Categoria: Instagram

Tutte le notizie e le informazioni su Instagram, l’app di photo sharing di proprietà di Facebook.

  • Instagram, adesso si possono scaricare i Reel pubblici

    Instagram, adesso si possono scaricare i Reel pubblici

    Instagram introduce la possibilità di scaricare i Reels pubblici, migliorando così l’esperienza utente e stimolando la creatività.

    Instagram continua a sviluppare la forma dei contenuti in formato breve, permettendo ora a tutti gli utenti di scaricare i Reels pubblici. Questa mossa, annunciata inizialmente per gli utenti statunitensi a giugno, è ora disponibile a livello globale, aprendo così nuove vie per la condivisione e l’interazione dei contenuti.

    La possibilità di scaricare Reels pubblici rappresenta dunque una nuova evoluzione per la piattaforma. Fino ad ora, gli utenti potevano solo visualizzare i Reels all’interno dell’app. Con questa nuova funzionalità, Instagram permette agli utenti di salvare i loro Reels preferiti e di accedervi offline. In questo modo si ha un maggiore controllo sui contenuti e una maggiore flessibilità nell’uso.

    Alimentare la creatività coi Reel

    Instagram, con questa novità, prevede un incremento nell’uso e nella condivisione di questi contenuti. Sia all’interno dell’app che in altri contesti. Potenzialmente potrebbe alimentare la creatività degli utenti, incentivando la produzione di contenuti ancora più coinvolgenti e innovativi.

    Come Scaricare i Reel da Instagram

    Con l’ultimo aggiornamento di Instagram, scaricare i Reel pubblici è davvero semplice e diretto. Ecco i passaggi per salvare i Reel preferiti:

    instagram download reel franzrusso 2023 mosseri

    1. Trova il Reel: naviga all’interno di Instagram e trova il Reel che desideri scaricare.
    2. Menu delle Opzioni: clicca sui tre punti verticali situati nell’angolo in alto a destra del Reel per aprire il menu delle opzioni.
    3. Scarica il Reel: seleziona l’opzione “Scarica” o “Salva” nel menu. Il Reel verrà scaricato e salvato all’interno del dispositivo.
    4. Accedi ai Reel Salvati: una volta scaricato, puoi trovare il Reel nella galleria del tuo smartphone o nella cartella dei download.
    5. Guarda Offline: i Reel scaricati possono essere visualizzati offline, anche senza una connessione internet.

    La visione di Instagram

    Adam Mosseri, il capo di Instagram, ha sottolineato l’importanza di questa funzionalità come un nuovo modo per condividere i contenuti di Reels. Sembra evidente che Instagram, con questa mossa, punta a consolidare ulteriormente la sua posizione come leader nel settore dei contenuti brevi, competendo con piattaforme come TikTok.

    Quindi, questo aggiornamento è per Instagram un momento significativo. Individua un nuovo approccio ai contenuti video brevi. Offre così maggiore flessibilità e controllo, migliorando l’esperienza utente. Ma apre anche la strada a nuove forme di interazione e creatività.

  • Threads, potrebbe essere più vicino il lancio in UE

    Threads, potrebbe essere più vicino il lancio in UE

    Threads di Meta potrebbe essere lanciato presto in UE. Tra le implicazioni normative e le strategie, a pagamento, di Meta, potrebbe aprirsi presto uno spiraglio.

    Qualche giorno fa Alessandro Paluzzi, non nuovo a questo genere di scoperte, ha condiviso uno screenshot. Nell’immagine si vede, dal backend di Threads, la scritta “Threads EU launch. Questo potrebbe preludere a un rilascio dell’app imminente. Ma potrebbe trattarsi anche solo di una sorta di reminder interno.

    Di fatto, esiste la possibilità che Threads venga rilasciata in UE. Lo stesso Mosseri si è augurato nelle scorse settimane che questo possa avvenire in tempi brevi. Ma non è detto che il tutto possa sbloccarsi in tempi relativamente brevi. Già in agosto c’era stata qualche avvisaglia.

    Meta, Threads e il contesto normativo UE

    Per essere più precisi, Threads in UE non è stata mai rilasciata. Per il semplice fatto che l’app, poggiandosi su Instagram, richiede una serie di dati che potrebbe incorrere in un possibile blocco da parte della Commissione UE. Di fatto, da parte delle istituzioni UE non c’è mai stato alcun intervento diretto sulla questione.

    Al lancio, il capo di Instagram, Adam Mosseri, disse che Threads non sarebbe stato disponibile per gli utenti europei a causa dell’implementazione del nuovo Digital Markets Act (DMA) dell’UE.

    threads possibile arrivo ue franzrusso

    Il DSA stabilisce una serie di nuovi requisiti per le grandi piattaforme tecnologiche. Riguardo termini di segnalazione, controllo dei dati degli utenti, normative sulla privacy, e altro ancora.

    Questa è la situazione ad oggi ed è bene specificarla. A scanso di equivoci e per aver ben chiari quelli che sono i fatti.

    Tornando a quanto rilevato da Paluzzi nel suo screenshot, è necessario fare qualche considerazione, alla luce anche delle ultime mosse di Meta.

    Meta, l’UE e le versioni a pagamento di Facebook e Instagram

    Come sapete, la società di Mark Zuckerberg ha lanciato una modalità a pagamento, che riguarda Facebook e Instagram, in modo tale da non visualizzare annunci pubblicitari. Si tratta di una sorta di scappatoia rispetto a quelle che sono le norme vigenti in UE

    La versione a pagamento è quindi una reazione alle norme UE, come si diceva prima. Si tratta di norme che regolano la modalità di raccolta e utilizzo dei dati degli utenti nei paesi dell’Unione Europea.

    threads possibile arrivo ue paluzzi franzrusso.it

    Meta, all’interno del suo comunicato, ha citato la decisione, del luglio scorso, della Corte di giustizia dell’UE. Sentenza che le ha dato torto. La Corte, in quella occasione, affermò che le aziende dovrebbero prendere in considerazione l’offerta di un servizio alternativo per i clienti che non vogliono che i loro dati vengano raccolti e venduti agli inserzionisti.

    Cosa dice la sentenza della Corte UE contro Meta

    Nella sentenza della Corte del 4 luglio scorso, che ha visto di fronte Meta e il Bundeskartellamt, il garante per la concorrenza tedesco, si legge:

    Pertanto, tali utenti devono disporre della libertà di rifiutare individualmente, nell’ambito della procedura contrattuale, di prestare il loro consenso a operazioni particolari di trattamento di dati non necessarie all’esecuzione del contratto, senza essere per questo tenuti a rinunciare integralmente alla fruizione del servizio offerto dall’operatore del social network online, il che implica che a detti utenti venga proposta, se del caso a fronte di un adeguato corrispettivo, un’alternativa equivalente non accompagnata da simili operazioni di trattamento di dati“.

    Continueremo a sostenere un Internet supportato dalla pubblicità, anche con la nostra nuova offerta di abbonamento nell’UE, nel SEE e in Svizzera”, ha dichiarato la società nel suo comunicato. “Ma rispettiamo lo spirito e lo scopo di queste normative europee in evoluzione e ci impegniamo a rispettarle”.

    Vi starete chiedendo il perché di tutto questo. E una risposta, per certi versi, c’è. Meta è ben consapevole che da questa formula a pagamento ricaverà ben poco, se non nulla. Resta comunque una modalità attraverso la quale gli utenti esprimeranno una opinione chiara.

    In poche parole, questo consentirà all’azienda di continuare a tracciare i dati degli utenti, non paganti, che visualizzano la pubblicità. Tecnicamente ora gli utenti hanno un modo per rifiutare l’opzione e continuare a utilizzare le app in maniera gratuita. Come sempre, del resto. Diverso il caso in cui l’utente decide di pagare, i suoi dati non possono essere tracciati.

    Meta e il lancio di Threads in UE: un’ipotesi

    Si tratta quindi di una condizione che permetterebbe a Meta di poter rilasciare Threads nella UE. Attraverso l’opzione a pagamento per evitare gli annunci pubblicitari, Meta potrebbe provare a lanciare la sua app, da sempre presentata come alternativa a quella che fu Twitter.

    La nuova app, specie nelle ultime settimane, ha vissuto un percorso molto complicato. Si è assistito ad un lancio da record – 100 milioni di utenti in soli 5 giorni -, per poi vedere il tutto sgonfiarsi nel giro di poche settimane.

    Al momento, il lancio di Thread in UE potrebbe essere per Meta una boccata di ossigeno dal punto di vista degli utenti. Per poi provare, sul serio, a diventare davvero una app per le notizie e le informazioni.

    Il momento è propizio. Perché ogni qual volta Musk annuncia una novità su X o esplicita qualche sua considerazione, questo si traduce in un allontanamento degli utenti dalla piattaforma. Threads potrebbe approfittarne.

    Sappiamo anche che Zuckerberg crede molto nelle potenzialità di Threads.

    Potrebbe essere che quello screenshot non significhi nulla. Ma potrebbe anche essere che Meta si sta preparando al lancio di Threads in UE, a fronte di queste considerazioni. L’aggiornamento è assolutamente dovuto.

  • Nuova campagna Meta su sicurezza Instagram per adolescenti e genitori

    Nuova campagna Meta su sicurezza Instagram per adolescenti e genitori

    Meta lancia una campagna in Italia per sensibilizzare su strumenti di sicurezza di Instagram. L’iniziativa mira a proteggere gli adolescenti online e a coinvolgere genitori ed educatori nella gestione dell’uso dei social.

    Negli ultimi anni, la sicurezza online è diventata una preoccupazione crescente per molti utenti. In particolare, per i genitori di adolescenti che navigano nel vasto mondo dei social media. Instagram, una delle piattaforme social più popolari al mondo, ha messo in atto diverse misure per garantire che i suoi utenti possano esprimersi in un ambiente sicuro e protetto. Queste misure includono strumenti di sicurezza, impostazioni sulla privacy e funzionalità di sicurezza specifiche.

    Ma cosa sta facendo Meta, la società madre di Instagram, per rafforzare ulteriormente queste misure e sensibilizzare su di esse?

    Meta lancia una campagna di sensibilizzazione in Italia

    Oggi, 6 novembre 2023, Meta ha annunciato il lancio di una campagna pubblicitaria in Italia. L’obiettivo è far conoscere a un pubblico più ampio gli strumenti di sicurezza di Instagram. Questa mossa segue il successo di campagne simili nel Regno Unito, in Francia e in Belgio.

    La campagna, sviluppata dall’agenzia creativa SS+K con il supporto del dipartimento creativo interno di Meta, mira a raggiungere genitori, educatori e famiglie attraverso vari canali, tra cui online, social, streaming, OOH, radio e TV.

    Strumenti di sicurezza e supervisione

    instagram sicurezza adolescenti genitori franzrusso.it

    Uno degli strumenti chiave promossi dalla campagna è la “Supervisione Genitori”. Questo consente ai genitori di monitorare e gestire il tempo che i loro figli trascorrono su Instagram. Lo strumento offre la possibilità di visualizzare il tempo trascorso online, impostare limiti di tempo specifici e ricevere notifiche su varie attività, come la segnalazione o il blocco di account e post.

    La campagna evidenzia altre funzionalità utili, come la modalità “non disturbare”. Questa permette agli adolescenti di disconnettersi e rilassarsi durante le ore notturne, limitando le interazioni con amici e follower.

    L’impegno di Meta

    Laura Bononcini, Public Policy Director di Meta per il Sud Europa, ha sottolineato l’importanza di questa campagna, affermando che l’obiettivo principale è rendere l’esperienza online degli adolescenti sempre più sicura. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale che sia i genitori che gli educatori siano coinvolti e informati sugli strumenti disponibili.

    Meta ha anche lanciato il progetto “Genitori Connessi”. Un’iniziativa di sensibilizzazione che mira a educare genitori ed educatori sull’importanza di un uso responsabile dei social media da parte degli adolescenti. Questo progetto vede la partecipazione di 13 figure influenti, tra cui genitori, educatori ed esperti, che fungono da ambasciatori dell’iniziativa.

    In conclusione, la sicurezza online è una priorità per Meta e la sua piattaforma Instagram. Con il lancio di questa campagna in Italia, l’azienda spera di sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone sugli strumenti e le risorse disponibili per garantire un’esperienza online sicura e positiva per adolescenti e famiglie.

  • Meta pronta a lanciare la versione web di Threads

    Meta pronta a lanciare la versione web di Threads

    Meta è pronta a lanciare la versione web di Threads. L’app di testo, presentata come la vera alternativa a Twitter/X, dopo la partenza a razzo, viene usata sempre di meno dagli utenti. E resta ancora non disponibile nella UE.

    Meta ha annunciato il lancio della versione web/desktop di Threads, l’applicazione di testo di Menlo Park, già all’inizio di questa settimana, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Si tratta di una delle novità più significative tra le funzionalità richieste dagli utenti di Threads che ormai da settimane chiedono l’implementazione di nuove funzionalità. L’app, lanciata agli inizi dello scorso mese di lugli, è stata inizialmente ben accolta anche se, col passare delle settimane, il suo utilizzo è diminuito progressivamente.

    Sebbene fosse possibile visualizzare i post specifici dei thread sul web, l’accesso era limitato, poiché l’app era principalmente concepita per i dispositivi mobili.

    Adam Mosseri, il capo di Instagram, ha annunciato che una versione web di Threads è in fase di test interni e sarà presto disponibile al pubblico. Anche se la data di lancio definitiva potrebbe subire delle variazioni, sembra probabile che l’annuncio ufficiale avverrà entro l’inizio della settimana.

    Mosseri ha chiarito che la versione attuale della versione web potrebbe presentare alcune imperfezioni, ma l’azienda sta lavorando per renderla completamente funzionale prima del rilascio ufficiale.

    threads versione web franzrusso.it

    Evidentemente, questa mossa è un tentativo da parte di Meta di rilanciare Threads e di provare ancora ad imporsi come vera alternativa a Twitter/X.

    Ricorderete tutti che quando è stata lanciata, Threads è diventata l’app più veloce a raggiungere i 100 milioni di download, raggiungendo questo traguardo in soli cinque giorni. Ma, nonostante la partenza a razzo, il suo utilizzo è diminuito rapidamente, soprattutto a causa delle notevoli carenze di alcune funzionalità, tra cui l’assenza di una versione web completa.

    Meta, di recente, ha cercato di migliorare l’app introducendo alcune nuove funzionalità, tra cui la possibilità di impostare le notifiche per i post degli account e la visualizzazione dei post in un feed cronologico. Sono state aggiunte etichette per i media controllati dallo stato in risposta a segnalazioni di episodi di propaganda.

    Eppure, nonostante tutti questi sforzi, l’utilizzo di Threads è diminuito drasticamente, con un calo dell’85% rispetto al mese successivo al suo lancio. Da un picco di quasi 50 milioni di utenti attivi giornalieri in tutto il mondo, il numero è sceso a meno di 10 milioni.

    In confronto, X Corp., precedentemente conosciuta come Twitter, conta circa 363,7 milioni di utenti attivi mensili. Twitter/X ha riportato 238 milioni di utenti attivi giornalieri nel luglio 2022.

    L’introduzione di una versione web di Threads potrebbe essere fondamentale per Meta per aumentare la popolarità dell’app anche su Internet, contribuendo così a contrastare la concorrenza con Twitter/X.

    Oltre alla versione web, il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha annunciato che l’azienda sta pianificando di migliorare la funzione di ricerca nell’app Threads nelle prossime settimane. Attualmente, gli utenti possono cercare profili utente ma non possono effettuare ricerche di post utilizzando parole chiave. Uno sforzo che mira a potenziare ulteriormente l’app e a soddisfare le esigenze degli utenti.

    Vale la pena ricordare che, come tutti già sanno, Threads non è disponibile all’interno della UE. Un dato questo rilevante anche in termini numeri, ma che è reso necessario dal fatto che l’app non è ancora in grado di soddisfare i requisiti delle norme UE in fatto di privacy.

    In queste settimane Meta, così come altre società proprietarie di piattaforme social media e servizi digitali, è sottoposta ad una ulteriore prova di conformità al Digital Services Act. La data del 25 agosto si avvicina e a quella data le società devono adempiere agli obblighi richiesti, pena una severa mula che potrebbe arrivare anche al 10% del fatturato realizzato a livello globale.

    Ma su questo torneremo più avanti.

  • Threads, l′app di Meta inizia già a perdere fascino

    Threads, l′app di Meta inizia già a perdere fascino

    Threads inizia a perdere fascino tra gli utenti dopo il fulminante successo. I dati mostrano che l’engagement degli utenti è diminuito del 70% e il numero degli utenti è calato a 13 milioni. Meta cerca di correre ai ripari.

    E siamo qui a scrivere nuovamente di Threads, l’app di Meta presentata al globo social media come la vera novità capace di attrarre anche gli utenti delusi di Twitter ma che, invece, a distanza di pochi giorni dal lancio, sta riscontrando qualche problema.

    Come sappiamo, il lancio di Threads ha ottenuto un successo iniziale che ha portato l’app a segnare un record difficilmente ripetibile, e cioè oltre 100 milioni di utenti registrati nel giro di 5 giorni.

    Solo che l’engagement degli utenti è calato rapidamente e ora Meta sta accelerando l’introduzione di nuove funzionalità per cercare di invertire la tendenza. E chissà se ci riuscirà.

    Tutto questo perché si torna a parlare, a distanza di pochi giorni in cui si era giù rilevata la tendenza calante, dei numeri che sono ormai inflessione.

    Secondo le stime di Sensor Tower, che si occupa di ricerche di mercato e di social intelligence, il numero di utenti attivi giornalieri su Threads è diminuito a 13 milioni, in calo di circa il 70% rispetto al picco del 7 luglio (erano 23,5 milioni una settimana dopo). Anche il tempo medio di permanenza degli utenti sulle app iOS e Android è diminuito da 19 minuti a 4 minuti.

    threads calo utenti engagement 2023 franzrusso.it

    Posto tutto questo, e sappiamo quanto davvero sia difficile oggi fare breccia nel panorama dei social media anche per una realtà come Meta, ci sono diversi motivi per cui Threads sta perdendo interesse tra gli utenti.

    Prima di tutto, secondo quanto riportano gli utenti che la stanno usando (ricordando sempre che l’app non è ancora stata lanciata in UE) l’app è molto simile a Instagram e molti utenti non riescono a vedere il bisogno di dotarsi di due app simili.

    Poi, Threads non offre ancora molte funzionalità che sono disponibili su altre app, come Twitter, ad esempio, o Reddit per restare in tema Usa. Infine, Threads è ancora in fase di sviluppo e gli utenti si lamentano dei diversi bug e problemi tecnici, del tutto inevitabili in questa fase.

    threads utenti in calo sensor tower

    Ma come dicevamo prima, per cercare di di invertire la tendenza, Meta sta accelerando l’introduzione di nuove funzionalità per Threads. E tra queste ci sono la possibilità di modificare i post e la possibilità di avere un feed cronologico come quelli di Instagram e Facebook.

    Meta sta anche lavorando per migliorare la sicurezza e la privacy di Threads. La società di Mark Zuckerberg ha annunciato che sta introducendo nuove funzionalità per impedire agli utenti di essere molestati o perseguitati.

    Lo scrivevamo qualche giorno fa, proprio per questo motivo Meta ha iniziato a limitare i post che si possono visualizzare, come fece Twitter qualche settimana fa.

    Resta da vedere se le nuove funzionalità di Threads saranno sufficienti per invertire la tendenza.

    Meta, ovviamente, è determinata a fare in modo che Threads abbia successo, e sta investendo molto in questa direzione. La verità, lo ricordavamo proprio qui sul nostro blog, è che il successo di una app o di una piattaforma social media lo definiscono gli utenti. Solo loro.

  • Threads come Twitter limita il numero di post da vedere

    Threads come Twitter limita il numero di post da vedere

    Meta ha annunciato che limiterà il numero di post che gli utenti possono vedere su Threads, la sua app di social media. Questa decisione è stata presa in risposta all’aumento degli attacchi di spam sulla piattaforma.

    Threads, l’app di social media di Meta che ha un po’ movimentato il panorama dei social media, sembra iniziare a imitare Twitter limitando il numero di post che gli utenti possono vedere.

    Adam Mosseri, CEO di Instagram, lo ha annunciato in un post su Threads, dicendo che “gli attacchi di spam sono aumentati, quindi dovremo essere più severi con le cose come i limiti di frequenza, il che significa che limiteremo inavvertitamente più persone attive (falsi positivi)“.

    Come sapete, Twitter è stato ampiamente criticato per aver limitato, qualche settimana fa, il numero di post che gli utenti potevano visualizzare. In mezzo a quelle critiche, Threads è stato lanciato e in pochi giorni è diventato una delle app di social media più scaricate negli Stati Uniti.

    Ma Threads, nel dare la colpa agli spammer, ha citato la stessa ragione che Twitter ha usato in precedenza quando ha istituito i limiti.

    Elon Musk, il proprietario di Twitter, aveva inizialmente detto che Twitter avesse fato ricorso  ai limiti di frequenza per fermare lo “scraping dei dati”, ma la società ha poi affermato in una dichiarazione che lo scopo era “rilevare ed eliminare i bot e altri attori dannosi che stanno danneggiando la piattaforma“. I limiti di frequenza rigorosi di Twitter sono stati in vigore solo per pochi giorni.

    Nel caso di Threads, non c’è un calendario che preveda quanto tempo i limiti di frequenza su Threads rimarranno in vigore.

    In un tweet di risposta a uno screenshot del post di Mosseri, Musk sembrava divertito, come al suo solito in casi come questi.

    Threads ha raggiunto 100 milioni di utenti la scorsa settimana più velocemente di qualsiasi altra app, solo cinque giorni dopo il suo lancio. Ma deve ancora dimostrare molto per essere un concorrente a lungo termine di Twitter.

    I dati di Google Trends hanno mostrato che l’interesse di ricerca per la piattaforma è diminuito dai primi giorni del suo lancio. Ma oltre a questi ci sono altri risultati che dimostrano come l’engagement sulla piattaforma si sia ridotto, se non addirittura dimezzato.

    I numeri dicono che Threads è sceso a 23,6 milioni di utenti attivi.

    Ricordiamo che Threads non è ancora disponibile per il download in Europa a causa delle normative sulla privacy dei dati dell’Unione Europea.

  • Meta pronta a lanciare Threads, la sua alternativa a Twitter

    Meta pronta a lanciare Threads, la sua alternativa a Twitter

    Meta lancia Threads, la sua alternativa a Twitter, progettato per facilitare la discussione tra comunità. Nonostante le critiche su privacy e sicurezza dei dati, potrebbe imporsi nel panorama dei social media.

    La domanda che tutti si stanno ponendo sulle piattaforme social media è: “ma siamo di fronte ad una nuova svolta?”.

    Ecco, alla luce di quello che è accaduto negli ultimi giorni, a proposito di Twitteralla luce di quello che è accaduto negli ultimi giorni, a proposito di Twitter che ha sospeso la visualizzazione dei tweet agli utenti non loggati e imposto dei limiti, questa domanda potrebbe avere senso.

    Già, perché da domani quello che tante volte é stato paventato come “esodo da Twitter”, mai verificatosi del tutto, potrebbe essere possibile. Anche se non del tutto.

    Ma perché parliamo di domani, 6 luglio 2023?

    Meta lancia Threads, la sua alternativa a Twitter

    Perché sta per arrivare Threads, la tanto attesa risposta di Instagram a Twitter, e dovrebbe debuttare proprio domani, 6 luglio, come indicato dalla scheda dell’app sull’App Store. Questo lancio arriva, come ricordavamo prima, in un momento in cui Twitter sta affrontando diversi problemi tecnici, offrendo a Instagram una potenziale opportunità di rafforzare la propria posizione nel contesto dei social media.

    Threads, al contrario di altre piattaforme emergenti come Bluesky e Post, avrà un vantaggio significativo: gli utenti potranno portare direttamente i loro follower e le persone seguite su Instagram. In questo modo, non dovranno ricostruire la loro comunità da zero, aspetto non di poco conto.

    L’app si descrive come un luogo dove le comunità possono riunirsi per discutere di argomenti di interesse, creare e condividere idee, opinioni e creatività.

    Sebbene Threads sia strettamente connessa a Instagram, sarà una sua app indipendente. Nonostante non siano disponibili molte informazioni sull’App Store, sembra che gli utenti potranno mettere mi piace, commentare, ripubblicare e condividere post. Le schermate dell’App Store mostrano anche che si potrà scegliere l’audience a cui permettere di rispondere ai propri post.

    Update

    L’app è stata lanciata ufficialmente in 100 paesi. Per il momento, non è previsto il lancio nella UE.

    Threads permette di condividere post, della lunghezza di 500 caratteri, immagini e video, della lunghezza massima di 5 minuti.

    Questo lancio non sorprende del tutto, dato che nei mesi scorsi sono trapelate diverse informazioni sull’app. Un portavoce di Instagram ha descritto Threads come “decentralizzata” e sembra che sarà compatibile con Mastodon, che utilizza la rete decentralizzata ActivityPub. Rimane però da capire come questa decentralizzazione si coniugherà con Instagram, un’app,invece, molto centralizzata.

    Nel frattempo, il principale concorrente di Threads, Twitter, ha vissuto giorni piuttosto tumultuosi. Nei giorni scorsi la piattaforma di proprietà di Elon Musk ha bloccato agli utenti non registrati la possibilità di visualizzare i tweet, e ha impostato limiti temporanei per gli utenti registrati che potrebbero bloccarti dopo aver letto centinaia o migliaia di post in un giorno. Queste modifiche hanno causato problemi diffusi, con utenti impossibilitati a navigare nel servizio.

    Di fronte alla notizia del lancio di Threads, Elon Musk ha risposto con sarcasmo alle preoccupazioni sollevate sulla quantità di dati che l’App Store di Meta per Threads potrebbe raccogliere sugli utenti.

    L’arrivo di Threads potrebbe rappresentare una grande occasione per Meta, riuscendo ad imporsi in un contesto dove finora non c’erano mai state occasioni di inserimento.

    Resta da capire se davvero gli utenti vogliono che Meta controlli un altro aspetto della loro esperienza sui social media.

    Threads dovrà da subito registrare un’impressione positiva tra gli utenti, altrimenti rischia di essere uno dei tanti progetti che Meta ha lanciato in questi ultimi anni, senza particolare successo.

    L’obiettivo di Threads è evidente: facilitare la comunicazione e la discussione tra le comunità, avvicinando i creator di contenuti ai loro fan in un modo più diretto e personale rispetto a quanto permesso da altre piattaforme. L’integrazione diretta con Instagram potrebbe rivelarsi un punto di forza, considerando il vasto numero di utenti che potrebbe essere potenzialmente interessato a un’esperienza di social media più focalizzata.

    Ma, l’aspetto critico è la questione della privacy e della sicurezza dei dati. I detrattori, tra cui Elon Musk e l’ex CEO di Twitter Jack Dorsey, hanno espresso preoccupazione per la quantità di dati che Meta, la società madre di Instagram, raccoglie sugli utenti. Questo aspetto potrebbe ostacolare l’adozione di Threads da parte di un’ampia base di utenti preoccupata per la sicurezza dei propri dati personali.

    In ogni caso, Threads, come dicevamo prima, arriva in un momento opportuno. Potrebbe sfruttare le difficoltà di Twitter e cercare di posizionarsi come una valida alternativa. Le dinamiche del mercato dei social media sono in costante evoluzione, e Threads potrebbe giocare la sua parte.

    Domani, dunque, sarà una data importante per i social media e Meta potrebbe ridefinire le regole del gioco, dando vita a una nuova era di interazione social.

    Come sempre, il successo dell’app dipenderà da come gli utenti percepiranno e adotteranno questa nuova piattaforma.

    Anche perché, come abbiamo sempre visto, specialmente in questo ultimo anno, sono sempre gli utenti che decidono il successo di una piattaforma o di una app.

  • Negli Usa gli utenti vogliono cancellare Instagram dallo smartphone

    Negli Usa gli utenti vogliono cancellare Instagram dallo smartphone

    Una recente ricerca di VPNOverview ha messo in evidenza come gli utenti americani sono sempre più intenzionati a cancellare Instagram dal proprio smartphone, più di qualsiasi altra app. Un dato che si inserisce nel dibattito sulle conseguenze che queste app hanno sugli utenti più giovani.

    Come abbiamo già ricordato più volte, i social media si trovano in una fase di grande cambiamento. Va ormai prendendo forma una situazione nuova che le piattaforme devono ben interpretare, sapendo bene che dall’altra parte gli utenti stanno cambiando atteggiamento.

    Possiamo presentare così l’atteggiamento degli utenti americani che, secondo una recente ricerca del VPNOverview, si rivolgono sui motori di ricerca richiedendo come cancellare o disattivare una particolare applicazione dal proprio smartphone.

    La ricerca ha monitorato questo andamento per 6 mesi, considerano in questo lasso di tempo quante volte gli americani scrivessero questo tipo di richieste. Ebbene, Instagram è quella che ha totalizzato più ricerche, o richieste, in assoluto tra tutte e 30 le app monitorate: ben oltre 900 mila.

    utenti usa cancellare instagram franzrusso

    Al secondo posto si piazza un’altra app di Meta, Facebook, ce ha totalizzato la metà delle richieste sui motori di ricerca con oltre 385 mila. A seguire Snapchat, molto usata negli Usa specie tra i più giovani, con oltre 217 mila richieste. A sorpresa, visto il gran parlare degli ultimi mesi, Twitter con più di 92 mila richieste e poi Telegram con oltre 24 mila.

    Vi starete chiedendo, giustamente di TikTok. L’app di ByteDance, nonostante il grande dibattito che la vede ormai al centro di un processo di cancellazione dagli smartphone governativi in Europa e in altri stati, ha ottenuto “appena” 14 mila richieste.

    Un dato molto interessante questo di Instagram, se consideriamo che l’app su cui Meta sta scommettendo di più è stata la seconda più scaricata nel 2022 con oltre mezzo miliardo di download, negli Usa, seconda solo a TikTok.


    Ascolta qui:


    Ma è un dato che si inserisce anche nel dibattito sulle conseguenze che un uso prolungato ed esteso di app come queste possono provocare soprattutto sugli utenti più giovani.

    Ricorderete che poco più di un anno fa il WSJ pubblicò un report segreto di Meta in cui si notavano gli effetti negativi di Instagram soprattutto sulle utenti più giovani, un dato che aprì il dibattito che proprio in questi giorni si riapre in maniera evidente.

    E, sempre rimanendo negli Usa, lo scorso anno il Pew Research rilevò che il 54% degli utenti adolescenti riteneva impossibile una vita senza i social media, mentre era possibile per il 46% di esse. Una opinione, come si può notare che divide a metà il pubblico dei più giovani.

    In Italia, da questo punto di vista, possiamo fare affidamento ai recenti dati di una ricerca di Telefono Azzurro, in collaborazione con Doxa Kids. La ricerca ha rilevato che quasi un terzo dei giovani intervistati, il 27% di essi, dichiara di sentirsi ansioso o agitato senza l’utilizzo dei social (il dato sale al 29% tra i giovani utenti di 15-18 anni ed è del 26% dai 12-14); mentre il 22% risponde addirittura che si sentirebbe perso.

  • Meta come Twitter, la spunta blu è a pagamento

    Meta come Twitter, la spunta blu è a pagamento

    Anche Meta, come Twitter, lancia la sua versione a pagamento. Si chiama Meta Verified e permetterà di ottenere la tanto agognata spunta blue, su Facebook e su Instagram, e anche maggiore visibilità e reach. Ecco qualche considerazione.

    Non si può dire che lo scorso fine settimana sia stato noioso, almeno per quel che riguarda il panorama dei social media che diventa sempre più un luogo a pagamento, a differenza di come lo abbiamo sempre conosciuto.

    E così, mentre si discuteva dell’ultima mossa di Elon Musk, quella di rendere l’autenticazione a 2 fattori (A2F) via SMS a pagamento come funzionalità aggiuntiva all’abbonamento a Twitter Blue, Mark Zuckerberg, attraverso il suo canale su Instagram (il canale broadcast lanciato la scorsa settimana) lanciava Meta Verified, ossia una versione a pagamento, per Facebook e Instagram, che dietro il pagamento di una quota mensile permette di accedere a funzionalità aggiuntive. Vediamo quali.

    Intanto c’è da fare una precisazione. In molti hanno notato la quasi concomitanza dei due annunci, quello di Twitter e quello di Meta, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, ma non è possibile immaginare una risposta di Meta a Twitter nell’arco, appunto, di poche ore. appare evidente, come era già nell’aria, che Meta stesse lavorando alla sua versione a pagamento già da tempo.

    meta twitter spunta blu pagamento franzrusso.it

    Colpisce, e questa è solo una curiosità che può trovare qualche spiegazione squisitamente corporate, l’annuncio fatto di domenica mattina, orario Usa. Di solito questi annunci vengono fatti, più o meno a metà settimana. Probabile che Meta abbia optato per l’annuncio con Wall Street ancora chiusa in modo tale da poter verificare meglio la reazione dei mercati avendo la settimana a disposizione. Può darsi che questa osservazione sia sbagliata nel merito, ma la curiosità resta.

    Allora, Meta Verified è la versione a pagamento di Facebook e Instagram che prevede il pagamento di 11,99 dollari al mese, se l’abbonamento viene sottoscritto via web, o 14,99 dollari al mese se l’abbonamento viene sottoscritto via app iOS, probabile l’estensione anche sull’app Android anche se nessuno di Meta ne ha fatto menzione. Si tratta di un test che viene avviato, per ora in Australia e in Nuova Zelanda.

    Cosa offre Meta Verified ai sottoscrittori, principalmente creator?

    Come viene specificato da Meta, l’abbonamento a questa versione premium prevede la tanto agognata spunta blu, una “protezione proattiva dell’account”, accesso all’assistenza e, attenzione su questo ultimo punto, maggiore visibilità e portata (la reach).

    Se osserviamo bene quanto proposto, la differenze sostanziali con Twitter Blue (lo usiamo come metro di paragone per fare più chiarezza), per quello che si può rilevare, è che la verifica dell’account per avere la spunta blu avviene attraverso la presentazione di un documento personale, come può essere il proprio documento di identità o il proprio passaporto. Si tratta di una differenza non da poco che va nella direzione di contrastare, per davvero, il rischio di impersonificazione di altri e la possibilità hackerare con più facilità un account.

    Ricorderete il grande flop, l’autunno scorso, del lancio di Twitter Blue a tappeto, senza un minimo di controllo, e con i vari account fake che, semplicemente dietro il pagamento di 8 dollari, riuscivano ad ottenere la spunta blu e a creare account falsi di aziende o personaggi famosi. Eclatante il caso dell’azienda Lilly.

    Perché questo aspetto è importante rispetto a Twitter Blue? Semplicemente perché, ancora oggi, la spunta blu ottenuta con l’abbonamento non avviene attraverso la verifica del documento, cosa che invece è sempre avvenuta con il vecchio metodo di verifica, quello che Musk vuole cambiare perché lo ritiene “corrotto”.

    Aspetto rilevante, che interesserà appunto i creator, è la possibilità di avere, con Meta Verified, maggiore visibilità e reach, specificatamente per quanto riguarda “alcune aree della piattaforma, come la ricerca, i commenti e le raccomandazioni”, come ha specificato Meta. Si tratta di una considerazione rilevante per il fatto che oggi su Facebook, come su Instagram, è sempre più difficile riuscire a scalare il feed con contenuti rilevanti. È sempre più difficile riuscire ad essere visibili anche ai propri follower e per i creator questo è un grande problema che l’azienda ha sempre considerato poco. Adesso capiamo il perché.

    Ora, come abbiamo già accennato, Meta non è la prima azienda ad abbracciare una versione a pagamento. Lo sta facendo Twitter, appunto, lo fa Snapchat con la sua versione Plus, lo fa LinkedIn ormai dal 2005, lo fa Telegram.

    Appare evidente che tutte le aziende proprietarie di piattaforme social media si aviino a considerare forme a pagamento per contrastare la crisi finanziaria a livello globale, con conseguenza licenziamenti di massa, le difficoltà apparse dopo la pandemia, il mancato ritorno di massicci investimenti come è stato per Meta che ha investito molto sulla propria visione di Metaverso in un momento poco propizio. E c’è bisogno di abbracciare nuove forme di entrate anche per il calo dell’advertising.

    Dal punto di vista degli utenti, colpisce però che Meta, da sempre considerata la grande madre di tutti i social media, quella con i capitali, la forza finanziaria, lanci una sua versione a pagamento. E se Meta considera questa strada vuol dire che da oggi gli utenti sono un po’ meno “il prodotto”.

    Un’ultima considerazione, quasi amara, va fatta.

    Pensandoci bene, è bastata una pandemia per comprendere che quel modello di business, di agire quasi incontrollato e lanciato a velocità della luce, fosse insostenibile, anche per quelli più capaci. Il periodo della pandemia ha messo a nudo tante cose che non funzionavano.

    In mezzo ci sono gli utenti che adesso si ritrovano quei contenitori delle proprie esistenze un po’ meno liberi. Forse, è arrivato il momento di ripensare per davvero al modo in cui ci si relaziona a queste piattaforme.

  • Su Instagram arrivano i canali simili a quelli di Telegram

    Su Instagram arrivano i canali simili a quelli di Telegram

    Su Instagram arrivano i Canali Broadcast, una modalità che permetterà ai creator di inviare messaggi unidirezionali ai propri follower. Si tratta di una funzionalità che è identica a quella di Telegram.

    Attraverso il suo CEO, Mark Zuckerberg, Meta ha annunciato il lancio dei canali broadcast su Instagram, ossia una modalità che permetterà agli utenti, i creator, di creare un canale attraverso cui veicolare messaggi unidirezionali ai follower che decideranno di iscriversi. I followers che decideranno di seguire il canale, avranno solo la possibilità di poter interagire con i contenuti proposti attraverso emoji e votare nei sondaggi, quando proposti.

    Ora, no, non stiamo parlando di Telegram, ma proprio di Instagram e la modalità è praticamente simile, se non identica. Lo stesso Zuckerberg nel lanciare questa modalità ha avviato il suo canale chiamato “Meta Channel 📢” un luogo dove proporrà “notizie e aggiornamenti su tutti i prodotti e la tecnologia che stiamo costruendo in Meta”.

    Ecco, una caratteristica dei canali di Instagram, identica a quella di Instagram, è che il canale avrà il nome che deciderete di dargli e i contenuti saranno pubblicati con quel nome. Un po’ come avviene con il nostro canale su Telegram, appunto.

    instagram canali broadcast telegram franzrusso

    L’idea di Meta è quella poi di portare nei prossimi i canali anche sulle altre app della famiglia, come Messenger e Facebook, così come la possibilità di aggiungere un altro creator al canale.

    Senza girarci tanto intorno, come un po’ abbiamo fatto anche noi, ma era doveroso spiegare prima la novità, la funzionalità è identica a quella di Telegram che esiste ormai da qualche anno.

    I Canali Broadcast di Instagram non sono ancora disponibili per tutti e stanno seguendo una fase di test. Al momento lo usano la snowboarder Chloe Kim, la lottatrice di Jiu-Jitsu Mackenzie Dern e l’account di meme Tank Sinatra.

    Come avviare un canale broadcast su Instagram

    Ne momento in cui si avrà l’accesso alla funzionalità, si avrà la possibilità di avviare un canale dalla propria casella di posta elettronica di Instagram, e sarà prevista la possibilità di aggiungere il link del canale al proprio profilo per rendere più facile l’iscrizione dei follower. I canali possono essere aperti a tutti i vostri follower, ma si possono rendere esclusivi per gli abbonati a pagamento.

    instagram canali broadcast zuckerberg

    Al momento possono essere usati sono da mobile e non anche da desktop, come invece avviene per i canali Telegram. Ma non è escluso che questo possa accadere anche per i canali Instagram dopo questa fase di test.

    I Canali Broadcast di Telegram

    Per chi non fosse pratico con i canali di Telegram, è utile sapere che si tratta di strumenti attraverso i quali condividere contenuti, aggiornamenti, notizie, link che appartengono ad un argomento specifico oppure possono essere usati per condividere aggiornamenti di una testata, di un blog, di un servizio specifico. Il numero di follower che possono seguire i canali è infinito.

    Detto questo, sorprende un po’ questa scelta di Instagram che aggiunge altre modalità in dote ai creator che, per certi versi, si sovrappongono a quelle esistenti fino quasi a non comprenderne del tutto l’utilità. Certo, sarà interessante come queste evolveranno nel tempo.

    Sia chiaro, nulla da eccepire allo strumento canale che è potente e permette di creare spazi di aggiornamento utilissimi per chi necessita di un luogo simile. Ma resta qualche dubbio sull’utilità su Instagram. Staremo a vedere.

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