Autore: Franz Russo

  • Sviluppo Sostenibile, il Mediterraneo ancora indietro

    Sviluppo Sostenibile, il Mediterraneo ancora indietro

    Mancano 10 anni al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU e l’area del Mediterraneo è ancora indietro. Ecco i dati del Rapporto “Sustainable Development in the Mediterranean” del Santa Chiara Lab di Siena che verrà presentato domani con la presenza di Jeffrey Sachs.

    Il 2020 è un anno particolare, la pandemia sta sicuramente lasciando il segno in molti ambiti. Ma quest’anno ci ricorda anche che mancano 10 anni al 2030, la data in cui devono essere raggiunti i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Una data importante quindi che merita grande attenzione.

    E a proposito dell’attenzione che merita, ad oggi nessun paese del Mediterraneo è sulla strada giusta per il raggiungimento di adeguati livelli di sostenibilità. Questo dato emerge dal Rapporto 2020 “Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)” che domani, 12 novembre 2020 dalle ore 15.15, verrà presentato in un evento online organizzato da Sustainable Development Solutions Network for the Mediterranean Area (SDSN Med) e Santa Chiara Lab dell’Università di Siena, in  diretta streaming. Alla presentazione prenderanno parte Jeffrey Sachs, fra i massimi esponenti al mondo dello Sviluppo Sostenibile e Presidente del Sustainable Development Solutions Network (SDSN); Angelo Riccaboni, Presidente del network SDSN Med; Nasser Kamel, Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo, insieme alla presenza di importanti istituzioni ed esperti del settore, chiamati a confrontarsi sui risultati dello studio, le possibili soluzioni e le policies indicate dagli autori del report.

    sdgs med report 2020

    Il report, frutto del lavoro congiunto tra il Santa Chiara Lab – Università di Siena, il Sustainable Development Solutions Network for the Mediterranean (SDSN Med) e il Sustainable Development Solutions Network (SDSN) delle Nazioni Unite, analizza il livello di avanzamento verso gli SDGs per 24 Paesi del Mediterraneo con l’obiettivo di favorire l’attuazione di strategie e azioni comuni di trasformazione che possano concretamente portare ad uno sviluppo sostenibile della regione.

    Il Rapporto 2020 ha portato alla costituzione di 6 centri geografici, definiti “Mediterranean Hubs”, suddivisi per competenze tematiche seguendo i principi dei grandi processi trasformativi delineati dal Rapporto sullo sviluppo sostenibile del 2019 realizzato da UN SDSN.

    I 6 Mediterranean Hubs si occuperanno di: educazione e disuguaglianze sociali e di genere (SDSN France); salute e benessere (SDSN Spain); energia, decarbonizzazione e produzione sostenibile (SDSN Greece); cibo, suolo, acqua e mare (SDSN Mediterranean – Italy, con sede in Italia al Santa Chiara Lab – Università di Siena); città e comunità sostenibili (SDSN Turkey); rivoluzione digitale (SDSN Cyprus).

    Inoltre, il Rapporto 2020 definisce un set di politiche consigliate per ciascuna delle principali sfide, una vera e propria roadmap, rivolta a governi, imprese e altri stakeholder, come cittadini, università e enti di ricerca. Con questo Rapporto il network SDSN Mediterranean si pone come attore qualificato per il supporto alle istituzioni e ai decisori politici nell’attuazione dell’Agenda 2030, dimostrando che è possibile e vantaggioso per tutti raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

    I principali risultati del report Sustainable Development in the Mediterranean – Transformations to achieve the Sustainable Development Goals (SDGs)

    Come dicevamo in apertura, il report non registra progressi per l’area geografica e le singole Nazioni del Mediterraneo rispetto allo scorso anno, i dati rilevati evidenziano che tutta la regione del Mediterraneo è ancora distante dal raggiungimento di tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Stiamo parlando di un’area molo sensibile ai cambiamenti climatici, per vulnerabilità è seconda solo alle regioni artiche, e questo rappresenta una seria minaccia per una regione storicamente complessa da un punto di vista sociale, economico e politico.

    sdsn med report sdgs 2020

    Il Report mette in luce una serie di criticità evidenti che coincidono con le principali sfide da affrontare: 34 in totale, ad ognuna delle quali corrisponde un insieme di azioni (150) che potranno essere attuate da governi e amministrazioni pubbliche, imprese e altri stakeholder.

    Dall’analisi dei risultati emerge in particolare che:

    • Il 12% della popolazione mediterranea è a rischio di povertà con aumento di disuguaglianze sociali e di genere. 50 milioni di persone, di cui 27 milioni europei, sono a rischio di povertà e il 12% della popolazione vive al di sotto della metà del reddito medio; il mercato del lavoro è stagnante e il livello di disoccupazione è mediamente dell’11% (39 milioni di persone); la disuguaglianza di genere in termini di diritti e opportunità di emancipazione per le donne e le ragazze richiede attenzione, specialmente considerando i livelli di scolarizzazione (85% nell’area Middle East e North Africa – MENA), la partecipazione nella forza lavoro (78% Europa; 34% MENA) e nell’attività politica (numero di seggi occupati da donne: 37% Europa; 18% MENA).
    • Il 26% (circa 95 milioni di persone) della popolazione è in condizione di obesità con un generale progressivo abbandono della Dieta Mediterranea. Circa il 26% della popolazione, con quote fino al 35%, è in condizione di obesità (quasi 95 milioni di persone in totale) e si rileva un generale progressivo abbandono della Dieta Mediterranea in favore di alimenti proteici e diete a base di carne, specialmente in Europa.
    • Occorre promuovere l’adozione di pratiche agricole più sostenibili come prerogativa essenziale per migliorare la qualità del cibo. L’agricoltura è praticata con procedure spesso intensive che impiegano fertilizzanti chimici e provocano un eccesso di nutrienti nel suolo e nelle acque
    • La gestione dell’acqua è centrale e risulta seriamente compromessa dai cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici rischiano di compromettere ulteriormente la disponibilità di acqua, specialmente nei Paesi dell’area MENA già in condizioni di scarsità di risorse idriche. Importante potenziare e diffondere tecniche di acquacoltura e incentivare il trattamento di acque reflue, insufficienti in molti Paesi; meno della metà dell’acqua utilizzata riceve un trattamento adeguato (78% Europa; 34% MENA).
    • È urgente che i Paesi adottino standard ambientali condivisi per tutelare la biodiversità, i bacini idrici e le aree marine costiere
    • La qualità dell’aria nelle aree urbane necessita di un attento monitoraggio: il 70% della popolazione vive in città ed è esposta ad alte concentrazioni di polveri sottili. La qualità dell’aria in aree urbane richiede un attento monitoraggio, specialmente considerando che oltre il 70% della popolazione mediterranea vive in città ed è frequentemente esposta ad alte densità di polveri sottili PM2.5.
    • Occorre migliorare l’accessibilità ai servizi di trasporto pubblico e la gestione dei rifiuti così come potenziare le infrastrutture digitali e garantire una più ampia accessibilità a Internet. Accesso a Internet: 80% in Europa e solo il 57% in MENA.

    Ma, di fronte a questo scenario, gli esperti indicano una rodamap, ossia l’individuazione di aree su cui è necessario intervenire:

    • È auspicabile nel futuro supportare e promuovere gli SDGs a livello transnazionale, nazionale e locale. Il “Green Deal” europeo è un primo esempio di quadro operativo coerente condiviso dai Paesi europei, da prendere come riferimento per iniziative simili nell’area MENA e per la definizione di una strategia comune per la sostenibilità nel Mediterraneo
    • I governi e le autorità pubbliche dovranno attuare nuove normative e protocolli di controllo, programmi e piani settoriali e sostenere la cooperazione pubblico-privato attraverso investimenti e incentivi economici
    • I centri di ricerca possono svolgere un ruolo cruciale per indirizzare le scelte e sviluppare meccanismi per il coinvolgimento degli stakeholder, fondamentali per coinvolgere varie parti sociali e costruire un ampio consenso intorno ai processi di trasformazione necessari
    • Le imprese saranno chiamate a modificare la loro mission, organizzando le attività in funzione di una maggiore sostenibilità che diventerà requisito indispensabile per i mercati. Aumentare le performance ambientali e sociali lungo le filiere produttive diventerà un fattore competitivo che progressivamente trasformerà il mercato da un’economia lineare a un’economia circolare
    • Lo sviluppo del digitale potrà assicurare un’ampia accessibilità ai servizi di base e sostenere iniziative di business. Maggiori sistemi di tracciabilità e trasparenza sulle fonti di informazioni andrebbero a vantaggio di una maggiore equità e sicurezza per utenti e consumatori
    • I Paesi ad alto reddito spesso causano forti effetti di spillover in termini socioeconomici e ambientali. L’attuazione degli SDGs da parte dei singoli Paesi non dovrebbe ostacolare quella degli altri. Le partnership internazionali assumono un’importanza centrale per il coordinamento delle azioni a livello transnazionale e per la condivisione di una roadmap comune per la sostenibilità nella regione mediterranea.

    Questi i link dove seguire la diretta domani, che vi consigliamo di seguire, dalle ore 15.15:

    L’hashtag per poter interagire durante lo streaming è #SDGMedReport.

  • La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana sui Social Media durante le elezioni Usa

    La settimana che sta per terminare è stata sui social media caratterizzata, ovviamente, dalle elezioni Usa. Non ci sono grandi novità quindi, a parte quella di WhatsApp, il contatore dei follower per i creator su Snapchat, la “soffiata” che riguarda Instagram e il nuovo layout di LinkedIn.

    Settimana caratterizzata dalle elezioni Usa (di cui ancora, a distanza di quattro giorni non si conosce il nome del 46° presidente degli Stati Uniti d’America) quella che sta per terminare sui Social Media. Ovviamente in questo frangente le piattaforme sono state al centro del dibattito e hanno svolto, come sempre del resto, il ruolo informativo che gli compete.

    social media settimana

    E per questo ruolo, anche per evitare gli errori fatti nel 2016, Facebook e Twitter in particolare hanno messo in campo una serie di strumenti per evitare la diffusione di disinformazione e di notizie false, per evitare, quindi, che le piattaforme si trovassero ancora una volta a fungere da megafono per tutti coloro che avessero interessa ad usarle in questo senso.

    Facebook pubblicherà il nome del presidente con una notifica

    La notizia si in questi giorni e ha a he fare proprio con il ritardo che sta caratterizzando le operazioni di conteggio dei voti, soprattutto in quelli che sono definiti gli stati chiave, dove appunto il divario dei candidati è molto ridotto. Facebook pubblicherà il nome del presidente eletto nella parte alta dell’app, con una notifica. Lo stesso avverrà su Instagram. La pubblicazione del nome del nuovo presidente Usa si baserà su delle fonti specifiche, come ABC News, CBS News, Fox News, NBC News, CNN, The Associated Press e Reuters.

    Twitter alle prese con i deliri di Steve Bannon e di Donald Trump

    Anche per Twitter questa non è stata una settimana semplice. Più volte la piattaforma è dovuta intervenire nell’apporre l’etichetta grigia ai vari tweet di Donald Trump, etichetta che viene apposta nel momento in cui il contenuto viene ritenuto controverso e fuorviante. In questo modo, il tweet non può essere condiviso come qualsiasi altro tweet, ma può solo essere retwittato con citazione obbligatoria. Ossia, chi volesse condividerlo in questo unico modo, si prende la responsabilità di diffondere disinformazione. E non compare il numero delle volte in cui il tweet viene condiviso.

    La piattaforma è intervenuta anche per evidenziare le varie disinformazioni che dall’account di Donald Trump sono state twittae mentre il presidente ribadiva, in sostanza, di non voler concedere la vittoria a Biden e di continuare a parlare di brogli e truffa senza averne le prove. Ed intervenuta anche per disattivare l’account di Steve Bannon che aveva incitato alla violenza, scrivendo di voler “tagliare la testa” al dottor Fauci, consulente per il Covid-19 della amministrazione Trump. Lo stesso ha fatto YouTube chiudendo il suo account.

    I messaggi effimeri arrivano su WhatsApp

    Nel corso di questo mrse sara possibile attivare i messaggi effimeri su WhatsApp. Si tratta di messaggi che, se attivati, scompariranno nel giro di 7 giorni:

    WhatsApp, ecco i messaggi effimeri che scompaiono entro 7 giorni

    Il contatore dei follower per i creator di Snapchat

    Snapchat per la prima volta offre ai suoi creator a possibilità di pubblicare un dato numerico, ed è quello che riguarda il numero dei follower. Il dato può essere attivato, o disattivato, direttamente dallo stesso creator dalle impostazioni dell’app.

    I profili creator sono stati lanciati dall’app nel mese di settembre di quest’anno, un modo per permettere gli utenti di poter gestire la propria area al fine di lavorare con le aziende. Di conseguenza, il dato del numero dei follower è diventato fondamentale, utile per i creator per dimostrare il loro “peso” alle aziende.

    Il nuovo layout di LinkedIn arriva in Italia

    Annunciato a settembre di quest’anno, dopo qualche settimana il nuovo layout di LinkedIn è visibile anche per gli utenti italiani. Un layout che si apprezza forse più da nobile he da desktop, con un blu che strizza l’occhi ad altre piattaforme. Però, c’è da dire che l’esperienza utente è migliorata, specie, per quello che abbiamo notato, per la sezione ricerca. Adesso più ordinata e intuitiva, divisa per sezioni.

    LinkedIn oggi conta 700 milioni di utenti, quella italiana è una delle prima dieci community al mondo, dove ogni minuto 3 persone trovano una opportunità professionale. E poi, sono già 2,5 milioni gli utenti che hanno adottato all’interno del loro profilo “Open to Work”, un modo per evidenziare di essere alla ricerca di lavoro, una modalità che ha permesso agli utenti di ricevere il 40% di messaggi da reclutatori e il 20% in più di messaggi dalla community.

    Instagram prova dare vita alle interazioni nelle Stories senza messaggi

    Diciamolo subito, non ci sono conferme ufficiali rispetto a questa che, più che novità, va considerata come una “soffiata”. E quindi non vi è certezza che possa vedere la luce un giorno sull’app.

    Ci riferiamo alla possibilità di poter interagire con le Stories su Instagram, ma senza per forza passare dai DM, come avviene adesso. In pratica, Instagram potrebbe lasciare la possibilità agli utenti di interagire con le Stories cliccando sull’icona delle faccine che potrebbe comparire prima di quella dei DM. In questo modo, l’interazione non andrebbe ad incanalarsi in una conversazione privata, ma sarebbe pubblica. E in che modo questo influirà sulla visibilità del contenuto? L’algoritmo considererà quindi il maggior numero di faccine ottenute per evidenziare una Storia? Ovviamente sono solo alcune domande che sorgono spontanee. E voi che ne pensate?

    Ecco, questo era il nostro piccolo resoconto della settimana sui social media per come l’abbiamo vista noi. Se avete altre segnalazioni, noi siamo qui oppure segnalatele attraverso i nostri canali social media.

  • SapereSalute compie 10 anni e lancia un chatbot sul Covid-19

    SapereSalute compie 10 anni e lancia un chatbot sul Covid-19

    SapereSalute.it è il portale di Bayer che ha da poco compiuto 10 e in questi anni è riuscito a diventare un punto di riferimento per gli italiani che vogliono tenersi informati sul tema Salute. E per l’anniversario, il portale ha lanciato anche un chatbot per avere informazioni sul Covid-19.

    Il tema Salute per gli italiani è sempre stato di grande interesse, soprattutto in questo periodo. E, sicuramente, uno dei punti di riferimento online è da considerarsi SapereSalute.it, il portale di Bayer, lanciato nel 2010, che ha da poco, infatti, compiuto 10 anni. Nato inizialmente come rivista nel 1994, SapereSalute ha sicuramente saputo affrontare, con competenza e autorevolezza, il crescente interesse da parte degli italiani verso il tema della Salute. Il fatto che sia arrivato a spegnere le prime 10 candeline è un segnale di quanto gli italiani abbiano continuato in questi anni a ritenere il sito un punto di riferimento.

    E, oggi, quasi un milione e mezzo di persone visitano ogni mese il portale d’informazione, che per l’occasione si è trasformato in vero e proprio ecosistema di servizi digitali per gli utenti.

    SapereSalute.it 10 anni

    A conferma di quanto sia sempre molto alto l’interesse degli italiani verso la propria salute e il proprio benessere, c’è da registrare che il 79% si informa in rete sui corretti stili di vita, il 74% sulle malattie e il 73% sui farmaci. E il periodo del lockdown della scorsa primavera, e si prevede che lo stesso capiterà in questo periodo con i lockdown regionali di questi giorni, fatto registrare un boom di interesse per la telemedicina (fonte: Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità – Politecnico di Milano).

    Per rispondere alla grande esigenza di informazione da parte degli italiani, SapereSalute deciso di aggiungere una serie di servizi, con un accesso semplice e unico. Tra quelli già attivi, lanciati per questo primo grande traguardo, ci sono un chatbot per i sintomi da Coronavius, “Chiedi all’esperto”, “Prenota una visita” e la più recente “Video visita”.

    “Il nostro obiettivo è garantire un’offerta sempre più completa per aiutare i nostri utenti nella gestione della propria salute. Abbiamo in piano di integrare ancora più servizi con interessanti novità, grazie a partnership con startup e aziende innovative che operano nel settore healthcare. Un’ulteriore occasione per festeggiare insieme questo traguardo guardando al futuro e alla trasformazione digitale della salute, iniziata già da tempo” ha commentato Mariarosaria Colazzo, Head of Trade, Bayer Consumer Health.

    Il chatbot per informare sul Covid-19

    Il chatbot per informare sul Covid-19 è stato possibile grazie alla collaborazione con Paginemediche, già pensata prima che scoppiasse la pandemia, allo scopo di sviluppare nuovi servizi per gli utenti. E in piena emergenza sanitaria il chatbot ha fornito informazioni in oltre 25 mila chat. Sicuramente, anche in questa nuova fase dell’emergenza sanitaria in Italia, con l’avvio di lockdown regionali (dal 6 novembre in Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta), il chatbot si dimostrerà ancora una volta utile per dare il supporto necessario.

    Il consiglio che vi diamo è quello di visitare il portare SapereSalute.it, dove in unico luogo potrete ottenere tutte le risposte che cercate.

  • WhatsApp, ecco i messaggi effimeri che scompaiono entro 7 giorni

    WhatsApp, ecco i messaggi effimeri che scompaiono entro 7 giorni

    Su WhatsApp arrivano i messaggi effimeri che scompaiono entro 7 giorni, sia nelle chat individuali che in quelle di gruppo. Saranno attivati per Android e iOS entro questo mese a livello globale.

    Questa novità interesserà tutti coloro che hanno sempre pensato che su WhatsApp si accumulassero messaggi che non  avrebbe senso continuare a conservare in eterno. Ed è proprio questo il motivo per cui WhatsApp oggi presenta i nuovi messaggi effimeri, che scompariranno nell’arco di 7 giorni, proprio per evitare che i messaggi vengano conservati “in eterno”.

    A partire da oggi, 5 novembre 2020, i messaggi effimeri saranno attivati per tutti gli utenti a livello globale, sia per Android che per iOS, nel corso di questo mese.

    whatsapp messaggi effimeri franzrusso.it

    Intanto c’è da dire subito che l’idea iniziale è quella di tenerli visibili per 7 giorni e poi cancellarli automaticamente, ma il passaggio successivo è quello di abbreviare il tempo di visibilità.

    “Per il momento, abbiamo deciso di rendere i messaggi effimeri visibili per 7 giorni, in quanto riteniamo che questo sia un intervallo di tempo adeguato per consentire agli utenti di non perdere il filo del discorso e di accedere ai messaggi di cui hanno bisogno“. Si legge nel post che annuncia la novità di oggi sul blog ufficiale di WhatsApp. L’intento del’app di Facebook è quello di rendere visibili i messaggi, come “la lista della spesa, l’indirizzo di un negozio” o anche un numero di telefono da ricordare, per un tempo limitato.

    Se si tratta di chat private, allora entrambi gli interlocutori possono attivare o disattivare i messaggi effimeri. Mentre all’interno delle chat di gruppo saranno solo gli amministratori quelli abilitati ad usare questa funzione.

    Come funzionano i messaggi effimeri su WhatsApp

    Ma vediamo più in dettagli come funzionano i messaggi effimeri su WhatsApp. Vediamo i casi in cui verranno attivati:

    • se un contatto non apre WhatsApp per sette giorni, il messaggio scomparirà. Tuttavia, l’anteprima del messaggio potrebbe comunque essere ancora visibile nelle notifiche fino all’apertura di Whatsapp.
    • sappiamo che quando si risponde a un messaggio, viene citato il messaggio iniziale. Se si risponde a un messaggio effimero, il testo citato potrebbe rimanere visibile nella chat anche trascorsi i sette giorni.
    • se un messaggio effimero viene inoltrato a una chat in cui i messaggi effimeri sono disattivati, questo resterà visibile nella chat inoltrata.
    • se un utente esegue un backup quando il messaggio effimero è ancora visibile, questo verrà incluso nel backup. I messaggi effimeri verranno cancellati quando un utente esegue il ripristino da un backup.

    Come attivare i messaggi effimeri su WhatsApp

    Ecco come attivare i messaggi effimeri su WhatsApp:

    1. Apri la chat di WhatsApp.
    2. Tocca il nome del contatto.
    3. Tocca Messaggi effimeri.
      • Se richiesto, tocca CONTINUA.
    4. Seleziona Sì.

    Anche le immagini o video scompariranno con i messaggi effimeri

    Caso che va specificato bene è quello legato ai vari allegati che accompagnano i messaggi, come foto o video. In situazione di messaggi normali, le immagini o video vengono raccolti all’interno del dispositivo, ma se si tratta di messaggi effimeri anche gli allegati compariranno entro 7 giorni. Quindi verranno salvati all’interno del dispositivo solo per pochi giorni.

    C’è da specificare che la novità riguarderà, quando sarà attiva all’interno della vostra app, solo per i messaggi nuovi, non avrà alcun effetto quindi sui messaggi vecchi conservati nelle chat.

    Allora, che ne pensate?

  • Smart working 2020, sono più di 6,5 milioni gli smart workers

    Smart working 2020, sono più di 6,5 milioni gli smart workers

    Il Covid-19 ha provocato una crescita esponenziale dello smart working in Italia, come prevedibile. I dati dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ci dicono che si è passati da 570 mila a 6,58 milioni di smart workers.

    Come abbiamo più volte sottolineato da inizia pandemia, il Covid-19 ha accelerato diversi fenomeni. Prima tra tutti, quella della digitalizzazione di diversi processi, molte aziende hanno abbracciato il digitale come mai prima. E le stesse aziende si sono trovate poi ad affrontare il fenomeno dello smart working, un fenomeno che nel nostro paese era molto circoscritto prima del decreto di febbraio di quest’anno.

    Smart Working in Italia nel 2020, un vero boom

    Ebbene, i dati dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ci descrivono un vero boom dello smart working in Italia in questi ultimi mesi. Non che questi rappresenti una sorpresa, era un dato atteso, ma i numeri sono comunque importanti, se consideriamo, inoltre, che buona parte di coloro che per necessità sono diventati smart workers non torneranno più indietro, e sono tanti.

    smart working italia 2020

    Pensate, lo abbiamo anche riportato, che prima del Coronavirus gli smart workers in Italia erano appena 570 mila, facendo segnare nel 2019 comunque una crescita del 15%. Adesso la crescita è del 1.050% e gli smart workers italiani sono 6,58 milioni. Numeri che impressionano e che danno bene l’idea di cosa sia stato il fenomeno per le aziende italiane e, di conseguenza, per le città italiane, un aspetto quest’ultimo non secondario.

    Il fenomeno ha coinvolto il 97% delle aziende, il 94% delle pubbliche amministrazioni italiane e il 58% delle Piccole e Medie Imprese. Dei 6,58 milioni di smart workers, la maggior parte lavora nelle grandi imprese, 2,11 milioni; 1,13 milioni lavora nelle PMI; 1,5 milioni nelle microimprese sotto i dieci addetti e infine 1,85 milioni di lavoratori agili nelle PA.

    I dati ci dicono anche che a settembre, al ritorno dalle ferie, il numero di smart workers era comunque alto: 5,06 milioni. Ed erano così suddivisi: 1,67 milioni nelle grandi imprese; 890 mila nelle PMI; 1,18 milioni nelle microimprese; 1,32 milioni nella PA. In media i lavoratori nelle grandi aziende private hanno lavorato da remoto per la metà del loro tempo lavorativo (circa 2,7 giorni a settimana), nel pubblico 1,2 giorni a settimana.

    Il dato forse più interessante è che alla fine dell’emergenza, perché finirà prima o poi, saranno ben 5,35 milioni gli smart worker che continueranno a lavorare in remoto, un numero che resta quindi molto alto. Di questi, 1,72 milioni continueranno da casa nelle grandi imprese; 920mila nelle PMI; 1,23 milioni nelle microimprese e 1,48 milioni nelle PA.

    Smart Working e “New Normal”

    A fronte di questa “nuova normalità” o “new normal“, il 70% delle grandi imprese aumenterà le giornate di lavoro da remoto, portandole in media da uno a 2,7 giorni alla settimana, una su due modificherà gli spazi fisici. Nelle PA saranno introdotti progetti di smart working (48%), aumenteranno le persone coinvolte nei progetti (72%) e si lavorerà da remoto in media 1,4 giorni alla settimana (47%), rispetto alla giornata media attuale.

    smart working new normal 2020

    Due aspetti possiamo cogliere da questi dati, tra l’altro ripresi anche qui sul nostro blog. E cioè che questa pandemia ha dimostrato che un nuovo modo di lavorare è possibile, anche nel nostro paese. Sembrava quasi difficile a credersi solo 1 anno fa.

    E poi, questa pandemia ha messo a nudo l’impreparazione delle aziende, tecnologica e non solo.

    Più di due grandi imprese su tre hanno dovuto aumentare la dotazione di pc portatili e altri strumenti hardware (69%) e di strumenti per poter accedere da remoto agli applicativi aziendali (65%); tre PA su quattro hanno incoraggiato i dipendenti a usare i dispositivi personali; il 50% delle PMI non ha potuto operare da remoto. A livello organizzativo, invece, è stato difficile mantenere un equilibrio fra lavoro e vita privata per il 58% delle grandi aziende e il 28% dei lavoratori, e per il 33% delle organizzazioni i manager non erano preparati a gestire il lavoro da remoto.

    Nonostante le difficoltà, questo tipologia di smart working atipico ha contribuito a migliorare le competenze digitali dei dipendenti (per il 71% delle grandi imprese e il 53% delle PA), a ripensare i processi aziendali (59% e 42%) e ad abbattere barriere e pregiudizi sul lavoro agile (65% delle grandi imprese), segnando una svolta irreversibile nell’organizzazione del lavoro.

    smart working equilibrio 2020

    Ma vi è ancora un altro aspetto che emerge da questi dati interessanti. Il 29% dei lavoratori ha incontrato difficoltà a separare il tempo del lavoro e quello privato e a mantenere un equilibrio fra i due aspetti (28%), oltre a sperimentare una sensazione di isolamento nei confronti dell’organizzazione nel suo insieme (29%). Il difficile work-life balance è stata anche la prima barriera da superare per le grandi imprese (58%), seguita dalla disparità del carico di lavoro fra alcuni lavoratori meno impegnati e altri sovraccaricati (40%), dall’impreparazione dei manager a gestire il lavoro da remoto (33%) e limitate competenze digitali del personale (31%). Nelle PA, invece, le difficoltà maggiori hanno riguardato l’inadeguatezza delle tecnologie a disposizione (46%) e la disparità nel carico di lavoro (39%), poi l’equilibrio fra vita privata e professionale (33%) e le scarse competenze digitali (31%).

    Ecco, questi i dati, presentati oggi durante una conferenza online, più rilevanti che abbiamo colto.

    E voi che ne pensate? Siete tra quelli che hanno approcciato allo smart working durante questa pandemia? Qua è stata la vostra esperienza? Raccontatecela tra i commenti o attraverso i nostri canali social.

  • Twitter, bene i ricavi ma gli utenti non aumentano

    Twitter, bene i ricavi ma gli utenti non aumentano

    Twitter ha presentato i dati del terzo trimestre di quest’anno. Se i ricavi, rispetto allo scorso anno, sono aumentati del 14%, lo stesso non si può dire degli utenti attivi giornalieri, cresciuti solo del 29%. Appena 1 milione nell’ultimo trimestre.

    Come abbiamo sempre raccontato qui sul nostro blog, il problema numero uno che attanaglia Twitter, da anni ormai, è la crescita piatta della base utenti. Abbiamo sempre ritenuto che questo problema derivasse da una scarsa innovazione sulla piattaforma. Ma, a vedere quanto fatto nell’ultimo anno, non si può negare che molto è stato fatto.

    Solo che, a fronte di tante iniziative intraprese sulla piattaforma, Twitter continua a soffrire di questo problema.

    twitter q3 utenti giornalieri

    La società guidata da Jack Dorsey ha presentato gli ultimi dati finanziari che si riferiscono all’ultimo trimestre, il terzo del 2020 (Q3 2020). Si tratta di dati contrastanti, come contrastanti lo erano stati nel secondo trimestre, il Q2 2020. Con la differenza che. Infatti, se a giungo 2020 si era registrata una crescita del numero degli utenti giornalieri e un calo dei ricavi, nell’ultimo trimestre si è registrato il contrario, e cioè una crescita dei ricavi e una crescita piatta del numero degli utenti giornalieri.

    Questo terzo trimestre non è stato facile per nessuna società tech che hanno dovuto affrontare ancora gli effetti del Covid-19, la restrizione della pubblicità in vista delle elezioni presidenziali Usa, come ha fatto Twitter e tutta una serie di complicazioni legate alla rimodulazione degli eventi.

    Tutto questo alla fine ha fatto bene a Twitter che, appunto, ha visto crescere i ricavi del 14% su base annua, arrivando a 936 milioni di dollari, gli analisti si aspettavano un dato vicino ai 778 milioni di dollari. Sono cresciuti anche i ricavi pubblicitari del 15%, sempre rispetto all’anno scorso, arrivando a 808 milioni di dollari.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1321907213829505024

    Se invece guardiamo il dato relativo alla base utenti, allora in discorso cambia, ed è l’elemento che ha provocato -15,6% sul titolo nell’after hours a Wall Street, dopo che il titolo aveva chiuso le contrattazioni ordinarie a +8%.

    La base degli utenti attivi giornalieri “monetizzabili” (ricordiamo che Twitter ormai dal Q4 2018 rende noto solo ed esclusivamente questo dato rispetto alla propria base utenti) è cresciuta, rispetto allo scorso anno (quando erano 145 milioni), “solo” del 29%, fermandosi a 187 milioni di utenti giornalieri. Un dato che è al di sotto delle attese degli analisti che si aspettavano 195 milioni di utenti, quindi +35%. Pensate che, rispetto all’ultimo trimestre, il dato riporta una crescita di 1 milione di utenti: 1 milione di utenti in tre mesi. Davvero poca roba rispetto alle tante iniziative messe in campo.

    Quella crescita sostenuta e costante, che sembrava alla portata della piattaforma, non si è verificata, nonostante tutto quanto fatto per informare sul Covid-19, per aggiornare e tenere “pulito” il dibattito sulle elezioni presidenziali Usa di martedì 3 novembre 2020.

    Non ci sono segnali di crescita particolari negli Usa, con 36 milioni di utenti giornalieri il mercato più grande (30 milioni nello stesso periodo dello scorso anno), lo stesso numero del trimestre precedente, e non ci sono segnali particolari neanche a livello internazionale con 152 milioni di utenti giornalieri (115 milioni lo scorso anno) ed erano 150 milioni lo scorso trimestre.

    twtr twitter q3 2020

    Il riflesso di tutto questo è che il titolo in questo momento perde quasi il 20% a Wall Street, un tonfo che rischia di mangiarsi le buone performance degli ultimi tempi. Infatti quest’anno le azioni TWTR erano cresciute del 60%. Peccato.

    Ma di buono c’è che i ricavi sono in crescita, anche se il tessuto della società resta ancora molto fragile. Le prospettive e le previsioni per la prossima trimestrale, l’ultima del 2020, sono comunque positive, vedremo se sarà così.

  • AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture, il contest che premia l’innovazione sostenibile

    AgriFuture è il contest del Santa Chiara Lab, con Maker Faire Rome The European Edition, Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai, Rinnovabili.it che premia le migliori pratiche di innovazione sostenibile delle aziende agroalimentari italiane. Ecco come partecipare.

    Si chiama AgriFuture il contest che il Santa Chiara Lab di Siena ha avviato nei giorni scorsi, in collaborazione con Maker Faire Rome – The European Edition e il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai e con il supporto di Rinnovabili.it.. Scopo del contest è quello di che premiare le buone pratiche di innovazione orientate alla sostenibilità delle aziende agroalimentari.

    L’iniziativa si svolge nell’ambito della manifestazione “Maker Faire Rome – The European Edition” che si terrà a Roma dal 10 al 13 dicembre 2020. Il Contest nasce dalla volontà di selezionare e premiare le aziende italiane del settore agroalimentare che si sono distinte per aver adottato pratiche innovative in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Le pratiche aziendali saranno pubblicate sulle pagine di PRIMA Observatory on Innovation (POI), la piattaforma digitale del Segretariato Italiano di PRIMA.

    AgriFuture contest 2020

    Le aziende agroalimentari potranno sottoporre la propria candidatura entro il 20 novembre 2020 compilando il modulo di adesione on line sul sito PRIMA Observatory on Innovation (POI).

    Le candidature pervenute saranno analizzate da un comitato di esperti che ne verificherà l’originalità, l’innovatività e le ricadute positive in termini ambientali, sociali e economici. Le sei aziende finaliste illustreranno la propria esperienza nell’ambito dell’ottava edizione di Maker Faire Rome 2020 #MFR2020, in programma dal 10 al 13 dicembre 2020. Le due migliori pratiche verranno presentate a Expo Dubai 2020, l’Esposizione Universale che si terrà negli Emirati Arabi Uniti dal 1 ottobre 2021 al 31 marzo 2022.

    L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto di ricerca Fixing the Business of Food.

    “Maker Faire Rome – The European Edition”- dichiara Angelo Riccaboni, Presidente del Santa Chiara Lab e della Fondazione PRIMA – “è la cornice ideale per valorizzare e promuovere le innovazioni delle imprese agrifood e favorire lo scambio tra il mondo della ricerca e le aziende. Siamo molto lieti di collaborare con il Commissariato italiano per Expo 2020 Dubai per portare all’Esposizione Universale l’eccellenza dell’agroalimentare italiano”.

    Trovate il regolamento e tutte le informazioni necessarie informazioni per partecipare al contest #AgriFuture, fino al 20 novembre 2020, a questo link: primaobservatory.unisi.it/it/agrifuture-contest.

  • PMI e Digital Transformation, sfide e opportunità del 2020

    PMI e Digital Transformation, sfide e opportunità del 2020

    La Digital Transformation è per le PMI una grande opportunità di crescita e gli Analytics strumenti fondamentali per saper interpretare il tempo che stiamo vivendo.

    Il periodo che stiamo vivendo ha, forse più che mai, messo le aziende, e specialmente le PMI, di fronte al fatto che la Digital Transformation è oggi un processo non più rinviabile. Approcciare alla trasformazione digitale diventa oggi fondamentale per le PMI italiane che costituiscono il tessuto più importante della nostra economia.

    In un momento in cui le PMI hanno la sensazione di aver perso la rotta, e di trovare difficoltà ad agganciare la “nuova normalità”, altro non bisogna fare che guardare a quello che è stato fatto finora, per prepararsi meglio al futuro.

    L’importanza degli Analytics per affrontare il futuro

    Da questo punto di vista gli Analytics diventano strumenti importanti in quanto aiutano le aziende ad individuare meglio le situazione di crisi e di difficoltà per poi adottare le strategie più adatte e a prevedere e a prevenire situazione di crisi che possono, addirittura, mettere a repentaglio l’esistenza stessa dell’azienda.

    pmi sfide digital transformation sas franzrusso.it

    Gli Analytics contengono informazioni preziose per le aziende, giocano un ruolo fondamentale in questa fase di grande incertezza.

    Ma c’è un dato che va tenuto in considerazione in questa fase. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence il 93% delle grandi imprese investe in progetti di Analytics, contro il 62% delle PMI e solo il 23% delle PMI ha introdotto almeno un Data Analyst e il 16% un Data Scientist. Le PMI registrano ancora qualche ritardo rispetto all’acquisizione di un processo di trasformazione digitale che oggi è fondamentale per far cresce la propria organizzazione.

    Ma quali sono le sfide che le PMI devono affrontare oggi?

    La sfida principale che oggi le PMI hanno davanti è quella di analizzare i dati, in modo tale da estrarre le informazioni corrette per poi agire per migliorare l’esperienza dei clienti e per migliorare la produttività. Pur sapendo bene che principali difficoltà che una PMI possa riscontare in questo momento sono:

    • agire con poco budget e in carenza di risorse dedicate;
    • mettere in condivisione i vari reparti aziendali.

    Ecco che gli Analytics in questa fase sono fondamentali, in quanto aiutano ad estrare le informazioni necessarie per poter agire anche in poco tempo.

    I vantaggi che le PMI traggono dall’analisi dei dati

    Abbiamo più volte ribadito che gli Analytics aiutano le aziende a prendere decisioni strategiche per migliorare le perfomance e la relazione coi clienti. Ma i vantaggi che gli Analytics apportano sono anche:

    • migliorare i modelli di business in ottica di analisi predittiva, per determinare, ad esempio, come e quanto acquisteranno i clienti implementando azioni per fidelizzare i più redittivi, con accurate analisi sugli scenari futuri di vendita;
    • ottimizzare la produzione diminuendo i costi derivanti dalla manutenzione dei macchinari grazie a sensori particolari che rilevano attività anomale per determinare di conseguenza lo stato di salute;
    • migliorare la comunicazione interna grazie a sistemi di data visualization che permettono di facilitare il passaggio di informazioni, anche se complesse.

    Le soluzioni di SAS Italy per le PMI italiane

    SAS, società leader negli analytics e nell’offerta di software innovativi per la gestione dei dati, mette a disposizione delle PMI soluzioni analitiche facili da installare, gestire e scalare e adatte a qualsiasi tipo di budget.

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    [In collaborazione con SAS Italy]

  • L′Antitrust avvia istruttoria contro Google per posizione dominante

    L′Antitrust avvia istruttoria contro Google per posizione dominante

    L’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, su segnalazione dello IAB, ha avviato un’istruttoria contro Google per posizione dominante nel mercato italiano dell’advertising online.

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), l’Antitrust italiana, ha avviato, su segnalazione dello IAB (Interactive Advertising Bureau Italia), un’istruttoria contro Google per posizione dominante nel mercato italiano dell’advertising online. L’Italia, dunque, si accoda ad altri paesi europei, come Francia, Germania, Spagna (per non parlare della commissione antitrust UE) con l’obiettivo di verificare la posizione di Google all’interno di un mercato, quello del display advertising, che in Italia, dati del 2019, rappresenta il 22% del mercato pubblicitario che ha raccolto 3,3 miliardi di euro. Il solo display advertising in Italia registra un fatturato di 1,2 miliardi di euro.

    Google già da tempo, un po’ ovunque, è alle prese con autorità locali che vogliono vederci chiaro sulla gestione dei dati degli utenti che derivano da una posizione molto forte sul mercato della pubblicità online. Sappiamo bene tutti che quando si parla di Google si parla di un colosso di quasi 130 miliardi di dollari, un’azienda che dal motore di ricerca ha sviluppato un’ecosistema di servizi che poggia tutto sull’advertising.

    google antitrust italia

    Ebbene, su segnalazione dello IAB, come dicevamo in apertura, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Google, contestando alla società di Mountain View la violazione dell’articolo “102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea per quanto riguarda la disponibilità e l’utilizzo dei dati per l’elaborazione delle campagne pubblicitarie di display advertising, lo spazio che editori e proprietari di siti web mettono a disposizione per l’esposizione di contenuti pubblicitari“.

    L’Autorità, come si legge nel comunicato emesso ieri, contesta al colosso digitale l’utilizzo discriminatorio dell’enorme mole di dati raccolti attraverso le proprie applicazioni, impedendo agli operatori concorrenti nei mercati della raccolta pubblicitaria online di poter competere in modo efficace.

    Nello specifico, l’Antitrust vuole indagare meglio su un passaggio cruciale. Dalla segnalazione fatta al Garante sulla Concorrenza sembra che Google abbia posto in essere “una condotta di discriminazione interna-esterna, rifiutandosi di fornire le chiavi di decriptazione dell’ID Google ed escludendo i pixel di tracciamento di terze parti“. Nel contempo, avrebbe utilizzato elementi traccianti che consentono di “rendere i propri servizi di intermediazione pubblicitaria in grado di raggiungere una capacità di targhettizzazione che alcuni concorrenti altrettanto efficienti non sono in grado di replicare“.

    Sappiamo che attraverso i “cookies”, posti all’interno dei banner e dei vari pop-up, anche Google, come altri operatori, sono in grado di raccogliere informazioni preziose su come l’utente si muove online e quali scelte compie. Ma Google, oltre a questo, dispone di strumenti come Android, il sistema operativo mobile installato sulla maggior parte degli smartphone in Italia, Chrome per mobile e per pc, di Google Maps e Waze e di tutti gli altri servizi erogati attraverso Google ID, come Gmail, Drive, Docs, Sheet, Youtube. Insomma, un vero e proprio ecosistema, come dicevamo prima.

    “L’assenza di concorrenza nell’intermediazione del digital advertising, infatti, potrebbe ridurre le risorse destinate ai produttori di siti web e agli editori, impoverendo così la qualità dei contenuti diretti ai clienti finali. Inoltre, l’assenza di una effettiva competizione basata sui meriti potrebbe scoraggiare l’innovazione tecnologica per lo sviluppo di tecnologie e tecniche pubblicitarie meno invasive per i consumatori“, conclude il comunicato dell’Autorità.

    A questo punto non ci resta che attendere questo ciclo di ispezioni e se questa indagine porterà, come pensiamo, ad una pesante ammenda.

  • Ecco le principali novità sui social media della settimana

    Ecco le principali novità sui social media della settimana

    I Social Media si evolvono di continuo e, spesso, si fa fatica a stare dietro a tutte le notizie e le novità che li riguarda. Ecco un breve riassunto con le novità della settimana appena trascorsa su Facebook, LinkedIn, Twitter, TikTok e WhatsApp.

    Diciamoci la verità, si fa davvero fatica a stare dietro a tutte le notizie e le novità che riguardano i social media. Facile perdersi trattandosi di piattaforme che si evolvono di continuo, spesso prendendo pezzi dalle altre e incorporandole.

    Allora abbiamo pensato di fare un piccolo riassunto di questa settimana che è ormai trascorsa, raccogliendo le principali novità e notizie sui social media che, forse, avete perso e che magari vi interessano. Alcune siamo riuscite a segnalarvele qui sul nostro blog, altre, come vedrete, lo facciamo in questa occasione per voi.

    Facebook Dating arriva in Europa, Italia compresa

    facebook dating incontri

    Era settembre dello scorso anno quando Facebook annunciava l’arrivo in Europa di Facebook Dating in Europa proprio nel 2020, e così è stato. In questi giorni il servizio di incontri sulla piattaforma è sbarcato nel vecchio continente in 32 paesi, Italia compresa, dopo essere stato lanciato nel 2018 in Colombio e dopo aver raccolto già oltre 1,5 miliardi di incontri tra utenti. Come ricordavamo già nel nostro post, Facebook Dating funziona come una piattaforma a sè stante. Per usarlo bisogna avere compiuto i 18 anni e l’utente potrà creare il suo profilo senza che i suoi contatti ne siano a conoscenza, tutta l’attività che si svilupperà su Facebook Dating resterà lì circoscritta e non verrà condivisa con Facebook. Insomma, Facebook in questo modo lancia la sfida a tutte le altre app di dating. vedremo come andrà.

    LinkedIn Stories, i contenuti effimeri in chiave business arrivano in Italia

    linkedin stories 2020

    Diciamoci la verità, di Stories ne abbiamo già abbastanza, ormai su tutte le piattaforme. Ovunque siamo in grado ormai di creare i nostri contenuti effimeri con un discreto successo. Quindi, per completare il cerchio, non poteva mancare che LinkedIn, la piattaforma social business per eccellenza, oltre che la più anziana di tutte quelle in circolazione. Le LinkedIn Stories somigliano, nè più e nè meno, a quelle ormai note su Instagram (che a a sua volta le aveva copiate da Snapchat), si possono condividere immagini e video (di max 20 secondi), aggiungere stickers. Insomma, si tratta di un contenuto leggero che può trasformarsi in una modalità veloce per coinvolgere i propri contatti su specifiche iniziative. Una modalità che può tornare utile anche alle aziende. E voi, le state già usando?

    Twitter ha cambiato temporaneamente il modo di fare retweet

    twitter cambia retweet franzrusso.it 2020

    Una novità che ha colto un po’ tutti di sorpresa è stata quella di vedere su Twitter una modalità nuova di fare retweet ad un contenuto, una modalità che ha spiazzato molti utenti che, spesso, hanno abbandonato l’azione specifica. Ma cosa è successo? Lo abbiamo spiegato nel nostro post, Twitter in vista delle elezioni Usa ha deciso di cambiare il modo di fare retweet facendo comparire la modalità di citazione, inducendo quindi l’utente a fare reweet aggiungendo un commento. Questo per evitare la diffusione di disinformazione. Come abbiamo spiegato, l’intento è lodevole, solo che trattandosi di una modifica a livello globale, quindi che va oltre gli Usa che sono direttamente interessati, finisce per allontanare l’interazione, la linfa vitale della piattaforma. Speriamo che presto si possa tornare come prima.

    TikTok fa chiarezza sulla rimozione dei contenuti

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    TikTok in questa settimana, all’interno di un post sul blog ufficiale, ha spiegato le motivazini che spingono la app a rimuovere determinati video dalla piattaforma. La piattaforma di video musicali ha annunciato che, a differenza di quanto accaduto fino ad ora, provvederà a spiegare agli utenti colpiti dalla cancellazione il perché del provvedimento. Come sappiamo, anche TikTok rimuove di continuo contenuti che contengono incitazione all’odio, pornografia, bullismo, autolesionismo: nelle settimane scorse la piattaforma ha fatto sapere di aver provveduto a rimuovere 104,5 milioni di video che violavano le regole. Questa modalità di spiegare le ragioni della rimozione è stata sperimentata da TikTok all’interno di un gruppo: “Spiegare le ragioni mentre ricordiamo alle persone le nostre norme, ha contribuito a ridurre il tasso di violazioni reiterate, mentre le visite alle nostre linee guida sono quasi triplicate. Abbiamo anche riscontrato una riduzione del 14% nelle richieste di ricorso contro la rimozione di un video“.

    Su WhatsApp è possibile silenziare i gruppi per sempre

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    Una novità che abbiamo dato qui sul nostro blog e che, come immaginavamo, ha riscosso molto successo e attenzione, perché quando si parla di gruppi su WhatsApp l’attenzione è sempre molto alta. Ebbene, la notizia è che adesso, oltre che su Android, dove la possibilità è stata attivata per prima nei giorni scorsi, anche su iOS è possibile silenziare i gruppi per sempre. Sì avete letto bene, per sempre. Per sempre, impostando l’opzione più estesa, rimarrete nel gruppo, ma non riceverete più notifiche, ami più. L’opzione “Sempre”, prende il posto della precedente che era “solo” di “1 anno”. Quindi, andate nel gruppo e cliccate i pallini in alto a destra (se avete Android); cliccate su “Info gruppo“, la prima voce del menù, e poi toccate “Disattiva notifiche“. Da quel momento vi appariranno le tre opzioni:

    • 8 ore
    • 1 settimana
    • Sempre

    Toccate su “Sempre” e il gioco è fatto.

    Allora, questo era il nostro breve riassunto delle notizie e delle novità della settimana che va per concludersi, in attesa di altre novità in arrivo nella settima prossima. E noi saremo qui a raccontarvele comunque.