Crisi e web 2.0

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Franz Russo
Franz Russo
Franz Russo, fondatore, nel 2008, del blog InTime, ho collaborato con grandi aziende nazionali e internazionali, come consulente per strategie di comunicazione e come divulgatore. Da sempre impegnato nella comunicazione digitale, cerco di unire sempre una profonda passione per l’innovazione tecnologica a una visione olistica dell’evoluzione dei social media e degli strumenti digitali. Il mio percorso professionale in questo campo, iniziato nel 2007, è stato caratterizzato da un costante impegno nel raccontare e interpretare i cambiamenti nel panorama digitale. Il mio approccio si basa su un mix di analisi strategica, creatività e un profondo impegno per il racconto e la divulgazione.

In effetti verrebbe da chiedersi, ma che c’entra il web 2.0 con la crisi che stiamo vivendo in questi giorni?

Crisi globale
Crisi globale

Un pò il web 2.0 c’entra, anzi forse di più. Facciamo un passo indietro di qualche anno per cominciare ad inquadrare il problema. Intorno alla fine degli anni novanta e il duemila, con il boom del web, di crea il fenomeno della “New Economy”, il mondo varca l’economia di confine per approdare ad un’economia “globale”, vista la possibilità offerta proprio dalla rete di raggiungere anche mercati fino a quel momento poco frequentati. Con la New Economy si etichettava una nuova era che coinvolse le società a tutti i livelli, da quello economico a quello finanziario, a quello politico, apportando una radicale innovazione al modo di intendere il mondo, il futuro. Da quel momento il termine “globalizzazione” è diventato di uso comune. Ad intendere la capacità dei mercati di poter essere competitivi con i propri prodotti/servizi in tutto il mondo, diventando globali, appunto. Ovviamente voglio tralasciare gli aspetti più tecnici del fenomeno e invece concentrarci sul come il fenomeno è stato ed è ancora concepito. E’ evidente che la crisi di questi giorni ha le sue fondamenta nella New Economy. La percezione iniziale è stata euforica, entusiasta. Sembrava che ad un certo punto tutto fosse diventato più facile, senza tener conto dei problemi reali che cominciavano ad affiorare.

Con l’era del web targato 2.0, come abbiamo visto cambia il modo di comunicare, la parola condivisione diventa il cardine portante di questo periodo. Il socialnetwork offre nuovi spunti in questo senso con la nascita di nuovi mezzi di comunicazione come i blog. Ma la crisi arriva, inesorabile. Cresciuta all’ombra dell’euforia iniziale, in questi anni si è insidiata in maniera inesorabile nella nostra società. Proprio in fatto di globalizzazione, molte aziende pagano proprio questa sensazione di euforia che li ha accompagnati in questi anni credendo che quello fosse il modo giusto di fare business. Le opportunità che offre la globalizzazione sono tante, ma se usate indiscriminatamente e male portano questo tipo di risultati. Oggi ad andare in crisi  è principalmente il sistema finanziario. I soldi serviti a creare il “business globale” sono stati usati male, malissimo, dalle aziende. A pagare di più sono i cittadini che hanno creduto a quello che dicevano le aziende (vedi la crisi dei mutui). E nonostante tutto alcune aziende, usufruendo del capitale pubblico per risollevarsi, sono ancora lì.

E allora che c’entra il web 2.0 in tutto questo? La risposta è che proprio dal web 2.0 si deve ricominciare. Iniziare ad entrare nella mentalità che i mercati sono cambiati, che l’economia è cambiata, che la gente è cambiata. Ripensare il modo di fare business sfruttando gli strumenti del web di oggi può risollevarci dalla crisi e dal grigiume che tutto avvolge.

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