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  • Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Una recente ricerca di Pew Research negli Usa rileva, non certo una novità, che il 25% degli utenti Twitter genera il 97% dei tweet. E quasi la metà sono retweet.

    Non si tratta di una novità, ad essere onesti, ma una recente ricerca di Pew Research, negli Usa a rilevato, ancora una volta, che in realtà i social media non sono usati da tutti gli utenti. E cosa intendiamo per usati? “Usati” nel vero senso della parola e cioè fare uso dello strumento attraverso tutte le funzionalità che una piattaforma social media mette a disposizione.

    Ebbene, dalla ricerca emerge che solo il 25% degli utenti Twitter (oggi 211 milioni di utenti giornalieri) genera il 97% dei tweet, la quasi totalità. Vale la pena specificare che la ricerca si basa solo sul mercato Usa, ossia quello più importante per Twitter. Per questo motivo, si può ritenere che questi dati possano essere verosimilmente rilevati anche su altri mercati, almeno in media.

    Sono un quarto degli utenti governa la conversazione

    Quindi, solo un quarto degli utenti su Twitter governa la conversazione e questo può dare qualche indicazione anche in termini di uso della piattaforma da parte di un brand, sapendo che riuscire a coinvolgere quella parte di utenti può avere un impatto considerevole.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    È utile considerare anche che, sempre relativamente al 25% di utenti che generano contenuti su Twitter, solo il 14% era caratterizzato da tweet originali, mentre oltre l’80% è costituito da retweet (49%) o da risposte ad altri tweet (33%).

    Inoltre, le risposte e i retweet (RTs) costituiscono la maggior parte delle azioni compiute da chi usa meno Twitter, quindi dal restante 3% sul totale.

    Da questi dati emerge una indicazione che era in parte già nota. E cioè che, come abbiamo visto, l’82% delle azioni compiute sono retweet e risposte, non si tratta quindi di contenuti originali.

    Twitter e pensieri poco originali

    Su Twitter si condivide poco pensiero originale, ma lo strumento diventa utile nell’amplificare i messaggi. Quest’ultima sembra essere un’altra considerazione evidente che emerge da questi dati.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Twitter si caratterizza quindi come strumento per amplificare i messaggi condivisi, considerato che il 50% di tutte le attività svolte è costituito da RTs. Non si conosce la percentuale relativa alle risposte.

    Questa ricerca evidenzia, e conferma, che Twitter è quindi uno strumento legato alla diffusione delle notizie. Risulta uno strumento molto efficace nel creare coinvolgimento attorno alle news.

    Tweet in media 37 like e 1 retweet

    Altro dato interessante è che, considerando un mese di tempo, i tweet generati dagli utenti più attivi (il 25% sul totale come abbiamo visto) ricevono mediamente, come forma di interazione, 37 like e 1 retweet. Se vi state chiedendo come mai notate basse interazioni rispetto ai vostri contenuti, questa può essere una spiegazione.

    Su Twitter il 25% degli utenti genera il 97% dei tweet

    Inoltre, c’è un aspetto per certi versi allarmanti. Nel senso che buona parte degli utenti che hanno preso parte alla ricerca, non sanno nemmeno se il proprio account è pubblico o privato.

    Il 65% riteneva che fosse pubblico, il 19% lo riteneva privato e il 17% non sapeva nulla a riguardo. Solo che a realtà dei fatti è che l’89% degli account delle persone che hanno partecipato alla ricerca sono pubblici. E poi, l’83% di quelli che sostenevano che il proprio account fosse privato, in realtà era pubblico.

    Un esempio di come, forse, sarebbe più utile parlare di come usare gli strumenti appieno, perché poi le persone non conoscono la differenza su come funziona l’algoritmo che è alla base di una piattaforma social media e come settare gestire il proprio account secondo la privacy.

    Twitter per amplificare le notizie

    Alla fine, tutto questo non deve essere letto come uno scoraggiamento ad usare Twitter, anzi. Questa ricerca ci conferma che Twitter è uno strumento ideale per condividere news e informazioni, che gli utenti lo usano proprio per amplificare queste notizie.

    Ma Twitter è molto di più. È anche uno strumento dove, attraverso la condivisione di contenuti, è possibile stringere Relazioni. Il contenuto diventa quindi strumento di relazione e le dinamiche di interazione con esso sono la chiave di tutto.

    Twitter da poco ha lanciato Twitter per Professionisti, una modalità che permette agli account di differenziarsi e distinguersi meglio, definendo la propria attività. Uno strumento in più per aiutare le persone ad usare la piattaforma in modo diverso e utile. Nel senso che Twitter può diventare anche uno strumento per indentificare meglio il proprio lavoro e le proprie competenze.

  • Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per professionisti, ecco come funziona

    Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche in Italia. Per la prima volta Twitter permette ad aziende e professionisti di identificare il proprio account. Ecco come funziona.

    Twitter è una delle poche piattaforme social media a permettere a tutti di registrarsi, aprire un proprio account, senza definire lo stesso come persona o come professionista/azienda. Una modalità che altre piattaforme, come Facebook, Instagram e TikTok già permettono da tempo. Ma adesso tutto cambia e anche Twitter permetterà agli account di definirsi meglio, per sfruttare tutte le opportunità della piattaforma.

    Come molti di voi sanno, Twitter non ha mai permesso una distinzione netta, chiunque poteva aprire un proprio account, una modalità che, a fronte della nuova strategia intrapresa dalla società di Jack Dorsey, non ha più molto senso. Twitter oggi è molto di più di 280 caratteri e presentarsi in maniera chiara può aiutare gli utenti a conoscere meglio gli interlocutori con cui entra in contatto e alle aziende, ai professionisti, influencer, creator di sfruttare tutte le opportunità.

    Ecco Twitter per professionisti

    Annunciato ad aprile di quest’anno e rilasciato verso la fine di ottobre, adesso comincia a propagarsi meglio, anche in Italia, Twitter per Professionisti, quella che era stata presentata come Twitter for Professionals. Si tratta di un modulo che gli utenti stanno vedendo comparire all’interno del menù della app mobile o all’interno della voce “Altro” sul menù della versione web, con cui definire meglio il proprio account.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | franzrusso.it

    E siamo sicuri che questa modalità farà felici le aziende, che da sempre hanno chiesto un modo per poter meglio distinguere il proprio account, e tutti i professionisti/influencer/creator che adesso possono presentarsi meglio.

    Ma vediamo meglio come funziona Twitter per professionisti.

    Intanto un profilo aziendale o professionale per Twitter non è altro che un aggiornamento, gratuito, di un account esistente che risponda ad alcuni requisiti: non aver commesso ripetute violazioni delle regole di Twitter; essere autentici, significa quindi avere un nome e cognome insieme ad una foto e una bio ben definita. Non sono ammessi account che rappresentano personaggi di fantasia, account che fanno parodia e nemmeno account di animali domestici.

    Trasformare l’account Twitter per aziende e professionisti

    Come detto prima, Twitter per Professionisti sta cominciando a propagarsi anche nel nostro paese e potete trovare la sezione nel menù dalla versione app mobile e all’interno della voce “Altro” all’interno del menù per la versione web.

    Una volta cliccato sulla sezione, potrete cominciare a definire il vostro account.

    La prima cosa da fare, dopo aver accettato di far diventare il vostro account per aziende o professionisti, è quella di scegliere la categoria a cui appartenete, scegliendo quella che più vicina alla vostra professionalità.

    Una volta fatto questo, individuate la vostra figura specifica, in modo da caratterizzare il vostro account, e quindi scegliete tra “Attività” o “Creator“. Quest’ultima è quella che più si addice a personalità pubbliche, influencer, blogger e creator.

    Fatto l’ultimo passaggio, avrete la possibilità di modificare la vostra bio, rendendo visibile la vostra categoria.

    Twitter per Professionisti ecco come funziona | InTime Blog

    E qui ci fermiamo, anche se il modulo prevede anche la possibilità di aggiungere la sezione dedicata alla Newsletter, realizzata grazie all’acquisizione di Revue, e al modulo Shopping, non ancora attivo nel nostro paese. A questi moduli, si dovrebbe aggiungere anche la sezione About, all’interno della quale le aziende avranno modo di specificare meglio l’indirizzo dell’attività, gli orari, i contatti e altro.

    Al momento, non è possibile rendere professionale un account appena creato.

    Perché scegliere Twitter per Professionisti

    La prima cosa da fare è chiedersi se veramente l’account è per aziende o per professionisti. Trasformarlo, come detto, aiuta molto a definire un’attività, vale per un’azienda come per un professionista. Posto che si fa sempre in tempo a tornare indietro. Nel senso che è possibile trasformare un account per professionisti facendo ritornare un account privato.

    Una volta fatta la scelta di trasformare il proprio account per aziende e professionisti, questa stessa trasformazione, come dice Twitter, “apre le porte a diverse opportunità”. Molte delle quali non ancora attive nel nostro paese, come quelle legate all’advertising e quelle legate allo shopping.

    Update adv

    Diversamente da quanto scritto sopra, anche in Italia sono attive, per le aziende e i professionisti che trasformano il proprio account, quelle che Twitter chiama Quick Ads. In pratica, in soli 3 passaggi è possibile promuovere un contenuto.

    Quando si vede la tab “Promuovi” su un tweet già pubblicato, quella è una promozione veloce. Si parte da 10 euro fino a 5 mila euro, scegliendo poi per quanti giorni estendere la promozione.

    Ma, in sostanza, conviene trasformare il proprio account se si intende usare Twitter per creare conversazioni attorno alle propria attività, aziendale o professionalità, in modo da creare Relazioni anche da questo punto di vista.

    E, come detto sempre all’inizio, questa trasformazione aiuta gli utenti a comprendere meglio l’account con cui ci si relaziona.

  • Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Twitter, mantenendo l’impegno, dopo due mesi risolve il problema della sparizione dei tweet dalla timeline. L’aggiornamento riguarda la versione web.

    Come certamente ricorderete, a fine settembre vi avevamo dato notizia di come Twitter intendesse risolvere (finalmente!) una volta per tutte il fenomeno della sparizione del tweet dalla timeline. Scritto poi così non è poi chiarificatore. Parliamo del momento in cui un tweet cattura la vostra attenzione dalla timeline, ma poi, per il fatto che la stessa timeline si aggiornava automaticamente, lo stesso tweet spariva. E non c’era verso di rintracciarlo in maniera rapida.

    Questo breve recap per tornare sulla notizia, a distanza di circa due mesi, per fornirvi un aggiornamento importante. E sì, Twitter ha mantenuto l’impegno di risolvere il problema, a partire dalla versione web.

    In pratica, da oggi, il rilascio continua in maniera graduale, una volta selezionato un tweet che si vuole leggere, e quindi rispondere, ritornando sulla timeline la stessa non si aggiornerà più in maniera automatica, come avveniva prima.

    Twitter, ecco come evitare che i tweet scompaiano sul web

    Adesso è l’utente che decide quando aggiornare la timeline. E come?

    Un aggiornamento atteso

    Una volta ritornati sulla timeline, appunto, noterete in alto la barra del contatore dei tweet che intanto conteggia i tweet che vengono man mano pubblicati. Solo cliccandoci sopra aggiornerete la timeline, altrimenti potrete restare lì fin quando avrete letto quello che vi interessava.

    Può darsi che da questo aggiornamento sia dipeso oggi, 16 novembre, un down che si è limitato, appunto, alla sola versione web della piattaforma, nello specifico per quel che riguarda le notifiche e le pagine dei profili.

    Twitter tweet sparizione web

    Come vedete dall’immagine, il rilascio sta avvenendo e, in questo modo, Twitter si allinea sempre più alla sua versione mobile. Infatti, sia nella versione iOS che Android, questa modalità è già presente.

    Per la società di Jack Dorsey si tratta di un’altra interessante novità a distanza di pochi giorni dall’annuncio che Twitter non taglierà più le immagini che vengono allegate ai contenuti. Adesso, qualunque sia il formato, orizzontale o verticale, l’immagine verrà visualizzata per esteso già nell’anteprima, senza più essere tagliata al centro.

    E, sempre qualche giorno fa, Twitter ha anche annunciato il rilascio di Twitter Blue, la versione di Twitter a pagamento, anche negli Usa.

    E proprio Twitter Blue merita qualche approfondimento che a giorni condivideremo con voi.

  • Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, Twitter in abbonamento arriva in Usa e in Nuova Zelanda

    Twitter Blue, la versione a pagamento di Twitter, dopo Canada e Australia, arriva anche negli Usa e in Nuova Zelanda. Tra le funzionalità, la possibilità di leggere articoli senza pubblicità.

    Dopo Canada e Australia, Twitter Blue arriva da oggi in Usa e in Nuova Zelanda, su iOS, Android e web. Di Twitter Blue ne abbiamo parlato qualche mese fa raccontando meglio le funzionalità di quella che, nè più e nè meno, è la versione a pagamento di Twitter. Ora il lancio si estende anche negli Usa, il mercato più grande per Twitter, e quindi questo rilascio assume una certa rilevanza. Twitter, da questi punto di vista, ci crede molto.

    Il costo dell’abbonamento è di 2,99 dollari negli Usa e di 4,99 dollari neozelandesi e permette di accedere a divers funzionalità che non sono attive nella versione aperta a tutti.

    Il lancio negli Usa permettere a Twitter di presentare Twitter Blue con alcune novità rispetto alla versione iniziale, novità che sono frutto dei diversi feedback inviati dagli utenti, recepiti e trasformati, appunto , in funzionalità.

    Accesso a funzionalità aggiuntive

    E infatti, Twitter Blue permetterà a tutti gli abbonati di accedere alla funzionalità che permette di leggere news da più di 300 siti, trai quali (negli Usa) Washington Post, L.A. Times, USA TODAY, The Atlantic, The Verge, Reuters, The Daily Beast, Rolling Stone, BuzzFeed, Insider e The Hollywood Reporter senza pubblicità. Questo perché, spiega Twitter, una parte delle entrate derivante dagli abbonamenti andrà agli editori. Una volta che si accede ad un articolo su uno di questi siti, comparirà una dicitura “Ad-free con Twitter Blue”.

    Twitter Blue Twitter abbonamento Usa Nuova Zelanda intime blog

    Attenzione però, questo non significa che una volta abbonati a Twitter Blue si avrà la possibilità di leggere articoli che fanno parte di forme di paywall attive su quel determinato sito. In quel caso, per leggerlo, è sempre necessario l’abbonamento anche al sito di news. Ma questa è la situazione attuale e non è detto che possa cambiare in futuro.

    In pratica, come molti di voi ricorderanno, questa funzionalità non è altro che Scroll, l’acquisizione che sta permettendo a Twitter di avviare questa funzionalità “ad-free” e di avviarne un’altra.

    https://twitter.com/TwitterComms/status/1458110401485365251

    La funzione Top articles

    Parliamo della funzionalità definita “Top Articles“. In pratica viene riprodotta, sempre grazie a Scroll, la modalità che proponeva Nuzzel che portava in alto quelli che erano gli articoli più condivisi. La carrellata per ora viene lanciata solo per la versione Android e in seguito su iOS, un caso molto raro.

    Twitter Blue comprende poi altre funzionalità e la più apprezzata dagli utenti sarà di annullare l’invio di un Tweet. Una modalità che permette di visualizzare in tweet in anteprima e verificare che tutto sia ok prima di inviarlo. Un modo per aggirare il modifica tweet che tutti gli utenti attendono e che non arriverà, forse, mai.

    Ma poi ci sono altre modalità come personalizzare la propria app con colori che evidenziano aree specifiche per renderle facilmente riconoscibili. Caratterizzare i segnalibri con colori diversi e in cartelle specifiche è un’altra di quelle funzionalità che sarà molto apprezzata.

    E poi, gli abbonati potranno caricare video fino a 10 minuti di durata, invece che dei 2 minuti standard.

    Insomma, Twitter prova a fare sul serio con la sua versione a pagamento che adesso si avvia alla prova più difficile che è quella di provare a invogliare gli utenti americani ad abbonarsi. Superato questo scoglio, Twitter comincerà a pensare di estendere Twitter Blue anche in Europa.

  • Su Twitter ritorna l′anteprima dei link condivisi da Instagram

    Su Twitter ritorna l′anteprima dei link condivisi da Instagram

    Su Twitter fa ritorno l’anteprima dei link condivisi da Instagram. Una notizia che farà felici tutti gli utenti. L’operazione era sparita senza una spiegazione nel 2012.

    Sia chiaro, il mondo ha milioni di problemi, così come le nostre vite messe a dura prova tutti i giorni con grattacapi e preoccupazioni di ogni genere. E questa di cui stiamo per parlare è una delle ultime. Ma si tratta di un piccolo sollievo, diciamolo. A cosa ci riferiamo? Alla possibilità di rivedere su Twitter le anteprime dei link condivisi da Instagram. Dai, quanto era fastidioso condividere un link da Instagram e vederlo lì senza alcun immagine, non era certo un modo invitante per cliccarsi sopra. Ora tutto questo è finito.

    La notizia è stata condivisa dall’account Twitter di Instagram e anche da quello di Twitter, Twitter Support, ovviamente, per dire che da oggi (da ieri per la verità) da iOS, da Android e anche da web condividendo un link Instagram su Twitter comparirà una anteprima. Questo sì che è un modo per invogliare le persone a cliccarsi sopra per vedere meglio il contenuto e per visitare il profilo dell’autore.

    Alcuni di voi, forse tanti, ricorderanno che questa operazione era già possibile, solo che poi, nel 2012, con l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook, tutto sparì, senza una particolare spiegazione. Allora si spiegava che il cross posting non era ben visto dagli algoritmi e cose simili: “guai a farlo si rischia di essere penalizzati!“. Insomma, la cosa la si poteva spiegare in maniera più semplice invece.

    Proprio in queste ore infatti, in cui tutti (o quasi) festeggiamo a notizia, si dice che in realtà a mettere fine alla condivisione da Instagram non fu, come si è sempre creduto, l’allora CEO Kevin Systrom, ma proprio il patron di Facebook, ossia Mark Zuckerberg. La motivazione era quella di mantenere i contenuti di Facebook, e di tutte le sue app, sempre all’interno dello stesso ecosistema, evitando di condividerli con altre app e piattaforme.

    Infatti, a molti questa operazione è sembrata una, passateci il termine, “operazione simpatia” per ingraziarsi gli utenti e per iniziare quella operazione di rinnovare l’immagine di Facebook, intesa come azienda, che oggi si chiama Meta. Una operazione, vista da questo punto di vista, che giunge ad un giorno di distanza dall’annuncio di voler terminare il riconoscimento facciale.

    Ora, a monte di tutto questo, salutiamo con piacere questo ritorno e ce lo teniamo stretto.

    Un’ultima cosa, se condividendo il link da Instagram non dovesse succedere nulla, non preoccupatevi, si tratta solo di attendere che la possibilità di propaghi davvero a tutti.

  • Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Su Twitter Spaces la possibilità di registrare gli spazi si fa sempre più concreta. Adesso alcuni utenti possono creare spazi registrabili solo su iOS, ma presto il rilascio sarà globale anche su Android.

    Twitter punta decisamente su Twitter Spaces e gli aggiornamenti in queste ultime settimane non sono mancate. In attesa di avere una tab dedicata, all’interno della quale vedere e scegliere di ascoltare gli spazi live oppure segnalarsi quelli futuri, Twitter comincia a rilasciare una delle funzionalità più richieste, ossia la possibilità di registrare gli spazi audio.

    Per ora la possibilità è stata rilasciata ad un ristretto gruppo di “host” negli Usa, che già fanno parte della versione beta originale di Twitter Spaces, e valida solo su iOS, anche se gli ascoltatori si possono unire sia con dispositivi iOS che Android. Ma siamo sicuri, anche se non ci sono ancora dettagli precisi in questo senso, che il rilascio globale avverrà a breve, su tutti i dispositivi.

    Twitter Spaces, la possibilità di registrare è più concreta

    Come registrare uno spazio su Twitter Spaces

    Registrare uno spazio su Twitter Spaces è molto semplice. L’host nel momento in cui creerà il suo spazio, oltre ad indicare fino a tre tag che indentificano meglio il contenuto che verrà trattato (altro interessante novità che sta per arrivare), e prima ancora di attivarlo, sceglierà se rendere lo spazio registrabile o meno, semplicemente attivando l’impostazione “Registra lo spazio“.

    A quel punto lo spazio partirà direttamente con la registrazione, sarà visibile una icona “Rec” in alto a destra dello spazio. Gli utenti che vorranno unirsi allo spazio, avranno modo di essere avvisati da una dicitura che avviserà della registrazione, questo per rendere consapevole l’utente del fatto che se volesse intervenire, la sua voce verrà registrata.

    Quest’ultimo punto è uno di quelli critici su cui ancora Twitter deve lavorare molto e siamo sicuri che presto verrà rilasciata all’utente maggiore possibilità di scelta, per ovvi motivi.

    E veniamo all’altro punto critico degli spazi registrabili perché le notizie a riguardo sono un po’ contrastanti. Al termine dello spazio, l’audio potrà essere condiviso su Twitter, così come viene condiviso lo spazio e quello che avviene durante.

    Al momento non vi è la possibilità di esportare l’audio e di poterlo usare e condividere anche su altre piattaforme. A differenza di quello che riportano altri siti, questa possibilità non è ancora attiva e lo afferma Twitter a TechCrunch.

    Certo, esportare l’audio per poi poterlo valorizzare anche attraverso podcast e condividerlo su altre piattaforme è quello che tutti gli host si augurano di poter fare presto. E siamo sicuri che anche su questo Twitter darà risposte a breve.

    twitte spaces spazi registrabili

    Nel caso in cui si volesse riascoltare l’audio, resta sempre valida la possibilità di scaricare i propri dati da Twitter: Impostazioni>Il Tuo Account>Scarica l’archivio dei tuoi dati. All’interno delle cartelle troverete anche gli audio a cui avete preso parte. Questo vale per gli host e per gli utenti che hanno preso parte a spazi registrabili.

    Twitter in questo momento ha la possibilità di poter alzare ancora di più l’attenzione su Twitter Spaces, accelerando sulla registrazione, anche perché Clubhouse su questo è già attiva, avendo rilasciato questa possibilità, in aggiunta agli audio clip, da qualche settimana. Senza dimenticare le Live Audio Rooms di Facebook che stanno iniziando a propagarsi.

    La modalità audio ha conosciuto un grande interesse durante la pandemia e anche subito dopo. Adesso ci troviamo in una fase molto diversa, per il fatto che le persone sono tornate ad uscire quasi come un tempo. Questo non significa che l’audio non sia valido, tutt’altro, la possibilità di registrarli potrà fornire un ulteriore motivo di interesse. Staremo a vedere cosa accadrà quando tutti gli utenti avranno la possibilità di registrare spazi audio su Twitter Spaces.

  • Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Il brand advertising difende Twitter dalle modifiche Apple

    Dalla terza trimestrale di Twitter emerge che il brand advertising, che pesa l’85% sulle entrate dell’azienda, ha finito per proteggerla dalle modifiche della Apple.

    Il titolo è estremamente sintetico ma utile, almeno speriamo, per farsi un’idea di quella che è stata la terza trimestrale di Twitter (Q3 2021 – $TWTR). In effetti, dai dati finanziari emersi e presentati dall’azienda guidata da Jack Dorsey, Twitter è una di quelle aziende che ha sofferto meno delle modifiche della Apple avviate proprio nel terzo trimestre di quest’anno con l’aggiornamento dell’iPhone iOS 14.5. L’impatto è stato minimo e questo è stato possibile grazie al brand advertising che persa l’85% sulle entrate dell’azienda di San Francisco.

    E pensare che questo dato era stato sempre considerato come una sorta di “tallone d’Achille” che, invece, si è dimostrato utile in questa fase in cui aziende come Facebook o Snapchat stanno soffrendo molto le mosse del colosso di Cupertino.

    Twitter brand advertising franzrusso intime blog

    I dati nello specifico ci dicono che nel terzo trimestre Twitter ha realizzato fatturato e crescita della base utenti in linea con le previsioni degli analisti finanziari e questo è sicuramente un buon segnale. Il fatturato totale è stato di 1,28 miliardi di dollari, in crescita del 37% rispetto allo scorso anno.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092738233036800

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1453092917543800833

    Nel terzo trimestre però Twitter registra una perdita di 0,54 centesimi di dollari per azione, questo si spiega perché l’azienda ha dovuto pagare oltre 700 milioni di dollari per la causa aperta dagli investitori per via del numero falsato relativo alla base utenti.

    Gli utenti giornalieri monetizzabili sono stati 211 milioni (a fronte di una previsione di 211,9 milioni), in crescita di 5 milioni rispetto al trimestre precedente e di 24 milioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: +13%. Ricordiamoci che Twitter non pubblica ormai da tempo il dato relativo agli utenti attivi mensili, ma rilascia solo il dato riferito agli utenti giornalieri.

    Le entrate pubblicitarie sono state 1,14 miliardi di dollari, con una crescita del 41% e il coefficiente di engagement cresciuto del 6%.

    Il titolo $TWTR ieri ha guadagnato il 3%, salvo perdere oggi, invece, circa il 9% nel momento in cui scriviamo a mercati aperti.

    Riportiamo questi dati su Twitter, come sulle altre aziende in periodi di trimestrale, perché siamo convinti che questi dati aiutino sempre a comprendere lo stato di salute di un’azienda, specie queste aziende proprietarie di piattaforme social media. E questi dati, come abbiamo ormai imparato, dicono molto sulle prossime strategie e sulle prossime mosse di un’azienda, per comprendere meglio i passaggi.

    Certo, tutto questo ha poi molto più valore per Twitter, azienda che vede come principale azionista il Fondo Elliott (quello che possiede il Milan) con il CEO Jack Dorse che si gioca tutto entro i prossimi 3 anni. E vedremo come andrà, ovviamente ve lo racconteremo.

  • Twitter, adesso Twitter Spaces è davvero per tutti

    Twitter, adesso Twitter Spaces è davvero per tutti

    Twitter Spaces diventa disponibile per tutti e quindi decade il limite dei 600 follower. Tutti gli utenti possono quindi creare i propri spazi audio e la possibilità di registrarli è sempre più vicina.

    Twitter Spaces è ora disponibile per tutti gli utenti, senza alcun limite. Twitter continua a lavorare sugli spazi audio, arricchendoli di nuovi strumenti e opzioni, e ora, dopo aver limitato la possibilità di aprire spazi audio agli utenti con più di 600 followers, ecco che adesso permette a tutti di usare questa funzionalità, sia su iOS che su Android.

    Una operazione che dimostra l’intenzione di Twitter di continuare a sviluppare la funzionalità audio anche se ancora non possiede una sezione dedicata all’interno dell’app.

    Come sapete, Twitter ha detto addio agli inizi di agosto ai Fleets lasciando comunque la parte alta della timeline solo per gli spazi. Ma questi compaiono solo quando attivi, mentre si avverte l’esigenza di avere una sezione dedicata a Twitter Spaces.

    Sezione dedicata che al momento è in versione test su iOS solo in lingua inglese, ancora niente su Android. La sezione compare visibile al centro sul menù in basso, tra la sezione “Cerca” e la campanella delle “Notifiche”. In questo modo sarebbe più facile seguire gli spazi, vedere quelli in programma e, soprattutto ascoltare quelli in diretta.

    Twitter, adesso Twitter Spaces è davvero per tutti

    Di sicuro la sezione dedicata darebbe maggiore impulso all’uso degli spazi.

    Recentemente, come dicevamo all’inizio, Twitter ha introdotto alcune opzioni interessanti. Come la possibilità per l’host di avere un co-host e anche la possibilità di poter usare dei tag per definire meglio l’argomento che sarà trattato all’interno dello spazio.

    Come usare Twitter Spaces e organizzare uno spazio coinvolgente

    E non dimentichiamoci che gli spazi sono anche un grande opportunità per i creator e per tutti coloro che vogliono realizzare degli spazi unici. Infatti negli Usa, per ora solo lì, è possibile realizzare spazi a pagamento, possibilità che comunque resta limitata ad alcuni utenti e non per tutti.

    Nelle scorse settimane è stato possibile provare ad accedere alla funzionalità, mostrando di possedere i requisiti richiesti; nei giorni scorsi alcuni utenti hanno cominciato a ricevere i primi feedback da Twitter e ora, come dicevamo negli Usa è possibile creare spazi a pagamento, in attesa che la possibilità venga estesa a livello globale.

    La domanda che tutti si pongono spesso, invece, è: ma quando si potrà avere la possibilità di registrare gli spazi? A questa domanda risponde proprio l’account di Twitter Spaces quando un mese fa twittò un concept di come si presenterà la possibilità di registrare gli spazi, con un tasto attivabile proprio nel momento in cui lo spazio viene creato.

    Al momento non si sa molto di più, ma qualcosa si sta muovendo.

  • Twitter, come rimuovere follower indesiderati da web

    Twitter, come rimuovere follower indesiderati da web

    Su Twitter è possibile rimuovere follower indesiderati, per il momento solo da web. Un modo alternativo al blocco, ecco come fare.

    Fino a ieri, l’unica possibilità per non interagire più con follower indesiderati era quella di bloccarli, una scelta “pesante” per tutto quello che comporta. Invece, adesso Twitter offre una possibilità più “soft”, più morbida, non a caso viene già definita come “soft block“.

    In pratica, da oggi su Twitter è possibile rimuovere follower indesiderati senza necessariamente bloccarli. Un’operazione che per il momento è possibile fare solo da web, quindi non dall’app mobile.

    Come rimuovere un follower indesiderato su Twitter

    L’operazione in sè è molto semplice anche se molto utile. Per rimuovere un follower, e quindi non bloccare, è sufficiente seguire questa procedura.

    Dal proprio “Profilo”, cliccare sul numero dei vostri follower. Fatto questo, vi apparirà la lista dei follower, dal più recente in poi, e noterete che di fianco al tasti “Segui o Smetti di seguire” appaiono tre pallini in orizzontale. Cliccate su questi ultimi a vi apparirà un menù in cui compare la voce “Rimuovi questo follower“. Se voleste procedere con questa operazione, quindi rimuovere il follower, sappiate che allo stesso utente non verrà notificato nulla, a differenza di quanto avviene con il blocco (l’utente scopre di essere stato bloccato quando visita il profilo dell’utente bloccante).

    twitter rimuovere follower web franzrusso intime blog

    La differenza, come dicevamo, con il blocco è sostanziale. In questo caso, l’utente che viene rimosso può ancora vedere i tweet, e anche i DM, dell’utente che segue dal profilo dello stesso (cosa in genere non possibile in situazione di bocco) ma non li vedrà più invece dalla timeline.

    E poi, nel caso in cui un utente venisse rimosso, lo stesso può tornare comunque a seguire lo stesso utente.

    Come abbiamo sottolineato, rimuovere un utente è meno “pesante” che bloccarlo e potrebbe tornare utile nel caso ci si accorgesse di voler rimuovere un utente con cui si interagisce poco e, quindi, “fare spazio” ad altri utenti con cui creare maggiore interazione. Diciamo che questa rappresenta una migliore e valida alternativa al blocco che resta, da adesso in poi, quella più estrema per rompere qualsiasi rapporto con un utente specifico.

    Ma, questa della rimozione, diventa uno strumento in più in mano agli utenti che hanno maggiore controllo sulla loro esperienza Twitter, sempre nell’ottica di vivere la piattaforma lontano da utenti che con il loro modo aggressivo e poco rispettoso tendono a rendere la stessa esperienza poco piacevole.

    Questo non è che uno dei tanti sforzi di Twitter nel tentativo di rendere la piattaforma un luogo più sicuro e altri, sempre in questa direzione, ne arriveranno nelle prossime settimane.

  • Twitter, al via il test che avvisa se la conversazione si infiamma

    Twitter, al via il test che avvisa se la conversazione si infiamma

    Twitter sta dando il via ad un test che ha come obiettivo quello di avvisare gli utenti se ci si sta per imbattere in una conversazione che potrebbe presto surriscaldarsi e diventare molto impegnativa.

    Twitter, come già ricordato un paio di anni fa, sembra quasi un cantiere impegnato su più fronti, dopo anni di immobilismo. L’avvio di diversi test su altrettanto funzionalità che potrebbero vedere la luce è andata avanti anche questa estate, e non sembra ci sia l’intenzione di smettere.

    Solo così possiamo leggere il lancio del nuovo test, di cui ha dato notizia Twitter Support, proprio sulla piattaforma da 280 caratteri, che ha come obiettivo quello di avvisare gli utenti se ci si sta per imbattere in una conversazione che potrebbe presto surriscaldarsi e diventare molto impegnativa.

    Nell’esempio twittato dall’account di supporto, si vede che, nel momento in cui l’utente sta per prendere parte ad una conversazione, appare un messaggio che lo avviso con questa dicitura: “Conversazioni come questa possono essere intense“. Un modo per allertare l’utente che quella conversazione può trasformarsi in una sorta di “battaglia”.

    twitter test conversazione intensa infiamma franzrusso intime blog

    Nel messaggio successivo il titolo della tab rende bene l’idea, con un messaggio del tipo: “Guardiamoci le spalle a vicenda”. Più in basso appaiono poi delle esortazioni nell’affrontare la conversazione:

    • Ricorda l’umano: questa è la prima vera regola di qualsiasi netiquette, che spesso dimentichiamo. “Comunicare con rispetto rendere Twitter un posto migliore“, regola che vale sempre.
    • I Fatti contano: “verificare i fatti è un aiuto per tutti“.
    • Le diverse prospettive hanno valore: “scoprire diverse prospettive possono rafforzare la propria“. Una esortazione ad entrare in conversazione con una mentalità più aperta.

    Una volta presa visione di questi messaggi, e presa coscienza della litigiosità della conversazione a cui si decide di partecipare, si può cliccare sul tasto grande in blu: “Count me in“, una sorta di “ci stò”.

    Questo test, se dovesse mai diventare una funzionalità a tutti gli effetti, segue la strategia di fondo che Twitter persegue, in maniera più intensa, appunto da un paio di anni, che è quella di liberarsi di contenuti d’odio, di conversazioni che hanno lo scopo di diffondere disinformazione. Un test che segue la funzionalità che invita gli utenti a leggere bene prima di retwittare un articolo, questo perché, come sappiamo bene, il titolo non racconta il contenuto per intero.

    Al momento non si conosce la modalità con cui Twitter determina quale conversazione sta per infuocarsi, in risposta ad un utente, Twitter Support ha risposto che questo test ha lo scopo di affinare meglio la modalità che potrebbe cambiare nel corso della prova.

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    E non si conosce nemmeno quanti sono gli utenti che possono visualizzare e provare questo test che è stato avviato comunque sia su iOS che si Android.

    Il tentativo di migliorare la consapevolezza su cosa twittare e sulla possibilità di imbattersi in qualche conversazione che potrebbe mettere a rischio la nostra stessa serenità è sempre una buona cosa. Per questo, valutiamo questo test in maniera positiva se l’intento è quello di rendere gli utenti più consapevoli e avvicinarli alla piattaforma.

    Ma dal nostro punto di vista, per quello che può valere, resta sempre valida la regola che se non si è sicuri di ciò che si condivide, se non si ha padronanza dell’argomento, allora è meglio non twittare niente. Che ne pensate?

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