Categoria: News

In questa categoria si trovano articoli che parlano di comunicazione, condivisione, social media, social network. Insomma, tutto ciò che riguarda il web 2.0 e di come si sta evolvendo

  • L’E-commerce in Italia nel 2018 cresce del 15% e vale 27 miliardi di euro

    L’E-commerce in Italia nel 2018 cresce del 15% e vale 27 miliardi di euro

    L’E-commerce in Italia continua a crescere a doppia cifra anche nel 2018. I dati presentati al recente Netcomm Forum 2018 ci dicono che quest’anno il commercio online crescerà del 15% raggiungendo un valore di 27 miliardi di euro, 3,6 miliardi in più rispetto allo scorso anno.

    Gli italiani confermano di apprezzare sempre di più l’E-commerce, di anno in anno questo apprezzamento si manifesta a doppia cifra. I dati presentati al recente Netcomm Forum, l’evento più importante dedicato al fenomeno in Italia, ci dicono che il commercio online cresce in Italia del 15%, raggiungendo un valore di 27 miliardi di euro, 3,6 miliardi in più rispetto al 2017. Sono dati assolutamente positivi che, comunque, fanno ben sperare per una crescita ulteriore. Sì perchè, nonostante questo ritmo di crescita, il mercato e-commerce italiano deve ancora svilupparsi e maturare, e questo lo si nota se lo paragoniamo agli altri mercati europei, dove Regno Unito, Francia e Germania vantano un livello di maturazione più alto.

    Gli italiani acquistano per lo più prodotti in una modalità che è superiore di 4 volte l’acquisto online di servizi, una scelta che trova la motivazione principale sul fatto che i prezzi sono più convenienti (in Uk si predilige la comodità e in Germania e Francia l’assortimento). E poi lo smartphone diventa sempre più importante negli acquisti online degli italiani, un terzo di questi sono effettuati appunto dal dispositivo mobile che ad oggi è diventato l’estensione della nostra esistenza.

    e-commerce italia 2018

    Dato rilevante, che ci sembrava giusto sottolineare, è che nel 2018 la penetrazione dell’e-commerce raggiunge la quota del 6,5% sul totale dei consumi reali, un dato molto interessante anche se è ancora inferiore ai dati a due cifre che si riscontrano in Uk o in Francia. Anche se c’è da dire che aumenta gradualmente: lo scorso anno era del 5,6% ed era del 5% nel 2016.

    Cosa acquistano gli italiani online nel 2018?

    Le previsioni per il 2018 rivelano che la domanda e-commerce sarà trainata dai prodotti e in particolare da quei settori ormai definiti storici che crescono con un ritmo più vicino alla media: Informatica ed Elettronica (+18%) con 4,6 miliardi di euro, Abbigliamento (+21%) che passa da 2,4 miliardi nel 2017 a circa 3 miliardi nel 2018, l’Editoria (+25%) con 1 milione di euro. I settori che da qualche anno vengono connotati come emergenti segnano, invece, performance superiori: Food & Grocery (+34%) che passa da 0,83 miliardi di euro del 2017 a 1,1 miliardi, Beauty (+29%) con quasi 430 milioni, Arredamento e home living (+44%) a quota 1,26 miliardi, Auto e Ricambi (+26%) che sfiorano i 610 milioni.

    Lo sviluppo prosegue anche per quanto riguarda i Servizi, seppur a ritmi meno sostenuti: sia il settore Turismo e Trasporti (9,7 miliardi di euro) che quello delle Assicurazioni (oltre 1,3 miliardi di euro) crescono del 5%.

    paesi e-commerce 2017

    Italia, e-commerce e Mobile

    Il mobile sarà sempre più centrale anche nello sviluppo dell’omnicanalità, in una nuova fase in cui l’offerta d’acquisto supera la dicotomia fisico-virtuale a favore di un’integrazione sempre maggiore tra online e offline. Il negozio rimane essenziale nel processo d’acquisto e il personale dovrà sviluppare la capacità di fare da ponte tra il mondo digitale e quello fisico, mettendo al centro le informazioni sul prodotto e sulle sue disponibilità. Il consumatore è la figura chiave di questa evoluzione e la sua esperienza di “onlife commerce“, in cui l’acquisto rappresenta soltanto una parte di un processo conversazionale più ampio con il brand e il venditore, sarà resa ancora più personale dai big data e da algoritmi intelligenti che riconoscono i comportamenti e permettono di creare offerte coerenti a essi, soddisfacendo appieno le crescenti aspettative dell’utente.

    Secondo i dati diffusi di recente da Criteo, il fenomeno del Mobile Commerce in Italia è cresciuto del 31,5% e i dati presentati a Netcomm Forum 2018 ci dicono che ad oggi gli acquisti effettuati via smartphone hanno un peso pari a un terzo dell’intero mercato e-commerce, ossia del 31%. Anche perchè il 23% degli utenti usa lo smartphone prima per fare la sua ricerca del prodotto.

     

  • Netcomm Forum 2018, momento formativo e di networking per sfruttare l’e-commerce

    Netcomm Forum 2018, momento formativo e di networking per sfruttare l’e-commerce

    Netcomm Forum 2018 si conferma essere in Italia l’evento più importante dedicato all’e-commerce. Ma l’evento è diventato nel corso degli anni un grande momento formativo e di networking per le aziende che intendono sfruttare il commercio online per crescere.

    Il 30 e 31 maggio si terrà a Milano, presso il MiCo, la tredicesima edizione del #NetcommForum 2018, l’evento più importante in Italia interamente dedicato all’e-commerce. L’evento si caratterizza per essere l’occasione per conoscere l’evoluzione del nostro paese rispetto al commercio elettronico, da punto di vista degli utenti e dal punto di vista delle aziende, ma anche l’occasione per apprendere, attraversi i tanti momento formativi previsti, tecniche e dinamiche su come prepararsi al meglio per cogliere le opportunità che offre l’e-commerce.

    Per la due giorni si prevede la partecipazione di 12.000 imprese, 195 sponsor, 3 convegni, 180 relatori e 90 workshop per un evento che è orientato al business, alla formazione e al networking con l’obiettivo di far crescere le imprese. L’Italia è un paese che potrebbe sfruttare l’e-commerce come leva di crescita per tutte quelle aziende che operano nei settori di eccellenza come food, turismo, servizi alle imprese e all’utenza. La possibilità di poter offrire agli utenti nuove possibilità di acquisto, più veloci e dinamiche, attraverso il digitale, mantenendo intatti il servizio e la qualità che contraddistingue le aziende italiane, darebbe vita ad un mix vincente che porterebbe benefici estesi a tutti.

    netcomm forum 2018

    L’e-commerce cresce in Italia, anno su anno, a dimostrazione che il commercio elettronico può essere per le imprese italiane un volano per la crescita. Da questo punto di vista Netcomm Forum 2018 dimostra di essere l’occasione per approfondire, conoscere e imparare a sfruttare le enorme potenzialità. Il programma delle due giornate prevede 3 convegni, 180 relatori e 90 workshop per confrontarsi a 360° sulle tematiche connesse al commercio elettronico attraverso focus dalla logistica al payment dal marketing al omichannel retail, dall’export alle piattaforme. L’evento è aperto a tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze sull’intera filiera del digital retail e dello shopping online, offrendo spunti di riflessione sul contesto nazionale e internazionale grazie al coinvolgimento di ospiti e speaker di rilievo.

    Netcomm Forum 2018 è anche occasione di aggregazione unica per le professionalità della filiera digitale, grazie a un’area espositiva ospitante oltre 190 aziende ed alle iniziative di networking che si susseguono durante l’intera durata dell’evento.

    Netcomm Forum 2018 è quindi un imperdibile momento per conoscere trend e insights sull’e-commerce, a livello italiano e internazionale, è un grande momento formativo ed è una grande occasione di networking, dove la condivisione di esperienze può diventare anche momento di crescita.

    Ecco perchè vi invitiamo da subito a consultare il programma delle due giornate e a cogliere l’opportunità del codice promo neTcoMM2018 con cui ottenere l’accesso scontato a 122€, invece che 158,6€ (IVA 22% inclusa).

    [In collaborazione con Netcomm]

  • Facebook migliora l’autenticazione a 2 fattori senza il numero di telefono

    Facebook migliora l’autenticazione a 2 fattori senza il numero di telefono

    L’autenticazione a due fattori è un sistema di autenticazione, per l’accesso a siti e servizi online, più sicuro e Facebook ha deciso di migliorarlo senza per forza dover registrare il proprio numero di telefono. Attivarlo adesso è molto più semplice con Google Autenthicator o Duo Mobile.

    Come sapete, ne abbiamo parlato anche qui sul nostro blog, Facebook di recente ha migliorato molto la gestione della privacy per gli utenti, dando un maggiore controllo. Certo, complice l’ormai imminente GDPR, che entrerà in vigore da domani 25 maggio, che sancisce il principio di un maggiore controllo dei dati personali in mano ai legittimi proprietari, ossia gli utenti. E per questo, Facebook, all’interno di questo miglioramento continuo, sopratutto dal punto di vista dell’esperienza di consultazione (vi ricordate come era difficile prima solo cercare la sezione privacy?), ha deciso di migliorare l’autenticazione a 2 fattori adesso attivabile senza, per forza, registrare il proprio numero di telefono.

    autenticazione a 2 fattori facebook screen

    L’autenticazione a 2 fattori, recentemente attivata anche su Twitter, è un ulteriore sistema per rendere più sicura l’app ed è stato migliorato molto il processo di attivazione. E la grande novità, a differenza di quanto accadeva prima, è che non è più necessario registrare il proprio numero di telefono su cui ricevere il codice di attivazione, ma lo si può fare con due app di terze parti a scelta, Google Authenticator e Duo Mobile.

    Come attivare l’autenticazione a 2 fattori su Facebook senza numero di telefono

    L’attivazione è molto semplice, basta andare su “Impostazioni e privacy” (da mobile) => “Collegamenti rapidi alla privacy” => “Usa l’autenticazione a 2 fattori”. Una volta che inserite la password vi compare una schermata con la richiesta di “aggiungere un ulteriore livello di sicurezza”, cliccate su “Inizia“. A questo punto scegliete il metodo “App di autenticazione“, quindi Google Authenticator o Duo Mobile. Meglio scaricare prima una delle due app in modo che Facebook rilevi subito la presenza dell’app. Un consiglio potrebbe essere quello di usare l’app di Google. Quindi, una volta aggiunta Facebook, il sistema vi rilascia subito un codice che dovrete inserire su Facebook nella sezione specifica (vedi galleria in alto). A questo punto il gioco è fatto e l’autenticazione a 2 fattori su Facebook, senza numero di telefono, è attiva.

    In passato attivando il sistema di autenticazione attraverso l’SMS molti utenti sono stati bersagliati da avvisi di accesso non richiesti e poi, aspetto non secondario, l’SMS è spesso preso di mira da hacker che provano a forzare l’accesso attraverso il numero di telefono. Una app come Google Authenticator offre un livello di sicurezza maggiore, generando dei codici che hanno una durata breve, trascorsa la quale ne viene generato un altro e così via.

    Attivatela subito e fateci sapere cosa ne pensate.

  • Anche Instagram sta maturando, ecco perchè sarà possibile silenziare i post

    Anche Instagram sta maturando, ecco perchè sarà possibile silenziare i post

    Entro poche settimane anche su Instagram, dopo Facebook, sarà possibile “silenziare” i contenuti (post e Stories) degli utenti senza che gli stessi lo sappiano. E’ un modo per personalizzare meglio il proprio feed, mettendo “in pausa” alcuni contenuti che possono lo possono “sporcare”. Instagram sta maturando, è evidente.

    Dopo qualche mese dall’attivazione di Snooze su Facebook, la funzionalità che permette di silenziare amici, gruppi e pagine per un periodo massimo di 30 giorni (rinnovabile finché si vuole), anche su Instagram presto verrà attivata una funzionalità molto simile. Annunciata alla recente conferenza per gli sviluppatori F8, entro poche settimane gli utenti della piattaforma potranno “silenziare” alcuni post (e anche le Stories) degli utenti con la funzionalità “Mute”. Tutto questo sarà possibile senza che l’utente, di cui si silenzierà il contenuto, riceva alcuna notifica e senza che il rapporto venga interrotto. E’ un modo quindi per cercare di personalizzare e migliorare il proprio feed, il luogo dove scorrono tutti i contenuti e che ci permette di visualizzare i contenuti degli utenti con cui siamo in relazione.

    Ma può capitare, alle volte, che alcuni utenti condividano contenuti non sempre graditi, allora, per evitare di non seguire più quel particolare utenti con “Mute” sarà possibile “silenziare” il contenuto e mantenere la relazione. E’ più o meno la stessa cosa che è già possibile fare su Facebook “mettendo in pausa” gli utenti per 30 giorni.

    Come funzionerà Mute che sarà presto attiva per tutti gli utenti Instagram?

    Attivare la funzionalità “Mute” è molto semplice. Una volta che si visualizza un post sul proprio feed, sarà sufficiente cliccare sui tre puntini a destra che si vedono alla destra, sulla stessa riga dove si vede il nome dell’account (che appare a sinistra). Fatto questo, apparirà l’opzione “Mute”, sarà interessante qui vedere la traduzione in italiano se sarà simile a quella di Facebook che ha preferito usare la formula “Metti in pausa”. Se si volesse invece riattivare il contenuto, si dovrà ripetere l’operazione cliccando, stavolta, “Riattiva post”.

    instagram mute silenziare post stories

    Dopo aver annunciato la funzionalità che ci mostrerà quanto tempo staremo sull’app, ecco che questa altra funzionalità va nella direzione di migliorare il nostro rapporto con l’app stessa. Spieghiamoci meglio.

    I social media maturano e quindi maturano le Relazioni, come su Instagram

    Come sapete, e lo raccontiamo spesso qui sul nostro blog, i social network crescono sempre di più, e Instagram è proprio una di quelle piattaforme che sta mostrando una crescita superiore alle altre. E’ anche una piattaforma che sta delineando una personalità sempre più marcata, è riduttivo infatti definirla una semplice applicazione, è a tutti gli effetti una piattaforma che dispone di tante opzione per gli utenti e che guarda anche al business mettendo a disposizione servizi specifici per professionisti e aziende. E’ una piattaforma che sta maturando e, con essa, sta maturando la relazione tra gli utenti. Diventa quindi normale che ad un certo punto si senta il bisogno di rendere più pulito il proprio feed da contenuti spesso ripetitivi e, in alcuni casi, anche fuori luogo rispetto alla nostra idea di piattaforma che ciascuno di noi vuole costruire. E’ quindi un modo per mantenere una certa personalità della propria piattaforma, pur salvaguardando la relazione.

    E voi che ne pensate? Avete già idea di quali contenuti silenziare? Raccontateci la vostra esperienza.

  • L’Intelligenza Artificiale è necessaria per elaborare i dati, anche nello Sport

    L’Intelligenza Artificiale è necessaria per elaborare i dati, anche nello Sport

    SAS Forum Milan si conferma un appuntamento tra i più interessanti in Italia per quanto riguarda l’Innovazione e la Tecnologia. Il tema di questa edizione era il rapporto tra Uomo e Macchina, un rapporto che sta prendendo diverse forme grazie all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning. Ma alla base di tutto, serve una modellazione matematica come ci dicono Adriano Bacconi e Ottavio Crivaro.

    SAS Forum Milan si conferma un appuntamento tra i più interessanti in Italia per quanto riguarda l’Innovazione e la Tecnologia. Il tema di questa edizione era il rapporto tra Uomo e Macchina, un rapporto che sta prendendo diverse forme grazie all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning. E quello che oggi ci sembra “straordinario”, in realtà non sarà altro che l’”ordinario” in un futuro non proprio lontanissimo. Un futuro davvero vicino e sul palco centrale della sala plenaria del MiCo di Milano lo abbiamo visto scorrere con tante applicazioni concrete. Lo straordinario che alimenta tecnologie ed innovazioni “possibili”.

    sas forum milan 2018 intelligenza artificiale franzrusso.it 2018

    L’intelligenza Artificiale sarà sempre più parte delle nostre vite, ma, come ha giustamente ricordato Marco Icardi, Regional Vice President SAS e CEO SAS Italy, “oggi tutti ne parlano, ma nessuno sa come farla davvero”. E per vedere degli esempi concreti, e di successo, di AI (Artificial Intelligence) bisognava essere infatti al SAS Forum Milan 2018. Un aspetto che ha tenuto a sottolineare Marco Icardi è che, a differenza di quello che si è portati (erroneamente) a credere, l’Intelligenza Artificiale non porterà nuova disoccupazione, ma, anzi, farà emergere nuove competenze che faranno nascere nuove figure professionali. E’ un cambiamento, una trasformazione che porterà nuovi e diversi benefici.

    Sullo sfondo, come ha sottolineato il professor Marco Zorzi dell’Università di Padova, il Machine Learning oggi è più maturo e lo sarà sempre di più. Di conseguenza, non si parla di una sfida tra Uomo e Macchina, ma di Collaborazione, perchè l’Intelligenza Umana sarà sempre necessaria per interpretare i risultati.

    SAS Forum Milan è stata l’occasione per ascoltare in Italia Hannah Fry, matematica inglese famosa per il suo studio sulle relazioni e il dating e anche per la formula matematica che regola le relazioni. La Fry, in sostanza, ci ha dimostrato chiaramente che un modello di Intelligenza Artificiale basato su Machine Learning ha bisogno, alla base, di un modello matematico. Non serve generare solo un algoritmo per rilevare i dati, serve un modello ampio che dia una visione ampia di risultati. Un approccio che la Fry ha dimostrato e raccontato, illuminando la platea del MiCo con oltre 2 mila partecipanti tra manager, esperti e imprenditori.

    E’ stata l’occasione per ascoltare Bibop G. Gresta, chairman di Hyperloop Transportation Technologies, la società che sta lavorando su un sistema di trasporto Hyperloop che si basa su un’idea di Elon Musk (fondatore della Tesla) del 2013. Gresta, in un modo assolutamente coinvolgente, ha spiegato al SAS Forum Milan come oggi i trasporti siano una grande perdita di tempo, non sostenibili dal punto di vista economico e dal punto di vista ambientale. La capsula, quello che è alla base del progetto e che presto diventerà realtà, viaggerà ad oltre 1.200 Km/h (Milano-Roma in mezz’ora!) con massimo 40 passeggeri.

    Ma quello che ci ha incuriosito molto è stato l’intervento di Adriano Bacconi, allenatore ed esperto di match analysis, e Ottavio Crivaro, fondatore di Moxoff, che hanno portato la loro piattaforma che si serve proprio dell’Intelligenza Artificiale per fare in modo che gli allenatori delle squadre di calcio possano ottimizzare le proprie strategie di gioco.

    Adriano Bacconi è stato uno dei primi a portare il concetto della match analysis in Italia, ha cominciato a “dare i numeri” con Massimo Caputi all’epoca di Telemontecarlo (TMC, diventata poi La7), fino ad arrivare alla “Domenica Sportiva” sulla Rai, portando l’analisi delle partire e i dati relativi agli spostamenti dei giocatori a conoscenza del grande pubblico. Tante poi le collaborazioni con i club di serie A e di serie B (l’ultima proprio con il Palermo). Dati che, estrapolati e gestiti in maniera corretta, possono essere fondamentali per migliorare la strategia di gioco.

    “Oggi non serve più caricare gli allenatori e i loro collaboratori di dati e numeri che in realtà dicono poco, serve invece elaborare una strategia di analisi in modo da ottenere informazioni più specifiche da quei numeri. Quello che interessa oggi all’allenatore non è solo in numero dei passaggi fatti, dei cross, dei tiri in porta, ma del perchè in quel momento il giocatore non ha passato la palla in una direzione specifica, del perchè non ha compiuto quell’azione che avrebbe aiutato di più la squadra. Ecco, è questo l’elemento nuovo che cerchiamo di trasmettere agli allenatori e ce ne sono tanti, soprattutto, i nuovi, quelli emergenti che hanno se non altro una mentalità più aperta, riescono a cogliere il senso di una strategia di elaborazione come questa. Parlo di allenatori giovani, come De Zerbi tanto per fare un nome, che hanno capito che l’ammasso dei dati come si faceva 20 anni fa, oggi non serve più. Hanno una mentalità analitica, forse non hanno gli strumenti, hanno la curiosità, l’apertura mentale“.

    Esiste poi un problema decisionale, come sottolinea Ottavio Crivaro, “perchè poi tutta la metodologia e le decisioni vengono prese dall’allenatore, in Premier League invece c’è una organizzazione delle società diversa, con persone che si occupano della match analysis. E’ un approccio culturale diverso. Provate a pensare alla pallavolo, sport fatto di dati, le grandi squadre non sanno dove risiedono i propri dati ad esempio”.

    “C’è da dire” – afferma Bacconi – “che oggi anche in Italia i grandi club stanno cominciando a lavorare con un’impostazione diversa, pensiamo alla Juventus ma anche all’Inter. Ma poi tutto parte dagli allenatori. Di nuovo, De Zerbi, come anche Nicola, pur con idee di gioco differenti, hanno compreso le opportunità di questo sistema che gli permette di codificare certi comportamento dei propri giocatori e di impostare una certa strategia. Perchè poi quello che interessa, come dicevamo prima, è perchè il giocatore non ha passato in quel momento, oppure se un giocatore perde la palla perchè gli altri non la recuperano. In questo modo ogni allenatore crea il suo modello, ci mette la sua filosofia di gioco“.

    L’aspetto più interessante è proprio l’elaborazione della piattaforma che si muove, appunto su un principio diverso. “Bisogna andare oltre la misura del dato” – sottolinea Crivaro – “si deve passare ad una logica di estrapolare, da una enorme mole di dati, delle risposte. Esiste, come già detto, un approccio culturale che deve fare la differenza. E’ fondamentale comunque focalizzarsi sul fatto che oggi si parla di Intelligenza Artificiale, ma parliamo di integrazione tra una modellazione matematica e algoritmi di Machine Learning. Non è un sofismo, ma è un aspetto fondamentale. Non ci si può più basare solo sui dati, gli algoritmi di Machine Learnig servono a tirar fuori informazioni dati e simulazioni. Il modello matematico ti aiuta a rappresentare quello che sarebbe stato l’atteggiamento del giocatore. Per arrivare a fare queste elaborazione ci vorrebbero tantissimi dati, al punto che non ce la si potrebbe fare, ecco che l’integrazione di un modello matematico insieme agli algoritmi di Machine Learning ti aiutano a fare questo. E’ quello che in sostanza ha dimostrato Hannah Fry nel suo intervento“.

    Ecco, questo un esempio eccellente di cosa significa oggi collaborazione tra Uomo e Macchina, collaborazione che, come dimostrato, non può prescindere oggi da una modellazione matematica.

  • Addio Klout, (dal 25 maggio) insegna agli angeli a diventare influencer

    Addio Klout, (dal 25 maggio) insegna agli angeli a diventare influencer

    Dal prossimo 25 maggio Klout non esisterà più. Lithium, la società che ha acquisito la startup nel 2014, ha deciso di chiudere il servizio che assegnava un “punteggio” agli utenti in relazione alla loro presenza sui social media. Un numero limitato e impreciso che aveva la presunzione di stabilire l’autorevolezza di un utente rispetto ad uno o più argomenti. Ma sarà davvero la sua fine o risorgerà in altre forme?

    Dal prossimo 25 maggio diremo addio al Klout, il famigerato e tanto discusso Klout, tanto odiato e anche tanto amato, al punto che alcuni utenti includevano il famoso punteggio all’interno della foto profilo sui vari social. Lithium, la società che nel 2014 aveva acquisito la startup di San Francisco per 200 milioni di dollari, ha deciso di fermare il servizio che assegnava un punteggio agli utenti sulla base della loro presenza e autorevolezza sui vari canali social media: Twitter, Facebook, Instagram, YouTube ecc…

    Non appena, due giorni fa, si è diffusa la notizia, molti hanno reagito con espressioni come “Il Klout??? Ma perchè esiste ancora???“. In realtà, solo fino a pochi anni fa c’era la gara a chi mostrava il punteggio (da 1 a 100) più alto, con tanto di condivisioni sui social, mettendo in bella mostra quel numero che aveva la pretesa, e la presunzione, di racchiudere il livello di autorevolezza di un utente rispetto ad uno o più argomenti. Sì, quel punteggio che in molti hanno amato, scatenando un fenomeno di “celolunghismo” esasperato che adesso vogliono dimenticare in fretta, non esisterà più. Finisce l’era dello score condensato su cui aziende, agenzie si sono basati per selezionare gli influencer da coinvolgere sulle varie campagne dei loro clienti.

    addio klout

    Brevemente, il Klout, nato 10 anni fa, teneva conto del network dell’utente sui social media, misurando il livello di interazione rispetto ai contenuti condivisi. Il meccanismo era che più un utente condivideva un contenuto rispetto ad un dato argomento, più questo veniva indicato come “autorevole” attraverso un punteggio, ma no cera la misurazione della reale competenza. Questo in estrema sintesi, anche se in realtà non si è mai chiarito come fosse determinato qual numero. Agli inizi, quel numero ebbe una certa rilevanza per le agenzie HR, quelle di selezione e reclutamento di risorse umane, che lo usavano come riferimento per misurare il livello di competenze su un dato settore del candidato. E si narra che certe agenzie avessero indicato come livello minimo di punteggio 71, al di sotto del quale il candidato non veniva considerato. Non si è mai saputo se fosse vero, ma è certo che molte agenzie lo usassero.

    Col passare del tempo, è poi diventato un “distintivo” che l’influencer di turno si attaccava sul petto, nel corso del tempo è diventato un numero da esibire, ma che in realtà non poteva garantire una perfetta misura di quale fosse il livello di competenza e il livello di utilizzo dei canali social da parte di un utente. Non era difficile ritrovarsi di fronte a persone di comprovata esperienza che condividevano contenuti di valore avere uno score molto più basso di persone di comprovata inesperienza che si limitavano invece a ricondividere i contenuti di quello bravo. Un contro senso enorme. Eppure era così.

    Per non parlare dell’imprecisione con cui Klout determinava le aree di competenza di un utente. Chi vi scrive per lungo tempo era individuato esperto di “food”!

    Quale sarà il futuro? Lithium ha dichiarato che il Klout non rientra più nella strategia di business dell’azienda a lungo termine, ma è anche vero che la stessa azienda, proprio grazie al Klout, ha sviluppato sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale. E’ quindi probabile che Klout possa risorgere sotto altre vesti con un sistema di scoring, utilizzando l’Intelligenza Artificiale, basato su Twitter. Non ci sono conferme ed è tutto da veder, restano comunque un’idea probabile.

    Vedremo se ci sarà un eventuale strumento basato sull’Intelligenza Artificiale, ma il risultato non sarà molto diverso da quello del vecchio Klout. A meno che non si voglia arrivare ad una forma di scoring come quella vista nel primo episodio della terza serie di Black Mirror, “Caduta libera”, interpretato da Bryce Dallas Howard, e cioè che la reputazione di utente sui social media possa dipendere dai punteggi che riesce ad accumulare per accedere a dei “privilegi”. Speriamo di no!

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    [L’immagine di copertina è realizzata da @franzrusso, si prega di citare la fonte; qualora i legittimi proprietari dei loghi la reputassero inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

     

  • Twitter, al via i test per la ‘Conversazione segreta’ nei DM con la crittografia

    Twitter, al via i test per la ‘Conversazione segreta’ nei DM con la crittografia

    Twitter sta effettuando dei test, sull’app di Android, che permetterebbe la “Conversazione segreta” all’interno dei DM, i messaggi privati. Significa che gli utenti invieranno tra loro dei messaggi criptati, leggibili solo da mittente e dal destinatario. Una modalità che è presente su app come WhatsApp, Signal o Telegram.

    Twitter punta a potenziare il servizio dei DM (Direct Messages), i messaggi privati, aggiungendo la crittografia, ossia la modalità di conversazione che rende il messaggio “offuscato” in modo da non essere decifrabile da persone non autorizzate a leggerne il contenuto. In pratica, con questa modalità, il messaggio sarebbe leggibile solo dal mittente e dal destinatario. In realtà, sembra che Twitter sia quasi pronta a lanciare la “Conversazione segreta” all’interno dei DM, come ha dimostrato Jane Manchun Wong, l’utente di Boston che ha twittato come potrebbe apparire la modalità.

    twitter DM segreti

    Jane ha illustrato quello che si legge dall’APK dell’applicazione Android di Twitter, scoprendo che in essa è contenuta la modalità che rende crittografate le conversazioni in DM. Capita spesso che “leggendo” gli APK, il “pacchetto” di informazioni per Android, usato per la distribuzione e l’installazione di componenti, questi contengano componenti che le aziende stanno testando, ed è quindi bravo chi riesce a scovarli come Jane, anticipando una feature che al momento non ha ancora ricevuto, a sua volta, una conferma ufficiale da Twitter. Ma è molto probabile che questa opzione venga presto resa disponibile per tutti gli utenti.

    twitter dm crittografia

    Se ricordate, nel dicembre del 2016, quando Jack Dorsey utilizzo Twitter per raccogliere idee da parte degli utenti su quello che si potrebbe aggiungere per migliorare la piattaforma (ne parlammo qui), un utente d’eccezione come Edward Snowden, colui che scoprì lo scandalo della NSA, chiede a Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, chiese proprio della possibilità di introdurre i messaggi segreti (end-to-end encryption) nei DM, autodistruttivi

    E Jack rispose, “ragionevole e ci penseremo”. E in effetti, dopo quasi 18 mesi qualcosa comincia a muoversi andando proprio nella direzione che aveva suggerito Snowden.

    Se, come è vero, questa funzionalità verrà implementata, allora Twitter avrà reso ancora più completa questa che è una modalità di messaggistica davvero potente. Per poter inviare un messaggio ad un utente non c’è bisogno di conoscere il numero di telefono, a differenza di app di messaggistica come WhatsApp (la più usata), o come Telegram, Signal (che offre una crittografia davvero potente). I DM costituiscono una modalità di messaggistica completa e quello che manca, per renderla ancora più completa, è la crittografia. In questo modo Twitter potrebbe avvalorare ancora di più la sua funzione all’interno di contesti politici e sociali.

    Insomma, attendiamo questa funzionalità con molto interesse, e voi? Che ne pensate? Fateci sapere tra i commenti oppure sui social.

  • Twitter: ecco come cambiare la password e usare l’autenticazione a 2 fattori

    Twitter: ecco come cambiare la password e usare l’autenticazione a 2 fattori

    L’incidente interno occorso ieri a Twitter, tra l’altro nella giornata del World Password Day, ha messo in evidenza quanto sia importante la sicurezza dei dati. Non ci sono dettagli su quanto accaduto, ma per sicurezza l’azienda ha consigliato il cambio della password. Allora, ecco come procedere e, soprattutto, come attivare l’autenticazione a 2 fattori.

    Erano le 22:45 circa, ora italiana, quando comincia a diffondersi la notizia che Twitter aveva registrato un bug il quale avrebbe (forse) potuto rendere pubbliche le password di tutti gli utenti della piattaforma, cioè di 336 milioni di persone (e non 330 milioni come erroneamente diffuso). Una notizia che ha messo in allarme gli utenti, Twitter si è affrettata a pubblicare sul blog ufficiale un resoconto di quanto accaduto, senza offrire dettagli, invitando gli utenti a cambiare la password, per stare più sicuri. Oltre a questo, nel giro di 10-15 minuti, gli utenti hanno cominciato a ricevere la notifica per effettuare subito il cambio password.

    L’incidente era interno, non si conoscono dettagli, ma molti ipotizzano che sia avvenuto in fase di trasloco di una parte dell’infrastruttura della piattaforma. Nei giorni scorsi l’azienda aveva appunto preannunciato il passaggio al cloud di Google per permettere “una migliore gestione dei dati”. Ehm…quella che è mancata per un momento è stata proprio la gestione. Insomma, a pensarci bene, è stato un incidente che poteva capitare, forse poteva essere organizzato e gestito meglio. Tra l’altro ieri, primo giovedì di maggio, era proprio, ironia della sorte, il World Password Day!

    twitter password autenticazione 2 fattori

    Al di là del fatto che molti hanno criticato Twitter per la leggerezza con cui ha gestito le operazioni, ma, soprattutto, al di là del fatto che ufficialmente l’azienda non ha fornito una versione ufficiale di quanto accaduto, resta il fatto che questo incidente ha messo in evidenza quanto sia importante la sicurezza dei dati. Già il fatto stesso che ci sia un avviso a cambiare la password, è un elemento che incute un certo timore. Una sensazione che, siamo certi, molti utenti hanno avvertito.

    Ma, come detto, la password si può cambiare e il consiglio è quello di cambiarla spesso, diciamo dopo ogni tre/quattro mesi. Ma prima di toccare questo argomento, spieghiamo come cambiare la password su Twitter, anche perchè molti utenti ieri non sapevano come procedere. Se qualcuno avesse trovato difficoltà, ecco come procedere.

    Come cambiare la password su Twitter

    Per accedere alla sezione del cambio password, cliccate (o fate tap da mobile), sulla vostra foto profilo, una volta che si apre il menù andate su Impostazioni e privacy. Da qui:

    • da desktop, procedete andando su “Password” e potete quindi cambiarla subito;
    • da mobile, proseguite facendo tap su Account e, da qui, su Password.

    Importante, in entrambi i casi, che vi ricordiate la password attuale, quella impostata fino a quel momento. E fin qui il cambio è facile.

    Una raccomandazione, cercate di scegliere una password che non sia una delle tante che già usate su altre piattaforme, in questo caso sareste a rischio. Una recente ricerca di McAfee ha rilevato che gli utenti hanno in media 23 account online, ma utilizzano solo 13 password uniche per questi account. Il 31% degli utenti intervistati utilizza solo due o tre password per tutti i propri account, in modo da poterle ricordare più facilmente; il 32% degli utenti dimentica una parola chiave una volta alla settimana, mentre il 14% la dimentica più volte alla settimana. E poi, il 16% cerca di indovinarla fino a quando l’account non viene bloccato.

    Ma, per essere ancora più sicuri, su Twitter potete attivare l’autenticazione a 2 fattori, ne avevamo parlato a fine dello scorso anno quando era stata resa disponibile. Come procedere? Sicuramente saprete che per verificare il vostro account, Twitter manda in automatico un codice via SMS, da digitare per confermare la vostra identità.

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    Come attivare l’autenticazione a 2 fattori su Twitter

    Da qualche mese questa operazione è possibile attivarla anche con app di terze parti, come Google Authenticator o Authy. Si tratta di un ulteriore barriera per alzare il livello di sicurezza sulla piattaforma. I codici che vengono rilasciati attraverso l’SMS sono codici statici, ossia codici che possono essere intercettati da hacker, o da qualsiasi altra applicazione malevola, ed entrare quindi in possesso delle vostre credenziali. Effettuando, invece, il login attraverso l’autenticazione a 2 fattori con Google Authenticator i codici svaniscono dopo 30 secondi, questo rende il processo di autenticazione molto più sicuro. Al momento le app di terze parti abilitate sono le già menzionate Google Authenticator e Authy, a cui si aggiungono anche Duo Mobile e 1Password.

    Attivare l’autenticazione a 2 fattori è semplice. Prima di tutto dovete accedere alle “Impostazioni e privacy” per poi accedere a “Account“, quindi “Metodi di verifica“. Noterete che adesso vi trovate selezionate la modalità SMS e in basso trovate “App per la sicurezza”. Potete modificare la modalità SMS, quindi anche disattivarla. Cliccando su “Riverifica” (da desktop, spuntando da mobile) nella sezione “App per la sicurezza”. Vi comparirà quindi un codice QR code da scansionare con l’app che avete scelto per gestire l’account. Una volta fatta la scansione, l’app vi rilascia il codice da inserire, da quel momento gestirete la sicurezza del vostro account attraverso un’app. Come vedete è molto semplice.

    Allora, avete cambiato la password? Avete attivato l’autenticazione a 2 fattori?

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    [L’immagine è realizzata da @franzrusso, si prega la citazione dell’autore nelle condivisioni; nel caso in cui i legittimi proprietari dei marchi la ritenessero inopportuna, verrà rimossa immediatamente]

  • LinkedIn compie 15 anni: in Italia gli utenti sono 11 milioni ma solo il 23% la usa

    LinkedIn compie 15 anni: in Italia gli utenti sono 11 milioni ma solo il 23% la usa

    LinkedIn compie oggi 15 anni, era infatti il 3 maggio del 2003 quando venne lanciato online da Reid Hoffman e da Allen Blue. Nata come piattaforma rivolta ai professionisti e alle aziende, nel corso degli ultimi tempi sta invece diventando sempre più “social media”. In Italia gli utenti sono 11 milioni, ma solo il 23% di questi la usa tutti i giorni.

    LinkedIn compie il 5 maggio 15 anni, è tra le piattaforme più longeve tra quelle oggi esistenti e che possono essere catalogate tra i social media. Già perché LinkedIn nata con l’obiettivo di diventare una piattaforma orientata ai professionisti e alle aziende con il claim “Relationships Matter“, Le Relazioni contano, distinguendosi come “social business network“, negli ultimi tempi, in particolare da quando la società è stata acquisita da Microsoft nel 2016, LinkedIn sta diventando sempre più una piattaforma social media. Un elemento non da poco che, per certi versi, ha finito per scontentare gli utenti più affezionati.

    Nata il 5 maggio del 2003, appunto, LinkedIn raggiunse 2,708 utenti nella sua prima settimana e due anni dopo questo numero si è trasformato in 2 milioni di lavoratori iscritti al network. Nel giugno 2016 è stata rilevata da Microsoft per oltre 26 miliardi di dollari. 

    La piattaforma oggi conta 562 milioni di utenti globali ma LinkedIn ha mantenuto costante nel tempo il dato relativo all’uso effettivo che ne fanno gli utenti. Il dato è che solo un quarto, o poco meno, degli utenti la usa tutti i giorni, dato riscontrabile a livello globale.

    linkedin 15 anni

    In Italia, la community che si è sviluppata attorno alla piattaforma conta oggi 11 milioni di utenti, diventando la terza community più grande d’Europa,dopo Inghilterra e Francia che contano rispettivamente, 25 milioni e 16 milioni di iscritti. La Spagna conta invece 10 milioni di utenti.

    Ma anche per quanto riguarda l’Italia il dato del 25% degli utenti attivi è sempre valido. Anzi, secondo la recente analisi di Blogmeter, la percentuale degli utenti che dichiara di usare LinkedIn ogni giorno o in modo casuale è la medesima: 23%. Un dato che vede LinkedIn in sesta posizione tra le piattaforme con la percentuale di utenti attivi in Italia, dopo Twitter (28%) e Trip Advisor (24%).

    All’interno del post celebrativo dei 15 anni di attività della piattaforma, Allen Blue, co-fondatore della piattaforma, ha elencato anche quelli che sono stati i lavori che sono cresciuti di più negli ultimi 15 anni. Ecco i primi 10:

    1. Commerciale
    2. Assistente amministrativo
    3. Consulente
    4. Responsabile di progetto
    5. Supervisore
    6. CEO
    7. Tecnico
    8. Responsabile vendite
    9. Ingegnere programmatore
    10. Ingegnere

    Questi, invece i settori che sono cresciuti di più negli ultimi 15 anni:

    1. Internet
    2. Computer games
    3. Outsourcing/offshoring
    4. Media online
    5. Selezione del personale
    6. Rinnovabili e ambiente
    7. E-Learning
    8. Sviluppo programmi
    9. Salute, benessere e fitness
    10. Servizi per eventi

    Di recente ha fatto molto discutere l’introduzione sulla piattaforma delle GIF, sfruttando il motore di ricerca di Tenor, azienda acquisita da Google poche settimane fa.

  • Su Instagram in arrivo le video chiamate e la nuova sezione Esplora

    Su Instagram in arrivo le video chiamate e la nuova sezione Esplora

    Due mesi fa davamo notizia che Instagram avrebbe presto lanciato le video chiamate, e così è stato. La notizia, data in occasione della conferenza F8, è che presto saranno disponibili le video chiamate, anche di gruppo, per tutti. Inoltre, è stata ridisegnata la sezione Esplora che propone contenuti catalogati per temi.

    Esattamente due mesi fa vi anticipavamo la notizia che Instagram stava lavorando sulle video chiamate, grazie alla “soffiata” di TechCrunch che aveva scoperto gli applicativi contenuti nell’app Direct, la nuova app di messaggistica di Instagram per ora in test anche come app standalone (il vero obiettivo per cui è in fase di test). In occasione della conferenza F8, in corso anche oggi a Menlo Park, è stato ufficializzato il lancio, previsto a livello globale per le prossime settimane, della funzionalità che permetterà, appunto, le video chiamate, anche di gruppo. Questa nuova funzionalità indica chiaramente l’intenzione di far diventare Instagram un’applicazione sempre più completa, che va oltre la stessa condivisione di immagini e video. La direzione è quella della messaggistica (anche).

    instagram video chiamate
    Ecco come appariranno le video chiamate su Instagram

    Per effettuare una video chiamata su Instagram sarà molto facile. Infatti, sarà sufficiente far tap (toccare con le dite) l’aeroplanino di carta (il logo dell’app Direct) che trovate in alto a destra sul vostro news feed, dopo di che toccate il simbolo “+” che vi permetterà di aggiungere una o più persone nella vostra video chiamata.

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    Si tratta di un’operazione molto semplice che permetterà di effettuare una chiamata e di ridurla al minimo, in modo tale da continuare la navigazione dell’app. Le video chiamate, ora in fase di test avanzato, saranno disponibili per tutti gli utenti entro le poche settimane.

    Instagram fa anche sapere che ogni giorno sono più di 100 milioni gli utenti che effettuano dirette con Instagram Live.

    instagram sezione esplora
    La nuova sezione Esplora su Instagram

    Ma le novità non finiscono qui perchè Instagram aggiorna e ridisegna anche la sezione Esplora, dotata adesso di una sezione superiore dove sono catalogati i contenuti per tema. In questo modo gli utenti potranno da subito avere un’idea più chiara quali argomenti consultare, come, ad esempio, animali, fotografia e architettura. E’ un modo per consentire agli utenti una navigazione più veloce, in base ai propri interessi. Non è la prima volta che Esplora subisce delle modifiche, ma questa forse la renderà più interessante. Anche in questo caso, la novità sarà disponibile per tutti entro poche settimane.

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