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  • Facebook prevede l’integrazione tra Instagram, WhatsApp e Messenger

    Facebook prevede l’integrazione tra Instagram, WhatsApp e Messenger

    Come riportato dal New York Times, Facebook starebbe lavorando su una struttura tecnica che porterebbe all’integrazione di tutte le piattaforme di Menlo Park, vale a dire: Instagram, WhatsApp e Messenger. Ma prima di questo, Facebook sta lavorando sull’implementazione della crittografia anche su Instagram e Messenger.

    Quello che in tanti credevano adesso comincia a concretizzarsi, e cioè che tutte le piattaforma del colosso di Menlo Park vengano integrate all’interno di un’unica struttura. In questo modo, un utente potrebbe avviare delle conversazioni con altri anche su piattaforme diverse. A svelare questa intenzione di Facebook è stato per primo il New York Times, citando delle fonti interne. In pratica, Facebook arriva a questa soluzione, più volte ventilata in questi anni, perchè il vero intento di Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, è quello di portare la crittografia end-to-end (E2E) su tutte le piattaforme. Quindi, il primo passo per arrivare ad una piena integrazione tra tutte le piattaforme è quello di renderle omogenee dal punto di vista della tecnologia, altrimenti ciò non sarebbe possibile. Il primo passo è quindi quello di portare la crittografia anche su Instagram e Messenger, tecnologia già presente su WhatsApp.

    Al momento si sa che ognuna delle piattaforme continuerà ad essere attiva in maniera autonoma, ma, una volta completata la crittografia, queste permetteranno agli utenti di conversare su più piattaforme. Quindi sarà possibile avviare una conversazione da Instagram verso Messenger, per esempio, in quanto quell’utente con cui si vuole conversare utilizza solo Messenger, appunto.

    integrazione whtasapp messenger instagram

    Vogliamo costruire esperienze di messaggistica sempre migliori; gli utenti vogliono che la messaggistica sia veloce, semplice, affidabile e privata“, ha dichiarato un portavoce di Facebook. “Stiamo lavorando per rendere i nostri prodotti di messaggistica crittografati end-to-end e stiamo valutando delle modalità per rendere più facile raggiungere amici e familiari attraverso le reti“.

    Se vi state chiedendo del perchè di questa integrazione, allora possiamo dirvi che la risposta è già molto semplice. L’intento di Facebook, da quando esiste, è sempre stato quello di riunire tutte le esperienze sotto un’unica piattaforma, per fare in modo che gli utenti siano sempre più coinvolti, avendo a portata di mano diverse possibilità e diversi servizi. E’ questa la logica che persegue Zuckerberg da sempre ormai e trova, dal punto di vista del colosso di Menlo Park, una motivazione ancora maggiore sapendo benissimo quanto gli utenti utilizzino i servizi di messaggistica istantanea. Pensiamo poi a quale potrebbe essere l’impatto di questa integrazione in termini di advertising, enorme.

    Dal punto di vista della tempistica, si sa che Zuckerberg vorrebbe portare a compimento l’integrazione delle piattaforme entro il 2019, essendo questa per il fondatore di Facebook una vera priorità.

  • WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook nel 2018

    WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook nel 2018

    App Annie ha rilasciato il suo report “The State of Mobile 2019” dal quale, oltre d altre interessanti informazioni, si evince che WhatsApp è l’app più popolare della famiglia Facebook, nel 2018. L’app di messaggistica istantanea per la prima volta, dal mese di settembre dello scorso anno, è stata l’app che ha fatto registrare il numero più alto di utenti attivi. Risulta prima in tanti paesi, meno che negli Usa.

    Questo è quel periodo dell’anno dove si fa un po’ il punto della situazione, proseguendo quello che inizia dalla fine dell’anno precedente, dove si attendono un po’ di dati per provare a fare qualche considerazione in più e anche qualche previsione, quando riesce. E uno dei report più attesi, per quello che riguardano il mondo mobile è quello di App Annie, società di analisi dei dati mobile, che con “The State of Mobile 2019” fa un completo resoconto di come è stato il 2018.

    Per quello che è il nostro raggio di interesse, specialmente tenendo in considerazione i social media, il report evidenzia proprio che nel 2018 la metà del tempo trascorso sulle app ha riguardato proprio quelle della categoria “Social and Communication. Va comunque considerato che, nonostante la crescita dell’interesse verso i social media nel 2018, nello stesso anno il tempo trascorso sulle app delle relative piattaforme è leggermente in calo, segno che l’interesse degli utenti sulle app va sempre più differenziandosi.

    whatsapp 2018

    Ovviamente bisogna registrare le grandi performance di app come Instagram, Tik Tok e Snapchat che sul video, contenuto ormai principe sul mobile, nel 2018 hanno puntato molto. Ma se dovessimo indicare qual è stata l’applicazione regina dell’anno passato, allora questa non può che essere WhatsApp.

    L’app, oggi di proprietà di Facebook che acquisì nel 2014 per 19 miliardi di dollari, ha superato l’app della piattaforma di Mark Zuckerberg per numero di utenti attivi dal settembre del 2018, dato confermato anche da SensorTower (prima immagine). Per essere più chiari, l’app di Facebook risulta con il maggior numero di utenti attivi nell’anno, ma WhatsApp la supera in tanti paesi come India, Indonesia, UK, Turchia, Svizzera, Spagna, Singapore, Russia, Paesi Bassi, Messico, Malesia, Hong Kong, Germania, Finlandia e Brasile. Potremmo aggiungere anche l’Italia, solo che il report di App Annie non considera il nostro paese, ma da quello che abbiamo raccontato sul nostro blog durante l’anno è molto probabile che sia così. Da notare, come curiosità che, nonostante tutto, WhatsApp fatica in casa propria, negli Usa, dove Facebook e Messenger, l’altra app di Menlo Park, la fanno da padrone.

    facebook whatsapp sensortower 2018

    whatsapp facebook app annie 2018

    Il successo di WhatsApp è quindi spiegato dal fatto che l’app, per la sua caratteristica di gratuità, è riuscita a rompere uno schema comunicativo, imponendosi come mezzo di comunicazione alternativo e predominante proprio per il fatto di essere gratis. Una caratteristica che è stata peculiare e lo sarà ancora, resta da vedere quando la pubblicità entrerà nell’app, anche questa era una caratteristica dell’applicazione che presto verrà superata. WhatsApp è poi molto popolare nei paesi emergenti, visto l’alto costo che comporta avere un dispositivo mobile in qui paesi. L’app, proprio perchè gratuita è più usata prendendo il posto dei tradizionali SMS che oggi non fanno neanche più parte del pacchetto che propongono gli operatori telefonici di quei paesi.

    Resta però ancora da capire quanti siano gli utenti effettivi di WhatsApp, perchè da quel 1,5 miliardi di utenti reso pubblico un anno fa, non si è più conosciuto un dato aggiornato, vedremo se qualche nuovo dato sarà rivelato alla fine di questo mese quando Facebook rivelerà i dati dell’ultimo trimestre del 2018.

  • WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, ecco gli smartphone su cui l’app non funzionerà più da gennaio 2019

    WhatsApp, così come già successo ad inizio del 2017, smetterà di funzionare, a partire dal 1° gennaio 2019 su alcuni smartphone, in quando “obsoleti”. Per quel che riguarda Android, si tratta di tutti quelli come la versione 2.37. Per iPhone anche quelli con iOS7.

    WhatsApp continua la sua evoluzione smettendo, via via, di funzionare su quei dispositivi considerati “obsoleti”, ormai fuori mercato, e non è difficile pensare che siano tanti. Non è la prima volta che la società oggi di proprietà di Facebook faccia un annuncio del genere, già ad inizio 2017 WhatsApp aveva annunciato che l’app avrebbe poi smesso di funzionare entro il mese di giugno di quell’anno sui sistemi operativi sistemi operativi BlackBerry, BlackBerry 10, Nokia S40 e Nokia Symbian S60, mentre su Android 2.1, Android 2.2, Windows Phone 7, iPhone 3GS/iOS 6 l’app ha smesso di funzionare già a gennaio del 2017.

    Ma da gennaio 2019 WhatsApp smetterà di funzionare su tutti i dispositivi che ancora hanno il sistema operativo Android 2.37 (Gingerbread), stiamo parlando di dispositivi effettivamente un po’ datati, di almeno 8 anni fa. No funzionerà più su Nokia S40, Windows Phone 8.0 e per tutti i sistemi operativi basati su BlackBerry OS. Per quanto riguarda gli iPhone, WhatsApp smetterà di funzionare anche su quelli con iOS7.

    whatsapp non funziona android ios

    WhatsApp è ormai l’app di messaggstica istantanea più usata al mondo, conta 1,5 miliardi di utenti attivi/mese e 1 miliardi di utenti attivi al giorno. Nel corso degli anni ha effettuato continui aggiornamenti che non la rendono più adeguata a sistemi operativi ormai un po’ antiquati. Ecco perchè l’azienda si trova costretta a disattivare l’app su sistemi operativi e dispositivi che non sono più in grado di reggere il peso dell’app. 

    Come verificare la versione del sistema operativo

    Se non sapete quale versione sia il sistema operativo che state usando sul vostro smartphone Android, nessun problema, è molto semplice. Basta andare sulla voce Impostazioni del vostro telefono fino a Sistema e poi Info telefono. Su iOS, Impostazioni, poi Generali e su Info/aggiornamento software

    E’ anche vero, come dicevamo prima, che si tratta di smartphone ormai datati, è forse il caso di pensare di passare ad uno smartphone un po’ più aggiornato.

  • Su WhatsApp presto arriveranno le risposte private nei gruppi, per ora solo in beta

    Su WhatsApp presto arriveranno le risposte private nei gruppi, per ora solo in beta

    WhatsApp è ormai pronta a rilasciare una funzionalità di cui si parla molto, ossia le risposte private dai gruppi. Come anticipato nei giorni scorsi dal sito WABetainfo, la funzionalità per ora è disponibile solo per la versione beta di Android, la 2.18.335. Se non siete già tester, è meglio quindi aspettare la versione ufficiale, Google Play Beta Program ha già raggiunto il livello massimo di tester. E presto debutterà anche la pubblicità.

    WhatsApp, che vanta ormai più di 1,5 miliardi di utenti a livello globale, è al centro, insieme a Instagram, del piano di sviluppo di Facebook. Le due app sono ormai centrali per l’ecosistema Facebook in modo da riuscire a recuperare il rallentamento della piattaforma madre ed è quindi normale assistere a continui aggiornamenti e lanci di nuove funzionalità.

    Dopo avervi dato la notizia dell’approdo su WhatsApp degli stickers, gli adesivi che fecero la loro prima comparsa su LINE, l’app di messaggistica giapponese nel 2011, adesso sull’app di messaggistica di casa Menlo Park sta per arrivare una funzionalità di cui nei mesi scorsi si è parlato molto. Come anticipato nei giorni scorsi da solito sito WABetainfo, WhatsApp ha rilasciato la funzionalità delle risposte private nei gruppi. Per ora, va specificato, la funzionalità è attiva solo nella versione beta dell’app, la numero 2.18.335. Di conseguenza, se no siete già tester, e quindi in grado di scaricare l’app in beta e usare subito la nuova funzionalità, è meglio attendere l’aggiornamento definitivo per tutti, anche perchè Google Play Beta Program ha già raggiunto il livello massimo di tester.

    whatsapp rispondi privatamente-app

    Come funzionano le risposte private nei gruppi su WhatsApp?

    In realtà la funzionalità è molto semplice. Una volta avviata una chat di gruppo, la funzionalità funziona anche in gruppi chiusi, se volete rispondere ad un utente in particolare basterà tenere premuto il messaggio della persona a cui si vuole rispondere in privato. Subito dopo si aprirà un piccolo menù da dove è possibile cliccare l’opzione “Rispondi privatamente”. A questo punto l’app creerà subito una chat privata tra voi e l’utente seguendo la discussione avviata nel gruppo in precedenza. Insomma, questa funzionalità facilita l’avvio di una chat privata da un gruppo con utente con cui si desidera chiarire alcuni aspetti della conversazione di gruppo, ad esempio.

    Restando sempre in tema di versione app, con la numero 2.18.338 per Android arriveranno le nuove emoji.

    whatsapp rispondi privatamente

    Arriva la pubblicità su WhatsApp

    Ma una delle notizie di cui si è discusso molto in merito a WhatsApp è l’approdo, ormai ufficiale, della pubblicità sull’app. Una novità assoluta visto che da sempre WhatsApp si era caratterizzata per non aver mai dato spazio sull’app ad alcun tipo di pubblicità.

    La pubblicità apparirà in un aggiornamento che arriverà a breve e comparirà negli status, l’equivalente delle stories su Instagram. La conferma arriva da Chris Daniels, vice presidente di WhatsApp. Ad un recente brief a New Delhi, in India, Daniela ha affermato: “Metteremo gli annunci in Status. Questa sarà la modalità di monetizzazione primaria per l’azienda e un’opportunità per le aziende di raggiungere le persone su WhatsApp”.

    Intanto, sempre in tema di prossime novità su WhatsApp, di vocifera del’inserimento del Touch ID o Face ID di Apple per i messaggi. I messaggi saranno quindi bloccati dalla biometria, comunque sbloccabili attraverso il codice dello smartphone.

  • Gli stickers arrivano anche su WhatsApp, dopo 7 anni dalla loro prima comparsa

    Gli stickers arrivano anche su WhatsApp, dopo 7 anni dalla loro prima comparsa

    E anche su WhatsApp arrivano gli stickers. Dopo la “soffiata” del solito WABetaInfo, Whatsapp ha ufficializzato il lancio della nuova funzionalità per iOS e Android. Gli stickers disponibili, che ricordano molto quelli in uso già su Line e su Telegram, sono realizzati da diversi designers, ma sarà possibile anche aggiungere la propria raccolta.

    Forse qualcuno li attendeva da tempo e, finalmente, gli stickers fanno la loro comparsa su WhatsApp. Proprio nelle ultime ore erano circolate voci di un possibile lancio individuato dal solito sito WABetaInfo, sempre bravo ad individuare e ad anticipare le novità. Ma ora WhatsApp, con un post sul blog ufficiale, ha reso pubblico il lancio definitivo di questa nuova funzionalità degli stickers, gli adesivi che si usano per “arricchire” un messaggio. Per esser chiari, sono qualcosa di più di una semplice emoji. Su WhatsApp sono già disponibili diverse collezioni di stickers realizzate da diversi designers, ma il plus che offre WhatsApp è che ognuno degli utenti, seguendo una specifica guida, può in realtà creare e caricare la sua di raccolta.

    Per usare gli stickers no bisognerà fare altro che cliccare su simbolo relativo, che si trova vicino a quello delle emoji e a quello delle GIF, e scegliere l’espressione che più si adatta a quello che volete comunicare.

    stickers whatsapp

    Gli stickers fanno la loro prima comparsa nel 2011 in Giappone

    Ad un primo sguardo ricordano molto l’idea che era già diffusa su Line. Infatti, gli stickers fanno la loro prima comparsa in Giappone nel 2011, li aveva realizzati una società coreana, chiamata Naver, proprio per l’app di messaggistica nipponica Line, che forse molti di voi conoscono già. Pensate che furono molto usate durante il terremoto del Giappone proprio in quell’anno, anche se la diffusione vera e propria degli stickers di Line inizia l’anno successivo, nel 2012. Line realizza quasi il 30% del suo fatturato dalla vendita di stickers, infatti ci sono collezioni gratuite e anche a pagamento.

    whatsapp stickers

    Il fenomeno stickers fino a quell’anno era considerato un fenomeno puramente asiatico, impazzavano gli adesivi di Hello Kitty per fare un esempio, ma è poi nel 2013 che il fenomeno comincia a varcare i confini del continente asiatico e ad arrivare negli Usa, quando sul mercato sbarcano Swyft Media (ex Text Pride) e Hi-Art, le prime aziende statunitensi a lanciarsi nella produzione di adesivi per app di messaggistica.

    Il fenomeno stickers non lascia indifferente Facebook (e quando mai?) che li inserisce nel 2013 con diverse collezioni che si ispirano anche a personaggi di cartoni animati.

    Alcuni dati ci dicono che almeno il 40% degli utenti a livello globale usano spesso gli stickers nelle app di messaggistica e che almeno un quinto di essi le usa a pagamento.

    WhatsApp ci arriva da ultima, anche dopo Telegram.

    Non aggiungono una funzionalità nuova e non introducono una nuova forma di business, infatti non sono e non saranno a pagamento. E’ solo un modo per arricchire la condivisione dei messaggi, e per allinearsi con gli altri competitors. Ma non è detto che non siano simpatici.

  • FakesApp, la falla di WhatsApp che permetterebbe di manipolare i messaggi

    FakesApp, la falla di WhatsApp che permetterebbe di manipolare i messaggi

    Check Point Software Technologies ha scoperto una nuova falla di WhatsApp, denominata FakesApp, che permetterebbe a un criminale informatico di intercettare e manipolare i messaggi inviati all’interno dei gruppi di discussione o delle chat private. Potrebbe diventare un potente strumento per diffondere fake news.

    Se già Skygofree, il malware che permetterebbe la lettura dei messaggi inviati su WhatsApp, ci aveva spaventato, allora quello di cui stiamo per parlarvi potrebbe allarmarvi ancora di più. Ed è meglio che sia così, nel senso di non dare sempre tutto per scontato, un modo che rischia sempre di far abbassare la nostra attenzione esponendoci a grossi rischi, come quello che stiamo per descrivere.

    I messaggi di WhatsApp potrebbero essere manipolati, in modo da cambiare radicalmente il messaggio stesso, inviando informazioni false. Questo potrebbe essere davvero un rischio concreto ed è grazie alla scoperta di Check Point Software Technologies se adesso ne siamo a conoscenza. Check Point Software, uno dei principali fornitori mondiali di soluzioni di cybersecurity, ha scoperto una nuova falla di WhatsApp, denominata FakesApp, che permetterebbe a un criminale informatico di intercettare e manipolare i messaggi inviati all’interno dei gruppi di discussione o delle chat private. Gli hacker potrebbero sfruttare questa vulnerabilità non solo dirottando la conversazione a loro vantaggio, ma anche creando e diffondendo fake news, assumendo così un potere immenso.

    fakesapp falla whatsapp fake news

    Questa vulnerabilità potrebbe causare tre possibili azioni criminali:

    1. sostituire la vera risposta di un utente con un’altra puramente inventata;
    2. citare un messaggio mentre si risponde in un gruppo così da farlo apparire come se provenisse da una persona che non fa nemmeno parte del gruppo;
    3. inviare un messaggio a un membro di un gruppo, sotto forma di un messaggio di gruppo, ma che di fatto viene inviato solo a un destinatario. Il messaggio di risposta arriverà, invece, all’intero gruppo.

    Vi invitiamo a visualizzare questo video demo diffuso da Check Point Softwareche spiega bene cosa potrebbe succedere.

    Nel primo caso, il malintenzionato manipola il testo di una risposta così da fornire una risposta che potrebbe essere di grande beneficio per lui.

    Nel secondo caso, i criminali informatici potrebbero diffondere informazioni errate su un determinato prodotto e causare così gravi danni anche d’immagine a un’azienda.

    Nel terzo caso, invece, gli hacker potrebbero trarre in inganno le persone che potrebbero svelare segreti a loro insaputa.

    Attualmente, WhatsApp conta più di 1,5 miliardi di utenti, oltre un miliardo di gruppi e 65 miliardi di messaggi inviati ogni giorno. Inoltre, l’app di messaggistica, di proprietà di Facebook, prevede di aggiungere funzionalità business per supportare le aziende nella vendita dei loro prodotti e nella gestione del servizio di customer care attraverso l’app.  È facilmente intuibile come una falla di questo tipo, se sfruttata, potrebbe causare danni a un’azienda dal valore non quantificabile. Un ulteriore esempio di diffusione di fake news.

    Senza dimenticare come proprio l’app di instant messagging più usata, anche in Italia, sia quasi ogni giorno al centro della cronaca per via della diffusione, attraverso l’app, di messaggi fraudolenti. In Brasile, per esempio, sono state diffuse su WhatsApp indiscrezioni che sottolineavano quanto fosse rischioso un vaccino contro la febbre gialla – la verità era che quello stesso vaccino avrebbe potuto fermare un’epidemia che ha infettato 1.500 persone e ne ha uccise quasi 500, nel 2016.

    WhatsApp, inoltre, assume un ruolo sempre più centrale in periodo di elezioni, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. All’inizio di quest’anno, in India, WhatsApp è stato utilizzato per inviare messaggi, alcuni dei quali erano completamente falsi.

    Tramite le tecniche di social engineering, l’hacker riesce a importunare l’utente inducendolo a compiere azioni di cui poi si pentirà. Grazie alla possibilità di manipolare le risposte, inventare dichiarazioni o inviare messaggi privati sotto forma di messaggi di gruppo, i criminali hanno maggiori possibilità di successo e un’altra arma da utilizzare.

    È bene quindi applicare sempre le regole del buon senso, incluso quella di non credere a notizie che appaiono da subito abbastanza insolite e quella di controllare i fatti, verificando che la storia che si legge sui social sia presente anche nel web.

    Questo tipo di manipolazione non è altro che un nuovo potente mezzo per la diffusione di informazioni false e fake news. Al momento questo sembra trattarsi sono di una scoperta ad alto valore tecnico che non ha riscontri concreti. WhatsApp ha infatti fatto sapere che nessun episodio è riconducibile a FakesApp. Ma potrebbe davvero esserlo.

  • WhatsApp innalza il limite d’età a 16 anni in Europa, ma non dice come controllerà

    WhatsApp innalza il limite d’età a 16 anni in Europa, ma non dice come controllerà

    WhatsApp, adeguandosi al nuovo regolamento europeo sulla privacy che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio, ha annunciato l’innalzamento dell’età minima per utilizzare l’app fino a 16 anni. Per gli utenti di età compresa tra i 13 e i 15 anni sarà necessaria l’autorizzazione dei genitori. Ma come verrà controllato il nuovo limite? WhatsApp per ora non lo specifica.

    Sta facendo molto discutere l’innalzamento dell’età minima a 16 anni per poter utilizzare WhatsApp. La società, oggi di proprietà di Facebook, per adeguarsi al nuovo regolamento europeo sulla privacy, che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio, annuncia l’innalzamento, visibile nei nuovi termini di servizio, ma non specifica come avverrà il controllo. WhatsApp sta aggiornando i termini di utilizzo e l’informativa sulla privacy, come hanno già fatto Facebook e Twitter ad esempio, limitandosi solo a dire che presto utilizzerà degli strumenti adeguati per il controllo.

    Al momento WhatsApp (che conta oltre 1,5 miliardi di utenti) si limiterà a chiedere agli utenti se sono davvero in possesso del requisito dei 16 anni, nella realtà il limite potrebbe essere facilmente bypassato. Il rischio è che alla fine questo limite, in osservanza della GDPR, serva davvero poco, se non a nulla.

    whatsapp gdpr età 16-anni

    Anche Facebook si è trovata costretta ad innalzare il limite da 13 a 16 anni e gli utenti della fascia 13-15 anni dovranno richiedere il permesso dei genitori per gli annunci pubblicitari e condividere informazioni sensibili. Solo che il metodo di verifica lascia davvero tanto a desiderare. In pratica, il minore può indicare un contatto Facebook o inserire una mail per verificare il permesso. Immaginate se quell’indirizzo è gestito direttamente dall’utente di età inferiore ai 16 anni, lui stesso si autorizzerà senza che ci sia il minimo controllo da parte di Facebook.

    WhatsApp ha tenuto a precisare che l’approccio sarà però diverso, visto che raccoglie molto meno informazioni sugli utenti rispetto a Facebook. Deve quindi cercare un compromesso tra un maggiore numero di dati, o la semplicità con cui questa raccolta avviene, e l’innalzamento dell’età in tutta Europa. Inoltre, WhatsApp fa sapere che non richiederà l’anno di nascita, sarà richiesto all’utente solo se è in possesso del requisito dei 16 anni. Insomma, neanche in questo caso vi è molta chiarezza. Il limite stesso rischia di essere vano.

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    Va notato, per quelli che sono i dati a disposizione per il nostro paese, come specificato nell’analisi di Blogmeter qualche settimana fa, che in Italia il 95% degli utenti di età compresa tra i 15 e i 24 anni usa WhatsApp. Non è dato sapere il dato effettivamente relativo al di sotto dei 16 anni. Ma ad occhio sembra comunque un dato significativo.

    Vedremo se e quali saranno le prossime specifiche in relazione all’innalzamento dell’età da parte di WhatsApp e, soprattutto, quali saranno i suoi effetti reali sull’utenza europea. Dati che non esiteremo a condividere qui con voi non appena saranno disponibili.

  • WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    WhatsApp, i messaggi inviati per errore adesso si possono cancellare entro un’ora

    Nel mese di ottobre dello scorso anno WhatsApp aveva rilasciato la possibilità di cancellare i messaggi inviati per errore entro sette minuti dall’invio. A distanza di mesi però l’azienda ci ripensa e decide di estendere il tempo fino ad 1 ora dall’invio.

    Lo scorso mese di ottobre WhatsApp aveva introdotto la possibilità di poter cancellare i messaggi inviati ad un utente per errore (per altro, situazione molto comune) in un lasso di tempo però ridotto, infatti il tempo a disposizione era di 7 minuti dall’invio del messaggio. Trascorsi quei minuti il messaggio non sarebbe stato più cancellabile. A distanza di mesi l’azienda, oggi di proprietà di Facebook, ci ripensa e decide di aumentare i minuti a disposizione.

    Il tempo che adesso gli utenti hanno per cancellare messaggi inviati per errore, da “Elimina messaggi per tutti“, arriva fino a 68 minuti e 16 secondi, quindi 1 ora, 8 minuti e 16 secondi. Ad accorgersi di questa novità è stato il sito WABetaInfo, notandolo su una versione beta dell’app per iPhone.

    whatsapp 1 ora elimina messaggi franzrusso.it 2018

    Così come non era chiaro il tempo di 7 minuti, adesso non è chiaro il tempo concesso dei 68 minuti, poteva essere anche di 60 minuti. I più attenti notano che il totale adesso è di 4.096 secondi, ossia 2 alla dodicesima.

    Si tratta comunque di un tempo più che sufficiente per cancellare un messaggio o, addirittura, intere conversazioni dalla chat con un amico o un’amica. Un tempo che diventa utile anche per il fatto che, a differenza dei suoi competitor, WhatsApp non permette la creazione di conversazioni segrete dove condividere messaggi che non possono essere memorizzati nè sul dispositivo del mittente, è su quello del destinatario. Infatti, questo elemento che altri hanno diventa ancora più evidente se pensiamo che se l’utente volesse cancellare il messaggio entro l’ora di tempo a disposizione, l’utente che a suo volta aveva ricevuto per sbaglio il messaggio si vedrà comparire la dicitura “Questo messaggio è stato eliminato”, lasciando il dubbio di cosa contenesse quel messaggio. Non è escluso che possano nascere poi delle incomprensioni e degli equivoci.

  • WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    WhatsApp Business è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android

    Era stata annunciata a settembre dello scorso anno e ora WhatsApp Business, l’app pensata per le piccole imprese, è disponibile anche in Italia, per ora solo per Android. Il lancio avviene anche in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. L’app, disponibile gratuitamente, prevede delle novità, scopriamole insieme.

    Era settembre dello scorso anno quando scrivevamo qui sul nostro blog che WhatsApp stava lavorando su un’app stand-alone pensata esclusivamente per le imprese, ossia per piccole aziende e le piccole attività. L’app è disponibile gratuitamente da oggi in Italia e in Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti, per il momento solo per Android e si chiama WhatsApp Business. WhatsApp fa sapere che l’app, nei prossimi mesi, sarà disponibile anche per iOS e sarà lanciata anche in altri paesi.

    Già oggi esistono piccole attività, in Italia, che utilizzano WhatsApp come strumento per il customer care, viene utilizzata infatti per offrire ai propri clienti uno strumento di comunicazione diretto per informare su disponibilità di prodotti e fare assistenza. Piccoli negozi di abbigliamento, pasticcerie, officine per riparazioni auto, le tipologie di attività che possono sfruttare WhatsApp Business sono davvero infinite, tra l’altro il nostro è un paese che pullula di piccole attività e piccole imprese che oggi possono sfruttare anche l’app di messaggistica istantanea per il loro lavoro. Dall’altro lato sarà più facile per gli utenti comunicare direttamente con le aziende di interesse.

    whatsapp business italia android

    WhatsApp Business prevede poi alcune novità con strumenti molto interessanti, come:

    • Profilo dell’attività: sarà possibile permettere ai propri clienti di trovare facilmente informazioni utili quali descrizione dell’attività, indirizzo fisico, email, e sito web;
    • Strumenti di messaggistica: sarà possibile lavorare in modo più efficiente usando le risposte rapide per rispondere velocemente alle domande frequenti, i messaggi di benvenuto per presentare la propria attività ai nuovi clienti, e i messaggi d’assenza per far loro sapere quando non si è disponibili;
    • Statistiche sui messaggi: sarà possibile controllare semplici dati statistici, come il numero di messaggi letti, per individuare le strategie che funzionano meglio;
    • WhatsApp Web: si potranno inviare e ricevere messaggi usando WhatsApp Business dal tuo computer (come succede oggi per l’app utenti;
    • Tipo di account: quando le persone scrivono ad una attività, sapranno che quella è un’azienda perché l’account verrà identificato come un account business. Infatti, con il tempo, le attività per le quali è stato confermato che il numero di telefono del loro account business corrisponde effettivamente al numero dell’attività, avranno un account confermato. Un badge di verifica come succede già con le pagine su Facebook.

    Quindi da oggi le piccole aziende ed attività potranno scaricare l’app e quindi usarla esclusivamente per il loro lavoro, mentre gli utenti non avranno questa necessità, continuando ad usare l’app di WhatsApp normalmente.

    Secondo dei dati che fornisce WhatsApp, riferendosi allo studio di Morning Consult, ad oggi più dell’80% delle piccole attività, in India e Brasile, già riconosce quanto WhatsApp come strumento utile per comunicare con i propri clienti e per fare più business. Non si conosce il dato italiano, ma dovrebbe essere comunque significativo.

  • Nel 2017 sono state scaricate 175 miliardi di app, WhatsApp la più scaricata in Italia

    Nel 2017 sono state scaricate 175 miliardi di app, WhatsApp la più scaricata in Italia

    Il rapporto di App Annie sullo stato dell’app economy del 2017 ci dice che lo scorso anno sono state scaricate 175 miliardi di app, generando 86 miliardi di dollari di fatturato. L’India scalza gli Usa per numero di app scaricate ma è la Cina dove si registra il numero maggiore. In Italia, WhatsApp è l’app più scaricata, su iOS e Android, ed è l’app che registra il più alto numero di utenti attivi.

    Siamo ad inizio del nuovo anno ed è ancora tempo di tirare le somme dell’anno appena passato. Oggi tiriamo un po’ le somme su quello che è lo stato dell’app economy grazie al report di “App Annie Retrospective Report 2017″. Ci sono dati molto interessanti che ci indicano come l’Asia sia il continente che più di ogni altro sta trainando la crescita del mobile e quindi la crescita del mercato della app. Noteremo, infatti, come la Cina, l’India, l’Indonesia siano i paesi che guidano le classifiche redatte da App Annie (considerando download, tempo speso sulle app e spesa degli utenti), che tiene conto sia dei dati iOS che i dati Android. Nel report il nostro paese non viene citato nella parte corposa del report, ma esiste comunque una sezione che vedremo insieme più avanti.

    app scaricate 2017

    Intanto il dato che va subito evidenziato è che nel 2017 sono state scaricate ben 175 miliardi di app con una crescita del 60% rispetto al 2015. Da questo dato derivano gli 86 miliardi di dollari di fatturato (+105% rispetto al 2015) generati dal mercato delle app, grazie ai mercati emergenti come Cina, India, Brasile e Russia (i paesi del BRIC). Il report evidenzia anche che ogni utente, in media, abbia trascorso nel 2017 1,5 mesi (+30% rispetto al 2015) usando e consultando le app.

    175 miliardi app scaricate

    Se guardiamo ai download totali vediamo che la Cina è il paese dove in assoluto si registra il numero maggiore, facendo registrare il +125%; dietro, un po’ più staccata, troviamo l’India che fa registrate un boom del 215%, superando gli Usa che, invece, fanno registrare -5%. Secondo App Annie il boom indiano è da considerarsi in relazione all’accesso illimitato al 4G introdotto da Jio, operatore indiano.

    paesi app scaricate

    Per quanto riguarda il numero di app utilizzate, il report rileva che mediamente ogni utente ha installato sul suo smartphone 80 app, ma ne usa soltanto la metà, 40. Solo in Cina e in Giappone hanno più di 100 app installate, ma ne usano sempre solo 40.

    numero app scaricate

    Aumenta il tempo trascorso sulle app al giorno, rispetto al 2015 è cresciuto del 30% ed in media di 3 ore al giorno. La crescita è trainata da Indonesia, Messico e Brasile dove si superano le 4 ore al giorno.

    App Annie rileva poi che nel 2017 le app sono state molto più usate del mobile web, nei paesi monitorati dal report si registra un utilizzo più alto di 7 volte, arrivando ad essere, in alcuni paesi, anche più alto di 13 volte.

    Questi i dati più rilevanti del report, all’interno del quale è contenuta anche un’analisi per categorie di app. Potete scaricare il report da questo link.

    Il mercato delle app in Italia nel 2017

    Ma, come avevamo detto in apertura, all’interno di questo report è possibile anche trovare qualche dato che riguarda il nostro paese. Sono pochi dati e che confermano, per buona parte dati già conosciuti di cui abbiamo scritto anche qui sul nostro blog, ma meglio di niente.

    Senza tante sorprese, mettendo insieme i dati iOS e Android, WhatsApp si conferma l’app più scaricata in assoluto in Italia anche nel 2017, seguita da Facebook Messenger, dall’app di Facebook e da Instagram. Il blocco Facebook è quindi al comando. A seguire, troviamo le app per fare acquisti online come Amazon e Wish; poi Snapchat, Spotify, MyVodafoneIT e 119 di TIM. Tra le app di giochi più scaricati dagli italiani troviamo in prima posizione Super Mario Run, seguito da Figh List e da Clash Royale.

    WhatsApp è anche l’app leader per quanto riguarda gli utenti attivi al mese, seguita da Facebook, da Facebook Messenger e da Instagram. Si conferma il blocco Facebook anche da questo punto di vista. A seguire Amazon per gli acquisti, Shazam per scoprire le canzoni, ilMeteo per le previsioni del tempo, Spotify per ascoltare musica, TripAdvisor per le recensioni e poi, chiude questa classifica, Telegram.

    Un quadro molto chiaro, il blocco Facebook guida il mercato delle app in Italia. Ma se guardiamo il dato del tempo speso allora qualche sorpresa la troviamo. Perchè se pensiamo che sia qualche app di Facebook allora siamo fuori strada. Infatti, l’app su cui gli italiani amano trascorrere più tempo è Netflix, peccato però non avere qualche dato in più. Quindi gli italiani amano guardare da proprio smartphone i film e, soprattutto, le serie tv preferite. A seguire troviamo l’app del Corriere della Sera (tradotta con “Evening Courier”!) e poi troviamo Tinder. In quarta posizione troviamo l’app de La Repubblica, poi Badoo e Lovoo. A quanto pare gli italiani amano le dating apps.

    La classifica continua con Google Drive, Once (ancora dating app), poi Spotify e chiude Babbel.