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  • Snapchat, ecco come l’app del momento è usata in Italia [Infografica]

    Snapchat, ecco come l’app del momento è usata in Italia [Infografica]

    Snapchat è senza dubbio l’app del momento. Il fenomeno è in crescita anche nel nostro paese e grazie a questa infografica realizzata dai ragazzi del Master in Social Media e Digital PR dello IED scopriamo come gli utenti italiani la usano. Il 48% degli utenti sotto i 18 anni usa Snapchat tutti i giorni e sempre il 48% di essi lo usa come chat privata.

    Snapchat come più volte abbiamo detto è l’app del momento, anche nel nostro paese. Oltre 200 milioni a livello globale e sono già 150 milioni gli utenti attivi ogni giorno, più di quelli attivi su Twitter; 9 mila sono gli snap al secondo. Numeri che ci danno la dimensione di come questa applicazione si stia diffondendo sempre di più. In Italia l’app conta un numero di utenti che si aggira intorno ai 700 mila, un numero che, senza dubbio è destinato a crescere. E proprio in relazione al nostro paese cresce la curiosità di sapere come gli utenti italiani usano questa applicazione che ha fatto. Ebbene, curiosità esaudita perchè in aiuto arriva questa infografica realizzata dai ragazzi del Master in Social Media e Digital PR dello IED che, sulla base di circa 1.000 utenti, ha scoperto come gli italiani usano Snapchat. Vediamo insieme, allora, dati e, ovviamente, l’infografica.

    snapchat italia uso comportamento franzrusso.it 2016

    Snapachat, come la usano gli utenti italiani

    Come sappiamo, la base utenti di Snapchat è costituita per lo più da giovani e da giovanissimi, ossia al di sotto dei 18 anni. Secondo i dati raccolti da Giuliano Ambrosio, gli utenti in Italia sono 673 mila e il 60% sono uomini. Ora scopriamo che il 42,6% degli utenti italiani ha un’età inferiore ai 18 anni e che il 30,9% ha un’età tra i 18-24 anni. Ciò significa che il 73,5% degli utenti in Italia rientra nella fascia 16-24 anni. Il 48% sia della fascia inferiore ai 18 anni che quella compresa tra i 18-24 anni usa Snapchat ogni giorno: il 48% degli inferiori ai 18 anni lo usa come chat privata, mentre fa lo stesso uso 45% della fascia di età 18-24 anni.

    Notare, come si diceva qualche giorno fa, che sta cominciando ad aumentare anche la base utenti superiore ai 45 anni che usa Snapchat prevalentemente come chat privata (76%).

    Snapchat e brand, relazione in essere

    E chi seguono su Snapchat gli utenti italiani? Il 45% dice di seguire i propri amici, il 20% segue account VIP, il 19% segue i blogger, il 10% segue i brand e il 6% segue account media. E a proposito dei brand, una presenza che grazie ad alcune strategie in atto aumenterà certamente nei prossimi mesi, il 31% degli utenti italiani ha scoperto della loro presenza da altri social, il 22% dal passaparola. Il 29% degli utenti si aspetta che i brand presenti sull’app postino contenuti esclusivi, il 27% invece delle anteprime.

    E sempre in relazione ai brand, gli utenti entrerebbero in relazione con i brand prendendo parte ad una live story (26%), utilizzando le lenti (22%) e facendo screenshot (21%).

    Snapchat, perchè non la si scarica e perchè non si usa

    La ricerca dei ragazzi dello IED prende in considerazione anche il fatto che una parte degli utenti non abbia interesse nè a scaricare l’app e quindi a non utilizzarla. E qui vediamo qualche motivazione. Il 39% dice di non scaricarla perchè non interessa, ma il 35% degli intervistati dice di non conoscerla. Una parte di essi sostiene poi di non saperla usare (8%) e solo il 5% dice che non gli piace l’app.

    Per quel che riguarda le motivazioni per cui non usano l’app, più di un terzo degli utenti sostiene di non saperla usare (36%), il 21% sostiene che non interessa e il 18% lamenta che non ci sono i propri amici.

    Questo un po’ il quadro dell’utilizzo di Snapchat in Italia, un interessante lavoro che ci permette di conoscere coem gli utenti italiani stanno approcciando all’app del momento.

    E voi usate Snapchat? Raccontateci la vostra esperienza.

    snapchat italia infografica ied 2016

    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, nel caso in cui il marchio la ritenesse inopportuna verrà immediatamente rimossa]

  • Tutti sul Ponte, ecco come è andata The Floating Piers sui Social Media

    Tutti sul Ponte, ecco come è andata The Floating Piers sui Social Media

    L’esperienza di The Floating Piers, la pedana lunga 3 km sul Lago d’Iseo voluta dall’artista Christo, nel periodo tra il 18 giugno e il 3 luglio ha richiamato oltre 1 milione di visitatori. E una forte attenzione è stata registrata anche sui Social Media. Con il progetto “Tutti sul Ponte”, nato proprio per fornire dati in questo senso, scopriamo come è andata.

    La camminata sul Lago di Christo è stata senza dubbio un grande successo. Oltre 1 milione di visitatori il 15 giorni di apertura della pedana galleggiante sul Lago d’Iseo lunga 3 km, The Floating Piers, un’esperienza unica nel suo genere. L’opera di Christo è stata al centro dell’attenzione mondiale, vuoi anche per il nome dello stesso artista che evocava la “camminata sull’acqua” di Cristo.

    C’era da attendersi una grande attenzione ed un grande flusso di visitatori, forse non con quei numeri. Ma adesso vogliamo vedere come è andata anche sui Social Media e a questo proposito ci rifacciamo al progetto “Tutti sul Ponte“, #tuttisulponte, un progetto nato per monitorare tutto ciò che avveniva nelle giornate di visite sulla pedana e di come i tanti turisti hanno raccontato la propria esperienza su Facebook, Twitter e Instagram. Un progetto che ci è piaciuto, anche perché si tratta di avere traccia di cosa è davvero successo in quelle due settimane.

    floating piers tutti sul ponte

    Allora, diciamo subito l’analisi delle conversazioni comprende il periodo che va dal 5 giugno al 4 luglio. Il social più utilizzato in questo periodo è stato Instagram, e non poteva essere diversamente. Irresistibile era la voglia di condividere immagini da un luogo assolutamente unico e spettacolare. Oltre 70 mila utenti hanno utilizzato infatti Instagram e oltre 22 mila utenti hanno usato Twitter. In totale sono state oltre 100 mila gli utenti che hanno condiviso attraverso i social media le loro esperienze sul lago.

    Tra gli hashtag emersi dall’attività di monitoraggio, #thefloatingpiers è quello più usato, specialmente su Instagram con 14.600 citazioni, seguito da Twitter con oltre 9 mila citazioni e da Facebook con 1.200 citazioni. Il secondo hashtag più usato su Instagram è stato #iseo con oltre 13 mila citazioni.

    Anche #tuttisulponte è stato più usato su Instagram con 499 citazioni, seguito da Twitter con 232 citazioni.

    Su Twitter la reach è stata di 76 milioni con 17.108 tweet da oltre 9 mila autori. La reach totalizzata dagli RTs è stata di 47,4 milioni e in totale gli RTs sono stati 18.499. La reach totale è quindi di 143 milioni.

    La ricerca dei dati curata da Tutti sul Ponte offre uno sguardo per capire anche da dove si è contribuito a condividere contenuti, e in effetti rende bene l’idea di quanto sia stata apprezzata questa iniziativa anche all’estero.

    Prendendo in considerazione le condivisioni fatte da Facebook, Twitter e Instagram si nota che le ore in cui si è condiviso di più sono state alle 11 e alle 14. Attività comunque interessante anche a tarda notte, tra le 23 e la mezzanotte, proprio per condividere le spettacolari immagini della pedana in notturna.

    Di seguito top influencer e top contributor su Twitter, Facebook e Instagram:

    top influencer facebook tutti sul ponte top influencer instagram tutti sul ponte top influencer tutti sul ponte

    Ecco, questo il resoconto, che trovate nella modalità più completa nell’infografica in basso, che ha realizzato Tutti sul Ponte.

    E voi avete avuto modo di attraversare le acque sulla pedana di Christo?

    infografica tutti sul ponte the floating piers christo

  • #SBF16, dalla Digital Transformation alla Piattaforma

    #SBF16, dalla Digital Transformation alla Piattaforma

    Prima giornata della nona edizione del Social Business Forum in corso a Milano che per questa edizione fa il punto della situazione dal punto di vista dell’Innovazione nel social business. L’evoluzione va ormai della direzione di convergenza: si passa quindi dalla Digital Transformation al concetto di Piattaforma. Ma il contenuto resta l’elemento fondamentale.

    Ha preso il via oggi a Milano la nona edizione del Social Business Forum, uno degli eventi più attesi e interessanti per comprendere in quale direzione sta andando il mondo del business digitale. E vista la qualità dei relatori presenti anche in questa edizione, possiamo dire che nella prima giornata le attese sono state assolutamente soddisfatte. In questa prima giornata, #SBF16 continuerà anche domani, è stata indicata quale direzione sta per prendere, e prenderà, l’evoluzione del business digitale. La strada da seguire è quella che va dalla Digital Tranformation, un processo che ha interessato molto le aziende in questi ultimi 6/7 anni, verso il concetto di Piattaforma. Un concetto che vuole fissare un momento assolutamente necessario di fronte ad una forte frammentazione dei dati. Siamo nella fase che serve anche idealizzare sotto forma di piattaforma, quindi più facilmente gestibile, tutte quelle strategie, azioni, strumenti che servono a sviluppare il business digitale.

    social business forum 2016

    Tutti gli interventi della mattinata sono andati nella direzione di descrivere, in diversi contesti aziendali e di attitudine, cosa si intende oggi per piattaforma e come la stessa piattaforma possa essere a sua volta un insieme di piccole piattaforme che comunicano tra loro. A dettare il tema della giornata è stato Emanuele Scotti, co-founder di OpenKnowledge, che ha fissato i punti chiave del concetto di piattaforma in uno scenario che vede ormai il passaggio da Enciclopedia Britannica a Wikipedia, oppure da Walmart a Alibaba, o ancora da Marriot Hotel a AirBnb. Un evoluzione che ha di fatto modificato lo scenario che eravamo abituati a conoscere, una vera e propria rivoluzione che investe anche il mondo delle competenze. Siamo in una fase in cui le aziende hanno più o meno acquisito il tema digital, trasformando le proprie organizzazioni e modificano il proprio business. Ma oggi serve la fase di convergenza, la fase in cui racchiudere in un solo luogo ciò che serve per ottimizzare l’operatività.

    L’intervento di Sangeet Paul Choudary, co autore del testo “Platform Revolution” è forse quello che meglio illumina il tema oggetto del Social Business Forum. Partiamo quindi da quello che abbiamo detto all’inizio, ossia siamo di fronte ad uno scenario che ha dato vita a realtà come Facebook, Uber, Airbnb. Ebbene, oltre ad avere rivoluzionato il modo di fare impresa, di fare economia nell’era del Digitale, tutte queste aziende hanno un grande elemento in comune, e cioè hanno fondato tutto il loro successo proprio sulla Piattaforma. E quindi tutte le Interazioni, gli effetti dell’attività di Networking, i feedback che riceviamo sono parte della Piattaforma che dobbiamo creare. Ma la Piattaforma è anche momento di aggregazione, fase importante questa, è fatta di trasparenza, è anche Creazione e al tempo stesso è Curation, cura di quello che facciamo. Tutto questo è quello di cui dobbiamo tenere conto.

    Nel concetto di piattaforma è parte anche quella di cui ha parlato Eugenio Cassiano di Sap che ha parlato di Hybris, piattaforma di Sap che abilità un nuovo concetto di customer experience basato sull’engament degli utenti. Oggi si vive quasi un paradosso che è fatto da un vasto accesso alle informazioni, ma resta ancora una grande carenza di coinvolgimento degli utenti, quello su cui le aziende, i retailer devono cominciare puntare.

    E se è vero che oggi viviamo una fase in cui siamo bombardati di notizie, informazioni, ma soprattutto veniamo continuamente bersagliati da messaggi che arrivano in continuazione attraverso i device che utilizziamo solitamente per il nostro lavoro. Bersagliati a tal punto che spesso veniamo assolutamente “disturbati”, de-concentrati da questi continui impulsi. Il 70% delle persone che si trovano al lavoro è de-concentrata durante il proprio lavoro. Una componente importante quindi. Ebbene anche in questo caso si può e si deve parlare di piattaforma, così come ha fatto Katrina Troughton, General Manager, Social & Smarter Workforce Solutions di IBM. E la piattaforma è compsta dai social software di IBM che aiutano a tenere sotto controllo tutti gli impulsi, aiutano a restare concentrati sul lavoro e abilitano appunto il sistema cognitivo che sta alla base di tutto.

    E di customer experience ha parlato anche Rene Van Der Laan di Sas, un concetto che è tornato più volte durante la sessione plenaria della giornata. Ma in questo caso il punto centrale è la Rilevanza, dare spazio alle interazione che fanno parte di quel contesto, concentrarsi e fare le cose che sono assolutamente necessarie in quella direzione. Tutto questo sicuramente eleva l’attenzione verso il cliente che oggi, più evoluto di ieri, ha esigenze sempre più alte. Van Der Laan ha riportato anche il caso di Telefonica adottando il sistema e la piattaforma di Sas, Customer Decision Hub, è arrivata ad aumentare i ricavi si 10 milioni di euro.

    Ma tutto questo ruota comunque attorno al grande tema che afferisce la strategia e l’operatività sul campo. Da questo punto di vista l’intervento di Giorgio Soffiato, founder e CEO di Marketing Arena, nel pomeriggio, è stato assolutamente concreto, pratico e illuminante. Il tema principale è sempre quello di “come fare per..”, ebbene il Contenuto, per quanti ancora non se ne fossero accorti, resta comunque l’elemento principale. In un contesto in cui le aziende non considerano alcuni aspetti come, cita Soffiato, “la saturazione del target” di cui pochi parlato, ecco che la strada da seguire resta quella del contenuto, del contenuto di qualità. Un punto fondamentale che ci sentiamo di condividere. Così come serve parlare di più di Marketing Automation e di Analytics, serve misurare le operazioni che si mettono in campo per non perdere gli spunti che si generano.

    Una prima giornata assolutamente ricca di spunti, di idee che ci hanno indicato la strada da seguire nel prossimo futuro, quella della Piattaforma.

  • Euro 2016: Italia-Germania, “a testa alta” anche sui Social Media

    Euro 2016: Italia-Germania, “a testa alta” anche sui Social Media

    La sfida ormai storica tra Italia e Germania andata in scena a Euro 2016 è stata molto seguita anche sui Social Media, anche se meno di Italia-Spagna. I messaggi totali sono stati 400 mila e le interazioni totali sono state 4,2 milioni. Tra i protagonisti più citati Buffon, Bonucci e Chiellini. Non è mancata l’ironia per i rigori falliti da Zaza e da Pellè.

    La delusione sta cominciando a diradarsi ed è ormai tempo di voltare pagina. Ma non prima di aver dato un’occhiata a come il “clasico” tra Italia e Germania è stato vissuto sui Social Media. Il match di sabato scorso, valido per i quarti di finale a Euro 2016, i Campionati Europei di Calcio in corso in Francia, è stato molto seguito anche su Facebook e, in particolar modo su Twitter, anche se meno rispetto alla partita tra Italia e Spagna.

    Secondo i dati elaborati da Blogmeter, i messaggi totali sono stati 400 mila da 150 utenti unici; le interazioni totali sono state 4,2 milioni, il 40% in meno rispetto alla partita con la Spagna. Tanta delusione tra i messaggi postati alla fine del match, anche se “A testa alta” è citato ben 11.600 volte.

    Infografica italia germania euro 2016

    Il picco di messaggi si è generato a partire dalle ore 23, 79.800 post, con l’inizio dei tempi supplementari e ha raggiunto l’apice durante i rigori, sebbene il post più coinvolgente del picco sia stato quello con cui il profilo Instagram della Nazionale ha annunciato l’ingresso in campo di Insigne al posto di Eder. Buona parte delle interazioni, 659 mila, si è registrata alle 22, quando quando il giovanissimo attore e cantante italiano Ruggero Pasquarelli ha pubblicato un post Instagram in cui faceva il tifo per gli azzurri e Bonucci ha segnato il rigore del pareggio.

    Italia-Germania, gli account più attivi e coinvolgenti

    I più attivi e coinvolgenti della serata spiccano i profili Twitter di Coca Cola Italia (il più attivo in assoluto con 469 post e commenti), Il divano di Rolling e Rai Sport. E anche stavolta, Twitter si conferma il social più utilizzato per commentare l’evento sportivo, raccogliendo l’80% dei messaggi.

    Questi gli autori più coinvolgenti durante il match. In vetta resta @Vivo_azzurro, l’account ufficiale della Nazionale Italiana, seguito da @trash_italiano e da @iPantellas.

    italia germania influencer

    Italia-Germania, i protagonisti più citati

    Tra i protagonisti della partita, Buffon, Bonucci e Chiellini sono i più citati: le performance del capitano della Nazionale hanno generato oltre 1 milione di interazioni sui social. Non certamente mancate le citazioni per Pellè (111 mila interazioni) e per Zaza (107,5 mila interazioni), il cui engagement in questo caso è legato ai diversi commenti negativi e ironie che sono piovuti sul web subito dopo i due rigori sbagliati.

    Italia-Germania, i Tweet più coinvolgenti

    Di seguito, alcuni dei tweet più condivisi durante tutta la serata del match:

    https://twitter.com/iPantellas/status/749360020215762944

    https://twitter.com/Fedez/status/749341679908429826

    https://twitter.com/cucchiaia/status/749367718621609984

    https://twitter.com/LaRomanelli/status/749343017941753856

    https://twitter.com/psycholock/status/749360568046329857

    https://twitter.com/9GagFootball/status/749347495210254336

    https://twitter.com/KeyDarkLady/status/749365750419353600

  • Euro 2016: Italia-Spagna è boom anche sui social media

    Euro 2016: Italia-Spagna è boom anche sui social media

    L’ottavo di finale di Euro 2016 tra Italia e Spagna, vinto dagli azzurri per 2 a 0, è stato un vero boom anche sui Social Media. La rilevazione fatta da Blogmeter riporta 454 mila messaggi (72% da Twitter) con 7 milioni di interazioni. Picco di 113 mila messaggi al momento del secondo goal.

    Gli Europei di Calcio 2016 in corso in Francia, come forse già saprete, stanno riscuotendo un grande interesse e seguito anche sui Social Media, come era prevedibile, visto che il tema Calcio è sempre tra i più discussi specialmente in ambito di competizioni internazionali. E così si è confermato ieri sera in occasione dell’ottavo di finale che ha visto di fronte l’Italia e la Spagna, match vinto dagli azzurri per 2 a 0 che proietta la Nazionale ai quarti che si giocheranno sabato prossimo contro la Germania, campione del mondo in carica.

    Infografica Italia Spagna euro 2016

    Italia-Spagna sui Social Media

    Il match di ieri sera è stato tra i più seguiti in Italia in questa competizione europea e lo vediamo con le rilevazioni fatte da Blogmeter: 454 mila messaggi, 72% dei quai da Twitter, con 7 milioni di interazioni. Quest’ultimo è da considerarsi un risultato da record che surclassa persino la prima partita vittoria degli azzurri contro il Belgio, che aveva fatto registrare un engagement pari a 5 milioni di interazioni.

    Il picco di 113 mila messaggi è arrivato in occasione del secondo goal, quando la pagina Facebook della Nazionale Italiana di Calcio ha pubblicato il post più coinvolgente della partita, in cui annunciava la vittoria degli azzurri e la qualificazione ai quarti di finale.

    Cloud Italia Spagna euro 2016

    Italia-Spagna, utenti più attivi e coinvolgenti

    Tra i contributor più attivi su Twitter si notano Sky Sport, Rai Sport e Coca Cola Italia. Invece tra i protagonisti della partita Chiellini conquista il podio dei calciatori più coinvolgenti, con oltre 19 mila interazioni, e Pellè, rivelazione di questi Europei, raggiunge ben 12,2 mila interazioni.

    Non sono mancati sui social i riferimenti ironici all’uscita dell’Inghilterra dagli Europei, dopo la sconfitta contro l’Islanda, a distanza di pochi giorni dalla #Brexit, che compare tra gli hashtag più utilizzati nella giornata di ieri.

    Mentre prima abbiamo visto gli utenti iù attivi durante il match, questi invece sono gli account più coinvolgenti. Si nota il più coinvolgente è @Vivo_Azzurro, l’account della Nazionale Italiana, @london_girl93 e il famoso @trash_italiano. Nella classifica anche Fedez, Alitalia, @lddio e Arsenale K.

    italia spagna euro 2016 influencer

    Italia-Spagna, i tweet più condivisi

    Di seguito alcuni tra i tweet più condivisi durante il match e immediatamente dopo, e non manca di certo l’ironia:

    https://twitter.com/london_girl93/status/747497773390499840

    Viste queste premesse, c’è da attendersi un quarto di finale tra Italia e Germania con numeri ancora più alti. E voi che ne pensate? State seguendo Euro 2016 anche attraverso i Social Media?

  • E gli stickers saranno disponibili presto anche su Twitter

    E gli stickers saranno disponibili presto anche su Twitter

    Dopo qualche mese di test gli stickers saranno disponibili presto anche su Twitter. La piattaforma guidata da Jack Dorsey fa sapere che presto anche sulla piattaforma a 140 caratteri sarà possibile scegliere tra set di sticker organizzati in diverse categorie, tra le quali Accessori, Animali, Cibo, Tecnologia e Bandiere.

    Qualche mese fa, era settembre 2015, vi avevamo parlato di Twitter che iniziava una fase di test sugli stickers. In occasione degli MTV VMA 2015 alcune star come Taylor Swift avevano avuto la possibilità di arricchire le loro foto utilizzando proprio gli stickers. Lo stesso era accaduto per gli US Open di tenni con i campioni che condividevano le proprie foto con qualche tocco creativo in più. Ebbene, a distanza appunto di qualche mese, Twitter fa sapere oggi che presto gli stickers saranno disponibili per tutti.

    twitter stickers

    Presto quindi di potrà navigare tra i set di stickers organizzati in diverse categorie, tra cui Accessori, Animali, Cibo, Tecnologia e Bandiere. La categoria Featured conterrà i Live Sticker legati agli eventi globali, le vacanze o altri argomenti. Sarà, così, possibile usare #Stickers per condividere quello che si sta facendo in quel momento, il proprio pensiero su un avvenimento, il proprio supporto ad una determinata causa o semplicemente per aggiungere un tocco di stile in più.

    Inoltre, sarà possibile applicare più stickers su una stessa foto, modificarne la dimensione o ruotarli, posizionandoli in qualsiasi punto dell’immagine.

    https://twitter.com/twitter/status/747429521440202752?ref_src=twsrc%5Etfw

    Altro particolare da segnalare è che dopo aver twittato un’immagine con uno sticker, quella stessa immagina sarà sarà ricercabile come un hashtag. Infatti, cliccando sullo sticker contenuto in un Tweet si verrà indirizzati ad una nuova timeline, che mostrerà come le persone che in quel stanno utilizzando quello sticker in modi diversi.

    Nelle prossime settimane per gli utenti Twitter su iOS e Android sarà possibile usare gli #Stickers e sarà inoltre possibile visualizzare e cliccare sugli sticker da Twitter.com.

    Twitter quindi si adegua con uno strumento che viene già usato su altre piattaforme come Snapchat, la piattaforma del momento, allo scopo di rendere ancora più coinvolgente, e divertente, l’esperienza a 140 caratteri. Dopo i filtri sulle immagini, i tag e le modifiche, adesso si introduce un nuovo strumento per condividere al meglio  le immagini.

    E voi che ne pensate?

  • Sui Social Media i contenuti si leggono meno, ecco qualche spiegazione

    Sui Social Media i contenuti si leggono meno, ecco qualche spiegazione

    Meno del 70% degli utenti di Facebook legge veramente i contenuti di un post prima di condividerlo o commentarlo. Ci si ferma al titolo. Ci si ferma al nome dell’Influencer che l’ha scritto. E’ il risultato di uno studio che rivela una preoccupante superficialità individuale, sociale e culturale. Vediamo insieme quali possono essere le motivazioni psicologiche.

    The Science Post ha pubblicato un recente studio della Minnesota Academy of Science and Art, condiviso inizialmente da Matteo G.P. Flora, che conferma ciò che gli esperti del settore suppongono da tempo. Solamente il 70% (precisamente il 68,4%) degli utenti di Facebook legge veramente il contenuto di un post prima di aggiungere una reazione, un like, un commento o di farne una condivisione.
    Ci si ferma al titolo.
    Tant’è che l’articolo originario non riporta altre informazioni dopo la notizia. Ottenendo, a sua volta, un numero esorbitante di condivisioni: ad oggi più di 50 mila.

    Certo, chiunque abbia condiviso un post che conferma una ricerca esemplare e che procede con “Lorem ipsum dolor sit amet…” – il testo pseudo-casuale utilizzato da grafici, designer e programmatori – si è divertito.
    Ma a sua volta ha dato prova di quanto vengano letti solo i titoli e non i contenuti, dal momento che l’articolo procede in latino prendendosi beffe dell’originaria opera di Cicerone.
    Cerchiamo di approfondire le motivazioni di tale comportamento, per altro di quotidiana esperienza.

    contenuti facebook

    Sono tantissime, da un punto di vista sociale e psicologico, le cause di questo modo di “usare” i Social Network.
    Non si parla, infatti, solo di Facebook, ma di tutti i canali Social in cui i professionisti quotidianamente scrivono e vengono letti.
    Retweettati, condivisi e, ancora più gravemente, commentati.
    Si commenta ciò che non si è letto. Si commenta anche ciò che si è letto e non si è capito.
    Senza chiedere spiegazioni, senza approfondire da soli la materia, senza accettare e preferire il silenzio.

    Chiedere spiegazioni e chiarimenti all’autore di un post è un po’ come ammettere di non sapere tutto.
    E non dovrebbe essere assolutamente così?
    Se – come si prevede – il futuro dei Social Network e dei Blog andrà sempre di più verso la verticalizzazione, verso la ricerca di una nicchia di utenti interessati a un solo genere di argomento, vince proprio chi resta specializzato in una competenza distintiva, che appaghi un solo segmento di mercato.
    Ne consegue, quindi, che sapere tutto non solo è umanamente impossibile, ma in Rete è un atteggiamento perdente e disprezzabile.

    Il primo motivo – senza volersi addentrare nelle controversie del caso – è senz’altro legato al concetto di Influencer.
    Appena si trova il nuovo post di un Influencer parte di default il primo like e il primo commento.
    Di cosa stia parlando l’Influencer lo dice il titolo, e questo è sufficiente.
    Il 70% delle persone non va oltre al titolo, anzi, non va neppure oltre al nome dell’Influencer.
    L’Influencer sta al “gioco”?
    Sì, perché conosce perfettamente questo fenomeno e i suoi numeri aumentano.
    Aumenta l’engagment, buono o cattivo che sia.
    Quanti esprimano concretamente la loro frustrazione, pur garbatamente parlando, perché i commenti ricevuti non c’entrano nulla col contenuto lo lascio dire a voi.
    Personalmente – Influencer o meno – quando dai commenti mi accorgo che il mio post è stato veramente letto e compreso per prima cosa mi stupisco, e per seconda ringrazio.
    Ringrazio molto. Perché è solo allora che la mia pubblicazione sul Blog e su un Social Network ha avuto il senso atteso: l’interazione.
    L’interagire di opinioni anche contrastanti. Anzi meglio: ci si confronta e si impara reciprocamente qualcosa di nuovo.
    Si lavora per il giusto scopo: crescere, creare nuove idee, fare Innovazione.

    Il bisogno di fare parte di un gruppo, di non essere esclusi dal gruppo è prevalente.
    Ecco la seconda motivazione.
    E’ un bisogno che, tuttavia, si scontra con un’altra esigenza umana fondamentale: quella di distinguersi dal gruppo.
    Far emergere la propria unicità.
    Sono le nostre due facce sociali e psicologiche e, ovviamente, si riflettono nel comportamento sui Social Network come in ogni modo di relazionarsi offline.
    Non condividere e soprattutto non commentare un post che è popolare è come non esistere per il mondo del Web.
    Non dire la propria è quindi non esistere. Una paura immensa: non vera, ma reale.
    Nulla di più falso, e – professionalmente parlando – di più sconveniente.
    Perché commentare fermandosi a leggere solo il titolo – che magari è una provocazione, e naturalmente è dettato da esigenze SEO – rivela in pieno la superficialità del proprio comportamento.

    Una superficialità estremamente dannosa a livello sociale e culturale, ancor più in un mondo come quello dei Social Network, dove il flusso di informazioni e di pubblicazioni è velocissimo e in cambiamento costante.
    Uno dei coautori dello studio, Arnaud Legout, sostiene infatti che

    Nella cultura di oggi, le persone formano le loro opinioni senza fare nessuno sforzo per andare più in profondità“.

    Una superficialità che psicologicamente parlando, tuttavia, si riconduce più che altro a una forte insicurezza personale.
    La maggior parte dei commenti non adeguati ai contenuti, infatti, riflette il bisogno di apparire e di ricevere approvazione sociale coi successivi like e commenti.
    Una carenza di autostima mascherata molto bene, dal momento che in ogni caso – e soprattutto su Facebook – ogni commento può diventare un gioco.
    E questo è sanissimo: l’ironia, l’autoironia, il mettere sul ridere e sdrammatizzare i post è fondamentale. E’ così che si instaurano le relazioni virtuali, che nascono amicizie che spesso si concretizzano offline.
    Il gioco è sempre qualcosa di estremamente sano, nel nostro lavoro come nella realtà.
    E non solo perché conduce alla creatività e al pensiero laterale, ma perché ci fa rimanere autentici.

    C’è una trappola, però.
    Un limite sottile quanto fastidioso e spinoso tra lo scherzare – lo scherzare lavorando – e la ricerca di una gratificazione personale.
    Che sia immediata.
    Nella comunicazione online, dove l’iperconnessione ha cambiato il modo di interagire, il bisogno di rinforzi positivi alla propria autostima si esprime proprio in una richiesta di riconoscimento immediato.
    E questo riconoscimento sui Social Network arriva effettivamente in tempo reale.
    Una soluzione magica per innalzare l’autostima?
    No. Perché la dimensione temporale delle interazioni è talmente fugace da non poter certo colmare vuoti o necessità personali non affrontate interiormente.

    Un’ulteriore riflessione riguarda la qualità delle emozioni che maggiormente spingono a commentare post non letti.
    Sono i titoli che rimandano ad espressioni di felicità, spensieratezza e positività quelli maggiormente condivisi, subito seguiti da quelli che generano, invece, ansia, paura e rabbia.
    Non solo si è in cerca di belle notizie, quindi, ma anche di mantenere aperto un canale che sia di sfogo all’aggressività.

    Ancora una volta, le motivazioni psicologiche del comportamento sui Social Network sono inscindibilmente legate al mondo emozionale.
    Sono le paure, le insicurezze, gli stati d’animo anche passeggeri a dettare il modo di vedere il mondo e lavorare.
    E la superficialità diventa, paradossalmente, un ottimo scudo per nascondere l’identità reale e proiettarne nel mondo una migliore.
    Una maschera che serve soltanto a se stessi e non certo al proprio successo professionale.

  • Ora Instagram ha il doppio degli utenti attivi di Twitter

    Ora Instagram ha il doppio degli utenti attivi di Twitter

    Instagram cresce sempre di più e la prova sta nei dati diffusi due giorni fa secondo i quali gli utenti complessivi adesso sono 500 milioni e ben 300 milioni sono gli utenti che lo usano ogni giorno. Dopo Snapchat, anche Instagram supera Twitter per numero di utenti attivi al giorno, doppiandolo.

    Instagram continua a crescere a ritmi sempre più alti. L’annuncio fatto dalla società, ormai di proprietà di Facebook, di un paio di giorni fa è che ad oggi gli utenti complessivi sono ben 500 milioni, dunque mezzo miliardo. A settembre del 2015 erano in totale 400 milioni. La piattaforma per condividere immagini, e video, continua a crescere in dimensione, diventando sempre di più una piattaforma matura. Non a caso, ne scrivevamo qualche giorno fa, Instagram ha cominciato ad introdurre nuovi strumenti e i nuovi profili per il business.

    instagram 500 milioni utenti

    Ma a ben vedere, pur trattandosi di un interessante, senza dubbio l’attenzione va su un dato altrettanto interessante che è quello relativo al numero di utenti che utilizzano la piattaforma ogni giorno. Ebbene, anche da questo punto di vista Instagram dimostra di essere più grande di Twitter (che è fermo a 320 milioni di utenti totali), ancora una volta. La prima era stata proprio con il raggiungimento dei 400 milioni di utenti.

    Ad oggi, dunque, sono 300 milioni gli utenti che utilizzano Instagram ogni giorno. Più del doppio di quelli di Twitter, che sono circa 140 milioni, ed esattamente il doppio di quelli di Snapchat, che sono appunto 150 milioni.

    instagram 500 milioni utenti

    Twitter vede crescere la concorrenza anche in termini di utilizzo attivo giornaliero, vedendosi sorpassare da due piattaforme più giovani e, guarda caso, più usate dai giovani. Non è questo un risultato che arriva all’improvviso, sia chiaro. Questi risultati, dal punto di vista di Twitter, sono la diretta conseguenza di una gestione non perfetta della piattaforma, nel periodo post Wall Street, il periodo gestito da Dick Costolo, per intenderci. Ora Twitter sta adottando una serie di misure per migliorare la piattaforma, per renderla più usabile e coinvolgente per gli utenti, ma resta da recuperare un sacco di strada, tanta per la verità. E’ vero che Twitter ha comunque un bacino potenziale di utenti pari a mezzo miliardo, solo che ancora non si riesce ad agganciarli del tutto. E intanto al mezzo miliardo di utenti c’è arrivata Instagram

    Sulla piattaforma fondata da Kevin Systrom, oggi CEO di Instagram, vengono condivisi più di 95 milioni di immagini al giorno e in media i “like” sono 4,2 miliardi. In Italia, lo ricordiamo ancora una volta, gli utenti sono 9 milioni.

    Il 75% della base utenti proviene da paesi al di fuori degli Usa.

    Si ridisegna uno scenario nel panorama dei Social Media che al momento vede Facebook colo incontrastato, social network che incamera diverse tipologie di esperienze, orientato ai video come abbiamo visto. E subito dietro si collocano appunto Instagram e Snapchat, due applicazioni “visual”, segno che le immagini e i video, in special modo, sono il contenuto del futuro. Twitter continua a restare indietro, le potenzialità per recuperare ci sono tutte, solo che devono essere messe in pratica al più presto.

    [image credits: TechCrunch]

  • Twitter: adesso è possibile retweettarsi, sarebbe meglio un Modifica Tweet

    Twitter: adesso è possibile retweettarsi, sarebbe meglio un Modifica Tweet

    Twitter continua il rilascio di nuove funzionalità e l’ultima, in ordine di tempo, è quella che permette di fare RT sui propri tweet, una possibilità prima nascosta. Una modifica che segue quelle annunciate il mese scorso, anche se gli utenti chiedono a gran voce un tasto #ModificaTweet.

    Come sapete, anche in base a quello che vi abbiamo fin qui raccontato, Twitter sta cercando di rendere la piattaforma sempre più facile da utilizzare. E ieri ne è stata rilasciata un’altra di funzionalità che va in questa direzione ma che certamente non introduce, a nostro modo di vedere, una funzionalità di cui davvero si sentisse il bisogno. Sta di fatto che, da ieri, è possibile fare il RT dei propri tweet. Una pratica che finora non era possibile fare, ricorderete, adesso, che il tasto RT sotto il vostro tweet appariva nascosto (era possibile però mettere il “mi piace”).

    https://twitter.com/twitter/status/742749353689780224

    Il tweet in alto è l’annuncio di Twitter di ieri con cui dà notizia della possibilità di fare RT dei propri tweet oppure citarli, allo stesso modo di quando si condivide un contenuto di altri.

    E’ una modalità che prima veniva anche sconsigliata, anzi ci sentiamo di sconsigliarla ancora. Non è il massimo far passare il messaggio “guardate quanto sono bello“, al di là del contenuto. Questa di solito è la prima regola che si riserva avvicinandosi a strumenti proprio come Twitter. E quindi a chi servirà fare RT a sè stessi?

    twitter rt retweettarsi franzrusso.it 2016

    Potrebbe essere utile a chi in passato ha elaborato un tweet che, per via di situazioni più recenti, potrebbe tornare utile richiamare; oppure potrebbe trasformarsi anche in una sorta di “accadde su Twitter“, ossia l’utente richiama momenti e contenuti particolarmente cari. Ma resta il fatto che anche solo volendo accettare questa modalità, resta comunque la sensazione di volersi “specchiare” solo nei propri “contenuti rflessi”, proprio come tanti “Narciso”.

    Allora perchè non rilasciare funzionalità più utili per gli utenti? Già perchè?

    Una su tutte, e l’abbiamo rilanciata diverse volte qui sul nostro blog, la prima già due anni fa, e anche di recente, sarebbe quella di introdurre la possibilità di modificare i tweet. Questa sì che sarebbe una bella funzionalità, richiesta ormai a gran voce da tutti gli utenti, a livello globale. Forse non tutti sanno che anche Kim Kardashian (46 milioni di follower) lo scorso anno fece questa richiesta scrivendo una mail a Jack Dorsey, il CEO di Twitter, e lui le rispose via tweet con “grande idea”. E’ passato un anno, le modifiche, bisogna riconoscerlo, sono state tante in questi ultimi mesi, ma di #ModificaTweet neanche l’ombra.

    Eppure, dopo le novità annunciate qualche settimana fa che, tra le altre, rendono lo spazio di un tweet più ampio, non conteggiando più le immagini o i video contenuti al suo interno, la speranza di una sua introduzione più vicina c’era.

    Ma ci tocca ancora aspettare.

    E voi che ne pensate di fare RT sui vostri tweet? Raccontateci cosa ne pensate.

  • Snapchat ora ha più utenti giornalieri di Twitter

    Snapchat ora ha più utenti giornalieri di Twitter

    La crescita del fenomeno Snapchat sembra non arrestarsi. La notizia è che, secondo quanto riporta Bloomberg, gli utenti che giornalmente usano l’app sono di più di quelli di Twitter: 150 milioni contro i 140 milioni di utenti che ogni giorno usano la piattaforma da 140 caratteri.

    La crescita di Snapchat sembra non arrestarsi, anche se questa non è la vera notizia, nel senso che ci si attendeva un fenomeno in crescita. Ma la vera notizia, secondo quanto riporta Bloomberg, è che Snapchat ha reso noto quanti sono gli utenti che usano l’app ogni giorno. Un dato che comincia ad essere significativo.

    snapchat utenti giornalieri twitter franzrusso.it 2016

    Ebbene, ogni giorno sono 150 milioni gli utenti che interagiscono sull’app, a dicembre dello scorso anno erano 110 milioni, ossia una crescita in poco più di sei mesi che è del 35%. Ma la notizia assume ancora più importanza se paragoniamo i dato degli utenti giornalieri ad altre piattaforme. Si scopre così che Snapchat ha più utenti giornalieri di Twitter. Sono infatti 140 milioni gli utenti che ogni giorno interagiscono sulla piattaforma a 140 caratteri. Come sapete, Twitter nella pubblicazione dei dati trimestrali rivela il dato complessivo degli utenti mensili, che dall’ultima trimestrale sono 310 milioni, ma non rivela il dato giornaliero. Ma dall’ultima rilevazione Twitter ha rivelato che ogni giorno gli utenti che usano la piattaforma sono pari a circa il 44% del totale. E facendo due conti, viene fuori che in effetti gli utenti che twittano ogni giorno sono 136,4 milioni.

    Snapchat ha 150 milioni di utenti giornalieri, Twitter 140 milioni

    Ora, va detto, come del resto lo si sa ormai abbondantemente, che Snapacht fa leva su un pubblico più giovane e che mette in campo tutta una serie di strumenti per indurre gli utenti ad usare la piattaforma, è quindi più coinvolgente di Twitter. Caratteristica che lo stesso Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, ha ammesso qualche giorno fa quando ha detto che è più moderna e ha messo in evidenza, come già fatto in altre occasioni, il fatto che Twitter risulta ancora poco coinvolgente e poco usabile. E su questo sappiamo stanno lavorando molto negli ultimi mesi.

    Certo il dato fa notizia e si mette ancora in evidenza la stretta relazione che esiste tra la difficoltà di una parte di utenti nell’usare la piattaforma (il prodotto) e la scarsa crescita della base utenti.

    Intanto Snapchat, che oggi vale 20 miliardi di dollari (dopo i recenti finanziamenti da 1,8 miliardi di dollari) e dopo il record di visualizzazioni video che superano i 10 miliardi al giorno, continua la sua crescita, seppur ancora non pienamente espressa.

    Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi mesi.

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