti sui post. Dopo la possibilità di poterli filtrare sulla base di parole chiavi, adesso sarà possibile disattivarli agendo da Impostazioni=>Commenti=>Nascondi commenti non appropriati, e qui è possibile attivare questa funzionalità. Potrete riattivare i commenti anche una volta pubblicato il post.

    instagram commenti

    Altra novità che riguarda i commenti è la possibilità di mettere like sul commento e visualizzare la possibilità di risposta già subito sotto il commento. Una funzionalità che ricorda molto Facebook, ma che offre all’utente una nuova possibilità di interazione. La funzionalità sarà disponibile per tutti entro pochi giorni.

    instagram commenti mobile android

    Altra funzionalità nell’ottica di rendere la piattaforma più sicura è quella di rendere possibile, per gli account privati, di rimuovere follower indesiderati. Una possibilità che consente di rimuovere persone a cui era stata data la possibilità di seguire l’account. E’ sufficiente accedere alla lista dei follower e toccare il menù accanto ad ogni account, in questo modo la persona interessata non sarà comunque informata dell’azione di rimozione.

    Infine, Instagram offre la possibilità di segnalare utenti che hanno bisogno di un supporto particolare perchè in evidente stato di difficoltà. E’ possibile quindi inviare una segnalazione anonima e mettere in contatto l’account con organizzazioni specifiche.

    Allora, che ne pensate di queste novità?

  • La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    La pubblicità sui Social Media supererà quella sui giornali dal 2020

    Un nuovo e interessante report dell’agenzia Zenith Optimedia evidenzia come la pubblicità sui social media supererà quella sui giornali, entro i prossimi 4 anni. La previsione è che entro il 2019 i due valori saranno molto simili, ma dal 2020 avverrà il sorpasso. Questo dovuto al crescere del fenomeno Mobile. Crescita a due cifre per pubblicità sui Video online.

    La raccolta pubblicitaria sui Social Media è un fenomeno in crescita, questo lo si sa. I Social Media sono ormai strumenti di comunicazione e condivisione molto frequentati, basti pensare al bacino di Facebook che si avvicina a grandi passi verso i 2 miliardi di utenti. Di conseguenza le aziende dimostrano, sempre più, intenzione di investire in advertising su queste piattaforme, con budget sempre crescenti. Un fenomeno che disegna uno scenario opposto per quanto riguarda i giornali e la carta stampata in generale, dove la raccolta pubblicitaria è in continuo calo. Direte voi, cose che già sono note ai più, vero. Ma oggi torniamo sul tema perchè un interessante (come sempre del resto) report dell’agenzia Zenith Optimedia prevede che presto la pubblicità sui Social Media, in termini di valore, sarà quasi uguale a quella raccolta sui giornali, e che presto ci sarà il sorpasso.

    social media mobile pubblicita advertising franzrusso it 2016

    Volendo entrare nel dettaglio, entro il 2019 la pubblicità sui Social Media toccherà il valore di 50,2 miliardi di dollari, mentre quella sui giornali sarà di 50,7 miliardi, solo mezzo miliardi di differenza. Di fronte a questi numeri, con il fenomeno crescente dell’advertising sui Social Media e con il conseguenza calo dell’advertising sui giornali, il sorpasso, secondo Zenith Optimedia, avverrà dal 2020. Un fenomeno che per i Social Media trova il suo traino sul Mobile. Ma l’agenzia prevede anche una grande crescita per l’advertising su Video online.

    A proposito di Video, la stessa Zenith Optimedia qualche mese fa aveva previsto che la pubblicità su Internet sarà del 28% entro il 2017 e che proprio il settore dei video online continuerà a crescere. La crescita parte da +33% registrato nel 2014, fino ad arrivare a +29% previsto nel 2017.

    In sostanza, l’incremento annuo previsto per l’advertising sui Video online sarà del 18% annuo, mentre quello sui Social Media sarà del 20% annuo. Nel dettaglio la spesa prevista per i Video online sarà di 35,4 miliardi di dollari entro il 2019, comunque pari a un quinto (18%) della spesa prevista per la TV.

    I Social Media sono ormai, per molti utenti, un luogo su cui informarsi, leggere notizie, oltre che condividere contenuti con i propri contatti. Sono quindi luoghi che acquisiscono un ruolo sempre più importante nella vista di ciascuno di noi. La crescente qualità dei dispositivi mobili, registrata negli ultimi anni, ha fatto si che le aziende potessero essere incentivate ad investire su queste piattaforme. Gli annunci pubblicitari sui Social Media si integrano meglio sul news feed, risultando più appetibili dei tradizionali banner ai quali eravamo abituati.

    Uno scenario che ci aspettavamo. E voi che ne pensate?

  • La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    La notte del Referendum sui Social Media, ecco come è andata

    I Social Media hanno giocato un ruolo significativo in questa tornata referendaria, al punto che l’esito sul Referendum è stato centrato con un esito molto simile. Abbiamo analizzato la giornata di ieri notando che sommando gli hashtag più seguiti della giornata, si superano i 330 mila risultati. Ma vediamo insieme i dettagli.

    I Social Media per il Referendum Costituzionale hanno giocato un ruolo significativo. In primo luogo, per aver centrato l’esito finale dl voto. Se ricordate, venerdì avevamo pubblicato la seconda parte dell’analisi di Blogmeter che mostrava come il NO sui social media fosse al 60% contro il SI, in recupero nelle ultime settimane, al 40%. E l’esito finale che conosciamo tutti adesso (dati ufficiale del Viminale) è che il NO ha ottenuto il 59,11% e il SI è arrivato al 40,89. In secondo luogo, perchè i social media sono sempre di più visti come strumenti di comunicazione politica e anche di coinvolgimento, si registra, da questo punto di vista, un piccolo passo avanti rispetto agli ultimi anni.

    renzi referendum social media

    Ma quello che vogliamo fare con voi oggi è vedere, grazie alla collaborazione con Talkwalker, come il referendum è stato vissuto sui social media, nella giornata di ieri e nelle prime ore del mattino di oggi 5 dicembre 2016. Abbiamo monitorato gli hashtag che sono risultati essere i più usati della giornata e anche qualche altro hashtag emergente. Ebbene abbiamo preso in considerazione: #referendum, #referendumcostituzionale, #maratonamentana, #renzi, #ciaomatteo, #havintolademocrazia. Sommando i primi 4 i risultati superano i 330 mila risultati, per un totale di 342 mila risultati.

    referendum dati

    Come potete vedere, #maratonamentana con 91.500 è il secondo più seguito, dopo #referendum con 97.600.

    referendum dati socialreferendum dati social media

    Da notare, come spesso accade in questo tipo di analisi, che il 98,9% delle conversazioni si è sviluppato su Twitter. Il momento di picco si è avuto alle 00:30 del 5 dicembre, nel momento in cui il premier Matteo renzi annunciava la sua intenzione di dimettersi oggi dopo il Consiglio dei Ministri, con un totale di 19.327 risultati, così ripartito: #renzi con 7.256, #maratonamentana con 8.277, #referendum con 5.300. Alle 23 secondo momento più alto con #maratonamentana (6.386), #riformacostituzionale (4.791).

    Dall’analisi emerge una portata molto alta pari a 518 miliardi di impressions, degli hashtag presi in totale, la #maratonamentana è quello che risulta essere anche il più coinvolgente.

    referendum dati social media coinvolgimento reach

    Se guardiamo poi ai dispositivi usati per seguire queste conversazioni, allora notiamo che il 68,7% sono state seguite da mobile, i più usati Android (35,2%) e iOS (27,5%+5,9 ipad).

    referendum dati social media mobile

    Il 60% di coloro che hanno seguito e discusso sui social media la notte del referendum sono stati uomini, il 40% donne. C’è da segnalare che la situazione si ribalta per #renzi con 66,7% donne e 33,3% uomini.

    Vediamo quali sono stati gli infuencer, ossia gli account che si sono distinti per capacità di coinvolgimento attorno ai temi monitorati. Questi che vedete in basso sono quelli in generale, con la pagina Facebook de il Messaggero che figura come la più coinvolgente:

    referendum dati social influencer generale

    Questi invece gli influencer su Twitter dove, lo ricordiamo, si sono registrate la maggior parte delle conversazioni:

    referendum dati social influencer twitter

    Questi invece tutti, in maniera sintetica, i temi che sono emersi dal monitoraggio delle conversazioni:

    referendum temi cloud

    E ora vediamo quali sono stati i contenuti più condivisi dagli utenti e partiamo da Facebook:

    E questi invece i contenuti più condivisi su Twitter, dove ovviamente non è mancata l’ironia sui temi:

    https://twitter.com/V_of_Europe/status/805557914144505856

    https://twitter.com/marionecomix/status/805545563907354625

    Questi invece alcuni tra i più condivisi su Instagram:

    https://www.instagram.com/p/BNnG92sg3gh/

    https://www.instagram.com/p/BNnU3Z6AKLl/

    https://www.instagram.com/p/BNncJVlg5LL/

    Ecco, questa era la nostra analisi, consapevoli che si tratta di un quadro generale, utile per farsi un’idea su quello che è avvenuto sui social media nelle ultime ore.

    E voi che ne pensate?

  • Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    Social Media e Referendum, il No prevale ma il Sì recupera

    La seconda, e ultima, parte dell’analisi di Blogmeter su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre, evidenzia che il No prevale ancora ma il Sì in queste ultime settimane ha recuperato e ha accorciato le distanze.

    A distanza di quasi un mese dalla prima, Blogmeter rilascia la seconda, e ultima, parte dell’analisi su come gli utenti social media hanno vissuto la campagna referendaria per il Referendum Costituzionale di domenica prossima, 4 dicembre 2016. Avevamo visto nella prima parte che il No era al 63,7% e che il Sì si fermava al 34%, con il 2,4% che dichiarava di astenersi. I dati aggiornati al 1° dicembre, quindi a ieri, ci dicono che il No continua a prevalere, ma il Sì in queste settimana ha recuperato qualcosa, accorciando le distanze. Vediamo insieme i dati in dettaglio.

    referendum costituzionale social media franzrusso it 2016

    Nel periodo che va dal 24 settembre al 1° dicembre, i messaggi raccolti da Blogmeter sul tema referendum sono stati 4 milioni, lasciati da più di 800.000 utenti, che hanno generato oltre 25 milioni di interazioni (+140% rispetto al mese precedente) sui social media (like, retweet, commenti, visualizzazioni, ecc…) e 335 milioni di visualizzazioni uniche. Il mese di novembre, come era chiaro aspettarsi, rispetto al precedente ha fatto segnare un aumento considerevole delle conversazioni del 75% e delle interazioni del 140%.

    Guardando i dati dal punto di vista delle piattaforme più utilizzate per esprimere opinioni e pareri sul referendum, si nota che il 54% dei messaggi è stato prodotto su Twitter, il 36% su Facebook, il 6% dai siti di notizie e il restante è frammentato tra altre piattaforme. Se si guarda, invece, alle interazioni generate si scopre che ben il 75% di esse è avvenuto su Facebook, il 11% su Twitter, il 9% su YouTube, il 5% su Instagram. Blogemeter rileva anche che le opinioni espresse spontaneamente dagli italiani sono state oltre 1,8 milioni di messaggi.

    Andando quindi più a fondo dei pareri, l’analisi ci mostra che il 60% degli utenti che parlano del referendum hanno pubblicato commenti a favore del NO mentre il 40% lo ha fatto per il SI. Quindi il No perde il 3,7% e il Sì guadagna il 6%.

    referendum social media 2016 blogmeter hashtag

    I concetti più ricorrenti nei messaggi di coloro che sono contro la riforma riguardano l’occasione di mandare a casa il governo Renzi e la questione dell’immunità parlamentare per i consiglieri regionali. Gli hashtag e i termini più citati sono stati: “#iovotono”, “votare” e “renzi”. I favorevoli, invece, concentrano l’attenzione sulla riduzione dei costi della politica e sui benefici derivanti dall’abolizione del bicameralismo paritario. Gli hashtag e i termini più usati sono stati “#bastunsi”, “votare” e “vincere”.

    Grande successo, come modalità di contenuti condivisi, hanno riscosso i video. Su Facebook hanno successo quelli promossi dai partiti e dai politici, in particolare quello del Movimento 5 Stelle che mostra la manifestazione per il NO a Roma (2,4 milioni di visualizzazioni) e lo spot “Si riparte” pubblicato da Matteo Renzi (2 milioni di visualizzazioni). Su YouTube invece hanno riscosso successo i video non ufficiali, quelli più ironici, come “Il referendum costituzionale riassunto e spiegato semplicemente” dello “youtuber” Alessandro Masala, che ha generato oltre 450.000 visualizzazioni. Da segnalare anche “Referendum 2016 Hai notato che…” dei Daniele Doesn’t Matter con oltre 150.000 visualizzazioni.

    Questi i dati dell’analisi sul referendum e social media. E voi che ne pensate?

  • Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    Twitter Momenti, adesso è possibile crearli anche da Mobile

    A distanza di due mesi dal rilascio per tutti gli utenti (limitato solo al desktop), Twitter Momenti comincia ad essere disponibile, per tutti, anche da mobile. La modalità di narrazione attraverso i tweet, riferiti ad un evento o ad una notizia, potranno essere gestiti anche dai dispositivi mobili, sia iOS che Android.

    Dopo aver rilasciato Twitter Momenti, esattamente due mesi fa, per tutti anche se solo limitatamente al desktop, Twitter comincia, da oggi a rilasciare la modalità di narrazione per tweet anche per i dispositivi mobili, sia iOS che Android. Un passaggio obbligato per Twitter, anche per cercare di rilanciare una modalità, molto attesa, ma che non ha riscontrato il successo che si sperava. E una delle motivazioni era proprio quella che questa modalità, che permette di raccontare un evento o una storia attraverso la raccolta di tweet, non fosse ancora disponibile per i dispositivi mobili. Questa è una modalità che avrebbe dovuto permettere a Twitter di inserirsi nel settore di “raccontare una storia” attraverso contenuti multipli, quindi collezionare veri e propri momenti, un po’ come quello che si vede su Snapchat o su Instagram Stories. Ma, a differenza dei due esempi appena citati, a quanto pare la modalità non è stata molto apprezzata.

    twitter momenti mobile

    Eppure Twitter avrebbe dovuto puntare molto su rilascio della modalità per i dispositivi mobili, non fosse altro per il fatto che l’82% degli utenti di Twitter accede sulla piattaforma proprio da mobile e che il 90% delle visualizzazioni di contenuti video avviene proprio sui dispositivi mobili. Quindi, perchè aspettare così tanto tempo? Una risposta la si può avere anche guardando il modo in cui è stata gestita questa modalità, che avrebbe potuto davvero rilanciare la piattaforma a 140 caratteri, tra lo abbiamo sostenuto diverse volte qui sul nostro blog. Inizialmente la gestione dei contenuti avveniva attraverso una redazione; solo dopo oltre un anno si è deciso di renderla accessibile a tutti gli utenti, in modo da farli diventare narratori di storie in prima persona. A pensarci prima, sarebbe stato molto meglio.

    https://twitter.com/twitter/status/803995039663726592

    Come creare Twitter Momenti da mobile

    Ad ogni modo, creare Twitter Momenti anche da mobile non è così diverso dalla modalità che abbiamo conosciuto per desktop. Dalla vostra timeline, sul vostro dispositivo iOS o Android, una volta individuato il tweet che vi sembra adatto per la vostra storia, non dovete fare altro che fare tap sulla freccia che trovate in alto al tweet sulla destra. Una volta fatto questo potete o creare un nuovo momento oppure aggiungere il tweet ad un momento già esistente. Ripetete questa operazione fino a quando non avrete collezionato i tweet che vi permetteranno rdi raccontare al meglio la storia. Dopo di che, ottimizzate il vostro momento, scegliendo anche una copertina di riferimento.

    Bene, questa è la modalità che permette di creare Twitter Momenti anche da Mobile, senza dover aspettare di raggiungere un pc per poterlo fare, un grande passo in avanti. Ma ora è necessario che Twitter spinga davvero molto su questa modalità, se vuole davvero affiancarsi a Snapchat, che con le Stories raccoglie 50 milioni di utenti al giorno su questa modalità, oppure Instagram che di utenti, attorno alle Instagram Stories ne raccoglie 100 milioni al giorno. Un’operazione non facile, certo, ma per Twitter è giunto il momento (guarda caso!) di spingere sull’acceleratore, in attesa che un buon management prenda le redini della società per traghettarla in acque migliori.

    [l’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, nel caso dovesse risultare inadeguata per i legittimi proprietari dei loghi, verrà rimossa immediatamente. Tutti coloro che volessero condividerla, sono pregati di citare l’autore]

  • Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Instagram sempre più Snapchat, ecco Live Video e contenuti usa e getta

    Ecco che Snapchat compare nuovamente come ispiratore della nuova funzionalità introdotta da Instagram. Da oggi, infatti, sono disponibili, sulla piattaforma di condivisione di immagini, anche i live e le immagini o video da condividere via Direct che si cancellano una volta visti. Ancora una volta Instagram punta a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani.

    Dopo le Stories (che oggi utilizzano più di 100 milioni di persone al giorno), la modalità di condivisione introdotta lo scorso agosto, Instagram punta a introdurre di nuovo funzionalità che hanno fatto il successo di Snapchat. Infatti le nuove funzionalità introdotte oggi non si possono definire certo originali, sono, appunto, due funzionalità che hanno caratterizzato l’app che riscontra un grande successo soprattutto tra i più giovani. Quindi, Instagram, così come accaduto con l’introduzione delle Stories, prova di nuovo a allargare la sua utenza verso le fasce più giovani. E’ noto che il 90% degli utenti Instagram ha meno di 35 anni, così come è altrettanto noto che il 60% degli utenti Snapchat ha meno di 25 anni, la fascia più rappresentata è quella 18-24 anni. Bene, da questi piccoli dettagli si comprende come Instagram tenda sempre di più ad abbracciare i più giovani, avvicinandoli con funzionalità che già hanno apprezzato altrove. E quali sono queste novità introdotte da Instagram?

    Buona parte di voi ne saranno già a conoscenza, ma scopriamole insieme.

    instagram live video immagini usa getta

    Live Video su Instagram, come attivarli (e disattivarli)

    Allora, la prima grande novità, attesa da qualche settimana per la verità, è la possibilità di poter fare dei Live Video anche su Instagram. Quindi Instagram, dopo Periscope, dopo i Live Video di Facebook, entra a pieno titolo nelle piattaforme di live broadcasting. Fare un Live Video su Instagram è semplice, è sufficiente, non appena sarà disponibile anche in Italia (questione di settimane?) premere il tasto “Live” anziché scattare una foto. Da quel momento il tempo della diretta sarà per massimo 60 minuti e, dopo aver premuto il tasto “stop”, tutto scomparirà. Il video del live non sarà più visibile. Un po’ quello che succedeva fino a poco tempo fa su Periscope, la piattaforma di live broadcasting di Twitter. Ora anche su Periscope è possibile salvare le dirette per un tempo limitato sul proprio profilo, è quindi immaginabile che nel giro di qualche mese lo sarà anche per Instagram. Come sapete i Live Video, su facebook, restano visibili anche dopo aver terminato la diretta.

    Nel momento in cui un utente che seguite sta facendo un Live Video, riceverete una notifica. Nel caso in cui non siete interessati a ricevere notifiche di questo tipo, la potete disattivare da: cliccate sulla vostra immagine profilo=>Impostazioni=>Notifiche push=>Video in diretta e cliccate su “No”.

    Su Snapchat non sono possibili i Live (chissà ancora per quando) ma i video scompaiono proprio come accadrà alle dirette su Instagram, non sembra essere un caso.

    instagram live video immagini usa getta direct

    Immagini e video usa e getta su Instagram via Direct

    Altra novità, sempre in stile Snapchat, che Instagram ha introdotto oggi, è quella che riguarda la possibilità di condividere immagini o video, dalle Stories, in modalità privata via Direct, la chat interna di Instagram. I video e le immagini condivise con questa modalità scompariranno non appena il ricevente le visualizzerà. Come usare questa nuova funzionalità? Anche questa è molto semplice. Utilizzando le Stories, nell’intendo di creare una nuova storia, invece di inviare le foto o il video con questa modalità, usate per condividere il tasto che presenta la freccia rivolta verso destra che compare in basso; subito dopo scegliete l’utente, o il gruppo di utenti, a cui volete inviare il contenuto, e il gioco è fatto.

    Instagram dunque continua ad arricchire la sua piattaforma, la novità forse più interessante è quella che riguarda i Live Video, una modalità che piace molto agli utenti e che aggancia l’interesse dei più giovani: il 30% di essi ama vedere video live di amici e parenti. Inoltre, Instagram, così come Facebook, inizia a mettere in pratica la previsione di Cisco, secondo la quale entro il 2020 l’80% del contenuto sarà video.

    Allora, voi che ne pensate?

  • Twitter guarda a Snapchat, ecco i QR Code sui profili. Ma perchè?

    Twitter guarda a Snapchat, ecco i QR Code sui profili. Ma perchè?

    Snapchat sta diventando per gli altri social network una vera fonte di ispirazione. Quindi dopo Facebook e Instagram, adesso è la volta (ancora) di Twitter a rilevare una funzionalità già in uso sull’app del momento. Su Twitter sono in arrivo i QR Code per i profili, già visti anche su Facebook Messenger.

    Il mondo dei social network e delle app è in continuo fermento in termini di funzionalità da attivare, per rendere l’esperienza degli utenti sempre più coinvolgente. Ma capita, spesso,che alcune piattaforme riprendano (in alcuni casi, copiano) funzionalità viste da altre parti. Un fenomeno che non può essere biasimato più di tanto, capita perchè stiamo parlando di fenomeni (i social network) che prima non esistevano, è quindi facile che ci sia questa continua fase di ripresa di ciò che funziona meglio da altre parti. E questo stesso fenomeno andrà avanti fino a quando non si raggiungerà una certa stabilità, ancora lontana dall’essere prevista.

    twitter qr code

    Quindi, fatta questa premessa, in tema di “questa funzionalità l’ho già vista da qualche altra parte“, Twitter (di nuovo) trova ispirazione guardando a Snapchat. Dopo Facebook e Instagram (stiamo parlando della stessa casa) anche la piattaforma a 140 caratteri, in un momento particolare della sua vita, introduce i QR Code sui profili. Al momento si tratta di una funzionalità non ancora attiva per tutti, ma lo sarà presto, per iOS e Android.

    Come attivare il QR Code sul profilo Twitter per Android e iOS

    In pratica, attivare il QR Code su Twitter (Android) è molto semplice, da mobile è sufficiente cliccare sul vostro profilo fino ad arrivare a cliccare su “Codice QR”. Immediatamente vi appare il lettore QR dalla vostra camera e quindi andrete a leggere la vostra foto profilo. Automaticamente il sistema vi tirerà fuori un’immagine come questa che vedete in basso.

    twitter franzrusso qr code

    Ogni qual volta poi richiamate l’immagine dal vostro account (cliccando i tre pallini verticali in alto a destra) lo sfondo del vostro profilo in QR Code cambierà colore. Operazione simile anche per iOS, da click su ingranaggio si apre il menù fino a visualizzare “Code QR”, per poi proseguire con l’operazione appena descritta.

    Bene, visto come attivare il QR Code su Twitter, la domanda sorge spontanea: ma a che serve?

    In effetti non è ben chiaro il perchè si sia resa necessaria l’introduzione del QR Code sui profili. Questa è una funzionalità che ha lo scopo di metter in relazione account nel momento in cui questa operazione non sia possibile sulla piattaforma. Vedi Snapchat infatti, dove il QR Code serve proprio a questo. Ma su Twitter invece è possibile entrare in relazione con altri utenti in tanti modi. Allora che risposta si può dare? Semplice, Twitter ha introdotto una funzionalità che può piacere anche ai più giovani, proprio perchè è già in uso su piattaforme come Snapchat.

    E voi che ne pensate?