Autore: Franz Russo

  • Google Pay è disponibile anche in Italia, la sfida ad Apple Pay è aperta

    Google Pay è disponibile anche in Italia, la sfida ad Apple Pay è aperta

    Google Pay arriva anche in Italia. Il nuovo servizio di casa Google permette di gestire le carte di credito/debito direttamente nell’account Google, consentendo di pagare in sicurezza su app e siti web e in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le piattaforme e app del colosso di Mountain View. Tra i partner supportati ci sono Banca Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut, Widiba.

    Google Pay è finalmente, da oggi, disponibile anche in Italia, dopo essere stato già lanciato in 20 paesi del mondo. Il nuovo servizio trasforma lo smartphone, e lo smartwatch, in un portafogli. Infatti, Googel Pay permette di gestire le carte di credito/debito direttamente nell’Account Google, consentendo di pagare in sicurezza su app e siti web e in tutti i negozi che supportano i pagamenti contactless e su tutte le property Google (inclusi Google Play e YouTube). Con la nuova app Google Pay, gli utenti Android possono infatti effettuare pagamenti in pochi secondi. La app è compatibile con dispositivi dotati di sistema operativo Android (Android 5+) e con smartwatch Wear OS, dotati di tecnologia NFC.

    Per iniziare è sufficiente scaricare l’app Google Pay e aggiungere una carta di credito, di debito o prepagata (Maestro, MasterCard, Visa) emessa da una qualsiasi delle banche supportate – tra cui Banca Mediolanum, Boon, HYPE, Nexi, N26, Revolut, Widiba -, a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi anche Iccrea Banca e Poste Italiane. Gli utenti possono attivare il servizio anche direttamente nell’app di mobile banking della propria banca (dipende dal proprio istituto di credito).

    Google Pay Italia

    Al momento di pagare basterà attivare lo schermo del telefono e appoggiarlo al terminale per effettuare il pagamento contactless, grazie alla tecnologia Near Field Communication (NFC). I negozi che offrono questo tipo di pagamento hanno in mostra il simbolo NFC/contactless o il logo Google Pay nell’area delle casse. È possibile pagare con Google Pay ovunque siano accettati i pagamenti contactless, tra cui a titolo di esempio: Autogrill,​ ​Bennet,​ ​Esselunga,​ ​H&M​, Leroy Merlin​, Lidl,​ ​McDonald’s,​ ​Profumerie Douglas e la rete Metropolitana ATM di Milano.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]“Con Google Pay aggiungiamo un ulteriore tassello nel processo di semplificazione dell’esperienza dei nostri clienti” – afferma Marco Marazia, Direttore Commerciale di Widiba. “L’utilizzo dello smartphone è un’attitudine naturale anche per i servizi bancari, indipendentemente dall’età: quello che facciamo è essere sempre precursori di trend e innovazioni tecnologiche per restituire valore ai nostri clienti nel quotidiano. E così, con Google Pay integriamo tra i nostri servizi uno strumento di pagamento semplice, veloce e sicuro, pienamente in linea con lo stile della nostra Banca.”[/box]

    Google Pay Italia smartwatch

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]In Mastercard lavoriamo costantemente per rendere il futuro possibile, portando l’innovazione in ogni aspetto della vita e del business, per supportare i nostri consumatori e contribuire alla crescita dell’economia.” – ha affermato Michele Centemero, Country Manager Mastercard Italia – “Crediamo fortemente che i pagamenti digitali e mobile possano apportare benefici concreti ai consumatori e all’economia globale. Per questo confermiamo il nostro impegno in Italia per l’inclusione digitale e per costruire, insieme, una società senza contante, più inclusiva e conveniente per tutti.”[/box]

    Google Pay può essere selezionato come metodo di pagamento anche quando si effettuano acquisti online. È sufficiente cercare il logo Google Pay su siti web o app  – tra cui Asos, Booking.com, Deliveroo, Flixbus, Ryanair, Vueling – in aggiunta ai metodi di pagamento tradizionali. Inoltre, se l’utente ha già effettuato l’accesso tramite il browser Chrome, saranno sufficienti pochi clic per completare un acquisto su centinaia di siti: Chrome e Google Pay inseriranno infatti automaticamente i dati di fatturazione, consegna e pagamento per l’utente.

    Dal punto di vista della sicurezza, tema centrale per questo tipo di servizi, Google Pay si presenta come estremamente sicuro. I dati della carta di credito non vengono memorizzati sul dispositivo mobile, tantomeno all’interno dei sistemi del rivenditore. Quando l’utente effettua un pagamento in un negozio, le transazioni si svolgono usando un numero di carta virtuale, per cui il numero di carta reale resta protetto. Inoltre se un telefono o uno smartwatch Wear OS viene smarrito o rubato, è possibile usare la funzione “Trova il tuo telefono” per bloccarlo immediatamente da qualsiasi luogo, metterlo al sicuro con una nuova password o eliminare tutte le informazioni personali. Non sarà invece necessario bloccare la carta di credito, perché i suoi dati non sono presenti sul telefono.

  • Facebook apre a Roma lo spazio dedicato alle competenze digitali insieme a LVenture Group

    Facebook apre a Roma lo spazio dedicato alle competenze digitali insieme a LVenture Group

    Annunciato a gennaio di quest’anno, Facebook sigla l’accordo con LVenture Group per ospitare alla Stazione Termini il nuovo spazio dedicato allo sviluppo delle competenze digitali, Binario F. Lo spazio sarà messo a disposizione gratuitamente e verrà inaugurato il prossimo 9 ottobre 2018.

    Facebook all’inizio di quest’anno aveva annunciato di voler puntare sull’Europa, programmando l’apertura di 3 centri di formazione, “community skills hubs”. Ebbene, l’azienda fondata da Mark Zuckerberg ha scelto l’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, presso la Stazione Termini di Roma, come sede del suo nuovo spazio dedicato allo sviluppo delle competenze digitali chiamato “Binario F”.

    Lo spazio sarà messo a disposizione gratuitamente per la comunità italiana. Binario F from Facebook aspira così a diventare il punto di riferimento di imprese, istituzioni e semplici cittadini che vogliono accrescere la propria preparazione sul digital, ma anche confrontarsi sui più moderni temi legati all’innovazione e alla tecnologia.

    facebook hub binario F LVenture

    Binario F, che in base all’accordo siglato tra Facebook e LVenture Group, verrà ospitato nell’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, offrirà alle persone e alle aziende le competenze digitali necessarie per sviluppare nuova imprenditorialità, creare nuovi posti di lavoro e sostenere le comunità locali. Lo spazio verrà inaugurato il prossimo 9 ottobre 2018.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Siamo orgogliosi di poter accogliere, all’interno del nostro Hub,Facebook, una delle aziende leader nel campo del digital” – afferma Luigi Capello, CEO di LVenture Group. – “Il nostro ecosistema si arricchisce di un partner strategico, con cui abbiamo un obiettivo comune: potenziare le competenze digitali delle persone e delle aziende che vogliono diventare protagonisti dell’economia del futuro, creando in questo modo nuove imprese di successo e opportunità di lavoro per i giovani talenti italiani”.[/box]

    Si tratta di una ottima notizia per lo sviluppo delle competenze digitali nel nostro paese, tenendo conto che il 35% delle aziende intervistate in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito dichiara di aver costruito il proprio business su Facebook; il 49% dichiara di aver assunto più personale grazie alla crescita derivata dalla presenza su Facebook; il 57% dichiara di aver incrementato le vendite e il 60% dichiara di aver venduto i propri prodotti in altri paesi e città. Inoltre, il 67% delle PMI intervistate dichiara che le competenze digitale e social media sono molto importanti.

    Il progetto europeo di Facebook prevede anche un piano di investimenti di 10 milioni di euro per incrementare i processi di innovazione attraverso l’Intelligenza Artificiale in Francia.

  • Twitter introduce la possibilità di ritornare alla timeline cronologica

    Twitter introduce la possibilità di ritornare alla timeline cronologica

    Due anni e mezzo fa, Twitter introdusse la timeline che si basava sulle interazioni, permettendo agli utenti di visualizzare in alto i tweet più rilevanti. Una mossa che, a distanza di tempo, non tutti gli utenti hanno apprezzato. Ed ecco che Twitter annuncia presto la possibilità di ritornare alla timeline cronologia, quella che in pratica era l’impostazione originale della piattaforma.

    Era febbraio del 2016 quanto Twitter, a sorpresa, lanciò la timeline che si basava sulle interazioni, permettendo quindi che i tweet più rilevanti si posizionassero più in alto. Era un modo per rendere la piattaforma più coinvolgente, mettendo in evidenza agli utenti i contenuti più rilevanti condivisi dagli utenti con cui si interagiva di più. In pratica veniva messa in soffitta la modalità della timeline cronologica. Messa in soffitta appunto, perchè Twitter adesso, dopo una bella spolverata, ha intenzione di reintrodurla, ma non in modo definitivo.

    La notizia è che entro breve tempo gli utenti avranno la possibilità di scegliere se visualizzare la timeline con la modalità rilevante oppure scegliere di visualizzare la timeline in ordine cronologico inverso, proprio quella che era stata concepita nel momento in cui nacque Twitter nel 2006. Per fare questo, basterà andare in Impostazioni>Preferenze contenuti e deselezionare “Mostrami i migliori tweet per primi“. Da quel momento la timeline ritornerà completamente cronologica.

    Twitter timeline cronologica

    Twitter ha fatto questo annuncio dall’account @TwitterSupport, spiegando che questa decisione arriva dopo qualche tempo e dopo aver ricevuto feedback da parte degli utenti che chiedevano il ritorno alla vecchia timeline cronologica. La scelta è quindi, saggia a nostro modo di vedere, di equilibrare la piattaforma, permettendo all’utente di scegliere la modalità che preferisce. Sarebbe stato meglio forse introdurla già due anni e mezzo fa, forse, sarebbe stato un passo avanti notevole.

    Per Twitter cambia anche dal punto di vista strategico in ottica di sviluppo del business. La piattaforma adesso rilancia anche la modalità cronologica, due dinamiche diverse rispetto a quella rilevante che dovranno in qualche modo essere equilibrate per le aziende che vorranno investire in advertising. Ma la mossa è comunque importante perchè offre agli utenti maggiore controllo sulla piattaforma, lasciando la possibilità di scelta.

    E voi che ne pensate? Quale modalità scegliete, quella rilevante o quella cronologica?

  • Surf The Market, ecco la prima webapp al mondo di marketing scientifico

    Surf The Market, ecco la prima webapp al mondo di marketing scientifico

    Obiettivo di tanti è quello di trasformare i dati in conoscenza. Per certi versi è già possibile, ma se per questo processo usassimo il marketing scientifico? Dallo studio di Francesco Sordi nasce Surf The Market, la prima webapp di marketing scientifico che permette di raccogliere i dati in modo guidato, attraverso la costruzione di indagini interne all’azienda o rivolte ai suoi clienti.

    Individuare una precisa funzione del Marketing non è semplice, ma, senza andare troppo lontano, una di queste è quella di elaborare strategie commerciali che possano offrire all’azienda la possibilità di incrementare le vendite e di poter entrare più “in sintonia” con la propria clientela. Queste operazioni poi producono molti dati, ossia il vero valore che più di tutti oggi serve alle aziende, per migliorare le prestazioni commerciali, per migliorare i propri prodotti, per conoscere meglio i propri clienti. Ora, sappiamo bene l’importanza che abbia oggi trasformare i dati in conoscenza, fare in modo che da questi dati si possa trarre tutta un serie di informazioni essenziali per le aziende. Ed è per questo che oggi, in anteprima assoluta qui sul nostro blog, vogliamo parlarvi di Surf The Market, la prima webapp di marketing scientifico che permette di raccogliere i dati in modo guidato, attraverso la costruzione di indagini interne all’azienda o rivolte ai suoi clienti.

    surf the market webapp

    Cos’è il Marketing Scientifico

    Prima di scoprire meglio l’applicazione, facciamo un passo indietro definendo, brevemente cos’è il Marketing Scientifico. Molti di voi sono a conoscenza del fatto che ad oggi vengono riconosciuti tre tipi di Marketing: Marketing Analitico, Marketing Strategico e Marketing Operativo. Nel corso degli ultimi anni si sta facendo sempre più strada anche il Marketing Scientifico, ossia l’applicazione del metodo scientifico al Marketing.

    Questa disciplina nasce nel 2000 all’MIT di Boston, da due luminari della materia quali Kevin Clancy e Peter Krieg. La loro idea fu quella di cercare di unire due mondi sino ad allora distanti: il marketing e l’approccio scientifico. Nascono così teorie e modelli per giungere a scelte precise attraverso la raccolta e l’analisi incrociata di diversi dati. Ora quei principi sono stati tradotti in algoritmi, sulla base dei quali lavora Surf the Market.

    Cos’è e come nasce Surf The Market

    Francesco Sordi, imprenditore, docente, uno dei primi a credere nel Marketing Scientifico in Italia, ama raccontare l’approccio scientifico al marketing attraverso la metafora del surfer. Egli si muove su una superficie liscia e bagnata a cavallo di una forza impetuosa quanto imprevedibile come l’onda del mare. Lo fa attraverso il sistema propriocettivo, costituito dai neuropercettori che inviano migliaia di segnali al cervello, che li elabora in tempo reale per restituire ad ogni parte del corpo le indicazioni per muoversi e mantenere l’intero sistema in perfetto equilibrio, per governare l’onda e non subirla.

    Allo stesso modo, nella similitudine, il marketer deve raccogliere dati, trasformarli in strategia per operare in modo tempestivo piccole e costanti azioni al fine di agire nel mercato in modo profittevole.

    Come funziona Surf The Market

    La webapp permette di raccogliere dati in modo guidato, attraverso la costruzione di indagini interne all’azienda o rivolte ai suoi clienti. Gli algoritmi traducono in tempo reale tutti i dati in un cruscotto decisionale che rivela elementi quali:

    • Il fattore su cui basare il proprio posizionamento di brand o di prodotto
    • I bisogni da far emergere nei clienti per aumentare il mercato potenziale
    • I fattori sui quali migliorare la propria offerta
    • I segmenti di target più interessanti e profittevoli
    • Le migliori strategie per i diversi target obiettivo
    • I concorrenti più agguerriti e pericolosi
    • Nuove opportunità di business in ottica di startup.

    Surf the Market si presenta ai potenziali utenti secondo un modello Freemium: troviamo infatti una versione Free che permette di scoprire quasi in ottica di gamification la logica di base della webapp, una versione Trial della durata di 20 giorni per scoprire tutte le funzionalità e tre diversi livelli Premium in base alle esigenze di utilizzo.

    Alla domanda: “In sintesi, quale ritieni essere l’elemento di maggior valore di Surf the Market?” Francesco Sordi ha risposto:

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Fino a ieri un’azienda o un’agenzia che avesse voluto fare un’analisi strategica secondo i principi del marketing scientifico, avrebbe dovuto:

    1. studiare il marketing scientifico
    2. raccogliere i dati in modo corretto
    3. saper intrecciare ed elaborare i dati
    4. saper estrapolare dai dati indicazioni strategiche chiare.

    Con Surf the Market 3 punti su 4 spariscono. Rimane la raccolta dei dati, che è inoltre guidata dagli step sequenziali proposti. Quindi, in estrema sintesi direi: puoi fare un lavoro migliore in modo estremamente più veloce e puntuale di prima.[/box]

    A questo punto, non ci resta che invitarvi a visitare il sito di Surf The Market do ve potete da subito trovare tutte le informazioni e avere la possibilità anche di cominciare ad utilizzare l’app in versione free. Inoltre potete entrare in contatto con Francesco Sordi su Facebook, Twitter e LinkedIn.

  • Whirlpool presenta a Fano il Seabin, il cestino del mare mangia rifiuti

    Whirlpool presenta a Fano il Seabin, il cestino del mare mangia rifiuti

    Whirlpool, una delle più grandi aziende di elettrodomestici al mondo, è da sempre impegnata nella protezione ambientale e nella sostenibilità. E in virtù di questo grande impegno, l’azienda americana ha presentato ieri a Fano il Seabin, il cestino del mare capace di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno.

    Whirlpool, una delle più grandi aziende di elettrodomestici al mondo, con una storica presenza in Italia, è da sempre impegnata nella protezione ambientale e sostenibilità. Un impegno che il colosso americano ha voluto intensificare con la presentazione ieri del Seabin, un vero e proprio cestino del mare capace di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno. Una grande innovazione che fa bene al nostro mare, una delle più importanti risorse del nostro pianeta.

    Nel rafforzare il suo impegno per la salvaguardia dell’ambiente e del mare, Whirlpool ha aderito al progetto #Plasticless con l’installazione di due Seabin nei porti di Fano e San Benedetto del Tronto. I due cestini saranno i primi dispositivi di questo tipo attivi sul territorio marchigiano.

    seabin whirlpool franzrusso.it 2018

    L’impegno di Whirlpool per la salvaguardia del mare

    Prima di scoprire come funziona il Seabin, ricordiamo che ogni giorno 731 tonnellate di rifiuti di plastica vengono gettati nel Mar Mediterraneo, un numero che potrebbe raddoppiare entro il 2025. Di queste, 90 tonnellate sono prodotte dall’Italia, il terzo paese più inquinante nell’area mediterranea. Inoltre, secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), la concentrazione di microplastiche nel mar Mediterraneo è tra le più alte al mondo: 1,2 milioni per km2.

    Ecco perchè Whirlpool, per affrontare questa grande emergenza, ha deciso di partecipare al progetto PlasticLess, promosso da LifeGate, realtà leader nei progetti di sostenibilità, per contribuire alla diminuzione dell’inquinamento dei mari italiani e alla promozione di un modello di economia e di consumo circolare.

    Cos’è e come funziona il Seabin

    Il Seabin, che sta per “mangia rifiuti del mare”, è un cestino di raccolta dei rifiuti che galleggiano in acqua di superficie in grado di catturare circa 1,5 kg di detriti al giorno, ovvero oltre 500 Kg di rifiuti all’anno (a seconda del meteo e dei volumi dei detriti), comprese le microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm. Seabin inoltre potrà catturare molti rifiuti comuni che finiscono nei mari come i mozziconi di sigaretta, purtroppo anch’essi molto presenti nelle nostre acque. Funzionante 24 ore al giorno e senza sosta, il Seabin è quindi in grado di rimuovere molta più spazzatura delle cosiddette “trash boats” o della raccolta manuale.

    seabin bimbi whirlpool franzrusso.it

    Il Seabin viene immerso nell’acqua e fissato ad un pontile con la parte superiore del dispositivo al livello della superficie dell’acqua. Grazie all’azione spontanea del vento, delle correnti e alla posizione strategica del Seabin, i detriti vengono convogliati direttamente all’interno del dispositivo. La pompa ad acqua, collegata alla base dell’unità, è capace di trattare 25.000 litri di acqua marina all’ora. I rifiuti vengono catturatati nella borsa, che può contenere fino a un massimo di 20kg, mentre l’acqua scorre attraverso la pompa e torna in mare.
    Quando la borsa è piena, viene svuotata e pulita.

    Il progetto, nel complesso, ha l’obiettivo di recuperare i rifiuti plastici dai mari italiani, promuovendo un modello di economia e di consumo circolare attraverso la riduzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti marini. Come ha detto il sindaco di Fano, Massimo Seri, durante la presentazione dei Seabin, “questo è un’innovazione utile ad infondere ancora di più la cultura della raccolta differenziata“.

    [box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Con #PlasticLess vogliamo rispondere alla sfida di liberare i nostri mari dagli sprechi in modo proattivo e concreto, portando reali benefici alla società e alle comunità dove il mare è un asset cruciale per il loro sviluppo e benessere” – ha spiegato Alessandro Magnoni, Senior Communication Director e Government Relations, Whirlpool EMEA – “Come azienda leader mondiale, è nostro dovere impegnarci quotidianamente per garantire il miglior futuro possibile per il nostro pianeta e per le generazioni future. Speriamo che altre aziende decidano di seguirci in questo progetto: insieme possiamo fare molto”. L’idea è quella di portare i Seabin anche in altri porti in Italia.[/box]

    Ma questa è anche una grande occasione di sensibilizzazione verso la protezione dell’ambiente e del mare, partendo proprio dai più piccoli, coinvolti in diversi progetti proprio per renderli più responsabili, perchè loro sono il nostro futuro.

    Allora, ben vengano i Seabin e ben vengano tecnologie che sensibilizzano e ci educano ad un atteggiamento sempre più responsabile. Perchè siamo tutti coinvolti.

    [divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

    [In collaborazione con Whirlpool EMEA]

  • L’evento Apple per la prima volta sarà in streaming su Twitter

    L’evento Apple per la prima volta sarà in streaming su Twitter

    Con un tweet dall’account ufficiale, Apple ha invitato gli utenti a guardare lo streaming dell’Apple Event del 12 settembre anche su Twitter. Mettendo un like sul tweet, gli utenti riceveranno gli aggiornamenti utili per seguire la diretta che partirà dalle ore 19 italiane.

    Dopo aver esteso la possibilità di poter seguire il live dell’ultimo WWDC anche su browser come Chrome e Firefox, prima era solo limitato a Safari e Edge, Apple permetterà agli utenti di seguire l’Apple Event anche in live streaming su Twitter. E ad annunciarlo è il colosso di Cupertino dal suo account ufficiale. Con il tweet gli utenti sono invitati a mettere un like per poi ricevere tutti gli aggiornamenti per seguire l’atteso evento. Apple usa Twitter solo con la modalità “promoted only”, nel senso che i contenuti condivisi sono in realtà degli annunci pubblicitari. Questo spiega perchè l’account abbia oltre 2 milioni di follower e zero tweet.

    evento apple 12 settembre 2018

    L’annuncio infatti è destinato solo ad utenti che rientrano nel target imposto da Apple. Ma, in ogni caso, si tratta di un evento nell’evento, essendo la prima volta che Apple apre le sue porte addirittura a Twitter per seguire un evento importante come quello di domani 12 settembre 2018.

    E poi, a scanso di equivoci, e per rispondere a tanti stanno sollevando dubbi sulla reale possibilità di seguire l’evento su Twitter, il tweet dice chiaramente “to watch” per vedere l’evento sulla piattaforma da 280 caratteri. Infatti, sarà lì che potrà essere seguito l’evento. Apple non ha fatto alcuna partnership con Twitter per rendere possibile seguire l’evento direttamente sulla piattaforma di Jack Dorsey.

    L’evento inizierà alle ore 10 della California, quando in Italia saranno le ore 19, e potrà essere seguito sul sito Apple Events e anche su Apple Tv.

    Quindi se siete dei veri utenti appassionati dei prodotti Apple e se volete quindi conoscere in tempo reale il nuovo iPhone che sarà presentato domani, insieme ad altri prodotti, non vi resta che mettere like (il cuoricino) sul tweet e ricevere gli aggiornamenti.

  • Pinterest cresce, 250 milioni gli utenti globali. Mentre altri rallentano o stentano

    Pinterest cresce, 250 milioni gli utenti globali. Mentre altri rallentano o stentano

    Pinterest continua a crescere, mentre altre piattaforme rallentano o stentano a crescere. In una intervista al New York Times, il co-fondatore e CEO dell’azienda nata nel 2010, Ben Silbermann, ha annunciato che oggi la piattaforma ha 250 milioni di utenti, più di 175 miliardi di pin, in aumento del 75% dall’inizio del 2017.

    Mentre ci sono piattaforme che vanno incontro ad una crescita sempre più a rallentatore oppure incontro ad una crescita stagnante, come è il caso di Twitter, c’è da registrare invece che Pinterest continua a crescere. Per lungo tempo, dopo l’entusiasmo iniziale tra il 2012 e il 2013, si pensava che questa piattaforma, la prima ad dare vita a quella categoria di piattaforme di social network per interessi, dovesse rimanere una micro piattaforma, molto di nicchia e limitata. Invece Ben Silbermann, il co-fondatore e CEO dell’azienda nata nel 2010, in una intervista al New York Times, ha annunciato che oggi Pinterest conta 250 milioni di utenti a livello globale, più di 175 miliardi di pin, in aumento del 75% dall’inizio del 2017.

    Sono dati che in effetti testimoniano una crescita costante della piattaforma che a settembre dello scorso anno contava 200 milioni. Di fatto, in un anno è cresciuta di altri 50 milioni, ossia il 25% in più. E l’azienda oggi vanta un valore di 12,3 miliardi. Ben Silbermann ha anche detto che Pinterest in realtà non è un vero e proprio social network, ma una piattaforma diversa dalle altre che vuole essere un luogo sicuro per gli utenti, non politicizzata. Un strategia che alla fine ha pagato, spostando la piattaforma sempre più verso l’e-commerce piuttosto che verso i classici canoni dei social network.

    pinterest

    L’utenza globale di Pinterest arriva dagli Stati Uniti per oltre la metà e l’80% dei nuovi utenti arriva da altri paesi. Un dato molto interessante, e caratterizzante se vogliamo, è che il 98% degli utenti Pinterest dichiara di provare per davvero le idee che trova sulla piattaforma, contro il 71% delle altre piattaforme.

    Solo qualche anno fa erano davvero pochi a scommettere su Pinterest, eppure oggi crescere e si avvicina sempre di più anche a Twitter.

    pinterest facebook instagram osservatorio agcom marzo 2018

    In Italia Pinterest, secondo i dati che ha raccolto l’Osservatorio sulle Comunicazioni di Agcom, conta 6,1 milioni di utenti, in crescita dai 4,5 milioni dell’anno precedente. Di fatto, è la quinta piattaforma più seguita dagli italiani.

  • Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter, fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

    Twitter da oggi dedica un fiocco arancione per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​ ​#PrevenzioneSuicidio #GMPS2018​ ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Twitter è sempre al fianco delle associazioni che si attivano per prevenire e per affrontare i grandi problemi che attanagliano le nostre società. E un’occasione come queste è la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio che quest’anno ha come tema “Lavorare insieme per prevenire il suicidio”. In collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio, Twitter dedica alla giornata una emoji speciale, un fiocco arancione appunto, con #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio​  ​#PrevenzioneSuicidio​  ​#GMPS2018​  ​#GMPS​, dal 10 al 16 settembre.

    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi ogni anno sono circa 800.000, vale a dire una persona ogni 40 secondi. A livello globale, il suicidio è la seconda causa di morte tra le persone in età compresa tra i 15 e i 29 anni.

    twitter giornata prevenzione suicidio

    Prevenire il suicidio rimane una questione estremamente delicata e complessa, ma Twitter ritiene che sia importante che le persone in difficoltà vengano ascoltate e che possano ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno.
    Le numerose community su Twitter sono una fonte di supporto positivo e possono incoraggiare gli utenti più in difficoltà a non farsi del male e a cercare un sostegno da parte di professionisti.

    Inoltre, le ONG spesso usano Twitter come canale per identificare e raggiungere persone vulnerabili con cui altrimenti non potrebbero avere contatti e per diffondere ulteriormente gli importanti servizi che forniscono.

    emoji gif twitter giornata prevenzione suicidio

    La presenza di queste organizzazioni rappresenta il trend globale con cui i servizi per la salute mentale si stanno sempre più digitalizzando per andare incontro alle esigenze della società e soprattutto per raggiungere il target dei giovani. Le organizzazioni per la salute mentale offrono servizi fondamentali tramite i canali digitali e tramite le più importanti piattaforme social, che hanno visto un incremento nell’utilizzo e che riflettono il modo in cui la società comunica oggi.

    Twitter ha uno ​strumento specifico per segnalare ​le persone che minacciano di suicidarsi o di farsi del male e un team specializzato che si occupa di analizzare le segnalazioni. Una volta ricevuta una segnalazione del genere, Twitter contatta l’utente segnalato e gli/le indica che c’è qualcuno che ha segnalato che potrebbero essere a rischio. Successivamente Twitter fornirà all’utente segnalato le risorse online e offline disponibili e lo incoraggerà a cercare aiuto.

    Inoltre, Twitter darà le informazioni relative all’​Help Centre sia alle persone che potrebbero pensare o al suicidio o a farsi del male, sia alle persone che si preoccupano per un altro utente di Twitter.
    Twitter ritiene che le partnership e le iniziative in questo ambito diano un importante contributo agli sforzi in corso per affrontare una tematica così seria e delicata.

  • Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Twitter al lavoro su una nuova versione desktop, il test per pochi utenti

    Da oggi un ristretto numero di utenti ha la possibilità di usare una nuova versione desktop di Twitter. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Come la modalità notturna, i segnalibri e anche la modalità risparmio dati.

    Dopo aver testato funzionalità per lo sviluppo della piattaforma, soprattutto in chiave mobile, da oggi Twitter ha lanciato una nuova versione per il web e desktop della piattaforma, in modalità test visibile e utilizzabile solo per un ristretto numero di utenti. Si tratta di una Progressive Web App (PWA), una versione ibrida della piattaforma che cerca di portare anche nella modalità desktop le normali funzioni da mobile. Da quello che si vede, si tratta di una versione che davvero rivoluziona l’uso di Twitter da desktop, avendo, già dal punto di vista grafico, molte similitudini con la versione mobile.

    Trattandosi quindi di una versione che cerca di rendere l’esperienza dell’utente desktop più vicina a quella mobile, Twitter ha quindi incorporato in questa versione tre funzionalità principali, per adesso, trattandosi di un test.

    nuova versione desktop twitter profilo

    Per prima cosa, siamo di fronte ad una versione che sposta tutto sulla destra mettendo la timeline, dove scorrono i tweet condivisi sulla sinistra. Sulla destra troviamo quindi il riquadro con i suggerimenti di chi seguire e, più in basso, le tendenze in tempo reale. Cambia anche la pagina profilo. La struttura è la stessa della home, solo che viene rivoluzionata l’immagine header, diventa quindi molto più piccola, e lo spazio a destra dell’immagine di copertina viene occupato dalle immagini condivise, quelle che prima di trovavano un po’ più in basso a sinistra.

    Guardiamo adesso le funzionalità introdotte.

    twitter nuova versione desktop segnalibri

    La prima è la possibilità di poter utilizzare la funzionalità dei segnalibri. Lanciata alla fine di febbraio di quest’anno per l’app mobile, è stata una delle funzionalità più apprezzate dagli utenti. La possibilità di poter salvare i tweet anche nella versione desktop è sicuramente una grande idea. Siamo sicuri che sarà molto apprezzata da tutti, una volta che Twitter rilascerà questa modalità per tutti gli utenti.

    nuova versione twitter modalità notturna

    Altra funzionalità che ha riscosso un buon successo da mobile è la modalità notturna, lanciata a luglio del 2016 per Android. La modalità è attivabile dal menù principale, solo che a differenza della versione mobile, individuabile dalla luna in basso a sinistra, da desktop è attivabile spostando verso destra la leva della voce, appunto, Modalità notturna.

    Terza funzionalità che viene introdotta in questa versione PWA è quella del Risparmio dati, attivabile sempre spostando la leva verso destra. Una volta attivata, Twitter impedisce la visualizzazione in automatico di immagini e video, rilasciando il contenuto nella modalità che vedete nell’immagine che abbiamo ricavato.

    nuova versione desktop twitter nuovo tweet

    Ma non è tutto perchè cambia anche relativa alla composizione del tweet, adesso è uno spazio più aperto perdendo quella caratteristica di “scatola chiusa” che avevamo sempre visto finora. Cambia anche la modalità i incorporare i tweet, adesso è possibile modificare il colore del link e dello sfondo.

    https://twitter.com/Twitter/status/1037742693575733248

    Twitter non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale riguardo a questo test, tranne il tweet che vedete qui sopra, e non ha neanche specificato chi e quanti sono gli utenti che ad oggi possono usare la nuova versione, avendo sempre la possibilità di poter tornare a quella precedente.

    Da quello che possiamo vedere, si tratta di una versione che ci piace molto, è rivoluzionaria più dal punto di vista della grafica, molto mobile. Apprezzabile il fatto che ci sia una certa corrispondenza, in termini di funzionalità, tra la versione desktop e quella mobile. Non ci è piaciuta, almeno per quello che possiamo vedere oggi, la pagina profilo. Il fatto che no ci sia l’immagine header in alto più grande, rende il tutto più impersonale.

    Gli utenti che sono in grado di visualizzare e usare questa modalità sono invitati a fornire a Twitter feedback in modo da migliorare ancora la versione. E’ quindi probabile che la versione che vi abbiamo descritto può subire qualche cambiamento.

  • Facebook, più del 25% degli utenti Usa ha cancellato l’app dal proprio smartphone

    Facebook, più del 25% degli utenti Usa ha cancellato l’app dal proprio smartphone

    Gli effetti del caso Cambridge Analytica, l’esodo dei giovani, denotano per Facebook un periodo di difficoltà. A conferma di questo, l’ultima analisi del Pew Research Center, negli Usa, rileva che il 26% degli utenti ha cancellato l’app di Facebook dal proprio smartphone nell’ultimo anno. Il 54% dichiara di aver modificato le impostazioni della privacy.

    Il 2018 per Facebook non è certamente un bell’anno. Dall’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica al Russiagate, dall’esodo degli utenti più giovani dalla piattaforma alle continue problematiche legate alla gestione della privacy degli utenti, non si può dire che per Mark Zuckerberg sia un periodo tranquillo. Per non parlare dei problemi a Wall Street con le perdite degli ultimi giorni che sono coincise con le audizioni di Sheryl Sandberg, COO di Facebook e di Jack Dorsey, CEO di Twitter, presso il Senato americano. La stessa Sandberg ha ammesso quanto sia difficile per Facebook individuare account con il solo scopo di “inquinare” la piattaforma.

    Questa doverosa premessa è stata fatta per introdurre quella che è poi la notizia in sè, ossia la pubblicazione dei dati dell’ultima analisi del Pew Research Center che delinea in maniera precisa quelle che possono essere indicate come dirette conseguenze di quello che abbiamo indicato in apertura di questo post.

    facebook addio

    L’analisi, effettuata nel periodo compreso tra il 29 maggio e l’11 giugno 2018 su un campione di utenti di età superiore ai 18 anni, rileva che il 26% degli utenti ha provveduto, nell’ultimo anno, ad eliminare l’app di Facebook dal proprio smartphone. Un dato che è molto significativo. Ma non è tutto.

    facebook cancella app smartohone pew research center

    Il 42% degli utenti intervistati, quindi più di 4 utenti su 10, hanno dichiarato di essersi presi una “pausa da Facebook”, per un periodo di diverse settimane. Il 54% degli utenti dichiara poi di aver modificato le impostazioni della privacy sulla piattaforma. Complessivamente, rileva il Pew Research Center, circa il 74% degli utenti Facebook dichiara di aver intrapreso almeno una di queste azioni appena descritte nell’ultimo anno.

    L’analisi poi mette in luce atteggiamenti diversi in relazione all’età degli utenti. E quindi, il 44% degli utenti 18-29 anni ha provveduto a cancellare l’app dal proprio dispositivo nell’ultimo anno, una percentuale quindi più alta tra i giovani che giustifica l’esodo in corso. E’ poi una percentuale più bassa quella rilevata tra gli over 65, infatti solo il 12% ha provveduto a cancellare l’app di Facebook.

    Come sapete, per affrontare lo scandalo Cambridge Analytica, nel pieno della sua potenza polemica, qualche mese fa Facebook ha ottimizzato in maniera notevole le impostazioni della privacy, rendendole più facilmente gestibili e rintracciabili. E ha anche reso più visibile la possibilità di poter scaricare i propri dati, effetti della GDPR. Ebbene, l’analisi rileva che solo il 9% degli utenti Usa ha provveduto a scaricare l’archivio dei propri dati. Il 47% di questi ha poi provveduto a cancellare Facebook dal proprio smartphone.

    Insomma, ribadiamo quanto detto in apertura, per Facebook non è un bel periodo. Ieri il titolo ha perso ancora il 2,33% a Wall Street. E, parlando di esodo dei più giovani, abbiamo visto quanto questo fenomeno stia dffondendosi anche nel nostro paese.

    [divider style=”solid” top=”20″ bottom=”20″]

    [L’immagine di copertina è stata realizzata da @franzrusso, si prega di citare l’autore nelle eventuali condivisioni; se i proprietari dei loghi la ritenessero inopportuna sarà modificata o eliminata all’occorrenza]