Categoria: Social Media

In questa categoria trovate articoli che riportano dati e ricerche sul mondo dei Social Media. Dal numero di utenti connessi, al tempo trascorso su ciascun social network

  • BeReal, il social che (forse) porta tutto alla Realtà

    BeReal, il social che (forse) porta tutto alla Realtà

    Ma davvero c’è bisogno di un’app che porti tutto alla realtà? BeReal ci prova e, al momento, i numeri le danno ragione. È tra le più scaricate nei primi mesi dell’anno. I download sono cresciuti del 315%.

    Tutti ne parlano e tutti la criticano. Stiamo parlando di BeReal, la piattaforma social media francese che sta conoscendo in questi ultimi mesi un periodo di forte diffusione. E perché? Giustamente, vi starete chiedendo. Come fa una piattaforma social media, del tutto nuova nel 2022, ad attirare l’attenzione degli utenti? Semplice, puntando sulla realtà e non sul modo in cui vorremmo che la Realtà fosse.

    Certo può sembrare strano, e tra l’altro questo non sarebbe certo l’unico tentativo finora, ma il tentativo di provare a lasciarsi alla spalle quella forma maniacale di perfezione del contenuto, che spesso passa come realtà artefatta, pare comincia ad interessare gli utenti. E parliamo degli utenti più giovani, quelli definiti Generazione Z (quelli nati tra il 1997 e il 2010, più o meno).

    La connessione tra gli utenti sulla piattaforma è reale e autentica. O almeno così dovrebbe essere. Già il fatto di portare all’attenzione la realtà che ci circonda e i giovani è un grande risultato.

    BeReal social media realta

    In questi giorni se ne sta parlando molto perché Apptopia. I download dell’app, dall’inizio dell’anno, sono cresciuti del 315%.

    L’app è stata lanciata nel 2019 e solo a fine 2021 ha cominciato a vedere lievitare i download dell’app. BeReal, in termini di download è quarta nel primo trimestre del 2022 in Usa, Regno Unito e Francia. È dietro solo a Instagram, Snapchat e Pinterest. L’app continua a crescere anche in Danimarca e Messico.

    In Francia, l’app ha fatto registrare l’80% dei download tra gli utenti iPhone di età 16-24 anni; il 180% degli utenti Android sempre di età 16-24 anni.

    Come funziona BeReal

    Ma come funziona BeReal?  Come dicevamo all’inizio, BeReal prova a introdurre un nuovo modo di concepire i social media come strumenti. Attraverso i quali condividere la realtà. L’app permette di postare soltanto una foto al giorno, ritraendo momenti diversi. Su BeReal non esistono like, filtri e followers. La piattaforma invita gli utenti a dedicare alla condivisione soltanto due minuti al giorno.

    Il contenuto deve essere creato in un momento specifico della giornata, proprio quando arriva la notifica sullo smartphone. Questo per invitare gli utenti a non essere vittime della compulsività, dell’essere sempre e costantemente online e di rincorrere una perfezione artefatta.

    BeReal social media realta

    Dicevamo dei due minuti. Dal momento in cui arriva la notifica, gli utenti hanno appunto 120 secondi per scattare una foto e condividerla, trascorsi i quali non si ha più la possibilità di usare l’app. Di conseguenza, bisognerà attendere la prossima notifica, il giorno dopo per poter pubblicare una foto.

    La foto condivisa può essere geolocalizzata, o meno, e può essere resa pubblica o privata. Se è pubblica, tutti gli utenti di BeReal potranno vedere il contenuto, mentre se è privata, la potranno vedere solo i tuoi contatti a cui hanno accesso. Il contenuto pubblicato scompare il giorno successivo, praticamente nello stesso momento in cui si ripresenta la possibilità di scattare e condividere una nuova foto. Gli utenti possono anche lasciare commenti sulle foto, commenti che spariranno quando sparirà la foto.

    Creare un account su BeReal

    Quindi, per creare un account su BeReal bisogna seguire questi 5 passi:

    1. scaricare e installare l’app, disponibile sia per dispositivi iOS che Android;
    2. impostare l’account inserendo numero di telefono, nome, nome utente e data di nascita;
    3. abilitare l’app all’invio di notifiche, passaggio fondamentale per essere avvisato su quando postare, l’ora cambia di giorno in giorno;
    4. abilitare l’app ad accedere alla fotocamera e alla posizione dello smartphone, necessario per pubblicare foto con la geolocalizzazione;
    5. caricare una foto del profilo e sincronizzare i contatti per trovare gli amici e seguirli.

    Ecco, questo per spiegare un po’ il senso di BeReal, quella che possiamo definire l’app del momento. Ma c’è da fare qualche considerazione.

    Come spesso abbiamo raccontato anche qui sul nostro blog, è giunto il momento di cominciare ad adottare una modalità più responsabile e consapevole di alcune piattaforme, come Instagram ad esempio. Le categorie più giovani, lo abbiamo visto, sono spesso attirate, ammaliate dal rincorrere una perfezione che non esiste, dall’incontrollabile desiderio di connessione continua. Tutte sensazione che danno luogo a frustrazione e a sensi di colpa, per non parlare di conseguenze ben peggiori.

    BeReal e la condivisione consapevole

    Ben vengano esempi di app che provano a smontare questo costrutto inesistente, per il più delle volte, cercando di dare luogo ad una condivisione sana, consapevole e quanto più possibile veritiera. Ben vengano, davvero.

    Solo che, dall’altro lato, una condivisione così impostata, che deve rispondere a regole stabilite (vedi l’ora precisa, mancata la quale non si può più pubblicare), non spinge le persone a raccontarsi, anzi. Alla lunga, dopo aver provato l’effetto di allontanarsi da Instagram, è quello di rendersi conto di avere una vita “normale” che a qualcuno potrebbe apparire anche “noiosa”.

    Allora, sarebbe sempre meglio lavorare sulla consapevolezza e sulla responsabilità. I filtri dovrebbero essere quelli di rendere l’immagine più chiara o più scura, lasciando comunque intravedere i colori che infondono anche sensazioni positive a chi realizza un’immagine e anche a chi la guarda.

    Forse sarebbe meglio lavorare su una via di mezzo, posto che provare a rendere la condivisione meno tossica e dannosa è sempre positivo.

    Staremo a vedere che strada prenderà BeReal.

  • E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    E adesso Elon Musk vuole comprare tutta Twitter

    Elon Musk, dopo aver rinunciato qualche giorno fa al suo posto nel CdA, ha sorpreso tutti di nuovo. Adesso vuole comprare tutta Twitter. La sua proposta è di 54,2 dollari per azione. “Twitter ha un potenziale straordinario e io lo sbloccherò”.

    Quello che sembrava il capitolo di una relazione complicata, altro non era un ulteriore capitolo. Quello finale stava in effetti per arrivare. Ed eccolo qui: Elon Musk vuole comprare tutta Twitter.

    Elon Musk ha di fatto formulato una proposta di acquisto del 100% dell’azienda co-fondata da Jack Dorsey. Proponendo un prezzo di 54,2 dollari per azione (ieri il titolo TWTR ha chiuso a 44,47 dollari). Un’offerta che farebbe salire la capitalizzazione di Twitter fino a 43 miliardi di dollari. Attualmente è di 35 miliardi di dollari.

    Si tratta di una proposta formalizzata all’interno dello “Schedule 13D” e depositato presso la SEC americana, l’equivalente della Consob italiana. Quindi siamo di fronte ad un gesto sostanziale che dimostra come il fondatore della Tesla adesso faccia sul serio.

    Twitter Elon Musk, proposta di acquisto

    Solo qualche giorno fa il CEO di Twitter, Parag Agrawal, aveva annunciato che Elon Musk, in virtù dell’acquisto del 9,2% di Twitter (un investimento di circa 3 miliardi di dollari), rinunciava al suo posto all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’azienda di San Francisco.

    Elon Musk vuole Twitter

    Adesso, da maggior azionista, Elon Musk vuole diventare il proprietario di Twitter. Giusto come dettaglio, stiamo parlando di un personaggio che oggi vanta un patrimonio di circa 230 miliardi di dollari.

    Ho investito in Twitter perché credo nel suo potenziale di essere la piattaforma per la libertà di parola in tutto il mondo, e credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una democrazia funzionante“, ha scritto Elon Musk in una lettera indirizzata al presidente di Twitter, Bret Taylor. “Twitter ha un potenziale straordinario. Io lo sbloccherò“.

    Nel caso in cui la sua proposta non venisse accettata, Elon Musk aggiunge: “Avrei bisogno di riconsiderare la mia posizione di azionista“.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1514565044490563585

    In risposta all’offerta di Elon Musk, Twitter ha rilasciato un breve comunicato in cui confermando l’offerta, si legge: “Twitter, Inc. (NYSE: TWTR) ha confermato oggi di aver ricevuto una proposta, non richiesta e non vincolante, da Elon Musk per acquisire tutte le azioni ordinarie in circolazione della società per 54,20 dollari per azione in contanti. Il Consiglio di Amministrazione di Twitter esaminerà con attenzione la proposta al fine di determinare la linea di azione da adottare nel migliore interesse della società e di tutti gli azionisti di Twitter“.

    Elon Musk e le sue aziende

    Ora, se la cosa andasse in porto, e al momento è difficile provare a fare qualsiasi previsione in questo senso, Elon Musk potrebbe aggiungere anche Twitter tra le aziende di sua proprietà. Le altre sono: Tesla, SpaceX, The Boring Company e Neuralink. Significherebbe per Musk un’azienda in più da gestire, e che azienda!

    Per sbloccare il potenziale di Twitter, come afferma nel documento depositato oggi, Elon Musk dovrebbe dedicarsi all’azienda molto di più di quanto già on faccia per Tesla o SpaceX. E se pensiamo che una volta, pubblicamente, fu lo stesso Elon Musk a criticare Jack Dorsey per il fatto che fosse alla guida contemporaneamente di due aziende, Twitter e Square, non è proprio il massimo per iniziare. Gestire 5 aziende di questo calibro non è cosa da poco. Ma sappiamo anche che si tratta di Elon Musk.

    Certo, di fronte ad un’offerta del genere è difficile resistere. Ma la saga continua…

  • Twitter e Elon Musk, relazione complicata e rischiosa

    Twitter e Elon Musk, relazione complicata e rischiosa

    A sorpresa, Elon Musk ha deciso di non entrare più nel CdA di Twitter, dopo aver acquisito il 9,2%. C’è da attendersi un tonfo del titolo a Wall Street, mandando in fumo i guadagni dei giorni scorsi. E intanto ha cancellato qualche tweet.

    È successo tutto in meno di una settimana e, conoscendo il personaggio, forse era anche prevedibile. La notizia di oggi è che Elon Musk non prenderà più posto all’interno del consiglio di amministrazione di Twitter. Solo 5 giorni fa invece il proprietario della Tesla prendeva posto all’interno del CdA di Twitter con un ruolo a scadenza. Ma con una valenza attiva.

    Come avevamo scritto per l’occasione, Elon Musk, a differenza dell’investimento passivo, aveva deciso invece per optare per un ruolo attivo. Questo avrebbe comportato che Musk avrebbe inciso nelle decisioni dell’azienda. Un cambio di passo sostanziale rispetto a quella che era l’idea iniziale.

    Ricordiamo che l’investimento fatto da Elon Musk è di circa 3 miliardi di dollari, in virtù del quale ha acquisito il 9,2% delle quote aziendali. Diventando il maggior azionista.

    Però l’accordo per accedere al consiglio di amministrazione prevedeva di non superare il 14,9% delle quote totali.

    Twitter Elon Musk, relazione complicata

    Dal momento in cui Elon Musk acquisisce le quote e acquisisce anche un ruolo attivo all’interno di Twitter. E iniziano i problemi. Avevamo messo in guardia che la presenza di Elon Musk all’interno di Twitter potesse costituire una opportunità ma potesse anche comportare dei rischi. Proprio per il fatto che il fondatore della Tesla, e anche di SpaceX, ha una reputazione imprevedibile. E nei fatti lo ha dimostrato anche stavolta.

    A dare notizia del fatto che Musk non sarebbe più entrato all’interno del CdA di Twitter è stato il CEO dell’azienda, Parag Agrawal. In un tweet ha allegato un suo comunicato:

    Nel comunicato, Agrawal lascia intravedere le discussioni che nei fatti ci sono state in questi giorni. Elon Musk ha intrattenuto diversi colloqui con i dirigenti di Twitter. W, alla fine, ha optato per non entrare più nel consiglio, la sua sarebbe dovuta diventare effettiva il 9 aprile. “Credo che questo sia il meglio“, ha aggiunto Agrawal.

    La sua decisione di non entrare rischia di accendere speculazioni attorno al titolo TWTR. Infatti, se alla notizia del suo ingresso il titolo è volato a Wall Street, è molto probabile che oggi, all’apertura delle operazioni si assisterà ad un notevole volo al ribasso del titolo, mandando in frantumi tutti i guadagni realizzati in questi giorni.

    Di discussioni il Washington Post aveva parlato anche tra i dipendenti di Twitter che lamentavano un trattamento diverso. Molti lamentavano il fatto che se uno di loro avesse twittato come Elon Musk sarebbe stato indagato dall’ufficio del personale. E presto ci sarebbe dovuto essere un confronto tra i dipendenti e Elon Musk, accompagnato da Agrawal.

    Elon Musk e Twitter, tra vantaggi e rischi

    Ma cosa ha fatto Elon Musk nei giorni successivi all’acquisizione e fino a ieri?

    Il giorno dopo l’acquisizione della quota maggioritaria, Elon Musk, con un’azione furba, ha cercato di intestarsi l’adozione del “modifica tweet“. Il tasto di modifica del testo tanto agognato dalla gran parte degli utenti. Ha cercato di far passare come sua iniziativa facendo un sondaggio che ha ricevuto oltre 4 milioni di voti, il 75% esprimendo il suo favore.

    Ma Twitter, come abbiamo spiegato in un altro articolo, l’annuncio che il modifica tweet lo aveva già fatto, solo che lo aveva fatto il 1° di aprile, portando tutti a pensare che fosse uno scherzo. E invece non lo era.

    L’azienda è poi intervenuta dichiarando che l’annuncio non dipendeva dal tweet di Elon Musk.

    Ma il fondatore della Tesla non si è fermato certo a questo.

    Nei giorni successivi ha continuato a twittare su diversi ambiti, arrivando a scrivere anche “Twitter è morto?“, proprio il 9 aprile, giorno in cui sarebbe diventato ufficiale il suo ingresso nel CdA di Twitter:

    Altra situazione che ha imbarazzato non poco è stata quando, sempre sabato 9 aprile, ha cominciato a twittare su Twitter Blue, l’app di Twitter che aggiunge nuove funzionalità a pagamento. Nel primo tweet, Elon Musk suggeriva che Twitter Blue dovrebbe garantire un altro tipo di spunta all’utente, diverso da quello di verifica. E ancora che il prezzo dell’abbonamento dovesse essere di 2 dollari al mese, pagando in anticipo i 12 mesi. Se poi, nel corso dei mesi, l’app fosse stata usata per diffondere spam, Musk suggeriva la sospensione senza rimborso.

    Scriviamo al passato perché Musk ha cancellato il tweet principale. In basso qualche screenshot:

    Aveva anche proposto di convertire gli uffici di Twitter, a San Francisco, in rifugi per i senta tetto, “dato che nessuno si presenta”.

    Insomma, la scelta di non entrare nel CdA può rivelarsi per Twitter un bene. I rischi che avevamo immaginato si sono verificati immediatamente e forse, appunto, tutto questo potrebbe essere un bene.

    Ma c’è da attendersi un forte ribasso del titolo, in conseguenza di questa decisione di Elon Musk, e c’è anche da registrare che, da quel poco che si sa, il fondatore della Tesla non sarebbe (condizionale d’obbligo!) più il maggior azionista.

    Infatti, il fondo comune Vanguard venerdì scorso ha acquisito una quota del 10,3% di Twitter, diventando di fatto il maggiore azionista. Chissà se anche questo ha influito nella scelta di Elon Musk. E la risposta non l’avremo certo a breve.

  • Elon Musk e Twitter, tra vantaggi e rischi

    Elon Musk e Twitter, tra vantaggi e rischi

    Elon Musk acquista il 9,2% di Twitter e diventa il maggiore azionista. Un investimento che per Twitter comporta dei vantaggi ma potrebbe comportare anche dei rischi.

    E pensare che solo qualche giorno fa Elon Musk, proprietario di Tesla e di SpaceX, criticava la società guidata da Parag Agrawal proprio su Twitter. Nessuno, a distanza di pochi giorni, poteva pensare quello che in effetti è poi successo.

    Basti pensare al sondaggio su Twitter che Musk ha sottoposto ai suoi 80 milioni di follower sulla libertà di parola, affermando tra l’altro che da quel sondaggio “deriveranno importanti conseguenze”.

    Elon Musk ha acquisito, sotto forma di investimento passivo (si intende, anche se non è facile da definire, un investimento di lungo termine che implica l’acquisto di un titolo da mantenere, indipendentemente dalle condizioni di mercato) una quota di Twitter, pari al 9,2%. Si tratta di una cifra vicina ai 3 miliardi di dollari. Per chiarire, non ha comprato Twitter per intero. Sull’investimento passivo ci arriviamo fra un attimo.

    Elon Musk e la sua quota in Twitter

    Con questa quota, però, Elon Musk diventa il maggior azionista ed entra nel consiglio di amministrazione dell’azienda. L’accordo tra il fondatore della Tesla e Twitter, in virtù dell’investimento, prevede che la quota in possesso di Elon Musk non superi, nel tempo, il 14,9% della società. Questo per impedire una possibile “scalata” ed evitare che Musk possa diventare l’unico e solo con una quota maggioritaria in senso assoluto.

    Elon Musk e Twitter

    Inoltre, dal documento che Twitter ha depositato presso la SEC, 8-K, si legge che Elon Musk entra nel consiglio di amministrazione con il titolo di “Class II director“, ossia il suo ruolo all’interno del CdA scadrà nella riunione annuale del 2024, fra due anni. Si tratta quindi di un ruolo “passivo”, limitato nel tempo.

    La domanda che tutti si stanno facendo da ieri è che cosa vorrà fare Elon Musk all’interno di Twitter? E già questa è una bella domanda alla quale cercheremo di dare una risposta.

    Intanto, per effetto di questa acquisizione da parte di Elon Musk, dopo il boom dell’altro ieri con il +27%, il titolo TWTR continua a crescere a Wall Street, facendo segnare, mentre scriviamo, +2,6% ieri. Il prezzo quindi è arrivato a 51,10 dollari registrando il massimo dall’inizio dell’anno con una crescita, da gennaio, del 20,1%. E se guardiamo il dato mese su mese, si arriva a +57%.

    Insomma, l’effetto Elon Musk si vede e anche tanto.

    Elon Musk, un grande vantaggio e un grande rischio

    Un effetto che potrebbe tramutarsi, per Twitter, in un grande vantaggio e anche in un grande rischio.

    Il grande vantaggio è quello di avere all’interno della società una persona realmente influente che potrebbe permettere a Twitter di raggiungere gli importanti traguardi che si era prefissata entro il 2023. Vale a dire il traguardo dei 7,5 miliardi di dollari in termini di ricavi e i 315 milioni di utenti giornalieri, quelli che Twitter (e solo Twitter) definisce “non monetizzabili”.

    Da ricordare che questi obiettivi sono stati fissati dal Fondo Elliott, il maggior azionista, dopo l’acquisizione di una parte delle quote di Twitter avvenuta nel 2020, che voleva mandar via Jack Dorsey appena insediata. Poi, come sappiamo, Dorsey, vuoi anche per la forte pressione esercitata dal Fondo Elliott, ha lasciato la sua società alla fine di novembre dello scorso anno.

    Elon Musk è grande utilizzatore di Twitter e non è un caso che, ad un certo punto, decida di investire sulla piattaforma social media che ha continuato ad usare in maniera costante.

    Come visto, la funzionalità del modifica tweet, ossia quella che dovrebbe permettere la modifica del contenuto all’interno del tweet, come ormai avviene su quasi tutte le piattaforme social media, stava per essere già annunciata. Anzi, l’annuncio era stato fatto, ma essendo stato fatto il 1° di aprile, tutti (o quasi) hanno pensato ad uno scherzo.

    Come abbiamo più volte raccontato qui sul nostro blog, la funzionalità non ha mai visto la luce anche perché lo stesso Jack Dorsey ha sempre pensato che su Twitter l’integrità del tweet è più importante di qualsiasi altra cosa. E lo ha ribadito più volte. Questo per evitare che lo stesso tweet possa, grazie alla possibilità di modifica, cambiare il suo  significato e il suo senso. Un rischio che molti hanno sottolineato.

    Ma la gran parte degli utenti l’ha sempre reclamata a suon di tweet, tra l’altro rispondendo ad un tweet di Jack Dorsey a inizio 2017. In quell’occasione di definì che la possibilità avrebbe dovuta essere permessa entro un breve tempo prestabilito. Un tempo che poteva considerarsi in via teorica dai 30 secondi a 1 minuto. Fatto sta che non se ne è mai fatto niente.

    Elon Mus si intesta il modifica tweet

    E che cosa fa Elon Musk come primo tweet dopo l’acquisizione della quota maggioritaria in Twitter? Coglie l’occasione e chiede esplicitamente, attraverso un sondaggio su Twitter, con la modalità prevista, chiedendo agli utenti se vogliono il modifica tweet.

    Su oltre 4 milioni di voti, i “sì” sono stati il 73,5% e i “no” sono stati il 26,5%. Un dato che non sorprende in effetti. Tra l’altro segnaliamo un bug che faceva apparire “yse” al posto di “yes” e “on” al posto di “no”. E questo la dice lunga su cosa significhi avere la possibilità di modificare su Twitter.

    Ma quale sarebbe il grande rischio?

    Di certo, si tratta di una figura sì influente ma, allo stesso tempo, imprevedibile. Elon Musk è riconosciuto essere un genio, capace di guardare, dove altri non pensano di volgere lo sguardo, e riuscire anche a costruirci un business. Un visionario insomma.

    Su Twitter sta per arrivare davvero il modifica tweet

    Ma, essendo un genio, è anche imprevedibile. Di recente ha preso di mira Twitter, lo ricordavamo in apertura, in quanto non farebbe abbastanza per garantire la libertà di parola a tutti gli utenti. E, anche qui, non è un caso che una volta diffusasi la notizia dell’acquisizione una una quota maggioritaria di Twitter, molti sulla piattaforma hanno cominciato a chiedersi quando Elon Musk toglierà il ban a Donald Trump. E pare che tutta la destra americana da due giorni stia tartassando Musk proprio su questo punto.

    È anche imprevedibile perché è quello che proprio con un tweet decise di chiudere le pagine di SpaceX e Tesla.

    E, come Bloomberg fa sapere, proprio per tornare al punto dell’investimento passivo, il fondatore della Tesla ha modificato il suo ruolo in “attivo”. Il rischio che Elon Musk possa essere effettivamente un rischio (perdonate la ripetizione) non è affatto basso come qualcuno pensa, anche se resta comunque una figura notevole. Al punto che potrebbe considerare Twitter un giocattolo, come piace a lui, un gioco fatto sull’imprevedibilità, appunto.

  • Su Twitter sta per arrivare davvero il modifica tweet

    Su Twitter sta per arrivare davvero il modifica tweet

    Stavolta il modifica tweet su Twitter arriva per davvero. E il sondaggio di Elon Musk non c’entra niente. Twitter ci lavora da un anno e arriverà in fase di test sull’app Twitter Blue.

    Quello che in molti speravano, la grande maggioranza degli utenti Twitter, sta per arrivare. E stavolta si fa sul serio. E Elon Musk non c’entra assolutamente niente.

    La notizia è che il modifica tweet sta per arrivare davvero. Dopo anni di tira e molla, prima sì poi no, e poi ancora forse, complice il fatto che il Fondo Elliott volesse questa funzionalità più di Jack Dorsey, che poi ha lasciato la sua azienda, la tanto agognata funzionalità che permetterà di modificare il tweet, arriverà anche su Twitter.

    Non c’entra nulla il sondaggio che Elon Musk ha lanciato subito dopo aver acquisito il 9,2% di Twitter. Diventando in questo modo l’azionista maggioritario. Ed ecco perché.

    Twitter, arriva il modifica tweet

    Twitter, per quelli a cui è sfuggito, il 1° aprile scorso aveva twittato dall’account ufficiale “stiamo lavorando sul modifica tweet“. Ora, proprio perché fosse il 1° aprile, tutti hanno pensato che fosse un pesce d’aprile, uno scherzo insomma. Come già successo in questi anni.

    Solo che stavolta era tutto vero. Quel tweet era una sorta di annuncio a cui è seguito un doveroso chiarimento proprio ieri.

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1511456430024364037

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1511456466233815041

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1511456469207556101

    Un chiarimento doveroso in quanto tutti, o quasi, hanno creduto che Elon Musk si facesse carico della richiesta e che fosse in grado di metterla in pratica. Le cose non stanno così e sarebbe davvero fantasioso che questo potesse essere vero.

    Twitter ha chiarito che l’azienda sta lavorando seriamente ad introdurre il modifica tweet. E questa funzionalità sarà presto disponibile sotto forma di test su Twitter Blue, l’app di Twitter a pagamento che abilità funzioni aggiuntive a quelle già disponibili sulla piattaforma. App che non è ancora disponibile in Italia.

    L’idea non nasce dal un sondaggio

    Twitter chiarisce che l’idea “non è nata da un sondaggio“, chiaro riferimento al sondaggio di Elon Musk. E chiarisce anche che il tweet del 1° aprile “non era uno scherzo“.

    A supporto di questo annuncio, Jay Sullivan, vice presidente di Twitter e responsabile di prodotto, confermando che l’azienda è al lavoro per realizzare la funzionalità modifica tweet sicura, già da un anno.

    Senza cose come limiti di tempo, controlli e trasparenza su ciò che è stato modificato, ‘modidica tweet’ potrebbe essere usato impropriamente per alterare il record della conversazione pubblica“, ha twittato Sullivan. “Proteggere l’integrità di quella conversazione pubblica è la nostra massima priorità“.

    L’integrità del contenuto

    E qui si arriva al punto centrale del perché si è sempre ritardata l’introduzione di una funzionalità come questa: l’integrità del contenuto all’interno del tweet.

    Questo era il grande cruccio di Jack Dorsey che ha sempre pensato che il contenuto, una volta pubblicato, dovesse rimanere tale, errori di battitura compresi. E che la strada maestra era quella di cancellare il tweet e rifarlo, sacrificando eventuali retweet e like raccolti nel frattempo.

    Come abbiamo già raccontato qui sul nostro blog, nel 2015 siamo stati tra i primi a coniare l’hashtag #modificatweet, sollevando il problema e dando vita ad un dibattito a 140 caratteri, prima, e a 280 caratteri, dopo, che dura fino ad oggi.

    E abbiamo anche raccontato i grandi “stop-and-go” di Jack Dorsey riguardo all’introduzione di questa funzionalità, fino a quando nel 2020 disse chiaramente che la funzionalità non avrebbe mai visto la luce. Con lui.

    Non sappiamo dire se questa chiusura sia stata al centro di un ennesimo attrito con il Fondo Elliott, maggior azionista in quel momento con un investimento attivo. Di certo però sappiamo che da lì a poco Jack Dorsey avrebbe lasciato la sua creatura e che nel giro di poco tempo, lo conferma Twitter stesso come abbiamo visto prima, la funzionalità cominciasse a prendere forma.

    Fino all’annuncio ufficiale di ieri.

    Adesso non resta che attendere per capire con quale modalità la funzionalità verrà resa effettiva. Senza dubbio, peserà il limite di tempo consentito all’interno del quale procedere alla modifica del testo, verso punto focale di tutta la questione.

    Però, di fronte a tutto quanto visto in questi anni, per ora ci accontentiamo che il modifica tweet sta per diventare una cosa concreta.

  • Su WhatsApp si inviano 7 miliardi di vocali al giorno

    Su WhatsApp si inviano 7 miliardi di vocali al giorno

    Croce e delizia delle app di messaggistica, i vocali sono sempre più diffusi. Su WhatsApp se ne inviano 7 miliardi al giorno e ci sono nuove funzionalità.

    I messaggi vocali sono croce e delizia di coloro (quindi quasi tutti) che usano app di messaggistica. E come sappiamo bene, tra queste app, la stragrande maggioranza usa WhatsApp. E proprio oggi, l’app di messaggistica più usata al mondo, di proprietà di Meta, ha fatto sapere che ogni giorno si inviano sull’app ben 7 miliardi di messaggi vocali.

    Nella nota, WhatsApp spiega che questa modalità di invio di messaggi vocali, lanciata nel 2013, è popolare perché permette alle persone di adottare “una comunicazione più espressiva“..

    Con la voce, le emozioni traspaiono in modo più naturale rispetto ai messaggi di testo. E in molte situazioni i messaggi vocali sono la forma di comunicazione prediletta su WhatsApp“.

    Sulla facilità d’uso siamo tutti d’accordo. Ed è sicuramente questa facilità a renderli così popolari al punto che se ne inviano miliardi al giorno.

    WhatsApp, 7 miliardi di vocali al giorno

    In alcuni come l’India e altri del sud est asiatico, si sta pian piano abbandonando la modalità di messaggistica scritta. E si da spazio ai messaggi vocali.

    WhatsApp e i messaggi vocali, le funzionalità

    In aggiunta, WhatsApp rilascia alcune nuove funzionalità per migliorare l’esperienza con i messaggi vocali.

    E sono:

    • Riproduzione in background. Ti consente di continuare ad ascoltare un messaggio vocale anche se la pagina della relativa chat è chiusa, così puoi fare altro nel frattempo.
    • Metti in pausa/riprendi registrazione. Se necessario, puoi mettere in pausa la registrazione di un messaggio vocale e riprenderla quando ti è più comodo.
    • Visualizzazione a forma d’onda. La rappresentazione visiva dell’intensità del suono del messaggio vocale aiuta a seguire la registrazione.

    • Ascolta anteprima: riascolta i tuoi messaggi vocali prima di inviarli.
    • Continua riproduzione: se metti in pausa un messaggio vocale, puoi ricominciare ad ascoltarlo dallo stesso punto in cui l’avevi lasciato quando riapri la chat.
    • Riproduzione veloce per i messaggi inoltrati: riproduci a velocità 1,5x o 2x anche i messaggi vocali inoltrati.

    WhatsApp vocali 7 miliardi WhatsApp vocali 7 miliardi

    Tutte le funzionalità saranno disponibili progressivamente per tutti gli utenti nei prossimi giorni. Anche se alcune, come la modalità di visualizzazione a forma d’onda, sono attive da qualche giorno. Ricordatevi di aggiornare sempre la vostra applicazione.

  • Guerra Ucraina Russia, il racconto su Internet e social media

    Guerra Ucraina Russia, il racconto su Internet e social media

    La guerra Ucraina Russia continua ed è giunta alla quinta settimana. È arrivato il momento di guardare cosa è stato condiviso nelle quattro settimane di conflitto, sui social media e su Internet con il report “La Guerra e la Rete”.

    La guerra Ucraina Russia purtroppo continua, dal 24 febbraio, giorno dell’aggressione militare sferrata dalla Russia contro l’Ucraina. E siamo intanto entrati nella quinta settimana.

    Come già ricordato qui sul nostro blog, si tratta della prima guerra dell’era dei social media, un triste prima purtroppo. E proprio i social media, e Internet in generale, in queste settimane hanno aiutato le persone ad informarsi e anche a condividere informazioni. Ma, come abbiamo rilevato qui sul nostro blog, i social media in questo contesto hanno costituito un nuovo terreno di scontro. Luoghi in cui si è combattuta, e ancora si combatte, un’altra guerra a suon di propaganda e disinformazione.

    È arrivato il momento di fare un po’ un resoconto di tutto il racconto fatto sui social media e su Internet. A distanza di oltre un mese da questa guerra che ancora non accenna a finire. E, per fare questo, ci serviamo di un report molto interessante, e dettagliato, elaborato da dentsu italia – The Story Lab dal titolo “La Guerra e la Rete”.

    Guerra Ucraina Russia, il racconto su Internet e social media

    Guerra Ucraina-Russia, il paper su web e social media

    Si tratta di un paper che passa in rassegna i contenuti condivisi in queste settimane su: siti di news; Blog; Forum. E canali Social come: Twitter; YouTube; Facebook; Instagram. Con al loro interno almeno una keyword o un hashtag relativi alla guerra Ucraina Russia.

    Nel mese preso in considerazione, dal 24 febbraio al 24 marzo, in lingua italiana, sono state tracciate 102 keyword e sono 10 gli hashtag più ricorrenti. Alcuni anche in inglese, a denotare il desiderio di prender parte ad un flusso di informazioni più ampio.

    Lo scenario che viene fuori da questa indagine è che sono 8,7 milioni i contenuti pubblicati in rete in un mese, da parte di oltre 400 mila utenti unici: il 72% di questi di questi su Twitter che si conferma essere canale di informazione immediata. Il restante 17% su Facebook e solo l’8% sui siti di notizie.

    the story lab la guerra e la rete

    Nelle ultime 4 settimane sono stati diversi i picchi di maggiore condivisione di informazioni. A parte quello iniziale del 24 febbraio, con oltre 473 mila contenuti condivisi, c’è da registrare un calo fisiologico naturale. Il picco più alto degli ultimi giorni del periodo monitorato è quello relativo al giorno in cui il presidente dell’Ucraina. Volodymyr Zelensky, interviene in videoconferenza al Parlamento italiano, con oltre 300 mila contenuti condivisi.

    Guerra Ucraina-Russia, il sentiment

    Il sentiment che viene fuori è negativo, nel senso che per il 55% prevale il no alla guerra. La negatività rilevata dagli algoritmi, in realtà, denota una positività nelle conversazioni che manifestano contrarietà alla guerra e all’aggressione russa. Solo il 4% appoggia Putin e questa guerra folle. Anche se in alcuni casi questa minoranza sembra prendere il sopravvento alimentata fin troppo dai media e non solo.

    La ricerca poi rileva come i media e i siti di notizie abbiano giocato un ruolo fondamentale nel racconto. Grazie a propri inviati sul campo, poi esteso anche ai social media, su Twitter in particolare. Meno rilevante la posizione di influencer nel nostro paese. A differenza invece di quello che si è visto in altri paesi.

    Guerra Ucraina Russia racconto sui social media

    Ora, se guardiamo a cosa hanno cercato gli italiani su Google, il 24 febbraio, giorno in cui la guerra su larga scala è iniziata, le tre keyword, vale a dire “Ucraina“, “Russia Ucraina” e “ANSA” hanno totalizzato 8 milioni di ricerche. Tra le query, quindi le richieste espresse dagli utenti sul motore di ricerca, troviamo “guerra ucraina ansa”, “guerra ucraina aggiornamenti”, “guerra ucraina bambini”.

    Guerra Ucraina-Russia, migliaia di citazioni sui social

    Come dicevamo, tra gli hashtag più usati dagli italiani nelle conversazioni segnaliamo #Ucraina con oltre 790 mila citazioni, poi #Putin con oltre 425 mila citazioni, #Russia con oltre 384 mila citazioni, #Guerra con più di 193 mila citazioni. Da evidenziare #Zelenesky con più di 167 mila citazioni e #UkraineRussiaWar, tra i più usati a livello globale, con oltre 163 mila citazioni.

    Il report poi mette a confronto Putin e Zelensky dal punto di vista delle citazioni e del sentiment generato in rete e non trascura l’avvento di Anonymous in questa guerra.

    E mette in evidenza i casi di social resposibility, dove forse il caso che ha colpito di più, tra i tanti, è quello di Airbnb che ha aiutato la popolazione ucraina incentivando finte prenotazioni di abitazioni/appartamenti colpite dalla guerra.

    In 48 ore sono state più di 61 mila le richieste di prenotazioni arrivate in Ucraina. Significa 1,9 milioni di dollari che arriveranno agli Host in questo momento di necessità“, scriveva su Twitter Brian Chesky, cofondatore e Ceo di Airbnb il 4 marzo scorso. Cifra che poi ha continuato a salire nei giorni successivi.

    Guerra Ucraina-Russia, le iniziative

    Ma il report cita anche Fastweb he ha azzerato il roaming sms e chiamate da e verso l’Ucraina e la donazione del Gruppo Armani di 500 mila euro alle associazioni umanitarie per l’Ucraina.

    A un mese dall’inizio del conflitto, le discussioni in rete ci mostrano l’oscillazione dello stato d’animo (e dell’interesse) degli italiani. Per le persone, ricostruire una visione d’insieme chiara e univoca sembra impossibile” ci dice Samanta Giuliani, Executive Strategy Director di The Story Lab.Tra le altre cose, i dati che abbiamo raccolto ci ricordano il pericolo di arrivare troppo velocemente a una saturazione di informazioni e stimoli su un argomento. L’essere umano non riesce a rimanere in uno stato di ansia o paura troppo a lungo: fisiologicamente, più un fenomeno si dilata nel tempo, più siamo programmati per perdere interesse”.

    Come agiscono i social media nella guerra Ucraina Russia

    Insomma, il report The Story Lab: la Guerra e la Rete merita davvero di essere consultato, in quanto diventa uno strumento prezioso per tenere traccia di tutto quello che è successo in queste 4 settimane di guerra da poco passate.

    Intanto si è arrivati alla quinta settimana in cui si registra un significativo passo verso i negoziati da poco avviati a Istanbul, sperando che sia davvero la volta buona.

  • Su Instagram ritorna il feed in senso cronologico

    Su Instagram ritorna il feed in senso cronologico

    Instagram lancia due nuove modalità che riguardano il feed che si aggiungono a quello algoritmico della Home. Si chiamano Seguiti e Preferiti, in pratica ritorna il feed cronologico.

    Quasi sempre, quando si accede su una piattaforma social media, la prima cosa che si vuole vedere è sempre l’ultima. Proprio perché social “media” (nel senso di informazione e notizie), il primo contenuto che un utente si aspetta di vedere, solitamente, è l’ultimo, quello appena pubblicato. Certo, direte, non è per tutti così, ma di certo vale per una buona parte degli utenti.

    E lo sa bene anche Instagram, così come lo sa benissimo anche Twitter (ma di questo parleremo brevemente più avanti).

    Lo sa bene Instagram che oggi lancia una grande e gradita novità. In pratica, la piattaforma di Meta lancia due nuove modalità per visualizzare il feed, chiamate: Seguiti e Preferiti.

    Su Instagram ritorna il feed cronologico

    Instagram: Seguiti e Preferiti

    Si tratta di due modalità che, nella pratica, vanno ad aggiungersi a quella algoritmica, la Home. Quella che è stata oggetto di molte critiche da parte degli utenti, e non solo. Questo perché la sezione Home di Instagram continua a suggerire utenti che non si seguono. Finendo per rendere il feed stesso non vicino a quelle che sono le preferenze degli utenti. Ma più vicino a quello che l’algoritmo vuole mostrare, ovviamente. Questo per sottolineare che spesso la scelta algoritmica non significa perfezione.

    Invece, con Suggeriti e Preferiti le cose cambiano sensibilmente. Prima di passare a vedere cosa comportano, bisogna specificare che le due modalità, una volta scelte, non restano di default come si vorrebbe. La modalità di visualizzazione predefinita dei contenuti su Instagram resta sempre la Home.

    Se si sceglie Seguiti

    Se si sceglie la “modalità “Seguiti” verranno mostrati i post delle persone che seguiamo“. In pratica, si tratta del feed cronologico inverso, praticamente nell’ordine in cui vengono pubblicati.

    Se si sceglie Preferiti

    E sempre in ordine cronologico sarà anche la modalità “Preferiti”, con la quale verranno mostrati i post più recenti dei profili aggiunti in una lista precedentemente creata, ad esempio i migliori amici o i creator preferiti.

    Sempre per quanto riguarda i Preferiti, si potranno aggiungere fino a 50 profili di cui volete vedere i contenuti appena aprite l’app, una volta impostata la modalità. Le persone non verranno avvisate quando vengono aggiunte o rimosse da questa lista. I post dei profili della lista Preferiti saranno visualizzati più in alto anche nel feed della home, in quello della modalità “Seguiti” e saranno identificabili da un’icona a forma di stella.

    Accennavamo a Twitter, poco più sopra, perché di recente (lo abbiamo citato nella nostra newsletter settimanale) ha cambiato il feed impostando di default la Home e lascando come opzione “Ultimi tweet”. Dopo le proteste degli utenti, Twitter è ritornata sui suoi passi, portando il feed cronologico come predefinito. In pratica sconfessando Instagram.

    E voi quale modalità sceglierete su Instagram?

  • Su Twitter Spaces sarà possibile creare degli audio Clip

    Su Twitter Spaces sarà possibile creare degli audio Clip

    Su Twitter Spaces, la funzionalità audio di Twitter, sarà possibile creare audio clip della durata di 30 secondi. Per ora è disponibile solo su iOS e negli Usa, ma presto arriverà su Android e sulla versione web.

    Si tratta di un test, ma per Twitter Spaces è una di quelle funzionalità necessarie. Infatti, Twitter ha iniziato a testare la possibilità di estrarre da uno spazio live su Twitter Spaces degli audio clip. Ci riferiamo a brani audio di qualche secondo che possono essere condivisi per aumentare l’interesse verso lo spazio. La possibilità di creare audio clip riguarderà gli spazi registrati, quindi una funzionalità che torna molto utile agli host.

    Gli host, e non solo, (fra poco vedremo perché) potranno estrarre delle registrazioni della durata di 30 secondi. In pratica, è come se fosse possibile fare un tweet in audio.

    Dopo aver registrato uno spazio, alla sua conclusione l’audio registrato resta disponibile per l’ascolto per i successivi 30 giorni. E non è possibile estrarlo per poterlo condividere (chissà quando verrà data questa possibilità). Stessa durata per l’ascolto di 30 giorni avranno anche gli audio clip.

    Ad esempio: state ascoltando la registrazione di uno spazio che non avete potuto seguire in diretta. In questo modo potrete estrarre un momento che vi ha particolarmente colpito ed invitare altri ad ascoltarlo.

    Come potete vedere, la condivisione attraverso un tweet dell’audio clip estrae una preview con le parole iniziali dell’audio estratto, riportando poi il link dello spazio per intero.

    Su Twitter Spaces sarà possibile creare degli audio Clip

    Al momento questa possibilità è in fase di test negli Usa, e solo per iOS. Tutti coloro che usano dispositivi mobili iOS possono ascoltare gli audio brevi condivisi. Ma per il momento solo pochi host possono crearli. Prossimamente questa possibilità verrà estesa anche su Android e anche per la versione web di Twitter.

    Non solo gli host potranno estrarre audio clip dagli spazi registrati su Twitter Spaces. Infatti, la possibilità verrà estesa a tutti gli utenti che avranno voglia di ascoltare lo spazio registrato.

    Non c’è limite al numero di clip audio che possono essere creati, e vivranno sulla piattaforma per 30 giorni“, ha dichiarato il portavoce di Twitter, Joseph J. Nuñez, e “tutti su iOS possono vedere e ascoltare le clip di Spaces sulla loro timeline, e presto anche le persone su Android e Twitter.com riceveranno l’accesso. Monitoreremo il feedback e abbiamo in programma di espandere a tutti su Twitter la funzionalità di ritaglio di Spaces nel prossimo futuro“.

    Ecco il punto, “abbiamo in programma di estendere a tutti su Twitter la funzionalità“. Questo da un lato potrebbe essere un grande vantaggio, perché significherebbe dare a tutti la possibilità di condividere una porzione della registrazione ed estendere ancora di più l’ascolto dello stesso spazio. Ed è assolutamente positivo.

    Il problema, però, è che potrebbe esserci il caso in cui qualcuno potrebbe estrarre un brano di 30 secondi ed usarlo per altri scopi, anche non del tutto leciti. Certo, stiamo esagerando, ma potrebbe essere un rischio portare la funzionalità a tutti senza degli opportuni strumenti di controllo. E su questo aspetto ancora non ci sono dettagli, che aspettiamo ovviamente.

    Intanto, possiamo dire che Twitter in questa fase si trova a rincorrere Clubhouse che ha introdotto gli audio clip, da 30 secondi, già a settembre. Anche se, pur rincorrendo, quindi arrivando dopo, Twitter ha ancora il vantaggio di posizionare Twitter Spaces un gradino più in alto. Infatti, l’interesse per la funzionalità audio di Twitter è in crescendo, anche per il decrescente interesse verso quell’app che ha di fatto aperto la strada alle stanze audio.

    Come già ricordato, Clubhouse paga il fatto di aver esteso il periodo di esclusività per troppo tempo, arrivando, nell’estate scorsa, su Android quando l’interesse verso altre modalità, come appunto Twitter Spaces, era già in atto.

    In questo periodo Clubhouse vive un momento interlocutorio, riscontrando successo in India ad esempio e anche tra gli utenti russi. Ma al momento non si segnalano situazioni particolari, prova ne è il fatto che nè l’India e nè la Russia, come invece successo per tutte le altre piattaforme, hanno preso provvedimenti verso questa app.

    Di clip poi se ne parla di recente a proposito di YouTube che ha introdotto la possibilità di estrarre dei clip della durata compresa tra i 5 e i 60 secondi, funzionalità per ora disponibile solo per pochi creator. E clip sono anche disponibili su Slack, lanciati lo scorso mese di settembre, e su Prime Video di Amazon, modalità che permette la condivisione di brevi video trailer sempre durata di 30 secondi.

    Per concludere, Twitter Spaces in questo momento gode di un forte interesse e questa funzionalità degli audio clip può aiutare ancora di più ad estendere la funzionalità. Ma serve, quanto prima, dare un ordine tematico agli spazi audio, per permettere agli utenti di poter avvicinarsi all’ascolto con interesse.

    Sappiamo che al momento Twitter sta sperimentando questa possibilità, ma adesso è diventata una necessità.

  • Su Instagram presto arriveranno gli NFT

    Su Instagram presto arriveranno gli NFT

    Parlando al SXSW 2022, Mark Zuckerberg, CEO di Meta, ha dichiarato che presto su Instagram arriveranno gli NFT. Non ha spiegato i dettagli, ma probabilmente ci sarà la possibilità di coniarli.

    Parlando al SXSW 2022, in corso fino al 20 marzo, Mark Zuckerberg, founder e CEO di Meta (la società madre di Facebook e di tutte le altre app di Menlo Park) ha detto che a breve su Instagram arriveranno gli NFT (Non-Fungible-Token).

    Un intervento alla South by Southwest (una delle conferenze più interessanti al mondo) della durata di circa 50 minuti. Per lo più occupato a parlare di Metaverso. Ma è bastato un breve intervento sugli NFT per scatenare curiosità. E per mostrare che Meta, da questo punto di vista, punta a fare le cose sul serio.

    Stiamo lavorando per portare gli NFT su Instagram a breve termine“. Queste le parole di Zuckerberg, come riportate da Engadget, che traccia una linea che sarà seguita a breve. Senza però scendere nei dettagli di come tutto questo verrà messo in pratica.

    La cosa su cui Zuckerberg si è soffermato è che gli utenti, una volta che gli NFT saranno disponibili su Instagram, potranno sia metterli in mostra, ma anche crearne di nuovi. Zuckerberg ha aggiunto che “nei prossimi mesi, (si avrà) la capacità di portare alcuni dei vostri NFT. E si spera, nel tempo, essere in grado di coniare le cose all’interno di quell’ambiente“.

    Gli NFT arrivano su Instagram

    Come qualcuno forse ricorderà, quest’annuncio di Zuckerberg sugli NFT non è una vera e proprio novità. Già lo scorso anno Adam Mosseri, il CEO di Instagram, aveva detto che l’azienda stata “esplorando” il tema NFT. E come questo potesse conciliarsi con Instagram. A gennaio di quest’anno giravano voci che i team di Facebook e Instagram stavano effettivamente sviluppando qualche idea in concreto.

    Su Instagram presto arriveranno gli NFT

    E, da quello che si sa, sempre rispetto a quelle voci, è che le direttive su cui si lavora sono essenzialmente due. Una riguarda la possibilità di usare un NFT all’interno del proprio profilo; la seconda quella, appunto, di coniare NFT e attivare, attorno a questa possibilità, conversazioni all’interno dell’app.

    Ma come? Vendendo un post o immagine popolare sull’app? Oppure legare gli NFT a contenuti specifici e, per questo, coniati per l’occasione? Sono solo due ipotesi che facciamo, per il fatto che, al momento, siamo di fronte solo ad una comunicazione di interesse, concreta, ma che non ha ancora una base solida da essere messa in pratica.

    E poi, c’è tutto il tema del metaverso, appunto, che vedrà sicuramente gli NFT al centro di tutto. Resta, quindi, da capire come Meta intenda armonizzare il tutto coinvolgendo attivamente anche Instagram.

    Intanto possiamo dire che, per quanto riguarda l’idea di rendere gli NFT visibili all’interno del proprio profilo, Twitter si è già mossa, rilasciando questa possibilità a chi, non ancora in Italia, sta usando Twitter Blue, l’app a pagamento, che permette di avere altre funzionalità in aggiunta a quelle disponibili sulla piattaforma madre.

    Cosa sono gli NFT

    Ne avevamo, infatti, già trattato dell’argomento, proprio a proposito di Twitter, ma è il caso di ritornarci.

    Come detto, NFT sta per “non-fungible-Token”, e, cercando di essere più chiari possibili, e può contenere qualsiasi cosa digitale, inclusi disegni, GIF animate, ma anche canzoni o oggetti all’interno dei videogiochi.

    Gli NFT permettono quindi la compravendita di “oggetti digitali” unici e permettono di tenere traccia del possessore attraverso la blockchain.

    Ricordiamo che per oggetti difitali unici si intende anche tweet, come quello di Jack Dorsey, ex CEO e co-founder di Twitter, che ha venduto, sotto forma di NFT, il suo primo tweet per 2,5 milioni di dollari.

    Volendo fare altri esempi, possiamo citare Nyan Cat, la cui GIF è stata venduta per oltre mezzo milione di dollari, circa 300 Ethereum. Oppure il meme degli occhiali “deal with it” venduto per circa 8 mila dollari.

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