Autore: Franz Russo

  • Instagram lavora ad un formato verticale delle Stories in stile TikTok

    Instagram lavora ad un formato verticale delle Stories in stile TikTok

    Dopo l’indiscrezione anticipata su Twitter da Alessandro Paluzzi, Instagram conferma di lavorare ad un formato verticale per le Stories, in stile TikTok. E intanto lancia una nuova funzionalità “Eliminati di recente”, per proteggere gli account degli utenti.

    Qualche giorno fa Alessandro Paluzzi, sviluppatore molto attento a scovare novità, aveva twittato che Instagram stava lavorando ad un formato verticale per le Stories, simile al modo di visualizzare i video su Tik Tok. Quindi, non più da sinistra verso destra come avviene adesso, ma scrollando dal basso verso l’alto, facendo swipe-up. Si trattava però di un rumour che, pur facendo molto discutere senza raccogliere il favore degli utenti, non trovava nessuna conferma ufficiale.

    E invece la conferma ufficiale è arrivata, come riportato da TechCrunch, Instagram conferma l’indiscrezione rivelata da Paluzzi, ricavata da un’attenta analisi dei codice, anche se al momento non è in fase di test e non si sa quando lo sarà.

    In ogni caso, è sufficiente questa conferma per sapere che Instagram, dopo aver incorporato Reels, che altro non è che un clone di TikTok, adesso vuole importare anche la visualizzazione dei video nelle Stories in senso verticale. E per gli utenti si tratta di una modifica rilevante e, per certi versi, fuorviante.

    instagram formato verticale stories tiktok franzrusso.it

    Certo, la visualizzazione verticale sembra essere più naturale ed è quella che solitamente ogni giorno usiamo per navigare su Google, per visualizzare la home di YouTube oppure per “scrollare” il news feed di Facebook. E anche il feed di Instagram viene visualizzato in senso verticale. In qualche modo questa modalità verticale finirebbe per uniformarsi alle altre modalità. Ma resta il fatto che si tratta di una modalità che ancora una volta viene presa in prestito.

    Attenzione, stiamo facendo una considerazione in generale su una indiscrezione che trova conferma ufficiale, ma sempre di concept si tratta e, come giustamente avverte anche TechCrunch, “un concept potrebbe non veder mai la luce“. Anche se suonerebbe strano, trattandosi proprio di Instagram.

    Come rilevato da più parti, e anche dagli utenti, al momento su Instagram regna un po’ di confusione, vi sono troppi luoghi con tipologie di contenuti differenti: IGTV, Reels, Stories, post nel feed. Una situazione che necessita di un processo di semplificazione, come lo steso Adam Mosseri aveva confermato a The Verge. Se il 2020 è stato l’anno delle promesse, il 2021 dovrà essere l’anno della messa in pratica di queste promesse, questo il Mosseri pensiero. E non è del tutto escluso che un formato verticale di visualizzazione per le Stories non significhi anche una semplificazione nel senso di aggiungere in quel luogo anche i Reels, visto che già sono visualizzabili in senso verticale.

    Insomma, Instagram ha bisogno in questo momento di mettere in ordine un po’ di cose.

    Ecco “Eliminati di recente” per proteggere gli account degli utenti

    Intanto, vi segnaliamo che Instagram sta per introdurre una nuova funzionalità chiamata “Eliminati di recente”, un luogo dove poter, eventualmente recuperare i contenuti cancellati, prima che vengano eliminati del tutto. Un modo per gestire meglio i propri contenuti, ma no solo. Instagram fa sapere che questa funzionalità è un modo per difendersi ha un eventuale hacking del proprio account che, una volta entrati in possesso dello stesso, potrebbero cancellare i contenuti pubblicati, rendendo quasi impossibile il ripristino. In questo modo invece sarebbe possibile e i contenuti “eliminati di recente” resteranno disponibili per 30 giorni, prima di essere eliminati definitivamente.

    instagram eliminati di recente

    Allo scopo di proteggere ancora di più l’account degli utenti, Instagram chiederà la verifica all’utente, in modo tale da essere sicuri che l’operazione sia effettuata in tutta coscienza da parte dell’utente o se, invece, si tratta di una operazione in conseguenza di un hacking.

    C’è una precisazione da fare e riguarda le Stories: quelle che non sono nell’archivio resteranno nella cartella “Eliminati di recente” solo per 24 ore. Durante i 30 giorni di tempo, i contenuti possono essere monitorati seguendo questo percorso: Impostazioni>Account>Eliminati di recente. Maggiori informazioni le potete trovare nella sezione Help Center.

  • Social Media 2021, ecco uno sguardo a livello globale

    Social Media 2021, ecco uno sguardo a livello globale

    Social Media a livello globale 2021, ecco l’atteso report di We Are Social e Hootsuite, “Digital 2021: Global Overview Report”, che ci offre uno sguardo sulle piattaforme più usate, e non solo. In attesa dei dati italiani.

    Puntuale, come sempre in questo periodo dell’anno, arriva forse uno dei report più interessanti perché denso di dati. Stiamo parlando di Digital 2021: Global Overview Report, l’indagine che We Are Social pubblica insieme a Hootsuite ci presenta l’anno che è da poco iniziato offrendoci una panoramica su Digitale, in questo caso a livello globale.

    I dati italiani arriveranno, e come sempre puntuali anche questi, un po’ più avanti. Infatti il 10 febbraio saranno presentati all’interno di un webinar e poi li racconteremo anche qui. E, intanto che arrivino i dati nostrani, diamo un’occhiata ai dati globali dove l’effetto della pandemia è evidente.

    A livello globale, gli utenti internet sono 4,66 miliardi (su una popolazione totale nel mondo di 7,83 miliardi), un numero in crescita del 7,3%, o 316 milioni; mentre sono 4,2 miliardi gli utenti sui social media, con una crescita a doppia cifra: +13%, o 490 milioni di utenti. Gli utenti Mobile nel mondo sono 5,22 miliardi, con una crescita più live rispetto agli altri dati precedenti, infatti aumenta nel 2020 sono dell’1,8%, o 93 milioni di utenti.

    social media sguardo globale 2021 franzruss.it

    Il nostro focus, per quello che è il tema più rilevante dal nostro punto di vista, è sui Social Media, strumenti di comunicazione che, proprio durante il lockdown e lungo tutto il 2020, hanno giocato un ruolo fondamentale.

    Il 2021, è tema di questi giorni, è per i Social Media l’anno della Consapevolezza, forse. Tema che in realtà potrebbe risultare “datato”, ma che, alla luce degli eventi del 2020 e, soprattutto, di questo inizio d’anno, riemerge con forza. E i dati ci aiutano a comprendere meglio anche questo fenomeno, in attesa dei dati italiani.

    Social Media 2021, utenti globali

    Abbiamo visto prima che il numero degli utenti Social Media a livello globale cresce del 13,2%, quasi mezzo milione di utenti in più, arrivando ad un totale di 4,2 miliardi. La quasi totalità degli utenti usa il mobile per accedere ai propri strumenti.

    social media utenti mondo 2021

    Social Media 2021, tempo trascorso sulle piattaforme

    Un aspetto sempre molto interessante è il tempo trascorso sui Social Media. Ebbene, il dato è cresciuto ma non quanto forse ci si aspettava. Infatti il dato delle 2 ore e 25 minuti al giorno (quasi un giorno interno alla settimana) è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente, facendo registrare appena lo 0,4%. Il paese dove si trascorre il tempo maggiore è le Filippine con 4 ore e 15 minuti. Dalla parte opposta il Giappone, il paese che fa registrare il periodo trascorso sui social media più basso: soli 51 minuti.

    social media utenti tempo trascorso 2021

    Il balzo in effetti lo fa il tempo trascorso su Internet con +4%, con 6 ore e 54 minuti al giorno. E anche qui troviamo Filippine e Giappone ai due estremi con, rispettivamente, 11 ore e 4 ore e 25 minuti.

    E restando in tema social media, un aspetto interessante che emerge dal report è quello della social search, ossia usare i social media come motore di ricerca. L’aspetto interessante, appunto è che queste piattaforme vengono usate soprattutto dai più giovani come strumento per effettuare ricerche, come il 53,2% dei giovani tra 16-24 anni. Poi questa voce va calando man mano che si sale con l’età.

    Social Media 2021, le piattaforme più usate

    E, infine, queste sono le piattaforme social media più usate nel mondo, dato aggiornato al 25 gennaio 2021:

    social media piattaforme 2021

    Come vedete, Facebook resta comunque la piattaforma più usata a livello globale che nel frattempo, come abbiamo visto con i dati dell’ultima trimestrale del 2020, ha raggiunto 2,8 miliardi di utenti. Seguita da YouTube con 2,29 miliardi di utenti. Sul podio, in terza posizione WhatsApp con 2 miliardi di utenti che in realtà saranno anche di più. Un dato interessante è le piattaforme che si posizionano nelle prime 6 posizioni superano il miliardo di utenti e la metà di queste superano i 2 miliardi di utenti.

    Balzo in avanti di TikTok con 689 milioni di utenti a livello globale e la gemella cinese, Douyin, con 600 milioni di utenti. Telegram, con il balzo degli ultimi giorni arriva a 500 milioni di utenti, mentre Twitter resta ancora indietro nelle retrovie con 353 milioni di utenti. E chiude Quora con 300 milioni.

    Ecco, questi i dati più rilevanti rispetto al tema Social Media, quello che più sentiamo vicino ai nostri temi. Considerazioni finali sono che lo scenario delle piattaforme Social Media, in questo 2021, cambierà ancora. L’emergere del fenomeno Clubhouse farà sentire i suoi effetti e, aspetto da non sottovalutare, aumenterà la Consapevolezza degli utenti rispetto al modo di usare queste piattaforme. Aspetto che le aziende, chiamate anch’esse ad una nuova consapevolezza degli strumenti, dovranno tenerne conto.

  • Come gli HPC possono essere d’ispirazione per i nuovi Data Center

    Come gli HPC possono essere d’ispirazione per i nuovi Data Center

    Le aziende hanno davanti a sè diverse sfide, tra cui quella di ripensare i Data Center. E l’ispirazione arriva proprio dagli HPC. Ecco come.

    L’anno che è appena iniziato sarà all’insegna delle sfide. Le aziende sono chiamate ad uno sforzo notevole e dovranno consolidare il grande salto innovativo e tecnologico fatto nel 2020, anche a causa della grave crisi sanitaria in seguito alla pandemia da Coronavirus.

    Un dato rilevante è che le aziende hanno compreso, per necessità in primis, che la tecnologia può essere una grande mano e che l’innovazione diventa reale e concreta se alla base si sono fatti gli investimenti giusti.

    Di fronte a uno scenario come questo, il 2021 sarà l’anno del Cloud Computing, tecnologia che sarà il vero partner per le aziende per condurle verso quel consolidamento tecnologico di cui parlavamo prima. Il 2021 sarà l’anno delle conferme, dunque.

    hpc datacenter kingston franzrusso.it

    E se il Cloud Computing sarà il partner delle aziende, piccole e grandi, allora sarà utile fare qualche considerazione in merito, perché è opportuno focalizzare un aspetto che, nel corso dei prossimi mesi, e anni, sarà sempre più centrale.

    Le aziende hanno compreso il valore del Cloud ed è grazie a questa tecnologia, che è un po’ la base del processo di trasformazione digitale, se molte organizzazioni hanno potuto garantire la “business continuity” in un momento in cui era difficile portare avanti il lavoro. E il lavoro, come concetto di elaborazioni di processi da una postazione fissa, è cambiato. Non è più e solo espletabile da un luogo fisico, ma può essere portato avanti da qualsiasi postazione si voglia. Come abbiamo visto, nel 2020 è cresciuto a dismisura il fenomeno dello smart working, sono oggi 6,5 milioni gli italiani che lavorano da casa. Ed è proprio grazie al Cloud Computing se tutto questo è possibile.

    In un momento in cui si diffonde il Cloud Computing e si diffonde il ricorso ad applicazioni che consentono di portare avanti i processi lavorativi, è evidente che i data center si troveranno a gestire una mole di dati più grande di quella che erano soliti gestire. Forse è giunto il momento di ripensare i data center guardando ai HPC (High-performance computer), ossia i supercomputer, quelli in grado di elaborare una enorme mole di processi contemporaneamente. Perché sarà quella la strada a cui guardare nei prossimi mesi, e anni, e sarà quella impostazione tecnologica ad aiutare le aziende. Certo, forse in questo momento non è una scelta sostenibile, soprattutto dal punto di vista economico (basti pensare al costoso sistema di raffreddamento che queste macchine richiedono), ma i data center, come li conosciamo oggi, sulla spinta dell’edge computing, potrebbero essere sostituiti da data center di dimensione più piccola e più vicini alla fonte dei dati. Questo permetterebbe alle applicazioni basate sul cloud di ottenere tutti i benefici della nuova tecnologia 5G, riducendo la latenza e risparmiando larghezza di banda.

    Da questo punto di vista Kingston Technology, leader mondiale nella produzione di schede di memoria, mette in evidenza quelle che possono essere le indicazioni che i gestori di data center possono seguire, guardando proprio ai HPC.

    Come lavorare in smart working migliorando la memoria

    Coerenza e uniformità di funzionamento – Come sappiamo, piattaforme Cloud come Microsoft Azure o Amazon Web Services sono realizzate per poter gestire numerose applicazioni di tipo differente e in grado di utilizzare risorse e infrastrutture condivise. Invece, gli HPC sono progettati per esigenze specifiche. La maggior parte, secondo la Top 500, che elenca gli HPC più veloci al mondo, è impiegata nella ricerca del settore energetico; non manca un cospicuo numero di supercomputer impegnati nell’intelligence; e poi ci sono quelli dedicati alle previsioni meteorologiche. Si tratta di macchine personalizzate, elaborate e progettate con aziende come Intel, HP, Toshiba, per eseguire specifiche tipologie di calcoli su dataset molto specifici, sia in tempo reale che per applicazioni di elaborazione asincrona. Ecco, in sintesi, i manager dei datacenter di oggi devono porsi il tema degli ambiti di applicazione dei sistemi per meglio organizzare le macchine e gestire al meglio le prestazioni.

    Ecco come organizzare i nuovi Data Center

    I dati “in tempo reale”

    L’elaborazione di dati in tempo reale richiede prestazioni altissime che solo gli HPC riescono a soddisfare, tale è la mole di dati da lavorare che arrivano, anche, da fonti diverse. Basti pensare me grandi macchine progettate per le previsioni meteorologiche che necessitano di una enorme mole di dati in tempo reale sulla base dei quali elaborare le previsioni. Sicuramente, anche questo sarà uno degli scenari a cui i manager di data center dovranno guardare. In questi casi, la progettazione di un sistema che utilizza dati in “tempo reale”, non richiede l’archiviazione di tutti i dati immessi nel sistema, ma dovrebbe utilizzare memorie di accesso casuale non volatili (NVRAM) e memorie dinamiche ad accesso casuale (DRAM), per l’elaborazione in tempo reale per la cache e l’elaborazione dei dati in transito in tempo reale, per poi inviare il risultato così elaborato allo storage.

    Soglie di latenza

    Se è vero che aumenta la mole di dati, è anche vero che deve aumentare, di pari passo, la velocità con cui gli stessi dati vengono elaborati. In tanti contesti, la velocità di elaborazione e il risultato che ne consegue dipende proprio dalla velocità. Basti pensare alla borsa, alle previsioni climatiche, i cui risultati possono incidere sulla vita di molte persone. Da tenere in considerazione che i computer di grandi dimensioni e i big data richiedono l’uso di grandi quantità di DRAM. Le elaborazioni portate avanti da unità a disco rigido (HDD) di grandi dimensioni spesso creano delle congestioni nei processi, al contrario delle RAM. Invece, le unità a stato solido, che sono disponibili in formati più compatti e che utilizzano il protocollo di comunicazione appositamente progettato per le memorie NAND Flash (NVMe), possono essere utilizzate come cache, garantendo prestazioni ottimali per una vasta gamma di carichi di lavoro. I cluster FPGA sono ulteriormente ottimizzati per ciascun carico di lavoro specifico, al fine garantire che i set dati di grandi dimensioni siano gestiti con prestazioni ottimali.

    Livelli di sicurezza

    I data center richiedono risorge energetiche continue per garantire la continuità del lavoro. La maggior parte dei data center, ad oggi, funziona con una struttura RAID di alto livello, al fine di garantire la continuità di funzionamento e la corretta esecuzione delle attività di scrittura quasi simultanea su array di storage differenti. La regola è quella dei salvataggi costanti e frequenti per garantire la continuità e questa la si ottiene con continui backup per salvaguardare i dati, tenendo conto anche della continua mole dei dati in tempo reale. Insomma, queste macchine necessitano di grandi risorse energetiche e di grande memoria. Da questo punto di vista, Kingston Technology ha la tecnologia e l’esperienza per fornire le soluzioni migliori per contribuire ala realizzazione dei data center del futuro, sempre più performanti.

    La personalizzazione degli HPC, come abbiamo visto, è un parametro che permette di mettere a punto macchine in grado di essere molto efficienti per task specifici. ed è questa la parola chiave che deve accompagnare gli architetti dei nuovi data center a realizzare le vere macchine del futuro.

    [In collaborazione con Kingston Technology]

  • Clubhouse, ecco perché è sulla scia di Instagram

    Clubhouse, ecco perché è sulla scia di Instagram

    Clubhouse è il fenomeno del momento e sta spopolando anche in Italia, sebbene sia ancora solo per iOS. Ma ci sono dei punti in comune con la storia di Instagram, a partire dallo stesso venture capital: Andreessen Horowitz.

    Clubhouse ormai è sulla bocca di tutti anche in Italia, da giorni su diverse piattaforme gli utenti si rincorrono per procurarsi un invito e prendere parte alle stanze tematiche. Un passaggio inevitabile alimentato dal fatto che l’app, al momento, é solo per iOS. Ma una volta che sarà disponibile la versione per Android è molto probabile che l’app diventerà più popolare.

    La riflessione, breve, che vogliamo fare oggi con voi, é molto semplice. Partiamo da un primo punto. Qualche giorno fa, e lo abbiamo scritto anche qui sul nostro blog, l’app ha ricevuto un finanziamento importante, 100 milioni di dollari, da Andreessen Horowitz, venture capital tra i più importanti al mondo. AH aveva già finanziato l’app con 12 milioni di dollari nella primavera scorsa.

    Ora, i 100 milioni dell’altro giorno hanno già fatto lievitare il valore di Clubhouse a 1 miliardo di dollari, un valore enorme se pensate che l’app non abbraccia ancora Android e già conta più di 2 milioni di utenti a settimana.

    clubhouse app instagram franzrusso.it 2021

    Per AH, Clubhouse rappresenta un grande investimento da far fruttare.

    Subito dopo l’annuncio dell’investimento di “Serie A” (da considerare che nel 2020 l’investimento medio di questo tipo è stato di 15 milioni di dollari), Clubhouse ha pubblicato quella che sarà la road map da seguire per i prossimi mesi e, secondo noi, il punto più interessante è quello che riguarda i creator che potranno contare sulla possibilità di monetizzare attraverso la vendita di abbonamenti e la vendita di biglietti. Per Clubhouse questo rappresenterebbe un punto di forza non indifferente.

    Ricordiamo che si tratta di un un’app interessante che mette la voce al centro di tutto, come strumento attraverso il quale stringere Relazioni e che libera l’utente dal “like” forzato.

    Detto questo, è utile ricordare che se Andreessen Horowitz investe in maniera massiccia, come in questo caso, lo fa perché crede nell’app e, soprattutto, perché ritiene che l’app sia utile per il proprio business, e rappresenta la spiegazione all’investimento di Serie A. Quindi, l’obiettivo è quello di mettere a disposizione di Clubhouse finanziamenti sufficienti per fare in modo che venga sviluppato il prodotto, che vengano sviluppate altre funzionalità, la versione per Android, un sistema di monitoraggio tale da controllare casi di hate speech, come già successo.

    A quel punto l’app è pronta per essere venduta al migliore offerente. Una strategia, che è la base di AH, che abbiamo visto già in tanti altri casi sempre gestiti dallo stesso venture capital.

    Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Come Instagram, ad esempio, l’exit gestita da Andreessen Horowitz ha portato l’app nelle braccia di Facebook; come Oculus VR, sempre portato nelle mani di Facebook.

    Ma molti di voi ricorderanno la vendita di Skype a Microsoft e sempre a Microsoft ,AH ha venduto GitHub.

    AH ha poi gestito la quotazione in borsa di Twitter, Facebook, Box, Groupon, Pinterest, Zynga e tante altre aziende tech.

    Insomma, è molto probabile che nel giro di 2/3 anni Clubhouse passerà di mano a Facebook o qualche altra big. E certamente non sarà Twitter che ha già avviato in fase di test la sua versione di Clubhouse, chiamata Spaces che presto sarà disponibile per tutti gli utenti.

  • Facebook in forte crescita durante la pandemia, ma prevede una frenata

    Facebook in forte crescita durante la pandemia, ma prevede una frenata

    Facebook è cresciuta molto durante la pandemia, sotto il punto di vista finanziario e della base utenti. Ma prevede comunque una frenata, anche in relazione alle mosse della Apple.

    Il Q4 di Facebook, ufficializzato ieri, dimostra che la società di Mark Zuckerberg ha tratto beneficio durante la pandemia. Una situazione positiva che ha coinvolto tutto il mondo digitale, visto che le persone, costrette a stare a casa, si sono rivolte agli strumenti digitali per lavorare, per restare i contatto con amici e propri cari e anche per fare la spesa.

    Tutto questo ha finito per mettere Facebook al centro, gli utenti infatti non lo hanno abbandonato. Come ricorderete, avevamo già intercettato questo trend in crescita nel Q1 2020. Facebook continua a crescere, contrariamente a quanto si è soliti credere, anche se la stessa casa di Menlo Park, al termine della call di presentazione dei dati finanziari, prevede una inversione di tendenza già alla fine del primo trimestre di quest’anno.

    facebook crescita q4 2020-frenata franzrusso.it 2021

    I fattori che hanno contribuito a questa forte crescita di Facebook sono stati infatti il continuo spostamento verso il commercio online e la richiesta da parte di consumatori di prodotti invece che di servizi. Ecco che Facebook stessa prevede che comunque questo trend cambierà nei prossimi mesi: “una moderata inversione di tendenza, riguardo a uno o ad entrambe queste tendenze potrebbe poi avere effetti sui nostri ricavi pubblicitari“. L’azienda, anche di fronte alla chiusura di un anno eccezionale, assume una posizione più prudente per i prossimi mesi. Prevede una inversione di tendenza che non è poi così lontana dalla realtà.

    Ma vediamo insieme qualche dato più in dettaglio.

    Le entrate del quarto trimestre sono state pari a 28,1 miliardi di dollari, con un profitto pari a 11,2 miliardi di dollari e una crescita, rispettivamente, pari a 31% e 53% su base annua. I ricavi da advertising sono pari a 27,2 miliardi di dollari e quasi la metà arrivano da Usa e Canada; dall’Europa 7 miliardi di dollari.

    Tutto questo è ovviamente legato anche alla crescita della base utenti che sulla piattaforma principale, Facebook appunto, sono:

    facebook utenti q4 2020

    • 2,8 miliardi utenti attivi al mese: +12% in un anno;
    • 1,84 miliardi di utenti al giorno: +11% in un anno.

    Crescita sostenuta anche se guardiamo Facebook nel suo insieme, “famiglia di utenti attiva”, e quindi considerano tutte le piattaforme di casa come Instagram, WhatsApp e Messenger:

    facebook famiglia utenti q4 2020

    • 2,6 miliardi di utenti attivi al giorno: +15% in un anno;
    • 3,3 miliardi di utenti attivi al mese: +14% in un anno.

    Facebook è una società solida con zero debiti e una liquidità pari a 62 miliardi di dollari.

    Il lockdown ha (ri)portato gli utenti su Facebook

    In maniera del tutto insolita, Facebook in questa occasione ha manifestato ben più di una preoccupazione, e si spiega l’atteggiamento più contratto del solito, rispetto alle mosse della Apple con il suo iOS 14. Se ne è discusso molto nei giorni scorsi, a proposito del fatto che l’aggiornamento del sistema operativo del colosso di Cupertino prevede alcune funzionalità che consentiranno agli utenti di selezionare quali dati mettere a disposizione delle app in uso. Questo potrebbe avere degli effetti sull’advertising di Facebook.

    Vedremo che così sarà nei prossimi mesi.

  • Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Social e minori, il Garante Privacy apre un fascicolo su Facebook e Instagram

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori, aprendo un fascicolo su Facebook e Instagram.

    Dopo l’intervento su TikTok, imponendo il blocco alla piattaforma a seguito della triste vicenda della bambina di Palermo, il Garante della Privacy interviene nuovamente sul tema social media e minori.

    Il Garante ha infatti provveduto ad aprire un fascicolo su Facebook e su Instagram, sempre in relazione alla vicenda della bimba di Palermo che, secondo quanto riportato da diversi quotidiani italiani, pare avesse diversi profili attivi proprio sulle due piattaforme.

    Le parole del Garante

    In relazione a questo, il Garante si è rivoto alla società di Mark Zuckerberg, che controlla anche Instagram, al fine di “fornire una serie di informazioni, a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme“. E anche di fornire “indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell’età dell’utente adottate per controllare il rispetto dell’età minima di iscrizione“.

    facebook garante privacy minori instagram franzrusso

    Il Garante ha dato tempo 15 giorni a Facebook per fornire una risposta in merito alle questioni sollevate.

    E, da quanto si legge nel comunicato, la verifica del garante proseguirà anche sulle altre piattaforme social media.

    La notizia fa il giro del mondo

    La notizia del blocco di TikTok da parte del garante italiano ha fatto il giro del mondo e ha ottenuto una eco enorme sul tema social e minori. Si è trattata, infatti, della prima volta che un organo preposto a garanzia della Privacy dei cittadini prendesse un provvedimento così duro nei confronti di una piattaforma social.

    E la notizia è stata molto discussa anche in Italia e molto di è discusso se effettivamente la piattaforma fosse o meno usabile. TikTok fino al 15 febbraio non potrà permettere nuove iscrizioni e intanto la piattaforma dovrà verificare l’età degli utenti, disattivando quelle che fanno riferimento a minori. Un tema che ha portato al centro del dibattito, ancora una volta, il tema della verifica dell’età degli utenti, “age verification“, operazione complessa, se non impossibile, che al momento è poco praticabile.

    A questo punto non resta che aspettare la risposta di Facebook al Garante entro l’11 febbraio e di vedere cosa succederà sul fronte TikTok dopo il 15 febbraio.

  • Instagram, ecco la dashboard per professionisti dedicata agli account business e creator

    Instagram, ecco la dashboard per professionisti dedicata agli account business e creator

    Instagram non è più solo un’app dove condividere video o foto, ma con gli strumenti introdotti in questi ultimi anni, e in questi ultimi mesi, è diventata un vero strumento di lavoro dove promuoversi e vendere. Ecco perché da oggi è disponibile una vera e propria dashboard per professionisti sull’app.

    Instagram non è più solo un’app dove condividere video o foto, ma con gli strumenti introdotti in questi ultimi anni, e in questi ultimi mesi, è diventata un vero strumento di lavoro dove promuoversi e vendere. Ecco perché da oggi è disponibile una vera e propria dashboard per professionisti sull’app, una funzionalità che farà felici tuti gli account business e creator che utilizzano l’app per lavoro.

    La Dashboard per professionisti è quindi un nuovo strumento per monitorare le prestazioni, accedere a strumenti professionali e scoprire contenuti formativi selezionati da Instagram.

    instagram dashboard professioniti business franzrusso.it

    Queste le tre principali funzionalità della dashboard accessibile dalla bacheca degli utenti, in alto:

    • Monitora la tua performance: insight e tendenze in base alle performance del tuo account.
    • Fai crescere il tuo business: accedi facilmente agli strumenti per gestire il tuo account in modo più efficiente, scopri nuove funzionalità utili per far crescere la tua attività e verifica lo stato di idoneità alla monetizzazione
    • Rimani informato: scopri come ottenere il massimo da Instagram grazie a contenuti formativi, consigli, guide e idee.

    Come forse molti di voi sapranno, su Instagram alcune di queste risorse sono già disponibili, quello che adesso fa Instagram è di posizionarle in un’unica destinazione e renderle facilmente reperibili a tutti i professionisti per utilizzarli al meglio.

    In futuro, Instagram continuerà ad arricchire la Dashboard attraverso una suite di strumenti a sostegno di creator e aziende che vogliono crescere sull’app.

    Nel corso del 2020, instagram ha lanciato una serie di prodotti per aiutare i creators e le aziende a raggiungere i loro obiettivi come Badges, Instagram Shop, Checkout, e gli strumenti Branded Content. Sin dal lancio del nuovo hub degli strumenti per professionisti, da novembre scorso, lo hanno visitato più di 82 milioni di account e 37 milioni di account hanno cliccato su almeno un elemento.

    La Dashboard per Professionisti è disponibile per tutti gli account Business e Creator su Instagram.

  • Technovation Girls, terza edizione del programma tech per ragazze

    Technovation Girls, terza edizione del programma tech per ragazze

    Amazon, per il terzo anno consecutivo, presenta e supporta Technovation Girls, il più grande programma imprenditoriale tech per ragazze promosso da Technovation. Iscrizioni fino al 12 marzo 2021.

    Amazon, per il terzo anno consecutivo, presenta e supporta Technovation Girls, il più grande programma imprenditoriale tech per ragazze promosso da Technovation, associazione no profit dedita all’educazione in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), che attraverso Technovation Girls mira a rendere consapevoli le studentesse di tutto il mondo delle loro potenzialità di innovatrici del futuro, attraverso l’accesso a nuove competenze informatiche.

    Fino al 5 marzo 2021, Amazon ospiterà momenti di incontro e presentazione dedicati a Technovation Girls, sfida rivolta a studentesse dai 10 ai 18 anni (compiuti entro agosto 2021) di tutto il mondo interessate alla tecnologia, anche senza una precedente formazione nel coding, e che desiderano mettersi alla prova nella creazione di un’App.

    Technovation Girls stem amazon franzrusso.it 2021

    Amazon metterà a disposizione mentor che accompagneranno le partecipanti lungo tutto il percorso di ideazione del progetto: una mentorship che si svilupperà nel corso delle lezioni online offerte da Technovation, dallo sviluppo dell’App, fino alla costruzione di un business plan efficace e della presentazione del progetto stesso, che sarà tenuta davanti ad un comitato di valutazione internazionale.

    Agli incontri possono partecipare studentesse dai 10 ai 18 anni, oltre a docenti delle scuole primarie e secondarie che vogliano farsi promotori dell’iniziativa all’interno dei propri istituti. È possibile iscriversi e partecipare online agli eventi di presentazione “Discover Technovation con Amazon Italia” .

    Le iscrizioni chiuderanno il prossimo 12 marco e potete iscrivervi qui: technovationchallenge.org.

  • Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Clubhouse, ecco perché non è da sottovalutare

    Clubhouse annuncia un nuovo finanziamento da Andreessen Horowitz e nuove iniziative, tra cui quella di investire sui creator. Intanto l’app, per ora solo per iOS, conta 2 milioni di utenti attivi a settimana.

    Lanciata nel mese di marzo dello scorso anno, Clubhouse sta ottenendo un riscontro sempre sempre più alto. La startup ha annunciato di aver ricevuto un nuovo importane finanziamento, senza però rivelarne l’entità, da Andreessen Horowitz attraverso l’azienda partner Andrew Chen. Un nuovo finanziamento che, secondo alcuni analisti finanziari, porterebbe già il valore della startup a 1 miliardo di dollari, una valutazione enorme se pensate che a fine 2020 l’app veniva valutata intorno ai 100 milioni di dollari.

    [La notizia è che il finanziamento, inizialmente non confermato, è che si tratti di 100 milioni di dollari, una cifra considerevole.]

    Con questo ultimo finanziamento, Clubhouse dichiara di essere arrivata fino ad oggi più di 180 investitori. Gli ultimi finanziamenti erano stati a maggio scorso con 12 milioni di dollari (investimento di Serie A), sempre da Andreessen Horowitz. Questo dimostra il crescente interesse verso l’app di chat audio che sta cominciando ad appassionare un po’ tutti. Ricordiamo che l’app fino ad oggi funziona solo per iOS, conta già 2 milioni di utenti attivi a settimana e funziona, almeno per adesso, solo su invito.

    Al suo debutto, ma anche nei mesi successivi, si era discusso dell’ap per via della diffusione di contenuti antisemiti, incitanti all’odio, situazioni che avevano fatto dubitare molto su quello che poteva essere il livello di moderazione all’interno dell’applicazione. Sembra evidente che uno degli aspetti che verranno maggiormente potenziati con questa nuove iniezione di finanziamenti, sarà la moderazione e anche la possibilità di estendere l’uso dell’app anche su altri sistemi come Android. E sarà a quel punto che l’app comincerà a conoscere una crescita ancora più forte.

    clubhouse app franzrusso.it 2021

    Clubhouse nasce con una caratteristica che altre piattaforme non hanno, e cioè quella di sfruttare la voce come mezzo per creare coinvolgimento, condivisione, discussione e quindi relazione. La voce, tra l’altro, come mezzo esclusivo, nel senso che non esistono altre modalità. Di per sé questo è già molto interessante, e per questo non va sottovalutata.

    Le valutazione che arrivano, soprattutto dagli Usa, da chi la utilizza sono già molto positive. Proprio per il fatto che questa app apre a nuovi scenari. Nell’annunciare il nuovo finanziamento, Clubhouse ha delineato quella che sarà la road map da seguire per i prossimi mesi e un obbiettivo molto interessante è quello di investire sui creator, ossia quelli che creano le conversazioni i quali potranno ricevere dei riconoscimenti, nel senso che verranno pagati attraverso forme come gli abbonamenti o la vendita di biglietti.

    Come funziona Clubhouse

    In maniera sintetica, Clubhouse funzione attraverso stanze tematiche, stanze intese come luoghi dove le persone si incontrano per discutere, a voce, di un tema specifico. Come abbiamo detto, la stanza viene creata da un utente e poi invita altre persone a prendervi parte. La cosa interessante è che le persone invitate partecipano attivamente alla conversazione, semplicemente alzando la mano. Sì, proprio come se si fosse in presenza ad un incontro per poter fare “sentire la propria voce”.

    Questa è una caratteristica che altre piattaforme social non hanno, ed ecco perchè l’app rappresenta forse una delle novità più interessanti nello scenario dei social media. La partecipazione degli utenti è dinamica, molto diversa da quella che si genera attraverso un tweet o un post su Facebook. Si tratta di una interazione che avviene in tempo reale e ognuno può intervenire in una stanza, oppure uscire e andare a sentire di cosa si parla nella stanza di fianco.

    L’app ha conosciuto un momento di grande lancio in questa pandemia, ma siamo sicuri che riscuoterà ancora più successo anche dopo, quando torneremo alla nostra vita di sempre.

    Clubhouse mette insieme le caratteristiche dei social, la voglia di partecipare attivamente alla discussione, facendo sembrare tutto come un grande podcast che l’utente può ascoltare anche mente fa altro. Ecco un’altra grande differenza con le altre piattaforme.

    Questi alcuni dei canali attualmente presenti sull’app che danno meglio l’idea di cosa si puà fare: Startup Club, Black Wealth Matters, Leadership Reinvented, Music & Technology, Dear Young Queen, Health Is Wealth, Designkinds the Multi Creatives, NBA Fan Club, Smiling & Positivity, Afropolitan Lounge, Muslims & Friends, The Legacy Think Tank, Reinventing Health\Care, The True Love Society, TikTok Marketing Secrets. E molto altro ancora.

    Ma, attenzione, si affaccia all’orizzonte, e lo abbiamo raccontato qui sul nostro blog, un potenziale concorrente per Clubhouse, e stiamo parlando di Spaces di Twitter. La chat audio della piattaforma da 280 caratteri è in fase di test per una platea di utenti ristretta e presenta, tuttavia, alcune interessanti funzionalità come la trascrizione in tempo reale dell’audio e la possibilità di poter condividere all’interno della chat audio un tweet, così per meglio circoscrivere la conversazione.

    Si chiama Spaces, la chat audio di Twitter avviata in test

    Come già sottolineato, vale lo stesso problema come per Clubhouse, ossia quello relativo alla moderazione. Twitter da questo punto di vista ha dovuto impegnarsi molto per cercare di limitare i fenomeni di troll, hate speech e altro. Fenomeni negativi che possiamo dire essere stati alla base della scarsa crescita della base utenti. La piattaforma di Jack Dorsey ha l’opportunità di provare a offrire qualcosa di nuovo rispetto a Clubhouse, anche se sarà molto difficile soprattutto perché gli utenti che prendono parte a Clubhouse provengono da diverse parti e hanno background molto vari.

    Insomma, Clubhouse non è assolutamente da sottovalutare, rappresenta una novità interessante, specie se riuscirà a mettere in piedi un processo di moderazione efficace, per non sprecare l’occasione.

    E voi che ne pensate? Avete già usato l’app?

  • Il Garante della Privacy dispone il blocco di TikTok

    Il Garante della Privacy dispone il blocco di TikTok

    Il Garante della Privacy ha disposto il blocco di TikTok a seguito della vicenda della bimba di Palermo.

    La vicenda di Palermo, dove una bimba di 10 anni ha perso la vita partecipando ad una challenge su TikTok, non poteva non avere conseguenze.

    Sulla vicenda da ieri stanno investigando i magistrati, ma un’azione del Garante della Privacy era nell’aria. E in effetti l’azione è arrivata.

    L’autorità, attraverso un comunicato ufficiale, dispone il blocco del social media. Con un provvedimento, il Garante “ha disposto nei confronti di Tik Tok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica“.

    Significa, il divieto per TikTok di trattare i dati degli utenti “per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico”.

    In parole povere, il ternine blocco è usato dal Garante per intendere il blocco alle nuove iscrizioni sull’app, fino al prossimo 15 febbraio.

    Il provvedimento verrà notificato anche all’autorità irlandese, per il fatto che l’azienda ha sede in Irlanda.

    Ieri un portavoce a nome di TikTok Italia aveva dichiarato:

    “Siamo davanti ad un evento tragico e rivolgiamo le nostre più sincere condoglianze e pensieri di vicinanza alla famiglia e agli amici di questa bambina. La sicurezza della community TikTok è la nostra priorità assoluta, per questo motivo non consentiamo alcun contenuto che incoraggi, promuova o esalti comportamenti che possano risultare dannosi. Utilizziamo diversi strumenti per identificare e rimuovere ogni contenuto che possa violare le nostre policy. Nonostante il nostro dipartimento dedicato alla sicurezza non abbia riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano aver incoraggiato un simile accadimento, continuiamo a monitorare attentamente la piattaforma come parte del nostro continuo impegno per mantenere la nostra community al sicuro. Siamo a disposizione delle autorità competenti per collaborare alle loro indagini.”

    Ci troviamo di fronte a un caso che sta facendo molto discutere che continueremo a seguire tenendovi aggiornati.