Categoria: Instagram

Tutte le notizie e le informazioni su Instagram, l’app di photo sharing di proprietà di Facebook.

  • Instagram oscurerà le immagini di nudo nei messaggi

    Instagram oscurerà le immagini di nudo nei messaggi

    Instagram avvia un test sulla funzionalità che oscurerà le immagini di nudo inviare attraverso messaggi privati. Un modo per proteggere i più giovani, e anche gli adulti, dal fenomeno sextortion.

    Instagram non è mai stato in grado di porre fine ad fenomeno della pornografia sull’app. Fenomeno che spesso prende di mira gli utenti più giovani.

    Però, vanno registrati alcuni tentativi per cercare di fermare questo fenomeno. Come quello di cui stiamo per parlare.

    Meta ha annunciato l’inizio del test di uno strumento che rileverà e oscurerà in automatico immagini di nudo inviate attraverso messaggi privati.

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    Instagram prova a ridurre la sextortion

    Si tratta di un tentativo, certo rilevante, che prova a limitare il fenomeno e a scoraggiare questa odiosa pratica che prende di mira, spesso, proprio gli utenti giovanissimi.

    La funzionalità di attiverà in maniera predefinita per gli utenti al di sotto dei 18 anni (lo si evincerà dalla nata di nascita usata per registrarsi). Una notifica incoraggerà anche gli utenti adulti ad attivarla.

    Come annuncia il Wall Street Journal, il test verrà avviato nelle prossime settimane, mentre nei prossimi mesi verrà programmato il lancio a livello globale.

    Come funziona lo strumento di Instagram

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    Gli utenti Instagram che ricevono immagini di nudo tramite messaggi diretti vedranno un pop-up che spiega come bloccare il mittente o segnalare la chat.

    Si vedrà anche una nota che incoraggia il destinatario a non sentirsi costretto a rispondere.

    Le persone che tentano di inviare un nudo tramite messaggi diretti verranno avvisate di essere caute e riceveranno un promemoria che può annullare l’invio di una foto.

    La nostra speranza è che questa funzionalità educhi le persone sul potenziale abuso di queste immagini e le aiuti a individuare potenziali truffatori“, ha spiegato Antigone Davis, responsabile della sicurezza globale di Meta.

    La funzione usa l’apprendimento automatico

    La funzione che è stata predisposta da Meta, utilizza l’apprendimento automatico sul dispositivo. Il quale viene analizzato per capire se un’immagine inviata tramite il servizio di messaggistica diretta di Instagram contiene nudità. Meta non avrà accesso alle immagini che verranno oscurate, a meno che non siano state segnalate dall’utente.

    Questa funzionalità è progettata non solo per proteggere le persone dal vedere nudità indesiderate nei loro messaggi diretti, ma anche per proteggerle dai truffatori che potrebbero inviare immagini di nudo per indurre le persone a inviare in cambio le proprie immagini“, ha scritto l’azienda di Meno Park nel suo annuncio.

    Obiettivo di questa funzionalità è duplice.

    Obiettivo: ridurre il fenomeno sextortion

    Cosa si intende per sextortion

    Da un parte si pone l’obiettivo di tentare di ridurre il fenomeno del sextortion.

    La “sextortion” è una forma di estorsione criminale dove un individuo minaccia di divulgare materiale a contenuto sessualmente esplicito relativo alla vittima senza il suo consenso. Solitamente, questo materiale viene acquisito tramite truffe online, inganni o attraverso relazioni intime.

    Il criminale utilizza il materiale come leva per estorcere denaro, ulteriori materiali sessualmente espliciti. Spesso si arriva anche alla minaccia di rendere pubblico il contenuto se le proprie richieste non vengono soddisfatte.

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    Salvaguardare la salute mentale degli utenti

    Questa pratica è particolarmente subdola in quanto sfrutta la vulnerabilità e la paura delle vittime di subire danni per ciò che riguarda la propria reputazione o il proprio benessere psicologico.

    La sextortion infatti può avere un impatto devastante sulla vita delle persone coinvolte. Può causare stress emotivo, senso di vergogna e, in casi estremi, può portare a conseguenze ancora più gravi come l’autolesionismo o il suicidio.

    Il secondo obiettivo viene quindi di conseguenza. Ossia quello di ridurre il fenomeno dell’invio di queste immagini per preservare il il benessere psicologico degli utenti e quindi la loro salute mentale.

    Sextortion sui social media, fenomeno in crescita

    Nel 2023, la sextortion sui social media ha rappresentato un problema in grande crescita.

    Secondo i dati dell’FBI, nei sei mesi tra ottobre 2022 e marzo 2023, si è osservato un aumento di segnalazioni di sextortion finanziaria che coinvolgono vittime minorenni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Sono stati oltre 13.000 casi di sextortion finanziaria online di minori segnalati e almeno 12.600 vittime, principalmente adolescenti.

    Una ricerca di Snpachat ha rivelato che quasi due terzi dei giovani e degli adolescenti della Generazione Z, in sei paesi, hanno affermato di essere stati vittime di sextortion online. Attraverso catfishing (51% dei casi) e hacking (47% dei casi).

    Questi crimini comportavano spesso l’uso di foto e video personali espliciti per minacciare o ricattare i giovani​.

    Cybertip.ca, il servizio canadese attraverso cui fare segnalazioni, ha riscontrato un incremento dell’85% nelle segnalazioni di sextortion tra dicembre 2022 e agosto 2023.

    I social media sono presi particolarmente di mira dal fenomeno sextortion

    Sono infatti diverse le piattaforme utilizzate dai criminali per avvicinare le vittime attraverso profili falsi, sviluppando relazioni apparentemente amichevoli che possono poi evolversi in sextortion.

    Tra queste piattaforme, oltre a Instagram, si segnalano TikTok, Snapchat e anche Facebook.

    Inoltre, anche i siti di gaming online sono stati identificati come un contesto in cui trovano spazio crimini come questi.

    Il tentativo di Instagram va assolutamente segnalato. Anche se, come si evince dai dati, ancora molto resta da fare.

     

  • Threads lancia la versione beta per il Fediverso

    Threads lancia la versione beta per il Fediverso

    Threads, l’app di Meta, sbarca nel Fediverso, un universo digitale federato di server indipendenti. Si tratta di una versione beta disponibile solo in pochi paesi. Vediamo insieme i vantaggi e gli svantaggi del Fediverso e il suo potenziale per il futuro dei social media.

    Threads ha finalmente annunciato la versione beta dell’app che permetterà l’accesso al Fediverso. Per il momento questa possibilità è limitata agli utenti di Usa, Canada e Giappone, ma rappresenta un momento importante per l’app di Meta.

    Cosa significa questo? In pratica gli utenti avranno la possibilità, attivando l’apposita funzione, di condividere post su diverse piattaforme del Fediverso, come Mastodon.

    Per Threads questo rappresenta un punto importante che permette agli utenti di ampliare il proprio raggio d’azione e di connettersi con nuove comunità online.

    Mark Zuckerberg, contestualmente all’annuncio, ha condiviso un post che era visibile contemporaneamente su Threads e su Mastodon.

    Nel successivo, sempre condiviso attraverso interoperabilità tra le due piattaforme, ha scritto:

    Stiamo facendo progressi nell’integrazione di Threads nel fediverso e nel lancio di una versione beta in alcuni paesi che consente alle persone di scegliere di federare i propri post. Se vedi questa opzione e la attivi dal tuo profilo, vedrai i Mi piace delle piattaforme federate apparire sui tuoi post qui.

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    Come attivare la funzione Threads per entrare nel Fediverso

    L’operazione per entrare nel Fediverso da Threads è abbastanza semplice.

    Basterà andare nelle Impostazioni del proprio account Threads e selezionare “Condivisione Fediverse” (Beta). E poi, da lì, seguire le istruzioni.

    L’opzione per attivare l’accesso al Fediverso permette quindi la condivisione con Mastodon, la piattaforma con cui Threads condivide lo stesso protocollo AcitivityPub.

    Come precisa Meta, per accedere al Fediverso da Threads sarà necessario avere un profilo pubblico, e non privato, e un’età minima di 18 anni.

    Una volta attivata l’opzione per il Fediverso, come spiega Meta, gli utenti su altri server potranno “cercare e seguire il tuo profilo, visualizzare i tuoi post, interagire con i tuoi contenuti e condividere i tuoi contenuti con chiunque all’interno o all’esterno del proprio server“.

    Ma trattandosi di versione ci sono ancora dei limiti.

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    La versione beta, infatti, attualmente non consente agli utenti di visualizzare le risposte e i follower del Fediverso. Inoltre, Meta ancora non è in grado di garantire che quando si elimina un post federato su Threads, questo verrà eliminato anche sulle altre piattaforme su cui è stato condiviso.

    Fin qui ho scritto la parola “Fediverso” dieci volte (compresa l’ultima). Forse è arrivato il momento di spiegare – ci provo – che cos’è il Fediverso.

    Che cosa si intende per Fediverso

    Intanto diciamo che Fediverso è un concetto relativamente nuovo nel panorama dei social media. La parola deriva dall’unione tra Federated e Universe. Da qui Fediverso.

    Lo possiamo immaginare simile a una vasta rete interconnessa di server indipendenti.

    A differenza delle piattaforme di social media che abbiamo imparato a conoscere, controllate da una singola azienda, il Fediverso è decentralizzato.

    Ciò consente agli utenti un maggiore controllo sui propri dati e sulle proprie interazioni. Un esempio di una di queste piattaforme in questo momento è Mastodon, che è stato uno dei pionieri di questo movimento in crescita.

    Volendo provare ad essere ancora più chiari, possiamo immaginare il Fediverso come un universo digitale federato, composto da una miriade di server indipendenti che interoperano tra loro.

    Vantaggi e svantaggi del Fediverso

    Un ecosistema aperto e decentralizzato, in contrapposizione ai social media tradizionalmente controllati da grandi aziende.

    La tecnologia chiave che alimenta il Fediverso è il protocollo ActivityPub, basato su standard open source. Questo protocollo permette la comunicazione e la condivisione di contenuti tra diverse piattaforme, creando un’esperienza fluida e senza barriere.

    I vantaggi del Fediverso

    Quali sono i vantaggi del Fediverso?

    • Decentralizzazione: il potere non è nelle mani di un’unica azienda, ma distribuito su una rete di server indipendenti.
    • Maggiore controllo: gli utenti hanno più controllo sui propri dati e sulla propria privacy.
    • Libertà di espressione: il Fediverso offre un ambiente più aperto e libero rispetto ai social media tradizionali.
    • Interoperabilità: gli utenti possono comunicare e condividere contenuti tra diverse piattaforme.

    Gli svantaggi del Fediverso

    Quali sono gli svantaggi del Fediverso?

    • Minore visibilità: le piattaforme del Fediverso hanno generalmente un bacino d’utenza minore rispetto ai social media tradizionali.
    • Complessità: la struttura decentralizzata può risultare più complessa da utilizzare per alcuni utenti.
    • Mancanza di moderazione: la moderazione dei contenuti è affidata alle singole comunità, con possibili rischi di disinformazione e contenuti offensivi.
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    Una rappresentazione del Fediverso

    Fediverso e futuro dei social media decentralizzati

    Ecco, spero che queste oche righe possano essere state esaustive nella comprensione del Fediverso. Concetto che, come è evidente, torneremo di continuo.

    Di certo, l’approdo di Threads del Fediverso, come detto all’inizio, rappresenta un momento importante. Da sottolineare.

    Segna l’accesso ad un futuro dei social media sempre più decentralizzato e, si spera, più interconnesso.

    Un futuro in cui gli utenti avranno maggiore controllo sui propri dati e sulla propria esperienza online. E in cui la condivisione di idee e contenuti sarà libera, nei limiti del consentito, ovviamente

    E quindi decentralizzazione e interoperabilità saranno le parole chiavi che caratterizzeranno i social media nel prossimo futuro.

  • Come mantenere in sicurezza il proprio account Instagram

    Come mantenere in sicurezza il proprio account Instagram

    La cronaca di questi giorni porta all’attenzione il tema della sicurezza sui social media. In particolare su Instagram. Ecco alcune semplici regole da seguire.

    La cronaca di questi giorni ci riporta all’attenzione di quanto sia importante mantenere in sicurezza il proprio account sui social media. In realtà questa attenzione dovrebbe essere sempre alta. Ma, a volte, questi casi eclatanti possono aiutare ad apporre la giusta attenzione.

    Il riferimento è all’incidente che ha riguardato la premier Giorgia Meloni, il cui account Instagram è stato violato un paio di giorni fa. Un episodio, poi subito rientrato senza conseguenze. Ma che porta all’attenzione quanto sia importante rendere più sicuro il proprio account.

    Prima di procedere ad indicare alcune regole base da seguire, proviamo insieme a dare uno sguardo su altri casi simili.

    Violazioni social media, casi eclatanti

    Un caso di violazione, seppur breve, lo ha subito anche l’attuale presidente Usa, Joe Biden. A maggio dell’anno scorso. La violazione riguardò anche l’account su X.

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    Si ricorda anche il caso della violazione di Downing Street, la sede del premier inglese, in quel caso c’era Boris Johnson, era l’aprile del 2022. Una violazione portata avanti attraverso il software di hacking Pegasus. Si tratta di un software in grado di trasformare un telefono in un dispositivo di ascolto remoto.

    E poi, da annoverare nei grandi casi di violazione più recente, quello che riguardò Twitter nel luglio del 2020. Un caso che portò alla violazione di account di gente come Joe Biden, Bill Gates, Elon Musk, Warren Buffett, Kanye West, Michael Bloomberg, Uber, Jeff Bezos e anche Barack Obama. Gli account di queste personalità furono violati per far girare una truffa sui bitcoin.

    Uno screenshot di truffa attraverso bitcoin è quello che è stato pubblicato dopo la violazione dell’account Instagram della presidente Giorgia Meloni.

    Violazioni e social media, alcuni dati

    Di casi eclatanti ce ne sono stati tanti purtroppo. E l’attenzione non deve mai essere abbassata da questo punto di vista.

    Da mettere in chiaro, gli hacker possono attaccare chiunque, nessuno è escluso. Ecco perché l’attenzione deve essere sempre molto alta da parte di tutti. Soprattutto poi da chi ha responsabilità molto grandi da gestire.

    Un recente studio di Google ha affermato che ormai oltre il 20% degli account social media è destinato ad essere violato. E il fenomeno è in crescendo. Nonostante siano sempre più affinate le tecnologie di difesa.

    Ci sono alcuni studi recenti che rilevano il fatto che ormai, mediamente 1,4 miliardi di account sui social media vengono violati ogni mese. Si tratta di un numero che continuerà ad aumentare, all’aumentare del numero di persone che usano i social media.

    Violazioni e social media, fenomeno in crescita

    Dal 2021 al 2022 il numero di account di social media che sono stati dirottati ha registrato un aumento del 1.000%.

    Nel 2023, il fenomeno delle violazioni e degli attacchi hacker sui social media ha continuato a essere significativo.

    A guardare Instagram nello specifico, è stato rilevato che un account IG viene hackerato ogni 10 minuti, con oltre 50.000 account Instagram compromessi all’anno​​.

    Da sapere che la piattaforma più violata al momento e Facebook. Instagram è la seconda.

    Solo Facebook riceve circa 70 mila richieste di recupero di account, su Instagram sono circa 36 mila.

    Alcune regole da seguire per mettere in sicurezza l’account Instagram

    Fermiamoci qui, perché ci terrei molto a ricordare qui le regole che sarebbe meglio seguire per evitare – quantomeno ci si prova – che il nostro account venga violato.

    1 – Scegliere una password robusta.

    • la password deve essere lunga almeno 12 caratteri e includere una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli.
    • non utilizzare la stessa password per altri account online.
    • cambiare la password regolarmente, almeno ogni 3-6 mesi.

    2 – Attivare l’autenticazione a due fattori (2FA)

    • la 2FA aggiunge un ulteriore livello di sicurezza richiedendo un codice di verifica oltre alla password per accedere al tuo account.
    • si può attivare la 2FA nelle impostazioni di Instagram, scegliendo tra SMS o app di autenticazione, come ad esempio Google Authenticator.

    Regole da non sottovalutare mai

    3 – Prestare attenzione a link sospetti

    • non cliccare su link ricevuti da DM, email o post di persone che non conosci.
    • fare attenzione a siti web che imitano l’interfaccia di Instagram per rubare le tue credenziali.
    • se non si è sicuri di un link, meglio prima passare sopra con il mouse per verificare l’URL completo e controllare che sia affidabile.

    4 – Controllare l’attività di accesso

    • dalle impostazioni di Instagram, è possibile vedere da quali dispositivi è stato effettuato l’accesso al proprio account.
    • se si notano accessi sospetti da dispositivi o località che non si conoscono, o che non ci sembrano familiari, meglio modificare immediatamente la password e revocare l’accesso ai dispositivi non autorizzati.

    Importante aggiornare l’app Instagram

    5 – Aggiornare regolarmente l’app Instagram

    • gli aggiornamenti dell’app includono spesso patch di sicurezza per proteggere da vulnerabilità note.
    • assicurarsi di avere in dotazione l’ultima versione di Instagram installata sul proprio dispositivo.

    6 – Proteggi le tue informazioni personali

    • non condividere informazioni sensibili come il proprio numero di telefono o l’indirizzo di casa sul proprio profilo Instagram.
    • prestare attenzione alle informazioni che vengono rese pubbliche attraverso la condivisione di storie e post.

    Seguire i consigli di Instagram sulla sicurezza

    7 – Seguire i consigli di sicurezza di Instagram

    • Instagram fornisce diverse risorse per aiutare gli a proteggere il proprio account.
    • consultare la sezione “Sicurezza” nelle impostazioni dell’app o visitare il Centro sicurezza di Instagram per saperne di più.

    Regole aggiuntive:

    • usare un gestore di password per creare e memorizzare password complesse per i propri account online.
    • essere particolarmente cauti quando ci si connetti a reti Wi-Fi pubbliche.
    • installare un software antivirus e anti-malware sul proprio dispositivo.

    Sicurezza e social media, serve Consapevolezza

    Seguire queste regole di base potrebbe aiutare a garantire un’esperienza sui social media un po’ più sicura e protetta. E vale anche su su Instagram.

    In un’epoca in cui la nostra identità digitale è davvero preziosa, proteggere i nostri account sui social media non è solo una buona pratica, diventa una necessità imprescindibile.

    Ricordiamoci che, dietro ogni schermo, si nascondono rischi che richiedono la nostra attenzione, ogni giorno.

    Agiamo sempre con consapevolezza e adottiamo misure di sicurezza efficaci. In questo modo possiamo difendere la nostra identità digitale e continuare a usare il digitale e tutti i suoi strumenti con maggiore serenità e sicurezza.

     

  • Virtual Influencer, la nuova frontiera del digital marketing

    Virtual Influencer, la nuova frontiera del digital marketing

    I virtual influencer sono la nuova frontiera del marketing digitale. Personaggi creati con intelligenza artificiale e grafica 3D, stanno conquistando i social media e guadagnando cifre da capogiro. Ma quali sono i vantaggi per le aziende?

    Immaginate un mondo in cui i testimonial dei vostri marchi preferiti non siano persone reali, ma personaggi digitali creati con intelligenza artificiale. IA e grafica 3D.

    Un mondo in cui questi avatar possano vantare milioni di follower su Instagram e guadagnare cifre da capogiro per ogni post sponsorizzato.

    Il fatto è che questo mondo non è più fantascienza. Anzi, è già realtà. Ed è già parte del digital marketing odierno, dove gli influencer virtuali stanno diventando, pian piano, i nuovi protagonisti.

    Virtual influencer, una nuova era digitale

    Tali avatar, dotati di personalità e storie costruite attraverso sofisticate tecniche di intelligenza artificiale e grafica computerizzata, stanno guadagnando un’importanza crescente su piattaforme come Instagram. Dimostrando di poter accedere a potenziali guadagni davvero elevati.

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    Nati come esperimenti di software e intelligenza artificiale, gli influencer virtuali sono personaggi digitali iperrealistici che, come gli influencer in carne ed ossa, pubblicano foto, video e storie sui social media, creando un’identità e un seguito di fan.

    La loro popolarità è in rapida crescita: basti pensare che i primi 60 influencer virtuali “Human Replica”, uno studio di SAP, possono guadagnare più di 30 mila euro per un singolo post sponsorizzato. Una cifra che supera di gran lunga il salario medio annuale di un lavoratore in Italia (circa 22 mila euro).

    Ed è il caso, ad esempio, di Lu Do Magalu.

    Ascesa dei virtual influencer, vantaggi e svantaggi

    I vantaggi

    L’ascesa degli influencer virtuali sta rivoluzionando il modo in cui i marchi si approcciano al marketing digitale.

    Questi avatar offrono una serie di vantaggi rispetto agli influencer umani:

    Flessibilità: possono essere adattati a qualsiasi campagna o messaggio, senza limiti di location, orari o restrizioni fisiche.

    Controllo: il loro aspetto, la loro personalità e i loro contenuti possono essere completamente controllati dai creatori, garantendo una coerenza del messaggio e un’immagine impeccabile.

    Costo: a lungo termine, possono essere più convenienti rispetto agli influencer umani, soprattutto se si considera la loro capacità di generare un elevato numero di engagement e conversioni.

    Gli svantaggi

    Solo che a fronte di questi vantaggi visti in maniera sintetica, esistono anche degli svantaggi. Elencati qui sempre in maniera sintetica:

    Mancanza di autenticità: alcuni utenti potrebbero percepire gli influencer virtuali come meno autentici e affidabili rispetto agli influencer umani.

    Costi di produzione: la creazione e la gestione di un influencer virtuale può richiedere un investimento iniziale significativo.

    Difficoltà di gestione: la loro gestione richiede competenze specifiche e tecnologie avanzate.

    La classifica dei 10 virtual influencer che guadagnano di più

    Vediamo nel dettaglio i primi 10 virtual influencer in termini di guadagni, come rilevato dallo studio Human Replica:

    Al primo posto di piazza @magazineluiza, apparso su Vogue Brasile, che potrebbe vantare un guadagno potenziale fino a 1,4 milioni di euro in un solo mese, se tutti i suoi post fossero stati sponsorizzati.

    Miquela – LilMiquela, al secondo posto, potrebbe guadagnare fino a poco più di 15 mila euro per post. I suoi creatori, Trevor McFedries e Sara Decou, hanno collaborato con marchi come BMW e Samsung, e hanno realizzato una campagna per Calvin Klein.

    Al terzo posto troviamo Leya Love di Cosmiq Universe AG, con un potenziale di 4.560 euro per post sponsorizzato. L’avatar si muove tra moda e attivismo ambientale.

    Alara X, al quarto posto, potrebbe guadagnare poco più di 4.200 euro per post. Il suo creatore, IAMX Digital Human, punta a portare avatar umanoidi nel metaverso.

    Thalasya POV, al quinto posto, può guadagnare 3.860 euro per post. È nota come il primo personaggio digitale umano indonesiano.

    Virtual influencer e collaborazioni con grandi marchi

    Noonoouri, al sesto posto, con un potenziale di circa 3.700 euro per post. È nota per il suo stile elegante e si fa promotrice della cultura vegana. Ha collaborato con marchi come Marc Jacobs e Balenciaga.

    Al settimo posto, IMMA. Vanta un guadagno potenziale di circa 3.500 per post, distinguendosi per la sua capacità di mettere insieme moda e arte contemporanea.

    Alexis Ivyedge e Aitana Lopez, rispettivamente all’ottavo e al nono posto, possono guadagnare fino a, rispettivamente, 3.050 euro e 2.800 euro per post.

    Chiude la classifica dei dieci virtual influencer, Shudu, “la prima top model digitale al mondo. Si piazza al decimo posto, con la possibilità di guadagnare fino a 2.340 euro per post.

    Come abbiamo visto, gli influencer virtuali sono generalmente gestiti da team di creativi e tecnologi che si occupano di: sviluppare la loro personalità; creare i loro contenuti; gestire le loro relazioni con le aziende.

    Il giro d’affari generato dagli influencer virtuali è ancora in fase di crescita. E si stima che nel 2024 possa raggiungere i 15 miliardi di dollari. Il numero degli influencer virtuali dovrebbe essere di circa 50 mila ad oggi.

    Virtual influencer e casi di studio

    Ecco alcuni casi di studio che vedono coinvolti virtual influencer:

    KFC e il Colonnello Sanders virtuale

    KFC ha creato un Colonnello Sanders virtuale, una versione iperrealistica del loro iconico fondatore. Il Colonnello Sanders virtuale è stato utilizzato in diverse campagne di marketing, tra cui spot televisivi, post sui social media e persino un gioco per cellulare. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness e le vendite di KFC.

    Lil Miquela e la collaborazione con Supreme

    Lil Miquela è una virtual influencer con oltre 3 milioni di follower su Instagram. Ha collaborato con diversi brand di moda, tra cui Supreme. La collaborazione con Supreme ha visto Lil Miquela indossare alcuni capi della collezione del brand in una serie di post sui social media. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare l’hype per la collezione di Supreme.

    Noonoouri e Balenciaga

    Noonoouri è una virtual influencer con oltre 300.000 follower su Instagram. È stata scelta da Balenciaga per essere la protagonista della campagna per la loro collezione Primavera/Estate 2023. La campagna ha visto Noonoouri indossare alcuni capi della collezione in una serie di post sui social media e video. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness di Balenciaga.

    Shudu Gram e Fenty Beauty

    Shudu Gram è la prima modella virtuale al mondo. È stata creata da Cameron-James Wilson, un fotografo britannico. Shudu Gram ha collaborato con diversi brand di bellezza, tra cui Fenty Beauty. La collaborazione con Fenty Beauty ha visto Shudu Gram indossare alcuni prodotti della collezione del brand in una serie di post sui social media. La campagna ha avuto un grande successo, contribuendo ad aumentare la brand awareness di Fenty Beauty.

    Imma e la sua collaborazione con Vogue

    Imma è una virtual influencer creata da Immagram, un’artista digitale italiana. È stata scelta da Vogue Italia per essere la protagonista della copertina del numero di settembre 2022. La copertina ha fatto molto discutere, ma ha anche contribuito ad aumentare la brand awareness di Vogue Italia e di Imma.

    Lil Miquela e BMW

    Lil Miquela ha collaborato con BMW per lo spot della iX2, tutt’ora in rotazione.

    La campagna si chiama “Make It Real” ed è stata lanciata nel 2024. Lil Miquela, un’influencer virtuale nota per il suo stile e la sua propensione a sfidare lo status quo, è protagonista dello spot in cui si immerge in un mondo digitale che la costringe a confrontarsi con la realtà e l’importanza delle connessioni umane.

    Alcuni dettagli in più sulla campagna “Make It Real”:

    Obiettivo: promuovere la nuova BMW ix2 e il suo connubio tra innovazione tecnologica e il valore dell’esperienza umana.

    Messaggio: invitare il pubblico a “tornare alla realtà” e vivere appieno le esperienze autentiche.

    La scelta di Lil Miquela: sfruttare la sua immagine innovativa e la sua capacità di generare discussioni sul rapporto tra reale e virtuale.

    Virtual influencer, il futuro in grande ascesa

    Il futuro degli influencer virtuali è assolutamente in ascesa. Sembra evidente che questo fenomeno è destinato a crescere nei prossimi anni. Insieme alla possibilità di generare guadagni elevati e all’interesse dei marchi verso questa forma di marketing.

    La chiave del successo per i virtual influencer sarà, quindi, la capacità di creare contenuti sempre più coinvolgenti. In grado di connettersi con un pubblico sempre più ampio e diversificato.

    L’ascesa degli influencer virtuali apre, dunque, nuovi interrogativi sul futuro del digital marketing e della comunicazione.

    Come cambierà il nostro rapporto con i brand? Quali saranno le implicazioni etiche di questa nuova tecnologia? E come distingueremo la realtà dalla finzione in un mondo sempre più virtuale?

    Queste sono solo alcune domande che, a fronte di questo fenomeno, viene naturale porsi.


    L’immagine di copertina è stata generata da ChatGPT di OpenAI con DALL·E 3

  • Su Threads inizia il test sugli argomenti di tendenza

    Su Threads inizia il test sugli argomenti di tendenza

    Dopo mesi di rumors, Threads lancia gli argomenti di tendenza, iniziando un test negli USA. Questa mossa potrebbe trasformare Threads in un’alternativa reale a Twitter, offrendo un racconto più in tempo reale.

    Su Threads arriveranno anche gli argomenti di tendenza, in stile Twitter. Anzi, X (“ex”). E così, va completandosi, e concretizzandosi, l’idea che l’app di Meta possa davvero considerarsi l’alternativa a quello che era Twitter. E da questo punto di vista c’è ancora molto da fare.

    Prima di vedere come funzioneranno i trend bisogna dire che dell’approdo dei trending su Threads si parla ormai da ottobre scorso. E un paio di settimane fa c’era stata una prima conferma del lancio del test.

    Trhreads e i trending topic, l’annuncio di Zuckerberg

    A dare l’annuncio è stato Mark Zuckerberg, CEO e proprietario di Meta, proprio su Threads. “Prende il via un piccolo test sugli argomenti principali di oggi sui Threads negli Stati Uniti. Lo pubblicheremo in più paesi e lingue una volta messo a punto…“. Questo il contenuto del messaggio che arriva, come dicevamo prima, dopo mesi e settimane di rumors.

    A ruota, il CEO di Instagram, Adam Mosseri, confermando quanto annunciato da Zuckerberg, ha spiegato che la funzionalità sugli argomenti di tendenza sarà disponibile nella pagina di ricerca e nel feed “Per te” dell’utente. Quindi la sezione che suggerisce i contenuti sulla base delle persone che si seguono.

    threads argomenti di tendenza franzrusso 2024

    Mosseri ha affermato anche che gli argomenti di tendenza saranno selezionati dai sistemi di intelligenza artificiale di Meta sulla base a ciò su cui le persone sono più coinvolte e verranno mostrate anche le tendenze politiche.

    Su Threads i trend gestiti dalla IA

    Sempre su Threads, Mosseri ha scritto: “Per quelli di voi che hanno richiesto una funzione di tendenza, stiamo lanciando un piccolo test negli Stati Uniti per aiutarvi a trovare argomenti tempestivi di cui le persone parlano. Gli argomenti di oggi nelle discussioni saranno nella pagina di ricerca e nel feed ‘Per te’. Gli argomenti sono determinati dai nostri sistemi di intelligenza artificiale in base a ciò su cui le persone stanno interagendo in questo momento su Threads“.

    I nostri specialisti dei contenuti – ha continuato Mosseri – esamineranno gli argomenti selezionati dai nostri sistemi di intelligenza artificiale per assicurarsi che non siano duplicati o confusi, ma, nel complesso, vogliamo che rappresentino accuratamente ciò che è effettivamente di attualità su Threads. Saranno ammesse le tendenze politiche“.

    In pratica, la scelta degli argomenti di tendenza avviene attraverso un algoritmo di apprendimento automatico che tiene conto di una varietà di fattori. Tra cui quanti utenti parlano di un particolare argomento e quanti utenti hanno interagito con i post sullo stesso argomento.

    Threads e trend, un team di specialisti coadiuva la IA

    Meta fa sapere che un team interno di specialisti sui contenuti garantirà che gli argomenti non violino le “Linee guida” della community del sito e “altre linee guida sull’integrità“.ù La società di Zuckerberg fa sapere anche che il team si assicurerà che non ci siano argomenti duplicati e che i temi presentati non siano “privi di senso o fuorvianti”.

    Gli utenti potranno segnalare contenuti potenzialmente fuorvianti nel caso in cui emerga un argomento che viola le linee guida ma non viene immediatamente rilevato dal team dei moderatori.

    threads argomenti di tendenza franzrusso 2024

    Meta, attraverso un suo portavoce, ha dichiarato nei giorni scorsi che non avrebbe suggerito contenuti politici. Ma la società ha confermato che la restrizione non si applicherà alla sua funzione degli argomenti di tendenza. “Il contenuto politico può essere un argomento”, ha un portavoce di Meta. “Rimuoveremo gli argomenti politici solo se violano le nostre Linee guida della community”.

    Threads e trend, adesso l’app è più vicina a Twitter

    L’introduzione degli argomenti di tendenza, trending topics, avvicina Threads all’idea di un’app che permetta il racconto in tempo reale. Una funzionalità richiesta a gran voce dagli utenti. Proprio per avvicinarsi sempre di più a quella che un tempo era Twitter.

    Su Twitter i trending topics apparvero nel giro di poco dal lancio della piattaforma, nel 2008. Più precisamente nel 2007 e poi l’anno successivo divenne effettiva. Una funzionalità che di fatto, insieme agli hashtag, ha definito al meglio le caratteristiche del racconto in tempo reale. Caratteristica tipica di Twitter.

    Ovviamente, è presto per dire come questa funzionalità potrà impattare su Threads. Ancora lontana dall’essere percepita come una vera alternativa di Twitter. Però, si tratta pur sempre di una funzionalità necessaria al giorno d’oggi.

    Inoltre, vedremo se e come questa funzionalità permetterà a Threads di superare questo 2024, un anno particolare, segnato da tante sfide da affrontare.

     

  • Threads permette ora di nascondere “Mi piace” e condivisioni

    Threads permette ora di nascondere “Mi piace” e condivisioni

    Threads introduce la funzione per nascondere i “Mi piace” e condivisioni. Il tentativo è quello di spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità dei contenuti. E al benessere mentale degli utenti eliminando lo stress dei like.

    I social media stanno vivendo un momento particolare, e non è iniziato adesso. La frammentazione è cominciata ormai mesi fa e sta mettendo in evidenza tante problematiche. Come lasciarsi trasportare dal numero di like, come se fossero l’unico metro di misura della propria esistenza. Un atteggiamento eccessivo.

    Ed ecco che le stesse piattaforme da tempo hanno cominciato ad attivare iniziative volte a superare la logica dei like e delle condivisioni.

    Una di queste è proprio portare attenzione al benessere degli utenti. Cominciando ad allentare la pressione che deriva dall’essere dipendenti dal numero dei like e dalle condivisioni.

    threads nasconde mi piace condivisioni franzrusso

    L’”economia dei like“, come la avevamo definita, ha generato stress, ansia, insoddisfazione. Allora, è sempre positivo mettere in evidenza, anche piccole, ma significative, che provano a superare questi problemi.

    La novità di Threads

    Da qualche giorno Threads, piattaforma approdata in UE nel dicembre scorso, ha introdotto una funzionalità che permette agli utenti di nascondere i conteggi dei “Mi piace” e delle condivisioni sui propri post.

    Questa mossa è da vedersi nel solco delle iniziative a cui facevamo riferimento prima. E quindi fare in modo che gli utenti interagiscano sui social media in maniera più salutare. E spingere verso un’esperienza online più controllata – da parte degli utenti – e personalizzata.

    In merito ai disagi provocati da un uso ossessivamente orientato all’apparire sui social media, e quindi legando la propria esistenza a fattori numerici, val la pena offrire qualche dato.

    I social media e la salute mentale

    Sono diversi gli studi che hanno evidenziato gli effetti potenzialmente dannosi dell’uso dei social media sulla salute mentale. Questi includono l’insoddisfazione dell’immagine corporea, il rischio di dipendenza e il coinvolgimento nel cyberbullismo. Comportamenti di “phubbing” (ignorare gli altri a favore del cellulare) e impatti negativi sull’umore.

    L’uso eccessivo ha portato ad un aumento della solitudine, alla paura di perdere qualcosa (FOMO – Fear Of Missing Out). E anche ad una ridotta soddisfazione e benessere soggettivo della vita. Gli utenti a rischio di dipendenza dai social media spesso segnalano sintomi depressivi e bassa autostima.

    Nonostante alcuni benefici attraverso interazioni sociali online gratificanti, è necessario sensibilizzare sui rischi associati all’uso eccessivo dei social media. Questi possono influenzare negativamente la salute degli utenti.

    È importante promuovere un uso più sano dei social media orientato a rendere più evidenti i rischi, al fine di generare esperienze sempre più bilanciate, sicure e salutari su queste piattaforme.

    Threads, approccio verso l’Utente

    Come dicevamo, Threads ha rilasciato di recente una funzione che consente agli utenti di nascondere i “Mi piace” e le condivisioni su ogni post. Questa opzione, estesa giàai post su Instagram, indica una tendenza emergente nell’industria dei social media: il passaggio da un ambiente dominato da metriche pubbliche a uno più focalizzato sul benessere dell’utente.

    Contesto: cambiamenti nel panorama dei social media

    Nel 2019, Instagram ha iniziato a rilasciare, sotto forma di test, l’opzione per permettere agli utenti di nascondere il contatore dei “Mi piace”, un esperimento che ha rivelato segnali positivi nel ridurre la pressione sociale e migliorare l’esperienza dell’utente.

    Una situazione che ha poi incoraggiato l’implementazione di funzionalità simili in altre piattaforme. E ora è il turno di Threads, restando sempre in casa Meta.

    Threads nasconde mi piace condivisioni franzrusso

    Trovate la funzionalità andando su Impostazioni>Privacy>Nascondi numero di “Mi piace e condivisioni”>Nascondi “Mi piace”.

    Threads e l’impatto sul benessere degli utenti

    La rincorsa ai like, sempre più ossessiva; l’esibizione ostentata di numeri ha finito per concentrare l’attenzione sulla quantità piuttosto che sulla qualità dei contenuti. Questo ha provocato come effetto l’impoverimento stesso del contenuto e, di conseguenza, della stessa relazione.

    Elemento spesso poco considerato è che la stessa metrica, il conteggio dei like, non ha molto valore perché non garantisce l’effettivo coinvolgimento da parte degli utenti. Rappresenta solo un insieme di numeri che, per quanti alti siano, non rispecchiano appieno l’azione in sé.

    Threads e Instagram: sinergia sempre più stretta

    Ora, sapendo che Threads si basa su Instagram, ci crea anche in questa occasione un legame sempre più stretto tra le due piattaforme. Gli utenti possono ora gestire la visibilità dell’engagement in modo coerente su entrambe le piattaforme, garantendo una maggiore coerenza nell’esperienza di condivisione.

    Threads prova a diventare piattaforma autentica

    Il passaggio a un ambiente più centrato sull’utente e meno focalizzato sui numeri rappresenta un cambiamento ormai necessario nella nostra interazione con gli altri, all’interno delle piattaforme social media.

    Con l’introduzione di questa funzionalità, Threads conferma le indicazioni generali della piattaforma madre. Anche se si tratta di due piattaforme diverse, è opportuno che anche Threads si ponga come luogo libero da schemi orientati alla esaltazione dell’immagine.

    Questo perché Threads è il luogo del contenuto, o prova ad esserlo. E ciò diventa ancora più vero se questa piattaforma si pone ancora come alternativa a Twitter.

  • Su Instagram si può impedire di espandere l’immagine profilo

    Su Instagram si può impedire di espandere l’immagine profilo

    Instagram introduce una funzione per bloccare l’ingrandimento dell’immagine profilo. Aumenta la privacy degli utenti, riducendo il rischio di comportamenti inappropriati e impersonificazione.

    Nell’era dei social media sappiamo bene tutti quanto sia rilevante il valore della privacy. Un aspetto su cui proprio Instagram ha dimostrato qualche mancanza negli ultimi anni.

    Con oltre 2 miliardi di utenti attivi, Instagram non è solo una piattaforma di condivisione. È anche un luogo dove la privacy è messa a dura prova. L’ultima novità, però, segna una piccola svolta significativa.

    Chissà quante volte vi sarete chiesti se qualcuno si sofferma a ingrandire la vostra immagine profilo. E se lo fa con insistenza. Nel momento in cui lo pensate, ecco che sale un po’ di preoccupazione. È un fatto logico.

    instagram impedire espansione immagine profilo franzrusso

    Ecco, arriviamo quindi al dunque. Quello che apparentemente sembra una opzione poco interessante, invece può rivelarsi assolutamente utile. E parliamo dell’ultima opzione attivata da Instagram che consente agli utenti di impedire ai visitatori di ingrandire l’immagine del profilo. Questa funzionalità, apparentemente poco utile, riflette però una crescente consapevolezza riguardo la privacy e la sicurezza online.

    La novità inizialmente è circolata grazie ad attenti osservatori sui social media. Ma adesso è disponibile per tutti gli utenti. Per attivarla, o meno, è sufficiente andare nelle impostazioni dell’app, alla voce: Impostazione e privacy> Privacy dell’account> Consenti espansione dell’immagine profilo.

    instagram impedire espansione immagine profilo app franzrusso.it

    La novità su Instagram per la privacy

    Oltre all’aspetto pratico, questa nuova opzione introdotta da Instagram può essere vista come una misura preventiva contro quello che comunemente viene definito “creeper behavior”. Ossia comportamenti indiscreti o inappropriati. Limitare l’ingrandimento delle immagini impedisce a terzi di osservare eccessivamente da vicino i dettagli delle foto. Un aspetto che può avere implicazioni significative per la sicurezza personale.

    Inoltre, questa funzionalità può contribuire a ridurre i rischi di impersonificazione. Spesso vengono utilizzate immagini del profilo rubate per creare account falsi. Limitando la possibilità di ottenere una versione ingrandita e chiara dell’immagine, Instagram rende più difficile per questi soggetti copiare le foto in modo convincente, contribuendo così a combattere la diffusione di account fasulli.

    Cosa si intende per creeper behavior

    Il termine “creeper behavior” si riferisce a comportamenti online che sono considerati inappropriati, indiscreti o invasivi. In particolare, nel contesto dei social media, questo comportamento include azioni come osservare eccessivamente da vicino o analizzare dettagliatamente le immagini e le informazioni di altri utenti senza il loro consenso.

    Elementi che caratterizzano il creeper behavior

    Ecco alcuni aspetti chiave del “creeper behavior”:

    • Osservazione eccessiva: un aspetto del creeper behavior include l’osservazione prolungata o eccessiva delle informazioni personali o delle immagini di un utente. Questo può includere l’ingrandimento ripetuto di foto per esaminare dettagli intimi o personali.
    • Violazione della Privacy: questo comportamento viola spesso la privacy personale, poiché implica un livello di attenzione o di interesse che va oltre la normale interazione sociale. Può creare disagio e sensazione di insicurezza nella persona che si sente osservata.
    • Intenti non espliciti: spesso, il creeper behavior non è accompagnato da interazioni dirette, come messaggi o commenti, il che lo rende più subdolo e difficile da identificare o affrontare.
    • Creazione di disagio: questo tipo di comportamento può causare ansia o disagio nella vittima, soprattutto se si sente che la propria immagine o informazioni vengono esaminate con intenti inappropriati o senza il proprio consenso.
    • Anonimato: nel contesto dei social media, il creeper behavior è facilitato dall’anonimato e dalla facilità di accesso alle informazioni personali che queste piattaforme offrono. Gli utenti possono esplorare profili e foto senza necessariamente rivelare la propria identità o intenzioni.

    Con l’introduzione di questa opzione, Instagram mostra una sensibilità maggiore verso le esigenze in fatto di privacy dei suoi utenti. Questi aggiornamenti hanno come obiettivo quello dare agli utenti il controllo sul modo in cui le loro informazioni personali vengono visualizzate e condivise. In un’era digitale dove la privacy è spesso in bilico, iniziative di questo tipo sono un passo importante verso la creazione di un ambiente online più sicuro e rispettoso per tutti.

  • Threads in UE, prime impressioni e come usarlo

    Threads in UE, prime impressioni e come usarlo

    Threads di Meta sbarca in UE, accolto con un certo entusiasmo. Questo per il fatto che l’atmosfera è più rilassata, dove conoscersi e riconoscersi. Ecco una piccola guida all’uso e alcune caratteristiche. Vedremo quanto durerà.

    Alla fine Threads è sbarcato in UE e, da quello che si vede, è stato accolto con grande entusiasmo dagli utenti italiani. Questo perché conserva ancora, nonostante il lancio avvenuto a luglio in 100 paesi, quell’atmosfera pulita dove tutti cercano tutti per capire come muovere i primi passi.

    Prima di fare qualche considerazione, veniamo alle notizie da rilevare.

    Alla fine Threads arriva in UE

    C’era molta attesa su questo lancio in UE per tutto quello che abbiamo raccontato in questi ultimi giorni qui. Attesa e curiosità, ovviamente. Ma c’era l’incognita su come gli utenti UE avessero potuto usare la nuova piattaforma.

    thread in ue 2023 impressioni uso franzrusso

    Questo perché, essendo di fatto un’app che nasce su Instagram, l’app condivide molti dati degli utenti in maniera nativa. Situazione che andava a confliggere con il DMA, Digital Markets Act, il regolamento UE che sarà pienamente in vigore dal prossimo mese di marzo. E questo conflitto è il motivo per cui Meta aveva deciso a luglio di evitare il lancio di Threads in UE. Evitando così di esporre l’app a sospensione e infrazione.

    Threads e la possibilità di usarlo senza iscriversi

    Da ieri si è compreso l’escamotage che ha permesso a Threads di affacciarsi in altri 27 paesi (arrivando così ad essere disponibile in 127 paesi). E consiste nella possibilità di poter usare l’app senza essere scritto. Quindi visionando i contenuti ma senza poterne creare di nuovi.

    L’altra modalità di accesso è quella che permette l’iscrizione, è il caso di dire, automatica attraverso Instagram. In questo modo Meta è al sicuro di poter agire in regola, lasciando la scelta agli utenti.

    https://www.threads.net/@zuck/post/C01LXhDrCAM/?igshid=NTc4MTIwNjQ2YQ%3D%3D

    Val la pena ricordare che Threads da ieri è disponibile in UE per circa 485 milioni di utenti. Significa poter raggiungere in poche settimane il traguardo di 150 milioni già forse entro la fine di questo mese.

    Però, c’è un però. Perché se è vero che al momento su Threads si respira un’aria sana, senza forzature, urla. Senza quella tossicità che sembra ormai aver preso piede su X. È anche vero che dal giorno del suo lancio l’app, con una partenza a razzo, perse l’80% degli utenti e engagement.

    Al momento è forse bene adottare un atteggiamento prudente e provare a godere della bellezza dei social media. Che è quella di connettere le persone che condividono contenuti, aperti alla conversazione e al confronto.

    https://www.threads.net/@franzrusso/post/C01wwSzx2fG

    Perché alla fine questo è il vero motivo per cui sono nati (originariamente social network). Credo che molto poi dipenda da noi. Dal modo in cui vogliamo porci e dal modo in cui vogliamo usare questi strumenti. Strumenti e non contenitori di esistenze.

    Threads: guida veloce all’uso

    Ora, detto questo, vediamo un po’ di riassumere, a beneficio di tutti, come funziona e quali le ultime novità di Threads.

    Threads, feed diviso in due: Per te e Segui già

    La piattaforma offre due modalità di visualizzazione dei contenuti, con due timeline differenti.

    • Per te: dove sono selezionati i post degli account che segui e di quelli consigliati in base ai tuoi interessi e alle persone che si seguono.
    • Segui già: qui sei vedono i contenuti degli account che si seguono, in ordine cronologico da quando sono stati pubblicati.

    Threads, che ricordiamo è l’app testuale di Meta, ha introdotto diverse funzionalità. Passiamo ad una breve guida su come muoversi su questa nuova piattaforma.

    Threads, primi passi da seguire

    • Creazione dell’Account: Per creare un account su Threads, è necessario utilizzare il proprio profilo Instagram e il numero di telefono. Si accede al sito ufficiale di Threads, si clicca su “Continua con Instagram”, si effettua il login e si autorizza la creazione del profilo​​. Come dicevamo in apertura di questo articolo, è possibile usare Threads senza registrarsi, quindi senza avere la possibilità di creare contenuti.
    • Personalizzazione del Profilo: Si può personalizzare il profilo Threads aggiungendo una breve biografia e un link. È possibile importare la biografia e i link direttamente da Instagram. Inoltre, si può scegliere tra un profilo pubblico, visibile a tutti, o un profilo privato, accessibile solo ai follower approvati​​.
    • Seguire account Instagram su Threads: È possibile seguire gli stessi account di Instagram su Threads. Durante la configurazione, si può scegliere di seguire tutti gli account Instagram esistenti o selezionare specifici profili da seguire​​.
    • Funzionalità dei Post: Ogni post su Threads può contenere fino a 500 caratteri, includendo testo, immagini, link e video fino a 5 minuti. È possibile condividere i post di Threads nelle storie di Instagram. Gli utenti hanno anche strumenti per personalizzare la visualizzazione dei contenuti, come aggiungere parole nascoste per filtrare risposte specifiche o bloccare, non seguire, o segnalare profili. Se si blocca un utente su Instagram, sarà automaticamente bloccato anche su Threads​​. È possibile, come accade su Instagram, nascondere il numero dei “mi piace” dai post.

    Su Threads si possono modificare i post

    • Modifica dei post: è possibile modificare i contenuti, anche senza pagare. Una volta pubblicato il contenuto scatta un countdown alla rovescia della durata di 5 minuti. In quel lasso di tempo è possibile modificare il contenuto.
    • Interfaccia Utente: L’app è suddivisa in cinque sezioni principali:
      • Home: Visualizza i post degli utenti seguiti e suggeriti dalla piattaforma.
      • Scrivi: Permette di scrivere nuovi thread, con la possibilità di aggiungere foto o video.
      • Cerca: Per cercare nuovi utenti in base agli interessi.
      • Profilo: Dedicato al profilo personale e alle impostazioni di privacy.
      • Attività: Mostra la propria attività, inclusi Tutto, Risposte, Verificati e Menzioni​​.
    • Cancellazione Account: tema, questo della cancellazione dell’account, che ha molto diviso gli utenti. Infatti, in prima battuta, la cancellazione dell’account Threads comportava anche la cancellazione dell’account Instagram. Ora, dopo mesi, si è arrivati alla conclusione che l‘account Threads può essere cancellato, senza per questo cancellare anche quello Instagram. Quindi, da questo punto di vista, gli utenti posso stare tranquilli.

    Threads, caratteristiche e novità

    Ecco un breve dettaglio delle sue caratteristiche principali:

    • Integrazione con ActivityPub: questa è una delle novità più significative. L’integrazione con il protocollo ActivityPub permette agli utenti di Threads di condividere i propri post su piattaforme abilitate a ActivityPub, come Mastodon. Questo passo rappresenta un importante avanzamento verso l’integrazione e l’apertura nel fediverso, una rete decentralizzata di servizi di social media​​.
    • Funzionalità Tags: simili agli hashtag di Instagram, i tags in Threads sono utilizzati per facilitare la discussione su argomenti specifici. A differenza di Instagram, però, possono essere utilizzati una sola volta per post, e sono inseriti direttamente nel post o nelle parole in modo simile a un hyperlink. Questo sistema mira a semplificare l’aggiunta di argomenti specifici ai post e a facilitare la connessione con altri utenti interessati agli stessi argomenti​​. Non esiste ancora un elenco di tag emergenti o più usati.
    • Condivisione del contenuto su più Piattaforme: Threads è stata concepita come un’app decentralizzata o federata, che consente agli utenti di postare contenuti visualizzabili da chiunque su altre app social e viceversa​​.

    Threads è integrata a Instagram

    • Integrazione con l’account Instagram: utilizzando lo stesso backend di Instagram (Python Django), gli utenti possono accedere a Threads con il proprio account Instagram, semplificando il processo di configurazione e onboarding​​.
    • Sviluppo su iOS e Android: Le app mobile di Threads sono state sviluppate principalmente con Swift su iOS e Jetpack Compose su Android. Alcune funzionalità come la ricerca per parole chiave e la messaggistica privata sono state inizialmente messe in attesa per aggiornamenti futuri​​.
    • Obiettivo di Interoperabilità: l’obiettivo di Meta con Threads è rendere i contenuti sociali interoperabili come le email. Lavorando sull’integrazione con ActivityPub, Threads permetterà agli utenti di distribuire i loro post su altre app social e di visualizzare contenuti di creator presenti su altre piattaforme​​.
    • Nuove funzionalità e miglioramenti: Threads ha recentemente introdotto diverse nuove funzionalità e aggiornamenti, tra cui un feed per gli utenti seguiti, la possibilità di modificare l’alt-text e la condivisione di un Thread tramite direct message su Instagram. Inoltre, Meta ha iniziato a testare la ricerca per parole chiave, che verrà presto implementata in più lingue e paesi​​.

    Questo è il primo, veloce, resoconto sul primo giorno di Threads in UE e alcuni veloci veloci accorgimenti. Come detto, al momento è forse bene lasciarsi coinvolgere da questa atmosfera rilassata. E sperare che duri ancora per un bel po’.

  • Threads il lancio in UE è previsto il 14 dicembre

    Threads il lancio in UE è previsto il 14 dicembre

    Threads di Meta sarà lanciato in UE il 14 dicembre. Nonostante manchi l’annuncio ufficiale, si può ipotizzare una versione ridotta a causa del DMA.

    A fine novembre avevamo riportato l’indiscrezione, lanciata dal Wall Street Journal. Si trattava del lancio di Threads in UE che sarebbe avvenuto entro il mese di dicembre 2023. E così sarà. Anzi, più precisamente lo sbarco è previsto per giovedì 14 dicembre alle ore 12, a ora di pranzo quindi.

    Non c’è un annuncio ufficiale da parte di Meta, ma i “biglietti” sono disponibili. Già, perché è possibile prenotare il “biglietto” nelle Impostazioni di Instagram. Una trovata per confermare che lo sbarco avverrà per davvero. E poi sul sito Threads.net è attivo il conto alla rovescia. Ormai manca più o meno 1 giorno.

    E così, dopo il lancio avvenuto lo scorso luglio in 100 paesi (Stati Uniti e altri 99 paesi, esclusi, appunto, Unione Europea, Cina, Iran, Russia e altri 63 paesi), Threads si appresta ad approdare anche in UE. Con un carico di oltre 100 milioni di utenti attivi.

    Ma in che versione la potranno usare gli utenti dei 27 paesi che aderiscono alla UE?

    Threads lancio in UE 14 dicembre 2023 franzrusso

    Threads, lancio in Ue in versione ridotta

    E questa è la domanda che tutti si stanno ponendo in queste ore. Come detto, non vi è ancora l’annuncio ufficiale da parte di Meta. E, quindi, non è spiegato come Threads sarà disponibile.

    Come si scriveva in paio di settimane fa, riportando i rumors (poi verificati) del WSJ, Threads dovrebbe essere disponibile in UE in una versione aderente a ciò che richiede il DMA, il Digital Markets Act. Questo potrebbe comportare che Meta offrirà agli utenti dell’UE la possibilità di utilizzare Threads esclusivamente per il consumo senza un profilo che consenta loro di creare i propri post. Significa che gli utenti non dovranno necessariamente creare un profilo per visualizzare i post. Ma potrebbero doverne creare uno per la pubblicazione.

    Siamo nell’ordine delle ipotesi. Molto probabili, ma sempre ipotesi.

    Val la pena di sottolineare che Meta, insieme ad altri giganti tecnologici come Microsoft e Apple, sono stati formalmente designati come “gatekeeper” ai sensi della legge a luglio. Sottoponendoli a nuove regole relative al consenso dell’utente e alla protezione dei dati. Fino ad oggi, non è chiaro se sono state apportate modifiche all’esperienza di Threads nella UE in seguito all’osservazione di queste regole.

    Per chi non fosse particolarmente informato sul significato di “gatekeeper” ecco una breve spiegazione.

    Cosa significa “gatekeeper”

    Il termine “gatekeeper”, nel contesto del Digital Markets Act (DMA) dell’UE, si riferisce a grandi piattaforme tecnologiche che hanno un ruolo dominante nel mercato digitale e che possono controllare l’accesso a determinati mercati o servizi online.

    Queste piattaforme agiscono come “custodi del cancello” (ecco da dove nasce il termine gatekeeper), determinando quali aziende e servizi possono raggiungere i consumatori e come.

    Questo ruolo di gatekeeper può portare a pratiche anticoncorrenziali, come favorire i propri servizi a discapito di quelli dei concorrenti o imporre condizioni ingiuste agli sviluppatori di app e ad altri operatori del mercato.

    La normativa DMA mira a regolamentare queste grandi piattaforme. Stabilendo regole eque per garantire la concorrenza. Al fine di proteggere i consumatori e le piccole imprese dall’abuso di posizione dominante da parte dei gatekeeper.

  • Meta prevede il lancio di Threads in UE a dicembre

    Meta prevede il lancio di Threads in UE a dicembre

    Meta si prepara a lanciare Threads in UE a dicembre, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Threads è quindi alla prova delle regole e del mercato UE, per nulla facile. Sarà anche il modo per capire se davvero Meta ha le idee chiare.

    Avevamo scritto, appena 20 giorni fa, che il lancio di Thread di UE si sta avvicinando. E così sembra per davvero.

    Di Threads, sin dall’inizio, abbiamo detto tante cose. Dal lancio, avvenuto lo scorso luglio col blotto, la piattaforma di Meta ha introdotto diverse novità, tra cui anche gli hashtag. Ma abbiamo sempre sottolineato che per una migliore riuscita della piattaforma, soprattutto dopo l’avvio altalenante, e poi decadente, sarebbe servito estendere l’app in UE.

    Ora, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sembra che Meta abbia in programma di lanciare Thread in UE nel mese di dicembre. A conferma del fatto che, come abbiamo riportato, il lancio sarebbe avvenuto entro la fine dell’anno.

    Threads pronto per l’UE

    Come sappiamo, Meta sin dal lancio ha preferito fa slittare lo sbarco in UE per il fatto che le regole comunitarie sono molto rigide. L’app che si poggia a Instagram richiede la condivisione di una serie di dati sensibili. Per questo motivo Meta aveva deciso di non lanciare subito l’app in UE.

    Infatti, il DSA dell’UE stabilisce una serie di nuovi requisiti per le grandi piattaforme tecnologiche. Riguardo termini di segnalazione, controllo dei dati degli utenti, normative sulla privacy, e altro ancora. Senza dimenticare il DMA.

    threads arrivo ue dicembre 2023 franzrusso

    Per essere in regola con i regolamenti dell’UE, Meta offrirà agli utenti dell’UE la possibilità di utilizzare Threads esclusivamente per il consumo senza un profilo che consenta loro di creare i propri post. Questo significa che gli utenti non dovranno necessariamente creare un profilo per visualizzare i post. Ma potrebbero doverne creare uno per la pubblicazione.

    Threads alla prova del mercato UE, reggerà?

    Tra le tante novità lanciate in questi mesi, nelle scorse settimane Meta ha dato la possibilità di cancellare il proprio account su Thread senza per forza cancellare anche quello Instagram. Su cui inizialmente era poggiato.

    Questa parrebbe, dunque, la soluzione trovata per poter portare Threads in UE. Anche se sarebbe interessante vedere come Meta intende realizzare un feed algoritmico per un utente senza alcun profilo. Inoltre, non è chiaro se saranno in grado di seguire altri profili.

    Vedremo come andrà.

    Restiamo dunque in attesa, anche se al momento si può fare una veloce considerazione. Lo sbarco in UE porterebbe sicuramente nuovi utenti, a fronte degli appena 100 milioni di oggi. Permetterebbe a Threads di attrarre qualcosa come 40 milioni di nuovi utenti. E sicuramente si troverebbe ad affrontare un banco di prova non da poco.

    Sarebbe l’occasione per capire se davvero Threads può sostituire Twitter, nel momento in cui X di Elon Musk deve far fronte ai continui sbalzi di umore del miliardario. E nel momento in cui le grandi aziende fuggono da X per portare gli investimenti pubblicitari altrove.

    Il problema però è che cosa vuole fare Meta di Threads . Questa è la vera domanda. E alla vigilia dello sbarco in un mercato così complesso e difficile, come quello UE, è doveroso avere le idee chiare.

    Il rischio è quello di perdere una grande occasione. E, purtroppo, non è un rischio ipotetico.

     

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