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  • Elon Musk e i problemi di Twitter sulla sicurezza, facciamo il punto

    Elon Musk e i problemi di Twitter sulla sicurezza, facciamo il punto

    I problemi sulla sicurezza di Twitter, dopo l’eclatante denuncia di Peiter Zatko, detto “Mudge”, potrebbero fornire una grande occasione di rivalsa per Elon Musk. E comunque le cose restano complicate, anche per lo stesso fondatore della Tesla.

    La vicenda che riguarda Elon Musk e Twitter si arricchisce di un nuovo, ed imprevisto, episodio e, questa volta, il fondatore della Tesla potrebbe addirittura spuntarla. Forse.

    Come sappiamo, Elon Musk da maggio ha iniziato ad insinuare che il fenomeno spam/bot su Twitter fosse ben più alto del 5% rilevato dalla società di San Francisco. A nulla sono valse i report forniti, al punto che a luglio il fondatore della Tesla decide di abbandonare l’accordo di acquisizione della società, quello siglato ad un prezzo di 44 miliardi di dollari, lamentando di non aver avuto accesso ai dati e di essere convinto che Twitter stesse mentendo sugli stessi dati.

    Ne è conseguito una prima citazione da parte di Twitter verso Elon Musk, il caso verrà discusso presso la Corte del Delaware dal prossimo 17 ottobre, e poi una successivo contro citazione da parte di Elon Musk verso Twitter.

    elon musk twitter sicurezza

    Insomma, quando tutto si preparava ad essere discusso nelle aule dei tribunali, con avvocati pronti ad addentrarsi nei dati e nelle carte processuali per cercare di escogitare la propria linea a difesa della propria strategia, ecco che arriva l’imprevisto, quello che nessuno si aspettava.

    Qualche giorno fa Peiter Zatko, noto con il suo nome di hacker “Mudge”, assunto nel novembre del 2020 da Jack Dorsey, co-fondatore ed ex CEO di Twitter, presenta una denuncia formale, depositata presso la SEC, in cui, in sostanza, sostiene che Twitter ha mentito sui dati.

    E poi, in aggiunta, sostiene che Twitter in realtà non ha mai fatto nulla per risolvere il problema, molto più esteso secondo “Mudge” di quanto Twitter si ostini ad affermare. E, inoltre, che Twitter non fosse sufficientemente attrezzata per affrontare questo problema  con software e server obsoleti.

    Insomma, una denuncia che mette a nudo una situazione che potrebbe compromettere seriamente la reputazione di Twitter, proprio in vista delle prossime audizioni in tribunale, e mettere la società in una situazione difficile nei confronti di Musk.

    Infatti, il fondatore della Tesla non ha perso l’occasione per ritornare alla carica e sfruttare il momento a suo favore.

    Intanto non ha perso tempo a usare Twitter. Per primo ha twittato uno screenshot del Washington Post con scritto: “Quindi la prevalenza dello spam *è stata* condivisa con il consiglio, ma il consiglio ha scelto di non rivelarlo al pubblico…“.

    Poco prima aveva twittato un meme del Grillo Parlante, in riferimento a quanto ha denunciato da Peiter Zatko.

    Come dicevamo, il team di legali non si è fatto sfuggire l’occasione e ha subito presentato istanza presso la Corte del Delaware per richiedere di nuovo la possibilità di poter vedere i dati e confutare la loro tesi. In precedenza la giudice Kathaleen St. J. McCormick aveva rifiutato qualsiasi richiesta, ma alla luce di quanto successo, le cose sono cambiate.

    Vista la richiesta di Musk di analizzare miliardi di dati, richiesta che la giudice ha ritenuto assurda, la stessa giudice ha però imposto a Twitter di fornire a Musk i dati di 9 mila account che risultano come stima dal report di fine anno scorso. E sempre la giudice McCormick ha imposto a Twitter di fornire ulteriori dati che possano essere utili.

    Se fossimo ad un incontro di pugilato, questa per Musk è una ripresa da mille punti, si potrebbe dire che ha il match ormai alla portata. Ma le cose potrebbero complicarsi anche per lo stesso fondatore della Tesla.

    Ne abbiamo parlato nello spazio su Twitter (e dove, se no?) insieme a Luca Alagna con il prezioso contributo di Matteo Flora, esperto e docente di cyber security, che ci ha aiutato a comprendere meglio il quadro proprio da questo punto di vista. Qui sotto il link per poter riascoltare lo spazio:

    Twitter, dal canto suo, cerca di difendersi come può. Parag Agrawal cerca di far sentire la sua voce, sostenendo che tutta questa narrazione è pretestuosa. Ricordiamo che a licenziare Peiter “Mudge” Zatko fu proprio lui. Rebecca Hahn, portavoce di Twitter, prova ad allontanare i dubbi, confermando la veridicità dei dati diffusi da Twitter, e cioè che il fenomeno spam/bot sulla piattaforma è quantificabile al 5%.

    Per ora sembrerebbe, condizionale d’obbligo, che la situazione stia avvantaggiando Musk e forse neanche si aspettava tutto questo. O forse sì.

    Di certo, affronterà il processo di ottobre con un altro animo e intanto ha citato in giudizio Jack Dorsey e altri manager di Twitter per aver fornito informazioni fallaci.

    Staremo a vedere cosa succedere, in attesa del prossimo episodio di questa vicenda che quanto a colpi di scena non si è ancora esaurita.

  • Twitter, i ricavi deludono anche per colpa di Musk

    Twitter, i ricavi deludono anche per colpa di Musk

    Twitter ha presentato i dati della sua trimestrale, la seconda del 2022 e non poteva essere diversamente. I ricavi sono in calo, per colpa anche di Elon Musk, spiega la società. Timido aumento del numeri degli utenti giornalieri.

    Comunque la vogliamo vedere, la trimestrale di Twitter, la seconda dell’anno, non ha certamente nulla di sorprendente. Era già abbastanza chiaro che i dati finanziari della società di San Francisco fossero influenzati dall’acquisizione, poi ritirata, da parte di Elon Musk. Sarebbe stata la stessa cosa per qualsiasi azienda, figurarsi per un’azienda come Twitter.

    Questo è il riassunto, in sintesi,, di ciò che è stato presentato oggi. Presentazione a cui non è seguita nessuna call e nessuna previsione per il prossimo trimestre, proprio per via della causa legale tra la società e Elon Musk, sulla mancata acquisizione da 44 miliardi di dollari, che sarà discussa a partire dal mese di ottobre presso la Corte del Delaware.

    I numeri sono in calo:

    • Utile per azione: in calo di 8 centesimi, rettificata, contro un utile previsto di 14 centesimi, secondo un sondaggio Refinitiv;
    • Entrate: 1,18 miliardi di dollari contro 1,32 miliardi di dollari;
    • Utenti attivi giornalieri monetizzabili (mDAU): 237,8 milioni contro i 238,08 milioni previsti, sempre secondo Refinitiv. Anche se Zack Consensus prevedeva 236 milioni.

    https://twitter.com/TwitterIR/status/1550450907384406017

    I ricavi sono in calo dell’1% rispetto allo steso periodo dello scorso anno, fermandosi, appunto, a 1,18 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2022.

    Nello spiegare la situazione finanziaria che si è creata, Twitter ha imputato il calo dei ricavi in parte al calo generalizzato legato al settore pubblicitario, in parte al difficile contesto macroeconomico generale e, quindi, all’”incertezza legata all’acquisizione di Twitter da parte di un affiliato di Elon Musk“.

    La spiegazione non è lontana dalla realtà e non fugge da essa. Il complicato contesto economico a livello globale che stiamo vivendo, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina e i suoi effetti a livello mondiale influenzano la vita anche della grandi aziende tecnologiche. Un esempio è anche la trimestrale di Snap, la società proprietaria della piattaforma Snapchat che ha presentato risultati deludenti al punto da far crollare il titolo in borsa del 25%.

    E il tiolo Twitter non poteva reagire in maniera diversa anche oggi. Il TWTR è in calo dello 0,7% attestandosi intorno ai 39,2 dollari per azione.

    Twitter poi elenca come la società ha visto, nel secondo trimestre, aumentare i costi e le spese di ben il 31%, raggiungendo la cifra di 1,52 miliardi di dollari. I costi relativi ai licenziamenti, e qui la mano di Elon Musk è evidente, sono stati pari a 19 milioni di dollari. Ricordiamo che Twitter in questi tre mesi ha licenziato un terzo del team delle acquisizioni dei talenti.

    Twitter elon musk calo ricavi

    La perdita netta registrata da Twitter è di 270 milioni di dollari, in calo rispetto all’utile di 66 milioni di dollari rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.

    Il dato relativo agli utenti giornalieri monetizzabili è in crescita rispetto ai 229 milioni dello scorso trimestre. Adesso sono 237,8 milioni. Un dato che Twitter spiega essere conseguenza dei “continui miglioramenti del prodotto”. Non si è riusciti ad agganciare la previsione degli analisti ma, comunque, si registra un timido aumento, anche se è +16% in un anno. Un segnale, sebbene piccolo, che dovrebbe essere messo in evidenza proprio a Elon Musk.

    Cosa ne sarà dei dati finanziari per i prossimi tre mesi? Davvero rispondere ad una domanda come questa, quando mancano poco meno di tre mesi all’inizio della discussione della causa a Elon Musk presso la Corte del Delaware, è quasi impossibile.

    Di certo, saranno tre mesi molto duri che coincideranno con l’avvicinarsi a questa data molto importante. E c’è da scommettere che la voce di Elon Musk su Twitter, forte dei suoi 102 milioni di follower, si farà sentire.

  • Twitter, ecco come evitare le mention indesiderate

    Twitter, ecco come evitare le mention indesiderate

    Una delle funzionalità più attese di Twitter è finalmente attiva da qualche giorno. Ecco come evitare quindi le mention indesiderate.

    La funzionalità, tanto desiderata dagli utenti (tra le tante), era stata annunciata da Twitter a febbraio di quest’anno, ma ora a distanza di mesi diventa effettiva per tutti. Stiamo parlando della possibilità di evitare le mention indesiderate.

    Da qualche giorno, infatti, è possibile annullare una mention all’interno di un tweet in cui si è citati, quando si tratta di una mention poco gradita. Se non per altro, per il fatto che poi quella citazione all’interno di un tweet finisce per intasare la sezione delle notifiche relative a quel tweet. Fino a qualche giorno fa non era possibile, se non silenziare la conversazione o silenziare l’utente autore del tweet, peggio in extremis, bloccare l’utente autore. Azione quest’ultima in effetti esagerata.

    Allora, ecco che si accoglie con favore l’introduzione di questa funzionalità che viene definita “Unmentionig“, cioè la possibilità di “Abbandonare la conversazione“.

    twitter mention indesiderate

    Come funziona Abbandona la Conversazione su Twitter

    Mettiamo il caso che vi rendiate conto di essere stati citati, menzionati, in un tweet e che vi infastidisce l’essere stato citato e anche le relative notifiche che vi arrivano in seguito alle azioni, come commenti, like e retweet. Adesso, per evitare questo fastidio, si può cliccare i tre pallini in alto a destra che compaiono nel tweet e arrivare alla voce “Abbandona la conversazione”.

    Una volta fatto questo passaggio comparirà la sezione che vedete nell’immagine che abbiamo realizzato in basso. E cioè cosa accade se andate avanti.

    twitter mention indesiderate

    Quindi, viene annullato il tag all’interno del tweet. In questo caso @nomeutente comparirà nel tweet senza link, in questo modo non vedrete più alcuna notifica relativa al tweet in cui eravate citati. E quindi, ancora, nessuno anche rispondendo al tweet potrà citarvi. Il vostro tag è, appunto, annullato.

    A quel punto, prima di procedere, si presentano due opzioni:

    • Abbandona la conversazione, con tutto quello che abbiamo visto;
    • Come non detto resto, ci ripensate e tornate indietro.

    Per chi non fosse abituato con questa funzionalità, vale la pena di ricordare che si tratta più o meno di un’altra funzionalità che va sotto il nome “Rimuovi il tag”, quando volete annullare il tag all’interno di una immagine condivisa in un tweet per gli stessi motivi.

    Forse questa funzionalità viene vista come un modo per evitare critiche o altro. In effetti, è un modo invece per avere più controllo rispetto ad un tagging spesso indesiderato da cui è difficile liberarsi, se non procedendo come abbiamo descritto sopra.

  • Elon Musk e Twitter, adesso è battaglia legale

    Elon Musk e Twitter, adesso è battaglia legale

    Tra Elon Musk e Twitter adesso è davvero battaglia legale. Inizia oggi con la prima udienza e Twitter chiede un processo rapido: inizierà ad ottobre. In mezzo ci sono le banche e gli azionisti.

    Quello che si paventava alla fine è successo. Non che si tratti di una sorpresa, ma, vista la situazione, la speranza che tutto si potesse risolvere in un altro modo era davvero debole. E allora, eccola la battaglia legale tra Elon Musk e Twitter. E pensare che il patron della Tesla, solo qualche mese fa, aveva promesso il meglio per Twitter, liberando la piattaforma da spam bot, da fake news, facendola diventare una piazza dove ognuno potesse esprimersi liberamente. E invece adesso volano gli stracci.

    Come vi abbiamo raccontato in questi mesi, l’amore tra Elon Musk e Twitter non è mai esploso del tutto. Sin dall’inizio si registrava nella società di San Francisco una certa diffidenza, manifestata anche dai dipendenti della società che non hanno mai gradito l’arrivo di Elon Musk.

    Ora, con la vicenda del fenomeno spam bot che Elon Musk sostiene essere molto più rilevante di quello che invece Twitter sostiene, si è arrivati a parlare per mezzo degli avvocati. E adesso c’è il tira e molla sulla prima udienza e sull’inizio dell’apertura della causa legale avviata da Twitter, presso la Corte del Delaware, per fare in modo che Elon Musk dia seguito all’accordo sottoscritto ad aprile scorso. Ossia l’accordo che prevede l’acquisto di Twitter da parte di Elon Musk al prezzo di 44 miliardi di dollari, 54,2 dollari per azione.

    Elon Musk Twitter battaglia legale

    La situazione è complicata per Elon Musk, il quale non potrà uscire facilmente da questa situazione. Certamente non come crede lui, ossia sbattendo i piedi dicendo che Twitter non gli ha permesso di vedere come stanno veramente le cose. Certamente no. Anche se continua a dire di avere il diritto di farlo perché l’azienda non gli avrebbe fornito tutte le informazioni necessarie a fare chiarezza.

    In ballo gli attori sono diversi. Oltre a Elon Musk e Twitter ci sono le banche che hanno prestato i soldi, una parte, a Musk per comprare Twitter e ci sono anche gli azionisti che devono essere pagati a 54,2 dollari azioni. In pratica, si tratta di altre potenziali cause ai danni di Elon Musk, oltre a quella intentata da Twitter. Un bel quadro.

    Twitter vuole costringere Elon Musk a comprare l’azienda, così coma da accorsi; Musk, a sua volta, non ne vuole più sapere e si è stancato. Restano, come dicevamo, le banche.

    Elon Musk, per arrivare all’acquisizione, ha firmato due accordi con banche come Morgan Stanley, Bank of America e Barclays per un prestito totale di 25,5 miliardi di dollari. Ha poi messo a disposizione una parte significativa del suo patrimonio, sotto forma di azioni Tesla come garanzia, nel caso in cui non fosse in grado di rimborsare i prestiti. Il resto dell’operazione doveva essere finanziato in contanti, suddiviso tra lo stesso Musk e un consorzio di hedge fund e altri fondi che hanno accettato di aiutarlo ad acquistare l’azienda e, in caso di successo, sarebbero diventati comproprietari.

    Il perché le banche non si siano ancora mosse è perché il loro danaro viene messo a disposizione solo una volta che l’operazione di acquisizione si conclude. Certo, c’è un problema di reputazione in questa fase, da giorni le banche in questione non si pronunciano in attesa di nuovi sviluppi. Non è il caso quindi di rompere del tutto con uno degli uomini più ricchi al mondo.

    Elon Musk e Twitter, i possibili scenari

    Resta molto probabile che alla fine la Corte del Delaware arrivi ad imporre ai due litiganti un compromesso, costringendo Elon Musk a pagare una grande somma di denaro come risarcimento del mancato accordo, permettendo quindi a Elon Musk di liberarsi da quello che doveva essere un affare. Scenario questo che molti esperti danno come il più probabile.

    A questo punto le banche riceveranno una parte dei soldi per il loro disturbo e amici come prima con Elon Musk.

    Twitter, dal canto suo, vuole che l’accordo di concluda a tutti i costi. Perché sa bene che permettendo a Elon Musk di andarsene via questo comporterebbe un grande problema con gli azionisti che vedrebbero il loro ritorno ben al di sotto dei 54,2 dollari concordati con Musk (adesso è più meno 38 dollari per azione). E questi stessi azionisti potrebbero, a loro volta, fare causa alla società per i mancati guadagni in seguito al fallimento dell’accordo. Una situazione che Twitter vuole allontanare il più possibile.

    Intanto, Twitter, dopo la prima udienza preliminare del 19 luglio, cioè domani, vorrebbe che la causa venisse discussa a partire dal mese di settembre. Questo anche per rispettare i tempi che erano previsti dall’accordo. Mentre Elon Musk vuole allontanare questa ipotesi puntando ad allungare i tempi arrivando a febbraio del prossimo anno. Tempi che un’azienda come Twitter non può permettersi.

    Twitter ottiene l’inizio del processo a ottobre

    Alla fine Twitter ha ottenuto il processo più rapido. Inizierà il prossimo ottobre di quest’anno. Così è stato deciso oggi dal giudice Kathaleen McCormick della Corte del Delaware. E il titolo TWTR in borsa a Wall Street sta guadagnando il 4% oltre i 40 dollari per azione. Alla fine chiude con +2,8% a 39,49 dollari.

  • Elon Musk e Twitter, i possibili scenari

    Elon Musk e Twitter, i possibili scenari

    Elon Musk ha manifestato l’intenzione di abbandonare l’accordo di acquisizione di Twitter a causa del fenomeno spam/bot. Una mossa che si tradurrà in una lunga battaglia legale dalla quale, comunque, Twitter ne uscirà con le ossa rotte.

    Sin dall’inizio (abbiamo già iniziato con questo incipit su questo tema, non se ne trovano altri visto il contesto), abbiamo sempre guardato con scetticismo all’accordo di acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk. Anzi, lo scetticismo è cominciato con la scalata alle azioni della società, poi trasformatasi in una proposta di acquisizione ad un prezzo di 44 miliardi di dollari, un’offerta a 54,2 dollari per azione.

    Ecco, non siamo qui a dire “l’avevamo detto!“, no. Anzi. Continuiamo a raccontare questa saga, quasi “triste, solitaria e finale” (per citare un grande scrittore come Osvaldo Soriano) perché davvero triste e solitaria rischia di essere Twitter. La società che non seppe dire di no alla maxi offerta, a fine aprile di quest’anno, proposta dal miliardario e fondatore, tra l’altro, della Tesla, adesso, tra gli scenari possibili, rischia davvero grosso. Da qualsiasi punto si guardi questa vicenda.

    Ecco perché, di seguito proviamo a delineare, brevemente, quelli che sono gli scenari possibili dopo che Elon Musk, con una lettera al CdA di Twitter e alla SEC (l’equivalente della Consob italiana), ha comunicato l’intenzione di abbandonare la proposta di acquisizione di Twitter per 44 miliardi.

    Ma prima, breve recap dell’ultimo episodio che ha portato a questo triste epilogo, anche se la fine è ancora lontana. Elon Musk a maggio di quest’anno ha contestato, dopo diversi giorni, il report di Twitter che riportava la presenza di spam e bot sulla piattaforma come un fenomeno al di sotto del 5%. Il fondatore della Tesla è, e resta, convinto che il fenomeno spam/bot su Twitter sia almeno 4 volte tanto. E lo fece notare pubblicamente a Parag Agrawal, l’attuale CEO di Twitter, con tanto di emoji raffigurante la cacca. Già questo basterebbe a definire il profilo del miliardario in procinto di acquisire una società con una acquisizione che resterebbe tra la più alte mai viste nel panorama dei social media.

    Elon Musk e Twitter scenari

    A seguito di questo, Elon Musk ha chiesto di verificare la veridicità di quei dati e di voler esaminare direttamente, attraverso un team di tecnici esterni, se quei dati fossero reali o meno. Pena la validità dell’accordo.

    Ora, persino uno meno avvezzo alla materia economica sa bene che una verifica di tutto quello che riguarda la compravendita di beni e servizi di fa ben prima di procedere ad un accordo. Ben prima, non dopo. Infatti, come molti analisti hanno già notato, il buon miliardario non ha provveduto ad applicare quella che in gergo viene chiamata due diligence, ossia una operazione di verifica dei benefici e dei rischi che comporta una acquisizione come questa.

    Questo è uno dei punti che verrà esaminato in sede legale. Perché se Elon Musk fosse andato a fondo prima della proposta, avrebbe potuto avanzare i suoi dubbi e quindi decidere, legittimamente, di non procedere all’acquisizione. Non ci sarebbe stato nulla da eccepire, sotto il profilo legale.

    Ma Twitter, dopo la richiesta, ha provveduto a dare a Elon Musk e ai suoi esperti tutti i dati necessari accompagnati da una etichetta che recitava più o meno così: data la enorme massa di dati e data la privacy degli utenti che va sempre protetta, di più non possiamo fare, anche perché sarebbe impossibile quantificare con certezza il fenomeno.

    Alla fine dell’analisi operata dagli esperti di Elon Musk, gli stessi esperti sono arrivati alla stessa conclusione, e cioè che non è possibile riuscire ad avere un quadro più chiaro e definitivo di quello fornito da Twitter, ossia il dato inferiore al 5% relativo a spam/bot.

    Twitter giovedì ha ribadito il dato del 5% e ha anche aggiunto che ogni giorno viene eliminato qualcosa come 1 milione di account spam. A quando pare tutto questo non è bastato perché il giorno dopo Elon Musk ha fatto partire la sua missiva indirizzata a Twitter e alla SEC.

    Ora, gli scenari dicevamo.

    Tutti gli scenari sono comunque nefasti per Twitter.

    Elon Musk e Twitter, accordo in bilico su spam e bot

    Di fronte alla lettera, il CdA di Twitter ha emanato un breve comunicato, riportato poi su Twitter da Bret Taylor, il presidente, in cui c’è scritto:

    Siamo impegnati a chiudere la transazione al prezzo e alle condizioni concordate con il signor Musk e intendiamo intraprendere un’azione legale per far rispettare l’accordo di fusione. Siamo fiduciosi di poter prevalere presso la Corte della Cancelleria del Delaware“.

    Un’azione legale contro Elon Musk che potrà avere, essenzialmente, due esiti.

    Il primo è che il giudice costringerà, sulla base delle leggi americane, Elon Musk a procedere all’acquisizione così come era stata concordata, ossia alla cifra di 44 miliardi di dollari. Quindi quella fatta a 54,2 dollari per azione. Una mazzata per Musk che intanto, con le sue “picconate”, ha trascinato il prezzo attuale a circa 37 dollari per azione. Prezzo che potrebbe continuare a scendere nei prossimi giorni anche al di sotto dei 30 dollari. Possibilità concreta già entro la prossima settimana a meno di colpi di scena.

    La seconda è che il giudice possa condannare Elon Musk a pagare un risarcimento danni per aver diffamato Twitter e aver detto il falso. Il falso sarebbe riferito al fenomeno spam/bot. Uno scenario che, tra le righe, evoca anche il CdA di Twitter perché, in qualche modo, restituirebbe un po’ di dignità alla società. Infatti Twitter da questa vicenda ha interesse a che le sue affermazioni sia riconosciute come vere e non avere questa “macchia” di aver diffuso dati diversi e sottostimati.

    Ecco, di fronte a questi due esiti, Twitter comunque ne uscirebbe male, molto male.

    La battaglia legale sarà lunga, ma la pazienza degli investitori non è infinita e i mercati, si sa, non aspettano.

    Twitter rischia di vedere il proprio valore crollare e con esso tutto quello di buono fatto in questi anni. Soprattutto in questi ultimi due-tre anni, quando un processo vero di innovazione stava per prendere piede.

    Per evitare tutto questo, sarebbe stato meglio non accettare la proposta di Elon Musk ad aprile. Questa non è la solita frase ex-post “è facile dirlo adesso“. No. Le condizioni per dire di no c’erano tutte. E ora è difficile uscire da questo pantano.

    Resta comunque il forte dubbio di quale fosse il reale obiettivo di Elon Musk acquisendo Twitter. Chiunque al posto suo, anche di fronte ad una situazione come questa, avrebbe fatto di tutto per migliorare le cose, non per peggiorarle, proprio per difendere i suoi interessi. Invece no. Il suo intento non era garantire la libertà di parola, come ha detto per settimane. Il suo intento non era, a questo punto, nemmeno quello di sedersi al tavolo dei grandi con un social media tutto suo. Neanche questo.

  • Elon Musk e Twitter, accordo in bilico su spam e bot

    Elon Musk e Twitter, accordo in bilico su spam e bot

    Il Washington Post, secondo alcune fonti, riporta che l’accordo di acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk sarebbe ormai in pericolo. Il destino di Twitter è sempre più legato al fondatore della Tesla.

    Proprio ieri pomeriggio, ora italiana, quando negli Usa stavano aprendo i mercati, Twitter aveva ribadito che gli account spam/bot sulla piattaforma fossero “ben al di sotto del 5%“. Una dichiarazione che aveva provocato un balzo in avanti del titolo TWTR a Wall Street. Tutto faceva pensare che sarebbe stata una buona giornata. E invece…

    Invece a tarda sera, sempre ora italiana, è arrivata la soffiata del Washington Post, giornale di proprietà di Jeff Bezos, il quale citando alcune fonti vicine al team di Elon Musk, riportava che l’accordo di acquisizione di Twitter da parte del fondatore della Tesla è ormai in bilico. Sempre sulla questione degli account spam/bot.

    Come sapete, dopo aver dichiarato di voler andare a fondo sulla vicenda dei bot sulla piattaforma da 280 caratteri, Elon Musk si era preso del tempo per vederci chiaro. In qualità di acquirente, sulla base dell’accordo di acquisizione della società di San Francisco per 44 miliardi di dollari, aveva dato incarico ad un team ai dati che Twitter, poi, gli aveva fatto avere per fare le sue verifiche. Ricordiamoci che Elon Musk sostiene che gli account spam/bot su Twitter siano al di sopra del 20%. In pratica l’intendo del suo team era quello di dimostrare che gli spa/bot fossero di più, in modo tale da tirare sul prezzo dei 44 miliardi oppure far saltare direttamente il banco.

    elon musk twitter accordo bilico

    E cosa è successo ieri?

    Come dicevamo prima, il WP citando fonti vicine al team di Musk scrive che l’accordo sarebbe ormai in pericolo.

    Il team che ha valutato i dati mandati da Twitter ha preso atto di ciò che Twitter stessa ha sostenuto proprio di fronte alla richiesta dei dati. E cioè che gli stessi dati non possono essere verificati, il processo non potrebbe “avvenire in modo sicuro”.

    Questa conclusione ha quindi spento “l’entusiasmo” di Elon Musk e dei suoi creditori, ossia Larry Ellison, Andreessen Horowitz (società di venture capital), Binance (borsa di criptovalute), Fidelity e la società di investimento statale del Qatar. Le trattative e i colloqui sui finanziamenti si sono fermati, uno stop che potrebbe portare, come sostengono le fonti citate dal WP, “ad una drastica inversione” sull’accordo.

    Quello che si prospettava solo un mese fa, adesso sta diventando sempre più concreto. E cioè che lo scopo vero di Elon Musk è quello di far saltare il banco perché, nel frattempo, e grazie alle sue “picconate”, il titolo ha progressivamente perso valore in borsa provocando maggiore esborso per le tasche del miliardario.

    A complicare il tutto, Twitter deve fari conti anche con la situazione che si sta creando in questo limbo. La società ha licenziato il 30% del personale addetto al Recruiting. Una situazione complicata legata a quella del personale dell’intera azienda, preoccupato sin dall’arrivo di Elon Musk come azionista della propria situazione. E non sono stati pochi i manager che sono stati convinti dal CEO di Twitter, Parag Agrawal, tra cui Keyvon Beykpour e il leader dei prodotti Bruce Falck.

    Ma anche appellandosi al caso della presenza di spam/bot sulla piattaforma, non sarebbe così facile per Elon Musk abbandonare l’accordo e venire meno agli impegni presi.

    Certo, resta la penale da 1 miliardo di dollari che una parta deve all’altra in caso di rottura. Ma le possibilità che Elon Musk possa riuscire a fare saltare il banco per davvero sono davvero poche. Potrebbe venirne fuori una battaglia legale interminabile.

    Ecco perché i suoi avvocati sono al lavoro per cercare di trovare un appiglio su cui poggiarsi, una clausola adesso negativa per il miliardario, in modo da permettere a Musk di poter lasciare Twitter al suo destino.

    Già, perché come abbiamo sempre sostenuto, sin dall’inizio di questa vicenda, a perdere è sempre Twitter. Un eventuale uscita dall’accordo di acquisizione da parte di Elon Musk, sarebbe per Twitter un duro colpo. Ne uscirebbe con le ossa rotte, più debole e con meno valore. Adesso, la società è ben consapevole che il proprio destino è legato a quello di Elon Musk. Una triste verità.

  • CoTweet, Twitter inizia il test sul tweet collaborativo

    CoTweet, Twitter inizia il test sul tweet collaborativo

    Twitter avvia il test su una funzionalità che permetterà la possibilità a due utenti di collaborare sullo stesso tweet. Si chiama CoTweet, o Co-Tweet, e potrebbe essere interessante.

    In attesa che la vicenda della proprietà, che vede Elon Musk come futuro proprietario della piattaforma, Twitter è alla ricerca continua di modalità innovative e collaborative. Una di queste modalità viene alla ribalta in queste ore e si tratta della possibilità di poter collaborare su uno stesso tweet. La modalità per il momento pare chiamarsi CoTweet o Co-Tweet, ma al momento non ci sono conferme ufficiali sul naming. Quello che si sa, per certo, è che dopo l’anticipazione di utenti molto attenti come Alessandro Paluzzi e Matt Navarra, la società ha confermato l’avvio del test.

    Forse questa notizia relativa a questo test lascerà gli utenti affezionati di Twitter un po’ interdetti, ma anche questa funzionalità, se confermata, è frutto del processo di innovazione che la società aveva già intrapreso prima che arrivasse Elon Musk. Un processo di innovazione a lungo invocato e per tanto tempo atteso, che segue la direttrice rivolta ai creator e strizza l’occhio alla collaborazione.

    E quindi, dopo aver attuato già una funzionalità simile, il pensiero va ovviamente alla figura del co-host, ossia la possibilità che ha un host di poter gestire uno spazio su Twitter Spaces insieme ad altri due utenti al massimo, Twitter adesso sperimenta un concetto simile ma sul tweet, il contenuto principe della piattaforma, quello che resta ancora limitato ai 280 caratteri. E qui ci fermiamo perché su Note approfondiremo in avanti.

    twitter cotweet

    Come funziona CoTweet

    Come funzionerebbe CoTweet?

    Intanto il condizionale nella domanda è d’obbligo visto che la funzionalità, seppure in uso in queste ore, è comunque ancora tutta da sviluppare.

    La funzionalità ricorda molto quella già in uso su Instagram (conferma che qui alla fine non si inventa niente di nuovo).

    In pratica, l’utente che ha attiva la funzione, come ha mostrato nei suoi tweet Kelly Vaughn, può scrivere un tweet e poi, pigiando l’icona “cotweet” che si vede in basso all’editor, quello dove si trova la possibilità di aggiungere le immagini per intenderci, può invitare un utente qualsiasi a collaborare al contenuto.

    L’utente invitato vedrà all’interno del suo feed l’invito che mostra il contenuto su cui collaborare e la notifica “Accetta/Declina”. In DM, quindi come messaggio privato, l’utente visualizzerà un link al tweet con questo testoSei stato invitato a twittare insieme a un CoTweet!“.

    Come dicevamo, Kelly Vaughn ha sperimentato questa funzionalità e ha pubblicato anche alcuni screenshot, a conferma che Twitter ha avviato il test.

    Curiosità che conferma il fatto che tutto è ancora in fase sperimentale. L’incorporazione del tweet all’interno di questo articolo mostra solo l’utente principale e non l’altro utente “CoTweet”. Pare che questo piccolo bug compaia anche su iOS. Per visionare la modalità collaborativa come dovrebbe essere, cliccate sul link per vedere il tweet originale, in basso l’immagine di quello che si vede.

    cotweet esempio franzrusso.it

    Per come si presenta, CoTweet potrebbe essere una modalità molto interessante, specie in quei contesti in cui la collaborazione può avere molto senso. E pensiamo, ad esempio, alle aziende che potrebbero approfittarne per realizzare contenuti in collaborazione con influencer o in partnership con altre aziende. Ma di esempi se ne potrebbero fare altri, questo è quello che è venuto più facile da fare visto il contesto in cui solitamente operiamo.

    cotweet paluzzi

    Però, e c’è sempre un però, non è detto che poi questa funzionalità possa davvero diventare effettiva. Twitter, confermando il test, ha comunque specificato che solo alcuni utente la stanno usando per “un periodo di tempo limitato“. Un periodo nel quale provare a migliorarla oppure no.

    Per quello che vediamo, ci sembra interessante. E voi che ne pensate?

    fatecelo sapere tra i commenti, se volete, oppure sui nostri canali social.

  • Twitter, la piattaforma social media preferita dai giornalisti

    Twitter, la piattaforma social media preferita dai giornalisti

    Secondo una recente ricerca di Pew Research, Twitter resta ancora la piattaforma social media preferita dai giornalisti: per 7 su 10 è al primo posto.

    Un nuovo studio di Pew Research ci mostra come Twitter sia, ancora, la piattaforma social media preferita dai giornalisti. Non che sia una novità, ma è comunque interessante visto il contesto che vive oggi la piattaforma, alle prese con una transizione proprietaria che va verso Elon Musk. E chissà che lo stesso Elon Musk non ne sia contento.

    Lo studio svolto da Pew Research ha visto la partecipazione di 11.500 giornalisti negli Usa. Il 69% dei giornalisti, quindi quasi 7 su 10, ha messo la primo posto Twitter come piattaforma social media utile per il proprio lavoro. Segue poi Facebook, con il 52% e poi, molto più distaccata, Instagram con il 19%. Tra le piattaforme usate dai giornalisti ci sono anche LinkedIn (17%) e YouTube (14%).

    Come sempre abbiamo sostenuto qui sul nostro blog, con numeri e dati alla mano, nel corso di questi anni, Twitter si conferma essere la piattaforma dove condividere e reperire news, nonostante le sue dimensioni siano molto più piccole delle altre piattaforme social media che abbiamo citato. I giornalisti stessi poi riescono a costruire, su questa piattaforma, la propria autorevolezza e capacità di influenza che rende Twitter la piattaforma per eccellenza dei giornalisti.

    Infatti, Twitter mantiene questa caratteristica dove è possibile fare influenza sulle opinioni nonostante ci siano “solo” 290 milioni di utenti al giorno.

     

    twitter giornalisti

    Ovviamente parliamo dei giornalisti, ma possiamo provare ad allargare anche a tutti quegli account che nel corso degli anni hanno costruito tutta la loro reputazione condividendo, su Twitter, informazioni e notizie, sempre verificate e di qualità, riuscendo a creare una community attorno a questa attività che manifesta la capacità di influenzare su certi temi.

    Si tratta quindi di giornalisti, blogger, influencer che usano Twitter per informare sfruttando le caratteristiche tipiche della piattaforma, come la timeline in continuo aggiornamento che infonde una carattere sempre dinamico, davvero in tempo reale.

    twitter giornalisti 2022

    I dati della ricerca mostrano anche che Twitter risulta essere preferito anche dai giornalisti più giovani, con l’83% di quelli di età compresa tra i 18 e i 29 anni che lo indicano come la piattaforma social media più usata. Se guardiamo alle fasce più mature, il 45% dei giornalisti della fascia +65 anni indica Twitter come uno dei due principali social media per le attività lavorative.

    Anche Instagram risulta essere molto popolare popolare tra i giornalisti più giovani, quelli sotto i 50 anni, mentre LinkedIn e YouTube sono un po’ più popolari tra i giornalisti più anziani, ossia quelli di 50 anni e più).

    La ricerca poi rileva un aspetto interessante e che potrebbe poi generare opinioni molto divergenti. Ma val la pena riportarlo.

    In pratica, la ricerca ha evidenziato il fatto che i giornalisti che dichiarano di lavorare in una testata il cui pubblico è politicamente orientato più a destra, hanno molte più probabilità di quelli con un pubblico orientato più a sinistra di ritenere Facebook come una delle due principali piattaforme social media per il loro lavoro: 67% contro 45%. Invece, i giornalisti che dichiarano che la testata per cui lavorano ha un pubblico orientato più a sinistra, hanno il doppio delle probabilità di usare Instagram rispetto a quelli che dichiarano che la loro organizzazione ha un pubblico orientato più a destra: 24% contro 12%. Magari può essere uno spunto interessante di riflessione.

    twitter giornalisti età 2022

    Quello che era giusto riportare è che, nonostante tutto, Twitter resta ancora oggi una piattaforma attraverso cui informare e fare opinione. E che le sue caratteristiche, nonostante il numero di utenti giornalieri relativamente basso, se paragonate a piattaforme come Facebook o Instagram, sono riconosciute come valide per il proprio lavoro dai giornalisti, e da chi fa informazione, una delle categorie più presenti e attive sulla piattaforma.

    Una dato questo che conferma il fatto che Elon Musk abbia acquistato Twitter per fare opinione e influenzare. Anche dall’alto dei suoi 100 milioni di utenti, traguardo da poco raggiunto.

  • Twitter Circle, condividi tweet con un massimo di 150 utenti

    Twitter Circle, condividi tweet con un massimo di 150 utenti

    Lanciato come test il mese scorso, Twitter Circle sta cominciando ad estendersi a tutti gli utenti a livello globale, sia su app che su web. Vediamo insieme come funziona e a cosa serve.

    Lanciato come test il mese scorso, Twitter Circle sta cominciando ad estendersi verso un numero di utenti sempre più esteso. Segno che la fase di prova ha dato esito positivo e che da adesso la funzione può intendersi in uso per tutti.

    Nonostante le turbolenza dovute all’acquisizione della società da parte di Elon Musk, vicenda che continua ad essere caratterizzata dalle azioni spesso controverse del fondatore della Tesla, Twitter sta mantenendo comunque attivo il suo programma di lancio di nuove funzionalità.

    E tra queste vi è, appunto, Twitter Circle.

    Twitter Circle

    Cos’è Twitter Circle

    Ma cos’è Twitter Circle? Volendo provare a dare una risposta dopo averla usata, Twitter Circle è una funzionalità che permette all’utente di twittare contenuti all’interno di una “cerchia” che potrà essere composta da un numero massimo di 150 utenti.

    Già il nome cerchia vi avrà sicuramente riportato alla mente il fatto che questo termine veniva usato anche in Google Plus, il tentativo social di Google che si basava proprio sulle cerchie. Ma, al tempo stesso, Twitter Circle ricorda anche Amici più stretti” di Instagram, la modalità che permette, dal 2018, la condivisione di storie per un ristretto numero di contatti.

    Più o meno allo stesso modo funziona Twitter Circle, che permette di creare una timeline più diretta, nella quale fanno parte (lo decidete voi) utenti di interesse, siano essi follower o meno. La lista poi è sempre modificabile.

    Come usare Twitter Circle

    Come usare Twitter Circle? L’utilizzo è molto semplice e intuitivo.

    Allora, dalla vostra app, iOS o Android, o dalla versione web, quando aprirete il “Componi tweet” vi accorgerete di poter usare Twitter Circle se in altro a sinistra dell’editor compare un menù a tendina. Se cliccate sopra al menù vedrete che potrete inviare il vostro tweet a Tutti, alle vostre community (quelle che gestite o seguite) e, quindi anche ad un ristretto numero di utenti con Twitter Circle.

    https://twitter.com/TwitterSafety/status/1521540727557218309

    Non appena inviato il tweet, gli utenti che fanno parte della lista vedranno una nota come questa, “Solo le persone della Cerchia di @nomeutente possono vedere questo tweet“, e lo stesso tweet non è visibile in modalità pubblica.

    Inoltre, il tweet non può essere retwittato, proprio per il fatto che non è un contenuto pubblico ma privato, e gli utenti che fanno parte della cerchia non posso sapere chi sono gli altri della lista. La lista può essere sempre modificata e l’utente non riceverà mai una notifica di aggiunta (a differenza di quello che avviene per gli account delle Liste aggiunti in modalità pubblica).

    Nota importante, è vero che il tweet non è pubblico, ma può sempre essere condiviso come screenshot.

    Twitter Circle attivo per tutti, su web e app iOS/Android

    Nella giornata del 30 agosto 2022 Twitter ha ufficializzato il rilascio di Twitter Circle per tutti gli utenti a livello globale.

    Valgono le funzionalità e opzioni descritte più sopra, significa che la fase di test è stata superata dopo aver ricevuto e verificato tutti i feedback forniti dagli utenti che l’hanno provata per primi.

    A cosa serve Twitter Circle

    A cosa serve Twitter Circle? Sicuramente ad introdurre una modalità più privata nell’usare Twitter. Se ma se ne sentisse il bisogno.

    Twitter in questo modo vuole offrire agli utenti che vorrebbe avere uno spazio più appartato per esprimersi, invece di usare sempre e soltanto la modalità pubblica. Ricordiamolo, è ristretta certo, ma certamente non privata per come la si volesse intendere.

    Twitter Circle

    Si tratta di una modalità che richiama l’idea di certi gruppi ristretti all’interno dei quali condividere pensieri che non si vorrebbero rendere pubblici.

    Al momento la funzionalità si sta estendendo a livello globale su iOS, Android e nella versione web di Twitter. Se non l’avete ancora, si tratta solo di attendere un po’ di più.