Autore: Franz Russo

  • Calcio e social media, ecco chi sono i tifosi di oggi

    Calcio e social media, ecco chi sono i tifosi di oggi

    Calcio e Social Media, ecco chi sono i tifosi di oggi. Con la ricerca di SoPRISM scopriamo le audience delle 30 squadre europee con diversi dati interessanti.

    Il Calcio è da sempre uno dei temi più discussi e seguiti sui Social Media, su Twitter è il tema principale che riesce coinvolgere milioni di italiani. Ma chi sono i tifosi che seguono il Calcio sui Social Media? In un momento in cui gli stadi sono chiusi, per via della pandemia da Coronavirus, e non si ancora fino a quando, vi proponiamo questa interessante ricerca di SoPRISM, che ci offre la possibilità di conoscere meglio i tifosi che oggi, nel 2021, seguono il Calcio su Twitter, Facebook e altre piattaforme.

    Come sappiamo Italia sono più di 40 milioni gli italiani che usano in maniera attiva Instagram e Facebook e tutto quello che gli utenti fanno su queste piattaforme, in termini di interazioni, condivisioni di interessi, creazione di contenuti, rappresenta le loro abitudini e, un po’, quello che sono per davvero.

    social media calcio squadre europee franzrusso.it 2021

    Partendo dall’analisi comparativa dei 30 club di calcio europei più seguiti, nel mese di gennaio di quest’anno, si arriva a conoscere meglio quelle che sono le audience dei club. E, grazie a una soluzione innovativa ed impiegata in tutto il mondo, la startup SoPRISM ha utilizzato questi dati aggregati e anonimizzati per capire chi sono i tifosi di queste 30 squadre. E dalla ricerca vediamo insieme i dati più rilevanti.

    Trovate la ricerca qui European Football Clubs Audiences Profiling.

    Le squadre con il più alto numero di tifosi sono: Real Madrid, FC Barcelona, Juventus e Manchester United. Le altre squadre italiane sono l’Inter (8° posizione), Milan (14°), Roma (17°), Napoli (23°).

    Il tifo non è solo al maschile e sono sempre di più le donne che si appassionano al Calcio anche sui social media. Infatti, dalla ricerca emerge che le squadre con una più grande proporzione di tifose sono: Valencia CF, SL Benfica, FC Zenit Saint Petersburg, AS Roma, Bayer 04 Leverkusen e Atlético Madrid.

    social media calcio squadre europee

    Le squadre che vantano tifosi più giovani, 18-24 anni, sono: PSG, Juventus, Everton FC, Manchester City, Tottenham Hotspur FC e Arsenal FC. mentre le squadre con una porzione più ampia di tifosi giovanissimi, 13-17 anni, sono: Tottenham Hotspur FC, Inter Milan, Juventus, Everton FC, AFC Ajax e AS Monaco.

    La ricerca di SoPRISM ci offre anche la possibilità di sapere quali squadre seguono gli utenti sposati. E scopriamo che sono: Galatasaray SK, SLBenfica, SSC Napoli, FC Zenit Saint Petersburg, AS Roma e AFC Ajax.

    social media calcio squadre europee genere

    Ora, alcune delle squadre europee sono tra le più seguite al mondo e non sorprende se quasi tutte presentano una componente di tifosi che arrivano da fuori dei confini del vecchio continente. E tra le squadre europee che presentano un alto numero di tifosi prevenienti dal Sud America troviamo: Valencia CF, Bayer 04 Leverkusen, Atlético Madrid, SL Benfica, FC Zenit Saint Petersburg e Sevilla FC.

    Mentre le squadre che presentano un numero più alto di tifosi localizzati in Asia sono: Galatasaray SK, AFC Ajax, Tottenham Hotspur FC, Manchester United, Manchester City e Liverpool FC. Nessun club italiano nelle prime posizioni.

    social media calcio squadre europee genere

    E, infine, i club europei con una più grande proporzione di tifosi localizzati in Africa sono: Olympique de Marseille, Brugge KV, AS Monaco, RSC Anderlecht, Manchester City e SL Benfica.

    Ecco, questa era il nostro resoconto di questa interessante ricerca di Soprism, che ringraziamo per averci dato la possibilità visionarla in anteprima, utile per comprendere chi sono i tifosi di oggi che seguono il Calcio sui social media. Informazioni utili per i club, per conoscere meglio i propri tifosi e anche per realizzare strategie di marketing più accurate.

    E voi che ne pensate?

  • La presenza sui Social Media dei Ministri del Governo Draghi

    La presenza sui Social Media dei Ministri del Governo Draghi

    In attesa del passaggio parlamentare di domani, ecco la presenza sui social media dei ministri del Governo Draghi. La maggior parte è presente su Twitter, Instagram e Facebook. Quattro i ministri totalmente assenti.

    Comunicare solo quando c’è effettivamente qualcosa meglio far parlare i fatti. Sarebbe questa l’indicazione data dal presidente Mario Draghi ai suoi ministri al primo consiglio di sabato scorso, giorno del giuramento. “Noi comunichiamo quello che facciamo. Non abbiamo fatto ancora niente e non comunichiamo niente“, questa la frase che viene accreditata a Draghi nel momento in cui nel consiglio viene posto il tema della comunicazione. Una indicazione più pragmatica e meno incline al semplice “apparire”.

    Il riferimento è quindi al governo precedente, il Conte 2 (ma anche al Conte 1) che, secondo molti, avrebbe abusato degli strumenti di comunicazione, specialmente i social media, senza badare alla qualità, quanto, piuttosto, alla quantità.

    E proprio ai social media vogliamo orientare questo nostro piccolo intervento che vuole solo offrire a tutti quella che è la vera presenza sui social media dei ministri del Governo Draghi. Certo, puntare ad una comunicazione più concreta, che dia spazio ai fatti e meno al resto, è tuttavia auspicabile. Ma si può comunque puntare ad una comunicazione costante, di qualità, concreta con l’obiettivo di parlare ai cittadini, sempre. Perché il vero rischio di un cambio di rotta netto, e in contrasto con quanto fatto fino all’altro ieri, è che il cittadino si senta escluso, non coinvolto e non adeguatamente informato.

    governo draghi presenza social media franzrusso.it

    I social media sono strumenti di comunicazione e informazione che la politica, molto spesso, ha confuso come strumenti di propaganda. Allora, sarebbe meglio imprimere una svolta qualitativa, migliorando la propria presenza sui social media, non limitarla. E per fare questo, bisogna esserci.

    Sappiamo bene quanto questo sia difficile nel nostro paese, sapendo anche che sono tanti i leader che usano questi strumenti per alimentare polemiche e fare propaganda, dotandosi di vere macchine da guerra. Ma pare che l’invito di Draghi fosse rivolto anche ai leader di partito che sostengono il suo governo, e non solo ai suoi ministri.

    Intanto, ecco la presenza dei ministri del Governo Draghi sui social media con qualche dato in rilievo. Abbiamo preso in considerazione Facebook, Twitter, LinkedIn e Instagram. E possiamo quindi dire che

    • la maggior parte usa Twitter, 16 ministri su 23;
    • 15 ministri su 23 hanno un account su Instagram;
    • 14 ministri su 23 hanno una pagina Facebook;
    • 7 ministri su 23 hanno poi un account su LinkedIn;
    • 4 ministri non sono presenti su alcuna piattaforma.

    Da verificare la pagina Facebook e l’account Instagram di Vittorio Colao, neo ministro dell’Innovazione Tecnologica e della transizione Digitale, e di Patrizio Bianchi che sembra avere un solo account, su Instagram, non verificato.

    Ecco di seguito l’elenco completo:

    Dario Franceschini, ministro della Cultura

    Andrea Orlando, ministro del Lavoro

    Marta Cartabia, ministra della Giustizia

    Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno

    • Twitter: no
    • Facebook: no
    • LinkedIn: no
    • Instagram: no

    Federico D’Incà, ministro dei rapporti con il Parlamento

    Vittorio Colao, ministro dell’Innovazione Tecnologica e transizione Digitale

     

    Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione

    Mariastella Gelmini, ministra degli Affari regionali e Autonomie

    Mara Carfagna, ministra al Sud e Coesione Territoriale

    Fabiana Dadone, ministra alle Politiche giovanili

    Elena Bonetti, ministra alle Pari opportunità e alla famiglia

    Erika Stefani, ministra alla Disabilità

    Massimo Garavaglia, ministro del Turismo

    Luigi Di Maio, ministro degli Esteri

    Lorenzo Guerini, ministro della Difesa

    Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze

    • Twitter: no
    • LinkedIn: no
    • Facebook: no
    • Instagram: no

    Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico

    • Twitter: no
    • Facebook: no
    • LinkedIn: no
    • Instagram: no

    Stefano Patuanelli, ministro all’Agricoltura

    Roberto Cingolani, ministro alla Transizione ecologica

    Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti

    Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione

    Cristina Messa, ministra dell’Università

    Roberto Speranza, ministro della Salute

    Roberto Garofoli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

    • Twitter: no
    • Instagram: no
    • Facebook: no
    • LinkedIn: no

    Potrebbe accadere che alcuni dei ministri, ora sprovvisti, nei prossimi giorni attiveranno una loro presenza sui diversi canali, anche se, dopo l’invito di Draghi, questo resta improbabile. E resta da capire come, e se, il premier comunicherà attraverso i social media. Si dice che i suoi account siano già pronti e che forse l’attivazione verrà accelerata anche dopo la nomina di Antonio Funiciello come capo di gabinetto di Mario Draghi.

    In attesa, la situazione è questa.

    Se avete osservazioni, aggiornamenti, indicazioni particolari, noi siamo qui ad aggiornare sempre questa lista.

  • Torna il B2B Day, il Brand di nuovo al centro

    Torna il B2B Day, il Brand di nuovo al centro

    Torna il B2B Day 2021, l’evento più importante dedicato al mondo B2B in Italia, organizzato da Marketing Arena, con una modalità digitale “faccia a faccia” tutta nuova, il 16-18-23-25 febbraio 2021.

    Torna il B2B Day 2021, l’evento più importante dedicato al mondo B2B in Italia, organizzato come sempre dall’agenzia Marketing Arena. E quest’anno si presenta con un format tutto nuovo, “Anti-conference“. L’idea è quella di rivoluzionare le regole che sono alla base dei tanti webinar online, proponendo un confronto faccia a faccia. Una modalità che si presenta sicuramente molto interessante e coinvolgente.

    La modalità prevede che gli speaker, esponenti di eccellenza nel mondo del marketing ma non solo, daranno il loro punto di vista in 15 minuti ad alta intensità. Monologhi registrati e confronti live tra due ospiti alla volta si alterneranno durante ogni evento, questo per permettere al pubblico di poter intervenire con le domande.

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    L’anno appena trascorso ha messo in evidenza quanto fosse complicato per le aziende riscoprire la proprie identità, i propri valor, il proprio linguaggio. Il più delle volte ci è assistito rincorrere linguaggi e temi diversi, rischiando di perdersi e di non saper più ritrovare la propria strada. Gli speaker che interverranno negli incontri previsti al B2B Day 2021 avranno il compito di indicare nuove strade per ritrovare i propri valori e, soprattutto, la propria identità di Brand.

    Per arrivare ad organizzare la nuove edizione del B2B Day, Marketing Arena è partita dall’ascolto del mercato, costruendo un Osservatorio insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia, per indagare lo stato del marketing nelle imprese B2B. I dati raccolti durante questo studio avranno uno spazio dedicato nel prossimo B2B Day.

    Il B2B Day si svolgerà su quattro giornate: quattro appuntamenti da un’ora ciascuno pervisti per il 16, 18, 23 e 25 febbraio 2021. L’apertura di tutti gli appuntamenti è prevista nel tardo pomeriggio ed sarà affidata ad Alberto Casna, Client Director di Marketing Arena.

    Seguiranno degli scambi di battute tra due speaker per volta, in una modalità presa in prestito dal mondo della musica e chiamata “back to back”.

    Tra gli speaker, ci saranno anche:

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    • Giorgio Soffiato, Managing Director Marketing Arena e Francesco Guidara, Marketing and Business Development Director – sul tema: Prospettive. Dati, scenari e visioni sul futuro del marketing B2B.

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    • Paolo Iabichino, Creative Director e Daniele Francescon, Co-founder NeN  – sul tema: Contaminazioni. Cosa il B2B può imparare dal B2C.

    Questo il link per iscrivervi a tutti gli eventi del B2B Day 2021.

  • Facebook è pronta a lanciare il suo smartwatch nel 2022

    Facebook è pronta a lanciare il suo smartwatch nel 2022

    Facebook sta per lanciare il suo smartwatch basato su Android. Un modo per accedere ad altri dati degli utenti, dopo aver fallito l’acquisizione di Fitbit finita poi nelle mani di Google.

    Da tempo Facebook sta cercando di sviluppare non solo software ma anche hardware, cercando di posizionarsi sul mercato con proprio prodotti e provare a sfidare le grandi aziende tech che da tempo presidiano i vari settori. Stavolta, secondo quanto riporta The Information, sempre molto informato appunto, l’azienda di Mark Zuckerberg starebbe lavorando ad un proprio smartwatch e sarà sicuramente basato su Android. Una scelta questa quasi obbligata, vista la maretta tra i due colossi a proposito dell’aggiornamento iOS 14 che andrebbe a penalizzare in maniera rilevante proprio il colosso di Menlo Park.

    Non si sa se alla fine Facebook opterà per Wear OS, il sistema operativo di Google per i dispositivi indossabili, ma è certo che per il futuro Facebook vuole sviluppare un suo sistema operativo, facendo presagire che ha serie intenzioni ad inserirsi nel mercato dei wearable devices. Il lancio sarebbe previsto entro il prossimo anno.

    facebook smartwatch franzrusso.it

    Lo smartwatch di Facebook avrà come focus la messaggistica e una sezione salute e fitness molto strutturata, il tutto andrebbe poi a posizionarsi insieme agli altri prodotti come le cuffie Oculus per la realtà virtuale e Portal, il dispositivo che permette anche le video chat, completando, al momento l’intero ecosistema. E non mancheranno, nei prossimi mesi, gli occhiali, in collaborazione con Ray Ban (andando a sfidare, ad esempio Snapchat ma anche Google e Huawei).

    Non è la prima vola che Facebook si lancia sul mercato con un proprio dispositivo. Molti di voi ricorderanno lo sviluppo di uno smartphone, in collaborazione con HTC, che non venne accolto benissimo.

    Chiaro che in questa fase Facebook ha bisogno di posizionarsi nel grande mercato dei dati che derivano dall’utilizzo di questi dispositivi. E come sappiamo bene, da questo punto di vista Facebook non si presenta benissimo e quindi questo tema, se non curato secondo le leggi vigenti, soprattutto in Europa, rischierebbe di trasformarsi in una specie di boomerang, rischiando di buttare all’aria gli investimenti.

    Ricorderete anche che Facebook aveva cercato di comprare Fitbit, finita nelle mani di Google per 7,3 miliardi di dollari, proprio per cercare di mettere la sua “bandierina” anche nel mercato dei dispositivi indossabili e avere accesso ad altri dati. E anche Google ha avuto le sue grane da questo punto di vista.

    Per ora di tratta di informazioni verificate, ma non è escluso che possano nascere anche delle problematiche per cui tutto questo non vedrà mai la luce. Intanto, va registrato come Facebook cerchi di posizionarsi anche in altri mercati, pur sapendo dei rischi che non derivano solo dalla gestione dei dati. L’intento è sempre quello di riunire a messaggistica delle tre app al momento, Instagram Messenger e WahtsApp, in modo da veicolarla come una entità unica e cercare di evitare qualsiasi problema con l’antitrust Usa. E di questo se ne parlerà ancora.

  • Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse

    Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse

    Secondo quanto riporta il New York Times, Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse e a lanciare il suo servizio di chat audio.

    Secondo quanto riporta il New York Times, Facebook sarebbe pronto a clonare Clubhouse e a lanciare il suo servizio di chat audio. E la conferma arriva da due persone molto vicine alle vicende di Menlo Park. La società di Zuckerberg sarebbe quindi pronta a sviluppare un servizio proprio, molto vicino quindi a quello che è oggi Clubhouse, che al momento è nelle fasi iniziali.

    La notizia sta facendo, giustamente, il giro del mondo, ma in realtà non sorprende granché. Qui sul nostro blog avevamo avanzato l’ipotesi che Facebook stessa potesse, prima o poi, acquisire Clubhouse, ripercorrendo un po’ la storia già vista con Instagram, ma a quanto pare l’idea sarebbe quella di farlo direttamente in casa propria. E pensare che solo qualche giorno fa Mark Zuckerberg si era affacciato su Clubhouse, evidentemente per cercare di cogliere qualche elemento da sfruttare.

    Del resto, la storia recente di Facebook è costellata di tante “repliche” trasformate poi in motivo di successo. E ci riferiamo chiaramente alle Instagram Stories, spudoratamente “copiate” da Snapchat, trasformate oggi in una modalità di racconto alternativa all’interno della stessa app, e a Reels, ripresa pari pari da TikTok, e adesso verrà introdotta a modalità di visualizzazione verticale, tipica dell’app di ByteDance, anche per quanto riguarda le Stories.

    clubhouse facebook clone franzrusso.it

    Non è chiaro quando Facebook sarà pronta a lanciare la sua versione di Clubhouse e non si conoscono ancora i dettali, ma è certo che Facebook non si lascerà sfuggire questa occasione di provare a presidiare anche la modalità di contenuto audio, in modo da chiudere il cerchio e abbracciare tutte le modalità attive oggi all’interno del suo ecosistema.

    Come detto in più occasioni ormai, Clubhouse ha acceso un faro sulle chat audio e adesso sono tanti i player che vogliono sperimentare questa modalità. Lo sta già facendo Twitter con il test attivo su Spaces (per questo ha acquisto Breaker), ma di iniziative ne stanno nascendo un po’ ovunque. E non è detto che la stessa app possa poi resistere a tutto questo. Anche se potrebbe continuare ad esistere e non essere più al centro, come è stato per Snapchat.

    Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Bisognerà però capire, nelle prossime settimane se questa mossa corrisponde a verità o se si tratta di strategia per cercare di far aumentare l’interesse attorno al fenomeno Clubhouse. Staremo a vedere e noi saremo qui a raccontarvelo.

  • Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Fenomeno Cloubhouse, quasi 5 milioni di download a livello globale

    Secondo Apptopia, Clubhouse ha raggiunto quasi 5 milioni di download, con una forte crescita negli ultimi 90 giorni. Anche se a trainare i download non sembra essere Elon Musk, ma la performance di Lion King.

    Il fenomeno Clubhouse continua a crescere, nonostante sia ancora limitato al mondo iOS, e anche su questo si discute molto. Secondo Apptopia, sono già 4,7 milioni i download dell’app, un numero che sembrerebbe relativamente basso, ma se consideriamo che a fine 2020 erano appena 1 milione, allora si può dire che si comincia a dati interessanti. Una crescita del 470%. E in Italia, alla data di oggi, è la più scaricata in assoluto dall’App Store, mentre negli Usa si piazza al 21° posto, in salita, e la classifica delle app più scaricate è guidata da “Robinhood: Investing for all”.

    Evidentemente, le apparizioni di Elon Musk e poi anche quella di Mark Zuckerberg hanno portato ancora più utenti ad usare le app, prendendo sempre più dimestichezza con le stanze. Anche se, come dimostra Sensor Tower, l’evento che ha portato più utenti sull’app è un altro. Si tratta dell’evento live di Lion King del 26 dicembre scorso, un evento che ha raggiunto la capienza nella stanza di 5 mila utenti, come quella di Musk mentre conversava con Vlad Tenev, CEO di Robinhood. Infatti, dal 26 dicembre i download sono dell’app da quel momento sono più che raddoppiati, mentre l’effetto del fondatore di tesla da questo punto di vista è stato “solo” del 15%.

    clubhouse app download globale franzrusso

    La performance di Lion King è stata organizzata da creatori neri, una community molto ampia che fa propria Clubhouse e che sta crescendo sempre di più. Tra loro figura anche il chitarrista Bomani X, attualmente presente sull’icona dell’app.

    I download di Clubhouse, ad ogni modo, hanno subito un’accelerazione negli ultimi 90 giorni, riuscendo, proprio negli ultimi due mesi, ad arrivare, come dicevamo, a quasi 5 milioni di download.

    Come abbiamo raccontato, nei giorni scorsi, l’app di recente ha ricevuto un finanziamento da 100 milioni di dollari dallo stesso venture capital che seguì anche Instagram, Andreessen Horowitz, e la strada tra le due app sembra molto simile. Clubhouse vale già 1 miliardo di dollari.

    Clubhouse, ecco perché è sulla scia di Instagram

    Al momento si discute ovunque, anche nel nostro paese, di come “l’esclusività” dell’app stia creando qualche perplessità. Al momento, sono molte le personalità legate al mondo della tecnologia e influencer che stanno aderendo al fenomeno. E altrettante sono le figure che lamentano l’impossibilità di tenere lontani account indesiderati, tema che è emerso molto in queste ultime settimane.

    Il crescente interesse attorno a Clubhouse sta aumentando l’attenzione verso il mondo delle conversazioni in audio. E così, come vi abbiamo già raccontato, mentre siamo in attesa di poter usare anche in Italia le chat audio di Twitter, Spaces, nascono nuove app e nuove piattaforme.

    L’ultima in ordine di tempo è quella di Mark Cuban, che con la sua Fireside si pone l’obiettivo di creare “una nuova piattaforma podcast che abilita la conversazione live“. Ma ci sono anche app come Wavve, Riffr, Spoon che mettono al centro l’audio-first.

    Insomma, il fenomeno Clubhouse è destinato a crescere, lo sarà ancora di più quando sarà disponibile anche per Android, ed è destinato a cambiare lo scenario social media.

  • Twitter, l’effetto Trump non ha impedito la crescita degli utenti

    Twitter, l’effetto Trump non ha impedito la crescita degli utenti

    Possiamo dire che l’effetto Trump su Twitter non c’è stato. Ci si attendeva qualche effetto negativo dopo la sospensione permanente dell’account del 45° presidente Usa, ma la piattaforma nel 2020 è cresciuta sia in termini di ricavi che di utenti giornalieri.

    C’era molta attesa per la presentazione dell’ultima trimestrale 2020 (Q4 2020) di Twitter, soprattutto per valutare quale fosse stato l’effetto Trump sulla piattaforma. E anche per verificare come Twitter avesse superato la pandemia. Di sicuro per Twitter il 2020 è stato un anno di crescita, sia in termini finanziari che in termini di prodotto e base utenti.

    E dai numeri, che fra poco vedremo insieme, emerge che, ad oggi, Twitter può fare a meno di Trump per crescere, nel senso che la piattaforma ha retto anche la decisione estrema di bloccare l’account del 45° presidente Usa in modo permanente dopo l’attacco a Capitol Hill.

    Ma passiamo subito a vedere qualche numero.

    Twitter, crescono i ricavi anche nel 2020

    I ricavi nell’ultimo trimestre del 2020 sono pari a 1,29 miliardi di dollari (le stime davano 1,19 miliardi di dollari), in crescita del 28% rispetto allo scorso anno, registrando una crescita in termini simili su tutti i prodotti e su tutte le aree geografiche. Negi Usa si sono registrati ricavi pari a 773 milioni di dollari, con + 24%, mentre i ricavi totali a livello internazionale sono state di 556 milioni di dollari, in crescita del 34%.

    twitter trimestrale 2020 trump franzrusso InTime Blog

    Le entrate pubblicitarie sono cresciute de 31%, pari a 1,15 miliardi di dollari.

    I ricavi complessivi del 2020 sono stati pari a 3,72 miliardi di dollari con una crescita del 7% rispetto al 2019. E sono cresciute anche le spese e i costi del 19%. La perdita netta è stata di 1,14 miliardi di dollari.

    Questo, in estrema sintesi, l’aspetto finanziario. Ma ora passiamo a vedere l’aspetto legato alla base utenti che cresce, ma leggermente meno di quanto previsto dagli analisti. resta il fatto che si registra comunque un dato positivo rispetto agli utenti giornalieri monetizzabili.

    Twitter, la base utenti continua a crescere, nonostante Trump

    Twitter fa sapere che il coinvolgimento sulla piattaforma è cresciuto del 35%, un dato che è la diretta conseguenza di una crescita delle visualizzazioni degli annunci e ad una crescita della domanda di pubblicità. In relazione a questo, il “costo per coinvolgimento” (Cost per Engagement) è diminuito del 3%.

    La base degli utenti giornalieri monetizzabili è cresciuta al 31 dicembre 2020 del 27% arrivando ad essere 192 milioni. Un dato in crescita di 5 milioni nell’ultimo trimestre, dato tutto sommato molto positivo se considerate che la crescita tra il secondo e il terzo trimestre del 2020 era stata solo di 1 milione di utenti in più.

    twitter utenti q4 2020

    La cifra degli utenti giornalieri monetizzabili ha continuato a crescere anche a gennaio 2021, quando l’effetto Trump era già passato, con una crescita che è la più alta se considerata la media storica degli ultimi 4 anni. La società di Jack Dorsey comunque ha fissato come obiettivo minimo una crescita del 20%.

    E proprio negli Usa la crescita degli utenti giornalieri è stata di 37 milioni, rispetto ai 31 milioni dell’anno precedente e ai 36 milioni dell’ultimo trimestre. A livello internazionale gli utenti giornalieri monetizzabili sono 155 milioni, in crescita rispetto ai 121 milioni dello scorso anno e rispetto ai 152 milioni dell’ultimo trimestre.

    Nei prossimi mesi Twitter prevede dati in calo, in maniera fisiologica.

    In ogni caso, come vi abbiamo riportato qualche giorno fa, Twitter sta esplorando una via più autonoma di sostenibilità economica, puntando su qualche servizio in abbonamento. E certamente, nel corso del 2021, vedremo quale sarà l’effetto a livello globale di Spaces, il servizio di cha audio che entrerà in diretta concorrenza con Clubhouse.

  • TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, gli account under 16 sono privati di default

    TikTok, come conseguenza al provvedimento di blocco disposto qualche giorno fa dal Garante della Privacy, in occasione del Safer Internet Day 2021, rende gli account under 16 privati di default.

    In occasione del Safer Internet Day 2021, TikTok presenta e novità dopo il provvedimento di blocco disposto dal Garante della Privacy lo scorso 22 gennaio di quest’anno. Gli aggiornamenti lanciati oggi sono unici nel settore, quindi TikTok diventa una delle prime piattaforme social media ad adottare misure rivolte espressamente agli utenti under 16.

    Le novità più importanti, nel giorno in cui si celebra la giornata per la sensibilizzazione dei rischi di Internet, per gli utenti tra i 13 e i 15 anni. Per loro è stata completamente disabilitata la funzione di messaggistica privata e gli account sono stati resi privati di default; alcune funzionalità, come Duetto e Stitch hanno acceso limitato in base all’età. Il Collegamento Famigliare, funzione di TikTok che permette ai genitori di avere controllo sui contenuti che i propri figli adolescenti possono vedere, sulle ricerche e sul tempo che possono passare sull’app, è stata ulteriormente rafforzata.

    Inoltre, con l’obiettivo di supportare la nostra community in Italia, attraverso un aggiornamento dell’app, TikTok farà passare nuovamente ogni utente in Italia attraverso il processo di verifica dell’età. Solo gli utenti di età pari o superiore a 13 anni potranno continuare a utilizzare l’app dopo aver eseguito questo processo.

    tiktok utenti under 16 anni franzrusso

    Come precisato bene nell’infografica in basso, riepilogando:

    TikTok è solo per utenti da 13 anni in sù. E per gli utenti 13-15 anni:

    • Account privato di default;
    • Non possono accedere a messaggi privati
    • Non possono ospitare dirette streaming
    • Limitazioni su chi può commentare i loro video.

    TikTok Infografica Sicurezza Minori

    Inoltre, qui alcuni contenuti video realizzati per aiutare gli utenti a comprendere meglio gli strumenti a disposizioni:

    Queste le novità rilevanti di TikTok e c’era attesa per queste misure, soprattutto in relazione al provvedimento del Garante della Privacy.

  • Safer Internet Day 2021, l’impegno di Twitter per una Rete sicura

    Safer Internet Day 2021, l’impegno di Twitter per una Rete sicura

    Twitter rinnova il suo impegno per una rete più sicura promuovendo, in occasione del Safer Internet Day 2021, una serie di iniziative. In un anno è aumentato del 105% il numero di account bloccati o sospesi per aver violato le regole della piattaforma.

    A distanza di anni, il primo Safer Internet Day si tenne nel 2004, quando quasi tutte le piattaforme social media in uso oggi non erano ancora nate, il tema della sicurezza è quanto mai attuale. La giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi di internet, istituita diciassette anni fa dall’Unione Europea, cade oggi 9 febbraio 2021 e anche Twitter non vuole far mancare il suo impegno per rendere la Rete un luogo sempre più sicuro.

    Per dare ancora più valore alle conversazioni globali sulla sicurezza su Internet, Twitter ha
    lanciato una emoji speciale che si attiva tutte le volte che vengono usati gli hashtag
    #SaferInternetDay (anche #SID2021) e in Italia, #SicurezzaInRete. L’emoji ha l’obiettivo di raggruppare ed evidenziare le conversazioni sul Safer Internet Day.

    Tema del Safer Internet Day di quest’anno è “Together for a better internet” e mette in luce una serie di concetti che Twitter condivide come piattaforma. E cioè che:

    • Internet può sempre essere migliorato
    • resta uno strumento a favore del bene di tutti
    • è compito di ciascuno di noi renderlo uno spazio sano e sicuro.

    Tutti possono contribuire e tutti devono fare la propria parte.

    safer internet day 2021 impegno twitter franzrusso.it

    L’impegno di Twitter per Safer Internet Day 2021

    L’impegno di Twitter, oggi e per tutto il mese di febbraio, Twitter lavorerà con la sua rete di partner per la sicurezza con l’obiettivo di orientarli al meglio, fornire sovvenzioni Ads for Good per supportare le loro campagne e collaborare su ciò che tutti possiamo fare per creare una Internet migliore. Twitter organizzerà dei corsi di formazione sulla sicurezza, terrà presentazioni sul suo lavoro in 4 continenti e parteciperà ad eventi a livello globale per commentare la giornata.

    In Europa, Twitter parteciperà all’evento Safer Internet Day organizzato dalla Commissione
    europea con Better Internet for Kids Youth Ambassadors, e organizzerà uno Youth Summit
    per promuovere un Internet più sicuro per tutti i cittadini, in particolare i giovani, nonché per responsabilizzare le nuove generazioni a parlare degli argomenti per loro importanti.

    Sempre in Europa, Twitter ha stretto una partnership con Maldita.es, un ente non-profit
    indipendente che si occupa di strategie di fact-checking, per l’organizzazione di un corso
    della durata di una settimana dedicato alla piattaforma, specificamente progettato per
    educare i giovani a diventare pensatori critici e identificare la disinformazione, e che sarà
    disponibile in inglese tramite l’account @maldita_es e sarà localizzato in Spagna e Germania, rispettivamente tramite i profili @MalditaEduca e @correctiv_org – quest’ultimo
    grazie alla partnership con Correctiv.

    Twitter più sicuro, ecco le iniziative

    Sul nostro blog raccontiamo spesso le iniziative di Twitter anche in ambito di sicurezza e continueremo a farlo. Lo scorso la piattaforma di Jack Dorsey ha continuato il suo sforo nel rendere la piattaforma sempre più sicura. Ecco quelle più significative:

    Più della metà dei Tweet su cui Twitter interviene per contenuti offensivi è ora processata automaticamente, senza appoggiarsi alle segnalazioni fatte dagli utenti. Nel 2018 la quota di questi Tweet era pari a 1 su 5.

    È stato registrato un aumento del 105% negli account presi in gestione da Twitter (bloccati o sospesi per aver violato le regole di Twitter).

    A marzo 2020, quando il mondo affrontava per la prima volta la pandemia da COVID-19, le persone si sono ritrovate su Twitter per commentare ciò che stava accadendo e per trovare le ultime notizie provenienti da fonti autorevoli. Twitter ha lanciato una policy dedicata alle informazioni fuorvianti sul COVID-19 per proteggere ulteriormente la salute della conversazione pubblica. Durante questo periodo, i team di Twitter hanno intrapreso alcune iniziative restrittive nei confronti di 4.658 account che hanno violato questa policy. Inoltre, grazie a degli ulteriori investimenti sul fronte tecnologico, i sistemi automatizzati di Twitter hanno rilevato 4,5 milioni di account che miravano a manipolare le conversazioni sul COVID-19 con spam o contenuti ingannevoli.

    Nel contesto di una pandemia, la disinformazione sui vaccini rappresenta una sfida significativa e sempre più pressante per la salute pubblica. Per questo Twitter ha ampliato la sua policy dedicata alle informazioni fuorvianti sul COVID-19 e prossimamente potrà richiedere agli utenti di rimuovere i Tweet che promuovono narrazioni dannose, false o ingannevoli sulle vaccinazioni contro il COVID-19. Da gennaio 2021, la piattaforma ha iniziato a segnalare, con un’etichetta o con un messaggio di avvertimento, i tweet che promuovono voci non verificate, affermazioni contestate e informazioni incomplete o fuori contesto sui vaccini.

    Nel 2020 sono aumentati i casi di violenza contro le donne. Secondo una stima del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, ad ogni tre mesi aggiuntivi di lockdown imposti contro la diffusione del COVID-19 corrisponderebbero ulteriori 15 milioni di donne potenzialmente esposte direttamente ad episodi di violenza. Mentre questa “pandemia ombra” continua, Twitter supporta organizzazioni senza scopo di lucro di tutto il mondo che lavorano per sensibilizzare sul grande impatto che la pandemia ha avuto sulle donne fornendo sovvenzioni Ads for Good. In collaborazione con UN Women e l’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Twitter ha lanciato delle emoji dedicate per creare consapevolezza in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza
    contro le donne (25 novembre) e la Giornata dei diritti umani (10 dicembre). Twitter ha anche collaborato con le autorità sanitarie e le organizzazioni senza scopo di lucro in 24 mercati per espandere il servizio di notifica #ThereIsHelp. Grazie a questo sistema, quando le persone cercano termini associati alla violenza di genere su Twitter, ricevono una notifica con le informazioni di contatto per i numeri di emergenza locali e altre risorse per incoraggiarle a chiedere aiuto.

    Ad agosto 2020 Twitter ha lanciato una nuova funzione di controllo delle conversazioni. Ora chiunque può scegliere chi può rispondere ai propri Tweet con tre opzioni: 1) tutti (impostazione standard di Twitter predefinita); 2) solo le persone che si seguono; 3) solo le persone che vengono citate nel Tweet.

    A settembre 2020, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, Twitter ha collaborato con l’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio (IASP) per ampliare le risorse #SuicidePrevention con più di 20 Ong nei mercati di Asia Pacifico, Stati Uniti, Canada, America Latina, Europa e Africa. Come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi di suicidio possono aumentare in caso di crisi prolungate e gli esperti hanno sottolineato come la pandemia da COVID-19 causerà angoscia e lascerà molte persone vulnerabili a problemi di salute mentale e tendenze suicide. Twitter ha collaborato anche con le autorità locali che si occupano di salute mentale e le Ong in 30 mercati per offrire #ThereIsHelp, un servizio di notifica che fornisce preziose informazioni e risorse sulla salute mentale via Twitter e e-mail.

    Quando gli utenti cercano termini legati al suicidio o all’autolesionismo sulla piattaforma, il primo risultato è una notifica che li incoraggia a chiedere aiuto. Quest’anno i suggerimenti sono stati estesi a diversi nuovi mercati in accordo con i partner locali specializzati nella salute mentale in modo da condividere le risorse più aggiornate e utili nei suggerimenti #ThereIsHelp in tutto il mondo.

    Per tutto il 2020, Twitter ha aggiornato le sue regole in tema Hateful Conduct, per vietare il linguaggio che disumanizza le persone sulla base di età, disabilità, malattie, etnia, origine nazionale, nonché per includere un linguaggio offensivo che promuove la “terapia di conversione” rivolta ai singoli membri o l’intera comunità LGBTQ+.

  • Twitter, sempre più concreta l’idea di un servizio in abbonamento

    Twitter, sempre più concreta l’idea di un servizio in abbonamento

    Si fa sempre più concreta l’idea che Twitter possa dare vita ad un servizio a pagamento. TweetDeck potrebbe trasformarsi in servizio in abbonamento, ma ci sono altre strade.

    Si fa sempre più concreta l’idea che Twitter possa dare vita ad un servizio a pagamento. Certo, non si tratta proprio di una novità, è da quattro anni almeno che si parla di rendere TweetDeck a pagamento. Ma, dopo le rivelazioni di Bloomberg, tutto sembra andare verso una direzione più concreta. E ricorderete che l’ultima volta che è venuta fuori l’idea di un qualche servizio a pagamento è stato proprio la scorsa estate, quando si scoprì la nascente (forse) piattaforma in abbonamento, con nome in codice “Gryphon”.

    Quello che riporta Bloomberg è un altro progetto, in abbonamento, nome in codice stavolta “Rogue One“, e l’idea sarebbe quella di ricorrere al “tipping”, ossia piccoli pagamenti che permetterebbero agli utenti di fruire di un servizio premium oppure di poter accedere a contenuti più approfonditi e di qualità. La strada sempre aperta, come dicevamo prima, sarebbe poi quella di offrire TweetDeck con servizi più avanzati, come la possibilità di annullare un invio o anche la possibilità di poter personalizzare il proprio profilo con features aggiuntive.

    twitter servizio abbonamento franzrusso.it

    Nel dettaglio, nel caso in cui si dovesse prendere in considerazione l’idea di aggiungere nuove funzionalità e possibilità di personalizzazione, si potrebbero considerare le possibilità che gli utenti avevano indicato a Twitter, tra le quali:

    • la possibilità di avere un bottone “annulla invio” per annullare il tweet entro 30 secondi;
    • colori personalizzabili, per app e web;
    • personalizzazione del badge profilo;
    • possibilità di pubblicare tweet video più lunghi;
    • specificare i ruoli degli utenti, quindi diversificare gli account in “account personali” e “account business”;
    • hashtag personalizzati;
    • possibilità di avere sempre meno pubblicità;
    • modificare il tweet (questa la aggiungiamo noi, era già emersa in una conversazione con Jack Dorsey nel 2017).

    Ora, resta davvero il caso di chiedere se davvero qualcuno sarebbe disposto a pagare per avere una versione più completa di TweetDeck, piattaforma comunque popolare tra i social media manager.

    Twitter è quindi di nuovo alle prese con il dilemma se, o meno, ricorrere ad un servizio a pagamento, in modo tale da essere più autonoma, con una base più solida (quindi meno in balìa dei mercati), ma senza scontentare gli inserzionisti e gli azionisti. Gli inserzionisti sarebbero disposti ad accettare nuove forme, purché non venga ridotta loro la possibilità di fare advertising. Gli azionisti invece cercano nuove forme di business per cercare di rilanciare la società che vive comunque una situazione di stallo.

    Twitter starebbe lavorando ad una piattaforma in abbonamento

    Come abbiamo sempre sostenuto, Twitter vive una situazione societaria non proprio ottimale. Jack Dorsey è sempre nel mirino, colpevole di essere “assente” dalla vita aziendale, per dedicarsi invece all’altra società, Square, situazione in cui molti analisti vedono un “conflitto di interessi”. Negli Usa sono tanti quelli che sperano in una cacciata di Dorsey dal ruolo di CEO, in questi giorni è montata anche un’altra polemica, e cioè che Dorsey, rispetto ai suoi colleghi CEO, è quello che parla meno nelle call di presentazione dei dati finanziati trimestrale: solo il 6% delle parole dette in quell’occasione. I CEO di Facebook, Google e Apple sono tutti su un valore pari al 46%. Curiosamente, si nota come, nelle call di Square, Dorsey abbia uno spazio pari al 25%, molto più alto di quello per Twitter.

    Twitter è quindi alla ricerca di una forma di reddito che la renda più autonoma, proprio mentre altre piattaforme si pongono questo tema e proprio nel momento in cui ha acquisito Revue, servizio di newsletter che potrebbe avere un tasto di adesione già all’interno del profilo Twitter, anche a pagamento (idea fino a questo momento non confermata).

    Sempre nell’ordine delle idee, c’è chi proporrebbe di rendere a pagamento i profili con più di 200 mila follower, in virtù del pubblico che Twitter mette a disposizione di questi profili.

    Ma l’idea di creare strade alternative agli annunci pubblicitari insidia anche altre piattaforme. Abbiamo visto che anche Clubhouse intende offrire qualcosa in questa direzione, TikTok grazie alla partnership con Shopify permetterà alle aziende di vendere prodotti direttamente dall’app.

    Mentre scriviamo il titolo TWTR guadagna quasi il 2% a Wall Street.

    [UPDATE]

    Il titolo ha chiuso a +2,5%, segno che i mercati approverebbero un modello di business della società che considererebbe qualche servizio in abbonamento.

    Insomma, Twitter potrebbe dare vita, sul serio, ad una qualche forma di servizio in abbonamento. Voi che ne pensate?